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	<title>Marocco Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 14 Oct 2026 04:53:19 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marocco Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Crisi di Ceuta, Marocco e Spagna alle schermaglie navali</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/crisi-di-ceuta-marocco-e-spagna-alle-schermaglie-navali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8451293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Durante la crisi migratoria di Ceuta, navi da guerra marocchine sono entrate nelle acque territoriali spagnole </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/crisi-di-ceuta-marocco-e-spagna-alle-schermaglie-navali.html">Crisi di Ceuta, Marocco e Spagna alle schermaglie navali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8451293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Lunedì 12 ottobre, il Primo Ministro spagnolo <strong>Pedro Sánchez</strong> ha dichiarato che alcune unità navali marocchine sono entrate nelle acque spagnole al largo di <strong>Ceuta </strong>senza autorizzazione, in seguito all&#8217;attraversamento di massa di migranti nell&#8217;enclave nordafricana avvenuto a fine luglio.</p>



<p>La notizia è stata diffusa da <em>TVE </em>e da <em><a href="https://elpais.com/espana/2026-10-12/buques-de-guerra-marroquies-invadieron-aguas-de-ceuta-coincidiendo-con-la-entrada-masiva-de-inmigrantes.html">El Pais</a></em>, il quale riferisce di esserne stato messo a conoscenza da fonti anonime confermate. Sanchez ha minimizzato gli episodi, definendoli isolati, e ha sottolineato l&#8217;importanza delle relazioni con il Marocco. “Dobbiamo riconoscere che, tra due Paesi vicini, episodi isolati di questo tipo possono verificarsi”, ha dichiarato il leader spagnolo a TVE, aggiugendo che “siamo vicini. Sono stati giorni intensi, ma la cooperazione tra le marine militari prosegue senza intoppi, a prescindere da quell&#8217;episodio” sottolineando anche che le relazioni con il Marocco sono “molto importanti”. </p>



<p>La Spagna, durante quell&#8217;episodio, <strong>ha inviato una fregata</strong> per respingere le unità navali dalle acque territoriali spagnole, ma l&#8217;incidente non si sarebbe limitato a una singola intrusione. Secondo quanto riferito da <em>El Pais</em>, le navi da guerra marocchine (una fregata e “parecchie motovedette”) non si sarebbero limitate a effettuare un semplice transito o un ingresso accidentale, bensì avrebbero messo in atto una “violazione intenzionale e ripetuta delle acque territoriali spagnole, un episodio con pochi precedenti”. Sembra anche che la presenza navale marocchina sia proseguita nei primi giorni di agosto, causando tensioni e sfiorando una collisione tra navi militari dei due Paesi. </p>



<p>La grave ondata migratoria che ha coinvolto Ceuta in quei giorni estivi, coinvolgendo circa 72mila persone, ha provocato tensioni tra Madrid e Rabat alimentate dal sospetto di una possibile <strong>azione di guerra ibrida</strong>, così come avviene sul fronte orientale dell&#8217;Alleanza Atlantica al confine con la Bielorussia. </p>



<p>Sebbene la Spagna abbia spesso riconosciuto l&#8217;impegno del Marocco nel gestire i flussi migratori, Madrid ha anche ceduto alle pressioni della sinistra e del Partito Popolare, in un contesto di promesse elettorali volte a tutelare gli interessi locali. Venerdì scorso, il re del Marocco <strong>Mohammed VI </strong>ha dichiarato che il modello di cooperazione con la Spagna in materia di migrazione ha raggiunto i suoi limiti, <a href="https://www.moroccoworldnews.com/2026/10/341738/moroccan-naval-presence-in-occupied-ceuta-waters-frustrates-spain/">definendo </a><strong>“obsolete” le decisioni dei tribunali spagnoli che ostacolano il rimpatrio di minori e richiedenti asilo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione del territorio</h2>



<p>Anche se la maggior parte dei migranti ha fatto ritorno nelle settimane successive alla traversata, in migliaia sono rimasti. Le dichiarazioni del sovrano, pronunciate durante il discorso di apertura dell&#8217;anno legislativo in Parlamento, hanno rappresentato anche una risposta ad “affermazioni irresponsabili” provenienti da certi ambienti politici e mediatici, nonché alla palese strumentalizzazione della situazione in Spagna. Il re ha affermato che il Marocco ribadisce come <strong>“tale partenariato sia una scelta sovrana e un impegno volontario”</strong>, aggiungendo che “non sarà mai soggetto ad alcuna pressione, minaccia o ricatto”.</p>



<p>Sebbene ufficialmente Madrid stia gettando acqua sul fuoco in merito allo sconfinamento delle unità navali marocchine, quell&#8217;episodio rappresenta <strong>un atto politico vero e proprio</strong> messo in scena in un momento di stress determinato dall&#8217;ondata migratoria. <strong>Ceuta e Melilla sono possedimenti della corona spagnola in Africa settentrionale rispettivamente dal 1580 e dal 1497</strong> che però sono rivendicate da Rabat – al pari del Sahara Occidentale annesso dal Marocco.</p>



<p>Molto probabilmente, l&#8217;azione marocchina si configura quindi come un tentativo di affermare la propria sovranità su Ceuta mettendo in evidenza l&#8217;incapacità spagnola di gestire la sicurezza di quel territorio. Tentativo vanificato appunto grazie alla pronta risposta della marina militare di Madrid. </p>



<p>Periodicamente, la questione dei due territori spagnoli viene sollevata <strong>dal Marocco, che vorrebbe negoziare con la Spagna il loro passaggio sotto la sovranità marocchina</strong>, ma storicamente quelle due exclavi spagnole sono sempre appartenute alla corona spagnola prima ancora della nascita di un regno marocchino. Il Ministero degli Esteri spagnolo ha ribadito tale posizione, affermando che l&#8217;integrità territoriale del Paese “non è mai stata, né sarà mai, oggetto di discussione con alcuno”.</p>



<p>Il ripetuto ingresso non autorizzato nelle acque territoriali spagnole di navi da guerra marocchine si configura quindi come un vero e proprio atto di guerra ibrida <strong>al pari di altri eventi simili </strong>che accadono, con maggiore frequenza quindi su una scala maggiore, in altri teatri del globo: la Cina, ad esempio, per cercare di affermare la propria sovranità sulle isole nipponiche <a href="https://www.stripes.com/theaters/asia_pacific/2026-03-19/china-coast-guard-senkaku-islands-21114472.html">Senkaku</a>, ne viola le acque territoriali con unità della Guardia Costiera, e similmente agisce anche nel Mar Cinese Meridionale, sebbene in quel caso non si possa parlare di acque territoriali ma di Zona Economica Esclusiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/crisi-di-ceuta-marocco-e-spagna-alle-schermaglie-navali.html">Crisi di Ceuta, Marocco e Spagna alle schermaglie navali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Intesa Israele-Marocco, scambio di ambasciatori a sei anni dagli Accordi di Abramo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/intesa-israele-marocco-scambio-di-ambasciatori-a-sei-anni-dagli-accordi-di-abramo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Sfregola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 2020 a oggi i rapporti tra Rabat e Tel Aviv hanno vissuto fasi alterne. Anche se Israele commette crimini di guerra a Gaza, re Muhammad VI vuole la sovranità sul Sahara Occidentale</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intesa-israele-marocco-scambio-di-ambasciatori-a-sei-anni-dagli-accordi-di-abramo.html">Intesa Israele-Marocco, scambio di ambasciatori a sei anni dagli Accordi di Abramo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele e Marocco hanno annunciato, dopo un vertice trilaterale a New York con gli Usa, l&#8217;elevazione delle rispettive missioni diplomatiche a vere e proprie ambasciate. La decisione, a sei anni da quegli <strong>Accordi di Abramo </strong>che avevano portato all&#8217;apertura di uffici di collegamento tra Rabat e Tel Aviv, rappresenta un punto di disgelo dopo il raffreddamento dei rapporti post 7 ottobre. Se nel 2020, infatti, i rapporti fra i due Paesi stavano andando verso la normalizzazione, mediata anche in quell&#8217;occasione dagli Usa, il massacro dei palestinesi da parte di Israele aveva messo sotto pressione il palazzo reale marocchino, costretto a confrontarsi con l&#8217;opinione pubblica e con i partiti politici che <a href="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2023/10/17/morocco-s-normalization-of-relations-with-israel-jeopardized-by-war_6180014_124.html" type="link" id="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2023/10/17/morocco-s-normalization-of-relations-with-israel-jeopardized-by-war_6180014_124.html">chiedevano a gran voce l&#8217;interruzione della normalizzazione dei rapporti con Tel Aviv</a>. Nonostante la crisi nei rapporti e la sospensione dei voli diretti, il Marocco non ha mai rotto formalmente le relazioni né chiuso la propria missione a Tel Aviv, limitandosi a rallentare il ritmo degli incontri e delle visite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;annuncio da New York</h2>



<p>L&#8217;intesa è stata raggiunta mercoledì 16 settembre a margine dell&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu, a New York, in un trilaterale che ha riunito il ministro degli Esteri israeliano <strong>Gideon Sa&#8217;ar,</strong> l&#8217;omologo marocchino <strong>Nasser Bourita </strong>e l&#8217;ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite <strong>Mike Waltz,</strong> ex consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump. Secondo il comunicato del ministero degli Esteri israeliano, le tre parti hanno riaffermato l&#8217;impegno a rafforzare relazioni bilaterali elevando le missioni diplomatiche al rango di ambasciate.</p>



<p>Le delegazioni si sono impegnate a chiudere entro la fine del 2026 gli accordi di protezione reciproca degli investimenti, ad ampliare i collegamenti aerei diretti tra i due Paesi e a organizzare visite di alto livello nei prossimi mesi. Sul tavolo anche una più ampia cooperazione negli ambiti di commercio, finanza, tecnologia, turismo, risorse idriche, agricoltura, energia e sicurezza alimentare. Sa&#8217;ar ha parlato di un&#8217;amicizia tra i popoli marocchino ed ebraico che ha <a href="https://www.jpost.com/israel-news/article-908835" type="link" id="https://www.jpost.com/israel-news/article-908835">&#8220;radici profonde e una storia ricca&#8221;</a>, definendo l&#8217;intesa un modo concreto per rafforzare i legami nell&#8217;interesse di entrambi i popoli.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">قمة ثلاثية تاريخية في نيويورك: وزير الخارجية غدعون ساعر، وزير الخارجية المغربي ناصر بوريطة، والسفير الأمريكي لدى الأمم المتحدة مايك والتز<br><br>عقد وزير الخارجية غدعون ساعر، اليوم الثلاثاء في نيويورك، قمة دبلوماسية ثلاثية مع وزير الخارجية المغربي ناصر بوريطة، باستضافة السفير الأمريكي… <a href="https://t.co/1jPMA8PzD3">pic.twitter.com/1jPMA8PzD3</a></p>&mdash; إسرائيل بالعربية (@IsraelArabic) <a href="https://x.com/IsraelArabic/status/2100300061464748403?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il Sahara Occidentale</h2>



<p>Un elemento chiave degli Accordi di Abramo del 2020 era stato il <a href="https://trumpwhitehouse.archives.gov/presidential-actions/proclamation-recognizing-sovereignty-kingdom-morocco-western-sahara/" type="link" id="https://trumpwhitehouse.archives.gov/presidential-actions/proclamation-recognizing-sovereignty-kingdom-morocco-western-sahara/">riconoscimento statunitense della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale</a>, una questione centrale per Rabat. <strong>Il prezzo del riavvicinamento tra Israele e Marocco era stato pagato dal popolo saharawi,</strong> che vedeva così negate le sue aspirazioni di indipendenza.</p>



<p>L&#8217;accordo del 16 settembre rimette al centro la questione dell&#8217;ex colonia spagnola rivendicata oggi dal Fronte Polisario e dall&#8217;Algeria. Israele e Usa hanno ribadito la loro posizione a favore del piano di autonomia marocchino, <a href="https://digitallibrary.un.org/record/597424?v=pdf" type="link" id="https://digitallibrary.un.org/record/597424?v=pdf">proposto da Rabat nel 2007</a>, come base di partenza per risolvere la disputa. Il piano prevede vasta autonomia per il territorio, ma sotto sovranità marocchina, in opposizione alla richiesta di indipendenza del Fronte Polisario. La <a href="https://unscr.com/en/resolutions/2797/" type="link" id="https://unscr.com/en/resolutions/2797/">risoluzione 2797 dell&#8217;Onu</a> ha dato forza alle posizioni del Marocco. <a href="https://news.sahara.ma/en/geneva-group-of-40-states-reaffirms-support-for-moroccos-full-and-complete-sovereignty-over-its-sahara/" type="link" id="https://news.sahara.ma/en/geneva-group-of-40-states-reaffirms-support-for-moroccos-full-and-complete-sovereignty-over-its-sahara/">Quaranta paesi hanno rilasciato una dichiarazione all&#8217;Onu a sostegno della &#8220;piena e completa sovranità&#8221; del Marocco sul Sahara</a>.</p>



<p>In questo contesto, con Mike Waltz alla regia della diplomazia americana all&#8217;Onu, Rabat offre normalizzazione e sicurezza in cambio del riconoscimento internazionale della propria sovranità sul Sahara Occidentale. Ma <strong>resta la profonda spaccatura tra Muhammad VI, le scelte di palazzo e il sentimento di piazza</strong>, acuito dagli orrori di Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://today.lorientlejour.com/article/1547803/israel-morocco-agree-to-mutually-open-embassies-israeli-foreign-ministry.html">https://today.lorientlejour.com/article/1547803/israel-morocco-agree-to-mutually-open-embassies-israeli-foreign-ministry.html</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.trtworld.com/article/01cf0d1e0f2d">https://www.trtworld.com/article/01cf0d1e0f2d</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.osmed.it/2025/01/16/levoluzione-della-diplomazia-marocchina-sul-sahara-occidentale/">https://www.osmed.it/2025/01/16/levoluzione-della-diplomazia-marocchina-sul-sahara-occidentale/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.lapresse.it/esteri/2023/07/18/sahara-occidentale-benyamin-netanyahu-riconosce-ufficialmente-la-sovranita-del-marocco/">https://www.lapresse.it/esteri/2023/07/18/sahara-occidentale-benyamin-netanyahu-riconosce-ufficialmente-la-sovranita-del-marocco/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-12-10/trump-marocco-israele-normalizzazioni-relazioni-10632836/">https://www.agi.it/estero/news/2020-12-10/trump-marocco-israele-normalizzazioni-relazioni-10632836/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/12/11/trump-marocco-israele-sahara-occidentale">https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/12/11/trump-marocco-israele-sahara-occidentale</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://news.sahara.ma/en/geneva-group-of-40-states-reaffirms-support-for-moroccos-full-and-complete-sovereignty-over-its-sahara/">https://news.sahara.ma/en/geneva-group-of-40-states-reaffirms-support-for-moroccos-full-and-complete-sovereignty-over-its-sahara/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://russpain.com/news/morocco-uses-us-and-israeli-support-to-shift-western-sahara-dispute-90389/">https://russpain.com/news/morocco-uses-us-and-israeli-support-to-shift-western-sahara-dispute-90389/</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intesa-israele-marocco-scambio-di-ambasciatori-a-sei-anni-dagli-accordi-di-abramo.html">Intesa Israele-Marocco, scambio di ambasciatori a sei anni dagli Accordi di Abramo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spagna &#8211; Marocco, non solo Ceuta: ora si litiga per la finale dei mondiali 2030</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-la-disputa-e-anche-per-la-finale-dei-mondiali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 04:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529583</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Marocco rivendica la finale del mondiale 2030, quello che verrà organizzato assieme anche alla Spagna: nuova grana tra Madrid e Rabat </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-la-disputa-e-anche-per-la-finale-dei-mondiali.html">Spagna &#8211; Marocco, non solo Ceuta: ora si litiga per la finale dei mondiali 2030</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Sepp Blatter,</strong> subito dopo il mondiale del 2002 organizzato congiuntamente da Corea del Sud e Giappone, lo aveva detto<em>: &#8220;Mai più affidare un mondiale a due Paesi contemporaneamente&#8221;.</em> Fino a quando è rimasto al timone della Fifa, prima di passare il testimone al suo connazionale <strong>Gianni Infantino</strong>, lo svizzero è stato di parola: per Blatter, distribuire un mondiale in due Paesi significava <strong>andare incontro a tensioni politiche e incomprensioni logistiche</strong>. Infantino sembrava aver recepito questo consiglio, fino a quando però ha allargato il mondiale a 48 squadre. Il torneo in tal modo non è affatto organizzabile da un solo Paese, nel 2026 per la prima volta si è avuta quindi la kermesse &#8220;spalmata&#8221; addirittura su un intero continente e ospitata da ben tre Paesi (Usa, Messico e Canada). <strong>Nel 2030 si replicherà seguendo la stessa impostazione</strong>, ma dall&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano: il mondiale sarà infatti organizzato da <strong>Spagna, Portogallo e Marocco</strong>, con un&#8217;introduzione in Sud America per omaggiare il centenario della prima competizione iridata. </p>



<p>I nodi politici sono già venuti al pettine: c&#8217;è infatti da decidere la <strong>sede della finale</strong>, la partita più prestigiosa e iconica della manifestazione e che da sola è in grado di orientare il &#8220;baricentro&#8221; dell&#8217;organizzazione. Nei giorni scorsi <strong>è nato un vero e proprio derby tra le due sponde delle Colonne d&#8217;Ercole</strong>: sia la Spagna che il Marocco rivendicano la finale e il braccio di ferro potrebbe tradursi anche in uno scontro politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole (smentite) del numero uno del calcio marocchino </h2>



<p>La querelle è partita ufficialmente lo scorso 10 settembre, quando in un&#8217;intervista <strong>Fouzi Lekjaa</strong> si è detto certo che la finale si giocherà nel costruendo <strong>stadio Hassan II a Casablanca</strong>. Quelle di Lekjaa non sono parole di second&#8217;ordine, né tanto meno da far passare in sordina: si tratta infatti del <strong>presidente della Federcalcio marocchina</strong>, il numero uno di quello che attualmente rappresenta il movimento più importante dell&#8217;intera Africa. Alla base delle sue dichiarazioni, ci sarebbe un via libera della Fifa accordato informalmente allo stesso Lekjaa e anche la convinzione di<strong> veder scelto lo stadio più grande del torneo del 2030 come sede della finale.</strong> L&#8217;Hassan II infatti, attualmente in costruzione, potrà ospitare oltre 115.000 posti a sedere e dunque la sua capienza sarà superiore a quella del Camp Nou di Barcellona e del <strong>Santiago Bernabeu di Madrid.</strong> Quest&#8217;ultimo è per la verità lo stadio a cui buona parte degli appassionati guarda quale vera sede della finale, avendo già ospitato quella del 1982 (vinta dall&#8217;Italia di Bearzot) ed avendo inoltre la nomina di vero e proprio tempio del calcio internazionale.</p>



<p>Proprio da Madrid, non a caso, le repliche non si sono fatte attendere: <em>&#8220;Non è ancora stata presa una decisione </em>&#8211; ha dichiarato il presidente della Federcalcio spagnola, <strong>Rafael Louzan</strong> &#8211; <em>non capiamo perché Lekjaa si sia lasciato andare in dichiarazioni del genere&#8221;</em>. La Spagna rivendica da diversi anni il ruolo principale nella macchina organizzativa del torneo. Secondo i vertici del calcio locale, il Paese è già ben attrezzato a livello strutturale e logistico, le sue città ospitano alcune delle squadre più blasonate al mondo e la propria tradizione calcistica è tra le più consolidate a livello internazionale. Infine, circostanza che a Madrid non mancano certo di sottolineare, <strong>la Spagna arriverà al mondiale del 2030 da campione in carica. </strong></p>



<p>In poche parole, la Federcalcio spagnola vuole giocare le sue carte e puntare su molti elementi per portare la finale al Bernabeu. Per il momento, Louzan non è il solo a smentire le parole del collega marocchino. Anche la <strong>Fifa</strong>, tramite alcuni funzionari sentiti da diverse testate iberiche, <a href="https://efe.com/deportes/2026-09-10/fifa-final-mundial-2030/">ha dichiarato l&#8217;assenza di ogni decisione definitiva</a>. Non solo, lo stesso governo marocchino sembra non aver molto gradito la fuga in avanti di Lekjaa: <a href="https://www.reuters.com/sports/soccer/morocco-pm-slams-federation-chief-over-2030-world-cup-final-boast-2026-09-11/">così come riportato dalla Reuters,</a> infatti, il premier del governo di Rabat, <strong>Aziz Akhannouch</strong>, ha criticato l&#8217;atteggiamento del numero uno della locale Federcalcio e ha assicurato che ogni decisione verrà presa di comune accordo con gli altri Paesi organizzatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo Ceuta, un&#8217;altra grana nei rapporti tra Rabat e Madrid </h2>



<p>Se il premier marocchino ha avvertito la necessità di gettare acqua sul fuoco, probabilmente, è perché né a Rabat e né a Madrid si vogliono ulteriori tensioni. A partire da fine luglio, i due Paesi sono già piuttosto esposti a livello diplomatico per via della <strong>crisi dei migranti di Ceuta</strong>. L&#8217;ingresso in massa di oltre 70.000 persone nell&#8217;exclave spagnola ha avviato una crisi umanitaria senza precedenti e ha ovviamente contribuito a surriscaldare i rapporti tra tra Spagna e Marocco. Rapporti che, a onor del vero, prima di luglio apparivano piuttosto solidi. <strong>E questo specialmente da quando Madrid ha dato ampio credito al piano marocchino per il Sahara Occidentale</strong>, circostanza che sembrava aver appianato per sempre i dissapori tra le due parti.</p>



<p>Forse è per questo che anche il governo spagnolo di<strong> Pedro Sanchez</strong> ha più volte discolpato le autorità marocchine dalla responsabilità per l&#8217;ondata migratoria, con il premier che da Madrid ha puntato il dito su altre vicende non connesse con il Marocco. Gli strascichi per gli eventi di fine luglio però ci sono ugualmente e appaiono comunque inevitabili. <strong>Vox</strong>, il partito dell&#8217;estrema destra spagnola, ha chiesto al premier Sanchez di cancellare ogni collaborazione per l&#8217;organizzazione del mondiale del 2030. Pressioni in tal senso sono arrivate da diverse associazioni e da alcuni amministratori locali di Ceuta e Melilla. Le parole del numero uno del calcio marocchino sulla finale, <strong>hanno quindi aperto un altro squarcio tra Spagna e Marocco</strong>. Squarcio che potrebbe portare la Fifa a gestire un derby tutto interno al comitato organizzatore del mondiale.</p>
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		<title>Per il Marocco energia prodotta dai rifiuti: a Casablanca un termovalorizzatore da 1,5 miliardi di dollari</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/per-il-marocco-energia-prodotta-dai-rifiuti-a-casablanca-un-termovalorizzatore-da-15-miliardi-di-dollari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 04:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[termovalorizzatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="termovalorizzatore (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Accanto alla discarica di Mediouna nascerà un polo capace di integrare trattamento dei rifiuti, recupero del biogas e fotovoltaico, con l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti conferiti e immettere nuova elettricità nella rete nazionale entro il 2030</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/per-il-marocco-energia-prodotta-dai-rifiuti-a-casablanca-un-termovalorizzatore-da-15-miliardi-di-dollari.html">Per il Marocco energia prodotta dai rifiuti: a Casablanca un termovalorizzatore da 1,5 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="termovalorizzatore (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/termovalorizzatore.pixabay-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>A <strong>Casablanca</strong> la gestione dei rifiuti si prepara a cambiare scala <strong><a href="https://www.reuters.com/business/energy/morocco-build-15-billion-waste-to-energy-plant-casablanca-2026-08-04/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">con un progetto da 1,5 miliardi di dollari</a></strong> destinato a trasformare una parte della spazzatura urbana <strong>in energia elettrica</strong>. Il governo cittadino ha firmato l&#8217;accordo di concessione con un consorzio guidato da <strong>Kanadevia Inova</strong> &#8211; società svizzero-giapponese specializzata nella gestione dei rifiuti e negli impianti<em> waste-to-energy</em> &#8211; insieme alla marocchina <strong>Nareva</strong> e alla giapponese <strong>Itochu Corporation</strong>. La costruzione dovrebbe partire entro la fine dell&#8217;anno, a condizione che il finanziamento necessario venga completato entro il quarto trimestre, mentre <strong>l&#8217;entrata a regime è prevista per la metà del 2030</strong>.</p>



<p>Il sito sorgerà accanto alla discarica di <strong>Mediouna</strong> – nella periferia di Casablanca – epicentro di un’annosa criticità ambientale legata allo smaltimento dei rifiuti della città. Per anni, infatti, l&#8217;area ha prodotto cattivi odori e <strong>fenomeni di inquinamento</strong> che hanno interessato anche i terreni agricoli circostanti, mentre la decomposizione ha contribuito al <strong>rilascio di metano e altri gas serra</strong>. Il nuovo impianto nasce quindi con una doppia funzione: ridurre la quantità di scarti destinata alla discarica e recuperare parte del loro contenuto energetico. Una volta completato, dovrebbe trattare <strong>circa 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti all&#8217;anno</strong>, diventando, di fatto, <strong>il secondo impianto di termovalorizzazione</strong> di questo tipo presente <a href="https://it.insideover.com/economia/lafrica-contesa-e-la-guerra-silenziosa-dei-minerali.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in Africa</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Morocco plans to build Africa&#39;s second large-scale waste-to-energy plant, a $1.5 billion facility in Casablanca that will convert household waste into electricity. Construction is expected to begin by the end of 2026, with operations starting in 2030.<br><br>The plant will process 1.5… <a href="https://t.co/OF0JtMkwUT">pic.twitter.com/OF0JtMkwUT</a></p>&mdash; 2M.ma (@2MInteractive) <a href="https://x.com/2MInteractive/status/2085038118667710931?ref_src=twsrc%5Etfw">August 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trattamento, solare e biogas: il mix energetico per la rete nazionale</strong><strong></strong></h2>



<p><a href="https://en.hespress.com/143235-casablanca-to-build-1-5-billion-waste-to-energy-plant-by-2030.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il progetto previsto </a>combina diverse fonti per alimentare la produzione elettrica, mettendo insieme il trattamento della spazzatura, il recupero del biogas prodotto dalla discarica e una componente fotovoltaica. Secondo Kanadevia Inova, la struttura dovrebbe generare circa <strong>126 megawatt di elettricità di base</strong>, affiancati da <strong>un impianto solare da 50 megawatt </strong>e da un sistema capace di recuperare <strong>4 megawatt dal biogas</strong> della discarica. Nel complesso, la produzione potrebbe raggiungere <strong>circa un terawattora all&#8217;anno</strong>, una quantità sufficiente &#8211; secondo le stime &#8211; a <strong>fornire elettricità a quasi un milione di persone</strong>.</p>



<p>L&#8217;elettricità prodotta sarà destinata alla rete nazionale grazie a un accordo di acquisto di energia sottoscritto con <strong>l&#8217;utility statale ONEE</strong>; un ulteriore intesa è prevista con la <strong>SRM Casablanca-Settat</strong>. L&#8217;impianto sarà invece costruito dalla società marocchina <strong>Somagec</strong> e il cantiere dovrebbe richiedere circa tre anni e mezzo, anche se il trattamento dei rifiuti e la produzione elettrica potrebbero iniziare<strong> tra sei e</strong> <strong>dieci mesi prima del completamento complessivo della struttura</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida del metano e delle discariche</h2>



<p>Il punto centrale dell&#8217;operazione riguarda però il modo in cui Casablanca intende affrontare uno dei problemi più persistenti legati allo smaltimento dei rifiuti. Nella <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/crisi-rifiuti-grecia-riciclo-differenziata.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">discarica</a> di Mediouna <strong>la materia organica continua a decomporsi</strong> <strong>producendo metano</strong>, un gas serra che rappresenta una delle principali conseguenze ambientali associate allo smaltimento tradizionale. Spostare una parte consistente dei rifiuti verso un impianto capace di recuperarne energia significa <strong>intervenire direttamente su questo flusso</strong>, affiancando alla gestione della discarica una modalità di trattamento che punta a <strong>valorizzare ciò che altrimenti verrebbe semplicemente accumulato</strong>.</p>



<p>Il consorzio sostiene che l&#8217;intero progetto potrebbe arrivare a ridurre le emissioni di gas serra di una quantità equivalente <strong>a circa il 20% delle emissioni annuali della Svizzera</strong>. La stima viene tradotta dall&#8217;amministratore delegato di Kanadevia Inova, <strong>Bruno-Frédéric Baudouin</strong>, nell&#8217;immagine di circa <strong>300.000 automobili rimosse dalle strade</strong>. La trasformazione della gestione dei rifiuti sarà inoltre accompagnata <strong>da un aumento del recupero</strong>: il progetto punta infatti a raggiungere <strong>un tasso di valorizzazione vicino all&#8217;80%</strong>, riducendo la dipendenza dalle discariche. È questo uno degli aspetti che rende l&#8217;iniziativa più ampia della semplice costruzione di un nuovo impianto energetico, perché il progetto interviene contemporaneamente sul destino degli scarti, sulla gestione del sito di Mediouna e sulla produzione di elettricità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il tema delle emissioni e la sfida della gestione</strong><strong></strong></h2>



<p>La termovalorizzazione porta con sé anche un dibattito che Casablanca non potrà ignorare facilmente: ambientalisti, scienziati e gruppi locali contrari a questo tipo di impianti sostengono infatti <strong>che l&#8217;incenerimento possa ostacolare le strategie di riciclo</strong> e comportare emissioni di particolato e gas serra. Il tema riguarda quindi l&#8217;equilibrio tra recupero energetico e prevenzione dei rifiuti, soprattutto in un progetto che punta a trattare volumi estremamente elevati. Ad ogni modo, per il Marocco l&#8217;impianto rappresenta anche un&#8217;infrastruttura con cui affrontare una domanda energetica destinata a crescere: secondo le stime citate da Kanadevia Inova, <strong>il fabbisogno di elettricità del Paese potrebbe aumentare di</strong> <strong>circa il 3% all&#8217;anno fino al 2030</strong>.</p>



<p>La struttura di Casablanca proverà a rispondere a una parte di questa domanda utilizzando contemporaneamente <strong>scarti, biogas e fotovoltaico</strong>, mentre la concessione avrà una durata di oltre 33 anni e garantirà al progetto il diritto esclusivo di trattare i rifiuti urbani della città. L&#8217;operazione dovrebbe inoltre generare circa <strong>140 posti di lavoro qualificati permanenti</strong>, mentre durante la costruzione sono previsti circa 1.240 lavoratori, a cui si aggiungeranno altri 300 posti legati alle infrastrutture collegate. Il vero banco di prova arriverà però con l&#8217;esercizio dell&#8217;impianto: sarà il funzionamento effettivo a stabilire se questa grande infrastruttura riuscirà a tenere insieme riduzione della pressione sulle discariche, recupero energetico e contenimento dell&#8217;impatto ambientale. Casablanca sta intanto scegliendo una strada precisa: trasformare un problema urbano, quello della mole incessante di rifiuti, <strong>in una componente della propria infrastruttura energetica</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fonti:</h3>



<p>Reuters, Morocco to build $1.5 billion waste-to-energy plant in Casablanca, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.reuters.com/business/energy/morocco-build-15-billion-waste-to-energy-plant-casablanca-2026-08-04/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.reuters.com/business/energy/morocco-build-15-billion-waste-to-energy-plant-casablanca-2026-08-04/</a></p>



<p>Morocco World News, Morocco Advances $1.5 Billion Casablanca Waste-to-Energy Project, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.moroccoworldnews.com/2026/08/333399/morocco-advances-1-5-billion-casablanca-waste-to-energy-project/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.moroccoworldnews.com/2026/08/333399/morocco-advances-1-5-billion-casablanca-waste-to-energy-project/</a></p>



<p>Hespress, Casablanca to build $1.5 billion waste-to-energy plant by 2030, 2026. Disponibile su: <a href="https://en.hespress.com/143235-casablanca-to-build-1-5-billion-waste-to-energy-plant-by-2030.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://en.hespress.com/143235-casablanca-to-build-1-5-billion-waste-to-energy-plant-by-2030.html</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/per-il-marocco-energia-prodotta-dai-rifiuti-a-casablanca-un-termovalorizzatore-da-15-miliardi-di-dollari.html">Per il Marocco energia prodotta dai rifiuti: a Casablanca un termovalorizzatore da 1,5 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché la Cina ha scelto il Marocco come hub nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-cina-ha-scelto-il-marocco-come-hub-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 11:37:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=526679</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino sta dirottando ingenti investimenti in Marocco. Ecco a cosa punta la Cina e cosa sta succedendo a Rabat.</p>
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<p>Il <strong>Marocco</strong> è diventato <strong>uno dei</strong> <strong>principali hub strategici, economici e commerciali della Cina dell’intera Africa</strong>. Poco importa che Rabat abbia stretto una solida alleanza con Israele e Stati Uniti, e che forse abbia in qualche modo favorito la crisi dei migranti di Ceuta per danneggiare gli interessi della Spagna, la porta cinese per accedere ai mercati europei. Poco importa, insomma, delle preferenze marocchine in politica estera, perché il pragmatismo adottato da Pechino nelle relazioni internazionali consente al Dragone di coltivare rapporti con tutti in nome del proprio interesse nazionale. Da questo punto di vista il Marocco é un perno ideale per consentire al gigante asiatico sia di penetrare nel continente africano che si implementare la presenza nel Mediterraneo.</p>



<p>Negli ultimi cinque anni <strong>i due Paesi hanno stretto accordi per importanti progetti infrastrutturali</strong> e <strong>siglato diversi patti commerciali</strong>. Nel settore manifatturiero, per esempio, decine di aziende cinesi hanno effettuato investimenti multimiliardari per stabilire fabbriche (per componenti di veicoli elettrici, batterie e materiali strategici ) in territorio marocchino. Per quale motivo? Bisogna considerare molteplici fattori che riguardano Rabat: la stabilità politica, accordi di libero scambio con l&#8217;Unione europea e gli Stati Uniti, abbondanti riserve di fosfato &#8211; cruciali per la produzione di batterie &#8211; e una posizione privilegiata, a soli 14 chilometri dall&#8217;Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli affari della Cina in Marocco</h2>



<p>Dal punto di vista di Pechino, ha ricordato il quotidiano spagnolo <em><strong>El Mundo</strong></em>, il Marocco può svolgere un ruolo simile a quello che il Vietnam ha assunto in Asia: essere cioè una piattaforma industriale attraverso la quale rifornire i mercati occidentali di beni cinesi, aggirando alcune delle crescenti barriere commerciali che interessano le esportazioni che provengono direttamente da oltre Muraglia. Attenzione, inoltre, al dossier delle infrastrutture. Le aziende statali cinesi <strong>partecipano infatti a progetti ferroviari, energetici e portuali</strong>. Un esempio? Il porto di <strong>Tanger Med</strong> &#8211; il più grande del Mediterraneo e <strong>uno dei principali centri di traffico container del mondo</strong> &#8211; si è affermato come un nodo logistico di enorme valore per le catene di approvvigionamento cinesi. Da qui le merci possono essere distribuite rapidamente in Europa e in Africa occidentale, rafforzando il ruolo del Marocco come piattaforma logistica con portata continentale.</p>



<p>E consentendo alla <strong>Cina</strong> di realizzare profitti considerevoli. Nel frattempo <strong>Yu Jinsong</strong>, ambasciatore cinese a Rabat, ha dichiarato che le relazioni bilaterali stanno attraversando un momento favorevole e che <strong>nei prossimi cinque anni ci sarà una stretta collaborazione sino-marocchina</strong> incentrata sulla costruzione di un quadro economico comune. Questo sforzo dovrebbe concentrarsi sull&#8217;eliminazione delle tariffe, sul trasferimento di tecnologia dalla Cina e sulla firma di accordi per l&#8217;energia sostenibile. Il rafforzamento delle relazioni bilaterali è decollato con <strong>la visita del re Mohamed VI a Pechino nel maggio 2016</strong>, dove sono stati firmati accordi che stabiliscono il partenariato strategico tra Cina e Marocco. Da allora, il commercio tra i due Paesi è cresciuto in modo significativo, guidato da collaborazioni su progetti per lo sviluppo del <em>Global South</em> e della <em>Belt and Road Initiative.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Dragone a Rabat</h2>



<p>La <strong>Cina</strong> è attualmente il <strong>terzo maggiore partner commerciale internazionale del Marocco</strong> e il secondo per investimenti nel settore dell’energia sostenibile nel Paese. <strong>Nel 2025, il commercio bilaterale tra i due Paesi ha raggiunto i 10,96 miliardi di dollari,</strong> in aumento rispetto ai 9,04 miliardi del 2024. Nello stesso anno, le esportazioni cinesi verso il Marocco hanno raggiunto i 9,88 miliardi di dollari, mentre le importazioni dal Marocco si sono attestate a 1,08 miliardi. Si prevede che gli investimenti cinesi nel Paese supereranno i 10 miliardi di dollari nel prossimo futuro. Le relazioni economiche tra i due Paesi si concentrano principalmente su due ambiti: il trasferimento di tecnologia e gli investimenti nell’idrogeno verde e nelle energie rinnovabili. Il Marocco esporta soprattutto materie prime, tra cui semiconduttori e derivati del fosfato, mentre la Cina fornisce componenti per veicoli elettrici, prodotti di telefonia e altri beni a maggior valore aggiunto.</p>



<p>Nel settore energetico, <strong>la Cina mira a inserirsi nel processo di transizione del Marocco</strong>, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di coprire il 52% del consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2030. In questo contesto, il Marocco rappresenta un partner strategico anche per la sua straordinaria disponibilità di risorse naturali: <strong>il Paese possiede infatti quasi il 70% delle riserve mondiali di fosfato</strong>, una materia prima fondamentale per l’agricoltura. La rilevanza di questa risorsa è ulteriormente accresciuta dall’importanza della sicurezza alimentare a livello globale, in particolare per la Cina, il secondo Paese più popoloso al mondo, con circa 1,4 miliardi di abitanti. Un esempio concreto della crescente cooperazione industriale è rappresentato da BTR New Material Group, produttore cinese di materiali per batterie al litio, che sta realizzando nel Paese progetti dedicati alla produzione di materiali per catodi e anodi e che dovrebbe creare oltre 1.100 posti di lavoro qualificati. Il Marocco, principale esportatore mondiale di fosfato e <strong>dotato di significative risorse di cobalto e litio</strong>, sta così sfruttando la propria base mineraria per sviluppare una nuova filiera industriale nel settore energetico, capace di collegare le risorse marocchine, la capacità di lavorazione cinese e i mercati europei.</p>



<p>Negli ultimi due anni, ha sottolineato il <em><strong>New York Times</strong></em>, gli investimenti a Rabat e dintorni da parte di produttori cinesi di energia, veicoli elettrici e batterie sono aumentati in maniera vertiginosa, sfiorando quasi i 10 miliardi di dollari. Ci sono decine di aziende d’oltre Muraglia che stanno aprendo, o hanno già aperto, sedi in loco, a conferma della crescente importanza che Pechino assegna al Marocco.</p>
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		<title>Marocco, Spagna e il flusso &#8220;anomalo&#8221; di migranti a Ceuta: intervista a Kelly Greenhill</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/marocco-spagna-e-il-flusso-anomalo-di-migranti-a-ceuta-intervista-a-kelly-greenhill.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 22:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ceuta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-1024x544.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-1536x816.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-600x319.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi migratoria di Ceuta appare plausibilmente orchestrata come segnale politico: intervista alla docente Kelly Greenhill</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ceuta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-1024x544.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-1536x816.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080716083574_785757bfb69d85e5ec173fbfeb6b7ee1-e1786111763482-600x319.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra il 30 luglio e il 1° agosto 2026, tra le <strong>50.000 e 60.000 persone</strong> hanno forzato il confine di Ceuta, con un bilancio di almeno 72 morti. Un’ondata che tutto pare tranne che un fenomeno completamente &#8220;spontaneo&#8221;. Per comprendere la natura di questo episodio – segnale politico, avvertimento o inizio di una strategia più ampia? – abbiamo interpellato <strong>Kelly M. Greenhill</strong>, professoressa di scienza politica e autrice di &#8220;<strong><em><a href="https://www.leg.it/index.php?route=product/product&amp;product_id=410" type="link" id="https://www.leg.it/index.php?route=product/product&amp;product_id=410">Armi di migrazione di massa. Deportazione, coercizione e politica estera</a></em></strong>&#8221; (Leg), una delle voci più autorevoli a livello mondiale sull&#8217;uso strumentale dei flussi migratori.</p>



<p><strong>Professoressa Greenhill, partiamo dagli eventi più recenti. La stampa spagnola ha descritto l’episodio come un’operazione orchestrata alimentata dai social media, con video virali di giovani che urlano «Spagna è aperta» e si tuffano in mare. Si parla già di un altro assalto pianificato per il 15 agosto. Che idea si è fatta?</strong></p>



<p>«I dati che ho visto – voci circolate online e via messaggi – suggeriscono che&nbsp;<strong>è possibile</strong>&nbsp;che l’episodio sia stato orchestrato, ma non è definitivo. Servono più dati. Inoltre, al momento non ho motivo di ritenere che l’incidente sia stato&nbsp;<strong>coercitivo</strong>. Le evidenze pubbliche finora disponibili indicano che potrebbe essere stato orchestrato – e i post sui social, i messaggi che incoraggiavano le persone a muoversi possono essere considerati elementi a sostegno – ma questi dati non sono di per sé decisivi e non puntano da soli verso la coercizione».</p>



<p>Per poter codificare un caso come migrazione coercitiva ingegnerizzata, tre domande devono ricevere una risposta affermativa conclusiva:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Esistono evidenze di orchestrazione?</strong>&nbsp;Se sì, allora…</li>



<li><strong>Esistono evidenze di intento strategico</strong>&nbsp;– cioè che l’evento sia stato compiuto in perseguimento di obiettivi politici, militari e/o economici? Se sì, allora si può parlare di migrazione “armata” o strategicamente ingegnerizzata. E se sì, allora…</li>



<li><strong>Esistono evidenze che l’attore che sta orchestrando strategicamente lo faccia per costringere il target a cedere alle proprie richieste?</strong></li>
</ol>



<p>Detto questo, un funzionario europeo di cui mi fido ha suggerito che il Marocco potrebbe aver istigato l’episodio per esprimere il proprio disappunto per il riavvicinamento della Spagna all’Algeria. È plausibile e, se fosse vero, si tratterebbe di un episodio di quella che chiamo migrazione&nbsp;<strong>“esportiva” ingegnerizzata</strong>&nbsp;– cioè progettata per mettere a disagio e «imbarazzare», ma non per esercitare una coercizione. Ciò significherebbe che le domande 1 e 2 trovano risposta affermativa, ma non la 3 (o almeno non sulla base di ciò che sappiamo attualmente). Servirebbero dati ulteriori e diversi prima di poter avanzare qualsiasi affermazione del genere. Non definirei l’episodio una guerra ibrida contro la Spagna: mi sembra un’iperbole non supportata dalle evidenze disponibili».</p>



<p><strong>La crisi è scoppiata poco dopo la visita del premier spagnolo Sánchez in Algeria, rivale storico del Marocco per il Sahara Occidentale. La stampa tedesca, ad esempio, ha scritto che l’assalto a Ceuta «con ogni probabilità» è stato scatenato proprio da quella visita. Quanto peso hanno queste tensioni diplomatiche nell’innescare crisi migratorie strumentalizzate? Fino a che punto la migrazione diventa un proxy di altri conflitti?</strong></p>



<p>«Come ho detto sopra, questa affermazione sembra plausibile ma non è stata dimostrata (almeno nelle evidenze che ho visto). Gli episodi di migrazione ingegnerizzata/armata sono piuttosto comuni. A volte sono effettivamente scatenati da eventi di questo tipo. Ma le fonti e i fattori scatenanti sono variegati quanto i molteplici obiettivi per cui si ricorre alla weaponization. E sì, a volte la migrazione può diventare uno strumento non militare di <em>statecraft</em> e persino una sorta di <em>proxy</em> di altri conflitti. Ma non sempre e non ovunque. Si tratta di uno strumento che assume molte forme e ha molti usi. I soli tentativi coercitivi superano i 100 dal momento in cui è entrata in vigore la Convenzione sui rifugiati del 1951, e la coercizione è solo uno dei tanti obiettivi per cui viene impiegato questo strumento molto poco umanitario, ma relativamente di routine».</p>



<p><strong>Il governo marocchino ha ufficialmente attribuito la responsabilità alla disinformazione sui social media e ai trafficanti. Tuttavia, molti osservatori ritengono che Rabat abbia deliberatamente allentato i controlli di frontiera per inviare un messaggio a Madrid. A differenza di altri episodi, come quello orchestrato dalla Bielorussia nel 2021, qui non c’è stata una minaccia esplicita. Cambia la natura della coercizione? Si tratta di un avvertimento, di un segnale politico o dell’inizio di una strategia di più lungo periodo?</strong></p>



<p>«È una buona domanda a cui non ho (almeno per ora) una risposta. Per quanto ne so, non c’è stata una minaccia esplicita neanche da parte della Bielorussia nel 2021. Anche quello sembra essere stato un caso di migrazione “esportiva” piuttosto che coercitiva – interpretazione che ho proposto nel mio articolo del 2022 su&nbsp;<em>Foreign Affairs</em>, supportata da interviste con decisori europei.</p>



<p>L’episodio di Ceuta del 2021, invece, è stato coercitivo (si veda ad esempio:&nbsp;<a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2021/06/01/morocco-weaponized-migration-punish-spain-thats-more-common-than-you-think/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.washingtonpost.com/politics/2021/06/01/morocco-weaponized-migration-punish-spain-thats-more-common-than-you-think/</a>)».</p>



<p><strong>L’Italia ha chiesto un vertice straordinario dell’UE e ha temporaneamente reintrodotto i controlli di frontiera con la Spagna, temendo che il flusso migratorio possa proseguire verso altri Paesi europei. L’UE stessa ha tenuto una riunione di emergenza. Ritiene che queste misure siano una risposta adeguata alla minaccia della migrazione strumentalizzata, o rischiano di essere solo un palliativo?</strong></p>



<p>«Il nuovo patto europeo sulla migrazione, entrato in vigore a giugno, contiene teoricamente una serie di disposizioni che dovrebbero aiutare l’UE a gestire gli afflussi migratori, qualunque ne sia la causa. La questione aperta riguarda l’attuazione a livello nazionale, internazionale e regionale».</p>



<p><strong>Infine, quali sono secondo lei gli scenari futuri? L’arma della migrazione di massa è destinata a diventare uno strumento sempre più diffuso nelle relazioni internazionali?</strong></p>



<p>«Questa domanda è troppo ampia e importante per affrontarla in modo semplice e superficiale. L’essenziale è che Stati, istituzioni sovranazionali e organizzazioni internazionali stiano riflettendo su questa questione ed elaborando strategie di risposta che preservino la sovranità e la sicurezza degli Stati e proteggano i diritti individuali e umani. È impegnativo, ma assolutamente possibile, con sufficienti risorse umane, mezzi e volontà politica. Nulla è inevitabile. Dato che l&#8217;uso delle migrazioni come arma è in uso almeno dall’epoca del Secondo Impero assiro, non credo che scomparirà. Ma non è detto che debba diventare necessariamente sempre più diffusa».</p>



<p><strong>E quali contromisure efficaci possono adottare l’Unione europea e i singoli Stati per rispondere a questo tipo di minaccia?</strong></p>



<p>«Fare giustizia a questa domanda richiederebbe una risposta più lunga di quanto abbia tempo di fornire, soprattutto perché la natura delle risposte disponibili varia in base al tipo di movimento di popolazione, al fatto che chi si muove siano rifugiati o migranti, a ciò che chi arma la migrazione cerca di ottenere, a quanto controllo abbia sui flussi, e così via. Inoltre, nessuna delle opzioni politiche disponibili è una soluzione miracolosa. Tutte hanno pro e contro. Il capitolo 6 del mio libro <em>Weapons of Mass Migration</em> delinea una serie di possibili risposte agli episodi coercitivi. Ma come emerge dalle mie risposte precedenti, la coercizione è tutt’altro che l’unico obiettivo dell&#8217;uso delle migrazioni come arma. E non tutti i movimenti di popolazione sono orchestrati o armati. Driver diversi, attori diversi, soluzioni diverse».</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/marocco-spagna-e-il-flusso-anomalo-di-migranti-a-ceuta-intervista-a-kelly-greenhill.html">Marocco, Spagna e il flusso &#8220;anomalo&#8221; di migranti a Ceuta: intervista a Kelly Greenhill</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spagna-Marocco anche nel calcio? Il Times punge Infantino sulla finale del 2030</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/spagna-marocco-anche-nel-calcio-il-times-punge-infantino-sulla-finale-del-2030.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Fifa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525602</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fifa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La leadership sulla Fifa di Gianni Infantino sembra sempre più precaria e le prospettive di una rielezione sembrano ora problematiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/spagna-marocco-anche-nel-calcio-il-times-punge-infantino-sulla-finale-del-2030.html">Spagna-Marocco anche nel calcio? Il Times punge Infantino sulla finale del 2030</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fifa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/infantino-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>leadership sulla Fifa</strong> di <strong>Gianni Infantino</strong> sembra sempre più precaria e dopo il dietrofront netto che la sortita della Uefa ha imposto sul piano di privatizzazione di parte della gestione commerciale dei Mondiali di calcio per il presidente dell&#8217;organo di governo del calcio mondiale le prospettive di una rielezione a marzo sembrano essere passate da certe a problematiche: e ora emerge dal Regno Unito un&#8217;altra rivelazione che, se confermata, avrebbe del clamoroso. Il <em>Times</em> ha scritto che la Fifa sarebbe fortemente intenzionata a garantire che nel futuro Mondiale 2030, che Spagna, Marocco e Portogallo ospiteranno congiuntamente, sia <strong>il </strong><a href="https://www.theplan.it/whats_on/grand-stade-hassan-ii-una-tenda-monumentale-a-casablanca"><strong>regno nordafricano a ospitare la finale allo Stadio Hassan II di Casablanca</strong>, impianto faraonico in via di costruzione </a>che con 115mila spettatori dovrebbe essere, a lavori ultimati, il più grande del mondo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Fifa smentisce, la politica e il calcio si sommano</h2>



<p>Netta la smentita da parte dell&#8217;organo di Zurigo a riguardo. La Fifa ha affermato che la sede della finale &#8220;sarà scelta a tempo debito&#8221;. Tutto questo è avvenuto mentre il presidente ha convocato nei <a href="https://www.nytimes.com/athletic/7492523/2026/08/04/gianni-infantino-fifa-meeting-world-cup-sale/">pressi della capitale marocchina <strong>Rabat</strong></a> un summit ha in cui ha espresso le sue scuse per gli <a href="https://www.ft.com/content/733848fd-fd69-4764-b5a3-5f8fa14019f8?syn-25a6b1a6=1">errori compiuti </a>nel presentare il piano di apertura di mercato. La scelta sarà delicatissima. Del resto, <strong>l&#8217;altro stadio in ballo per la finale</strong> non è un impianto qualunque, ma il leggendario <strong>Santiago Bernabeu di Madrid,</strong> negli scorsi anni rinnovato e ammodernato profondamente, stadio simbolo della nazionale che attualmente è campione d&#8217;Europa e del mondo e del club più blasonato della storia del calcio globale, quel <strong>Real Madrid</strong> che vanta 36 titoli spagnoli e ben 33 trofei internazionali, di cui 15 Champions League.</p>



<p>Tutto questo avviene nel pieno di una partita per la governance del calcio globale in cui Infantino intende giocare tutte le sue carte e su cui vuole rilanciare dopo aver visto, a valle del Mondiale, <strong>dissiparsi una posizione di forza</strong> sulla scia di iniziative che, col senno di poi, sono apparse rapsodiche e disomogenee.  Non prendere in considerazione la <strong>prevedibile rivolta della Uefa, cuore del calcio globale, contro la proposta di apertura ai privati</strong> e non mettere in conto che l&#8217;aperta vicinanza del capo della Fifa al presidente Usa Donald Trump potesse creare dei malumori è stato un indubbio errore politico che controbilancia i brillanti risultati economici che, dati alla mano, Infantino può rivendicare per la kermesse iridata.</p>



<p>E del resto, il Mondiale 2030 sarà un&#8217;evoluzione ulteriore della maxi-edizione appena conclusasi. Sarà il secondo mondiale a 48 partecipanti, vedrà <strong>per la prima volta Paesi di due confederazioni, la Uefa e la Caf africana, co-ospitanti</strong>, sarà la Coppa del Mondo del centenario e, di fatto, si giocherà in tre continenti perché <strong>Argentina, Paraguay e Uruguay</strong> ospiteranno le gare inaugurali proprio in onore della pioneristica edizione del 1930 vinta dalla Celeste di Montevideo. Se Infantino vincerà la rielezione a marzo, vi arriverà ancora da presidente nel suo quarto mandato. <strong>Ci arriverà? La sfida è aperta</strong>: nei giorni scorsi il Galles ha aperto la breccia,<a href="https://www.bbc.com/sport/football/articles/ckg9z094v8go"> ritirando ufficialmente il supporto</a> e, come ha scritto Valerio Moggia,<a href="https://it.insideover.com/politica/la-giordania-contro-infantino-trump-puo-essere-lago-della-bilancia.html" type="post" id="525494"> ha fatto rumore lo <strong>smarcamento della Giordania</strong></a>, mentre a favore del <a href="https://www.theguardian.com/football/2026/aug/04/fifa-which-confederations-could-support-gianni-infantino-or-turn-against-him">presidente il <em>Guardian</em></a> segnala esserci la Caf, la rappresentante delle 54 federcalcio africane. Ad oggi, va detto, un vero &#8220;anti-Infantino&#8221; non c&#8217;è, anche se non mancano i profili <a href="https://www.espn.com/soccer/story/_/id/49536495/fifa-president-gianni-infantino-challengers-montagliani-al-khalifa-al-khelaifi-world-cup-elections">identificati come potenziali candidati.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Mondiale e tante sfide</h2>



<p>In tal senso, la partita per la prossima kermesse iridata si gioca su più prospettive. L&#8217;avvicinamento alla Coppa del Mondo sarà un banco di prova <strong>per i rapporti di forza nel calcio mondiale</strong>; sarà una prova del nove per capire se la Uefa manterrà la compattezza nella sua linea verso la gestione del mondo del pallone condotta da Infantino; a suo modo, testerà degli equilibri politici che in questi ultimi giorni sono emersi concretamente e dovrà chiamare in campo anche gli stessi governi di <strong>Spagna e Marocco: così come Madrid e Rabat dovranno trovare una quadra</strong> sull&#8217;attuale tensione politica, connessa ai <strong>drammatici fatti di Ceuta della scorsa settimana</strong>.  dovranno ricordare, nel contesto della<a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-il-compromesso-di-sanchez-su-commercio-immigrazione-e-sahara.html" type="post" id="498718"> loro relazione inevitabile e profonda,</a> che la Coppa del Mondo sarà una vetrina per entrambi i Paesi e che potrebbe essere <strong>quntomeno critico trasformarla in un fattore di divisione</strong>. </p>



<p>Ad oggi il dualismo sulla finale c&#8217;è ed esiste, anche perché, prosaicamente, un solo stadio potrà ospitarla e il dualismo tra modernità e tradizione, tra il Bernabeu e l&#8217;Hassan II, tra il Paese campione del mondo e la potenza emergente del calcio africano, racconta molto di queste tendenze. Ma il Mondiale 2030 sarà il Mondiale di entrambi i Paesi (e del Portogallo, ovviamente) ed è comune interesse che sia un successo. Quattro anni passano in fretta. Infantino o non Infantino, il tema resterà. E sarà una sfida comprendere quanto la partita per la finale sia effettivamente un proxy della sfida per il futuro controllo dell&#8217;organo di Zurigo o sia destinata a non diventare effettivament eun fattore di divisione.</p>
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		<title>Ceuta, la frontiera incerta dell&#8217;Europa tra dibattito su Schengen e crisi politiche</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/ceuta-la-frontiera-incerta-delleuropa-tra-dibattito-su-schengen-e-crisi-politiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731140750518_f16b793ee5df1ddbaec25fd1d4157958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731140750518_f16b793ee5df1ddbaec25fd1d4157958.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731140750518_f16b793ee5df1ddbaec25fd1d4157958-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731140750518_f16b793ee5df1ddbaec25fd1d4157958-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731140750518_f16b793ee5df1ddbaec25fd1d4157958-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731140750518_f16b793ee5df1ddbaec25fd1d4157958-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731140750518_f16b793ee5df1ddbaec25fd1d4157958-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi migratoria di Ceuta, con l'ingresso massiccio di oltre 50mila migranti, ha scatenato tensioni politiche in Europa </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ceuta-la-frontiera-incerta-delleuropa-tra-dibattito-su-schengen-e-crisi-politiche.html">Ceuta, la frontiera incerta dell&#8217;Europa tra dibattito su Schengen e crisi politiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il governo spagnolo di <strong>Pedro Sanchez</strong> è sotto assedio politico dopo che <strong>oltre 50mila migranti</strong> si sono riversati attraverso le frontiere e a nuoto nell&#8217;enclave africana di <strong>Ceuta, affacciata sul Mar Mediterraneo</strong> e circondata dal territorio marocchino, in un&#8217;infrazione del confine che supera di gran lunga quella del 2021, con un numero quintuplo di attraversamenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Ceuta e il nodo Schengen</h2>



<p>Nella drammatica giornata del 30 luglio, durante la quale 24 persone hanno perso la vita durante lo sconfinamento, è andata in scena una delle più critiche problematiche legata alle frontiere esterne dell&#8217;Unione Europea, che ha prodotto risultati politici dirompenti: l&#8217;<strong>Italia del governo di Giorgia Meloni ha paventato l&#8217;ipotesi di sospendere lo spazio Schengen,</strong> che consente la libera circolazione delle persone, con Madrid. <a href="https://www.politico.eu/article/ceuta-crisis-migration-france-spain-border-checks-schengen-unity-morocco/">Voci critiche</a> della gestione spagnola si sono levate anche in Finlandia e Svezia. <a href="https://swedenherald.com/article/spain-court-ruling-may-be-behind-surge-of-migrants-to-ceuta">Dalle destre europee</a> è partito un netto attacco alle presunte politiche lassiste della Spagna sui migranti, anche se il premier socialista spagnolo ha promesso risolutezza nel rimpatrio degli irregolari e manifestato la sua critica per il presunto ruolo delle bande di trafficanti dietro l&#8217;ingresso massivo a Ceuta.</p>



<p>Invocare la restrizione potenziale della della libera circolazione delle persone, una delle architravi del diritto europeo, è possibile per ragioni di <strong>sicurezza nazionale o ordine pubblico:</strong> è prassi durante grandi manifestazioni pubbliche, come le Olimpiadi, per periodi temporanei e può essere estesa in forma straordinaria per un semestre in circostanze uniche nel loro genere. La Francia, ad esempio, lo <strong>fece dopo gli attacchi del Bataclan nel <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/paris-attack-france-may-have-closed-its-borders-but-in-reality-its-unable-to-control-them-a6735211.html">novembre 2015</a></strong> e, non a caso, sapendo a Parigi la rilevanza del tema per ora dal <strong>governo di Sebastien Lecornu</strong> è arrivato un appello generico a rafforzare il controllo delle frontiere di terra con la Spagna, <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2026/07/31/ceuta-le-premier-ministre-espagnol-se-rend-sur-place-alors-que-les-migrants-continuent-d-arriver-du-maroc_6737119_3210.html?srsltid=AfmBOoqiwGpac5d0WkK_XqwhxHvYLSTMv1a_2BJZNeLoh1eSXTC-7hGb">come detto dal Ministro dell&#8217;Interno Laurent Nunez.</a> </p>



<p>Parimenti, appare quantomeno <strong>problematico pensare che l&#8217;esodo di Ceuta, che manifesta un dramma umano pesante e ha portato una conta dei morti onerosa,</strong> possa impattare sugli afflussi nell&#8217;Europa continentale: Ceuta è sul suolo africano, non c&#8217;è pressoché possibilità di vedere un ulteriore esodo verso il Vecchio Continente. <strong>Sarebbe come se dopo un&#8217;ondata massiccia di sbarchi marittimi a Lampedusa</strong> qualcuno in Europa imponesse la stessa proposta verso l&#8217;Italia. Il rischio di un&#8217;isteria securitaria non va esclusa, ed è da capire se l&#8217;Europa odierna sia disposta ad accettarne il prezzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tensione delle frontiere e il precedente di Ceuta del 2021</h2>



<p>Il nodo strategico è legato al <strong>concetto di sicurezza dell&#8217;Europa che la crisi di Ceuta</strong> pone in emersione. Lo shock, amplificato mediaticamente e sui social, dell&#8217;esodo di massa, tocca un Vecchio Continente dove la questione migratoria è estremamente divisivo, da ben prima del caso di Ceuta, ultima frontiera della Ue. Questa cittadina da oltre seicento anni presidio della Corona di Spagna ha conosciuto già in passato crisi di questo tipo. E non è detto che anche la loro genesi non possa essere politica. La lezione della crisi tra Marocco e Spagna del 2021 è emblematica.</p>



<p>&#8220;L&#8217;ultimo attraversamento di massa del confine, avvenuto nel maggio 2021, si è verificato dopo che il Marocco aveva allentato i controlli alle frontiere a seguito di una disputa diplomatica con la Spagna, scoppiata in seguito alla decisione di quest&#8217;ultima di consentire al leader del movimento indipendentista del <strong>Sahara Occidentale</strong>, il Fronte Polisario, di essere curato per il Covid-19 in Spagna&#8221;,<a href="https://www.theguardian.com/world/live/2026/jul/31/cueta-spain-morocco-italy-migration-schengen-europe-latest-news-updates?CMP=share_btn_url&amp;page=with%3Ablock-6a6c84818f08448bd1b0bd59#block-6a6c84818f08448bd1b0bd59">nota il Guardian, che apre alla prospettiva che &#8220;</a>la crisi di Ceuta potrebbe essere legata a problemi diplomatici tra Spagna e Marocco&#8221;, Paese con cui Madrid ha una relazione <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-il-compromesso-di-sanchez-su-commercio-immigrazione-e-sahara.html&amp;ved=2ahUKEwje4JuD8vyVAxWo9rsIHeNoJbgQFnoECB4QAQ&amp;usg=AOvVaw0AycKbZUtlcuoeEkUFJ-Mv">strutturata e complessa al tempo stesso,</a> dopo che Sanchez di recente ha risolto un&#8217;annosa crisi diplomatica con l&#8217;Algeria, rivale di Rabat, visitandola nelle scorse settimane. Un&#8217;ipotesi di cui non ci sono prove definitive, mentre dal Marocco continua un profondo silenzio, ma che non può essere esclusa <strong>alla luce dell&#8217;ormai consolidato trend che vede l&#8217;arma migratoria</strong> usata come strumento di pressione politica in vari contesti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le lezioni della storia recente</h2>



<p>&#8220;Il Marocco possiede una capacità consolidata e calibrata per la gestione del controllo delle frontiere lungo l&#8217;unico confine terrestre diretto dell&#8217;Europa con il continente africano, mantenendo la capacità pratica di inasprire o allentare l&#8217;accesso fisico in base alla propria valutazione strategica&#8221;,<a href="https://www.ynetnews.com/opinions-analysis/article/bjk34zkbme"> nota <em>Ynet</em>,</a> e per l&#8217;Europa altri casi simili in passato hanno riguardato, in maniera ben più esplicita, <a href="https://ecre.org/lithuania-parliament-vote-to-legalise-pushbacks-leading-ngos-and-academics-denounce-hungarian-border-hunter-model/">la pressione scatenata dalla <strong>Bielorussia al confine con la Polonia e i Paesi Baltici</strong> a partire dall&#8217;estate 2021</a> aprendo i cordoni dei flussi migratori al confine, fatto che già allora fu tema di dibattito, venendo considerato come <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-tra-bielorussia-e-polonia-si-parla-di-guerra-ibrida.html">un potenziale caso di <strong>guerra ibrida scatenata da Minsk.</strong></a> In precedenza, era stata la Turchia ad essere accusata di usare la leva migratoria tramite la rotta anatolica che sfociava nei Balcani come strumento di pressione<a href="https://refugeeresearchonline.org/the-eu-turkey-deal-breakdown-how-securitisation-narratives-are-reproduced-through-externalisation/"> per spuntare i vantaggiosi accordi con cui l&#8217;Unione Europea</a> ha finanziato Ankara in cambio del controllo dei flussi provenienti dal Levante. </p>



<p>In una fase in cui l&#8217;Europa e le sue popolazioni sono <strong>estremamente sensibili alla tematica migratoria e securitaria</strong> l&#8217;episodio di Ceuta divide e fa scalpore, le lezioni della storia recente vanno tenute in mente. E devono far riflettere sull&#8217;impatto profondo di fenomeni che, va ricordato, hanno prima di tutto al centro esseri umani, vite spesso ridotte a numeri in statistiche di massa sui dati degli attraversamenti, dei respingimenti o, purtroppo, dei morti. Vite che in un mondo caotico e terribile sono trasportate di sfruttamento in sfruttamento, di strumentalizzazione in strumentalizzazione, e il cui dramma individuale contribuisce a plasmare la storia presente. Senza, probabilmente, che per loro ci sia la prospettiva di un destino migliore. E questo è un dato che va analizzato con altrettanta profondità di ogni discorso sulla<strong> chiusura delle frontiere europee</strong> o l&#8217;uso strategico della leva migratoria.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ceuta-la-frontiera-incerta-delleuropa-tra-dibattito-su-schengen-e-crisi-politiche.html">Ceuta, la frontiera incerta dell&#8217;Europa tra dibattito su Schengen e crisi politiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pegasus-Marocco, l&#8217;inchiesta tra cyber-spionaggio e il triangolo con Israele e Emirati</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/pegasus-marocco-linchiesta-tra-cyber-spionaggio-e-il-triangolo-con-israele-e-emirati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marocco" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo un'inchiesta del consorzio giornalistico guidato da Forbidden Stories, emergono prove dell'utilizzo dello spyware israeliano. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/pegasus-marocco-linchiesta-tra-cyber-spionaggio-e-il-triangolo-con-israele-e-emirati.html">Pegasus-Marocco, l&#8217;inchiesta tra cyber-spionaggio e il triangolo con Israele e Emirati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marocco" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ombra di Pegasus si staglia sul Marocco: secondo un&#8217;inchiesta di un consorzio giornalistico guidato da <a href="https://forbiddenstories.org/how-did-morocco-become-addicted-to-tracking-down-its-opponents-with-spyware/">Forbidden Stories</a> e comprendente testate del calibro del <em>Guardian</em>, di <em>Le Monde </em>e di <em>Haaretz</em> per un totale di 14 media, starebbero emergendo pesanti prove dell&#8217;utilizzo dello spyware israeliano che consente infezioni a distanza di telefoni cellulari e altri <em>device</em>, sviluppato dal gruppo israeliano Nso, da parte del governo di Rabat fin dal 2017. A operarlo sarebbe stata la <em>Direction Générale de la Surveillance du Territoire</em> (Dgst), l&#8217;intelligence interna marocchina, per almeno quattro anni, secondo quanto ha dichiarato un ex insider consultato dai media che hanno condotto l&#8217;inchiesta.</p>



<p>Gli obiettivi? <strong>Membri del Fronte Polisario,</strong> l&#8217;organizzazione che si batte per l&#8217;indipendenza del Sahara Occidentale, come l&#8217;attivista <strong>Aminatou Haidar</strong>, attivisti, politici e giornalisti francesi e spagnoli. Secondo le fonti che hanno lavorato al rapporto si potrebbe sospettare anche il fatto che Pegasus sia stato utilizzato per cercare di intercettare degli <strong>esponenti di primo piano del governo spagnolo</strong>: il Guardian scrive che secondo l&#8217;inchiesta sarebbe riconducibile proprio alla Dgst l&#8217;infezione da parte di Pegasus del cellulare del primo ministro spagnolo <strong>Pedro Sanchez</strong> e della titolare della Difesa, <strong>Margarita Robles</strong>, rivelata dall&#8217;esecutivo di Madrid nel maggio 2022, un anno dopo i fatti. Nel mirino anche il Ministro dell&#8217;Interno Fernando Grande-Marlaska, in una fase critica ove Madrid e Rabat erano intente in un braccio di ferro politico. </p>



<p>La testata britannica riporta che in precedenza <a href="https://www.theguardian.com/news/2026/jul/16/morocco-intelligence-insider-reveals-widespread-use-hacking-software-pegasus">Rabat avrebbe sperimentato anche per la sorveglianza interna</a> questo<a href="https://www.wired.it/attualita/tech/2021/07/24/pegasus-spyware-cose/"> sistema attivabile da remoto </a>e di matrice israeliana, <strong>ritenuto un&#8217;avanguardia della cyberwarfare offensiva.</strong> La testata britannica dice esplicitamente &#8220;recenti analisi indicano che la Dgst potrebbe responsabile degli attacchi mirati contro gli alti funzionari politici spagnoli&#8221; su cui, in precedenza, le inchieste giudiziarie non sono riuscite a fare chiarezza. La pistola fumante per confermare queste accuse, chiaramente, <a href="https://www.france24.com/en/africa/20210722-morocco-threatens-legal-action-over-unfounded-spyware-allegations">non c&#8217;è e va ricordato che il Marocco anche in passato ha sempre <strong>respinto ogni addebito.</strong></a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La gola profonda</h2>



<p>Safir, nome in codice dell&#8217;ex agente marocchino che ha raccontato la storia al consorzio giornalistico, indica peraltro che la copertura per l&#8217;ingresso di Pegasus in Israele sarebbe stata una compagnia emiratina, FSSYS Maroc, che <a href="https://www.occrp.org/en/project/the-pegasus-project/moroccan-government-used-powerful-israeli-pegasus-spyware-to-hack-phone-of-journalist-former-intelligence-officer-says">a detta dell&#8217;Organized Crime and Corruption Reporting Project avrebbe avuto</a> formalmente un contratto con la società israeliana, che cosi non sarebbe apparsa come fornitrice diretta della Dgst. In tal senso, questo fatto, se confermato, aprirebbe delle chiavi di lettura interessanti: <strong>mostrerebbe la pervasività della cooperazione tra Israele e Emirati Arabi Uniti sul piano strategico</strong> anni prima della firma degli Accordi di Abramo conclusi nel 2020, che ha ufficializzato la distensione; consoliderebbe la relazione tra entrambi i Paesi e il Marocco, che nel dicembre 2020 ha normalizzato a sua volta le relazioni con Israele sulla scia di quanto fatto da Abu Dhabi e dal Bahrein; aprirebbe a un profondo dibattito sul possibile uso dello spionaggio cyber contro gli indipendentisti del Sahara occidentale.</p>



<p>Insomma, l&#8217;inchiesta tocca molti nervi scoperti di una storia misteriosa e che chiama in causa rapporti politici e interessi strategici consolidati e profondi: <strong>Rabat per ora non risponde nel merito anche se va detto che, politicamente, l&#8217;inchiesta</strong> non ha per ora prodotto svolte politiche. Proprio ieri il premier francese <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/07/16/france-morocco-sign-new-partnership-despite-spyware-controversy_6755548_4.html?srsltid=AfmBOor35_Gd_49SvDQKK6UfPj3U3douYGclYYN-SRsqkZqEneLcb-gI">Sebastien Lecornu era in Marocco per rafforzare la partnership con Rabat</a>, attore sempre più strategico al crocevia tra Maghreb e Africa profonda, e Sanchez nei mesi scorsi<a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-il-compromesso-di-sanchez-su-commercio-immigrazione-e-sahara.html"> ha consolidato il rapporto col Paese posto oltre lo Stretto di Gibilterra su commercio e gestione dell&#8217;immigrazione.</a> <strong>In tal senso, è difficile sapere quale sia la verità</strong>: la prudenza resta d&#8217;obbligo, anche se la mole di prove presentata dalle testate coinvolte nell&#8217;inchiesta indubbiamente rivelino che molto resti ancora da scoprire su Pegasus e sui giochi di spie consumati all&#8217;ombra della rete, tra infezioni cyber e rivalità coperte.</p>
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		<title>L&#8217;Europa ha fame di energia? Ci pensano Algeri e Rabat a fornirle il gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/leuropa-ha-fame-di-energia-ci-pensano-algeri-e-rabat-a-fornirle-il-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 13:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-300x232.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1024x792.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-768x594.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1536x1188.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-2048x1584.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tempesta energetica imperversa a tutte le latitudini del globo, ma la risposta al fabbisogno apre scenari molto interessanti per l’Africa. La Nigeria, nazione che vanta&#160; le più grandi riserve di gas nel continente, si appresta a diventare uno dei principali mercati di approvvigionamento per l’Europa, la quale è sempre più determinata ad azzerare le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-ha-fame-di-energia-ci-pensano-algeri-e-rabat-a-fornirle-il-gas.html">[...]</a></p>
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<p>La tempesta energetica imperversa a tutte le latitudini del globo, ma la risposta al fabbisogno apre scenari molto interessanti per l’<strong>Africa</strong>. La <strong>Nigeria</strong>, nazione che vanta&nbsp; le più grandi riserve di gas nel continente, si appresta a diventare uno dei principali mercati di approvvigionamento per l’Europa, la quale è sempre più determinata ad <a href="https://it.insideover.com/politica/bruxelles-stop-al-gas-russo-entro-il-2027-ma-dietro-le-quinte-si-trama-per-il-ritorno.html">azzerare le importazioni di oro blu da Est</a>, ovvero dalla Russia e dai Paesi limitrofi alleati. Per rendere tutto questo una realtà, è necessaria la costruzione di infrastrutture che siano in grado di collegare le sponde del Mediterraneo e qui entrano in gioco due economie emergenti della fascia nordafricana: <strong>Marocco</strong> e <strong>Algeria</strong>.</p>



<p>Rabat e Algeri non vogliono restare alla finestra mentre passa il treno delle opportunità e per questo si ergono a paladini di due grandi opere: il gasdotto <strong>Trans-Sahariano</strong> e il gasdotto <strong>Africa-Atlantico</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prima pietra poggiata dall’Algeria&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Ci sono voluti non pochi decenni prima che il gasdotto Trans-Sahariano potesse vedere la luce. Dopo svariati rinvii e accordi più volte rimasti lettera morta a causa dell’<a href="https://it.insideover.com/politica/sudan-etiopia-congo-jihadismo-le-molte-crisi-che-perturbano-lafrica.html">instabilità endemica che permea tutta l’Africa subsahariana</a>, sembrava che le carte del progetto fossero rimaste chiuse in un cassetto ma <strong>a inizio giugno sono stati avviati i lavori nella regione algerina di Alouf.</strong>&nbsp;</p>



<p>L’infrastruttura, lunga circa 4100 chilometri,&nbsp; attraverserà Nigeria, Niger e Algeria partendo dalla città nigeriana di Warri fino a raggiungere la località nordafricana di Hassi R’Mel da cui già si dirama una fitta rete infrastrutturale in grado di far fluire metri cubi di gas verso l’Italia e la Spagna.&nbsp;</p>



<p>Se il gasdotto Trans-Sahariano dovesse giungere a compimento, l’oro blu che raggiungerà il Vecchio Continente <strong>costituirebbe circa il 10% delle importazioni europee</strong> e altro gas arriverebbe via mare sotto forma di GNL grazie agli impianti di liquefazione algerini di Arzew e Skikda.</p>



<p>Tuttavia, è ancora troppo presto per cantare vittoria. L’opera dovrebbe essere ultimata entro il 2029 ma rispetto agli anni in cui è stata pensata, i costi sarebbero lievitati fino a 20 miliardi di dollari (in principio si aggiravano intorno ai 13 miliardi) <strong>a causa dell’inflazione galoppante che colpisce anche il settore delle infrastrutture e delle attività criminali e terroristiche</strong> che lacerano il tessuto economico-produttivo di gran parte delle zone attraversate dal gasdotto. Perdipiù, <a href="https://it.insideover.com/politica/sahel-cosi-il-marocco-erode-linfluenza-dellalgeria.html">i vicini di casa marocchini </a>stanno già lavorando a un progetto alternativo che darà del filo da torcere alle aspirazioni algerine.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli investitori internazionali che credono nel Marocco</h2>



<p>Nel 2016, la compagnia energetica NNPC e l’ente pubblico marocchino ONHYM siglarono un accordo per <strong>l’edificazione dell’imponente gasdotto Africa-Atlantico</strong>, lungo circa 5.660 chilometri, <strong>che dovrebbe passare da ben 13 Paesi</strong>. La novità rispetto all’infrastruttura finanziata dall’Algeria? L’opera percorrerebbe la costa e non il deserto evitando così le zone maggiormente calde dove i cartelli terroristici rischierebbero di mettere a repentaglio i piani di realizzazione.</p>



<p>Il gasdotto dovrebbe avere origine in Nigeria e terminare in Marocco per poi collegarsi all’infrastruttura già funzionante, ovvero il <strong>Maghreb-Europa</strong>, per fornire metri cubi di oro blu al Vecchio Continente. L’obiettivo non è solo fare affari con gli occidentali, ma anche quello di stimolare investimenti e opportunità di lavoro in nazioni a basso reddito come Costa D’Avorio, Senegal e Mauritania in un ambito che sarà fondamentale nel futuro prossimo come quello dell’energia. La presenza del Marocco nel progetto è un <strong>elemento di sufficiente rassicurazione per <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-usa-ora-puntano-tutto-sul-marocco.html#google_vignette">gli investitori internazionali</a></strong> e la Comunità economica degli Stati dell&#8217;Africa occidentale (ECOWAS), ma ciò non significa che manchino delle perplessità. L&#8217;infrastruttura costerebbe circa 25 miliardi e dovrebbe avere il nullaosta di più di una decina di Paesi la cui stabilità politica è spesso vacillante; inoltre, il progetto vedrebbe la luce dopo più di 20 anni secondo i tempi stimati ma potrebbe essere anche di più considerato che nessuna pietra è stata posata fino a oggi .&nbsp;</p>



<p>Allo stato dell’arte, Algeri ha mosso i primi passi ma Rabat non si dà per vinta e non per nulla sta intessendo una rete di relazioni finanziarie che possano battere la sua vicina sul terreno delle risorse economiche. È ancora presto per i pronostici, ma il Nord Africa potrebbe cambiare gli equilibri energetici in tutta l’area del Mediterraneo.&nbsp;</p>



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