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	<title>Iran Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 16 May 2026 23:18:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Iran Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blocco navale]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1616" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg 1616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-300x177.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1024x603.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-768x452.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1536x905.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-600x353.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1616px) 100vw, 1616px" /></p>
<p>L’Iran lancia la sua “minaccia sottomarina” alle rotte petrolifere del Golfo, annunciando lo schieramento dei sottomarini tascabili Ghadir nello Stretto di Hormuz. Possono condurre una feroce guerra asimmetrica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html">Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1616" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg 1616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-300x177.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1024x603.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-768x452.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1536x905.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-600x353.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1616px) 100vw, 1616px" /></p>
<p>L’Iran lancia la sua &#8220;<strong>minaccia sottomarina</strong>” alle rotte petrolifere del Golfo annunciando lo schieramento dei sottomarini tascabili classe Ghadir nello Stretto di Hormuz, facendo leva sui timori di una guerra navale asimmetrica che infliggerebbe un altro duro colpo alla crisi energetica, aggravata dal blocco delle rotte commerciali che collegano le potenze del Golfo al resto del mondo.</p>



<p>Protagonisti di questa strategia sono i <strong>sottomarini tascabili classe Ghadir</strong>, i &#8220;superstiti&#8221; della flotta sommergibile iraniana che potrebbero <strong>andare a caccia di mercantili nel Golfo</strong> e nelle acque a ridosso dello strategico Stretto di Hormuz, innescando una campagna antisommergibile che coinvolgerebbe i pattugliatori aerei, gli elicotteri imbarcati per la lotta antisom e i cacciatorpedinieri dell’US Navy schierati nell’area di responsabilità del Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti che controlla le operazioni in Medio Oriente. <br><br>Paragonabili per dimensioni agli <em>X-Craft </em>della Royal Navy e ai <em>Seehund </em>della Kriegsmarine entrati in azione nella Seconda guerra mondiale, le unità superstiti della flotta, composta originariamente da circa 20 esemplari della classe Ghadir entrati in servizio nel 2005 con la Marina militare della Repubblica Islamica dell’Iran, rappresentano la nuova arma di deterrenza che Teheran potrebbe impiegare contro le navi, militari o civili, che intendono violare il <strong>blocco dello Stretto di Hormuz</strong>.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">I Delfini del Golfo e la strategia di Teheran</h2>



<p>Soprannominati &#8220;<strong>Delfini del Golfo Persico</strong>&#8220;, i Ghadir sarebbero &#8220;a<em>ttualmente schierati in posizioni operative calibrate&#8221;</em> per rafforzare quella che viene considerata una &#8220;<em>più ampia strategia di guerra asimmetrica di Teheran nel Golfo Persico</em>&#8220;. L&#8217;annuncio ha implicazioni strategiche globali, poiché circa il 20-21% delle spedizioni mondiali di petrolio transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Ciò significa che anche operazioni di disturbo limitate potrebbero innescare un&#8217;immediata volatilità del mercato energetico, un&#8217;escalation dei premi assicurativi e la mobilitazione navale multinazionale in tutta la regione del Golfo.</p>



<p>Il comandante della Marina iraniana ha dichiarato che sottomarini leggeri di produzione nazionale stanno conducendo operazioni di sorveglianza e monitoraggio nello Stretto di Hormuz e nelle vicine acque del Golfo Persico. Secondo l’agenzia di stampa <em>Fars</em>, il <strong>contrammiraglio Shahram Irani </strong>ha affermato che i sottomarini operano in linea con quelle che ha definito &#8220;<em>minacce in evoluzione</em>&#8220;, esigenze operative e capacità nazionali. Ha aggiunto che le unità sono in grado di rimanere sul fondale marino per lunghi periodi, dove vengono utilizzate per la sorveglianza, il tracciamento e quello che ha descritto come il potenziale ingaggio di navi ostili in questa strategica via d’acqua. Il comandante della Marina ha inoltre dichiarato che i sommergibili sono emersi nello Stretto di Hormuz durante un’operazione intitolata ai martiri del cacciatorpediniere Dena, prima di effettuare manovre in formazione e tornare in acque più profonde per continuare le missioni assegnate.  </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Ghadir Class Submarine&#8230;<a href="https://twitter.com/hashtag/thetruthseeker?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#thetruthseeker</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trending?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trending</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/viralreels?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#viralreels</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Ghadir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ghadir</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trend?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trend</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Submarine?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Submarine</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trendingnow?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trendingnow</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trendingreelsvideo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trendingreelsvideo</a> <a href="https://t.co/XcL4fg5Lga">pic.twitter.com/XcL4fg5Lga</a></p>&mdash; The Truth Seeker (@TruthSeekerHAZ) <a href="https://twitter.com/TruthSeekerHAZ/status/2054089244444926028?ref_src=twsrc%5Etfw">May 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I media iraniani hanno inoltre interpretato il dispiegamento sia come una <strong>rappresaglia simbolica</strong>, sia come una forma di deterrenza operativa. Gli organi d’informazione legati allo Stato hanno descritto i sommergibili come &#8220;<em>pronti all&#8217;azione</em>&#8220;, sottolineando al contempo la loro capacità di condurre prolungate operazioni di sorveglianza in posizione di riposo sul fondale marino, consentendo ai battelli di restare nascosti sul fondale del Golfo mentre monitorano o ingaggiano navi di superficie ostili che transitano attraverso i corridoi di navigazione strategici. Il dispiegamento rafforza inoltre la consolidata <strong>dottrina militare di Teheran</strong> secondo cui i <strong>piccoli sottomarini costieri</strong> a basso dislocamento possono<strong> imporre costi operativi sproporzionati alle forze navali tecnologicamente superiori</strong>, in particolare in acque poco profonde e acusticamente congestionate, inadatte alle operazioni convenzionali dei sottomarini d&#8217;alto mare come quelli che possono essere schierati dagli Stati Uniti nel Mar Arabico o nel Golfo dell&#8217;Oman.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le minacce di Hormuz e una deterrenza sommersa</h2>



<p>La comunicazione navale iraniana relativa alla flotta Ghadir sembra attentamente studiata per segnalare una presenza costante nello Stretto, dove sono state posate le pluricitate <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/incubo-mine-intorno-hormuz-usa-inviano-i-dragamine-cosa-pu-2651656.html">mine navali</a> e incombono le <strong>piccole imbarcazioni armate</strong> e <strong>dronizzate</strong>, da impiegare come “battelli esplosivi” della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html"><strong>Mosquito Fleet</strong></a>, mantenendo un’ambiguità strategica e al contempo complicando la pianificazione operativa delle formazioni antisommergibile della Marina statunitense e delle forze alleate che operano vicino al Golfo e devono prepararsi a un contesto strategico in cui Teheran fa sempre più affidamento su piattaforme navali asimmetriche e difficili da neutralizzare, piuttosto che sul confronto navale convenzionale che è stato in larga parte affondato nelle prime settimane di quella che è stata considerata la <strong>Terza Guerra del Golfo</strong>.<br><br>Emblematico il caso del <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/l-mk-48-e-l-attacco-ecco-sottomarino-nucleare-uss-charlotte-2635092.html">siluramento da parte del sottomarino d’attacco USS Charlotte</a> della <strong>fregata iraniana Iris Dena</strong>, centrata da un siluro Mk-48 il 3 marzo dopo essere stata intercettata al largo dello Sri Lanka. Lo schieramento dei sottomarini Ghadir, considerato “inteso a dimostrare la capacità di sopravvivenza e la continuità operativa delle forze navali” dell’Iran nonostante le perdite subite, è stato legato anche ai “<em>martiri del Dena</em>”. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Lunghi 29 metri, con un dislocamento fino a 150 tonnellate i sottomarini tascabili <a href="https://twitter.com/hashtag/Ghadir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ghadir</a> rappresentano una minaccia rilevante nei fondali bassi dello stretto di <a href="https://twitter.com/hashtag/Hormuz?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hormuz</a>, dove l&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a> può condurre una guerra asimmetrica contro gli Usa, colpendo navi sorprese a violare il blocco. <a href="https://t.co/hsNCh8QLIX">pic.twitter.com/hsNCh8QLIX</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2054579430941487168?ref_src=twsrc%5Etfw">May 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come sottolinea il sito <em>Defese Security Asia</em>, i media iraniani hanno ripetutamente sottolineato la capacità di questi sottomarini che possono condurre <strong>operazioni di lunga durata</strong> rimanendo a ridosso di un fondale <a href="https://defencesecurityasia.com/en/iran-ghadir-submarines-strait-of-hormuz-underwater-threat-global-oil-routes/">estremamente difficile da scandagliare</a>, date le irregolarità geologiche, rimanendo fermi per lunghi periodi ed evitando l&#8217;esposizione ai sonar, riducendo di conseguenza le probabilità di rilevamento nelle trafficate rotte marittime del Golfo, e protraendo le loro missioni di pattugliamento fino a &#8220;50 giorni&#8221;. Gli analisti militari hanno a lungo valutato che la dottrina navale iraniana privilegia la disgregazione per logoramento piuttosto che gli scontri tra flotte, <strong>rendendo piattaforme come il Ghadir strategicamente preziose </strong>nonostante il loro dislocamento e la capacità di carico relativamente limitati.</p>



<p>Lunghi circa 29 metri e con un dislocamento non superiore alle 150 tonnellate a seconda della configurazione operativa, i sottomarini di classe Ghadir trasportano un equipaggio di sette uomini tra marinai e ufficiali, e sono stati costruiti &#8220;specificamente&#8221; per combattere nel Golfo Persico, dove le acque sono relativamente basse e la profondità media è di circa 36 metri. Ideali per compiere missioni di interdizione e imboscate lungo la costa, possono essere armati con <strong>diversi tipi di siluri</strong>, come il <em>Valfajr</em>, che vengono lanciati dai due tubi da 533 mm posti a prua, o attraverso <strong>missili da crociera antinave</strong> come il <em>Jask-2</em>, che l&#8217;Iran ha già testato con successo da un sottomarino Ghadir durante le dimostrazioni volte a mostrare la &#8220;capacità di attacco sottomarino&#8221; della Repubblica islamica. </p>



<p>Le fonti differiscono nel determinare il numero preciso di sottomarini classe Ghadir costruiti e messi in servizio, con stime che vanno dalle <strong>10 alle 23 unità totali</strong>, senza considerare il numero di battelli che potrebbero essere rimasti <strong>distrutti durante i raid israeliani</strong> e <strong>statunitensi</strong>, o potrebbero non essere operativi per guasti o altre ragioni.</p>



<p>In ogni caso, il dispiegamento dei sottomarini Ghadir nelle acque dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico è un chiaro segnale di deterrenza strategica che Teheran intende promuovere sia per rafforzare la percezione che la potenza mediorientale mantiene ancora oggi una &#8220;credibile capacità di rappresaglia&#8221; nonostante gli attacchi stranieri, sia per raggiungere obiettivi di politica interna, presentando la Marina iraniana come resiliente, operativamente preparata e tecnologicamente autosufficiente dopo la distruzione del cacciatorpediniere Dena e delle principali unità di superficie della flotta. Da una pura prospettiva di comunicazione strategica, l&#8217;annuncio funziona come <strong>segnale di deterrenza</strong> in vista della nuova escalation che viene minacciata dagli <strong>Stati Uniti </strong>dopo il <strong>fallimento dei negoziati</strong>.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html">Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cina, Iran, Usa e la guerra invisibile dei servizi</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/cina-iran-usa-e-la-guerra-invisibile-dei-servizi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 04:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1536x1090.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-600x426.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Pechino osserva ciò che accade a Teheran con attenzione particolare. Non per solidarietà ideologica automatica, ma per interesse strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cina-iran-usa-e-la-guerra-invisibile-dei-servizi.html">Cina, Iran, Usa e la guerra invisibile dei servizi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-1536x1090.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422074723540_d013470e0ad7c990e50b2798413120e3-600x426.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra tra <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/guerra-rischio-ai-data-center-medio-oriente.html" type="post" id="508879">Stati Uniti, Israele e Iran </a></strong>non si combatte soltanto nei cieli, nei centri di comando, nelle basi militari o nelle infrastrutture nucleari. Si combatte anche dentro i sistemi informatici, nelle reti di intelligence, nei canali di comunicazione clandestini, nelle catene di approvvigionamento tecnologico e nei sospetti che attraversano gli apparati di sicurezza degli Stati autoritari. <strong>Per questo Pechino osserva ciò che accade a Teheran con un’attenzione particolare. </strong>Non per solidarietà ideologica automatica, ma per interesse strategico.</p>



<p>La storia recente offre un precedente pesante. <strong>Tra il 2010 e il 2012, la rete della CIA in Cina subì una delle peggiori compromissioni della storia dell’intelligence americana. </strong>Secondo varie ricostruzioni, Pechino riuscì a smantellare una parte rilevante dell’apparato clandestino statunitense, con l’uccisione o l’arresto di decine di fonti. La causa precisa resta discussa, ma una delle ipotesi più inquietanti collega quella catastrofe alla Repubblica islamica iraniana.</p>



<p><strong>L’Iran, all’epoca, cercava di capire come fosse stato possibile l’attacco Stuxnet contro l’impianto nucleare di Natanz. </strong>Quel programma malevolo, attribuito a Stati Uniti e Israele, aveva colpito le centrifughe iraniane per l’arricchimento dell’uranio, provocando danni fisici a infrastrutture industriali attraverso un’arma informatica. Era una svolta: il sabotaggio non apparteneva più soltanto al mondo degli esplosivi, delle talpe e delle incursioni militari. Poteva essere inserito nel cuore di un sistema tecnico e trasformare il codice in distruzione materiale.</p>



<p>Secondo alcune fonti, <strong>durante quelle indagini Teheran avrebbe scoperto che la CIA usava siti apparentemente innocui per comunicare con i propri informatori. </strong>L’informazione sarebbe poi stata condivisa con la Cina, dove l’agenzia americana utilizzava strumenti simili. Se questa ricostruzione è corretta, Stuxnet non produsse soltanto conseguenze sul programma nucleare iraniano. Contribuì indirettamente a una devastazione dell’intelligence statunitense in Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo trauma iraniano</strong></h2>



<p>Oggi si apre un possibile secondo capitolo. L’operazione congiunta americano-israeliana del 28 febbraio, con l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di altri alti funzionari iraniani, rappresenta un salto di qualità nella guerra di intelligence. Non si tratta più soltanto di sabotare infrastrutture. Si tratta di <strong>decapitare il vertice politico e strategico di uno Stato nemico </strong>attraverso una combinazione di intelligence umana, penetrazione informatica, sorveglianza, localizzazione e capacità militare di precisione.</p>



<p>Per Pechino, questa operazione è un avvertimento. La Cina non è l’Iran, dispone di apparati di sicurezza molto più vasti, di un controllo interno più sofisticato e di una capacità tecnologica enormemente superiore. Ma il principio resta lo stesso: se gli Stati Uniti e Israele riescono a combinare spionaggio umano, guerra informatica e attacchi mirati contro un alleato strategico di Pechino, allora anche la Repubblica Popolare deve ricalcolare i propri rischi.</p>



<p>Il punto non è che <strong>Xi Jinping </strong>tema un’operazione identica domani mattina. Il punto è che ogni successo dell’intelligence occidentale contro un regime ostile rafforza la convinzione cinese che la sicurezza dello Stato debba essere totale, preventiva e permanente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La sicurezza come ossessione del potere cinese</strong></h2>



<p>Da quando Xi Jinping è arrivato al vertice nel 2012, la sicurezza nazionale è diventata il centro della politica cinese. Non più un settore tra gli altri, ma il principio ordinatore dello Stato. <strong>Sicurezza del Partito, sicurezza tecnologica, sicurezza ideologica, </strong>sicurezza sociale, sicurezza alimentare, sicurezza energetica, sicurezza digitale: tutto rientra nella stessa visione.</p>



<p>Xi ha disciplinato il Partito, rafforzato il controllo sulla società e allargato enormemente il concetto di minaccia. La corruzione, in questa visione, non è soltanto un problema morale o economico. È una falla di sicurezza. Un funzionario corrotto può essere comprato. Un ufficiale sottopagato può essere avvicinato. Un quadro locale ricattabile può diventare una porta d’ingresso per l’intelligence straniera.</p>



<p>Negli anni Duemila, la combinazione di corruzione, bassi salari e opacità interna avrebbe favorito la capacità delle agenzie americane di reclutare fonti all’interno dell’apparato cinese. Da qui nasce una delle ragioni profonde delle grandi purghe anticorruzione. <strong>Non soltanto eliminare rivali politici, ma chiudere gli spazi</strong> attraverso cui potenze straniere potrebbero penetrare nel sistema. La repressione interna, dunque, ha anche una logica di controspionaggio. Ogni epurazione è un messaggio al Partito: nessuno è intoccabile, nessuno è fuori dal controllo centrale, nessuno può costruire reti autonome.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La CIA prova a sfruttare la paura</strong></h2>



<p>Naturalmente, questa stessa macchina repressiva produce vulnerabilità. Se dirigenti, ufficiali e funzionari vivono nel sospetto permanente, alcuni possono maturare paura, risentimento o sfiducia. La CIA sembra voler lavorare proprio su questo terreno. La diffusione di video di propaganda rivolti a potenziali fonti cinesi, soprattutto dopo epurazioni di alto profilo nell’Esercito Popolare di Liberazione, dimostra che Washington cerca di trasformare il clima di purga in opportunità di reclutamento.</p>



<p>Il messaggio è chiaro: chi è ambizioso, capace o troppo visibile rischia di essere eliminato dal sistema; <strong>meglio allora collaborare con gli Stati Uniti.</strong> È una vecchia logica dell’intelligence: reclutare non solo per denaro, ma per paura, vendetta, frustrazione o senso di insicurezza personale. Pechino lo sa. E proprio per questo, dopo ogni crisi internazionale che dimostri la potenza dello spionaggio occidentale, tenderà a rafforzare ulteriormente controlli, verifiche, sorveglianza e disciplina interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologia straniera, catene vulnerabili e autarchia digitale</strong></h2>



<p>Un altro punto decisivo riguarda la tecnologia. L’esplosione dei cercapersone usati da Hezbollah nel 2024, attribuita a una sofisticata operazione di penetrazione nella catena di fornitura, ha mostrato quanto possa essere vulnerabile un sistema che dipende da componenti, piattaforme o strumenti esterni. <strong>Anche qui la lezione per Pechino è evidente: ogni tecnologia straniera può essere un cavallo di Troia.</strong></p>



<p>La Cina affronta da anni questo problema. Per molto tempo, anche le amministrazioni cinesi hanno usato sistemi operativi occidentali, in particolare Microsoft Windows. Ma da oltre un decennio Pechino spinge per sostituire software, componenti e architetture straniere con alternative interne. Non è soltanto una scelta industriale. È una scelta di sicurezza nazionale.</p>



<p>L’autarchia tecnologica cinese nasce anche da questa paura: che il codice straniero, il componente importato, il programma apparentemente neutro o l’applicazione di uso comune possano diventare strumenti di sorveglianza, sabotaggio o localizzazione. La guerra contro l’Iran, con il ricorso a telecamere, applicazioni religiose, intercettazioni telefoniche e programmi distruttivi, rafforza questa percezione.</p>



<p>Per Pechino, il futuro della sovranità passa dalla capacità di controllare l’intera filiera: chip, reti, sistemi operativi, dati, piattaforme, telecomunicazioni, intelligenza artificiale e infrastrutture critiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Valutazione strategica: il controspionaggio diventa offensivo</strong></h2>



<p>La Cina non si limita a difendersi. Dispone di capacità offensive considerevoli. Operazioni attribuite a gruppi legati all’Esercito Popolare di Liberazione o al Ministero della Sicurezza dello Stato, come Volt Typhoon e Salt Typhoon, mostrano una strategia più ampia: penetrare infrastrutture critiche, telecomunicazioni, reti logistiche e sistemi sensibili degli avversari.</p>



<p>Volt Typhoon è stato associato alla penetrazione di infrastrutture critiche e alla possibilità di osservare o minacciare la logistica navale americana nel Pacifico. Salt Typhoon, attivo da anni secondo alcune ricostruzioni, avrebbe preso di mira infrastrutture di telecomunicazione per raccogliere informazioni e contrastare intrusioni straniere.</p>



<p>Queste operazioni non sono solo spionaggio. Sono preparazione del campo di battaglia. In caso di crisi su Taiwan, nel Mar Cinese Meridionale o nel Pacifico occidentale, la capacità di conoscere, disturbare o sabotare reti logistiche americane diventerebbe decisiva.</p>



<p>Dunque, la risposta cinese alla guerra contro l’Iran potrebbe non essere spettacolare né visibile. Potrebbe consistere in un rafforzamento silenzioso delle operazioni informatiche già in corso, in una stretta sui controlli interni, in una revisione dei protocolli di sicurezza dei dirigenti, in un’accelerazione dell’indipendenza tecnologica e in una maggiore cooperazione selettiva con Paesi ostili a Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cina e Iran: alleanza flessibile, non matrimonio strategico</strong></h2>



<p>Il rapporto tra Pechino e Teheran non assomiglia alle alleanze strutturate dell’Occidente, come quelle tra i Paesi anglosassoni. È un rapporto più opportunistico, flessibile, costruito su convergenze pratiche: energia, commercio, opposizione alla pressione americana, aggiramento delle sanzioni, cooperazione diplomatica, tecnologie e talvolta intelligence.</p>



<p>Questa flessibilità è un vantaggio. Non essendoci un’architettura formale troppo visibile, i due Paesi possono condividere informazioni quando conviene e mantenere distanza quando il costo politico è troppo alto. Alcune notizie hanno suggerito che la Cina avrebbe fornito all’Iran coordinate su truppe e attrezzature statunitensi. Se confermato, sarebbe un segnale rilevante: non un’alleanza militare dichiarata, ma una cooperazione operativa contro l’avversario comune.</p>



<p>Tuttavia, oggi l’Iran è indebolito. L’uccisione di parte della sua leadership politica e di intelligence rende incerto il futuro dei canali di collaborazione. Prima di capire se Teheran e Pechino rafforzeranno lo scambio informativo, bisognerà vedere chi controllerà i nuovi apparati iraniani e quale linea adotterà dopo il trauma della decapitazione.</p>



<p>È probabile che, almeno nel breve periodo, la cooperazione più intensa resti quella tra Iran e Russia, perché Mosca e Teheran condividono una dimensione militare e operativa più diretta. La Cina, invece, tende a muoversi con maggiore prudenza. Aiuta, osserva, apprende, ma evita di farsi trascinare in conflitti che possano compromettere i propri interessi economici globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scenari economici: la guerra accelera il disaccoppiamento</strong></h2>



<p>La conseguenza economica più importante riguarda il disaccoppiamento tecnologico. Ogni operazione occidentale contro l’Iran rafforza in Cina l’idea che dipendere da software, componenti, semiconduttori, sistemi operativi o infrastrutture straniere sia un rischio esistenziale. La guerra diventa così carburante per l’autonomia tecnologica cinese.</p>



<p>Questo significa più investimenti in semiconduttori nazionali, più controllo sulle imprese tecnologiche, più limitazioni ai prodotti stranieri nelle amministrazioni pubbliche, più attenzione alle reti di telecomunicazione e più pressione sulle aziende cinesi perché riducano esposizioni critiche verso Stati Uniti e alleati.</p>



<p>Ma l’autarchia ha un costo. Sostituire tecnologie straniere richiede tempo, capitali, competenze e sacrifici di efficienza. Non sempre le alternative interne sono equivalenti. La Cina può ridurre la dipendenza, ma difficilmente può eliminarla del tutto nel breve periodo, soprattutto nei settori più avanzati dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>La guerra con l’Iran, dunque, non produce solo conseguenze militari. Accelera la frammentazione dell’economia mondiale in blocchi tecnologici sempre meno compatibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Geopolitica della paura</strong></h2>



<p>Il dato più interessante è che la Cina non ha bisogno di essere direttamente colpita per reagire. Le basta osservare ciò che accade agli altri. L’Iran diventa uno specchio. Hezbollah diventa uno specchio. Il Venezuela diventa uno specchio. Ogni decapitazione, ogni sabotaggio, ogni penetrazione informatica mostra a Pechino ciò che potrebbe accadere a un regime considerato nemico dagli Stati Uniti.</p>



<p>Da qui nasce una geopolitica della paura. La Cina teme l’infiltrazione. Gli Stati Uniti temono l’espansione cinese. L’Iran teme la decapitazione. Israele teme l’accerchiamento regionale. Ciascuno rafforza i propri strumenti di sicurezza, ma così facendo aumenta l’insicurezza degli altri.</p>



<p>Il risultato è una corsa permanente al controllo: controllo dei dati, delle reti, delle persone, dei confini digitali, delle infrastrutture, delle élite, delle comunicazioni e delle filiere produttive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La lezione di Pechino</strong></h2>



<p>Pechino probabilmente non cambierà radicalmente strategia a causa della guerra contro l’Iran. Piuttosto, userà quella guerra per confermare ciò che già pensava: che il mondo è entrato in una fase di competizione totale, nella quale la sicurezza dello Stato coincide con la sopravvivenza del regime.</p>



<p>La risposta cinese sarà quindi prevedibile: più purghe, più controspionaggio, più sorveglianza, più autarchia tecnologica, più operazioni informatiche, più cautela nei movimenti dei vertici, più protezione delle catene di comando e più diffidenza verso ogni infrastruttura straniera.</p>



<p>La guerra invisibile non ha bisogno di dichiarazioni ufficiali. Si combatte nei server, nei telefoni, nei programmi, nei satelliti, nelle ambasciate, nelle università, nelle aziende tecnologiche e nei ministeri. Stuxnet aveva già mostrato che un codice poteva distruggere centrifughe. L’operazione contro Khamenei mostra che l’informazione può uccidere un vertice politico.</p>



<p>La Cina ha tratto la sua conclusione: nella guerra del XXI secolo, chi perde il controllo dei dati perde il controllo del potere. E per il Partito comunista cinese, questa è la minaccia più grande di tutte.</p>
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		<title>L&#8217;attentato all&#8217;Hilton e il negoziato Washington-Teheran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lattentato-allhilton-e-il-negoziato-washington-teheran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427162333702_38fadb3b032a0e643b950af28ac0035e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è trattato di un avvertimento volto dimostrare a Trump e ai presenti di poter colpire a piacimento oppure di una messinscena? </p>
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<p>L&#8217;attentato all&#8217;Hotel Hilton di Washington nel quale erano riuniti i massimi vertici dell&#8217;amministrazione Trump e i corrispondenti della Casa Bianca mi ha rievocato ricordi lontani e avulsi rispetto all&#8217;accaduto: l&#8217;attentato all&#8217;Addaura.</p>



<p>Il 21 giugno del 1989 il giudice istruttore Giovanni Falcone si trovava in una villa edificata a ridosso di questa spiaggia siciliana in attesa della collega svizzera Carla del Ponte quando, poco distante, venne rinvenuto un borsone sportivo contenente dell&#8217;esplosivo. Un attentato fallito, ovviamente, come fu definito, ma il fatto che fosse andato a vuoto e altro alimentò per anni, e con insistenza, insinuazioni su Falcone, che ne sarebbe stato l&#8217;ispiratore per incrementare la sua fama (si scoprì solo anni dopo che gli ordigni erano stati disinnescati nella notte da due agenti del Sisde, Antonino Agostino ed Emanuele Piazza, poi uccisi per ritorsione).</p>



<p>Così torniamo all&#8217;attentato all&#8217;Hilton, che appare impossibile senza complicità interne. Impossibile, infatti, che un simile evento godesse di una sicurezza paragonabile a quella che si appronta per una saga paesana e che una persona armata di fucile a pompa, pistole e pugnali passi indisturbato attraverso le molteplici reti di vigilanza di cui gode un presidente degli Stati Uniti.</p>



<p>Ma se l&#8217;attentatore non ha agito da solo, si è trattato di un avvertimento volto dimostrare a Trump e ai presenti di poter colpire a piacimento oppure di una messinscena per rialzare l&#8217;indice di gradimento del presidente stesso (cosa non accaduta né possibile con trovate simili o di altro genere: ormai è condannato dalla storia)?</p>



<p>Tanti hanno evidenziato circostanze che interpellano non poco &#8211; Alex Jones ne fa una <a href="https://www.infowars.com/posts/take-a-trip-down-the-rabbit-hole-internet-flooded-with-bizarre-information-theories-about-white-house-correspondents-dinner-shooting" target="_blank" rel="noreferrer noopener">carrellata</a> alquanto significativa &#8211; e che delineerebbero sia una conoscenza previa del possibile attentato sia indurrebbero a credere che Trump ne sia il beneficiario. Tesi da complottisti, ovviamente, come sono definiti quanti non accolgono come dogma le versioni ufficiali e pongono domande.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.infowars.com/posts/take-a-trip-down-the-rabbit-hole-internet-flooded-with-bizarre-information-theories-about-white-house-correspondents-dinner-shooting"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-IN-1-1024x296.jpg" alt="Take A Trip Down The Rabbit Hole: Internet Flooded With Bizarre Information &amp; Theories About White House Correspondents’ Dinner Shooting" class="wp-image-81709"/></a></figure>



<p>E però stavolta i complottisti sono stati favoriti dallo stesso attentatore, il quale sembra aver fatto di tutto per accreditarsi come agente del cosiddetto deep state, cioè per seminare indizi volti a segnalare l&#8217;attentato come qualcosa di interno, una messinscena orchestrata dalla stessa amministrazione Usa.</p>



<p>Infatti, nella <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/04/26/whcd-shooting-suspect/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">missiva redatta prima di entrare in azione</a>, nel delineare i possibili obiettivi della sua ira, scrive che nel mirino ci sono tutti i membri dell&#8217;amministrazione Trump, &#8220;in ordine di priorità dal più alto al più basso [&#8230;] escludendo [il direttore dell&#8217;FBI Kash] Patel&#8221;. E, in altra parte, scrive di essere un &#8220;assassino federale amichevole&#8221;. Gli agenti dell&#8217;FBI sono comunemente chiamati &#8220;federali&#8221;&#8230; non per nulla il Washington post evidenzia quest&#8217;ultima frase nel titolo di un articolo dedicato alla lettera, per segnalarla come la più significativa dello scritto.</p>



<p>Opera di &#8220;menti raffinatissime&#8221; fu l&#8217;attentato all&#8217;Addaura, come ebbe ad affermare Falcone all&#8217;epoca, tanto che riuscirono sia a organizzare un attentato che ad attribuirlo alla vittima; come menti raffinatissime potrebbero celarsi dietro quanto si è consumato ieri.</p>



<p>Sempre nella missiva, colpisce un passaggio: dopo aver accennato che non vuole uccidere se non necessario, lo scrivente, o chi per lui, specifica: &#8220;Se fosse assolutamente necessario, prenderei comunque in considerazione quasi tutti i presenti per raggiungere gli obiettivi&#8230; ma spero davvero che non si arrivi a tanto&#8221;. Assassino gentile, ma anche no.</p>



<p>Comunque, e al di là di là di come si voglia interpretare l&#8217;accaduto &#8211; che Trump ha derubricato all&#8217;opera di un pazzo solitario (come peraltro i media mainstream) &#8211; resta che aveva un potenziale esplosivo dal momento che, data la crisi in atto, poteva essere facilmente attribuito all&#8217;Iran. Per fortuna, Trump, sollecitato maliziosamente sul punto, ha prontamente negato tale coinvolgimento (&#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=r6zf6RLihIM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non credo proprio</a>&#8220;), evitando così una nuova guerra aperta con Teheran.</p>



<p>Una guerra sempre più probabile se non si sblocca il negoziato, che in questi giorni ha registrato qualche passo significativo. Il tour del ministro degli Esteri Abbas Aragchi in Pakistan, Oman e Russia, sebbene apparentemente non abbia portato a nulla &#8211; con la squadra negoziale statunitense rimasta ai blocchi di partenza per il niet di Teheran a un incontro a Islamabad &#8211; ha però visto il diplomatico iraniano farsi latore di una nuova bozza di intesa, recapitata a Washington tramite il Pakistan.</p>



<p>Proposta rigettata a parole da Trump, che però per oggi, sempre se non salta dopo il trambusto di ieri, ha indetto &#8220;una riunione nella Situation Room sull&#8217;Iran con il suo team di punta per la sicurezza nazionale e la politica estera&#8221;, come riporta <a href="https://www.axios.com/2026/04/27/iran-us-hormuz-strait-nuclear-talks-proposal-pakistan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.axios.com/2026/04/27/iran-us-hormuz-strait-nuclear-talks-proposal-pakistan"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-A-11-1024x355.jpg" alt="Iran offers U.S. deal to reopen strait but postpone nuclear talks" class="wp-image-81705"/></a></figure>



<p>I convocati, sempre secondo Axios, sarebbero chiamati a esaminare la nuova proposta iraniana che prevede un cessate un fuoco duraturo e/o un accordo di pace permanente, lo sblocco dello Stretto di Hormuz e il rinvio delle trattative sul nucleare in data da destinarsi. Se la proposta &#8211; che certo sarà più articolata &#8211; fosse stata irricevibile, la riunione non sarebbe stata indetta.</p>



<p>Il nodo della contesa resta la richiesta di Teheran di sollevare il blocco dello Stretto di Hormuz ordinato da Trump, il quale però sembra determinato a tenere il punto.</p>



<p>Ma, a quanto pare, dietro tale determinazione ci sarebbero anche le pressioni di Netanyahu, come riferisce il <a href="https://www.jns.org/news/israel-news/netanyahu-holds-consultations-as-jerusalem-braces-for-collapse-of-us-iran-talks" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jewish News Syndicate</a>, media che aggiunge come ieri il premier israeliano abbia convocato due incontri con la leadership politica israeliana, opposizione compresa, in previsione di un collasso dei negoziati Iran-Usa. Uno sviluppo che il prolungarsi del blocco statunitense rende sempre più probabile&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.jns.org/news/israel-news/netanyahu-holds-consultations-as-jerusalem-braces-for-collapse-of-us-iran-talks"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-J-1-1024x420.jpg" alt="Netanyahu holds consultations as Jerusalem braces for collapse of US-Iran talks" class="wp-image-81707"/></a></figure>



<p>_____________</p>



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		<title>Iran-Usa, negoziati in stand-by ma Araghchi vola a Islamabad</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-usa-negoziati-in-stand-by-ma-araghchi-vola-a-islamabad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 12:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;apertura di Trump è reale, ma deve superare il niet di Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-1536x1041.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, prepara il terreno per provare a riportare in campo i colloqui tra Teheran e gli Stati Uniti e prende la strada di Islamabad, capitale del Pakistan mediatore tra i due Paesi belligeranti nella Terza guerra del Golfo </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-negoziati-in-stand-by-ma-araghchi-vola-a-islamabad.html">Iran-Usa, negoziati in stand-by ma Araghchi vola a Islamabad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;apertura di Trump è reale, ma deve superare il niet di Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-1536x1041.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324172057340_4a4e8136d1cd6260a3b5bafce8be50d0-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran</strong>, prepara il terreno per provare a riportare in campo i colloqui tra Teheran e gli Stati Uniti e prende la strada di <strong>Islamabad, capitale del Pakistan mediatore</strong> tra i due Paesi belligeranti nella Terza guerra del Golfo ora in pausa per il <strong>cessate il fuoco</strong> dell&#8217;8 aprile recentemente esteso in forma indefinita dal presidente Usa <strong>Donald Trump</strong>. Araghchi, che ieri ha conversato a distanza con il suo omologo pakistano, Ishaq Dar e con il capo di Stato Maggiore delle forze armate di Islamabad e uomo forte del Paese<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/asim-munir-luomo-forte-e-invisibile-del-pakistan.html" type="post" id="491943">, Asim Munir,</a></strong> è atteso nel Paese confinante con l&#8217;Iran, i cui funzionari hanno comunicato alla Tv di Stato l&#8217;imminente arrivo del capo della diplomazia della Repubblica Islamica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">DPM/FM Senator Mohammad Ishaq Dar <a href="https://twitter.com/MIshaqDar50?ref_src=twsrc%5Etfw">@MIshaqDar50</a> received a call today from Foreign Minister of Iran H.E. Abbas Araghchi <a href="https://twitter.com/araghchi?ref_src=twsrc%5Etfw">@Araghchi</a>.<br><br>Both sides exchanged views on regional developments, the ceasefire, and ongoing diplomatic efforts being pursued by Islamabad in the context of… <a href="https://t.co/eJ1fuVTVKE">pic.twitter.com/eJ1fuVTVKE</a></p>&mdash; Ministry of Foreign Affairs &#8211; Pakistan (@ForeignOfficePk) <a href="https://twitter.com/ForeignOfficePk/status/2047611533484863496?ref_src=twsrc%5Etfw">April 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Si tratta di un passaggio importante in una fase in cui la trattativa per porre fine al conflitto sembra finita in un limbo, se non in un vicolo cieco, con Trump e la sua amministrazione che <strong>pressano</strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-alliran-il-blocco-di-hormuz-e-lattivismo-di-putin.html" type="post" id="508957"><strong> l&#8217;Iran perseguendo nel blocco allo Stretto di Hormuz</strong> su cui Teheran ha stabilito il controllo a inizio conflitto</a> e Israele, alleata di Washington nell&#8217;assalto al Paese centroasiatico, che manda <strong>messaggi ben chiari. Israel Katz, ministro della Difesa</strong> del governo di <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e architetto degli attacchi di Tel Aviv a giugno 2025 e a febbraio-aprile 2026 assieme al <a href="https://www.rsi.ch/info/mondo/Katz-%E2%80%9COk-da-USA-e-riporteremo-l%E2%80%99Iran-all%E2%80%99et%C3%A0-della-pietra%E2%80%9D--3686892.html">capo di Stato Maggiore <strong>Eyal Zamir,</strong> ha detto che lo Stato Ebraico </a>&#8220;attende il via libera degli Stati Uniti &#8211; innanzitutto per completare l’eliminazione della dinastia Khamenei” e “per riportare l’Iran all’età oscura e all’età della pietra distruggendo impianti energetici ed elettrici chiave e smantellando la sua infrastruttura economica nazionale”. </p>



<p>Una presa di posizione chiara, che mostra il totale superamento di ogni retorica sulla &#8220;liberazione&#8221; del Paese centroasiatico e spiega come Israele nei confronti dell&#8217;Iran non persegua altro se non l&#8217;obiettivo del rovesciamento del regime, della guerra civile o del collasso dello Stato nemico su faglie etniche e confessionali. <strong>Del resto, come ha detto <a href="https://mowmag.com/attualita/mossad-chiama-italia-barnea-e-il-messaggio-in-codice-sulliran-gli-agenti-morti-sul-lago-maggiore-e-le-sfide-dellultimo-biennio-di-caravelli">David Barnea, capo del Mossad,</a></strong> Tel Aviv non accetta altro esito decisivo se non la caduta di Teheran. </p>



<p><strong>Araghchi deve negoziare tra gli scogli e provare a trovare una sintesi</strong> nella consapevolezza che l&#8217;Iran deve superare un triplice dubbio: c&#8217;è la possibilità di un accordo duraturo o solo di un armistizio esteso più in grande? Washington intende <strong>trattare con serietà</strong> o sta solo guadagnando tempo per riorganizzare le sue armate? E che architettura securitaria si creerebbe se Teheran allentasse la presa di posizione su Hormuz? Al netto delle divisioni nel regime, a Teheran c&#8217;è concordia sul fatto che l&#8217;Iran intende <strong>negoziare facendo valere le sue posizioni di forza</strong> e non si sente un Paese sconfitto, tutt&#8217;altro. Del resto, Trump ha fretta di chiudere la guerra con un risultato evidente e sbandierabile. E non è detto che l&#8217;Iran sia disposto a concederglielo. Le trattative per l&#8217;accordo nucleare del 2015, di cui Araghchi fu capo negoziatore per l&#8217;Iran, impegnarono anni e discussioni tecniche complesse. Gli Usa chiedono un risultato in poche settimane dopo oltre un mese di violenta e sanguinosa conflittualità. Esiste il margine per mediare o si tornerà ad incrociare le spade? Il pontiere e gran tessitore Araghchi cerca di capirlo parlando col Pakistan nella sfida più dura della sua carriera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-negoziati-in-stand-by-ma-araghchi-vola-a-islamabad.html">Iran-Usa, negoziati in stand-by ma Araghchi vola a Islamabad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran: Trump estende il cessate il fuoco, i negoziati in Pakistan in stallo, portaerei Usa in rotta verso il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-trump-estende-il-cessate-il-fuoco-i-negoziati-in-pakistan-in-stallo-portaerei-usa-in-rotta-verso-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 21:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Iran Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giornata caotica e rissosa sul piano diplomatico quella conclusasi attorno alle trattative Usa-Iran, con il presidente americano Donald Trump che nella sera italiana ha annunciato un'estensione indeterminata del cessate il fuoco</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-trump-estende-il-cessate-il-fuoco-i-negoziati-in-pakistan-in-stallo-portaerei-usa-in-rotta-verso-il-medio-oriente.html">Iran: Trump estende il cessate il fuoco, i negoziati in Pakistan in stallo, portaerei Usa in rotta verso il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Iran Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giornata caotica e rissosa sul piano diplomatico quella conclusasi attorno alle <strong>trattative Usa-Iran, con il presidente americano Donald Trump</strong> che nella sera italiana ha annunciato un&#8217;estensione indeterminata del <strong>cessate il fuoco</strong> per permettere a un governo iraniano da lui definito &#8220;seriamente diviso&#8221; di giungere al tavolo delle trattative con una proposta concreta. </p>



<p><strong>Il Pakistan, che si preparava a ospitare a Islamabad nuovi colloqui</strong>, ha mediato questa estensione, un cessate il fuoco dentro il cessate il fuoco, poco prima della scadenza, alle 2 ora di Teheran. Ma la realtà dei fatti parla di due delegazioni, quella americana guidata dal vicepresidente J.D. Vance e quella iraniana comandata dal presidente del Parlamento <strong>Mohammad Ghalibaf</strong>, che sono ancora a Washington e Teheran mentre la <strong>prospettiva di una ripresa della Terza guerra del Golfo non è ancora fugata</strong>. E tanti fattori di criticità rimangono.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="538" height="398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/oil.jpg-1.png" alt="" class="wp-image-514286" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/oil.jpg-1.png 538w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/oil.jpg-1-300x222.png 300w" sizes="auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px" /></figure>



<p>Il nucleare iraniano? <strong>Teheran, per bocca del presidente Masoud Pezeshkian</strong>, ha dichiarato di non voler rinunciare all&#8217;arricchimento. <strong>Hormuz? Gli Usa tengono il blocco,</strong> e nonostante 26 navi pare abbiano potuto forzarlo per raggiungere l&#8217;Oceano Indiano aperto si rimane nello stallo tra un <strong>controllo sostanziale da parte dell&#8217;Iran</strong> della strategica via d&#8217;acqua e un rifiuto statunitense dei pedaggi chiesti da Teheran. Prima Trump ha imposto il blocco navale per forzare la riapertura dello stretto, pena lo stop alle trattative dopo i negoziati dell&#8217;11 marzo scorso, poi lo ha tenuto in essere dopo che Teheran aveva <strong>acconsentito ai transiti a seguito del cessate il fuoco in Libano, irrigidendo ulteriormente la Repubblica Islamica</strong>. </p>



<p>L&#8217;estensione del cessate il fuoco chiesta dal premier pakistano Shehbaz Sharif e dal capo di Stato Maggiore Asim Munir offrirà spazio per un <strong>dialogo politico a tutto tondo</strong> ma, come detto su queste colonne, il nodo da superare è quello della fiducia. A aprile 2025 e febbraio &#8220;Trump ha avviato colloqui diplomatici con l&#8217;Iran solo per lanciare attacchi aerei mentre i negoziati erano ancora nelle fasi iniziali&#8221;, <a href="https://www.nytimes.com/2026/04/21/us/politics/trust-trump-iran.html">nota il <em>New York Times</em>, </a>che aggiunge come ancora il 27 febbraio scorso Washington &#8220;ha inviato degli emissari a Ginevra per incontrare funzionari iraniani appena un giorno prima che la Guida Suprema dell&#8217;Iran venisse uccisa in un attacco aereo che ha dato inizio a settimane di bombardamenti statunitensi e israeliani&#8221;, sottolineando che dalle ricostruzioni della testata è acclarato che &#8220;al momento di quell&#8217;incontro, il presidente Trump si era già impegnato ad entrare in guerra assieme a Israele,  <a href="https://www.nytimes.com/2026/04/07/us/politics/trump-iran-war.html">secondo quanto affermato da funzionari statunitensi</a>&#8220;. </p>



<p>The Donald non ha torto laddove <strong>evidenzia le divisioni nel potere della Repubblica Islamica</strong>, e in particolare l&#8217;assedio a cui è sottoposto il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi da parte dell&#8217;ala più intransigente dei Pasdaran desiderosi di evitare ogni percepita capitolazione lo dimostra, ma come nota il politologo Ali Vaez &#8220;tutti nel sistema iraniano concordano sul fatto che non ha senso negoziare se gli Stati Uniti continuano con il blocco&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Nope! Everyone in the Iranian system agrees that there is no point in negotiating if the U.S. continues its blockade… <a href="https://t.co/R6LqaOy0bv">https://t.co/R6LqaOy0bv</a></p>&mdash; Ali Vaez (@AliVaez) <a href="https://twitter.com/AliVaez/status/2046646009434869956?ref_src=twsrc%5Etfw">April 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo stallo è palese. L&#8217;Iran con la guerra ha <strong>tenuto la linea, il regime non è crollato, un controllo di Hormuz è stato stabilito</strong> e ora l&#8217;obiettivo della Repubblica Islamica è assicurarsi le <strong>basi concrete della sopravvivenza politica</strong> con i negoziati, ma l&#8217;irrigidimento del regime e l&#8217;assenza, al netto di Ghalibaf, Araghchi e Pezeshkian, di figure di punta capace di creare una sintesi negoziale potrebbero mettere a rischio la ricerca di una concretizzazione di questi esiti. Anche perché, dall&#8217;altra parte, ci sono <strong>da un lato gli Usa, oggi al tavolo delle trattative desiderosi di ottenere con il cessate il fuoco</strong> ciò che non sono riusciti ad ottenere con la guerra in termini di ridimensionamento di Teheran e della sua influenza regionale, e dall&#8217;altro <strong>Israele, che ben ha messo in chiaro di ritenere il suo obiettivo strategico il crollo del regime</strong> se non addirittura la <strong>destrutturazione statuale dell&#8217;Iran</strong>. </p>



<p>Per un Iran all&#8217;ennesimo bivio la notizia del prolungamento unilaterale del cessate il fuoco da parte di Trump pone un dilemma non secondario. Accettare la logica della trattativa o no? <strong>Ghalibaf sembra aver aperto in tal senso,</strong> ma rimane l&#8217;ombra del bluff. Mentre scriviamo, due portaerei americane <strong>navigano a tutta velocità verso il teatro d&#8217;operazioni di Centcom</strong>, il comando designato per il quadrante dell&#8217;Asia Sud-Occidentale. La portaerei <a href="https://www.ynetnews.com/article/ru20ad90q">&#8220;George H. W. Bush&#8221; naviga a Nord del Madagascar e si aggiungerà presto alla &#8220;Abraham Lincoln&#8221; </a>che sta imponendo il blocco di Hormuz. <strong>Anche la Uss Gerald Ford</strong>, andata a curarsi le ferite  tra la Baia di Suda a Creta e Spalato in Croazia dopo alcuni problematici incidenti seguiti a 300 giorni di navigazione consecutivi e a operazioni nel Golfo e nel Mar dei Caraibi <a href="https://www.theweek.in/news/middle-east/2026/04/21/uss-gerald-r-ford-is-back-amid-iran-talks-us-bolsters-military-buildup-in-middle-east.html">ha passato il Canale di Suez e presto sarà di nuovo in zona.</a> Se la &#8220;Bush&#8221; la sostituirà, le portaerei in dotazione all&#8217;ammiraglio Brad Cooper, a capo di Centcom, saranno due, altrimenti saliranno a tre. Quanto basta per provare a pensare un secondo tempo della guerra se la proposta iraniana non soddisferà Washington. <strong>Negoziato di pace o terza trattativa per preparare l&#8217;assalto militare? Il cessate il fuoco indeterminato di Trump</strong> non scioglie i dubbi. Washington e Tel Aviv non hanno vinto, per ora, la guerra sul campo. Provano a rifarsi con la tregua e il negoziato Usa-Iran. Ma le distanze restano. E ogni scenario appare possibile nella trattativa che c&#8217;è e non c&#8217;è in un conflitto già perturbante per l&#8217;economia e l&#8217;ordine globale.</p>
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		<item>
		<title>Iran-Usa, i giorni più lunghi per decidere tra guerra e pace</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-i-giorni-piu-lunghi-per-decidere-tra-guerra-e-pace.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420083624416_a19431874fba76bd7001806670f657ca-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Iran teme l'inganno americano nel rush finale del negoziato. Le mosse di Trump spingono il rischio conflitto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-i-giorni-piu-lunghi-per-decidere-tra-guerra-e-pace.html">Iran-Usa, i giorni più lunghi per decidere tra guerra e pace</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La <strong>fase finale dei negoziati Usa-Iran</strong> è arrivata e per la terza volta in meno di un anno ecco il <strong>bivio tra la pace e la guerra</strong>. Mentre si avvicina la fine del cessate il fuoco mediato dal Pakistan, prevista per mercoledì 22 aprile, Washington e Teheran si scambiano messaggi di fuoco e provocazioni in un contesto in cui <strong>Islamabad mira a formalizzare la fase finale del negoziato</strong> in un contesto di grande incertezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il negoziato di Schroedinger</h2>



<p>Ci sarà trattativa? Donald Trump ha inviato <strong>Jared Kushner e Steve Witkoff</strong>, i dioscuri del negoziato, mentre Teheran nicchia. E il negoziato sembra <strong>il proverbiale gatto di Schroedinger, contemporaneamente vivo e morto</strong> a secondo della prospettiva da cui lo si guarda.</p>



<p>L&#8217;Iran fa pretattica. Denuncia il prosieguo del blocco americano dello Stretto di Hormuz, ormai diventato soggetto alla sovranità iraniana, e manda messaggi contrastanti: <strong>Shehbaz Sharif</strong>, premier pakistano, parla con il presidente <strong>Masoud Pezeshkian,</strong> che gli assicura sostegno alle trattative, ma l&#8217;agenzia di stampa Mizan comunica che il leader di Teheran avrebbe espresso timori sulla possibilità che Washington possa &#8220;tradire&#8221; la diplomazia; <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mohammed-bagher-ghalibaf-il-possibile-interlocutore-tra-usa-e-iran.html" type="post" id="510660">Mohammad Bagher Ghalibaf</a>,</strong> presidente del Parlamento iraniano, capo negoziatore, e uomo di sintesi del potere nazionale dopo la morte della Guida Suprema Ali Khamenei e dello stratega Ali Larijani, ha parlato alla Tv di Stato domenica sottolineando che ci sono stati &#8220;progressi&#8221; nonostante il braccio di ferro con Washington sull&#8217;apertura dello Stretto di Hormuz. L&#8217;agenzia di stampa Irib commenta però, citando fonti di Teheran,<a href="https://www.timesofisrael.com/trump-says-us-iran-talks-to-take-place-tuesday-threatens-no-more-mr-nice-guy/"> che &#8220;non è prevista alcuna partecipazione al prossimo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti&#8221;. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Iran teme l&#8217;inganno di Usa e Israele</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-nella-linea-dombra-tra-guerra-e-pace-cambia-anche-il-potere-di-teheran.html" type="post" id="513802">Mosse e contromosse, specchio della <strong>competizione interna ai poteri di Teheran</strong></a> e della volontà della Repubblica Islamica di massimizzare l&#8217;esito della guerra, che vanno di pari passo con l&#8217;imprevedibilità dell&#8217;amministrazione americana, e in generale riflettono un trend critico: non è certamente facile risolvere in una quindicina di giorni mezzo secolo di contenziosi culminati in sei settimane di guerra su larga scala che hanno inflitto pesanti danni a Teheran, <strong>stimati dal governo in oltre 3.300 morti e 270 miliardi di dollari di distruzioni materiali</strong>, e hanno <strong>mostrato le vulnerabilità strategiche di Usa e Israele,</strong> la possibilità di sottrarre spazi di controllo marittimo alla superpotenza Usa e la criticità degli <strong>approvvigionamenti energetici globali</strong> e della sicurezza del Medio Oriente. </p>



<p>A maggior ragione, non lo è dopo che per l&#8217;Iran già due volte la strada del negoziato con gli Usa è, in meno di un anno, repentinamente virata in quella della guerra. Il 13 giugno 2025 fu Israele a rompere gli indugi, col semaforo verde americano lanciando la &#8220;guerra dei dodici giorni&#8221; dopo due mesi di trattative sul nucleare e il 28 febbraio scorso Tel Aviv replicò in combinato disposto con gli Usa per la pesante offensiva aerea della <strong>Terza guerra del Golfo</strong>, solo due giorni dopo che Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, aveva incontrato il duo Witkoff-Kushner in Svizzera a Ginevra. </p>



<p>In tal senso, il precedente segnato domenica 12 aprile con l&#8217;incontro di più alto grado tra Usa e Iran dal 1979 a oggi, culminato nella stretta di mano tra <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-nessun-accordo-a-islamabad-ma-ghalibaf-e-vance-si-stringono-la-mano.html" type="post" id="512977">Ghalibaf e il vicepresidente <strong>J.D. Vance</strong></a><strong>, appare destinato a non riproporsi a Islamabad</strong>, e andrà capito se l&#8217;assenza del numero due della Casa Bianca sia da ritenere come una spinta perché la diplomazia ordinaria faccia il suo lavoro o possa avere altre implicazioni politiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump accelera il ritorno alla guerra? </h2>



<p>Per l&#8217;Iran, Witkoff e Kushner non sono più credibili come capo-negoziatori, bollati come &#8220;asset israeliani&#8221; dalla propaganda di Teheran e concretamente ritenuti inadeguati per maneggiare complessi dossier come quelli sull&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, i programmi balistici, le garanzie di sicurezza. Parimenti, anche Araghchi, espressione del &#8220;partito negoziale&#8221;, è sotto pressione: <strong>ha salutato la riapertura di Hormuz come funzionale ai negoziati,</strong> ma è stato gelato dal mantenimento del blocco navale americano, fatto che ha indispettito i Guardiani della Rivoluzione protagonisti della campagna militare di febbraio-aprile. &#8220;Questo non ha fatto altro che alimentare i sospetti dell&#8217;Iran su Trump e la convinzione che Islamabad, come Ginevra, sia solo uno stratagemma diplomatico in vista di un altro attacco militare&#8221;, ha scritto il politologo della John Hopkins University Vali Nasr, aggiungendo che &#8220;la porta della diplomazia non è chiusa, ma ora è diventata considerevolmente più difficile da percorrere&#8221;.</p>



<p> Per Nasr, <strong>&#8220;Trump ha minato la diplomazia e aumentato la probabilità di una nuova guerra&#8221;.</strong> Washington non ha vinto la guerra fino al cessate il fuoco. Mira a utilizzare la diplomazia in forze per invertire il trend, ma rischia di giocare col fuoco. E alle spalle di Washington, giunge da Tel Aviv un messaggio tutt&#8217;altro che sibillino<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/fight-against-iran-is-not-over-yet-says-netanyahu/"> del primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu: &#8220;La guerra con l&#8217;Iran non è ancora finita&#8221;</strong>.</a> L&#8217;ascendente del premier israeliano a Washington è noto. Quanto questo sia un whisful thinking e quanto una proposta di linea strategica lo si capirà dopo mercoledì. O forse prima, se il negoziato non ci sarà.</p>
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		<title>Nel blocco Usa di Hormuz il vero bersaglio è Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/nel-blocco-usa-di-hormuz-il-vero-bersaglio-e-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 09:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro la minaccia di fermare le navi che pagano un pedaggio a Teheran nello Stretto di Hormuz, si intravvede un messaggio diretto alla Cina.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A prima vista sembra l’ennesima stretta americana contro l’Iran. In realtà, dietro la minaccia di fermare le navi che pagano un <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-trump-alza-la-posta-blocco-navale-a-hormuz.html" type="post" id="513023">pedaggio a Teheran nello Stretto di Hormuz,</a></strong> si intravede qualcosa di più ampio: un messaggio diretto alla Cina. Perché il punto decisivo non è solo colpire l’economia iraniana, ma mettere sotto pressione il principale acquirente del suo petrolio. Le dichiarazioni di Donald Trump sul blocco navale di Hormuz e sull’intercettazione delle navi che pagano tariffe all’Iran arrivano dopo i colloqui di Islamabad, mediati dal Pakistan, che non hanno prodotto una svolta ma hanno lasciato aperto uno spiraglio negoziale. Lo stesso <strong>JD Vance</strong>, dopo l’incontro<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-trattative-in-corso-possibilita-di-accordo.html" type="post" id="513522">, ha parlato di “molti progressi”, non di rottura definitiva</a></strong>. Dunque, già qui conviene sgomberare il campo da una prima semplificazione: non siamo davanti a un passaggio lineare dalla diplomazia alla guerra totale, ma a una classica fase di pressione coercitiva, in cui Washington alza il prezzo del negoziato senza chiuderlo del tutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il petrolio iraniano e la dipendenza cinese</h2>



<p>Il nodo vero è che il greggio iraniano, nonostante sanzioni e restrizioni, trova da tempo il suo sbocco principale in Asia, e in particolare in Cina. Questo significa che ogni misura americana contro il traffico marittimo legato all’Iran non colpisce solo Teheran: investe direttamente la sicurezza energetica cinese. In altre parole, Washington può presentare l’operazione come una misura punitiva contro l’Iran, ma <strong>il suo effetto strategico sarebbe quello di intaccare una delle linee di approvvigionamento su cui Pechino ha costruito la propria resilienza rispetto al sistema dominato dal dollaro.</strong> Qui il punto non è semplicemente commerciale. È monetario, finanziario, sistemico. Se una quota maggiore del fabbisogno energetico cinese fosse costretta a rientrare in circuiti più controllabili dagli Stati Uniti, la leva americana crescerebbe non solo sui barili, ma anche sui pagamenti, sulle banche, sulle assicurazioni, sulle rotte e sugli intermediari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dallo Stretto al dollaro</h2>



<p>Ecco perché la partita di Hormuz non si esaurisce nel passaggio delle petroliere. La Cina ha interesse a mantenere aperti canali di approvvigionamento non interamente dipendenti dal dollaro e dai meccanismi occidentali di compensazione. L’Iran, dal canto suo, ha tutto l’interesse a spingere verso pagamenti in valute alternative e a usare il controllo geografico dello stretto come leva politica. Reuters ha riferito che a marzo Teheran stava valutando l’imposizione di tariffe di transito sulle navi in Hormuz, trasformando il passaggio marittimo in uno strumento di pressione geopolitica. Ma il quadro è fluido: nelle ultime ore l’Iran ha perfino avanzato una proposta per consentire un transito più sicuro sul lato omanita dello stretto, segno che <strong>anche a Teheran sanno bene quanto sia rischioso spingere troppo oltre la militarizzazione del corridoio energetico.</strong></p>



<p>Questo significa che alcune ricostruzioni circolate in queste ore, come l’idea di un sistema già pienamente formalizzato di pedaggi generalizzati, codici di passaggio e scorte operative legalizzate dal Parlamento iraniano, appaiono al momento più avanzate dei riscontri pubblicamente disponibili. I dati verificati parlano piuttosto di proposte, restrizioni selettive, rallentamenti del traffico e <strong>tentativi iraniani di ridefinire le regole del passaggio. </strong>Reuters ha segnalato un quasi arresto dei flussi a inizio aprile e l’indicazione iraniana a far transitare le navi in aree più controllabili da Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La trappola americana</h2>



<p>Da qui nasce il dilemma di Washington. Se gli Stati Uniti tentano davvero di fermare o ispezionare una petroliera cinese o legata a interessi cinesi, il gesto verrebbe interpretato da Pechino come un atto ostile contro la propria sicurezza economica, non come una semplice applicazione di sanzioni all’Iran. Sarebbe un salto di scala: dall’antagonismo regionale con Teheran al confronto strategico diretto con la Cina. E Pechino non reagirebbe necessariamente con la sola protesta diplomatica. <strong>Potrebbe intensificare il sostegno economico all’Iran, accelerare i meccanismi di pagamento alternativi, </strong>rafforzare la propria presenza navale indiretta o aumentare la pressione finanziaria sugli Stati Uniti in altri teatri.</p>



<p>Ma esiste anche il rischio opposto. Se Trump annuncia il blocco e poi non riesce a renderlo credibile contro i traffici più sensibili, il danno per Washington sarebbe politico e simbolico. In geopolitica la potenza non è soltanto forza materiale: è reputazione della forza. Gli alleati del Golfo, i partner asiatici, i rivali strategici e i mercati finanziari giudicano anche sulla capacità di trasformare una minaccia in fatto compiuto. Un blocco proclamato e non applicato logorerebbe la deterrenza americana nel momento stesso in cui gli Stati Uniti cercano di riaffermarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra Iran e Cina passa il futuro dell’ordine marittimo</h2>



<p>La crisi di Hormuz, dunque, non riguarda più soltanto l’Iran. <strong>È diventata un test sul controllo delle rotte commerciali,</strong> sulla tenuta del dollaro, sulla capacità americana di imporre regole in mare e sulla volontà cinese di sottrarsi a quel controllo. È qui che la questione energetica si salda a quella geoeconomica. <a href="https://it.insideover.com/economia/guerra-in-iran-lottovolante-di-economia-ed-energia.html" type="post" id="507460">Fermare il petrolio iraniano</a> significa, di fatto, toccare una parte del metabolismo industriale cinese. E offrire, implicitamente o esplicitamente, il petrolio americano come alternativa significa chiedere a Pechino non solo di comprare energia, ma di rientrare in un circuito di dipendenza strategica.</p>



<p>Per questo la prossima petroliera diretta verso Hormuz conterà più di molti vertici diplomatici. Se passerà indisturbata, il blocco americano apparirà incompleto. Se verrà fermata, la crisi si allargherà ben oltre l’Iran. Ed è in questo spazio stretto, tra deterrenza e azzardo, che si misura oggi la vera posta in gioco: non il destino di una singola rotta, ma il rapporto di forza tra la potenza marittima dominante e il suo principale sfidante continentale.</p>
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		<title>Marco Tarchi: che cos&#8217;è davvero la legge del terrore</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-che-cose-davvero-la-legge-del-terrore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 09:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il concetto di terrorismo resta ambiguo e viene spesso usato in modo strumentale nei conflitti internazionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-che-cose-davvero-la-legge-del-terrore.html">Marco Tarchi: che cos&#8217;è davvero la legge del terrore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101323193_c8729763a34525f5debf86b4e6fe70a0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La definizione del concetto di <strong>terrorismo </strong>– e dei suoi contenuti &#8211; è sempre stata oggetto di vivaci controversie nel campo giuridico, più legato ad imperativi teorici formali, e in quello della scienza politica, più sensibile a fattori empirici sostanziali. Una ricerca del 2011 è arrivata a rintracciare, <strong>nel solo ambito accademico, oltre 250 tentativi di definire con esattezza i contorni del fenomeno. </strong>E le soluzioni escogitate lasciano ampi margini di insoddisfazione a chi guardi in faccia la realtà dei nostri tempi. Per fare un esempio significativo, il Dizionario Treccani offre ancora oggi questa interpretazione: &#8220;L’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine, mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e simili; possono farvi ricorso sia gruppi, movimenti o formazioni di vario genere (ma anche individui isolati), che vogliono conseguire mutamenti radicali del quadro politico-istituzionale, sia apparati, istituzionali o deviati, di governo interessati a reprimere il dissenso interno e a impedire particolari sviluppi politici&#8221;. Come si vede, non c’è in queste righe nessun richiamo alla parola &#8220;<strong>Stato</strong>&#8220;. Che, si sottintende, potrebbe essere citato solo come parte lesa – potenziale o effettiva – dell’azione di &#8220;gruppi&#8221; o &#8220;apparati di governo&#8221;.</p>



<p>Le cose vanno un po’ meglio nell’ampia voce in argomento contenuta nell’Enciclopedia Italiana dell’Istituto Treccani (appendice VII del 2007), redatta dalla politologa <strong>Donatella della Porta</strong>, che merita una lunga citazione. Vi si legge che &#8220;Il termine <em>terrorismo</em> viene in genere riferito ad azioni orientate ad acquisire potere politico, attraverso un uso della forza considerato come estremo, che ha l’effetto psicologico di diffondere il terrore tra alcuni gruppi della popolazione. Il concetto resta comunque ambivalente, essendo utilizzato per descrivere fenomeni storicamente molto diversi: dalle uccisioni dei sovrani in congiure di palazzo all’uso di violenza politica su larga scala durante le lotte di liberazione nazionale, ma anche dagli attentati compiuti da individui isolati a quelli condotti da apparati statali (terrorismo di Stato)&#8221;. E ancora: &#8220;Soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale il terrorismo è stato considerato come una forma grave di violenza, orientata a spargere il terrore con l&#8217;impiego dei mezzi di comunicazione di massa. Il tema della definizione del terrorismo è stato affrontato anche dal diritto internazionale, senza che tuttavia si sia riusciti a trovare un accordo sull&#8217;individuazione di un confine tra terrorismo e resistenza, il primo considerato come criminale, la seconda invece come legittima. <strong>Anche gli studi di taglio storico o sociologico sul terrorismo lamentano la difficoltà di trovare una definizione accettata del fenomeno, </strong>ricordando che il termine <em>terrorismo</em> viene frequentemente riservato a quelle lotte di liberazione che falliscono, <em>resistenza</em> invece a quelle che hanno successo&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="668" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101255988_8ec2240c94a6e4653ccfebd294ccfd3d-1024x668.jpg" alt="" class="wp-image-513589" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101255988_8ec2240c94a6e4653ccfebd294ccfd3d-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101255988_8ec2240c94a6e4653ccfebd294ccfd3d-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101255988_8ec2240c94a6e4653ccfebd294ccfd3d-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101255988_8ec2240c94a6e4653ccfebd294ccfd3d-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101255988_8ec2240c94a6e4653ccfebd294ccfd3d-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101255988_8ec2240c94a6e4653ccfebd294ccfd3d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;uso strategico del concetto di &#8220;terrorismo&#8221;</h2>



<p>Quest’ultimo passaggio è cruciale per comprendere l’<strong>uso <em>strategico</em> del concetto </strong>che negli ultimi anni è stato fatto e svelarne la carica manipolativa. Gli esempi, sfortunatamente, non mancano ed alcuni sono particolarmente significativi. Da quando il <strong>conflitto russo-ucraino</strong> – scoppiato di fatto nel 2014 con l’insurrezione di piazza Maidan, l’annessione della Crimea e la guerra civile nel Donbass – è entrato, con l’invasione delle truppe di Mosca, nella fase più acuta, il coinvolgimento dei civili nello scenario bellico ha dato la stura a reciproche accuse di terrorismo. Con la differenza che i <strong>mezzi di comunicazione occidentali</strong> si sono fatti eco di quelle di una sola parte, amplificando sistematicamente le denunce del governo di Kiev e <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-guerra-della-propaganda.html">insinuando sospetti di propaganda su quelle della controparte</a>, con un’applicazione mirata della classica regola dei &#8220;due pesi e due misure&#8221;. Si sono così deplorati i bombardamenti degli uni e liquidati come fossero poco più di episodi di cronaca gli omicidi intimidatori che gli agenti ucraini hanno perpetrato con il più tipico dei metodi terroristici, l’esplosione di una carica esplosiva sotto un’automobile – proprio per creare un clima di ansia e paura – contro intellettuali schierati con le ragioni dell’intervento voluto da Putin. <strong>I casi della giornalista Darya Dughina e dello scrittore Zahar Prilepin</strong> rimangono emblematici, anche per le insinuazioni che, nel campo atlantista, sono arrivate ad addebitarle a &#8220;un conflitto sotterraneo fra l’<em>establishment</em> più legato a Putin e altri poteri – anche di natura criminale – presenti nel <em>deep state</em> russo&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="633" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101225654_c04f4be17ccacb925971154769aa7075-1024x633.jpg" alt="" class="wp-image-513590" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101225654_c04f4be17ccacb925971154769aa7075-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101225654_c04f4be17ccacb925971154769aa7075-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101225654_c04f4be17ccacb925971154769aa7075-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101225654_c04f4be17ccacb925971154769aa7075-1536x950.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101225654_c04f4be17ccacb925971154769aa7075-600x371.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101225654_c04f4be17ccacb925971154769aa7075.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A determinare un decisivo aumento della strumentalizzazione del termine è stato però il successivo soprassalto dell’endemico <strong>conflitto israelo-palestinese</strong>. L’incursione di <strong>Hamas </strong>oltre i confini di Gaza del 7 ottobre 2023, con l’uccisione di 859 civili, 278 soldati e 57 poliziotti israeliani – un atto che senza alcun dubbio rientra nella categoria dei crimini di guerra – ha immediatamente dato adito all’equiparazione del movimento di resistenza palestinese a un’organizzazione terroristica, esattamente come prevedeva il testo citato di Della Porta, e creato una <strong>giustificazione di fatto</strong>, agli occhi di una parte dell’opinione pubblica, alla violentissima repressione che ne è seguita. </p>



<p>Lo <strong>Stato di Israele</strong> non ha avuto esitazioni né remore a bombardare massicciamente e sistematicamente la striscia di Gaza e i suoi abitanti, causando – al momento in cui scriviamo – oltre 72.000 vittime, <strong>per la stragrande maggioranza civili,</strong> con un numero elevatissimo di donne e bambini. Nessuna delle maggiori catene radiofoniche e televisive, nessuno degli organi di stampa più diffusi dei paesi occidentali ha utilizzato la parola <em>terrorismo</em> per qualificare l’omicidio di massa compiuto dai militari che inalberano l’insegna della stella di David. Sotto la spinta dell’indignazione di numerosi cittadini e delle manifestazioni organizzate da sindacati e movimenti di sinistra <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">si è avanzato il termine</a> &#8220;<strong>genocidio</strong>&#8220;, respinto dagli ambienti politici e giornalistici occidentalisti, ma l’evidenza di una violenza volta a creare terrore e disperazione in qualunque abitante palestinese di Gaza è stata passata sotto silenzio.</p>



<p>Già prima di allora, peraltro, e da più di mezzo secolo a questa parte, si era evitato in Occidente di definire come terroristi – quali sono – i “<strong>coloni</strong>” che, dall’immediato indomani della guerra dei Sei giorni del 1967, si impossessano illegalmente di terre appartenenti da secoli agli agricoltori autoctoni, <strong>ne aggrediscono, feriscono e uccidono i proprietari e i loro familiari, ne devastano i campi e le coltivazioni </strong>per scacciarli, ne distruggono le abitazioni con l’attiva complicità di poliziotti e soldati, giorno dopo giorno. Queste campagne di terrore sono state molte volte documentate da filmati, che sono serviti da base per documentari diffusi in tutto il mondo, senza che gli organismi internazionali intraprendessero alcuna azione efficace per bloccarle. Il timore di essere accusati – falsamente – di <strong>antisemitismo</strong>, questa ipocrita spada di Damocle sospesa sulle teste di chiunque osi sollevare il velo di questi scandali, ha vanificato preventivamente ogni possibilità di intervento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101314481_64ed2b77388af434287598ef37b463cd-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-513588" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101314481_64ed2b77388af434287598ef37b463cd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101314481_64ed2b77388af434287598ef37b463cd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101314481_64ed2b77388af434287598ef37b463cd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101314481_64ed2b77388af434287598ef37b463cd-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101314481_64ed2b77388af434287598ef37b463cd-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416101314481_64ed2b77388af434287598ef37b463cd.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;applicazione del terrorismo di Stato</h2>



<p>Non si è quindi dato il nome di terrorismo alla quotidiana sopraffazione di uno Stato che nella sua Costituzione definisce la propria natura come esclusivamente legata alla &#8220;nazione ebraica&#8221; ai danni del popolo palestinese. Si è continuato a vagheggiare l’impossibile soluzione dei &#8220;due popoli, due Stati&#8221;, cavandosela con riconoscimenti simbolici di un’entità di fatto inesistente e, accontentandosi del precario cessate il fuoco sponsorizzato da Trump, <strong>si è avallata di fatto un’altra appropriazione di territori da parte del governo di Tel Aviv.</strong></p>



<p>Come se tutto ciò non bastasse, <strong>Israele </strong>ha dato prova alla sua attitudine all’uso del terrorismo anche in un’altra direzione. Dopo aver colpito da decenni l’<strong>Iran</strong> con una lunga catena di omicidi mirati di scienziati sospettati di partecipare ai progetti di sviluppo del programma nucleare (da sempre dichiarato a scopi civili e monitorato dall’AIEA) di Teheran, è riuscita, grazie all’ingresso di Trump alla Casa Bianca, a convincere l’alleato-protettore a farsi carico di una guerra su larga scala contro l’odiato nemico. E di nuovo il <strong>terrorismo di Stato</strong>, sull’asse Washington-Tel Aviv, si è dispiegato in tutto il suo potenziale di orrore. E, come d’abitudine, con la copertura dei pretesti da dare in pasto all’opinione pubblica – la pur deplorevole repressione politica dei dissidenti interni (una minoranza, fatta passare in alcuni talk shows televisivi italiana per il 92% [<em>sic!</em>] dei cittadini), l’inesistente “imminente” &#8220;bomba atomica dei mullah&#8221; – le peggiori forme di violenza si sono abbattute sulla popolazione civile.</p>



<p>Abbiamo così visto l’aviazione statunitense <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-scuola-dove-sono-morte-154-bambine-a-minab-non-e-stata-colpita-da-un-missile-iraniano-ecco-perche.html">distruggere una scuola femminile</a>, uccidendo più di 160 bambine, bombe piovere su tutte le città del Paese, zone residenziali incluse, causando migliaia di morti. Ci siamo dovuti sorbire lo spettacolo del capo della maggiore potenza planetaria che, fra l’una e l’altra delle sue innumerevoli menzogne, ha minacciato di &#8220;distruggere in una notte una intera civiltà&#8221;, ha ripreso il vecchio ritornello del &#8220;li faremo tornare all’età della pietra&#8221; che andava di moda ai tempi ingloriosi del Vietnam e <strong>ha dichiarato di essere indifferente all’accusa di commettere crimini di guerra perché i suoi bersagli – gli iraniani – &#8220;sono degli animali&#8221;. </strong>E mentre le varie puntate dello show dello psicopatico newyorkese andavano in onda, i suoi sodali israeliani massacravano migliaia di persone in <strong>Libano</strong>, distruggevano le città del Sud del Paese – musulmane e cristiane – per poterle occupare integralmente e donarle in seguito a nuovi “coloni” impegnati a perseguire il sogno del dominio &#8220;dal Nilo all’Eufrate&#8221;, avvisavano gli iraniani di non viaggiare in treno perché di lì a poco avrebbero fatto saltare in aria a suon di bombe qualunque convoglio ferroviario e, addirittura, nel furore entusiasta che li anima, uccidevano – per sbaglio – un dirigente della formazione maronita di fatto loro alleata, con tutta la sua famiglia.</p>



<p>Ecco: con questa formidabile esibizione, <strong>Trump </strong>e <strong>Netanyahu</strong> ci hanno fatto capire che cos’è per davvero il terrorismo, al di là dei dubbi degli studiosi. È la loro unica legge. La <strong>legge che vogliono imporre al mondo</strong>, per sostituire il diritto internazionale la diplomazia e la politica.</p>



<p>Tratto dal numero 391 della rivista <strong><em>Diorama Letterario</em></strong>. <em>Per abbonarsi&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-che-cose-davvero-la-legge-del-terrore.html">Marco Tarchi: che cos&#8217;è davvero la legge del terrore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Iran, nella linea d&#8217;ombra tra guerra e pace cambia anche il potere di Teheran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-nella-linea-dombra-tra-guerra-e-pace-cambia-anche-il-potere-di-teheran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 13:08:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono giorni decisivi per l&#8217;Iran al confine tra guerra e pace. La storia futura del Paese si gioca a Islamabad, dove il Pakistan cerca la mediazione decisiva con Washington, ma anche nei rapporti di potere di Teheran. La Repubblica Islamica è all&#8217;ennesimo bivio della sua storia recente, e l&#8217;ultimo miglio di negoziati per trovare un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-nella-linea-dombra-tra-guerra-e-pace-cambia-anche-il-potere-di-teheran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-nella-linea-dombra-tra-guerra-e-pace-cambia-anche-il-potere-di-teheran.html">Iran, nella linea d&#8217;ombra tra guerra e pace cambia anche il potere di Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260418092638698_100e1614dc2da0b2ec24fcc5df5772e1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono giorni decisivi per l&#8217;<strong>Iran</strong> al confine tra guerra e pace. La storia futura del Paese si gioca a Islamabad, dove il Pakistan cerca la mediazione decisiva con Washington, ma anche nei rapporti di potere di Teheran. La <strong>Repubblica Islamica</strong> è all&#8217;ennesimo bivio della sua storia recente, e l&#8217;ultimo miglio di negoziati per trovare un <strong>accordo pragmatico con gli Usa</strong> capace di concludere la <strong>Terza guerra del Golfo</strong> e capitalizzare il sostanziale successo di una strategia difensiva condotta dal 28 febbraio in avanti sarà anche il crocevia per il futuro dell&#8217;<strong>Iran</strong>. La fase di negoziati e gli scenari che l&#8217;Iran sceglierà di evolvere <strong>codificando regole future per il controllo dello Stretto di Hormuz</strong> e dinamiche precise per la <strong>sicurezza regionale</strong> impatteranno sull&#8217;autopercezione della Repubblica Islamica, sulla sua identità politica e sul suo consolidato <strong>obiettivo di garantirsi la sopravvivenza</strong>, ed ecco che nei negoziati con gli Usa mediati dal Pakistan c&#8217;è in gioco molto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide dell&#8217;Iran tra guerra e pace</h2>



<p>Morta la Guida Suprema <strong>Ali Khamenei,</strong> uccisi nei raid mirati anche i &#8220;grandi vecchi&#8221; che avrebbero potuto traghettare l&#8217;Iran su una nuova fase, i segretari del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, <strong>Ali Larijani</strong>, e del <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-torna-shamkhani-il-richelieu-di-teheran-scampato-ai-raid-israeliani.html" type="post" id="481235">Consiglio di Difesa, <strong>Ali Shamkhani</strong>,</a> la Repubblica Islamica arriva alla pausa nella Terza guerra del Golfo come una <strong>poliarchia che si mette in gioco nella gestione degli esiti del conflitto</strong>. </p>



<p>Ad oggi, il sistema di potere sembra essere incardinato sulla sponda tra il <strong>presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf</strong> e il <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html" type="post" id="501648">Ministro degli Esteri <strong>Abbas Araghchi</strong></a> che interiorizzano la spinta del capo dei Guardiani della Rivoluzione, <strong>Ahmad Vahidi</strong>, che rivendica il peso dei Pasdaran nella risposta a Usa e Israele e guarda maggiormente di traverso la prospettiva di un accordo che non garantisca le fondamenta securitarie del Paese centroasiatico. Sul breve periodo, la pressione dell&#8217;Irgc sui negoziatori ha contribuito a portare avanti una linea che ha spinto l&#8217;Iran a <strong>veder le carte statunitensi</strong> e a protrarre la sfida politica con il rifiuto degli ultimatum così da cercare una via di uscita positiva: &#8220;Teheran non ha ceduto su nessuna delle sue linee rosse&#8221;, ha commentato <strong>Danny Citronowicz dell&#8217;Institute of National Security Studies della Tel Aviv University</strong>, sottolineando che l&#8217;Iran non ha dato sponde &#8220;né sull&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, né sul programma missilistico, né sui suoi alleati regionali (dove persino il cessate il fuoco in Libano può essere interpretato, dal punto di vista iraniano, come prova della sua capacità di imporre una de-escalation più ampia a condizioni vantaggiose per i suoi partner), né sullo Stretto di Hormuz&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">At the end of the day, once the rhetoric is stripped away, one simple fact remains: Tehran has not backed down from any of its red lines. Not on enrichment, not on its missile program, not on its regional proxies(where even the ceasefire in Lebanon can be interpreted, from Iran’s… <a href="https://t.co/eOw4D9yeYJ">https://t.co/eOw4D9yeYJ</a></p>&mdash; Danny (Dennis) Citrinowicz ,داني سيترينوفيتش (@citrinowicz) <a href="https://twitter.com/citrinowicz/status/2045385826998038879?ref_src=twsrc%5Etfw">April 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Escalation o trattativa?</h2>



<p>Per l&#8217;analista israeliano, spesso critico della strategia di Tel Aviv e Washington, non c&#8217;è dubbio che &#8220;il margine di compromesso dell&#8217;Iran è intrinsecamente limitato&#8221; e in caso di stallo dei colloqui Usa e Israele dovrebbero chiedersi non tanto se &#8220;l&#8217;escalation sia possibile, ma cosa otterrebbe effettivamente, soprattutto considerando che è improbabile che porti alla capitolazione iraniana&#8221;. <strong>Questo atteggiamento mostra anche l&#8217;ambivalenza nella classe dirigente iraniana: Araghchi e Ghalibaf,</strong> intrinsecamente, preferirebbero, dai fatti e dalle mosse che hanno presentato, una <strong>rinnovata pressione politica per chiudere diplomaticamente la partita</strong>. </p>



<p>Questo potrebbe dare un <strong>secondo tempo alle autorità civili, dai riformisti ai conservatori moderati,</strong> per poter governare la transizione al post-Khamenei dopo che nelle due fasi critiche dell&#8217;ultimo anno, i periodi bellici (giugno 2025 e febbraio-aprile 2026) e la fase di proteste e violente repressioni di fine 2025 e inizio 2026, <strong>l&#8217;ala militare e securitaria è stata la grande protagonista</strong> e nel nuovo agone politico potrà anche rivendicare i sacrifici subiti: i Pasdaran sono guidati da Vahidi da marzo dopo che i due precedenti capi, Hossein Salami e Mohammad Pakpour sono stati uccisi da Israele negli attacchi inaugurali delle due guerre con Teheran, assieme a una lunga lista di altre figure apicali. In parallelo, molte figure di punta preparano un Iran diverso. </p>



<p>Alla guida della Sicurezza Nazionale, <a href="https://it.insideover.com/guerra/luomo-forte-di-teheran-nel-mirino-di-israele-katz-annuncia-ucciso-larijani.html" type="post" id="509498">la morte di Larijani</a> ha causato la promozione del 72enne <strong>Mohammad Bagher Zolghadr, ultraconservatore vicino ai Pasdaran</strong>. Sembra relegato in secondo piano il presidente della Repubblica Masoud Pezeshkian, mentre Araghchi e Ghalibaf, nei confronti mediati dal Pakistan, si giocano molto, ivi compresa la possibilità di dare le carte mentre sempre più emerge la tendenza della &#8220;nord-coreanizzazione&#8221; del regime, ovvero di spingere il post-Ali Khamenei a <strong>trasformare l&#8217;Iran in un regime ultra-securitario, fortemente conservatore, impermeabile al mondo esterno, basato su una retorica di scontro e costantemente militarizzato</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ghalibaf, Araghchi e le nuove rotte del potere in Iran</h2>



<p><a href="https://gulfnews.com/world/mena/how-ghalibaf-emerged-as-iran-s-power-broker-in-the-post-khamenei-era-1.500507932">Gulf News nota</a> che l&#8217;ascesa di Ghalibaf a regista del team negoziale &#8220;riflette sia la necessità che il calcolo: un operatore esperto che si fa avanti in un momento di crisi, ma che deve comunque destreggiarsi tra i diversi centri di potere in competizione&#8221;, in quanto il presidente del Parlamento &#8220;ex comandante dell&#8217;aeronautica militare delle Guardie Rivoluzionarie, capo della polizia e sindaco di Teheran, unisce un&#8217;esperienza militare a una solida competenza politica, il che lo rende una delle poche figure in grado di fungere da ponte tra le istituzioni di sicurezza e quelle civili dell&#8217;Iran&#8221;. Araghchi è considerato l&#8217;anello debole della catena, in tal senso, <strong>tanto da essere stato accusato da alcuni deputati di fare dichiarazioni ad arte su Hormuz</strong> e vari scenari, come la riapertura dello Stretto, per calmierare i mercati energetici e fare qualche forma di favore all&#8217;Occidente. Una manovra politica torbida ma che mostra come <strong>attorno alla fine della guerra si sta costruendo il nuovo apparato di potere</strong> in cui, peraltro, anche l&#8217;enigmatica figura di Mojtaba Khamenei, figlio di Ali scelto come nuova Guida Suprema &#8220;resistenziale&#8221; dell&#8217;Iran, andrà valutata per capire se considerarla nel calcolo politico o meno. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/con-la-guerra-usa-in-iran-finisce-anche-il-negoziato-sullucraina.html" type="post" id="507781">Come dicevamo, per l&#8217;Iran vincere la pace</a></strong> sarà la vera sfida. L&#8217;anima della Repubblica Islamica, senza Khamenei padre, è cambiata per sempre. Ma la rotta che dovrà prendere è incerta.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-nella-linea-dombra-tra-guerra-e-pace-cambia-anche-il-potere-di-teheran.html">Iran, nella linea d&#8217;ombra tra guerra e pace cambia anche il potere di Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>InsideWar &#8211; US chiudono Hormuz &#124; guerra aerea asimmetrica &#124; Osservatorio PLA</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/us-chiudono-hormuz-guerra-aerea-asimmetrica-osservatorio-pla.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 07:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella newsletter di questa settimana, la numero 70, InsideOver vi porta alcuni approfondimenti riguardanti i conflitti e le aree di crisi internazionale. La cronaca ci obbliga a parlare di quanto sta accadendo nel Golfo, o per meglio dire nella &#8220;Terza Guerra del Golfo&#8220;. Gli USA, dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad, hanno avviato il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/us-chiudono-hormuz-guerra-aerea-asimmetrica-osservatorio-pla.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/us-chiudono-hormuz-guerra-aerea-asimmetrica-osservatorio-pla.html">InsideWar &#8211; US chiudono Hormuz | guerra aerea asimmetrica | Osservatorio PLA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella newsletter di questa settimana, la numero 70, InsideOver vi porta alcuni approfondimenti riguardanti i conflitti e le aree di crisi internazionale. </p>



<p>La cronaca ci obbliga a parlare di quanto sta accadendo nel Golfo, o per meglio dire nella &#8220;<strong>Terza Guerra del Golfo</strong>&#8220;. Gli USA, dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad, hanno avviato il blocco dello Stretto di Hormuz. Una mossa che costerà loro caro, e non in termini economici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">VUOI LEGGERE LA NEWSLETTER INSIDEWAR? <a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter">ISCRIVITI A INSIDE OVER</a></h2>



<p>L&#8217;Iran nulla poteva davanti allo <strong>strapotere aereo statunitense</strong> sommato a quello israeliano. Teheran l&#8217;ha sempre saputo e ha deciso di giocare quella partita in modo diverso, mettendo a frutto una tattica che i pasdaran usano (e hanno utilizzato) per colpire sul mare: un conflitto asimmetrico. Di cosa si tratta?</p>



<p>Per <strong>Osservatorio PLA</strong> vi portiamo in un mare lontano ma al centro di una crisi internazionale che non trova soluzione, e che purtroppo resta sottotraccia: il Mar Cinese Meridionale. Cosa sta facendo la Repubblica Popolare Cinese? Perché quello che avviene in quel settore di globo è collegato a quanto accade nel Golfo?</p>



<p>Vi segnaliamo inoltre che sul nostro sito è disponibile il&nbsp;<strong>corso on demand sulla Guerra Ibrida</strong>&nbsp;tenuto da Paolo Mauri. Il corso è della durata di poco più di un’ora e del costo di 60 €. Per maggiori informazioni cliccate su&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">questo link</a>.</p>
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