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	<title>Iran Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 11 Oct 2026 00:02:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Iran Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 00:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Programma missilistico iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo alcuni analisti l'Iran è in seria difficoltà a ricostituire la produzione di missili e droni. È davvero così? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html">L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>A seguito delle operazioni militari israeliane e statunitensi contro l&#8217;<strong>Iran</strong> nel 2025 e all&#8217;inizio del 2026, gli analisti hanno discusso a lungo sulla capacità dell&#8217;Iran di ricostituire il proprio arsenale di missili e droni. Secondo <strong>Jim Lamson</strong>, ex analista della CIA che ora è autore su <em><a href="https://warontherocks.com/iran-faces-severe-challenges-to-rebuild-missile-and-drone-production/">War on the rocks</a></em>, <strong>Teheran in questo momento avrebbe serie difficoltà a ristabilire la produzione a regime di missili balistici e di droni <em>one way</em>,</strong> proprio a causa dei danni subiti nei vari attacchi aerei portati da Israele e dagli Stati Uniti negli ultimi due anni. </p>



<p>L&#8217;autore parte da un assunto preciso, ovvero che sia importante sottolineare che gli attacchi del 2024, 2025 e soprattutto del 2026 hanno causato complessivamente gravi danni all&#8217;industria missilistica e dei droni iraniana, <strong>nonché alla sua più ampia base industriale e di ricerca nel settore della difesa.</strong> Nell&#8217;articolo si afferma anche che da quando sono stati interrotti gli attacchi contro le industrie missilistiche e dei droni iraniane nell&#8217;aprile del 2026, si sono susseguite <strong>dichiarazioni contrastanti</strong> sullo stato della capacità di Teheran di produrre nuovi sistemi. Ad esempio, molti funzionari statunitensi e israeliani hanno affermato che l&#8217;Iran non è più in grado di produrre missili e droni. Tuttavia, la rapida ripresa dell&#8217;Iran dopo la guerra della primavera del 2026 avrebbe sorpreso alcuni funzionari israeliani, <strong>sollevando il timore che l&#8217;Iran possa tornare a produrre centinaia di missili al mese.</strong></p>



<p>Dal canto loro, i funzionari iraniani <a href="https://farsnews.ir/Rahgozar_b/1791267983596046871/Iran-Army-Missile-Drone-Production-Continues-with-Large-Stockpiles">hanno affermato</a> che, nonostante gli attacchi, l&#8217;Iran ha continuato a produrre e migliorare missili e droni. Probabilmente si tratta di una mera strategia di deterrenza e, semmai, riflette l&#8217;assemblaggio di missili da parte dell&#8217;Iran a partire da componenti già pronti, piuttosto che la ricostituzione delle sue industrie e catene di approvvigionamento. </p>



<p>Verso la fine di maggio, però, la <em>CNN </em><a href="https://edition.cnn.com/2026/05/21/politics/iran-military-rebuild">riferiva</a> che l&#8217;<strong>Iran aveva già riavviato parte della produzione</strong> di droni durante la tregua iniziata ad aprile, come riferivano quattro fonti dell&#8217;intelligence USA, e che pertanto l&#8217;apparato militare iraniano si stava ricostituendo molto più velocemente di quanto inizialmente stimato. Tale ricostituzione delle capacità militari – che include anche il ripristino di siti missilistici, lanciatori e della capacità produttiva per sistemi d&#8217;arma chiave – implicava che l&#8217;Iran fosse rimasto una minaccia significativa per gli alleati della regione. </p>



<p>Queste indiscrezioni di intelligence riferite dalla <em>CNN </em>avevano inoltre messo in discussione le valutazioni circa l&#8217;effettiva entità del deterioramento a lungo termine subito dalle forze armate iraniane, soprattutto in considerazione del fatto che le stesse fonti avevano riferito che l&#8217;Iran sarebbe stato in grado di <strong>ripristinare completamente la propria capacità di attacco tramite droni in appena sei mesi</strong>. </p>



<p>Stando a questa valutazione, pertanto, l&#8217;Iran dovrebbe oggi quasi essere a pieno regime. Quindi, qual è lo stato attuale dell&#8217;industria missilistica e dei droni iraniana? </p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione dei danni</h2>



<p>Bisogna prima sottolineare che la valutazione dei danni inflitti in battaglia (<strong>BDA – Battle Damage Assessment</strong>) non è mai facile, e si basa sulle informazioni che è possibile ottenere da fonti diverse, come l&#8217;HUMINT (Human Intelligence) ovvero “spie” in loco, ricognizione (ad esempio fotografie satellitari), intelligence dei segnali (SIGINT – <em>Signal Intelligence</em>) e altri fattori come le modifiche nel rateo e intensità degli attacchi nemici. Una tregua, in quest&#8217;ultimo caso, non aiuta a capire se effettivamente le infrastrutture produttive siano state distrutte completamente, parzialmente o solo leggermente in quanto le operazioni di guerra vengono sospese. Peraltro, un cessate il fuoco permette all&#8217;avversario di ricostituire le proprie forze, cambiare dottrina operativa in base alle lezioni apprese ed eventualmente distribuire e occultare la propria catena produttiva e/o i propri assetti bellici.</p>



<p>La BMD post operazione Epic Fury <strong>non è stata resa pubblica</strong> se non in piccola parte – di solito non viene quasi mai fatto – pertanto risulta difficile, per chi non ha accesso a fonti riservate, stabilire se davvero l&#8217;Iran abbia subito gravi danni alla propria industria missilistica e di droni. </p>



<p>L&#8217;autore dell&#8217;articolo su <em>War on the rocks</em>, sostiene che <strong>nel breve termine</strong>, l&#8217;Iran potrebbe teoricamente assemblare nuovi missili balistici, missili da crociera e droni – forse centinaia o addirittura migliaia – utilizzando le sue scorte prebelliche di componenti finiti. Una valutazione plausibile stante quanto giuntoci in modo aperto dalle fonti di intelligence ufficiali. Afferma invece che <strong>nel lungo termine</strong> l&#8217;Iran dovrà ricostruire le sue industrie missilistiche e dei droni, gravemente danneggiate, per produrre nuovi sistemi e, soprattutto, per migliorare quelli esistenti e svilupparne di nuovi. </p>



<p>Gli attacchi israeliani e statunitensi hanno preso di mira le <strong>catene di produzione e approvvigionamento</strong> delle industrie missilistiche e dei droni iraniane (come ad esempio le industrie chimiche deputate alla fabbricazione del carburante per missili balistici). In tal modo, hanno colpito sia le organizzazioni principali che sviluppano e producono missili e droni, sia <strong>i principali fornitori e le industrie nazionali che li supportano. </strong>Secondo la valutazione di Lamson (in continua evoluzione), <strong>gli attacchi condotti tra il 2024 e il 2026 hanno colpito oltre 40 siti industriali per missili balistici,</strong> quasi 20 per missili da crociera e oltre 20 per droni, oltre a decine di altri siti di ricerca e sviluppo nel settore della difesa che supportano la produzione iraniana di missili e droni. </p>



<p>Le forze militari israeliane e statunitensi si sono quindi concentrate sugli elementi critici delle industrie missilistiche e dei droni iraniane, inclusi i siti importanti per i sistemi di guida e controllo, la propulsione, le testate, le cellule, i lanciatori e l&#8217;assemblaggio finale. Inoltre, la campagna aerea alleata avrebbe compromesso pesantemente la <strong>capacità di ricerca e sviluppo</strong>, ovvero un altro pilastro dell&#8217;industria bellica insieme alla produzione della componentistica e agli snodi della catena di approvvigionamento.</p>



<p>L&#8217;autore riferisce però <strong>un certo grado di incertezza</strong> quando sostiene che “probabilmente gli sforzi di Teheran verso il miglioramento delle proprie capacità missilistiche sono stati compromessi dalle operazioni belliche”. </p>



<p>Si ritiene pertanto, in base alle evidenze che ci giungono da altri teatri di conflitto, che il progressivo estendersi degli attacchi israelo-statunitensi alle infrastrutture industriali e logistiche iraniane possa effettivamente aver messo in crisi le capacità di Teheran di produzione missilistica e di droni, in quanto la tempistica di riparazione dei danni è oggettivamente più lunga di quella intercorsa tra un attacco e quello successivo, ma la lunga tregua e il <strong>sostegno di attori terzi</strong> con tecnologie di uso duale – che aggirano l&#8217;embargo internazionale – può aver permesso all&#8217;Iran di ricostituire parzialmente la propria catena produttiva, che comunque non è in questo momento in grado di supportare un utilizzo intensivo di missili balistici e droni come osservato all&#8217;inizio del conflitto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html">L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il dialogo con l&#8217;Iran e il nodo Houthi: perché il Pakistan si lancia in una nuova mediazione in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-dialogo-con-liran-e-il-nodo-houthi-perche-il-pakistan-si-lancia-in-una-nuova-mediazione-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 07:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Pakistan è stretto tra l’alleanza militare con l’Arabia Saudita e la necessità di mantenere aperto il dialogo con l’Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-dialogo-con-liran-e-il-nodo-houthi-perche-il-pakistan-si-lancia-in-una-nuova-mediazione-in-medio-oriente.html">Il dialogo con l&#8217;Iran e il nodo Houthi: perché il Pakistan si lancia in una nuova mediazione in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144911999_e146349666c550a92b2a9fad005240f1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Adesso per il <strong>Pakistan</strong> non ci sono più scusanti. Con l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> travolta dagli attacchi degli <strong>Houthi</strong>, lo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-navy-seal-in-missione-segreta-nello-stretto-di-hormuz.html">Stretto di Hormuz ancora in ebollizione</a> e l&#8217;intero <strong>Medio Oriente</strong> ridotto a una polveriera, Islamabad è costretta, ancora una volta, a giocare la carta della <strong>diplomazia</strong>. Una diplomazia che dovrà necessariamente tenere conto del freschissimo <strong>accordo di mutua difesa</strong> siglato con Riad e comprendente una <strong>clausola </strong>precisa: un&#8217;eventuale aggressione contro un membro dell&#8217;alleanza viene considerata alla stregua di un attacco rivolto contro tutti gli altri. </p>



<p>Si tratta di un vincolo spinoso che rischia di essere una vera e propria spada di Damocle sulla testa del primo ministro pakistano <strong>Shehbaz Sharif</strong> e, soprattutto, su quella del capo delle forze armate, il feldmaresciallo <strong>Asim Munir</strong>. Già, perché se la situazione dovesse degenerare i sauditi si aspettano un intervento del Pakistan a loro sostegno contro i ribelli yemeniti sostenuti dall&#8217;<strong>Iran</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="742" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144852658_5a6ed5117b7b93ae490c43ccd229bc64-1024x742.jpg" alt="" class="wp-image-530055" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144852658_5a6ed5117b7b93ae490c43ccd229bc64-1024x742.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144852658_5a6ed5117b7b93ae490c43ccd229bc64-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144852658_5a6ed5117b7b93ae490c43ccd229bc64-768x556.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144852658_5a6ed5117b7b93ae490c43ccd229bc64-1536x1113.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144852658_5a6ed5117b7b93ae490c43ccd229bc64-600x435.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144852658_5a6ed5117b7b93ae490c43ccd229bc64.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione del Pakistan</h2>



<p>Proprio Munir ha esortato, intanto a parole, l&#8217;Iran a <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-houti-chiedono-la-fine-delloccupazione-saudita-dello-yemen.html">frenare i raid degli Houthi</a> contro l&#8217;Arabia Saudita. Gli attacchi hanno preso di mira diverse città del Regno interrompendo <strong>infrastrutture energetiche</strong> chiave e contribuendo a far salire i <strong>prezzi globali del petrolio </strong>(per la precisione ai livelli più alti mai toccati dallo scorso maggio). </p>



<p>I funzionari di Islamabad per il momento si sono limitati a lanciare un avvertimento a Teheran: informate i ribelli yemeniti di non alimentare un&#8217;<strong>escalation</strong> perché, qualora Riad invocasse la clausola dell&#8217;accordo di mutua difesa sopra menzionata, a quel punto il Pakistan sarebbe costretto a intervenire. E non più soltanto a parole o con messaggi indiretti. </p>



<p>&#8220;L&#8217;Iran sostiene che si tratti di una disputa tra Arabia Saudita e Yemen ma sembra anche che l&#8217;escalation serva alla politica iraniana nella regione&#8221;, ha riferito una fonte pakistana al <em>Financial Times</em>. Munir, non a caso, un mese fa è volato in Iran per incontrare il presidente iraniano <strong>Masoud Pezeshkian</strong>. Di recente pare abbia avuto anche diverse conversazioni telefoniche con il ministro degli Esteri di Teheran <strong>Abbas Araghchi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040801275815_87cb254d3f55fb871542d5f367e4c914-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-512437" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040801275815_87cb254d3f55fb871542d5f367e4c914-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040801275815_87cb254d3f55fb871542d5f367e4c914-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040801275815_87cb254d3f55fb871542d5f367e4c914-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040801275815_87cb254d3f55fb871542d5f367e4c914-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040801275815_87cb254d3f55fb871542d5f367e4c914-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040801275815_87cb254d3f55fb871542d5f367e4c914.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;altra (difficile) mediazione</h2>



<p>A sua discolpa l&#8217;Iran sostiene che gli Houthi agiscano in modo completamente indipendente da Teheran. Il tenente generale Ahmed Sharif Chaudhry, portavoce principale dell&#8217;esercito pakistano, è stato tuttavia chiarissimo: &#8220;Il Pakistan sostiene pienamente il Regno dell&#8217;Arabia Saudita, sia sul piano diplomatico che militare. Arriveremo a qualsiasi limite. Siamo presenti e continueremo a difendere il Regno dell&#8217;Arabia Saudita da qualsiasi aggressione&#8221;. </p>



<p>Islamabad ha già una presenza considerevole nel Regno visto che all&#8217;inizio dell&#8217;anno ha schierato circa <strong>8.000 soldati</strong>, uno squadrone di <strong>caccia JF-17</strong>, <strong>droni </strong>e un <strong>sistema di difesa aerea HQ-9</strong>. Le autorità pakistane hanno poi fatto sapere che gli attacchi contro i <strong>luoghi sacri</strong> dell&#8217;Arabia Saudita rappresentano una &#8220;<strong>linea rossa</strong>&#8221; e che il governo intende attuare gli accordi di difesa con Riad. &#8220;Quando, come, dove e quale forza verrà utilizzata contro quali obiettivi, e altre questioni che implicano la riservatezza operativa, ci impongono di mantenere una certa discrezione in questa fase&#8221;, ha dichiarato un funzionario pakistano al <em>FT</em>.</p>



<p>L&#8217;accordo di difesa con l&#8217;Arabia Saudita rappresentava una grande vittoria strategica per Munir: Riad avrebbe fornito a Islamabad miliardi di dollari tra investimenti e prestiti, in cambio di un sostegno militare pakistano e di una difesa nell&#8217;improbabile caso (all&#8217;epoca del patto) di un attacco diretto contro il suo territorio. L&#8217;avanzata degli Houthi rappresenta adesso il primo vero <strong>banco di prova</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-arabia-saudita-e-iran-la-scomoda-posizione-del-pakistan-nel-golfo-persico.html">per l&#8217;accordo di difesa congiunta della Mecca</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144933418_96e63468cd5818635f89e093c24c5949-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-530057" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144933418_96e63468cd5818635f89e093c24c5949-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144933418_96e63468cd5818635f89e093c24c5949-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144933418_96e63468cd5818635f89e093c24c5949-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144933418_96e63468cd5818635f89e093c24c5949-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144933418_96e63468cd5818635f89e093c24c5949-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260919144933418_96e63468cd5818635f89e093c24c5949.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-dialogo-con-liran-e-il-nodo-houthi-perche-il-pakistan-si-lancia-in-una-nuova-mediazione-in-medio-oriente.html">Il dialogo con l&#8217;Iran e il nodo Houthi: perché il Pakistan si lancia in una nuova mediazione in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Wall Street Journal: Trump ha rifiutato la proposta dell&#8217;Iran…</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/wall-street-journal-trump-ha-rifiutato-la-proposta-delliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 08:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609270936590_c0d34baa10033cfb73c3dd7c2b90f538.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wall Street Journal: Trump ha rifiutato la proposta dell&#039;Iran..." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609270936590_c0d34baa10033cfb73c3dd7c2b90f538.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609270936590_c0d34baa10033cfb73c3dd7c2b90f538-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609270936590_c0d34baa10033cfb73c3dd7c2b90f538-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609270936590_c0d34baa10033cfb73c3dd7c2b90f538-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609270936590_c0d34baa10033cfb73c3dd7c2b90f538-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609270936590_c0d34baa10033cfb73c3dd7c2b90f538-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutto ciò va preso col beneficio dell'inventario, dal momento che è usuale per certi ambiti guerrafondai, ai quali il WSJ è consegnato, distorcere la realtà secondo i propri desiderata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/wall-street-journal-trump-ha-rifiutato-la-proposta-delliran.html">Wall Street Journal: Trump ha rifiutato la proposta dell&#8217;Iran…</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Secondo il<a href="https://www.wsj.com/world/middle-east/trump-rejects-iran-ceasefire-expects-renewed-bombing-after-midterms-5982ee50?mod=hp_lead_pos1" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Wall Street Journal</a> Trump, parlando in sede riservata, avrebbe espresso il suo niet alla proposta di riprendere i negoziati di pace avanzata dall&#8217;Iran. A riferirlo al media tre funzionari dell&#8217;amministrazione Usa, i quali hanno aggiunto che il presidente americano sarebbe restio a rinnovare gli attacchi su larga scala, ma comunque si appresterebbe a ordinare attacchi massicci per forzare Teheran alla resa. Ciò avverrebbe dopo le elezioni di Midterm, anche se avrebbe dichiarato di attenderne l&#8217;esito per decidere quale strada intraprendere.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.wsj.com/world/middle-east/trump-rejects-iran-ceasefire-expects-renewed-bombing-after-midterms-5982ee50?mod=hp_lead_pos1"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-WSJ-copia-1024x489.jpg" alt="Trump Rejects Iran Ceasefire, Expects Renewed Bombing After Midterms" class="wp-image-83707"/></a></figure>



<p>Tutto ciò va preso col beneficio dell&#8217;inventario, dal momento che è usuale per certi ambiti guerrafondai, ai quali il WSJ è consegnato, distorcere secondo i propri desiderata le conversazioni che avvengono nel chiuso del potere imperiale. Non che sia tutto falso, ma i dubbi, dati i pregressi, sono legittimi. Così appare ragionevole la posizione dell&#8217;Iran, che, evitando commenti, ha ribadito di attendere una risposta ufficiale.</p>



<p>Peraltro, l&#8217;accenno di Trump riferito dal WSJ, sempre che sia vero, sulla sospensione della decisione riguardo la guerra all&#8217;esito delle elezioni di Midterm è alquanto significativo, dal momento che ad oggi appare davvero difficile che i repubblicani resistano all&#8217;avanzata dei loro antagonisti. Anzi, secondo alcuni sondaggi rischiano una vera e propria débacle.</p>



<p>Se così fosse, Trump si ritroverebbe di fronte a un Congresso che, almeno formalmente, è schierato contro la guerra. Non perché tutti i democratici siano contrari a un&#8217;iniziativa militare contro Teheran, ché tanti sono incantati dalle sirene israeliane, quanto perché attaccare Trump sulla &#8220;sua&#8221; guerra gli guadagnerebbe consensi, dal momento che la stragrande maggioranza degli americani è infuriata per il conflitto e, soprattutto (sic), per i rincari dell&#8217;energia.</p>



<p>Tale propensione dei democratici si è evidenziata nelle diverse votazioni che si sono succedute nel Congresso, dal momento che tutti hanno votato per la fine della guerra in Iran, in convergenza con una sparuta pattuglia repubblicana non sufficiente a far passare le diverse mozioni sul tema.</p>



<p>Al di là delle indiscrezioni del WSJ, e in attesa di una risposta ufficiale degli States, si segnala che a New York, a margine dei lavori dell&#8217;Onu, si sono <a href="https://en.irna.ir/news/86274377/Foreign-Ministers-of-Iran-and-Saudi-Arabia-meet-in-New-York" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontrati</a> il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan e quello iraniano Abbas Araghchi.</p>



<p>Incontro importante, perché la guerra contro gli Houti ha allargato ancor più le distanze tra Riad e Teheran, con la prima che accusa la seconda di sostenere le milizie contro cui combatte.</p>



<p>Ciò ha irrigidito la posizione dell&#8217;Arabia saudita rispetto alla guerra contro l&#8217;Iran: se nella fase cinetica ha fatto pressioni su Trump perché ponesse fine al conflitto, ora, secondo diversi media arabi (e non solo), sta facendo pressioni opposte, unendosi in questo agli Emirati Arabi.</p>



<p>Non che voglia la ripresa dei bombardamenti, dal momento che rischierebbe nuovamente di essere bersagliata dei missili di Teheran, ma che gli Stati Uniti continuino a esercitare pressioni sulla nazione reproba.</p>



<p>L&#8217;intenzione è ovvia: il Regno spera che nell&#8217;accordo tra Stati Uniti e Iran sia ricompresa una nuova subordinazione dello Yemen a Riad e il conseguente/previo disarmo delle milizie Houti. Washington, cioè, dovrebbe imporre a Teheran di smettere di sostenere l&#8217;agguerrita milizia yemenita.</p>



<p>Tale propensione è evidenziata dalla posa muscolare di Riad rispetto al conflitto yemenita, rafforzata dal sostegno, finora però solo verbale, dei Paesi che hanno aderito al patto della Mecca, dai quali spera di ricevere un supporto ben più consistente, tale da riuscire a risolvere la querelle yemenita con mezzi militari. In questo, Riad sembra essere entrata in un circolo vizioso, che da dodici anni la vede intrappolata in questo sogno, tanto agognato quanto sempre sfuggente.</p>



<p>L&#8217;incontro tra il ministro degli Esteri iraniano e quello saudita potrebbe aprire porte rimaste finora chiuse, dal momento che Teheran da tempo ha proposto la propria mediazione. Ma, per dare possibilità alla pace, Riad dovrebbe deporre le pistole nelle fondine e trattare il Paese confinante, in particolare la fazione contro cui si sta scagliando, come un antagonista con cui trattare alla pari e trovare un compromesso, non come un nemico irriducibile da eliminare.</p>



<p>Ad oggi non ci sono segnali in tal senso, ma non è dato sapere se, nel segreto, qualcosa stia maturando.</p>
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		<title>Rimandato il summit tra Paesi del Golfo e Iran. Vince la guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/rimandato-il-summit-tra-paesi-del-golfo-e-iran-vince-la-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 11:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rimandato il summit tra Paesi del Golfo e Iran. Vince la guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A comunicarlo le autorità omanite e quelle di Teheran, con queste ultime che hanno esplicitato la causa del rinvio: a chiederlo è stata l'Arabia Saudita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/rimandato-il-summit-tra-paesi-del-golfo-e-iran-vince-la-guerra.html">Rimandato il summit tra Paesi del Golfo e Iran. Vince la guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rimandato il summit tra Paesi del Golfo e Iran. Vince la guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914131148792_a2387c8581c10a5b31c49a568df68293-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È saltato l&#8217;incontro odierno tra i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo e le autorità iraniane che avrebbe dovuto tenersi in Oman, a Muscat. A comunicarlo le autorità omanite e quelle di Teheran, con queste ultime che hanno esplicitato la causa del rinvio: a chiederlo è stata l&#8217;Arabia Saudita.</p>



<p>Salta così la possibilità di un incontro di grande rilevanza, dal momento che i Paesi del Golfo erano chiamati de facto a suggellare l&#8217;accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, che dopo l&#8217;incontro sarebbe stata comunicata all&#8217;<em>International Maritime Organization</em>, l&#8217;ente che presiede al traffico marittimo globale.</p>



<p>Passo significativo per regolare la questione di Hormuz che offriva il destro agli Stati Uniti di chiudere la partita con l&#8217;Iran accedendo a un nuovo negoziato centrato solo sul nucleare e le sanzioni, che avrebbe avuto possibilità di riuscita maggiori del precedente.</p>



<p>Inoltre, avrebbe anche aperto la via a relazioni più feconde tra le nazioni convenute e avrebbe probabilmente posto fine alla guerra yemenita, che oppone i miliziani Houti alle forze yemenite sostenute da sauditi ed emiratini, dal momento che un dialogo tra Teheran e Riad sul tema sarebbe riuscito a chiudere l&#8217;annosa querelle.</p>



<p>A spazzare via questa possibilità l&#8217;attacco contro l&#8217;oleodotto saudita Est-Ovest, che ha provocato la chiusura di un canale per il transito del petrolio tanto cruciale per Riad perché aggira le strettoie di Hormuz.</p>



<p>L&#8217;attacco è stato subito attribuito alle milizie irachene filo-iraniane, sia da parte di Riad che delle autorità irachene, da cui l&#8217;impossibilità per i sauditi di partecipare a un faccia a faccia con gli iraniani.</p>



<p>C&#8217;è da considerare che l&#8217;Iran non aveva alcun interesse ad assestare il colpo, dal momento che la riuscita del summit, anche se non avesse avuto un esito alto, per Teheran sarebbe stato un successo geopolitico di grande portata. E, infatti, l&#8217;Iran ha immediatamente negato una sua partecipazione al conflitto yemenita, al quale tutti riconducono l&#8217;attacco all&#8217;oleodotto saudita.</p>



<p>Non solo, anche le milizie filo-iraniane sparse in Iraq hanno negato qualsiasi responsabilità nell&#8217;attacco. In particolare, un leader del movimento al-Nujaba, interpellato dal media <a href="https://www.al-akhbar.com/NewspaperArticles/arab/904129/%D8%A7%D8%B3%D8%AA%D9%87%D8%AF%D8%A7%D9%81-%D8%AE%D8%B7--%D8%B4%D8%B1%D9%82---%D8%BA%D8%B1%D8%A8--%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%B9%D9%88%D8%AF%D9%8A--%D8%A7%D9%84%D9%85%D9%82%D8%A7%D9%88%D9%85%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%D9%8A%D8%A9-%D8%AA%D8%AD%D8%B0%D8%B1-%D9%85%D9%86--%D8%AE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Akhbar</a>, ha spiegato che le milizie irachene al momento &#8220;non hanno alcuna intenzione di condurre operazioni militari&#8221;, aggiungendo che &#8220;ci sono parti che traggono vantaggio dal caos e dagli scontri&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.al-akhbar.com/NewspaperArticles/arab/904129/%D8%A7%D8%B3%D8%AA%D9%87%D8%AF%D8%A7%D9%81-%D8%AE%D8%B7--%D8%B4%D8%B1%D9%82---%D8%BA%D8%B1%D8%A8--%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%B9%D9%88%D8%AF%D9%8A--%D8%A7%D9%84%D9%85%D9%82%D8%A7%D9%88%D9%85%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%D9%8A%D8%A9-%D8%AA%D8%AD%D8%B0%D8%B1-%D9%85%D9%86--%D8%AE"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-AA-6-1024x659.jpg" alt="Targeting the Saudi &quot;East-West&quot; line: Iraqi resistance warns against &quot;mixing things up&quot; Arabs | " class="wp-image-83514"/></a></figure>



<p>L&#8217;attacco aveva un altro scopo oltre quello di far saltare il summit, quello di mandare a monte il ritiro delle forze americane dall&#8217;Iraq. Il ritiro dovrebbe essere completato a fine di settembre, ma è ovvio che se si riuscisse a rappresentare le milizie irachene filo-iraniane come una minaccia agli interessi americani e dei loro alleati la decisione potrebbe essere riconsiderata.</p>



<p>Operazione sofisticata, dunque, che magari si è avvalsa di qualche milizia irachena autonoma, dal momento che il mercato dei Giuda è sempre aperto (ma in totale autonomia non avrebbe potuto portare a termine un attacco tanto efficace: serve un&#8217;intelligence sofisticata).</p>



<p>Non è solo l&#8217;attacco all&#8217;oleodotto saudita a complicare il già complesso puzzle mediorientale, ma anche la drammatizzazione mediatica del conflitto yemenita. I successi delle milizie Houti, che hanno acquisito il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, vengono presentati come una minaccia alla sicurezza dei mercati globali, dal momento che tale sviluppo chiuderebbe un&#8217;altra strozzatura cruciale del traffico marittimo internazionale; sommandosi alla chiusura di Hormuz rischierebbe di far collassare l&#8217;economia globale.</p>



<p>In realtà, gli Houti hanno assicurato che la loro guerra è solo contro le forze yemenite al soldo di Riad e Abu Dhabi e che non chiuderanno lo Stretto se non alle loro navi e a quelle israeliane (in solidarietà con i palestinesi). Con la rappresentazione della minaccia Houti sullo Stretto si vuole sollecitare un sostegno alla causa anti-Houti, in particolare spingere l&#8217;America, e l&#8217;Occidente in generale, a intervenire.</p>



<p>Si vuole cioè forzare anzitutto la mano a Trump, che invece si sta tenendo lontano da questo conflitto e che anzi, con le sue dichiarazioni, sembra sostenere, come sta avvenendo de facto, la causa degli Houti. Infatti, dopo aver confermato di aver negato l&#8217;aiuto richiesto da Riad, ha aggiunto che gli Houti gli &#8220;<a href="https://x.com/atrupar/status/2098772198844436483" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno chiesto di non intervenire</a>&#8221; e che lo Stretto di Bab el-Mandeb resta aperto.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://x.com/atrupar/status/2098772198844436483"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-X-8-1024x566.jpg" alt="" class="wp-image-83516"/></a></figure>



<p>Parole che vanno lette tenendo presente gli sviluppi del conflitto iraniano. La guerra alle petroliere iraniane, che stava producendo un&#8217;altra escalation, al momento è sopita&#8230;</p>



<p>Di oggi, un sviluppo sinistro: <a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/israeli-media--saudi-arabia-turns-to--israel--for-help-in-ye" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;Arabia saudita avrebbe chiesto aiuto a Israele</a> contro gli Houti. Se l&#8217;indiscrezione fosse veritiera, sarebbe un grande successo per Tel Aviv che vedrebbe rinfocolati i suoi rapporti con Riad, la preda mediorientale più ambita e sfuggente (i sauditi finora hanno respinto la richiesta di associarsi agli Accordi di Abramo, che li porrebbero sotto la tutela israeliana).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/israeli-media--saudi-arabia-turns-to--israel--for-help-in-ye"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-AM-1024x583.jpg" alt="Israeli media: Saudi Arabia turns to 'Israel' for help in Yemen" class="wp-image-83518"/></a></figure>



<p>Come tutte le questioni mediorientali, anche questa indiscrezione va accolta col beneficio del dubbio. Ciò anche perché, prima che si diffondesse, si era registrata un&#8217;altra indiscrezione di segno opposto: Netanyahu aveva <a href="https://allisraelnews.com/netanyahu-reportedly-offers-israeli-military-support-for-regional-campaign-against-houthis-in-yemen" target="_blank" rel="noreferrer noopener">offerto il proprio aiuto a Riad contro gli Houti</a>.</p>



<p>Possibile, quindi che la notizia di una richiesta di aiuto saudita a Israele serva a confondere ulteriormente le acque, anzitutto complicando ancor più i rapporti tra Riad e Teheran; e a urgere i sauditi, che versano in gravissima difficoltà, ad accogliere le profferte di Netanyahu, che sta alimentando le conflittualità mediorientali per espandere la influenza israeliana nella regione.</p>



<p>Ad alimentare dubbi in tal senso il fatto che l&#8217;indiscrezione sulla richiesta saudita a Tel Aviv è stata diffusa dal media Israel Hayom, consegnato alla causa di Netanyahu.</p>



<p>In tanto caos conflittuale, una notizia di tutt&#8217;altro segno: Masoud Pezeshkian ha <a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war#2029646" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a> che Iran ed Emirati arabi sono intenzionati a &#8220;voltare pagina&#8221; riguardo le loro relazioni. Così il presidente iraniano: &#8220;Per la prima volta dalla guerra e dagli incidenti avvenuti nel Golfo Persico, abbiamo avuto uno scambio costruttivo con il principe ereditario di Abu Dhabi&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/rimandato-il-summit-tra-paesi-del-golfo-e-iran-vince-la-guerra.html">Rimandato il summit tra Paesi del Golfo e Iran. Vince la guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Patriot, Tomahawk, THAAD: ci vorranno anni per ricostruire le scorte di missili USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/patriot-tomahawk-thaad-ci-vorranno-anni-per-ricostruire-le-scorte-di-missili-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 05:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-300x194.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-1024x662.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-768x497.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-600x388.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Una recente analisi dimostra che ci vorranno dai 3 ai 5 anni per ricostituire le scorte di missili negli arsenali statunitensi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/patriot-tomahawk-thaad-ci-vorranno-anni-per-ricostruire-le-scorte-di-missili-usa.html">Patriot, Tomahawk, THAAD: ci vorranno anni per ricostruire le scorte di missili USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-300x194.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-1024x662.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-768x497.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-01-at-10.39.43-600x388.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il conflitto nel <strong>Golfo Persico</strong>, che prende il nome di operazione Epic Fury per gli <strong>Stati Uniti</strong>, ha consumato buona parte delle scorte di missili degli arsenali statunitensi. La campagna di bombardamenti e difesa aerea durata 39 giorni ha praticamente esaurito il munizionamento-chiave delle forze USA, creando una finestra di vulnerabilità per un potenziale conflitto nel Pacifico occidentale.</p>



<p>Il tempo necessario per ricostituire tali scorte è quindi diventato una delle principali preoccupazioni. Il Segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth</strong> ha affermato che ci vorranno “mesi e anni&#8230; a seconda del sistema d&#8217;arma” per riempire nuovamente i magazzini, e una recente <a href="https://www.csis.org/analysis/rebuilding-us-missile-inventory-multiyear-project">analisi </a>del <strong>CSIS </strong>(<em>Center for Strategic and International Studies</em>) conferma la valutazione del Segretario stimando i tempi necessari per ristabilire un adeguato numero di vettori per ogni tipologia di munizionamento.</p>



<p>Questa problematica è tanto più sentita per quanto riguarda <strong>i missili da difesa aerea Patriot, richiesti dall&#8217;Ucraina</strong> per far fronte agli attacchi aerei russi, al punto che Kiev è riuscita a ottenerne da Washington la produzione su licenza, sebbene con tutte le problematiche del caso <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/s-trump-ai-patriot-made-ucraina-cosa-cambia-davvero-zelensky-2690807.html">riguardanti le tempistiche</a>.</p>



<p>L&#8217;amministrazione Trump ha recepito questa urgenza: lo stanziamento di 1.500 miliardi di dollari per l&#8217;acquisto di munizioni previsto nel bilancio della Difesa per l&#8217;anno fiscale 2027 riflette queste preoccupazioni. Inoltre, è previsto un supplemento di bilancio per ulteriori fondi destinati alle munizioni, poiché il Dipartimento della Difesa intende rimpiazzare quanto speso nell&#8217;operazione Epic Fury e successivamente ricostituire le scorte al di sopra dei livelli prebellici. L&#8217;amministrazione ha inoltre firmato una serie di <a href="https://news.lockheedmartin.com/2026-07-29-Department-of-War-Awards-Lockheed-Martin-58-62B-for-Multiyear-PAC-3-MSE-Production-to-Strengthen-the-Arsenal-of-Freedom">accordi quadro</a> con l&#8217;industria per espandere la capacità produttiva di munizioni, il che potrebbe accelerare le consegne future.</p>



<p>Ristabilire il numero dei vettori pre-guerra richiederà comunque anni, nonostante questa accelerazione. Per quanto riguarda i missili da crociera <strong>Tomahawk</strong>, il recente tasso di produzione annuale è inferiore a 200 a causa di ordini di piccola entità ricevuti in passato. Gli ordini attualmente in corso inizieranno a rimpiazzare gli oltre mille Tomahawk impiegati durante la guerra con l&#8217;Iran, ma non saranno sufficienti a ripristinare completamente le scorte ai livelli prebellici. Nel bilancio per l&#8217;anno fiscale 2027, la U.S. Navy ha richiesto 785 Tomahawk, un aumento considerevole rispetto agli anni precedenti. In base alle attuali proiezioni di consegna del Dipartimento della Difesa, questo numero sarà raggiunto negli arsenali statunitensi a marzo 2030, dopo 34 mesi di produzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;inventario dello spreco</h2>



<p>Per quanto riguarda il missile antimissile <strong>THAAD </strong>(<em>Terminal High Altitude Area Defense</em>), di cui sono stati lanciati circa 220 esemplari durante il conflitto riducendo la scorte a circa 250 esemplari, l&#8217;esecutivo ne ha riprogrammato le consegne per dare priorità alle esigenze USA rispetto a quelle degli alleati e dei partner. L&#8217;U.S. Army ha richiesto 857 missili THAAD per l&#8217;anno fiscale 2027, e le loro consegne, previste a partire dalla metà del 2029, completeranno la sostituzione dei missili utilizzati nella guerra con l&#8217;Iran entro la fine del 2029. Lockheed Martin prevede di espandere la capacità produttiva a 400 missili all&#8217;anno, un aumento necessario per soddisfare i consistenti ordini degli Stati Uniti e dei loro alleati, con l&#8217;Arabia Saudita che ne ha ordinati 360 nel 2017, già parzialmente consegnati, e gli EAU che hanno piazzato un ordine per 96 missili nel 2022.</p>



<p>Passiamo ora ai <strong>Patriot</strong>, le cui scorte sono quelle che si sono assottigliate di più, passando da 2.330 esemplari preguerra a un valore compreso tra 759 e 827. Le consegne di questi missili rappresentano un dilemma, riferisce il CSIS, a causa della necessità di ricostituire le proprie scorte, aiutare l&#8217;Ucraina, e soddisfare le esigenze di altri 17 Paesi che utilizzano questo intercettore. L&#8217;attuale produzione dell&#8217;ultima variante, il PAC-3 <em>Missile Segment Enhancement </em>(MSE), si attesta intorno al ritmo di base di 650 intercettori all&#8217;anno, di cui metà destinati agli Stati Uniti e il resto ad alleati e partner. Il tasso di produzione annuale massimo, con le attrezzature e gli impianti esistenti, è di 2mila missili e Lockheed Martin intende raggiungere questo livello di produzione. Gli Stati Uniti dovranno attendere di vedere arrivare i 3203 Patriot richiesti nel bilancio per l&#8217;anno fiscale 2027 nella seconda metà del 2030.</p>



<p>Va meglio per gli intercettori navali della famiglia <strong>Standard</strong> (SM-3 e SM-6), in quanto i cacciatorpediniere sono stati utilizzati meno per la difesa aerea. Entrambi i missili hanno lunghi tempi di produzione. La <em>Missile Defense Agency </em>e la U.S. Navy hanno richiesto grandi quantitativi nel bilancio per l&#8217;anno fiscale 2027: 78 SM-3 Block IB, 136 SM-3 Block IIA e 540 SM-6. Le consegne di questi ordini richiederanno dai 36 ai 39 mesi, una volta che il Congresso avrà stanziato i fondi necessari. A causa delle dimensioni ridotte degli ordini precedenti, le scorte non torneranno ai livelli prebellici prima dell&#8217;inizio del 2029, nonostante il relativo basso utilizzo durante la campagna.</p>



<p>Per i <strong>JASSM </strong>(<em>Joint Air-to-Surface Attack Missile)</em> sappiamo che gli USA hanno iniziato il conflitto con un considerevole inventario di questi missili. L&#8217;U.S. Air Force li ha acquistati in grandi quantità sin dagli anni 2000, in media quasi 500 all&#8217;anno nell&#8217;ultimo decennio. Per evadere questi ordini, la produzione attuale sembra essere già al massimo ritmo. Inoltre, il missile non è stato impiegato in operazioni fino al 2018, pertanto, sebbene siano stati utilizzati oltre 1100 JASSM, le scorte statunitensi si riprenderanno abbastanza rapidamente con la consegna degli ordini precedenti, con un orizzonte temporale fissato alla fine del 2027.</p>



<p>Venendo infine ai <strong>PrSM </strong>(<em>Precision Strike Missile</em>), le scorte erano già esigue all&#8217;inizio della campagna bellica perché l&#8217;esercito USA ha ricevuto l&#8217;approvazione per la produzione e l&#8217;impiego su vasta scala solo lo scorso luglio. Di conseguenza, l&#8217;utilizzo è stato limitato e la sostituzione delle scorte richiederà solo pochi mesi.</p>



<p>Apriamo una breve riflessione con una domanda che appare retorica: se gli Stati Uniti, che spendono nella Difesa più di ogni altro Paese al mondo, hanno tempistiche così lunghe per ripristinare i loro arsenali, quanto ci metterebbe l&#8217;industria europea a fare altrettanto in caso di un conflitto simile? Sappiamo che i giganti della difesa del Vecchio Continente stanno macinando fondi e aumentando la produzione, ma restano sempre le lungaggini burocratiche e il problema di un&#8217;industria che per troppi anni non ha lavorato su ordini per grandi quantitativi.</p>
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		<title>Gli Usa e la guerra contro l&#8217;Iran: caro Trump, dovevi leggere bene la Dottrina Powell&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-e-la-guerra-contro-liran-caro-trump-dovevi-leggere-bene-la-dottrina-powell.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 04:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra asimmetrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'amministrazione Trump, in Iran, per la prima volta non ha seguito nessun punto della "Dottrina Powell" affidandosi solo sul potere aereo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-e-la-guerra-contro-liran-caro-trump-dovevi-leggere-bene-la-dottrina-powell.html">Gli Usa e la guerra contro l&#8217;Iran: caro Trump, dovevi leggere bene la Dottrina Powell&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nel suo libro di memorie del 1995, <em>My American Journey</em>, <strong>Colin Powell</strong> scrisse: “Molti della mia generazione, i capitani, i maggiori e i tenenti colonnelli di carriera con esperienza nella guerra del Vietnam, giurarono che, quando sarebbe arrivato il nostro turno di prendere le decisioni, non avremmo acconsentito passivamente a una guerra condotta con poca convinzione per ragioni superficiali che il popolo americano non avrebbe potuto comprendere”. Questo è precisamente il tipo di guerra che il presidente <strong>Donald Trump</strong> ha intrapreso in <strong>Iran</strong>, e finora il Congresso statunitense ha acconsentito in silenzio, nonostante la popolazione, all&#8217;avvio dell&#8217;operazione Epic Fury, fosse d&#8217;accordo per solo il 35%.</p>



<p>Quando in seguito Powell ricoprì la carica di Segretario di Stato durante l&#8217;amministrazione di <strong>George W. Bush</strong>, l&#8217;ex generale che fu Capo di stato maggiore della difesa statunitense ebbe un ruolo determinante nella pianificazione e nell&#8217;esecuzione delle guerre in Afghanistan e in Iraq, nessuna delle quali soddisfaceva questo assunto e che nemmeno si attenevano a quella che venne denominata <a href="https://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/the-powell-doctrines-wisdom-must-live-on/">Dottrina Powell</a>.</p>



<p>La Dottrina Powell rimane il metodo migliore per i presidenti degli Stati Uniti per decidere perché e come entrare in guerra, e sebbene l&#8217;influenza di questa dottrina abbia iniziato a diminuire da tempo, nessuna amministrazione l&#8217;ha mai veramente ripudiata, almeno fino al secondo mandato del presidente Trump. A onor del vero, Powell non fu esattamente il formulatore dell&#8217;omonima dottrina: nel 1984, <strong>Caspar Weinberger</strong>, Segretario della Difesa dell&#8217;amministrazione Reagan, dichiarò che <strong>qualsiasi piano di impiego della forza militare avrebbe dovuto superare sei punti:</strong> gli interessi nazionali vitali dovevano essere in gioco; Washington doveva essere disposta a impegnare le risorse necessarie per ottenere la vittoria; i responsabili politici dovevano avere obiettivi politico/militari chiaramente definiti; i politici dovevano inoltre essere disposti a rivalutare continuamente gli schieramenti e le spese al variare delle condizioni (e persino dei loro obiettivi); dovevano ottenere il sostegno del popolo americano e del Congresso attraverso la franchezza e la consultazione; infine, l&#8217;impiego delle forze statunitensi in combattimento dovrebbe essere l&#8217;ultima risorsa. Powell aggiunse alla lista due ulteriori punti, frutto della sua esperienza di guerra: una chiara strategia di uscita e il sostegno internazionale.</p>



<p>Possibilmente, l&#8217;attuale conflitto nel Golfo Persico <strong>ha disatteso e non considerato tutti i punti</strong> qui elencati. </p>



<p>Powell voleva garantire che la forza militare fosse impiegata raramente e che, quando ciò accadeva, fosse parte di una strategia che integrasse altri elementi del potere nazionale. Il presidente Trump ha completamente ignorato questa prassi, a cominciare dagli <strong>obiettivi </strong>dell&#8217;operazione Epic Fury che sono stati più volte cambiati e che, in ultima analisi, apparivano fumosi e inconsistenti nel loro insieme: affermare di voler “distruggere” i loro missili”, di “radere al suolo la loro industria missilistica” di “annientare la loro marina” e di fare in modo che “i gruppi terroristici [dell&#8217;Iran] non possano più destabilizzare la regione o il mondo e attaccare le nostre forze” insieme a voler evitare che l&#8217;Iran possa ottenere un&#8217;arma nucleare, è un proclama buono esclusivamente per la propaganda elettorale, ma che purtroppo non si è tradotto in una serie di obiettivi strategici.</p>



<p>Obiettivi che, in ogni caso, <strong>non potevano essere ottenuti esclusivamente con una campagna aerea</strong>. Probabilmente, la decisione di non impiegare truppe sul campo è stata presa per tenere fede proprio al programma elettorale trumpiano e ha avuto un appiglio nell&#8217;esito della campagna aerea nei <strong>Balcani del 1999</strong>, che ha portato al ritiro delle forze serbe dal Kosovo e all&#8217;arrivo nella regione della forze NATO della KFOR, ovvero esattamente gli obiettivi che si era prefissata l&#8217;Alleanza Atlantica per quell&#8217;operazione militare. L&#8217;Iran, però, non è la Serbia del 1999 – pressoché isolata diplomaticamente – e non è nemmeno l&#8217;Iraq di Saddam Hussein del 2003 dove il regime rappresentava una parte etnico-religiosa minoritaria del Paese. Teheran ha preparato uno scenario simile – ovvero una lunga serie di incursioni dall&#8217;aria – da decenni: le sue forze missilistiche e buona parte delle sue infrastrutture nucleari sono sotterranee e, come ha evidenziato la valutazione dei danni statunitense, sono rimaste in buona parte intatte. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un fallimento annunciato</h2>



<p>Tralasciando i <strong>risvolti politici</strong> di questa operazione militare, per la quale agli amici e ai nemici degli USA è stato ricordato che gli alleati degli Stati Uniti non possono avere la certezza che i loro interessi saranno tutelati durante una guerra, né che Washington li consulterà prima di decidere di ricorrere alla forza, e tralasciando i risvolti sul <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/gli-stati-uniti-hanno-pochi-missili-e-corrono-ai-ripari/">consumo delle risorse belliche statunitensi</a>, <strong>la guerra nel Golfo Persico manca di una strategia di uscita </strong>in modo così evidente che la Casa Bianca è stata costretta a minacciare l&#8217;elevazione di eccezionali sanzioni internazionali, ovvero un passo che avrebbe dovuto effettuare prima dell&#8217;avvio delle operazioni militari.</p>



<p>Del resto, non poteva essere altrimenti stanti le premesse: la sola campagna aerea sarebbe stata fallimentare anche avendo il fine di un possibile sovvertimento del regime di Teheran, data la natura stessa del potere politico in Iran, gestito in modo pervasivo e ridondante dalle Guardie della Rivoluzione, le quali – per inciso – rappresentano ora la linea dura della diplomazia iraniana.</p>



<p>La Dottrina Powell, che comunque non è stata rispettata dall&#8217;esecutivo USA, non può essere applicata per la gestione di una guerra che utilizzi solo ed esclusivamente il potere aereo qualora uno Stato sia sufficientemente resiliente e faccia ricorso a una dottrina asimmetrica per portare la propria offesa: gli attacchi statunitensi post cessate il fuoco estesi fino a comprendere le infrastrutture civili iraniane, hanno solo provocato un&#8217;escalation degli attacchi iraniani contro impianti energetici e di desalinizzazione in altri Paesi della regione.</p>



<p>Bisogna però precisare che ritenere di usare la forza militare solo come <em>ultima ratio</em>, quindi separandola dall&#8217;ambito diplomatico, <strong>indebolisce quest&#8217;ultimo</strong> rendendo l&#8217;utilizzo della prima più probabile e meno efficace se si parte dal presupposto – a volte fallace – di voler utilizzare solo il potere aereo. Un esempio in tal senso viene sempre dal teatro iraniano, ma risale al 2025: la breve campagna aerea, che ha visto l&#8217;intervento statunitense a fianco di Israele con assetti strategici, sebbene abbia di fatto ritardato il programma nucleare di Teheran solo di uno o due anni <strong>ha comunque mantenuto un canale diplomatico aperto,</strong> mentre in quest&#8217;ultimo scenario le operazioni aeree non hanno portato Teheran a un tavolo di trattative stabile e hanno provocato una reazione del regime utilizzante tutte le sue risorse asimmetriche, come la chiusura dello Stretto di Hormuz.</p>



<p>In ultima analisi, la Dottrina Powell  non può essere seguita strettamente per un&#8217;operazione esclusivamente aerea ma necessita, a seconda dell&#8217;avversario, di <strong>una serie di misure</strong> tra cui la presenza di forze sul campo, la pressione diplomatica da stabilirsi con gli alleati/partner/comunità internazionale e quella economica.</p>
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		<title>Che cosa può succedere se la guerra preventiva la fa l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/che-cosa-puo-succedere-se-la-guerra-preventiva-la-fa-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 04:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/iran-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/iran-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/iran-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/iran-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/iran-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Iran minaccia di rivolgere contro gli Usa la teoria della "guerra preventiva", elevata a dottrina degli Stati Uniti dopo l'11 settembre.  </p>
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<p>Le dichiarazioni del viceministro degli Esteri iraniano <strong>Kazem Gharibabadi</strong> non costituiscono soltanto una minaccia. Segnalano un possibile cambiamento nella dottrina strategica della Repubblica islamica. L’Iran non si limiterebbe più a promettere una risposta dopo un attacco, ma rivendicherebbe <strong>il diritto di colpire preventivamente gli interessi americani </strong>qualora ritenesse minacciata la propria esistenza. La domanda posta da Gharibabadi è semplice: perché Teheran dovrebbe attendere passivamente il primo colpo degli Stati Uniti? <strong>Ma è proprio questa semplicità a renderla pericolosa. </strong>Se ogni Stato potesse attaccare sulla base della propria valutazione delle intenzioni altrui, la distinzione tra aggressione e autodifesa diventerebbe quasi impossibile.</p>



<p>L’aspetto più imbarazzante per Washington è che questa teoria non è stata inventata dall’Iran. Fu elevata a dottrina ufficiale dagli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’eredità della dottrina Bush</h2>



<p>Nel discorso pronunciato a West Point il 1º giugno 2002, <strong>George W. Bush </strong>sostenne che la deterrenza e il contenimento non erano più sufficienti contro organizzazioni terroristiche e Stati accusati di sviluppare armi di distruzione di massa. Gli Stati Uniti, affermò, dovevano essere pronti ad agire prima che la minaccia si concretizzasse.</p>



<p>Il principio venne inserito pochi mesi dopo nella Strategia per la sicurezza nazionale. Il documento sosteneva che, quanto maggiore fosse il pericolo, tanto più grave sarebbe stato il rischio dell’inazione, anche quando fossero rimaste incertezze sul momento e sul luogo dell’eventuale attacco nemico. Gli Stati Uniti si riservavano quindi la facoltà di colpire per primi.</p>



<p>La formulazione utilizzava il concetto di azione anticipatrice, ma introduceva in realtà una concezione assai più estesa: non colpire un nemico che sta per attaccare, bensì <strong>distruggere oggi una capacità che potrebbe diventare pericolosa domani.</strong></p>



<p>La guerra contro l’Iraq del 2003 fu l’applicazione più evidente di questa dottrina. <strong>Saddam Hussein </strong>venne accusato di possedere armi di distruzione di massa, di poterle fornire a gruppi terroristici e di rappresentare un pericolo destinato ad aumentare con il tempo. L’attacco non rispose a un’offensiva irachena imminente: mirò a eliminare una minaccia futura ipotizzata dall’apparato politico e informativo americano.</p>



<p><strong>Le armi annunciate non furono trovate. </strong>Il regime iracheno venne abbattuto, ma il Paese precipitò nell’occupazione, nella guerra civile e nell’espansione del terrorismo jihadista. Paradossalmente, la distruzione dell’Iraq baathista eliminò anche il principale contrappeso arabo all’Iran, rafforzando proprio la potenza che Washington voleva contenere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anticipare non significa prevenire</h2>



<p>Dal punto di vista giuridico, la distinzione è fondamentale. Un’azione anticipatrice può essere invocata quando l’attacco avversario appare imminente, inevitabile e chiaramente preparato. Una guerra preventiva viene invece iniziata contro una minaccia possibile, ma non immediata: uno Stato viene colpito perché potrebbe diventare più forte o più pericoloso in futuro.</p>



<p>L’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite riconosce il diritto all’autodifesa quando si verifica un attacco armato. Una parte della dottrina ammette una reazione anticipatrice soltanto davanti a una necessità urgente, tale da non lasciare alternative né tempo per ulteriori decisioni. <strong>Non autorizza automaticamente una guerra fondata su sospetti, intenzioni attribuite o scenari di lungo periodo.</strong></p>



<p>La dottrina americana del 2002 cercò di adattare queste regole a minacce terroristiche e nucleari difficili da individuare in anticipo. Ma così facendo aprì un varco: se Washington poteva stabilire autonomamente quando un pericolo futuro giustificasse la forza, anche le altre potenze avrebbero potuto rivendicare lo stesso diritto. Ed è esattamente ciò che oggi fa Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali interessi americani potrebbe colpire l’Iran</h2>



<p>La dichiarazione di Gharibabadi non annuncia necessariamente un attacco diretto al territorio degli Stati Uniti. <strong>L’espressione «interessi americani» comprende un’area molto più vasta: </strong>basi militari nel Golfo, navi, strutture logistiche, reti informatiche, alleati regionali e infrastrutture energetiche considerate funzionali alla pressione contro l’Iran.</p>



<p>La strategia iraniana ha tradizionalmente privilegiato la risposta indiretta, la dispersione delle responsabilità e l’impiego di forze alleate regionali. L’adozione di una dottrina preventiva potrebbe però ridurre la distanza tra deterrenza e attacco. Un movimento navale americano, il rafforzamento di una base o l’arrivo di bombardieri potrebbero essere interpretati da Teheran come preparativi offensivi e dunque come giustificazione per colpire.</p>



<p><strong>Sotto il profilo militare, l’Iran dispone di missili, droni, mine navali e capacità informatiche sufficienti a danneggiare obiettivi americani nella regione.</strong> Non può sconfiggere gli Stati Uniti in una guerra convenzionale, ma può aumentare enormemente i costi del conflitto, minacciare le rotte energetiche e costringere Washington a difendere una rete molto estesa di installazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Petrolio, traffici marittimi e guerra economica</h2>



<p>Una guerra preventiva iraniana avrebbe conseguenze immediate sull’economia mondiale. Anche un attacco limitato contro basi o navi americane potrebbe provocare rappresaglie sui siti missilistici, nucleari ed energetici dell’Iran. Il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz tornerebbero al centro dello scontro.</p>



<p>L’aumento dei premi assicurativi, la deviazione delle petroliere e il rischio di interruzioni delle esportazioni farebbero salire i prezzi dell’energia. <strong>I Paesi europei e asiatici importatori di petrolio pagherebbero una parte considerevole del costo,</strong> mentre produttori esterni al Golfo potrebbero trarre vantaggio dall’aumento delle quotazioni.</p>



<p>Teheran potrebbe inoltre considerare le sanzioni, il blocco finanziario e gli attacchi alle proprie esportazioni come componenti di una guerra già in corso. In questa prospettiva, un’azione contro gli interessi americani verrebbe presentata non come inizio delle ostilità, ma come risposta anticipata a un’aggressione economica e militare permanente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precedente che diventa una trappola</h2>



<p>Gli Stati Uniti elaborarono la guerra preventiva quando erano la potenza dominante e pensavano di poter conservare per sé il diritto di stabilire quali minacce dovessero essere eliminate. Ma una dottrina internazionale non rimane proprietà esclusiva di chi la formula.</p>



<p>La Russia può invocarla contro i propri vicini, Israele contro l’Iran, l’Iran contro le installazioni americane e qualsiasi potenza regionale contro un avversario giudicato pericoloso. Il risultato non è un ordine fondato sulla sicurezza, ma un sistema nel quale ogni mobilitazione può essere interpretata come motivo per attaccare per primi.</p>



<p><strong>Gharibabadi sta dunque usando contro Washington il linguaggio creato da Washington. </strong>La sua dichiarazione non rende legittima una guerra preventiva iraniana. Dimostra però quanto sia difficile condannare negli avversari un principio che gli Stati Uniti hanno trasformato, ventiquattro anni fa, in una dottrina di governo e in una guerra dalle conseguenze ancora visibili.</p>
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		<title>L&#8217;accordo su Hormuz e la sconfitta dell&#8217;Impero</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/laccordo-su-hormuz-e-la-sconfitta-dellimpero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 15:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;accordo su Hormuz e la sconfitta dell&#039;Impero" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'approvazione dell'intesa romperebbe lo stallo attuale che sta logorando l'Impero, come dimostra l'ansia con cui l'amministrazione Trump ha seguito il dialogo Teheran-Muscat e le sollecitazioni a fare in fretta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/laccordo-su-hormuz-e-la-sconfitta-dellimpero.html">L&#8217;accordo su Hormuz e la sconfitta dell&#8217;Impero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;accordo su Hormuz e la sconfitta dell&#039;Impero" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260808171840529_96087a5a619e89588ea80d212fdc290a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;accordo tra Oman e Iran sullo Stretto di Hormuz, ormai delineato, è attualmente all&#8217;esame Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale di Teheran. Ciò allunga i tempi per addivenire a una soluzione di una criticità chiave che ha il potenziale di ripristinare il negoziato più ampio tra Washington e Teheran, che nonostante tutto sta proseguendo sottotraccia, come hanno <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/aug/04/us-qatar-progress-iran-ceasefire-hormuz-strait" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato</a> sia il Qatar che il Pakistan in contatto con entrambe le parti.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.theguardian.com/world/2026/aug/04/us-qatar-progress-iran-ceasefire-hormuz-strait"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-G-4-1024x506.jpg" alt="US and Qatar report progress on Iran ceasefire and reopening Hormuz strait" class="wp-image-83154"/></a></figure>



<p>L&#8217;approvazione dell&#8217;intesa romperebbe lo stallo attuale che sta logorando l&#8217;Impero, come dimostra l&#8217;ansia con cui l&#8217;amministrazione Trump ha seguito il dialogo Teheran-Muscat e le sollecitazioni a fare in fretta. L&#8217;Impero ha perso e scalpita per voltare pagina, nella speranza di trovare altrove successi, interni o esteri che siano, da usare per tentare di nascondere e far dimenticare la sconfitta.</p>



<p>Talmente disastrosa è la sconfitta e talmente è urgente lasciarsela alle spalle che nel dibattito pubblico non si parla neanche di limitare i danni geopolitici, come sarebbe ragionevole in una situazione del genere. Come se si temesse, anche se non è possibile ammetterlo pubblicamente, che abbiano ragione quanti affermano che si tratta di una sconfitta epocale.</p>



<p>Quando l&#8217;America ha perso altre guerre su larga scala, come l&#8217;Afghanistan e il Vietnam, è riuscita comunque ad assorbire il colpo e conservato la sua proiezione globale. E ciò benché nei due casi citati la sconfitta sia stata ancora più palese e drammatica dell&#8217;attuale. Basti pensare alle immagini dell&#8217;ultimo elicottero in partenza da Saigon o a quelle caotiche degli aerei che riportavano in patria i fantaccini dispiegati in Afghanistan.</p>



<p>Niente a che vedere con l&#8217;attuale sconfitta, che vede la Marina Usa ancora dispiegata al largo delle coste iraniane, l&#8217;aviazione ancora pronta a colpire e tante altre cose. Certo, ci sono le immagini della devastazione subita dalle basi americane ubicate in Medio oriente, ma non colpiscono l&#8217;immaginario come quelle.</p>



<p>Allora, l&#8217;Impero, benché ammaccato, non si era rotto. Stavolta è diverso, stavolta qualcosa si è rotto davvero, giù, nel profondo. Ad oggi non è dato sapere la portata della sconfitta, ma di sicuro comporterà un ridimensionamento dell&#8217;influenza Usa sul Medio oriente, se non un ritiro dalla regione.</p>



<p>Una conclusione invero disastrosa dell&#8217;avventurismo iniziato con la prima guerra irachena scatenata da George Bush padre che, a un anno dal crollo dell&#8217;Unione sovietica, aveva in tal modo reclamato all&#8217;Impero, e al suo alleato israeliano, il controllo del Medio oriente, cioè la regione più cruciale del pianeta.</p>



<p>Quel sogno è andato in frantumi esattamente per le modalità con cui si è tentato di realizzarlo, basando tutto sulla Forza e su una Forza talmente schiacciante &#8211; &#8220;shock e terrore&#8221; &#8211; da rendere superflua la strategia e la stessa realtà (sostituita dalle narrazioni imperiali). Nella guerra iraniana quella Forza ha mostrato tutti i suoi limiti.</p>



<p>Lo hanno compreso perfettamente i generali americani, tanto che, come riferisce la <a href="https://edition.cnn.com/2026/08/07/politics/general-dan-caine-off-ramp-iran-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CNN</a>, il Capo degli Stati Maggiori congiunti, il generale Dan Caine, in privato ha fatto presente ai membri dell&#8217;amministrazione Trump che non ci sono opzioni militari valide per vincere e che è meglio finirla qui, trovando orecchie attente nei vari interlocutori.</p>



<p>Lo scacco della Forza imperiale e le ragioni di tale scacco sono descritte da Scott Ritter in un articolo pubblicato per <a href="https://consortiumnews.com/2026/08/06/scott-ritter-let-hiroshima-be-the-reminder/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consortium News</a>: &#8220;L&#8217;era del dominio militare convenzionale americano è finita. La fallimentare guerra con l&#8217;Iran lo ha dimostrato chiaramente. Oggi gli Stati Uniti sono costretti a confrontarsi con la realtà che la macchina militare costruita negli ultimi 35 anni, dal crollo dell&#8217;Unione Sovietica – a caro prezzo in termini di risorse e sforzi – è una vera e propria Linea Maginot, un&#8217;opera costosissima per un tipo di guerra che non esiste più&#8221;.</p>



<p>&#8220;Gli Stati Uniti hanno costruito un esercito basato sul concetto di &#8216;shock e terrore&#8217;, un dinosauro tecnologico concepito per intimidire, non per dominare. Un vero e proprio fuoco di paglia. All&#8217;Iran bastava aspettare [&#8230;]. [Gli è bastato] Costruire un sistema in grado di assorbire il potere distruttivo di una &#8216;superpotenza&#8217; autolimitante e resistere fino a quando la costosa macchina da guerra, creata con tanta cura dagli industriali della difesa americani per massimizzare il profitto a scapito delle prestazioni, non si esaurisse. O per essere precisi, finisse le munizioni&#8221;.</p>



<p>Quanto alla narrazione imperiale, sopravvissuta anche se malridotta (la presa sui media mainstream resta), ora è chiamata a limitare i danni di immagine dell&#8217;Impero. Questa, infatti, la conclusione dell&#8217;articolo della CNN citato: ora &#8220;l&#8217;attenzione si concentra sulla ricerca di una via d&#8217;uscita che offra al presidente una vittoria &#8216;simbolica&#8217; – come minimo – che possa cercare di vendere al popolo americano senza che impedisca una possibile svolta diplomatica, a cominciare da un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz&#8221;.</p>



<p>Detto questo, certi processi, come l&#8217;erosione di un Impero, sono lenti, tale il tempo della Storia, così che gli sviluppi di quanto accaduto restano incerti e a rischio di nuove e forse più violente escalation, più o meno limitate nel tempo.</p>



<p>Ma, al netto della possibilità di una guerra termonucleare, pure esistente data l&#8217;ostinazione a non cedere il passo alla storia e alla realtà, che vede Washington perdente rispetto agli antagonisti globali (Russia e Cina), certa perdurante assertività non sarà da ascrivere alla vitalità di un Impero fiorente, quanto agli spasmi di un Impero morente.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/laccordo-su-hormuz-e-la-sconfitta-dellimpero.html">L&#8217;accordo su Hormuz e la sconfitta dell&#8217;Impero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'idea sarebbe di prendere a modello la gestione del canale di Malacca. Basta a indicare che c'è la mano della Cina? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre l&#8217;Iran <a href="https://www.cbsnews.com/live-updates/iran-war-donald-trump-us-denies-negotiations-begin-strikes-called-off/">nega le nuove trattative con gli Usa annunciate dal presidente Donald Trump</a>, si muove la diplomazia tra Teheran e l&#8217;<strong>Oman, storico mediatore</strong> nel Golfo per la questione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. La scorsa settimana le cronache internazionali avevano dato conto di un&#8217;iniziativa di Mascate presso Teheran per creare un <strong>meccanismo di governance</strong> della strategica via d&#8217;acqua, e nel fine settimana la <strong>Repubblica Islamica</strong> ha lasciato intendere che dei progressi sono stati fatti, perlomeno, sull&#8217;individuazione di una nuova rotta di passaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il negoziato Oman-Iran</h2>



<p>Interessante quanto detto dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, <strong>Esmail Baghaei</strong>, che ha indicato come Teheran e Mascate concorderanno su una nuova rotta di uscita dallo Stretto di Hormuz come frutto del loro accordo. &#8220;L&#8217;Iran e l&#8217;Oman si sono scambiati mappe di possibili rotte navali nell&#8217;ambito dei colloqui&#8221;, ha <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/03/world/middleeast/iran-talks-us-oman-strait-hormuz-trump.html">scritto il New York Times citando lo stesso Baghaei.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran&#39;s FM Spox. Esmail Baghaei:<br><br>The agreement between Iran and Oman on the new route has no connection to reopening the Strait of Hormuz or maintaining its closure.<br><br>The southern route through the Strait of Hormuz has been associated with making the region insecure and harming… <a href="https://t.co/QSvMdRk6sW">pic.twitter.com/QSvMdRk6sW</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2083959059049328784?ref_src=twsrc%5Etfw">August 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo scenario parla, dunque, di un&#8217;avanzata della diplomazia tra un Paese-mediatore per eccellenza, l&#8217;Oman, e Teheran. Sicuramente ciò palesa che Mascate ha un ascendente a Teheran, ma non solo. Come avevamo scritto, era da segnalare la continuità temporale tra la ripresa del dialogo Oman-Iran sul dossier della governance di Hormuz e le rotte possibili da un lato <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">e il rafforzamento dei legami tra Mascate e la Cina dall&#8217;altro</a>. </p>



<p>Una manifestazione di una possibile mano cinese dietro la spinta alla diplomazia? <strong>Presto per dirlo, anche se l&#8217;apertura di un discorso diplomatico parallelo sull&#8217;asse Oman-Iran</strong> va registrato come interessante. La proposta iniziale dell&#8217;Oman, anticipata da Reuters, parlava di un uso del modello del Canale di Malacca, ben osservato anche dalla Cina che ha in esso una giugulare economica fondamentale, che apre a un meccanismo di gestione condiviso tra più Paesi. Spiegando la proposta, <a href="https://www.aa.com.tr/en/economy/-in-5-questions-how-the-strait-of-hormuz-is-managed-and-what-could-change/4017050"><em>Anadolu</em> in un approfondimento utile a capire come funziona la gestione dello Stretto di Hormuz. ha segnalato </a>che secondo la proposta di Mascate <strong>&#8220;Iran e Oman coopererebbero nella gestione della sicurezza del passaggio,</strong> anziché lasciare il controllo dei movimenti navali prevalentemente nelle mani di una sola delle due parti&#8221;. Aggiungendo che per alzare il suo potere negoziale la Repubblica Islamica non ha accettato la prima bozza omanita e nei suoi <em>desiderata</em> &#8220;Teheran vuole gestire la rotta marittima sul suo lato dello stretto, mentre l&#8217;Oman supervisionerebbe solo una parte, e non l&#8217;intera, della rotta opposta&#8221;.</p>



<p>Sarà dunque utile capire se, quando sarà formalizzata, l&#8217;intesa Oman-Iran troverà una quadra tra le varie visioni. <strong>In attesa di un accordo ufficiale, però</strong>, è ancora presto per dire che forma potrebbe trovare questo compromesso. Ma si possono fare almeno due considerazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due temi da osservare</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/ffdeacf0-91b8-48fd-9ff8-d8d134ef5f11?syn-25a6b1a6=1">La prima è che si conferma il ruolo diplomatico dell&#8217;Oman,  storicamente un&#8217;avanguardia negoziale per tutto il Medio Oriente</a>: in genere, Mascate è <strong>ritenuta una buona ambasciatrice a Teheran</strong> e anche in questa fase il dialogo può sondare la buona volontà del regime di Teheran a cercare un nuovo accomodamento con gli attori dell&#8217;area dopo la ripresa sostanziale della guerra con gli Stati Uniti. La geografia del potere in Iran dopo la guerra resta tutta da decifrare, ma è possibile che al Ministero degli Esteri siano presenti orecchie ben recettive a spiragli di mediazione. La diplomazia è in movimento e lo confermano i colloqui riferiti dai media iraniani che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto nel fine settimana mostrano che i canali diplomatici restano aperti: <a href="https://www.arabnews.com/node/2653191/pakistan">Araghchi ha parlato</a> con il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, che fu centrale nella prima mediazione per il cessate il fuoco, e con gli omologhi di Turchia, Hakan Fidan, e Arabia Saudita, Faisal bin Farhan. Treinterlocuzioni di peso: Riad, Ankara e Islamabad sono capitali che hanno la capacità di trovare ottimo ascolto a Washington.</p>



<p>La seconda è che la <strong>riapertura di Hormuz appare un obiettivo strategico di molti Paesi,</strong> e che in tal senso il confronto tra Oman e Iran può anticipare possibili futuri meccanismi di gestione di uno stretto strategico per i traffici energetici e commerciali. Ma non risolve il vero dilemma, che riguarda la strategia di Teheran: <strong>in che misura e fino a che punto intende sfruttare la leva del controllo di Hormuz</strong> e in che prospettive, invece, la Repubblica Islamica possa fare concessioni a riguardo è difficile dirlo. E contribuisce a rendere incerta la possibilità di capire se in prospettiva l&#8217;Iran sia pronto a dialogare, nuovamente, con gli Usa su questo dossier. <strong>Rendendo nebulose le prospettive per la fine della guerra. </strong>In tal senso, la proposta omanita potrebbe avere un valore per capire fin dove Teheran ritiene possibile spingersi con un Paese che non è visto come un avversario e in che misura riuscirebbe a gestire e mantenere il frutto di una trattativa avulsa da quella con il suo rivale militare, ma non priva di conseguenze a lungo raggio.</p>



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		<title>Tra Arabia Saudita e Iran: la scomoda posizione del Pakistan nel Golfo Persico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tra-arabia-saudita-e-iran-la-scomoda-posizione-del-pakistan-nel-golfo-persico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il patto di difesa con Riad potrebbe rischia di coinvolgere Islamabad nelle tensioni del Mar Rosso contro gli Houthi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-arabia-saudita-e-iran-la-scomoda-posizione-del-pakistan-nel-golfo-persico.html">Tra Arabia Saudita e Iran: la scomoda posizione del Pakistan nel Golfo Persico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730184544680_9ac6d2bc3c85c5d317e9461b81301715-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Sosteniamo il dialogo e la diplomazia perché rappresentano l&#8217;unica via percorribile&#8221;. Parola del portavoce del ministero degli Esteri del Pakistan, <strong>Tahir Andrabi</strong>, preoccupatissimo per la precaria situazione in cui si trova il <strong>Medio Oriente</strong>. </p>



<p>Non solo perché il memorandum d&#8217;intesa firmato il mese scorso a Islamabad, con la <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-momento-doro-del-pakistan-dietro-le-quinte-del-grande-negoziatore-della-guerra-in-medio-oriente.html">preziosa mediazione pakistana</a>, rischia già di trasformarsi in carta straccia. Ma anche perché adesso ci sono pure gli <strong>Houthi </strong>a creare seri problemi all&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, Paese con il quale il governo di <strong>Shehbaz Sharif</strong> ha da poco firmato un <strong>accordo di mutua difesa</strong> che contiene una clausola non da poco: un&#8217;aggressione contro un membro dell&#8217;alleanza viene considerata alla stregua di un attacco rivolto contro tutti gli altri. </p>



<p>In sostanza, un&#8217;offensiva contro Riad dovrebbe, o meglio potrebbe, innescare un intervento di Islamabad a suo sostegno e viceversa. Per adesso il <strong>Pakistan </strong>si è limitato a condannare i raid dei ribelli yemeniti sostenuti dall&#8217;Iran contro le petroliere saudite nel <strong>Mar Rosso</strong>. Ha però spiegato che qualsiasi minaccia da parte degli Houthi agli interessi marittimi pakistani nel Mar Rosso potrebbe essere contrastata con il &#8220;legittimo uso della forza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="781" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-1024x781.jpg" alt="" class="wp-image-468795" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-1024x781.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-600x458.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-300x229.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-768x586.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281-1536x1171.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250508110026850_d553aad104dcbd9bb60384ac19ff4281.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Shehbaz Sharif</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Alta tensione nel Mar Rosso</h2>



<p>Sharif ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita <strong>Mohammed bin Salman</strong> ribadendogli il sostegno del Pakistan alla sicurezza, alla sovranità e all&#8217;integrità territoriale del Regno. La situazione è però da monitorare in tempo pressoché reale. </p>



<p>Il motivo è presto detto: nei giorni scorsi gli Houthi hanno annunciato un <strong>blocco marittimo</strong> contro l&#8217;Arabia Saudita, accusandola di aver imposto un &#8220;assedio ingiusto e oppressivo&#8221; allo Yemen per quasi 12 anni. Riad ha risposto lanciando una missione per formare un&#8217;<strong>alleanza internazionale </strong>per proteggere le navi transitanti nel Mar Rosso dai raid dei ribelli yemeniti. </p>



<p>Secondo quanto riportato da <em>Al Jazeera</em> tra i Paesi fin qui invitati a prender parte all&#8217;iniziativa troviamo Stati Uniti, Pakistan, Egitto, Turchia, Gibuti, Somalia, Sudan, nonché una serie di nazioni europee tra cui Germania, Francia e Italia. </p>



<p>Ricordiamo che il Mar Rosso rappresenta una delle principali arterie del commercio globale, attraversata da circa il 30% del traffico marittimo mondiale, in primis grazie allo <strong>Stretto di Bab al-Mandeb</strong>. Largo appena 29 chilometri nel punto più stretto, questo stretto è un nodo cruciale per il transito energetico. Con il blocco dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, tra l&#8217;altro, Riad ha dovuto spostare parte delle esportazioni verso il Mar Rosso attraverso Yanbu, aumentando però la vulnerabilità della rotta alle pressioni degli Houthi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="616" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-1024x616.jpg" alt="Iran. Finito il mondiale si va all'escalation?" class="wp-image-523805" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45-600x361.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072016365220_b0f48802f2a17eee3af5451f8a0ebf45.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione del Pakistan</h2>



<p>C&#8217;è il rischio che il <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html">dinamismo degli Houthi nel Mar Rosso</a> possa far scattare la <strong>clausola di &#8220;sicurezza collettiva&#8221;</strong> del patto pakistano-saudita? Islamabad intrattiene importanti rapporti con Riad ma anche con Teheran. Non solo: il governo pakistano, come detto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-pakistan-e-la-fragile-mediazione-indiretta-usa-iran.html">è stato forse il mediatore chiave</a> tra gli iraniani e gli statunitensi per porre fine, o almeno una tregua, alla guerra in Medio Oriente. </p>



<p>Questo significa che qualsiasi azione militare contro gli Houthi da parte del Pakistan potrebbe mettere il Paese in una delle situazioni di politica estera più complesse che abbia affrontato negli ultimi anni. Ma se gli attacchi degli Houthi contro petroliere e navi mercantili dovessero intensificarsi nel Mar Rosso, e l&#8217;Arabia Saudita dovesse chiedere aiuto al Pakistan? </p>



<p>In quel caso è lecito supporre che Islamabad eviti di partecipare a <strong>operazioni offensive</strong>, preferendo invece dedicarsi a quelle difensive. In che modo? Condividendo <strong>informazioni di intelligence</strong> con i sauditi, per esempio, oppure incrementando la cooperazione in materia di <strong>difesa aerea</strong>, la sorveglianza marittima e la <strong>protezione delle infrastrutture</strong> critiche di Riad. In ogni caso il governo pakistano è stato chiaro con l&#8217;Iran: in caso di conflitto aperto sosterrà l&#8217;Arabia Saudita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-510894" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260328070653798_0f0ddc78317b070821d83cbe82461cee.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-arabia-saudita-e-iran-la-scomoda-posizione-del-pakistan-nel-golfo-persico.html">Tra Arabia Saudita e Iran: la scomoda posizione del Pakistan nel Golfo Persico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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