“La nostra salute dipende per il 20% dalla predisposizione genetica e dall’80% dai fattori ambientali. Epidemie come il coronavirus derivano dalle azioni dell’uomo sull’ambiente”. Circa una ventina di giorni fa la virologa Ilaria Capua, in un’intervista a Linkiesta, aveva avvertito sul possibile contributo del fattore ambientale nello sviluppo e la diffusione di pandemie come quella del Covid-19. Studi approfonditi recentemente pubblicati sembrano confermare l’intuizione dell’ex deputata di Scelta Civica.

Prima uno studio internazionale guidato dall’Università “La Sapienza” di Roma aveva segnalato la correlazione tra la crescita delle epidemie su scala globale, inclusa quella attualmente in corso, e lo “sviluppo insostenibile” che ha stravolto il rapporto tra uomo e ambiente. Nei giorni scorsi, invece,  uno studio della Società italiana di medicina ambientale (Sima) insieme alle Università di Bari e di Bologna, che hanno esaminato i dati pubblicati sui siti delle Arpa (Agenzie regionali per la protezione ambientale) ha presentato dei dati che evidenzierebbero un nesso tra gli elevati quantitativi di inquinamento della Pianura Padana e il boom dei contagi che sta caratterizzando attualmente la Lombardia.

Dallo studio, fa notare Il Messaggero“è emersa una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di Pm10 registrati nel periodo 10-29 febbraio e il numero di casi di Covid-19 aggiornati al 3 marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 febbraio di 14 giorni, approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione dell’infezione)”.

Il territorio lombardo e il resto dell’area padana, polmone dell’economia italiana indebolito da anni di emissioni ai tassi più alti del continente europeo, ha fornito al virus un terreno di coltura ideale. Popolazione molto mobile, trasporti e mobilità continua tra le principali città, radicamento industriale ed economico nei borghi e nei territori provinciali, elevata percentuale di popolazione anziana (22,6% di over 65, in linea con la media italiana di 22,8%). Il livello di particolato Pm10 nei cieli padani, frutto di queste condizioni, dell’alto tasso di urbanizzazione e della densa attività economica, porta con se un cronico indebolimento della resistenza degli abitanti a patologie respiratorie e polmonari virulente come il Covid-19. A cui bisogna aggiungere il ruolo stesso delle polveri sottili e degli agenti inquinanti come vettori di agenti patogeni con il loro spostamento. Con le tremende conseguenze che conosciamo.

“In Pianura padana – evidenziano i ricercatori , ripresi dal Messaggero – si sono osservate le curve di espansione dell’infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in evidente coincidenza, a distanza di 2 settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico”. Un’indicazione notevole a sostegno dell’ipotesi della correlazione, che va sommata alle altre variabili di matrice demografica ed economica che spiegano l’ampia diffusione del contagio nel territorio lombardo e nei vicini Piemonte e Veneto.

Al tempo stesso, questa rilevazione può portare con sè alcune considerazioni più ottimistiche sulle risposte future all’emergenza e alle epidemie: nelle ultime settimane il tasso di inquinamento sulla Pianura Padana si è notevolmente ridotta, come confermato dai dati della missione satellitare Copernicus, segno che perlomeno sul fronte del ruolo degli agenti inquinanti come potenziale vettore una finestra di problematicità si è gradualmente chiusa. E che in futuro la componente sanitaria dovrà essere maggiormente presa in considerazione nelle decisioni di carattere politico, industriale ed economico riguardanti la risoluzione del problema ambientale. Di cui si segnala la sempre maggiore dipendenza da scelte pragmatiche e razionali che prendano in considerazione sviluppi nel modo di vivere e produrre delle comunità. Epidemie e criticità ambientali vanno di pari passo: ma in questo contesto si può anche essere certi che agire sulla risoluzione di uno dei due problemi porterà benefici anche sull’altro versante.