<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Marco Rubio Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/marco-rubio-12/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/marco-rubio-12</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Oct 2026 09:08:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Marco Rubio Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/marco-rubio-12</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Contro il caro carburanti, Trump libera dalle sanzioni la flotta ombra della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/contro-il-caro-carburanti-trump-libera-dalle-sanzioni-la-flotta-ombra-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 09:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532740</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei calcoli di Trump in vista del voto del 3 novembre di metà mandato, il provvedimento dovrebbe abbassare i costi di gas e petrolio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/contro-il-caro-carburanti-trump-libera-dalle-sanzioni-la-flotta-ombra-della-russia.html">Contro il caro carburanti, Trump libera dalle sanzioni la flotta ombra della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla fin fine, la morale della favola è che nessuno può fare Trump al posto di Trump, o addirittura più di Trump. Si spiega così la decisione del presidente Usa di sospendere, a soli due giorni dall&#8217;entrata in vigore, alcune delle sanzioni contro la Russia <a href="https://www.congress.gov/bill/119th-congress/senate-bill/5025/text#toc-id384c25fbb707414185ab3141c382982a" type="link" id="https://www.congress.gov/bill/119th-congress/senate-bill/5025/text#toc-id384c25fbb707414185ab3141c382982a">previste dal Lindsey Graham Act</a>, le legge fortemente voluta dal senatore repubblicano morto improvvisamente nel luglio scorso dopo un viaggio a Kiev e poco dopo approvata dal Congresso con un voto bipartisan. Le legge prevedeva un radicale inasprimento delle sanzioni contro la Russia, affidando però al Presidente la loro applicazione. Trump aveva firmato la legge ma ora, pressato dal crollo degli indici di gradimento <strong>(solo il 36% degli americani approva il suo operato e il 55% pensa che l&#8217;inflazione sia fuori controllo)</strong> e dalla prospettiva di un&#8217;elezione di metà mandato che può sottrargli il controllo del Congresso, ha fatto una parziale (le sanzioni antirusse decise in precedenza restano attive) ma significativa marcia indietro.</p>



<p>Dicevamo che solo Trump può fare Trump e d&#8217;altra parte era stato chiaro già al momento della firma che il Presidente considerava l&#8217;azione di Graham più una grana che un vantaggio. La legge dello storico (23 anni consecutivi di mandato) senatore della Carolina del Sud è segnata da un&#8217;ossessione che a Trump conviene solo fino a un certo punto. <strong>Graham voleva colpire la Russia, Trump vuole avere le mani libere. </strong>Inoltre, la legge Graham prevede sanzioni anche contro i Paesi che più acquistano risorse energetiche dalla Russia, alimentando così la sua economia di guerra: presa alla lettera, avrebbe infilato gli Usa in <strong>una guerra di dazi e sanzioni contro Cina e India (che insieme acquistano l&#8217;87% delle esportazioni russe di petrolio)</strong>, cosa che l&#8217;economia americana in questa fase non può permettersi. E forse Trump non avrebbe nemmeno firmato se la legge, al punto 115, non prevedesse una scappatoia: sospendere certi provvedimenti alla luce dell&#8217;interesse nazionale, come ha fatto appunto Trump.</p>



<p>L&#8217;ossessione di Trump, adesso, è far calare i prezzi dei carburanti per soddisfare l&#8217;elettorato, tutti i cittadini ma in particolare gruppi importanti del suo elettorato come agricoltori e trasportatori. E insieme far dimenticare la folle decisione di iniziare la guerra contro l&#8217;Iran e l&#8217;incerta condotta che l&#8217;ha caratterizzata, fino al blocco dello Stretto di Hormuz con relative difficoltà nel commercio internazionale di gas e petrolio. E in base a questa specifica esigenza di politica interna regola tutte le proprie decisioni. Come ha detto qualche settimana fa <strong>Marco Rubio,</strong> segretario di Stato: <strong>&#8220;Gli Stati Uniti non metteranno mai l&#8217;ordine internazionale davanti ai propri interessi&#8221;</strong>. Ecco fatto.</p>



<p>Infatti il provvedimento odierno sospende la sezione 102(D) della legge, quella che riguarda la commercializzazione da parte della Russia di &#8220;greggio, uranio, gas naturale, gas naturale liquefatto, petrolio, prodotti petroliferi, prodotti petrolchimici, carbone o prodotti a base di carbone&#8221;, i mezzi per trasportarli, le persone coinvolte e gli eventuali porti di sosta e di approdo. Di fatto, <strong>come alcuni giornali americani avevano anticipato nei giorni scorsi</strong>, un quasi via libera alla &#8220;flotta ombra&#8221; russa. Nei calcoli di Trump questo dovrebbe abbassare i costi del trasporto di gas e petrolio (noleggio navi e assicurazione) e far affluire più risorse al mercato globale, facendo quindi calare i prezzi dei carburanti. </p>



<p>Il Cremlino esulta e l&#8217;Ucraina s&#8217;infuria. Ma Trump, che promette 5 mila dollari a chi il 3 novembre voterà repubblicano, questo importa poco. Pronto, ovviamente, a cambiare di nuovo idea il 4 novembre.</p>



<p></p>



<p>Riferimenti</p>



<p>Per il sondaggio: https://www.tvsvizzera.it/tvs/sondaggio-fox%2C-tasso-approvazione-di-trump-al-36%25%2C-minimi-storici/92222138</p>



<p>Per le dichiarazioni di Marco Rubio: https://youtube.com/shorts/qvqFgzJAhus?si=k7pIZduaRC2gGsFB</p>



<p>Per le anticipazioni sul provvedimento: https://www.reuters.com/legal/government/us-considers-easing-sanctions-shadow-fleet-vessels-cut-freight-rates-official-2026-10-15/</p>



<p>Per la &#8220;flotta ombra&#8221;: https://www.ftm.eu/files/the-shadow-fleet-secrets</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/contro-il-caro-carburanti-trump-libera-dalle-sanzioni-la-flotta-ombra-della-russia.html">Contro il caro carburanti, Trump libera dalle sanzioni la flotta ombra della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guilfoyle, arrivano le dimissioni dell&#8217;ambasciatrice Usa: dal conto da 100 mila dollari ai viaggi con gli imprenditori greci</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/guilfoyle-arrivano-le-dimissioni-dellambasciatrice-usa-dal-conto-da-100-mila-dollari-ai-viaggi-con-gli-imprenditori-greci.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 16:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532411</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-1024x539.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-768x404.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-1536x808.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-600x316.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le richieste di denaro a un donatore, i rapporti con un lobbista e i viaggi privati: le contestazioni che hanno portato alla richiesta di dimissioni dell’ambasciatrice americana in Grecia. La decisione di Trump manda un segnale anche al proprio entourage.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/guilfoyle-arrivano-le-dimissioni-dellambasciatrice-usa-dal-conto-da-100-mila-dollari-ai-viaggi-con-gli-imprenditori-greci.html">Guilfoyle, arrivano le dimissioni dell&#8217;ambasciatrice Usa: dal conto da 100 mila dollari ai viaggi con gli imprenditori greci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-1024x539.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-768x404.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-1536x808.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-600x316.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Casa Bianca ha chiesto a <strong>Kimberly Guilfoyle</strong> di dimettersi dall’incarico di ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia. L’annuncio del 13 ottobre arriva dopo settimane di inchieste giornalistiche su presunte richieste di denaro, rapporti con interessi commerciali privati e comportamenti contestati durante il mandato. Guilfoyle, da anni vicina al presidente ed <strong>ex fidanzata di Donald Trump Jr.</strong>, respinge le accuse e sostiene di avere agito correttamente. (<a href="http://reuters.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">reuters.com</a>)</p>



<p>La vicenda riguarda un possibile intreccio fra relazioni personali, accesso al potere e attività diplomatica. Le rivelazioni hanno progressivamente spostato l’attenzione da Washington ad Atene, coinvolgendo un donatore repubblicano, un gruppo industriale greco e il suo lobbista. Il caso economicamente più eclatante risale a prima dell’insediamento in Grecia. Secondo il <em>Wall Street Journal</em>, mentre si preparava all’audizione di conferma al Senato, Guilfoyle avrebbe chiesto al sostenitore repubblicano <strong>Eric Deters </strong>di pagare un conto <strong>American Express da 100 mila dollari</strong>. Il quotidiano ha descritto messaggi nei quali la richiesta economica si accompagnava a contatti con funzionari dell’amministrazione per questioni fiscali e legali riguardanti Deters. (<a href="http://wsj.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wsj.com</a>)</p>



<p>Deters, ex avvocato e personalità dei media conservatori, ha sostenuto in un’intervista ad ABC News che si trattasse di uno scambio: denaro in cambio di aiuto attraverso le relazioni politiche di Guilfoyle. Ha inoltre consegnato messaggi che attribuisce a lei. Il legale dell’ambasciatrice ne ha contestato l’autenticità e ha indicato che le somme richieste potessero riguardare compensi e rimborsi per attività professionali. Deters nega di essere debitore nei suoi confronti. (<a href="http://www-cdn.abcnews.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www-cdn.abcnews.com</a>)</p>



<p>Il <strong>pagamento dei 100 mila dollari</strong>, secondo lo stesso Deters, non è stato effettuato. Questo elemento compare anche nella richiesta di accertamenti presentata dal deputato democratico Gregory Meeks. La contestazione riguarda dunque la presunta richiesta e il suo eventuale collegamento con favori politici, non un trasferimento di denaro già dimostrato. (<a href="http://democrats-foreignaffairs.house.gov/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">democrats-foreignaffairs.house.gov</a>)</p>



<p>Il secondo capitolo riguarda l’attività dell’ambasciatrice nei Balcani. Le inchieste di settembre del <em>Wall Street Journal </em>hanno descritto la promozione del gruppo greco Aktor, attivo nelle infrastrutture e nell’energia, e la presenza al fianco di Guilfoyle di <strong>Christos Marafatsos</strong>, lobbista della società. Sullo sfondo c’era la vendita di gas naturale liquefatto americano nell’Europa sudorientale. (<a href="http://wsj.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wsj.com</a>)</p>



<p>A sollevare interrogativi era soprattutto il ruolo di Marafatsos negli incontri istituzionali. Partecipava come rappresentante di interessi commerciali privati oppure disponeva di una funzione autorizzata dall’amministrazione? I suoi interlocutori conoscevano i suoi clienti? Erano stati verificati eventuali conflitti d’interesse?</p>



<p>Sono le domande formalizzate dalla senatrice democratica Jeanne Shaheen in una lettera a <strong>Marco Rubio,</strong> pubblicata il 6 ottobre. Shaheen ha chiesto chiarimenti sulle autorizzazioni del lobbista, sulla dichiarazione dei suoi interessi e sull’eventuale accettazione, da parte dell’ambasciatrice, di trasporti, ospitalità o altri benefici offerti da Aktor o da soggetti privati. (<a href="http://foreign.senate.gov/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">foreign.senate.gov</a>)</p>



<p>A questo filone si sono aggiunte le rivelazioni sui viaggi. Il <em>Wall Street Journal </em>ha riferito di una registrazione realizzata a Davos, nel gennaio 2026, nella quale Guilfoyle parlava delle proprie relazioni con imprenditori greci mentre cercava di ottenere un invito a una cena con <strong>Eric Trump</strong>. Il racconto coinvolge Alexandros Exarchou, amministratore delegato di Aktor, per un volo privato, e l’armatore <strong>Nikolas Tsakos</strong> per viaggi e ospitalità, incluso un soggiorno a Parigi. (<a href="http://wsj.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wsj.com</a>)</p>



<p>La questione dei viaggi assume rilievo perché riguarda rapporti con soggetti economici potenzialmente interessati all’attività diplomatica. La difesa di Guilfoyle sostiene però che l’ambasciatrice abbia chiesto e seguito le indicazioni del Dipartimento di Stato, rispettando le regole su doni e trasferimenti. I suoi legali respingono anche la ricostruzione del rapporto con Deters, sostenendo che le spettassero compensi per precedenti attività professionali. (<a href="http://it.euronews.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">it.euronews.com</a>)</p>



<p>Un ulteriore episodio riguarda <strong>una cena a marzo con il ministro greco dell’Energia, Stavros Papastavrou.</strong> Secondo la ricostruzione riportata da <em>Le Monde,</em> Guilfoyle avrebbe evocato la possibilità americana di provocare cambiamenti di governo, facendo riferimento alla <strong>Romania</strong>. Il suo avvocato ha contestato il racconto; anche il governo greco ha negato di avere ricevuto minacce. L’episodio rimane controverso e non dimostra un’ingerenza statunitense nella politica romena. (<a href="http://lemonde.fr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lemonde.fr</a>)</p>



<p>Il 10 ottobre Meeks ha chiesto all’ispettorato generale del Dipartimento di Stato un’indagine sui rapporti con il donatore e con gli interessi commerciali coinvolti, sollecitando separatamente una testimonianza di Guilfoyle sotto giuramento. Le contestazioni erano così diventate oggetto di richieste formali di controllo parlamentare. (<a href="http://democrats-foreignaffairs.house.gov/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">democrats-foreignaffairs.house.gov</a>)</p>



<p>Il 12 ottobre Trump ha dichiarato pubblicamente di valutare la rimozione dell’ambasciatrice. Il giorno successivo la Casa Bianca le ha chiesto di lasciare l’incarico. <strong>Guilfoyle ha ribadito di voler difendere il proprio nome e la propria integrità.</strong> (<a href="http://reuters.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">reuters.com</a>, <a href="http://wsj.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wsj.com</a>)</p>



<p>È su questa decisione che si misura la responsabilità politica di Trump. Le accuse richiedono accertamenti e la difesa dell’ambasciatrice deve essere ascoltata. Ma un presidente deve anche valutare se un proprio rappresentante conservi la fiducia necessaria a svolgere un incarico così delicato. Chiedendo le dimissioni di una persona appartenente da anni al suo mondo politico e personale, Trump ha mostrato di saper prendere una decisione scomoda anche verso il proprio entourage. È un segnale di imparzialità che merita di essere riconosciuto: l<strong>a vicinanza al presidente non ha garantito l’intoccabilità.</strong> La forza di un leader emerge anche quando deve correggere una propria scelta. Rompere con persone vicine significa accettare un costo politico e personale. In questo caso, Trump ha dimostrato di conservare quella libertà di giudizio.</p>



<p>Per il movimento conservatore, però, il passaggio successivo è altrettanto importante. Adesso deve arrivare il momento della competenza. Le nomine devono premiare preparazione, conoscenza dei dossier, capacità negoziale e rispetto delle responsabilità istituzionali. La lealtà politica conta, ma da sola non basta a qualificare una persona per un incarico pubblico.</p>



<p>Chi rappresenta gli Stati Uniti deve sapere quali interessi sta difendendo, rendere trasparenti i propri rapporti e rispondere del proprio operato. La notorietà&nbsp; può aprire una porta; la professionalità deve giustificare la permanenza nell’incarico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/guilfoyle-arrivano-le-dimissioni-dellambasciatrice-usa-dal-conto-da-100-mila-dollari-ai-viaggi-con-gli-imprenditori-greci.html">Guilfoyle, arrivano le dimissioni dell&#8217;ambasciatrice Usa: dal conto da 100 mila dollari ai viaggi con gli imprenditori greci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fucilazioni pubbliche e attacchi alla Cpi. Usa, una crisi d&#8217;immagine che diventa danno politico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fucilazioni-pubbliche-e-attacchi-alla-cpi-usa-una-crisi-dimmagine-che-diventa-danno-politico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 13:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532090</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1053" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-1536x842.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L'America è meno popolare, meno sicura, meno prospera oggi di quanto lo fosse il giorno del secondo insediamento di Donald Trump. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fucilazioni-pubbliche-e-attacchi-alla-cpi-usa-una-crisi-dimmagine-che-diventa-danno-politico.html">Fucilazioni pubbliche e attacchi alla Cpi. Usa, una crisi d&#8217;immagine che diventa danno politico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1053" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-1536x842.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260602102533675_508b4163b549339cbf28197a49f01893-e1780464406459-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>America di Donald Trump</strong> è in <strong>una crisi d&#8217;immagine</strong> che rischia di creare problemi anche alla sua azione politica. L&#8217;ultima manifestazione di questa tendenza è stato l&#8217;atteggiamento di un Paese che ristabilisce, dopo oltre novant&#8217;anni, le <strong>esecuzioni pubbliche che in Occidente</strong> pensavamo di aver dimenticato<a href="https://it.insideover.com/politica/atene-blindata-per-rubio-il-discorso-alla-pnice-lasse-con-israele-e-le-proteste-represse.html" type="post" id="531875">. Mentre ad Atene il <strong>Segretario di Stato Marco Rubio</strong> decantava</a> la necessità di rilanciare la civiltà occidentale, invitava l&#8217;Europa a svegliarsi dal torpore e lanciava una nuova predica sui valori e la leadership americana dopo il discorso &#8220;interventista&#8221; di febbraio alla <strong>Conferenza sulla Sicurezza di Monaco,</strong> dagli Usa arrivava la notizia <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cmy0r96xygx6o">che il Pentagono del Segretario <strong>Pete Hegseth</strong> </a>aveva deciso di trasmettere in diretta <em>streaming </em>la fucilazione di <strong>Nidal Hassan,</strong> condannato per l&#8217;omicidio di 13 soldati americani a Fort Hood, South Carolina, nel 2009. Un dualismo notevole, che dice molto del <strong>concetto di potere di un&#8217;America che prova a nascondere le sue criticità e le sue fragilità dietro la faccia feroce</strong> del leader incontrastato o del Paese intento a rimoralizzare, anche in maniera dura, la propria società.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sospetto-sul-capo-del-pentagono-ha-provato-a-investire-sulla-difesa-prima-della-guerra-alliran.html">Il Pentagono di Hegseth </a>ha combattuto una guerra su ampia scala e non l&#8217;ha vinta: parliamo della <strong>guerra in Iran</strong>. Il capo delle forze armate Usa si è dimostrato inadatto a gestire il carico organizzativo di uno sforzo bellico delegato tatticamente al Centcom e ha mostrato, piuttosto, il combinato disposto tra uno <a href="https://www.theguardian.com/us-news/ng-interactive/2026/apr/10/pete-hegseth-christianity-iran-war-crusade">zelo quasi missionario nel perorare il prosieguo </a>dell&#8217;attacco e minacce roboanti al regime della Repubblica Islamica. Non vinta questa guerra, ora prova a riconquistare tatticamente terreno cercando di parlare della <strong>riapertura dello Stretto di Hormuz,</strong> che era perfettamente percorribile prima dell&#8217;assalto israelo-americano all&#8217;Iran del 28 febbraio scorso.</p>



<p><strong>Donald Trump sperava di dare un colpo alla Cina</strong>, principale acquirente di petrolio iraniano, sfruttando la punta di lancia dell&#8217;interventismo israeliano. Si è trovato a dover gestire un conflitto di cui non governa le conseguenze, mentre al Pentagono reagiscono provando a riaffermare il controllo sulla situazione: <strong>dopo essersi dimostrato debole coi forti in Medio Oriente, Hegseth prova a essere forte coi deboli,</strong> come debole può essere un uomo condannato a morte la cui esecuzione viene trasformato in uno spettacolo che la civiltà contemporanea sperava di aver dimenticato. E su cui già gli antichi avevano avvertito. </p>



<p>&#8220;Torno a casa più avido, più ambizioso, più voluttuoso e persino più crudele e disumano: perché sono stato tra gli esseri umani&#8221;, scriveva Seneca nella <strong>Lettere Morali a Lucilio</strong> dopo aver assistito a un&#8217;esecuzione pubblica di condannati per il ludibrio della folla, sottolineando che &#8220;si tratta di puro omicidio&#8221;, di uno spettacolo fatto solo per solleticare le turme e il popolino. L&#8217;Impero di Roma dovrebbe insegnare molto, con la sua traiettoria, all&#8217;attuale impero Usa, fragile superpotenza che nelle sue mosse per mostrare forza manifesta invece le sue insicurezze.</p>



<p><strong>Pietro Parolin, cardinale di Santa Romana Chiesa e Segretario di Stato della Città del Vaticano, </strong><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-10/parolin-pena-di-morte-usa-esecuzione-premio-nobel-pace.html">ricorda che &#8220;non è accettabile spettacolarizzare la morte&#8221;</a> e ha ribadito che &#8220;il pensiero della Chiesa è in opposizione totale alla pena di morte, non è conforme alla dignità umana e non costituisce alcun deterrente&#8221;. J.D. Vance, vicepresidente che si professa cattolico si è limitato a prendere posizione sull&#8217;eventualità di videotrasmettere l&#8217;esecuzione di Hassan sottolineando che &#8220;non la guarderà&#8221;. <strong>Certamente non una presa di posizione da cuor di leone,</strong> verrebbe da dire. <strong>Il Pentagono, intanto, prova a mostrare lo sguardo feroce</strong> come a ribadire al mondo di essere ancora temibile. Provando con gesti eclatanti, e senza precedenti, a coprire la realtà che vede le forze armate Usa incerte nel definire le strategie con cui condizionare il sistema-mondo. Una manifestazione di debolezza, più che di forza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vuoto strategico</h2>



<p>E non finisce qui. Non sappiamo se Marco Rubio abbia letto Seneca, ma sappiamo che nel suo discorso ad Atene ha detto che &#8220;noi occidentali abbiamo iniziato a vergognarci proprio di ciò che ci rendeva eccezionali&#8221; e che &#8220;con il passare degli anni, sembrava che esternalizzassimo sempre più la nostra sovranità, trasferendo le nostre decisioni a burocrazie globali ben al di fuori della nostra portata di controllo&#8221;. <strong>Piccolo dettaglio: queste burocrazie spesso furono create a uso e consumo della rete d&#8217;influenza americana,</strong> che indubbiamente seppe dare un&#8217;organizzazione coerente al <strong>diritto internazionale liberale,</strong> per quanto sempre con il contrafforte della solidità della forza americana. </p>



<p>Se tra le indubbie <strong>conquiste dell&#8217;Occidente liberale c&#8217;è stato il primato della civiltà del diritto,</strong> è quantomeno un controsenso, sul piano politico, ideologico e morale, vedere il Dipartimento di Stato e l&#8217;amministrazione Trump scagliarsi contro chi di questa <strong>civiltà del diritto</strong> è stato rappresentante, come la <strong><a href="https://www.unionesarda.it/news/mondo/lannuncio-usa-dopo-il-nobel-a-pillay-sanzioni-alla-corte-penale-internazionale-rubio-tribunale-canaglia-ttonsykb">Corte Penale Internazionale,</a></strong> di cui gli Usa non fanno parte e che hanno sanzionato profondamente poche ore dopo l&#8217;assegnazione del Nobel per la Pace alla sua ex giudice sudafricana, <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/il-nobel-per-la-pace-2026-a-navi-pillay-dallapartheid-al-ruanda-una-vita-per-la-giustizia.html" type="post" id="531966">Navi Pillay.</a></strong>  &#8220;Nessuno ha mai sentito parlare di lei, a parte il fatto che, molto ovviamente, odia Israele, non so cosa abbia fatto questa donna&#8221;, <a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117414533410378018">ha scritto su Truth il presidente Usa</a> sull&#8217;ex avvocata anti-Apartheid divenuta giudice in campo per indagare sui crimini del genocidio in Ruanda e poi, più di recente, presidente di una commissione indipendente su Gaza. <strong>Il fallo di reazione sulla giustizia internazionale segnala una difficoltà Usa</strong> nel proiettare influenza su un sistema la cui architettura sta iniziando a vedere trasformate le fondamenta in un contesto multipolare e multicaotico. </p>



<p>La crisi d&#8217;immagine è crisi politica, la crisi di influenza degli Stati Uniti su diverse dinamiche diventa rivendicato unilateralismo dei gesti eclatanti, <strong>artefatta supplenza di un vuoto strategico che si palesa sempre più e genera cortocircuiti con gli alleati</strong> e riduzione della deterrenza politica verso gli avversari. Trump e i suoi ne devono prendere atto <strong>rinunciando alla parte più dura del confronto muscolare con la Cina</strong> e provando a venire a patti col rivale strategico numero uno. The Donald, dal canto suo, si trova in una situazione difficile. In un&#8217;America polarizzata il suo movimento Maga rischia un duro colpo alle elezioni di Midterm; deve mantenere la barra dritta su una coalizione conservatrice frastagliata; deve accontentare una base ideologica molto critica di diverse mosse, a partire dall&#8217;interventismo militare, e anche soppesare le istanze del sistema di potere tecnologico, economico e finanziario che è legato a doppio filo allo Stato profondo a stelle e strisce. <strong>L&#8217;America è meno popolare, meno sicura, meno prospera e meno capace di proiezione geopolitica dominante</strong> oggi di quanto lo fosse il 20 gennaio 2025, giorno del secondo insediamento di Donald Trump. Dichiarazioni roboanti, gesti eclatanti e parole forti non cambiano questa situazione ma alimentano le faglie interne e le fragilità strutturali che non aiutano Washington a decodificare il mondo. Presentandosi come segni di debolezza di fronte a cambiamenti in accelerazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fucilazioni-pubbliche-e-attacchi-alla-cpi-usa-una-crisi-dimmagine-che-diventa-danno-politico.html">Fucilazioni pubbliche e attacchi alla Cpi. Usa, una crisi d&#8217;immagine che diventa danno politico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump e Putin, l&#8217;intesa sul gasolio che rallegra gli agricoltori Usa, umilia l&#8217;Ucraina e prende in giro l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/trump-e-putin-lintesa-sul-gasolio-che-rallegra-gli-agricoltori-usa-umilia-lucraina-e-prende-in-giro-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 21:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532023</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'accordo tra la Casa Bianca e il Cremlino aiuta Trump per le elezioni di metà mandato ma umilia l'Ucraina e l'Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/trump-e-putin-lintesa-sul-gasolio-che-rallegra-gli-agricoltori-usa-umilia-lucraina-e-prende-in-giro-leuropa.html">Trump e Putin, l&#8217;intesa sul gasolio che rallegra gli agricoltori Usa, umilia l&#8217;Ucraina e prende in giro l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Qualcuno diceva che tutte le guerre, alla fin fine, sono guerre per l&#8217;energia. Figuriamoci quel che può accadere, quindi, quando alla guerra si mescola la politica del tempo di pace, con i suoi trucchi e le sue esigenze. Accade, per esempio, che Donald Trump, che solo tre settimane fa proclamava che <strong>&#8220;la Russia ha perso il controllo dell&#8217;industria del </strong><b>diesel</b> non solo: darà l&#8217;idea che &#8220;, qualche ora fa abbia diffuso su Truth Social &#8220;un grande accordo sull&#8217;energia russa&#8221; appena siglato con Vladimir Putin. In concreto: la Russia fornirà da subito 300 mila tonnellate di gasolio &#8220;al mercato americano e mondiale&#8221; (e vedremo che cosa significhi), per aggiungerne altre 500 mila in novembre e 1 milione in seguito. Con tanti saluti a una serie di cose. </p>



<p>Per cominciare, all&#8217;isolamento internazionale della Russia e allo stigma occidentale sulle sue forniture energetiche visto che, per permettere le suddette forniture, il ministero del Tesoro Usa ha sospeso fino al 7 aprile 2027 sulla vendita, consegna e importazione del carburante russo, che almeno fino ad allora tutti, volendo, potranno comprare liberamente. <strong>E resta da vedere quale sarà il ritorno politico per Putin</strong>, che mollando il gasolio offre a Trump un aiuto non da poco sul fronte dei prezzi interni, e al suo tentativo, che fino a ieri pareva disperato, di recuperare consenso.</p>



<p>Per proseguire, alla strategia ucraina di attacco alle raffinerie russe nella speranza di tagliare i fondi alla macchina da guerra del Cremlino. <strong>Questo accordo porterà soldi freschi nelle casse russe</strong>, perché molti proveranno ad approfittare dell&#8217;improvvisa abbondanza nella speranza che il prezzo del gasolio, cresciuto del 70% da febbraio, cioè da quando Trump ha lanciato la disgraziatissima guerra contro l&#8217;Iran, torni a livelli più umani. L&#8217;accordo, inoltre, ridimensiona (a torto o a ragione) la sensazione di efficacia che la campagna dei droni che l&#8217;ex ministro della Difesa ucraino <strong>Mychaylo Fedorov </strong>aveva varato in primavera. Non è difficile immaginare la &#8220;soddisfazione&#8221; degli inviati del presidente Zelensky, che oggi si incontravano a Miami con <strong>Steve Witkoff </strong>e Jared Kushner, i gemelli diversi della diplomazia trumpiana. Come non è difficile immaginare che l&#8217;accordo ora ora annunciato sia stato in realtà siglato proprio dai due quando, qualche settimana fa, hanno incontrato a New York <strong>Kirill Dmitriev, </strong>l&#8217;inviato di Putin.</p>



<p>E per finire, <strong>tanti saluti alle ambizioni dell&#8217;Europa di affrancarsi dalla sudditanza agli Usa.</strong> Almeno per questo inverno. L&#8217;Europa approccia la stagione fredda con i depositi di gas al livello più basso degli ultimi quindici anni. La media è del 72% (un anno fa, di questi tempi, era l&#8217;83%) ma in Germania e nei Paesi Bassi siamo sotto il 60%. In più, a gennaio scatterà il divieto totale europeo all&#8217;importazione di gas liquefatto russo dopo che per tutto l&#8217;anno, in previsione dei mesi difficili e a maggior ragione dopo i pasticci di Trump nel Golfo Persico e il blocco di Hormuz, <strong>l&#8217;Europa intera è corsa ad acquistare gas liquefatto russo,</strong> con una media di spesa di quasi un miliardo al mese. E il GNL, che dal Golfo Persico arriva da mesi in quantità ridotte, vale il 40% del fabbisogno energetico europeo.</p>



<p>In conclusione: mentre l&#8217;Europa taglia l&#8217;ultimo ormeggio ai giacimenti russi, Trump stringe un patto per far affluire carburante russo all&#8217;America e, chissà come, chissà quando, al mondo. Lo stesso Trump che, in virtù della recente <strong>legge bipartisan approvata dal Congresso dopo le lunghe battaglia del senatore Lindsey Graham</strong>, dispone di un potere sanzionatorio senza precedenti e potrebbe, prima di gennaio, far calare la mannaia sulle aziende russe, prima fra tutte la Novatek, che ancora forniscono il GNL agli importatori europei. Il tutto mentre Putin esporta e incassa.</p>



<p>In tutto questo, c&#8217;è di buono che Trump non mostra falsi pudori. La guerra in Ucraina? Lo Stretto di Hormuz? Le raffinerie dell&#8217;Arabia Saudita bombardate dagli Houthi? Quisquilie e pinzillacchere di fronte al possibile disastro delle elezioni di metà mandato. &#8220;Prezzi più bassi per gli americani, in particolare per i nostri grandi agricoltori, allevatori e camionisti, sono la mia massima priorità&#8221;. Gli stenti dell&#8217;industria tedesca? L&#8217;Ucraina martoriata? Il Medio Oriente in pezzi? Poca cosa al confronto del granturco dello Iowa. <strong>Marco Rubio, il segretario di Stato, l&#8217;ha detto chiaro:</strong> &#8220;Gli Stati Uniti non metteranno mai l&#8217;ordine mondiale davanti agli interessi nazionali&#8221;.  </p>



<p></p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per le dichiarazioni di Trump: https://www.ilsole24ore.com/art/trump-la-russia-ha-perso-controllo-dell-industria-diesel-AJlNbBKB</p>



<p>Per la legge Graham: https://ilmanifesto.it/trump-ha-unaltra-arma-contro-putin-approvate-le-sanzioni-infernali</p>



<p>Per la dichiarazione di Rubio: https://youtube.com/shorts/XgsygLJYogE?si=JD_UKmsJhC3qTuu1</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/trump-e-putin-lintesa-sul-gasolio-che-rallegra-gli-agricoltori-usa-umilia-lucraina-e-prende-in-giro-leuropa.html">Trump e Putin, l&#8217;intesa sul gasolio che rallegra gli agricoltori Usa, umilia l&#8217;Ucraina e prende in giro l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cortile di casa non basta più: Washington e la chiusura dell’Emisfero Americano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-cortile-di-casa-non-basta-piu-washington-e-la-chiusura-dellemisfero-americano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 08:43:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531797</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il "Corollario Trump" alla dottrina Monroe, Washington punta a un Emisfero Americano privo di presenze rivali</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-cortile-di-casa-non-basta-piu-washington-e-la-chiusura-dellemisfero-americano.html">Il cortile di casa non basta più: Washington e la chiusura dell’Emisfero Americano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007100716304_beee176fc4d453e7781d801b06b903a7-e1791360475323-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella competizione tra grandi potenze che caratterizza in modo crescente questo primo scorcio del XXI secolo, sembra che <strong>gli Stati Uniti stiano compiendo una scelta di priorità. </strong>Ancor prima di contendere a Pechino l’Indo-Pacifico o a Mosca l’Ucraina, sembrano volere un Emisfero Americano privo di variabili ostili. È la logica che la stessa amministrazione ha battezzato “Corollario Trump” alla dottrina Monroe del 1823: “L’America agli Americani&#8221; che, tuttavia, tradotto geopoliticamente, significa l’America ai Nord-Americani e, in particolare, agli statunitensi. </p>



<p>Ovvero: nessuna presenza strategica extra-emisferica, nessuna proprietà di asset chiave da parte di rivali. I singoli dossier, dal Venezuela alla Groenlandia, sono capitoli di un’unica dottrina. Del resto l’ultima National Security Strategy emessa dall’Amministrazione Trump ha ben tratteggiato questa ambizione. </p>



<p>Se fosse veramente vero, e si trattasse di un preludio agli Stati Uniti meno interventisti nel resto del globo, ci sarebbe solo da rallegrarsene considerati i disastri che Washington è stata capace di compiere negli ultimi decenni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Venezuela: il precedente operativo</strong></h2>



<p><strong>Il 3 gennaio 2026 gli Stati Uniti hanno colpito il Venezuela e catturato Maduro</strong>, portato fuori dal Paese con l’accusa, che era apparsa ridicola fin da subito, di essere il principale trafficante di droga del continente. Per inciso quest’ultimo tema è subito scomparso dalle cronache.</p>



<p>Non si vedeva un intervento così diretto in America Latina dall’invasione di Panama nel 1989, quando Washington fece fuori uno dei suoi asset nella regione – il Generale <strong>Manuel Noriega </strong>– che aveva intrapreso un percorso troppo indipendente. Curiosamente, anche all’epoca tra i capi di accusa a carico del malcapitato militare panamense figurava il sostegno al traffico di droga. </p>



<p>Trump ha quindi dichiarato che Washington avrebbe “gestito” il Venezuela. Il messaggio va ben oltre Caracas. Le riserve petrolifere del Paese, le più grandi del mondo, tornano nell’orbita americana e si dimostra che l’uso della forza nell’Emisfero, non è più un tabù. Il Venezuela è il precedente su cui si regge la credibilità di tutto il resto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Canada: la pressione economica</strong></h2>



<p>Nei confronti di Ottawa lo strumento non è al momento militare ma economico. Alla retorica sul “cinquantunesimo Stato” si sono sommati i dazi e la revisione dello <em>United States-Mexico-Canada Agreement </em>(USMCA), il successore del NAFTA, prevista quest’anno. </p>



<p>Il Premier canadese Carney ha risposto in modo assertivo, evidenziando come vi siano luoghi che non sono mai in vendita, ma Trump non ha chiuso del tutto la porta all’annessione. Qui l’obiettivo non è conquistare, ma ridurre l’autonomia strategica canadese. Integrazione energetica, difesa dell’Artico e scudo antimissile Golden Dome vanno costruiti alle condizioni di Washington, e <strong>la leva è la dipendenza commerciale:</strong> il Canada subisce già dazi su acciaio, alluminio e auto. Si è giunti al punto che Ottawa ha ventilato una qualche forma di adesione all’Unione Europea per la quale la Presidente della Commissione von der Leyen ha addirittura ipotizzato accorgimenti istituzionali al momento non previsti dai Trattati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Groenlandia: dalla minaccia all’accordo</strong></h2>



<p>Il caso groenlandese mostra il metodo in tre tempi: rivendicazione massimalista, crisi dentro la NATO, accordo presentato come vittoria. Trump aveva parlato di acquisto e non aveva escluso la forza. Il 19 settembre ha annunciato un’intesa che, a suo dire, cederebbe agli Stati Uniti il controllo permanente della sicurezza dell’isola e vieterebbe agli avversari di costruire basi o fare investimenti sensibili senza l’approvazione americana.</p>



<p>Copenaghen e Nuuk hanno accolto l’accordo e insistono che la sovranità danese resta intatta, e in tal senso si sono espressi coralmente tutti i partiti e i media danesi. <strong>Come sia possibile sostenere che tale sovranità non sia stata intaccata </strong>– basta leggere l’accordo <a href="https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/2026/09/agreement-between-the-government-of-the-united-states-of-america-and-the-government-of-the-kingdom-of-denmark-together-with-the-government-of-greenland-to-amend-and-supplement-the-agreement-of-27-apri/">qui</a> accluso per avere direttamente un’idea &#8211; quando un attore esterno ha in sostanza diritto di veto su questioni di difesa e economiche resta un mistero. </p>



<p>Forse aveva ragione Shakespeare quando nell’Amleto Atto I scena IV rilevava come vi era “del marcio in Danimarca”. L’intesa deve essere approvata dai due parlamenti, magari gli USA non avranno ottenuto il formale titolo di proprietà del Paese, ma l’essenziale per tutelare i loro interessi: <strong>basi militari, esclusione di Cina e Russia, diritto di veto sugli investimenti. </strong>Cioè il controllo funzionale del Paese senza il costo politico dell’annessione. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cuba: la prossima casella</strong></h2>



<p>Su L’Avana la pressione è già operativa. A fine gennaio Trump ha dichiarato un’emergenza nazionale che consente dazi contro i Paesi che vendono petrolio a Cuba, e a maggio ha firmato un nuovo ordine esecutivo con sanzioni su energia, difesa e settore minerario. A marzo Trump ha previsto che Cuba sarebbe “caduta molto presto”, mentre sono circolate indiscrezioni secondo cui che negli ambienti della Casa Bianca il rovesciamento del governo cubano era considerato “al 100%” un evento del 2026. Il Segretario di Stato Rubio, dal canto suo, sostiene che non esista un blocco petrolifero nei confronti del Paese, ma solo la fine del petrolio gratuito che giungeva dal Venezuela. Quest’ultimo Paese, appunto, è la chiave: eliminato il rubinetto di Caracas, <strong>Cuba resta senza il suo salvagente energetico. </strong>È la sequenza classica della strategia americana: prima si tagliano le sponde esterne, poi si lavora sull’asfissia interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Brasile: il vero banco di prova</strong></h2>



<p>Il Brasile è il caso più delicato, perché non è un Paese debole né isolato ma uno rilevante membro dei BRICS.&nbsp;</p>



<p>Il primo turno delle elezioni Presidenziali svoltesi domenica 4 ottobre hanno posizionato <strong>Flávio Bolsonaro </strong>davanti al Presidente Lula in carica, che alla vigilia veniva dato in lieve vantaggio.  L’ex Presidente Bolsonaro – padre dell’attuale candidato &#8211; sconta attualmente 27 anni di carcere per un tentato golpe.  </p>



<p>Ora si attende il ballottaggio di fine mese. È plausibile che in caso di una – ora improbabile &#8211; vittoria di Lula si attivi un copione già visto altrove: delegittimazione del processo elettorale, sostegno politico e mediatico all’opposizione, leva economica e finanziaria, sanzioni individuali contro magistrati e dirigenti. <strong>In altre parole, l’ennesima “rivoluzione colorata”.</strong> Al momento prove in tal senso non emergono ma affiorano segnali di una strategia di delegittimazione preventiva già in corso da tempo, ma questa potrebbe aver già prodotto i suoi frutti senza necessità di azioni più muscolari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I limiti della dottrina “Donroe”</strong></h2>



<p>Questa strategia ha una logica coerente ma non mancano i costi. Ogni intervento riduce la credibilità americana come garante di regole, sempre ammesso che questa Amministrazione abbia cuore questo ruolo di garante di regole che disprezza pubblicamente da tempo. <strong>Ed è proprio su questa diminuita credibilità statunitense che la Cina ed altri attori del Sud Globale puntano a fare “proselitismo” in America Latina, con crediti, infrastrutture e commercio. </strong></p>



<p>Il paradosso è che la muscolare esclusione della Cina da parte di Washington viene ricercata con strumenti che spingono i governi della regione a vedere in Pechino un contrappeso. L’Emisfero può essere chiuso con la forza, ma non per questo diventa un blocco fedele, anzi il risentimento coverà e potrà riemergere fragorosamente in futuro, specialmente se i Governi di centro-destra allineati a Trump non sapranno corrispondere alle esigenze delle loro opinioni pubbliche.</p>



<p>Resta il dato strutturale: <strong>nel passaggio verso un ordine multipolare, Washington non cede il proprio cortile, lo consolida prioritariamente.</strong> Venezuela, Canada, Groenlandia, Cuba e Brasile sono i tasselli di un’unica gerarchia, in cui la sovranità degli Stati dell’Emisfero Americano è un attributo che ora si negozia e che non è più un diritto sancito a priori dall’ormai più che traballante ordine internazionale degli ultimi 80 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-cortile-di-casa-non-basta-piu-washington-e-la-chiusura-dellemisfero-americano.html">Il cortile di casa non basta più: Washington e la chiusura dell’Emisfero Americano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Epidemia di peste o no, la Siberia resta una brutta gatta da pelare per Mosca. Ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/epidemia-di-peste-o-no-la-siberia-resta-una-brutta-gatta-da-pelare-per-mosca-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 16:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531580</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siberia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La morale, oggi come nel Cinquecento, è sempre quella: arrivare in Siberia in fondo è facile, restarci molto meno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/epidemia-di-peste-o-no-la-siberia-resta-una-brutta-gatta-da-pelare-per-mosca-ecco-perche.html">Epidemia di peste o no, la Siberia resta una brutta gatta da pelare per Mosca. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siberia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/siberia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Yersinia pestis.</em> Ovvero: l&#8217;agente eziologico della peste che, attraverso le pulci, può trasmettersi dai piccoli animali selvatici (topi, ratti, conigli, scoiattoli, lepri, marmotte&#8230;) all&#8217;uomo. C&#8217;era lei, pare, dietro la peste di Giustiniano del VI° secolo, la peste nera che fece fuori un terzo della popolazione europea a metà Trecento e la peste che, partendo dalla Cina, fece 10 milioni di morti nell&#8217;Ottocento. Comprensibile, quindi, che la morte di una giovane impiegata del laboratorio epidemiologico di Irkutsk, la grande città della Siberia, abbia destato vasti allarmi. Anche il segretario di Stato Usa, <strong>Marco Rubio,</strong> ha detto che la situazione non pare preoccupante ma conviene tenerla d&#8217;occhio. Le autorità russe hanno parlato di &#8220;morte per polmonite&#8221;, negando qualunque ragione per un allarme pestilenza. Ma la Russia negli ultimi tempi ha qualche problema con la verità, quindi nessuno (per primi i russi) si fida davvero, almeno fino a prova contraria. Anche perché chi è stato a Irkutsk, come il sottoscritto, sa che a due passi c&#8217;è l&#8217;enorme lago Baikal circondato di foreste, luogo privilegiato di infinite escursioni e campeggi dei russi che sono in genere fanatici della vita  nei boschi. Boschi che sono pieni, appunto, di topi, ratti, conigli, scoiattoli eccetera eccetera.</p>



<p>Nella speranza che la dimostrazione arrivi presto e che <strong>la povera Daria Shipilova,</strong> <strong>neanche trentenne come scrivono i giornali locali,</strong> sia stata una sfortunata vittima isolata e non il paziente zero di un&#8217;epidemia, dobbiamo almeno registrare che la Siberia continua a essere un&#8217;entità assai problematica per la Federazione Russa. La Siberia propriamente detta, tanto per cominciare, ha una superficie di più di 13 milioni di chilometri quadrati (il 75% dell&#8217;intera Federazione) e una popolazione di soli 35 milioni di abitanti. Il che vuol dire, più o meno, 2,6 abitanti per kmq. Roba da mettersi a urlare per sentire una voce amica. </p>



<p>Tutti sanno che la Siberia, oltre che di gulag dell&#8217;epoca sovietica, è ricchissima di risorse naturali (gas e petrolio, ovviamente, ma anche oro e diamanti, oltre che quei minerali strategici di cui tutti oggi vanno a caccia), con punte estreme come la regione di Khanty-Mansiysk, dove si trova il 70% dei campi petroliferi produttivi della Russia, o la città di Noril&#8217;sk (posto tremendo, credetemi), nei cui paraggi giace il 60% delle risorse mondiali di nickel. Forse non tutti sanno, però, che a dispetto del clima per molti mesi inclemente dalle regioni siberiane viene circa il 10% della produzione totale di grano della Russia, che è il primo Paese al mondo per l&#8217;esportazione di frumento. E non basta: molti scienziati, considerando il procedere del riscaldamento globale, prevedono che in futuro la Siberia, non più così fredda così a lungo, <strong>sarà il vero granaio del mondo. </strong>Forse non ci sarà abbastanza gente per sfruttarlo, quel grano, ma tant&#8217;è.</p>



<p>A dispetto di queste e di tante altre cose che si potrebbero dire, la Siberia resta per Mosca un grande problema. Sotto diversi punti di vista. Abbiamo prima fatto cenno alla bassissima densità della popolazione in Siberia. Il Cremlino si batte da anni, con scarso successo, contro due fenomeni incrociati: il calo demografico (143 milioni di abitanti; nel 2024 nascite a quota 1,22 milioni, il più basso dal 1999; tasso di natalità di 1,3 figli per donna) e la concentrazione della popolazione nella cosiddetta &#8220;Russia europea&#8221; al di qua degli Urali: 25% del territorio, 80% della popolazione. Per cercare di trovare rimedio, nel 2016 è stata varata una legge che offre in comodato gratuito per cinque anni un ettaro di Siberia a chi voglia trasferirsi per impiantarvi un&#8217;attività, meglio se agricola.  Se poi vorrà costruirvi una casa o un&#8217;azienda agricola, avrà tutto gratis e non pagherà tasse. Offerta speciale per le famiglie numerose: un nucleo familiare di cinque persone potrà avere fino a 12 ettari di terreno. Ha funzionato? Dipende: le persone che hanno aderito sono state finora circa 200 mila e le attività intraprese sono state solo per il 26% a carattere agricolo. Ma a Mosca ci credono, tanto che hanno ripetuto l&#8217;iniziativa con i territori dell&#8217;Artico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tipi tosti</h2>



<p>C&#8217;è poi il fatto che gli agricoltori e gli allevatori siberiani, anche a causa della vita dura che fanno, sono tipi piuttosto tosti e poco disposti a farsi spiegare come si campa. Questa primavera le autorità della regione di Novosibirsk hanno lanciato l&#8217;allarme su una presunta epidemia bovina, chiedendo agli allevatori di  abbattere i propri capi e in qualche caso mandando apposite squadre a farlo, magari in assenza dei proprietari. Il risultato è stata una specie di sollevazione popolare di piccoli allevatori e piccoli agricoltori ai quali si chiedeva di perdere tutto, mentre sotto i loro occhi il bestiame continuava a pascolare tranquillamente. Il braccio di ferro andò avanti per settimane fino alla resa delle autorità, con qualche episodio quasi grottesco. Come quando Svetlana Panina, un&#8217;allevatrice a cui avevano di forza abbattuto il bestiame, si era presentata al ministero regionale dell&#8217;Agricoltura e il ministro, vedendola arrivare, si era dato alla fuga lungo i corridoio del ministero. </p>



<p>Dietro la questione economica, comunque, ce n&#8217;è un&#8217;altra che attiene alla demografia e alla politica. Con lo spopolamento della Siberia a causa del calo demografico generale, si è manifestato lo spauracchio dell&#8217;espansione dei cinesi, pronti a invadere le pianure siberiane povere di popolazione russa. In realtà <strong>le regioni cinesi al di là della confine naturale costituito dal fiume Amur si stanno spopolando</strong> e i loro abitanti, avvertono quelli che non parlano a caso, &#8220;gli abitanti di questa regione sognano di trasferirsi nel sud della Cina, piuttosto che nel gelo siberiano&#8221;. La penetrazione cinese, semmai, avviene per via economica, con un occhio attento alle risorse del terreno siberiano. Complici le sanzioni occidentali, in ampie zone della Siberia lo Yuan è diventato moneta corrente al posto del rublo, e non è che questo sia problema da poco.</p>



<p>Per chiudere, non è necessario essere Derzu Usala per sapere che la Siberia, gelo a parte, <strong>è terra capace di furiose manifestazioni naturali.</strong> Questa primavera le tre regioni artiche di Krasnoyarsk, Sakha e Yamato-Nenets, investite da un&#8217;ondata di calore anomala, hanno subito incendi boschivi di proporzioni bibliche, che hanno raso al suolo la vegetazione su un&#8217;estensione pari a quella della Campania o della Calabria. Settimane e settimane di lotta con le fiamme, villaggi e piccole città evacuate, popolazione in fuga e grandi spese per cercare di arginare l&#8217;emergenza. Poco dopo, in luglio, al contrario, la regione di Tyumen è stata quasi travolta dalle inondazioni, in particolare quella del fiume Tura, che non solo ha allagato una vasta porzione di terreno, spingendo a riva un&#8217;enorme quantità di pesci morti, ma ha anche infiltrato gli acquedotti della città di Tyumen, dove dai rubinetti è cominciata a uscire acqua sporca e puzzolente. Tutto e il contrario di tutto, insomma, nell&#8217;indomabile Siberia. Dove i russi arrivarono nel 1580, con la spedizione dell&#8217;ataman cosacco <strong>Ermak Timofeevic,</strong> che nel 1584 fu però massacrato con tutto il suo esercito. La morale è sempre quella: arrivare in Siberia in fondo è facile, restarci molto meno.</p>



<p> </p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per la vittima: https://t.me/Baikal_People/16629</p>



<p>Per Siberia e riscaldamento globale: https://www.propublica.org/article/the-big-thaw-how-russia-could-dominate-a-warming-world</p>



<p>Per la legge sulle terre in Siberia: http://publication.pravo.gov.ru/Document/View/0001201605020007</p>



<p>Per gli insediamenti in Siberia: https://forumvostok.ru/en/news/dalnevostochnyj-gektar-ot-chistogo-polja-k-prostranstvu-ekonomicheskoj-svobody-/</p>



<p>Per cinesi e Siberia: https://www.asianews.it/it/asia-orientale/cina/i-cinesi-vogliono-davvero-la-siberia#google_vignette</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/epidemia-di-peste-o-no-la-siberia-resta-una-brutta-gatta-da-pelare-per-mosca-ecco-perche.html">Epidemia di peste o no, la Siberia resta una brutta gatta da pelare per Mosca. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Se gli Usa diventano il super-Stato canaglia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/se-gli-usa-diventano-il-super-stato-canaglia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 23:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530778</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli interessi americani prima dell'ordine internazionale. Questa è l'unica morale della Casa Bianca nella sua attuale politica. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/se-gli-usa-diventano-il-super-stato-canaglia.html">Se gli Usa diventano il super-Stato canaglia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si ha spesso la sensazione che Donald Trump, alla bella età di 80 anni, sia più svelto e &#8220;moderno&#8221; della gran parte dei suoi critici. Siamo tutti troppo concentrati sulle baggianate narcisistiche e autocelebrative che ci spingono a giudicarlo un vecchio coglione o un pazzerello di quelli da barzelletta, con la mano nella falda del cappotto e un cappelluccio di carta che gli fanno credere di essere Napoleone. Soprattutto, tendiamo a pensare che si muova a casaccio,<strong> un giorno sul melo e l&#8217;altro sul pero</strong>, senza un piano o un&#8217;idea coerente. Dovremmo, per il nostro bene, cambiare atteggiamento.</p>



<p>Proviamo a dare un&#8217;occhiata al quadro generale. Trump e la sua amministrazione hanno dichiarato che l&#8217;emisfero occidentale è cosa degli Usa, un loro dominio. Ed è esattamente quanto sta avvenendo. <strong>Javier Milei</strong> è diventato presidente dell&#8217;Argentina nel 2023, cioè prima che Trump rientrasse alla Casa Bianca nel 2025. Ma nell&#8217;ottobre del 2025 la vittoria della maggioranza di Milei nelle elezioni parlamentari è stata grandemente favorita dal prestito Usa di 20 miliardi di dollari, arrivato puntuale in un momento di forte crisi per il presidente-istrione. Poi c&#8217;è stato il Venezuela: con la scusa della lotta al narcotraffico è stato abbattuto l&#8217;autocrate <strong>Nicolas Maduro</strong> lasciando intatto il suo regime, che dietro la facciata della presidente ad interim <strong>Delcy Rodriguez</strong> si è di buon grado allineato ai desideri dei nuovi padroni. Così il Venezuela ha &#8220;liberamente&#8221; deciso di passare un quinto della sue riserve petrolifere al controllo degli Usa e, se non fosse bastato, ha anche trasferito 312 tonnellate d&#8217;oro dalla Bank of England alla Federal Reserve Usa. Il resto mancia.</p>



<p>Più di recente l&#8217;amministrazione Usa ha lavorato per far vincere <strong>Abelardo de la Espriella</strong> in Colombia, aggiungendo un altro tassello al proprio dominio. <strong>E ora tenta il colpo grosso con il Brasile</strong>, dove la rielezione di Lula (sarebbe il quarto mandato) è messa fortemente a rischio dalla spinta pro-<strong>Flavio Bolsonaro</strong>, finanziata addirittura da una fondazione vicina al vice-presidente J.D. Vance. Bolsonaro che, nella sua campagna elettorale, già preannuncia accordi particolari con gli Usa sugli ambitissimi minerali delle terre rare. Se a questo aggiungiamo El Salvador (presidente <strong>Nayib Bukele</strong>), l&#8217;Ecuador (<strong>Daniel Noboa</strong>), la Bolivia (<strong>Rodrigo Paz</strong>), il Cile (<strong>José Antonio Kast</strong>) e il Perù (<strong>Keiko Fujimori</strong>). Un tappeto di governi di destra che, con l&#8217;eventuale caduta di Lula, offrirebbe alla Casa Bianca il monopolio sul continente e soprattutto sulle sue risorse. Le presenze aliene, soprattutto quella della Cina, verrebbero eliminate. Cuba diventerebbe un boccone facile facile. Molte questioni su Panama, soprattutto quelle relative alla gestione dei porti e del canale, sono già state regolate a favore degli Usa. E al Canada si penserà con calma, tra sanzioni e velate interferenze nella sua politica interna.</p>



<p>Con l&#8217;Europa abbiamo visto come va. Paghiamo gas e petrolio tre volte tanto perché prima gli Usa hanno collaborato con gli ucraini a far saltare il gasdotto Nord Stream e poi si sono inventati la guerra contro l&#8217;Iran. In più, ora paghiamo anche le armi americane per poter sostenere l&#8217;Ucraina. Una trappola perfetta, neanche Vladimir Putin e Donald Trump si fossero messi d&#8217;accordo.  Tanto più che ora anche gli Usa, appunto dopo la Russia, minacciano di bloccare l&#8217;export di diesel.In più, sempre per mantenere l&#8217;analogia, siamo molto preoccupati per i tentativi, ibridi o no, del Cremlino di dividere l&#8217;Europa. E quelli di Trump, che festeggia per la vittoria dell&#8217;AfD in Germania, minaccia di ritirare le truppe Usa del contingente Nato dall&#8217;Europa e intanto briga per sistemarle, a pagamento peraltro, nei Paesi più amici come la Polonia?</p>



<p>Non c&#8217;è bisogno di parlare del Medio Oriente. L&#8217;appoggio incondizionato a Israele, sancito dall&#8217;ultima fornitura di potenziale esplosivo superiore a quello di Hiroshima, serve a tenere in soggezione, con la minaccia o la pratica della guerra, l&#8217;intera regione, facendo anche qui pagare il prezzo agli alleati. <strong>Lo scontro con l&#8217;Iran e l crisi di Hormuz sono costati molto agli Usa</strong> ma ancor più ai loro tradizionali alleati: al di là dei colpi inferti dai droni e dai missili iraniani, il Qatar ha visto ridursi di quasi il 90% le esportazioni di gas liquefatto e<strong> l&#8217;Arabia Saudita è impegolata in uno scontro con gli Houthi dello Yemen </strong>che l&#8217;attaccano alla giugulare energetica. Gli Usa ci guadagnano e in ogni caso hanno trasferito un pezzo notevole della loro macchina bellica in uno dei tratti di mare fondamenta.i per il commercio mondiale. Non è un caso, e non è nemmeno troppo pretestuoso, che Trump voglia ribattezzare lo Stretto di Hormuz col proprio nome: gli Usa sono lì per restarci. Perché quello a cui stiamo assistendo è un attacco generalizzato alle risorse mondiali, e quelle energetiche sono solo le prime nel mirino. Trump un piano ce l&#8217;ha, eccome.</p>



<p>A tutto questo, pur sommariamente descritto, dobbiamo aggiungere l&#8217;offensiva e le rappresaglie contro le maggiori istituzioni internazionali: dall&#8217;Onu (Trump ha ordinato il ritiro da 60 organizzazioni e agenzie, di cui circa la metà legate alla Nazioni Unite) <strong>alla Corte Penale Internazionale</strong>, dalla Ue alla Nato, nulla che possa fare ombra agli Atti Uniti è stato risparmiato. D&#8217;altra parte qualche giorno fa il segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> lo ha detto chiaramente: &#8220;Non metteremo mai l&#8217;ordine internazionale al di sopra degli interessi degli Stati Uniti&#8221;. La conclusione è facile e inevitabile: tra tanti Stati-canaglia, <strong>si aggira per il mondo un super-Stato canaglia</strong> dotato di armi atomiche, dell&#8217;esercito più potente del mondo e dell&#8217;apparato tecnologico di gran lunga più sviluppato. Per i cui dirigenti il mondo può anche bruciare purché ciò convenga al loro Paese. Che si chiama Stati Uniti d&#8217;America.  </p>



<p></p>



<p></p>



<p>Riferimenti</p>



<p>Per la dottrina Monroe: https://it.insideover.com/politica/panama-groenlandia-ma-se-credete-che-siano-solo-farneticazioni-di-trump.html</p>



<p>Per la Colombia: https://it.insideover.com/tag/elezioni-in-colombia</p>



<p>Per il Brasile: https://it.insideover.com/politica/lula-o-bolsonaro-brasile-al-voto-con-lombra-dellingerenza-usa.html</p>



<p>Per Panama: https://formiche.net/2026/08/panama-cina-canale-ck-hutchinson-stati-uniti/</p>



<p>Per Trump e il Canada: https://www.corriere.ca/lultima-provocazione-di-trump-il-canada-si-sta-autodistruggendo/</p>



<p>Per Trump e le truppe Nato: https://it.insideover.com/difesa/via-le-truppe-usa-dalleuropa-dellest-piu-un-grande-bluff-che-un-grande-gioco.html</p>



<p>Per Trump e Israele: https://it.insideover.com/guerra/tre-volte-hiroshima-trump-prepara-40-000-bombe-per-netanyahu-maxi-vendita-da-28-miliardi-di-dollari.html</p>



<p>Per il costo della guerra contro l&#8217;Iran: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/19/il-costo-della-guerra-in-iran-supera-le-stime-del-pentagono-oltre-45-miliardi_4d7cef8c-59f8-4f7c-ab77-c72acb884175.html</p>



<p>I guadagni Usa su gas e petrolio: https://www.corriere.it/economia/finanza/26_marzo_12/quanto-guadagnano-gli-usa-se-il-petrolio-sale-e-anche-il-gas-i-conti-della-guerra-e-cosa-cambia-per-l-europa-32200586-2128-43ec-8fab-233eca5c7xlk.shtml</p>



<p>Per Usa e Corte penale internazionale: https://www.rainews.it/articoli/2026/08/gli-usa-sanzionano-la-presidente-della-corte-penale-internazionale-ira-di-tokyo-c8e7e4a6-102a-4799-992b-c663aec7dd71.html</p>



<p>Per la dichiarazione di Rubio: https://t.me/letteradamosca/38487</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/se-gli-usa-diventano-il-super-stato-canaglia.html">Se gli Usa diventano il super-Stato canaglia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le mani di Trump sul petrolio del Venezuela: l’accordo con Delcy Rodríguez, nuovo asse della Dottrina Donroe</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/venezuela-accordo-petrolio-usa-trump-rodriguez.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 09:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528093</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un accordo "storico", 65 miliardi di barili, un secolo di concessione: così Trump privatizza il petrolio venezuelano. Sullo sfondo, la Dottrina Donroe.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-accordo-petrolio-usa-trump-rodriguez.html">Le mani di Trump sul petrolio del Venezuela: l’accordo con Delcy Rodríguez, nuovo asse della Dottrina Donroe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260831235311572_788bdab9cad773bfefd3f37c24e4726c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti sono pronti a controllare una quota consistente — circa un quinto — delle ingenti riserve energetiche del Venezuela, dopo aver acquisito un ruolo dominante nelle esportazioni di greggio del Paese sudamericano, <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-fondi-petroliferi-opacita-washington.html">come avevamo già riportato tempo fa su InsideOver</a>. Ad annunciare questa ulteriore evoluzione — parlando di <strong>accordo storico</strong> che avrà «un impatto significativo sul rilancio della nostra nazione» — è stata <strong>Delcy Rodríguez. </strong>Lo scorso 28 agosto, la presidente ad interim <a href="https://x.com/delcyrodriguezv/status/2093499301674508497">ha dato notizia dell’intesa raggiunta con Washington</a> sul piano dello sfruttamento delle risorse petrolifere, definendolo «il risultato del <strong>rafforzamento delle relazioni tra Venezuela e Stati Uniti</strong>», teso a facilitare «un significativo flusso di investimenti mirati al recupero e alla ricostruzione di infrastrutture strategiche per lo sviluppo della nostra industria degli idrocarburi». Poco prima dell’annuncio della presidente venezuelana era arrivata la roboante dichiarazione di <strong>Donald Trump</strong>: nei suoi consueti toni trionfalistici, <a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117175567133618952">il tycoon ha scritto su Truth Social</a> che si tratta del «più grande accordo petrolifero della storia mondiale».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I numeri dell&#8217;accordo&nbsp;</strong></h2>



<p>L’inquilino della Casa Bianca, nel suo post, ha fornito alcuni dettagli sulla partnership —&nbsp;per quanto molti punti restino ancora oscuri — che prevede&nbsp;il controllo di maggioranza, da parte degli Stati Uniti, di <strong>oltre 65 miliardi di barili di riserve petrolifere </strong>e porterà «a una sostanziale riduzione dei prezzi della benzina per tutti gli americani». Un punto sottolineato dal presidente statunitense in vista delle elezioni di midterm, <a href="https://www.newsweek.com/trump-posts-midterm-reckoning-warning-for-republicans-what-polls-show-12372528">in un momento in cui diversi sondaggi lo collocano sotto il 40% di approvazione o intorno a quella soglia</a>.</p>



<p>Il Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>, dal canto suo, ha elogiato l&#8217;iniziativa come un successo della politica <em>America First</em>,&nbsp;evidenziando i benefici economici per entrambe le nazioni coinvolte e <a href="https://x.com/SecRubio/status/2093472965404860812">specificando</a> che «l’accordo porterà<strong> quasi 100 miliardi di dollari in investimenti privati,</strong> sosterrà migliaia di posti di lavoro ben retribuiti e guiderà la ricostruzione dell&#8217;economia del Venezuela». <a href="https://x.com/delcyrodriguezv/status/2093913564926906557">In un video pubblicato sul suo account X</a>, Rodríguez ha parlato di <strong>oltre 209 miliardi di dollari in entrate fiscali per lo Stato</strong>, dichiarando che l’accordo binazionale ha <strong>una durata di 25 anni</strong> e prevede «lo sviluppo di 17 giacimenti strategici». La presidente ad interim ha sottolineato inoltre che il Paese caraibico —&nbsp;che possiede le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, circa il 17% di queste ultime —&nbsp;metterà a disposizione la materia prima e il <em>know-how </em>dei suoi lavoratori, ricevendo in cambio tecnlogia, investimenti in infrastrutture, occupazione, maggiori entrate per lo Stato. Rodríguez ha infine specificato che, attraverso la firma di <strong>altri accordi che includono colossi del settore energetico, tra cui ENI,</strong> il Venezuela mira a diventare una potenza energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fronte critico contro l&#8217;intesa Trump-Rodríguez</strong></h2>



<p>Le voci critiche sull’accordo si sono immediatamente levate da più parti, da settori del chavismo —&nbsp;il movimento politico fondato dal defunto presidente <strong>Hugo Chávez</strong> e in parte incentrato sul controllo statale del petrolio venezuelano —&nbsp;all’opposizione venezuelana. <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-08-29/trump-s-oil-deal-riles-both-sides-of-venezuelan-political-divide">Come riporta Bloomberg</a>, i chavisti più intransigenti hanno reagito con rabbia all&#8217;annuncio dello scorso venerdì sull’accordo, mettendone in discussione la legalità e descrivendolo sui social media come <strong>una rinuncia alla sovranità</strong>, arrivata in un clima di forte pressione da parte degli Stati Uniti sul governo di Rodríguez. L’opposizione, guidata da <strong>María Corina Machado,</strong> denuncia l’assenza di legittimità democratica dell’amministrazione di Rodríguez, l’opacità dei termini e il rischio che Washington privilegi la stabilità dell’attuale assetto di potere rispetto a una transizione elettorale. <strong>Ricardo Hausmann</strong>, ex ministro in esilio e sostenitore dell&#8217;opposizione, <a href="https://x.com/ricardo_hausman/status/2093517489993126260">ha pubblicato un post su X</a>, accusando Rubio di aver negoziato «un accordo incostituzionale con un governo oppressivo illegittimo, invece di usare la leadership degli Stati Uniti per ristabilire per prima cosa il governo costituzionale e la democrazia».&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Betancourt e la privatizzazione del greggio venezuelano</strong></h2>



<p>Sul fronte opposto rispetto allo schieramento trasversale contrario all’accordo si colloca <strong>Alejandro Betancourt,</strong> controverso imprenditore venezuelano, indagato in Svizzera e Spagna per il suo presunto coinvolgimento in un sistema di riciclaggio di miliardi di dollari provenienti da PDVSA, la compagnia petrolifera statale venezuelana. <a href="https://www.wsj.com/business/energy-oil/inside-trumps-plan-to-give-the-pentagon-a-stake-in-venezuelas-oil-riches-f054cdc2">Secondo il Wall Street Journal</a>, l’uomo d’affari — che ha stretti legami con Rodríguez — ha ricoperto <strong>un decisivo ruolo di intermediario nelle trattative che hanno consentito di raggiungere l’intesa tra Caracas e Washington, </strong>mentre la sua società —  la <em>North American Blue Energy Partners</em> (NABEP) — si è assicurata<strong>una concessione di 100 anni </strong>per la gestione di 17 giacimenti petroliferi<strong>.</strong>  Dal canto suo, <strong>il governo degli Stati Uniti dovrebbe acquisire una partecipazione passiva del 35% nella NABEP </strong>— negli ultimi due anni diventata il secondo produttore petrolifero privato del Venezuela, posizionandosi subito dopo Chevron — e assicurarsi il diritto preferenziale di acquistare il 20% della produzione al prezzo di costo, riferisce ancora il quotidiano finanziario. <a href="https://elpais.com/us/2026-09-01/la-casa-blanca-confirma-la-privatizacion-del-sector-petrolero-venezolano-con-un-contrato-de-un-siglo.html">Macarena Vidal Liy sottolinea sul El País</a> che Washington si garantirà sia la proprietà parziale dell&#8217;azienda sia <strong>il diritto di prelazione sul restante 80% della produzione anche «per scopi militari e strategici»,</strong> nel tentativo di contrastare il potere di Russia e Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Dottrina Donroe da Caracas a Bogotá</strong></h2>



<p><a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/trump-anuncia-mayor-acuerdo-historia-venezuela-duplicar-reservas-petroleo-pais-sudamericano-estudia-retirarse-opep/20260829024322075255.html">Secondo Diario Red</a>, il Venezuela starebbe valutando perfino l’ipotesi, senza precedenti, di uscire dall’OPEC, una mossa che potrebbe segnare un netto distacco dai suoi partner storici. <strong>Questo riallineamento geopolitico riflette la profonda trasformazione dei rapporti tra Caracas e la Casa Bianca</strong> dopo anni di asfissia dovuta alle sanzioni e dopo il cambiamento di leadership venezuelana all&#8217;inizio dell&#8217;anno, con il sequestro di Nicolás Maduro dello scorso gennaio. L’ultima mossa predatoria da parte di Washington nei confronti del Paese caraibico&nbsp; —&nbsp;che di fatto privatizza il settore petrolifero venezuelano —&nbsp;sembra configurarsi come l’ennesimo tassello del più ampio piano statunitense di controllo della regione, divenuto manifesto con la formulazione della <strong>Dottrina Donroe </strong>—&nbsp;rivisitazione trumpiana della dottrina Monroe del 1823 —&nbsp;incentrata su <strong>una logica di sfere d’influenza e di neoimperialismo.</strong> La parabola venezuelana si inserisce nella traiettoria visibile in altri paesi della regione, come messo in luce <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">dall’Hondurasgate</a>, dalle sanzioni sempre più restrittive nei confronti di Cuba e, infine, dalle interferenze dell’amministrazione Trump in alcuni dei più recenti processi elettorali nell’area —&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-il-dandy-dalla-ricchezza-equivoca-che-vuole-riportare-la-colombia-nellorbita-usa.html">l&#8217;ultimo caso, in ordine di tempo, è quello colombiano con la controversa vittoria di Abelardo De la Espriella</a>.&nbsp;</p>



<p>In quest’ottica, gli Stati latinoamericani rischiano di essere trattati non come soggetti sovrani, liberi di diversificare alleanze e investimenti, ma come parte del “cortile di casa” del potente vicino. Il filo che unisce queste dinamiche è la volontà di <strong>riaffermare la supremazia statunitense</strong>, disciplinando le forze progressiste della regione latinoameticana e subordinando quest’ultima agli interessi politico-economici di Washington.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fonti: </h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Venezuela announces a historic agreement with the United States government, which will have a significant impact on our nation’s revival. <a href="https://t.co/qi9Q9qO4d0">pic.twitter.com/qi9Q9qO4d0</a></p>&mdash; Delcy Rodríguez (@delcyrodriguezv) <a href="https://x.com/delcyrodriguezv/status/2093499301674508497?ref_src=twsrc%5Etfw">August 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><a href="https://www.newsweek.com/trump-posts-midterm-reckoning-warning-for-republicans-what-polls-show-12372528">https://www.newsweek.com/trump-posts-midterm-reckoning-warning-for-republicans-what-polls-show-12372528</a></p>



<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-08-29/trump-s-oil-deal-riles-both-sides-of-venezuelan-political-divide">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-08-29/trump-s-oil-deal-riles-both-sides-of-venezuelan-political-divide</a></p>



<p><a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/trump-anuncia-mayor-acuerdo-historia-venezuela-duplicar-reservas-petroleo-pais-sudamericano-estudia-retirarse-opep/20260829024322075255.html">https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/trump-anuncia-mayor-acuerdo-historia-venezuela-duplicar-reservas-petroleo-pais-sudamericano-estudia-retirarse-opep/20260829024322075255.html</a></p>



<p><a href="https://www.wsj.com/business/energy-oil/inside-trumps-plan-to-give-the-pentagon-a-stake-in-venezuelas-oil-riches-f054cdc2">https://www.wsj.com/business/energy-oil/inside-trumps-plan-to-give-the-pentagon-a-stake-in-venezuelas-oil-riches-f054cdc2</a></p>



<p><a href="https://elpais.com/us/2026-09-01/la-casa-blanca-confirma-la-privatizacion-del-sector-petrolero-venezolano-con-un-contrato-de-un-siglo.html">https://elpais.com/us/2026-09-01/la-casa-blanca-confirma-la-privatizacion-del-sector-petrolero-venezolano-con-un-contrato-de-un-siglo.html</a></p>



<p><a href="https://open.spotify.com/episode/0tUwHYy3VcWVHOOpLvkqTn?si=FdsrY5aXTtOEB0hEMIf4lQ&amp;utm_source=whatsapp">https://open.spotify.com/episode/0tUwHYy3VcWVHOOpLvkqTn?si=FdsrY5aXTtOEB0hEMIf4lQ&amp;utm_source=whatsapp</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-accordo-petrolio-usa-trump-rodriguez.html">Le mani di Trump sul petrolio del Venezuela: l’accordo con Delcy Rodríguez, nuovo asse della Dottrina Donroe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Usa-Venezuela, gli scenari strategici dopo il maxi-accordo energetico</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/usa-venezuela-gli-scenari-strategici-dopo-il-maxi-accordo-energetico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 14:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527924</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Potrebbe essere un accordo energetico di ampia portata quello annunciato dal presidente Usa Donald Trump e dalla venezuelana Delcy Rodriguez.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/usa-venezuela-gli-scenari-strategici-dopo-il-maxi-accordo-energetico.html">Usa-Venezuela, gli scenari strategici dopo il maxi-accordo energetico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/venezuela-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Potrebbe essere un <a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-caracas-gli-usa-predano-il-petrolio-venezuelano.html" type="post" id="527934"><strong>accordo energetico di ampia portata</strong> quello annunciato</a> dal <strong>presidente Usa Donald Trump</strong> e dal capo di Stato ad interim del <strong>Venezuela, Delcy Rodriguez,</strong> nella giornata del 28 agosto e riguardante lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio del Paese latinoamericano, principale asset strategico di una nazione che secondo molte stime detiene le maggiori riserve provate al mondo. 100 miliardi di dollari di investimenti previsti, 17 giacimenti potenzialmente sviluppabili con una capacità provata di 65 miliardi di barili di petrolio: questi i dettagli che il <a href="https://x.com/delcyrodriguezv/status/2093499301674508497/photo/1">comunicato ufficiale della </a>presidente ad interim venezuelana subentrata a Nicolas Maduro dopo la cattura ad opera delle forze Usa il 3 gennaio scorso rivela.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo Usa-Venezuela e la proiezione americana</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/2f88581f-4fbc-46a2-8127-830bb630c2f2?syn-25a6b1a6=1">Il Financial Times ha citato fonti della Casa Bianca</a> sottolineando che Washington potrebbe controllare il 55% dell&#8217;output di una joint venture con un partner privato (per ora anonimo) che trasferirebbe sostanzialmente sotto le redini della superpotenza a stelle e strisce una quota significativa del sistema estrattivo dello Stato caraibico.<a href="https://apnews.com/article/venezuela-oil-trump-deal-unknown-questions-reserves-c229bc39b6e1a3d5dd16f7f9e67fef3f"> L&#8217;Associated Press ha aggiunto</a> informazioni ulteriori ottenute tramite le proprie fonti secondo cui i barili che finiranno nelle scorte a stelle e strisce &#8220;saranno destinati alle&nbsp; <a href="https://apnews.com/article/trump-iran-oil-strategic-petroleum-reserve-f94657cbef74c0c682f5cc6472bfb3cb">riserve strategiche petrolifere statunitensi</a>&nbsp;e alle forze armate&#8221;. La concessione al nuovo soggetto economico dei giacimenti che saranno sviluppati sarebbe di durata di cento anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Energia e potere</h2>



<p>Trump ha trionfalmente celebrato l&#8217;accordo, collegandolo anche alla volontà di abbattere i prezzi dei carburanti negli States e rivendicando che il controllo delle riserve sarà strategicamente in mano alla Casa Bianca. In tal senso, la ratio strategica dell&#8217;accordo<strong>va analizzata nel quadro della postura operativa degli Usa in America Latina</strong> e come parte di una proiezione complessa di Washington nei confronti di partner e avversari. Come ha detto l&#8217;analista geopolitico Brahma Chellaney, oggigiorno &#8220;l&#8217;energia non è solo una commodity ma la fondazione della vita economica moderna&#8221;, e a Washington le fonti di approvvigionamento servono, in prospettiva, per molte motivazioni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Energy is not just another commodity but the foundation of modern economic life. In April, Trump pointed to Venezuela as a model for dealing with Iran. Venezuela and Iran sit atop roughly a third of the world’s proven oil reserves<br><br>Now he has unveiled a deal that would give… <a href="https://t.co/VTHvM7lZXV">pic.twitter.com/VTHvM7lZXV</a></p>&mdash; Dr. Brahma Chellaney (@Chellaney) <a href="https://x.com/Chellaney/status/2093625908834029636?ref_src=twsrc%5Etfw">August 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Al primo produttore al mondo di <strong>petrolio e gas naturale una filiera efficiente e controllata</strong> serve per garantire stabilità alla produzione di benzina e altri carburanti e raffreddare le tensioni del mercato; serve per garantire costanza alla generazione di energia e alimentare il <strong>grande e estremamente energivoro boom dell&#8217;intelligenza artificiale e dei data center</strong>; a Washington, inoltre, proiettare il proprio controllo sui giacimenti venezuelani potrebbe servire per fini geostrategici importanti. In primo luogo, per <strong>rafforzare la presenza in America Latina,</strong> indicata nei documenti di sicurezza nazionale assieme al resto dell&#8217;Emisfero Occidentale come zona di pertinenza primaria per la sicurezza nazionale a stelle e strisce; in secondo luogo, per mandare un messaggio agli avversari, dalla Cina alla Russia, circa la volontà di rifiutare ogni tentativo di <strong>incunearsi nell&#8217;area di riferimento di Washington</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un messaggio (anche) per l&#8217;Opec?</h2>



<p>In tal senso, l&#8217;operazione-Venezuela da gennaio sta risultando in un crescendo di convergenze politiche tra un Paese a lungo rimasto tra gli avversari irriducibili di Washington nella regione. Rodriguez ha <strong>riportato Caracas a dialogare con gli Usa,</strong> ha aperto il settore energetico agli investimenti privati, ha ricevuto delegazioni d&#8217;alto rango del Congresso e perfino il direttore della <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/john-ratcliffe-la-visita-in-venezuela-e-il-ruolo-della-cia-nella-nuova-strategia-americana.html" type="post" id="502083">Cia John Ratcliffe,</a> da ultimo ha annunciato come potenzialmente dirompente l&#8217;accordo sul petrolio. Un passaggio strategico notevole nel dopo-Maduro che ben farà contenti coloro, <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-deputati-dalla-florida-in-visita-e-ritiro-dalla-cpi-il-trionfo-della-linea-rubio.html" type="post" id="524422">come il segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong></a><strong>,</strong> che in seno all&#8217;amministrazione Usa peroravano da tempo il contrasto ai regimi socialisti della regione. </p>



<p>In terzo luogo, è da sottolineare il fatto che l&#8217;accordo potrebbe sommarsi con un&#8217;altra svolta da parte di Caracas. A tal proposito è degno di nota l&#8217;elemento posto in essere dall&#8217;analista specializzato in questioni energetiche <strong>Giacomo Prandelli</strong>, che ha segnalato come rilevanti le discussioni riguardanti la possibilità che il Venezuela, membro storico del <strong>cartello petrolifero dell&#8217;Opec,</strong> possa uscire in prospettiva dall&#8217;alleanza dei produttori storicamente guidata dall&#8217;Arabia Saudita e oggi in dialogo con la Russia e altri attori nel formato Opec+. Un passaggio che rappresenterebbe un segnale politico rilevante nel campo energetico internazionale.</p>



<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-08-27/venezuela-weighs-opec-exit-after-decades-as-it-deepens-us-ties">Bloomberg nei giorni precedenti l&#8217;affare </a>sottolineava che il dialogo tra funzionari di Washington e Caracas includeva anche la possibilità di un ritiro venezuelano dal gruppo con sede a Vienna e, in tal senso, un passaggio <em>de facto</em> della regia sull&#8217;estrazione di parte delle sue riserve di greggio in mani Usa rappresenterebbe un colpo politico non secondario a un&#8217;aggregazione già segnata nei <a href="https://it.insideover.com/energia/opec-clamoroso-strappo-degli-emirati-via-dall1-maggio.html" type="post" id="515169">mesi scorsi dall&#8217;uscita degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>.</a> </p>



<p>In tal senso, come dice giustamente Prandelli, il significato principale sarebbe &#8220;strutturale, non volumetrico&#8221;, dato che pur avendo raggiunto il massimo da sette anni <a href="https://www.upi.com/Top_News/World-News/2026/08/25/latam-venezuela-oil-higher-production/3741787673775/">la produzione venezuelana (poco più di 1,2 milioni di barili al giorno secondo quanto comunicato di recente dal governo)</a>, è lontana dal picco di <a href="https://www.bakerinstitute.org/research/collapse-venezuelan-oil-industry-role-above-ground-risks-limiting-fdi">3,4 milioni di barili al giorno raggiunto nel 1998</a> e il Paese pur potendo contare su oltre <a href="https://www.instituteforenergyresearch.org/international-issues/trump-wants-to-rebuild-venezuelas-broken-oil-industry/">303 miliardi di barili di riserve (il 17% del totale globale)</a>, assomma a circa l&#8217;1% della produzione globale. Dunque, se lo scenario si concretizzasse per l&#8217;Opec il colpo sarebbe soprattutto politico e aprirebbe un dibattito sulla sua capacità di condizionare in profondità i mercati energetici.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🛢️OPEC has already lost its second founding member in 4 months and the market is starting to notice. <br><br>🇦🇪The UAE walked out on May 1 with roughly 4 million barrels a day of production, the biggest departure in the cartel&#39;s history.<br><br>🇻🇪Now Venezuela, one of the countries that… <a href="https://t.co/9uJNGCLNo0">pic.twitter.com/9uJNGCLNo0</a></p>&mdash; Jack Prandelli (@jackprandelli) <a href="https://x.com/jackprandelli/status/2093359550023799113?ref_src=twsrc%5Etfw">August 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;applicazione concreta richiederà tempo</h2>



<p>Tali scenari appaiono complementari tra loro e convergenti con la prospettiva che <strong>Washington intenda consolidare la sua proiezione nei mercati energetici</strong> e sostanzialmente mirare a fare degli investimenti in territorio venezuelano un fattore di sviluppo della propria industria, mirando inoltre a convincere le autorità di Caracas del Partito Socialista Unito Venezuelano a accettare la convergenza con Washington. E intende convincerle facendo leva sull&#8217;effetto che <strong>gli investimenti possono creare in termini di capacità produttive, generazione di royalties e ritorno nei mercati internazionali</strong> di uno Stato su cui le sanzioni americane hanno profondamente impattato negli ultimi anni, ma che ha anche pagato duramente il prezzo dell&#8217;inefficienza amministrativa e del disastro gestionale del settore energetico da parte del regime. </p>



<p>Al contempo, va sottolineato che gli ostacoli da superare per concretizzare gli affari e ottenere i dividendi sperati dall&#8217;amministrazione Trump non sono secondari. <strong>Programmare una mole tanto consistente di investimenti in conto capitale</strong> non sarà facile e richiederà ampia collaborazione da parte del settore energetico e infrastrutturale statunitense, oltre che una decisa volontà di fare del Venezuela una nuova frontiera dell&#8217;espansione delle major del petrolio a stelle e strisce. In tal senso, Reuters ha rivelato che un colosso Usa, Chevron, <a href="https://www.reuters.com/business/energy/chevron-complete-deal-venezuela-migrate-expand-oil-projects-sources-say-2026-08-28/">starebbe lavorando per espandere la propria presenza nel Paese</a> latinoamericano proprio mentre prende piede questo deal. Inoltre, andrà accuratamente analizzata la <strong>necessità di un crescente fabbisogno di competenze, capacità industriali e di rifornimento</strong> per permettere ai nuovi progetti di prendere piede.</p>



<p><a href="https://www.cfr.org/articles/increasing-venezuelas-oil-output-will-take-several-years-and-billions-dollars">Brad W. Setser, Senior Fellow del Council of Foreign Relations a gennaio, dopo il raid contro Maduro, ipotizzava</a> uno scenario di dieci anni per ridare vita al settore energetico della Repubblica Bolivariana e riportare a 3 milioni di barili la produzione di un Paese che al netto di tutto sconterà un sentiero di risanamento oltremodo complesso. <strong>Il definitivo rientro del Venezuela nell&#8217;orbita statunitense</strong> appare strutturalmente completato sul piano politico ma ci vorrà molto tempo per capire gli effetti concreti della <strong>partnership ad ampio stretto</strong> che, sicuramente, animerà una <a href="https://it.insideover.com/energia/venezuela-rodriguez-apre-ai-privati-nel-petrolio-ma-lintervento-dei-giganti-usa-non-e-scontato.html">geopolitica dell&#8217;energia</a> sempre più decisiva per gli equilibri sistemici su scala mondiale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa sempre più protagonisti in America Latina</h2>



<p>La ricerca di profondità strategica per le riserve Usa, la volontà di costruire un quadro certo per mobilitare gli investimenti delle major americane, la proiezione geopolitica nella regione a scapito dei tradizionali patroni e partner del Venezuela e dell&#8217;Opec da parte di Washington, le prospettive concrete di rilancio del settore estrattivo in un Paese che siede su un vero e proprio tesoro naturale: <strong>molto è in gioco in Venezuela anche per capire gli scenari futuri dell&#8217;America Latina</strong>, dove passo dopo passo la presenza statunitense si fa sempre più assertiva. Ma una vera valutazione dell&#8217;accordo potrà essere fatta quando si trasmetterà in accordi e iniziative concrete per trasformarlo in capacità estrattiva reale, investimenti e prospettive di sviliuppo ben definite. <strong>Roma non è stata costruita in un giorno, un settore estrattivo destabilizzato da anni di mala gestione e sanzioni</strong> non potrà essere riedificato velocemente. Resta un valore politico non secondario e un messaggio sempre più chiaro: l&#8217;energia è sempre più un fattore di potere e influenza. E gli Usa non intendono lasciarsi sfuggire la capacità di condizionarne le dinamiche su scala globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Annuncio dell&#8217;accordo da parte di Delcy Rodriguez &#8211; <a href="https://x.com/delcyrodriguezv/status/2093499301674508497/photo/1">https://x.com/delcyrodriguezv/status/2093499301674508497/photo/1</a></li>



<li>Analisi di Giacomo Prandelli su possibile uscita del Venezuela dall&#8217;Opec &#8211; <a href="https://x.com/jackprandelli/status/2093359550023799113?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2093359550023799113%7Ctwgr%5Ebe104709d6ae46be2fd1ff2a1574bea20d7dab82%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fit.insideover.com%2Fwp-admin%2Fpost.php%3Fpost%3D527924action%3Dedit">https://x.com/jackprandelli/status/2093359550023799113</a></li>



<li>Increasing Venezuela’s Oil Output Will Take Several Years—and Billions of Dollars, Council of Foreign Relations, 8 gennaio 2026 &#8211; <a href="https://www.cfr.org/articles/increasing-venezuelas-oil-output-will-take-several-years-and-billions-dollars">https://www.cfr.org/articles/increasing-venezuelas-oil-output-will-take-several-years-and-billions-dollars</a></li>



<li>Can Venezuela’s Broken Oil Industry Be Rebuilt?, IER (Institute for Energy Research), 8 gennaio 2026 &#8211; <a href="https://www.instituteforenergyresearch.org/international-issues/trump-wants-to-rebuild-venezuelas-broken-oil-industry/">https://www.instituteforenergyresearch.org/international-issues/trump-wants-to-rebuild-venezuelas-broken-oil-industry/</a></li>



<li>The Collapse of the Venezuelan Oil Industry: The Role of Above-Ground Risks Limiting FDI, Baker Institute for Public Policy &#8211; <a href="https://www.bakerinstitute.org/research/collapse-venezuelan-oil-industry-role-above-ground-risks-limiting-fdi">https://www.bakerinstitute.org/research/collapse-venezuelan-oil-industry-role-above-ground-risks-limiting-fdi</a></li>



<li>Venezuela Weighs OPEC Exit as US Discusses Oil Fields Stake, Bloomberg, 27 agosto 2026 &#8211; <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-08-27/venezuela-weighs-opec-exit-after-decades-as-it-deepens-us-ties">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-08-27/venezuela-weighs-opec-exit-after-decades-as-it-deepens-us-ties</a></li>



<li>Venezuela oil output reaches highest level since 2019, UPI.com, 25 agosto 2026 &#8211; <a href="https://www.upi.com/Top_News/World-News/2026/08/25/latam-venezuela-oil-higher-production/3741787673775/">https://www.upi.com/Top_News/World-News/2026/08/25/latam-venezuela-oil-higher-production/3741787673775/</a></li>



<li>Chevron to complete deal in Venezuela to migrate, expand oil projects, sources say, Reuters, 28 agosto 2026 &#8211; <a href="https://www.reuters.com/business/energy/chevron-complete-deal-venezuela-migrate-expand-oil-projects-sources-say-2026-08-28/">https://www.reuters.com/business/energy/chevron-complete-deal-venezuela-migrate-expand-oil-projects-sources-say-2026-08-28/</a></li>



<li>Trump says US to take control of 65bn barrels of Venezuelan oil, Financial Times, 29 agosto 2026 &#8211; <a href="https://www.ft.com/content/2f88581f-4fbc-46a2-8127-830bb630c2f2?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/2f88581f-4fbc-46a2-8127-830bb630c2f2?syn-25a6b1a6=1</a></li>



<li>What we know about Trump’s deal giving US access to vast oil reserves in Venezuela, Associated Press, 30 agosto 2026 &#8211; <a href="https://apnews.com/article/venezuela-oil-trump-deal-unknown-questions-reserves-c229bc39b6e1a3d5dd16f7f9e67fef3f">https://apnews.com/article/venezuela-oil-trump-deal-unknown-questions-reserves-c229bc39b6e1a3d5dd16f7f9e67fef3f</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/usa-venezuela-gli-scenari-strategici-dopo-il-maxi-accordo-energetico.html">Usa-Venezuela, gli scenari strategici dopo il maxi-accordo energetico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>America Latina: dal Cile alla Colombia, i flirt con la destra israeliana per avere i favori di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-destra-israeliana-sta-ottenendo-vittorie-su-vittorie-in-america-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 08:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527580</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'America Latina passa ancora una volta dalle recite dell'internazionalismo militante alla sottomissione al padrone di turno. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-destra-israeliana-sta-ottenendo-vittorie-su-vittorie-in-america-latina.html">America Latina: dal Cile alla Colombia, i flirt con la destra israeliana per avere i favori di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/colombia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;America Latina come eterna riserva morale dell’altermondismo e del <em>post-colonialismo</em> è una illusione che si sta infrangendo sotto il peso della cruda geopolitica. C’è stata per anni la retorica dell’<em>onda rosa</em>, che raccontava un subcontinente compatto nel contestare l&#8217;egemonia nordamericana e, quando si parlava del Medio Oriente, sostenere la causa palestinese nei consessi internazionali. Ma oggi la forza di gravità dell’Impero non perdona le velleità ideologiche. <a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-colombia-de-la-espriella-caos-istituzionale-svolta-pro-israele.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/terremoto-colombia-de-la-espriella-caos-istituzionale-svolta-pro-israele.html">L&#8217;ascesa</a> di <strong>Abelardo de la Espriella</strong> in Colombia, sommata al consolidamento di <strong>Javier Milei</strong> in Argentina, allo strapotere <strong>Nayib Bukele</strong> in El Salvador, alla vittoria di <strong>José Antonio Kast</strong> in Cile e di <strong>Daniel Noboa</strong> in Ecuador, ci segnala un ribaltamento anti-romantico, dove la diplomazia della postura socialista cede il passo al cinismo della destra radicale.</p>



<p>Risparmiata dalle sanzioni europee nonostante la mattanza di Gaza e l’espansionismo in Cisgiordania, <strong>la destra likudista israeliana segna punti e trova ampie sponde in questa parte di mondo,</strong> riallacciando o intensificando relazioni. Il riallineamento delle classi dirigenti sudamericane non nasce da un’improvvisa illuminazione, ma da una pura necessità di sopravvivenza politica al Trump 2.0, e in parte come meccanismo di compensazione storica. Se nell’alleanza euroatlantica, la retorica del diritto internazionale perde presa di fronte alla politica di potenza, <strong>i governi conservatori della regione hanno compreso che la solidarietà con la causa palestinese era un lusso per tempi di pace.</strong> L’uscita della Colombia dal Gruppo dell’Aia, il ripristino dei legami diplomatici con Israele da parte del Venezuela e persino il riconoscimento atipico della sovranità israeliana sul Golan da parte colombiana rispondono a una logica brutale e pragmatica: accreditarsi presso la Casa Bianca. Per <strong>De la Espriella,</strong> come per <strong>Milei</strong>, la fedeltà allo Stato ebraico è la moneta di scambio più economica per ottenere coperture di sicurezza, <em>intelligence</em> e concessioni commerciali a Washington.</p>



<p>Da un paio d&#8217;anni l&#8217;Argentina sta imprimendo una svolta alle relazioni con Israele tramite gli <strong>Accordi di Isacco,</strong> progetto ispirato ai traballanti Accordi di Abramo. Un riavvicinamento partito dal sostegno al trasferimento dell’ambasciata argentina a Gerusalemme e dal riconoscimento di Hamas come organizzazione terroristica, che contrasta con la linea storica dei socialisti. Secondo l’analista Gaston Saidman, è stata l&#8217;influenza iraniana ad aver alimentato parte dell’ostilità latinoamericana verso Israele. </p>



<p>Il ritiro di <strong>Bolivia e Honduras dal Gruppo dell’Aia</strong>, nel marzo 2026, ha mostrato quanto siano state fragili le iniziative dei Paesi non allineati negli anni Zero e Dieci. Bolivia e Israele avevano già annunciato il ripristino delle relazioni diplomatiche pochi mesi prima del ritiro, mentre Honduras e Israele hanno rafforzato la cooperazione in agricoltura, gestione dell’acqua, sanità, istruzione e sicurezza. Stessa cosa riguarda <strong>il Cile, che ha ripristinato le relazioni diplomatiche con Israele in agosto </strong>e nominato ambasciatore Gabriel Zaliasnik, che si <a href="https://www.elciudadano.com/en/zaliasniks-troubling-appointment-in-israel-judges-he-helped-nominate-ruling-on-his-cases/06/15/" type="link" id="https://www.elciudadano.com/en/zaliasniks-troubling-appointment-in-israel-judges-he-helped-nominate-ruling-on-his-cases/06/15/">definisce</a> «orgogliosamente sionista».</p>



<h2 class="wp-block-heading">All&#8217;inizio fu Maduro</h2>



<p>Questo <em>pivot</em> ideologico rivela una spaccatura antropologica, prima ancora che diplomatica, tra una visione cosmopolita e terzomondista che concepisce l’America Latina come avanguardia del Global South e, dall’altro lato, una nuova controrivoluzione che salda le pulsioni evangeliche locali, il rigetto del multilateralismo e l’ossessione per il <em>law and order</em>. Non è un caso che leader come <strong>Gideon Sa’ar</strong> o figure della destra olandese come <strong>Geert Wilders</strong> trovino oggi a Bogotá o Buenos Aires un&#8217;accoglienza più calorosa che nelle capitali europee. La convergenza con Tel Aviv non è una stranezza esotica, ma <strong>il pilastro di una nuova dottrina di difesa basata su droni, cybersorveglianza e tecniche anti-guerriglia.</strong> C’è soprattutto la rimozione di <strong>Nicolás Maduro</strong> a Caracas, tramite golpe-lampo e con un bilancio relativamente basso in termini di vittime, ad aver accelerato la decomposizione dell’asse anti-imperiale, costringendo persino i regimi rimasti a ricalibrare le proprie velleità per evitare di finire stritolati.</p>



<p>La modernità periferica compie così l’ennesima parabola, abbandonando l’idea decennale della sinistra latinoamericana di poter sostituire con la politica estera il gramo compito di costruire uno Stato, trasformando il palcoscenico delle<strong>Nazioni Unite</strong> nella piattaforma prediletta per la propria ideologia (ricordate i discorsi fiume di Fidel Castro?). Oggi, la controffensiva destrorsa compie forse l’errore speculare, <strong>scambiando l’asservimento agli interessi di potenze esterne per un realismo vincente. </strong>Chissà se, nel tentativo di sfuggire all’irrilevanza attraverso una geopolitica dell&#8217;allineamento cieco, le élite della regione rischiano di riscoprire che fare i mercenari nell&#8217;arena altrui non garantisce alcuna sovranità.</p>



<p>L’esempio di <strong>Panama</strong>, costretta ad abbandonare la Via della Seta di Pechino e rimuovere i gestori di Hong Kong da un paio dei suoi porti strategici per ordine di <strong>Marco Rubio</strong>, segretario di Stato Usa, senza ricevere quasi nulla in cambio se non una rappresaglia commerciale cinese, insegna che piegarsi al trumpismo è un’avventura tanto quanto contrastarlo. La storia dell&#8217;America Latina sembra ancora quella di un pendolo tragico, che passa dalle recite dell&#8217;internazionalismo militante alla sottomissione al padrone di turno, senza mai riuscire a diventare soggetto della propria storia.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-destra-israeliana-sta-ottenendo-vittorie-su-vittorie-in-america-latina.html">America Latina: dal Cile alla Colombia, i flirt con la destra israeliana per avere i favori di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 62/598 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-10-17 20:29:19 by W3 Total Cache
-->