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	<title>Esmira Jafarova Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 08 Jul 2021 14:15:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Esmira Jafarova Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il successo della politica estera multivettoriale dell&#8217;Azerbaigian</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-successo-della-politica-estera-multivettoriale-dellazerbaigian.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Piergallini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 14:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Baku, Azerbaigian" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-2048x1379.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La politica estera multivettoriale dell&#8217;Azerbaigian rappresenta uno dei successi del suo processo di costruzione di uno stato indipendente. Per comprendere appieno la scelta dell&#8217;Azerbaigian a favore di una politica estera equilibrata e multivettoriale, bisogna rendersi conto delle realtà, delle difficoltà e delle prospettive insite in una repubblica indipendente post-sovietica con una popolazione a maggioranza musulmana, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-successo-della-politica-estera-multivettoriale-dellazerbaigian.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Baku, Azerbaigian" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13077856_large-2048x1379.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La politica estera multivettoriale dell&#8217;Azerbaigian rappresenta uno dei successi del suo processo di costruzione di uno stato indipendente. Per comprendere appieno la scelta dell&#8217;Azerbaigian a favore di una politica estera equilibrata e multivettoriale, bisogna rendersi conto delle realtà, delle difficoltà e delle prospettive insite in una repubblica indipendente post-sovietica con una popolazione a maggioranza musulmana, situata tra potenze regionali quali la Russia e l’Iran e, soprattutto, con una storia di occupazione decennale dei suoi territori riconosciuti a livello internazionale. Oltre al conflitto territoriale che dura da circa trent’anni con l&#8217;Armenia, la politica estera dell&#8217;Azerbaigian è stata anche plasmata e influenzata dalla sua apertura alla cooperazione con istituzioni internazionali, euro-atlantiche, islamiche, regionali e sub-regionali. Il suo successo nel mantenere separate la religione dallo Stato, cioè l&#8217;essere uno Stato laico con tradizioni islamiche, ha influito sulla scelta di alleati tra pesi di fedi simili e diverse.</p>
<p>Le basi di questa pragmatica politica estera dell&#8217;Azerbaigian sono state gettate dal defunto presidente Heydar Aliyev nei primi anni &#8217;90 e, oggi, questa strategia è diventata il marchio dell&#8217;Azerbaigian: una politica estera &#8220;multivettoriale&#8221; o &#8220;equilibrata&#8221;. Forse all&#8217;epoca sarebbe stato difficile credere che l&#8217;Azerbaigian sarebbe riuscito a trovare il giusto equilibrio tra gli interessi contrastanti degli attori regionali e di quelli più esterni. Ciononostante, la traiettoria di una politica estera multidimensionale, impostata da Heydar Aliyev e che deriva dalla comprensione dei vantaggi di impegnarsi con tutti in base al proprio interesse nazionale, è rimasta una traiettoria di successo per l’Azerbaigian.</p>
<p>Il complesso vicinato e la storia della dominazione dell&#8217;impero sovietico hanno reso l&#8217;Azerbaigian un luogo davvero unico, dove l&#8217;Islam incontra altre religioni e l&#8217;Oriente incontra l&#8217;Occidente. Inoltre, fin dai primi giorni della sua indipendenza, l&#8217;Azerbaigian ha goduto di legami piuttosto stretti con altri paesi islamici diventando membro attivo dell&#8217;Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), cosa che non gli ha tuttavia impedito di costruire una solida alleanza con Israele, nonostante la generale ostilità provata dalla maggior parte dei paesi interni all’OIC per lo stato ebraico.</p>
<p>L&#8217;Azerbaigian ha mantenuto buoni rapporti anche con Russia e Iran, nonostante i rapporti non siano mai stati completamente privi di fastidi. Dopo la dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica, l&#8217;Azerbaigian è riuscito ad evitare la prospettiva del trasferimento delle forze russe nei propri territori, senza tuttavia inimicarsi Mosca. Le relazioni con la Russia erano sì basate su istanze di cooperazione, ma era anche chiaro che la repubblica azera non avrebbe ceduto sulle questioni di massima importanza, come testimoniano alcuni esempi del passato, per esempio sull’aiuto prestato alla Georgia durante la crisi del petrolio del 2006 e la chiusura definitiva della stazione radar di Gabala nel 2012, per giustificare la quale sono state apposte ragioni economiche e ambientali.</p>
<p>L&#8217;Azerbaigian non ha scelto né di mettersi con la Russia né di inimicarsela, riuscendo così a portare avanti relazioni di cooperazione con questo paese. Nonostante occasionali disaccordi tra i due sulle spedizioni militari gratuite all&#8217;Armenia, il tenore generale delle relazioni tra Russia e Azerbaigian è stato coerente, soprattutto sulla scia della vittoria dell&#8217;Azerbaigian nella seconda guerra del Karabakh e il sostegno generale della Russia all&#8217;integrità territoriale della repubblica azera. Con il dispiegamento del contingente di pace russo in Azerbaigian, in conformità con l&#8217;accordo trilaterale del 10 novembre 2020, le relazioni tra i due paesi  potrebbero acquisire un nuovo significato con un ruolo maggiore della Russia nell&#8217;attuazione degli accordi e nella stabilizzazione postbellica della regione.</p>
<p>Le relazioni con la Turchia si sono sviluppate in termini fraterni e pragmatici. &#8220;Una nazione due stati&#8221; è diventato il modus operandi della stretta parentela tra Ankara e Baku. La Turchia è diventata alleato naturale dell’Azerbaigian sostenendolo nei primi anni dell&#8217;indipendenza e ha continuato a farlo su questioni vitali di politica estera, in particolare nel conflitto contro l’Armenia. Il sostegno politico turco è stato quindi indispensabile per la vittoria dell&#8217;Azerbaigian nella seconda guerra del Karabakh. La presenza di militari turchi nel Joint Peacekeeping Monitoring Center, istituito dalla suddetta dichiarazione trilaterale, ha ulteriormente rafforzato la posizione della Turchia e la sua influenza stabilizzatrice sull&#8217;architettura generale della sicurezza della regione.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Iran, il supporto nei confronti della minoranza azera dell&#8217;Iran non è mai stato un&#8217;opzione e una politica di buon vicinato tra i due stati è diventato il percorso politico preferito. Le relazioni con l’Iran sono quindi, nel complesso, positive e pragmatiche, nonostante l&#8217;esistenza di problemi latenti derivanti dall&#8217;apprensione dell&#8217;Iran per la sua grande minoranza azera e l&#8217;alleanza regionale dello stesso con l&#8217;Armenia.</p>
<p>Dagli anni &#8217;90, l&#8217;Azerbaigian si è anche impegnato a costruire partenariati con le istituzioni europee ed euro-atlantiche. La firma da parte dell&#8217;Azerbaigian di Accordi di Partenariato e Cooperazione (PCA) con l&#8217;UE nel 1999, l&#8217;adesione all&#8217;OSCE nel 1992, il programma Partnership for Peace della NATO (NATO PfP) nel 1994 e il Consiglio d&#8217;Europa nel 2001 hanno testimoniato un crescente desiderio da parte dell&#8217;Occidente e dell&#8217;Azerbaigian di una più stretta cooperazione su questioni di reciproco interesse. Anche se l&#8217;Azerbaigian non ha mai dichiarato apertamente e chiaramente il suo desiderio o un effettivo piano per integrarsi completamente con le istituzioni euro-atlantiche, si è continuamente posizionato come un partner attivo e affidabile delle istituzioni occidentali attraverso la partecipazione, le riforme e i contributi attivi.</p>
<p>Il successo dell&#8217;Azerbaigian nel garantirsi il sostegno degli Stati Uniti e dell&#8217;UE per ambiziosi progetti energetici e infrastrutturali, come il Baku-Tbilisi-Ceyhan e il Baku-Tbilisi-Erzurum, o per il Corridoio meridionale del gas, oleodotti e gasdotti che, “correndo” verso i mercati europei e bypassando l&#8217;Iran e l&#8217;Armenia ed eliminando così il dominio esclusivo della Russia come rotta energetica, ha testimoniato la capacità della leadership azera di eseguire un delicato calcolo costi-benefici su questioni di estrema importanza nazionale e di creare partnership affidabili con l&#8217;Occidente.</p>
<p>Inoltre, dopo gli attacchi agli Stati Uniti dell&#8217;11 settembre 2001, l&#8217;importanza dell&#8217;Azerbaigian si è manifestata nella sua strategica posizione geografica e nella sua disponibilità ad aiutare gli alleati occidentali a lanciare e condurre operazioni anti-terrorismo, concedendo agli Stati Uniti il permesso di sorvolare lo spazio aereo dell&#8217;Azerbaigian e contribuendo in tutte le forme possibili agli sforzi universali anti-terrore.</p>
<p>Nel vortice di un insieme piuttosto complesso di interessi, l&#8217;Azerbaigian, con l&#8217;aiuto dell&#8217;Occidente, è riuscito a tenere a bada la Russia e a isolare l&#8217;Armenia, formando così alleanze economiche e politiche regionali con la Turchia e la Georgia per gli anni a venire. Tuttavia, questo non ha significato in alcun modo che l&#8217;Azerbaigian avesse intrapreso un percorso totale rottura con la Russia o che avesse cercato di inimicarsi il suo grande vicino. Né questa intensificata cooperazione pratica ed economica tra l&#8217;Occidente e l&#8217;Azerbaigian ha in alcun modo preannunciato una più stretta integrazione politica tra la repubblica azera e potenze occidentali.</p>
<p>Per esempio, in contrasto con la Georgia e l&#8217;Armenia, l&#8217;Azerbaigian è stato rapido nel respingere l&#8217;accordo di associazione del Partenariato Orientale (PO) proposto dall&#8217;UE, comprendendo che questo offriva una formula piuttosto vaga (più di un partenariato e meno di una vera e propria adesione) senza specificare le ragioni ultime nascoste dietro l’impegno in questo tipo di cooperazione e riforma.</p>
<p>L&#8217;Azerbaigian ha quindi avviato l’idea di un accordo bilaterale separato con l&#8217;UE, l&#8217;Accordo di Partenariato Strategico del 2016, che, a differenza degli accordi di associazione e dei DCFTA previsti dal PO, è costruito su termini di partenariato più equi, evitando così la necessità di conformarsi unilateralmente alle aspettative dell&#8217;UE e stabilendo una piattaforma di cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Mentre i negoziati su questo accordo erano in corso, l&#8217;UE e l&#8217;Azerbaigian hanno anche firmato le priorità del partenariato per il 2018-2020 che si sono concentrate su quattro aree principali di cooperazione evidenziate nel PO: rafforzamento delle istituzioni e buon governo; sviluppo economico e opportunità di mercato; connettività, efficienza energetica, ambiente e politiche per il clima; mobilità e contatti interpersonali.</p>
<p>La relazione dell&#8217;Azerbaigian con la NATO è anche inquadrata dal programma PfP (1994), IPAP (concordato per un periodo di due anni), PARP (1997) e attraverso il Consiglio di cooperazione nord-atlantica (NACC, entrato nel 1992) e successivamente il Consiglio di cooperazione euro-atlantica (EAPC, membro dal 1997). In quest’ottica è possibile per i singoli paesi selezionare attività adeguate per la cooperazione bilaterale; queste includono, tra l&#8217;altro, la cooperazione in materia di sicurezza, la riforma del settore della difesa e della sicurezza, la pianificazione delle emergenze civili, la scienza e l&#8217;ambiente. L&#8217;Azerbaigian ha contribuito alle operazioni di mantenimento della pace condotte dalla NATO in Kosovo (KFOR), alla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) e alla Missione di sostegno risoluto (RSM) in Afghanistan, e ha dato significativi contributi finanziari all&#8217;Afghan National Army Trust Fund.</p>
<p>L&#8217;Azerbaigian partecipa al piano d&#8217;azione della NATO sul terrorismo (PAP-T), che prevede la condivisione di intelligence e di analisi con la NATO, il rafforzamento delle capacità nazionali di training antiterrorismo, e così via. Lavora anche con il Centro euro-atlantico di coordinamento della risposta ai disastri della NATO (EADRCC), nell&#8217;ambito del Defense Education Enhancement Program (DEEP) e del programma Science for Peace and Security (SPS), e partecipa alla Partnership Interoperability Initiative e ai progetti NATO Trust Fund per lo sminamento e la demilitarizzazione degli ordigni inesplosi.</p>
<p>Nonostante questa partnership con la NATO, l&#8217;Azerbaigian non ha mai espresso alcuna intenzione di un&#8217;unione permanente con l&#8217;Alleanza. Il suo impegno con la NATO si è fermato ad un buon partenariato e ad una cooperazione pratica di difesa nei riguardi di una vasta gamma di aree rilevanti.</p>
<p>La posizione internazionale dell&#8217;Azerbaigian e il suo raggio d&#8217;azione sono stati ulteriormente rafforzati dalla sua elezione a membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2012-2013 e, successivamente, dalla sua presidenza del Not- Aligned Movement (NAM), un&#8217;istituzione che riunisce 120 membri diversi ed è la seconda entità più grande dopo l&#8217;ONU. L&#8217;Azerbaigian ha guidato importanti iniziative all&#8217;interno del NAM e del Consiglio turco su questioni di importanza globale e regionale. Unire gli sforzi globali per affrontare la COVID-19 è stata una delle questioni più importanti avviate dall&#8217;Azerbaigian all&#8217;interno del NAM, che ha anche portato alla convocazione di una sessione speciale dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2020.</p>
<p>L&#8217;Azerbaigian è coerente nel proseguire con la sua politica estera multivettoriale che nasce dalla valutazione dei suoi interessi nazionali e dalla ricerca di un equilibrio nelle sue interazioni con diverse aree geopolitiche. Il paese ha fissato la sua traiettoria su una politica estera equilibrata e multiforme che cerca l&#8217;equidistanza da tutti i blocchi politici e militari e dalle iniziative di integrazione. L&#8217;Azerbaigian ha approvato una politica estera pragmatica che dà la priorità al mantenimento di relazioni di buon vicinato con le regioni limitrofe e al raggiungimento del giusto equilibrio nelle interazioni con i suoi partner.</p>
<p>Così, il successo della politica estera dell&#8217;Azerbaigian sta nella sua capacità di guardare in molte direzioni e abbracciare il suo crescente ruolo globale come presidente del NAM, i partenariati pragmatici, la sua origine turca e l&#8217;essere una terra di tolleranza e dialogo interreligioso. Questo delicato atto di bilanciamento è l&#8217;essenza della sua politica estera multivettoriale, che probabilmente rimarrà in vigore per il prossimo futuro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Restaurazione, ricostruzione, riconciliazione e reintegrazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/come-l-azerbaigian-sta-pianificando-lo-sviluppo-nel-dopoguerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 10:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Sarsang-reservoir-Karabakh-Azerbaijan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Sarsang-reservoir-Karabakh-Azerbaijan.jpg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Sarsang-reservoir-Karabakh-Azerbaijan-300x208.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Per tre decenni l&#8217;Azerbaigian ha fatto appello alla comunità internazionale per quanto concerne il problema dell&#8217;occupazione dei suoi territori da parte della vicina Armenia. Perché per quasi trent&#8217;anni, da quando queste due repubbliche postsovietiche hanno ottenuto l&#8217;indipendenza, l&#8217;Armenia ha mantenuto sotto occupazione circa il 20% dei territori azerbaigiani, ovvero la regione del Nagorno Karabakh e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/come-l-azerbaigian-sta-pianificando-lo-sviluppo-nel-dopoguerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Sarsang-reservoir-Karabakh-Azerbaijan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Sarsang-reservoir-Karabakh-Azerbaijan.jpg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Sarsang-reservoir-Karabakh-Azerbaijan-300x208.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p><p>Per tre decenni l&#8217;<strong>Azerbaigian</strong> ha fatto appello alla comunità internazionale per quanto concerne il problema dell&#8217;occupazione dei suoi territori da parte della vicina <strong>Armenia</strong>. Perché per quasi trent&#8217;anni, da quando queste due repubbliche postsovietiche hanno ottenuto l&#8217;indipendenza, l&#8217;Armenia ha mantenuto sotto occupazione circa il 20% dei territori azerbaigiani, ovvero la regione del <strong>Nagorno Karabakh</strong> e i sette distretti adiacenti.</p>
<p>Gli sforzi di mediazione internazionale del <strong>Gruppo di Minsk</strong> dell&#8217;OSCE non hanno prodotto alcun risultato tangibile, mentre le quattro risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (822, 853, 874 e 884) richiedenti la ritirata incondizionata e totale di tutte le forze occupanti dai territori azerbaigiani sono state schernite dall&#8217;Armenia per molti anni. Con il passare del tempo, l&#8217;Azerbaigian ha iniziato ad esprimere apertamente il proprio disappunto e la propria esasperazione per lo stato delle cose, mentre l&#8217;Armenia ha temporeggiato, fingendo di impegnarsi nelle trattative di pace, senza alcun intento genuino di ritirarsi dai territori occupati. E nulla è cambiato.</p>
<h2>Le sfide del dopoguerra</h2>
<p>I magri risultati ottenuti durante le tavole negoziali – la formulazione dei &#8220;principi basici&#8221; del 2006 e, dopo, dei cosiddetti &#8220;principi di Madrid&#8221; del 2007-09 – sono stati annullati quando, a inizio 2020, il primo ministro rivoluzionario dell&#8217;Armenia, <strong>Nikol Pashinyan</strong>, ha dichiarato di non riconoscere come principio-guida per la risoluzione del conflitto nessuno dei documenti precedenti al proprio mandato. Ciò si è effettivamente tradotto in un rifiuto unilaterale (ndr. da parte armena) del lavoro dei mediatori e anche dei colloqui di pace.</p>
<p>Il momento fatidico, all&#8217;interno di questo contesto, è stato fra il 27 settembre e il 10 novembre 2020. Grandemente deluso dal disprezzo dell&#8217;Armenia per il diritto internazionale, per la posizione poco costruttiva nei negoziati di pace e per le violazioni periodiche del cessate il fuoco, specialmente dopo gli scontri di luglio a Tovuz, l&#8217;Azerbaigian ha infine intrapreso una controffensiva in risposta a un nuovo attacco scaturito dall&#8217;Armenia. Quarantaquattro giorni è durata la guerra del Karabakh, periodo durante il quale l&#8217;Azerbaigian è riuscito a ristabilire la sua integrità territoriale.</p>
<div class="stream-item stream-item-in-post stream-item-inline-post aligncenter">Lasciando da parte tutti gli aspetti tecnici dell&#8217;accordo del 10 novembre tra Armenia, Azerbaigian e <strong>Russia</strong> che ha posto fine alla guerra, rendendo necessario il dispiegamento di forze di pace russe nel Karabakh, adesso vorrei guardare oltre.</div>
<p>Il ripristino dell&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Azerbaigian comporterà sia opportunità sia privazioni per l&#8217;economia dell&#8217;Azerbaigian. Nel bilancio per il 2021, l&#8217;Azerbaigian ha destinato oltre due miliardi di manat ai lavori di ricostruzione nelle aree liberate, e questo, apparentemente, rappresenta soltanto una frazione dell&#8217;importo che potrebbe essere <span style="font-size: 1rem;">effettivamente</span> <span style="font-size: 1rem;">richiesto per questo immane compito.</span></p>
<p>La pulizia dei territori dalle mine seminate dall&#8217;Armenia negli anni dell&#8217;occupazione rappresenta un problema di sicurezza critico, e gli esperti azerbaigiani hanno già spiegato che potrebbero volerci molti anni, anche più di un decennio, per neutralizzare completamente le aree contaminate. Questa missione è ulteriormente complicata dal rifiuto dell&#8217;Armenia di consegnare all&#8217;Azerbaigian le mappe dei campi minati.</p>
<p>Nonostante tutte queste sfide, l&#8217;Azerbaigian è determinato a portare avanti il ​​lavoro di ricostruzione nei suoi territori liberati. L&#8217;idea è di ricostruire quei territori sotto forma di città e villaggi intelligenti (<em>smart</em>). A questo proposito, il primo progetto pilota sarà realizzato nel villaggio di Aghali, sito nel distretto liberato di Zangilan. Oltre alla ricostruzione delle città e dei villaggi, vi sono dei piani per la costruzione di nuove strade e ferrovie e vi sono dei nuovi aeroporti in cantiere. Nei distretti liberati di Fizuli e Zangilan stanno venendo costruiti degli aeroporti internazionali e la ferrovia Horadiz–Zangilan–Aghband.</p>
<p>Le aree liberate sono state dichiarate &#8220;zone energetiche verdi&#8221; (<em>green energy zones</em>) per via del loro grande potenziale in termini di energia rinnovabile. La centrale idroelettrica di Gulabird, nel distretto di Lachin, è stata ripristinata <span style="font-size: 1rem;">rapidamente e</span><span style="font-size: 1rem;"> dozzine di centrali idroelettriche saranno ricostruite nei soli distretti di Lachin e Kalbajar. Saranno ricostruite le centrali idroelettriche Khudafarin e Qiz Qalasi sul fiume Aras e, nel complesso, prossimamente si creerà una capacità di generazione energetica di 240 MW nei territori liberati. Nel Karabakh e negli altri territori liberati è contenuto il 25% di tutte le risorse idriche dell&#8217;Azerbaigian: un numero elevato, che testimonia ancora una volta quante siano le opportunità ma anche i lavori richiesti in tal senso.</span></p>
<p>È quindi chiaro come i lavori di ricostruzione siano in pieno svolgimento: il ripristino dell&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Azerbaigian sta andando di pari passo con la rimozione delle mine e con i grandi piani dell&#8217;Azerbaigian per quanto riguarda la ricostruzione di questi territori.</p>
<h2>Il corridoio di Zangezur</h2>
<p>Il ripristino dell&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Azerbaigian e i piani di ricostruzione in svolgimento stanno venendo esperiti parallelamente ai compiti altrettanto complessi della riconciliazione con la vicina Armenia e della reintegrazione della popolazione armena nel Karabakh.</p>
<p>La dichiarazione del 10 novembre ha posto fine alla guerra e introdotto delle nuove prospettive per la cooperazione e la pace nel Caucaso meridionale. L&#8217;articolo 9 prevede l&#8217;apertura di tutte le linee di comunicazione economiche e di trasporto nella regione, <em>in primis</em> quelle tra Armenia e Azerbaigian. Hanno già avuto luogo le prime interazioni e i preparativi fra le tre parti in merito all&#8217;istituzione del &#8220;corridoio di Zangezur&#8221;, e l&#8217;Azerbaigian ha annunciato che la costruzione della parte azerbaigiana del corridoio potrebbe essere terminata molto presto. L&#8217;apertura di tutte le rotte di comunicazione nella regione e la promozione di una cooperazione regionale pienamente inclusiva potranno spianare la strada alla pace e alla stabilità <span style="font-size: 1rem;">nel Caucaso meridionale</span><span style="font-size: 1rem;">, ad una<em> Pax Caucasia</em>.</span></p>
<h2>Il dialogo con l&#8217;Armenia</h2>
<p>La parte azerbaigiana, inoltre, ha ripetuto più volte di vedere questa storica opportunità come un&#8217;occasione <span style="font-size: 1rem;">di riconciliazione tra le due nazioni. Convinzione, questa, manifestata dalle numerose concessioni postbelliche che l&#8217;Azerbaigian ha fatto all&#8217;Armenia, quali, ad esempio, l&#8217;accettare l&#8217;utilizzo dell&#8217;autostrada Gorus-Kafan da parte della popolazione armena, il consentire gli aiuti umanitari alla popolazione armena nel Karabakh, il permettere l&#8217;ingresso del gas russo in Armenia attraverso il territorio azerbaigiano e la restituzione di un numero significativo di corpi e prigionieri. Concessioni che testimoniano all&#8217;Armenia la determinazione dell&#8217;Azerbaigian a lavorare lentamente, ma inflessibilmente, affinché i nemici di un tempo si riconcilino. Tuttavia, i pensieri e gli slogan revanscisti che continuano a permeare la società armena non sono d&#8217;aiuto a questa causa; al contrario, intralciano tutti gli sforzi in questa direzione.</span></p>
<p>Il ripristino dell&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Azerbaigian, il lavoro di ricostruzione e gli sforzi di riconciliazione con l&#8217;Armenia sono stati concepiti per avvenire parallelamente alla reintegrazione della popolazione armena del Karabakh nel resto dell&#8217;Azerbaigian. L&#8217;Azerbaigian ha dichiarato fin dall&#8217;inizio di considerare gli armeni del Karabakh come dei propri cittadini e che avrebbe fatto tutto il possibile per la loro reintegrazione. I cittadini azerbaigiani di origine armena hanno vissuto nel Paese sia durante il periodo sovietico che negli anni di occupazione, e continuano a viverci tutt&#8217;oggi. E il destino degli armeni del Karabakh non dovrebbe essere diverso da ora in avanti.</p>
<p>Come ha spiegato più volte <span style="font-size: 1rem;">il presidente dell&#8217;Azerbaigian, Ilham Aliyev, l&#8217;Azerbaigian considera la popolazione armena del Karabakh come parte della cittadinanza ed è pronto a fare del suo meglio per facilitarne il reinserimento nella società azerbaigiana. Messaggi in direzione della reintegrazione e sforzi in tal senso giocano un ruolo predominante nelle opere di riabilitazione postbellica dell&#8217;Azerbaigian. Tuttavia, gli azerbaigiani sono anche consapevoli che si tratta di un processo delicato, che dovrebbe avvenire tenendo debitamente conto delle sensibilità di tutti: sia degli armeni sia degli azerbaigiani. Eppure, nonostante le sfide emotive e di altro genere, l&#8217;Azerbaigian crede fermamente nell&#8217;irreversibilità di questo processo ed è determinato a far funzionare le cose.</span></p>
<p>Il ripristino dell&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Azerbaigian ha aperto nuovi orizzonti per il Paese, che si trova attualmente immerso nel processo di ricostruzione. Questi lavori, tuttavia, non stanno venendo portati avanti isolatamente, perché concomitanti con gli sforzi per la riconciliazione con l&#8217;Armenia e per il reinserimento della popolazione armena del Karabakh. Tuttavia, &#8220;bisogna essere in due per ballare il tango&#8221;, come si suol dire, ergo entrambe le parti dovrebbero essere ugualmente interessate a compiere sforzi in direzione della riconciliazione e dell&#8217;agevolazione del processo di reintegrazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-l-azerbaigian-sta-pianificando-lo-sviluppo-nel-dopoguerra.html">Restaurazione, ricostruzione, riconciliazione e reintegrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La costruzione della pace nel Caucaso? Una strada a doppio senso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-costruzione-della-pace-nel-caucaso-una-strada-a-doppio-senso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 17:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nagorno Karabakh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La seconda guerra del Nagorno Karabakh è terminata con la firma della dichiarazione trilaterale di Russia, Azerbaigian e Armenia del 10 novembre 2020, che ha effettivamente concluso il conflitto fra Armenia e Azerbaigian protrattosi per tre decenni. La dichiarazione conteneva molte clausole importanti che, oltre ad aver garantito la cessazione delle ostilità militari, hanno permesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-costruzione-della-pace-nel-caucaso-una-strada-a-doppio-senso.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-costruzione-della-pace-nel-caucaso-una-strada-a-doppio-senso.html">La costruzione della pace nel Caucaso? Una strada a doppio senso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Nagorno-Karabakh-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <a href="https://www.eurasiareview.com/27012021-building-peace-and-stability-in-south-caucasus-should-be-a-two-way-street-oped/?fbclid=IwAR38BeZoi_iFKjTbdRVarvOiDYXJM0dMySm6XE6H3Fd_5cf-I19oQ8PKxDw">seconda guerra del Nagorno Karabakh è terminata</a> con la firma della dichiarazione trilaterale di <strong>Russia</strong>, <strong>Azerbaigian</strong> e <strong>Armenia</strong> del 10 novembre 2020, che ha effettivamente concluso il conflitto fra Armenia e Azerbaigian protrattosi per tre decenni. La dichiarazione conteneva molte clausole importanti che, oltre ad aver garantito la cessazione delle ostilità militari, hanno permesso la deoccupazione dei rimanenti territori azeri, incluse le città di Kalbajar, Agdam e Lachin, senza ulteriori combattimenti.</p>
<p>Tra le clausole della dichiarazione ve ne erano alcune riguardanti lo scambio reciproco dei prigionieri di guerra e degli ostaggi, così come il recupero dei loro corpi (articolo 8), e lo sblocco di tutte le rotte di trasporto e di comunicazione economica (articolo 9). La dichiarazione conteneva anche altre importanti disposizioni, comunque sia, questo articolo non si concentrerà sull&#8217;implementazione della dichiarazione in sé. Invece, l&#8217;idea è di sottolineare quanto sia importante che entrambe le parti, Armenia e Azerbaigian, dimostrino che stanno sforzandosi ugualmente e genuinamente di costruire una pace durevole nella regione.</p>
<h2>Le mosse dell&#8217;Azerbaigian</h2>
<p>Per la prima volta dal 1991, ossia da quando Armenia e Azerbaigian hanno riacquistato la loro indipendenza, entrambi i Paesi potrebbero sfruttare genuinamente le nuove opportunità di questo secondo dopoguerra e aprire tutti i corridoi economici, di comunicazione e di trasporto. La firma della nuova dichiarazione trilaterale di Mosca, <a href="https://it.insideover.com/politica/nagorno-karabakh-il-dopoguerra-si-decide-a-mosca.html">avvenuta l&#8217;11 gennaio 2021</a>, ha ufficializzato lo sblocco di tutte le rotte di trasporto e di comunicazione economica nella regione e ha affidato ai rilevanti corpi governativi di Russia, Azerbaigian e Armenia l&#8217;incarico di avanzare proposte concrete per lo<a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-costruira-la-nakhchivan-baku.html"> stabilimento del corridoio del Nakhchivan</a>, o di Mehri.</p>
<p>L&#8217;osservazione degli eventi che hanno avuto luogo dopo la dichiarazione del 10 novembre permette di dimostrare come l&#8217;Azerbaigian sia sinceramente impegnato a far funzionare le cose; ciò è reso evidente dal suo atteggiamento di massima cooperatività. Ad esempio, in ragione delle condizioni climatiche dovute all&#8217;inverno, l&#8217;Azerbaigian ha risposto positivamente ad una richiesta da parte armena, filtrata attraverso la Federazione russa, di prolungare di dieci giorni (dal 15 novembre al 25 novembre) il termine entro il quale le forze armate armene e la popolazione armena di Kalbajar, ivi stanziatesi durante l&#8217;occupazione, avrebbero dovuto lasciare la regione.</p>
<p>Sfortunatamente, questa mossa cooperativa da parte azera non è stata contraccambiata. Al contrario, la popolazione armena si è impegnata in un&#8217;opera di saccheggio su larga scala a Kalbajar &#8211; dove ha distrutto e bruciato case, abbattuto alberi, tagliato le linee di trasmissione dell&#8217;elettricità e danneggiato infrastrutture e monumenti culturali e religiosi. L&#8217;esempio più tristemente evidente di questa attività di saccheggio è stato fornito dalla rimozione degli affreschi ottocentenari dalle pareti del monastero di Khudaveng (Dadivang) di Kalbajar.</p>
<h2>Le provocazioni che rallentano la normalizzazione</h2>
<p>Un altro esempio della buona volontà azera è stato il ritorno dei corpi, in linea con l&#8217;articolo 8 della dichiarazione trilaterale del 10 novembre circa lo scambio dei prigionieri di guerra e dei cadaveri: l&#8217;Azerbaigian ne ha restituiti alla parte armena più di quanti ne abbia ricevuti in cambio. L&#8217;Azerbaigian ha restituito circa milleduecento corpi al personale militare armeno dalla firma della dichiarazione del 10 novembre; il numero è di gran lunga inferiore dall&#8217;altro lato. Inoltre, entro fine dicembre, l&#8217;Azerbaigian aveva restituito all&#8217;Armenia 58 dei suoi cittadini prima detenuti, mentre l&#8217;Armenia aveva liberato soltanto 14 cittadini azeri. A ciò si aggiunga che, già nel pieno corso della guerra e quindi prima che lo scambio di prigionieri e corpi fosse sistematizzato dalla dichiarazione del 10 novembre, l&#8217;Azerbaigian aveva dichiarato molte volte di essere pronto a restituire, in maniera unilaterale, i corpi al personale armeno attraverso il <strong>corridoio di</strong> <strong>Tovuz</strong>.</p>
<p>Per di più, non dovrebbe essere trascurato il fatto che l&#8217;Azerbaigian abbia permesso ai cittadini armeni di continuare ad utilizzare parti dell&#8217;autostrada Gorus–Kafan che passano dai territori nuovamente liberati. Purtroppo, in luogo di apprezzare questa mossa costruttiva da parte dell&#8217;Azerbaigian, dei radicali armeni hanno imbrattato con graffiti offensivi la segnaletica raffigurante la mappa azera posta lungo la parte azera della strada. Video di armeni che criticano il loro governo e l&#8217;Azerbaigian per aver piazzato questo cartello lungo l&#8217;autostrada Gorus–Kafan sono divenuti virali in rete.</p>
<p>Queste azioni, naturalmente, aumentano l&#8217;animosità e riducono le possibilità della riconciliazione tra i due stati — soprattutto perché l&#8217;Azerbaigian è stato piuttosto coerente nei suoi sforzi di dimostrare una posizione di massima cooperatività, specialmente quando si è trattato, e si tratta, di soddisfare i bisogni della gente comune. A riprova di questo fatto,<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-stanno-facendo-i-russi-nel-nagorno-karabakh.html"> l&#8217;Azerbaigian ha consentito agli operatori della pace russi che distribuissero aiuti umanitari</a> per alleviare le condizioni affrontate dalla popolazione armena residente nelle aree sotto il loro controllo e ha facilitato il movimento di beni attraverso il territorio; beni trasportati su rotaia fino alla città di Barda e poi su strada nel Nagorno Karabakh. L&#8217;Azerbaigian ha permesso che una tale assistenza avesse luogo in considerazione dell&#8217;arrivo dell&#8217;inverno pur non avendo alcun obbligo in materia, come ha recentemente fatto notare il presidente<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ilham-aliyev.html"> Ilham Aliyev</a>.</p>
<p>Sfortunatamente, alcune forze irredentiste in Armenia continuano a provare che il loro interesse è il rovesciamento di questo fragile stato delle cose. L&#8217;Azerbaigian, di recente, ha condotto un&#8217;operazione antiterrorismo contro milizie armene nell&#8217;area boschiva che circonda la città liberata di Hadrut, nel distretto di Khojavand, e ha arrestato dozzine di cittadini armeni che, dopo la dichiarazione del 10 novembre, entravano nel Paese attraverso il corridoio di Lachin per condurre atti di sabotaggio.</p>
<h2>Il bisogno di reciprocità</h2>
<p>Non c&#8217;è bisogno di dirlo, ma questi incidenti minano le possibilità di conseguire una pace e una sicurezza durature nel Caucaso meridionale. Le buone azioni, le buone intenzioni e la buona fede non dovrebbero caratterizzare soltanto una delle parti; i risultati migliori si conseguono quando sono reciproche. Pur evitando di cadere nell&#8217;errore nel pregiudizio, è chiaro che gli sforzi dell&#8217;Azerbaigian in direzione del superamento dell&#8217;animosità e della costruzione di fiducia con l&#8217;Armenia non siano ancora contraccambiati. Ad ogni modo, l&#8217;implementazione degli importanti accordi raggiunti per porre fine alla guerra sarà possibile soltanto attraverso il compromesso e degli sforzi genuini di natura reciproca. Questo è vero non soltanto in relazione all&#8217;implementazione della dichiarazione del 10 novembre 2020, ma anche per quanto riguarda la dichiarazione trilaterale di Mosca dell&#8217;11 gennaio 2021 che ha promesso di portare le relazioni tra Armenia e Azerbaigian ad un nuovo livello a mezzo dell&#8217;apertura di tutte le rotte di trasporto, di comunicazione ed economiche della regione facendo leva sul corridoio del Nakhchivan.</p>
<p>Entrambi i Paesi dovrebbero cercare di voltare le pagine più buie della loro storia condivisa; ed entrambi dovrebbero fare dei passi in direzione dell&#8217;altro per dare al Caucaso meridionale una reale possibilità di cooperazione e stabilità. Gli sforzi unilaterali non produrranno dei risultati concreti e potrebbero cadere, infine, nel dimenticatoio. <span lang="it">È importante che entrambe le parti assumano degli atteggiamenti cooperativi l&#8217;una con l&#8217;altra a beneficio della costruzione di una &#8220;<em>Pax Caucasia</em>&#8220;: un Caucaso meridionale stabile e unito.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-costruzione-della-pace-nel-caucaso-una-strada-a-doppio-senso.html">La costruzione della pace nel Caucaso? Una strada a doppio senso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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