La cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti sta facendo discutere pure il mondo dello sport venezuelano, dopo che già durante le proteste del 2024 alcuni noti calciatori avevano espresso solidarietà con la popolazione. Come in quel caso, oggi prevalgono messaggi di gioia e speranza per il futuro del Paese sudamericano, sebbene il suo prossimo assetto politico resti estremamente nebuloso.
Le reazioni degli atleti alla fine di Maduro
Tra i più espliciti c’è di sicuro José Contreras, portiere del Barcelona SC, nel campionato dell’Ecuador. Dopo le notizie arrivate da Caracas, il giocatore ha pubblicato su Instagram una storia con la frase “Viva il Venezuela libero”, applaudendo dunque l’arresto di Maduro.
Sulla stessa linea l’ex difensore Gabriel Cichero, che ha avuto esperienze anche in Francia e Svizzera (e 4 presenze con il Lecce, nel 2006), e Cristian Toro, canoista di cittadinanza spagnola nato in Venezuela, medaglia d’oro a Rio 2016. Ender Inciarte, giocatore di baseball dei New York Yankees, il 3 gennaio si è limitato a pubblicare su X la bandiera nazionale, ma le sue opinioni su Maduro sono note: dopo le elezioni del 2024, espresse il proprio disappunto per la rielezione dell’ormai ex Presidente.
Pure due note voci dello sport internazionale che hanno celebrato il cambio di potere a Caracas sono in realtà degli stranieri: il pilota messicano di Formula 1 Sergio Pérez e il calciatore colombiano del Pisa Juan Cuadrado. Il pilota al volante della Cadillac, secondo classificato nel Mondiale del 2023, ha inviato un abbraccio e le sue preghiere ai venezuelani con un messaggio sui social, usando lo slogan “Venezuela libero”. L’ex difensore di Juventus e Inter, invece, ha scritto: “L’attesa è stata lunga. Venezuela libero!”.
Un’altra voce senza dubbio significativa nel calcio è arrivata dall’Italia, ovvero quella di Paolo Maldini, ex difensore azzurro e leggenda del Milan. Maldini ha pubblicato su Instagram diverse storie per celebrare la caduta di Maduro: in una c’è un discorso di María Corina Machado, leader dell’opposizione e Premio Nobel per la Pace, mentre nelle altre due ci sono scene di festa per le strade. Maldini è sposato con l’ex modella italo-venezuelana Adriana Fossa, che proviene da una facoltosa famiglia di Caracas.
Sono rare le voci di chi ha preso le difese di Maduro o, comunque, ha criticato l’operazione condotta dagli Stati Uniti. Stefany Hernández, ciclista medaglia di bronzo ai Giochi di Rio de Janeiro, ha rassicurato i suoi fan sui social nelle ore dell’attacco, scrivendo dei messaggi per la pace: “Venezuela in pace. No alla guerra. Peace4Ever”.
C’è poi chi, come la calciatrice Bárbara Sánchez, sotto contratto con l’Universidad de Chile, ha espresso prima di tutto preoccupazione per il futuro del suo Paese, dove ancora vivono i suoi famigliari. “Non so se le cose miglioreranno o peggioreranno. – ha detto, intervistata da Radio ADN – Dovrei essere felice perché hanno cacciato Maduro, che è stato un dittatore, ma non mi sento felice. Non ci sono garanzie che la mia famiglia e il mio Paese staranno bene. Non posso dire che siamo liberi, per me non è così“.

Il rapporto complicato tra Maduro e lo sport
Ha pubblicato un post anche la calciatrice Deyna Castellanos, che gioca nei Portland Thorns ed è una delle figure più conosciute del calcio venezuelano. Già per il suo impegno in favore dei diritti delle donne, nel 2024 aveva contestato la legittimità dell’elezione di Maduro, ma non si è ancora espressa sulla sua deposizione. In un post su Instagram, Castellanos ha celebrato la fine dell’epoca di Maduro e ha scritto che “continueremo a lavorare per il miglior Paese possibile”, concludendo il suo messaggio con “Viva il Venezuela libero!”.
Non si è invece ancora espresso Juan Arango, ex centrocampista con una lunga carriera con Maiorca e Borussia Mönchengladbach, autentica leggenda del calcio locale. Nel 2017 era stato apertamente molto critico verso Maduro, accusandolo su Instagram di mentire riguardo all’uccisione dello studente David Vallenilla, ucciso nel corso delle proteste di quell’anno. Tuttavia, lo scorso settembre Arango e un altro ex calciatore, Renny Vega, erano finiti nel mirino delle critiche dell’opposizione venezuelana per un incontro con Freddy Bernal, governatore dello stato di Táchira e stretto collaboratore prima di Hugo Chávez e poi di Maduro.
In generale, il rapporto tra il governo venezuelano e gli sportivi non è mai stato ottimale. Gli atleti più noti del Paese giocano tradizionalmente all’estero, o a calcio o a baseball – i due sport più amati dalla popolazione locale – e, quando si sono espressi sulla politica, lo hanno fatto in maniera critica verso il potere.
Lo si è visto durante le già citate proteste seguite alle elezioni del 2024, alle quali alcuni calciatori (Nahuel Ferraresi, Telasco Segovia, Jon Aramburu) avevano invitato la popolazione a partecipare. Dopo la contestata vittoria di Maduro, altri noti giocatori come Jefferson Savarino, Alexander González, Salomón Rondón, Yeferson Soteldo e Yangel Herrera avevano dato il proprio supporto alla popolazione scesa nelle strade di Caracas.

