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	<title>Guerra Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Guerre spaziali: la Russia schiera Rassvet e minaccia Starlink</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerre-spaziali-la-russia-schiera-rassvet-e-minaccia-starlink.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-1536x794.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-600x310.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo “Starlink russo” sarà pienamente operativo entro la fine del 2027. Cresce la competizione spaziale, e la Russia lancia un monito a Musk.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-spaziali-la-russia-schiera-rassvet-e-minaccia-starlink.html">Guerre spaziali: la Russia schiera Rassvet e minaccia Starlink</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-1536x794.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-600x310.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La costellazione satellitare russa <strong>Rassvet </strong>potrebbe fornire servizi di comunicazione nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina e supportare il controllo di droni impiegati in ambito aereo, terrestre e marittimo. Sviluppata inizialmente nel 2020 come iniziativa di ricerca dell’operatore di telecomunicazioni russo MegaFonm, in seguito venne integrata nei programmi statali russi con la società Bureau 1440, diventando parte integrante del programma russo di “sovranità digitale” e di risposta a Starlink.</p>



<p>Lo schieramento dei satelliti è già iniziato, ma la piena operatività della costellazione sarà prevista per la fine del prossimo anno. Come si apprende da <a href="https://thedefender.media/en/2026/08/rassvet-tracker/">fonti OSINT ucraine</a> che tracciano lo sviluppo delle operazioni satellitari russe, <strong>alla fine di luglio 12 dei 16 satelliti lanciati nel marzo 2026 risultavano già operativi </strong>a circa 550 km di quota. Ma il programma russo prevede di arrivare a 292 satelliti dispiegati entro la fine del 2027, su un totale di 383 veicoli spaziali da lanciare, comprese le unità di riserva.</p>



<p>Il sistema di comunicazione orbitale a bassa quota può essere sfruttato per <a href="https://newsukraine.rbc.ua/analytics/russia-develops-its-own-starlink-who-s-behind-1787306421.html">potenziali applicazioni in ambito militare</a>, tra cui le comunicazioni tra i posti comando e le posizioni al fronte, il coordinamento dell’artiglieria e dell’aviazione, la condivisione di informazioni di intelligence e il controllo dei droni. Inoltre, può essere integrato anche con piattaforme sviluppate a partire dai <a href="https://militarnyi.com/en/news/rassvet-stable-coverage-window-over-ukraine/">Geran-2/3/4/5</a>, Garpiya o da altri UAV a lungo raggio, o impiegato per guidare missili da crociera e bombe plananti.</p>



<p><strong>A che punto è la guerra spaziale?</strong></p>



<p>Lo scorso 4 ottobre <a href="https://www.ibtimes.co.uk/kremlin-starlink-threat-russia-warns-full-scale-space-war-over-rival-satellite-network-plans-1824039">Dmitry Medvedev</a> ha ammonito che, in caso di guerra spaziale, i satelliti Starlink di Musk in orbita bassa “cominceranno a precipitare uno dopo l’altro, come decorazioni che cadono da un albero di Natale secco”. Una minaccia che rievoca il vecchio spettro della guerra spaziale. In effetti, l’inizio della <a href="https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-211-78923-0_9">corsa alle armi anti-satellitari (ASAT)</a> risale al test cinese del gennaio 2007, quando un’arma a impatto cinetico distrusse un satellite a 860 km di altezza. <strong>Da tempo Pechino e Mosca stanno condividendo competenze, </strong>coordinando le rispettive politiche e investendo nello sviluppo di capacità di contrasto alle attività spaziali che vanno oltre i tradizionali missili antisatellite.</p>



<p>Secondo alcune investigazioni, Cina e Russia avrebbero delineato un <a href="https://ipdefenseforum.com/2026/08/advanced-capabilities-needed-to-counter-china-russia-space-weapon-cooperation/">approccio articolato su tre livelli</a> per il contrasto ai satelliti di Musk. In primo luogo, il ricorso a iniziative diplomatiche e regolatorie volte a limitare l’espansione di Starlink; in secondo luogo, l’impiego coordinato della guerra elettronica e di tecniche di negazione dello spettro elettromagnetico, con l’obiettivo di impedire all’avversario di acquisire informazioni attraverso radar, sistemi di intelligence elettronica e altri sensori; infine, il ricorso a operazioni cibernetiche e, in ultima istanza, ad attacchi fisici contro la costellazione satellitare.</p>



<p>Non si tratta di un’iniziativa unilaterale, ma di una risposta articolata e simmetrica ad analoghe iniziative statunitensi. Nel mese di settembre il segretario dell’Air Force <a href="https://www.militarytimes.com/news/your-military/2026/09/14/us-air-force-secretary-reveals-deployment-of-on-orbit-space-control-weapons/">Troy Meink</a> ha dichiarato che gli USA avrebbero già schierato armi spaziali in orbita.</p>



<p>Nel frattempo, cresce l’apprensione ucraina per la tecnologia omologa russa di Starlink, che potrebbe fornire ai russi un supporto informativo e operativo nelle zone di conflitto.</p>



<p><a href="https://www.straitstimes.com/world/europe/ukraine-urges-us-to-sanction-entities-supporting-russias-starlink-rival">Denys Sienik</a>, chargé d’affaires ucraino a Washington, ha avvertito che <strong>Rassvet potrebbe consentire alla Russia di colpire obiettivi ucraini in tempo reale,</strong> chiedendo per questo sanzioni contro le entità coinvolte nello sviluppo della costellazione; come si apprende dal <a href="https://www.ft.com/content/5501a0c6-7d1e-4c1f-acc7-3b928e1f664a?syn-25a6b1a6=1">“Financial Times”</a>, <strong>Volodymyr Zelensky </strong>avrebbe già chiesto “molte volte” a Donald Trump di sanzionare le società russe e cinesi coinvolte, ritenendo che Rassvet possa rafforzare le capacità russe di attacco e di impiego dei droni; infine, il generale <strong><a href="https://ua.news/en/war-vs-rf/skibitskii-i-gorbulin-obgovorili-protidiiu-suputnikovii-sistemi-rf-rassvet">Vadym Skibitskyi</a>,</strong> vicecapo della GUR, ha dichiarato che, una volta completata la costellazione, Rassvet opererà in modo analogo a Starlink e che le “opzioni per contrastare il sistema di comunicazioni satellitari russo Rassvet” sarebbero già oggetto di discussione.</p>



<p>Da parte sua Mosca lavora al <a href="https://www.battlepolicy.com/nudol/">Nudol</a>. Si tratta di un intercettore russo mobile su strada, a salita diretta, destinato a missioni antisatellite e di difesa antimissile, la cui capacità è stata dimostrata con la distruzione del satellite Kosmos 1408 in orbita terrestre bassa nel novembre 2021. Ma le capacità russe di <em>counterspace </em>sono in crescente sviluppo, comprendono misure cinetiche e non cinetiche e rappresentano una potenziale minaccia per le infrastrutture satellitari di SpaceX. </p>



<p>Come riporta una scheda informativa dell’<a href="https://www.spaceforce.mil/About-Us/Fact-Sheets/Fact-Sheet-Display/Article/4297159/space-threat-fact-sheet/">United States Space Force</a>, <strong>Mosca ha ripetutamente affermato che i satelliti commerciali “quasi-civili” impiegati per scopi militari “possono diventare un obiettivo legittimo di ritorsione”</strong> e ha dimostrato, nel corso della guerra in Ucraina, la propria disponibilità a ricorrere ad attacchi informatici contro i sistemi spaziali commerciali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ucraina, ostacoli per il piano di pace Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-ostacoli-per-il-piano-di-pace-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013164806489_e82dceba0cd8c8327b1cfa573930ee56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina, ostacoli per il piano di pace Usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013164806489_e82dceba0cd8c8327b1cfa573930ee56.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013164806489_e82dceba0cd8c8327b1cfa573930ee56-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013164806489_e82dceba0cd8c8327b1cfa573930ee56-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013164806489_e82dceba0cd8c8327b1cfa573930ee56-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013164806489_e82dceba0cd8c8327b1cfa573930ee56-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013164806489_e82dceba0cd8c8327b1cfa573930ee56-600x431.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di Trump era meditata e la svolta repentina è dovuta ai ripetuti niet dell'alleato. </p>
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<p>Trump aveva chiesto a Zelensky di cessare gli attacchi alle raffinerie russe &#8220;una mezza dozzina di volte negli ultimi mesi a causa dell&#8217;impennata dei prezzi del gasolio. Ciò che ne è seguito era prevedibile: Zelensky ha esitato; Trump ha concluso l&#8217;accordo&#8221; con Putin. Così David Ignatius, sul <a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/10/12/kushner-witkoff-ukraine-peace-plan-takes-shape-behind-scenes/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a>, ha ricostruito quanto avvenuto sabato scorso.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/10/12/kushner-witkoff-ukraine-peace-plan-takes-shape-behind-scenes/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-WP-14-1024x355.jpg" alt="‘Make the problem and the solution bigger’: The plan to end the Ukraine war" class="wp-image-83978"/></a></figure>



<p>Insomma, la decisione di Trump era meditata e la svolta repentina è dovuta ai ripetuti niet dell&#8217;alleato. La frustrazione ha spinto il presidente americano a forzare e, per piegare la resistenza di Zelensky, è arrivato a <a href="https://ctrana.one/news/513638-prodolzhenie-udarov-po-npz-chrevato-prjamym-konfliktom-trampa-s-zelenskim.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">minacciare di cessare di fornire informazioni di intelligence</a>, revoca che metterebbe le forze ucraine ancora più alle corde di quanto non siano.</p>



<p>Stanotte sembra che Kiev non si sia astenuta dall&#8217;attaccare le raffinerie, accedendo a più miti consigli. D&#8217;altronde, Trump era talmente irritato da arrivare a chiedere le dimissioni di Zelensky. Non per questo i droni ucraini sono rimasti inerti: la Russia ha segnalato uno dei più massivi attacchi di droni di quest&#8217;anno sulla capitale.</p>



<p>C&#8217;est la guerre, che continua nonostante tutto, con i russi che stanno praticamente demolendo le infrastrutture e la logistica dell&#8217;Ucraina pezzo dopo pezzo. Tutti gli analisti concordano nel prevedere un inverno tragico per la popolazione. Continuare a parlare di vittorie ucraine, della necessità di forzare ulteriormente la mano per piegare la Russia equivale a condannare il popolo ucraino a ulteriori, inutili, sofferenze.</p>



<p>Se abbiamo citato il pezzo di Ignatius è perché racconta che nell&#8217;incontro di Miami tra gli uomini di Trump e le delegazioni ucraina ed europee, oltre ad annunciare l&#8217;iniziativa di un accordo sul gasolio russo, la delegazione americana avrebbe illustrato un piano di pace in quattro punti che i convenuti avrebbero accettato (ci permettiamo il beneficio del dubbio).</p>



<p>Piano semplice, simile ai precedenti (falliti): cessazione delle ostilità all&#8217;attuale linea di contatto; ricostruzione dell&#8217;Ucraina affidata al Fondo monetario internazionale e a Black Rock (ovvio che a lucrare saranno sempre gli americani); solide garanzie di sicurezza per l&#8217;Ucraina; accordo quadro tra Mosca e Paesi europei per garantire la pace futura, che sarebbe lubrificata dal ritorno del petrolio russo nel Vecchio Continente.</p>



<p>La ricostruzione è affare interno dell&#8217;Ucraina, un accordo quadro con l&#8217;Europa è quanto chiede la Russia da tempo, quanto alle garanzie di sicurezza per l&#8217;Ucraina in linea teorica non dovrebbero essere un problema per Mosca, a meno che non siano usate strumentalmente (accreditare un attacco ai russi per mettere in moto le garanzie in questione&#8230;).</p>



<p>L&#8217;unico vero nodo per Mosca sarebbe quello di accettare di non completare la conquista del Donbass, richiesta che in precedenza gli americani avevano accettato e provato a far accogliere a Zelensky &#8211; al quale veniva chiesto di far ritirare le forze ucraine dal territorio conteso &#8211; incontrando però il netto rifiuto dell&#8217;interessato.</p>



<p>Possibile che la nuova opzione sia stata discussa e concordata nell&#8217;ambito dei tanti colloqui riservati tra gli inviati russi e i rappresentanti americani, altrimenti non avrebbe senso proporre una pace che Mosca non può accettare. Ma ci sono vari modi per superare eventuali obiezioni, come ad esempio una zona smilitarizzata al confine tra i duellanti, opzione peraltro già dibattuta in precedenza.</p>



<p>Quanto al ritorno del petrolio russo in Europa &#8211; &#8220;con Ucraina e Russia che si spartirebbero i profitti&#8221; annota Ignatius &#8211; al di là delle apparenze, sembra una proposta volta a dar concretezza a idee che stanno circolando da tempo, da quando cioè si parla del coinvolgimento di <a href="https://www.themoscowtimes.com/2026/10/08/us-and-russia-explore-nord-stream-restart-sources-say-a93916" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imprenditori americani nell&#8217;affare</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.themoscowtimes.com/2026/10/08/us-and-russia-explore-nord-stream-restart-sources-say-a93916"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-MT-1024x475.jpg" alt="U.S. and Russia Explore Nord Stream Restart, Sources Say" class="wp-image-83981"/></a></figure>



<p>I gasdotti verso l&#8217;Europa potrebbero essere gestiti da americani e russi, con i ricavi, a stare al pezzo di Ignatius, che andrebbero in parte all&#8217;Ucraina. Si potrebbe, cioè, ripetere lo schema venezuelano, con gli investitori americani che hanno preso il controllo (rubato) del petrolio locale promettendo di elargire parte (minimale) dei profitti a Caracas. Nel caso ucraino, la gestione sarebbe condivisa con la Russia.</p>



<p>Abbiamo accennato a come Ignatius abbia scritto con convinzione che le delegazioni europee convenute a Miami avrebbero acconsentito al piano, ma a stare alla reazione all&#8217;annuncio di Trump sull&#8217;accordo con Putin, il dubbio è più che legittimo. Né sembra che il tempo aiuti il presidente a imporsi sull&#8217;Europa, dal momento che i democratici, probabili vincitori delle Midterm, potrebbero spalleggiare le resistenze europee.</p>



<p>Ma si tratta di terra incognita, tanto incognita che Witkoff e Kushner, che dovrebbero far accettare il piano ai duellanti, hanno annullato il loro viaggio a Mosca. Però, un rigurgito di lucidità da parte di qualche Paese europeo è sempre possibile, sempre che le leadership del Vecchio Continente riescano a liberarsi dall&#8217;incantesimo guerrafondaio lanciato dalla Gran Bretagna, che risulterebbe l&#8217;unica grande sconfitta se tale piano fosse applicato.</p>



<p>Meno interessante la querelle su tregua ed elezioni ucraine avviata da Zelensky, che ha chiesto 60 giorni di cessate il fuoco per indire e svolgere le votazioni. Non gli saranno concessi perché, secondo i russi, sarebbe solo uno stratagemma per strappare quel cessate il fuoco lungo la linea del fronte che chiede da tempo e che, sempre secondo Mosca, richiede solo per ripristinare l&#8217;apparato bellico in modo da riprendere il conflitto successivamente. A quanto pare i russi sono disposti ad adire a una tregua nel giorno delle elezioni, cosa peraltro non concessa durante le recenti elezioni russe.</p>



<p>Tante incognite, due sole certezze: la guerra continua e Trump si è definitivamente stancato di Zelensky.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-ostacoli-per-il-piano-di-pace-usa.html">Ucraina, ostacoli per il piano di pace Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele e l&#8217;ipotesi dell&#8217;intervento contro gli Houthi: Netanyahu tentato dall&#8217;azzardo pro-Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-e-lipotesi-dellintervento-contro-gli-houthi-netanyahu-tentato-dallazzardo-pro-arabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532305</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1384" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-1024x738.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-1536x1107.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-600x433.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele e l'ipotesi dell'intervento militare a favore dei sauditi contro gli Houthi: ecco perché sarebbe un azzardo strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-e-lipotesi-dellintervento-contro-gli-houthi-netanyahu-tentato-dallazzardo-pro-arabia-saudita.html">Israele e l&#8217;ipotesi dell&#8217;intervento contro gli Houthi: Netanyahu tentato dall&#8217;azzardo pro-Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1384" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-1024x738.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-1536x1107.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013102506229_4ffb6d468cc8e8fbb59d6ca2557b9ca8-600x433.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo fonti israeliane riprese da <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/2026-10-12/ty-article/.premium/netanyahu-seeks-to-join-saudis-fight-against-houthis-crown-prince-opposes-move/000001a1-3117-d20b-a1ff-f557b0810000"><em>Haaretz</em> </a>il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> avrebbe ipotizzato l&#8217;idea di scendere in campo a fianco dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> per sostenerla contro gli Houthi, comunicando tramite gli Usa la possibilità che Tel Aviv possa unirsi alla campagna contro i ribelli yemeniti che hanno colpito duramente le infrastrutture energetiche e l&#8217;aeroporto della capitale Riad con diverse azioni nelle scorse settimane, proprio mentre il Paese guidato dal principe ereditario e primo ministro <strong>Mohammad bin Salman</strong> è impegnato a appoggiare il governo internazionalmente riconosciuto contro le forze che controllano la capitale Sana&#8217;a, alleate dell&#8217;Iran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Prime Minister Benjamin Netanyahu is seeking Saudi approval, through U.S. mediation, for Israel to join the campaign against Yemen&#39;s Houthis, despite opposition from Saudi Crown Prince Mohammed bin Salman over fears of public backlash. Netanyahu reportedly hopes the move will… <a href="https://t.co/mRNaZNfJ7j">pic.twitter.com/mRNaZNfJ7j</a></p>&mdash; Haaretz.com (@haaretzcom) <a href="https://x.com/haaretzcom/status/2109738814499389520?ref_src=twsrc%5Etfw">October 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida degli Houthi vista da Israele</h2>



<p>La guerra, <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-non-ce-una-soluzione-militare-a-questa-guerra-infinita.html">che come ha riportato Davide Malacaria con ogni probabilità non potrà avere un esito militare decisivo,</a> prosegue logorante e in tal senso <a href="https://defencesecurityasia.com/en/netanyahu-saudi-approval-houthi-strikes-red-sea/">Netanyahu avrebbe offerto il suo appoggio ai sauditi</a>, con cui formalmente Israele non intrattiene relazioni diplomatiche. Haaretz scrive, sulla base di quanto segnalato dalle sue fonti, che &#8220;il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman si oppone al coinvolgimento militare israeliano a causa della probabile reazione negativa dell&#8217;opinione pubblica del regno&#8221;, decisamente <strong>critica di Tel Aviv dopo l&#8217;inizio della guerra di Gaza</strong>. Il contesto è estremamente articolato e ci sono diverse prospettive strategiche da contemperare. </p>



<p>In primo luogo, in passato Israele ha dimostrato di saper <strong>colpire duramente gli Houthi</strong>, <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-e-yemen-israele-alza-la-posta-messaggio-a-turchia-e-iran.html">compreso un attacco a Sana&#8217;a nell&#8217;agosto 2025 che ha decapitato l&#8217;esecutivo legato al movimento Ansarallah</a>, ma ci sono fronti in cui anche i ribelli alleati dell&#8217;Iran hanno dimostrato di saper <strong>esercitare deterrenza e continuano a rappresentare una <a href="https://www.inss.org.il/publication/israel-somaliland-houthi/">spina nel fianco per Israele</a></strong>: ad esempio, da quando a fine 2023 gli Houthi hanno iniziato a prendere di mira il traffico marittimo nel Mar Rosso, i traffici da e per lo Stato ebraico in transito verso il porto di Eilat, unico scalo di Israele sul Mar Rosso, <a href="https://www.jpost.com/middle-east/article-908864">si sono gradualmente ridotti e ora esso vive una fase di acuta criticità</a> che certamente il rinfocolamento <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-minaccia-degli-houthi-a-bab-el-mandeb-e-un-problema-anche-per-israele.html" type="post" id="529448">della tensione in Yemen non ha aiutato a risolvere.</a> E anche se lo shipping israeliano si <a href="https://www.ynetnews.com/business/article/bjsphen11fl">mantiene su livelli positivi</a> grazie al contributo degli scali mediterranei, il rilancio di Eilat è un tema direttamente collegato all&#8217;evoluzione dello scenario yemenita. E potrebbe contribuire al <strong>rafforzamento del progetto del <a href="https://it.insideover.com/economia/middle-corridor-contro-imec-la-turchia-e-la-battaglia-della-logistica-dopo-hormuz.html" type="post" id="513886">corridoio India-Mediterraneo-Europa (Imec)</a></strong> via Penisola Arabica e Israele, progetto geoeconomico che tre anni di caos mediorientale hanno sostanzialmente ridimensionato e in cui tanto Riad quanto Tel Aviv avrebbero riposto interesse.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Could the Houthi threat bring Saudi Arabia closer to Israel?<br><br>Israeli officials believe pressure on Riyadh could increase the value of Israel&#39;s air defenses and intelligence. Anna Barsky examines that assessment and Saudi Arabia&#39;s search for help from its allies.<br><br>Analysis…</p>&mdash; Zvika Klein צביקה קליין (@ZvikaKlein) <a href="https://x.com/ZvikaKlein/status/2102281826093994232?ref_src=twsrc%5Etfw">September 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Israele-Arabia Saudita, distensione difficile</h2>



<p>In secondo luogo Netanyahu, che ha espresso le sue condoglianze e criticato gli attacchi di sabato 10 ottobre all&#8217;aeroporto di Riad, cerca <strong>spazi d&#8217;azione politici in vista del voto del 27 ottobre</strong>. In tal senso, spingere per un <strong>rafforzamento del perimetro di sicurezza israeliano da un lato</strong> e provare a dare un colpo politico in direzione del rilancio del progetto degli <strong>Accordi di Abramo, che avrebbero nel congiungimento con l&#8217;Arabia Saudita il loro Santo Graal</strong>, appare un obiettivo per un primo ministro in difficoltà e affanno sul fronte interno e pressato per le crescenti critiche della gestione delle dinamiche che hanno preceduto lo scoppio della crisi di Gaza nel 2023.</p>



<p>L&#8217;Arabia Saudita ha di <a href="https://it.insideover.com/difesa/attivato-laccordo-di-la-mecca-pakistan-e-turchia-blindano-larabia-saudita.html" type="post" id="531667">recente siglato il <strong>Patto di La Mecca,</strong> attivato per la difesa </a>del regno dopo il crescendo di attacchi Houthi, blindando i rapporti con un rivale strategico di Tel Aviv, la Turchia, e col Pakistan che resta l&#8217;unico attore del mondo islamico dotato di armi atomiche. Inoltre, resta il tema della potenziale<a href="https://amwaj.media/en/article/riyadh-aims-for-air-superiority-as-houthi-missiles-test-its-defenses"> vendita dei caccia F-35 americani all&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong></a> vista da Israele come una fonte di erosione della sua tradizionale primazia aeronautica in Medio Oriente.</p>



<p>Questo potrebbe spingere politicamente per un raffreddamento di una distensione resa più difficile dall&#8217;onda lunga della guerra di Gaza, ma che una cooperazione militare che secondo alcune <a href="https://www.dailysabah.com/world/mid-east/israel-shares-houthi-intelligence-with-saudi-arabia-report">fonti starebbe già prendendo le mosse della condivisione d&#8217;intelligence mediata dal Centcom americano</a> potrebbe ravvivare. E del resto le forme di coinvolgimento sono molteplici e non passano unicamente per raid diretti, ma possono prendere la forma anche di diverse forme di assistenza.</p>



<p>I caveat non mancano: il <a href="https://www.rfi.fr/en/podcasts/international-report/20261010-houthi-war-risks-dragging-israel-and-turkey-into-horn-of-africa-standoffid">coinvolgimento turco vicino a Riad</a> e il fatto che <strong>nel fronte anti-Houthi le truppe sostenute dall&#8217;Arabia Saudita abbiano in passato dovuto affrontare l&#8217;insorgenza </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/hadramawt-la-resa-dei-conti-tra-arabia-saudita-ed-emirati.html" type="post" id="496333"><strong>del Southern Transition Council</strong> appoggiato</a> dagli Emirati Arabi Uniti, principale partner di Israele nel Golfo, mostrano quanto la guerra nel martoriato Paese della Penisola Arabica abbia aperto un coinvolgimento di attori che ne eleva la rilevanza sistemica. Mbs è in difficoltà per trarsi fuori dal pantano yemenita e ha fatto appello a più alleati per un appoggio crescente: per ora il Regno Unito ha garantito <strong>rifornimento aereo,</strong> c&#8217;è l&#8217;impegno turco-pakistano per uno schieramento futuro mentre meno <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/greek-operated-air-defence-system-shoots-down-ballistic-missile-drone-over-saudi-2026-09-24/">noto ma efficace è il contributo del personale militare greco che opera sistemi antiaerei Patriot in appoggio a Riad.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi dell&#8217;intervento in Yemen, l&#8217;analisi di Citrinowivz</h2>



<p>In terzo luogo, ora come ora un intervento israeliano contro gli Houthi avrebbe probabilmente una portata diversa dei raid compiuti in passato a intermittenza e senza continuità strutturale e aprirebbe alle incognite espresse da un&#8217;interessante analisi di <a href="https://x.com/citrinowicz/status/2109704409240224099"><strong>Daniel Citrinowicz </strong>dell&#8217;<strong>Institute for National Security Studies della Tel Aviv University</strong></a><strong>, </strong>che ha sottolineato che Tel Aviv dovrebbe attendersi la risposta dei ribelli perché &#8220;gli Houthi hanno dimostrato più e più volte che sono disposti a subire colpi significativi e a continuare il conflitto, e talvolta persino a intensificarlo&#8221; e, inoltre, &#8220;c&#8217;è un grande divario tra la capacità di attaccare in Yemen e la capacità di influenzare in modo decisivo la guerra&#8221;, in assenza di un endgame strategico da parte del fronte anti-Houthi. Per Citrinowicz, bisogna guardare all&#8217;Iran e al fatto che &#8220;il rischio di un ampliamento del confronto, proprio quando la tensione tra Washington e Teheran è già alta, deve essere un elemento centrale in qualsiasi discussione&#8221;. <strong>La cautela che il capo di </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.html" type="post" id="532292"><strong>Stato Maggiore Eyal Zamir</strong> avrebbe espresso </a>alle controparti americane circa la ripresa dei raid con l&#8217;Iran prima del voto si può trasporre anche nel vischioso teatro yemenita.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">ישראל, סעודיה והחות&#39;ים: האם כניסה ישראלית למערכה בתימן משרתת אינטרס אסטרטגי?<br><br>בימים האחרונים אנחנו עדים לבלבול של ממש בדיווחים על אפשרות של כניסה ישראלית למערכה נגד החות&#39;ים בתימן. החל מהטענה שארה&quot;ב ביקשה מישראל לתקוף, אך הרמטכ&quot;ל זמיר הבהיר כי הדבר עלול להוביל לביטול הבחירות… <a href="https://t.co/NIZrG4Quik">https://t.co/NIZrG4Quik</a></p>&mdash; Danny (Dennis) Citrinowicz ,داني سيترينوفيتش (@citrinowicz) <a href="https://x.com/citrinowicz/status/2109704409240224099?ref_src=twsrc%5Etfw">October 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Israele-Usa e il futuro di una relazione articolata</h2>



<p>Infine, c&#8217;è un <strong>dato che riguarda proprio i rapporti strategici israelo-americani</strong> in via di ridefinizione. L&#8217;amministrazione di Donald Trump sta provando a bilanciare una proiezione regionale che deve tener conto di molti attori: Israele, ovviamente, ma anche le tre potenze del Patto di La Mecca. In un contesto che <strong>vede la postura Usa indebolita dalla condotta della guerra in Iran</strong>, chiaramente, in questa fase ogni azione strategica va ben ponderata. Washington non si è mostrata calda circa la ripresa dei raid sugli Houthi così come Israele non ha mostrato per ora la volontà di rafforzare la sua operatività verso l&#8217;Iran, essendosi il focus spostato su Hormuz. </p>



<p><strong>Ad oggi, quindi, non c&#8217;è convergenza su un dossier tattico, come l&#8217;azione in Yemen,</strong> che per Netanyahu potrebbe rappresentare forse l&#8217;ultimo tentativo di compiere un colpo strategico del suo lungo periodo al governo. <a href="https://www.ynetnews.com/opinions-analysis/article/sybwgyjsge">Orly Azoulay ha scritto su Ynet</a> delle crescenti distanze tra il governo di Tel Aviv e quello di Washington circa la condotta sistemica da tenere per il futuro del Medio Oriente.<strong> </strong>Netanyahu prova a pochi secondi dalla sirena a cercare il canestro capace di riportare in campo gli Accordi di Abramo che dal punto di vista di Trump, invece, proprio il solipsismo e l&#8217;unilateralismo del leader di Tel Aviv hanno contribuito a ostacolare. </p>



<p><strong>La nuova relazione strategica tra Washington e Tel Aviv dovrà partire dal presupposto che per gli Usa</strong> ora Israele resta un pivot ma non un attore esclusivo e che c&#8217;è almeno un quadrilatero esteso ai tre Paesi del Patto di La Mecca che forma la geometria dei Paesi di riferimento degli States in Medio Oriente. I margini di manovra israeliani sono, inoltre, condizionati dal fatto che la capacità operativa di Tel Aviv dipende dal sostegno difensivo di Washington<a href="https://www.jpost.com/opinion/article-911293"> sul cui superamento diverse analisi invitano a riflettere.</a> <strong>Ad oggi il problema del conflitto tra Houthi e sauditi può avere solo una soluzione politica, non militare,</strong> e se regionalizzare la crisi è nell&#8217;interesse di Riad per ricevere supporto e una via d&#8217;uscita da un pantano sempre più difficile da attraversare, è possibile che un intervento possa rappresentare un azzardo strategico per Washington e, soprattutto, Tel Aviv. Ben distanti, nell&#8217;assenza di un quadro preciso sul futuro dello Yemen, dalla possibilità di essere decisivi unicamente con raid e azioni mirate. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-e-yemen-israele-alza-la-posta-messaggio-a-turchia-e-iran.html">https://it.insideover.com/guerra/siria-e-yemen-israele-alza-la-posta-messaggio-a-turchia-e-iran.html</a></li>



<li><a href="https://www.jpost.com/middle-east/article-908864">https://www.jpost.com/middle-east/article-908864</a></li>



<li><a href="https://www.rfi.fr/en/podcasts/international-report/20261010-houthi-war-risks-dragging-israel-and-turkey-into-horn-of-africa-standoffid">https://www.rfi.fr/en/podcasts/international-report/20261010-houthi-war-risks-dragging-israel-and-turkey-into-horn-of-africa-standoffid</a></li>



<li><a href="https://www.ynetnews.com/opinions-analysis/article/sybwgyjsge">https://www.ynetnews.com/opinions-analysis/article/sybwgyjsge</a></li>



<li><a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/greek-operated-air-defence-system-shoots-down-ballistic-missile-drone-over-saudi-2026-09-24/">https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/greek-operated-air-defence-system-shoots-down-ballistic-missile-drone-over-saudi-2026-09-24/</a></li>



<li><a href="https://x.com/citrinowicz/status/2109704409240224099">https://x.com/citrinowicz/status/2109704409240224099</a></li>



<li><a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/2026-10-12/ty-article/.premium/netanyahu-seeks-to-join-saudis-fight-against-houthis-crown-prince-opposes-move/000001a1-3117-d20b-a1ff-f557b0810000">https://www.haaretz.com/middle-east-news/2026-10-12/ty-article/.premium/netanyahu-seeks-to-join-saudis-fight-against-houthis-crown-prince-opposes-move/000001a1-3117-d20b-a1ff-f557b0810000</a></li>



<li><a href="https://www.ynetnews.com/business/article/bjsphen11fl">https://www.ynetnews.com/business/article/bjsphen11fl</a></li>



<li><a href="https://defencesecurityasia.com/en/netanyahu-saudi-approval-houthi-strikes-red-sea/">https://defencesecurityasia.com/en/netanyahu-saudi-approval-houthi-strikes-red-sea/</a></li>



<li><a href="https://www.dailysabah.com/world/mid-east/israel-shares-houthi-intelligence-with-saudi-arabia-report">https://www.dailysabah.com/world/mid-east/israel-shares-houthi-intelligence-with-saudi-arabia-report</a></li>



<li><a href="https://www.inss.org.il/publication/israel-somaliland-houthi/">https://www.inss.org.il/publication/israel-somaliland-houthi/</a></li>



<li><a href="https://x.com/ZvikaKlein/status/2102281826093994232">https://x.com/ZvikaKlein/status/2102281826093994232</a></li>



<li><a href="https://amwaj.media/en/article/riyadh-aims-for-air-superiority-as-houthi-missiles-test-its-defenses">https://amwaj.media/en/article/riyadh-aims-for-air-superiority-as-houthi-missiles-test-its-defenses</a></li>



<li><a href="https://www.jpost.com/opinion/article-911293">https://www.jpost.com/opinion/article-911293</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-e-lipotesi-dellintervento-contro-gli-houthi-netanyahu-tentato-dallazzardo-pro-arabia-saudita.html">Israele e l&#8217;ipotesi dell&#8217;intervento contro gli Houthi: Netanyahu tentato dall&#8217;azzardo pro-Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Iran-Usa, la partita a scacchi tra guerra economica e tensioni geopolitiche</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 06:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532292</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iran-Usa, la partita a scacchi tra guerra economica e tensioni geopolitiche. Il logoramento senza limiti continua.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.html">Iran-Usa, la partita a scacchi tra guerra economica e tensioni geopolitiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>battaglia di Hormuz,</strong> attuale evoluzione <a href="https://it.insideover.com/guerra/insidewar-attacco-alliran.html" type="post" id="507577">di una <strong>guerra d&#8217;Iran</strong></a> divenuta un rebus strategico, continua a bassa intensità mentre tra Teheran e gli <strong>Stati Uniti</strong> la diplomazia appare oggi distante e si fatica a capire quale sarà il sentiero che verrà percorso in direzione della pace o della guerra. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-si-tratta-tra-mediazione-e-logoramento.html" type="post" id="530992">L&#8217;attuale fase di conflittualità allo stato gassoso, </a>&#8220;né guerra né pace&#8221;</strong>, vede sostanzialmente tre elementi consolidarsi: il primo, l&#8217;impossibilità di una <strong>soluzione militare definitiva;</strong> il secondo, l&#8217;ampliamento del piano <strong>economico del confronto</strong> e la parallela volontà di Usa e Iran di puntare su questo fronte per scaricare gli spazi d&#8217;escalation; infine, l&#8217;inevitabile necessità di guardare al conflitto in un&#8217;ottica regionale visto, soprattutto, l&#8217;impatto degli <strong>scenari tra Yemen e Arabia Saudita</strong> sul contesto mediorientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Né pace, né guerra</h2>



<p>Ad oggi, partendo col primo punto, è da sottolineare come a nessuna delle parti coinvolte <strong>appaia conveniente cercare la leva della maggior pressione militare</strong> per ottenere un risultato decisivo. Gli <strong>Stati Uniti e il presidente Donald Trump</strong> hanno più volte fatto trapelare la <a href="https://www.axios.com/2026/10/07/trump-us-central-command-iran-israel-war-elections">possibilità di nuovi, pesanti attacchi</a> contro la Repubblica Islamica, col presidente che ha sottolineato <a href="https://www.axios.com/2026/10/08/trump-iran-strikes-midterm-elections">che nessun attacco ci sarà prima delle <strong>elezioni di metà mandato</strong></a><strong>.</strong></p>



<p>Una strategia dilatatoria che va di pari passo con quanto emerso circa i dubbi del <strong>capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir,</strong> che, informato dei preparativi americani, avrebbe <a href="https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-911125">ammonito i vertici militari a stelle e strisce</a> del rischio che una nuova escalation conflittuale potrebbe mettere a repentaglio lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo della Knesset, il Parlamento dello Stato Ebraico, previste per il 27 ottobre. Israele ha avviato in sinergia con gli Usa l&#8217;attacco all&#8217;Iran il 28 febbraio scorso ma dal cessate il fuoco di aprile non ha più colpito Teheran e sono stati gli Usa a <strong>farsi garanti della pressione economica e dei raid su Hormuz</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla guerra d&#8217;Iran alla battaglia di Hormuz</h2>



<p>Del resto, il focus del conflitto si è spostato rispetto a quanto inizialmente pensato a febbraio-aprile 2026, quando gli attacchi israelo-americani avevano <strong>contribuito a decapitare i vertici della Repubblica Islamica</strong> senza provocare, però, il crollo del regime. &#8220;Israele ha dimostrato una straordinaria capacità di penetrare in Iran e di eliminare persino i suoi leader più importanti&#8221;, <a href="https://jstribune.com/from-containment-to-regime-change-israels-new-strategic-logic/">nota l&#8217;Institute for National Security Studies della Tel Aviv University,</a> ma parimenti dal punto di vista di Israele &#8220;se tali capacità possano produrre un ordine politico auspicabile è tutt&#8217;altra questione&#8221;. <strong>Ad oggi, il regime change non c&#8217;è stato e l&#8217;Iran, pur duramente colpito, resta in grado di mantenere una capacità balistica</strong> ed è chiaro che la battaglia di Hormuz sia più una faccenda strettamente americana che israeliana. Fintanto che il focus resta su stretti, rotte, transiti petroliferi e scenari di Hormuz, non è nell&#8217;interesse di Tel Aviv propendere per un rilancio dei raid.</p>



<p>Anche l&#8217;Iran, del resto, non ha interesse a muovere per primo. I vertici di Teheran hanno elaborato una <strong>dottrina reattiva di regionalizzazione del conflitto</strong> che mira a far convincere gli Usa del fatto dell&#8217;impossibilità di una soluzione militare. L&#8217;analisi di questo fatto ci porta al secondo punto, ovvero l&#8217;<strong>escalation della guerra economica</strong>. I traffici di petrolio da Hormuz <a href="https://x.com/JavierBlas/status/2109563510560604622">attraverso Hormuz sono dati in crescita</a> ad almeno i quattro quinti del livello pre-bellico e, nota l&#8217;esperto di questioni energetiche <a href="https://twitter.com/JavierBlas/status/2109629523478163777"><strong>Javier Blas</strong></a><strong>, nonostante l&#8217;export di petrolio iraniano via nave sia sostanzialmente azzerato</strong> il quantitativo di greggio caricato e in viaggio sui mari del mondo è ai massimi storici. La trattativa Iran-Oman su un meccanismo di gestione di Hormuz non ha subito progressi sostanziali ma al contempo è tutto da dimostrare quanto spesso dichiarato da Trump e dai suoi alla luce di una narrazione che <strong>vedrebbe Washington in controllo dello Stretto di Hormuz</strong> e la capacità di deterrenza iraniana dimidiata.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">US Secretary of Energy Chris Wright says Middle East (ex-Iran) crude flows are back to 80%-90% of pre-war . &quot;That doesn&#39;t make us comfortable, but make a viable, reasonable price today,&quot; he says. But Persian Gulf refined products flows are only up to 25%-30% of pre-war levels.</p>&mdash; Javier Blas (@JavierBlas) <a href="https://x.com/JavierBlas/status/2109563510560604622?ref_src=twsrc%5Etfw">October 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia energetica e la strategia iraniana </h2>



<p>Innanzitutto, il traffico di prodotti raffinati non è ancora vicino ai livelli pre-guerra, complici i danni subiti dalle infrastrutture nei Paesi del Golfo; in secondo luogo, Michelle Brohard, responsabile delle politiche e dei rischi geopolitici presso Kpler<a href="https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/Kpler-Suspects-Gulf-Producers-Are-Paying-Iran-for-Safe-Passage.html"> ha posto il dubbio</a> che alcuni attori locali possano sottobanco pagare un pedaggio di transito all&#8217;Iran per evitare attacchi, anche se non ci sono prove decisive a riguardo. Infine, l&#8217;Iran ha <strong>posto in essere una campagna di attacchi mirati al traffico nello Stretto</strong> per alzare la posta politica e economica. Un&#8217;analisi dello <a href="https://news.usni.org/2026/10/09/october-sees-near-daily-strikes-on-ships-in-hormuz">United States Naval Institute ricorda che gli attacchi sono quasi quotidiani e</a> sottolinea la complessa logistica dei flussi di petrolio da Hormuz, notando che &#8220;l&#8217;aumento delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente è dovuto al sistema di trasporto intermodale, in cui le navi prelevano il petrolio dai porti del Golfo Persico, lo trasportano attraverso lo Stretto di Hormuz – spesso con i sistemi di identificazione automatica disattivati ​​– per poi effettuare un trasbordo da nave a nave nel Mar Arabico&#8221;. </p>



<p>Tutto questo, <a href="https://think.ing.com/articles/record-breaking-tanker-rates-pile-pressure-on-high-fuel-prices/">in un contesto globale</a> che vede il <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-07/oil-shipping-costs-reach-dizzying-new-highs-on-hormuz-snarls">boom dei prezzi di noleggio e assicurazione delle petroliere</a>, si sovrappone al <strong>tiro alla fune tra Iran e Usa. </strong>Per Washington, la pressione economica sanzionatoria e le dinamiche di condizionamento del sistema interno iraniano porteranno la Repubblica Islamica a più miti consigli e a un accordo migliorativo del Memorandum di Islamabad  di giugno, presto naufragato, fortemente penalizzante per gli Usa. L&#8217;Iran,<a href="https://www.foreignaffairs.com/iran/irans-theory-victory"> hanno scritto su <em>Foreign Affairs</em></a> il politologo Vali Nasr e l&#8217;antropologa Narges Bajoghli, mira a resistere a ogni pressione. </p>



<p>Nella loro analisi Bajoghli e Nasr notano che, nonostante <a href="https://it.insideover.com/economia/iran-la-crisi-economica-e-sempre-piu-grave-il-regime-non-affonda-ma-gli-iraniani.html" type="post" id="530614">un&#8217;economia profondamente danneggiata</a> e duri colpi subiti dalla guerra, &#8220;la teoria della vittoria di Teheran è che possa resistere e infliggere danni sufficienti a indurre gli Stati Uniti a porre fine al contenimento dell&#8217;Iran&#8221; e ricordano che in caso di nuovi attacchi &#8220;<strong>il comportamento dell&#8217;Iran sarà quindi sfrenato e sproporzionato&#8221;.</strong> In sostanza, l&#8217;Iran ritiene che anche l&#8217;attuale situazione di pressione logori gli Usa maggiormente di Teheran e che il<strong> dilemma di Washington non farà che acuirsi in futuro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;Iran allo Yemen, da Hormuz a Bab-el-Mandeb</h2>



<p>Tutto questo, venendo all&#8217;ultimo punto, <strong>si inserisce in un contesto che vede lo Yemen,</strong> la <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-raid-houthi-mostrano-le-fragilita-dellarabia-saudita-un-problema-per-tutta-la-regione.html" type="post" id="532150">sfida tra i <strong>ribelli Houthi e l&#8217;Arabia Saudita</strong></a> e la Spada di Damocle pendente su Bab-el-Mandeb aggiungere un ulteriore elemento d&#8217;incertezza. L&#8217;Iran non comanda gli Houthi nonostante l&#8217;allineamento politico e ideologico tra i ribelli sciiti e Teheran, e in tal senso bisogna aggiungere che indirettamente la presenza dei miliziani che controllano Sana&#8217;a e un vero e proprio Stato nello Stato nel Nord-Ovest dello Yemen drena risorse e attenzioni politiche verso Bab-el-Mandeb, aprendo un secondo fronte per le potenze del Golfo, Arabia Saudita in testa, e offrendo elementi per rendere desiderabile una de-escalation generale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The <a href="https://x.com/FT?ref_src=twsrc%5Etfw">@FT</a> reports that the Houthis have evolved from an insurgent movement into a sophisticated military organization capable of striking Saudi infrastructure and threatening shipping routes. <a href="https://t.co/j3smEQHkKF">pic.twitter.com/j3smEQHkKF</a></p>&mdash; Anurag Shukla (@Anuraag_Shukla) <a href="https://x.com/Anuraag_Shukla/status/2109514512869265780?ref_src=twsrc%5Etfw">October 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><a href="https://responsiblestatecraft.org/iran-war-houthis/">A settembre Paul Pillar notava per <em>Responsible Statecraft</em> che l&#8217;escalation in Yemen</a> avrebbe potuto rappresentare un assist indiretto all&#8217;Iran e, del resto, nelle ultime settimane l&#8217;emersione della<a href="https://defence24.com/defence-policy/how-can-saudi-arabia-defend-itself-freedom-of-action-at-stake#google_vignette"> difficoltà saudita nel difendere le infrastrutture del Regno dai raid dei ribelli,</a> la mobilitazione del <strong>Patto di La Mecca</strong> e l&#8217;emersione di una pressione da parte del governo di Mohammad bin Salman sul fatto che possano essere gli Usa a togliere le castagne dal fuoco unendosi a una nuova campagna in Yemen (sarebbe la terza dal 2024 a oggi) hanno spostato l&#8217;interesse strategico a Sud-Ovest, rendendo difficilmente sostenibile la prospettiva di una stasi prolungata in Medio Oriente. Lo scacchiere è dunque <strong>articolato e complesso e si va nella direzione della ridefinizione strategica del Medio Oriente</strong> in un contesto in cui un equilibrio e una <em>balance of power</em> sarebbero desiderabili ma tutti gli attori, belligeranti e non, hanno l&#8217;interesse a vedere cambiamenti migliorativi prima di ragionare a riguardo. In passato la regione era teatro delle <em>endless war</em>. Ora la prospettiva è quella del <strong>logoramento infinto. A conti fatti subottimale per tutte le parti</strong> e per la stabilità di una regione-crocevia che da anni vive una riconfigurazione e movimenti tellurici problematici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.axios.com/2026/10/07/trump-us-central-command-iran-israel-war-elections">https://www.axios.com/2026/10/07/trump-us-central-command-iran-israel-war-elections</a></li>



<li><a href="https://www.axios.com/2026/10/08/trump-iran-strikes-midterm-elections">https://www.axios.com/2026/10/08/trump-iran-strikes-midterm-elections</a></li>



<li><a href="https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-911125">https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-911125</a></li>



<li><a href="https://news.usni.org/2026/10/09/october-sees-near-daily-strikes-on-ships-in-hormuz">https://news.usni.org/2026/10/09/october-sees-near-daily-strikes-on-ships-in-hormuz</a></li>



<li><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-07/oil-shipping-costs-reach-dizzying-new-highs-on-hormuz-snarls">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-07/oil-shipping-costs-reach-dizzying-new-highs-on-hormuz-snarls</a></li>



<li><a href="https://jstribune.com/from-containment-to-regime-change-israels-new-strategic-logic/">https://jstribune.com/from-containment-to-regime-change-israels-new-strategic-logic/</a></li>



<li><a href="https://think.ing.com/articles/record-breaking-tanker-rates-pile-pressure-on-high-fuel-prices/">https://think.ing.com/articles/record-breaking-tanker-rates-pile-pressure-on-high-fuel-prices/</a></li>



<li><a href="https://x.com/JavierBlas/status/2109563510560604622">https://x.com/JavierBlas/status/2109563510560604622</a></li>



<li><a href="https://responsiblestatecraft.org/iran-war-houthis/">https://responsiblestatecraft.org/iran-war-houthis/</a></li>



<li><a href="https://twitter.com/JavierBlas/status/2109629523478163777">https://twitter.com/JavierBlas/status/2109629523478163777</a></li>



<li><a href="https://x.com/Anuraag_Shukla/status/2109514512869265780">https://x.com/Anuraag_Shukla/status/2109514512869265780</a></li>



<li><a href="https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/Kpler-Suspects-Gulf-Producers-Are-Paying-Iran-for-Safe-Passage.html">https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/Kpler-Suspects-Gulf-Producers-Are-Paying-Iran-for-Safe-Passage.html</a></li>



<li><a href="https://www.foreignaffairs.com/iran/irans-theory-victory">https://www.foreignaffairs.com/iran/irans-theory-victory</a></li>



<li><a href="https://defence24.com/defence-policy/how-can-saudi-arabia-defend-itself-freedom-of-action-at-stake#google_vignette">https://defence24.com/defence-policy/how-can-saudi-arabia-defend-itself-freedom-of-action-at-stake#google_vignette</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Yemen. Non c&#8217;è una soluzione militare a questa guerra infinita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-non-ce-una-soluzione-militare-a-questa-guerra-infinita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 14:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532249</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yemen. Non c&#039;è una soluzione militare a questa guerra infinita" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non si comprende appieno perché le autorità di Riad abbiano voluto riaprire la guerra da loro iniziata nel 2015, quando decisero di intervenire in Yemen per rimettere al potere il loro governo fantoccio scalzato dalla rivolta Houti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yemen. Non c&#039;è una soluzione militare a questa guerra infinita" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ARABIA-YEMEN-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si intensifica la guerra yemenita, con le forze governative sostenute dai sauditi e i loro alleati che continuano a martellare le aree sotto il controllo dei cosiddetti &#8220;ribelli&#8221; Houti e con questi ultimi che bersagliano obiettivi in Arabia Saudita. Ha fatto notizia la strage all&#8217;aeroporto di Riad, 12 le vittime, poco o nessuno spazio mediatico è invece accordato alle molte più numerose vittime civili causate dai bombardamenti sauditi in Yemen (vedi raro dossier del <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2018/12/27/world/middleeast/saudi-arabia-war-tactics-yemen-humanitarian-crisis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/interactive/2018/12/27/world/middleeast/saudi-arabia-war-tactics-yemen-humanitarian-crisis.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-NYT-21-1024x442.jpg" alt="Saudi Strikes, American Bombs, Yemeni Suffering" class="wp-image-83962"/></a></figure>



<p>In realtà, gli Houti avevano avvertito che avrebbero colpito gli aeroporti sauditi come rappresaglia per gli speculari attacchi di Riad, ma questi hanno preso l&#8217;avvertimento alla leggera, continuando a tenerli aperti.</p>



<p>A rivelare il motivo dietro questa improvvida decisione è quanto sottende un cenno del <a href="https://www.nytimes.com/2026/10/11/world/middleeast/saudi-arabia-options-houthis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a>: &#8220;Gli attacchi all&#8217;aeroporto sono avvenuti alla vigilia di diversi importanti eventi politici e commerciali in Arabia Saudita, tra cui il vertice annuale sugli investimenti del principe Mohammed [bin Salman], evento di punta durante il quale leader mondiali, miliardari e dirigenti d&#8217;azienda si recano solitamente a Riad&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/2026/10/11/world/middleeast/saudi-arabia-options-houthis.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-NYT-12-1024x273.jpg" alt="Saudi Arabia Has Few Options as Houthis Aim at Heart of Its Ambitions" class="wp-image-83964"/></a></figure>



<p>Non solo l&#8217;evento in questione: chiudere gli aeroporti impedirebbe a Riad di ricevere i ricchi del mondo che vi affluiscono ogni giorno per i loro affari miliardari. Ma dopo l&#8217;attacco hanno dovuto chiuderlo, né possono contare sugli altri sparsi nel Paese, anch&#8217;essi bersagliati. Senza garanzie di sicurezza i vip ci penseranno due volte prima di utilizzarli.</p>



<p>Oltre agli aeroporti, gli Houti stanno bersagliando anche gli impianti energetici, avendo avvertito i lavoratori di starne alla larga. Ciò sta mettendo alle corde Riad, che ha improvvidamente riacceso questa guerra, da tempo sopita, il 13 luglio scorso, quando le forze governative subordinate ai sauditi hanno bombardato l&#8217;aeroporto di Sanaa, capitale dei miliziani yemeniti, mentre vi stava atterrando un aereo iraniano che riportava in patria la delegazione Houti che aveva partecipato al funerale dell&#8217;ayatollah Khamenei (<a href="https://responsiblestatecraft.org/saudi-arabia-yemen-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Responsibile Statecraft</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://responsiblestatecraft.org/saudi-arabia-yemen-war/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-RS-6-1024x563.jpg" alt="" class="wp-image-83966"/></a></figure>



<p>Non si comprende appieno perché le autorità di Riad abbiano voluto riaprire la guerra da loro iniziata nel 2015, quando decisero di intervenire in Yemen per rimettere al potere il loro governo fantoccio scalzato dalla rivolta Houti &#8211; a sua volta innescata l&#8217;anno precedente dal rifiuto del governo di trovare un qualsiasi compromesso con questi ultimi, che chiedevano di tutelare gli interessi nazionali piuttosto che quelli del potente vicino.</p>



<p>Riad contava sull&#8217;aiuto internazionale, che è arrivato, ma non come immaginavano. Le bombe, da sole, non fanno vincere le guerre, servono stivali sul terreno. E l&#8217;aiuto statunitense, come quello israeliano ed europeo, ad oggi è limitato a intelligence, logistica e istruttori.</p>



<p>Né le difese degli alleati possono rendere l&#8217;Arabia Saudita impermeabile agli attacchi: troppo vasto il territorio, troppi i potenziali obiettivi e scarse le risorse occidentali, erose dal conflitto ucraino e iraniano.</p>



<p>Riad ha provato a rafforzare le forze yemenite con quelle del Patto della Mecca, l&#8217;alleanza con Pakistan e Turchia, ma i suoi interlocutori, benché si siano attivati per difendere il territorio saudita, hanno chiarito che non parteciperanno all&#8217;offensiva in Yemen.</p>



<p>Il Pakistan perderebbe l&#8217;importante ruolo assunto nella guerra iraniana, dal momento che Teheran non accetterebbe la mediazione di un Paese che combatte un proprio alleato. E la Turchia di Erdogan ha altro a cui pensare per impelagarsi in un conflitto tanto lontano dai suoi interessi.</p>



<p>Così Mohamed bin Salman ha giocato a carta della disperazione, invitando a Riad il presidente siriano Ahmed al Sharaa. L&#8217;idea era semplice: Riad può investire in Siria molto più di quanto sta facendo, in cambio la Siria dovrebbe inviare in Yemen <a href="https://thecradle.co/articles/saudi-arabia-presses-syria-for-20000-troops-to-fight-in-yemen-report">proprie forze</a>.</p>



<p>Si riproporrebbe quanto avvenuto nei primi anni della guerra yemenita, quando la coalizione saudita, nella lotta contro gli Houti, ebbe come <a href="https://www.aa.com.tr/en/world/al-qaeda-says-to-move-fight-to-houthi-stronghold-in-yemen/108096" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alleati de facto i miliziani di al Qaeda</a>. Infatti, oggi al Qaeda, dopo la caduta di Assad, governa la Siria (al Sharaa ne era un leader).</p>



<p>Damasco ha però smentito l&#8217;invio di forze, limitandosi a parlare di cooperazione con Riad nell&#8217;ambito della ricostruzione del proprio Paese. Resta che anche se accedesse a tale prospettiva in via riservata, si riproporrebbero le dinamiche di allora, quando al Qaeda infliggeva colpi alle milizie yemenite (e ai civili), senza però risultare decisiva.</p>



<p>Quanto agli Usa, dopo la notizia della strage all&#8217;aeroporto di Riad, Trump ha dichiarato che stava valutando un intervento a sostegno dei sauditi, ma, come annota il <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2026/10/11/saudi-arabia-vows-retaliation-against-houthis-after-riyadh-airport-strike/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a>, ha aggiunto che gli Stati Uniti &#8220;mantengono contatti con gli Houthi&#8221;&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2026/10/11/saudi-arabia-vows-retaliation-against-houthis-after-riyadh-airport-strike/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-WP-copia-1-1024x422.jpg" alt="Saudi Arabia vows retaliation against Houthis after airport strike kills at least 12" class="wp-image-83968"/></a></figure>



<p>Trump è refrattario a impelagarsi in un altro pantano prima delle elezioni di Midterm: sia perché il precedente conflitto con gli Houti &#8211; del 2023 &#8211; è fallito miseramente; sia perché rischierebbe di rilanciare il conflitto iraniano, che non vuole riaprire (almeno fino alle Midterm); sia, infine, perché verrebbe chiuso, dopo Hormuz, anche lo Stretto di Bab el Mandeb, oggi precluso solo alle navi saudite.</p>



<p>Non c&#8217;è soluzione militare a questo conflitto, come accenna il <a href="https://www.nytimes.com/2026/10/11/world/middleeast/saudi-arabia-options-houthis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nyt</a>, anche perché i miliziani Houti &#8220;hanno poco da perdere e sono diventati sempre più agguerriti dopo i ripetuti scontri con nemici più potenti&#8221;. Ma Riad non vuole cedere.</p>



<p>Secondo diversi analisti americani la soluzione può darsi solo nell&#8217;ambito di un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti, che obblighi Teheran a frenare l&#8217;alleato. Il solito eccezionalismo americano che non riesce ad accettare che il mondo può andare avanti senza Washington (e magari meglio)&#8230;</p>



<p>Di altro segno quanto accaduto ieri: il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan ha<a href="https://french.almanar.com.lb/article/142927/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> telefonato al suo omologo omanita</a>, Badr Al-Busaidi e, subito dopo, a quello iraniano Abbas Arahgchi, il quale ha ribadito che Teheran si offre di <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/10/12/3720665/iran-offers-to-contribute-to-saudi-yemen-dialogue" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mediare</a>. Forse a Riad si inizia a comprendere che la querelle può risolversi attraverso un dialogo regionale.</p>



<p>Quanto all&#8217;Occidente, più che sostenere, per evidenti interessi, le pretese saudite dovrebbe prendere coscienza che urge porre fine a questa ennesima guerra infinita. Urge, cioè, un compromesso.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/10/12/3720665/iran-offers-to-contribute-to-saudi-yemen-dialogue"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-T-1-1024x563.jpg" alt="Iran Offers to Contribute to Saudi-Yemen Dialogue" class="wp-image-83970"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-non-ce-una-soluzione-militare-a-questa-guerra-infinita.html">Yemen. Non c&#8217;è una soluzione militare a questa guerra infinita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>I raid Houthi mostrano le fragilità dell&#8217;Arabia Saudita, un problema per tutta la regione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-raid-houthi-mostrano-le-fragilita-dellarabia-saudita-un-problema-per-tutta-la-regione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532150</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1239" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-1536x991.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-600x387.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I raid Houthi mostrano le fragilità dell'Arabia Saudita, un problema per tutta la regione. Gli scenari strategici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-raid-houthi-mostrano-le-fragilita-dellarabia-saudita-un-problema-per-tutta-la-regione.html">I raid Houthi mostrano le fragilità dell&#8217;Arabia Saudita, un problema per tutta la regione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1239" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-1536x991.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011174308834_ad6a9299c2eea071f514c438bf8938f0-600x387.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I 12 morti registrati nel <a href="https://www.thenationalnews.com/travel/2026/10/11/riyadh-airport-closure-emirates-etihad-cancel-flights-sunday-monday/">terzo attacco in una settimana all&#8217;<strong>Aeroporto King Khaled di Riad</strong>,</a> capitale dell&#8217;Arabia Saudita, attribuito dalle autorità locali agli Houthi yemeniti, hanno mostrato tutta la fragilità del Paese guidato da <strong>Mohammad bin Salman </strong>di fronte alle azioni asimmetriche dei ribelli che controllano Sana&#8217;a e buona parte della costa su <strong>Bab-el-Mandeb</strong>, anche se sottoposti a una <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/10/11/iran-war-live-12-killed-in-riyadh-us-weighs-joining-fight-against-houthis">crescente pressione governativa. </a>Dopo che il 6 ottobre un cittadino sudanese è stato ucciso in un primo attacco, l&#8217;8 ottobre due missili lanciati degli Houthi e fermati dalla risposta della contraerea hanno, con i loro detriti, distrutto un aereo e provocato 3 vittime, mentre nell&#8217;assalto di ieri si è registrato il conto più pesante. Le difficoltà di intercettazione hanno aggiunto problematiche a un quadro strategico già complesso per Riad.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;aeroporto di Riad sotto attacco</h2>



<p>16 i morti in quella che gli Houthi hanno dichiarato essere una campagna di risposta all&#8217;escalation di attacchi in Yemen della coalizione avversaria, dopo che <strong>la guerra civile che li oppone al governo filo-saudita di Aden internazionalmente riconosciuto è ripartita</strong> dopo quattro anni di tregua e che li aveva portati a dichiarare <a href="https://www.democrata.es/en/international/the-houthis-claim-a-missile-attack-on-riyadh-airport-and-issue-a-final-warning-to-airlines/">a rischio per le compagnie internazionali l&#8217;intero spazio aereo saudita.</a> In tal senso, mentre in Yemen infuriano i combattimenti sul terreno <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/10/10/yemens-taiz-under-siege-again-as-food-and-fuel-prices-rise">tra le forze anti-Houthi e Ansar Allah, che gode del sostegno dell&#8217;Iran, </a>la <em>disrpution</em> di centinaia di voli diretti in <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/riyadh-airport-suspends-operations-after-attack-leaves-several-injured/4084666">Arabia Saudita ha aggiunto un nuovo problema politico ed economico al Paese di Mohammad bin Salman</a>, che ha visto un blocco totale dell&#8217;operatività <a href="https://www.abc.net.au/news/2026-10-11/riyadh-airport-suspends-flights-houthi-attacks-middle-east/107253260">dopo il terzo e più sanguinoso attacco</a> avvenuto sabato 10 ottobre.</p>



<p><strong>Gli Houthi sono in campo con una duplice proiezione</strong>: da un lato, in Yemen, consolidano il loro &#8220;Stato nello Stato&#8221;, che da un decennio ha sostanzialmente riportato le fratture del Paese all&#8217;epoca della divisione pre-unitaria, e godono di un&#8217;autonomia operativa dettata anche dalle difficoltà logistiche che ogni manovra e campagna volta a scardinarli deve affrontare. <strong>Dall&#8217;altro, contro i sauditi sfruttano il vantaggio dell&#8217;asimmetria</strong> e, come in occasione della precedente fase dell&#8217;intervento (2015-2022) di Riad in Yemen, colgono la possibilità di infliggere danni pesanti al Paese centrale nella Penisola Arabica utilizzando mezzi relativamente ridotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;asimmetria degli Houthi e le difficoltà di Riad</h2>



<p>Prima gli impianti petroliferi e la East-West Crude Oil Pipeline <a href="https://fortune.com/2026/10/09/iran-saudi-arabia-houthis-riyadh-airport-attack/">e ora gli aeroporti </a>sono nel mirino di una campagna che ha prima fatto vacillare la proiezione dell&#8217;Arabia Saudita nei mercati energetici internazionali e ora <strong><a href="https://www.reuters.com/business/energy/major-saudi-conferences-proceed-organisers-say-despite-deadly-airport-attack-2026-10-10/">mette sotto pressione</a> la sua capacità di essere hub intercontinentale,</strong> piattaforma di incontro economico, diplomatico, politico. L&#8217;Arabia Saudita ha giocato a lungo una <strong>politica di potenza in Yemen che si è scontrata con vincoli operativi e difficoltà a esercitare proiezione</strong>. </p>



<p>Da settembre <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/28/world/middleeast/yemen-war-800-dead.html">i morti in Yemen sono oltre 800</a>, comprese decine di vittime da parte della coalizione a guida saudita che ha compiuto attacchi aerei in profondità sul territorio controllato dagli Houthi, compresi dei raid contro l&#8217;aeroporto di Sana&#8217;a. Negli scontri<a href="https://www.iom.int/news/yemen-displacement-tops-200000-needs-soar-and-funding-alarmingly-dries"> tra i due Yemen, <strong>sono almeno 200mila gli sfollati</strong> dall&#8217;inizio del rinnovato confronto</a>, in un contesto in cui anche per i pesanti raid e l&#8217;intervento della coalizione a guida saudita, oltre che per l&#8217;insorgenza degli Houthi, milioni di persone hanno dovuto lasciare le proprie case nella fase precedente di un conflitto civile che ha logorato un Paese fragilissimo (<a href="https://www.unrefugees.org/emergencies/yemen/">il 14% della popolazione</a>, oltre 4 milioni di persone, era sfollato secondo l&#8217;Unhcr nel 2025) e prodotto una grave crisi umanitaria oltre che un buco nero geopolitico. </p>



<p>L&#8217;Arabia Saudita ha, con durezza, spesso portato la guerra nel territorio yemenita e ora si trova sotto crescente pressione. <strong>L&#8217;ipotesi di subire danni così strutturati</strong> non era, con ogni probabilità, stata messa in conto dagli strateghi di Casa Saud e l&#8217;azione degli Houthi crea un problema sistemico. &#8220;Gli attacchi non mirano solo a interrompere il traffico aereo, ma anche a minare il morale pubblico saudita e a creare pressione psicologica sul regno&#8221;, ha sottolienato a riguardo l&#8217;analista dell&#8217;Institute for National Security Strategy della Tel Aviv University Danny Citrinowicz, aggiungendo che &#8220;una delle sfide fondamentali nel trattare con gli Houthi è che ogni volta che la pressione militare contro di loro aumenta, essi rispondono intensificando ulteriormente le ostilità piuttosto che indietreggiando&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Told <a href="https://x.com/BBCUrdu?ref_src=twsrc%5Etfw">@BBCUrdu</a> that the Houthi attacks on Saudi airports are not merely military operations but part of a broader political and psychological strategy.<br><br>The Houthis&#39; primary motivation is based on a principle of  blockade for blockade. The Houthis made their position very clear… <a href="https://t.co/R40y85wxuG">https://t.co/R40y85wxuG</a></p>&mdash; Danny (Dennis) Citrinowicz ,داني سيترينوفيتش (@citrinowicz) <a href="https://x.com/citrinowicz/status/2109032174519275739?ref_src=twsrc%5Etfw">October 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi della strategia saudita</h2>



<p>Quanto sottolineato da Citrinowicz mostra con chiarezza che <strong>l&#8217;Arabia Saudita ha difficoltà a maneggiare le conseguenze della crisi yemenita.</strong> <a href="https://responsiblestatecraft.org/saudi-arabia-houthi/">Come ha scritto <em>Responsible Statecraft</em>,</a> i sauditi hanno fatto flop in Yemen e hanno perso l&#8217;occasione di trasformare la tregua trainata dalla distensione di Riad con l&#8217;Iran in una pacificazione strutturale dello Yemen mentre, nota la testata del Quincy Institute, &#8220;gli Houthi non sono stati indeboliti militarmente da nessuna delle campagne punitive lanciate contro di loro: né <a href="https://www.npr.org/2025/08/30/nx-s1-5522932/houthi-prime-minister-dead-yemen-israel-airstrike" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dagli attacchi</a> mirati di Israele , che hanno ucciso il primo ministro e il capo di stato maggiore del gruppo, né<br><a href="https://www.nbcnews.com/politics/national-security/trump-operation-houthis-cost-1-billion-rcna205333" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dall&#8217;Operazione Rough Rider</a> , la campagna di bombardamenti statunitensi durata due mesi e costata un miliardo di dollari lo scorso anno&#8221;. <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/2026-10-11/ty-article/.premium/a-saudi-arabia-under-attack-could-dictate-the-timing-of-a-war-against-iran/000001a1-2781-d5af-a3b7-2fb1a76f0000">Zvi Bar&#8217;el su Haaretz aggiunge </a>che agli Houthi basta &#8220;rendere la guerra così costosa, prolungata e dannosa da rendere Riad insicura sul raggiungimento dei suoi obiettivi&#8221;, sottolineando che questo &#8220;indica un altro dilemma saudita: come definire il concetto di vittoria in Yemen&#8221;, fattispecie ancora assai nebulosa.</p>



<p>Ciò che è oneroso per l&#8217;Arabia Saudita è solo una piccola frazione di ciò che è andato in scena in Yemen in un lungo decennio di guerra. E questo mostra la fragilità della capacità di Riad di governare le conseguenze del conflitto. <strong>Lo Yemen ha subito danni umani e fisici notevoli da anni di guerra, l&#8217;intervento saudita in due tempi non si è rivelato decisivo</strong> se non per risolvere delle questioni inerenti al campo anti-Houthi, come nel caso degli scontri tra Aden e il Consiglio di Transizione del Sud (Stc) filo-emiratino tra fine 2025 e inizio 2026, e ora la fragilità saudita è un problema strategico regionale. </p>



<p>Sarà da capire quanto questa fase impatterà sull&#8217;attivazione concreta del <a href="https://it.insideover.com/difesa/attivato-laccordo-di-la-mecca-pakistan-e-turchia-blindano-larabia-saudita.html" type="post" id="531667">sostegno dei partner del <strong>Patto di La Mecca, Turchia e Pakistan, per la difesa dai raid</strong></a>, in che misura ci sarà una spinta a un maggior coinvolgimento statunitense da parte di Mbs e della sua cerchia e quanto un&#8217;escalation potenziale in Yemen potrebbe destabilizzare l&#8217;intero quadrante del Grande Medio Oriente. Una crisi strutturale dell&#8217;Arabia Saudita è un fatto che nessuna potenza regionale può permettersi. Il fatto che Riad si sia impantanata in Yemen crea problematiche imprevedibili in una situazione tesa dove, soprattutto con vista Iran e Hormuz, molti equilibri devono ancora definirsi e ogni accelerazione in teatri conflittuali può avere conseguenze a cascata non prevedibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.democrata.es/en/international/the-houthis-claim-a-missile-attack-on-riyadh-airport-and-issue-a-final-warning-to-airlines/">https://www.democrata.es/en/international/the-houthis-claim-a-missile-attack-on-riyadh-airport-and-issue-a-final-warning-to-airlines/</a></li>



<li><a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/2026-10-11/ty-article/.premium/a-saudi-arabia-under-attack-could-dictate-the-timing-of-a-war-against-iran/000001a1-2781-d5af-a3b7-2fb1a76f0000">https://www.haaretz.com/middle-east-news/2026-10-11/ty-article/.premium/a-saudi-arabia-under-attack-could-dictate-the-timing-of-a-war-against-iran/000001a1-2781-d5af-a3b7-2fb1a76f0000</a></li>



<li><a href="https://x.com/citrinowicz/status/2109032174519275739">https://x.com/citrinowicz/status/2109032174519275739</a></li>



<li><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/10/10/yemens-taiz-under-siege-again-as-food-and-fuel-prices-rise">https://www.aljazeera.com/news/2026/10/10/yemens-taiz-under-siege-again-as-food-and-fuel-prices-rise</a></li>



<li><a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/riyadh-airport-suspends-operations-after-attack-leaves-several-injured/4084666">https://www.aa.com.tr/en/middle-east/riyadh-airport-suspends-operations-after-attack-leaves-several-injured/4084666</a></li>



<li><a href="https://www.abc.net.au/news/2026-10-11/riyadh-airport-suspends-flights-houthi-attacks-middle-east/107253260">https://www.abc.net.au/news/2026-10-11/riyadh-airport-suspends-flights-houthi-attacks-middle-east/107253260</a></li>



<li><a href="https://fii-institute.org/conference/fii-10th-edition/">https://fii-institute.org/conference/fii-10th-edition/</a></li>



<li><a href="https://www.nytimes.com/2026/09/28/world/middleeast/yemen-war-800-dead.html">https://www.nytimes.com/2026/09/28/world/middleeast/yemen-war-800-dead.html</a></li>



<li><a href="https://www.unrefugees.org/emergencies/yemen/">https://www.unrefugees.org/emergencies/yemen/</a></li>



<li><a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/10/11/iran-war-live-12-killed-in-riyadh-us-weighs-joining-fight-against-houthis">https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/10/11/iran-war-live-12-killed-in-riyadh-us-weighs-joining-fight-against-houthis</a></li>



<li><a href="https://www.reuters.com/business/energy/major-saudi-conferences-proceed-organisers-say-despite-deadly-airport-attack-2026-10-10/">https://www.reuters.com/business/energy/major-saudi-conferences-proceed-organisers-say-despite-deadly-airport-attack-2026-10-10/</a></li>



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		<title>I ponti sul Dnepr, la strettoia che mette a rischio la resistenza dell’Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-ponti-sul-dnepr-la-strettoia-che-mette-a-rischio-la-resistenza-dellucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 14:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/controffensiva-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/controffensiva-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/controffensiva-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/controffensiva-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/controffensiva-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/controffensiva-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/controffensiva-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/controffensiva-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'obiettivo strategico russo di limitare il transito sul fiume non richiede un impegno massiccio di munizionamento di precisione.  </p>
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<p>La vera vulnerabilità della logistica ucraina non risiede soltanto nella distanza dai confini orientali o nella pressione sui depositi di munizioni, ma nel collo di bottiglia infrastrutturale che attraversa il cuore della capitale. Gli <strong>attraversamenti sul Dnipro nell’area metropolitana di Kyiv</strong> costituiscono il nodo neuroalgico che tiene unite due metà economicamente e funzionalmente distinte del Paese. La minaccia di una campagna di attacchi sistemici mirata a tali opere non punta necessariamente al loro crollo strutturale. La vera insidia strategica risiede nella generazione di una <strong>frizione logistica paralizzante</strong>, capace di trasformare la gestione della rete viaria in una vulnerabilità sistemica per l&#8217;intero sforzo bellico e per la resilienza macroeconomica dell&#8217;Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La neutralizzazione del nodo</strong></h2>



<p>In un contesto di guerra d&#8217;usura, la dottrina militare dimostra che non occorre abbattere un&#8217;opera ingegneristica per annularne la funzione operativa. Per un aggressore, il reale bersaglio è la <strong>disponibilità continuativa dell’infrastruttura</strong>. È sufficiente provocare danni alle carreggiate, ai giunti di dilatazione o alle strutture d&#8217;accesso per imporre alle autorità locali <strong>chiusure precauzionali, limitazioni di tonnellaggio e ispezioni di sicurezza</strong>. Questa degradazione trasforma immediatamente un&#8217;arteria di grande scorrimento in una strettoia ad alto rischio. In termini politico-amministrativi e logistici, un ponte soggetto a restrizioni o accessibile solo a finestre orarie ridotte equivale a un nodo parzialmente neutralizzato, incapace di garantire la regolarità dei flussi d&#8217;approvvigionamento necessari alle retrovie e al fronte.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La frattura tra le due economie della capitale</strong></h2>



<p>L&#8217;impatto primario di tale frizione colpisce l&#8217;equilibrio del bacino metropolitano. Kyiv non è soltanto il centro del comando politico-militare; è un&#8217;architettura urbana fondata sulla complementarità tra le due sponde del fiume. <a href="https://www.vipiu.it/leggi/perche-i-russi-attaccano-i-ponti-sul-dnipro-notizie-dallucraina-podcast-adnkronos/">La <strong>riva destra</strong> concentra le funzioni direzionali, le sedi governative, i ministeri e i servizi ad alto valore aggiunto. La <strong>riva sinistra</strong> costituisce il polmone residenziale della città, nonché la sede di complessi logistici, hub di stoccaggio e terminali di raccordo verso i corridoi orientali.</a> L&#8217;interruzione o il forte rallentamento degli attraversamenti provoca una <strong>frattura sistemica nel mercato del lavoro urbano</strong> e nella distribuzione dei beni di prima necessità. Migliaia di pendolari, tecnici, personale sanitario e lavoratori della pubblica amministrazione si troverebbero nell&#8217;impossibilità di raggiungere tempestivamente le proprie sedi, compromettendo la continuità operativa dei servizi essenziali e la tenuta istituzionale dello Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal collo di bottiglia urbano all’irrigidimento nazionale</strong></h2>



<p>Le conseguenze della saturazione dei ponti di Kyiv superano rapidamente i confini della capitale per riflettersi sull&#8217;intera architettura della <strong>logistica di guerra ucraina</strong>. Kyiv funziona come un grande distributore di flussi che collegano i valichi di confine occidentali con i territori esposti del centro-est e del sud. Lungo queste direttrici transitano materiali di riparazione per la rete elettrica, equipaggiamenti, carburante, derrate alimentari e forniture mediche. Quando la capacità di transito sul Dnipro viene compressa, i volumi di traffico residui si riversano sui pochi assi ancora agibili, innescando <strong>fenomeni di congestione a cascata</strong>. In un&#8217;economia bellica, la dilatazione dei tempi di trasporto e l&#8217;incertezza sulla puntualità delle consegne si traducono in un incremento diretto dei costi di gestione e in una drammatica perdita di flessibilità strategica.</p>



<p>L&#8217;effetto è particolarmente acuto per i <strong>ponti a uso misto stradale e ferroviario</strong>, dove l&#8217;interruzione di un singolo binario priva il sistema della necessaria elasticità di carico. Il vero moltiplicatore di crisi è la drammatica carenza di rotte alternative idonee a sostenere il traffico pesante. Qualora gli attraversamenti centrali della capitale venissero resi inagibili, le opzioni di deviazione a nord risultano geograficamente limitate e militarmente esposte, mentre verso sud l&#8217;infrastruttura di valico più vicina impone <strong>deviazioni stradali superiori ai 140 chilometri</strong>. In condizioni d&#8217;emergenza, un simile aggiramento comporta un aumento dei tempi di percorrenza di oltre tre ore per singolo viaggio, senza calcolare i rallentamenti ai checkpoint di sicurezza e l&#8217;usura precoce dei mezzi pesanti. <a href="https://www.startupbusiness.it/perche-i-russi-attaccano-i-ponti-sul-dnipro-notizie-dallucraina-podcast-adnkronos/203966/">Questo prolungamento forzato converte la mobilità in un fattore di rischio permanente, esponendo i convogli di rifornimento alla ricognizione satellitare e all&#8217;interdizione aerea nemica durante la sosta prolongata nelle aree di congestione.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La logorante dimensione della guerra d&#8217;usura</strong></h2>



<p>In ultima analisi, il rischio legato all&#8217;integrità dei ponti sul Dnipro evidenzia la natura asimmetrica della pressione infrastrutturale. L&#8217;obiettivo strategico di limitare il transito sul fiume non richiede un impegno massiccio di munizionamento di precisione per il crollo dei pilastri: è sufficiente mantenere un <strong>livello costante di minaccia</strong> che costringa la difesa ucraina a frammentare i sistemi di difesa antiaerea attorno a molteplici obiettivi civili. La gestione della frizione logistica diventa così un banco di prova decisivo. Garantire la tenuta dei ponti di Kyiv significa preservare la continuità amministrativa del Paese, proteggere l&#8217;integrazione tra le sue regioni e impedire che il collo di bottiglia del Dnipro paralizzi l&#8217;intera catena di distribuzione dello Stato.</p>



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		<title>L’illusione dell’autonomia strategica: perché il riarmo dell&#8217;Europa non produce vera deterrenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lillusione-dellautonomia-strategica-perche-il-riarmo-delleuropa-non-produce-vera-deterrenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 00:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="601" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="long range standoff" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff.avif 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-600x451.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L'autonomia strategica dell'Europa rimane un miraggio fino a quando Bruxelles scambierà l'aumento dei bilanci  per indipendenza politica.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="601" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="long range standoff" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff.avif 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-600x451.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Le cancellerie dell&#8217;Europa occidentale continuano a cullarsi in una narrazione rassicurante quanto priva di consistenza reale: l&#8217;idea che l&#8217;accumulo progressivo di spese militari, unito a una semplice giustapposizione di accordi difensivi, si traduca automaticamente in <strong>autonomia strategica</strong>. L&#8217;illusione di una difesa comunitaria autosufficiente si infrange quotidianamente di fronte alla dura realtà delle architetture di sicurezza europee, caratterizzate da un&#8217;estrema frammentazione decisionale e da una dipendenza strutturale nei confronti di Washington che i vertici di Bruxelles si ostinano a ignorare. Mentre l&#8217;Unione Europea celebra la propria presunta svolta militare con toni trionfalistici, <strong>la realtà operativa dell&#8217;Alto Nord e del Mar Baltico dimostra quanto sia fragile l&#8217;intera impalcatura politica dell&#8217;Anfiteatro Atlantico.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rompicapo finlandese</strong></h2>



<p>Il caso della <strong>Finlandia</strong> rappresenta il laboratorio perfetto per analizzare le contraddizioni dell&#8217;architettura di sicurezza continentale. Dopo aver fatto il suo ingresso nella <strong>NATO</strong> e integrato il <strong>Nuclear Planning Group</strong>, Helsinki ha continuato ad accumulare garanzie sovrapposte, partecipando alla <strong>Joint Expeditionary Force (JEF)</strong> a guida britannica e aderendo alla <strong>Forward Deterrence</strong> proposta da Parigi. L&#8217;idea che questa somma di trattati costituisca un unico ombrello protettivo è una fallacia strategica. La <strong>JEF</strong>, pur disponendo di uno <strong>Standing Joint Force Headquarters</strong> operativo, rimane un coordinamento di forze nazionali la cui attivazione richiede un consenso politico puntuale, mentre la <strong>Forward Deterrence</strong> francese offre cooperazione addestrativa e gestionale dell&#8217;escalation senza tuttavia concedere alcuna condivisione del pulsante nucleare, che rimane saldamente custodito all&#8217;Élysée. </p>



<p>L&#8217;avversario strategico non si trova di fronte a una catena di comando monolitica, ma a un puzzle di sovranità concorrenti. Nelle fasi critiche di una crisi, la pluralità di attori non genera una risposta coordinata, bensì una paralisi decisionale in cui ciascuna capitale applica una propria interpretazione dell&#8217;intensità della minaccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il mito dell&#8217;autonomia britannica</strong></h2>



<p>Sul fronte occidentale, il <strong>Regno Unito</strong> promuove la propria <strong>Continuous At-Sea Deterrence</strong> basata sui sottomarini classe <strong>Vanguard</strong> come presidio di sicurezza indipendente per l&#8217;Europa. Sebbene l&#8217;autorizzazione all&#8217;impiego operativo competa esclusivamente al Primo Ministro di Londra, la sostenibilità nel lungo termine del sistema <strong>Trident II D5</strong> dimostra il contrario. La progettazione dei vettori, la componentistica critica, il know-how tecnologico e la manutenzione periodica effettuata presso le infrastrutture di <strong>Kings Bay</strong> in Georgia mantengono la capacità nucleare britannica inserita all&#8217;interno di un perimetro industriale interamente statunitense. Parlare di autonomia operativa senza autonomia industriale è un esercizio di pura cosmesi diplomatica: se l&#8217;ecosistema tecnico americano dovesse ritirare il proprio supporto, il deterrente britannico perderebbe la propria continuità strategica nel giro di pochi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ipertrofia contabile a Bruxelles</strong></h2>



<p>Di fronte a queste fragilità, l&#8217;Unione Europea risponde nell&#8217;unico modo che conosce: accumulando cifre da capogiro nei propri bilanci senza costruire una vera vision geostrategica. I dati diffusi <a href="https://geopolitica.info/finlandia-deterrenza-avanzata-francese-implicazioni-sicurezzaeuropea/">dall&#8217;<strong>Agenzia Europea per la Difesa (EDA)</strong> tracciano il quadro di un riarmo imponente quanto disordinato. Nel 2025 la spesa complessiva per la Difesa degli Stati membri ha raggiunto i 418 miliardi di euro, pari al 2,2% del PIL comunitario, con stime che prevedono una crescita a 454 miliardi nel 2026 e l&#8217;incredibile</a> cifra di 547 miliardi entro il 2029. Attraverso strumenti come il fondo <strong>SAFE</strong> e l&#8217;attivazione di clausole di salvaguardia per sganciare gli investimenti militari dai vincoli del Patto di Stabilità, la <strong>Commissione europea</strong> punta a mobilitare centinaia di miliardi nei prossimi quattro anni. </p>



<p>Tuttavia, questo flusso enorme di denaro pubblico non risolve il deficit industriale di fondo. Le catene di fornitura europee rimangono vulnerabili, frammentate lungo confini nazionali e prive delle economie di scala indispensabili per sostenere un conflitto ad alta intensità. L&#8217;aumento dei budget non equivale a una maggiore capacità di combattimento se le risorse vengono disperse in rivoli contabili privi di standardizzazione bellica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La gestione della guerra ibrida</strong></h2>



<p>Il vero punto debole della postura europea si colloca nella zona grigia che precede la soglia del conflitto convenzionale. Un impianto difensivo sbilanciato sui grandi deterrenti strategici si rivela del tutto inefficace di fronte ad azioni ostili sotto soglia, come interferenze informatiche, sabotaggi marittimi alle infrastrutture critiche, disturbi elettronici <strong>GNSS</strong> e incursioni di droni non identificati. In questo spazio d&#8217;ombra, la reazione di alcuni governi dell&#8217;Europa orientale scivola frequentemente nella provocazione incontrollata. </p>



<p>L&#8217;atteggiamento aggressivo della <strong>Lituania</strong>, concretizzatosi nella proposta parlamentare di rimuovere dalla Costituzione il divieto di stazionare armi di distruzione di massa e basi straniere sul proprio suolo, rischia di esporre l&#8217;intero continente a un&#8217;escalation catastrofica. Mentre le Repubbliche baltiche sollecitano centinaia di milioni di euro per realizzare scudi anti-drone e paventano allarmi spesso non supportati da evidenze oggettive, <strong>le risposte operative reali difettano di coordinamento,</strong> capacità di intelligence e rapidità nell&#8217;attribuzione delle minacce. La disconnessione tra gli annunci d&#8217;allarme sbandierati dai vertici politici e l&#8217;effettiva prontezza industriale ed elettronica evidenzia la profonda fragilità della sicurezza europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le sfide concrete della sicurezza continentale</strong></h2>



<p>Per uscire da questa logica d&#8217;impasse e costruire una postura geostrategica credibile, l&#8217;Europa deve affrontare snodi critici inderogabili. In primo luogo <strong>occorre superare la frammentazione industriale,</strong> concentrando la spesa militare sulla creazione di consorzi integrati ed eliminando i duplicati nazionali nella produzione di munizionamento pesante e sistemi di difesa aerea. Allo stesso tempo diventa prioritario stabilire protocolli condivisi di intelligence per contrastare le minacce sotto soglia senza dipendere costantemente dai canali informativi d&#8217;oltreoceano, razionalizzando le catene di comando tra i piani <strong>NATO</strong>, le iniziative della <strong>JEF</strong> e le dottrine nazionali per evitare la paralisi in fase di gestione dell&#8217;escalation. </p>



<p>L&#8217;autonomia strategica dell&#8217;Europa rimane un miraggio fino a quando Bruxelles e le principali capitali comunitarie continueranno a scambiare l&#8217;aumento dei bilanci della Difesa per reale indipendenza politica. <strong>Senza una catena di comando unitaria</strong>, senza un&#8217;industria militare davvero integrata e senza una visione geopolitica autonoma dalle direttive americane, l&#8217;Europa continuerà a essere un gigante finanziario e un nano strategico, esposto alle tempeste della politica globale e incapace di proteggere i propri confini con le sole proprie forze.</p>



<p></p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="fNhzqimj8h"><a href="https://geopolitica.info/finlandia-deterrenza-avanzata-francese-implicazioni-sicurezzaeuropea/">La Finlandia si unisce alla deterrenza avanzata francese: quali implicazioni per la sicurezza europea?</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La Finlandia si unisce alla deterrenza avanzata francese: quali implicazioni per la sicurezza europea?&#8221; &#8212; Geopolitica.info" src="https://geopolitica.info/finlandia-deterrenza-avanzata-francese-implicazioni-sicurezzaeuropea/embed/#?secret=SqJZrlkZos#?secret=fNhzqimj8h" data-secret="fNhzqimj8h" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="tzdGHe7SlU"><a href="https://pagineesteri.it/2026/09/28/europa/le-atomiche-francesi-arrivano-in-lettonia/">Le atomiche francesi arrivano in Lettonia</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Le atomiche francesi arrivano in Lettonia&#8221; &#8212; Pagine Esteri" src="https://pagineesteri.it/2026/09/28/europa/le-atomiche-francesi-arrivano-in-lettonia/embed/#?secret=0aLZONOfFC#?secret=tzdGHe7SlU" data-secret="tzdGHe7SlU" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lillusione-dellautonomia-strategica-perche-il-riarmo-delleuropa-non-produce-vera-deterrenza.html">L’illusione dell’autonomia strategica: perché il riarmo dell&#8217;Europa non produce vera deterrenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 00:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Programma missilistico iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo alcuni analisti l'Iran è in seria difficoltà a ricostituire la produzione di missili e droni. È davvero così? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html">L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>A seguito delle operazioni militari israeliane e statunitensi contro l&#8217;<strong>Iran</strong> nel 2025 e all&#8217;inizio del 2026, gli analisti hanno discusso a lungo sulla capacità dell&#8217;Iran di ricostituire il proprio arsenale di missili e droni. Secondo <strong>Jim Lamson</strong>, ex analista della CIA che ora è autore su <em><a href="https://warontherocks.com/iran-faces-severe-challenges-to-rebuild-missile-and-drone-production/">War on the rocks</a></em>, <strong>Teheran in questo momento avrebbe serie difficoltà a ristabilire la produzione a regime di missili balistici e di droni <em>one way</em>,</strong> proprio a causa dei danni subiti nei vari attacchi aerei portati da Israele e dagli Stati Uniti negli ultimi due anni. </p>



<p>L&#8217;autore parte da un assunto preciso, ovvero che sia importante sottolineare che gli attacchi del 2024, 2025 e soprattutto del 2026 hanno causato complessivamente gravi danni all&#8217;industria missilistica e dei droni iraniana, <strong>nonché alla sua più ampia base industriale e di ricerca nel settore della difesa.</strong> Nell&#8217;articolo si afferma anche che da quando sono stati interrotti gli attacchi contro le industrie missilistiche e dei droni iraniane nell&#8217;aprile del 2026, si sono susseguite <strong>dichiarazioni contrastanti</strong> sullo stato della capacità di Teheran di produrre nuovi sistemi. Ad esempio, molti funzionari statunitensi e israeliani hanno affermato che l&#8217;Iran non è più in grado di produrre missili e droni. Tuttavia, la rapida ripresa dell&#8217;Iran dopo la guerra della primavera del 2026 avrebbe sorpreso alcuni funzionari israeliani, <strong>sollevando il timore che l&#8217;Iran possa tornare a produrre centinaia di missili al mese.</strong></p>



<p>Dal canto loro, i funzionari iraniani <a href="https://farsnews.ir/Rahgozar_b/1791267983596046871/Iran-Army-Missile-Drone-Production-Continues-with-Large-Stockpiles">hanno affermato</a> che, nonostante gli attacchi, l&#8217;Iran ha continuato a produrre e migliorare missili e droni. Probabilmente si tratta di una mera strategia di deterrenza e, semmai, riflette l&#8217;assemblaggio di missili da parte dell&#8217;Iran a partire da componenti già pronti, piuttosto che la ricostituzione delle sue industrie e catene di approvvigionamento. </p>



<p>Verso la fine di maggio, però, la <em>CNN </em><a href="https://edition.cnn.com/2026/05/21/politics/iran-military-rebuild">riferiva</a> che l&#8217;<strong>Iran aveva già riavviato parte della produzione</strong> di droni durante la tregua iniziata ad aprile, come riferivano quattro fonti dell&#8217;intelligence USA, e che pertanto l&#8217;apparato militare iraniano si stava ricostituendo molto più velocemente di quanto inizialmente stimato. Tale ricostituzione delle capacità militari – che include anche il ripristino di siti missilistici, lanciatori e della capacità produttiva per sistemi d&#8217;arma chiave – implicava che l&#8217;Iran fosse rimasto una minaccia significativa per gli alleati della regione. </p>



<p>Queste indiscrezioni di intelligence riferite dalla <em>CNN </em>avevano inoltre messo in discussione le valutazioni circa l&#8217;effettiva entità del deterioramento a lungo termine subito dalle forze armate iraniane, soprattutto in considerazione del fatto che le stesse fonti avevano riferito che l&#8217;Iran sarebbe stato in grado di <strong>ripristinare completamente la propria capacità di attacco tramite droni in appena sei mesi</strong>. </p>



<p>Stando a questa valutazione, pertanto, l&#8217;Iran dovrebbe oggi quasi essere a pieno regime. Quindi, qual è lo stato attuale dell&#8217;industria missilistica e dei droni iraniana? </p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione dei danni</h2>



<p>Bisogna prima sottolineare che la valutazione dei danni inflitti in battaglia (<strong>BDA – Battle Damage Assessment</strong>) non è mai facile, e si basa sulle informazioni che è possibile ottenere da fonti diverse, come l&#8217;HUMINT (Human Intelligence) ovvero “spie” in loco, ricognizione (ad esempio fotografie satellitari), intelligence dei segnali (SIGINT – <em>Signal Intelligence</em>) e altri fattori come le modifiche nel rateo e intensità degli attacchi nemici. Una tregua, in quest&#8217;ultimo caso, non aiuta a capire se effettivamente le infrastrutture produttive siano state distrutte completamente, parzialmente o solo leggermente in quanto le operazioni di guerra vengono sospese. Peraltro, un cessate il fuoco permette all&#8217;avversario di ricostituire le proprie forze, cambiare dottrina operativa in base alle lezioni apprese ed eventualmente distribuire e occultare la propria catena produttiva e/o i propri assetti bellici.</p>



<p>La BMD post operazione Epic Fury <strong>non è stata resa pubblica</strong> se non in piccola parte – di solito non viene quasi mai fatto – pertanto risulta difficile, per chi non ha accesso a fonti riservate, stabilire se davvero l&#8217;Iran abbia subito gravi danni alla propria industria missilistica e di droni. </p>



<p>L&#8217;autore dell&#8217;articolo su <em>War on the rocks</em>, sostiene che <strong>nel breve termine</strong>, l&#8217;Iran potrebbe teoricamente assemblare nuovi missili balistici, missili da crociera e droni – forse centinaia o addirittura migliaia – utilizzando le sue scorte prebelliche di componenti finiti. Una valutazione plausibile stante quanto giuntoci in modo aperto dalle fonti di intelligence ufficiali. Afferma invece che <strong>nel lungo termine</strong> l&#8217;Iran dovrà ricostruire le sue industrie missilistiche e dei droni, gravemente danneggiate, per produrre nuovi sistemi e, soprattutto, per migliorare quelli esistenti e svilupparne di nuovi. </p>



<p>Gli attacchi israeliani e statunitensi hanno preso di mira le <strong>catene di produzione e approvvigionamento</strong> delle industrie missilistiche e dei droni iraniane (come ad esempio le industrie chimiche deputate alla fabbricazione del carburante per missili balistici). In tal modo, hanno colpito sia le organizzazioni principali che sviluppano e producono missili e droni, sia <strong>i principali fornitori e le industrie nazionali che li supportano. </strong>Secondo la valutazione di Lamson (in continua evoluzione), <strong>gli attacchi condotti tra il 2024 e il 2026 hanno colpito oltre 40 siti industriali per missili balistici,</strong> quasi 20 per missili da crociera e oltre 20 per droni, oltre a decine di altri siti di ricerca e sviluppo nel settore della difesa che supportano la produzione iraniana di missili e droni. </p>



<p>Le forze militari israeliane e statunitensi si sono quindi concentrate sugli elementi critici delle industrie missilistiche e dei droni iraniane, inclusi i siti importanti per i sistemi di guida e controllo, la propulsione, le testate, le cellule, i lanciatori e l&#8217;assemblaggio finale. Inoltre, la campagna aerea alleata avrebbe compromesso pesantemente la <strong>capacità di ricerca e sviluppo</strong>, ovvero un altro pilastro dell&#8217;industria bellica insieme alla produzione della componentistica e agli snodi della catena di approvvigionamento.</p>



<p>L&#8217;autore riferisce però <strong>un certo grado di incertezza</strong> quando sostiene che “probabilmente gli sforzi di Teheran verso il miglioramento delle proprie capacità missilistiche sono stati compromessi dalle operazioni belliche”. </p>



<p>Si ritiene pertanto, in base alle evidenze che ci giungono da altri teatri di conflitto, che il progressivo estendersi degli attacchi israelo-statunitensi alle infrastrutture industriali e logistiche iraniane possa effettivamente aver messo in crisi le capacità di Teheran di produzione missilistica e di droni, in quanto la tempistica di riparazione dei danni è oggettivamente più lunga di quella intercorsa tra un attacco e quello successivo, ma la lunga tregua e il <strong>sostegno di attori terzi</strong> con tecnologie di uso duale – che aggirano l&#8217;embargo internazionale – può aver permesso all&#8217;Iran di ricostituire parzialmente la propria catena produttiva, che comunque non è in questo momento in grado di supportare un utilizzo intensivo di missili balistici e droni come osservato all&#8217;inizio del conflitto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-a-corto-di-missili-e-droni-lanalisi-dei-danni-inferti-da-americani-e-israeliani.html">L&#8217;Iran a corto di missili e droni? L&#8217;analisi dei danni inferti da americani e israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Accordo con Putin: la mossa del cavallo di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-putin-la-mossa-del-cavallo-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 14:08:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1511" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Accordo con Putin: la mossa del cavallo di Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-600x472.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-1024x806.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-768x604.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-1536x1209.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La distanza tra Kiev, i suoi sponsor e Trump è ormai palese. Il presidente americano, a fronte all'irriducibilità dei suoi interlocutori, ha deciso di forzare la mano, nulla importando della loro resistenza. Meglio, di aggirarla con una mossa del cavallo. Ed è interessante anche la reazione di Trump alle furibonde critiche di Zelensky: interpellato sul tema, si è limitato a rispondere: "Okey".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-putin-la-mossa-del-cavallo-di-trump.html">Accordo con Putin: la mossa del cavallo di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1511" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Accordo con Putin: la mossa del cavallo di Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-600x472.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-1024x806.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-768x604.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411100700734_0d620de2cad1a51c6e01c209035555da-1536x1209.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;accordo tra Trump e Putin sul gasolio russo, che ne consente l&#8217;esportazione, non riguarda le Midterm, di cui a Trump non importa nulla (lo <a href="https://periskopi.com/it/2026/5/donald-trump-interessano-elezioni-medio-termine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha pure detto</a>&#8230;), quanto la geopolitica globale. Infatti, Trump sa perfettamente che non abbasserà di molto il prezzo del gasolio in America, fattore che dovrebbe condannare il suo partito alla sconfitta, e che l&#8217;impatto vero di tale misura, comunque sempre insufficiente a riequilibrare il mercato, inizierà a novembre, quando il voto si sarà consumato.</p>



<p>Per un&#8217;analisi dettagliata sul tema rimandiamo al <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2026/10/09/trump-says-putin-will-export-diesel-bid-lower-prices/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a>, quel che interessa evidenziare, invece, è che la mossa di Trump è Politica, con la P maiuscola (cioè non elettorale) più che economica, e avrà effetti sia nel ristretto ambito del conflitto ucraino sia a livello globale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-WP-13-1024x365.jpg" alt="" class="wp-image-83941"/></figure>



<p>Sull&#8217;Ucraina è palese che è una mossa contro Zelensky e i suoi sponsor internazionali, che infatti sono furibondi, e per dimostrarlo Kiev ha colpito una infrastruttura petrolifera russa subito dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;intesa.</p>



<p>L&#8217;annuncio, peraltro, è giunto mentre a Miami si teneva una riunione tra Wiktoff e Kushner e le delegazioni europee e ucraine, nella quale gli uomini di Trump hanno prospettato nuove opzioni per risolvere il conflitto.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.axios.com/2026/10/10/trump-zelensky-putin-diesel-deal-war"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-A-13-1024x379.jpg" alt="U.S. official: Trump cut deal with Putin after Zelensky ignored his requests" class="wp-image-83943"/></a></figure>



<p>Ma evidentemente tali proposte non hanno trovato riscontro presso gli interlocutori, tanto che gli americani avrebbero ventilato (minacciato, secondo una fonte di <a href="https://www.axios.com/2026/10/10/trump-zelensky-putin-diesel-deal-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>) di rescindere i rapporti di intelligence con Kiev. A dimostrazione dell&#8217;inutilità del dialogo il fatto che la riunione è terminata prima del previsto, riferisce <a href="https://ctrana.one/news/513540-perehovory-ssha-i-ukrainy-v-majami-zavershilis-ranshe-zaplanirovannoho.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana </a>(all&#8217;opposto, la telefonata Putin-Trump non finiva più, nessuno dei due voleva chiudere).</p>



<p>La distanza tra Kiev, i suoi sponsor e Trump è ormai palese. Il presidente americano, a fronte all&#8217;irriducibilità dei suoi interlocutori, ha deciso di forzare la mano, nulla importando della loro resistenza. Meglio, di aggirarla con una mossa del cavallo. Ed è interessante anche la reazione di Trump alle furibonde critiche di Zelensky: interpellato sul tema, si è limitato a rispondere: &#8220;<a href="https://ctrana.one/news/513541-donald-tramp-prokommentiroval-kritiku-vladimira-zelenskoho.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Okey</a>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-S-3-1024x487.jpg" alt="&quot;Okay.&quot; Trump responded with restraint to Zelensky's comments that he was &quot;weak&quot; due to the easing of sanctions against Russia." class="wp-image-83945"/></figure>



<p>Se Kiev continuerà a bersagliare la produzione, la raffinazione e la distribuzione del petrolio russo rischia di incorrere nelle ire trumpiane. Ma è solo uno dei problemi di Zelensky, dal momento che il forcing russo sul conflitto &#8211; iniziato quando Kiev ha alzato il tiro bersagliando, oltre alla produzione energetica, il Mar Nero, i grandi magazzini e le infrastrutture russe &#8211; sta praticamente demolendo l&#8217;Ucraina.</p>



<p>Il porto di Odessa è ormai praticamente chiuso, con conseguente chiusura del commercio ucraino nel Mar Nero, a cui si aggiungono le restrizioni commerciali causate dai bombardamenti ai nodi di interscambio fluviali, alle ferrovie, alle locomotive, ai ponti e ad altre infrastrutture strategiche, target che si sono aggiunti ai precedenti: la produzione e la logistica militare e le centrali energetiche.</p>



<p>Non è possibile sostenere una campagna militare prolungata senza infrastrutture e logistica che la supportino (inutile aggiungere la produzione, ché questa ormai è quasi a zero) e gli sponsor internazionali non possono colmare tale deficit. La realtà dovrebbe vincere la testardaggine di Zelensky, che si ostina invece a proseguire questa guerra per procura contro la Russia fino all&#8217;ultimo ucraino.</p>



<p>Il punto è che Zelensky non può liberarsi dai suoi sponsor internazionali, convinti di poterla proseguire fino al punto di indebolire così tanto Mosca da emarginarla dall&#8217;agone globale. E nella speranza che la probabile prossima vittoria dei democratici alle Midterm dia nuovo slancio a tale prospettiva (non per nulla, ieri alcuni senatori democratici guidati dal decano Chuck Schumer hanno vergato un <a href="https://www.foreign.senate.gov/press/dem/release/shaheen-schumer-warren-slam-president-trumps-disastrous-diesel-deal-with-putin" target="_blank" rel="noreferrer noopener">durissimo j&#8217;accuse</a> contro l&#8217;iniziativa di Trump).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.foreign.senate.gov/press/dem/release/shaheen-schumer-warren-slam-president-trumps-disastrous-diesel-deal-with-putin"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-F-1024x487.jpg" alt="Shaheen, Schumer, Warren Slam President Trump’s Disastrous Diesel ‘Deal’ with Putin" class="wp-image-83947"/></a></figure>



<p>Ma la querelle ucraina, che continuerà e probabilmente vedrà azioni volte a sabotare l&#8217;accordo (una strage efferata dei russi in <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/reportage-bucha-il-viagra-russo-gheddafi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stile Bucha</a> o altro), è solo una faccia della medaglia di quanto è accaduto ieri. Infatti, Trump e Putin non si sono limitati a parlare di Ucraina (possibile anche l&#8217;invio di Witkoff e Kushner in Russia), ma <a href="https://tass.com/politics/2200209" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche di Iran</a>, l&#8217;altro punto nodale della conflittualità globale.</p>



<p>Non sfugge che la conversazione telefonica tra i due presidenti sia avvenuta il giorno successivo <a href="https://www.vietnam.vn/it/ong-putin-hoi-dam-voi-tong-thong-iran-cam-ket-ho-tro-cham-dut-xung-dot-trung-dong" target="_blank" rel="noreferrer noopener">all&#8217;incontro</a> tra Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian al summit sul Mar Caspio tenutosi in Turkmenistan. Coincidenza temporale evidenziata dal media pakistano <a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war#2036152" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dawn</a>: &#8220;Il Cremlino afferma che Putin ha comunicato a Trump la posizione dell&#8217;Iran sulla risoluzione del conflitto&#8221;&#8230; ma ciò è quel che si può dire pubblicamente.</p>



<p>Certo, la querelle iraniana è in stallo, ma &#8220;<a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war#2035684" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il processo diplomatico è in ancora corso</a>&#8220;, come ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, riferendo che il suo Paese si accinge a rispondere all&#8217;ultima proposta americana.</p>



<p>Il tira e molla durerà, ché probabilmente ci sarà da attendere l&#8217;esito delle elezioni israeliane, come da reiterazione di Trump sul fatto che non attaccherà l&#8217;Iran <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/oct/08/trump-iran-pause-attack-midterms" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima delle Midterm</a> (che si svolgono successivamente). Se Netanyahu sarà sconfitto, tutto sarà più facile.</p>



<p>Sul punto, appare di grande interesse la recente dichiarazione di Vance, che ha intimato all&#8217;Iran di abbassare la <a href="https://www.reuters.com/world/interview-us-vice-president-vance-says-iran-must-cut-enrichment-end-war-2026-10-06/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soglia di arricchimento dell&#8217;uranio:</a> la richiesta non è più l&#8217;iniziale, inaccettabile, arricchimento zero&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.reuters.com/world/interview-us-vice-president-vance-says-iran-must-cut-enrichment-end-war-2026-10-06/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-R-copia-1024x422.jpg" alt="Vance says Iran must cut enrichment to end war" class="wp-image-83949"/></a></figure>



<p>Fin qui la portata della conversazione tra i due presidenti nel ristretto ambito dei conflitti in corso. Ma forse l&#8217;aspetto più rilevante è quanto sottende: a novembre si terrà a Shengen il prossimo vertice APEC, presieduto dal padrone di casa Xi Jinping.</p>



<p>L&#8217;intesa di ieri tra Putin, <a href="https://www.reuters.com/world/china/putin-sees-boost-ties-apec-meet-with-chinas-xi-russian-agencies-say-2026-10-01/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invitato al summit</a>, e Trump, che ha <a href="https://www.reuters.com/world/china/trump-xi-agreed-support-each-other-hosting-apec-g20-summits-xinhua-reports-2026-09-24/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confermato la sua presenza</a>, rende più probabile la prospettiva che nell&#8217;occasione si svolga un trilaterale tra i presidenti delle tre potenze globali, embrione simbolico di una nuova Yalta.</p>



<p>L&#8217;Europa? Non pervenuta. La guerra ucraina, sulla quale punta per rilanciare la sua rilevanza internazionale, la sta rendendo sempre più irrilevante. Non una bizzarra eterogenesi dei fini, quanto un destino manifesto fin da quando ha abbracciato incondizionatamente <a href="https://www.piccolenote.it/?s=Ucraina+guerra+neocon" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;ennesima guerra neocon</a>.</p>



<p>Tutti i Paesi usati per le loro guerre infinite hanno subito conseguenze catastrofiche (vedi anche la povera Ucraina).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-con-putin-la-mossa-del-cavallo-di-trump.html">Accordo con Putin: la mossa del cavallo di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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