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	<title>Guerra Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 15:17:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Netanyahu e il losco Ahmadinejad: Haarez trova conferme allo scoop del Nyt</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanyahu-e-il-losco-ahmadinejad-haarez-trova-conferme-allo-scoop-del-nyt.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 15:17:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu e il losco Ahmadinejad: Haarez trova conferme allo scoop del Nyt" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-1536x983.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-600x384.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La bomba lanciata dal New York Times sulla scelta di Tel Aviv, imposta a Washington, di scegliere l&#8217;ex presidente Mahmoud Ahmadinejad come nuovo leader iraniano, da intronizzare con le bombe molto più reali piovute sull&#8217;Iran dal 28 febbraio, è detonata alta e forte, nonostante la mordacchia dei media. Di certo Netanyahu non sarà stato contento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-e-il-losco-ahmadinejad-haarez-trova-conferme-allo-scoop-del-nyt.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-e-il-losco-ahmadinejad-haarez-trova-conferme-allo-scoop-del-nyt.html">Netanyahu e il losco Ahmadinejad: Haarez trova conferme allo scoop del Nyt</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu e il losco Ahmadinejad: Haarez trova conferme allo scoop del Nyt" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-1536x983.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522165915457_4dec91581d15a29e518345476d31f64d-600x384.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La bomba lanciata dal New York Times sulla scelta di Tel Aviv, imposta a Washington, di scegliere l&#8217;ex presidente Mahmoud Ahmadinejad come nuovo leader iraniano, da intronizzare con le bombe molto più reali piovute sull&#8217;Iran dal 28 febbraio, è detonata alta e forte, nonostante la mordacchia dei media.</p>



<p>Di certo Netanyahu non sarà stato contento del disvelamento di tale imbarazzante retroscena. Perché chi ha un minimo di memoria ricorda perfettamente tale losco figuro che, tra l&#8217;altro, declamava a ogni più sospinto la necessità di incenerire Israele e negava recisamente l&#8217;Olocausto. Da cui le tante domande sulla strana laison con Bibi.</p>



<p>Sul tema è tornato Zvi Bar&#8217;el su <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/iran/2026-05-21/ty-article/.premium/trump-has-to-forget-about-ahmadinejad-and-make-iran-a-real-offer/0000019e-4b78-dc0d-a99e-cffcb0a30000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, che ha di fatto accreditato la notizia, peraltro non (ancora) smentita da fonti ufficiali, ricordando un&#8217;intervista del 2012 di Meir Dagan, nella quale l&#8217;allora capo del Mossad, interpellato se Ahmadinejad fosse razionale, rispose: &#8220;La risposta è sì. Non esattamente secondo i nostri criteri razionali, ma credo che lui sia razionale&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/iran/2026-05-21/ty-article/.premium/trump-has-to-forget-about-ahmadinejad-and-make-iran-a-real-offer/0000019e-4b78-dc0d-a99e-cffcb0a30000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z1-H-copia-1024x572.jpg" alt="Trump Has to Forget About Ahmadinejad and Make Iran a Real Offer" class="wp-image-82091"/></a></figure>



<p>Nell&#8217;intervista Dagan toccava altri temi, ma più interessante appare quanto registra Bar&#8217;el, cioè che l&#8217;intervistatore non gli chiese &#8220;se il suo Paese avesse preso provvedimenti per reclutare Ahmadinejad, che all&#8217;epoca era alla fine del suo secondo mandato, perché diventasse un agente di Israele all&#8217;interno del regime&#8221;.</p>



<p>E ricorda come non fosse la prima volta che &#8220;Dagan descriveva il &#8216;razionale&#8217; Ahmadinejad come una sorta di persona grata&#8221;. Infatti, nel 2009, quando Ahmadinejad fu rieletto presidente grazie a frodi massive che avevano scatenato proteste in tutto il Paese &#8211; represse nel sangue &#8211; Dagan, convocato da una Commissione della Knesset, minimizzò i brogli dichiarandosi soddisfatto per la vittoria di Ahmadinejad sul moderato Mir-Hossein Mousavi.</p>



<p>&#8220;Se Mousavi avesse vinto, sarebbe stato più difficile per Israele spiegare la propria posizione al mondo&#8221;, dichiarò Dagan senza però spiegare il perché. Il motivo lo declina Bar&#8217;el: &#8220;Possiamo solo supporre che Dagan credesse che un presidente iraniano antisemita, il padre di tutti i negazionisti dell&#8217;Olocausto, un fervente sostenitore del programma nucleare, un oppositore dei negoziati con l&#8217;Occidente e che aveva affermato come Israele dovesse essere cancellato dalla carta geografica, avrebbe facilitato a Israele la propaganda sulla necessità di distruggere il programma nucleare. Infatti, sarebbe stato più facile [con Ahmadinejad] che con un leader considerato riformista e un difensore dei diritti umani e che, per di più, aveva dichiarato di sostenere la necessità di un programma nucleare non militare&#8221;.</p>



<p>Il nemico perfetto per forzare la propaganda anti-iraniana e trascinare gli Usa in guerra&#8230; Di interesse anche le firme dello scoop del Nyt, quattro in tutto, con relativa sintesi dei curriculum. Le prime due, le più importanti, sono di Mark Mazzetti e Julian E. Barnes, il primo specializzato in Sicurezza nazionale, il secondo in intelligence.</p>



<p>È notorio che le agenzie di sicurezza e di intelligence americane siano use a reclutare cronisti o a fare dei propri agenti dei cronisti specializzati in questioni che le riguardano o, comunque, ad avere a che fare con giornalisti graditi quando si tratta di temi che le riguardano. Da cui è facile intuire che l&#8217;articolo in questione sia stato suggerito dall&#8217;intelligence Usa.</p>



<p>Meno interessanti le successive firme, Farnaz Fassihi, coinvolto probabilmente perché specializzato in Iran, e Ronen Bergman, che scrive per il Nyt da Tel Aviv, come necessario per un articolo sugli interna corporis di Israele.</p>



<p>Insomma, al di là della rivelazione sul senso di Tel Aviv per Ahmadinejad, appare plausibile ipotizzare che a far trapelare una notizia tanto imbarazzante per Netanayhu sia stata l&#8217;intelligence americana. E pochi giorni dopo la pubblicazione di un altro articolo, sempre del <a href="https://www.nytimes.com./2026/05/19/us/politics/iran-israel-us-leader-ahmadinejad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nyt</a>, sulle <a href="https://www.nytimes.com/2026/05/11/opinion/israel-palestinians-sexual-violence.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">violenze sessuali</a> perpetrate da &#8220;soldati, coloni, agenti dello Shin Bet [&#8230;] e soprattutto da guardie carcerarie&#8221; contro &#8220;uomini, donne e persino bambini&#8221; palestinesi.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/2026/05/11/opinion/israel-palestinians-sexual-violence.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z2-NYT-1024x559.jpg" alt="The Silence That Meets the Rape of Palestinians" class="wp-image-82089"/></a></figure>



<p>Un articolo che aveva fatto infuriare Tel Aviv, tanto da intentare causa al media per diffamazione. Se si è mosso il governo per un articolo che in fondo non raccontava altro che quanto si racconta sui media indipendenti dall&#8217;inizio della guerra, è evidente che c&#8217;è frizione tra Israele e parte del potere imperiale.</p>



<p>Alquanto ovvio trovare il focus della frizione: la crisi iraniana (ché dei palestinesi importa poco a certi ambiti), perché sta mettendo in ginocchio l&#8217;economia globale, con prospettive ancora più fosche se riprenderà il conflitto.</p>



<p>Sembra cioè, che parte del potere imperiale stia mettendo sotto pressione Tel Aviv perche receda dalla sua determinazione a riprendere le ostilità e a far pressioni in tal senso su Trump.</p>



<p>Significativo, a tale riguardo, anche il caso delle malversazioni sugli equipaggi della Flottillia. Infatti, l&#8217;indignazione che hanno suscitato in Occidente è del tutto fuori registro se si tiene conto delle complicità che ha goduto Israele nel corso del genocidio dei palestinesi (su cui i flottilleros hanno avuto il merito e il coraggio di riaccendere i riflettori).</p>



<p>Israele è corsa con successo ai ripari riuscendo a indirizzare le ire dei leader europei quasi esclusivamente sull&#8217;idiota/terrorista Ben-Gvir, che sarà forse terminale di inutili sanzioni e magari escluso dal governo quando, a breve, la Knesset si scioglierà (l&#8217;iter per la fine del governo è stata avviata dallo stesso Netanyahu&#8230;) e non ci sarà più bisogno di lui; che anzi, passando per vittima, prenderà ancora più voti alle elezioni prossime venture.</p>



<p>In realtà, Ben-Gvir è solo un&#8217;escrescenza del mostro, facile da espellere. Il mostro è altro. Era nella sala comando dell&#8217;IDF quando Netanyahu si è faceva immortalare mentre dirigeva l&#8217;assalto dei commandos alle indifese barchette umanitarie.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-05-22/ty-article/.premium/israel-prison-service-doubles-down-on-guards-conduct-in-ben-gvir-flotilla-video/0000019e-4bd1-d777-a7ff-efdf64ed0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z3-H-copia-1024x409.jpg" alt="Israel Prison Service Says Treatment of Flotilla Activists Was 'According to Procedure'" class="wp-image-82094"/></a></figure>



<p>Ed era là a imperversare sui prigionieri. Infatti, così titola <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-05-22/ty-article/.premium/israel-prison-service-doubles-down-on-guards-conduct-in-ben-gvir-flotilla-video/0000019e-4bd1-d777-a7ff-efdf64ed0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;Il servizio penitenziario israeliano afferma che il trattamento riservato agli attivisti della flottiglia è stato &#8216;conforme alle procedure'&#8221;. Era ed è soprattutto a Gaza, in Cisgiordania, in Libano (e altrove), dove si è nutrito del sangue di una moltitudine di innocenti.</p>



<p>La levata di scudi di questi giorni conforta perché forse favorirà una de-escalation con l&#8217;Iran &#8211; possibile ma, anche no &#8211; ma non cancella le connivenze pregresse.</p>



<p>______________</p>



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		<title>Negoziati Russia-Ucraina del 2022: confermato il sabotaggio Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1404" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Negoziati Russia-Ucraina del 2022: confermato il sabotaggio Nato" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-1024x749.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-768x562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-1536x1123.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-600x439.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Persino Victoria Nuland, ex sottosegretaria di Stato americana per gli affari politici e referente per l'Ucraina nell'amministrazione Obama, ha affermato che i negoziati di Istanbul sono falliti quando delle 'persone al di fuori dell'Ucraina' hanno messo in discussione l'accordo".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html">Negoziati Russia-Ucraina del 2022: confermato il sabotaggio Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1404" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Negoziati Russia-Ucraina del 2022: confermato il sabotaggio Nato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-1024x749.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-768x562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-1536x1123.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260522131732464_b3e59deaef343d3b0f2a0f341ab455f6-600x439.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ai negoziati di Istanbul dell&#8217;aprile 2022 Russia e Ucraina avevano concordato la pace, poi la Nato spinse Kiev a proseguire la guerra. A quanto avvenne allora abbiano dedicato varie note, ma il nuovo libro di Richard Sakwa, <em>The Russo-Ukrainian War: Follies of Empire</em><em>&#8221; </em>pone un sigillo irrevocabile a tale realtà denegata. Ted Snider, su <a href="https://www.theamericanconservative.com/zelenskys-former-press-secretary-the-west-blocked-possible-peace/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The American Conservative,</a> riporta ampi brani del volume, che riprendiamo di seguito.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.theamericanconservative.com/zelenskys-former-press-secretary-the-west-blocked-possible-peace/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-AC-3-1024x392.jpg" alt="Zelensky’s Former Press Secretary: The West Blocked Possible Peace" class="wp-image-82071"/></a></figure>



<p>Sakwa osserva che &#8220;&#8216;sette degli otto membri della delegazione [ucraina] confermano che a Istanbul era stato raggiunto un accordo di pace dettagliato&#8217;. L&#8217;ottavo non lo confermò perché non poté: Denis Kireev fu assassinato dai servizi segreti ucraini al suo ritorno a Kiev dai colloqui in Bielorussia&#8221;.</p>



<p>&#8220;David Arakhamia, leader del partito Servi del Popolo di Zelensky al parlamento ucraino, era uno dei due capi della delegazione negoziale ucraina. Arakhamia ha confermato l&#8217;esistenza di una sorta di accordo, che a suo dire avrebbe firmato personalmente. Ha <a href="https://www.yahoo.com/news/head-ukraines-leading-party-claims-205150773.html">aggiunto</a> che la Russia era &#8216;disposta a porre fine alla guerra se avessimo accettato la neutralità e ci fossimo impegnati a non aderire alla NATO&#8217;. Secondo Arakhamia i colloqui furono un successo, <a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2023/11/24/7430282/">attribuendo loro</a> un punteggio di &#8216;8 su 10&#8217; riguardo la soddisfazione degli obiettivi prefissati&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2023/11/24/7430282/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-UP-1024x696.jpg" alt="Head of Ukraine's leading party claims Russia proposed &quot;peace&quot; in exchange for neutrality" class="wp-image-82073"/></a></figure>



<p>&#8220;Alexey Arestovych, all&#8217;epoca consigliere dell&#8217;ufficio del presidente dell&#8217;Ucraina e membro della squadra negoziale ucraina a Istanbul, <a href="https://unherd.com/2024/01/oleksiy-arestovych-zelenskyys-challenger/">afferma</a> che i colloqui di Istanbul furono un successo [&#8230;]. E li valuta in modo ancora più ottimistico di Arakhamia, affermando che l&#8217;accordo di Istanbul era pronto al 90% e che ciò che restava da definire era &#8216;la questione del numero di forze armate ucraine in tempo di pace&#8217;, aggiungendo <a href="https://unherd.com/2024/01/oleksiy-arestovych-zelenskyys-challenger/">che</a>, al ritorno da Istanbul, la squadra negoziale ucraina &#8216;stappò lo champagne'&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://unherd.com/2024/01/oleksiy-arestovych-zelenskyys-challenger/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-UH-1024x497.jpg" alt="Oleksiy Arestovych: Zelenskyy’s challenger The President's former spokesman has turned into his fiercest critic" class="wp-image-82075"/></a></figure>



<p>&#8220;Oleksandr Chalyi, ex viceministro degli Esteri e membro del team negoziale, <a href="https://www.voiceofeurope.com/former-ukrainian-deputy-minister-of-foreign-affairs-reveals-putins-genuine-desire-for-peace-during-istanbul-negotiations/">afferma</a> che le delegazioni &#8216;hanno redatto il cosiddetto Comunicato di Istanbul. Eravamo molto vicini, tra metà e fine aprile, a far finire la guerra con una soluzione pacifica&#8217;. Aggiunge che Putin &#8216;ha dimostrato un sincero impegno per trovare un compromesso realistico e raggiungere la pace&#8217;. Putin, afferma, &#8216;ha fatto tutto il possibile per raggiungere un&#8217;intesa con l&#8217;Ucraina&#8217; e &#8216;voleva veramente trovare una soluzione pacifica&#8217;. Chalyi afferma che i due team negoziali &#8216;erano riusciti a trovare un compromesso molto concreto&#8217; e che Putin aveva &#8216;deciso personalmente di accettare il testo di quel comunicato'&#8221;.</p>



<p>Quanti hanno rivelato tale denegata realtà concordano sul fatto che a mandare in fumo l&#8217;accordo fu il premier britannico Boris Johnson, inviato a Kiev dalla Nato a tale scopo.</p>



<p>Sawka ricorda come <em>Ukrainska Pravda </em><a href="https://www.pravda.com.ua/eng/articles/2022/05/5/7344096/">abbia &#8220;riportato</a> che il 9 aprile 2022 Johnson si recò a Kiev per dire a Zelensky che con Putin &#8216;era necessario continuare a fare pressione, non negoziare&#8217; e che, sebbene l&#8217;Ucraina fosse pronta a firmare un&#8217;intesa con la Russia, &#8216;l&#8217;Occidente non era altrettanto pronto&#8217;. Arakhamia ha <a href="https://www.yahoo.com/news/head-ukraines-leading-party-claims-205150773.html?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9vcmlnaW5hbC5hbnRpd2FyLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAMgG_qhDYi6Pi9E1mZQj7kXq4qBpNQcgmch1sDQoomR8hCkBja69onSxhnORJH1HxhBe7DI3bHzG6tCJ-1cODhl7W6tHpfmOQxWapcUnuqogOeCv8TnELHq_W3z5HTdvf6OA8wdjfGn1drki_eWuoQ5Vf3OqDo62vZOj4k8hd7fy">confermato</a> la notizia, affermando: &#8216;Al nostro ritorno da Istanbul, Boris Johnson giunse a Kiev e disse che non avremmo firmato assolutamente niente e che dovevamo semplicemente combattere'&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.pravda.com.ua/eng/articles/2022/05/05/7344096/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-UP-1024x233.jpg" alt="From Zelenskyy's &quot;surrender&quot; to Putin's surrender: how the negotiations with Russia are going" class="wp-image-82077"/></a></figure>



<p>&#8220;Meno nota del viaggio di Johnson a Kiev è la precedente telefonata, durante la quale Johnson, scrive Sakwa, disse a Zelensky che il Regno Unito &#8216;non si sarebbe fatto garante [dell&#8217;intesa] e lo esortò a rifiutare l&#8217;accordo&#8217;. Lungi dall&#8217;essere una posizione isolata, secondo Sakwa, l&#8217;opposizione all&#8217;accordo con l&#8217;Ucraina &#8216;era stata decisa dai leader occidentali (Johnson, Biden, Scholz, Macron e il primo ministro italiano Mario Draghi) in una telefonata collettiva [tenuta] il 29 marzo, il giorno dei colloqui di Istanbul'&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;ostacolo posto dall&#8217;Occidente a una soluzione negoziata è stato testimoniato praticamente da tutte le parti coinvolte. L&#8217;allora premier israeliano Naftali Bennett, su invito di Zelensky, mediò tra le parti. Bennett <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qK9tLDeWBzs&amp;t=10774s">afferma</a> che &#8216;c&#8217;era una buona possibilità di raggiungere un cessate il fuoco&#8217;, ma l&#8217;Occidente &#8216;bloccò&#8217; [le trattative]. <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/naftali-bennett-wollte-den-frieden-zwischen-ukraine-und-russland-wer-hat-blockiert-314871">Secondo Bennett,</a> &#8216;un cessate il fuoco era a portata di mano in quel momento, con entrambe le parti disposte a fare concessioni significative. Tuttavia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, in particolare, interruppero il processo, optando per la continuazione della guerra&#8217;&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/naftali-bennett-wollte-den-frieden-zwischen-ukraine-und-russland-wer-hat-blockiert-314871"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a5-bz-1024x349.jpg" alt="Naftali Bennett wollte den Frieden zwischen Ukraine und Russland: Wer hat blockiert?" class="wp-image-82079"/></a></figure>



<p>&#8220;Anche l&#8217;ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder fu incaricato da Zelensky di fare da mediatore. Egli conferma la versione di Bennett: &#8216;Gli ucraini non accettarono la pace perché non gli era permesso. Dovevano prima chiedere il permesso agli americani per ogni cosa&#8230; Tutto veniva deciso a Washington. Questo fu fatale'&#8221;.</p>



<p>&#8220;La Turchia ospitò i colloqui e i funzionari turchi confermano questa versione. Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu <a href="https://www.dailysabah.com/politics/diplomacy/some-nato-allies-want-longer-war-for-weaker-russia-fm-cavusoglu">afferma</a> che i colloqui erano instradati verso la soluzione del conflitto, <a href="https://english.alaraby.co.uk/news/nato-allies-want-longer-ukraine-war-weaken-moscow-turkey">ma &#8216;</a>c&#8217;erano persone all&#8217;interno degli Stati della NATO che volevano che la guerra continuasse [&#8230;] per indebolire la Russia&#8217;. Il vicepresidente del partito di governo turco, Numan Kurtulmus, ha <a href="https://www.cnnturk.com/video/turkiye/son-dakika-ak-parti-genel-baskanvekili-numan-kurtulmus-cnn-turkte181122">dichiarato che</a> &#8216;gli Stati Uniti ritenevano che fosse di loro interesse che la prosecuzione della guerra [&#8230;] Putin e Zelensky stavano per firmare, ma qualcuno non volle'&#8221;.</p>



<p>&#8220;Jean-Daniel Ruch, ambasciatore svizzero in Turchia durante i colloqui, stava lavorando sull&#8217;ipotesi della neutralità ucraina. Anche lui <a href="https://www.youtube.com/watch?v=UdUzpqA_dDA">afferma</a>: &#8216;L&#8217;Occidente ha interrotto i negoziati che stavano per produrre un cessate il fuoco&#8230; La tregua era a portata di mano, a dire di no sono stati gli americani e i loro alleati britannici'&#8221;.</p>



<p>&#8220;Persino Victoria Nuland, ex sottosegretaria di Stato americana per gli affari politici e referente per l&#8217;Ucraina nell&#8217;amministrazione Obama, ha <a href="https://www.theamericanconservative.com/the-damage-victoria-nuland-has-done/">afferma</a>to che i negoziati di Istanbul sono falliti quando delle &#8216;persone al di fuori dell&#8217;Ucraina&#8217; hanno messo in discussione l&#8217;accordo&#8221;.</p>



<p>Da ultimo, ricorda Snider, tutto ciò è stato confermato da Yulia Mendel, al tempo addetta stampa di Zelensky, nell&#8217;intervista<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Pkz2-cWHPbg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> rilasciata a Tucker Carlson </a>agli inizi di maggio. Senza il sabotaggio della Nato, l&#8217;Ucraina sarebbe rimasta integra e sovrana e le vittime sarebbero state contenute. Non è andata così e c&#8217;è da chiedersi se, a breve o medio termine, resterà ancora sulle cartine geografiche.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Pkz2-cWHPbg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a6-tc2-1024x594.jpg" alt="" class="wp-image-82081"/></a></figure>



<p>______________</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html">Negoziati Russia-Ucraina del 2022: confermato il sabotaggio Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il dossier contro Stefanelli, così Israele colpisce i reporter indipendenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-dossier-contro-stefanelli-cosi-israele-colpisce-i-reporter-indipendenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 13:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele limita la libertà di stampa in Cisgiordania: il caso del fotoreporter tra respingimenti e restrizioni ai reporter indipendenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-dossier-contro-stefanelli-cosi-israele-colpisce-i-reporter-indipendenti.html">Il dossier contro Stefanelli, così Israele colpisce i reporter indipendenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/israele-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che Israele vieti l’ingresso ai giornalisti stranieri a Gaza è cosa nota &#8211; com’è altrettanto noto che ne abbia uccisi almeno <a href="https://cpj.org/2026/04/israel-kills-3-journalists-in-gaza-and-lebanon-in-one-day-cpj-calls-for-international-action/">260 nella Striscia</a>. Quello che stupisce — o forse no — è che neghi l’accesso anche ad alcuni reporter indipendenti diretti in Cisgiordania. Non a tutti, naturalmente. Ma a quelli ritenuti particolarmente vulnerabili e scomodi, colpevoli di aver definito con il loro nome le politiche imposte ai palestinesi: apartheid. <strong>Alessandro Stefanelli </strong>la Cisgiordania la conosce bene. Ci ha lavorato più volte negli ultimi anni, entrando regolarmente con un visto ETA-IL rilasciato dalle autorità israeliane. Poi qualcosa cambia. Succede dopo un reportage da Masafer Yatta, area del Sud della Cisgiordania al centro delle violenze dei coloni israeliani contro le comunità palestinesi. “Probabilmente è lì che sono finito sotto attenzione”, racconta Stefanelli.</p>



<p>Poco dopo, a luglio 2025, Israele annulla il suo visto press. Il fotoreporter prova allora a richiederne uno nuovo attraverso l’ambasciata israeliana a Roma. Ma gli appuntamenti vengono sistematicamente rinviati o negati e il nuovo visto non arriva mai. A quel punto Stefanelli decide di tentare l’ingresso in Cisgiordania passando dall’Allenby Crossing, il valico con la Giordania controllato da Israele.</p>



<p>“Sapevo che probabilmente non mi avrebbero fatto entrare”, racconta. “Ma era l’unico modo per ottenere finalmente una risposta da Tel Aviv sul perché non potessi più svolgere il mio lavoro”. La risposta arriva dopo ore di interrogatorio. Le autorità israeliane lo respingono in Giordania sostenendo che la sua attività giornalistica rappresenti un problema di sicurezza.</p>



<p>Successivamente la polizia israeliana del distretto di Giudea e Samaria — il nome con cui Israele indica la Cisgiordania occupata — produce un dossier sul fotoreporter. Il documento, firmato da <strong>Shmuel Ashkenazi,</strong> capo degli interrogatori dell’unità criminale nazionalista del distretto, raccoglie articoli, fotografie e contenuti social collegati al suo lavoro giornalistico. Tra gli elementi contestati compare anche una fotografia scattata nel campo profughi di Balata, vicino a Nablus, che ritrae un palestinese armato. Secondo le autorità israeliane, quell’immagine dimostrerebbe presunti legami con ambienti militanti palestinesi.</p>



<p>“Accuse ridicole”, replica Stefanelli. “Sono foto che potrebbe scattare chiunque si trovi in un campo profughi della Cisgiordania. È un’indagine superficiale, costruita in modo approssimativo e fuorviante”. Nel <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-politics/2026-05-19/ty-article/.premium/police-monitor-foreign-journos-critical-of-israel-to-stop-them-entering-country/0000019e-3cbc-d0ff-afbe-7efc20ec0000">dossier </a>compaiono persino articoli firmati da altri giornalisti, solo perché corredati dalle sue fotografie.</p>



<p>Dopo il ricorso presentato dal suo avvocato, <strong>Tamir Blank,</strong> la polizia israeliana produce ulteriore materiale: altri due articoli sulla Cisgiordania e due post pubblicati sul suo profilo Instagram. Blank ha accusato la polizia israeliana di colpire la libertà di stampa, sostenendo che le autorità stiano monitorando articoli e contenuti social di un giornalista per motivi politici. Secondo l’avvocato, questo approccio avvicina pericolosamente Israele a una “polizia del pensiero”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="692" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Stefanelli-692x1024.jpg" alt="Alessadro Stefanelli, fotoreporter indipendente, respinto da Israele a gennaio 2025." class="wp-image-517788" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Stefanelli-692x1024.jpg 692w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Stefanelli-203x300.jpg 203w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Stefanelli-768x1136.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Stefanelli-1039x1536.jpg 1039w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Stefanelli-600x887.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Stefanelli.jpg 1082w" sizes="auto, (max-width: 692px) 100vw, 692px" /><figcaption class="wp-element-caption">Alessandro Stefanelli. Fotografo e giornalista attualmente membro della VII Community e della FADA Network, e beneficiario di una borsa Journalismfund Europe per il giornalismo investigativo ambientale.<br>Le sue fotografie e i suoi reportage sono stati pubblicati a livello internazionale su The Atlantic, Libération, Revista 5W, La Stampa, Le Soir, La Repubblica e Il Manifesto, tra gli altri.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Nel mirino i reporter indipendenti</h2>



<p>Ma il caso Stefanelli apre anche un’altra questione: quella della libertà di stampa in Cisgiordania. Impedire a reporter indipendenti di lavorare nei territori occupati rappresenta un precedente significativo, soprattutto in una fase in cui il controllo sull’informazione appare sempre più stretto. “Ora è toccato a me e ad altri freelance”, dice Stefanelli. “Noi siamo sicuramente più liberi di fare informazione senza linee editoriali. Ma siamo anche meno tutelati”. E questo Israele lo sa.</p>



<p>Negli ultimi anni molti giornali internazionali — dal <em>New York Times</em> a <em>El País</em>, passando per <em>Haaretz </em>— hanno descritto apertamente come apartheid le politiche israeliane nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania. Israele ha contestato quelle ricostruzioni, ma non ha potuto impedirne la pubblicazione. Più semplice, invece, è colpire un reporter freelance, con meno protezioni e meno strumenti per difendersi. “Dopo di noi”, aggiunge Stefanelli, “il prossimo passo potrebbe riguardare i corrispondenti delle testate straniere di base in Israele. Poi potrebbe essere la volta delle voci critiche israeliane”.</p>



<p>Del resto, la stretta nei confronti della stampa non nasce oggi. Negli ultimi anni gli indicatori internazionali sulla libertà di stampa mostrano un progressivo arretramento di Israele, mentre aumentano le pressioni contro giornalisti, reporter indipendenti e media critici verso l’occupazione dei territori palestinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Haaretz: “Israele teme lo sguardo esterno”</strong></h2>



<p>Il dossier costruito contro Stefanelli apparirebbe quasi grottesco, se il monitoraggio sistematico del lavoro giornalistico non fosse una questione così seria. Articoli, fotografie e post social vengono trattati come elementi sospetti, trasformando un’attività giornalistica ordinaria in qualcosa da sorvegliare e contenere. Negli ultimi mesi altri giornalisti, attivisti e operatori umanitari sono stati respinti o esclusi da Israele e dalla Cisgiordania dopo aver espresso posizioni critiche verso il governo israeliano. Nel frattempo resta in vigore il divieto imposto ai reporter stranieri di entrare nella Striscia di Gaza.</p>



<p>“Una scelta che finisce per produrre l’effetto opposto a quello dichiarato”, scrive oggi <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2026-05-20/ty-article/instead-of-fighting-jewish-terror-israeli-police-officers-fight-journalism/0000019e-41e1-d637-a99f-67fb31200000">Haaretz in un editoriale</a>. Perché impedire ai giornalisti di raccontare ciò che accade “non protegge l’immagine di Israele: rafforza piuttosto l’idea di uno Stato che teme lo sguardo esterno e che considera il controllo dell’informazione parte integrante della gestione del conflitto”.</p>



<p>Le violenze dei coloni, l’apartheid imposta da Israele ai palestinesi della Cisgiordania, e il genocidio di Gaza non scompaiono vietando l’ingresso ai reporter. Continuano a esistere. Anche quando nessuno può fotografarli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-dossier-contro-stefanelli-cosi-israele-colpisce-i-reporter-indipendenti.html">Il dossier contro Stefanelli, così Israele colpisce i reporter indipendenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dopo l&#8217;Iran anche l&#8217;Ucraina: Palantir fa affari d&#8217;oro portando la sua IA in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dopo-liran-anche-lucraina-palantir-fa-affari-doro-portando-la-sua-ia-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 03:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Palantir]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-600x325.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alex Karp ha incontrato il presidente ucraino Zelensky, che l'ha ringraziato per il contributo che Palantir da alla resistenza ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-liran-anche-lucraina-palantir-fa-affari-doro-portando-la-sua-ia-in-guerra.html">Dopo l&#8217;Iran anche l&#8217;Ucraina: Palantir fa affari d&#8217;oro portando la sua IA in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-600x325.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>L&#8217;Ucraina punta su Palantir e Palantir punta sull&#8217;Ucraina</strong>. Il Paese in guerra con la Federazione Russa dall&#8217;invasione del febbraio 2022 sta facendo dei droni una delle sue punte di lancia nella battaglia di resistenza contro l&#8217;aggressione delle truppe di Vladimir Putin, e l&#8217;azienda <strong>guidata dal Ceo Alex Karp</strong> sta diventando un asset critico per le sue piattaforme da combattimento guidate da remoto, ottenendo al contempo dati critici sulle applicazioni militari dell&#8217;intelligenza artificiale che serviranno per un&#8217;ulteriore affinamento dei propri prodotti.</p>



<p><strong>La settimana scorsa Karp</strong> ha visitato Kiev e incontrato il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, che l&#8217;ha ringraziato per il contributo &#8220;sostanziale&#8221; che Palantir sta dando alla resistenza ucraina. Palantir è in campo dal 2022 e Karp ha rivendicato che Kiev utilizza i suoi algoritmi come &#8220;un sistema operativo&#8221; per condurre la guerra e calcolare &#8220;quanti soldati russi vengono uccisi per chilometro quadrato&#8221;.</p>



<p><a href="https://militarywatchmagazine.com/article/ai-giant-palantir-war-operating-system-ukraine">Il Military Watch Magazine ricorda</a> che l&#8217;azienda co-fondata da <strong>Peter Thiel </strong>ha operato &#8220;fornendo all&#8217;Ucraina software che integra immagini satellitari, riprese di droni, rapporti sul campo di battaglia, feed di intelligence e informazioni <em>open source</em> nei sistemi di puntamento e operativi. I dirigenti dell&#8217;azienda hanno dichiarato apertamente che i suoi strumenti sono fortemente coinvolti nelle operazioni sul campo di battaglia ucraino, inclusa l&#8217;identificazione di equipaggiamenti russi e la pianificazione di attacchi&#8221;. Non è dato sapere se tali strumenti abbiano avuto un ruolo anche negli <strong>attacchi in profondità di Kiev sul suolo russo</strong> compiuti con droni negli ultimi anni, ma è plausibile che l&#8217;esoscheletro fornito dal gruppo di Karp possa permettere all&#8217;Ucraina di colpire a prescindere dai confini geografici.</p>



<p><a href="https://www.thetimes.com/world/russia-ukraine-war/article/palantir-ceo-alex-karp-ukraine-war-ksmgvnzkp">Karp ha rivendicato di essere nella lista dei bersagli del Cremlino in un&#8217;intervista con Time</a> e ribadito che il suo appoggio all&#8217;Ucraina è una questione di <strong>sostegno alla libertà, ma c&#8217;è chiaramente un eminente interesse pratico nelle manovre con cui la sua azienda contribuisce</strong> allo sforzo bellico del Paese ex-sovietico. Parimenti a quanto avvenuto in Iran, dove gli algoritmi di Palantir integrati nell&#8217;architettura del Project Maven del Pentagono hanno sostenuto le procedure di targeting, l&#8217;Ucraina e la Russia offrono all&#8217;azienda un <strong>laboratorio permanente dove testare, allenare e migliorare la capacità di acquisizione di informazioni e possibilità d&#8217;incrocio dei dati</strong>, rendendo sempre più provata in battaglia, e dunque commercializzabile, l&#8217;architettura.</p>



<p>L&#8217;ascesa al Ministero della Difesa ucraino dell&#8217;ex titolare dell&#8217;Innovazione <strong>Mykhailo Fedorov </strong>ha accelerato l&#8217;integrazione tra tecnologie critiche, difesa e sicurezza nazionale nel contesto ucraino. Ad oggi, Kiev vuole proporsi come <strong>laboratorio di un nuovo modo di fare la guerra fondato su tecnologie avanzate, applicazioni dinamiche, forte scalabilità</strong> compensando in nicchie di punta, tra cui i droni, l&#8217;inferiorità nelle capacità convenzionali e nei numeri rispetto alla Russia e la dipendenza dalle forniture occidentali per artiglieria, antiaerea, intelligence.</p>



<p>&#8220;Fedorov guida anche uno sforzo per monetizzare o scambiare dati militari ucraini, inclusa una biblioteca di oltre cinque milioni di video annotati del campo di battaglia filmati da droni di sorveglianza e d&#8217;attacco&#8221;,<a href="https://www.nytimes.com/2026/05/17/world/killer-robots-ukraine-ebola-qatar.html">spiega il <em>New York Times</em>, aggiungendo</a> che &#8220;il mese scorso, l&#8217;Ucraina ha aperto i set di dati alle aziende di nazioni alleate: se condividono i loro modelli di intelligenza artificiale con l&#8217;Ucraina, possono avere accesso ai dati ucraini&#8221;. <strong>Una versione macabra delle librerie delle agenzie di scouting calcistico che collezionano <em>heatmap</em> e spostamenti dei giocatori</strong> nelle partite, che servirà a studiare l&#8217;applicazione concreta delle tecnologie, l&#8217;efficacia, la letalità e la precisione delle stesse, l&#8217;impatto &#8220;sociologico&#8221; di droni e altre strumentazioni sui bersagli umani. <strong>E Palantir è al centro di queste dinamiche: i suoi software guidano gli attacchi, gli attacchi alimentano le librerie, le informazioni di queste librerie allenano gli algoritmi</strong> in una corsa affannosa all&#8217;inferenza militare. Tutto questo in un conflitto logorante e che ormai ha ben poco da dire sul piano strategico e militare ma che sta avendo soprattutto il ruolo di rivelatore di nuovi modi di fare la guerra. I quali, però, alla prova dei fatti non spostano per ora il fronte. <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/michael-burry-attacca-palantir-il-titolo-crolla-e-trump-arriva-in-soccorso.html" type="post" id="512889">Palantir non ha riaperto Hormuz </a>e non ha ricacciato indietro la Russia. Dal Golfo all&#8217;Ucraina, però, mostrandosi efficace ha potuto prepararsi a fare affari d&#8217;oro. In questo, la guerra non è mai cambiata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-liran-anche-lucraina-palantir-fa-affari-doro-portando-la-sua-ia-in-guerra.html">Dopo l&#8217;Iran anche l&#8217;Ucraina: Palantir fa affari d&#8217;oro portando la sua IA in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Global Sumud Flotilla: la nostra Simona Losito nelle mani dell&#8217;IDF</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/global-sumud-flotilla-la-nostra-simona-losito-nelle-mani-dellidf.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 21:38:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Global Sumud Flotilla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="924" height="762" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22.jpg 924w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22-300x247.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22-768x633.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22-600x495.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 924px) 100vw, 924px" /></p>
<p>"Ci stanno intercettando. Tolgo internet. Segui la live della Flotilla". È delle 14 di oggi l'ultimo messaggio che abbiamo ricevuto dalla nostra Simona Losito a bordo della nave Alcyone della Global Sumud Flotilla per Gaza intercettata dalla marina israeliana</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/global-sumud-flotilla-la-nostra-simona-losito-nelle-mani-dellidf.html">Global Sumud Flotilla: la nostra Simona Losito nelle mani dell&#8217;IDF</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="924" height="762" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22.jpg 924w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22-300x247.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22-768x633.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-19-alle-23.33.22-600x495.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 924px) 100vw, 924px" /></p>
<p>&#8220;Ci stanno intercettando. Tolgo internet. Segui la live della Flotilla&#8221;.</p>



<p>È delle 14 di oggi l&#8217;ultimo messaggio che abbiamo ricevuto dalla nostra Simona Losito a bordo della nave Alcyone della Global Sumud Flotilla per Gaza.</p>



<p>Martedì 19 maggio tutte le navi della Flotilla per Gaza sono state intercettate dall&#8217;esercito israeliano in acque internazionali, ponendo fine al tentativo del convoglio umanitario di rompere l&#8217;assedio illegale imposto da Israele alla Striscia.<br></p>



<p>Gli organizzatori affermano che 54 imbarcazioni civili con a bordo 428 attivisti sono partite da Marmaris, in Turchia, quattro giorni fa, prima di essere circondate a circa 250 miglia nautiche dalla costa di Gaza. Anche tutte e 5 le imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition sono state intercettate.</p>



<p>Il giorno prima, lunedì 18 maggio, altre 30 le barche della Flotilla erano state intercettate dalle forze israeliane: la nave su cui viaggiava Simona però era riuscita ad allontarsi e non era tra quelle sequestrate.</p>



<p>&#8220;Queste sono le azioni di un esercito che si diverte a seminare terrore, lo fa con attivisti disarmati che portano aiuti umanitari ad una popolazione a cui è stato negato l&#8217;accesso alle loro stesse risorse, a cui non è concessa acqua potabile, cibo ma neanche avere una casa, allevare bestiame o pescare. La Flotilla continua a lottare per il popolo palestinese e per la libertà di tutti i popoli oppressi&#8221; aveva detto Simona nell&#8217;ultimo video dalla nave.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Global Sumud Flotilla per Gaza: intercettate 30 barche" width="422" height="750" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/NsueuycjvGo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_");</script>
</div></figure>



<p>E poco dopo ci ha scritto: &#8220;Se dovessero intercettarci prima che io riesca ad accendere il telefono vedrete il mio video SOS sulla pagina della Global Sumud Flotilla Italia. Finché non vedete quello vuol dire che sto bene.&#8221;</p>



<p>Stamattina l&#8217;Alcyone ha continuato a navigare fino a quando, verso le 14,  abbiamo perso contatto con Simona.</p>



<p>Poche ore dopo la marina israeliana apriva il fuoco contro le navi della Flotilla: nei video circolati online si vedono attivisti e giornalisti ripararsi dagli spari e alzare le mani davanti ai gommoni delle forze israeliane mentre soldati sparavano proiettili di gomma verso le imbarcazioni.</p>



<p>Due settimane fa, Israele ha intercettato 22 delle imbarcazioni della Flotilla al largo delle coste greche, fermando 181 volontari, sottoponendoli a quelle che gli attivisti hanno definito violenze fisiche e sessuali. Tra questi Saif Abukeshek e Thiago Ávila sono stati arrestati dalle forze israeliane e portati nel centro di detenzione di Ashkelon. Sebbene non fossero state presentate accuse formali, Abukeshek e Ávila hanno risposto alle accuse di affiliazione a organizzazioni terroristiche. Israele, tuttavia, non ha fornito prove a sostegno di queste accuse. I due attivisti sono stati rilasciati dalla detenzione illegale di Israele sabato 9 maggio.</p>



<p>&#8220;Attendiamo ulteriori informazioni sul loro sequestro illegale. Per la Palestina non ci fermeremo&#8221; scrive l&#8217;account ufficiale della Global Sumud Flotilla che invita le persone di tutto il mondo a <a href="https://globalsumudflotilla.org/contact-officials/">inviare un&#8217;e-mail</a> al proprio Ministero degli Esteri e all&#8217;ambasciatore israeliano chiedendo l&#8217;immediato rilascio dei cittadini detenuti. </p>



<p>L&#8217;importanza della flottiglia non è mai risieduta nella sua effettiva capacità di fornire aiuti. Il suo potere risiede nella capacità di attirare l&#8217;attenzione su Gaza in un momento in cui i governi sono sempre più intenzionati a trasformare il genocidio in routine.</p>



<p>Segui gli aggiornamenti della Global Sumud Flotilla e del genocidio a Gaza sui nostri account social: <a href="https://www.instagram.com/insideover/">Instagram</a>, <a href="https://x.com/insideoverita">X</a>, Telegram, <a href="https://www.youtube.com/@InsideOver">Youtube</a>, Whatsapp, Upscrolled, Tik Tok.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/global-sumud-flotilla-la-nostra-simona-losito-nelle-mani-dellidf.html">Global Sumud Flotilla: la nostra Simona Losito nelle mani dell&#8217;IDF</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran. Attacco Usa annullato o bluff?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-attacco-usa-annullato-o-bluff.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 15:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Attacco Usa annullato o bluff?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Resta da vedere se le telefonate con i Paesi del Golfo sono solo una scusa per annullare l'attacco, che evidentemente aveva promesso a Netanyahu con cui aveva parlato domenica, o se davvero siano state le suppliche dei reali mediorientali a fermare la macchina bellica americana.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Attacco Usa annullato o bluff?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519170328552_60806516bc967a60399242116f30eac7-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pericolo sventato, sembra. L&#8217;attacco all&#8217;Iran non si fa. Così Trump su <a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116597121700043134" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Truth social</a>: &#8220;L&#8217;emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, il principe ereditario dell&#8217;Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, mi hanno chiesto di sospendere l&#8217;attacco militare contro la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran previsto per domani, in quanto sono in corso negoziati seri e, ad avviso di questi grandi leader alleati, si raggiungerà un accordo pienamente accettabile per gli Stati Uniti d&#8217;America così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e non solo&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116597121700043134"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-T-6-1024x539.jpg" alt="" class="wp-image-82027"/></a></figure>



<p>&#8220;Questo accordo comprenderà, cosa fondamentale, NESSUNA ARMA NUCLEARE ALL&#8217;IRAN! In virtù del rispetto che nutro per i suddetti leader, ho dato istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, che NON effettueremo l&#8217;attacco all&#8217;Iran previsto per domani, ma ho anche ordinato di tenersi pronti a procedere con un attacco su vasta scala contro l&#8217;Iran in qualsiasi momento, qualora non si raggiunga un accordo accettabile&#8221;.</p>



<p>Resta da vedere se le telefonate con i Paesi del Golfo sono solo una scusa per annullare l&#8217;attacco, che evidentemente aveva promesso a Netanyahu con cui aveva parlato domenica, o se davvero siano state le suppliche dei reali mediorientali a fermare la macchina bellica americana.</p>



<p>Propendiamo per la prima ipotesi, data la scarsa leva di questi ultimi rispetto a quelle del premier israeliano; e perché Trump sa perfettamente e da tempo quanto le monarchie del Golfo siano terrorizzate dall&#8217;idea che il conflitto riprenda così che le rinnovate proteste, che certo ci sono state, senza la propensione di Trump a evitare l&#8217;escalation avrebbero sortito l&#8217;effetto delle precedenti: nessuno.</p>



<p>Quanto alla richiesta che l&#8217;Iran non abbia un&#8217;arma nucleare, Trump sembra essere tornato sui suoi passi ribadendo quanto aveva <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/trump-in-cina-spiragli-per-la-crisi-iraniana" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a> prima di partire per la Cina facendo retromarcia rispetto alla pretesa che aveva avanzato al termine della visita, cioè che Teheran sospendesse <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cgkpnnen5dzo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;intero programma nucleare per 20 anni</a>.</p>



<p>Teheran sembra poter accettare tale richiesta, anche perché in realtà non ha mai perseguito l&#8217;atomica, vietata da una Fatwa del defunto ayatollah Ali Khamenei che il figlio Mojtaba, chiamato a succedergli, non ha ritirato.</p>



<p>Detto questo, è plausibile che Trump abbia ordinato di attaccare già pensando alla retromarcia successiva (da motivare con un escamotage), con l&#8217;ordine impartito per svicolare dalla pressione di Netanyahu e dei falchi statunitensi e per dimostrare all&#8217;Iran la propria determinazione, nella speranza di forzarne la resa (cioè a siglare un accordo secondo i suoi desiderata).</p>



<p>Un bluff, insomma, che però, invece che a un tavolo da poker, è stato tentato sull&#8217;orbe terraqueo, date le implicazioni globali della guerra e della chiusura dello Stretto di Hormuz, con l&#8217;International Energy Agency che ha allarmato sul prossimo <a href="https://www.reuters.com/business/energy/iea-chief-birol-commercial-oil-inventories-depleting-rapidly-only-weeks-left-2026-05-18/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esaurimento delle riserve energetiche del pianeta</a>.</p>



<p>Ma sia che si sia trattato di un bluff, sia che il resoconto di Trump sia veritiero, resta che l&#8217;imprevedibilità e l&#8217;inaffidabilità del presidente e della sua amministrazione non favoriscono il buon esito dei negoziati. E che il tempo non è una variabile secondaria in situazioni del genere.</p>



<p>Certo, il prolungarsi dello stallo favorisce l&#8217;Iran, che non collassando sta logorando l&#8217;America, ma dà anche agio al moltiplicarsi delle pressioni per riprendere le ostilità e alle manovre di sabotaggio delle trattative.</p>



<p>A margine, si può notare che la percentuale di cittadini americani che disapprovano l&#8217;improvvida avventura bellica contro l&#8217;Iran sta montando: dal 48% registrato all&#8217;inizio dell&#8217;aggressione è <a href="https://www.natesilver.net/p/iran-war-polls-popularity-approval" target="_blank" rel="noreferrer noopener">salita a quasi il 60%</a>.</p>



<p>Certo, dei cittadini statunitensi importa nulla a Netanyahu e soci, ai quali non interessa neanche che tale rigetto condannerà il partito di Trump alle Midterm, dal momento che sono pronti a usare per i loro scopi i liberal democratici. Ma, sebbene minimale, la condanna dilagante ha un suo peso.</p>



<p>Molto più incisivo, però, il panico di parte dell&#8217;establishment statunitense per la sconfitta strategica subita, per giunta per mano di una potenza regionale, e per il progressivo logoramento della macchina bellica americana. A dare voce a tale panico, una settimana fa, <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/trump-in-cina-spiragli-per-la-crisi-iraniana" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stato nientemeno che Robert Kagan</a>, vate del movimento neoconservatore.</p>



<p>Ieri, a prestare la propria penna allo scontento è stato Max Boot, una delle firme più autorevoli del <a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/05/25/iran-trump-has-no-good-military-options/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a>, che nel suo articolo declina &#8220;tutti gli errori sull&#8217;Iran da parte dei generali da poltrona&#8221;, come recita il titolo. Secondo Boot, l&#8217;America non deve ricominciare la guerra a motivo dei tanti e diversificati rovesci che ciò comporterebbe, né può forzare il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz. Da cui la sintesi del sottotitolo: &#8220;Il presidente Donald Trump farebbe bene a ignorare i consigli più intransigenti e a cercare di raggiungere un accordo con Teheran&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-WP-6-1024x374.jpg" alt="Iran. Attacco Usa annullato o bluff?" class="wp-image-82029"/></figure>



<p>Una ventata di intelligente realismo, offuscata però dalla pretesa di un ritorno di Hormuz all&#8217;antico regime perché &#8220;se l&#8217;Iran fosse irremovibile nel voler imporre un pedaggio alle navi che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, ciò costituirebbe un&#8217;intollerabile violazione del principio della libertà di navigazione che gli Stati Uniti difendono fin dal XVIII° secolo. In tal caso, Trump potrebbe non avere altra scelta che ordinare alla Marina di tentare di riaprire lo Stretto con la forza per riportarlo alla situazione prebellica&#8221;.</p>



<p>Ad oggi si tratta di una ricetta perfetta per riprendere le ostilità, dal momento che Teheran ha annunciato ufficialmente di aver raggiunto un accordo con l&#8217;Oman per controllare il transito in questione, riscuotendo i relativi pedaggi. Decisione irrevocabile, affermano le autorità iraniane.</p>



<p>Si tratta di acque territoriali dell&#8217;Iran e dell&#8217;Oman, così che il nuovo regime può essere oggetto di controversia, ma ha un qualche fondamento legale. Può essere richiamato come modello il regime degli Stretti della Turchia, (quello dei Dardanelli, il Mar di Marmara e lo Stretto del Bosforo) nei quali <a href="https://www.informare.it/news/gennews/2023/20230885-aumento-valore-diritti-transito-Stretti-turchi.asp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il transito è soggetto a pedaggio </a>(sotto forma di tasse di servizio obbligatorie)&#8230; Bombardiamo Ankara?</p>



<p>______________</p>



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		<title>Siria: Tartus, il convoglio SPARTA e la nuova scommessa russa nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/siria-tartus-il-convoglio-sparta-e-la-nuova-scommessa-russa-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 10:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'arrivo del convoglio russo Sparta nel porto siriano di Tartus è il segnale della strategia di Mosca per il Mediterraneo orientale. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Siria-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’arrivo della nave Ro-Ro russa <strong>SPARTA</strong> nel porto siriano di Tartus il 9 maggio 2026 non rappresenta soltanto un episodio logistico. È, piuttosto, il segnale di una strategia più ampia con cui Mosca tenta di preservare la propria presenza nel <strong>Mediterraneo orientale</strong> dopo il collasso del sistema Assad. In gioco non vi è semplicemente una base navale, ma la possibilità per la Russia di mantenere una continuità operativa tra il Mar Nero, il Levante e il continente africano. Il dato più rilevante non è infatti il carico – rimasto non confermato ufficialmente – bensì la struttura del convoglio attribuito a Mosca: la presenza della moderna fregata <strong>Admiral Flota Kasatonov</strong>, della tanker <strong>General Skobelev</strong> e dell’unità di supporto <strong>Akademik Pashin</strong> suggerisce una missione pianificata con attenzione politica e militare. Dopo la caduta di <strong>Bashar al-Assad</strong> nel dicembre 2024, la Siria non è più una piattaforma automaticamente disponibile per il Cremlino. Ogni attracco russo a Tartus oggi deve essere letto come il risultato di una negoziazione continua con le nuove autorità di Damasco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">SPARTA e la logistica militare russa</h3>



<p>La nave <strong>SPARTA</strong>, identificata con IMO 9268710, è collegata alla rete logistica di <strong>Oboronlogistika/SK-Yug</strong>, già oggetto di sanzioni occidentali e considerata parte integrante del sistema di trasporto del Ministero della Difesa russo. Nel corso degli anni, queste unità sono state associate al cosiddetto <em>Syrian Express</em>, il ponte marittimo utilizzato da Mosca per sostenere le operazioni in Siria. Il convoglio osservato nel Mediterraneo centrale nei primi giorni di maggio, secondo fonti OSINT e monitoraggi satellitari, mostrava anomalie AIS e comportamenti compatibili con una navigazione sensibile. La discrepanza nei segnali trasmessi dalla tanker <strong>General Skobelev</strong>, ufficialmente localizzata nel Baltico ma rilevata a Sud di Malta, <strong>rafforza l’ipotesi di un transito volutamente schermato dalla sorveglianza occidentale.</strong> Questo elemento non prova il contenuto del cargo, ma suggerisce che Mosca consideri ancora la direttrice Tartus-Hmeimim una linea strategica da proteggere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La fregata Kasatonov e il messaggio politico di Mosca</h3>



<p>Il coinvolgimento della fregata <strong>Admiral Flota Kasatonov</strong>, unità della classe <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/siria-lue-rinnova-le-sanzioni-anti-assad-ma-accorcia-la-lista-nera_1L5JUSEVkZxJBUukrIwWwP">Project 22350, costituisce il dato più significativo dell’intera operazione. Non si tratta di una semplice nave di scorta: è una piattaforma avanzata di difesa aerea, guerra antisommergibile e strike navale. </a>La sua presenza accanto a SPARTA comunica tre messaggi precisi. Primo: <strong>la Russia considera il convoglio abbastanza importante da assegnargli una protezione di alto livello.</strong> Secondo: Mosca vuole dimostrare di mantenere capacità di proiezione nel Mediterraneo nonostante la pressione occidentale e la guerra in Ucraina. Terzo: il Cremlino intende scoraggiare eventuali pressioni diplomatiche o attività di interdizione indiretta lungo le rotte verso la Siria. In altre parole, la scorta militare trasforma un normale movimento logistico in un atto geopolitico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Siria, energia e sopravvivenza reciproca</h3>



<p>Il dossier siriano oggi non ruota soltanto attorno alle basi militari. Il nodo centrale è diventato energetico. <strong>Nel 2026 la Russia è tornata a essere uno dei principali fornitori di petrolio della Siria,</strong> in un contesto di gravissima vulnerabilità economica di Damasco. Per il nuovo governo siriano, Mosca rappresenta contemporaneamente un partner problematico e una risorsa indispensabile. La Siria ha bisogno di carburante, assistenza tecnica, protezione diplomatica e investimenti minimi per evitare il collasso definitivo delle proprie infrastrutture. Per la Russia, invece, Tartus e Hmeimim restano fondamentali per impedire una ritirata strategica dal Mediterraneo e dall’Africa. <strong>Senza la Siria, l’intera rete russa verso Libia, Sahel e Corno d’Africa diventerebbe logisticamente più fragile e molto più costosa.</strong> È qui che la relazione russo-siriana assume la forma di un compromesso pragmatico: non più alleanza ideologica, ma scambio di sopravvivenza geopolitica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il confine iracheno e la nuova architettura regionale</h3>



<p>La costruzione del muro iracheno lungo oltre 600 chilometri al confine siriano si inserisce nella stessa dinamica regionale. <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-05/iraq-blinda-confine-siria-intervista.html">Baghdad teme che la fragilità della Siria post-Assad possa riattivare reti jihadiste, traffici illegali e infiltrazioni armate. Ma il tema sicurezza si intreccia ormai con quello dei <strong>corridoi energetici</strong>.</a> La crisi dello Stretto di Hormuz e l’instabilità tra Iran e Stati Uniti stanno spingendo Iraq, Turchia e attori occidentali a valutare rotte terrestri alternative per petrolio e commercio. In questo scenario, la Siria non è più soltanto un teatro di guerra: rischia di trasformarsi in un crocevia logistico tra Mediterraneo, Golfo e Asia occidentale. Mosca lo ha compreso perfettamente. <strong>Mantenere accesso a Tartus significa conservare una leva sulla futura architettura commerciale ed energetica della regione.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Una presenza negoziata, non restaurata</h3>



<p>L’errore più grande sarebbe interpretare il caso SPARTA come il ritorno della Siria completamente nell’orbita russa. Non è così. La nuova leadership di Damasco sta cercando di bilanciare aperture verso Occidente, relazioni con Ankara e necessità di cooperazione con Mosca. <strong>Per questo Tartus oggi non è una base garantita, ma una concessione negoziabile. </strong>La Russia sembra aver compreso che non può più imporre la propria presenza come durante l’era Assad. Sta invece sperimentando un modello più flessibile: accessi selettivi, rotazioni limitate, presenza navale calibrata e utilizzo della leva energetica. Il convoglio SPARTA-Kasatonov appare quindi come un test politico prima ancora che logistico. La domanda decisiva non è se Mosca sia tornata stabilmente in Siria. La vera questione è un’altra: fino a che punto Damasco sarà disposta a tollerare – e monetizzare – la continuità strategica russa nel Mediterraneo orientale.</p>
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		<title>Droni, GNSS e guerra elettronica: la filiera cinese che rifornisce Mosca e sfida le sanzioni occidentali</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/droni-gnss-e-guerra-elettronica-la-filiera-cinese-che-rifornisce-mosca-e-sfida-le-sanzioni-occidentali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 04:44:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1130" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Droni in Europa: arrestate persone senza legami con i russi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-1024x603.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-768x452.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-1536x904.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-600x353.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vera sfida dei prossimi mesi sarà la capacità occidentale di colpire non soltanto i singoli fornitori, ma i pattern di filiera.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1130" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Droni in Europa: arrestate persone senza legami con i russi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-1024x603.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-768x452.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-1536x904.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/drone-e1759772874477-600x353.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel conflitto tra Russia e Ucraina, la battaglia non si combatte soltanto con missili, artiglieria e droni. Esiste un livello meno visibile ma sempre più decisivo: quello della <strong>resilienza elettronica</strong>. È qui che si inserisce l’inchiesta pubblicata da Nordsint e <em>The Insider </em>sulle presunte forniture di antenne anti-jamming CRPA prodotte dalla cinese <a href="https://en.harxon.com/product/detail/anti-jamming-antenna-jm004.html">Harxon Corporation e indirizzate, tramite l’intermediario NavX, alla filiera russa dei droni Geran.</a> La questione non riguarda semplicemente la vendita di componenti <em>dual-use</em>. Il nodo strategico è un altro: la capacità russa di mantenere operative le proprie munizioni <em>loitering </em>nonostante la crescente pressione della <strong>guerra elettronica ucraina</strong>. </p>



<p>In un conflitto dove il disturbo GNSS è diventato sistematico, ogni tecnologia capace di preservare navigazione e targeting assume un valore quasi equivalente a quello del vettore armato stesso. <strong>I Geran, derivati dalla piattaforma iraniana Shahed, sono ormai parte integrante della strategia russa di saturazione.</strong> Costano relativamente poco, obbligano Kiev a consumare risorse difensive e mantengono costante la pressione sulle infrastrutture energetiche e logistiche ucraine. Se questi droni riescono anche a sopravvivere meglio ai disturbi elettronici, il loro impatto operativo aumenta in modo significativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo delle antenne CRPA</strong></h2>



<p>Le antenne <strong>CRPA</strong> — <em>Controlled Reception Pattern Antenna</em> — rappresentano uno dei segmenti tecnologici più sensibili dell’attuale guerra elettronica. Non rendono invulnerabile un drone, ma ne aumentano drasticamente la capacità di resistere a <em>jamming</em> e <em>spoofing </em>satellitare. In termini tecnici, <strong>questi sistemi filtrano le interferenze</strong> provenienti da determinate direzioni, consentendo al ricevitore GNSS di mantenere il collegamento con i segnali satellitari utili. Tradotto sul piano operativo: un drone che avrebbe potuto perdere orientamento o deviare dal bersaglio mantiene invece rotta e precisione anche in un ambiente elettromagnetico ostile. <strong>Per l’Ucraina questo significa una cosa precisa: aumentano i costi della difesa. </strong>Se il disturbo elettronico perde efficacia relativa, Kiev è costretta a compensare con intercettori cinetici, batterie antiaeree, squadre mobili e sensori distribuiti. È un logoramento industriale oltre che militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Harxon, NavX e la logica delle reti ibride</strong></h2>



<p>Secondo la ricostruzione giornalistica, i reporter avrebbero contattato Harxon fingendosi acquirenti collegati alla produzione russa di droni. La parte più interessante dell’inchiesta non è tanto l’offerta commerciale quanto il passaggio successivo: la trattativa sarebbe stata trasferita a NavX, società separata incaricata della gestione contrattuale e comunicativa. Questo elemento suggerisce una dinamica ormai tipica delle reti dual-use contemporanee: la <strong>frammentazione dell’esposizione</strong>. In pratica, <strong>il produttore mantiene una distanza formale dall’utente finale attraverso intermediari, distributori o società parallele </strong>che riducono la tracciabilità diretta della filiera. Non è una prova automatica di violazione sanzionatoria, ma indica una struttura commerciale compatibile con la riduzione del rischio reputazionale e regolatorio. È la trasformazione della società intermedia in una vera e propria tecnologia politica della <em>supply chain</em>. Il problema per l’Occidente è evidente: le sanzioni tradizionali colpiscono soggetti identificabili, mentre le reti dual-use moderne sono adattive, modulari e facilmente riconfigurabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La vulnerabilità delle restrizioni dual-use</strong></h2>



<p>Il caso Harxon-NavX mostra soprattutto la fragilità del sistema di controllo occidentale sui beni a duplice uso. Le antenne GNSS anti-jamming hanno infatti applicazioni perfettamente legittime in agricoltura di precisione, robotica, surveying e droni civili. La difficoltà non sta quindi nel prodotto in sé, ma nella capacità di dimostrare destinazione finale, consapevolezza dell’uso militare e connessione concreta con programmi sottoposti a restrizioni. Qui emerge il vero terreno della competizione geopolitica: non più il trasferimento di sistemi d’arma completi, ma quello dei <strong>sottosistemi critici</strong>. Moduli di navigazione, firmware, ricevitori, filtri elettronici, processori GNSS e array antenna sono oggi il cuore della resilienza bellica contemporanea. <strong>La Russia sembra aver compreso questa evoluzione prima dei suoi avversari.</strong> Mosca non punta necessariamente a grandi forniture centralizzate, ma a reti diffuse di componenti sostituibili. Se un canale viene esposto, ne emerge un altro. Se un intermediario finisce sotto osservazione, la filiera migra verso nuove società o nuove giurisdizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fattore cinese nella guerra tecnologica</strong></h2>



<p>La Cina occupa una posizione centrale ma ambigua. Formalmente Pechino sostiene di non fornire armamenti letali alle parti in conflitto e di applicare controlli rigorosi sui beni <em>dual-use.</em> Tuttavia, la profondità industriale cinese rende il Paese uno dei pochi ecosistemi capaci di produrre rapidamente componentistica avanzata a costi compatibili con una guerra di attrito prolungata. Il punto geopolitico non è dimostrare un ordine diretto di Pechino. Il problema è strutturale: il mercato tecnologico cinese possiede dimensioni, elasticità e capacità produttive tali da ridurre l’efficacia marginale delle sanzioni occidentali. Per Mosca questo rappresenta una forma di <strong>profondità tecnologica esterna</strong>. Per l’Occidente, invece, significa che il contenimento non può più limitarsi alle blacklist statiche di aziende o individui.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nuova frontiera delle sanzioni</strong></h2>



<p>La vera sfida dei prossimi mesi sarà la capacità occidentale di colpire non soltanto i singoli fornitori, ma i <strong>pattern di filiera</strong>. Significa monitorare contemporaneamente intermediari, fiere tecnologiche, distributori regionali, codici doganali, marketplace industriali, spedizioni sospette e componenti recuperati sui rottami dei droni abbattuti. <strong>La guerra tecnologica tra Russia e Ucraina sta infatti entrando in una nuova fase:</strong> quella in cui il vantaggio strategico non dipende solo da chi costruisce il drone, ma da chi riesce a mantenerlo operativo dentro un ambiente saturo di disturbo elettronico. Ed è proprio in questo dettaglio apparentemente tecnico — un’antenna GNSS anti-jamming — che si misura oggi la vulnerabilità dell’intero sistema sanzionatorio occidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-gnss-e-guerra-elettronica-la-filiera-cinese-che-rifornisce-mosca-e-sfida-le-sanzioni-occidentali.html">Droni, GNSS e guerra elettronica: la filiera cinese che rifornisce Mosca e sfida le sanzioni occidentali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran-Usa: negoziati e sabotaggi in corso</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-negoziati-e-sabotaggi-in-corso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 14:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Usa vs Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1119" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran-Usa: negoziati e sabotaggi in corso" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-1024x597.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-1536x895.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-600x350.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri Trump, incalzato dal padrone mediorientale, è tornato a minacciare, facendo eco ai tamburi di guerra che risuonano alti e forti sui media mainstream americani e israeliani. Spicca, tra questi, il NYTimes secondo il quale le bombe ricominceranno a piovere a breve.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-negoziati-e-sabotaggi-in-corso.html">Iran-Usa: negoziati e sabotaggi in corso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1119" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran-Usa: negoziati e sabotaggi in corso" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-1024x597.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-1536x895.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518161449892_ef6c0b27c98497932377d26ead7350ee-600x350.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nulla di fatto per la crisi iraniana nel corso della visita di Trump in Cina. Permane lo stallo. Uno stallo che in un post Trump descrive come &#8220;<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/trump-shares-image-warning-of-calm-before-the-storm-amid-reports-iran-war-could-resume/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la calma prima della tempesta</a>&#8220;. Minacce necessitate dal momento che, appena terminato il tour cinese, Trump ha ricevuto la telefonata di Netanyahu, la cui fretta di contattarlo denota certa preoccupazione.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/trump-shares-image-warning-of-calm-before-the-storm-amid-reports-iran-war-could-resume/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-TOI-copia-1-1024x393.jpg" alt="Trump shares image warning of ‘calm before the storm’ amid reports Iran war could resume" class="wp-image-82004"/></a></figure>



<p>Evidentemente temeva che nel segreto avesse trovato davvero qualche convergenza con Xi Jinping per sbloccare i negoziati con l&#8217;Iran. E, dal momento che Netanyahu è a capo di una nazione con una delle intelligence più pervasive del mondo e ha rapporti privilegiati con l&#8217;inner circle del presidente Usa, è probabile che tale timore fosse alimentato da qualche informazione in tal senso.</p>



<p>Così ieri Trump, incalzato dal padrone mediorientale, è tornato a minacciare, facendo eco ai tamburi di guerra che risuonano alti e forti sui media mainstream americani e israeliani. Spicca, tra questi, il <a href="https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-896353" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a>, secondo il quale le bombe ricominceranno a piovere a breve.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-896353"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-JP-12-1024x510.jpg" alt="US-Israel attacks on Iran could resume as early as next week - report" class="wp-image-82006"/></a></figure>



<p>Così il media: &#8220;Due funzionari mediorientali, che hanno parlato a condizione di anonimato per interloquire su questioni operative, hanno affermato che gli Stati Uniti e Israele sono impegnati in intensi preparativi – i più massivi da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco – per una possibile ripresa degli attacchi contro l&#8217;Iran già dalla prossima settimana&#8221;. Righe di cui incuriosiscono le fonti&#8230; &#8220;mediorientali&#8221; (israeliani?).</p>



<p>E, però, nella stessa nota si riferisce che, pur se il Pentagono è pronto a dar fuoco alle polveri, il segretario della Guerra Pete Hegseth ha comunicato anche che &#8220;sono previsti piani per il rientro in patria degli oltre 50.000 soldati attualmente dispiegati in Medio Oriente&#8221;.</p>



<p>Ma non tranquillizza il fatto che, subito dopo la telefonata con Trump, Netanyahu abbia convocato il Consiglio di sicurezza ristretto. Mentre, in parallelo, Trump ha <a href="https://www.iranintl.com/en/202605176148" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convocato</a> in Virginia, presso un golf club di sua proprietà, il ​​vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della CIA John Ratcliffe e l&#8217;inviato speciale Steve Witkoff. Location invero insolita per un summit, sul quale evidentemente il presidente voleva il riserbo più assoluto (la Casa Bianca è piena di spifferi).</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-IRAN-1-1024x343.jpg" alt="Trump meets security team on Iran - CNN" class="wp-image-82008"/></figure>



<p>Di per sé tale segretezza non dà alcun indizio sulle possibili prospettive: può significare bombe, ma anche no. La presenza di Witkoff, che svolge solo funzioni diplomatiche, segnala che non è stata presa ancora alcuna decisione. Più che probabile che Trump abbia convocato l&#8217;assise per esaminare la nuova proposta di pace iraniana, inviata da Teheran questo fine settimana.</p>



<p>Tale ipotesi sembra trovare conferme nelle <a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war#2001143" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazioni</a> del portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, secondo il quale le parti stanno lavorando sulle rispettive proposte. Il dialogo prosegue.</p>



<p>Ciò non esclude l&#8217;eventualità che tutto precipiti, avendo gli States attaccato l&#8217;Iran per ben due volte con i negoziati in corso, ma va comunque registrato con qualche timida speranza. Anche perché tanto è cambiato da allora, sia per la dimostrazione di forza dell&#8217;Iran che per la pressione sull&#8217;economia globale causata dal blocco di Hormuz (a tale proposito, oggi Teheran ha <a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war#2001232" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ufficializzato</a> la nascita di un organismo iraniano preposto a controllare il transito attraverso lo Stretto).</p>



<p>In attesa, a movimentare lo stallo sono arrivate le rivelazioni esplosive sulla visita segreta di Netanyahu negli Emirati arabi nel corso della conflitto; visita che sarebbe stata seguita e/o preceduta da quella del Capo di Stato Maggiore <a href="https://www.timesofisrael.com/idf-chief-zamir-is-latest-top-israeli-official-said-to-have-visited-uae-amid-iran-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eyal Zamir</a> e da quella del capo del <a href="https://www.timesofisrael.com/reports-mossad-shin-bet-chiefs-each-secretly-visited-uae-during-iran-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mossad David Barnea</a>. Gli incontri sarebbero serviti a coordinare l&#8217;attacco all&#8217;Iran, al quale avrebbe partecipato attivamente anche Abu Dhabi.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/reports-mossad-shin-bet-chiefs-each-secretly-visited-uae-during-iran-war/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-TOI-10-1024x535.jpg" alt="Reports: Mossad, Shin Bet chiefs secretly visited UAE during Iran war" class="wp-image-82010"/></a></figure>



<p>Gli Emirati hanno negato recisamente. Davvero troppo imbarazzante che un Paese arabo si coordini con Israele per colpire Teheran; ma anche perché teme che l&#8217;eventuale ripresa del conflitto li veda vieppiù nel mirino iraniano.</p>



<p>Ma non c&#8217;è pace per gli emiri, dal momento che, secondo un&#8217;altra indiscrezione, all&#8217;inizio della guerra questi avrebbero esortato Arabia saudita e Qatar a unirsi alla crociata anti-iraniana, ottenendo un secco rifiuto.</p>



<p>Mentre, oggi, si registra l&#8217;attacco a una sua centrale nucleare di <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cwy27pkj1l1o">Abu Dhabi</a>, aggressione condannata da tutti i Paesi del Golfo e oltre. Possibile che sia un avvertimento dell&#8217;Iran all&#8217;inaffidabile vicino, ma è anche vero che Teheran sta cercando di evitare frizioni con i Paesi arabi, ai quali era ovvio che un attacco del genere sarebbe risultato più che irritante. Da cui la possibilità che si sia trattato di un escamotage dei partner più o meno occulti di Abu Dhabi per risollevarne l&#8217;immagine devastata dalle rivelazioni di cui sopra. La nazione vittima è stata riabbracciata nell&#8217;ecumene arabo, partita chiusa (o forse no&#8230;).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.bbc.com/news/articles/cwy27pkj1l1o"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-BBC-2-1024x535.jpg" alt="UAE reports strike near Abu Dhabi nuclear power plant" class="wp-image-82013"/></a></figure>



<p>Nessuna certezza, ovvio, anche perché attorno a questo conflitto si è scatenata una campagna alzo zero per intorbidire le acque, com&#8217;è accaduto per l&#8217;attacco di tre droni misteriosi contro obiettivi sauditi. Sarebbero partiti dall&#8217;Iraq, geolocalizzazione immaginaria che accrediterebbe, di fatto, l&#8217;iniziativa alle milizie sciite irachene.</p>



<p>Bagdad nega ogni responsabilità dello Stato e delle milizie in questione, rispondendo che non<a href="https://www.arabnews.com/node/1554791/saudi-arabia" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> presta il suo territorio a simili avventure</a>; né si vede perché le milizie filo-iraniane dovrebbero colpire un Paese che rifiuta di intrupparsi nell&#8217;asse israelo-americano.</p>



<p>Insomma, un altro mistero di questa guerra, che va a sommarsi a quello delle due basi segrete israeliane scovate nel proprio territorio dalle autorità irachene e che sarebbero state utilizzate contro l&#8217;Iran nel corso del conflitto. Le ha scoperte per caso un pastore, che poi è stato <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iraqi-farmer-killed-hide-evidence-two-israeli-bases-country" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ucciso per ritorsione</a>.</p>



<p>Misteri, disinformazione, attacchi fantasma&#8230; Le Agenzie del caos stanno lavorando attivamente per seminare confusione nella regione e mettere i Paesi arabi l&#8217;uno contro l&#8217;altro. Già di per sé fragili, la rinnovata e pericolosa incertezza li potrebbe spingere di nuovo sotto l&#8217;ombrello protettivo americano &#8211; almeno questo sembra il disegno &#8211; venuto meno o messo in discussione nel corso del conflitto. Con tutto quel che consegue per quanto riguarda la crisi iraniana. Divide et impera.</p>



<p>_____________</p>



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		<title>Sulle rovine dell’Unrwa nasce il museo dell’Idf: Israele approva il nuovo complesso militare a Gerusalemme Est</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sulle-rovine-dellunrwa-nasce-il-museo-dellidf-israele-approva-il-nuovo-complesso-militare-a-gerusalemme-est.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="UNRWA Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sull’ex area Unrwa a Gerusalemme Est, Israele ha deciso di costruire un complesso militare e un museo dell'Idf. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sulle-rovine-dellunrwa-nasce-il-museo-dellidf-israele-approva-il-nuovo-complesso-militare-a-gerusalemme-est.html">Sulle rovine dell’Unrwa nasce il museo dell’Idf: Israele approva il nuovo complesso militare a Gerusalemme Est</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="UNRWA Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518094552683_38609cad567041ec3581694195e9d0e8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un’area di circa nove acri, un tempo cuore delle <strong>operazioni umanitarie dell’Unrwa</strong> <strong>per i rifugiati palestinesi</strong> a Gerusalemme Est, diventerà una roccaforte della sicurezza israeliana. Il governo ha approvato domenica <a href="https://www.timesofisrael.com/israel-approves-new-defense-complex-at-former-unrwa-east-jerusalem-headquarters/">la costruzione di un nuovo complesso militare</a> che ospiterà un museo dell’Idf, un ufficio di leva e persino gli uffici del ministro della Difesa. Le ruspe erano già entrate in azione a gennaio, sotto la supervisione del ministro della Sicurezza Nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, per spianare la strada a quello che il ministro della Difesa <strong>Israel Katz</strong> ha definito «un atto di sovranità, sionismo e sicurezza».</p>



<p>«Non c’è nulla di più simbolico e giusto», ha dichiarato Katz, «che stabilire istituzioni difensive sulle rovine del complesso dell’Unrwa». L’agenzia delle <strong>Nazioni Unite</strong>, da decenni nel mirino di Israele, è stata accusata &#8211; senza che siano mai state fornite prove definitive rese pubbliche in sede internazionale &#8211; di essere diventata «parte del meccanismo del terrore e dell’incitamento contro Israele». Già nel 2025, Tel Aviv aveva ordinato all’UNRWA di cessare le operazioni e sgomberare tutti i suoi edifici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Unrwa, Tel Aviv costruisce un museo dell&#8217;Idf</h2>



<p>La tempistica non è casuale. L’approvazione è arrivata nel giorno in cui Israele celebrava il «Giorno di Gerusalemme», ricorrenza che per i palestinesi <a href="https://it.insideover.com/storia/nakba.html" type="link" id="https://it.insideover.com/storia/nakba.html">coincide con la commemorazione della Nakba</a> – la tragedia dello spostamento forzato di centinaia di migliaia di persone nel 1948. Un contrasto di memorie che rende l’operazione di Tel Aviv ancora più controversa e costituisce l&#8217;ennesima umiliazione per le <strong>Nazioni Unite</strong> e il diritto internazionale.</p>



<p>Hamas ha immediatamente condannato la mossa di Tel Aviv, definendola una violazione del diritto internazionale e delle immunità riservate alle organizzazioni internazionali. In una nota, il movimento di resistenza palestinese ha chiesto alla comunità globale di <strong>imporre «sanzioni deterrenti» contro il governo Netanyahu</strong> e di obbligare Israele a rispettare lo status giuridico dell’Unrwa, definita «un testimone internazionale del diritto del nostro popolo al ritorno». L’agenzia ONU, dal canto suo, ha scelto per ora il silenzio. Una portavoce interpellata dal&nbsp;<em>Times of Israel</em>&nbsp;ha declinato qualsiasi commento. </p>



<p>La decisione arriva dopo anni di campagna israeliana per smantellare l’Unrwa, accusata da Tel Aviv di collusione con Hamas, in particolare in relazione agli attacchi del 7 ottobre 2023. Ma per molti osservatori internazionali si tratta di una partita politica e simbolica: sostituire le agenzie umanitarie con installazioni militari, in un territorio &#8211; <strong>Gerusalemme Est</strong> &#8211; annesso unilateralmente da Israele ma mai riconosciuto dalla comunità internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse di Israele contro l&#8217;Unrwa smentite da indagini indipendenti</h2>



<p><a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.un.org/unispal/wp-content/uploads/2024/04/unrwa_independent_review_on_neutrality.pdf" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.un.org/unispal/wp-content/uploads/2024/04/unrwa_independent_review_on_neutrality.pdf">Un&#8217;indagine indipendente delle Nazioni Unite</a> pubblicata nell&#8217;aprile 2024 ha concluso che «Israele non ha ancora fornito prove a sostegno di tali affermazioni», riferendosi alle accuse secondo cui un numero significativo di dipendenti dell&#8217;agenzia Onu per i rifugiati palestinesi era <strong>affiliato a organizzazioni terroristiche come Hamas</strong>. </p>



<p>Molti Paesi donatori avevano sospeso temporaneamente i finanziamenti all&#8217;Unrwa a seguito di queste accuse, ma li hanno ripresi una volta emerso che le prove israeliane erano insufficienti o non corroborate, <strong>ad eccezione degli Stati Uniti</strong>. Il presidente Biden aveva interrotto i fondi americani nel gennaio 2024, misura poi codificata da una legge del Congresso del marzo 2024 che vietava gli stanziamenti per un anno; nel febbraio 2025 <a href="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2025/02/withdrawing-the-united-states-from-and-ending-funding-to-certain-united-nations-organizations-and-reviewing-united-states-support-to-all-international-organizations/" type="link" id="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2025/02/withdrawing-the-united-states-from-and-ending-funding-to-certain-united-nations-organizations-and-reviewing-united-states-support-to-all-international-organizations/">il presidente Trump ha esteso questo divieto tramite ordine esecutivo</a>.</p>



<p>Tuttavia, <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.gao.gov/assets/gao-26-107708.pdf" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.gao.gov/assets/gao-26-107708.pdf">un rapporto dell&#8217;Ufficio Governativo di Contabilità (Gao) statunitense</a> ha minato le basi legali del divieto, rivelando come <strong>le affermazioni forti contro l&#8217;agenzia fossero esagerate o infondate</strong>. Come nota il Gao, persino l&#8217;amministrazione Trump ha riscontrato <strong>poche evidenze per sostenere l&#8217;idea di un&#8217;infiltrazione totale di Hamas nell&#8217;Unrwa</strong>. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sulle-rovine-dellunrwa-nasce-il-museo-dellidf-israele-approva-il-nuovo-complesso-militare-a-gerusalemme-est.html">Sulle rovine dell’Unrwa nasce il museo dell’Idf: Israele approva il nuovo complesso militare a Gerusalemme Est</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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