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	<title>Gustavo Petro Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 10 Jul 2026 13:49:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gustavo Petro Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Venezuela, alla ricostruzione post-terremoto pensa Israele. Se vi pare normale&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/venezuela-alla-ricostruzione-post-terremoto-pensa-israele-se-vi-pare-normale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 04:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1058" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56.jpg 1058w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-600x312.jpg 600w" sizes="(max-width: 1058px) 100vw, 1058px" /></p>
<p>Anche se le relazioni diplomatiche sono interrotte dal 2009, l'incarico di studiare il programma di ricostruzione è stato affidato a Israele. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-alla-ricostruzione-post-terremoto-pensa-israele-se-vi-pare-normale.html">Venezuela, alla ricostruzione post-terremoto pensa Israele. Se vi pare normale&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1058" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56.jpg 1058w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-600x312.jpg 600w" sizes="(max-width: 1058px) 100vw, 1058px" /></p>
<p>Chi porta aiuto a gente sfortunata è sempre benvenuto, è chiaro. Però <strong>la missione di Israele nel Venezuela colpito il 24 giugno da due scosse di terremoto di magnitudo 7,2 e 7,5,</strong> desta inevitabilmente qualche curiosità. Intanto, come succede che un Paese come Israele, che non ha relazioni diplomatiche col Venezuela dal 2009, cioè da quando Hugo Chavez le ruppe a causa dell&#8217;operazione israeliana Piombo Fuso a Gaza, si scopre di colpo così sensibile alle disgrazie di Caracas?  E com&#8217;è che l&#8217;improvvisa sensibilità produce una missione di 28 persone tra le quali 8 ingegneri, un manipolo di funzionari del ministero degli Esteri e diversi militari, tutti guidati dal generale di brigata <strong>Elad Edri</strong>, capo del Comando del Fronte interno di Israele? </p>



<p>Non solo: come mai la squadra israeliana, che all&#8217;inizio era stata inviata nelle aree più colpite dal doppio sisma, tra Caracas e lo Stato costiero di La Guaira, incaricata di valutare circa 1.300 edifici da recuperare o demolire, adesso ha ricevuto invece il compito di elaborare un piano organico per la ricostruzione ed è stata invitata (invito accolto) dalla presidente venezuelana <strong>Delcy Rodriguez</strong> a fermarsi altre due settimane, per lavorare al piano con più calma? Dopo tutto, gli israeliani negli ultimi tempi sembrano più bravi ad abbattere che a ricostruire. E battutacce a parte, e con il massimo rispetto per gli ingegneri inviati da Tel Aviv, Israele, pur trovandosi sulla faglia attiva sirio-africana che corre lungo la valle del Giordano (e attiva lo è davvero, l&#8217;ultimo sisma risale al 4 luglio scorso), non è il Giappone: l&#8217;ultimo terremoto davvero importante è stato quello del 1927, con 400 morti tra Gerusalemme e Hebron.</p>



<p>Davvero ci volevano gli israeliani per programmare la ricostruzione in Venezuela? Non ci potevano pensare gli americani, per dire, che <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-rubano-miliardi-al-venezuela-e-per-gli-aiuti-dopo-il-terremoto-mettono-quattro-soldi.html">tra beni venezuelani congelati e petrolio arraffato si sono presi miliardi e miliardi</a>, e poi hanno fatto il bel gesto di offrire 150 milioni di dollari per i soccorsi? O magari gli specialisti di Cile e Perù, Paesi purtroppo titolari di molti dei 200 devastanti terremoti che hanno colpito l&#8217;America Latina nel corso del Novecento?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alla conquista del continente</h2>



<p>No, ci volevano gli israeliani. Poiché non ci sembra di vedere una grande abbondanza di ragioni tecniche, o anche solo facilmente comprensibili, per questa scelta, dobbiamo pensare a qualcosa che va oltre l&#8217;orizzonte della tragedie venezuelana. Più precisamente, a quel progetto di riconquista dell&#8217;emisfero occidentale che è il nocciolo della cosiddetta Dottrina Donroe, ovvero la riedizione trumpiana della vecchia <a href="https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/che-cos-e-la-dottrina-monroe-a-cui-si-rifa-trump.html">Dottrina Monroe</a>, nata nel 1823 quando il presidente James Monroe tenne un celebre discorso al Congresso, in cui dichiarò che qualunque interferenza delle potenze europee negli affari dei Paesi dell’emisfero occidentale sarebbe stata considerata un atto ostile verso Washington. Marianna Lentini ha raccontato qui su InsideOver i capitoli più recenti di questa strategia: dagli Accordi di Isacco proposti dall&#8217;Argentina di <strong>Javier Milei</strong> per replicare gli Accordi di Abramo a suo tempo promossi in Medio Oriente da Donald Trump, all&#8217;Honduras Gate, con i progetti di Usa e Israele per destabilizzare i governi di <strong>Claudia Sheinbaum </strong>in Messico e Gustavo Petro in Colombia, <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">fino al Proyecto Jupiter per condizionare le elezioni in Colombia</a>, dove infatti le elezioni presidenziali sono finite con la vittoria di <strong>Abelardo de la Espriella</strong>, il candidato della destra che <a href="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-il-dandy-dalla-ricchezza-equivoca-che-vuole-riportare-la-colombia-nellorbita-usa.html">non solo vuole esplicitamente riportare il Paese nell&#8217;orbita degli Usa</a> ma ha anche elogiato il comportamento israeliano a Gaza.</p>



<p>Se a tutto questo aggiungiamo il provvedimento intitolato <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://armedservices.house.gov/uploadedfiles/fy27_ndaa_chairmans_mark_-_final.pdf">United States-Israel Defense Technology Cooperation Iniziative</a>, votato a larghissima maggioranza dalla Camera dei Rappresentati Usa per promuovere l&#8217;integrazione tra le forze armate israeliane e statunitensi, soprattutto per le tecnologie di guerra ibrida e cyber, <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html">di cui ha parlato qui Roberto Vivaldelli</a>, possiamo credere che esista un progetto di &#8220;riconquista&#8221; dell&#8217;America Latina che ha per motore la Casa Bianca  e come primo collaboratore il Governo di Israele. Quale miglior terreno del Venezuela, quindi, per il primo intervento diretto di Israele, con diplomatici e militari sul campo, in un Paese che Trump ha già trasformato in un satellite degli Stati Uniti?</p>



<p></p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-alla-ricostruzione-post-terremoto-pensa-israele-se-vi-pare-normale.html">Venezuela, alla ricostruzione post-terremoto pensa Israele. Se vi pare normale&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Colombia, 20 dem al Congresso: basta interferenze Usa nel voto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-20-dem-al-congresso-basta-interferenza-usa-nel-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 13:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Colombia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una ventina di deputati statunitensi del Partito Democratico hanno rilasciato una dichiarazione congiunta lanciata per prima dal congressman del Maine Jim McGovern in cui si condannano le attività di ingerenza elettorale che a loro avviso l&#8217;amministrazione di Donald Trump starebbe compiendo in Colombia, Paese chiamato tra pochi giorni al ballottaggio presidenziale per scegliere il successore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-20-dem-al-congresso-basta-interferenza-usa-nel-voto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-20-dem-al-congresso-basta-interferenza-usa-nel-voto.html">Colombia, 20 dem al Congresso: basta interferenze Usa nel voto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una ventina di <strong>deputati statunitensi del Partito Democratico</strong> hanno rilasciato una dichiarazione congiunta lanciata per prima dal <em> congressman</em> del Maine<a href="https://mcgovern.house.gov/news/documentsingle.aspx?DocumentID=400375"> <strong>Jim McGovern</strong></a> in cui si condannano le attività di ingerenza elettorale che a loro avviso l&#8217;amministrazione di Donald Trump starebbe compiendo in <strong>Colombia, Paese chiamato tra pochi giorni al ballottaggio presidenziale</strong> per scegliere il successore dell&#8217;uscente <strong>Gustavo Petro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Un&#8217;ingerenza volgare e inaccettabile&#8221;</h2>



<p>McGovern, 67 anni, alla Camera dei Rappresentanti dal 1997,  è il primo firmatario di una dichiarazione rovente che invita a sostenere &#8220;con fermezza la sovranità del popolo colombiano e il suo diritto di determinare il futuro del proprio Paese&#8221;. Trump ha sostenuto dopo la prima fase del voto il candidato di estrema destra, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-ballottaggio-de-la-espriella-cepeda-irregolarita-pressioni-esterne.html" type="post" id="519043">Abelardo De la Espriella</a></strong>, vincitore di tappa che sfiderà al ballottaggio Ivan Cepeda, senatore e delfino progressista di Petro. La mossa era stata criticata da molti settori politici del Paese latinoamericano, e in particolare Ernesto Samper, capo di Stato a Bogotà dal 1994 al 1998, ha rintuzzato le mosse di Trump definendo il suo appoggio a De la Espriella &#8220;<strong>un&#8217;ingerenza volgare e inaccettabile negli affari interni&#8221;</strong> del suo Paese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Colombia al bivio</h2>



<p>McGovern e i colleghi hanno rincarato la dose criticando le ingerenze e sottolineando come esse possano essere &#8220;dannose per i diritti democratici del popolo colombiano, un insulto alla sua sovranità e integrità, e del tutto incompatibili con i principi di lunga data degli Stati Uniti di non interferenza nelle elezioni straniere&#8221;. Non sono solo gli endorsement diretti a apparire dei condizionamenti diretti. Gli Usa di Trump ritengono Petro una figura ostile, <strong>nonostante nei mesi scorsi un breve incontro alla Casa Bianca </strong>tra i due presidenti sembrasse aver riportato il sereno, ne criticano l&#8217;autonomismo in politica estera, lo accusano di simpatizzare per i regimi nemici di Washington identificati come avversari in America Latina e di non voler contrastare il narcoterrorismo, <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-gli-usa-assediano-petro-sul-narcotraffico-con-un-occhio-alle-presidenziali-di-maggio.html">lo hanno posto sotto osservazione con l&#8217;apertura di indagini della <strong>Drug Enforcement Agency</strong></a>. </p>



<p>Nei giorni scorsi è emerso che il governo federale ha fatto pressioni per far saltare un incontro tra Petro e il sindaco di New York, Zohran Mamdani, mentre il primo si trovava nella Grande Mela per impegni legati all&#8217;agenda diplomatica delle Nazioni Unite. Il clima politico è tesissimo anche nel Paese sudamericano: pochi giorni fa Gloria Arizabaleta, presidente della Commissione colombiana di inchiesta e accusa, ha chiesto di sospendere Petro dall&#8217;ufficio nei giorni pre-ballottaggio accusandolo di eccessive ingerenze elettorali a favore di Cepeda, suscitando forti e animati dibattiti nella politica nazionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dualismo americano</h2>



<p>Su questo solco si inserisce la protesta dei democratici alla Camera, che ritengono con ogni probabilità potenzialmente dannoso il fatto che Washington sostenga tanto apertamente una parte in causa in un voto. E del resto appare delinearsi un&#8217;architettura strategica chiara per far spostare verso gli Usa l&#8217;America Latina, <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html" type="post" id="516161">che <strong>ha in Colombia una tappa fondamentale</strong> dopo i precedenti </a>voti di Honduras e Cile che hanno arriso favorevolmente ai disegni di Washington. Si notano qui due diversi approcci politici alla questione latinoamericana: l&#8217;amministrazione Trump riprende manovre muscolari e dinamiche, apre allo scontro diretto con i rivali regionali e intende rilanciare l&#8217;idea del &#8220;cortile di casa&#8221; da presidiare. La sinistra democratica rilancia sul versante di un approccio più internazionalista rifiutando l&#8217;interventismo estero. <strong>I corpi tradizionali del Partito Democratico restano per ora silenti</strong>, in un contesto che vede l&#8217;approccio della Casa Bianca criticato tra i corridoi ma senza tentativi di ridurre l&#8217;attivismo di una strategia che spesso ha usato anche il versante militare. E in Colombia sta prendendo le forme dell&#8217;aperta discesa in campo della superpotenza in un voto-chiave.</p>



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		<title>Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:24:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due avvocati colombiani hanno denunciato l'ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández per terrorismo e crimini di lesa umanità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html">Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Insieme al collega avvocato e difensore dei diritti umani Mario Serrato, abbiamo presentato <strong>una denuncia penale in Colombia contro Juan Orlando Hernández</strong>, l&#8217;ex presidente honduregno condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga e graziato da Donald Trump, nell&#8217;ambito dello <strong>scandalo Hondurasgate</strong> e in relazione ad attività illecite e criminali nel Paese». È con questo annuncio del giurista colombiano Luis Guillermo Pérez Casas, storico difensore dei diritti umani, che <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">lo scandalo incentrato su una rete di corruzione e manipolazione mediatica —&nbsp;tesa a destabilizzare i governi progressisti dell’America Latina</a> —&nbsp;passa dal terreno mediatico a quello giudiziario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli audio che scuotono l&#8217;America Latina</strong></h2>



<p>L’Hondurasgate nasce da 37 audio —&nbsp;<a href="https://hondurasgate.ch/">pubblicati dall’omonima piattaforma</a> e da Diario Red / Canal Red América Latina tra fine aprile e inizio maggio 2026 — <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/hondurasgate-investigacion-trama-injerencia-america-latina-respaldada-dos-pericias-forenses/20260523231452070133.html">la cui autenticità è stata confermata da processi di verifica forense effettuati dagli enti indipendenti Earshot e Phonexia</a>, con un grado di attendibilità superiore al 95%.</p>



<p>I file dimostrano che Hernández ha trattato con alleati interni e internazionali – incluso il presidente argentino <strong>Javier Milei</strong> – <strong>una rete di finanziamenti e campagne per destabilizzare governi di sinistra in America Latina.</strong> Condannato nel 2024 da un tribunale federale di New York per narcotraffico, armi e corruzione, l’ex presidente honduregno è stato graziato nel 2025 dal presidente Trump. In cambio del provvedimento di clemenza —&nbsp;preludio di un suo possibile ritorno al potere&nbsp; —, <strong>Washington e Tel Aviv beneficerebbero di tutta una serie di facilitazioni in Honduras,</strong> tra cui la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, misure tese ad avvantaggiare le aziende americane e israeliane; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali. Dai file — che&nbsp;mostrano l&#8217;intenzione esplicita di «<strong>estirpare come un cancro la sinistra latinoamericana</strong>» —&nbsp; emerge anche la chiara intenzione di creare un’Unità Digitale per la diffusione di notizie false con <strong>il deliberato scopo di attaccare i governi progressisti in Messico e Colombia</strong> e allineare ulteriormente la regione ai desiderata di Washington. L’azione penale di Pérez Casas e Serrato presentata in Colombia prende le mosse proprio dalle rivelazioni dell’Hondurasgate.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso irrompe nella campagna colombiana</strong></h2>



<p>Un atto analogo contro l&#8217;ex presidente honduregno è stato depositato dagli avvocati lo scorso 25 maggio anche presso<strong> la Procura generale di Tegucigalpa in Honduras</strong>&nbsp; —&nbsp;con la richiesta di indagare Hernández per <strong>associazione terroristica, cospirazione e preparazione di crimini di lesa umanità </strong>e di avviare la procedura di <strong>estradizione dagli Stati Uniti.</strong> I difensori colombiani erano accompagnati da <strong>Berta Oliva</strong>, coordinatrice generale del <strong>Comitato dei familiari dei detenuti e degli scomparsi in Honduras</strong> (Cofadeh), un&#8217;organizzazione per i diritti umani che oggi ha assunto la rappresentanza legale dei querelanti presso la Procura della Repubblica honduregna, a riprova che attorno all’azione legale si è costituita una squadra internazionale per supportare il processo.</p>



<p>L’istanza precede di pochi giorni <strong>l’appuntamento elettorale del 31 maggio </strong>in cui il popolo colombiano è chiamato a eleggere il nuovo presidente del Paese, dopo <strong>la fine del mandato di Gustavo Petro. </strong>Nel documento presentato dai due avvocati colombiani si legge che le registrazioni audio dimostrano l’intenzione di <strong>minare il processo democratico nel Paese sudamericano</strong>, attraverso strategie di ingerenza politica e campagne di disinformazione indirizzate contro il governo Petro e il candidato progressista Iván Cepeda Castro. E, a proposito della tornata elettorale, le accuse riportate nel documento sembrano, peraltro, essere dimostrate da <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">una serie di inchieste giornalistiche che hanno rivelato l&#8217;esistenza del Proyecto Júpiter,</a> una strategia per influenzare l’opinione pubblica colombiana, generando paura, indignazione, incertezza nella popolazione in vista del voto.&nbsp;</p>



<p>La denuncia insiste sul fatto che, per quanto Hernández sia stato graziato da Trump —&nbsp;con un ruolo fondamentale giocato da Israele, come emerso dagli stessi audio — resta una persona con condanna definitiva, elemento che costituisce un precedente rilevante per valutare <strong>il “pattern” delinquenziale che si manifesta nelle vicende al centro dell’azione legale.&nbsp;</strong></p>



<p>Il documento suggerisce che esista «un&#8217;impresa criminale transnazionale volta a sovvertire l&#8217;ordine costituzionale degli Stati sovrani e a generare condizioni di terrore politico» e sottolinea il linguaggio disumanizzante delle conversazioni, intriso di violenza, con riferimenti a «carcere», «sangue», «morte». Un elemento che, inserito nel quadro di concrete attività di finanziamento —&nbsp;i 350mila dollari messi a disposizione da Milei — e di una vera e propria struttura operativa, viene interpretato non come mera retorica politica, ma come la chiara manifestazione della volontà di «distruggere, in tutto o in parte, una collettività per motivi politici», e come «indizio di intenzione genocidaria o di crimini di lesa umanità», secondo quanto previsto dallo Statuto di Roma e dalla giurisprudenza internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Bogotà all&#8217;Aja: la denuncia arriva alla Corte penale internazionale</strong></h2>



<p>Anche il presidente colombiano Petro ha annunciato pochi giorni fa, tramite il suo account X, che presenterà una denuncia formale contro Hernández, mentre —&nbsp;secondo quanto riferito da Pérez Casas e Serrato e <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/defensores-derechos-humanos-denuncian-penalmente-juan-orlando-hernandez-hondurasgate/20260526045408070295.html">riportato da Diario Red Latinoamérica</a> — <strong>copie della denuncia sono state inviate anche all&#8217;Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale</strong>, in conformità al principio di complementarità.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Juan Orlando Hernádez, expresidente de Honduras y narcotraficante probado debe ser procesado ena Colombia por su amenaza contra nuestra democracia.<br><br>Presentaré denuncia contra este forajido extranjero <a href="https://t.co/gEVO5CNRaX">pic.twitter.com/gEVO5CNRaX</a></p>&mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) <a href="https://x.com/petrogustavo/status/2056981876632396011?ref_src=twsrc%5Etfw">May 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>«È importante sottolineare che era necessario intraprendere questo tipo di azioni. È necessario che chi detiene il potere sappia che non può fare o dire ciò che vuole, soprattutto quando ciò incide sulla vita, sul modo di pensare o sulla stabilità di intere regioni», ha dichiarato Serrato dopo aver depositato la denuncia, precisando che il team legale fornirà <strong>ulteriori perizie per accertare l&#8217;autenticità delle voci presenti nelle registrazioni audio.</strong></p>



<p>I denuncianti hanno raccontato che, al loro arrivo in Honduras, hanno ricevuto un trattamento ostile dalle autorità di immigrazione e che sono stati costretti a firmare una dichiarazione in cui si affermava che, qualora la denuncia fosse stata ritenuta infondata, avrebbero rischiato fino a un anno di carcere.</p>



<p>Non si è fatto attendere il commento dell’accusato. «È inconcepibile vedere presunti difensori dei diritti umani viaggiare dalla Colombia per presentare una denuncia fabbricata contro di me», ha scritto Hernández sul suo account X, aggiungendo: «Coloro che hanno orchestrato questa farsa saranno quelli che finiranno per rendere conto penalmente».</p>



<p>Intanto cresce l’attesa per conoscere l’esito delle presidenziali colombiane. Riuscirà Cepeda a spuntarla al primo turno come ha promesso, sfidando i piani di destabilizzazione denunciati?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html">Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Colombia al voto: dall&#8217;Hondurasgate al Proyecto Júpiter, la guerra psicologica per condizionare le elezioni  </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 08:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518128</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni colombiane del 31 maggio sono al centro di una rete internazionale di interferenze: dall'Hondurasgate al Proyecto Júpiter, ecco come la destra globale tenta di fermare il candidato progressista Iván Cepeda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">Colombia al voto: dall&#8217;Hondurasgate al Proyecto Júpiter, la guerra psicologica per condizionare le elezioni  </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260523164946287_b09851f5370f144e1fd471349fad7afc-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Me llamo <strong>Iván Cepeda</strong> y voy a ser su presidente, en primera vuelta”. È con queste parole che il candidato progressista alle presidenziali del 31 maggio in Colombia — nel corso di un recente intervento pubblico — ha promesso di <strong>vincere le elezioni al primo turno.</strong> </p>



<p>Una tornata elettorale, quella colombiana, che rappresenta<strong> uno snodo cruciale all’interno di una scontro di ben più ampia portata:</strong> quello che vede contrapporsi i progetti latinoamericani di sovranità democratica e la <strong>rinnovata offensiva sferrata da Washington </strong>per estendere il proprio controllo sulla regione, con il decisivo supporto delle locali forze conservatrici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Colombia nel mirino</strong></h2>



<p>Secondo i sondaggi, Cepeda — membro del partito <em>Pacto Histórico </em>e ideale successore dell’attuale presidente colombiano <strong>Gustavo Petro </strong>— è in vantaggio sui principali avversari <strong>Abelardo de la Espriella</strong> — esponente del movimento di estrema destra D<em>efensores de la Patria</em> — e <strong>Paloma Valencia</strong>, espressione della cosiddetta area uribista, corrente politica di destra nata attorno alla figura dell’<strong>ex capo di stato Álvaro Uribe Vélez.</strong></p>



<p>Eppure sull’ottimistico scenario prospettato dal candidato presidenziale del fronte progressista incombe<strong> l’ombra di interferenze straniere</strong>&nbsp;tese a compromettere la corsa di Cepeda e, più in generale, a destabilizzare i governi progressisti in America Latina, come emerso dagli audio dell’Hondurasgate, <a href="https://hondurasgate.ch/">resi pubblici dall’omonima piattaforma</a> e da Canal RED. <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">Nei file trapelati</a>, l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández —&nbsp; condannato per narcotraffico e graziato da Donald Trump anche grazie al decisivo supporto di Israele —&nbsp; discuteva con l’attuale capo di stato Nasry Asfura della creazione di una Unità Digitale, patrocinata dagli Stati Uniti,&nbsp;per <strong>sferrare un’offensiva mediatica contro le forze progressiste</strong> della regione. Il presidente argentino Javier Milei — sempre secondo quanto rivelato dagli audio —&nbsp;avrebbe contribuito all’operazione con circa 350 mila dollari, utilizzati per finanziare una squadra destinata a creare fake news.</p>



<p>La Colombia appare ora come l&#8217;obiettivo principale di questa strategia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Proyecto Júpiter: guerra psicologica sul voto</strong></h2>



<p><strong>Il governo Petro si è contrapposto all’ordine imposto dagli Stati Uniti,</strong> contestando la presunta guerra alla droga guidata da questi ultimi, difendendo la causa palestinese, rompendo le relazioni con Israele —&nbsp;che ha così perso uno dei suoi principali acquirenti di tecnologia militare —, promuovendo una transizione energetica sovrana e favorendo un&#8217;integrazione latinoamericana tesa a rendere la regione indipendente dai vicini nordamericani. <strong>Una postura indigeribile per Washington</strong><em> </em>che ha sempre considerato l’America Latina il proprio “cortile” di casa da tenere sotto scacco, attraverso un interventismo segnato da colpi di stato militari, invasioni, blocchi navali e operazioni segrete. «Oggi, la logica è più sofisticata, ma non per questo meno pericolosa», <a href="https://www.diario-red.com/articulo/editorial/operacion-fraude-colombia/20260523024734070078.html">si legge su un editoriale di Diario Red</a>.</p>



<p>La strategia manipolatoria orchestrata per interferire con le elezioni del prossimo 31 maggio è stata rivelata da <a href="https://www.rtvcnoticias.com/justicia/investigacion/revelan-plan-jupiter-estrategia-para-influir-en-elecciones-presidenciales-en">un’inchiesta della Revista Raya e di Señal Colombia</a> che, basandosi su registrazioni audio, video e documenti, descrive l’esistenza di <strong>strumenti di guerra psicologica per manipolare il voto dei colombiani</strong>. Il piano viene definito <strong>Proyecto Júpiter </strong>e si configura come un disegno dell’estrema destra, presumibilmente orchestrato da Jaime Bermúdez Merizalde, ex ministro degli Esteri del governo Uribe, e finanziato dai più ricchi imprenditori del Paese per favorire la candidata <strong>Paloma Valencia.</strong> Bermúdez, in incontri privati ​​con imprenditori della Valle del Cauca, ha presentato delle slide che illustrano una strategia articolata su due fronti: <strong>&#8220;laboratori&#8221; di indottrinamento per i lavoratori delle grandi aziende </strong>— <a href="https://www.instagram.com/reels/DYkRs8OOnJ5/">come nel caso della spagnola Keralty,</a> un conglomerato di imprese operanti nel settore della salute in Colombia —  spinti a votare contro il candidato di sinistra, sotto la minaccia di perdere il proprio lavoro; <strong>produzione di massa di contenuti di disinformazione sui social network e uso dell’intelligenza artificiale </strong>per influenzare l&#8217;opinione pubblica, generando paura, indignazione, incertezza nella popolazione.  </p>



<p>Nel quadro di tali operazioni di manipolazione mediatica, il candidato progressista Cepeda viene ritratto come «erede del terrorismo», «alleato del narcotraffico» e «assassino».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi sono i “mercenari della comunicazione”&nbsp;</strong></h2>



<p><strong>La connessione con l’Hondurasgate è,</strong><a href="https://www.diario-red.com/articulo/colombia/mercenarios-comunicacion-i-asi-opera-red-internacional-tumbar-ivan-cepeda-31-mayo/20260518232809069790.html"><strong> secondo la giornalista e storica colombiana Diana Carolina Alfonso</strong></a><strong>, diretta.</strong> Tra gli alleati mediatici del Proyecto Júpiter ci sarebbe <strong>La Silla Vacía</strong>, piattaforma di giornalismo politico — la cui direttrice Juanita León ha negato le accuse, cadendo tuttavia spesso in contraddizione, e che peraltro ha più volte dato spazio a <strong>Luis David Duque</strong>, consulente di comunicazione politica attivo nell’orbita uribista, con un ruolo fondamentale nell’elezione del presidente honduregno Asfura e figura chiave della campagna di Paloma Valencia. </p>



<p>Nella rete di “mercenari della comunicazione” operanti in Colombia e accusati di coordinare attività di propaganda utilizzando intelligenza artificiale e bot, figura anche <strong>Fernando Cerimedo</strong>, considerato il &#8220;cervello internazionale&#8221; dietro queste operazioni e noto come <a href="http://google.com/search?q=the+economist+fernando+cerimedo&amp;oq=the+economist+fernando+cerimedo&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIHCAEQIRigATIHCAIQIRigATIHCAMQIRigAdIBCDkwNzlqMGo3qAIAsAIA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8">&#8220;l&#8217;uomo MAGA in America Latina&#8221;</a>. L&#8217;argentino, dopo aver fornito le sue consulenze a Jair Bolsonaro in Brasile —&nbsp;<a href="https://www.elclip.org/cerimedo-consultor-derecha-diario/">dove è coinvolto nell’inchiesta per il tentato colpo di Stato orchestrato dopo la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva</a> —, Javier Milei in Argentina e Nasry Asfura in Honduras, ricopre attualmente il ruolo di consigliere principale del presidente boliviano Rodrigo Paz, in un momento in cui il paese andino è <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-schema-ripete-bolivia.html">teatro di gravi blocchi, proteste, scontri e ogni sorta di tensione sociale</a> legata alle politiche di stampo neoliberista del governo. L&#8217;ingerenza di Cerimedo nell&#8217;agenda politica boliviana pare, tuttavia, essersi spinta troppo oltre, tanto che la stessa cerchia ristretta di Paz sembra ora averlo abbandonato. La vicepresidenza ne ha richiesto il licenziamento <a href="https://x.com/VPEP_Bol/status/2057969691730067859?s=20">con un comunicato.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">El modelo de la extrema derecha ha fracasado. Mientras ellos se dedicaron al acaparamiento codicioso de la tierra, nuestro gobierno la está devolviendo al campesinado. Vamos a profundizar el cambio; nuestro compromiso es con el pueblo colombiano, con la justicia social y con… <a href="https://t.co/xgmPMFp2LT">pic.twitter.com/xgmPMFp2LT</a></p>&mdash; Pacto Histórico Oficial (@PactoCol) <a href="https://twitter.com/PactoCol/status/2057177758791500095?ref_src=twsrc%5Etfw">May 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In questo scenario, il senatore repubblicano statunitense <strong>Bernie Moreno</strong>, vicino a Donald Trump, <a href="https://www.eltiempo.com/mundo/eeuu-y-canada/ee-uu-podria-no-reconocer-el-resultado-de-las-elecciones-presidenciales-en-colombia-advierte-el-senador-bernie-moreno-3557118">ha avvertito che gli USA potrebbero non riconoscere il risultato elettorale</a> se dovessero verificarsi intimidazioni verso i votanti, suggerendo addirittura di non considerare i voti provenienti da zone sotto l&#8217;influenza di gruppi armati, prefigurando un possibile intervento armato come quello attuato in Venezuela e, infine, lasciando intendere che le relazioni bilaterali con Washington dipenderanno in larga misura da chi arriverà alla Casa de Nariño, ovvero il palazzo presidenziale colombiano.</p>



<p>Negli ultimi giorni di campagna, intanto, <em>Pacto Histórico</em> ha ribadito su X il proprio impegno «per il popolo colombiano, per la giustizia sociale e per sradicare la povertà alla radice», confidando di poter riaffermare i valori democratici contro la convergenza di interessi tra potere politico ed economico e l’assedio dell’internazionale di destra.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">Colombia al voto: dall&#8217;Hondurasgate al Proyecto Júpiter, la guerra psicologica per condizionare le elezioni  </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Colombia contro Enel: perché Petro attacca il gigante italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-colombia-contro-enel-perche-petro-attacca-il-gigante-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 23:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le accuse del presidente colombiano hanno motivazioni politiche: in particolare, spingere il successore designato Cepeda Castro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-colombia-contro-enel-perche-petro-attacca-il-gigante-italiano.html">La Colombia contro Enel: perché Petro attacca il gigante italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colombia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gustavo-Petro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un attacco a gamba tesa: il presidente colombiano <strong>Gustavo Petro </strong>nei giorni scorsi ha accusato <strong>la divisione nazionale del colosso energetico italiano Enel</strong> di essere la principale causa dei rincari nel costo della vita nel Paese. Riprendendo una recente manovra della Sovraintendenza dei Servizi Pubblici, l&#8217;autorità che monitora le operazioni nei settori critici, che ha <strong>multato Enel per 2,8 miliardi di dollari </strong>per presunte irregolarità nel prezzo della fornitura di energia che coinvolgerebbero il mancato utilizzo della centrale idroelettrica di Betania <a href="https://www.agenzianova.com/news/petro-attacca-enel-sui-prezzi-dellenergia-in-colombia-la-societa-chiarisce-agito-correttamente/">nell&#8217;ottobre 2022,</a> Petro ha detto che il gruppo è stato &#8220;il principale colpevole della crescita del tasso di inflazione a marzo&#8221;, respingendo le critiche provenienti dalla destra colombiana che imputava le crescite alla riforma del salario &#8220;vitale&#8221;.</p>



<p><a href="https://www.pulzo.com/economia/sancion-enel-colombia-empresa-debera-pagar-multa-2800-millones-PP5155150#google_vignette">L&#8217;addebito a Enel, nota <em>Pulzo,</em> </a>è connesso a presunte &#8220;irregolarità nella formazione del prezzo dell&#8217;energia in Borsa&#8221; e segnala che l&#8217;azienda avrebbe &#8220;presentato offerte con prezzi elevati che non rispecchiavano i suoi effettivi costi operativi&#8221;, aggiungendo in particolare che &#8220;la centrale idroelettrica di Betania, gestita da Enel, è stata esclusa dalla ripartizione economica nonostante <br><a href="https://www.pulzo.com/noticias/enel-codensa/2">avesse una capacità sufficiente</a> e livelli idrici elevati&#8221;. <strong>Nel contesto di mercati a prezzi marginali, questo secondo le accuse avrebbe distorto il prezzo</strong>, anche se <a href="https://www.agenzianova.com/a/69ec37043cc4c2.03082384/7316534/2026-04-24/colombia-petro-enel-ha-distorto-prezzo-energia-la-societa-agito-correttamente-2">Enel Colombia, confrontandosi con <em>Agenzia Nova</em></a><em>,</em> ha risposto sottolineando che l&#8217;offerta del gruppo &#8220;continua a posizionarsi al di sotto della media di mercato, confermandosi una delle più competitive a livello nazionale&#8221;. Il colosso di <a href="https://www.enel.com.co/content/dam/enel-co/espa%C3%B1ol/accionistas_e_inversionistas/enel-colombia/boletines-y-reportes/2024/resultados-fy2024-es.pdf">Viale Regina Margherita controlla poco più di un quinto del mercato con quasi 4 milioni di utenti.</a></p>



<p>Petro ha detto che Enel dovrebbe restituire dei presunti profitti ingiusti e ha accusato il fatto che Enel produce e al tempo stesso  commercializza l&#8217;energia. Inoltre, Petro ha voluto difendere la sua scelta politica<a href="https://www.valoraanalitik.com/salario-minimo-vital-candidatos-presidencia-dejan-claro-si-mantienen-o-eliminan/">di alzare il <em>salario vital</em>,</a> comprensivo di un&#8217;indennità salariale minima riconosciuta ai lavoratori e di una componente di <a href="https://www.infobae.com/colombia/2026/04/25/gustavo-petro-volvio-a-hablar-sobre-el-salario-minimo-de-2026-y-sus-ventajas-para-los-trabajadores-34-anos-desatendida-por-el-congreso/">risorse per i trasporti, a 2 milioni di pesos colombiani, paragonabili a 560 dollari al mese circa.</a> Tra gennaio e marzo 2026 l&#8217;inflazione colombiana è stata la più alta da anni e ha superato, <a href="https://www.infobae.com/colombia/2026/04/25/gustavo-petro-volvio-a-hablar-sobre-el-salario-minimo-de-2026-y-sus-ventajas-para-los-trabajadores-34-anos-desatendida-por-el-congreso/">nota InfoBae, la media del 2,7% registrata nei primi trimestri dal </a>2000 al 2025. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;identità politica da difendere, un successore da promuovere</h2>



<p>Petro ha spinto l&#8217;innalzamento del salario minimo del 23,7% dall&#8217;1 gennaio scorso, e ora difende la sua eredità politica. Il <strong>presidente di sinistra</strong> radicale non si può costituzionalmente ricandidare per un secondo mandato, <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-gli-usa-assediano-petro-sul-narcotraffico-con-un-occhio-alle-presidenziali-di-maggio.html">ma il 31 maggio la Colombia andrà al voto. </a>Il leader del <strong>Pacto Historico</strong> mira a far sì che a vincere sia il delfino <strong>Ivan Cepeda Castro</strong>, che promette di governare in continuità con lui, sfidato da <strong>Abelardo de la Espriella</strong>, candidato del Movimento di Salvezza Nazionale di orientamento conservatore.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, Petro mira a difendere a tutti i costi la sua eredità per poter tirare la volata al suo successore, la cui vittoria lo renderebbe un padre nobile della sinistra colombiana e del mondo progressista e populista latinoamericano e non solo. L&#8217;attacco a Enel nasce in queste circostanze, dalla ricerca di un <strong>motivo politico per poter evitare accuse sul piano politico. In tal senso, le parole di Petro appaiono difficili da dimostrare</strong>: Enel ha subito sì una dura sanzione, ma ammesso che essa sia fondata (ed è tutto da vedere) e in attesa della valutazione delle giustificazioni della filiale colombiana del gruppo italiano, è quantomeno ardito <strong>collegare l&#8217;aumento dell&#8217;inflazione a marzo (oltre 5% anno su anno)</strong> a un solo fattore e tantomeno a una sola azienda non monopolista nel mercato elettrico, e a maggior ragione farlo accusando un player sulla base di una vertenza che riguarda fatti di anni fa. </p>



<p><strong>Peraltro, Enel non è un attore &#8220;straniero&#8221; nello Stato sudamericano</strong>: da quando nel 1997 Enel entrò nell&#8217;Eeb, la società energetica della capitale Bogotà, l&#8217;azienda è presente e attiva e ha partecipato all&#8217;elettrificazione crescente del Paese. Accusarla ora di remare contro la Colombia appare quantomeno frettoloso, in un quadro dove la sinistra al potere in Colombia mira a mantenere la guida di Bogotà in un contesto di crescenti pressioni interne ed internazionali. E ogni dossier appare potenzialmente scivoloso per l&#8217;energico e combattivo presidente uscente.</p>
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		<title>Colombia: gli Usa assediano Petro sul narcotraffico con un occhio alle presidenziali di maggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-gli-usa-assediano-petro-sul-narcotraffico-con-un-occhio-alle-presidenziali-di-maggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 09:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa assediano Petro sul narcotraffico con un occhio al voto in Colombia per eleggere il suo successore.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322085453634_7390a20cdc1b0cd303ba4696add24baf-e1774166123615.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia che <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-invita-petro-alla-casa-bianca.html">Gustavo Petro,</a> presidente uscente della Colombia</strong>, sarebbe stato qualificato dalla <strong>Drug Enforcement Agency (Dea)</strong>, l&#8217;agenzia antidroga statunitense, come &#8220;<strong>obiettivo prioritario</strong>&#8221; rafforza la tensione a Bogotà a poco più di due mesi dal voto per scegliere il successore dell&#8217;ex militante e guerrigliero di estrema sinistra divenuto presidente al termine di una parabola di potere intensa e divisiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;inchiesta su Petro</h2>



<p>Il leader del <strong>Pacto Historico</strong>, coalizione divenuto partito unico e movimento collettivo nel 2025, non si può, per limiti costituzionali, candidare per un secondo mandato consecutivo dopo aver vinto le presidenziali del 2022. Il campo socialista punta su <strong>Ivan Cepeda Castro</strong>, che intende consolidare il processo politico avviato da Petro su tre fronti: la netta e forte pacificazione con la guerriglia delle Farc, la riforma agraria, il rifiuto di riforme destinate al controllo politico dei giudici. L&#8217;ex senatore, &#8220;filosofo&#8221; del movimento clandestino M-19 e del campo di sinistra populista poi, guida i sondaggi. E la &#8220;manina&#8221; della Dea sembra diretta proprio a condizionare, opportunamente, questo trend.</p>



<p>Giulio Andreotti diceva che a <strong>pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca</strong>. La Dea, secondo l&#8217;Associated Press, avrebbe costruito una serie di accuse tali da correlare la presunta vicinanza di Petro al narcotraffico al suo progetto politico, sottolineando che il piano di &#8220;Pace Totale&#8221; con la guerriglia e i gruppi accusati di narcotraffico avrebbero aperto a rapporti torbidi del presidente col Cartello di Sinaloa. </p>



<p>&#8220;Le rivelazioni hanno destato allarme tra gli esponenti della sinistra colombiana, preoccupati per l&#8217;apparente tentativo del governo statunitense di interferire nelle elezioni, utilizzando le risorse di intelligence destinate alla lotta al narcotraffico per raccogliere informazioni compromettenti sui critici dell&#8217;amministrazione del presidente Donald Trump&#8221;,<a href="https://colombiareports.com/dea-designated-colombias-president-as-a-priority-target-ap/"> nota Colombia Reports</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I complicati rapporti tra Petro e gli Usa</h2>



<p>Petro, nell<a href="https://apnews.com/hub/us-drug-enforcement-administration">&#8216;indagine federale presentata dal governo Usa a New York</a>, vede un espansione della <strong>campagna statunitense</strong> contro di lui, dato che già in precedenza,<a href="https://fortune.com/2026/03/20/colombia-president-priority-target-drug-trade-dea/"> scrive <em>Fortune</em>  </a>&#8221; il Dipartimento del Tesoro <a href="https://apnews.com/article/trump-colombia-petro-sanctions-drug-trafficking-1b6ead338ec266b3df40859db6ee2d8d">lo ha sanzionato alla fine del 2025</a>  per presunti legami con il traffico di stupefacenti, senza però fornire prove&#8221;, anche se &#8220;Petro sostiene che, pur prendendo di mira con decisione i principali cartelli, la sua amministrazione rimane concentrata su un approccio più permissivo e di natura sociale nei confronti dei piccoli agricoltori che coltivano  <a href="https://apnews.com/article/colombia-coca-crops-cocaine-aerial-fumigation-0b6db549cb1a93b0279b5a38ed5a2f49">foglie di coca</a>&#8220;. <strong>Terry Cole</strong>, capo della Dea, ha alle spalle una carriera operativa che lo ha visto muoversi sia in <a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/terrance-c-cole-uomo-trump-capo-dea-chi-e-massacri-flop-pl54ao47">Colombia che in Messico nella guerra al narcotraffico, e</a> questo può rendere comprensibile l&#8217;apertura di una <strong>serie di operazioni tanto offensive</strong> sia una particolare attenzione dell&#8217;agenzia di Arlington per la Colombia.</p>



<p>Trump ha ricevuto, a febbraio, Petro alla Casa Bianca dopo <strong>mesi di screzi per le critiche del presidente colombiano</strong> all&#8217;omologo americano su fronti come il sostegno americano a Israele, la rottamazione del multilateralismo, le guerre tariffarie. Petro aveva provato a operare un atteggiamento distensivo e Trump sembrava aver dato una minima sponda per una riapertura dei canali tra Washington e uno dei suoi maggiori alleati. </p>



<p><strong>Resta, però, il dettato di fondo: una strategia Usa che, ad alta voce, dichiara l&#8217;intero continente americano</strong> zona di sicurezza esclusiva degli Usa e zona di pertinenza primaria della proiezione statunitense, con la guerra al &#8220;narcoterrorismo&#8221; come leva. <strong>In nome di questo dossier</strong> Trump ha varato l&#8217;operazione contro il Venezuela per catturare Nicolas Maduro il 3 gennaio, sostenuto gli attacchi ai battelli trasportanti presunti carichi di droga nell&#8217;Oceano Atlantico e nel Pacifico orientale, <strong>cooperato col Messico</strong> per colpire i cartelli e avviato un&#8217;operazione congiunta in Ecuador. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa puntano sull&#8217;avvocato di estrema destra?</h2>



<p>A favore del compatto sostegno della Colombia alla narco-guerra americana si schiera <strong>Abelardo de la Espriella</strong>, candidato del Movimento di Salvezza Nazionale di orientamento conservatore e capo del movimento politico di estrema destra Difensori della Patria. Secondario con lo 0,2% dei voti nelle elezioni del 2022, il Msn è emerso come più credibile forza di opposizione al Pacto Historico in diverse rilevazioni. </p>



<p>Un sondaggio del 4 febbraio dava addirittura De la Espriella al 32% dei consensi al primo turno, un punto sopra Cepeda. Altri sondaggi posizionano quest&#8217;ultimo dal 36 al 38%, dieci punti sopra l&#8217;avvocato di estrema destra che dalla sua ha un&#8217;agenda ultra-liberista in economia, securitaria sul piano interno e, soprattutto, orientata a un rilancio della dura guerra al narcotraffico e <strong>all&#8217;apertura alle operazioni Usa sul suolo colombiano in caso di vittoria.</strong></p>



<p><a href="https://colombiaone.com/2025/11/11/abelardo-de-la-espriella-legalize-narco-money/">Detto &#8220;<strong>El Tigre</strong></a>&#8220;, de la Espriella appare il <strong>candidato ideale degli Usa per consolidare un&#8217;onda conservatrice</strong> in America Latina avviata nel 2023 da <strong>Javier Milei in Argentina</strong>, consolidata dalla netta riconferma di Nayib Bukele in El Salvador l&#8217;anno successivo e <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-jose-antonio-kast-lavvocato-che-sosteneva-pinochet-e-il-nuovo-presidente-del-cile.html">proseguita con le vittorie di <strong>José Antonio Kast</strong></a> in Cile e <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/nasry-tito-asfura-il-trump-dellhonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellamerica-latina.html">Nasry Asfura in Honduras</a></strong> nel 2025. Nel 2026 ci saranno due battaglie decisive: <strong>la Colombia ora, il Brasile a fine anno. </strong>Con Petro e <strong>Luis Inacio Lula da Silva</strong> assediati dalle destre conservatrici filo-Usa, che si propongono di essere i proconsoli locali di quel progetto di sicurezza emisferica caro all&#8217;amministrazione Trump per blindare ciò che resta della leadership Usa sull&#8217;America Latina</p>



<p></p>
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		<title>Colombia, Venezuela e Usa: guerriglia, narcotraffico e sovranità nella nuova crisi sudamericana</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/colombia-venezuela-e-usa-guerriglia-narcotraffico-e-sovranita-nella-nuova-crisi-sudamericana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 17:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=502696</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l’intervento USA in Venezuela, i gruppi armati colombiani rialzano la testa: tra retorica anti-imperialista, droga e bambini soldato, Bogotá è stretta tra Washington e Caracas. La Colombia convive con i gruppi armati dagli anni Sessanta, quando la guerriglia nacque come risposta ideologica a disuguaglianze strutturali, in primis la questione agraria. Oggi quella matrice politica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/colombia-venezuela-e-usa-guerriglia-narcotraffico-e-sovranita-nella-nuova-crisi-sudamericana.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/colombia-venezuela-e-usa-guerriglia-narcotraffico-e-sovranita-nella-nuova-crisi-sudamericana.html">Colombia, Venezuela e Usa: guerriglia, narcotraffico e sovranità nella nuova crisi sudamericana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/02-Panamericana-Cali-Pasto-Colombia-Stefano-Stranges-march-2022-1-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l’intervento USA in Venezuela, i gruppi armati colombiani rialzano la testa: tra retorica anti-imperialista, droga e bambini soldato, Bogotá è stretta tra Washington e Caracas. La <strong>Colombia</strong> convive con i gruppi armati dagli anni Sessanta, quando la guerriglia nacque come risposta ideologica a disuguaglianze strutturali, in primis la <strong>questione agraria</strong>. Oggi quella matrice politica è in larga parte evaporata. Al suo posto domina un’economia di guerra fondata su <strong>narcotraffico, estrazione illegale e controllo territoriale</strong>, che rende i gruppi armati attori criminali prima ancora che rivoluzionari.</p>



<p><strong>Dalla pace mancata alla “Paz Total” fallita</strong></p>



<p>L’accordo del 2016 con le <strong>FARC</strong> avrebbe dovuto segnare una svolta storica. In realtà ha prodotto una frammentazione: dissidenze armate, nuovi cartelli e il rafforzamento dell’<strong>ELN</strong>. La strategia della <strong>“Paz Total”</strong> del presidente <strong>Gustavo Petro</strong>, basata su negoziati paralleli con tutti i gruppi, si è arenata tra dialoghi interrotti, violenze crescenti e crisi umanitarie non gestite. Lo Stato resta assente nelle aree periferiche, lasciando spazio alla legge delle armi.</p>



<p>Il deterioramento dei rapporti tra <strong>Stati Uniti e Colombia</strong> precede l’attacco al Venezuela. La decertificazione americana nella lotta al narcotraffico, le accuse personali contro Petro e il raffreddamento diplomatico mostrano una frattura profonda. Per Washington, la Colombia non è più il partner affidabile del <strong>Plan Colombia</strong> ma un anello debole nella catena di sicurezza regionale.</p>



<p><strong>Il Venezuela come retrovia strategica</strong></p>



<p>Da anni, porzioni dei gruppi armati colombiani operano dal <strong>territorio venezuelano</strong>, sfruttando confini porosi, rotte caraibiche e una storica tolleranza politica. Dissidenze delle FARC ed ELN hanno trovato in Venezuela una <strong>retrovia logistica</strong> ideale. L’intervento militare statunitense di gennaio 2026 ha però cambiato drasticamente il quadro, trasformando il Paese in un nuovo epicentro di tensione armata.</p>



<p>L’operazione americana contro Caracas, giustificata con la lotta al narcotraffico e con l’arresto di <strong>Nicolás Maduro</strong>, ha riattivato una retorica che sembrava sepolta: quella dell’<strong>imperialismo yankee</strong>. Le dichiarazioni dell’ELN e dell’EMC, con appelli alla resistenza armata continentale, indicano un possibile salto di scala: dalla guerriglia locale a una <strong>narrazione regionale del conflitto</strong>.</p>



<p><strong>Petro tra sovranità e realismo</strong></p>



<p>La reazione di Gustavo Petro è stata ambigua ma rivelatrice. Da un lato ha condannato l’attacco come violazione della sovranità venezuelana; dall’altro ha rafforzato il dispositivo militare al confine e riaperto il dialogo con Washington. La telefonata con Trump dell’8 gennaio ha temporaneamente abbassato la tensione, ma non ha risolto il nodo centrale: <strong>chi controlla davvero il territorio colombiano?</strong></p>



<p>Tre scenari restano aperti. Nel primo, i gruppi armati restano in Venezuela e intensificano la pressione anti-USA, esponendo indirettamente la Colombia a ritorsioni diplomatiche o militari. Nel secondo, rientrano in Colombia, rafforzando il controllo territoriale e moltiplicando gli scontri interni. Nel terzo, più grave, colpiscono direttamente interessi statunitensi, costringendo Washington a intervenire senza il consenso di Bogotá.</p>



<p><strong>Il dilemma dei bombardamenti e i bambini soldato</strong></p>



<p>Sul piano interno, la Colombia affronta una questione etica e giuridica esplosiva: i <strong>bombardamenti contro gruppi che reclutano minori</strong>. L’uccisione di bambini soldato nelle operazioni contro l’EMC ha riaperto un dibattito mai risolto. Petro, un tempo critico feroce di queste pratiche, oggi le difende come necessarie secondo il <strong>diritto internazionale umanitario</strong>, sostenendo che rinunciarvi incentiverebbe il reclutamento di minori come scudi umani.</p>



<p>Il paradosso è evidente: un presidente di sinistra, eletto promettendo la fine della guerra, si trova a giustificare strumenti militari che aveva sempre condannato. L’opposizione parla di fallimento dell’intelligence; l’esercito replica che distinguere maggiorenni e minorenni nella giungla è impossibile. In realtà, il problema è strutturale: <strong>finché lo Stato non sostituisce i gruppi armati nei territori</strong>, la guerra continuerà a divorare anche i più giovani. La crisi colombiana non è più solo interna. È intrecciata con il futuro del <strong>Venezuela post-Maduro</strong>, con la strategia antidroga degli Stati Uniti e con la capacità dell’America Latina di sottrarsi a una nuova stagione di conflitti per procura. In questo contesto, i gruppi armati non sono un residuo del passato, ma un <strong>fattore attivo della geopolitica regionale</strong>, pronti a sfruttare ogni vuoto di potere.</p>
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		<title>&#8220;Cuba sarà la prossima&#8221;: dopo il Venezuela, l’allarme di Aleida Guevara e Mariela Castro</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cuba-sara-la-prossima-dopo-il-venezuela-lallarme-di-aleida-guevara-e-mariela-castro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 00:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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<p>Aleida Guevara March e Mariela Castro Espín condannano con rabbia l'operazione militare Usa che ha portato al sequestro di Nicolás Maduro.</p>
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<p>«Ciò che è accaduto in <strong>Venezuela</strong> non ha precedenti. È una mancanza di rispetto verso i popoli, la sovranità, la dignità degli esseri umani. Quando gli è stato riconosciuto e chi glielo ha riconosciuto agli Stati Uniti il diritto di intervenite in un altro Paese? Chi gli ha detto a questo presidente che ha il diritto o la missione di agire in questo modo? È una mancanza di rispetto prima di tutto nei confronti del suo paese. <strong>Non ha chiesto il permesso né al Senato né a nessuno. </strong>Se ne è strafottuto di tutti! E peraltro non c’è stata una seria reazione negli Stati Uniti su quanto è accaduto. Il Senato è rimasto tranquillo come se fosse tutto normale. Ciò è del tutto inaudito».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="649" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/36.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-1024x649.jpeg" alt="" class="wp-image-502116" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/36.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-1024x649.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/36.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/36.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-768x487.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/36.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-1536x974.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/36.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-600x380.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/36.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Con queste parole e con voce tremante per rabbia e dolore, <strong>Aleida Guevara March</strong>, figlia di <strong>Ernesto Che Guevara</strong> e <strong>Aleida March</strong>, commenta l’operazione della DEA, avvenuta lo scorso 3 gennaio e conclusasi con il sequestro del presidente <strong>Nicolás Maduro Moros</strong>, che si colloca all’interno di un’azione militare più ampia su obiettivi sensibili fra le aree di Caracas, La Guaira e Aragua. «Cuba sarà la prossima a cadere», ha detto il presidente degli Stati Uniti d’America <strong>Donald Trump</strong> con tono cinico e criminale. Ha detto lo stesso del Messico, della Colombia, e adesso della Groenlandia. Nel frattempo, <strong>Gustavo Petro</strong>, il presidente colombiano, e <strong>Claudia Sheinbaum Pardo,</strong> la presidente messicana, hanno avuto una conversazione telefonica con lui per calmare le acque.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="674" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/33.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-1024x674.jpeg" alt="" class="wp-image-502113" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/33.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/33.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/33.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-768x505.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/33.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-1536x1010.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/33.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-600x395.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/33.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>«Chi gli ha dato il diritto di ammazzare chi vuole e fare ciò che vuole nel mondo senza che nessuno gli dica nulla. Siamo alle porte di una terza guerra mondiale e sarebbe anche l’ultima per l’umanità, non so se ci stiamo rendendo conto. Ma veramente quest’uomo crede che il popolo venezuelano resti impassibile o che lo permetta il resto del mondo? È accaduto in Venezuela ma potrebbe accadere in qualsiasi altro posto. <strong>L’indignazione che ho è forte perché penso a come il mondo possa accettare una cosa del genere senza reagire</strong>», continua Aleida e conclude: «Abbiamo un altro Hitler al potere, è ciò che si sta cercando forse. Siamo arrabbiati e lo stiamo dimostrando. E continueremo a manifestare la nostra rabbia fin quando Maduro non torna a casa».</p>



<p>A <strong>Cuba è lutto nazionale per la caduta di 32 agenti scelti delle Forze armate rivoluzionarie cubane nei raid statunitensi</strong>, che si trovavano a Caracas &#8211; come dichiara il governo dell’isola &#8211; per compiere missioni in rappresentanza dell’esercito e del Ministero dell’Interno su richiesta di organi conformi da parte del Paese venezuelano. Anche Trump lo dichiara, in maniera sprezzante, che i militari cubani sono stati ammazzati mentre tentavano di proteggere il presidente Maduro.</p>



<p>«Stiamo vivendo un momento molto complesso e doloroso. Come donna, come madre &#8211; e come immagino tutte le madri si sentano in questo momento -, sono affranta. E lo siamo tutti per l’aggressione militare degli Stati Uniti contro la sovranità venezuelana, in cui hanno perso la vita i nostri militari cubani e i venezuelani, che ha poi portato al sequestro di Nicolás Maduro Moros e sua moglie <strong>Cilia Flores,</strong> e per le minacce alla nostra sovranità popolare», dice <strong>Mariela Castro Espín</strong>, figlia di Raúl e di Vilma Espín Guillois, parlamentare cubana, attivista per i diritti LGBTQ+ e direttrice del Cenesex (Centro nacional de educación sexual).</p>



<p>«È una situazione molto complessa perché <strong>non solo genera incertezza riguardo al diritto internazionale ma mette anche il mondo in pericolo</strong> perché in questo modo si giustificherebbe qualsiasi altro atto compiuto nei confronti di un Paese sovrano. Il presidente degli Stati Uniti si sente l’imperatore del mondo giacché sono tanti i codardi, gli opportunisti, soprattutto fra i politici dell’Unione Europea, che non lo fermano ma che invece si subordinano a tutte le sue esigenze, quindi, quest’uomo &#8211; figura patetica e pericolosa -, fa ciò che vuole calpestando il diritto internazionale e il sistema delle Nazioni Unite, due conquiste importanti dell’umanità dopo la Seconda guerra mondiale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="752" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/35.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-1024x752.jpeg" alt="" class="wp-image-502115" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/35.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-1024x752.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/35.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-300x220.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/35.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-768x564.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/35.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-1536x1128.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/35.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane-600x441.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/35.-Cuba-LAvana-Cenesex-Mariela-Castro-direttrice-del-centro-e-parlamentare-cubana-figlia-di-Raul-Castro-e-Vilma-Espin-fondatrice-della-Federazione-delle-donne-cubane.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tutti quelli che si oppongono ai loro interessi e ai loro folli obiettivi <strong>vengono accusati di terrorismo, ma lo stato più terrorista di sempre sono proprio loro insieme all’ente coloniale di Israele</strong> che persegue gli interessi imperialistici in quella regione del mondo che gli inglesi chiamarono Medio Oriente con un chiaro criterio coloniale, ma che è realmente Asia Occidentale».</p>



<p>Mentre arrivano i feretri dei 32 militari cubani e i militari feriti, Donald Trump definisce “fantastica” la presidente incaricata del Venezuela <strong>Delcy Rodríguez</strong>, ex vicepresidente del governo Maduro, e riceve in dono la medaglia del Premio Nobel per la Pace dalla leader dell’opposizione venezuelana <strong>María Corina Machado</strong>, beneficiaria del titolo norvegese, recatasi in visita alla Casa Bianca.</p>



<p><strong>«Dove ci sono le risorse naturali, c’è l’imperialismo statunitense»</strong> &#8211; continua Mariela Castro -, «tutto ciò che loro desiderano non lo negoziano ma vanno a prenderselo. E se protesti ti sequestrano, se lo impedisci ti ammazzano. Chissà cosa accadrà adesso in Groenlandia. Stanno minacciando tutti e nessuno fa niente. La risposta di Cuba alle aggressioni permanenti degli Stati Uniti è multipla: siamo uniti attorno ai principi e al progetto della rivoluzione socialista, ma essere uniti vuol dire anche discutere internamente delle nostre contraddizioni e degli elementi che ci servono per poter migliorare la nostra resistenza. Oltre a subire da più di sessant’anni il blocco economico-finanziario e commerciale imposto dagli Stati Uniti, e per cui affrontiamo anche una narrazione mediatica distorta, abbiamo subìto anche la guerra biologica perché ci hanno introdotto virus patogeni nell’agricoltura, negli allevamenti e negli umani, azioni che sono state da loro ammesse e confermate».</p>



<p>Una piccola isola come Cuba, che già vive una drammatica crisi energetica e economica, e che cerca in ogni modo di sopravvivere e resistere, si prepara a difendere la propria sovranità. Il costo in vite umane che hanno pagato i cubani nei raid statunitensi su Caracas è alto. «Le nostre forze armate sono preparate, il nostro Ministero dell’Interno è preparato, il popolo è preparato. <strong>Come quando Reagan voleva invadere Cuba, ci prepariamo a un nuovo attacco.</strong> Siamo ormai abituati ad affrontare il potere coloniale, neocoloniale e l’imperialismo statunitense. Come abbiamo appreso dal nostro comandante Fidel Castro, Cuba non si arrende e con l’imperialismo non si fanno affari. “Non si mostrano né paure né debolezze all’imperialismo. Noi possiamo avere un dialogo con tutti ma i principi non si negoziano, men che meno quelli della sovranità e della solidarietà fra i popoli”.</p>



<p>E lo diceva anche il Che: “Non possiamo fidarci dell’imperialismo”. E avevano ragione perché il basso livello culturale, di decenza, di eleganza, di etica che ha il governo statunitense incarnati soprattutto nel presidente e nel segretario di Stato, sono così bassi che non si può avere un dialogo con loro. Il nostro popolo ha una cultura, una storia, una dottrina, il nostro popolo ha diritti e leggi costituzionali per cui non possiamo permettere a questi personaggi di macchiare la nostra sovranità e le nostre libertà», continua Mariela.</p>



<p>Cuba non è solo un capriccio di Donald Trump per completare le sue aree di influenza politica. <strong>Cuba possiede un rilevante numero di giacimenti minerari. </strong>Secondo le statistiche dell’US Geology Survey, l’isola caraibica dispone delle seconde riserve di nichel e cobalto a livello mondiale dopo l’Australia, localizzate nella parte orientale del paese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/37.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-1024x653.jpeg" alt="" class="wp-image-502118" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/37.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-1024x653.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/37.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-300x191.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/37.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-768x490.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/37.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-1536x980.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/37.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March-600x383.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/37.-Cuba-LAvana-Centro-de-estudios-Che-Guevara-Aleida-Guevara-March-pediatra-figlia-di-Ernesto-Che-Guevara-e-Aleida-March.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>«<strong>Gli Stati Uniti hanno un modo pericoloso di influenzare l’opinione pubblica</strong>, giustificano ogni loro azione con parole come liberazione, risoluzione dei conflitti, che sono falsità perché dietro a queste mosse ci sono degli obiettivi precisi. <strong>Hanno inventato che il Venezuela era un narcostato e che Maduro era un narcotrafficante perché a loro interessava il petrolio. </strong>Alcuni analisi sostengono che gli Stati Uniti hanno una riserva di petrolio per altri sei anni mentre il Venezuela per altri ottanta. Quindi, loro vogliono il petrolio venezuelano &#8211; Trump lo ha proprio detto -, vogliono il litio e le altre ricchezze che ha questo Paese. Non gli basta ciò che gli è stato permesso legalmente, vogliono di più. In passato sono stati molti gli intellettuali a parlarci del crollo dell’imperialismo. Antonio Gramsci è uno di questi: “Il vecchio mondo muore e il nuovo tarda a nascere, e in questo interregno nascono i mostri”, così dicendo sottolineava l’importanza dell’intelletualità di massa e della cultura come arma per trasformare la crisi in rivoluzione, combattendo l’indifferenza e costruendo una nuova “città futura” di cittadini consapevoli e attivi, non semplici spettatori.», conclude Mariela Castro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cuba-sara-la-prossima-dopo-il-venezuela-lallarme-di-aleida-guevara-e-mariela-castro.html">&#8220;Cuba sarà la prossima&#8221;: dopo il Venezuela, l’allarme di Aleida Guevara e Mariela Castro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dopo Maduro, la geografia del crimine si sposta: il Brasile rischia di diventare il nuovo baricentro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dopo-maduro-la-geografia-del-crimine-si-sposta-il-brasile-rischia-di-diventare-il-nuovo-baricentro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 11:56:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="803" height="573" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Brasile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco.jpg 803w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<p>La caduta di Nicolas Maduro per opera degli americani spinge il crimine organizzato lungo vuole rotte. Il ruolo di Ivan Mordisco. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="803" height="573" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Brasile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco.jpg 803w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/mordisco-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<p>La <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-anche-gli-sportivi-si-esprimono-sulla-caduta-di-maduro.html">caduta di Nicolás Maduro</a> ha prodotto un effetto immediato, quasi meccanico: quando salta un potere che per anni ha garantito protezioni, corridoi e “regole” non scritte, <strong>le reti criminali non si dissolvono. Si riorganizzano.</strong> E spesso lo fanno spostando uomini, capitali e rotte dove lo Stato è più poroso e dove il territorio offre copertura naturale. È in questo quadro che si inserisce il video, diventato virale, di Nestor Gregorio Vera Fernandez, alias <strong>Ivan Mordisco</strong>, capo delle fazioni dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia: un appello a una tregua e a un vertice tra gruppi armati rivali, con l’obiettivo dichiarato di coordinare un fronte comune “contro l’imperialismo statunitense”.</p>



<p>La cornice ideologica serve soprattutto da collante simbolico. La sostanza, per chi legge la regione con l’occhio della sicurezza, è un’altra: <strong>Mordisco sta suggerendo una razionalizzazione del “mercato” armato</strong>, un tentativo di ridurre la guerra interna tra fazioni per proteggere flussi e rendite. L’evocazione di Simón Bolívar è il richiamo a un’identità condivisa; il vero cemento, come sempre, sono cocaina, oro illegale, estorsioni e controllo territoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il Brasile diventa la preda naturale</h2>



<p>Secondo analisti regionali, anche un’alleanza parziale tra i gruppi citati sarebbe <strong>un moltiplicatore di rischio soprattutto per il Brasile.</strong> Non per ragioni ideologiche, ma per geografia e per convenienza: l’Amazzonia è un labirinto di fiumi, confini lunghi e difficili da presidiare, comunità vulnerabili, economie informali che possono essere catturate. Se i guerriglieri colombiani rientrano dal Venezuela verso la Colombia, come indicano fonti militari vicine a <strong>Gustavo Petro</strong>, la domanda è semplice: dove vanno le strutture logistiche, i contatti, le rotte, i “professionisti” del traffico? <strong>Una parte può migrare verso il Brasile</strong>, dove esistono già reti pronte ad assorbire competenze e manodopera.</p>



<p>Il nodo è che il crimine brasiliano non è più locale da tempo. Il Comando Vermelho, nato a Rio de Janeiro, è attivo in numerosi Stati e si muove come un’impresa armata: controlla piazze, impone regole, negozia e combatte. La sua collaborazione con segmenti delle FARC ha radici almeno dagli anni Duemila: i colombiani offrivano laboratori, protezione e rotte; i brasiliani garantivano l’accesso a mercati interni e distribuzione. È una divisione del lavoro criminale, efficace e replicabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Amazzonia, corridoi fluviali e guerra tra fazioni</h2>



<p>Un rapporto dell’International Crisis Group del 2024 ha già descritto il rafforzamento dell’intesa tra Comando Vermelho e il Fronte Carolina Ramirez, dissidenza attiva lungo il fiume Caquetá. Il gruppo si è evoluto: da predazioni minori a controllo del territorio, fino a vietare accessi in aree protette come il Parco Nazionale Rio Pure. Dal 2023 emerge poi una struttura più mirata, <strong>il Fronte Amazonas, specializzato in droga ed estorsione dei cercatori d’oro illegali.</strong> Un dettaglio decisivo: tra i membri compaiono cittadini brasiliani e le operazioni arrivano nel comune di Japurá, nello Stato di Amazonas, snodo strategico per il traffico fluviale. Da lì la cocaina viaggia lungo il Solimões verso Manaus e oltre.</p>



<p>L’Alto Solimões è diventato uno dei grandi corridoi del narcotraffico internazionale in Amazzonia, e quindi un campo di battaglia tra Comando Vermelho e Primeiro Comando da Capital. Quando due “marchi” armati competono, la violenza non è un effetto collaterale: è uno strumento di controllo del mercato. E qui entra un fattore spesso sottovalutato: la fragilità sociale. Secondo il Forum brasiliano sulla sicurezza pubblica, l’area presenta vulnerabilità altissime, popolazioni in larga parte indigene, dipendenza da sussidi statali, reclutabilità elevata. <strong>Dove lo Stato è debole e la sopravvivenza è precaria,</strong> il crimine offre reddito, protezione, identità, e si compra consenso con la stessa facilità con cui compra silenzio.</p>



<p>Il collasso della Familia do Norte, che fino al 2018 dominava la regione, ha lasciato un vuoto riempito dalle grandi fazioni nazionali. È la dinamica tipica: un attore locale cede, entrano soggetti più strutturati, con più capitale e più armi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari economici: coca, oro e riciclaggio</h2>



<p>La criminalità regionale non vive solo di droga. L’oro illegale è una seconda banca, spesso più utile perché facilmente riciclabile. In Roraima cresce la pressione sulle miniere clandestine e si registra la presenza del gruppo venezuelano Tren de Aragua, che aggiunge violenza e organizzazione predatoria. Le operazioni federali contro il traffico d’oro avrebbero smantellato una rete con valori stimati enormi e con canali di riciclaggio verso il Venezuela e l’Arco Minerario dell’Orinoco. Qui l’economia illegale incontra la geoeconomia:<strong> l’oro, una volta “ripulito”, entra nel circuito globale e diventa capitale apparentemente legittimo.</strong></p>



<p>Sul versante venezuelano, per anni la cocaina è stata stoccata nello Stato di Apure sotto protezioni legate al cosiddetto Cartello dei Soli, con collegamenti anche a piloti brasiliani e figure come <strong>Paulo Jones da Cruz Flores</strong>, arrestato nel 2014 e condannato a una pena pesantissima. Se cambia il quadro politico a Caracas, cambiano le protezioni: e i flussi cercano nuove piste. Dal 2024, secondo l’articolo, aumentano gli aerei intercettati dall’Aeronautica brasiliana provenienti dal Venezuela, soprattutto tra Roraima e Amazonas, aree abitate anche dal popolo Yanomami. Il segnale è chiaro: la rotta aerea cresce quando quella terrestre o politica diventa più incerta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La frontiera come teatro permanente</h2>



<p>Per il Brasile la questione non è solo di polizia. È un problema di controllo di frontiera e di sovranità effettiva: territori enormi, densità bassa, logistica difficile. Le forze di sicurezza possono colpire singole reti, ma l’ecosistema si rigenera se non si controllano corridoi e finanza. Inoltre, la competizione tra fazioni tende a trasformare aree periferiche in teatri permanenti, dove lo Stato entra solo con operazioni episodiche e poi si ritira. Il crimine, invece, resta.</p>



<p><strong>L’elemento emergente è il fentanyl.</strong> Il sequestro di fiale in Colombia nel 2025, sottratte a ospedali e usate anche per circuiti illegali, indica un possibile slittamento verso sostanze più redditizie e più devastanti. Le prime pillole intercettate a Manaus nel 2023, con destinazione Europa, suggeriscono un’altra tendenza: il Brasile non è solo mercato, è piattaforma logistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla crisi venezuelana al riassetto regionale</h2>



<p>L’effetto Maduro, in questa lettura, è un acceleratore. Il Venezuela era un territorio di transito e stoccaggio, con apparati che, per corruzione o per convenienza, garantivano protezione. Il suo collasso politico ridisegna la mappa: spinge gruppi armati e traffici verso aree dove esistono già grandi organizzazioni e dove l’Amazzonia offre copertura, risorse e vie d’acqua. In altre parole, <strong>la frontiera Nord del Brasile rischia di diventare il nuovo “centro” operativo della criminalità </strong>sudamericana perché concentra tutto: rotte, oro, droga, comunità vulnerabili, e la presenza di fazioni capaci di fare sistema con attori stranieri.</p>



<p>Il video di Ivan Mordisco, più che una chiamata ideologica, suona come un tentativo di coordinamento industriale del crimine. Se quel coordinamento prende forma, anche solo in segmenti, la sfida per Brasilia non sarà reprimere un’ondata, ma impedire che la criminalità trasformi l’Amazzonia in una piattaforma stabile, capace di assorbire la crisi venezuelana e convertirla in potere armato e denaro.</p>
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		<title>Trump invita Petro alla Casa Bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-invita-petro-alla-casa-bianca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 18:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump invita Petro alla Casa Bianca" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump e il presidente della Colombia Gustavo Petro hanno parlato un'ora al telefono e, al termine della conversazione, quest'ultimo è stato invitato alla Casa Bianca</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump invita Petro alla Casa Bianca" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/petro-trump-e1767895131789.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una telefonata distensiva dopo le brutali minacce: Trump e il presidente della Colombia Gustavo Petro hanno parlato un&#8217;ora al telefono e, al termine della conversazione, quest&#8217;ultimo è stato invitato alla Casa Bianca. Passo distensivo che Petro, parlando in pubblico, ha voluto estendere a Caracas, spiegando che, in precedenza, aveva invitato in Colombia la nuova presidente Delcy Rodríguez e che intende dar vita a un &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=STxrHQIGQn4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dialogo tripartito</a>&#8221; tra quest&#8217;ultima, Trump e lui, aggiungendo che spera che ciò possa estendersi a livello globale.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=STxrHQIGQn4"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-PETRO-TRUMP-1024x587.jpg" alt="" class="wp-image-80024"/></a></figure>



<p>Suo scopo, ha spiegato, è quello di cercare di stabilizzare anzitutto il Venezuela che, oltre alle minacce e alle pressioni statunitensi, deve far fronte alle spinte destabilizzanti interne, alimentate dai neocon statunitensi e dai loro vassalli europei, volte a far cadere il governo chavista sopravvissuto al rapimento di Maduro e a intronizzare la premio Nobel per la pace Maria Corina Machado, che Trump ha subito confinato in un angolo.</p>



<p>Imprevedibile Trump, che con questa mossa ha spiazzato tutti, sia i suoi antagonisti sinceri, che giustamente hanno difeso le ragioni del Venezuela e del diritto internazionale, che quelli meno sinceri, ai quali del destino del Venezuela e del diritto internazionale non importa nulla &#8211; anzi nel segreto si rallegrano per la rimozione del &#8220;dittatore&#8221; Maduro e si rattristano per l&#8217;esclusione della Machado &#8211; ma che stanno usando la crisi per chiudere in un angolo il presidente Usa.</p>



<p>Ma soprattutto, Trump ha spiazzato i neocon, sicuri che le sue roboanti minacce gli avrebbero aperto nuovi orizzonti di gloria e di guerra in America latina. Già, perché, come l&#8217;aggressione al Venezuela era rivolta a tutto il Sud America non prono a Washington, lo è anche questa mossa distensiva.</p>



<p>Da vedere se l&#8217;incontro tra Petro e Trump, sempre che non salti, oltre a chiudere la querelle tra i due presidenti, riuscirà davvero a conseguire dei benefici per il Venezuela, i cui destini restano in bilico.</p>



<p>Sul tema Caracas si può notare che, se da una parte le brutali minacce che Trump sta rivolgendo alla vicepresidente venezuelana e al suo Paese suonano brutali e inaccettabili, allo stesso tempo hanno come esito provvisorio quello di rendere meno insicuro il governo.</p>



<p>Le opposizioni, infatti, la destra fascista che fa riferimento alla Machado e al suo padrino politico Edmundo González Urrutia, alleati del Likud di Netanyahu nonostante il genocidio dei palestinesi e ambedue insigniti nel 2024 del &#8220;<a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20241017IPR24738/maria-corina-machado-e-edmundo-gonzalez-urrutia-vincono-il-premio-sacharov-2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Premio Sacharov per la libertà del pensiero</a>&#8221; &#8211; il più alto riconoscimento dell&#8217;Unione Europea per la difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali &#8211; si è mostrata all&#8217;opinione pubblica venezuelana e al mondo per quel che è: una risorsa dei loro padroni esteri, pronta a giubilare per le bombe sganciate sul proprio Paese e a consegnare tutte le ricchezze della nazione agli Stati Uniti. E più Trump minaccia, più la maschera vien giù.</p>



<p>Peraltro, avendo gli States escluso la necessità di tenere elezioni &#8211; dal momento che, come ha detto Trump, &#8220;governeremo noi&#8221;, tramite ovviamente il governo in carica &#8211; tali opposizioni non possono nemmeno sperare di prendere il potere tramite voto popolare.</p>



<p>Certo, potrebbero tentare di giungervi attraverso una cooptazione o un giro di vite sollecitato da Washington, ché l&#8217;idea che gli Usa possano avere rapporti proficui con un governo bolivariano sembra assurda dato l&#8217;anticomunismo intransigente dei repubblicani (un anticomunismo a banda larga, va specificato, che vede mezzo mondo sotto tale specie).</p>



<p>Ma sul punto va ricordato, ad esempio, il recente incontro tra Trump e il neo-sindaco di New York, il socialista Zohran Mamdani, durante il quale il primo si è profuso in elogi per il secondo (il fatto che Mamdani fosse ostile a Maduro non inficia la sottolineatura del bizzarro connubio).</p>



<p>In aggiunta, si può riesumare un recente passato, precedente all&#8217;era Trump ma prolungato nel corso delle sue presidenze, cioè l&#8217;alleanza stabilita con il Pkk siriano, decisamente comunista. Insomma, al di là delle etichette, anche a Washington, e più che altrove, gli interessi geopolitici, gli affari e i soldi pesano più degli ideali, peraltro branditi a tali scopi.</p>



<p>Al di là della digressione &#8211; che vale per il breve ché viviamo in tempi più che mutevoli &#8211; resta, appunto, questo appeasement momentaneo tra Trump e Petro. Si spera che possa dare frutti reali anche per Caracas. Peraltro, se ciò avverrà, non solo salverà il Venezuela dal disastro incombente, ma lo stesso Petro, dal momento che rilancerà la sua immagine in vista delle elezioni presidenziali di maggio prossimo, nelle quali non sembra favorito.</p>



<p>Infine una considerazione a margine: Petro, insieme al premier spagnolo Sanchez, è forse il leader politico che più si è speso per la causa palestinese e per questo è il più inviso al governo israeliano e ai suoi sostenitori yankees. L&#8217;invito alla Casa Bianca non sarà certo passato inosservato a questi ambiti, di certo irritati per la mossa dell&#8217;imperatore. Considerazione che serve anche a ribadire che l&#8217;asserita bromance Trump-Netanyahu è più mediatica e forzosa che sostanziale.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
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Object Caching 56/574 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
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