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	<title>Shireen Abu Akleh Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Aug 2025 08:55:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Shireen Abu Akleh Archives - InsideOver</title>
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		<title>Uccidere un giornalista come Anas al-Sharif è un crimine di guerra. Il resto è propaganda di Israele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 08:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Anas al Sharif" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Le accuse di “affiliazione” a gruppi armati non giustificano l’esecuzione sommaria, prassi normalizzata da Israele e Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/uccidere-un-giornalista-come-anas-al-sharif-e-un-crimine-di-guerra-il-resto-e-propaganda-di-israele.html">Uccidere un giornalista come Anas al-Sharif è un crimine di guerra. Il resto è propaganda di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Anas al Sharif" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/anas-al-sharif-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>È piuttosto inusuale, per l’esercito israeliano (Idf) rivendicare apertamente l&#8217;uccisione di giornalista: in passato, lo Stato ebraico ha quasi sempre negato &#8211; come nel caso della americana-palestinese <strong>Shireen Abu Akleh</strong>, assassinata a Jenin tre anni fa &#8211; o parlato di &#8220;danni collaterali&#8221; quando la stampa finiva vittima dei suoi attacchi. L&#8217;uccisione di <strong>Anas al-Sharif</strong>, colpito in un <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strage-della-troupe-di-al-jazeera-cronaca-di-un-eccidio-annunciato.html">bombardamento mirato</a> mentre si trovava in una tenda nella città di Gaza assieme ad altre sei persone, tra cui quattro colleghi, è diventata invece un poster del governo Netanyahu: un&#8217;azione non solo ammessa ma anche giustificata da tutto il suo apparato propagandistico.</p>



<p>Secondo il <em>Committee to Protect Journalists</em>, <strong>dall’inizio della guerra sono stati uccisi 192 giornalisti a Gaza</strong>, di cui almeno 184 in bombardamenti israeliani. L’uccisione intenzionale di un giornalista è considerata un crimine di guerra da qualunque nazione occidentale.</p>



<p>Il portavoce dell’Idf in arabo,<strong> Avichay Adraee</strong>, aveva attaccato al-Sharif per mesi sui social, diffondendo accuse di legami con Hamas. Dopo la sua morte, sono riemerse “prove” come selfie scattati &#8211; anni prima del 7 ottobre &#8211; con dirigenti del movimento islamista. Ma, come ha sottolineato il giornalista israeliano <strong>Dimi Reider</strong>, della rivista di sinistra <em>+972</em>, all’epoca al-Sharif era poco più che un ragazzino e quei leader erano autorità ufficiali di Gaza, riconosciute e persino rifornite da Israele stesso.</p>



<p>Il paradosso, secondo Reider, è che molti giornalisti israeliani hanno iniziato la carriera con addosso una uniforme militare, lavorando per la radio dell’esercito o servendo in unità di combattimento, senza che ciò li renda bersagli legittimi. Uccidere un reporter palestinese solo perché ha trascorso tempo in una forza armata sarebbe un crimine di guerra, anche se si trovasse incorporato in un’unità militare, a meno che non stesse partecipando attivamente ai combattimenti. </p>



<p>Israele sostiene che al-Sharif fosse stato un comandante di basso livello di Hamas fino a sei anni fa: una prova “esile” per giustificare un omicidio mirato. E anche i presunti messaggi su Telegram, decontestualizzati, non del tutto verificati, nei quali sembrerebbe che al-Sharif si sia congratulato il 7 ottobre con Hamas non sono una giustificazione per uccidere chi lavora con i media.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intelligence militare di Israele</h2>



<p>Le accuse di “affiliazione” a gruppi armati non giustificano, insomma, l’esecuzione sommaria: questa prassi, normalizzata nel XXI secolo da Israele e Stati Uniti &#8211; anche durante l&#8217;era di Barack Obama &#8211; rappresenta una violazione barbarica del diritto internazionale. “Non è diverso da un’esecuzione extragiudiziale in casa propria”, scrive Reider, “con la differenza che in molti casi Israele uccide anche i familiari”.</p>



<p><span style="font-size: revert;">Dietro la campagna pubblica contro al-Sharif ci sarebbe, secondo il reporter israeliano </span><strong>Yuval Abraham</strong><span style="font-size: revert;">, <strong>una nuova unità dell’intelligence militare israeliana </strong>incaricata di cercare elementi per “legittimare” e giustificare eccessi, errori e crimini di guerra, compresi presunti legami tra giornalisti palestinesi e Hamas.</span></p>



<p>Il CPJ e altre organizzazioni per la libertà di stampa accusano Israele di condurre campagne sistematiche per screditare i reporter di Gaza, impedendo allo stesso tempo ai media stranieri di accedere alla Striscia. Dall’anno scorso, Al Jazeera è stata bandita da Israele e Cisgiordania, con tutte le sue sedi chiuse.</p>



<p>L’uccisione di al-Sharif avviene in un contesto in cui fare giornalismo a Gaza significa operare in condizioni estreme, sotto minacce quotidiane di Israele e in un rapporto inevitabile con le autorità locali inclusa Hamas, così come chiunque provi a svolgere la cruciale funzione giornalistica nella striscia, pur non nascondendo quale parte sostenga.<br><br>Avviene in un contesto in cui i media stranieri, costretti da Israele a guardare da fuori, si esercitano, con tanto di tesserino a un&#8217;opera di dileggio senza precedenti e senza pudori. <strong>Per restare alla TV di Stato italiana, su X ci è capitato di vedere un corrispondente da Gerusalemme, solitamente &#8220;sdraiato&#8221; sulla versione dell&#8217;Idf, pubblicare foto decontestualizzate per infangare al-Sharif, una vice caporedattrice di RaiNews riempiersi la timeline con un profluvio di propaganda pro-Netanyahu, e un ex Iena, poi miracolata da TeleMeloni, esibirsi col solito cuor di leone in un dileggio a base di vergini e paradiso.</strong></p>



<p>Verrebbe da dire che chi dubita dell’attendibilità e dell&#8217;umanità dei giornalisti palestinesi dovrebbe chiedere che Israele apra le porte alla stampa straniera. Ma la questione è più terra-terra: gli stessi parametri usati per giudicare l&#8217;affiliazione dei giornalisti palestinesi, applicati in un mondo geopolitico dove i rapporti di forza fossero invertiti, renderebbero bersagli legittimi innumerevoli giornalisti della nostra televisione.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/uccidere-un-giornalista-come-anas-al-sharif-e-un-crimine-di-guerra-il-resto-e-propaganda-di-israele.html">Uccidere un giornalista come Anas al-Sharif è un crimine di guerra. Il resto è propaganda di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Onu accusa Israele per la morte della giornalista Shireen Abu Akleh</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-onu-accusa-israele-per-la-morte-della-giornalista-shireen-abu-akleh.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 06:34:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese (Anp)]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-1536x863.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-2048x1151.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Botta e risposta tra il governo israeliano e l&#8217;ufficio per i diritti umani dell&#8217;Onu. Tra lo Stato ebraico e le Nazioni Unite la tensione è nata dopo che dal Palazzo di Vetro di New York sono state lanciate accuse alle forze armate israeliane per la morte della giornalista Shireen Abu Akleh. In particolare, la portavoce &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/l-onu-accusa-israele-per-la-morte-della-giornalista-shireen-abu-akleh.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-onu-accusa-israele-per-la-morte-della-giornalista-shireen-abu-akleh.html">L&#8217;Onu accusa Israele per la morte della giornalista Shireen Abu Akleh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-1536x863.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-2048x1151.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_202206260833302_7ff137ceb83e583dd21141bc2beb415a-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Botta e risposta tra il <strong>governo israeliano</strong> e l&#8217;ufficio per i diritti umani dell&#8217;<strong>Onu</strong>. Tra lo Stato ebraico e le Nazioni Unite la tensione è nata dopo che dal Palazzo di Vetro di New York sono state lanciate <strong>accuse</strong> alle forze armate israeliane per la morte della giornalista <strong>Shireen Abu Akleh</strong>. In particolare, la portavoce dell&#8217;ufficio per i diritti umani, <strong>Ravina Shamdasani</strong>, ha dichiarato di ritenere Israele responsabile <a href="https://it.insideover.com/guerra/si-infiamma-la-situazione-in-cisgiordania-morta-una-giornalista-di-al-jazeera.html">dell&#8217;uccisione della cronista avvenuta a Jenin</a>, durante uno scontro a fuoco in uno dei campi profughi. La replica del governo israeliano è stata affidata al ministro della Difesa, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-binyamin-gantz.html">Benny Gantz</a>: &#8220;La verità &#8211; ha dichiarato &#8211; può essere accertata solo da un esame balistico del proiettile da cui è stata colpita la giornalista e non da indagini irresponsabili sulla realtà come quella distribuita dall&#8217;Ufficio Onu sui diritti umani&#8221;.</p>
<h2>La morte di Shireen Abu Akleh</h2>
<p>Era l&#8217;11 maggio quando, come già fatto tante altre volte nel corso della sua carriera, Shireen Abu Akleh si è armata di videocamera per andare a documentare momenti di tensione in <strong>Cisgiordania</strong>. Per <em>Al Jazeera</em> la giornalista, nata a Gerusalemme e cresciuta in Giordania, stava seguendo in quei giorni gli <strong>scontri</strong> in corso a Jenin. Quest&#8217;ultima è una delle località più calde dei territori palestinesi. Qui <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-hamas.html">Hamas</a>, il gruppo islamista considerato terrorista da Israele e non solo, negli anni si è radicato e ha una delle sue roccaforti al di fuori della Striscia di Gaza, dove governa dal 2007. Ogni qualvolta che c&#8217;è aria di tensione tra forze israeliane e movimenti palestinesi, Jenin è una delle prime città a infiammarsi.</p>
<p>In quei giorni di tensione ce n&#8217;era parecchia. Ad aprile una serie di attentati avevano scosso Israele. Il più grave dei quali ha provocato <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/attentato-tel-aviv-sparatoria-centro-citt-almeno-due-morti-2024591.html?_ga=2.98447452.291425650.1655991104-587293415.1601365185">panico e morte nel centro di Tel Aviv il 7 aprile</a>. Un attacco attuato da un giovane di 29 anni di nome <strong>Raad Hazem</strong>, originario proprio di Jenin. Ucciso la sera stessa dell&#8217;attentato, due giorni dopo le forze israeliane hanno compiuto prime incursioni nella città palestinese. Rastrellamenti che hanno riguardato parenti e possibili complici. Le attività delle forze di sicurezza sono andate avanti anche nei giorni successivi. La tensione è infatti aumentata, con scontri che hanno riguardato la stessa <strong>Gerusalemme</strong>. In quel mese infatti hanno coinciso Pasqua ebraica, Pasqua cristiana e inizio del mese sacro del Ramadan. Circostanza che non ha mancato di generare contrasti, culminati anche con l&#8217;irruzione della polizia israeliana nella grande moschea di Al Aqsa dopo la denuncia di lanci di pietre contro le forze di sicurezza.</p>
<p>Si è arrivati così alla mattina dell&#8217;11 maggio. Altri scontri erano in corso a Jenin e, durante una fase di scambio di colpi di arma da fuoco tra forse israeliane e alcuni gruppi palestinesi, una pallottola ha colpito sul volto<strong> Shireen Abu Akleh</strong> e un&#8217;altra ha ferito il collega <strong>Ali Sammoudi</strong>, presente con lei a Jenin. Per la donna non c&#8217;è stato nulla da fare. E questo nonostante indossasse regolarmente giubbotto antiproiettile con la scritta <em>Press</em> ed elmetto. La morte della cronista ha destato commozione nei territori palestinesi e nel mondo arabo.</p>
<h2>Il botta e risposta tra Onu e Israele</h2>
<p>Le Nazioni Unite hanno deciso di aprire un&#8217;inchiesta e, secondo l&#8217;ufficio per i diritti umani non ci sono dubbi: &#8220;La responsabilità è di Israele &#8211; ha dichiarato, in una conferenza stampa nella sede Onu di Ginevra, la portavoce dell&#8217;ufficio Ravina Shamdasani &#8211; I colpi che hanno ucciso Abu Akleh e ferito il suo collega Ali Sammoudi provenivano dalle forze di sicurezza israeliane e non dal fuoco indiscriminato di palestinesi armati, come inizialmente affermato dalle autorità israeliane&#8221;.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Our independent monitoring is consistent with the finding that the shots that killed <a href="https://twitter.com/hashtag/ShireenAbuAkleh?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ShireenAbuAkleh</a> came from Israeli Forces.</p>
<p>UN Human Rights Chief <a href="https://twitter.com/mbachelet?ref_src=twsrc%5Etfw">@mbachelet</a> continues to urge Israeli authorities to open a criminal investigation.<a href="https://t.co/tZGLtoNRmg">https://t.co/tZGLtoNRmg</a> <a href="https://t.co/BfxfhR5kqm">pic.twitter.com/BfxfhR5kqm</a></p>
<p>&mdash; UN Human Rights (@UNHumanRights) <a href="https://twitter.com/UNHumanRights/status/1540275697297641473?ref_src=twsrc%5Etfw">June 24, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>&#8220;È profondamente inquietante &#8211; ha poi aggiunto la portavoce &#8211; che le autorità israeliane non abbiano condotto un&#8217;indagine penale, noi dell&#8217;Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite abbiamo concluso il nostro monitoraggio indipendente sull&#8217;incidente&#8221;. Dalle indagini, tra le altre cose, sarebbe emerso, grazie anche alle testimonianze degli altri giornalisti presenti quel giorno a Jenin, che tutti i cronisti avevano scelto un lato della strada ritenuto più sicuro per filmare gli scontri, &#8220;avendo cura di procedere lentamente e di rendere visibile la loro presenza alle forze armate israeliane disposte in fondo alla strada&#8221;.</p>
<p>La replica da parte del <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-nuovamente-verso-il-voto-cade-il-governo-di-naftali-bennett.html">dimissionario governo di Naftali Bennett</a> non si è fatta attendere ed è stata affidata al ministro della Difesa, Benny Ganzt: &#8220;Esprimo ancora una volta il mio dolore per la morte del giornalista Sheerin Abu Akleh &#8211; si legge in una nota del titolare del dicastero &#8211; La sua famiglia e i suoi amici meritano di conoscere la verità sulle circostanze della sua morte e, questo, può essere determinato solo da un esame balistico del proiettile da cui è stata colpita e non da indagini irresponsabili sulla realtà come quella distribuita dall&#8217;Ufficio Onu sui diritti umani&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le Forze di difesa israeliane lavorano giorno e notte contro i terroristi assetati di sangue che cercano di uccidere gli israeliani &#8211; ha proseguito Ganzt &#8211; mentre compie grandi sforzi per prevenire il coinvolgimento di persone non coinvolte e indaga su ogni incidente in modo completo e accurato. Anche oggi invito l&#8217;Autorità nazionale palestinese a consegnare a Israele il proiettile che ha colpito la giornalista. Così dovrebbero comportarsi tutti coloro che vogliono conoscere la verità. Appoggio i soldati delle Idf, che continueranno a fare tutto il necessario per mantenere la sicurezza dei cittadini di Israele&#8221;.</p>
<p>Il botta e risposta tra le due parti non sorprende. Del resto le stesse indagini sulla morte di Abu Akleh sono state nelle settimane scorse un motivo di ulteriore <strong>scontro politico</strong>. In particolare, Israele ha chiesto all&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (<strong>Anp</strong>) di consegnare il proiettile, ma alla richiesta è arrivato un netto rifiuto. Dal canto suo il governo dell&#8217;Anp ha chiesto a quello israeliano di consegnare l&#8217;arma responsabile dell&#8217;uccisione la quale, secondo le forze di sicurezza, corrisponderebbe a un fucile posto sotto sequestro.</p>
<p>Per Israele le conclusioni dell&#8217;Onu quindi sarebbero affrettate e politicamente &#8220;a senso unico&#8221;, visto che nessuna delle parti in causa ha ancora consegnato il materiale a propria disposizione. Le polemiche in tal senso sono destinate ad andare avanti anche nei prossimi giorni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-onu-accusa-israele-per-la-morte-della-giornalista-shireen-abu-akleh.html">L&#8217;Onu accusa Israele per la morte della giornalista Shireen Abu Akleh</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il nuovo accordo &#8220;storico&#8221; tra Israele e Emirati</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/nuovo-accordo-storico-israele-emirati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 07:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Israele-Emirati Arabi uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il primo ministro israeliano Naftali Bennett" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele ed Emirati Arabi Uniti hanno firmato un accordo di libero scambio martedì 31 maggio. Unico nel suo genere, abolisce le barriere doganali per il “96% dei prodotti” che le due parti si scambiano e il cui commercio ha avuto un valore di 900 milioni di dollari nel 2021, secondo dati ufficiali israeliani. L’obiettivo è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/nuovo-accordo-storico-israele-emirati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/nuovo-accordo-storico-israele-emirati.html">Il nuovo accordo &#8220;storico&#8221; tra Israele e Emirati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il primo ministro israeliano Naftali Bennett" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220601165030883_be8bc04253dc6b5c360b24f6a7c0575c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Israele ed Emirati Arabi Uniti hanno firmato un <strong>accordo di libero scambio</strong> martedì 31 maggio. Unico nel suo genere, abolisce le barriere doganali per il “<strong>96% dei prodotti</strong>” che le due parti si scambiano e il cui commercio ha avuto un valore di 900 milioni di dollari nel 2021, secondo dati ufficiali israeliani. L’obiettivo è quello di <a href="https://www.cnbc.com/2022/05/31/israel-signs-trade-deal-with-uae-its-biggest-with-any-arab-country.html">aumentare il commercio bilaterale</a> annuo a più di 10 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.</p>
<p>Il patto, definito “storico”, rappresenta l’ultimo prodotto della normalizzazione delle relazioni diplomatiche del 2020, noti come <strong>Accordi di Abramo</strong>. È stato inoltre descritto come il più grande accordo mai concluso tra Israele e qualsiasi paese arabo.</p>
<p>Su Twitter, il primo ministro israeliano <strong>Naftali Bennett</strong> ha affermato: &#8220;Israele ed Emirati hanno firmato uno storico accordo di libero scambio, il primo di questa portata tra Israele e un Paese arabo. Sotto l&#8217;egida del mio amico Mohammed Bin Zayed Al-Nayane (il leader degli Emirati) e grazie a molta determinazione, questo è l&#8217;accordo di libero scambio firmato più veloce nella storia di Israele”.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Israel &amp; the UAE just signed a historic Free Trade Agreement &#8211; the first of this scope to be signed between Israel &amp; an Arab state.</p>
<p>Thanks to the leadership of my friend <a href="https://twitter.com/MohamedBinZayed?ref_src=twsrc%5Etfw">@MohamedBinZayed</a> and a lot of determination — this was the fastest FTA to be signed in Israel’s history 🇮🇱🇦🇪 <a href="https://t.co/UQsjSJ09qU">pic.twitter.com/UQsjSJ09qU</a></p>
<p>&mdash; Naftali Bennett נפתלי בנט (@naftalibennett) <a href="https://twitter.com/naftalibennett/status/1531530813426245636?ref_src=twsrc%5Etfw">May 31, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>I colloqui, che sono poi sfociati nell’accordo di libero scambio, sono iniziati a novembre e si sono conclusi all’inizio di aprile, dopo quattro sessioni negoziali. Il patto è stato firmato a <strong>Dubai</strong> dal ministro dell&#8217;Economia e dell&#8217;Industria israeliano <strong>Orna Barbivai</strong> e dal suo omologo, il ministro dell&#8217;Economia degli Emirati Arabi Uniti <strong>Abdulla bin Touq al-Marri</strong>.</p>
<p>Come conseguenza degli ultimi accordi, “il commercio emiratino-israeliano supererà i 2 miliardi di dollari nel 2022 e raggiungerà circa 5 miliardi di dollari in cinque anni, supportato dalla collaborazione nei settori delle energie rinnovabili, dei beni di consumo, del turismo e delle scienze della vita”, almeno queste sono le prospettive future per <strong>Dorian Barak</strong>, presidente del Consiglio d’affari Emirati-Israele. Secondo le sue dichiarazioni, quasi mille compagnie israeliane si legheranno con gli Emirati entro la fine dell’anno. “Dubai sta diventando un hub per le aziende israeliane che vedono l’Asia meridionale, il Medio Oriente e l’Estremo Oriente come mercati”, sostiene.</p>
<p>Per il ministro del Commercio degli Emirati<strong> Thani Al Zeyoudi</strong>, la firma è “un nuovo capitolo nella storia del Medio Oriente”, ha scritto su Twitter. “Il nostro accordo accelererà la crescita, creerà posti di lavoro e porterà a una nuova era di pace, stabilità e prosperità in tutta la regione”.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Today we signed a Comprehensive Economic Partnership Agreement with <a href="https://twitter.com/hashtag/Israel?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Israel</a> that builds on the strong foundations laid by the Abraham Accords. It will push the value of our non-oil bilateral trade beyond $10 billion within five years. 🇦🇪🇮🇱 <a href="https://t.co/j5g1Q30eI4">pic.twitter.com/j5g1Q30eI4</a></p>
<p>&mdash; د. ثاني أحمد الزيودي (@ThaniAlZeyoudi) <a href="https://twitter.com/ThaniAlZeyoudi/status/1531526579586736128?ref_src=twsrc%5Etfw">May 31, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>L’Ambasciatore degli Emirati in Israele, <strong>Mohamed Al-Khaja</strong>, ha descritto la firma di questo accordo come “un successo senza precedenti”. Ha aggiunto anche che “le imprese in entrambi i paesi beneficeranno di un accesso più rapido ai mercati e tariffe più basse, poiché le nostre nazioni lavoreranno insieme per aumentare gli scambi, creare posti di lavoro […] e rafforzare la cooperazione”.</p>
<h2>Le tensioni politiche</h2>
<p>Le relazioni commerciali con gli Emirati Arabi Uniti sembrano procedere positivamente, nonostante Israele si stia accordando con un paese musulmano, che appoggia la causa palestinese. Non sembra, però, che le differenti vedute riguardo il conflitto tra Israele e Palestina, che nelle ultime settimane hanno visto un aumento delle tensioni, stia intaccando la natura degli accordi.</p>
<p>La firma è infatti arrivata nel mezzo della violenta occupazione di <strong>Gerusalemme Est</strong> e della <strong>Cirgiordania</strong>. Il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi uniti ha condannato l’assalto al complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme nel mese di aprile da parte di “coloni estremisti sotto la protezione delle forze israeliane”</p>
<p>Qualche giorno fa si è svolta invece <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-marcia-delle-bandiere-scatena-la-violenza-a-gerusalemme.html">Marcia delle Bandiere</a></strong>, una sfilata nella Città Vecchia di Gerusalemme, a cui hanno partecipato migliaia di israeliani per commemorare la conquista della parte orientale della città nel 1967. Non sono mancate le tensioni: i palestinesi sono stati attaccati dagli israeliani mentre intonavano canzoni razziste anti-arabe e anti-palestinesi. L’accordo giunge anche a tre settimane dalla morte della giornalista palestinese-americana di <em>Al-Jazeera</em>, <a href="https://it.insideover.com/guerra/si-infiamma-la-situazione-in-cisgiordania-morta-una-giornalista-di-al-jazeera.html"><strong>Shireen Abu Akleh</strong></a>, durante l’operazione israeliana in Cisgiordania.</p>
<p>Il ministero degli Esteri, nella dichiarazione scritta, ha anche chiesto “alle autorità israeliane di assumersi la responsabilità di ridurre l&#8217;escalation e porre fine a tutti gli attacchi e le pratiche che portano al perdurare delle tensioni, sottolineando al contempo la necessità di esercitare la massima moderazione per evitare ulteriore instabilità”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/nuovo-accordo-storico-israele-emirati.html">Il nuovo accordo &#8220;storico&#8221; tra Israele e Emirati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Marcia delle Bandiere scatena la violenza a Gerusalemme</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-marcia-delle-bandiere-scatena-la-violenza-a-gerusalemme.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 11:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Forze di difesa israeliane (Idf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante il monito della comunità internazionale e dell’Onu, migliaia di ebrei israeliani si sono radunati il 29 maggio a Gerusalemme per festeggiare la Marcia delle Bandiere. La marcia segna l’anniversario dell’occupazione di Gerusalemme Est avvenuta nel giugno del 1967 con la Guerra dei sei giorni. La guerra vide dispiegate le forze israeliane contro quelle di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-marcia-delle-bandiere-scatena-la-violenza-a-gerusalemme.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220530173507371_4e35d209573acce6f28212f5c6d64f6c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nonostante il monito della comunità internazionale e dell’Onu, migliaia di ebrei israeliani si sono radunati il 29 maggio a Gerusalemme per festeggiare la <strong>Marcia delle Bandiere</strong>. La marcia segna l’anniversario dell’occupazione di Gerusalemme Est avvenuta nel giugno del 1967 con la Guerra dei sei giorni. La guerra vide dispiegate le forze israeliane contro quelle di diversi paesi arabi e finì con la decisione unilaterale di Israele di annettere e di riconoscere la parte est di Gerusalemme &#8211; musulmana e palestinese &#8211; come capitale “indivisibile” del Paese. La riunificazione della città va, secondo le autorità israeliane, celebrata ogni anno nel cosiddetto “Giorno di Gerusalemme” e ha una connotazione forte in quanto riconosce da quel momento la sovranità di Israele sull’intera città.</p>
<p>Domenica la marcia ha provocato un’ondata di odio e violenza che ha messo a ferro e fuoco tutta la città. Con la protezione di tremila agenti di polizia, decine di migliaia di persone provenienti da tutta Israele e dagli insediamenti ebrei presenti nei territori occupati in Cisgiordania, hanno sfilato per le strade della Città vecchia cercando di &#8220;recuoerare&#8221; due precedenti che erano saltate: nel 2020 la cancellazione a causa del Covid-19 e nel 2021 il divieto da parte dell’ex premier <strong>Benjamin Netanyahu</strong> di passare attraverso i quartieri palestinesi. Quest’anno, col benestare del governo che ha definito la marcia legittima, l&#8217;evento è stato organizzato in prossimità della Spianata delle Moschee, luogo sacro musulmano. Ricordiamo l’accordo del 1967, segnato subito dopo la guerra, prevede l’autonomia dei luoghi sacri musulmani, tra questi la Spianata delle moschee per l’appunto.</p>
<p>I partecipanti erano perlopiù uomini giovani ortodossi, studenti di <strong>Yeshiva</strong> &#8211; istituzione educativa ebraica &#8211; e studenti delle scuole militari del movimento religioso sionista. La folla ha iniziato a ritrovarsi nel primo pomeriggio e nelle ore successive sono scoppiati disordini tra le strade dei quartieri palestinesi dove la marcia non era prevista. Da entrambe le parti sono iniziate a volare bottiglie e oggetti di vario tipo e la polizia è intervenuta immediatamente con lacrimogeni e proiettili di gomma. Un’anziana palestinese è stata aggredita con calci e spray al peperoncino da due giovani ortodossi tra le strade del quartiere musulmano. Una giornalista inviata di <em>France24</em> è stata colpita alla testa da un oggetto indefinito arrivato dalla folla riunita dietro di lei.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Watch the moment an Israeli man pepper-sprayed an elderly Palestinian woman during a so-called flag march yesterday in occupied East Jerusalem’s Old City.</p>
<p>Videos also show another Israeli man pulling out a gun at Damascus Gate ⤵️ <a href="https://t.co/0cO2fWeQcf">pic.twitter.com/0cO2fWeQcf</a></p>
<p>&mdash; Al Jazeera English (@AJEnglish) <a href="https://twitter.com/AJEnglish/status/1531191183988297728?ref_src=twsrc%5Etfw">May 30, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Alla porta di Damasco i cori degli ultra nazionalisti intonavano “Shuaffat brucia”, riferendosi all’omicidio dell’adolescente <strong>Mohammed Abu Khdeir</strong> bruciato vivo insieme alla sua famiglia da un colono ebreo nel 2014. E ancora: &#8220;Morte agli arabi&#8221;, &#8220;Maometto è morto&#8221;, &#8220;Che il tuo villaggio bruci”. Altri hanno provocato giornalisti e residenti palestinesi urlando “Shireen è morta”, la giornalista palestinese <strong>Shireen Abu Akleh</strong> uccisa da un pallottola israeliana qualche settimana fa nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="iw" dir="rtl">&quot;שועפט עולה האש&quot; <br />&quot;יהודי זה נשמה, ערבי זה בן זונה&quot; <br />&quot;מוות לערבים&quot; <br />&quot;מוחמד מת&quot;<br />&quot;שיישרף לכם הכפר&quot; <br />מפגן גזענות של היציע המזרחי ותומכיהם בשער שכם. <a href="https://t.co/DpyLZCmWzB">pic.twitter.com/DpyLZCmWzB</a></p>
<p>&mdash; Josh Breiner (@JoshBreiner) <a href="https://twitter.com/JoshBreiner/status/1530928525569572864?ref_src=twsrc%5Etfw">May 29, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>La <strong>Croce Rossa Palestinese</strong> ha dichiarato che sono state ferite dalla polizia israeliana 62 persone, 23 delle quali ricoverate in ospedale. L’esito violento della marcia era già stato messo in conto. È dal 2010 che le autorità israeliane cercano di limitare l’affluenza alla marcia poiché causa di violenze. Negli anni infatti la violenza è stata mitigata da regole restrittive e controlli delle forze dell’ordine, fino a quest’anno. Il governo, nonostante abbia dato l’ok per la marcia, ha condannato gli atti violenti ed estremisti. Per primo il ministro degli Esteri, <strong>Yair Lapid</strong> che ha denunciato Lehava e altre organizzazioni ebraiche radicali, di non essere “degni di portare la bandiera israeliana”. Anche il premier<strong> Naftali Bennett</strong> si è espresso condannando le due organizzazioni e promettendo azioni legali contro chi si è reso protagonista di atti violenti e razzisti. Ma il governo era già stato avvertito dall’intelligence riguardo i possibili attacchi eppure la marcia è stata fatta comunque passare attraverso i quartieri palestinesi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Adesso si rischia un’escalation con Hamas che ha già lanciato un ultimatum allo stato ebraico. Movimenti e partiti palestinesi hanno annunciato congiuntamente uno stato di allerta e il coordinamento di un’operazione in risposta alla marcia e hanno dichiarato che se se verrà toccata nuovamente la moschea di Al-Aqsa la risposta palestinese sarà forte e “incendierà l’intera regione”. Tutti i palestinesi sono stati chiamati a difendere i luoghi sacri e a prepararsi a una possibile offensiva israeliana. Si teme una nuova pioggia di razzi da Gaza e una durissima e devastante risposta israeliana analoga a quella del maggio dell’anno scorso.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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