<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Eurozona Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/eurozona/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/eurozona</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Nov 2019 10:51:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Eurozona Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/eurozona</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Pepsi: il progetto europeo per contrastare Visa e Mastercard</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/pepsi-il-progetto-europeo-per-contrastare-visa-e-mastercard.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Franzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 06:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Eurozona]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=241478</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Visa e Mastercard" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Venti banche europee, con il supporto logistico e politico della Banca centrale europea, stanno provvedendo a studiare il progetto per elaborare e dare vita ad un nuovo sistema di pagamenti elettronici. Un sistema il quale coprirebbe l&#8217;intero Vecchio Continente, nel tentativo esplicito di esautorare i giganti americani che qui operano, e di sostituirsi a loro. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/pepsi-il-progetto-europeo-per-contrastare-visa-e-mastercard.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/pepsi-il-progetto-europeo-per-contrastare-visa-e-mastercard.html">Pepsi: il progetto europeo per contrastare Visa e Mastercard</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Visa e Mastercard" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/visa-e-mastercard-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Venti banche europee, con il supporto logistico e politico della Banca centrale europea, stanno provvedendo a studiare il progetto per elaborare e dare vita ad un nuovo <strong>sistema di pagamenti elettronici</strong>. Un sistema il quale coprirebbe l&#8217;intero Vecchio Continente, nel tentativo esplicito di esautorare i giganti americani che qui operano, e di sostituirsi a loro. Si tratta di <strong>Pepsi</strong>, un evocativo &#8211; e quasi divertente, se ricondotto al contesto estremamente serio in cui invece è inserito &#8211; acronimo che sta per <em>Pan-European Payments System Initiative</em>.</p>
<p>La prima agenzia di stampa che ha lanciato la notizia è stata la <em>Afp </em>che la mattina del 5 novembre 2019 ha rilasciato il seguente <a href="https://twitter.com/afpfr/status/1191743221703028736">cinguettio</a> su Twitter: &#8220;Venti banche europee stanno lavorando alla creazione di un sistema di pagamento paneuropeo che avrebbe la possibilità di mettere fine all&#8217;impero di Visa, Mastercard ed altri giganti della tecnologia europea&#8221;. Tali fonti si riferiscono, in particolar modo, al mondo finanziario francese e tedesco. Il quale, non incidentalmente, è quello più coinvolto in questo progetto.</p>
<h2>Visa e Mastercard: due potenti attori internazionali</h2>
<p>Perché dunque numerose banche di investimento di molti Paesi europei stanno correndo ai ripari rispetto ai pagamenti elettronici? Dopo decenni quieti e tranquilli in cui hanno usufruito dei circuiti a stelle e strisce? Per comprendere i motivi di questo prospetto, di questa pianificazione a lungo termine, è necessario anatomizzare tutta l&#8217;ampiezza dello spettro di interpretazione e cognizione del reale.</p>
<p>I &#8220;circuiti di pagamento&#8221; si costituiscono nelle società &#8211; grandi aziende &#8211; che si occupano di gestire i <strong>trasferimenti elettronici</strong> di denaro: transazioni come spese, pagamenti, bonifici e così. Il loro funzionamento non è così semplice da comprendere, ma fondamentalmente lo si può riassumere così: queste società hanno l&#8217;incarico, attraverso contratti stipulati e firmati dalle parti coinvolte, di fungere da intermediari fra esercenti convenzionati ed istituti di credito, tramite delle spese di commissione che ne arricchiscono le tasche.</p>
<p>Tali circuiti di pagamento, al giorno d&#8217;oggi, sono per lo più americani, in quanto sono stati proprio gli Stati Uniti ad aver elaborato per primi questo sistema elettronico. Non è casuale che la maggior parte delle transazioni nel Paese americano siano coperte a livello elettronico, per l&#8217;appunto, e non con i contanti. Una peculiarità meno diffusa nella vecchia Europa, ma del tutto presente: sia bastevole pensare alla sua incessante diffusione presso ampie fasce della popolazione. Comuni cittadini consumatori, od imprenditori, che siano.</p>
<p>I veri e riconosciuti giganti di questo settore sono <strong>Visa</strong> e <strong>Mastercard</strong>, seguiti a ruota da <strong>American Express</strong>. I primi due sono, senza ombra di dubbio, <a href="https://www.facile.it/carta-di-credito/news/le-differenze-tra-il-circuito-visa-e-mastercard.html">i più rinomati dominatori</a> del circuito di pagamenti elettronici. Basti pensare che, per quel che riguarda le carte di credito:</p>
<ul>
<li>Visa copre ben il 50,1% delle transazioni a livello mondiale, ed i dati dell&#8217;azienda lo confermano appieno: l&#8217;utile di esercizio nel 2018 si aggira attorno agli <a href="https://www.evaluation.it/aziende/bilanci-aziende/visa/">oltre 10 miliardi di dollari statunitensi</a>, con un aumento del fatturato &#8211; su base triennale &#8211; del 36%, un&#8217;alta redditività ed un patrimonio netto di più di 34 miliardi di dollari.</li>
<li>Mastercard, da parte sua, copre il 33,5% delle transazioni a livello mondiale, con un utile di esercizio nel 2018 pari a <a href="https://www.evaluation.it/aziende/bilanci-aziende/mastercard/">quasi 6 miliardi di dollari</a> (dello stesso calibro, American Express), con un aumento del fatturato &#8211; su base triennale &#8211; del 38%, una redditività più ondivaga di quella di Visa ma comunque stabile, ed un patrimonio netto di 5 miliardi di dollari.</li>
</ul>
<p>Ordunque, ritornando alla questione fulcrale: stanti queste condizioni, qual è l&#8217;obiettivo di medio e lungo termine che le banche europee si sarebbero prefissate con il sistema Pepsi? Le motivazioni che stanno alla base del progetto, e le scaturigini che lo contraddistinguono, non sono soltanto <strong>economiche e tecniche</strong>, bensì anche e soprattutto <strong>politiche</strong>. Irrinunciabili in questo programma, <a href="https://it.sputniknews.com/economia/201911068262435-niente-visa-o-mastercard-banche-europee-stanno-elaborando-nuovo-sistema-pagamenti-paneuropeo/">come affermato</a> dal vice-capo di un Dipartimento del Ministero del Tesoro francese, <strong>Jerome Reboul</strong>: &#8220;Nel giro di due anni, la visione del futuro dei pagamenti elettronici e dei pagamenti con carta cambierà in modo significativo&#8221;.</p>
<h2>I perché del progetto paneuropeo Pepsi</h2>
<p>La notizia è stata di recente lanciata da <em>France Press</em> e ripresa per prima, in Italia, da <a href="https://www.ilsole24ore.com/radiocor/nRC_05.11.2019_19.13_6252949"><em>RadioCor</em></a><em> </em>de<em> Il</em> <em>Sole24Ore</em>. Tuttavia essa contempla un fatto che risale a <strong>ben due anni fa</strong>, quando il board della Bce, sotto le direttive di Mario Draghi &#8211; <a href="https://it.insideover.com/economia/von-der-leyen-e-lagarde-si-torna-allausterita.html">oggi sostituito</a> dalla francese <a href="https://oltrelalinea.news/2019/07/07/von-der-leyen-e-lagarde-austerita-e-potere/">Christine Lagarde</a> -, ha iniziato a discutere in maniera seria della possibilità di distaccarsi dai circuiti di pagamento americani, alla ricerca dell&#8217;autonomia continentale da questo punto di vista.</p>
<p><a href="https://www.mbs.news/2019/11/pepsi-this-initiative-of-european-banks-to-counter-visa-and-mastercard.html"><em>Mbs News</em> riporta</a> che all&#8217;origine di questa iniziativa ci sarebbe la problematica della &#8220;<strong>sovranità dei pagamenti</strong> [&#8230;], che in Europa non esiste&#8221;: queste le parole del francese <strong>Carlo Bovero</strong>, a capo della sezione <em>World Cards and Retail Payments</em> della BNP Paribas, intervenendo ad una conferenza organizzata da Revue Banque nei primi giorni di novembre. Infatti, sviluppare una base di pagamenti istantanei in grado di gestire tutte le formule di &#8220;<strong>pagamento de-materializzato</strong>&#8221; (carte di credito, bonifici bancari, addebitamenti sui conti correnti, uso dei dispositivi mobili) è una questione di indipendenza, perseguibile con un progetto di pochi miliardi di euro per oltre 400 milioni di carte in tutta Europa. Del resto, <span style="font-size: 1rem;">&#8220;è sufficiente che un presidente americano scocciato prenda la decisione di tagliare i pagamenti qui, e noi avremo dinanzi agli occhi tutta la nostra dipendenza&#8221;.</span></p>
<p>Un problema non di poco conto, come sottolinea effettivamente l&#8217;auspicata <a href="https://www.we-wealth.com/it/news/aziende-e-protagonisti/societa-e-istituzioni/pepsi-il-progetto-di-un-gigante-dei-pagamenti-made-in-ue/">partecipazione dei più grandi istituti bancari</a> dell&#8217;Eurozona. Provenienti, questi ultimi &#8211; sempre stando alle fonti di <em>France Press</em> -, da Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Portogallo: nessuno ha voluto parlare ufficialmente della questione, segno della fattuale sensibilità che essa genera e di cui necessita. Da qui si comprende come l&#8217;Unione Europea ed i Paesi che ne fanno parte siano inermi per quel che riguarda il controllo dei viaggi del credito, piuttosto che dei loro depositi. In un periodo di tensioni politiche non indifferenti, di <strong>guerre commerciali</strong> ai diversi angoli del globo e di sempre più efficiente &#8220;elettronicizzazione&#8221; dei pagamenti, avere un circuito non dipendente da altri è assolutamente strategico.</p>
<h2>Il potere dei circuiti elettronici e la questione dell&#8217;autonomia</h2>
<p>A corroborare quanto appena evidenziato, ci ha pensato la stessa France Press, nel suo <a href="https://www.afp.com/fr/infos/334/pepsi-linitiative-des-banques-europeennes-pour-contrer-visa-et-mastercard-doc-1m07w13">comunicato del 6 novembre 2019</a>: infatti, in esso ha riportato degli esempi a dimostrazione di quanto potere assumano coloro che hanno la facoltà di trasferire il credito, forse anche di più di coloro che lo detengono (le banche) o che o richiedono in cambio di prestazioni (le aziende).</p>
<p>&#8220;Nel 2010, le società di pagamento Visa, Mastercard, Paypal e Western Union avevano boicottato il sito web <strong>Wikileaks</strong> di Julian Assange, dopo la pubblicazione di documenti diplomatici americani classificati, portando alla sua asfissia finanziaria. Dopo l&#8217;annessione della <strong>Crimea</strong> da parte della Russia nel 2014, Visa e Mastercard avevano temporaneamente interrotto i loro servizi alle banche russe a causa delle sanzioni statunitensi. Da allora, Mosca ha sviluppato un proprio sistema di pagamento&#8221;.</p>
<p>Le parole chiave in questi contesti sono <a href="https://www.wired.it/economia/finanza/2019/11/06/visa-mastercard-europa/?refresh_ce=">&#8220;sovranità&#8221; ed &#8220;indipendenza&#8221;</a>. Oltre ai succitati fatti addotti ad esempio da <em>Afp</em>, si potrebbero citare anche Alipay, Hipay e WeChat Pay, ovverosia i circuiti di pagamento elettronici elaborati dalla Cina ed in vigore all&#8217;interno del territorio del Dragone, oltre in diverse altre parti dell&#8217;Asia. Oppure un&#8217;altra vicenda &#8220;elettronica&#8221; &#8211; questa volta non legata ai pagamenti con carta e bonifici, bensì al mondo digitale -, quella di <strong>Ru-Net</strong>, la nuova <a href="https://it.insideover.com/politica/runet-cortina-di-ferro-telematica-russia.html">&#8220;Cortina di Ferro&#8221; </a>dell&#8217;internet cui ha dato vita la Russia di Vladimir Putin nel tentativo non di distaccarsi subitaneamente dal <em>world wide web</em>, ma di avere una potente <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/putin-e-la-sua-cortina-di-ferro-digitale.html">arma a propria disposizione</a> nel caso di &#8220;staccamento della spina&#8221; da parte dei suoi controllori (gli americani).</p>
<p>Questi provvedimenti sono volti non a danneggiare gli avversari, ma ad acquisire una posizione di forza nel momento in cui si venga attaccati in un contesto di &#8220;<strong>Cyber War</strong>&#8220;. Non si tratta di una forma di volontario isolazionismo, ma di precauzioni necessarie a mantenere la stabilità e la sicurezza interne di un Paese. Il quale, se dipendente da altri in qualsivoglia forma, può essere sempre minacciato o ricattato nel momento in cui non sia incline ad ottemperare a certe richieste od esigenze altrui.</p>
<p>Nell&#8217;epoca della rivoluzione digitale permanente e dell&#8217;avanzamento inarrestabile dell&#8217;elettronico rispetto al cartaceo &#8211; fenomeni in continua metamorfosi, peraltro -, avere il controllo della propria rete <em>internet</em> e del proprio circuito di pagamenti sono <strong>forme di sovranità imprescindibili</strong>. E persino la Bce ha compreso questo fatto per quel che riguarda l&#8217;Unione europea, ed ha iniziato a muoversi, attraverso il progetto Pepsi, che coinvolge una ventina di gruppi bancari di ampie dimensioni.</p>
<h2>Particolarità e criticità di Pepsi</h2>
<p>L&#8217;idea promossa dall&#8217;istituto di <strong>Francoforte</strong> è quindi, stando al panorama in cui si sviluppa, saggia ed accorta. Infatti, esiste una sostanziale differenza fra la proprietà-possesso del credito ed il controllo di quest&#8217;ultimo. Nel 1999 è ufficialmente entrato in vigore l&#8217;euro nel circuito finanziario internazionale, e nel 2002 è arrivato nelle tasche dei cittadini: è questa valuta ad essere presente nei conti correnti dei cittadini europei.</p>
<p>La sua proprietà è della Banca Centrale Europea, il suo deposito spetta alle banche commerciali (le quali, oggi, sono anche di investimento, stante l&#8217;annullamento del <em>Glass-Steagal Act</em> da parte di Bill Clinton nel 1999), ma la possibilità di <strong>viaggiare a livello elettronico</strong> è, in effetti, controllata da Visa, Mastercard ed altre compagnie minori (ma comunque profittevoli). Nel momento in cui, per un qualunque motivo (come capitato ad Wikileaks), queste ultime decidessero di non intermediare più le transazioni, allora i pagamenti si interromperebbero, e con essi l&#8217;economia che vi fa seguito. Pur immaginando che un&#8217;operazione del genere sarebbe difficile da contemplare e non conveniente neppure per quelle medesime società, la possibilità di esercitare questo potere esiste. E si tratta di un <strong>potere politico</strong>.</p>
<p>Ora, è esattamente su tale punto che emergono le criticità del progetto Pepsi per l&#8217;Euro-zona. Esso, infatti, non nasce da esigenze di sicurezza nazionale dei Paesi che ne fanno parte, ma dalla consapevolezza di <strong>venti grandi banche</strong> continentali che anche la loro attività è dipendente da attori terzi che si pongono al di fuori dei loro stretti interessi (avendo interesse essi stessi, comunque, a perseguirli). Una consapevolezza &#8220;privata&#8221;, dunque, non &#8220;pubblica&#8221;: non sono gli Stati nazionali a promuovere, tramite la sovrastruttura europea, un controllo dei viaggi creditizi, bensì banche private di proprietà spesso transnazionali.</p>
<p>Peraltro, con il controllo della Bce, la cui vigilanza delle attività bancarie, tuttavia, non è mai stata brillante: basti pensare che essa ha affidato gli <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/bce-grande-affare-stress-test-AEy2Uz1G"><em>stress-test</em> a <strong>BlackRock</strong></a>, <a href="https://www.money.it/bce-blackrock-valerio-malvezzi-conflitto-interesse-mano-nera-controlla-economia-mondiale">uno dei più grandi fondi di investimento al mondo</a>, niente affatto neutrale ed in palese conflitto di interessi nella loro gestione dei casi (come denunciato dall&#8217;economista italiano <a href="https://www.radioradio.it/2019/10/blackrock-cosa-e-successo-nel-2018-che-legami-ci-sono-con-la-bce/">Valerio Malvezzi</a>, ex membro della Commissione Finanze negli anni Novanta).</p>
<p>Perciò, la &#8220;<em>mossa Pepsi</em>&#8221; di Francoforte è indubitabilmente di tipo politico, e non potrebbe essere altrimenti, il che è un aspetto positivo della questione. Ma è un politico che ha a che fare tanto con la volontà di indipendenza dell&#8217;Euro-zona &#8211; i cui investimenti, concreti e culturali, in questa cosa sono stati assai labili, impediti e frenati dalla <em>governance</em> di <strong>austerità</strong> che ha contraddistinto quanto meno l&#8217;ultimo decennio -, quanto con la necessità di appigli ed ancoramenti per la sua stessa sopravvivenza.</p>
<h2>La politicizzazione del progetto Pepsi</h2>
<p>Infatti, l&#8217;attualità odierna si configura come un periodo di particolari difficoltà sistemiche per l&#8217;Eurozona e per l&#8217;Unione europea in generale. La <strong>Commissione Von der Leyen</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/la-von-der-leyen-perde-pezzi-commissione-a-rischio.html">fatica a partire</a>, e le politiche economiche promosse da Bruxelles continuano a rivelarsi lesive ed inefficaci &#8211; tanto che, dalle colonne del Financial Times, <strong>Gyorgy Matolcsy</strong>, Governatore della Banca Centrale ungherese, ha scritto che &#8220;<a href="http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/matolcsy-dobbiamo-ammettere-che-euro-e-stato-un-errore.html">Dobbiamo ammettere che l&#8217;euro è stato un errore</a>&#8221; -, al punto tale da aver spinto Draghi e Lagarde a prendere in considerazione la <a href="http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/draghi-e-lagarde-parlano-di-mmt-ma-la-loro-non-e-una-conversione.html">Modern Money Theory</a>.</p>
<p>Nocumento ed inefficacia tali da aver condotto la Germania, in recessione tecnica, a ventilare l&#8217;ipotesi di prendere in considerazione <a href="https://it.insideover.com/economia/scholz-unione-bancaria-europea-italia.html">l&#8217;Unione bancaria</a> e la garanzia unica dei depositi bancari. Anche, probabilmente, per tentare di salvare la <strong>Deutsche Bank</strong>, <a href="https://it.insideover.com/economia/deutsche-bank-a-picco-germania-in-crisi-adesso-a-berlino-il-re-e-nudo.html">sempre più nel baratro</a>.</p>
<p>In conclusione, lavorare all&#8217;idea di sostituirsi a circuiti di pagamento elettronico come Visa e Mastercard per non essere costretti a dipendere, letteralmente, da questi colossi privati per il trasferimento di ingenti somme di denaro, è una <a href="https://www.startmag.it/economia/tutti-i-dettagli-sul-progetto-bce-di-carta-di-credito-europea/"><strong>mossa politica</strong> di indubbio valore</a>. Tuttavia, proprio per il fatto che si configura come politica, essa necessiterebbe di una struttura politica solida alla base: una struttura che, nell&#8217;Euro-zona, manca.</p>
<p>Infatti, Commissione e Consiglio europeo sono controllori sempre meno apprezzati dalle popolazioni europee, molte delle quali hanno vissuto e stanno vivendo veri e propri salassi economici a causa delle loro ricette pedissequamente seguite dai rispettivi governi. La Bce e le banche private continentali sono attori molto influenti, politici in sostituzione della politica propriamente detta, tali da aver parzialmente svuotato i contenitori tradizionali di questo potere.</p>
<p>Esistono dunque delle deficienze strutturali in questa architettura: rivendicare sovranità nei trasferimenti creditizi &#8211; attraverso il progetto Pepsi &#8211; è sacrosanto, una questione di <strong>indipendenza</strong> e capacità d&#8217;azione che, ad esempio, Russia e Cina hanno già compreso con largo anticipo. Ma l&#8217;assenza di una struttura politica realmente tale al lavoro in questa grandiosa opera è un <em>deficit</em> non di poco conto. Inoltre, l&#8217;instabilità &#8211; oggi più pressante che mai &#8211; dell&#8217;Eurozona, per spinte sia esogene che endogene, contribuisce all&#8217;emersione di criticità sistemiche. Insomma, queste venti banche europee e la Bce stanno giocando una <strong>partita a scacchi</strong>, nella quale tuttavia non sono gli attaccanti, e nella quale la mossa del cavallo è ben distante dal poter essere realizzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/pepsi-il-progetto-europeo-per-contrastare-visa-e-mastercard.html">Pepsi: il progetto europeo per contrastare Visa e Mastercard</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come il sistema europeo Target2 danneggia l&#8217;economia italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/come-il-sistema-europeo-target2-danneggia-leconomia-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 07:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Eurozona]]></category>
		<category><![CDATA[Target2]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=204875</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo-1024x701.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’economia italiana, con i suoi problemi senza fine, è di nuovo in prima pagina. Il Daily Express ha riferito che i rapporti tra Roma e Bruxelles si stanno deteriorando: Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e monetari, è stato accusato dal Movimento 5 Stelle di aver interferito nella politica italiana per aver partecipato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/come-il-sistema-europeo-target2-danneggia-leconomia-italiana.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/come-il-sistema-europeo-target2-danneggia-leconomia-italiana.html">Come il sistema europeo Target2 danneggia l&#8217;economia italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/1422342593-euro-palazzo-1024x701.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’<strong>economia italiana</strong>, con i suoi problemi senza fine, è di nuovo in prima pagina. Il <a href="https://www.express.co.uk/news/world/1125013/european-elections-news-eu-italy-pierre-moscovici-italy-budget-pd-five-star-movement" target="_blank" rel="noopener">Daily Express</a> ha riferito che i rapporti tra Roma e Bruxelles si stanno deteriorando: <strong>Pierre Moscovici</strong>, commissario europeo per gli affari economici e monetari, è stato accusato dal <strong>Movimento 5 Stelle</strong> di aver interferito nella politica italiana per aver partecipato all’inaugurazione della campagna elettorale del PDin vista delle elezioni europee.</p>
<p>Questo diverbio, oltre ad avere un carattere politico, è incentrato anche sull’economia. Il governo italiano si è impegnato in alcune costose riforme che sia il Movimento 5 Stellesia la Lega avevano sostenuto durante la campagna elettorale del 2018. Quest&#8217;anno, i politici italiani hanno portato il rapporto deficit-PIL per il 2019 al 2,4 percento;l’UE pone il limite al 3%. Anche seil rapporto deficit-PIL dell&#8217;Italia è al di sotto della soglia fissata da Bruxelles, l’UE ha comunque esortato Roma a tagliare il deficit per paura che il debito del Paese possa aumentare ulteriormente; l&#8217;Italia ha accettato di abbassarlo al 2,04%.</p>
<p>La vera ragione per cui Roma fatica a ripagare i propri debiti è il sistema europeo chiamato <strong>Target2</strong>. Pochi sanno cos&#8217;è questo sistema a cui possono partecipare solamente i Paesi membri dell’eurozona. Come <strong>Nikolai Hubble</strong> ha delineato nel suo libroHowThe Euro Dies, il Target2 è il sistema attraverso il quale interagiscono le varie banche centrali nazionali, la Banca Centrale Europea e le banche commerciali europee. Si eseguono enormi trasferimenti di fondi usando questo sistema.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale del <strong>Target2</strong> è garantire che l’<strong>eurozona</strong> rimanga stabile. Ad esempio, quando i greci acquistano auto tedesche, il Target2 è il sistema attraverso il quale il denaro viene nuovamente restituito alla Grecia sotto forma di un prestito per riequilibrare il commercio. I greci sono debitori della BCE e la BCE è debitrice dei tedeschi.</p>
<p>Il problema del Target2 è che garantisce che ci sia sempre un meccanismo di salvataggio per le nazioni che non riescono a raggiungere un surplus. Nel 2012, la Germania era in attivo e il suo denaro è stato utilizzato per salvare Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna. Il sistema è progettato per garantire flussi di denaro dal nord Europa verso il sud. Hubble la definisce una proposta in cui tutti perdono:i Paesi con surplus commerciali, come la Germania, vengono derubati della loro ricchezza e allo stesso tempo il sistema impedisce alle nazioni con un deficit commerciale, come l&#8217;Italia, di riequilibrare i loro scambi lasciando l&#8217;eurozona e svalutando una nuova valuta. La <strong>Germania</strong> sta essenzialmente finanziando i debiti dell&#8217;Italia, al posto di usare il suo surplus per generare ricchezza comprando asset stranieri.</p>
<p>Il debito dell&#8217;Italia cresce dagli anni 2000, da quando la BCE ha tolto ai Paesi europeila libertà di decidere i propri tassi d&#8217;interesse. Durante quel decennio, la BCE ha mantenuto tassi d’interesse molto bassi e gli italiani hanno preso in prestito ingenti somme di denaro, innescando questa crisi. Oggi, il rapporto debito-PIL è salito al 130%. Il Paese sta già affrontando una crisi finanziaria da due trilioni di euro e la <strong>BCE</strong> può acquistare solamente il 33% del debito di una nazione. Questo significa che la BCE può comprare solo una limitata parte del debito e nessuno può attuare un piano di salvataggio economico per l’Italia. Gli italiani, quindi, faranno fatica a rimborsare alla Germania i loro prestiti Target2. Hubble prevede che l’Italia non avrà altra scelta se non dichiarare default e abbandonare l’euro. Se il Paese esce dal Target2 non è certo che la Germania abbia indietro i suoi soldi, cosa che invece il sistema garantisce. Se i Paesi del Target2 non riescono a rimborsarsi a vicenda si potrebbe innescare una recessione in tutta l’eurozona e, come prevede Hubble, l’eurozona potrebbe addirittura cessare di esistere,non essendoci più equilibrio tra gli scambi commerciali.</p>
<p>Il sistema Target2 sta infliggendo danni significativi all&#8217;economia italiana ed è solo una questione di tempo prima che si arrivi al default. Le più ampie implicazioni della crisi del debito italiano devono ancora essere avvertite in tutta l&#8217;UE.</p>
<p><em>Traduzione di Alessandro Chiarenza</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/come-il-sistema-europeo-target2-danneggia-leconomia-italiana.html">Come il sistema europeo Target2 danneggia l&#8217;economia italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;L&#8217;Italia al centro dell&#8217;Eurotragedia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mody-euro-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 14:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Eurozona]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/mody-euro-italia-169941.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ashoka Mody è docente di economia politica internazionale all&#8217;Università di Princeton e, in passato, è stato vice direttore del Dipartimento europeo per il Fondo monetariointernazionale e rappresentante per l’Irlanda durante le negoziazioni per il bailout con la Troika. Autore del libro Eurotragedy, A Drama in Nine Acts (Eurotragedia, un dramma in nove atti), Mody è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mody-euro-italia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mody-euro-italia.html">&#8220;L&#8217;Italia al centro dell&#8217;Eurotragedia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Euro-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ashoka Mody è docente di economia politica internazionale all&#8217;Università di Princeton e, in passato, è stato vice direttore del Dipartimento europeo per il Fondo monetariointernazionale e rappresentante per l’Irlanda durante le negoziazioni per il bailout con la Troika. Autore del libro Eurotragedy, <i>A Drama in Nine Acts</i> (Eurotragedia, un dramma in nove atti), Mody è un critico della gestione dell’Eurozona e simpatizza con la manovra del nuovo governo italiano.</p>
<p><strong><b>Professor Mody, su </b></strong><a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2018-10-26/italy-s-budget-isn-t-as-crazy-as-it-seems" target="_blank"><em><i>Bloomberg</i></em><strong> </strong></a><strong><b>ha dichiarato che l&#8217;Italia ha bisogno di investimenti pubblici, aumentando la spesa per evitare una &#8220;crisi inimmaginabile&#8221;. Come descriverebbe questa crisi?</b></strong></p>
<p>L&#8217;ultima recessione economica in Italia è iniziata a gennaio, quindi prima che ci fosse il nuovo governo. L&#8217;economia italiana è strettamente legata alle tendenze globali. Quando il commercio globale cresce, l&#8217;economia italiana fa altrettanto, e quando il commercio globale rallenta, l&#8217;economia italiana segue lo stesso destino. Con l&#8217;attuale tasso di crescita del commercio globale sotto il 4 per cento, l&#8217;economia italiana subirà inevitabilmente una recessione. <br />La recessione economica aumenterà quindi il gap tra il Gdp e il debito pubblico italiano, a prescindere da quello che farà il governo. Il tasso di interesse del debito pubblico quindi aumenterà, causando quello che in economia si chiama &#8220;doom loop&#8221;, un termine che si usa per descrivere come un aumento del tasso di interesse pubblico riduce il valore dei titoli di stato posseduti dalle banche. In conclusione, una recessione in Italia è probabile indipendentemente da quello che succederà a Bruxelles o a Roma, per il semplice fatto che il commercio mondiale sta rallentando. Sarebbe, dunque, un errore seguire l’accordo stipulato in origine tra la Commissione europea e il precedente governo, poiché richiederebbe un ulteriore inasprimento dell&#8217;austerità. Oggi, le misure di austerità non hanno alcun senso e se venissero attuate peggiorerebbero ancora di più la recessione, e si entrerebbe in un circolo vizioso. L&#8217;Italia ha bisogno di uno stimolo all&#8217;economia, ma moderato, per sopravvivere a questa inevitabile recessione.</p>
<p><strong><b>A proposito di recessione, quanto è stato efficace, secondo lei, Mario Draghi con la manovra del quantative easing per risolvere la crisi nell&#8217;Eurozona?</b></strong></p>
<p>È molto difficile rispondere a questa domanda. Innanzitutto sono tutti concordi nel sottolineare che il quantative easing è arrivato troppo tardi. La posticipazione di questa politica ha permesso che si verificasse un abbassamento dell&#8217;inflazione. La Bce sembrava non nutrire alcuna speranza. Si era previsto, sin dal 2014, che l&#8217;inflazione sarebbe aumentata al 2%, ma non si sono visti segnali di questo aumento. La Bce, inoltre, non è riuscita ad usare il quantative easing, come fanno altre banche centrali nazionali, per svalutare l’euro, il che avrebbe aiutato ad aumentare l’inflazione e a generare una crescita economica. La Bce non è mai sembrata veramente impegnata sul fronte del quantitative easing e voleva modificarlo già nel 2017. Quindi, l’euro rimane troppo forte per i Paesi più deboli (come l&#8217;Italia), e rimane relativamente debole per i Paesi più forti (come la Germania). Questo è il difetto originale dell’Eurozona. In parole povere, economie diverse hanno necessità diverse e, in questo caso, i Paesi più deboli devono avere a che fare con una politica monetaria che funziona solo per i Paesi più forti. Inoltre, non vedo segnali che mostrino che il quantative easing della Bce abbia aumentato la crescita economica nell’Eurozona. Nel 2015 e nel 2016, i primi due anni dopo l’introduzione del quantative easing, la crescita dell’Eurozona è rimasta bassa perché il commercio mondiale era debole. Nel 2017, l&#8217;economia mondiale ha iniziato a riprendersi, e quindi la crescita dell’Eurozona è aumentata. La Bce si è presa il merito di questa crescita, ma la realtà è un&#8217;altra: nel 2017 era l’intera economia globale ad essere cresciuta. Adesso la crescita nell&#8217;Euozona sta rallentando perché il commercio mondiale è più debole  (la Bce parla di un evento temporaneo, ma è solo un modo per negare il problema). La verità è che il rallentamento dell’economia europea non è dovuto a un evento temporaneo, e probabilmente continuerà, diventando più evidente nei prossimi mesi. Quindi perché la Bce non fa di più? Perché ha un problema fondamentale: gli interessi politici tra i Paesi del consiglio della Bce limitano le sue azioni.</p>
<p><strong><b>E quali sono gli interessi politici che non permettono alla Bce di risolvere questo problema che, come ha detto lei, danneggia soprattutto i Paesi più deboli dell’Eurozona?</b></strong></p>

<p>I Paesi che dominano il consiglio della Bce rappresentano i loro interessi nazionali. Risolvere queste differenze raggiungendo un compresso rallenta il processo decisionale. Spesso, la Germania e gli interessi nordici hanno chiaramente dominato, per esempio tra il 2013 e il 2015, quando gli interessi tedeschi hanno rallentato le operazioni del quantative easing, necessario per aiutare i Paesi più deboli.</p>
<p><strong><b>Lei pensa che l’Italia dovrebbe accontentare Bruxelles abbassando la differenza tra il suo Pil e il deficit (ora al 2,4%), anche solo fino al 2%? <br />O pensa che dovrebbe chiedere all’Unione europea che accetti il suo programma, anche rischiando di incorrere nelle sanzioni previste dalla procedura di infrazione?</b></strong></p>
<p>Prima di tutto, non ci saranno mai delle sanzioni. La cancelliera Angela Merkel una volta le aveva definite &#8220;idiote&#8221;. I leader europei non aggiungeranno delle sanzioni economiche a un problema che già esiste, andando ad aggravarlo. Poi, di fatto, la riduzione di questo 2.4% di un qualche zero-virgola-qualcosa non cambia nulla. Non siamo in un laboratorio chimico, a misurare particelle sub-atomiche. In economia, questa precisione è ridicola. Il governo italiano dovrebbe concentrarsi sulle stime di crescita, che sono fin troppo ottimiste. Visto che la crescita economica sarà più lenta, le entrate saranno minori, e dunque il deficit sarà più alto del 2.4%. L&#8217;attuale governo italiano dovrebbe rivedere i suoi piani di spesa, non perché lo richiede la Commissione europea, ma perché la crescita economica, che sarà più bassa di quella stimata, creerebbe un deficit troppo alto. Detto questo, uno stimolo è necessario. Per principio simpatizzo con la proposta di questo governo, perché so che più austerità sarebbe un disastro. Gli investimenti sono necessari per compensare la minore crescita del commercio mondiale, ma devono essere fatti sulla base di una crescita economica realistica.</p>
<p><strong><b>Viste le attuali difficoltà nel raggiungere un accordo, quanto pensa sia realistica la possibilità che l’Italia esca dall’euro? Quali sarebbero i rischi e i benefici se l’Italia dovesse prendere questa decisione?</b></strong></p>
<p>Nel mio libro, ho spiegato chiaramente che se l’Italia uscisse dall&#8217;euro sarebbe un enorme errore sia per l’Italia, che per il resto d’Europa. Tutti ne pagherebbero le conseguenze, perché se l’economia italiana ritornasse alla lira, ripagare i suoi debiti, che sono dovuti in euro, sarebbe praticamente impossibile. So che molti pensano che ci siano dei trucchi per evitare un default, ma non penso che questi trucchi funzionino. Ci sarebbero semplicemente una serie di grandi fallimenti e, viste le dimensioni dell&#8217;economia italiana, questo creerebbe un effetto domino in cui i creditori dell&#8217;Italia fallirebbero a loro volta. Le conseguenze sarebbero estremamente dannose per l&#8217;economia italiana, europea e mondiale.</p>
<p><strong><b>Che cosa dice alle persone che sono nostalgiche della lira e di tempi migliori?</b></strong></p>

<p>La nostalgia non è molto utile quando si parla di politiche economiche. Uscire dall’euro sarebbe un costo troppo grande. Anche quella di creare una moneta parallela sarebbe un’idea ridicola: nella pratica non ha mai funzionato. Con una moneta parallela, il problema principale, ovvero quello di dover ripagare i debiti dovuti in euro, rimarrà.</p>
<p><strong><b>Pensa che l’Italia, continuando su questa strada, finirà come la Grecia?</b></strong></p>
<p>Se si continua con l&#8217;imposizione dell&#8217;austerità, a questo punto, visto le condizioni di recessione in cui l’Italia già si trova, non c’è alcun dubbio che la storia greca sarà tragicamente ripetuta. L’austerità peggiorerà la recessione, la differenza tra il Pil e il debito pubblico aumenterà, e quindi la Commissione richiederà ancora più austerità. È il circolo vizioso che ha vissuto la Grecia, e ripeterlo sarebbe un errore catastrofico.</p>
<p><strong><b>Che cosa pensa della nuova proposta fatta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron su un nuovo budget dell’Eurozona, a cui possano accedere solo i membri che “rispettano le regole”?</b></strong></p>
<p>Non capisco come le persone possano prendere seriamente questa proposta. Evidentemente, quando è impossibile fare veri progressi, le persone si inventano qualcosa per dare l’impressione che stiano facendo qualcosa di utile. Prima di tutto, l&#8217;entità della quota richiesta a ogni Paese è ridicolmente bassa. In più, l’idea che vadano rispettate delle regole per accedere a questo fondo è totalmente irragionevole. Per esempio, se il governo italiano potesse ricevere dei finanziamenti solo “seguendo le regole”, ci sarebbe un dibattito lungo sei mesi per verificare se queste regole siano state realmente seguite. A quel punto però sarebbe troppo tardi e il finanziamento avrebbe già perso la sua utilità. Per essere utile, il versamento deve essere automatico, se no non sarebbe più un versamento. Tutta la questione sembra più uno scherzo che altro. Dubito che quest’idea possa sopravvivere.</p>
<p><strong><b>Quanto è forte, secondo lei, l’economia italiana a confronto di altre potenze europee, come la Germania e la Francia?</b></strong></p>

<p>L’economia italiana è affetta da tanti problemi: tasso di produttività molto basso, banche molto fragili e un governo molto indebitato. Il problema più grande è il tasso di produttività, che negli ultimi due decenni è stato negativo (la produttività italiana è infatti scesa del 10 per cento). In questo ambito, l’Italia ha una valutazione più bassa rispetto a quella di qualsiasi altra economia dell&#8217;Eurozona. Il problema resta nella debolezza delle scuole e delle università, che si traduce in un livello di ricerca, sviluppo e innovamento estremamente basso. I governi italiani hanno solo da incolpare se stessi per questa mancanza. Il risultato è che quando l’economia italiana sta per entrare in una recessione, come sta accadendo ora, ha poche risorse interne per rimettersi in piedi. L’economia ha bisogno di una politica monetaria più flessibile e di un tasso di cambio più debole. Ma questo non è possibile in un’unione monetaria. Ecco perché penso che l’Italia sia al centro dell'&#8221;Eurotragedia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mody-euro-italia.html">&#8220;L&#8217;Italia al centro dell&#8217;Eurotragedia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/172 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-12 07:37:14 by W3 Total Cache
-->