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	<title>Marcello Foa Archives - InsideOver</title>
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	<title>Marcello Foa Archives - InsideOver</title>
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		<title>A cosa mirano davvero la Russia (e Trump)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-cosa-mirano-davvero-la-russia-e-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 10:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esistono due modi per analizzare la Russia e i suoi obiettivi strategici. Il primo è quello di rimanere immersi nella propaganda ed è sempre fuorviante. Quella europea continua a dipingere Putin come un nuovo imperatore pronto ad attaccare il Vecchio Continente. E ogni giorno inonda i media con annunci angoscianti. Il governo tedesco lascia filtrare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/a-cosa-mirano-davvero-la-russia-e-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_2025122111170448_196841cbb3585505b11663e0e28deaf8-e1766312256189.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esistono due modi per analizzare la Russia e i suoi obiettivi strategici. <strong>Il primo è quello di rimanere immersi nella propaganda ed è sempre fuorviante</strong>. Quella europea continua a dipingere Putin come un nuovo imperatore pronto ad attaccare il Vecchio Continente. E ogni giorno inonda i media con annunci angoscianti. Il governo tedesco lascia filtrare sulla stampa “un piano segreto” di 1200 pagine che prevede l’impiego di 800mila soldati dando per scontato un attacco di Mosca entro il 2029. Il ministro degli Esteri europeo Kallas continua ad ammonire: “Prepariamoci alla guerra” e si annunciano piano di riarmo miliardari. C’è però un problema: Putin ripete che non ha nessuna intenzione di avviare un conflitto con l’Unione europea e assicura che il suo unico obiettivo è di conquistare le zone russofone dell’Ucraina e di evitare che questo Paese rappresenti in futuro una minaccia per Mosca. </p>



<p>E allora a chi credere? O meglio: chi ci assicura che il Cremlino non stia mentendo? <strong>In fondo la dissimulazione delle intenzioni è un’arte in cui qualunque servizio segreto è maestro, a cominciare dall’ex Kgb</strong>. Per orientarsi con equilibrio alla ricerca della Verità, è fondamentale analizzare l’evoluzione di un Paese, la sua cultura, i suoi punti di forza e di debolezza. Metodo che è sconosciuto alla maggior parte dei giornalisti, i quali tendono ad esprimere giudizi con disinvolta superficialità, fortemente condizionati proprio dalla propaganda, da cui in teoria dovrebbero difendersi. </p>



<p><strong>Aldo Ferrari</strong> non è un giornalista ma un docente universitario (insegna alla Ca’ Foscari di Venezia) e dirige per l’Ispi il programma di ricerca su Russia, Caucaso e Asia Centrale. Ha pubblicato di recente per Mondadori, collana Le Scie, un saggio intitolato “Russia. Storia di un impero eurasiatico”, che ogni analista dovrebbe leggere prima di esprimere qualunque giudizio su questo Paese. <strong>Ne emerge una contestualizzazione storica illuminante, che aiuta a capire le contraddizioni identitarie</strong>, in buona parte irrisolte, di un grande, affascinante e tormentato Paese, che non ha ancora deciso se è più occidentale o orientale, che storicamente è inefficace quando attacca ed è imbattibile quando è costretto a difendersi, che ha dato luce a straordinari talenti letterari e scientifici ma in un contesto sociale di incredibile, rassegnata passività delle masse. Un Paese che è illusorio considerare democratico e che continua a oscillare tra un autoritarismo moderato (con il mito dello zar illuminato) e un autoritarismo brutale. Un Paese che – proprio per queste contraddizioni – non riesce a massimizzare le sue straordinarie risorse naturali.</p>



<p>Dalle pagine del notevole saggio di Ferrari <strong>emerge chiaramente come la Russia non possa essere in alcun modo paragonata all’Unione Sovietica</strong> e come il suo desiderio sia quello di essere anche politicamente e non solo territorialmente il ponte tra l’Europa e l’Oriente, di essere autenticamente eurasiatica. Mosca oggi è stata spinta dall’ostilità della Nato e degli americani ad allearsi con la Cina, in un matrimonio di interesse più che d’amore, serbando, tuttavia, segreto auspicio di una nuova distensione con l’Occidente. </p>



<p><strong>Trump lo ha capito, ha ribaltato la politica dichiaratamente antirussa condotta da Washington per decenni</strong>, e lo ha messo nero su bianco, <a href="https://it.insideover.com/politica/national-security-strategy-usa-trump-abbandona-leuropa-al-suo-declino.html">nella nuova versione della <em>National Security Strategy</em></a>. Pensa che per gli Usa e per l’Occidente sia più saggio avere Mosca dalla propria parte, anziché indurla a legarsi sempre di più a doppio filo con Pechino. Non è detto che riesca a recuperare il rapporto con il Cremlino ma ci sta provando. Di certo ritiene, correttamente, che la Russia non abbia la forza economica, militare e demografica per attaccare l’Europa. Ha un Pil inferiore a quello dell’Italia, con ovvie difficoltà a mantenere il controllo fisico delle frontiere di un territorio immenso, è alle prese con uno spopolamento strutturale ed evidenti problemi di reclutamento militare. Non può permettersi di sacrificare milioni giovani in un conflitto contro un’Unione europea la cui popolazione è il triplo di quella russa (450 milioni di persone rispetto a 144 milioni). </p>



<p><strong>La logica e il buon senso suggeriscono che Trump abbia ragione</strong>, che occorra arrendersi all’evidenza che la guerra nel Donbass è persa e che sia necessario voltare pagina. Nell’interesse innanzitutto di noi europei, della nostra declinante economia, del desiderio ardente dei nostri popoli di vivere in pace e non nell’incubo perenne di un’improbabile ed evitabilissima guerra.</p>
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		<title>Morire per l&#8217;Ucraina? Dopo la rottura Trump-Zelensky, l&#8217;Europa scherza col fuoco</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/morire-per-lucraina-dopo-la-rottura-trump-zelensky-leuropa-scherza-col-fuoco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 16:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vertice di domenica a Londra che riunirà i capi di governo europei sarà uno dei più importanti degli ultimi anni. L’incontro è stato convocato per parlare di Difesa europea ma diventerà, inevitabilmente, un summit sull’Ucraina, alla luce della clamorosa rottura fra Zelensky e Trump in diretta televisiva dalla Casa Bianca. In sostanza i leader &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/morire-per-lucraina-dopo-la-rottura-trump-zelensky-leuropa-scherza-col-fuoco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030117233692_158638e68249aae5836e01f278cb96dc-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il<strong> vertice di domenica a Londra </strong>che riunirà i capi di governo europei sarà uno dei più importanti degli ultimi anni. L’incontro è stato convocato per <strong>parlare di Difesa europea ma diventerà, inevitabilmente, un summit sull’Ucraina</strong>, alla luce della clamorosa rottura fra<a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-rissa-alla-casa-bianca-gli-errori-di-zelensky-il-rischio-di-trump.html"> Zelensky e Trump</a> in diretta televisiva dalla Casa Bianca. In sostanza i leader europei dovranno indicare se stanno ancora con Trump, <strong>se si schierano con Zelensky</strong> col rischio di rompere l’unità occidentale o se riusciranno a trovare una via di uscita a una crisi davvero inaspettata, che si può capire fino in fondo solo considerando alcuni punti fondamentali.</p>



<p>Il presidente americano dichiara ormai da settimana di voler portare la pace in Ucraina e seppur amico dell’Ucraina e del suo popolo, che ha elogiato venerdì prima che la situazione degenerasse, si pone come mediatore e quindi non può ripetere ,le dichiarazioni durissime di Biden contro Putin.</p>



<p>Gli americani vogliono raggiungere un accordo sulle Terre Rare in Ucraina, che implica ingenti investimenti e questa, a rigor di logica, è la miglior garanzia di sicurezza per Zelensky e per Kiev perché Washington non permetterà mai che un investimento strategico e vitale per la sua industria <strong>venga minacciato in futuro dalla Russia</strong>. Trump non lo ha detto espressamente per non compromettere il negoziato in corso ma lo ha lasciato chiaramente intendere.</p>



<p>Come si è giunti alla rottura? La conferenza stampa è andata avanti bene per 40 minuti seppur tra momenti di tensione, subito riassorbiti. Verso la fine Vance è intervenuto per ribadire la necessità di un approccio diplomatico più volte evocato da Trump. Zelensky ha replicato polemicamente e da quel momento la situazione è degenerata, provocando un disastro diplomatico. Il presidente ucraino, anche a posteriori, non si è scusato con il capo della Casa Bianca, pur esprimendo rammarico per quanto avvenuto.</p>



<p>Pretende garanzie di sicurezza per l’Ucraina, su cui Trump chiaramente non vuole esporsi in questa fase, preferendo arrivare al più presto a un cessate il fuoco, per poi arrivare progressivamente a un accordo definitivo di pace. Lo ha detto: da uomo di business constata che l’Ucraina militarmente sta perdendo. Irritato da Zelensky, gli a detto <strong>“Il tuo Paese è nei guai fino al collo, stiamo cercando di salvarvi, non avete la forza per imporre condizioni</strong>”. Messaggio: l’Ucraina stia in scia agli Usa, faremo tutto il possibile  e l’accordo sulle Terre Rare la tutelerà.</p>



<p>Zelensky, però, sta giocando il tutto per tutto, sperando che l’Europa si schieri senza indugio al suo fianco, permettendogli di continuare la guerra o, nelle migliori delle ipotesi, di essere più forte negozialmente. Ma è una posizione realistica? Lo vedremo domenica sera, quando apprenderemo i risultati del vertice di Londra, a cui però l’Unione europea non arriva in modo ragionato e posato. Il presidente della Commissione Ursula von Der Leyen, il presidente del Parlamento Roberta Metsola e diversi commissari hanno rilasciato dichiarazioni infuocate pro Zelensky, pubblicando lo stesso commento su X “<strong>Sii forte, coraggioso e senza paura”</strong>, non si sono nemmeno sforzati di personalizzarlo. Una strategia comunicativa molto discutibile.</p>



<p>Resta da vedere se questo spirito battagliero verrà condiviso dagli altri leader europei e un ruolo decisivo spetterà al Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, che è amica di Trump ma governa un Paese che, avendo adottato l’euro, è a sovranità molto limitata. La sua posizione è cruciale e delicatissima. Può darsi che il vertice finisca senza una decisione condivisa, non sarebbe la prima volta che accade. Auguriamoci che <strong>il nostro premier sappia imbrigliare qualunque velleità bellicista.</strong> Non possiamo fare precipitare l’Europa in una guerra assurda. I sondaggi sono eloquenti: nessuno è disposto a morire per l’Ucraina.</p>
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		<title>Janine Wedel: &#8220;Vi spiego come ragiona e come funziona l&#8217;élite che ci governa nell&#8217;ombra&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/janine-wedel-vi-spiego-come-ragiona-e-come-funziona-lelite-che-ci-governa-nellombra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 15:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="394" height="267" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Janine-Wedel-Interview.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Janine Wedel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Janine-Wedel-Interview.png 394w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Janine-Wedel-Interview-300x203.png 300w" sizes="auto, (max-width: 394px) 100vw, 394px" /></p>
<p>Economista e sociologa, la Wedel spiega come le decisioni politiche sono state sottratte alle istituzioni democratiche. E chi governa davvero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/janine-wedel-vi-spiego-come-ragiona-e-come-funziona-lelite-che-ci-governa-nellombra.html">Janine Wedel: &#8220;Vi spiego come ragiona e come funziona l&#8217;élite che ci governa nell&#8217;ombra&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="394" height="267" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Janine-Wedel-Interview.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Janine Wedel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Janine-Wedel-Interview.png 394w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Janine-Wedel-Interview-300x203.png 300w" sizes="auto, (max-width: 394px) 100vw, 394px" /></p>
<p>Tante volte ci siamo chiesti come operi davvero l’élite globalista ma raramente otteniamo risposte pertinenti e soddisfacenti. Una studiosa americana di grande livello, <strong>Janine R. Wedel</strong>, ci è riuscita in un saggio, <em>Shadow Elite</em>, uscito una decina di anni fa negli Stati Uniti ma ancora straordinariamente attuale. Janine Wedel è un&#8217;antropologa americana e professoressa universitaria presso la Schar School of Policy and Government della George Mason University, e collabora con diverse istituzioni europee. È un’intellettuale libera, controcorrente e molto autorevole, animata da una passione viscerale per l’autenticità della nostra democrazia. Nei giorni scorsi l’ho intervistata per il programma <em>Giù la maschera</em> che conduco su Rai<br>Radio 1 e sono lieto di poterla proporre anche ai lettori di InsideOver. Sono poche righe ma illuminanti sulle regole invisibili del potere ai tempi della globalizzazione.<br><strong>&#8211; Il professor Philips, nel suo libro <em>Titans of capital</em> lascia intendere che il mondo sia guidato dalla grande finanza. Davvero è questa l’èlite che detiene il vero  potere?</strong><br>“No, penso che il sistema finanziario sia cruciale e che abbia determinato<br>molte politiche e decisioni che caratterizzano il sistema in cui viviamo ma non<br>è l’unico ambito che bisogna considerare”.<br>&#8211; E allora quali settori dobbiamo considerare? Lei, nel suo famoso libro <em>Shadow elite</em> ovvero l&#8217;élite ombra, spiega come questa élite governi la globalizzazione e come sia fedele solo a se stessa. Cosa intende?<br>“Sì, quel che abbiamo visto negli ultimi 40 anni è la trasformazione dell’élite. Quella di prima era mossa dal desiderio di governare ma anche di restituire qualcosa alla società. La globalizzazione e la finanziarizzazione hanno fatto emergere una nuova élite che non si sente più molto legata al proprio Paese, infatti va dove paga meno tasse, ha più passaporti e cose di questo genere. E questa evoluzione è stata dettata da alcuni cambiamenti strutturali intrecciati gli uni con gli altri. Ne vedo in particolare quattro”.<br><strong>&#8211; Ovvero quali sono questi cambiamenti?<br></strong>“Innanzitutto, negli anni Ottanta con l’avvio del processo di outsourcing e privatizzazione di molte attività dei Governi, cominciato sotto la presidenza<br>Reagan negli Stati Uniti e con la premier Thatcher in Gran Bretagna. Poi la fine della Guerra Fredda ha spalancato le porte a una massiccia privatizzazione, segnata tra l’altro dall’avvento di oligarchi in Russia, che sono diventati ricchi dal mattino alla sera, derubando lo Stato e generando molto denaro sporco. Da lì c’è stato lo sviluppo delle centri finanziari offshore ovvero dei paradisi fiscali. Infine la digitalizzazione ha cambiato tutto, favorendo la globalizzazione e la prevalenza di interessi privati a scapito di quelli statali e nazionali, che si è manifestata anche con la nascita delle ONG e di entità sempre private, talvolta legali e talvolta no. Dunque è diminuita la fedeltà al proprio Paese, sono sorti nuovi modelli di attività e di business, è aumentata la fedeltà alla propria élite che io chiamo ombra”.<br><strong>&#8211; E come funziona l’élite ombra?<br></strong>“Si tratta di élite che ricoprano molteplici ruoli, che si rinforzano vicendevolmente sia dentro sia fuori dal Governo. Ad esempio una persona è consigliere dell’esecutivo, dunque esterno, non assunto, e al contempo lavora per un think tank, il quale è finanziato da un’industria che ha interessi proprio in quel ministero”.<br><strong>&#8211; Ci faccia capire, Janine: lei sta descrivendo un sistema che funziona per<br>ogni settore, non solo quello finanziario, ad esempio quello militare,<br>farmaceutico, automobilistico. È così?</strong><br>“Assolutamente sì, gli esempi sono molteplici in ogni settore. Ne prendo uno: quello militare. Negli Usa un generale in pensione presta consulenza gratuita al Governo nell’ambito di un <em>advisory board</em>, ma in quella posizione ottiene informazioni confidenziali, da insider sulle intenzioni del Governo e naturalmente può orientare anche certe decisioni. Al contempo è titolare di una società di consulenza, che però ha clienti solo in ambito militare. Così si intersecano interessi privati e pubblici. Come mi ha detto uno dei membri di questa élite: non c’è conflitto di interesse perché noi definiamo l’interesse. Questo generale potrebbe lavorare in alternativa al think tank per un’istituzione accademica e questo è importante perché deve apparire pubblicamente come un esperto neutrale. Così quando va alla Cnn o davanti a una commissione parlamentare appare solo come il generale in pensione e ora docente di una prestigiosa università, ad esempio Harvard”.<br><strong>&#8211; Ma a livello globale chi prende le decisioni, chi determina le grandi<br>tendenze della nostra epoca, come digitalizzazione, l’agenda green,<br>l’industria 4.0, che poi vengono implementate nei singoli Paese? C’è chi<br>dice il World Economic Forum…</strong><br>“È troppo facile dire che c’è un solo posto dove vengono prese ma quel che vediamo è che a causa di questa trasformazione le decisioni sulle politiche economiche o di altri tipi sono state rimosse dalle istituzioni democratiche che dovrebbero elaborarle e che invece si limitano ad adottarle. E questo perché ci sono molte altre entità che sono diventate importanti nell’elaborazione delle grandi riforme, entità private e non elette, come il World Economic Forum o il Gruppo dei Trenta che riunisce finanzieri e accademici. Il direttore di questo Gruppo da me intervistato quando i Trenta volevano dimostrare che il mercato dei derivati non richiedesse troppa regolamentazione, mi disse: Noi non scriviamo le linee politiche ma le nostre decisioni poi finiscono per diventare riforme politiche. Questo è un punto cruciale, l’elaborazione delle linee politiche è diventata molto più indiretta e dunque è sempre più difficile capire dove risiede, il vero potere, la vera influenza. E questo spiega il proliferare delle teorie cospirazioniste: se i cittadini non possono identificare chi esercita davvero e in modo trasparente cercheranno risposte, trovandole anche nelle teorie complottiste”<br><strong>&#8211; E quindi siamo impotenti? Cosa devono fare i cittadini, i giornalisti, gli<br>intellettuali?</strong><br>“In realtà le dinamiche e gli interessi dell’èlite ombra possono essere analizzati e investigati, io lo faccio da tempo come antropologa sociologica ma possono farlo anche i giornalisti. Bisogna seguire questa élite che ha anche ruoli pubblici. individuare le loro affiliazioni, ricostruire i legami, i ruoli e gli interessi che si rafforzano vicendevolmente e si sovrappongono. Non è scontato, non è facile ma si può fare”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/janine-wedel-vi-spiego-come-ragiona-e-come-funziona-lelite-che-ci-governa-nellombra.html">Janine Wedel: &#8220;Vi spiego come ragiona e come funziona l&#8217;élite che ci governa nell&#8217;ombra&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il silenzio dei (non) innocenti: perché le star di Venezia tacciono su Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-silenzio-dei-non-innocenti-perche-le-star-di-venezia-tacciono-su-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 16:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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<p>Nessuna protesta, nessuna presa di posizione umanitaria dei grandi di Hollywood. Il sistema è uno e non consente deroghe.</p>
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<p>Molti si stanno meravigliando per il silenzio delle star alla Mostra del Cinema di Venezia su quanto sta avvenendo a Gaza, con una sola eccezione, quella di Laura Morante. I grandi nomi di Hollywood, che hanno speso anni a coltivare la loro immagine di ribelli e di interpreti di Giuste Cause per un mondo migliore, risultano non pervenuti. Ma questo silenzio non deve meravigliare. Come spiego in un capitolo del <strong>mio ultimo saggio “Il sistema (in)visibile” (Guerini editore)</strong>, Hollywood e in genere il mondo dello spettacolo sono perfettamente allineati all’establishment e ne assecondando la narrazione. Il loro apparente anticonformismo rientra nelle tecniche di persuasione e orientamento delle masse ed è sempre strumentale. Risulta tanto più efficace tanto più il pubblico lo ritiene autentico.</p>



<p>Nel caso di Israele è evidente che non ci sarà alcuna protesta per la tragedia umanitaria in corso, nonostante gran parte dell’opinione pubblica sia molto critica verso lo Stato ebraico, soprattutto a sinistra. Non ci sarà perché sia i democratici, sia i repubblicani sono su posizioni filoisraeliane ovvero l’establishment politico, come quello economico, è unanime al riguardo. Quindi nessun regista o attore o produttore sarà disposto a rischiare la propria carriera con un gesto di solidarietà nei confronti dei civili palestinesi martoriati. Possono permetterselo attori poco conosciuti italiani, vedi l’appello dei 300, ma i grandi che sfilano sul red carpet, accecati dai flash dei fotografi, proprio no. È il prezzo da pagare per chi vive in quel magico mondo , il mondo delle illusioni, anche morali.</p>



<p><strong>Marcello Foa</strong></p>
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		<title>Zuckerberg: ho censurato Facebook e Instagram, me l&#8217;ha chiesto Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/zuckerberg-ho-censurato-facebook-e-instagram-me-lha-chiesto-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2024 12:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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<p>In una lettera ufficiale, il patron di META ammette di aver manipolato i contenuti imbarazzanti per la Casa Bianca. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827135633676_792536e6e7727abc68936cea514c443c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mark Zuckerberg" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827135633676_792536e6e7727abc68936cea514c443c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827135633676_792536e6e7727abc68936cea514c443c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827135633676_792536e6e7727abc68936cea514c443c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827135633676_792536e6e7727abc68936cea514c443c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827135633676_792536e6e7727abc68936cea514c443c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240827135633676_792536e6e7727abc68936cea514c443c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non capita tutti i giorni che il numero uno di una delle più grandi società al mondo faccia <em>mea culpa</em>, <strong>ammettendo di aver ingannato</strong>. Secondo le regole del giornalismo, questa è una notizia sensazionale, tanto più se a pronunciarla è <strong>Mark Zuckenberg</strong>, il quale, <a href="https://x.com/MarcelloFoa/status/1828222691590987925/photo/2"><strong>in una lettera ufficiale</strong> inviata al presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati statunitense</a>,<strong> Jim Jordan</strong>, ammette di aver censurato i social media di META, tra cui Facebook e Instagram, ai tempi del Covid, su pressante richiesta dell’Amministrazione Biden-Harris. E invece, trascorse dodici ore dall’annuncio, nulla o quasi: a parte qualche rara testata, in Italia il <em>Fattoquotidiano.it</em>, sulla vicenda è calato il silenzio mediatico.</p>



<p>Purtroppo non è la prima volta che capita, trattandosi, semmai, di una tendenza crescente nei media occidentali. Quando un fatto incontestabile contrasta con la narrazione ufficiale, scatta un meccanismo al contempo psicologico, istintivo e opportunistico, di rimozione. Gli esempi abbondano: ci sono voluti anni per riconoscere che le armi di distruzione di massa di <strong>Saddam Hussein</strong>, per timore delle quali fu lanciata la seconda Guerra del Golfo, in realtà non esistevano. In tempi recenti fa scuola il caso di <strong>Joe Biden</strong>: che egli avesse crescenti problemi di lucidità mentali era evidente da tempo ma è stato negato strenuamente per mesi dalla stragrande maggioranza dei media, i quali hanno ribaltato il proprio giudizio solo in occasione del dibattito televisivo con Trump.</p>



<p>La reticenza di queste ore è particolarmente significativa, non solo perché l’ammissione di Zuckerberg conferma i contenuti dei cosiddetti “<a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-i-twitter-files-di-musk-la-censura-e-il-caso-hunter-biden.html"><strong>Twitter files</strong></a>”, resi pubblici nel 2022 grazie all’apertura degli archivi voluta da <strong>Elon Musk</strong>, ma per le sue implicazioni riguardo l’autenticità delle nostre istituzioni democratiche. I</p>



<p>l fondatore di Facebook scrive di aver ceduto in più di un’occasione alle pressioni della Casa Bianca, privando quindi i cittadini statunitensi del diritto costituzionale a un’informazione libera e trasparente. Inoltre riconosce di aver impedito la diffusione della notizia del<a href="https://it.insideover.com/politica/il-dossier-che-fa-tremare-joe-biden-gli-affari-del-figlio-hunter.html"> computer del figlio del presidente, <strong>Hunter Biden</strong></a>, pubblicata dal New York Post pochi giorni prima delle presidenziali del 2020 e particolarmente imbarazzante. Allora Zuckerberg si affidò ai <em>fact checkers</em> di Meta, che validarono la versione dell’FBI secondo cui si trattava di disinformazione russa e dunque influenzò il voto presidenziale. Perché quella notizia, se confermata, avrebbe spostato milioni di voti a favore di Trump. Notizia che poi è risultata vera; peccato che la stampa americana lo abbia ammesso solo molti mesi dopo, decisamente fuori tempo massimo.</p>



<p>Per correttezza <strong>è giusto precisare che Zuckerberg ha espresso rammarico per quanto accaduto</strong> e ha dichiarato di aver cambiato le regole sui <em>fact checkers</em>. Resta l’inaudita gravità della sua ammissione, anche perché si inserisce nella crescente tendenza in Occidente a tollerare e in molti casi ad autorizzare la censura. Ancora oggi pagine di commentatori scomodi vengono chiuse arbitrariamente su Google, che controlla YouTube, e i social di Meta; dunque il problema non è stato risolto. Anzi diventa sempre più grave, considerando la tenaglia del <a href="https://www.altalex.com/documents/news/2024/07/11/regolamentazione-digitale-digital-services-act-piattaforme-online">Digital Service Act</a> in vigore nell’Unione Europea e le condanne al carcere duro di utenti in Gran Bretagna e le intimidazioni legali in molti Paesi europei, nonché ovviamente <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-e-pavel-durov-creatore-di-telegram-e-perche-larresto-in-francia-puzza-terribilmente.html">l’arresto a Parigi del fondatore di Telegram</a>, <strong>Pavel Durov</strong>, gravato di accuse chiaramente pretestuose.</p>



<p>Il problema è serissimo. Fuor di metafora: la libertà di opinione è in pericolo nelle democrazie occidentali. E dovrebbe far insorgere tutti, a destra come a sinistra. E invece no, meglio il silenzio. Meglio accompagnare la narrazione dell’establishment, ovvero dell’élite ovvero dei Buoni, che notoriamente non sbaglia mai, sempre e solo per il nostro bene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/zuckerberg-ho-censurato-facebook-e-instagram-me-lha-chiesto-biden.html">Zuckerberg: ho censurato Facebook e Instagram, me l&#8217;ha chiesto Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Forti rumori al comizio&#8221;. Così la stampa Usa faziosa regala a Trump la consacrazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/forti-rumori-al-comizio-cosi-la-stampa-usa-faziosa-regala-a-trump-la-consacrazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 10:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[attento a trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo abbiamo già visto troppe volte negli Stati Uniti. John e Robert Kennedy vennero uccisi, Ronald Reagan fu ferito gravemente. Ora tocca a Donald Trump, che è vivo letteralmente per una questione di millimetri, considerato che è stato colpito a un orecchio ed è evidente che volessero ucciderlo. Analoghe sono le circostanze: come allora anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/forti-rumori-al-comizio-cosi-la-stampa-usa-faziosa-regala-a-trump-la-consacrazione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714121351474_f70c813fb94cc74cb6594dbecccf2266-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo abbiamo già visto troppe volte negli Stati Uniti. John e Robert Kennedy vennero uccisi, Ronald Reagan fu ferito gravemente. Ora tocca a Donald Trump, che è vivo letteralmente per una questione di millimetri, considerato che è stato colpito a un orecchio ed è evidente che volessero ucciderlo. Analoghe sono le circostanze: come allora anche ieri si è trattato di un gesto sconsiderato di un uomo solo, in questo caso ucciso subito. Un giovane ventenne che odiava Trump, il che però non chiarisce il quadro: Ha agito da solo? Aveva dei complici? Possiamo escludere che sia stato istigato? Domande delicate e senza risposta, ma che l’osservatore esperto e scrupoloso non può non porsi. </p>



<p>Così come ricorrenti sono altre circostanze: secondo la testimonianza raccolta dalla <strong>BBC</strong> alcuni presenti hanno visto il cecchino arrampicarsi sul tetto ma l’allarme è stato ignorato. Testimonianza da prendere con la giusta cautela, però resta un fatto oggettivo: il comizio si svolgeva a Butler, cittadina delle Pennsylvania da 13mila abitanti. E’ assurdo il semplice fatto che un uomo armato di fucile si sia potuto avvicinare liberamente&nbsp; al luogo del comizio&nbsp; e ancor più assurdo che i tetti della zona non fossero presidiati e che Matthew Crooks sia potuto salire su un edificio a 150 metri dal palco, appostarsi e sparare. Il meno che si possa dire è la security ha fallito su tutta la linea. Sconcertante.</p>



<p>Così come deludente ed emblematico&nbsp;è stato il comportamento della grande stampa americana, sovente ripresa a pappagallo da quella europea. Qualunque giornalista avrebbe titolato subito in questo modo, tanto più che le immagini in diretta televisiva erano eloquenti: “Attentato a Trump, lo hanno ferito” oppure “Spari al comizio, hanno tentato di uccidere Trump”. E invece inizialmente i titoli sono stati anodini e addirittura elusivi. I più coraggiosi “Spari al comizio di Trump”, mentre la Washington Post si è esibita così: “Trump portato via dopo forti rumori a un comizio” e la Cnn e altre testate: “Gli agenti del servizio segreti portano via d’urgenza Trump dopo la sua caduta a un comizio”.&nbsp; Nessun pathos, nessuna emozione, una neutralità agghiacciante.</p>



<p>Questo attentato cambia l’inerzia della campagna elettorale, e non solo per l’immagine iconica di Trump che, col volto insanguinato, si alza e, sprezzante del pericolo, indomito, con il pugno alzato urla: “Combattete, combattete!”. Da vero comandante in capo, come piace da sempre a gran parte dell’elettorato. Diventa anche una vittima e ora può vantare più che mai il ruolo di presidente anti-sistema, colui che dà così fastidio all’establishment da rischiare la vita. Tanto più che il confronto con i democratici, allo sbando, è impietoso, tanto più che la palese inimicizia della stampa è funzionale al suo profilo. Ora diventa davvero difficile fermare la corsa del candidato repubblicano, sebbene non sia impossibile. Questa è la campagna più strana e imprevedibile della storia degli Stati Uniti e la posta in gioco altissima. Abbiamo visto un presidente in palese deficit cognitivo, Biden, che si rifiuta di abbandonare la corsa, comunque senza validi candidati alternativi, mentre il suo rivale è vittima di un attentato. E mancano quasi quattro mesi al voto. Cosa altro accadrà da oggi al 5 novembre? </p>
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