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	<title>Assimi Goita Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Sep 2026 04:46:41 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Assimi Goita Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Mali, islamisti all&#8217;attacco: incursioni contro le basi e &#8220;guerra delle cisterne&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mali-islamisti-allattacco-incursioni-contro-le-basi-e-guerra-delle-cisterne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 04:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mali" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Islamisti all'assalto in Mali, con il campo di battaglia spostato oramai sulle strade da cui passano i camion colmi di carburante</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-islamisti-allattacco-incursioni-contro-le-basi-e-guerra-delle-cisterne.html">Mali, islamisti all&#8217;attacco: incursioni contro le basi e &#8220;guerra delle cisterne&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mali" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono gli attacchi diretti contro obiettivi militari, tra caserme e basi colpite, ma ci sono anche quelli volti a togliere il respiro alla già fragile economia: il <strong>Jnim</strong>, la cui sigla rimanda al più pericoloso gruppo islamista presente nel Mali, <strong>mira ad assediare Bamako e non soltanto a livello militare.</strong> La strategia è quella di stringere il cappio anche da un punto di vista economico, con gli islamisti che oramai da mesi prendono di mira cisterne e mezzi che riforniscono di carburante la capitale. L&#8217;offensiva contro la giunta militare di <strong>Assimi Goita</strong>, al potere dal golpe del 2021, è portata avanti quindi su più fronti e più direzioni. Alcuni episodi accaduti negli ultimi giorni potrebbero far presagire un ulteriore salto di qualità della guerriglia, mentre il governo deve guardarsi anche dalle attività a nord dei gruppi combattenti dei Tuareg. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli attacchi degli ultimi giorni </h2>



<p>Gli episodi più clamorosi, in grado di suscitare parecchia impressione in una popolazione già di per sé purtroppo abituata alla guerra, hanno riguardato gli assalti frontali del Jnim contro le caserme. <strong>Il 7 settembre</strong> scorso, in un&#8217;area della strategica regione di <strong>Mopti</strong>, un&#8217;imboscata ha ucciso almeno 11 persone. Tra le vittime, almeno 7 erano miliziani <strong>Dozo</strong>, uno dei gruppi alleati di Bamako in funzione anti islamista. Le altre 4 vittime facevano invece parte del contingente russo dell&#8217;<strong>Africa Corps</strong>, comprendente gli ex contractors della Wagner e assorbiti adesso dalle strutture del ministero della Difesa di Mosca. Tra Russia e Mali esiste infatti da diversi anni un accordo che prevede la presenza degli <strong>ex Wagner</strong> per dare manforte all&#8217;esercito locale. Al contrario, nei vari assalti del Jnim sempre più spesso si contano anche vittime con cittadinanza russa. Come accaduto il 10 settembre nell&#8217;episodio più grave che ha coinvolto le forze di Bamako negli ultimi mesi, quello cioè riguardante l&#8217;attacco dei miliziani islamisti contro la base militare di Dioura.</p>



<p><a href="https://www.arabnews.com/world/mali-attack-last-week-killed-dozens-of-soldiers-5-russian-mercenaries-3001688">Qui a perdere la vita sono stati almeno 50 soldati maliani e 5 russi dell&#8217;Africa Corps</a>. Una strage di militari provocata da un assalto frontale e improvviso del Jnim contro il perimetro della base. Il bilancio non è stato reso ufficiale da Bamako, ma secondo l&#8217;<em>Afp</em> è quello più verosimile. C&#8217;è infatti chi parla anche di almeno 80 vittime, mentre fonti locali hanno riferito di decine di soldati presi come prigionieri. Video apparsi su X, hanno mostrato i combattenti jihadisti camminare all&#8217;interno della base per rivendicarne il possesso. Adesso la struttura sarebbe ritornata nelle mani dell&#8217;esercito, ma appare oramai distrutta e inutilizzabile. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Mali 🇲🇱<br><br>Une partie des dizaines de soldats maliens capturés lors de l&#39;attaque de la caserne de Dioura par le JNIM, le 10 septembre 2026.<br><br>Selon des sources locales, le nombre de prisonniers pourrait atteindre 70 soldats. Ces mêmes sources avancent également le bilan de 130… <a href="https://t.co/uT2zN1Ve31">https://t.co/uT2zN1Ve31</a> <a href="https://t.co/Ac3sNxY2jR">pic.twitter.com/Ac3sNxY2jR</a></p>&mdash; Sahel Alerte (@SahelAlerte) <a href="https://x.com/SahelAlerte/status/2099482844061942139?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La morsa economica</h2>



<p>Dioura non è stata ripresa dai maliani e dai russi grazie a una controffensiva. Al contrario, sono stati i combattenti islamisti a lasciare l&#8217;area. Circostanza che potrebbe apparire come un paradosso, ma che in realtà svela semplicemente quella che è la tattica jihadista applicata in Mali. <strong>Il Jnim, in particolare, non punta a un controllo del territorio</strong> sulla falsariga di quanto attuato dallo Stato Islamico tra Siria e Iraq lo scorso decennio. L&#8217;obiettivo cardine è quello di <strong>attuare attacchi contro obiettivi strategici</strong>, per poi ritirarsi nelle proprie roccaforte. Un modo per <strong>costringere l&#8217;esercito a disperdere le proprie forze </strong>in un&#8217;area territoriale molto vasta, non dare ai militari punti di riferimento ed evitare di dover impiegare centinaia di uomini solo per il controllo di strade e vie di comunicazione. C&#8217;è quindi, di fondo, <strong>la volontà di erodere le forze maliane</strong> progressivamente e mettere sotto <strong>costante pressione </strong>la giunta di Goita.</p>



<p>La stessa modalità di attacchi, come detto in precedenza, non la si vede solo in ambito militare. Al pari di come gli islamisti vogliono erodere progressivamente lo Stato maliano, <strong>allo stesso modo il loro obiettivo è anche quello di piegarne l&#8217;economia.</strong> Per cui, oltre che contro basi e caserme i miliziani rivolgono la propria furia anche contro cisterne e camion carichi di petrolio. Dalle loro basi situate in campi remoti delle regioni centrali e occidentali del Paese, i combattenti del Jnim da oltre un anno assediano le <strong>principali vie di comunicazione provenienti dal Senegal e dalla Costa d&#8217;Avorio</strong>. Da dove cioè scorrono i litri di carburante destinati ad alimentare Bamako.<a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-and-national-security-analysis/jnim-attacks-on-fuel-tanker-convoys-in-western-mali-underline-broader-risks-to-government-and-social-stability"> Secondo il sito <em>Janes.com</em></a>, tra il 13 e il 14 settembre i terroristi sarebbero riusciti a dare alle fiamme qualcosa come 20 autocisterne entrate dal Senegal. Il governo ha minimizzato l&#8217;accaduto, <a href="https://www.fama.ml/bamako-arrivee-de-plus-de-900-camions-citernes-sous-escorte-des-fama">rivendicando di essere riuscito a far arrivare nella capitale almeno 900 autocisterne scortate dall&#8217;esercito</a>. Elemento quest&#8217;ultimo che però, paradossalmente, dà alla popolazione un maggiore senso di insicurezza. Perché, di fatto, oramai tutti a Bamako sanno che la propria sopravvivenza dipende unicamente da quanti camion riescono a sfuggire agli agguati degli islamisti. Circostanza che rafforza la retorica del Jnim e diminuisce la popolarità di Goita.   </p>



<p></p>



<p>Fonti:</p>



<p><a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-and-national-security-analysis/jnim-attacks-on-fuel-tanker-convoys-in-western-mali-underline-broader-risks-to-government-and-social-stability">https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-and-national-security-analysis/jnim-attacks-on-fuel-tanker-convoys-in-western-mali-underline-broader-risks-to-government-and-social-stability</a></p>



<p><a href="https://www.swissinfo.ch/ita/mali%3A-50-soldati-e-5-mercenari-russi-uccisi-in-un-attacco-jihadista/92054672?utm_source=chatgpt.com">https://www.swissinfo.ch/ita/mali%3A-50-soldati-e-5-mercenari-russi-uccisi-in-un-attacco-jihadista/92054672</a></p>



<p><a href="https://www.dakaractu.com/Mali-des-dizaines-de-soldats-tues-dans-l-attaque-du-camp-de-Dioura-par-les-jihadistes-du-Jnim_a275916.html">https://www.dakaractu.com/Mali-des-dizaines-de-soldats-tues-dans-l-attaque-du-camp-de-Dioura-par-les-jihadistes-du-Jnim_a275916.html</a></p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/5/what-to-know-about-the-renewed-coordinated-attacks-across-mali">https://www.aljazeera.com/news/2026/7/5/what-to-know-about-the-renewed-coordinated-attacks-across-mali</a></p>



<p><a href="https://www.fama.ml/bamako-arrivee-de-plus-de-900-camions-citernes-sous-escorte-des-fama">https://www.fama.ml/bamako-arrivee-de-plus-de-900-camions-citernes-sous-escorte-des-fama</a></p>



<p><a href="https://www.arabnews.com/world/mali-attack-last-week-killed-dozens-of-soldiers-5-russian-mercenaries-3001688">https://www.arabnews.com/world/mali-attack-last-week-killed-dozens-of-soldiers-5-russian-mercenaries-3001688</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-islamisti-allattacco-incursioni-contro-le-basi-e-guerra-delle-cisterne.html">Mali, islamisti all&#8217;attacco: incursioni contro le basi e &#8220;guerra delle cisterne&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un elicottero russo Hind abbattuto nel Mali: l&#8217;avanzata della guerriglia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-elicottero-russo-hind-abbattuto-nel-mali-lavanzata-della-guerriglia-e-gli-alleati-francia-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 04:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[mali]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I successi ottenuti dai ribelli  potrebbero prefigurare il fallimento della strategia di penetrazione perseguita da Mosca nel continente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-elicottero-russo-hind-abbattuto-nel-mali-lavanzata-della-guerriglia-e-gli-alleati-francia-e-ucraina.html">Un elicottero russo Hind abbattuto nel Mali: l&#8217;avanzata della guerriglia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane i Tuareg e le formazioni jihadiste del <strong>Mali</strong> hanno condotto una serie di attacchi coordinati contro le posizioni sostenute dalle forze armate della giunta militare guidata dal generale Assimi Goïta a Bamako e dall’Africa Corps inviato dalla Federazione Russa, ottenendo successi in tutto il territorio e <strong>abbattendo un elicottero da attacco Mi-24P “Hind”</strong> operato dall’<strong>Africa Corp</strong>s in un&#8217;azione di guerriglia di rilevante portata – per le capacità dimostrate – che ricorda le spiazzanti vittorie ottenute dai mujaheddin in <a href="https://it.insideover.com/guerra/30-anni-ritirata-armata-rossa-afghanistan.html">Afghanistan</a>.</p>



<p>L’ondata di attacchi sferrati dalle formazioni ribelli – che a quanto pare hanno anche catturato attrezzature militari appartenenti sia alla giunta che alle forze paramilitari russe – riguarda una grande parte del Mali, comprese aree a Est della capitale Bamako, <strong>assaltando un convoglio</strong> che trasportava oltre 200 combattenti russi e più di 100 soldati maliani. Le informazioni, riportate con zelo dalle fonti ucraine che potrebbero fiancheggiare queste formazioni di miliziani in una campagna di guerriglia che ricorda molto le guerre parallele delle guerre mondiali, da Lawrence d’Arabia in poi, mostrano come Mosca, dopo aver perso posizioni rilevanti in Siria, rischi di perdere terreno anche <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-le-milizie-jihadiste-assediano-bamako-lafrica-corp-russo-non-basta.html">terreno nel Mali</a> data l’incapacità di fronteggiare i jihadisti maliani e i gruppi indipendentisti che si sono uniti per rovesciare la giunta militare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">1<a href="https://x.com/hashtag/Mali?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Mali</a> Altra grande offensiva del FLA e di JNIM, simile a quella del 25/04. La città di Anèfif, nel nord, è caduta e le truppe dell&#39;Afrika Korps e delle FAMa che non sono state uccise o catturate hanno ripiegato nella base, che rimane circondata e sotto il controllo dei Tuareg.… <a href="https://t.co/K8KAhGGemn">pic.twitter.com/K8KAhGGemn</a></p>&mdash; Majakovsk (@Majakovsk73) <a href="https://x.com/Majakovsk73/status/2073499217461436775?ref_src=twsrc%5Etfw">July 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Stando a quanto riportato da fonti dirette dell’agenzia <em>Reuters</em>, il gruppo affiliato ad <strong>Al Qaeda Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin</strong> (JNIM), il ramo saheliano di Al-Qaeda, e il gruppo ribelle guidato dai Tuareg, il <strong>Fronte di Liberazione dell’Azawad </strong>(FLA), hanno sferrato attacchi contro posizioni dell’esercito in tutto il Mali a partire dalla fine di aprile, mettendo nel mirino l’aeroporto della capitale Bamako, figure apicali della giunta militare e colpendo ovunque si presenti la possibilità. L’Africa Corps russo sta supportando l’esercito del Mali nella lotta contro le insurrezioni dal 2012. Per anni, i jihadisti del JNIM e i combattenti indipendentisti del FLA hanno nutrito un “<em>odio mortale l’uno per l’altro</em>“, <a href="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2026/07/07/how-malian-jihadists-and-pro-independence-groups-joined-forces-to-overthrow-the-junta_6755235_124.html?srsltid=AfmBOoo3kczdu2PHGBxq0DL-lq1Pd8_nHyVcP7TfP-DfbsE4DA7FaA_M">riporta</a> <em>Le Monde</em>, ma a quanto pare hanno “<em>messo da parte le loro divergenze per affrontare il nemico comune: la giunta militare al potere a Bamako</em>“. A dimostrazione di questo fatto vi sono i successi ottenuti sul campo, che hanno visto <strong>tra gli ultimi obiettivi il convoglio diretto verso la città settentrionale di Anefis,</strong> dove i combattimenti persistono da una settimana, e l’abbattimento di un elicottero d’attacco con lanciarazzi spalleggiabili che dimostrano una “capacità” elevata nel fronteggiare la spedizione russa che, almeno sulla carta, dovrebbe essere meglio addestrata e meglio armata.</p>



<p>Negli ultimi due mesi e mezzo dell’ampia offensiva congiunta, <strong>la nuova formazione ribelle ha conquistato Kidal, nel Nord del Mali, e ucciso il generale Sadio Camara, ministro della Difesa e numero due del regime militare,</strong> sferrando attacchi simultanei contro posizioni nel Nord, nel Centro e nel Sud del Paese, comprese le linee di collegamento che portano alla città di Anéfis, a circa 120 chilometri a Sud di Kidal, dove gli ausiliari russi si sono trincerati in un accampamento militare. Secondo gli analisti che studiano i movimenti sul campo, la perdita di una città come Anéfis rappresenterebbe un “<em>duro colpo per la giunta di Goïta</em>“, essendo l’ultima grande base maliana nella regione di Kidal – una roccaforte dei ribelli tuareg – e un “<em>checkpoint strategico sulla strada per Gao</em>“. Secondo Reuters, sono stati segnalati attacchi coordinati in diverse città del Mali, tra cui Gao, Anefis, Aguelhok, Sévaré e Kéniéroba.</p>



<p>Le imboscate tese dai ribelli tuareg e dai qaedisti e l’abbattimento di un elicottero d’attacco corazzato “Hind” in dotazione ai governativi dimostrano le capacità maturate da queste formazioni, che vengono immortalate nei video diffusi sui social con un discreto numero di <strong>mitragliatrici medie PKM </strong>(abbreviazione di Mitragliatrice Kalašnikov Modernizzata) di fabbricazione russa, ma che dispongono anche di lanciarazzi spalleggiabili, forse armi catturate in precedenza durante l’assalto di altri convogli paramilitari russi appartenenti al Corpo d’Armata Africa russo, spesso riportato Afrika Corps, che ha sostituito il Gruppo Wagner come principale forza militare russa a supporto della giunta militare al potere in Mali dal ritiro delle truppe francesi. </p>



<p>Secondo gli osservatori militari, tuttavia, il filmato dell’abbattimento dell&#8217;Hind suggerisce l’impiego di un <strong>cannone antiaereo ZU-23 da 23 mm montato su un pick-up.</strong> La perdita dell&#8217;elicottero segue diversi incidenti precedenti che hanno coinvolto velivoli russi in Mali. Ad aprile, i ribelli hanno affermato di aver abbattuto un elicottero da trasporto Mi-8 gestito dalla Russia vicino a Gao e di aver catturato un Mi-24P dell&#8217;Aeronautica militare maliana, originariamente fornito dalla Russia. A giugno, un altro attacco ha preso di mira elicotteri Mi-24 presso la base aerea di Mopti.</p>



<p>Le dinamiche dell’azione hanno dimostrato un elevato livello di sofisticatezza dell’attacco. Infatti, le milizie tuareg hanno teso inizialmente un’imboscata al nutrito convoglio delle FAMa e dell&#8217;Africa Corps, impegnato in una duplice attività di rafforzamento degli avamposti governativi e di conquista di villaggi nella turbolenta regione di Kidal, roccaforte delle milizie tuareg maliane. Secondo le informazioni disponibili, i guerriglieri impegnati nell’attacco erano circa un migliaio, pesantemente armati e coadiuvati da droni. Oltre alle vittime, l’assalto è costato alle truppe governative e all&#8217;Africa Corps la perdita di decine di mezzi, inclusi due elicotteri.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The good news from Mali keeps coming!<br>Tuareg rebels from the FLA have shot down a Russian Mi-24 helicopter belonging to the ‘African Corps’ and successfully ambushed a convoy. Russian casualties, POWs, and chaos among the Wagner successors. <a href="https://t.co/FI5aEjj6T3">pic.twitter.com/FI5aEjj6T3</a></p>&mdash; Jürgen Nauditt 🇩🇪🇺🇦 (@jurgen_nauditt) <a href="https://x.com/jurgen_nauditt/status/2073826532980556091?ref_src=twsrc%5Etfw">July 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I continui successi ottenuti dai ribelli contro le formazioni paramilitari russe indicano il progressivo indebolimento dell&#8217;Africa Corps e potrebbero prefigurare il fallimento della strategia di penetrazione economica, politica e militare perseguita da Mosca nel continente. Di particolare interesse è stata la pubblicazione, da parte del&nbsp;<em>Kyiv Post</em>, di una fotografia che ritraeva miliziani tuareg insieme a uomini armati stranieri intenti a esibire una bandiera ucraina. Nello stesso articolo, il quotidiano riportava anche dichiarazioni del GUR, il <strong>Direttorato principale dell&#8217;intelligence del Ministero della Difesa ucraino</strong>, relative al sostegno fornito ai combattenti tuareg. Non si tratta di un episodio isolato. Già dal settembre 2023, infatti, unità delle Forze Speciali ucraine operavano in <strong>Sudan</strong>, dove sono state impegnate in azioni di disturbo e contrasto del gruppo Wagner. La presenza di un distaccamento di forze speciali e membri dell&#8217;<strong>intelligence di Kiev</strong> in Africa conferma sia la dimensione globale del confronto con la Russia, ormai esteso ben oltre il teatro dell&#8217;Europa orientale, sia le capacità del GUR di condurre operazioni in un ambiente distante e complesso come quello africano, che ricalca le strategie di &#8220;supporto della guerriglia&#8221; per colpire gli interessi di un avversario al fine di disimpegnare risorse da quello che è considerato il fronte principale, contrastare i suoi piani o semplicemente ingaggiare le sue forze per produrre un effetto psicologico.</p>



<p>È tuttavia plausibile ipotizzare che lo sviluppo di tali capacità, così come le attività condotte in Sudan e in Mali, sia stato agevolato dal supporto di servizi d&#8217;intelligence e Ministeri della Difesa di Paesi terzi. Verosimilmente, entità con una consolidata esperienza operativa nel Sahel e nell&#8217;Africa orientale, <strong>come la Francia, estremamente vicina alla causa ucraina</strong>, potrebbero aver giocato in ruolo importante in questo scenario. In questo contesto, è ragionevole attendersi un incremento delle attività ibride e non convenzionali contro gli interessi russi nel continente, con l&#8217;obiettivo di eroderne l&#8217;influenza e aumentarne i costi di permanenza. </p>



<p>Il Cremlino, infatti, ha mostrato crescenti difficoltà nel sostenere efficacemente i governi africani nella lotta contro insorgenza e terrorismo, esponendo al contempo le proprie forze a elevati livelli di attrito. Per tale ragione, il modello di penetrazione russa fondato sul sostegno militare e politico alle giunte locali in cambio dell&#8217;accesso a concessioni minerarie, inizia ad evidenziare i suoi limiti e le criticità che altre vecchie potenze coloniali hanno già riscontrato, abbandonando il campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-elicottero-russo-hind-abbattuto-nel-mali-lavanzata-della-guerriglia-e-gli-alleati-francia-e-ucraina.html">Un elicottero russo Hind abbattuto nel Mali: l&#8217;avanzata della guerriglia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mali: le milizie jihadiste assediano Bamako, l&#8217;Africa Corp russo non basta</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mali-le-milizie-jihadiste-assediano-bamako-lafrica-corp-russo-non-basta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 08:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad in Mali]]></category>
		<category><![CDATA[PMCs]]></category>
		<category><![CDATA[The Wagner Group]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-600x257.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-1024x438.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-768x329.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-1536x658.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Mali il governo golpista al potere dal 2020 traballa sotto i colpi  dei jihadisti e dei tuareg. Le forze russe si ritirano dal Nord. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-le-milizie-jihadiste-assediano-bamako-lafrica-corp-russo-non-basta.html">Mali: le milizie jihadiste assediano Bamako, l&#8217;Africa Corp russo non basta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-600x257.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-1024x438.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-768x329.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-1536x658.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni, la situazione in <strong>Mali </strong>si è aggravata come non accadeva almeno dal 2012. Sabato 25 aprile le forze jihadiste di <strong>Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin</strong> (JNIM), insieme a quelle dei separatisti tuareg del <strong><a href="https://iari.site/2024/12/17/la-nascita-del-fronte-di-liberazione-dellazawad-e-le-sue-implicazioni-per-il-futuro-del-mali/">Fronte di Liberazione dell&#8217;Azawad</a></strong> (FLA), hanno lanciato un&#8217;offensiva coordinata che ha portato alla conquista di alcune città chiave nel Nord-Est e alla sostanziale rotta dei governativi sostenuti dalle forze paramilitari russe dell&#8217;<strong>Africa Corp</strong> (già Gruppo Wagner). Tra domenica e lunedì, la cittadina di <strong>Kidal </strong>e quella di <strong>Gao </strong>– nella seconda regione più importante del Mali – sono state occupate dal fronte congiunto antigovernativo, costringendo i russi ad abbandonare le proprie basi fortificate. </p>



<p>Il Mali fatica a contenere i gruppi insurrezionali islamisti sin dalla ribellione scoppiata nel Nord del Paese nel 2012. Vaste aree del territorio rimangono al di fuori del controllo governativo, nonostante le promesse della giunta militare golpista di sradicare i jihadisti. Dal 2021, ovvero dopo un anno dal colpo di Stato che ha portato al potere <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/assalto-a-goita.html">Assimi Goita</a></strong>, Bamako si affida in larga misura alla collaborazione in materia di sicurezza con la <strong>Russia</strong>, prima con il <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html">Gruppo Wagner</a></strong> e ora con il suo successore, l&#8217;Africa Corp, creato dal Ministero della Difesa russo. I militari golpisti, come primo provvedimento una volta giunti al potere, hanno <strong>interrotto ogni collaborazione coi Paesi occidentali</strong> in materia di sicurezza per affidarsi – dopo anni di preparazione propagandistica da parte del Cremlino – alla Russia. </p>



<p>In Mali, infatti, le attività di <strong>controinsurrezione (<em>counterinsurgency</em>) </strong>erano affidate inizialmente ai militari francesi, con l&#8217;<strong>Operazione Barkhane</strong> cominciata nel 2014 su richiesta del governo di Bamako e con mandato ONU, e successivamente sono state ampliate alla <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/task-force-takuba-ottiene-successi-ma-si-rischia-il-pantano.html">Task Force multinazionale “Takuba”</a></strong>, che ha operato nel 2021-2022. “Takuba” era un&#8217;operazione di controinsurrezione e <em>force building</em> per addestrare le forze di sicurezza del Mali a cui ha partecipato anche l&#8217;Italia con circa 200/250 soldati, 8 elicotteri (di cui 4 da attacco A-129) e almeno una quarantina di veicoli.</p>



<p>Come risultato dell&#8217;intensa campagna antioccidentale orchestrata da Mosca, il governo golpista ha quindi deciso di interrompere ogni tipo di collaborazione coi Paesi europei – rei di un presunto “neocolonialismo” &#8211; per affidarsi alle forze paramilitari russe per stabilizzare il Paese. La <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-wagner-luniverso-dei-contractors-russi-nel-mondo.html">PMC (<em>Private Military Company</em>) “Wagner”</a> è stata chiamata a sostenere il governo golpista nella sua lotta agli insorti e ai terroristi, ma i paramilitari russi non hanno mai effettuato <em>force building</em> in modo efficace e si sono limitati a cercare di colpire i ribelli nelle loro roccaforti, a volte con pesanti ripercussioni sulla popolazione civile. <strong>Le forze russe non hanno mai avuto una presenza costante sul territorio</strong> e molto spesso hanno agito come prolungamento degli interessi economici di Mosca, accordandosi coi signori della guerra locali anche per spartirsi le risorse come forma di autofinanziamento. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche nel Sahel gli effetti della guerra in Ucraina</h2>



<p>A complicare la situazione dal punto di vista internazionale, l&#8217;architettura di sicurezza del Sahel &#8211; faticosamente costruita a partire dalla destabilizzazione del 2012 generatasi come effetto domino nato dalla caduta del regime di Gheddafi per mano occidentale &#8211; è stata scossa dalla catena di golpe in quella regione subsahariana, che hanno portato al potere giunte militari che hanno guardato a Mosca come <em>security provider</em> ricusando la presenza europea. Inoltre, <strong>Mali, Burkina Faso e Niger sono usciti dall&#8217;ECOWAS</strong> (<em>Economic Community of West African States</em>) per fondare l&#8217;Alleanza degli Stati del Sahel, che guarda alla Russia come pilastro per il proprio sostegno politico ed economico, <strong>indebolendo così i piani di cooperazione regionale</strong> rivolti alla lotta al terrorismo e agli insorgenti e di fatto isolando i tre Stati dal resto della comunità dell&#8217;Africa Occidentale subsahariana. </p>



<p>Lo scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong> ha portato Mosca a destinare progressivamente meno risorse per il sostegno alle giunte militari nel Sahel, e la capacità militare delle PMC è andata diminuendo. L&#8217;esempio del Mali rappresenta bene quanto sia stato fallimentare questo sodalizio: se sino al 2022 i jihadisti controllavano solo il 15% del territorio, <strong>oggi ne controllano il 70%</strong>. </p>



<p>Già lo scorso anno, a dicembre, pesanti attacchi del JNIM avevano colpito i rifornimenti di combustibile per la capitale Bamako, generando una crisi che è andata peggiorando nel momento in cui i jihadisti hanno unito le forze coi tuareg, che sono stati capaci di attaccare e cacciare le forze russe e governative dalle aree desertiche del Nord e di entrare a Kidal, ex roccaforte dei gruppi paramilitari di Mosca.</p>



<p>Generalmente, la situazione ha cominciato a peggiorare dalla partenza delle forze occidentali, con attacchi a installazioni militari, governative e infrastrutture che sono andati aumentando nel corso degli ultimi 4 anni, scatenando rappresaglie governative che in alcuni casi hanno coinvolto anche civili innocenti. A dare un buon metro di giudizio della gravità della situazione di questi giorni giunge la notizia che il governo maliano lamenta anche <strong>l&#8217;uccisione del ministro della Difesa</strong>, generale Sadio Camara, e <strong>del capo dell&#8217;intelligence</strong>, Modibo Koné, durante la serie di attacchi su larga scala di sabato e domenica. </p>



<p>Ieri, un portavoce dei jihadisti ha affermato che la capitale Bamako sarebbe circondata, in una mossa tattica che ricorda quella attuata dal gruppo <a href="https://theglobalobservatory.org/2025/12/the-siege-of-bamako-how-an-al-qaida-linked-terrorist-group-threatens-west-africas-security-order/">a dicembre 2025</a> quando il blocco e gli attacchi alle linee di rifornimento avevano messo in ginocchio il Paese. Ora si rischia un altro effetto domino, determinato dall&#8217;isolazionismo dei tre Paesi dell&#8217;Alleanza del Sahel, che potrebbe portare al collasso dell&#8217;intera regione, al punto che l&#8217;ECOWAS ha invitato tutti gli Stati, le forze di sicurezza, i meccanismi regionali e le popolazioni dell&#8217;Africa occidentale a unirsi e mobilitarsi in uno sforzo coordinato per combattere la piaga del jihadismo insurrezionalista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-le-milizie-jihadiste-assediano-bamako-lafrica-corp-russo-non-basta.html">Mali: le milizie jihadiste assediano Bamako, l&#8217;Africa Corp russo non basta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Assalto a Goita, Mali nel caos</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/assalto-a-goita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Islamisti e tuareg hanno lanciato sabato un attacco congiunto contro la giunta militare al potere a Bamako. Situazione critica nel Paese, Goita costretto alla difensiva </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/assalto-a-goita.html">Assalto a Goita, Mali nel caos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427134639109_8b7740dcae87df6a5e6ab55de98413fe-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cronaca di un assalto annunciato:<strong> si può sintetizzare così quanto avvenuto nella giornata di sabato nel Mali</strong>, lì dove le forze regolari sono state messe duramente sotto pressione per diverse ore da un attacco congiunto. A nord, a portare avanti l&#8217;assalto, è stato il <strong>Fronte dell&#8217;Azawad</strong>. Mentre nell&#8217;area di Bamako e nelle regioni centro orientali, a entrare in azione sono stati i miliziani del <strong>Jnim</strong>. Il Fronte dell&#8217;Azawad è il gruppo secessionista delle regioni a maggioranza tuareg, Jnim rappresenta invece la sigla con cui è conosciuta la costola locale di <a href="https://it.insideover.com/video/al-qaeda-22-anni-dopo">Al Qaeda</a>. La giunta militare al potere dal golpe del 2021, guidata dal generale <strong>Assimi Goita</strong>, è riuscita per il momento a tamponare la situazione. Ma la posizione dell&#8217;esercito appare sempre più precaria, con il governo oramai capace di controllare concretamente soltanto Bamako e alcune regioni dell&#8217;area centrale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un assalto coordinato </h2>



<p><strong>L&#8217;attacco di sabato non è avvenuto né per caso e né tanto meno a sorpresa</strong>. Il Mali è in guerra civile dal 2012, da allora il governo non ha mai del tutto ripreso buona parte del proprio territorio. A nord, <strong>l&#8217;accordo di Algeri del 2015 con i tuareg </strong>sembrava aver portato maggiore stabilità nella zona. Ma negli ultimi mesi, diversi gruppi hanno annunciato l&#8217;uscita dall&#8217;intesa e manifestato segnali di insofferenza. Le ostilità sono così riprese, fino ad arrivare all&#8217;apice di sabato.<strong> Lungo il quadrante centro orientale e nelle regioni confinanti con il Senegal</strong> invece, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lislam-radicale-avanza-nel-sahel-il-senegal-adesso-si-blinda.html">da anni il Jnim è in grado di creare grattacapi</a>. Più di recente, i miliziani islamisti hanno attuato nuove tattiche di guerriglia piuttosto mirate: l&#8217;obiettivo non sembra l&#8217;occupazione del territorio, ma la sua destabilizzazione. Una strategia che nei mesi scorsi ha portato a un vero e proprio <strong>assedio economico di Bamako</strong>: i continui assalti ai camion cisterna provenienti dal Senegal infatti, hanno creato una penuria di carburante senza precedenti nella capitale. L&#8217;assalto era quindi nell&#8217;aria. Forse però in pochi si aspettavano un attacco coordinato e congiunto, con il governo centrale stretto di fatto in una morsa. E con gli alleati russi dell&#8217;<strong>Africa Korps</strong> (gli ex Wagner) costretti a ripiegare da diverse posizioni. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Convoy of jihadist militants with Jama&#39;at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM) seen moving south through the town of Kati just to the northwest of Mali’s capital Bamako, with small clashes reportedly taking place against elements of the Malian Army and Russia’s Africa Corps. <a href="https://t.co/MYP0NBOoQt">pic.twitter.com/MYP0NBOoQt</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2048000297134358726?ref_src=twsrc%5Etfw">April 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Goita tiene solo Bamako</h2>



<p>Durante le prime ore dell&#8217;assalto, il governo ha subito l&#8217;uccisione di uno dei suoi uomini di riferimento: il ministro della Difesa <strong>Sadio Camara</strong>, è stato infatti sorpreso dal Jnim direttamente dentro la propria residenza di <strong>Kati</strong>. Quest&#8217;ultimo è uno dei più importanti bastioni governativi nei pressi di Bamako, passato sabato per qualche ora in mano jihadista. Tuttavia, anche grazie all&#8217;interno dell&#8217;Africa Korps, nella serata di sabato nella capitale e nella regione circostante la situazione è apparsa più tranquilla. A favore di Goita ha giocato anche la <strong>composizione etnica della regione della capitale</strong>, abitata da cittadini <strong>bambara</strong>. Si tratta dell&#8217;etnia maggioritaria nel Paese e che non vede di buon occhio la popolazione fulani, la quale compone gran parte delle milizie del Jnim.</p>



<p>Ad ogni modo, se Assimi Goita è riuscito a rimanere in sella a Bamako, nel resto del Paese la situazione rimane ancora adesso disperata. Attaccando da nord, i tuareg sono riusciti a prendere la strategica città di <strong>Kidal</strong>. Più a sud, <strong>Gao</strong> appare ancora contesa e con diversi quartieri divisi tra presenza governativa e presenza dei gruppi avversari. Nella giornata di domenica inoltre, si è avuta notizia di un accordo tra i combattenti tuareg e i contractors russi per l&#8217;evacuazione dell&#8217;Africa Korps da Kidal e la ritirata ordinata verso sud. Una circostanza, rivendicata in una nota dal Fronte dell&#8217;Azawad, che mostra ulteriormente le difficoltà del governo centrale a riprendere in mano la situazione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇲🇱Military map of <a href="https://twitter.com/hashtag/Mali?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Mali</a>, April 26.<br><br>Attacks in major cities were repelled, but the situation remains tense. The possibility of renewed militant attacks persists at any moment.<br><br>Malian army lost Tessalit, Agholhak &amp; kidal.  <br><br>👉 Read the full report here: <a href="https://t.co/st50LzzSZx">https://t.co/st50LzzSZx</a> <a href="https://t.co/YiJQyV4oL9">pic.twitter.com/YiJQyV4oL9</a></p>&mdash; IWN (@A7_Mirza) <a href="https://twitter.com/A7_Mirza/status/2048529221408985325?ref_src=twsrc%5Etfw">April 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Le prospettive future</h2>



<p>Si può quindi dire che lo Stato maliano sia vicino al collasso e non solo dal punto di vista militare<strong>. Il fallimento di Goita sembra avere anche una connotazione politica</strong>: il generale, dopo il 2021, ha chiesto (e ottenuto, tramite i golpe) pieni poteri per ricostruire le istituzioni e ristabilire il pieno controllo sul Paese. Per fare questo, ha anche cambiato la linea politica di Bamako in chiave estera<strong> con un forte avvicinamento alla Russia</strong>. Elemento questo presentato nell&#8217;ottica di un affrancamento dalla potenza coloniale francese, vista come la causa dei vari guai. Il generale tuttavia,<strong> non ha mai del tutto avviato un processo politico interno volto a ricomporre le varie fratture interne alla società maliana</strong>. Fratture che, beninteso, non riguardano soltanto la composizione etnica. Goita ha così progressivamente perso la fiducia dei gruppi tuareg, fino ad arrivare all&#8217;alleanza di questi ultimi con gli islamisti. </p>



<p>Ma se per Goita le prospettive non sono rosee, <strong>dall&#8217;altra parte della barricata non appaiono certo più chiare</strong>. L&#8217;alleanza creatasi tra Jnim e Fronte dell&#8217;Azawad<strong> è puramente finalizzata al rovesciamento dell&#8217;attuale giunta militare</strong>. Ma i due gruppi appaiono divisi da molte caratteristiche, a partire da quella etnica per passare poi a quella ideologica: mentre infatti i miliziani Jnim sono islamisti, i gruppi tuareg non sempre avvertono l&#8217;elemento religioso come prioritario. Inoltre,<strong> le due fazioni hanno modalità di guerriglia molto diverse</strong>: i tuareg mirano a conquistare una città, gli islamisti da canto loro si limitano come visto a sortite specifiche senza puntare al controllo del territorio. Infine,<strong> entrambi i gruppi non sembrano avere un&#8217;idea politica unitaria per un eventuale post Goita</strong>. Si può quindi dire che per il Mali, ad oggi, l&#8217;unica certezza è rappresentata dall&#8217;<strong>instabilità.</strong> Destinata, purtroppo, a durare ancora parecchio. Non solo in Mali, ma in tutto il Sahel. </p>
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		<title>Sahel, la rivolta contro l&#8217;Occidente che piace tanto alla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/sahel-la-rivolta-contro-loccidente-che-piace-tanto-alla-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2024 15:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo Wagner]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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<p>Nel Sahel gli equilibri stanno cambiando e a beneficiarne è la Russia. Per l'Occidente potrebbe diventare presto un problema.</p>
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<p>La vecchia guardia europea nella problematica area del Sahel è ormai un lontano ricordo. Per prima è caduta la Francia, ex madrepatria coloniale, dopo che il <strong>Niger </strong>ha deciso di rompere i rapporti una volta per tutte. Poi è arrivato il turno degli americani, spinti ad abbandonare il territorio dalle pressioni nigerine e dalla “innocua” avanzata russa, più apprezzata dalla neo-confederazione <strong>dell’Alleanza del Sahel</strong>. E infine, è toccato ai soldati tedeschi della Missione MINUSMA levare le tende dal suolo del Mali, con un ritiro parziale iniziato nel 2023 che prevede il totale rientro delle truppe a fine 2024. L’unico baluardo occidentale siamo proprio noi, l’Italia, che tuttavia teniamo sul campo solo 350 soldati nel Niger &#8211; circa un decimo di quelle francesi &#8211; e circa 250 nel Mali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La controversa guerra al neocolonialismo</strong></h2>



<p>La <strong>battaglia al</strong> <strong>neocolonialismo</strong> dell’Alleanza nasce dalle esigenze degli Stati del Niger, Mali e Burkina Faso di lasciarsi alle spalle una volta per tutte l’invasiva presenza dell’Occidente. Il particolare accanimento nei confronti della Francia è dovuto da diverse ragioni, come ad esempio <strong>l’Operazione Barkhane</strong>, criticata per non aver contrastato in maniera efficace le <strong>minacce</strong> <strong>terroristiche</strong> e per aver causato la <strong>morte di diversi civili</strong>. Da qui la <strong>reazione a catena</strong>, grazie anche all’ingresso soft della Russia, che ha dato il colpo di grazia.</p>



<p>Tuttavia, questa crociata anticolonialista potrebbe presto schiantarsi contro le promesse di Mosca. La decisione di affidarsi ai russi è forse dovuta a un approccio condotto dal Cremlino forse più in punta di piedi, promettendo un <strong>rafforzamento diretto ai regimi </strong>dei Paesi come forza esterna, <strong>senza alcuna intromissione</strong>. Il leader del Mali, il colonnello <strong>Assimi Goïta</strong>, ha definito la Russia “un alleato sincero”. Sincero o meno, la minaccia terroristica è ancora presente, e forse più determinata di prima.</p>



<p>Le forze regolari del Mali affiancate dai combattenti dell’<strong>Africa</strong> <strong>Corps</strong>, ex <strong>Wagner</strong>, si sono impegnate nelle operazioni contro le <strong>milizie</strong> <strong>qaediste</strong> <strong>del Gruppo di sostegno all’Islam</strong> e ai <strong>ribelli Touraeg</strong> nella regione del Kidal, non lontana dal confine algerino. L’esito dello scorso 28 luglio è stato tragico: dopo un’imboscata nei pressi del villaggio di Tinzawaten, maliani e russi sono stati costretti a ritirarsi. Un comandante dell’ex Gruppo Wagner ha dichiarato <strong>la perdita di oltre 80 combattenti russi e 47 soldati maliani</strong>, una strage senza precedenti in questa parte del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;Italia</h2>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Così come per gli altri Stati europei prima del loro ripiego, anche <strong>l’Italia sta concentrando le sue forze nel Niger</strong>, in particolare nei pressi dell’aeroporto internazionale di Niamey.Visto l’inasprimento da parte della giunta militare, il Mali non è più un’opzione. Il Niger, almeno per ora, garantirebbe una maggiore stabilità diplomatica: a sancirlo è la <strong>Missione Bilaterale di Supporto</strong>, MISIN, che vede l’impegno di militari italiani nell’addestramento delle forze locali e il supporto logistico nell’area. C’è poi la priorità di contrastare <strong>l’immigrazione irregolare</strong> verso l’Europa, in cui vede il Niger come uno snodo fondamentale per la rotta verso la Libia.</p>



<p>La presenza meno invasiva e più collaborativa italiana, tuttavia, non è mai al sicuro. L’instabilità degli Stati golpisti, Niger compreso, e la sopracitata alleanza russa, basterebbero per <strong>cambiare le dinamiche interne</strong> e rispedire il contingente sull’aereo dei ritirati. Con una rilevanza già di poco conto rispetto all’affiancamento europeo, una possibile rottura diplomatica confermerebbe<strong> il totale abbandono geopolitico del Sahel nelle mani dei russi</strong>.</p>



<p><strong>Il terrorismo si è risvegliato</strong>, Solingen e La Grande Motte sono solo piccoli esempi. Lo Stato italiano deve impegnarsi per mantenere l’equilibrio in Niger, affinché ci possa essere anche un occhio europeista a sorvegliare la situazione.</p>
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		<title>Nuovo presidente in Gabon, massicci aiuti a Taiwan, condanna a morte in Arabia Saudita: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/nuovo-presidente-in-gabon-massicci-aiuti-a-taiwan-condanna-a-morte-in-arabia-saudita-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Gabon]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla polveriera haitiana, al nuovo presidente in Gabon fino agli aiuti militari a Taiwan, ecco le cinque notizie del giorno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa approvano un pacchetto di 80 milioni di dollari destinati a Taiwan, acuendo ancora di più la tensione con Pechino. In Gabon è stato nominato un nuovo presidente, il generale Brice Oligui Nguema, uno dei responsabili del golpe. In Arabia Saudita viene condannato a morte un insegnante in pensione che ha criticato il regime. L&#8217;aeroporto di Timbuctù in Mali è stato attaccato da un gruppo jihadista perché rifugio del gruppo Wagner. Il dilagante terrore delle bande ad Haiti costringe tutti i civili americani a lasciare il Paese. Ecco le cinque notizie del giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ottanta milioni di dollari in armi a Taiwan aggravano la già precaria situazione con la Cina</h2>



<p>Per la prima volta nella lunga storia del sostegno americano a <strong>Taiwan</strong>, Washington ha deciso di approvare degli aiuti militari diretti a Taipei. L&#8217;amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha approvato un pacchetto di <strong>80 milioni di dollari</strong>, modesto rispetto alle recenti vendite a Taiwan, ma che sarebbe il primo a Taipei e per la prima volta &#8211; anche se è ancora da confermare &#8211; le armi non verrebbero vendute ma donate. La decisione coincide con l&#8217;annuncio da parte di Taiwan di una spesa aggiuntiva pari a 2,97 miliardi di dollari per l&#8217;acquisto di armamenti il prossimo anno. Circa la metà dei fondi aggiuntivi verrà destinata all&#8217;acquisto di aerei da combattimento, e i fondi rimanenti andranno principalmente ai sistemi navali. Dall’altra parte della sponda, <strong>Pechino</strong> tuona e avverte che userò “tutte le misure necessarie” per contrastare gli aiuti Usa. “Gli aiuti militari statunitensi danneggiano la sicurezza e il benessere dei compatrioti di Taiwan&#8221;, ha detto il portavoce del ministero della Difesa cinese, Wu Qian, ribadendo la loro contrarietà a qualsiasi contatto tra Usa e Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo presidente per un nuovo Paese golpista</h2>



<p>In <strong>Gabon</strong>, dopo il nuovo golpe che scuote l’Africa, è stato nominato un nuovo presidente, il <strong>generale Brice Oligui Nguema</strong>. Sono stati i militari ad annunciarlo nella tarda serata di ieri leggendo un comunicato in diretta su &#8220;Gabon 24&#8221; nel quale si precisa che Nguema, oggi capo della Guardia presidenziale, è stato scelto &#8220;all&#8217;unanimità&#8221; come presidente del Comitato per la transizione e il ripristino delle istituzioni (Ctri) &#8211; il nome della nuova giunta. Gli stessi militari che nella notte tra martedì e mercoledì hanno interrotto l’esito delle elezioni in diretta nazionale per annunciare la deposizione del neo presidente <strong>Ali Bongo</strong>, la chiusura delle frontiere e la sospensione delle istituzioni. Nel frattempo il Consiglio per la pace e la sicurezza dell&#8217;Unione africana ha annunciato che terrà una riunione nella giornata di oggi dopo aver fermamente condannato il golpe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Arabia Saudita si muore per un tweet: condannato a morte un uomo di 54 anni</h2>



<p>Un uomo di 54 anni viene condannato a morte in <strong>Arabia Saudita</strong>. Si tratta di <strong>Mohammad bin Nasser al-Ghamdi</strong>, un insegnante in pensione perseguito per i suoi post su Twitter e Youtube. &#8220;Al-Ghamdi non ha commesso alcun atto di violenza e dev&#8217;essere scarcerato immediatamente&#8221;, è l&#8217;appello di Amnesty International che lanciano un appello alle autorità saudite affinché annullino la condanna a morte. Secondo quanto riferito dal fratello, al-Ghamdi è stato arrestato l&#8217;11 giugno 2022 nella sua abitazione a La Mecca. &#8220;Le autorità saudite stanno spendendo miliardi di dollari per riabilitare la loro immagine, ma non c&#8217;è somma in grado di nascondere quando sia diventato repressivo il loro paese. La condanna di al-Ghamdi, che ha sì e no dieci follower, è un altro segnale dell&#8217;aumento del giro di vite contro ogni forma di dissenso&#8221;, ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche di <strong>Amnesty International </strong>sul Medio Oriente e l&#8217;Africa del Nord. Al-Ghamdi è stato condannato con l’accusa di &#8220;rottura del vincolo di fedeltà con i guardiani dello stato” e &#8220;sostegno a un&#8217;ideologia terrorista e a un&#8217;entità terrorista”. Nei post l’uomo criticava il re e il principe della corona e la politica estera dell&#8217;Arabia Saudita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Mali le forze jihadiste hanno bombardato un aeroporto rifugio del gruppo Wagner</h2>



<p>In <strong>Mali</strong> c’è stato un bombardamento all’aeroporto di <strong>Timbuctù</strong>. A rivendicarne la matrice è stato lo <strong>Jnim</strong>, Il Gruppo di sostegno all&#8217;Islam e ai musulmani, formazione filo-al Qaeda attiva nel Sahel. Secondo quanto comunicato dagli esponenti del gruppo, l’aeroporto era utilizzato come rifugio dal gruppo Wagner e dai soldati del “traditore” colonnello Assimi Goita, come lo hanno definito. Goita è l’attuale presidente della transizione in Mali, anch’esso protagonista di un colpo di stato avvenuto nel maggio del 2021. I miliziani hanno di recente conquistato la città e fatto già vittime con altri attacchi. Timbuctù adesso è bloccata ed è vietato l’ingresso ai camion merci provenienti dai Paesi confinanti, quali Algeria e Mauritania.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Polveriera Haiti: l&#8217;Ambasciata americana invita i cittadini statunitensi a lasciare il Paese</h2>



<p>“Data l&#8217;attuale situazione di sicurezza e i problemi infrastrutturali, i cittadini statunitensi che si trovano ad <strong>Haiti</strong> dovrebbero lasciare il Paese il più presto possibile utilizzando mezzi di trasporto commerciali o privati”, queste le parole dell’Ambasciata statunitense ad Haiti. L’isola caraibica non trova pace ed è preda di continui attacchi da parte della criminalità organizzata che ne fa da padrone. Il gruppo <strong>Kraze Baryè</strong>, guidato da<strong> Vithelhomme Innocent</strong>, potente capobanda che ha più volte sconfitto le forze dell’ordine, ha ormai preso di mira da mesi l’ambasciata Usa costringendo quindi i civili americani a lasciare il Paese quanto prima. La situazione sull’isola è ormai fuori controllo dove le bande controllano gran parte della capitale e dintorni diffondendo terrore tra stupri, omicidi e incendi.&nbsp;</p>
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