La Casa Bianca ha chiesto a Kimberly Guilfoyle di dimettersi dall’incarico di ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia. L’annuncio del 13 ottobre arriva dopo settimane di inchieste giornalistiche su presunte richieste di denaro, rapporti con interessi commerciali privati e comportamenti contestati durante il mandato. Guilfoyle, da anni vicina al presidente ed ex fidanzata di Donald Trump Jr., respinge le accuse e sostiene di avere agito correttamente. (reuters.com)
La vicenda riguarda un possibile intreccio fra relazioni personali, accesso al potere e attività diplomatica. Le rivelazioni hanno progressivamente spostato l’attenzione da Washington ad Atene, coinvolgendo un donatore repubblicano, un gruppo industriale greco e il suo lobbista. Il caso economicamente più eclatante risale a prima dell’insediamento in Grecia. Secondo il Wall Street Journal, mentre si preparava all’audizione di conferma al Senato, Guilfoyle avrebbe chiesto al sostenitore repubblicano Eric Deters di pagare un conto American Express da 100 mila dollari. Il quotidiano ha descritto messaggi nei quali la richiesta economica si accompagnava a contatti con funzionari dell’amministrazione per questioni fiscali e legali riguardanti Deters. (wsj.com)
Deters, ex avvocato e personalità dei media conservatori, ha sostenuto in un’intervista ad ABC News che si trattasse di uno scambio: denaro in cambio di aiuto attraverso le relazioni politiche di Guilfoyle. Ha inoltre consegnato messaggi che attribuisce a lei. Il legale dell’ambasciatrice ne ha contestato l’autenticità e ha indicato che le somme richieste potessero riguardare compensi e rimborsi per attività professionali. Deters nega di essere debitore nei suoi confronti. (www-cdn.abcnews.com)
Il pagamento dei 100 mila dollari, secondo lo stesso Deters, non è stato effettuato. Questo elemento compare anche nella richiesta di accertamenti presentata dal deputato democratico Gregory Meeks. La contestazione riguarda dunque la presunta richiesta e il suo eventuale collegamento con favori politici, non un trasferimento di denaro già dimostrato. (democrats-foreignaffairs.house.gov)
Il secondo capitolo riguarda l’attività dell’ambasciatrice nei Balcani. Le inchieste di settembre del Wall Street Journal hanno descritto la promozione del gruppo greco Aktor, attivo nelle infrastrutture e nell’energia, e la presenza al fianco di Guilfoyle di Christos Marafatsos, lobbista della società. Sullo sfondo c’era la vendita di gas naturale liquefatto americano nell’Europa sudorientale. (wsj.com)
A sollevare interrogativi era soprattutto il ruolo di Marafatsos negli incontri istituzionali. Partecipava come rappresentante di interessi commerciali privati oppure disponeva di una funzione autorizzata dall’amministrazione? I suoi interlocutori conoscevano i suoi clienti? Erano stati verificati eventuali conflitti d’interesse?
Sono le domande formalizzate dalla senatrice democratica Jeanne Shaheen in una lettera a Marco Rubio, pubblicata il 6 ottobre. Shaheen ha chiesto chiarimenti sulle autorizzazioni del lobbista, sulla dichiarazione dei suoi interessi e sull’eventuale accettazione, da parte dell’ambasciatrice, di trasporti, ospitalità o altri benefici offerti da Aktor o da soggetti privati. (foreign.senate.gov)
A questo filone si sono aggiunte le rivelazioni sui viaggi. Il Wall Street Journal ha riferito di una registrazione realizzata a Davos, nel gennaio 2026, nella quale Guilfoyle parlava delle proprie relazioni con imprenditori greci mentre cercava di ottenere un invito a una cena con Eric Trump. Il racconto coinvolge Alexandros Exarchou, amministratore delegato di Aktor, per un volo privato, e l’armatore Nikolas Tsakos per viaggi e ospitalità, incluso un soggiorno a Parigi. (wsj.com)
La questione dei viaggi assume rilievo perché riguarda rapporti con soggetti economici potenzialmente interessati all’attività diplomatica. La difesa di Guilfoyle sostiene però che l’ambasciatrice abbia chiesto e seguito le indicazioni del Dipartimento di Stato, rispettando le regole su doni e trasferimenti. I suoi legali respingono anche la ricostruzione del rapporto con Deters, sostenendo che le spettassero compensi per precedenti attività professionali. (it.euronews.com)
Un ulteriore episodio riguarda una cena a marzo con il ministro greco dell’Energia, Stavros Papastavrou. Secondo la ricostruzione riportata da Le Monde, Guilfoyle avrebbe evocato la possibilità americana di provocare cambiamenti di governo, facendo riferimento alla Romania. Il suo avvocato ha contestato il racconto; anche il governo greco ha negato di avere ricevuto minacce. L’episodio rimane controverso e non dimostra un’ingerenza statunitense nella politica romena. (lemonde.fr)
Il 10 ottobre Meeks ha chiesto all’ispettorato generale del Dipartimento di Stato un’indagine sui rapporti con il donatore e con gli interessi commerciali coinvolti, sollecitando separatamente una testimonianza di Guilfoyle sotto giuramento. Le contestazioni erano così diventate oggetto di richieste formali di controllo parlamentare. (democrats-foreignaffairs.house.gov)
Il 12 ottobre Trump ha dichiarato pubblicamente di valutare la rimozione dell’ambasciatrice. Il giorno successivo la Casa Bianca le ha chiesto di lasciare l’incarico. Guilfoyle ha ribadito di voler difendere il proprio nome e la propria integrità. (reuters.com, wsj.com)
È su questa decisione che si misura la responsabilità politica di Trump. Le accuse richiedono accertamenti e la difesa dell’ambasciatrice deve essere ascoltata. Ma un presidente deve anche valutare se un proprio rappresentante conservi la fiducia necessaria a svolgere un incarico così delicato. Chiedendo le dimissioni di una persona appartenente da anni al suo mondo politico e personale, Trump ha mostrato di saper prendere una decisione scomoda anche verso il proprio entourage. È un segnale di imparzialità che merita di essere riconosciuto: la vicinanza al presidente non ha garantito l’intoccabilità. La forza di un leader emerge anche quando deve correggere una propria scelta. Rompere con persone vicine significa accettare un costo politico e personale. In questo caso, Trump ha dimostrato di conservare quella libertà di giudizio.
Per il movimento conservatore, però, il passaggio successivo è altrettanto importante. Adesso deve arrivare il momento della competenza. Le nomine devono premiare preparazione, conoscenza dei dossier, capacità negoziale e rispetto delle responsabilità istituzionali. La lealtà politica conta, ma da sola non basta a qualificare una persona per un incarico pubblico.
Chi rappresenta gli Stati Uniti deve sapere quali interessi sta difendendo, rendere trasparenti i propri rapporti e rispondere del proprio operato. La notorietà può aprire una porta; la professionalità deve giustificare la permanenza nell’incarico.
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