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	<title>Lombardia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Lombardia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dall&#8217;auto alla chimica, l&#8217;industria lombarda e la sfida dell&#8217;Europa. Parla l&#8217;assessore Guido Guidesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dallauto-alla-chimica-lindustria-lombarda-e-la-sfida-delleuropa-parla-lassessore-guido-guidesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 06:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30.jpeg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-768x506.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-600x395.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>L’Europa deve tornare ad essere un luogo dove fare impresa è conveniente, dice l'assessore allo sviluppo economico Guidesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dallauto-alla-chimica-lindustria-lombarda-e-la-sfida-delleuropa-parla-lassessore-guido-guidesi.html">Dall&#8217;auto alla chimica, l&#8217;industria lombarda e la sfida dell&#8217;Europa. Parla l&#8217;assessore Guido Guidesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30.jpeg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-768x506.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-600x395.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>L&#8217;Europa si trova di fronte a bivi importanti per il futuro del suo sviluppo economico e la partita dell&#8217;<strong>industria, ben manifesta nella recente revisione del <a href="https://it.insideover.com/economia/auto-leuropa-annacqua-la-svolta-del-2035-ma-il-problema-e-capire-se-ci-sara-ancora-unindustria.html">piano sull&#8217;automotive</a>, è centrale</strong>. Come sono lette queste dinamiche dai decisori che guidano i territori capofila dello sviluppo europeo? Del tema <em>InsideOver</em> discute oggi con <strong>Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia</strong> nelle giunte guidate da Attilio Fontana dal gennaio 2021.</p>



<p><strong>Assessore, la Lombardia&nbsp;è da sempre un motore manifatturiero europeo, ma oggi l’Europa si trova a un bivio: tra la necessità di rilanciare la competitività industriale e la pressione di transizione ecologica e digitale. Secondo lei, quali sono le priorità assolute per un’Europa che voglia restare leader globale nell’industria avanzata, senza perdere di vista la coesione tra i suoi territori?</strong></p>



<p>&#8220;Crescere economicamente deve essere un obiettivo prioritario. L’Europa può tenere insieme gli obiettivi di transizione ambientale e digitale con la competitività e la stabilità del manifatturiero. Questa è anche la sfida lombarda: essere produttivi e sostenibili continuando a crescere economicamente. Per fare questo però la Commissione Europea deve cancellare le restrizioni e le regolamentazioni che hanno obiettivi univoci e omologati. Le attuale regole limitano l’innovazione e la ricerca. O questa Commissione, cambiando ciò che ha fatto la precedente, rimette al centro urgentemente aziende e cittadini oppure l’impostazione ideologica ci farà raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso la desertificazione industriale. Ma senza produttori non ci può essere né sviluppo né crescita economica&#8221;.</p>



<p><strong>Che ruolo può avere un dialogo tra i territori-guida dell&#8217;Europa per una vera strategia continentale?</strong></p>



<p>&#8220;È fondamentale, i territori sono molto più maturi rispetto agli Stati centrali nel processo di integrazione europea. La Lombardia e altre regioni europee, di stati diversi, che, come noi, contribuiscono positivamente all’economia di tutto il continente, hanno le stesse priorità e la maturità di complementarsi con visioni a lungo termine. Ricerca, formazione, filiere settoriali, servizi; anche su queste tematiche le regioni sono in grado di costruire una strategia europea. Gli stati invece hanno e continueranno ad avere priorità diverse, viste le differenze territoriali al loro interno e visti anche i diversi obiettivi: bilancio in Italia, pensioni in Francia, riarmo in Germania ecc ecc&#8221;.<br> </p>



<p><strong>Quali settori potrebbero beneficiare di una maggiore integrazione tra questi territori, e quali ostacoli (normativi, logistici, culturali) vanno superati per renderla efficace?</strong></p>



<p>&#8220;L’alleanza delle regioni dell’automotive è formata da 40 regioni che rappresentano più stati europei; abbiamo trovato una sintesi tra punti di partenza diversi perché noi ci confrontiamo con la realtà e quindi con stabilimenti a rischio chiusura causa una impostazione (del &#8216;solo elettrico&#8217;) sbagliata che ha avvantaggiato i cinesi. Abbiamo lavorato e messo sul tavolo una serie di proposte alla Commissione condivise anche con componentisti e costruttori. Ecco, noi siamo consapevoli che in futuro non potranno più esserci così tanti costruttori in Europa ma per salvare il settore e rilanciare siamo disponibili ad integrare i nostri &#8216;valori aggiunti&#8217;.La Baviera fa una cosa, la Lombardia un’altra, la Catalunya e via dicendo, così da integrarci e valorizzare le singole peculiarità, per eccellere insieme a livello globale. Questo potrebbe valere in tanti altri settori e questo potrebbe portare un posizionamento europeo più forte sul mercato globale&#8221;.</p>



<p><strong>Oltre all&#8217;automotive ci sono altri settori su cui questo schema è applicato?</strong></p>



<p>&#8220;Un altro esempio sono gli accordi della Lombardia con Baviera e Catalunya nel settore della chimica che vanno esattamente nella direzione di creare una filiera europea integrata e innovativa in tutte le sue componenti per competere a livello globale. Ma ora serve libertà d’azione e la cancellazione di imposizioni rigide che il mercato ha considerato sbagliate. Aggiungiamoci un altro positivo elemento: le nuove generazioni si sentono ampiamente appartenenti al contesto europeo, basta vedere come si muovono, per loro non ci sono più i confini statali&#8221;.<br> </p>



<p><strong>La Cina rimane un competitor formidabile, ma anche un partner commerciale cruciale. I recenti dazi europei su veicoli elettrici e altri prodotti hanno riacceso il dibattito: protezionismo sì o no? Secondo lei, quali sono le misure più efficaci per difendere la manifattura europea senza isolarsi, e come la Lombardia può giocare un ruolo chiave in questa partita?</strong></p>



<p>&#8220;Gli accordi commerciali aiutano la stabilità e la pace perché se c’è interesse comune economico ci sono meno rischi di conflitti. Detto questo il &#8216;protezionismo&#8217; ed i dazi sono conseguenze di regole commerciali globali saltate e che nessuno più rispetta. Allora anche in funzione della stabilità e della sicurezza globale quelle regole commerciali vanno riviste e ricondivise. Di certo noi oggi, dopo aver fatto la transizione ambientale, ci troviamo un distretto siderurgico in Lombardia &#8216;carbon zero&#8217; che è fuori dalla competitività globale causa costi energetici altissimi ed una spietata concorrenza cinese drogata da ingenti sostegni pubblici, priva delle giuste tutele ai lavoratori e senza nessun criterio di sostenibilità ambientale. Per cui fino a quando i leader mondiali non avranno la forza di risedersi intorno al tavolo delle &#8216;regole commerciali&#8217;, noi dobbiamo difenderci dalla concorrenza ma anche imparare dai clamorosi errori per cui rivedere, come dicevo prima, le regole interne europee. Così ci facciamo male da soli e la politica in Europa deve riprendere le redini che ha lasciato per troppi anni in mano a tecnocrati e burocrati lontani dalla realtà&#8221;.</p>



<p><strong>Sul piano della geopolitica, resta attivo il nodo della guerra in Ucraina: se la guerra dovesse concludersi nei prossimi 12-18 mesi, quali sarebbero i primi segni di ‘normalizzazione’ per l’industria lombarda? E quali cambiamenti strutturali (ad esempio nella logistica o negli approvvigionamenti) ritiene irreversibili?&#8221;</strong>.</p>



<p>&#8220;E chi può rispondere a questa domanda? Io mi auguro solo che finisca la guerra quanto prima. Viviamo da troppo tempo in una tempesta di cronaca mediatica che parla solo di guerra, di scontri e di lotte commerciali. Sembra una preparazione a qualcosa di ulteriormente più negativo e grande. C’è differenza tra essere organizzati nella difesa anche tecnologica e raccontare attraverso tutti i media a tutti i cittadini quotidianamente quanto sia importante riarmarsi con il risultato di diffondere paura e insicurezza&#8221;.</p>



<p><strong>In uno scenario geopolitico sempre più frammentato, l’Europa deve scegliere tra autonomia strategica e alleanze (ad esempio con gli USA). Quale modello ritiene più sostenibile per la manifattura lombarda ed europea, e come prepararsi a possibili shock futuri, come nuove crisi energetiche o tensioni commerciali?</strong></p>



<p>&#8220;L’Europa deve tornare ad essere un luogo dove fare impresa è conveniente.<br>Iniziando dall’autonomia energetica, dal riciclo dei prodotti usati e dalle produzioni più strategiche. È fondamentale attraverso la ricerca provare a raggiungere un’autonomia europea strategica che ci consenta di dipendere meno dall’extra Europa. Io sono un atlantista convinto per cui auspico un mercato regolato tra Ue e Usa, un nuovo patto. In Europa troppa inutile burocrazia, troppe regole dirigiste. Va rivisto l’assetto istituzionale, così non può funzionare e non funziona. C’è bisogno di velocità per essere protagonisti con Cina e Usa, bisogna prendere decisioni tempestive e concrete. Un maggior coinvolgimento delle regioni e dei territori aiuterebbe la concretizzazione del sogno europeo, invece mi pare che con la centralizzazione statale dei fondi di coesione si stia andando nella direzione opposta. Però ora davvero non c’è tempo, pensavo che le azioni e le dichiarazioni di Trump potessero essere da incentivo al cambiamento europeo invece mi pare che a Bruxelles si stia immobili e si rimandi qualsiasi decisione. Ma oggi rimandare vuol dire perdere. Solo la politica può sistemare questa situazione e per cui mi aspetto dai leader europei, degli stati europei, singoli passi indietro per farne tanti avanti tutti insieme&#8221;.<br> </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-499770" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Guido Guidesi</figcaption></figure>



<p><strong>In un clima di competizione crescente, ritiene che la scelta della Germania di puntare sul riarmo come leva per affrontare la propria crisi industriale sia funzionale al rilancio dell’economia europea nel suo complesso o che i rischi superino le prospettive di sviluppo?</strong></p>



<p>&#8220;Non sarà funzionale all’economia europea e nemmeno a quella tedesca. Non si può sostituire un&#8217;industria come quella dell’automotive con l’industria della difesa. Numeri diversi, competenze, formazione, certificazioni ma il tema non è quello.<br>Se prima si facevano auto ovviamente per dare continuità alle produzioni bisognava anche venderle. Se ora fanno armi per dare continuità all’industria della difesa cosa si fa? La risposta fa paura. Per questo io credo nell’organizzazione di una difesa comune europea, che non vuol dire un unico esercito; se ogni singolo Paese fa da sé poi la voce del &#8216;più forte&#8217;, chiunque esso sia, metterà a rischio anche la stabilità interna europea&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dallauto-alla-chimica-lindustria-lombarda-e-la-sfida-delleuropa-parla-lassessore-guido-guidesi.html">Dall&#8217;auto alla chimica, l&#8217;industria lombarda e la sfida dell&#8217;Europa. Parla l&#8217;assessore Guido Guidesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Leonesse</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/ambiente/leonesse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Gibellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 09:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ai piedi della Minerva Armata, dea femminile simbolo di giusta lotta e saggezza, davanti alla prefettura di Brescia, un gazebo viene tirato su da un gruppo di ambientalisti il 9 agosto 2021. In piazza Paolo VI, il Presidio 9 agosto continua a vivere da oltre 900 giorni, 24 ore su 24, grazie all’impegno di numerosi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/leonesse.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/leonesse.html">Leonesse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><div
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                    Leonesse
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                        Ai piedi della Minerva Armata, dea femminile simbolo di giusta lotta e saggezza, davanti alla prefettura di Brescia, un gazebo viene tirato su da un gruppo di ambientalisti il 9 agosto 2021. In piazza Paolo VI, il Presidio 9 agosto&#8230;
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<p>Ai piedi della <em>Minerva Armata, </em>dea femminile simbolo di giusta lotta e saggezza, davanti alla prefettura di Brescia, un gazebo viene tirato su da un gruppo di ambientalisti il <strong>9 agosto 2021</strong>. In piazza Paolo VI, il <em>Presidio 9 agosto </em>continua a vivere da <strong>oltre 900 giorni, 24 ore su 24</strong>, grazie all’impegno di numerosi presidianti provenienti da tutta la provincia bresciana.</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1987.JPG.jpg" alt="" class="wp-image-416678" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1987.JPG.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1987.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1987.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1987.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1987.JPG-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Presidio 9 agosto in Piazza Paolo VI, Brescia</figcaption></figure>
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<p>La loro azione nasce <strong>per dire “no” alla costruzione dei depuratori</strong> per il lago di Garda sul fiume <strong>Chiese</strong>. Tale attivismo è caratterizzato da una forte presenza di donne, la maggior parte composta da madri che lottano per salvaguardare il territorio e proteggere il futuro dei loro figli e nipoti.<br>In una mattina fredda di dicembre, poco fuori Brescia, si arriva a Nuvolento nella valle del Chiese, dove vive <strong>Piera</strong> con suo marito <strong>Gianni</strong>. Piera dedica molto tempo ai figli e ai nipoti, ma riesce anche a fare attivismo al <em>Presidio 9 agosto </em>e al gruppo <em>delle Mamme del Chiese, </em>di cui è fondatrice<em>. </em>È di ritorno da Bruxelles dove si è discussa al parlamento europeo la petizione sulla presunta violazione di due direttive europee da parte della politica locale con il progetto del depuratore. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2093.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416679" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2093.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2093.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2093.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2093.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2093.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Piera, Simonetta e Ombretta fanno un sopralluogo sul Chiese dove è prevista la costruzione del tredicesimo depuratore.</figcaption></figure>
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<p>Con le attiviste Simonetta e Ombretta organizza iniziative e sopralluoghi a Gavardo, sulle rive del Chiese, sede in cui dovrebbe sorgere il tredicesimo depuratore. Dopo la pausa pranzo, si reca al presidio e inizia il suo turno pomeridiano. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p>È un momento di condivisione di ideali con le colleghe <strong>Adriana, Carla e Maura</strong>. La notte è il turno di alcuni uomini del gruppo come <strong>Roberto,</strong> che prima di iniziare si riscalda a colpi di pedali. La bicicletta serve a ricaricare le batterie per non passare la notte al buio.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1936.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416680" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1936.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1936.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1936.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1936.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1936.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Roberto ha militato in passato nella politica e per 51 anni ha lavorato come artigiano in un’officina metalmeccanica. Dopo tanti anni di non militanza, ritorna a impegnarsi come attivista ambientale</figcaption></figure>
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<p>I comitati ambientalisti si moltiplicano in proporzione alle problematiche che colpiscono duramente il territorio bresciano. <strong>“Il caso Caffaro”</strong> è il più eclatante. <strong>Marino Ruzzenenti</strong>, storico e ambientalista, dopo alcune ricerche, pubblica un libro nel <strong>2001</strong>, facendo luce sul <strong>grave inquinamento da PCB e diossine</strong> rilasciati dalla Caffaro, azienda chimica nata a fine 800’ a ridosso del quartiere popolare di <strong>via Milano,</strong> nella zona ovest della città. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1478.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416681" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1478.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1478.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1478.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1478.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1478.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il sito Caffaro sorge a ridosso del quartiere popolare di via Milano, la principale arteria che collega il centro città e la periferia occidentale</figcaption></figure>
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<p>La fabbrica, motore dell’economia bresciana nel secolo scorso, si è trasformata nell’incubo di molti abitanti. E continua ad esserlo, nonostante la chiusura definitiva e il sequestro da parte della Magistratura nel febbraio 2021, poiché molte falde acquifere risultano ancora contaminate. <strong>In questi giorni la Procura di Brescia </strong><a href="https://www.giornaledibrescia.it/cronaca/dissequestrate-le-aree-di-caffaro-brescia-dopo-pasqua-le-analisi-etriiblc"><strong>ha disposto il dissequestro dell’area</strong> </a>per procedere alla <strong>messa in sicurezza e all’intervento di bonifica</strong>. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2451.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416728" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2451.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2451.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2451.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2451.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2451.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Marino Ruzzenenti, storico e ambientalista, ha contribuito a far emergere il grave inquinamento da PCB e diossine nella zona adiacente la Caffaro nel 2001, promuovendo la costituzione del Comitato popolare contro l’inquinamento zona Caffaro</figcaption></figure>
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<p><strong>Pierino</strong>, contadino di 81 anni, dopo due anni dallo scoppio del “caso Caffaro” non può più coltivare nei suoi campi perché contaminati dai PCB. Si è visto portare via tutto il bestiame e il cibo nel freezer, privato del suo lavoro che svolgeva ormai da oltre sessant’anni, e si è ritrovato con le diossine nel sangue, suo e quello della sua famiglia.&nbsp;</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2986.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416682" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2986.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2986.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2986.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2986.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2986.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pierino, 81 anni, vive fin dalla nascita in una cascina che dista a soli 2 km dalla Caffaro. Ha dovuto pagare fino al 2020 l&#8217;Imu sui campi che non poteva più coltivare. È stato tolta dal Comune dopo una grande mobilitazione</figcaption></figure>
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<p>La Caffaro colpisce anche i bambini che non possono più toccare l’erba e giocare nei parchi pubblici. Come il caso della <strong>scuola elementare <em>Deledda </em>nel quartiere Chiesanuova</strong>, occupata nella notte tra il <strong>30 aprile e il 1° maggio del 2013</strong> da alcune mamme con i propri figli per chiedere l’immediata bonifica del giardino contaminato dai PCB. Dopo numerose rimostranze, arriva la bonifica tanto sperata.&nbsp;<br><strong>Stefania</strong> è una delle mamme che ha partecipato all’occupazione della scuola, assieme a suo <strong>figlio Alessandro</strong>.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2197-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2197-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2197-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2197-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2197-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2197.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Stefania è coordinatrice del Tavolo Basta Veleni nato nel 2015 dall’incontro di diversi comitati ambientalisti</figcaption></figure>
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<p>Nel <strong>2015</strong>, fonda il <strong><em>Tavolo Basta Veleni</em></strong> che riunisce diversi comitati ambientalisti della provincia e sfocia in una grande manifestazione di <strong>12mila persone</strong> nell’<strong>aprile 2016. </strong>È una protesta per dire “basta veleni” a Brescia, dalle mancate bonifiche all’eccessiva occupazione del suolo con la <strong>costruzione di cave e discariche.</strong>&nbsp;</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2567.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416684" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2567.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2567.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2567.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2567.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2567.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Rosa, Raffaella, Simona e Mara fanno parte dell’associazione delle Mamme di Castenedolo</figcaption></figure>
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<p>Su quest’ultima questione si battono da anni le <strong>Mamme di Castenedolo</strong>, appellate come <em>Mamme Volanti </em>grazie alla loro esperienza di volo con il piccolo Piper di <strong>Edoardo</strong>. Il loro scopo era documentare dall’alto con fotografie e video le criticità ambientali, consapevolizzando i bresciani dello scempio che ne è stato fatto. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2886.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416687" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2886.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2886.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2886.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2886.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2886.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Edoardo, fratello di Simona, fa l’artigiano metalmeccanico e dal 1994 grazie al brevetto di volo non ha mai smesso di frequentare il campovolo di Torbole</figcaption></figure>
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<p>Come si può vedere dal Monte Maddalena, lo scenario è un pezzo di terra completamente trivellato, tale da definirlo <strong>“la terra dei buchi”.</strong>&nbsp;Si stima che a Brescia venga portato il <strong>21% dei rifiuti speciali dell’intera nazione (74% di quelli lombardi)</strong>, inoltre è presente <strong>un inceneritore tra i più grandi d’Europa</strong> che da 20 anni brucia e diffonde fumi per via di tecnologie ormai obsolete degli anni 80’.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2525.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416685" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2525.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2525.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2525.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2525.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2525.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nella zona di Montichiari è operativa una delle più grandi discariche per rifiuti pericolosi, gestita dal “re della monnezza” del Lazio, Manlio Cerroni</figcaption></figure>
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<p>Il territorio bresciano, una delle province più ricche e benestanti del Paese, è anche uno dei siti industriali più inquinati d’Europa, situato in un’area come quella della <strong>Pianura Padana</strong> dove l’atmosfera è particolarmente insalubre in assenza di piogge.&nbsp;</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2702.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416686" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2702.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2702.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2702.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2702.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2702.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sulle sponde del lago, spuntano ancora resti di qualche bitumificio, segno del passaggio dell’uomo</figcaption></figure>
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<p>Si ipotizza che l’insorgenza di alcune malattie sia legata all’inquinamento ambientale. Si pensi al <strong>coronavirus</strong> che ha colpito duramente le province di Bergamo e Brescia. Secondo alcuni studiosi, è strettamente correlato alla forte presenza di polveri sottili. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416729" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_2187.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I bresciani convivono con i colossi dell’industria metallurgica</figcaption></figure>
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<p><strong>Il rapporto Sentieri</strong> dice che nel territorio bresciano si osservano <strong>eccessi nei tumori del 20/25% in più rispetto alla media nazionale.&nbsp;</strong><br><strong>Sergio</strong>, medico psicoterapeuta e agopuntatore, ha uno studio a Carpenedolo (Bs) e si batte da tempo per le questioni green. Ha affrontato eventi come l’epidemia di <strong>legionella</strong>, abbattutasi sui paesi del fiume Chiese a fine estate <strong>2018</strong>, causando ben 15 morti e un elevato numero di contagi.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3169.JPG-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416721" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3169.JPG-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3169.JPG-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3169.JPG-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3169.JPG-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3169.JPG-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sergio, medico psicoterapeuta e agopuntatore, ha sempre seguito le questioni ambientali ed è stato presidente di Cambia Rotta dove ha pubblicato un libro che raccoglie le lettere inviate ai direttori dei vari giornali sul problema ambientale, dovuto alla presenza dell’aeroporto di Montichiari<br></figcaption></figure>
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<p>Il futuro è nelle mani di ragazze come <strong>Chiara</strong> che sceglie di muoversi in città con la bicicletta per andare a lavoro e raggiungere luoghi dove fare attivismo ambientale. Uno di questi è il <strong><em>Bosco Sociale</em></strong><em>, </em>un’oasi verde nel <strong>quartiere di San Polino</strong>, presa in gestione da giovani attivisti per sviluppare un orto sinergico, un frutteto e un bosco didattico, valorizzando la tutela della biodiversità. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3051.JPG-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-416688" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3051.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3051.JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3051.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3051.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/IMG_3051.JPG.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Chiara è una giovane attivista ambientale del progetto Bosco<br>Sociale</figcaption></figure>
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<p>Si riflette qui l’eredità di quelle mamme che, come la dea Minerva, si mostrano resilienti e si mobilitano per la salvaguardia della loro terra, </p>


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                            Testo e foto di
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                                    Matteo Gibellini
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                                                                        </div>
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		<title>Il ritorno delle foreste</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-ritorno-delle-foreste.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2021 06:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;anno della pandemia, nel marasma delle cattive notizie generate dal Covid, è sfuggito a molti un rapporto che invece in chiave futura sembra far presagire una tendenza positiva. Secondo un documento pubblicato dalla Fao, il Global forest resources assessment, nell&#8217;ultimo quinquennio la deforestazione ha subito un rallentamento. I numeri parlano chiaro: dal 2015 ad oggi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-ritorno-delle-foreste.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Amazzonia-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nell&#8217;anno della pandemia, nel marasma delle cattive notizie generate dal Covid, è sfuggito a molti un rapporto che invece in chiave futura sembra far presagire una tendenza positiva. Secondo un documento pubblicato dalla Fao, il Global forest resources assessment, nell&#8217;ultimo quinquennio la deforestazione ha subito un rallentamento. I numeri parlano chiaro: dal 2015 ad oggi sono stati convertiti ad altri usi dieci milioni di ettari di foreste, in confronto ai dodici dei decenni precedenti. Per l&#8217;Europa i dati riservano considerazioni ancora più positive: nel Vecchio Continente, accusato di essere il più grande inquinatore al mondo, la superficie boschiva è addirittura aumentata. In Italia nell&#8217;ultimo lustro abbiamo guadagnato 270mila ettari di foreste, un incremento pari al 2.9%.</p>
<p>Occorre però sottolineare un punto: non sempre l&#8217;aumento di ettari in verde corrisponde a una precisa pianificazione. Enrico Pompei, dirigente del ministero delle politiche agricole, sul <em>Il Sole 24 Ore</em> ha sottolineato infatti che spesso i boschi avanzano lì dove sorge l&#8217;abbandono. In un&#8217;Italia sempre meno impiegata negli anni nel settore primario, molti terreni rimasti incolti diventano delle foreste. Territorio di vegetazione spontanea dunque, da tornare a curare per evitare altri non graditi effetti collaterali, <em>in primis</em> gli incendi. Ma il fatto è che mai come adesso, partendo dagli anni della rivoluzione industriale, in Europa abbiamo avuto così tante foreste. Un segnale da cogliere al volo nell&#8217;ottica di uno sfruttamento sostenibile del territorio.</p>
<h2>Un esempio virtuoso: la città di Brescia</h2>
<p>Nell’ottica della trasformazione urbana<a href="https://it.insideover.com/societa/la-rivincita-della-provincia-sulle-grandi-citta-nel-mondo-post-covid.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> verso spazi cittadini più sostenibili e al servizio dell’uomo</a> diverse amministrazioni hanno da tempo impostato un percorso che ha prodotto vere e proprie micro-foreste urbane per garantire più “respiro” agli spazi, nuovi luoghi di socialità o il recupero alla collettività di luoghi colpiti dall’abbandono di attività economiche o dall’incuria. In ossequio al principio teorizzato dal Nobel per l’Economia <strong>Elinor Ostrom </strong>secondo cui la creazione di <strong>beni collettivi </strong>in grado di alzare la qualità della vita funga per sua stessa natura da collante tra le comunità.</p>
<p>Un esempio virtuoso in Italia è rappresentato dalla città di <strong>Brescia</strong>, che negli ultimi anni ha impostato una strategia di incremento del <strong>verde urbano </strong>tale da renderla paragonabile a una vera e propria “riforestazione”. Al 2018, nella Leonessa d’Italia i dati segnalavano la presenza di aree verdi per una dimensione complessiva circa <strong>4,76 milioni di metri quadrati</strong>. In città ci sono <strong>3,2 milioni di </strong>metri quadrati di <strong>parchi e giardini</strong>; 260mila mq di aree verdi scolastiche; 333mila di verde cimiteriale; 460mila mq di cave rinaturalizzate; 90mila mq di boschi; oltre 125mila alberi (per un rapporto di 64 alberi per 100 abitanti). Il <a href="https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/al-forum-sulle-foreste-urbane-l-esempio-di-brescia-1.3320452" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sindaco <strong>Emilio Del Bono </strong>ha presenziato al Forum Mondiale sulle Foreste Urbane</a> promosso dalla Fao tenutosi a Mantova nel novembre 2018 e rivendicato la riconquista di spazi urbani come il <strong>Parco delle Cave </strong>da oltre un milione di metri quadrati sito a sud della città, il <strong>Parco delle Colline</strong>, presidio di biodiversità che avvolge la porzione settentrionale della città e la tutela dell’ecosistema dei colli <strong>Maddalena </strong>e <strong>Cidneo </strong>interni al comune di Brescia, <strong> </strong>parte del Parco Locale di interesse sovracomunale delle Colline di Brescia (44.000.000 mq).</p>
<p>La &#8220;madre di tutte le battaglie&#8221; per Brescia e la sua giunta sarà la bonifica completa del <a href="https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/caffaro-sei-mesi-per-il-piano-barriera-anti-veleni-1.3569679" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro</strong></a>, l&#8217;area un tempo dedito ad attività agricole e produttive inquinata dall&#8217;omonima fabbrica con il rilascio dei velenosi policlorobifenili (Pcb) nel terreno nel corso del Novecento. Venti dei cento ettari in questione, per complessivi 200mila metri quadri, sono oggetto di un progetto che mira alla creazione di un nuovo bosco urbano. &#8220;La zona individuata (che andrebbe a caratterizzarsi con l’avvento di specie di piante autoctone) è quella situata più a nord, dove la contaminazione è maggiore&#8221;,<a href="https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/campi-inquinati-dal-pcb-della-caffaro-5-scenari-per-curarli-1.3571464" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ha scritto recentemente il <em>Giornale di Brescia</em>.</a> Per farlo, gli enti dovrebbero intavolare le trattative con i proprietari di quei campi. Il conto varierebbe da 100mila euro a un milione, ma servirebbe un contributo regionale: la prospettiva, infatti, guarderebbe a un piano di sviluppo rurale dal 2021-22 al 2027-28&#8243;.</p>
<h2>L&#8217;Italia può puntare sulle foreste</h2>
<p>Nella primavera 2021 anche il comune di Torino ha seguito l’esempio di Brescia, avviando un progetto sistemico assieme a Rina, una società multinazionale di ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica, e Arbolia, no profit frutto della joint venture di Snam e Fondazione Cdp attiva nella forestazione urbana, per la plantumazione di un bosco di oltre 2.100 piante nel Parco Sangone, quartiere Mirafiori Sud.</p>
<p>In Italia la crescita delle <strong>foreste urbane </strong>è stata anche incentivata a mezzo di finanziamenti pubblici. Nell’ottobre 2020 il ministro dell’Ambiente del governo Conte II, Sergio Costa, ha annunciato uno stanziamento da 30 milioni di euro nel biennio 2020-2021 per la progettazione degli interventi di riforestazione urbana. Al contempo, a livello aggregato la crescita delle <strong>foreste </strong>in generale offre opportunità per impostare una politica più bilanciata di approvvigionamento del legno, materiale sempre più strategico per la nostra manifattura, attraverso lo sfruttamento sostenibile delle nuove foreste extraurbane.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/milano/legno-lombardia-1820753.html">Come ricordato su <em>Il Giornale</em></a><em>, </em>questo può essere fondamentale anche e soprattutto per il motore economico d’Italia, la <strong>Lombardia, </strong>che sul mondo del legno presenta importanti distretti come quello del mobile con sede in Brianza. Lombardia che è “la terza regione italiana per superficie forestale con quasi 620mila ettari che ricoprono il 26% del territorio regionale (il 2% di quello nazionale) e hanno registrato un incremento di superficie del 2,1% negli ultimi dieci anni. Le aree forestali sono concentrate nelle province di Brescia (28%), Sondrio (20%), Bergamo (18%) e Como (10%)”. Circa il 6% di questo patrimonio boschivo (38mila ettari) è oggi certificato per lo <strong>sfruttamento sostenibile </strong>a fini di rifornimento di legname. Un esempio virtuoso di spazi di collaborazione tra sostenibilità e crescita economica in un territorio dalla forte vocazione produttiva.</p>
<h2>La foresta artificiale in Qatar</h2>
<p>In ambito globale cattivi presagi invece arrivano dai continenti immersi nel fenomeno della crescita delle megalopoli. Asia e Africa in primis. Qui la popolazione urbana è in aumento da anni e nel report della Fao viene segnalato un indietreggiamento della superficie verde. Un fenomeno che preoccupa <strong>anche in relazione al sud America</strong>, lì dove il<a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-sporca-guerra-dellamazzonia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> “polmone” dell&#8217;Amazzonia da anni è preda di disboscamenti</a> e razzie di ogni tipo. L&#8217;urbanizzazione crescente in questi continenti è figlia soprattutto di una maggiore industrializzazione in diversi Paesi e di un aumento della richiesta di abitazioni in città. Difficile dunque prevedere, nel breve termine, un&#8217;inversione di tendenza.</p>
<p>Dall&#8217;Asia però sono arrivate anche delle importanti sperimentazioni. <a href="https://www.insideover.com/politics/qatar-middle-easts-rising-power-broker.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>In Qatar</strong></a> ad esempio, si sta procedendo alla costruzione della più grande foresta artificiale. Dal 2016, nel cuore del deserto del piccolo emirato, sono in corso le opere di piantumazione di 950mila alberi. La località è quella di Umm Salal Mohammed, a circa 50 km dalla capitale Doha. Dopo anni in cui qui, così come nelle altre petromonarchie, la sfida principale è stata rappresentata dal far avanzare le città al posto del deserto, adesso invece si è iniziato a pensare al verde. Il Qatar del resto ha uno dei climi più torridi al mondo e la natura del suo territorio arido di certo non aiuta. Per questo il locale governo, nell&#8217;ambito del progetto Vision 2030, ha deciso di creare ex novo uno spazio verde, con tanto di laghetti e isolotti artificiali. <em>Gulf Times</em> ha definito l&#8217;opera come “unica nel suo genere”. Per il momento è vero, ma i progetti di nuove foreste artificiali potrebbero presto prendere piede anche in altre parti dell&#8217;Asia.</p>
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		<title>Pm10 e coronavirus in Lombardia, esiste una correlazione?</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/pm10-e-coronavirus-in-lombardia-esiste-una-correlazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 14:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=265105</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="941" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Smog a Milano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341-300x147.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341-768x376.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341-1024x502.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;La nostra salute dipende per il 20% dalla predisposizione genetica e dall’80% dai fattori ambientali. Epidemie come il coronavirus derivano dalle azioni dell’uomo sull’ambiente&#8221;. Circa una ventina di giorni fa la virologa Ilaria Capua, in un&#8217;intervista a Linkiesta, aveva avvertito sul possibile contributo del fattore ambientale nello sviluppo e la diffusione di pandemie come quella del Covid-19. Studi approfonditi recentemente pubblicati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/pm10-e-coronavirus-in-lombardia-esiste-una-correlazione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="941" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Smog a Milano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341-300x147.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341-768x376.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Smog-a-Milano-La-Presse-e1584628393341-1024x502.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;La nostra salute dipende per il 20% dalla predisposizione genetica e dall’80% dai fattori ambientali. Epidemie come il<a href="https://www.startmag.it/innovazione/aifa-tocilizumab-covid-19/"> coronavirus</a> derivano dalle azioni dell’uomo sull’ambiente&#8221;. Circa una ventina di giorni fa la virologa <strong>Ilaria Capua, </strong><a href="https://www.linkiesta.it/it/article/2020/02/27/ilaria-capua-epidemia-coronavirus/45594/">in un&#8217;intervista a <em>Linkiesta, </em></a>aveva avvertito sul possibile contributo del fattore ambientale nello sviluppo e la diffusione di pandemie come quella del Covid-19. Studi approfonditi recentemente pubblicati sembrano confermare l&#8217;intuizione dell&#8217;ex deputata di Scelta Civica.</p>
<p>Prima uno studio internazionale guidato dall&#8217;<strong>Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma </strong>aveva segnalato la correlazione tra la crescita delle epidemie su scala globale, inclusa quella attualmente in corso, e lo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/le-epidemie-e-lo-sviluppo-insostenibile.html">&#8220;sviluppo insostenibile&#8221;</a> che ha stravolto il rapporto tra uomo e ambiente. Nei giorni scorsi, invece,  uno studio della Società italiana di medicina ambientale (Sima) insieme alle Università di Bari e di Bologna, che hanno esaminato i dati pubblicati sui siti delle Arpa (Agenzie regionali per la protezione ambientale) ha presentato dei dati che evidenzierebbero un nesso tra gli <strong>elevati quantitativi di inquinamento </strong>della Pianura Padana e il boom dei contagi che sta caratterizzando attualmente la <strong>Lombardia</strong>.</p>
<p>Dallo studio, fa notare <em><a href="https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/coronavirus_smog_polveri_sottili_diffusione_pianura_padana_ultime_notizie-5116493.html?fbclid=IwAR1gqq3WzhdjCn0qVGA1AtmH0M8zqkjWv0Jzk_qadpkf8X8vRkdX8tQ2NUg">Il Messaggero</a>, </em>&#8220;è emersa una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di Pm10 registrati nel periodo 10-29 febbraio e il numero di casi di Covid-19 aggiornati al 3 marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 febbraio di 14 giorni, approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione dell&#8217;infezione)&#8221;.</p>
<p>Il territorio lombardo e il resto dell&#8217;area padana, polmone dell&#8217;economia italiana indebolito da anni di emissioni ai tassi più alti del continente europeo, ha fornito al virus un terreno di coltura ideale. Popolazione molto mobile, trasporti e mobilità continua tra le principali città, radicamento industriale ed economico nei borghi e nei territori provinciali, elevata percentuale di <a href="https://www.tuttitalia.it/lombardia/statistiche/indici-demografici-struttura-popolazione/">popolazione anziana (22,6% di over 65, in linea con la media italiana di 22,8%</a>). Il livello di <strong>particolato Pm10 </strong>nei cieli padani, frutto di queste condizioni, dell&#8217;alto tasso di urbanizzazione e della densa attività economica, porta con se un cronico indebolimento della resistenza degli abitanti a patologie respiratorie e polmonari virulente come il Covid-19. A cui bisogna aggiungere il ruolo stesso delle polveri sottili e degli agenti inquinanti come <a href="https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/03/17/news/coronavirus_l_inquinamento_autostrade_per_la_diffusione_dell_infezione-251516436/">vettori di agenti patogeni con il loro spostamento.</a> Con le tremende conseguenze che conosciamo.</p>
<p>&#8220;In Pianura padana &#8211; evidenziano i ricercatori , ripresi dal <em> Messaggero </em>&#8211; si sono osservate le curve di espansione dell&#8217;infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in evidente coincidenza, a distanza di 2 settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico&#8221;. Un&#8217;indicazione notevole a sostegno dell&#8217;ipotesi della correlazione, che va sommata alle altre variabili di matrice demografica ed economica che spiegano l&#8217;ampia diffusione del contagio nel territorio lombardo e nei vicini Piemonte e Veneto.</p>
<p>Al tempo stesso, questa rilevazione può portare con sè alcune considerazioni più ottimistiche sulle risposte future all&#8217;emergenza e alle epidemie: nelle ultime settimane il<a href="https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/meteo-e-coronavirus--drastica-riduzione-degli-inquinanti-in-italia-tra-febbraio-e-marzo---video-324262"> tasso di inquinamento sulla Pianura Padana</a> si è notevolmente ridotta, <a href="https://www.ilpost.it/2020/03/17/coronavirus-inquinamento-emissioni/">come confermato dai dati della missione satellitare <strong>Copernicus, </strong></a>segno che perlomeno sul fronte del ruolo degli agenti inquinanti come potenziale vettore una finestra di problematicità si è gradualmente chiusa. E che in futuro la componente sanitaria dovrà essere maggiormente presa in considerazione nelle decisioni di carattere politico, industriale ed economico riguardanti la risoluzione del problema ambientale. Di cui si segnala la sempre maggiore dipendenza da scelte <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lambiente-ha-bisogno-di-scelte-ragionevoli.html">pragmatiche e razionali</a> che prendano in considerazione sviluppi nel modo di vivere e produrre delle comunità. Epidemie e criticità ambientali vanno di pari passo: ma in questo contesto si può anche essere certi che agire sulla risoluzione di uno dei due problemi porterà benefici anche sull&#8217;altro versante.</p>
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