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	<title>Iran Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 04:01:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Iran Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'idea sarebbe di prendere a modello la gestione del canale di Malacca. Basta a indicare che c'è la mano della Cina? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre l&#8217;Iran <a href="https://www.cbsnews.com/live-updates/iran-war-donald-trump-us-denies-negotiations-begin-strikes-called-off/">nega le nuove trattative con gli Usa annunciate dal presidente Donald Trump</a>, si muove la diplomazia tra Teheran e l&#8217;<strong>Oman, storico mediatore</strong> nel Golfo per la questione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. La scorsa settimana le cronache internazionali avevano dato conto di un&#8217;iniziativa di Mascate presso Teheran per creare un <strong>meccanismo di governance</strong> della strategica via d&#8217;acqua, e nel fine settimana la <strong>Repubblica Islamica</strong> ha lasciato intendere che dei progressi sono stati fatti, perlomeno, sull&#8217;individuazione di una nuova rotta di passaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il negoziato Oman-Iran</h2>



<p>Interessante quanto detto dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, <strong>Esmail Baghaei</strong>, che ha indicato come Teheran e Mascate concorderanno su una nuova rotta di uscita dallo Stretto di Hormuz come frutto del loro accordo. &#8220;L&#8217;Iran e l&#8217;Oman si sono scambiati mappe di possibili rotte navali nell&#8217;ambito dei colloqui&#8221;, ha <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/03/world/middleeast/iran-talks-us-oman-strait-hormuz-trump.html">scritto il New York Times citando lo stesso Baghaei.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran&#39;s FM Spox. Esmail Baghaei:<br><br>The agreement between Iran and Oman on the new route has no connection to reopening the Strait of Hormuz or maintaining its closure.<br><br>The southern route through the Strait of Hormuz has been associated with making the region insecure and harming… <a href="https://t.co/QSvMdRk6sW">pic.twitter.com/QSvMdRk6sW</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2083959059049328784?ref_src=twsrc%5Etfw">August 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo scenario parla, dunque, di un&#8217;avanzata della diplomazia tra un Paese-mediatore per eccellenza, l&#8217;Oman, e Teheran. Sicuramente ciò palesa che Mascate ha un ascendente a Teheran, ma non solo. Come avevamo scritto, era da segnalare la continuità temporale tra la ripresa del dialogo Oman-Iran sul dossier della governance di Hormuz e le rotte possibili da un lato <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">e il rafforzamento dei legami tra Mascate e la Cina dall&#8217;altro</a>. </p>



<p>Una manifestazione di una possibile mano cinese dietro la spinta alla diplomazia? <strong>Presto per dirlo, anche se l&#8217;apertura di un discorso diplomatico parallelo sull&#8217;asse Oman-Iran</strong> va registrato come interessante. La proposta iniziale dell&#8217;Oman, anticipata da Reuters, parlava di un uso del modello del Canale di Malacca, ben osservato anche dalla Cina che ha in esso una giugulare economica fondamentale, che apre a un meccanismo di gestione condiviso tra più Paesi. Spiegando la proposta, <a href="https://www.aa.com.tr/en/economy/-in-5-questions-how-the-strait-of-hormuz-is-managed-and-what-could-change/4017050"><em>Anadolu</em> in un approfondimento utile a capire come funziona la gestione dello Stretto di Hormuz. ha segnalato </a>che secondo la proposta di Mascate <strong>&#8220;Iran e Oman coopererebbero nella gestione della sicurezza del passaggio,</strong> anziché lasciare il controllo dei movimenti navali prevalentemente nelle mani di una sola delle due parti&#8221;. Aggiungendo che per alzare il suo potere negoziale la Repubblica Islamica non ha accettato la prima bozza omanita e nei suoi <em>desiderata</em> &#8220;Teheran vuole gestire la rotta marittima sul suo lato dello stretto, mentre l&#8217;Oman supervisionerebbe solo una parte, e non l&#8217;intera, della rotta opposta&#8221;.</p>



<p>Sarà dunque utile capire se, quando sarà formalizzata, l&#8217;intesa Oman-Iran troverà una quadra tra le varie visioni. <strong>In attesa di un accordo ufficiale, però</strong>, è ancora presto per dire che forma potrebbe trovare questo compromesso. Ma si possono fare almeno due considerazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due temi da osservare</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/ffdeacf0-91b8-48fd-9ff8-d8d134ef5f11?syn-25a6b1a6=1">La prima è che si conferma il ruolo diplomatico dell&#8217;Oman,  storicamente un&#8217;avanguardia negoziale per tutto il Medio Oriente</a>: in genere, Mascate è <strong>ritenuta una buona ambasciatrice a Teheran</strong> e anche in questa fase il dialogo può sondare la buona volontà del regime di Teheran a cercare un nuovo accomodamento con gli attori dell&#8217;area dopo la ripresa sostanziale della guerra con gli Stati Uniti. La geografia del potere in Iran dopo la guerra resta tutta da decifrare, ma è possibile che al Ministero degli Esteri siano presenti orecchie ben recettive a spiragli di mediazione. La diplomazia è in movimento e lo confermano i colloqui riferiti dai media iraniani che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto nel fine settimana mostrano che i canali diplomatici restano aperti: <a href="https://www.arabnews.com/node/2653191/pakistan">Araghchi ha parlato</a> con il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, che fu centrale nella prima mediazione per il cessate il fuoco, e con gli omologhi di Turchia, Hakan Fidan, e Arabia Saudita, Faisal bin Farhan. Treinterlocuzioni di peso: Riad, Ankara e Islamabad sono capitali che hanno la capacità di trovare ottimo ascolto a Washington.</p>



<p>La seconda è che la <strong>riapertura di Hormuz appare un obiettivo strategico di molti Paesi,</strong> e che in tal senso il confronto tra Oman e Iran può anticipare possibili futuri meccanismi di gestione di uno stretto strategico per i traffici energetici e commerciali. Ma non risolve il vero dilemma, che riguarda la strategia di Teheran: <strong>in che misura e fino a che punto intende sfruttare la leva del controllo di Hormuz</strong> e in che prospettive, invece, la Repubblica Islamica possa fare concessioni a riguardo è difficile dirlo. E contribuisce a rendere incerta la possibilità di capire se in prospettiva l&#8217;Iran sia pronto a dialogare, nuovamente, con gli Usa su questo dossier. <strong>Rendendo nebulose le prospettive per la fine della guerra. </strong>In tal senso, la proposta omanita potrebbe avere un valore per capire fin dove Teheran ritiene possibile spingersi con un Paese che non è visto come un avversario e in che misura riuscirebbe a gestire e mantenere il frutto di una trattativa avulsa da quella con il suo rivale militare, ma non priva di conseguenze a lungo raggio.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Tra Arabia Saudita e Iran: la scomoda posizione del Pakistan nel Golfo Persico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tra-arabia-saudita-e-iran-la-scomoda-posizione-del-pakistan-nel-golfo-persico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-600x417.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il patto di difesa con Riad potrebbe rischia di coinvolgere Islamabad nelle tensioni del Mar Rosso contro gli Houthi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-arabia-saudita-e-iran-la-scomoda-posizione-del-pakistan-nel-golfo-persico.html">Tra Arabia Saudita e Iran: la scomoda posizione del Pakistan nel Golfo Persico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Sosteniamo il dialogo e la diplomazia perché rappresentano l&#8217;unica via percorribile&#8221;. Parola del portavoce del ministero degli Esteri del Pakistan, <strong>Tahir Andrabi</strong>, preoccupatissimo per la precaria situazione in cui si trova il <strong>Medio Oriente</strong>. </p>



<p>Non solo perché il memorandum d&#8217;intesa firmato il mese scorso a Islamabad, con la <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-momento-doro-del-pakistan-dietro-le-quinte-del-grande-negoziatore-della-guerra-in-medio-oriente.html">preziosa mediazione pakistana</a>, rischia già di trasformarsi in carta straccia. Ma anche perché adesso ci sono pure gli <strong>Houthi </strong>a creare seri problemi all&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, Paese con il quale il governo di <strong>Shehbaz Sharif</strong> ha da poco firmato un <strong>accordo di mutua difesa</strong> che contiene una clausola non da poco: un&#8217;aggressione contro un membro dell&#8217;alleanza viene considerata alla stregua di un attacco rivolto contro tutti gli altri. </p>



<p>In sostanza, un&#8217;offensiva contro Riad dovrebbe, o meglio potrebbe, innescare un intervento di Islamabad a suo sostegno e viceversa. Per adesso il <strong>Pakistan </strong>si è limitato a condannare i raid dei ribelli yemeniti sostenuti dall&#8217;Iran contro le petroliere saudite nel <strong>Mar Rosso</strong>. Ha però spiegato che qualsiasi minaccia da parte degli Houthi agli interessi marittimi pakistani nel Mar Rosso potrebbe essere contrastata con il &#8220;legittimo uso della forza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="781" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-1024x781.jpg" alt="" class="wp-image-468795" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-1024x781.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-600x458.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-300x229.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-768x586.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-1536x1171.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Shehbaz Sharif</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Alta tensione nel Mar Rosso</h2>



<p>Sharif ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita <strong>Mohammed bin Salman</strong> ribadendogli il sostegno del Pakistan alla sicurezza, alla sovranità e all&#8217;integrità territoriale del Regno. La situazione è però da monitorare in tempo pressoché reale. </p>



<p>Il motivo è presto detto: nei giorni scorsi gli Houthi hanno annunciato un <strong>blocco marittimo</strong> contro l&#8217;Arabia Saudita, accusandola di aver imposto un &#8220;assedio ingiusto e oppressivo&#8221; allo Yemen per quasi 12 anni. Riad ha risposto lanciando una missione per formare un&#8217;<strong>alleanza internazionale </strong>per proteggere le navi transitanti nel Mar Rosso dai raid dei ribelli yemeniti. </p>



<p>Secondo quanto riportato da <em>Al Jazeera</em> tra i Paesi fin qui invitati a prender parte all&#8217;iniziativa troviamo Stati Uniti, Pakistan, Egitto, Turchia, Gibuti, Somalia, Sudan, nonché una serie di nazioni europee tra cui Germania, Francia e Italia. </p>



<p>Ricordiamo che il Mar Rosso rappresenta una delle principali arterie del commercio globale, attraversata da circa il 30% del traffico marittimo mondiale, in primis grazie allo <strong>Stretto di Bab al-Mandeb</strong>. Largo appena 29 chilometri nel punto più stretto, questo stretto è un nodo cruciale per il transito energetico. Con il blocco dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, tra l&#8217;altro, Riad ha dovuto spostare parte delle esportazioni verso il Mar Rosso attraverso Yanbu, aumentando però la vulnerabilità della rotta alle pressioni degli Houthi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="616" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-1024x616.jpg" alt="Iran. Finito il mondiale si va all'escalation?" class="wp-image-523805" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-600x361.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione del Pakistan</h2>



<p>C&#8217;è il rischio che il <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html">dinamismo degli Houthi nel Mar Rosso</a> possa far scattare la <strong>clausola di &#8220;sicurezza collettiva&#8221;</strong> del patto pakistano-saudita? Islamabad intrattiene importanti rapporti con Riad ma anche con Teheran. Non solo: il governo pakistano, come detto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-pakistan-e-la-fragile-mediazione-indiretta-usa-iran.html">è stato forse il mediatore chiave</a> tra gli iraniani e gli statunitensi per porre fine, o almeno una tregua, alla guerra in Medio Oriente. </p>



<p>Questo significa che qualsiasi azione militare contro gli Houthi da parte del Pakistan potrebbe mettere il Paese in una delle situazioni di politica estera più complesse che abbia affrontato negli ultimi anni. Ma se gli attacchi degli Houthi contro petroliere e navi mercantili dovessero intensificarsi nel Mar Rosso, e l&#8217;Arabia Saudita dovesse chiedere aiuto al Pakistan? </p>



<p>In quel caso è lecito supporre che Islamabad eviti di partecipare a <strong>operazioni offensive</strong>, preferendo invece dedicarsi a quelle difensive. In che modo? Condividendo <strong>informazioni di intelligence</strong> con i sauditi, per esempio, oppure incrementando la cooperazione in materia di <strong>difesa aerea</strong>, la sorveglianza marittima e la <strong>protezione delle infrastrutture</strong> critiche di Riad. In ogni caso il governo pakistano è stato chiaro con l&#8217;Iran: in caso di conflitto aperto sosterrà l&#8217;Arabia Saudita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-510894" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-arabia-saudita-e-iran-la-scomoda-posizione-del-pakistan-nel-golfo-persico.html">Tra Arabia Saudita e Iran: la scomoda posizione del Pakistan nel Golfo Persico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Iran pronto a ricevere dalla Cina missili antiaerei portatili</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/liran-pronto-a-ricevere-dalla-cina-missili-antiaerei-portatili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 04:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Manpads]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Iran è in procinto di ricevere tra 300 e 400 MANPADS di fabbricazione cinese per potenziare la difesa aerea a bassa quota</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-pronto-a-ricevere-dalla-cina-missili-antiaerei-portatili.html">L&#8217;Iran pronto a ricevere dalla Cina missili antiaerei portatili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/3840px-QW-12_MANPADS_Army-2022_2022-08-20_2261-881985350-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.reuters.com/world/china/iran-get-chinese-shoulder-launched-missile-systems-weeks-sources-say-2026-07-29/">Reuters</a></em>, l&#8217;<strong>Iran</strong> dovrebbe ricevere il primo lotto di missili antiaerei spalleggiabili (MANPADS – <em>Man Portable Air Defense System</em>) di <strong>fabbricazione cinese</strong> “entro qualche settimana”.</p>



<p>La notizia della spedizione di questi sistemi d&#8217;arma era trapelata <a href="https://edition.cnn.com/2026/04/11/politics/us-intelligence-iran-china-weapons">già ad aprile</a>, quando l&#8217;intelligence statunitense riferiva che la <strong>Cina </strong>era in procinto di inviare <strong>MANPADS </strong>a Teheran durante il primo cessate il fuoco, che secondo i servizi di informazione Usa sarebbe stato usato dagli iraniani proprio per cercare di ricostituire le difese aeree, per la maggior parte eliminate dalla campagna di bombardamenti effettuata da Israele e Stati Uniti. Si tratterebbe di circa <strong>300-400 sistemi di difesa aerea portatili di tipo QW-12 e FN-16</strong> la cui acquisizione mira appunto a colmare le vulnerabilità operative della rete di difesa aerea di Teheran, emerse durante il conflitto. Attraverso l&#8217;impiego di missili portatili a guida infrarossa ad alta mobilità, i militari di Teheran intendono stabilire una copertura difensiva diffusa a bassa quota su infrastrutture strategiche, basi missilistiche e impianti nucleari. </p>



<p>L&#8217;accordo di fornitura per i Manpads ha un valore compreso tra 60 e 70 milioni di dollari, il che determina <strong>un costo unitario medio di 150mila-233mila dollari per unità di lancio. </strong>I sistemi QW-12 e FN-16 utilizzano sensori ottici a doppia banda per colpire velivoli a bassa quota, missili da crociera e Uav (Unmanned Air Vehicle) senza emettere tracce radar rilevabili e hanno un tiro utile fino a 6 kilometri di distanza e un&#8217;altitudine massima di ingaggio di 4mila metri.</p>



<p>La scelta di optare per un grande numero di MANPADS probabilmente dipende da una serie di fattori contingenti: innanzitutto l&#8217;<strong>immediata disponibilità</strong> dei sistemi in esame, secondariamente la necessità di avere un&#8217;arma antiaerea <strong>altamente mobile</strong> e praticamente impossibile da eliminare, infine la considerazione che un MANPADS <strong>non dipende dalla rete radar</strong> di sistemi antiaerei più complessi – e costosi – che sono stati o verrebbero colpiti dall&#8217;aviazione avversaria, e che quindi può operare autonomamente. </p>



<p>Contro un caccia, la soluzione di tiro più favorevole è rappresentata da un lancio a breve distanza (al di sotto del limite massimo della portata del MANPADS), dal fianco o dalla parte posteriore, e possibilmente prima che il velivolo avvii le manovre difensive come emettere inganni (i flares). Fondamentale sarebbe l&#8217;ingaggio del caccia avversario a distanza dal suo bersaglio, in modo da evitare che compia la sua missione. Contro un drone a bassa quota o un missile da crociera, il principale vincolo sarebbe la rilevazione precoce piuttosto che la velocità del missile. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero effetto dei MANPADS</h2>



<p>Se confermato, l&#8217;arsenale combinato di QW-12 e FN-16 sarebbe più quindi utile in <strong>corridoi a bassa quota prevedibili</strong> piuttosto che nella difesa territoriale uniforme. Ad esempio, l&#8217;Iran potrebbe posizionare squadre lungo le valli che conducono a siti nucleari e missilistici, intorno agli accessi agli aeroporti, vicino ai complessi di stoccaggio di armamenti, vicino a zone di raffinazione e petrolchimiche, presso ponti e gallerie e lungo le rotte che potrebbero essere utilizzate da elicotteri statunitensi o missili da crociera. Data la velocità di attacco di assetti come caccia e missili da crociera, si stima che l&#8217;operatore di MANPADS abbia meno di 10 secondi dall&#8217;individuazione della minaccia al momento del tiro. Velivoli senza pilota di maggiori dimensioni, alimentati da motori a pistoni o piccoli turboreattori, offrirebbero una firma infrarossa più forte, ma potrebbero volare al di fuori della kill zone del MANPADS, allo stesso modo di quello che farebbero – e faranno – i cacciabombardieri che possono colpire gli obiettivi con armamento stand-off di precisione. L&#8217;<strong>effetto sulle operazioni aeree sarebbe quindi trascurabile</strong>, costringendo i pianificatori di missione solamente a far operare i caccia a quote più elevate e cambiando spesso i corridoi di avvicinamento ai bersagli, ma questo tipo di armamento avrebbe tutto un altro effetto sugli elicotteri e altri velivoli che si trovano costretti a operare a quote basse. </p>



<p>Pensiamo, ad esempio, all&#8217;<strong>infiltrazione di forze speciali</strong> per il recupero di piloti abbattuti, come è già avvenuto durante il conflitto: un elicottero sarebbe costretto a volare basso in un&#8217;area in cui gli iraniani si attendono l&#8217;arrivo di forze ostili per l&#8217;esfiltrazione del personale, pertanto potrebbero velocemente posizionare soldati armati di MANPADS intorno alla zona e avere il tempo necessario per organizzare una <em>kill zone.</em></p>



<p>Secondo la fonte di <em>Reuters</em>, i tempi per la consegna dei sistemi da difesa aerea spalleggiabili, la quantità del primo lotto e le modalità dell&#8217;invio potrebbero subire modifiche, quindi non è possibile stabilire con certezza il livello di miglioramento delle difese aeree a bassa quota iraniane, considerando che il numero dei MANPADS è fondamentale da questo punto di vista per le motivazioni già espresse. L&#8217;agenzia stampa riferisce anche che ci sarebbe già un piano concordato tra le parti per l&#8217;organizzazione della rotta di consegna, che passerebbe via terra <strong>attraverso il Pakistan</strong> fino all&#8217;Iran, avendo come punto di partenza in Cina la zona di Urumqui, nello Xinjiang. </p>



<p>L&#8217;ufficio stampa militare pakistano, ha però dichiarato che “le speculazioni sul coinvolgimento del Pakistan nella fornitura di armi di difesa aerea all&#8217;Iran dalla Cina sono assolutamente infondate e false”. L&#8217;ingresso via terra in Iran dal Pakistan sarebbe relativamente più sicuro rispetto a una consegna diretta via aerea, dato che gli aeroporti iraniani sono un bersaglio preferenziale per l&#8217;offensiva aerea avversaria, e anche rispetto a quello via mare che ha un rischio elevato di intercettazione lungo la rotta dato l&#8217;elevato numero di unità navali militari statunitensi nell&#8217;area. Lo svantaggio è dato dalla tracciabilità attraverso la ricognizione satellitare, per via delle tempistiche notevolmente più lunghe.<br><br></p>
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		<title>Hormuz in fiamme, il mondo alla canna del gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hormuz-in-fiamme-il-mondo-alla-canna-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 16:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hormuz in fiamme, il mondo alla canna del gas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-600x391.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessuna protesta, in Occidente e nel Golfo, per l'improvvida sparata di Trump, nemmeno un flebile belato. Tale la statura della nefasta leadership dell'Europa e delle petromonarchie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-in-fiamme-il-mondo-alla-canna-del-gas.html">Hormuz in fiamme, il mondo alla canna del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hormuz in fiamme, il mondo alla canna del gas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260714171505460_d4b6f260c095c02026c42836df4bb510-600x391.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha annunciato al Congresso che la guerra con l&#8217;Iran è ripresa, il blocco di Hormuz ripristinato e che, meraviglia delle meraviglie, gli Stati Uniti si faranno garanti della sicurezza della via marittima al modico prezzo del 20% del valore della merce trasportata.</p>



<p>Bizzarra eterogenesi dei fini di una guerra ripresa per garantire il libero transito attraverso lo Stretto conteso. Richiesta sostenuta con forza da tutte le Cancellerie occidentali e dei Paesi del Golfo che hanno tuonato contro il vulnus alla sacra libertà di navigazione prefigurata dalla riprovevole pretesa iraniana di chiedere ai naviganti una tassa sui servizi erogati.</p>



<p>Nessuna protesta, in Occidente e nel Golfo, per l&#8217;improvvida sparata di Trump, nemmeno un flebile belato. Tale la statura della nefasta leadership dell&#8217;Europa e delle petromonarchie, inutile infierire. Quanto alla sparata, sembra fatta apposta per aiutare l&#8217;Iran a imporre la sua tassa sui servizi.</p>



<p>Così ieri su <a href="https://x.com/araghchi/status/2076728062662557961?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2076728062662557961%7Ctwgr%5E07f8c0f0d538b906aec26b208bfca1257c32a816%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.presstv.ir%2FDetail%2F2026%2F07%2F13%2F772193%2FAraghchi---Iran-eternal-guardian-of-Hormuz--Trump-s-20--toll-too-much-we-will-be-fair-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi</a>: &#8220;Il Presidente degli Stati Uniti ha assolutamente ragione. Chiunque garantisca il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere compensato per questo servizio. L&#8217;Iran è sempre stato il GUARDIANO dello Stretto e lo rimarrà PER SEMPRE. Il 20% è ovviamente troppo. Noi saremo equi&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://x.com/araghchi/status/2076728062662557961"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-X--1024x415.jpg" alt="" class="wp-image-82819"/></a></figure>



<p>Se Trump l&#8217;ha fatto deliberatamente per sbloccare lo stallo o sia frutto di follia, resta che il varo di una tassa sui servizi da parte dell&#8217;Iran, molto meno onerosa di quella evocata dalla follia imperiale, potrebbe essere accolta con un sospiro di sollievo dal mondo, ovviamente al netto del masochismo che affligge certa leadership.</p>



<p>Quanto al nuovo round di attacchi statunitensi e al blocco dello Stretto, non se ne comprende la ratio. Pare dettato dalla frustrazione per la sconfitta subita in guerra e al tavolo dei negoziati. E probabilmente anche dal tentativo di coprire in qualche modo le conseguenze della sconfitta con le bombe, che danno la sensazione che si possa ancora vincere.</p>



<p>Inoltre, Trump ha la necessità di allentare la pressione dei falchi, che peraltro potrebbero inserire variabili ad alto rischio escalation nel conflitto in corso. Uno di questi, Lindsey Graham, è appena defunto andando ad aggiungersi alla moltitudine di persone che ha contribuito ad ammazzare in tutto il mondo (decine di milioni) e portando nella tomba i <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/un-missile-su-lindsey-graham" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tanti misteri della sua squallida vita</a>. Un vero patriota&#8230; Inutile illudersi, sarà presto sostituito: si tratta di figure Usa e getta.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/un-missile-su-lindsey-graham"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-PN-copia-1-1024x423.jpg" alt="Un missile su Lindsey Graham" class="wp-image-82821"/></a></figure>



<p>Quanto allo sviluppo del conflitto iraniano, è difficile immaginare che, mutatis mutandis, non si ripeta quanto avvenuto in precedenza. La chiusura di Hormuz metterà presto il pianeta sotto stress.</p>



<p>Il mondo che ancora fatica a riprendersi dal precedente blocco e non può più attingere, se non per breve tempo, alle erose riserve energetiche, non può sostenere un&#8217;altra chiusura prolungata di Hormuz. Né l&#8217;America può davvero credere che bombe, missili e droni siano in grado di piegare l&#8217;Iran o di aprire lo Stretto.</p>



<p>Può infliggere danni terribili, ma vincere la guerra è un&#8217;altra cosa. E per chiudere lo Stretto, all&#8217;Iran, pure se fosse a corto di armamenti (cosa che non è né sarà), basterà qualche mina, ché a sbarrare la via alle navi è sufficiente la sola mancanza di sicurezza.</p>



<p>Nella temperie, uno sviluppo nuovo. L&#8217;Arabia Saudita ha bombardato l&#8217;aeroporto internazionale di Sana&#8217;a, in Yemen, allo scopo di impedire l&#8217;atterraggio di un aereo iraniano in violazione all&#8217;embargo che ha decretato sul Paese confinante dopo la ribellione degli Houti. Attacco al quale gli Houti hanno risposto attaccando a loro volta l&#8217;aeroporto saudita di Abha.</p>



<p>Anche qui non si comprende la ratio, dal momento che i sauditi hanno finora tentato di attutire le fiamme del conflitto iraniano, nel timore che una guerra su larga scala consegni la devastata regione mediorientale a Tel Aviv. L&#8217;attacco a Sana&#8217;a, invece, alimenta le fiamme e riapre lo scontro iniziato nel 2014 tra il Regno e gli Houti &#8211; insorti contro il governo imposto allo Yemen da Riad &#8211; sopito da anni.</p>



<p>Sviluppo pericoloso per vari motivi. Anzitutto perché l&#8217;Arabia saudita ha siglato da poco un accordo di mutua difesa con il Pakistan, da cui la <a href="https://x.com/CMShehbaz/status/2076976508409909551?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2076976508409909551%7Ctwgr%5Eb7cca4eed2c17dc245b77c8050e7efcd21300b12%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.dawn.com%2Fnews%2F2015391" target="_blank" rel="noreferrer noopener">durissima condanna</a> dell&#8217;attacco degli Houti da parte del Primo ministro Shehbaz Sharif, il quale ha <a href="https://x.com/CMShehbaz/status/2076976508409909551?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2076976508409909551%7Ctwgr%5Eb7cca4eed2c17dc245b77c8050e7efcd21300b12%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.dawn.com%2Fnews%2F2015391" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ribadito</a> &#8220;l&#8217;incrollabile sostegno alla sicurezza del Regno e [che il Pakistan] si schiera in piena solidarietà con il fraterno Regno dell&#8217;Arabia Saudita in questo momento critico&#8221;.</p>



<p>Ci sono forze pakistane in Arabia Saudita e potrebbero entrare in gioco se lo scambio di colpi con gli Houti perdurasse, con conseguente ampliamento della guerra mediorientale e una nuova e caotica frammentazione della stessa.</p>



<p>Uno sviluppo che, peraltro, potrebbe portare l&#8217;Iran, che ha negli Houti dei preziosi alleati, a rinunciare alla mediazione pakistana nel conflitto con gli Usa, con conseguente perdita di un canale privilegiato di comunicazione tra i duellanti.</p>



<p>Inoltre, <em>last but not least</em>, gli Houti minacciano di chiudere anche lo Stretto di Bab el-Mandeb, &#8220;la Porta delle lacrime&#8221;, nome che evoca quanto potrebbe accadere al mondo se la minaccia si concretizzasse, perché verrebbe meno un ulteriore snodo cruciale per le risorse energetiche (a proposito, questo stress energetico globale si somma al venir meno di parte delle risorse energetiche russe causato dagli attacchi da parte di Ucraina e Nato contro i suoi impianti energetici&#8230; il vertice del masochismo).</p>



<p>Il mondo è in fiamme, Netanyahu gongola. Può continuare ad ammazzare palestinesi, ieri <a href="https://french.almanar.com.lb/article/93137/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">9 a Gaza</a> (tra cui una donna e un bambino), a devastare la Cisgiordania e il Libano e a imperversare in <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israeli-army-launches-incursion-sets-up-checkpoint-in-southwest-syria/3994981" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Siria meridionale</a>&#8230; la guerra di Trump &amp; soci serve anche a nascondere notizie su tali crimini. E, se si va all&#8217;escalation, sbanca, nulla importando se il mondo collassa (l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opzione_Sansone" target="_blank" rel="noreferrer noopener">opzione Sansone</a>, ci torneremo).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://french.almanar.com.lb/article/93137/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-M-1-1024x356.jpg" alt="Bande de Gaza : 9 martyrs dont un enfant et une femme dans des raids israéliens sur plusieurs régions depuis ce mardi matin." class="wp-image-82818"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>InsideUsa-Dalla “massima pressione” al grande accordo</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-dalla-massima-pressione-al-grande-accordo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:14:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612142259417_2a3fca2805f0635f106bb84bda0f7f13-e1781267089218.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Trita Parsi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612142259417_2a3fca2805f0635f106bb84bda0f7f13-e1781267089218.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612142259417_2a3fca2805f0635f106bb84bda0f7f13-e1781267089218-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612142259417_2a3fca2805f0635f106bb84bda0f7f13-e1781267089218-1024x553.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612142259417_2a3fca2805f0635f106bb84bda0f7f13-e1781267089218-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612142259417_2a3fca2805f0635f106bb84bda0f7f13-e1781267089218-1536x830.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612142259417_2a3fca2805f0635f106bb84bda0f7f13-e1781267089218-600x324.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cari lettori, benvenuti a una nuova puntata di&#160;InsideUsa, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie più rilevanti dagli Stati Uniti. Io sono&#160;Francesca Salvatore&#160;e, come ogni giovedì, vi giungerà una mail con tutto ciò che vi serve per comprendere come si è mossa Washington negli ultimi sette giorni. Questa settimana, solo per gli abbonati, un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-dalla-massima-pressione-al-grande-accordo.html">[...]</a></p>
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<p>Cari lettori,</p>



<p>benvenuti a una nuova puntata di&nbsp;<strong>InsideUsa</strong>, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie più rilevanti dagli Stati Uniti. Io sono&nbsp;<strong>Francesca Salvatore</strong>&nbsp;e, come ogni giovedì, vi giungerà una mail con tutto ciò che vi serve per comprendere come si è mossa Washington negli ultimi sette giorni.</p>



<p>Questa settimana, solo per gli abbonati, un pezzo che racconta come esce il trumpismo dal memorandum con l’Iran. Tra gli altri temi che abbiamo scelto di approfondire e che ho selezionato per voi:</p>



<p>-Memorandum Usa-Iran: i falchi schiumano rabbia. Vance nel mirino</p>



<p>-La Tilde, propaganda pro Usa multilingue: l’ultimo grimaldello del Pentagono per l’America Latina</p>



<p>-Trita Parsi nel mirino: Trump vuole deportare lo studioso critico della guerra Usa all’Iran</p>



<p>-Gli Usa ai minimi, ma la crisi energetica travolge le scorte di petrolio in tutto il mondo</p>



<p>-Usa e Iran, la pace che nasce dalla sfiducia</p>



<p>-La situazione in medio oriente dopo l’accordo Usa-Iran</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Abbonatevi a InsideUsa</a>&nbsp;e continuate a sostenere&nbsp;<strong>InsideOver</strong>. Noi ci risentiamo giovedì prossimo, sempre qui.</p>



<p>Potete trovarmi su Linkedin e Instagram come&nbsp;<strong>Francesca Salvatore</strong>&nbsp;o scrivermi all’indirizzo&nbsp;kikkasalvatore@hotmail.it. Per qualsiasi confronto, suggerimento o curiosità, sono qui pronta a leggere e rispondere!</p>
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		<title>Missili iraniani su Israele dopo i raid in Libano, il monito di Trump a Netanyahu: &#8220;Israele non reagisca&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 20:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-1024x591.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-1536x887.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele bombarda Beirut nonostante il cessate il fuoco col Libano, l&#8217;Iran risponde lanciando missili contro lo Stato Ebraico, il governo di Benjamin Netanyahu promette fuoco e fiamme, Donald Trump alla Fox chiama alla calma e invita Tel Aviv a non rispondere. Notte da tregenda in Medio Oriente dove il cessate il fuoco tra Israele e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html">Missili iraniani su Israele dopo i raid in Libano, il monito di Trump a Netanyahu: &#8220;Israele non reagisca&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-1024x591.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-1536x887.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026060722535141_49b0afa609d9c25b462d307b9b94e901-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele bombarda Beirut nonostante il cessate il fuoco col Libano, l&#8217;<strong>Iran</strong> risponde lanciando missili contro lo Stato Ebraico, il governo di Benjamin Netanyahu promette fuoco e fiamme, <strong>Donald Trump alla Fox </strong>chiama alla calma e invita Tel Aviv a non rispondere. Notte da tregenda in Medio Oriente dove il cessate il fuoco tra Israele e Usa da un lato e Iran dall&#8217;altro vacilla paurosamente proprio mentre la corsa alla fine del conflitto appariva alle battute finali. Il traguardo dei cento giorni di guerra dal 28 febbraio, per due terzi passati sotto forma di fragile cessate il fuoco, porta con sé <strong>questa giravolta di sorprese che mostrano la fragilità del contesto regionale.</strong> </p>



<p>&#8220;Il regime terroristico iraniano ha commesso un grave errore&#8221;, afferma Effe Derfin, portavoce dell&#8217;Israel Defense Force. Tel Aviv ha colpito il Libano nonostante l&#8217;Iran abbia detto a chiare lettere che per la Repubblica Islamica quella condotta contro il suo territorio e quella nel Paese dei Cedri sono la stessa guerra e la fine in un teatro è conditio sine qua non per la fine nell&#8217;altro. Tel Aviv la pensa diversamente. <strong>Mentre scriviamo, si parla di caccia israeliani in volo</strong> verso l&#8217;Iran che, al pari di Siria e Iraq, ha chiuso il suo spazio aereo. <strong>Ma gli Usa non sembrano disposti a sostenere Tel Aviv</strong>, almeno stando alle parole del presidente, qualora attaccasse l&#8217;Iran.</p>



<p><a href="https://www.axios.com/2026/06/07/trump-israel-iran-missile-attack">Parlando col sempre ben informato <strong>Barak Ravid di Axios</strong></a><strong>,</strong> Trump si fa al tempo stesso portavoce di calma e improvvisato storico della civiltà persiana: &#8220;&#8221;Gli attacchi iraniani non hanno ferito nessuno. Spero che Israele non reagisca. Se Bibi li colpisse a sua volta, la situazione si ripeterebbe come negli ultimi 47 anni, o negli ultimi 3.000 anni&#8221;. Trump ha detto che &#8220;Israele ha attaccato e l&#8217;Iran ha attaccato. <strong>Non ne serve un altro&#8221;</strong>. Per The Donald un accordo era a un passo. Non sarebbe la prima volta che dice ciò. Già pochi giorni fa la trattativa sembrava alla dirittura d&#8217;arrivo prima che saltasse fuori l&#8217;idea di un&#8217;adesione dei Paesi arabi agli Accordi di Abramo, alleanza antiraniana con Israele al centro, come controparte della fine della guerra. Proposta inaccettabile per Teheran e rispedita al mittente. &#8220;La richiesta di Trump che Israele non reagisca è del tutto insolita&#8221;, commenta Ravid, aggiungendo che &#8220;senza il sostegno degli Stati Uniti, qualsiasi attacco israeliano in Iran risulterebbe molto più difficile e rischioso&#8221;. </p>



<p>Ravid pochi giorni fa aveva riferito di una <strong>furiosa telefonata tra Trump e Benjamin Netanyahu in cui il primo avrebbe duramente strigliato il secondo</strong> per la sua scelta di proseguire i pesanti attacchi sul Libano. Di oggi, poi, la notizia che al Pentagono sarebbero preoccupati per l&#8217;aumento delle <strong>attività di spionaggio di Israele negli Usa,</strong> proprio mentre i negoziati con l&#8217;Iran proseguivano a fatica. Il 2026 come il 2015, l&#8217;era di Trump come quella di Barack Obama: quando Washington prova a parlare con l&#8217;Iran, lo spionaggio israeliano si muove. </p>



<p>Tre indizi fanno una prova: <strong>Trump, </strong>che si è accorto dell&#8217;errore compiuto aprendo alla guerra con l&#8217;Iran, sta cercando una <strong>via d&#8217;uscita al conflitto</strong>; il presidente americano <strong>non sembra disposto a sostenere Israele</strong> dopo che ha criticato le sue mosse in Libano, ha spinto per il cessate il fuoco Tel Aviv-Beirut e, soprattutto, ha detto a chiare lettere che <strong>non ci deve essere un terzo tempo della guerra dopo i raid di stanotte</strong>; infine, Netanyahu ha mostrato dall&#8217;8 aprile, giorno del cessate il fuoco mediato dal Pakistan, un atteggiamento volutamente sabotatore dei negoziati difficoltosamente messi in piedi da Usa e Iran. Ora Trump ha detto chiaramente a Netanyahu di fermarsi ed è venuto al pettine un nodo importante: gli Usa vogliono tirarsi fuori da una guerra dispendiosa e che è diventata rischiosa, Tel Aviv non sembra convinta dell&#8217;esito insoddisfacente della guerra, col regime iraniano ancora in piedi e combattente, e evidentemente preferirebbe una sua ripresa. </p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-recalculates-his-election-strategy-amid-shattered-regional-dreams/">Netanyahu, del resto, ha bisogno </a>di risultati positivi per presentarsi con chance di rielezione alle elezioni autunnali da cui dipende la sua sopravvivenza politica e&#8230;giudiziaria. &#8220;Il primo ministro voleva arrivare alle elezioni generali di quest&#8217;autunno con il regime degli ayatollah iraniani già crollato ed eliminato&#8221;, hanno detto fonti israeliane al Times of Israel, sottolineando che &#8220;Netanyahu credeva – e crede tuttora – che un cambiamento così storico avrebbe messo in ombra gli eventi del massacro di Hamas del 7 ottobre 2023 e lo avrebbe condotto a una schiacciante vittoria elettorale, con 40 seggi per il suo partito Likud e la strada spianata verso un&#8217;altra coalizione di governo&#8221;. Anche Trump è atteso da un voto decisivo, a novembre, per <strong>le elezioni di midterm</strong> ma molti indizi lasciano presagire che la pace, e non la guerra, farebbe sì che al Partito Repubblicano da lui guidato le elezioni possano arridere positivamente. <strong>Oramai è palese che le strategie di Usa e Israele siano totalmente divergenti</strong> sulla modalità di gestione dell&#8217;Iran e la lunga, dura giornata del 7 luglio lo conferma. Mostrando la fragilità della tregua in una regione che resta intrappolata in un territorio inesplorato e caotico.</p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-iraniani-su-israele-dopo-i-raid-in-libano-il-monito-di-trump-a-netanyahu-israele-non-reagisca.html">Missili iraniani su Israele dopo i raid in Libano, il monito di Trump a Netanyahu: &#8220;Israele non reagisca&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blocco navale]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1616" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg 1616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-300x177.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1024x603.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-768x452.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1536x905.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-600x353.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1616px) 100vw, 1616px" /></p>
<p>L’Iran lancia la sua “minaccia sottomarina” alle rotte petrolifere del Golfo, annunciando lo schieramento dei sottomarini tascabili Ghadir nello Stretto di Hormuz. Possono condurre una feroce guerra asimmetrica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html">Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1616" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg 1616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-300x177.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1024x603.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-768x452.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1536x905.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-600x353.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1616px) 100vw, 1616px" /></p>
<p>L’Iran lancia la sua &#8220;<strong>minaccia sottomarina</strong>” alle rotte petrolifere del Golfo annunciando lo schieramento dei sottomarini tascabili classe Ghadir nello Stretto di Hormuz, facendo leva sui timori di una guerra navale asimmetrica che infliggerebbe un altro duro colpo alla crisi energetica, aggravata dal blocco delle rotte commerciali che collegano le potenze del Golfo al resto del mondo.</p>



<p>Protagonisti di questa strategia sono i <strong>sottomarini tascabili classe Ghadir</strong>, i &#8220;superstiti&#8221; della flotta sommergibile iraniana che potrebbero <strong>andare a caccia di mercantili nel Golfo</strong> e nelle acque a ridosso dello strategico Stretto di Hormuz, innescando una campagna antisommergibile che coinvolgerebbe i pattugliatori aerei, gli elicotteri imbarcati per la lotta antisom e i cacciatorpedinieri dell’US Navy schierati nell’area di responsabilità del Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti che controlla le operazioni in Medio Oriente. <br><br>Paragonabili per dimensioni agli <em>X-Craft </em>della Royal Navy e ai <em>Seehund </em>della Kriegsmarine entrati in azione nella Seconda guerra mondiale, le unità superstiti della flotta, composta originariamente da circa 20 esemplari della classe Ghadir entrati in servizio nel 2005 con la Marina militare della Repubblica Islamica dell’Iran, rappresentano la nuova arma di deterrenza che Teheran potrebbe impiegare contro le navi, militari o civili, che intendono violare il <strong>blocco dello Stretto di Hormuz</strong>.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">I Delfini del Golfo e la strategia di Teheran</h2>



<p>Soprannominati &#8220;<strong>Delfini del Golfo Persico</strong>&#8220;, i Ghadir sarebbero &#8220;a<em>ttualmente schierati in posizioni operative calibrate&#8221;</em> per rafforzare quella che viene considerata una &#8220;<em>più ampia strategia di guerra asimmetrica di Teheran nel Golfo Persico</em>&#8220;. L&#8217;annuncio ha implicazioni strategiche globali, poiché circa il 20-21% delle spedizioni mondiali di petrolio transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Ciò significa che anche operazioni di disturbo limitate potrebbero innescare un&#8217;immediata volatilità del mercato energetico, un&#8217;escalation dei premi assicurativi e la mobilitazione navale multinazionale in tutta la regione del Golfo.</p>



<p>Il comandante della Marina iraniana ha dichiarato che sottomarini leggeri di produzione nazionale stanno conducendo operazioni di sorveglianza e monitoraggio nello Stretto di Hormuz e nelle vicine acque del Golfo Persico. Secondo l’agenzia di stampa <em>Fars</em>, il <strong>contrammiraglio Shahram Irani </strong>ha affermato che i sottomarini operano in linea con quelle che ha definito &#8220;<em>minacce in evoluzione</em>&#8220;, esigenze operative e capacità nazionali. Ha aggiunto che le unità sono in grado di rimanere sul fondale marino per lunghi periodi, dove vengono utilizzate per la sorveglianza, il tracciamento e quello che ha descritto come il potenziale ingaggio di navi ostili in questa strategica via d’acqua. Il comandante della Marina ha inoltre dichiarato che i sommergibili sono emersi nello Stretto di Hormuz durante un’operazione intitolata ai martiri del cacciatorpediniere Dena, prima di effettuare manovre in formazione e tornare in acque più profonde per continuare le missioni assegnate.  </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Ghadir Class Submarine&#8230;<a href="https://twitter.com/hashtag/thetruthseeker?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#thetruthseeker</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trending?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trending</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/viralreels?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#viralreels</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Ghadir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ghadir</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trend?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trend</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Submarine?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Submarine</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trendingnow?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trendingnow</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trendingreelsvideo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trendingreelsvideo</a> <a href="https://t.co/XcL4fg5Lga">pic.twitter.com/XcL4fg5Lga</a></p>&mdash; The Truth Seeker (@TruthSeekerHAZ) <a href="https://twitter.com/TruthSeekerHAZ/status/2054089244444926028?ref_src=twsrc%5Etfw">May 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I media iraniani hanno inoltre interpretato il dispiegamento sia come una <strong>rappresaglia simbolica</strong>, sia come una forma di deterrenza operativa. Gli organi d’informazione legati allo Stato hanno descritto i sommergibili come &#8220;<em>pronti all&#8217;azione</em>&#8220;, sottolineando al contempo la loro capacità di condurre prolungate operazioni di sorveglianza in posizione di riposo sul fondale marino, consentendo ai battelli di restare nascosti sul fondale del Golfo mentre monitorano o ingaggiano navi di superficie ostili che transitano attraverso i corridoi di navigazione strategici. Il dispiegamento rafforza inoltre la consolidata <strong>dottrina militare di Teheran</strong> secondo cui i <strong>piccoli sottomarini costieri</strong> a basso dislocamento possono<strong> imporre costi operativi sproporzionati alle forze navali tecnologicamente superiori</strong>, in particolare in acque poco profonde e acusticamente congestionate, inadatte alle operazioni convenzionali dei sottomarini d&#8217;alto mare come quelli che possono essere schierati dagli Stati Uniti nel Mar Arabico o nel Golfo dell&#8217;Oman.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le minacce di Hormuz e una deterrenza sommersa</h2>



<p>La comunicazione navale iraniana relativa alla flotta Ghadir sembra attentamente studiata per segnalare una presenza costante nello Stretto, dove sono state posate le pluricitate <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/incubo-mine-intorno-hormuz-usa-inviano-i-dragamine-cosa-pu-2651656.html">mine navali</a> e incombono le <strong>piccole imbarcazioni armate</strong> e <strong>dronizzate</strong>, da impiegare come “battelli esplosivi” della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html"><strong>Mosquito Fleet</strong></a>, mantenendo un’ambiguità strategica e al contempo complicando la pianificazione operativa delle formazioni antisommergibile della Marina statunitense e delle forze alleate che operano vicino al Golfo e devono prepararsi a un contesto strategico in cui Teheran fa sempre più affidamento su piattaforme navali asimmetriche e difficili da neutralizzare, piuttosto che sul confronto navale convenzionale che è stato in larga parte affondato nelle prime settimane di quella che è stata considerata la <strong>Terza Guerra del Golfo</strong>.<br><br>Emblematico il caso del <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/l-mk-48-e-l-attacco-ecco-sottomarino-nucleare-uss-charlotte-2635092.html">siluramento da parte del sottomarino d’attacco USS Charlotte</a> della <strong>fregata iraniana Iris Dena</strong>, centrata da un siluro Mk-48 il 3 marzo dopo essere stata intercettata al largo dello Sri Lanka. Lo schieramento dei sottomarini Ghadir, considerato “inteso a dimostrare la capacità di sopravvivenza e la continuità operativa delle forze navali” dell’Iran nonostante le perdite subite, è stato legato anche ai “<em>martiri del Dena</em>”. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Lunghi 29 metri, con un dislocamento fino a 150 tonnellate i sottomarini tascabili <a href="https://twitter.com/hashtag/Ghadir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ghadir</a> rappresentano una minaccia rilevante nei fondali bassi dello stretto di <a href="https://twitter.com/hashtag/Hormuz?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hormuz</a>, dove l&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a> può condurre una guerra asimmetrica contro gli Usa, colpendo navi sorprese a violare il blocco. <a href="https://t.co/hsNCh8QLIX">pic.twitter.com/hsNCh8QLIX</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2054579430941487168?ref_src=twsrc%5Etfw">May 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come sottolinea il sito <em>Defese Security Asia</em>, i media iraniani hanno ripetutamente sottolineato la capacità di questi sottomarini che possono condurre <strong>operazioni di lunga durata</strong> rimanendo a ridosso di un fondale <a href="https://defencesecurityasia.com/en/iran-ghadir-submarines-strait-of-hormuz-underwater-threat-global-oil-routes/">estremamente difficile da scandagliare</a>, date le irregolarità geologiche, rimanendo fermi per lunghi periodi ed evitando l&#8217;esposizione ai sonar, riducendo di conseguenza le probabilità di rilevamento nelle trafficate rotte marittime del Golfo, e protraendo le loro missioni di pattugliamento fino a &#8220;50 giorni&#8221;. Gli analisti militari hanno a lungo valutato che la dottrina navale iraniana privilegia la disgregazione per logoramento piuttosto che gli scontri tra flotte, <strong>rendendo piattaforme come il Ghadir strategicamente preziose </strong>nonostante il loro dislocamento e la capacità di carico relativamente limitati.</p>



<p>Lunghi circa 29 metri e con un dislocamento non superiore alle 150 tonnellate a seconda della configurazione operativa, i sottomarini di classe Ghadir trasportano un equipaggio di sette uomini tra marinai e ufficiali, e sono stati costruiti &#8220;specificamente&#8221; per combattere nel Golfo Persico, dove le acque sono relativamente basse e la profondità media è di circa 36 metri. Ideali per compiere missioni di interdizione e imboscate lungo la costa, possono essere armati con <strong>diversi tipi di siluri</strong>, come il <em>Valfajr</em>, che vengono lanciati dai due tubi da 533 mm posti a prua, o attraverso <strong>missili da crociera antinave</strong> come il <em>Jask-2</em>, che l&#8217;Iran ha già testato con successo da un sottomarino Ghadir durante le dimostrazioni volte a mostrare la &#8220;capacità di attacco sottomarino&#8221; della Repubblica islamica. </p>



<p>Le fonti differiscono nel determinare il numero preciso di sottomarini classe Ghadir costruiti e messi in servizio, con stime che vanno dalle <strong>10 alle 23 unità totali</strong>, senza considerare il numero di battelli che potrebbero essere rimasti <strong>distrutti durante i raid israeliani</strong> e <strong>statunitensi</strong>, o potrebbero non essere operativi per guasti o altre ragioni.</p>



<p>In ogni caso, il dispiegamento dei sottomarini Ghadir nelle acque dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico è un chiaro segnale di deterrenza strategica che Teheran intende promuovere sia per rafforzare la percezione che la potenza mediorientale mantiene ancora oggi una &#8220;credibile capacità di rappresaglia&#8221; nonostante gli attacchi stranieri, sia per raggiungere obiettivi di politica interna, presentando la Marina iraniana come resiliente, operativamente preparata e tecnologicamente autosufficiente dopo la distruzione del cacciatorpediniere Dena e delle principali unità di superficie della flotta. Da una pura prospettiva di comunicazione strategica, l&#8217;annuncio funziona come <strong>segnale di deterrenza</strong> in vista della nuova escalation che viene minacciata dagli <strong>Stati Uniti </strong>dopo il <strong>fallimento dei negoziati</strong>.&nbsp;</p>
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		<title>Cina, Iran, Usa e la guerra invisibile dei servizi</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/cina-iran-usa-e-la-guerra-invisibile-dei-servizi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 04:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1536x1090.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-600x426.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Pechino osserva ciò che accade a Teheran con attenzione particolare. Non per solidarietà ideologica automatica, ma per interesse strategico.</p>
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<p>La guerra tra <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/guerra-rischio-ai-data-center-medio-oriente.html" type="post" id="508879">Stati Uniti, Israele e Iran </a></strong>non si combatte soltanto nei cieli, nei centri di comando, nelle basi militari o nelle infrastrutture nucleari. Si combatte anche dentro i sistemi informatici, nelle reti di intelligence, nei canali di comunicazione clandestini, nelle catene di approvvigionamento tecnologico e nei sospetti che attraversano gli apparati di sicurezza degli Stati autoritari. <strong>Per questo Pechino osserva ciò che accade a Teheran con un’attenzione particolare. </strong>Non per solidarietà ideologica automatica, ma per interesse strategico.</p>



<p>La storia recente offre un precedente pesante. <strong>Tra il 2010 e il 2012, la rete della CIA in Cina subì una delle peggiori compromissioni della storia dell’intelligence americana. </strong>Secondo varie ricostruzioni, Pechino riuscì a smantellare una parte rilevante dell’apparato clandestino statunitense, con l’uccisione o l’arresto di decine di fonti. La causa precisa resta discussa, ma una delle ipotesi più inquietanti collega quella catastrofe alla Repubblica islamica iraniana.</p>



<p><strong>L’Iran, all’epoca, cercava di capire come fosse stato possibile l’attacco Stuxnet contro l’impianto nucleare di Natanz. </strong>Quel programma malevolo, attribuito a Stati Uniti e Israele, aveva colpito le centrifughe iraniane per l’arricchimento dell’uranio, provocando danni fisici a infrastrutture industriali attraverso un’arma informatica. Era una svolta: il sabotaggio non apparteneva più soltanto al mondo degli esplosivi, delle talpe e delle incursioni militari. Poteva essere inserito nel cuore di un sistema tecnico e trasformare il codice in distruzione materiale.</p>



<p>Secondo alcune fonti, <strong>durante quelle indagini Teheran avrebbe scoperto che la CIA usava siti apparentemente innocui per comunicare con i propri informatori. </strong>L’informazione sarebbe poi stata condivisa con la Cina, dove l’agenzia americana utilizzava strumenti simili. Se questa ricostruzione è corretta, Stuxnet non produsse soltanto conseguenze sul programma nucleare iraniano. Contribuì indirettamente a una devastazione dell’intelligence statunitense in Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo trauma iraniano</strong></h2>



<p>Oggi si apre un possibile secondo capitolo. L’operazione congiunta americano-israeliana del 28 febbraio, con l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di altri alti funzionari iraniani, rappresenta un salto di qualità nella guerra di intelligence. Non si tratta più soltanto di sabotare infrastrutture. Si tratta di <strong>decapitare il vertice politico e strategico di uno Stato nemico </strong>attraverso una combinazione di intelligence umana, penetrazione informatica, sorveglianza, localizzazione e capacità militare di precisione.</p>



<p>Per Pechino, questa operazione è un avvertimento. La Cina non è l’Iran, dispone di apparati di sicurezza molto più vasti, di un controllo interno più sofisticato e di una capacità tecnologica enormemente superiore. Ma il principio resta lo stesso: se gli Stati Uniti e Israele riescono a combinare spionaggio umano, guerra informatica e attacchi mirati contro un alleato strategico di Pechino, allora anche la Repubblica Popolare deve ricalcolare i propri rischi.</p>



<p>Il punto non è che <strong>Xi Jinping </strong>tema un’operazione identica domani mattina. Il punto è che ogni successo dell’intelligence occidentale contro un regime ostile rafforza la convinzione cinese che la sicurezza dello Stato debba essere totale, preventiva e permanente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La sicurezza come ossessione del potere cinese</strong></h2>



<p>Da quando Xi Jinping è arrivato al vertice nel 2012, la sicurezza nazionale è diventata il centro della politica cinese. Non più un settore tra gli altri, ma il principio ordinatore dello Stato. <strong>Sicurezza del Partito, sicurezza tecnologica, sicurezza ideologica, </strong>sicurezza sociale, sicurezza alimentare, sicurezza energetica, sicurezza digitale: tutto rientra nella stessa visione.</p>



<p>Xi ha disciplinato il Partito, rafforzato il controllo sulla società e allargato enormemente il concetto di minaccia. La corruzione, in questa visione, non è soltanto un problema morale o economico. È una falla di sicurezza. Un funzionario corrotto può essere comprato. Un ufficiale sottopagato può essere avvicinato. Un quadro locale ricattabile può diventare una porta d’ingresso per l’intelligence straniera.</p>



<p>Negli anni Duemila, la combinazione di corruzione, bassi salari e opacità interna avrebbe favorito la capacità delle agenzie americane di reclutare fonti all’interno dell’apparato cinese. Da qui nasce una delle ragioni profonde delle grandi purghe anticorruzione. <strong>Non soltanto eliminare rivali politici, ma chiudere gli spazi</strong> attraverso cui potenze straniere potrebbero penetrare nel sistema. La repressione interna, dunque, ha anche una logica di controspionaggio. Ogni epurazione è un messaggio al Partito: nessuno è intoccabile, nessuno è fuori dal controllo centrale, nessuno può costruire reti autonome.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La CIA prova a sfruttare la paura</strong></h2>



<p>Naturalmente, questa stessa macchina repressiva produce vulnerabilità. Se dirigenti, ufficiali e funzionari vivono nel sospetto permanente, alcuni possono maturare paura, risentimento o sfiducia. La CIA sembra voler lavorare proprio su questo terreno. La diffusione di video di propaganda rivolti a potenziali fonti cinesi, soprattutto dopo epurazioni di alto profilo nell’Esercito Popolare di Liberazione, dimostra che Washington cerca di trasformare il clima di purga in opportunità di reclutamento.</p>



<p>Il messaggio è chiaro: chi è ambizioso, capace o troppo visibile rischia di essere eliminato dal sistema; <strong>meglio allora collaborare con gli Stati Uniti.</strong> È una vecchia logica dell’intelligence: reclutare non solo per denaro, ma per paura, vendetta, frustrazione o senso di insicurezza personale. Pechino lo sa. E proprio per questo, dopo ogni crisi internazionale che dimostri la potenza dello spionaggio occidentale, tenderà a rafforzare ulteriormente controlli, verifiche, sorveglianza e disciplina interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologia straniera, catene vulnerabili e autarchia digitale</strong></h2>



<p>Un altro punto decisivo riguarda la tecnologia. L’esplosione dei cercapersone usati da Hezbollah nel 2024, attribuita a una sofisticata operazione di penetrazione nella catena di fornitura, ha mostrato quanto possa essere vulnerabile un sistema che dipende da componenti, piattaforme o strumenti esterni. <strong>Anche qui la lezione per Pechino è evidente: ogni tecnologia straniera può essere un cavallo di Troia.</strong></p>



<p>La Cina affronta da anni questo problema. Per molto tempo, anche le amministrazioni cinesi hanno usato sistemi operativi occidentali, in particolare Microsoft Windows. Ma da oltre un decennio Pechino spinge per sostituire software, componenti e architetture straniere con alternative interne. Non è soltanto una scelta industriale. È una scelta di sicurezza nazionale.</p>



<p>L’autarchia tecnologica cinese nasce anche da questa paura: che il codice straniero, il componente importato, il programma apparentemente neutro o l’applicazione di uso comune possano diventare strumenti di sorveglianza, sabotaggio o localizzazione. La guerra contro l’Iran, con il ricorso a telecamere, applicazioni religiose, intercettazioni telefoniche e programmi distruttivi, rafforza questa percezione.</p>



<p>Per Pechino, il futuro della sovranità passa dalla capacità di controllare l’intera filiera: chip, reti, sistemi operativi, dati, piattaforme, telecomunicazioni, intelligenza artificiale e infrastrutture critiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Valutazione strategica: il controspionaggio diventa offensivo</strong></h2>



<p>La Cina non si limita a difendersi. Dispone di capacità offensive considerevoli. Operazioni attribuite a gruppi legati all’Esercito Popolare di Liberazione o al Ministero della Sicurezza dello Stato, come Volt Typhoon e Salt Typhoon, mostrano una strategia più ampia: penetrare infrastrutture critiche, telecomunicazioni, reti logistiche e sistemi sensibili degli avversari.</p>



<p>Volt Typhoon è stato associato alla penetrazione di infrastrutture critiche e alla possibilità di osservare o minacciare la logistica navale americana nel Pacifico. Salt Typhoon, attivo da anni secondo alcune ricostruzioni, avrebbe preso di mira infrastrutture di telecomunicazione per raccogliere informazioni e contrastare intrusioni straniere.</p>



<p>Queste operazioni non sono solo spionaggio. Sono preparazione del campo di battaglia. In caso di crisi su Taiwan, nel Mar Cinese Meridionale o nel Pacifico occidentale, la capacità di conoscere, disturbare o sabotare reti logistiche americane diventerebbe decisiva.</p>



<p>Dunque, la risposta cinese alla guerra contro l’Iran potrebbe non essere spettacolare né visibile. Potrebbe consistere in un rafforzamento silenzioso delle operazioni informatiche già in corso, in una stretta sui controlli interni, in una revisione dei protocolli di sicurezza dei dirigenti, in un’accelerazione dell’indipendenza tecnologica e in una maggiore cooperazione selettiva con Paesi ostili a Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cina e Iran: alleanza flessibile, non matrimonio strategico</strong></h2>



<p>Il rapporto tra Pechino e Teheran non assomiglia alle alleanze strutturate dell’Occidente, come quelle tra i Paesi anglosassoni. È un rapporto più opportunistico, flessibile, costruito su convergenze pratiche: energia, commercio, opposizione alla pressione americana, aggiramento delle sanzioni, cooperazione diplomatica, tecnologie e talvolta intelligence.</p>



<p>Questa flessibilità è un vantaggio. Non essendoci un’architettura formale troppo visibile, i due Paesi possono condividere informazioni quando conviene e mantenere distanza quando il costo politico è troppo alto. Alcune notizie hanno suggerito che la Cina avrebbe fornito all’Iran coordinate su truppe e attrezzature statunitensi. Se confermato, sarebbe un segnale rilevante: non un’alleanza militare dichiarata, ma una cooperazione operativa contro l’avversario comune.</p>



<p>Tuttavia, oggi l’Iran è indebolito. L’uccisione di parte della sua leadership politica e di intelligence rende incerto il futuro dei canali di collaborazione. Prima di capire se Teheran e Pechino rafforzeranno lo scambio informativo, bisognerà vedere chi controllerà i nuovi apparati iraniani e quale linea adotterà dopo il trauma della decapitazione.</p>



<p>È probabile che, almeno nel breve periodo, la cooperazione più intensa resti quella tra Iran e Russia, perché Mosca e Teheran condividono una dimensione militare e operativa più diretta. La Cina, invece, tende a muoversi con maggiore prudenza. Aiuta, osserva, apprende, ma evita di farsi trascinare in conflitti che possano compromettere i propri interessi economici globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scenari economici: la guerra accelera il disaccoppiamento</strong></h2>



<p>La conseguenza economica più importante riguarda il disaccoppiamento tecnologico. Ogni operazione occidentale contro l’Iran rafforza in Cina l’idea che dipendere da software, componenti, semiconduttori, sistemi operativi o infrastrutture straniere sia un rischio esistenziale. La guerra diventa così carburante per l’autonomia tecnologica cinese.</p>



<p>Questo significa più investimenti in semiconduttori nazionali, più controllo sulle imprese tecnologiche, più limitazioni ai prodotti stranieri nelle amministrazioni pubbliche, più attenzione alle reti di telecomunicazione e più pressione sulle aziende cinesi perché riducano esposizioni critiche verso Stati Uniti e alleati.</p>



<p>Ma l’autarchia ha un costo. Sostituire tecnologie straniere richiede tempo, capitali, competenze e sacrifici di efficienza. Non sempre le alternative interne sono equivalenti. La Cina può ridurre la dipendenza, ma difficilmente può eliminarla del tutto nel breve periodo, soprattutto nei settori più avanzati dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>La guerra con l’Iran, dunque, non produce solo conseguenze militari. Accelera la frammentazione dell’economia mondiale in blocchi tecnologici sempre meno compatibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Geopolitica della paura</strong></h2>



<p>Il dato più interessante è che la Cina non ha bisogno di essere direttamente colpita per reagire. Le basta osservare ciò che accade agli altri. L’Iran diventa uno specchio. Hezbollah diventa uno specchio. Il Venezuela diventa uno specchio. Ogni decapitazione, ogni sabotaggio, ogni penetrazione informatica mostra a Pechino ciò che potrebbe accadere a un regime considerato nemico dagli Stati Uniti.</p>



<p>Da qui nasce una geopolitica della paura. La Cina teme l’infiltrazione. Gli Stati Uniti temono l’espansione cinese. L’Iran teme la decapitazione. Israele teme l’accerchiamento regionale. Ciascuno rafforza i propri strumenti di sicurezza, ma così facendo aumenta l’insicurezza degli altri.</p>



<p>Il risultato è una corsa permanente al controllo: controllo dei dati, delle reti, delle persone, dei confini digitali, delle infrastrutture, delle élite, delle comunicazioni e delle filiere produttive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La lezione di Pechino</strong></h2>



<p>Pechino probabilmente non cambierà radicalmente strategia a causa della guerra contro l’Iran. Piuttosto, userà quella guerra per confermare ciò che già pensava: che il mondo è entrato in una fase di competizione totale, nella quale la sicurezza dello Stato coincide con la sopravvivenza del regime.</p>



<p>La risposta cinese sarà quindi prevedibile: più purghe, più controspionaggio, più sorveglianza, più autarchia tecnologica, più operazioni informatiche, più cautela nei movimenti dei vertici, più protezione delle catene di comando e più diffidenza verso ogni infrastruttura straniera.</p>



<p>La guerra invisibile non ha bisogno di dichiarazioni ufficiali. Si combatte nei server, nei telefoni, nei programmi, nei satelliti, nelle ambasciate, nelle università, nelle aziende tecnologiche e nei ministeri. Stuxnet aveva già mostrato che un codice poteva distruggere centrifughe. L’operazione contro Khamenei mostra che l’informazione può uccidere un vertice politico.</p>



<p>La Cina ha tratto la sua conclusione: nella guerra del XXI secolo, chi perde il controllo dei dati perde il controllo del potere. E per il Partito comunista cinese, questa è la minaccia più grande di tutte.</p>
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		<title>L&#8217;attentato all&#8217;Hilton e il negoziato Washington-Teheran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lattentato-allhilton-e-il-negoziato-washington-teheran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è trattato di un avvertimento volto dimostrare a Trump e ai presenti di poter colpire a piacimento oppure di una messinscena? </p>
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<p>L&#8217;attentato all&#8217;Hotel Hilton di Washington nel quale erano riuniti i massimi vertici dell&#8217;amministrazione Trump e i corrispondenti della Casa Bianca mi ha rievocato ricordi lontani e avulsi rispetto all&#8217;accaduto: l&#8217;attentato all&#8217;Addaura.</p>



<p>Il 21 giugno del 1989 il giudice istruttore Giovanni Falcone si trovava in una villa edificata a ridosso di questa spiaggia siciliana in attesa della collega svizzera Carla del Ponte quando, poco distante, venne rinvenuto un borsone sportivo contenente dell&#8217;esplosivo. Un attentato fallito, ovviamente, come fu definito, ma il fatto che fosse andato a vuoto e altro alimentò per anni, e con insistenza, insinuazioni su Falcone, che ne sarebbe stato l&#8217;ispiratore per incrementare la sua fama (si scoprì solo anni dopo che gli ordigni erano stati disinnescati nella notte da due agenti del Sisde, Antonino Agostino ed Emanuele Piazza, poi uccisi per ritorsione).</p>



<p>Così torniamo all&#8217;attentato all&#8217;Hilton, che appare impossibile senza complicità interne. Impossibile, infatti, che un simile evento godesse di una sicurezza paragonabile a quella che si appronta per una saga paesana e che una persona armata di fucile a pompa, pistole e pugnali passi indisturbato attraverso le molteplici reti di vigilanza di cui gode un presidente degli Stati Uniti.</p>



<p>Ma se l&#8217;attentatore non ha agito da solo, si è trattato di un avvertimento volto dimostrare a Trump e ai presenti di poter colpire a piacimento oppure di una messinscena per rialzare l&#8217;indice di gradimento del presidente stesso (cosa non accaduta né possibile con trovate simili o di altro genere: ormai è condannato dalla storia)?</p>



<p>Tanti hanno evidenziato circostanze che interpellano non poco &#8211; Alex Jones ne fa una <a href="https://www.infowars.com/posts/take-a-trip-down-the-rabbit-hole-internet-flooded-with-bizarre-information-theories-about-white-house-correspondents-dinner-shooting" target="_blank" rel="noreferrer noopener">carrellata</a> alquanto significativa &#8211; e che delineerebbero sia una conoscenza previa del possibile attentato sia indurrebbero a credere che Trump ne sia il beneficiario. Tesi da complottisti, ovviamente, come sono definiti quanti non accolgono come dogma le versioni ufficiali e pongono domande.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.infowars.com/posts/take-a-trip-down-the-rabbit-hole-internet-flooded-with-bizarre-information-theories-about-white-house-correspondents-dinner-shooting"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-IN-1-1024x296.jpg" alt="Take A Trip Down The Rabbit Hole: Internet Flooded With Bizarre Information &amp; Theories About White House Correspondents’ Dinner Shooting" class="wp-image-81709"/></a></figure>



<p>E però stavolta i complottisti sono stati favoriti dallo stesso attentatore, il quale sembra aver fatto di tutto per accreditarsi come agente del cosiddetto deep state, cioè per seminare indizi volti a segnalare l&#8217;attentato come qualcosa di interno, una messinscena orchestrata dalla stessa amministrazione Usa.</p>



<p>Infatti, nella <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/04/26/whcd-shooting-suspect/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">missiva redatta prima di entrare in azione</a>, nel delineare i possibili obiettivi della sua ira, scrive che nel mirino ci sono tutti i membri dell&#8217;amministrazione Trump, &#8220;in ordine di priorità dal più alto al più basso [&#8230;] escludendo [il direttore dell&#8217;FBI Kash] Patel&#8221;. E, in altra parte, scrive di essere un &#8220;assassino federale amichevole&#8221;. Gli agenti dell&#8217;FBI sono comunemente chiamati &#8220;federali&#8221;&#8230; non per nulla il Washington post evidenzia quest&#8217;ultima frase nel titolo di un articolo dedicato alla lettera, per segnalarla come la più significativa dello scritto.</p>



<p>Opera di &#8220;menti raffinatissime&#8221; fu l&#8217;attentato all&#8217;Addaura, come ebbe ad affermare Falcone all&#8217;epoca, tanto che riuscirono sia a organizzare un attentato che ad attribuirlo alla vittima; come menti raffinatissime potrebbero celarsi dietro quanto si è consumato ieri.</p>



<p>Sempre nella missiva, colpisce un passaggio: dopo aver accennato che non vuole uccidere se non necessario, lo scrivente, o chi per lui, specifica: &#8220;Se fosse assolutamente necessario, prenderei comunque in considerazione quasi tutti i presenti per raggiungere gli obiettivi&#8230; ma spero davvero che non si arrivi a tanto&#8221;. Assassino gentile, ma anche no.</p>



<p>Comunque, e al di là di là di come si voglia interpretare l&#8217;accaduto &#8211; che Trump ha derubricato all&#8217;opera di un pazzo solitario (come peraltro i media mainstream) &#8211; resta che aveva un potenziale esplosivo dal momento che, data la crisi in atto, poteva essere facilmente attribuito all&#8217;Iran. Per fortuna, Trump, sollecitato maliziosamente sul punto, ha prontamente negato tale coinvolgimento (&#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=r6zf6RLihIM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non credo proprio</a>&#8220;), evitando così una nuova guerra aperta con Teheran.</p>



<p>Una guerra sempre più probabile se non si sblocca il negoziato, che in questi giorni ha registrato qualche passo significativo. Il tour del ministro degli Esteri Abbas Aragchi in Pakistan, Oman e Russia, sebbene apparentemente non abbia portato a nulla &#8211; con la squadra negoziale statunitense rimasta ai blocchi di partenza per il niet di Teheran a un incontro a Islamabad &#8211; ha però visto il diplomatico iraniano farsi latore di una nuova bozza di intesa, recapitata a Washington tramite il Pakistan.</p>



<p>Proposta rigettata a parole da Trump, che però per oggi, sempre se non salta dopo il trambusto di ieri, ha indetto &#8220;una riunione nella Situation Room sull&#8217;Iran con il suo team di punta per la sicurezza nazionale e la politica estera&#8221;, come riporta <a href="https://www.axios.com/2026/04/27/iran-us-hormuz-strait-nuclear-talks-proposal-pakistan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.axios.com/2026/04/27/iran-us-hormuz-strait-nuclear-talks-proposal-pakistan"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-A-11-1024x355.jpg" alt="Iran offers U.S. deal to reopen strait but postpone nuclear talks" class="wp-image-81705"/></a></figure>



<p>I convocati, sempre secondo Axios, sarebbero chiamati a esaminare la nuova proposta iraniana che prevede un cessate un fuoco duraturo e/o un accordo di pace permanente, lo sblocco dello Stretto di Hormuz e il rinvio delle trattative sul nucleare in data da destinarsi. Se la proposta &#8211; che certo sarà più articolata &#8211; fosse stata irricevibile, la riunione non sarebbe stata indetta.</p>



<p>Il nodo della contesa resta la richiesta di Teheran di sollevare il blocco dello Stretto di Hormuz ordinato da Trump, il quale però sembra determinato a tenere il punto.</p>



<p>Ma, a quanto pare, dietro tale determinazione ci sarebbero anche le pressioni di Netanyahu, come riferisce il <a href="https://www.jns.org/news/israel-news/netanyahu-holds-consultations-as-jerusalem-braces-for-collapse-of-us-iran-talks" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jewish News Syndicate</a>, media che aggiunge come ieri il premier israeliano abbia convocato due incontri con la leadership politica israeliana, opposizione compresa, in previsione di un collasso dei negoziati Iran-Usa. Uno sviluppo che il prolungarsi del blocco statunitense rende sempre più probabile&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.jns.org/news/israel-news/netanyahu-holds-consultations-as-jerusalem-braces-for-collapse-of-us-iran-talks"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-J-1-1024x420.jpg" alt="Netanyahu holds consultations as Jerusalem braces for collapse of US-Iran talks" class="wp-image-81707"/></a></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lattentato-allhilton-e-il-negoziato-washington-teheran.html">L&#8217;attentato all&#8217;Hilton e il negoziato Washington-Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Iran-Usa, negoziati in stand-by ma Araghchi vola a Islamabad</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-usa-negoziati-in-stand-by-ma-araghchi-vola-a-islamabad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 12:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;apertura di Trump è reale, ma deve superare il niet di Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-1536x1041.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, prepara il terreno per provare a riportare in campo i colloqui tra Teheran e gli Stati Uniti e prende la strada di Islamabad, capitale del Pakistan mediatore tra i due Paesi belligeranti nella Terza guerra del Golfo </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-negoziati-in-stand-by-ma-araghchi-vola-a-islamabad.html">Iran-Usa, negoziati in stand-by ma Araghchi vola a Islamabad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;apertura di Trump è reale, ma deve superare il niet di Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-1536x1041.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran</strong>, prepara il terreno per provare a riportare in campo i colloqui tra Teheran e gli Stati Uniti e prende la strada di <strong>Islamabad, capitale del Pakistan mediatore</strong> tra i due Paesi belligeranti nella Terza guerra del Golfo ora in pausa per il <strong>cessate il fuoco</strong> dell&#8217;8 aprile recentemente esteso in forma indefinita dal presidente Usa <strong>Donald Trump</strong>. Araghchi, che ieri ha conversato a distanza con il suo omologo pakistano, Ishaq Dar e con il capo di Stato Maggiore delle forze armate di Islamabad e uomo forte del Paese<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/asim-munir-luomo-forte-e-invisibile-del-pakistan.html" type="post" id="491943">, Asim Munir,</a></strong> è atteso nel Paese confinante con l&#8217;Iran, i cui funzionari hanno comunicato alla Tv di Stato l&#8217;imminente arrivo del capo della diplomazia della Repubblica Islamica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">DPM/FM Senator Mohammad Ishaq Dar <a href="https://twitter.com/MIshaqDar50?ref_src=twsrc%5Etfw">@MIshaqDar50</a> received a call today from Foreign Minister of Iran H.E. Abbas Araghchi <a href="https://twitter.com/araghchi?ref_src=twsrc%5Etfw">@Araghchi</a>.<br><br>Both sides exchanged views on regional developments, the ceasefire, and ongoing diplomatic efforts being pursued by Islamabad in the context of… <a href="https://t.co/eJ1fuVTVKE">pic.twitter.com/eJ1fuVTVKE</a></p>&mdash; Ministry of Foreign Affairs &#8211; Pakistan (@ForeignOfficePk) <a href="https://twitter.com/ForeignOfficePk/status/2047611533484863496?ref_src=twsrc%5Etfw">April 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Si tratta di un passaggio importante in una fase in cui la trattativa per porre fine al conflitto sembra finita in un limbo, se non in un vicolo cieco, con Trump e la sua amministrazione che <strong>pressano</strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-alliran-il-blocco-di-hormuz-e-lattivismo-di-putin.html" type="post" id="508957"><strong> l&#8217;Iran perseguendo nel blocco allo Stretto di Hormuz</strong> su cui Teheran ha stabilito il controllo a inizio conflitto</a> e Israele, alleata di Washington nell&#8217;assalto al Paese centroasiatico, che manda <strong>messaggi ben chiari. Israel Katz, ministro della Difesa</strong> del governo di <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e architetto degli attacchi di Tel Aviv a giugno 2025 e a febbraio-aprile 2026 assieme al <a href="https://www.rsi.ch/info/mondo/Katz-%E2%80%9COk-da-USA-e-riporteremo-l%E2%80%99Iran-all%E2%80%99et%C3%A0-della-pietra%E2%80%9D--3686892.html">capo di Stato Maggiore <strong>Eyal Zamir,</strong> ha detto che lo Stato Ebraico </a>&#8220;attende il via libera degli Stati Uniti &#8211; innanzitutto per completare l’eliminazione della dinastia Khamenei” e “per riportare l’Iran all’età oscura e all’età della pietra distruggendo impianti energetici ed elettrici chiave e smantellando la sua infrastruttura economica nazionale”. </p>



<p>Una presa di posizione chiara, che mostra il totale superamento di ogni retorica sulla &#8220;liberazione&#8221; del Paese centroasiatico e spiega come Israele nei confronti dell&#8217;Iran non persegua altro se non l&#8217;obiettivo del rovesciamento del regime, della guerra civile o del collasso dello Stato nemico su faglie etniche e confessionali. <strong>Del resto, come ha detto <a href="https://mowmag.com/attualita/mossad-chiama-italia-barnea-e-il-messaggio-in-codice-sulliran-gli-agenti-morti-sul-lago-maggiore-e-le-sfide-dellultimo-biennio-di-caravelli">David Barnea, capo del Mossad,</a></strong> Tel Aviv non accetta altro esito decisivo se non la caduta di Teheran. </p>



<p><strong>Araghchi deve negoziare tra gli scogli e provare a trovare una sintesi</strong> nella consapevolezza che l&#8217;Iran deve superare un triplice dubbio: c&#8217;è la possibilità di un accordo duraturo o solo di un armistizio esteso più in grande? Washington intende <strong>trattare con serietà</strong> o sta solo guadagnando tempo per riorganizzare le sue armate? E che architettura securitaria si creerebbe se Teheran allentasse la presa di posizione su Hormuz? Al netto delle divisioni nel regime, a Teheran c&#8217;è concordia sul fatto che l&#8217;Iran intende <strong>negoziare facendo valere le sue posizioni di forza</strong> e non si sente un Paese sconfitto, tutt&#8217;altro. Del resto, Trump ha fretta di chiudere la guerra con un risultato evidente e sbandierabile. E non è detto che l&#8217;Iran sia disposto a concederglielo. Le trattative per l&#8217;accordo nucleare del 2015, di cui Araghchi fu capo negoziatore per l&#8217;Iran, impegnarono anni e discussioni tecniche complesse. Gli Usa chiedono un risultato in poche settimane dopo oltre un mese di violenta e sanguinosa conflittualità. Esiste il margine per mediare o si tornerà ad incrociare le spade? Il pontiere e gran tessitore Araghchi cerca di capirlo parlando col Pakistan nella sfida più dura della sua carriera.</p>
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