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	<title>Stephen Townsend Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;instabilità nel Sahel travolge il Niger</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/linstabilita-nel-sahel-travolge-il-niger.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 04:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[G5 Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="941" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elicottero Sahel" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476-300x147.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476-768x376.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476-1024x502.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Niger, una delle nazioni più povere del mondo, continua a soffrire a causa della grave instabilità che affligge la regione del Sahel. Quasi tutti i suoi vicini, infatti, sono alle prese con insurrezioni e violenze: dalla guerra civile in Libia ai gruppi di radicali islamici che operano in Algeria, Burkina Faso, Mali e Nigeria. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/linstabilita-nel-sahel-travolge-il-niger.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/linstabilita-nel-sahel-travolge-il-niger.html">L&#8217;instabilità nel Sahel travolge il Niger</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="941" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elicottero Sahel" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476-300x147.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476-768x376.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_9531334-e1569255044476-1024x502.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Niger, una delle nazioni più povere del mondo, continua a soffrire a causa della grave instabilità che affligge la regione del <strong>Sahel</strong>. Quasi tutti i suoi vicini, infatti, sono alle prese con insurrezioni e violenze: dalla guerra civile in Libia ai gruppi di radicali islamici che operano in Algeria, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-burkina-faso-nella-morsa-del-terrorismo.html">Burkina Faso</a>, Mali e Nigeria. Lo Stato Islamico è ormai presente nella Nigeria del Nord grazie alla cooperazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/boko-haram-una-storia-di-terrore-lunga-10-anni.html">Boko Haram</a> ed anche in Mali. In Burkina Faso operano movimenti terroristici locali, come Ansarul Islam, mentre in Algeria le cellule estremiste continuano a minacciare la stabilità delle zone desertiche. Gli scontri in Libia, infine, contribuiscono a generare ulteriore caos.</p>
<p>Le conseguenze di questi conflitti rischiano così di t<a href="https://www.ft.com/content/bffcec52-578f-11e9-91f9-b6515a54c5b1">ravolgere anche Niamey</a> che, solo nei primi mesi di quest&#8217;anno, ha visto il numero di rifugiati interni, a causa del tracimare delle violenze dal Mali, aumentare a decine di migliaia di persone. In gennaio, invece, gli attacchi di Boko Haram nella regione del Diffa hanno costretto centomila persone ad allontanarsi da questa zona.</p>
<p><strong> I gruppi terroristici</strong> sembrano aver trovato, nel Sahel, il loro habitat ideale: vaste aree desertiche poco popolate, confini porosi, scarsa presenza di forze di sicurezza e conflitti preesistenti tra coltivatori e nomadi. Un mix letale che, unito all&#8217;inefficienza dei governi della regione, sta generando una vera e propria catastrofe umanitaria. Le Nazioni Unite avevano espresso preoccupazione in maggio, ricordando come, nei precedenti dodici mesi, oltre 330.000 mila persone erano state costrette a lasciare le proprie case mentre più di 100mila erano divenute rifugiati. Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha lanciato, il 3 settembre del 2019, un appello affinché il Palazzo di Vetro finanzi le operazioni antiterrorismo della <strong>G5 Sahel</strong>, affermando come non si sia ancora riusciti a sconfiggere le insurrezioni in Africa occidentale.</p>
<h2>Cooperazione ed aiuto esterno</h2>
<p><span style="font-size: 1rem;">La recente visita del generale Stephen Townsend, a capo dello <strong>United States Africa Command</strong>, ha inoltre ricordato come anche </span><a style="font-size: 1rem;" href="https://www.africanews.com/2019/09/20/commander-visits-niger-assesses-security-situation/">Washington</a><span style="font-size: 1rem;"> sia molto preoccupata per quanto sta succedendo nel Sahel. </span>Townsend, dopo essersi recato negli altri stati dell&#8217;area, è giunto in Niger per incontrare, tra gli altri, il presidente Mahamadou Issoufou. Il generale ha lodato gli sforzi in materia di contrasto al terrorismo del Paese: il Niger infatti prende parte sia alla <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/in-burkina-faso-si-apre-una-decisiva-riunione-del-g5-del-sahel.html">G5 Sahel</a> che alla Task Force Multinazionale Congiunta. Gli Stati Uniti stanno inoltre completando la costruzione di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-piu-grande-base-per-droni-americana-e-in-niger.html">una base area ad Agadez</a> grazie alla quale rafforzeranno la propria presenza nella regione.</p>
<p>La necessità di potenziare gli sforzi in materia di cooperazione per la sicurezza è stata ribadita anche dal meeting straordinario della Comunità Economica degli Stati dell&#8217;Africa Occidentale (Ecowas) che ha avuto luogo in Burkina Faso. Il piano antiterrorismo, che sarà supportato da un fondo comune di un miliardo di dollari, <a href="https://www.france24.com/en/20190915-west-african-leaders-pledge-1-billion-tackle-terrorism">finanzierà le operazioni</a> militari nazionali e congiunte attualmente in corso. La<strong> Francia</strong>, ex potenza coloniale nel Sahel, non è rimasta a guardare e può contare su tremila soldati stanziati in Mali, attivi nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Barkhane. Dietro la necessità di affrontare la minaccia del terrorismo, infatti, si nasconde una spietata lotta per il dominio territoriale e l&#8217;influenza strategica tra Parigi e Washington in primis ma con la partecipazione interessata anche di altri stati. La Federazione Russa, nell&#8217;ambito della continua espansione della <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-vuole-conquistare-il-corno-dafrica.html">propria influenza in Africa</a>, ha siglato un <a href="https://tass.com/defense/959862">accordo di cooperazione</a> in materia di sicurezza con il Niger.</p>
<h2>Povertà e miseria</h2>
<p>Il terrorismo e le violenze non sono, purtroppo, gli unici problemi che affliggono l&#8217;area del Sahel e il Niger più nello specifico. <a href="https://ec.europa.eu/echo/where/africa/niger_en">Due milioni e trecentomila</a> persone necessitano di assistenza umanitaria nel Paese, quasi quattrocentomila bambini al di sotto dei cinque anni soffrono di malnutrizione acuta e Niamey è inoltre soggetta a periodiche pandemie. I servizi sanitari sono particolarmente carenti e le decine di migliaia di rifugiati in fuga dagli scontri in Nigeria e Mali continuano ad aggravare la già precaria situazione locale. Nel 2017 il Niger si era inoltre piazzato all&#8217;ultima posizione per quanto riguarda l&#8217;Indice di Sviluppo Umano, un indicatore di sviluppo macroeconomico utilizzato dalle Nazioni Unite per misurare la qualità della vita. Niamey rischia così, a causa della <strong>povertà diffusa</strong> e dell&#8217;instabilità proveniente dalle nazioni confinanti, di venire pienamente coinvolta nei conflitti del Sahel e di divenire l&#8217;ennesimo fronte attivo della guerra al terrorismo. Un fenomeno, quest&#8217;ultimo, che continua ad alimentarsi grazie al proliferare di povertà, bassi livelli di scolarizzazione, mancanza di prospettive economiche ed isolamento. La comunità internazionale dovrà rafforzare la propria presenza a Niamey per evitare che il Niger possa divenire un nuovo Mali oppure una nuova Nigeria. Non si tratta di un compito facile e i rischi restano molti ma Washington e Parigi sembrano, al momento, molto determinate.</p>
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