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	<title>Volodymyr Zelensky Archives - InsideOver</title>
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	<title>Volodymyr Zelensky Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ucraina: Abu, Nabu, l’unità D-2 e il crollo della fiducia nelle istituzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 15:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina.webp 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-600x338.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-334x188.webp 334w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>lo scontro tra i servizi segreti e le agenzie anticorruzione ha fatto precipitare la fiducia nelle istituzioni e in Zelensky. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-abu-nabu-lunita-d-2-e-il-crollo-della-fiducia-nelle-istituzioni.html">Ucraina: Abu, Nabu, l’unità D-2 e il crollo della fiducia nelle istituzioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina.webp 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-600x338.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-334x188.webp 334w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel cuore di Kiev, tra le pieghe di una guerra che si combatte fuori ma anche dentro i palazzi del potere, esplode un nuovo scandalo destinato a mettere a nudo le contraddizioni del sistema ucraino: <strong>il caso dell’unità segreta D-2 del NABU,</strong> il famigerato Ufficio Anticorruzione. Ufficialmente, D-2 è la divisione d’élite incaricata delle inchieste più sensibili. Ufficiosamente, è diventata il simbolo di una democrazia assediata non solo dai tank russi, ma da opacità, infiltrazioni e logiche da guerra fredda.</p>



<p>Un ufficiale interno a D-2 è sospettato di spionaggio. Secondo fonti interne, avrebbe passato informazioni classificate a entità esterne, forse riconducibili a servizi segreti stranieri. Non è difficile intuire a chi si possa fare riferimento. Ma la questione vera non è tanto l’identità del destinatario, quanto<strong> la fragilità delle istituzioni ucraine</strong>, che permette a un singolo individuo di minare la credibilità dell’intero apparato statale.</p>



<p><strong>La macchina della sicurezza si è messa in moto. </strong>I servizi interni hanno aperto un’indagine parallela, che però ha tutta l’aria di una lotta intestina tra agenzie rivali più che di una vera ricerca della verità. <strong>NABU contro SBU, anticorruzione contro intelligence</strong>: la guerra nello Stato. Una dinamica che non è nuova nei Paesi in bilico tra sistemi democratici e regimi emergenti, dove ogni scandalo si trasforma in regolamento di conti e ogni verità in arma politica.</p>



<p>Il momento non potrebbe essere peggiore. Zelensky, già logorato dal protrarsi della guerra e dalle crescenti difficoltà nel mantenere la fiducia internazionale, si ritrova con una <a href="https://it.insideover.com/politica/governo-e-agenzie-anticorruzione-zelensky-tratta-con-trump-il-futuro-dellucraina-e-il-suo.html">bomba istituzionale tra le mani</a>. L’Ucraina, agli occhi dei suoi partner occidentali, doveva essere il laboratorio della rinascita post-sovietica, la punta di diamante della resistenza europea. E invece, tra scandali di corruzione, arresti a catena e fughe di notizie, <strong>si delinea sempre più un Paese fragile, permeabile</strong>, in cui la battaglia per l’integrità si combatte più spesso contro sé stessi che contro il nemico.</p>



<p>Le implicazioni strategiche sono pesanti. In pieno conflitto con la Russia, un caso del genere mina la fiducia nella sicurezza delle informazioni, alimenta il sospetto tra i partner NATO, rallenta la cooperazione su dossier sensibili e offre ai nemici un <strong>facile bersaglio mediatico.</strong> Se il sistema che dovrebbe garantire la trasparenza e la pulizia dell’apparato pubblico è il primo a crollare, allora l’intera costruzione rischia di implodere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">ll clima opaco dietro le quinte</h2>



<p>La vicenda D-2 è anche un indicatore geopolitico. Mentre l’Occidente riversa miliardi in aiuti e armi, si scopre che una delle agenzie create proprio per garantire il buon uso di quei fondi è vulnerabile, <strong>forse corrotta, forse infiltrata</strong>. Un dettaglio che mette in imbarazzo chi ha spinto perché NABU fosse creata, finanziata e sostenuta a oltranza, nella convinzione che combattere la corruzione equivalesse a rafforzare la democrazia.</p>



<p>Ma è davvero così? O forse la corsa alla “democratizzazione” forzata, spesso imposta dall’esterno con standard occidentali, ha prodotto <strong>una burocrazia tecnicamente avanzata ma politicamente debole</strong>, incapace di resistere alla pressione di interessi interni ed esterni? È questo il nodo. Perché se anche un reparto ultra-riservato come D-2 può essere perforato, allora l’intero sistema è esposto.</p>



<p>Intanto, la risposta pubblica tarda ad arrivare. Tutto avviene dietro le quinte, nel consueto clima di opacità e silenzio istituzionale. La verità non interessa più. Ciò che conta è l’effetto mediatico, l’equilibrio tra danno d’immagine e urgenza di salvare la faccia. Anche questo, ormai, fa parte del teatro della guerra.</p>



<p><strong>L’Ucraina continua a combattere</strong>. Ma le battaglie più insidiose non si consumano sul Donbass o tra i vicoli di Kharkiv. Si giocano tra le scrivanie dei ministeri, nei corridoi dell’intelligence, nei server delle agenzie di Stato. È lì che si decide se il Paese sarà davvero una democrazia capace di riformarsi, o una zona grigia dove la guerra esterna copre la crisi interna.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché adesso si parla di &#8220;Pearl Harbor russa&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-adesso-si-parla-di-pearl-harbor-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 21:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-2.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-2-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Nella giornata di domenica, una serie di attacchi hanno colpito in profondità il territorio russo. In un primo momento, si è pensato all&#8217;uso da parte ucraina dei missili a lunga gittata. Del resto, da Berlino soprattutto erano arrivate nei giorni precedenti indicazioni sulla fine dei paletti imposti a Kiev per l&#8217;impiego in profondità degli ordigni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-adesso-si-parla-di-pearl-harbor-russa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-adesso-si-parla-di-pearl-harbor-russa.html">Perché adesso si parla di &#8220;Pearl Harbor russa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-2.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-2-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Nella giornata di domenica, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lattacco-ucraino-alle-basi-russe-ora-si-apre-la-pista-kazakstan.html">una serie di attacchi hanno colpito in profondità il territorio russo</a>. In un primo momento, si è pensato all&#8217;uso da parte ucraina dei missili a lunga gittata. Del resto, da Berlino soprattutto erano arrivate nei giorni precedenti indicazioni<strong> sulla fine dei paletti imposti a Kiev per l&#8217;impiego in profondità degli ordigni più importanti girati dagli alleati.</strong> Tuttavia, l&#8217;azione ucraina è stata condotta con d<strong>roni introdotti clandestinamente all&#8217;interno del territorio russo</strong>. L&#8217;azione ha fatto parlare, anche e soprattutto tra i vari canali Telegram vicini al Cremlino, di una &#8220;Pearl Harbor russa&#8221;. E i motivi riguardano<strong> l&#8217;entità dei danni subiti</strong>, così come <strong>l&#8217;effetto sorpresa</strong> e la <strong>possibile reazione da parte di Mosca. </strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NEW: Exclusive footage shows Ukraine’s SBU drones striking Russian strategic bombers today at Olenya Air Base. <a href="https://t.co/q6rYMkFP5R">pic.twitter.com/q6rYMkFP5R</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1929163136319234455?ref_src=twsrc%5Etfw">June 1, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">I danni subiti dalle forze russe</h2>



<p><strong>L&#8217;operazione &#8220;ragnatela&#8221;</strong>, così com&#8217;è stata ribattezzata dai dirigenti militari ucraini, ha richiesto almeno 18 mesi di preparazione. A rivelarlo sono state le stesse forze di Kiev, le quali hanno sottolineato che la delicatezza dell&#8217;intervento è stata tale soprattutto per l&#8217;impiego di personale operante segretamente in territorio russo. L&#8217;obiettivo è stato ben preciso: <strong>colpire basi militari</strong> dove l&#8217;aeronautica di Mosca tiene i propri aerei<strong> bombardieri strategici</strong>. L&#8217;Ucraina era ben consapevole del fatto che, una volta colpiti questi avamposti, avrebbe causato danni nell&#8217;ordine di alcuni miliardi di Dollari ai russi. Ma, soprattutto, avrebbe determinato un<strong> parziale ridimensionamento della forza aerea russa</strong> con la speranza di veder diminuire le incursioni di Mosca all&#8217;interno del proprio spazio aereo. </p>



<p>Per bocca del presidente ucrain<strong>o Volodymyr Zelensky,</strong> sarebbero almeno 40 gli aerei distrutti. Una cifra che, per ovvi motivi, va presa con le pinze. Nel bel mezzo di un conflitto, ogni parte in causa ha tutto l&#8217;interesse ad arrotondare cifre a proprio favore. Vale per Kiev, così come per Mosca. E infatti dal Cremlino sono arrivati messaggi volti a minimizzare l&#8217;accaduto, anche se sono state ammesse alcune perdite importanti. Al momento, ci si può affidare all&#8217;analisi dei video circolati sui social in cui vengono materialmente mostrati i velivoli andati in fiamme. Così come, si può fare affidamento alle immagini satellitari diffuse sulle varie piattaforme Osint. A distanza di più di 24 ore dal raid ucraino, appare quindi certa<strong> la distruzione di otto Tu-95, quattro Tu-22M3, un An-12</strong>. Numeri che corrisponderebbero a circa l&#8217;8% dell&#8217;intera flotta aerea strategica russa. Non il 34% ufficialmente dichiarato da Kiev, ma si tratta ugualmente di una percentuale alquanto significativa, specialmente perché potrebbe essere stimata per difetto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;effetto sorpresa</h2>



<p>Come a Pearl Harbor per gli Usa nel 1941, l&#8217;attacco ucraino di domenica per i russi ha rappresentato una sorpresa. Specialmente perché <strong>il territorio russo è stato colpito in profondità </strong>e ben oltre anche la catena degli Urali. Tra le regioni nel mirino dei droni ucraini, si segnalano quelle di <strong>Irkutsk</strong>, nella Siberia centrale, di <strong>Amur</strong>, nell&#8217;estremo oriente russo e non lontano dal confine con la Cina. Incursioni sono state registrate anche nelle aree di <strong>Ivanovo</strong> e <strong>Ryazan</strong>, non lontano da Mosca. L&#8217;azione ucraina ha poi convolto la regione di <strong>Murmansk</strong>, anticamera dell&#8217;artico russo e a pochi passi dal confine con la Finlandia. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Traffic jams are being reported today all across Russia, with trucks seen backed-up for miles in the Irkutsk Oblast, as the Federal Security Service (FSB) and other law enforcement agencies frantically search for any additional drone carriers, fearing another large-scale drone… <a href="https://t.co/n3n5RZznHN">pic.twitter.com/n3n5RZznHN</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/1929570261772190041?ref_src=twsrc%5Etfw">June 2, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;effetto sorpresa non è stato dovuto soltanto dall&#8217;entità dell&#8217;attacco, <strong>ma anche dalle sue modalità</strong>. I servizi segreti ucraini sono infatti riusciti a introdurre, senza essere mai scoperti nell&#8217;arco dei 18 mesi di preparazione dell&#8217;azione, una grande quantità di droni all&#8217;interno della Russia. Non solo, ma Kiev ha anche mostrato veri e propri hub in territorio russo dove i velivoli senza pilota sono stati nascosti per svariato tempo. L&#8217;operazione è stata poi finalizzata introducendo i droni<strong> all&#8217;interno di apparentemente anonimi e innocui camion</strong>, circostanza che ha reso ancora più difficile l&#8217;identificazione del pericolo. Una volta arrivati in prossimità delle basi da colpire, i velivoli sono stati azionati da remoto e le forze di sicurezza russe non hanno potuto fare molto per proteggere le basi. Mosca, in poche parole, <strong>si è scoperta così più vulnerabile</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La possibile reazione</h2>



<p>Chiunque subisce una Pearl Harbor è in qualche modo chiamato a reagire. Non è quindi un caso se la definizione attribuita all&#8217;attacco ucraino di domenica sia partita dagli stessi canali Telegram filorussi. Una parte non indifferente dell&#8217;apparato militare vicino a Mosca ha subito invocato una reazione decisa da parte del Cremlino.<strong> Il termine &#8220;nucleare tattico&#8221;</strong> è apparso in molte chat e in molte pagine di blogger militari. </p>



<p>C&#8217;è però una differenza significativa con la Pearl Harbor originale: nel 1941 un Paese belligerante, il Giappone, ha colpito un Paese fino a quel momento non del tutto belligerante, gli Usa. In questo caso <strong>si tratta di un atto scaturito nel contesto di un conflitto tra le due parti già avviato da tre anni. </strong>Dunque, non è possibile escludere nessuno dei possibili effetti potenzialmente generabili da un attacco del genere:<strong> la reazione da parte russa</strong>, così come, al contrario, <strong>un&#8217;accelerazione sul fronte delle trattative diplomatiche</strong>. Ma considerando l&#8217;andamento dei colloqui tra russi e ucraini in corso a Istanbul, non è da escludere una terza opzione: <strong>la conservazione dell&#8217;attuale status quo</strong>, in attesa delle valutazioni del Cremlino. Ad ogni modo, l&#8217;attacco ucraino di domenica non mancherà di avere conseguenze di medio e lungo periodo nel conflitto. La portata di tali conseguenze sarà verificabile solo fra alcune settimane. </p>
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		<item>
		<title>Istanbul, un negoziato c&#8217;è: Russia e Ucraina rilanciano la trattativa col maxi-scambio di prigionieri</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/istanbul-un-negoziato-ce-russia-e-ucraina-rilanciano-la-trattativa-col-maxi-scambio-di-prigionieri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 15:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La trattativa diretta tra Mosca e Kiev iniziata a Istanbul per porre fine alla guerra in Ucraina parte con due risultati indubbiamente degni di nota: da un lato, i belligeranti hanno concordato il più grande scambio di prigionieri, che coinvolgerà mille soldati per parte, dall&#8217;inizio del conflitto; dall&#8217;altro, hanno deciso di proseguire il processo diplomatico. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/istanbul-un-negoziato-ce-russia-e-ucraina-rilanciano-la-trattativa-col-maxi-scambio-di-prigionieri.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/istanbul-un-negoziato-ce-russia-e-ucraina-rilanciano-la-trattativa-col-maxi-scambio-di-prigionieri.html">Istanbul, un negoziato c&#8217;è: Russia e Ucraina rilanciano la trattativa col maxi-scambio di prigionieri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250516173703797_cde33bb92ade24ead60b78fc63d1f7c5-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La trattativa diretta tra Mosca e Kiev iniziata a Istanbul per porre fine alla guerra in Ucraina parte con due risultati indubbiamente degni di nota: da un lato, i belligeranti hanno concordato il più grande scambio di prigionieri, che coinvolgerà mille soldati per parte, dall&#8217;inizio del conflitto; dall&#8217;altro, hanno deciso di proseguire il processo diplomatico. Non era scontato, dopo giorni di grandissima tensione che avevano messo a repentaglio lo svolgimento stesso del summnit. </p>



<p>&#8220;<strong>Incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo</strong>!&#8221;: tre anni dopo, da Istanbul 2022 a Istanbul 2025, il primo incontro diretto tra le delegazioni di Russia e Ucraina in tre anni per porre fine al conflitto che ha sconvolto l&#8217;Est Europa sembra aver <strong>fatto suoi i principi promossi </strong>da <a href="https://it.insideover.com/religioni/leone-xiv-e-la-battaglia-per-la-pace-nel-mondo-come-francesco-oltre-francesco.html"><strong>Papa Leone XIV</strong> </a>nell&#8217;udienza alle Chiese orientali di due giorni fa. </p>



<p>Dopo tutti i tira e molla, le illusioni di un vertice tra presidenti, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, troppo prematuro e potenzialmente infruttuoso, dopo un lungo chiacchiericcio diplomatico a distanza la delegazione ucraina guidata dal ministro della Difesa <strong>Rustem Umerov</strong> e quella russa con a capo il consigliere presidenziale <strong>Vladimir Medinsky</strong> si sono infine incontrate per colloqui diretti. A fare da gran cerimoniere, il capo della diplomazia turca <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/armi-diplomazia-geopolitica-perche-la-turchia-alza-la-posta-con-gli-usa.html">Hakan Fidan</a></strong>, garante di quell&#8217;occasione volta a far sì che <strong>&#8220;i nemici si incontrino e si guardino negli occhi&#8221;, come ha detto Leone, e discutano di pace. </strong></p>



<p>Fidan, uomo di diplomazia e intelligence che ben sa il valore delle parole e dell&#8217;informazione politica, ha commentato il colloquio tra delegazioni definendo quello di oggi &#8220;un giorno importante per la pace nel mondo&#8221; e annunciando che &#8220;le parti hanno inoltre concordato in linea di principio di incontrarsi nuovamente&#8221;.<strong> </strong></p>



<p><strong>Ci vorrà tempo: non esce da questo colloquio l&#8217;agognato cessate il fuoco</strong> chiesto da Kiev, dagli alleati europei e dagli Stati Uniti ma finora negato dalla Russia; un funzionario ucraino all&#8217;Associated Press ha parlato di <strong>&#8220;richieste inaccettabili&#8221;</strong> sul ritiro delle truppe di Kiev dal fronte avanzate a Mosca; Mendinsky, invece, &#8220;ha dichiarato ai giornalisti che Mosca considera i colloqui di oggi come la continuazione dei colloqui falliti del 2022, tra le critiche della parte ucraina secondo cui la delegazione inviata da Putin non era incaricata di avviare negoziati seri&#8221;, <a href="https://www.theguardian.com/world/live/2025/may/16/ukraine-russia-zelenskyy-putin-war-us-turkey-talks-istanbul-live-updates">nota il Guardian.</a> </p>



<p>Nel frattempo, gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea si stanno <strong>riallineando sull&#8217;idea di pressare Mosca con nuove sanzioni</strong> se non accetterà un cessate il fuoco. Siamo solo agli inizi di un <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-russia-la-lunga-strada-verso-la-pace-e-il-sentiero-stretto-delle-trattative.html">percorso di dialogo diretto, il primo dopo anni</a> il cui esito è incerto. Ma la decisione di Russia e Ucraina di <strong>guardarsi negli occhi</strong> e tornare a parlarsi rappresenta l&#8217;unica speranza per porre fine alla guerra con il coraggio del compromesso. Chiunque pensava si potesse decidere la fine della guerra senza Mosca o Kiev è stato smentito. Ora, onore e onere di porre fine al conflitto ai due belligeranti: futuri colloqui serviranno a capire se ne esistono i termini, gli spazi e la volontà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/istanbul-un-negoziato-ce-russia-e-ucraina-rilanciano-la-trattativa-col-maxi-scambio-di-prigionieri.html">Istanbul, un negoziato c&#8217;è: Russia e Ucraina rilanciano la trattativa col maxi-scambio di prigionieri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina-Russia: le trattative di Istanbul restano sul tavolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-russia-le-trattative-di-istanbul-restano-sul-tavolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 17:29:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina-Russia: le trattative di Istanbul restano sul tavolo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>'intento del presidente ucraino era ancora più nefasto. Aveva infatti dichiarato che se Putin si fosse rifiutato di incontrarlo a Istanbul, come era ovvio che accadesse a meno di svolte improvvise, sarebbe saltato tutto, avendo detto che non vedeva "nessun motivo" per inviare una delegazione. Un tentativo di sabotaggio bello e buono di un summit che potrebbe aprire la via a trattative reali</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-russia-le-trattative-di-istanbul-restano-sul-tavolo.html">Ucraina-Russia: le trattative di Istanbul restano sul tavolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina-Russia: le trattative di Istanbul restano sul tavolo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515191225149_24691579dc40261cfc9795d3a2741bfa-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo tanto tergiversare, si è finalmente sciolto il nodo del summit di Istanbul: <a href="https://it.insideover.com/politica/duello-a-istanbul-putin-lancia-la-sfida-zelensky-la-raccoglie-trump-lucida-la-stella.html">Putin</a> ha evitato di andarci, nonostante l&#8217;insistenza di Zelensky su un faccia a faccia, inviando però una delegazione guidata da Vladimir Medinsky, a capo della delegazione russa anche al tempo dei primi negoziati con l&#8217;Ucraina, svolti tra l&#8217;aprile e gli inizi di maggio del &#8217;22 e fatti saltare <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/quando-boris-johnson-uccise-pace-ucraina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dall&#8217;Occidente al momento della firma</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/quando-boris-johnson-uccise-pace-ucraina"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/B1-PN-1024x400.jpg" alt="Quando Boris Johnson uccise la pace ucraina" class="wp-image-76345"/></a></figure>



<p>Col passare del tempo era alquanto ovvio che andasse così, dal momento che un faccia a faccia tra Putin e Zelensky, quando ancora le trattative russo-ucraine non sono ancora iniziate, non avrebbe prodotto nulla. Anzi, probabilmente si sarebbe ripetuto quanto avvenuto alla Casa Bianca quando il presidente ucraino ha deliberatamente fatto irritare Trump per ostentare al mondo la sua condiscendenza ai desiderata russi.</p>



<p>Solo che Trump è il presidente degli Stati Uniti e Zelensky è stato costretto a più miti consigli, mentre con Putin la storia sarebbe stata diversa. L&#8217;idea, peraltro di fatto annunciata, era quella di far vedere al mondo che lo zar non vuole la pace e dimostrare che era in grado di tenergli testa.</p>



<p>Anzi, in realtà, l&#8217;intento del presidente ucraino era ancora più nefasto. Aveva infatti dichiarato che se Putin si fosse rifiutato di incontrarlo a Istanbul, come era ovvio che accadesse a meno di svolte improvvise, sarebbe saltato tutto, avendo detto che non vedeva &#8220;nessun motivo&#8221; per inviare una delegazione. Un tentativo di sabotaggio bello e buono di un summit che potrebbe aprire la via a trattative reali, data anche la presenza di mediatori americani di alto profilo come l&#8217;inviato di Trump <a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2025/05/14/news/una_sedia_vuota-19205293/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Steve Witkoff e il Segretario di Stato Marco Rubio</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2025/05/14/news/una_sedia_vuota-19205293/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/B2-HUFF-1024x317.jpg" alt="Una sedia ancora vuota. Witkoff e Rubio a Istanbul con Zelensky, la Russia gioca a nascondino" class="wp-image-76346"/></a></figure>



<p>Per fortuna, come ha scritto il Washington Post (rilanciato da <a href="https://strana.today/news/485012-smi-pishut-kak-zapad-nastavljal-kiev-pered-perehovorami-v-turtsii.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana)</a>, gli sponsor occidentali di Zelensky, anzitutto gli Stati Uniti, lo hanno convinto a non annullare l&#8217;incontro tra le parti (mentre scriviamo, resta ancora incerta la sua presenza ai negoziati: per ora ha solo parlato con Erdogan).</p>



<p>Un incontro tra Putin e Zelensky, semmai ci sarà, avverrà solo al momento di una firma importante, una tregua o un accordo conclusivo, quando tutti i dettagli dell&#8217;eventuale intesa siano stati chiariti, come accade per ogni negoziato che si rispetti e che anteponga la saggezza della diplomazia alle ragioni dello show.</p>



<p>D&#8217;altronde, Zelensky ha sempre anteposto le seconde alla prima, come ha annotato Alex Vershinin su <a href="https://responsiblestatecraft.org/trump-tariffs-2671938581/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Responsible Statecraft</a> in un articolo molto documentato nel quale spiega come il presidente ucraino abbia mandato allo sbaraglio i suoi soldati (Kursk) o difeso allo stremo città indifendibili (Bakhmut), solo per motivi propagandistici, provocando vittime inutili al suo esercito, che ora è ridotto allo stremo e rischia il collasso.</p>



<p>Ciò perché la guerra ucraina, dopo la fase iniziale (tutta ancora da spiegare), è diventata guerra di logoramento, con i russi che hanno decimato l&#8217;esercito ucraino grazie alla loro potenza di fuoco e a una manodopera molto maggiore e molto più addestrata.</p>



<p>Su quest&#8217;ultimo punto, Vershinin fa notare che mentre i soldati di leva russi vanno al fronte dopo un duro addestramento, Kiev vi invia coscritti presi per strada che sanno appena brandire un fucile. Questo, unito alla migliore capacità dei russi di gestire i reparti, ad esempio affiancando soldati esperti a meno esperti, è stato uno dei fattori principali della debacle ucraina.</p>



<p>Tale differenza di preparazione e di organizzazione, unite alla maggiore potenza di fuoco e alle risorse di cui poteva disporre Mosca (non solo in ambito militare), ha fatto dei soldati ucraini delle vittime sacrificali, tanto che, come ha fatto notare l&#8217;ex marine statunitense Troy Offenbecker, che ha combattuto con gli ucraini, &#8220;l&#8217;aspettativa di vita media di un soldato ucraino è scesa a circa <a href="https://www.newsweek.com/bakhmut-life-expectancy-near-four-hours-frontlines-ukraine-russia-1782496" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quattro ore&#8221;.</a></p>



<p>Ormai anche gli arsenali dei Paesi Nato sono esauriti, aggiunge Vershinin, compresi i missili a lungo raggio con i quali Kiev sperava di ribaltare le sorti del conflitto tormentando Mosca per costringerla alla resa (lampante l&#8217;analogia con le V2 tedesche). Restano solo i Taurus della Germania, ma resta &#8220;improbabile che questi abbiano un impatto laddove gli Storm Shadows hanno fallito&#8221;.</p>



<p>Come spiega Vershinin, in una guerra di logoramento come questa, la conquista del &#8220;territorio è molto meno importante. I combattimenti si concentrano spesso sullo stesso tratto di terreno, con pochi spostamenti, finché una delle due parti non è più in grado di sostenere il conflitto. <strong>La guerra civile spagnola e la Prima guerra mondiale ne sono un esempio lampante. Queste guerre sono state per lo più stazionarie fino all&#8217;ultimo momento, quando una delle due parti ha capitolato. La guerra in Ucraina segue la stessa traiettoria</strong>&#8220;.</p>



<p>Da qui la necessità per Kiev di un cessate il fuoco che gli consenta di prendere respiro. Tale la richiesta incessante di Zelensky e dei suoi sponsor occidentali. Ma la Russia non vuole una tregua che sia prodromica a una ripresa del conflitto, come accadde nella prima guerra del Donbass.</p>



<p>Vuole una pace duratura, che Zelensky, obbedendo ai volenterosi leader europei piuttosto che agli Usa, non vogliono, perché la guerra fino all&#8217;ultimo ucraino deve proseguire per tenere la Russia impelagata in tale criticità. Tale la logica delle guerre infinte, alla quale il presidente ucraino si è consegnato a detrimento della sua nazione, destinata a sparire se Zelensky persevererà in tale postura.</p>



<p>Ad oggi le richieste russe sono chiare, le più importanti delle quali sono mantenere il controllo dei territori conquistati, evitare l&#8217;adesione di Kiev alla Nato e porre limiti alla militarizzazione dell&#8217;Ucraina. Se Kiev non accetterà, la guerra proseguirà e se &#8220;l&#8217;Ucraina dovesse collassare, l&#8217;esercito russo avanzerà, spingendo la linea di contatto più in profondità e le condizioni [imposte dai russi] potrebbero peggiorare&#8221;. Mosca potrebbe cioè annettere l&#8217;intera <a href="https://www.kas.de/en/web/auslandsinformationen/artikel/detail/-/content/wo-putins-russland-endet1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Novorossiya, compresa Odessa.</a></p>



<p>&#8220;Ciò ridurrebbe l&#8217;Ucraina a uno stato residuo senza sbocco sul mare, ridotta ai territori di Kiev, Černihiv e Leopoli &#8211; continua Vershinin &#8211; La vera domanda è: l&#8217;Ucraina riuscirà a ottenere subito una pace accettabile, seppur amara, oppure continuerà a combattere, rischiando un collasso militare e, in seguito, un diktat russo ben peggiore?&#8221;. Ma la vera domanda è un&#8217;altra: Zelensky e i suoi sostenitori vogliono una pace duratura?</p>



<p>A stare al teatrino del presidente ucraino, che dice tutto e il contrario di tutto, alternando momenti in cui si dice disposto a trattative reali ad altri in cui si rimangia tutto, ad oggi non sembra che sia così.</p>



<p>Quanto all&#8217;assenza di Putin da Istanbul, dove avrebbe potuto incontrare Trump, che ha dato forfait dopo il niet dello zar, potrebbe spiegarsi anche con una scelta precauzionale. Solo una sensazione la nostra, ma resa meno aleatoria dal titolo di un&#8217;odierna <a href="https://www.lbc.co.uk/world-news/russia-confirms-vladimir-putin-will-not-attend-peace-talks-in-turkey-as-zelensky/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicazione britannica</a>: &#8220;Putin è stato definito dagli esperti un &#8216;morto che cammina&#8217;&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.lbc.co.uk/world-news/russia-confirms-vladimir-putin-will-not-attend-peace-talks-in-turkey-as-zelensky/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/B3-LBC-1-1024x462.jpg" alt="Putin branded a 'dead man walking' by experts - as Russia confirms leader will not attend peace talks in Turkey" class="wp-image-76349"/></a></figure>
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		<title>La delusione di Zelensky: anche lui nella lista dei sedotti e abbandonati dagli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-delusione-di-zelensky-anche-lui-nella-lista-dei-sedotti-e-abbandonati-dagli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 17:42:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=457310</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-1536x1016.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E quindi anche Donald Trump, almeno stando alle convinzione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, &#8220;vive in una bolla di disinformazione russa&#8221;. Il che aumenta la quota della popolazione mondiale che si fa fregare dalla propaganda del Cremlino: Trump è l&#8217;ultimo arrivato in un gruppo che comprende tutti gli americani che lo elessero nel 2016 (gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-delusione-di-zelensky-anche-lui-nella-lista-dei-sedotti-e-abbandonati-dagli-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/zelensky-1536x1016.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E quindi anche Donald Trump, almeno stando alle convinzione del presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, &#8220;vive in una bolla di disinformazione russa&#8221;. Il che aumenta la quota della popolazione mondiale che si fa fregare dalla propaganda del Cremlino: Trump è l&#8217;ultimo arrivato in un gruppo che comprende tutti gli americani che lo elessero nel 2016 (gli hacker russi, giusto?), tutti gli europei che in un modo o nell&#8217;altro avrebbero preferito la pace, tutti quelli che dubitavano della vittoria finale ucraina. Insomma, tutti quelli che non erano gli illuminati analisti delle nostre Tv e dei giornali, i seguaci di Biden, il Parlamento europeo e Carlo Calenda.</p>



<p>L&#8217;uscita di Zelensky, però, si spiega in un altro modo, quello vero, sintetizzabile in due parole: disillusione e disperazione. A differenza del santino che da tre anni i media occidentali hanno cercato di imporre, Zelensky non è senza macchia né senza paura. <strong>Non è un cavaliere immacolato, non è un uomo semplice arrivato alla politica per caso</strong>, non ha avuto una vita priva di scandali e compromissioni e non gestisce il potere in un modo che si possa definire pienamente democratico. Posso dirlo, avendolo studiato per anni e avendogli da poco dedicato un libro (&#8220;Zelens&#8217;kyj, l&#8217;uomo e la maschera&#8221;, Meltemi) pieno di fatti difficilmente contestabili.</p>



<p>Però, al punto in cui stanno le cose, mi ritrovo solidale con lui. È chiaro ed evidente che Trump ha deciso di liquidarlo. Le ultime dichiarazioni, quelle in cui il presidente Usa gli attribuisce la responsabilità della guerra e gli attribuisce un consenso in patria del 4%, più le esternazioni social in cui Trump lo definisce &#8220;un dittatore senza elezioni&#8221; e lo accusa di essere più interessato alla &#8220;miniera d&#8217;oro&#8221; degli aiuti che alla pace per il suo Paese, parlano chiaro in proposito.  Ne è nata una discussione accanita: quasi tutti hanno sostenuto che quel 4% non risponde a verità, citando un fresco sondaggio del <strong>Kyiv International Institute of Sociology (KIIS)</strong>, che registra invece <strong>un 57% di fiducia in Zelensky</strong> (il 37% invece non si fida più).       </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prospettive di Trump</h2>



<p>Si potrebbe discutere se la fiducia in Zelensky adesso, con la trattativa tra Usa e Russia che desta tante perplessità (eufemismo) tra gli ucraini, corrisponda alla volontà di riaverlo alla presidenza quando eventualmente si andrà a votare con un cessate il fuoco alle spalle. Ma non è questo il punto. Ciò che conta è che Trump manifesta <strong>l&#8217;evidente desiderio di sbarazzarsi di Zelensky</strong>, ormai considerato solo un impiccio rispetto alle prospettive di un accordo sistemico con la Russia e, forse, di una triangolazione comprendente la Cina. </p>



<p>È brutto? No, è orrendo. Zelensky, e con lui tutti gli ucraini, da tre anni combattono una guerra che li ha investiti a causa dell&#8217;attacco portato dalla Russia nel 2022 ma che ha radici lontane e complesse. Nell&#8217;espansionismo verso Est della Nato, che pure ben sapeva che due &#8220;confini&#8221; la Russia considerava invalicabili dall&#8217;Alleanza Atlantica: <strong>la Georgia e appunto l&#8217;Ucraina</strong>. Nell&#8217;Euromaidan sfruttato dagli Usa e dalla Ue non come espressione dell&#8217;europeismo degli ucraini (che infatti nella Ue non sono stati ancora accolti) ma come testa d&#8217;ariete contro la Russia, presentando le proteste come una sola gigantesca rivoluzione (mentre l&#8217;Ucraina in proposito era profondamente divisa) e, gli Usa, usando le destre radicali per portare i propri uomini al potere (ricordate Victoria Nuland e l&#8217;ambasciatore Usa a Kiev che discutono di chi debba essere il nuovo primo ministro), nonostante che tra l&#8217;impresentabile presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> e i rappresentanti della protesta fosse stato trovato un accordo che accoglieva tutte le richieste della piazza. Nei lunghi anni della crisi del Donbass, in cui Francia e Germania avrebbero dovuto fare da garanti della presenza pacificatrice della Ue. Putin ha tante colpe ma qualche responsabilità ce la vorremo pur prendere, o no?</p>



<p>Quindi in un certo senso è vero quanto diciamo da anni: Zelensky e gli ucraini hanno combattuto &#8220;per noi&#8221;. E soprattutto, dall&#8217;attentato contro il gasdotto Nord Stream a tanti altri episodi, hanno combattuto per gli Usa. E adesso, è il lamento collettivo, gli Usa li mollano, gettano a mare Zelensky e pure in malo modo. </p>



<p>Zelensky lo si può capire. Ancor più di lui gli ucraini che soffrono e muoiono ogni giorni da tre anni. Ma gli altri? Davvero fanno finta di essere sorpresi? Davvero scoprono oggi che e potenze non hanno ideali ma solo interessi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lista dei leader abbandonati</h2>



<p>Un esempio recente: la Russia e <strong>Bashar al Assad</strong>. Dal 2015, per anni, i russi hanno appoggiato il Presidente siriano, salvandogli lo scranno e forse anche la vita. Ma l&#8217;altroieri, quando ha capito il gioco della Turchia e dei Paesi arabi, di cui ha bisogno, Vladimir Putin non ha più alzato un dito per salvarlo. Giusto lo ha accolto a Mosca, forse in un appartamento accanto a quello dell&#8217;ex presidente ucraino Yanukovich.</p>



<p>Ma vogliamo un piccolo, incompleto elenco di altri leader sedotti e abbandonati dagli Usa? <strong>Saddam Hussein</strong>: alleato prezioso quando si trattava di fargli combattere l&#8217;Iran di Khomeini, tiranno insopportabile nel 2003 con la presidenza neocon di George Bush. Il generale Gheddafi? Sdoganato nelle capitali europee e subito dopo, nel 2011, abbattuto dalla Nato a guida Usa (e 150 miliardi di fondi libici intascati dalle loro banche). Afghanistan: il presidente <strong>Ashraf Ghani</strong>, già insegnante a Berkeley e alla Johns Hopkins, master a Harvard, costretto a scappare come un ladro nel 2021, quando gli Usa decidono di lasciare il Paese ai talebani 2.0. Georgia 2008: il presidente <strong>Mikheil Saakashvili</strong> vuole entrare nella Nato e ravviva il contrasto con Mosca. George Bush lo incita, siamo con te. Poi i carri armati russi arrivano a venti chilometri da Tbilisi e di Bush non c&#8217;è più traccia. Altro scenario, Panama: <strong>Manuel Noriega</strong>, il militare che di fatto prende il potere nel 1983. viene sempre supportato dalla Cia, che da lui ottiene l&#8217;installazione di posti d&#8217;ascolto e spionaggio a dispetto del Trattato del canale, il rifugio offerto allo Shhh di Persia e tanti altri favoriti simili. Poi, di colpo, nel1987, gli Usa scoprono che Noriega traffica droga, e sappiamo come finì: invasione delle truppe americane e giuramento del nuovo presidente Guillermo Endara Galimany in una base militare Usa.</p>



<p>Ecco, la sensazione è che, purtroppo, anche Zelensky stia per trovar posto in questa lista. D&#8217;altra parte questo è il rischio che corrono tutti i leader e tutti i Paesi che, per necessità, devono abbracciare troppo strettamente gli Usa o una potenza di quel rango. O quelli che lo fanno per scelta, come la Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-delusione-di-zelensky-anche-lui-nella-lista-dei-sedotti-e-abbandonati-dagli-usa.html">La delusione di Zelensky: anche lui nella lista dei sedotti e abbandonati dagli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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