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	<title>Osint Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 14:37:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Osint Archives - InsideOver</title>
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		<title>Truffatori, veterani IDF, fan di Netanyahu e lobby sioniste: chi ha prodotto il rapporto sulle violenze di Hamas a cui nemmeno gli israeliani credono</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/truffatori-veterani-idf-fan-di-netanyahu-e-lobby-sioniste-chi-ha-prodotto-il-rapporto-sulle-violenze-di-hamas-a-cui-nemmeno-gli-israeliani-credono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 14:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’11 maggio 2026, l’editorialista del New York Times Nicholas Kristof pubblica un’inchiesta destinata a riaprire il dibattito internazionale sulle violenze dell&#8217;IDF nel genocidio di Gaza. Il titolo è “The Silence That Meets the Rape of Palestinians” e il lavoro si basa su rapporti delle Nazioni Unite, documentazione di organizzazioni internazionali e interviste a quattordici sopravvissuti palestinesi — uomini, donne &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/truffatori-veterani-idf-fan-di-netanyahu-e-lobby-sioniste-chi-ha-prodotto-il-rapporto-sulle-violenze-di-hamas-a-cui-nemmeno-gli-israeliani-credono.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/truffatori-veterani-idf-fan-di-netanyahu-e-lobby-sioniste-chi-ha-prodotto-il-rapporto-sulle-violenze-di-hamas-a-cui-nemmeno-gli-israeliani-credono.html">Truffatori, veterani IDF, fan di Netanyahu e lobby sioniste: chi ha prodotto il rapporto sulle violenze di Hamas a cui nemmeno gli israeliani credono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/111111-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’11 maggio 2026, l’editorialista del <em>New York Times </em><strong>Nicholas Kristof </strong>pubblica un’inchiesta destinata a riaprire il dibattito internazionale sulle violenze dell&#8217;IDF nel genocidio di Gaza. Il titolo è <em>“<a href="https://www.nytimes.com/2026/05/11/opinion/israel-palestinians-sexual-violence.html">The Silence That Meets the Rape of Palestinians</a>”</em> e il lavoro si basa su rapporti delle Nazioni Unite, documentazione di organizzazioni internazionali e interviste a quattordici sopravvissuti palestinesi — uomini, donne e bambini — che denunciano torture e violenze sessuali durante la detenzione israeliana. Nell’articolo, la violenza sessuale contro i detenuti palestinesi viene descritta da più testimonianze come una pratica sistematica, una sorta di “procedura operativa standard”.</p>



<p>Il giorno successivo, il 12 maggio, gran parte dei principali media occidentali — <em>New York Times,</em> Associated Press, CNN, BBC e numerose testate europee — rilanciano invece un altro dossier: <em><a href="https://cc4e0711-9401-400e-ae14-65ae0400675b.filesusr.com/ugd/aab121_4ee92a27756c45848ad430f6292406af.pdf">“Silenced No More – Sexual Terror Unveiled: The Untold Atrocities of October 7 and Against Hostages in Captivity”</a></em>, pubblicato dalla <a href="https://www.civilc.org/silenced-no-more">Civil Commission</a> <em>on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children.</em> Il rapporto viene presentato come la più ampia e dettagliata raccolta di prove sulle presunte violenze sessuali sistematiche commesse da Hamas il 7 ottobre 2023. </p>



<p>I media parlano di “inchiesta definitiva”, “documentazione più completa mai raccolta”, “dossier cruciale”. Eppure, già leggendo attentamente gli stessi articoli che ne celebrano le conclusioni, emerge un problema enorme: il materiale utilizzato non è verificabile indipendentemente. L’Associated Press ammette che gran parte dell’archivio resta segreto. Il <em>New York Times </em>scrive che i documenti e le testimonianze sono stati secretati “per proteggere la privacy delle vittime”. In pratica, l’opinione pubblica e la comunità internazionale vengono chiamate a considerare il rapporto come una prova decisiva senza poter accedere direttamente alla documentazione su cui si basa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Più schierati di così&#8230;</h2>



<p>Ma il problema più profondo non riguarda soltanto l’assenza di verificabilità esterna. <strong>Riguarda soprattutto chi ha prodotto quel dossier.</strong> Dietro il rapporto c’è infatti un gruppo di figure che, osservando le loro attività pubbliche, appaiono apertamente schierate sul piano politico e ideologico. Non si tratta semplicemente di simpatizzanti di Israele, ma di persone che sui social condividono propaganda governativa, celebrano l’IDF, rilanciano i messaggi di Netanyahu e sostengono apertamente la narrativa militare israeliana durante il genocidio a Gaza.</p>



<p>La figura più centrale è <strong>Sharon Rapaport-Palgi</strong>, indicata nel rapporto come <em>Lead Documentor</em>, ovvero la persona che guida il team incaricato di raccogliere testimonianze e documentazione sui casi analizzati. Il suo ruolo è fondamentale: è una delle figure che hanno materialmente contribuito all&#8217;ideazione e costruzione del dossier. Eppure, osservando la sua attività pubblica su X, emerge una posizione politica tutt’altro che neutrale. In un post del 13 giugno 2025, Sharon Rapaport-Palgi pubblica il messaggio “Stand with Israel”, accompagnandolo con la ricondivisione di un contenuto ufficiale dell’IDF che recita “History is watching you” e “Decide before it’s too late”. Il video condiviso utilizza un linguaggio tipico della comunicazione bellica e morale dell’esercito israeliano. Non è il comportamento di una ricercatrice che mantiene una distanza professionale dal conflitto, ma quello di <strong>una figura pienamente coinvolta nella mobilitazione narrativa a favore dello Stato israeliano e delle sue forze armate. </strong>Questa linea emerge ancora più chiaramente in altri re-post. Rapaport-Palgi rilancia ad esempio un contenuto pubblicato da John Spencer, nel quale Spencer sostiene che l’IDF abbia “implementato più misure per prevenire danni ai civili di qualsiasi altro esercito nella storia”.</p>



<p>In un altro caso, Sharon Rapaport-Palgi ricondivide un post di&nbsp;COGAT, l’organo ufficiale israeliano responsabile delle attività nei territori palestinesi. Nel contenuto si sostiene che Hamas avrebbe utilizzato una scuola dell’UNRWA come base operativa, amplificando la propaganda che vede la principale agenzia umanitaria colpita dall&#8217;etichetta di &#8220;strumento di Hamas&#8221;.</p>



<p>Uno dei repost più controversi riguarda invece un contenuto condiviso dall’account ufficiale di Israele nel febbraio 2025. Nel video si vedono bambini palestinesi armati durante una liberazione di ostaggi a Gaza e il messaggio che accompagna il post recita “Hamas is creating the next generation of terrorists”. <strong>Anche questo contenuto viene rilanciato da Sharon Rapaport-Palgi senza alcuna contestualizzazione critica. </strong>La questione è delicatissima: una persona incaricata di raccogliere prove e testimonianze per un rapporto destinato a organismi internazionali contribuisce contemporaneamente alla diffusione di contenuti che descrivono bambini palestinesi come futuri terroristi e celebra le gesta dell&#8217;IDF. In qualsiasi standard investigativo internazionale, una simile esposizione ideologica rappresenterebbe un evidente problema di imparzialità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elkayam-Levy, nemmeno gli israeliani le credono</h2>



<p>Accanto a Rapaport-Palgi emerge poi il caso di <strong>Orna Weinstein,</strong> che ha fatto parte del team di ricerca. Da un controllo dei suoi profili social pubblici emerge una descrizione personale estremamente esplicita: “Former combat soldier at IDF”. Nel profilo Facebook pubblicamente accessibile, <strong>Weinstein si presenta come ex combattente dell’esercito israeliano</strong>, residente a Jaffa e laureata alla Hebrew University of Jerusalem. Il problema non è il servizio militare in sé — esperienza comune in Israele — ma il fatto che una persona che si definisce apertamente ex combattente dell’IDF partecipi alla redazione di un dossier internazionale che dovrebbe ricostruire presunti crimini di guerra con criteri di assoluta neutralità.</p>



<p>Il nodo dei conflitti d’interesse diventa ancora più evidente osservando la figura di <strong>Irwin Cotler</strong>, indicato come principal contributor del rapporto. <strong>Cotler è un avvocato, accademico ed ex ministro della Giustizia canadese,</strong> noto da decenni per il suo attivismo sui diritti umani ma anche per il suo storico sostegno alle posizioni israeliane in ambito internazionale. È stato tra i giuristi che hanno contestato la giurisdizione della Corte Penale Internazionale sui territori palestinesi, sostenendo che la Palestina non dovesse essere considerata uno Stato ai sensi dello Statuto di Roma. Nel gennaio 2024 ha inoltre criticato il procedimento avviato dal Sudafrica presso la Corte Internazionale di Giustizia contro Israele, dichiarando che Israele “cerca costantemente di minimizzare i danni ai civili” attraverso volantini, messaggi telefonici, corridoi umanitari e zone di evacuazione. <strong>Posizioni che coincidono perfettamente con la linea difensiva del governo israeliano.</strong></p>



<p>Dietro la Civil Commission compare infine <strong>Cochav Elkayam-Levy,</strong> fondatrice e presidente dell’organizzazione. Ed è proprio attorno alla figura di Elkayam-Levy che emergono alcune delle contestazioni più pesanti sulla credibilità dell’intero progetto. La Civil Commission, iniziativa lanciata subito dopo il 7 ottobre, <strong>era già stata fortemente criticata dalla stampa israeliana oltre due anni fa. </strong>Secondo <em>Ynet</em>, testata collegata al quotidiano <em>Yedioth Ahronoth</em>, diversi funzionari governativi israeliani avrebbero preso le distanze dal lavoro della Commissione per problemi metodologici e mancanza di accuratezza. Una fonte governativa israeliana dichiarò che “le persone hanno preso le distanze da lei perché la sua indagine non è accurata”, aggiungendo che Elkayam-Levy aveva contribuito a diffondere nei media internazionali la falsa storia di combattenti palestinesi che avrebbero “squarciato il ventre di una donna incinta”, episodio poi rivelatosi infondato.</p>



<p>In precedenza era inoltre emerso che Elkayam-Levy aveva utilizzato la fotografia di una combattente curda morta anni prima in un altro Paese, presentandola come vittima delle violenze del 7 ottobre. Le critiche non si limitarono alla metodologia. Secondo Ynet, funzionari israeliani accusarono Elkayam-Levy anche di opportunismo economico. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The chair of Israel&#39;s investigative committee into rape on 10/7 by Hamas, <a href="https://twitter.com/CochavElkayam?ref_src=twsrc%5Etfw">@CochavElkayam</a>, presents an old image of dead female Kurdish fighters as women sexually assaulted at the Nova music fest <br><br>During a 11/12 talk for Harvard&#39;s Maimonides Society, Elkayam referred to &quot;an image… <a href="https://t.co/DjGT1L45LI">pic.twitter.com/DjGT1L45LI</a></p>&mdash; Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) <a href="https://twitter.com/MaxBlumenthal/status/1731567229118886048?ref_src=twsrc%5Etfw">December 4, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La rete dei finanziatori</h2>



<p>Leggendo il rapporto integrale, gli autori sostengono di aver realizzato oltre 430 “interviste formali e informali, testimonianze e incontri” e di aver analizzato <em>media reports</em>, documentari, podcast, audizioni parlamentari e più di 10.000 fotografie e segmenti video per un totale di oltre 1.800 ore di materiale. Tuttavia il rapporto non fornisce un elenco chiaro delle presunte vittime di stupro, non quantifica il numero dei casi verificati e non chiarisce quanti episodi derivino da testimonianze dirette, voci indirette o affermazioni basate sull’osservazione dei corpi.</p>



<p>Il rapporto cita inoltre ripetutamente membri di ZAKA, l’organizzazione israeliana di soccorso che aveva contribuito alla <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.youtube.com/watch%3Fv%3D95X6uWZ9k9Q&amp;ved=2ahUKEwj604GsjbuUAxWK9QIHHXiGHJ4QFnoECDAQAQ&amp;usg=AOvVaw1Ob7dojyAqzobROlLi6Sfb">diffusione di alcune delle false narrazioni </a>più note del post-7 ottobre, come la storia dei “40 bambini decapitati”, <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/guerra/40-bambini-decapitati-da-hamas-era-un-falso-e-si-poteva-saperlo.html&amp;ved=2ahUKEwiLnabZjbuUAxUU5QIHHQXPBykQFnoECB0QAQ&amp;usg=AOvVaw3_VkawWc2-eBDZh1KYObQE">smontata anche da InsideOver</a> con un&#8217;analisi <em>open source</em> approfondita.</p>



<p>Un ulteriore elemento riguarda la rete di finanziatori e partner indicata dalla stessa Civil Commission. Sul sito dell&#8217;organizzazione compaiono numerose fondazioni, federazioni e organizzazioni filantropiche legate al mondo ebraico e pro-Israele: Jewish Federations of North America, Jewish Federation Los Angeles, UJA Federation New York, Jewish United Fund Chicago, Combined Jewish Philanthropies, Jewish Federation of Greater Philadelphia, Jewish Federation of San Diego, New Israel Fund, Wilf Family Foundations, Schusterman Family Philanthropies, Israel at Heart, UCEI, oltre al governo canadese, all’ambasciata tedesca a Tel Aviv e a partner privati come Microsoft, Wix e CloudEdge. Questa costellazione di soggetti non prova di per sé un condizionamento diretto sul contenuto del rapporto, ma mostra che il dossier nasce e circola dentro un ecosistema politico, finanziario e comunicativo fortemente connesso alla difesa pubblica di Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/truffatori-veterani-idf-fan-di-netanyahu-e-lobby-sioniste-chi-ha-prodotto-il-rapporto-sulle-violenze-di-hamas-a-cui-nemmeno-gli-israeliani-credono.html">Truffatori, veterani IDF, fan di Netanyahu e lobby sioniste: chi ha prodotto il rapporto sulle violenze di Hamas a cui nemmeno gli israeliani credono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chi è Gideon Avraham, lo youtuber israeliano che ha minacciato la giornalista libanese uccisa da Israele Amal Khalil?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/chi-e-gideon-avraham-lo-youtuber-israeliano-che-ha-minacciato-la-giornalista-libanese-uccisa-da-israele-amal-khalil.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1083" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mercoledì 22 aprile 2026 la giornalista libanese Amal Khalil, corrispondente del quotidiano Al-Akhbar, è stata uccisa durante un bombardamento israeliano nel sud del Libano, nei pressi della località di al-Tayri, mentre si trovava sul campo insieme alla fotoreporter Zeinab Faraj per documentare le conseguenze di attacchi precedenti. Intorno alle 14:45 il veicolo su cui viaggiavano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-gideon-avraham-lo-youtuber-israeliano-che-ha-minacciato-la-giornalista-libanese-uccisa-da-israele-amal-khalil.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-gideon-avraham-lo-youtuber-israeliano-che-ha-minacciato-la-giornalista-libanese-uccisa-da-israele-amal-khalil.html">Chi è Gideon Avraham, lo youtuber israeliano che ha minacciato la giornalista libanese uccisa da Israele Amal Khalil?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1083" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mercoledì 22 aprile 2026 la giornalista libanese Amal Khalil, corrispondente del quotidiano <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.al-akhbar.com/&amp;ved=2ahUKEwilutyEx4aUAxUa97sIHX3ANpEQFnoECBYQAQ&amp;usg=AOvVaw1sgSnpvECANYPwZ9q3Xilp"><em>Al-Akhbar</em>,</a> è stata uccisa durante un bombardamento israeliano nel sud del Libano, nei pressi della località di al-Tayri, mentre si trovava sul campo insieme alla fotoreporter Zeinab Faraj per documentare le conseguenze di attacchi precedenti. <br><br>Intorno alle 14:45 il veicolo su cui viaggiavano è stato colpito da un attacco aereo; le due sono riuscite ad allontanarsi e a trovare riparo in un’abitazione vicina. Pochi minuti dopo, Khalil ha contattato la redazione per segnalare di essere sotto attacco, contribuendo a rendere pubblica in tempo reale la loro situazione. <br><br>La notizia della presenza di due giornaliste coinvolte si è diffusa rapidamente, spingendo la Croce Rossa e la Protezione Civile libanese ad attivarsi e ad avviare contatti con l’esercito israeliano per ottenere il via libera a un’operazione di evacuazione. Nonostante questo coordinamento fosse in corso e fosse noto che si trattava di personale giornalistico, alle 16:27 circa l’edificio in cui le due si erano rifugiate è stato colpito da un secondo bombardamento. <br><br>Solo dopo questo attacco è stata concessa l’autorizzazione ai soccorsi: Zeinab Faraj è stata estratta viva e trasferita in ospedale, mentre Amal Khalil è rimasta sotto le macerie. Le operazioni di recupero del corpo sono state ritardate per diverse ore; secondo le testimonianze dei soccorritori, durante i tentativi di evacuazione sarebbero stati esplosi colpi d’arma da fuoco nell’area e l’accesso al sito sarebbe stato ostacolato, rallentando ulteriormente i lavori. La morte di Khalil si inserisce in un contesto più ampio di uccisioni di operatori dei media da parte di Israele, con oltre 27 giornalisti uccisi in Libano dal 7 ottobre 2023.<br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Before Israel assassinated her, journalist Amal Khalil revealed:<br><br>“I received death threats on my phone from Mossad, from the Israelis.”<br><br>“They threatened to kill me.”<br><br>“They told me they would sever my head from my shoulders if I didn’t leave South Lebanon.” <a href="https://t.co/A3YZpA4bmz">pic.twitter.com/A3YZpA4bmz</a></p>&mdash; sarah (@sahouraxo) <a href="https://twitter.com/sahouraxo/status/2047305950474723353?ref_src=twsrc%5Etfw">April 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;uccisione indiscriminata di Amal si collega ad una serie di eventi precedenti che riguardano direttamente la giornalista. Già nel 2024 Amal Khalil aveva ricevuto minacce di morte tramite messaggi WhatsApp inviati da un numero anonimo. Lei stessa, nell&#8217;intervista riportata in alto, riferisce di aver avuto minacce sia dal Mossad sia da cittadini israeliani. I contenuti <a href="https://x.com/Lowkey0nline/status/2047107140389609663?s=20">dei messaggi</a> erano espliciti: il mittente faceva riferimento ai suoi spostamenti sul territorio, lasciando intendere un monitoraggio diretto delle sue attività, e la invitava a lasciare il Libano “se vuoi restare in vita, lascia ora il Libano”, con formulazioni che alludevano a un rischio imminente e concreto. Per lungo tempo l’identità del mittente è rimasta sconosciuta, e tali minacce sono state inizialmente interpretate nel contesto più ampio delle pressioni e intimidazioni subite da giornalisti attivi nelle aree di conflitto. Dopo la morte della reporter in una dinamica in cui appare chiaro che la sua attività era seguita da Israele e geolocalizzata, i messaggi trovati sul suo cellulare aprono alla domanda: quale è il ruolo di chi ha lanciato le minacce anonime che si sono trasformate in un&#8217;uccisione?</p>



<p>Un elemento nuovo è emerso nella giornata del 23 aprile, quando la piattaforma investigativa No Frontiers ha attribuito quei messaggi a <a href="https://www.youtube.com/shorts/PLWnvcnI1qI">Gideon Gal Ben Avraham</a>, figura attiva nello spazio mediatico israeliano. Ben Avraham è un commentatore che opera prevalentemente online, attraverso social network e un canale YouTube, dove tratta temi legati alla politica regionale e alle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente. Nei suoi profili pubblici si presenta come ricercatore indipendente ed esperto di relazioni internazionali; afferma inoltre di avere una formazione accademica in Israele e di aver avuto un passato militare, suggerendo in alcune occasioni di mantenere contatti con ambienti della sicurezza di intelligence.<br><br>I suoi contenuti sono caratterizzati da una narrazione che coincide con i temi dell&#8217;estrema destra israeliana, parlando dei contesti come Libano e Gaza raccontati come potenzialmente collegati o funzionali a organizzazioni come Hezbollah o Hamas.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="578" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1024x578.jpg" alt="" class="wp-image-514578" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.39.11.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">canale youtube di Ben Avraham</figcaption></figure>



<p>In questo quadro si inserisce la sua relazione con il caso Khalil. In un post pubblicato sulla piattaforma X, lo stesso Ben Avraham ha confermato di essere l’autore dei messaggi minatori inviati alla giornalista nel 2024, spiegando che si trattava, a suo dire, di un avvertimento legato alla sicurezza e alla sua interpretazione del ruolo dei media nei teatri di guerra. Nello stesso intervento ha respinto le accuse secondo cui vi sarebbe un suo coinvolgimento diretto nella morte di Khalil, definendo tali ricostruzioni &#8220;infondate&#8221;. Resta una domanda: visti i legami di Gideon con gli ambienti di sicurezza israeliani, confermati da lui stesso, quanto hanno pesato i suoi messaggi e le sue operazioni di controllo sul campo del lavoro di Amal nell&#8217;uccisione mirata da parte di Israele?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1009" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-1009x1024.jpg" alt="" class="wp-image-514579" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-1009x1024.jpg 1009w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-296x300.jpg 296w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-768x779.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-600x609.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-06.44.13.jpg 1248w" sizes="auto, (max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></figure>



<p><br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="615" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-615x1024.jpg" alt="" class="wp-image-514671" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-615x1024.jpg 615w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-180x300.jpg 180w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-768x1278.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18-600x998.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-24-alle-14.48.18.jpg 774w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></figure>



<p>In un dei video sul suo canale Youtube, Avraham compare con una felpa della Sayeret Nahal (Unità di ricognizione della brigata Nahal) delle forze di difesa israeliane IDF.<br><br>Per indagare le tracce disseminate nel web, scoprire cosa si nasconde dietro volti poco noti o profili sospetti, con InsideOver ho lanciato il primo corso in Open Source Intelligence per giornalisti, pensato per seguire le tracce più nascoste dentro il web.<br><a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/course-landing/osint-luso-delle-fonti-aperte-per-le-indagini-digitali&amp;ved=2ahUKEwiPjomIyYaUAxWpif0HHTR5BIMQFnoECBYQAQ&amp;usg=AOvVaw2Ubyc0nEVlNcjhrug0n8a0">Scoprilo ora a questo link. Ha un costo di soli 60 euro.</a><br><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-gideon-avraham-lo-youtuber-israeliano-che-ha-minacciato-la-giornalista-libanese-uccisa-da-israele-amal-khalil.html">Chi è Gideon Avraham, lo youtuber israeliano che ha minacciato la giornalista libanese uccisa da Israele Amal Khalil?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le armi di Hezbollah nell’ospedale? L’IDF ammette: la foto è stata scattata altrove</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:42:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[israel]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=513463</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 12 aprile, il colonnello Avichay Adraee, ex capo delle comunicazioni dell’IDF, ha pubblicato un post su X in cui annunciava che l’ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano, sarebbe stato utilizzato da Hezbollah per scopi militari. A supporto dell’accusa, venivano diffusi un’immagine e alcuni video. Nel post X, Adraee scrive: “Ecco come l&#8217;ospedale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html">Le armi di Hezbollah nell’ospedale? L’IDF ammette: la foto è stata scattata altrove</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 12 aprile, il colonnello Avichay Adraee, ex capo delle comunicazioni dell’IDF, ha pubblicato un post su X in cui annunciava che l’ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano, sarebbe stato utilizzato da Hezbollah per scopi militari. A supporto dell’accusa, venivano diffusi un’immagine e alcuni video. Nel post X, Adraee scrive: “Ecco come l&#8217;ospedale governativo di Bint Jbeil si è trasformato in una roccaforte terroristica di Hezbollah!!!”. A supporto dell’accusa, veniva diffusa un’immagine presentata, implicitamente, come prova visiva della militarizzazione della struttura.</p>



<p>A mettere in discussione questa ricostruzione è stato Alex Martin Astley, giornalista investigativo basato in Libano, che ha deciso di verificare direttamente la fondatezza delle affermazioni israeliane. Astley ha quindi contattato l’IDF attraverso i canali ufficiali riservati ai giornalisti- una unità stampa attiva anche su WhatsApp — chiedendo chiarimenti sull’origine della fotografia utilizzata come prova. Dal confronto è emerso un punto centrale: i luoghi presenti nell’immagine condivisa dall’IDF non corrispondono all’ospedale indicato. Nessuna fotografia o materiale video ritrae stanze riconducibili all’ospedale Bint Jbeil. Come scrive l’IDF in un messaggio a Astley: “La foto ha lo scopo di servire come prova; le armi sono state prese dall&#8217;ospedale e fotografate in una vicina posizione. Alcune delle immagini delle armi mostrate nel tweet sono state confiscate dall&#8217;ospedale e trasferite in territorio israeliano attraverso un sequestro di armi”. Questo conferma che nelle evidenze presentate dall’IDF non c’è alcuna prova che indichi “armi ritrovate nei locali dell’ospedale Bint Jbeil”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The <a href="https://twitter.com/hashtag/IDF?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IDF</a> claimed that a hospital in southern <a href="https://twitter.com/hashtag/Lebanon?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Lebanon</a> was being used by <a href="https://twitter.com/hashtag/Hezbollah?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hezbollah</a>. <br><br>Then, the IDF admitted to me that a photo they shared, ostensibly as evidence, was not taken at the hospital.<br><br>There is, as yet, no hard evidence to back these claims. <a href="https://t.co/ZtBYr3mHvO">https://t.co/ZtBYr3mHvO</a> <a href="https://t.co/U9WF3f16Yt">pic.twitter.com/U9WF3f16Yt</a></p>&mdash; Alex Martin Astley (@AlexMAstley) <a href="https://twitter.com/AlexMAstley/status/2044116838481617288?ref_src=twsrc%5Etfw">April 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Abbiamo contattato Astley per approfondire la vicenda. Il giornalista ha spiegato ad InsideOver che i primi dubbi sono emersi proprio dall’analisi visiva del materiale diffuso: l’immagine pubblicata “non corrispondeva all’aspetto reale dell’ospedale in questione”.<br><br>A seguito delle sue richieste di chiarimento, l’esercito israeliano non ha fornito prove alternative in grado di sostenere l’accusa iniziale. “Non ho ricevuto ulteriori elementi e non ho ancora visto prove conclusive a sostegno delle loro affermazioni”, ha spiegato Astley. Un elemento altrettanto significativo riguarda l’assenza di qualsiasi rettifica pubblica da parte dell’IDF: dopo la diffusione delle evidenze da parte di Astley, l’IDF non ha emesso correzioni né chiarimenti ufficiali.<br><br>Nel pomeriggio del 15 aprile, un membro dell&#8217;IDF ha pubblicato<a href="https://x.com/ltc_shoshani/status/2044419014919688474?s=46"> su X un post</a> di risposta verso Astley. Nel post è presente un video in cui si vedono alcune armi in una stanza. Come ha confermato lo stesso Astley ad InsideOver però, non ci sono evidenze nel video che dimostrino che il filmato è stato girato all&#8217;interno dell&#8217;ospedale Bint Jbeil in Libano<br><br>Il caso si inserisce in un quadro più ampio. Come sottolineato dallo stesso giornalista, negli ultimi mesi sono state avanzate più volte accuse — analogamente a quanto avvenuto a Gaza — secondo cui strutture sanitarie in Libano verrebbero utilizzate per scopi militari, senza che emergano prove verificabili a sostegno. Sempre Astely ci ha raccontato: “Tutto questo avviene mentre, parallelamente, proseguono gli attacchi contro il sistema sanitario libanese: secondo il ministero della Salute, almeno 87 operatori sanitari sono stati uccisi dagli attacchi israeliani dal 2 marzo”.<br><br>Secondo i dati disponibili, dal 2 marzo, in meno di un mese, <a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-gaza-israele-porta-avanti-un-medicidio-anche-in-libano.html">le forze israeliane hanno colpito circa 135 strutture</a> sanitarie in Libano — tra ospedali, centri medici e mezzi di soccorso — uccidendo almeno 87 operatori sanitari e ferendone circa 120, con una media di quasi due operatori uccisi al giorno. Più di cinque ospedali sono stati completamente evacuati e oltre 54 centri di assistenza primaria hanno chiuso.</p>



<p>Le testimonianze raccolte sul campo descrivono inoltre l’uso della pratica del <em>double-tap</em>: un primo attacco colpisce civili, seguito da un secondo bombardamento a pochi minuti di distanza, diretto contro i soccorritori intervenuti. A Nabatieh, secondo operatori della protezione civile, le squadre sono state ridotte al minimo per il timore di nuovi attacchi durante le operazioni di emergenza.<br>Il fenomeno non è recente. Tra il 7 ottobre 2023 e la fine del 2024, quasi 230 operatori sanitari sono stati uccisi in Libano e sono stati registrati almeno 187 attacchi contro il sistema sanitario. Complessivamente, si stimano oltre 285 operatori sanitari uccisi e più di 330 attacchi dall’inizio dell’escalation nel 2024. Organizzazioni internazionali come Amnesty International hanno parlato di un “modello” di attacchi contro il sistema sanitario, mentre Medici Senza Frontiere e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno lanciato ripetuti appelli per la protezione di civili e strutture mediche.<br><br>In questo contesto, il caso dell’ospedale di Bint Jbeil solleva interrogativi profondi sul ruolo delle informazioni in tempo di guerra. L’uso di immagini difficilmente verificabili, l’assenza di prove conclusive e la mancanza di rettifiche ufficiali contribuiscono a un clima in cui la distinzione tra obiettivi militari e infrastrutture civili rischia di diventare sempre più fragile, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei civili e sull’integrità del sistema sanitario.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html">Le armi di Hezbollah nell’ospedale? L’IDF ammette: la foto è stata scattata altrove</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così l&#8217;Osint ha individuato le unità del GRU che conducono la guerra psicologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[gru]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=506341</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1024x632.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-768x474.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1536x948.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-2048x1264.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Gli analisti avrebbero tracciato una delle unità più segrete dell'intelligence russa con la faleristica, lo studio di medaglie e decorazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html">Così l&#8217;Osint ha individuato le unità del GRU che conducono la guerra psicologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1024x632.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-768x474.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1536x948.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-2048x1264.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Svelare unità e operativi del <strong>GRU</strong>, l&#8217;intelligence militare russa, con Osint è possibile? Degli analisti avrebbero &#8220;t<em>racciato l&#8217;infrastruttura di una delle unità più segrete dell&#8217;intelligence russa</em>&#8221; utilizzando la faleristica, ovvero lo studio accademico di medaglie e decorazioni militari, e attraverso altre tecniche Osint, attività di <strong>Open Source Intelligence</strong>. Cosa ne è venuto fuori?</p>



<p>L’analisi delle operazioni informative russe ha spesso sofferto di un limite strutturale: la difficoltà di collegare attività digitali, apparentemente frammentate, a unità militari concrete. Un recente studio basato su tecniche OSINT propone però un approccio diverso, capace di ricostruire – almeno in parte – l’<strong>architettura delle cosiddette </strong><em><strong>Information Operations Troops</strong> </em>del GRU. Il punto di partenza è tanto semplice quanto inusuale: medaglie, distintivi e simboli militari. Attraverso la raccolta e l’<strong>analisi sistematica di immagini pubbliche</strong>, i ricercatori hanno <a href="https://checkfirst.network/wp-content/uploads/2026/02/OSINT_Phaleristics_Unveiling_GRUs_Information_Operations_Troops.pdf">applicato principi di Phaleristics</a> (lo studio delle decorazioni militari, <em>ndr</em>) per individuare ricorrenze, connessioni e riferimenti incrociati tra personale, unità e funzioni operative.</p>



<p>Il risultato della <strong>mappatura preliminare pubblicata da CheckFirst 2026</strong> mostra un ecosistema che, fino a oggi, era noto soprattutto per singoli episodi – attacchi cyber, campagne di disinformazione, operazioni di influenza – ma raramente osservato come struttura organizzata. Citiamo testualmente: &#8220;<em>Sulla base degli indicatori visibili sulle decorazioni che abbiamo analizzato, e corroborati attraverso ricerche open-source, le Truppe per le Operazioni Informatiche (VIO) del GRU sembrano comprendere oggi almeno quindici unità, che abbracciano tre specializzazioni storicamente radicate: crittografia e crittoanalisi, operazioni di rete informatica e operazioni psicologiche. La maggior parte di queste unità precedono la creazione delle VIO e hanno avuto origine all&#8217;interno di diverse branche del GRU. Tuttavia, sono state successivamente riunite sotto una struttura di comando unificata che è stata molto probabilmente istituita nel 2014 e, secondo quanto riferito, supervisionata dall&#8217;Unità Militare 55111 del GRU. Alcune delle unità VIO sono note al pubblico da tempo, in particolare le Unità 26165 e 74455, poiché le rivelazioni pubbliche hanno rispettivamente attribuito loro le operazioni dei gruppi di hacker APT28 e Sandworm. Altre, invece, sono state scarsamente documentate, o non documentate affatto, né precedentemente collegate al VIO, come le unità 20766, 48707 o 20978.</em>&#8220;</p>



<p>Tuttavia, il contributo più rilevante dello studio è l’emersione di strutture meno visibili, che suggeriscono un livello di complessità e coordinamento superiore rispetto a quanto ipotizzato in precedenza. L’elemento distintivo dell’indagine è il metodo: invece di partire dagli attacchi per risalire agli attori, il processo si sviluppa “<em>dal basso</em>”, aggregando indizi apparentemente marginali. Un <strong>distintivo fotografato durante una cerimonia</strong>, una medaglia conferita a personale tecnico, un simbolo ricorrente su uniformi non ufficiali: ciascun dettaglio diventa un nodo informativo che, se correlato ad altri, contribuisce a delineare una rete. Chi è amante delle trame di spionaggio, ricorderà l&#8217;analisi che si faceva un tempo degli scatti fotografici rubati durante gli eventi pubblici che potevano attirare funzionari e ufficiali di alto livello, come le parate militari nella Piazza Rossa, per studiare i profili, confrontare posizioni, uniformi, gradi, e volti di uomini e donne che potevano essere inviati oltre cortina, sotto copertura, magari proprio in <strong>missione diplomatica</strong> presso le ambasciate.</p>



<p>Dalle evidenze raccolte emerge un quadro che, pur restando incompleto, appare coerente e soprattutto temporalmente radicato: le cosiddette <em>Information Operations Troops </em>del GRU risultano operative almeno dal 2014, in coincidenza con una fase di profonda trasformazione della postura strategica russa nel dominio informativo. Non si tratterebbe, quindi, di strutture nate in modo estemporaneo o reattivo, ma di un dispositivo progressivamente consolidato, verosimilmente articolato in circa quindici unità distinte, ciascuna con funzioni specifiche ma inserita in un disegno complessivo. L’analisi suggerisce infatti una ripartizione lungo tre direttrici principali. Da un lato, una componente tecnico-analitica legata alla <strong>crittografia</strong> e all’<strong>intelligence dei segnali</strong>, fondamentale per l’intercettazione, la protezione e l’elaborazione delle informazioni; dall’altro, un asse più propriamente offensivo, riconducibile alle operazioni cyber, in cui rientrano <strong>attività di intrusione, sabotaggio e accesso illecito ai sistemi</strong>; infine, una dimensione più sfumata ma altrettanto centrale, quella delle operazioni psicologiche e della <strong>disinformazione</strong>, <strong>orientate a influenzare percezioni, narrazioni e comportamenti</strong>. In breve, le azioni più attuali, frequenti e in un certo senso importanti che l&#8217;intelligence moderna può svolgere, dato che nell&#8217;era dell&#8217;informazione telematica la percezione dell&#8217;opinione pubblica, e l&#8217;influenza che si riesce imporre su di essa, può creare una &#8220;vittoria&#8221; prima ancora che essa venga raggiunta, o tramutare una sconfitta sul campo in una vittoria percepita. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nella guerra dell’informazione chi è più convincente, vince.</h2>



<p>All’interno di questo perimetro, alcune unità risultano già note alla comunità di analisti, come la 26165, comunemente associata al <strong>gruppo APT28</strong>, <strong>Fancy Bear</strong>, o la<strong>74455</strong>, collegata a operazioni attribuite a Sandworm: sigle che negli anni sono diventate quasi sinonimo delle capacità offensive russe nel cyberspazio. Tuttavia, ciò che conferisce maggiore rilevanza allo studio è l’emersione di ulteriori entità che, fino a oggi, erano rimaste ai margini dell’attenzione o del tutto sconosciute. La loro individuazione, seppur ancora parziale, suggerisce che <strong>l’ecosistema delle operazioni informative del GRU sia più ampio e stratificato di quanto precedentemente ipotizzato</strong>, con livelli di specializzazione e compartimentazione che riflettono una vera e propria istituzionalizzazione della guerra informativa.</p>



<p>Questo approccio evidenzia uno degli aspetti più rilevanti dell’Osint contemporaneo: la capacità di <strong>trasformare dati pubblici e non classificati in intelligence operativa</strong>. In un contesto in cui le organizzazioni militari adottano misure sempre più sofisticate per occultare le proprie attività, l’esposizione involontaria attraverso canali aperti rimane un punto di vulnerabilità. Va tuttavia sottolineato che le conclusioni dello studio restano, per natura, parziali. L’assenza di fonti interne e la dipendenza da materiali <em>open source</em> impediscono di definire con precisione la dimensione delle unità, le catene di comando complete e, soprattutto, il dettaglio delle operazioni condotte.</p>



<p>Nonostante questi limiti, il quadro che emerge è significativo: le operazioni informative non rappresentano più un’estensione accessoria delle attività militari, ma una componente strutturata e istituzionalizzata. L’integrazione tra <strong>cyber warfare </strong>e <strong>guerra psicologica</strong> appare sempre più sistematica, con unità dedicate, simboli identificativi e – verosimilmente – percorsi di carriera specifici. In questa prospettiva, lo studio non si limita a descrivere un insieme di unità, ma contribuisce a ridefinire il modo in cui osserviamo il conflitto contemporaneo. La dimensione informativa non è più un dominio parallelo: è parte integrante del campo di battaglia. E, come dimostra questo caso, può essere analizzata – e in parte svelata – anche partendo da <strong>dettagli</strong> che, a prima vista e per dei &#8220;<strong>non addetti ai lavori</strong>&#8220;, potrebbero sembrare del tutto <em>irrilevanti</em>.<br></p>
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		<title>Dopo Gaza, Israele porta avanti un medicidio anche in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dopo-gaza-israele-porta-avanti-un-medicidio-anche-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[medicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 13 marzo un bombardamento israeliano nel villaggio di Burj Qalaouiyah, nel distretto di Bint Jbeil, contro un centro sanitario ha ucciso 14 operatori sanitari in un solo giorno — tra medici, infermieri e paramedici — mentre erano in servizio. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato: “Le uccisioni nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-gaza-israele-porta-avanti-un-medicidio-anche-in-libano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 13 marzo <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.nytimes.com/2026/03/14/world/middleeast/lebanon-medical-workers-killed.html&amp;ved=2ahUKEwil05v-jNGTAxVa3QIHHTzOHoo4ChAWegQIGBAB&amp;usg=AOvVaw3nXJ0rceZ7ZU-iuiLbK51-">un bombardamento</a> israeliano nel villaggio di Burj Qalaouiyah, nel distretto di Bint Jbeil, contro un centro sanitario ha ucciso 14 operatori sanitari in un solo giorno — tra medici, infermieri e paramedici — mentre erano in servizio. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, <a href="https://x.com/DrTedros/status/2032853185996743140?s=20">ha dichiarato</a>: “Le uccisioni nelle ultime 24 ore di 14 operatori sanitari nel sud del Libano segnano uno sviluppo tragico nella crescente crisi in Medio Oriente”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Paramedic Ali Hassan Ghazi Bazzi was martyred while carrying out his humanitarian duty after the Islamic Health Authority center and an ambulance were bombed near Bint Jbeil Governmental Hospital in south Lebanon.<br><br>The strike hit a medical response point as crews were performing… <a href="https://t.co/HBnQ9Hpdia">pic.twitter.com/HBnQ9Hpdia</a></p>&mdash; Pheebs (@galpalpheebs) <a href="https://twitter.com/galpalpheebs/status/2038173280721379434?ref_src=twsrc%5Etfw">March 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Gli attacchi contro personale sanitario e strutture mediche si inseriscono in un contesto più ampio di bombardamenti in Libano, che hanno segnato, il 2 aprile, il primo mese di operazioni militari israeliane nel Paese dalla ripresa dei bombardamenti.<br><br>Medicidio (<em>healthocide</em>) è un termine impiegato nel contesto della Striscia di Gaza per descrivere l’eliminazione deliberata e sistematica delle infrastrutture sanitarie, del personale medico e delle risorse mediche. In pratica Israele induce volutamente un collasso del sistema sanitario con bombardamenti, uccisioni mirate e attacchi sulla macchina dei soccorsi.<br><br>Il termine già utilizzato a Gaza descrive quello che Israele ha provocato al sistema sanitario della Striscia: in meno di tre anni sono stati registrati 772 attacchi contro il sistema sanitario, con il 94% degli ospedali danneggiati o distrutti e oltre 1.500 operatori sanitari uccisi.<br><br>Ora lo stesso termine può essere impiegato per descrivere la situazione in Libano.</p>



<p>Secondo i dati disponibili, dal 2 marzo, in meno di un mese, le forze israeliane hanno colpito circa 135 strutture sanitarie in Libano — tra ospedali, centri medici e mezzi di soccorso — uccidendo almeno 53 operatori sanitari e ferendone circa 120. Una media di quasi 2 operatori uccisi al giorno, ogni giorno. Più di cinque ospedali sono stati totalmente evacuati, mentre oltre 54 centri di assistenza sanitaria primaria hanno chiuso.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 LEBANESE AMBULANCES HIT BY ISRAEL AIRSTRIKES<br><br>At least 52 health workers have been killed as Israeli strikes target medical teams in southern Lebanon. A recent drone strike on an ambulance in Bint Jbeil killed a paramedic and a patient. 🇱🇧🚑💥<br><br>Sources: WHO / AFP / The… <a href="https://t.co/H0WnvEfU2r">pic.twitter.com/H0WnvEfU2r</a></p>&mdash; Macro Pulse (@Macropulse01) <a href="https://twitter.com/Macropulse01/status/2038877970220380651?ref_src=twsrc%5Etfw">March 31, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Testimonianze raccolte sul campo indicano che i soccorritori vengono colpiti mentre intervengono sui luoghi dei bombardamenti attraverso la <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.aljazeera.com/news/2025/8/26/what-are-double-tap-strikes-that-israel-used-to-hit-a-hospital&amp;ved=2ahUKEwjFj8zVjdGTAxX7gf0HHVdzMV4QFnoECBoQAQ&amp;usg=AOvVaw2gCcI8oYG8iNT82-mfrQwA">pratica del <em>double-tap</em></a>: un primo attacco colpisce i civili seguito da un secondo bombardamento a distanza di pochi minuti, diretto contro le squadre di emergenza. A Nabatieh, secondo quanto riferito da Khodr Ghandour, operatore della protezione civile, le squadre operative sono state ridotte a solo due persone per intervento per la paura degli attacchi double-tap.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">More tragedy in southern Lebanon today, with nine paramedics killed in five attacks on health care, taking the number of health personnel killed this month to 51. Seven medics were wounded in the strikes.<br><br>March has been the second most deadly month for health workers in Lebanon… <a href="https://t.co/vJDvchSMNa">pic.twitter.com/vJDvchSMNa</a></p>&mdash; Tedros Adhanom Ghebreyesus (@DrTedros) <a href="https://twitter.com/DrTedros/status/2037943877601050821?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il medicidio in Libano però non è incominciato il 2 marzo 2026. Dati precedenti indicano che tra il 7 ottobre 2023 e la fine del 2024 quasi 230 operatori sanitari sono stati uccisi in Libano da Israele. Nello stesso periodo, l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha registrato 187 attacchi contro il sistema sanitario. Secondo Abdinasir Abubakar, rappresentante dell’OMS in Libano, tra il 7 ottobre 2023 e il 18 novembre si contano 226 morti e 199 feriti tra il personale sanitario.</p>



<p>Aggregando i dati dei diversi attacchi, contiamo che dal 7 ottobre 2023 sono oltre 285 gli operatori sanitari uccisi in Libano, con più di 330 attacchi contro il sistema sanitario.</p>



<p>Kristine Beckerle, vice direttrice regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty International, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/03/lebanon-israel-must-halt-attacks-on-healthcare-workers-medical-facilities-and-first-responders/">ha dichiarato</a>: “Israele ora sta applicando lo stesso schema di morte utilizzato nel 2024 in Libano per uccidere decine di operatori sanitari e devastare i servizi sanitari. Le ricerche precedenti di Amnesty International hanno evidenziato come l’esercito israeliano abbia ripetutamente condotto attacchi illegali contro strutture sanitarie e operatori sanitari durante l’escalation del 2024, e più volte abbiamo chiesto che questi attacchi fossero indagati come crimini di guerra. L’esercito israeliano ha inoltre attaccato ripetutamente e illegalmente strutture sanitarie e squadre mediche a Gaza, come parte di un modello più ampio di distruzione dei servizi essenziali. Non vi è ancora stata alcuna responsabilità o riparazione per queste violazioni, e ora vediamo di nuovo operatori sanitari uccisi e feriti”.</p>



<p>Tejshri Shah, direttrice generale di Medici Senza Frontiere. “Chiediamo la protezione dei civili e delle strutture mediche in ogni momento, consentendo alle persone di continuare ad accedere all’assistenza sanitaria e ad altri servizi essenziali”.</p>



<p>Il 28 marzo, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Ghebreyesus ha riportato ulteriori dati sugli attacchi contro il personale sanitario nel sud del Libano in un post su X:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">More tragedy in southern Lebanon today, with nine paramedics killed in five attacks on health care, taking the number of health personnel killed this month to 51. Seven medics were wounded in the strikes.<br><br>March has been the second most deadly month for health workers in Lebanon… <a href="https://t.co/vJDvchSMNa">pic.twitter.com/vJDvchSMNa</a></p>&mdash; Tedros Adhanom Ghebreyesus (@DrTedros) <a href="https://twitter.com/DrTedros/status/2037943877601050821?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>“Un’altra tragedia nel sud del Libano oggi, con nove paramedici uccisi in cinque attacchi contro l’assistenza sanitaria, portando a 51 il numero di operatori sanitari uccisi questo mese. Sette operatori sono stati feriti negli attacchi. Marzo è stato il secondo mese più letale per gli operatori sanitari in Libano da quando l’OMS ha iniziato a monitorare gli attacchi contro l’assistenza sanitaria nel Paese nell’ottobre 2023. Più di 120 operatori sanitari sono stati inoltre segnalati come feriti dall’inizio dell’escalation in Libano il 2 marzo, in gran parte nel sud del Paese. Negli incidenti di oggi, squadre mediche operative in cinque villaggi libanesi sono state colpite mentre erano in servizio sul campo. A Zoutar al-Sharqiya, cinque operatori sanitari sono stati uccisi in un attacco e due sono rimasti feriti, uno in condizioni critiche. Altri due operatori sanitari sono stati uccisi e tre feriti a Kfar Tibnit; un paramedico è morto in un attacco a una struttura sanitaria a Ghandouriyeh, mentre un altro è stato ucciso in un attacco a Jezzine. Due persone sono rimaste ferite in un attacco a Kfar Dajjal. I ripetuti attacchi contro l’assistenza sanitaria stanno compromettendo gravemente l’erogazione dei servizi nel sud del Libano. Quattro ospedali e 51 centri di assistenza sanitaria primaria sono ora chiusi, limitando in modo significativo l’accesso alle cure essenziali in un momento in cui sono più necessarie. Diverse altre strutture sanitarie hanno subito danni parziali e operano a capacità ridotta. Gli operatori sanitari sono protetti dal diritto internazionale umanitario e non dovrebbero mai essere presi di mira”.</p>



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		<title>Osint &#8211; Gli USA stanno disseminando mine in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/osint-gli-usa-stanno-disseminando-mine-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 06:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2026, nel villaggio di Kafari, nei pressi di Shiraz, nel sud dell’Iran, sono state rinvenute numerose mine che, secondo le analisi disponibili, sarebbero state disperse dall’aria. Secondo i media statali iraniani, l’episodio avrebbe causato diverse vittime tra la popolazione locale. Le immagini e i video diffusi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/osint-gli-usa-stanno-disseminando-mine-in-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/osint-gli-usa-stanno-disseminando-mine-in-iran.html">Osint &#8211; Gli USA stanno disseminando mine in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/kaka-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2026, nel villaggio di Kafari, nei pressi di Shiraz, nel sud dell’Iran, sono state rinvenute numerose mine che, secondo le analisi disponibili, sarebbero state disperse dall’aria. <a href="https://t.me/Tasnimnews/401328">Secondo i media statali iraniani</a>, l’episodio avrebbe causato diverse vittime tra la popolazione locale. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="982" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-982x1024.jpg" alt="" class="wp-image-510790" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-982x1024.jpg 982w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-288x300.jpg 288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-768x801.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25-600x626.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.00.25.jpg 1204w" sizes="auto, (max-width: 982px) 100vw, 982px" /></figure>



<p>Le immagini e i video diffusi online sono stati esaminati da <a href="https://www.bellingcat.com/news/2026/03/26/us-iran-mines-israel-village-missile-munitions-weapons-war-conflict/">Bellingcat</a>, centro di ricerca e analisi open source specializzato in scenari di conflitto, guerra informativa e analisi forense — in un’analisi condotta da Trevor Bell — insieme al contributo di tre esperti indipendenti, che hanno identificato gli ordigni come mine anti-carro di fabbricazione statunitense appartenenti al sistema “Gator”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Bellingcat identified the mines found overnight in Kafari, Iran as US BLU-91/B anti-tank mines from the Gator Scatterable Mine System. At least two people were reportedly killed. <br><br>These mines were deployed over a village near a Iranian missile base. <a href="https://t.co/Ymzb9iu9Bp">pic.twitter.com/Ymzb9iu9Bp</a></p>&mdash; Trevor Ball (@Easybakeovensz) <a href="https://twitter.com/Easybakeovensz/status/2037238338256531928?ref_src=twsrc%5Etfw">March 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L’episodio è inoltre confermato da un sopralluogo sul campo documentato in un video di Dimitri Lascaris, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=n4RpCzR5Uso">pubblicato sul canale YouTube Reason2Resist with Dimitri Lascaris</a>, attivista e giornalista canadese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-510787" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1111.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">visual @insideover su video @DimitriLascaris</figcaption></figure>



<p>In base alle analisi, si tratterebbe in particolare di mine BLU-91/B, normalmente disperse tramite bombe a grappolo lanciate da velivoli, come le CBU-78/B o CBU-89/B in dotazione alle forze armate statunitensi. Alcune delle immagini mostrano la presenza di adattatori aeroballistici, componenti che stabilizzano la caduta delle mine e che indicano una distribuzione aerea. Secondo Bellingcat e gli esperti intervistati, questo elemento rende altamente probabile che le mine siano state rilasciate da un mezzo aereo.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="851" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-1024x851.jpg" alt="" class="wp-image-510788" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-1024x851.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-300x249.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-768x639.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37-600x499.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-27-alle-07.33.37.jpg 1234w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mina con adattatore aerobalistico &#8211; <a href="https://www.bellingcat.com/news/2026/03/26/us-iran-mines-israel-village-missile-munitions-weapons-war-conflict/">analisi di Bellingcat</a></figcaption></figure>



<p>Il sistema Gator è progettato per disperdere rapidamente mine su aree estese. Ogni dispensatore può contenere sia mine anti-carro BLU-91/B sia mine anti-persona BLU-92/B.<br><br>Le mine di questo tipo si attivano generalmente pochi minuti dopo il rilascio e sono dotate di sistemi di autodistruzione programmabili, con tempi variabili che possono andare da alcune ore a diversi giorni. Possono inoltre detonare in seguito a movimenti o interferenze, rappresentando un rischio anche dopo la dispersione iniziale. Secondo quanto riportato da fonti locali, una delle vittime sarebbe rimasta uccisa dopo aver manipolato uno degli ordigni.<br><br>Per quanto riguarda l’origine delle armi- come <a href="https://www.bellingcat.com/news/2026/03/26/us-iran-mines-israel-village-missile-munitions-weapons-war-conflict/">sottolinea Bellingcat</a>&#8211; gli Stati Uniti risultano essere l’unico attore coinvolto nel conflitto con l’Iran noto per possedere e utilizzare il sistema Gator. Non emergono, dalle principali banche dati internazionali sui trasferimenti di armamenti, evidenze di cessioni di queste mine ad altri paesi della regione. Bellingcat ha richiesto chiarimenti al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in merito all’eventuale utilizzo di questi sistemi nell’area, ma al momento della pubblicazione non è stata fornita alcuna risposta.</p>



<p>L&#8217;analisi di Bellingcat ha geolocalizzato alcune delle mine a circa due chilometri da un sito militare iraniano descritto come una “missile city”, ovvero una base sotterranea per lo stoccaggio e il lancio di missili. Secondo gli esperti intervistati, l’impiego di mine anti-carro in prossimità di tali infrastrutture potrebbe avere l’obiettivo di limitare la mobilità dei veicoli militari e ostacolare l’accesso alle strutture.<br><br>Da pochi mesi InsideOver ha lanciato il primo corso di Open Source Intelligence pensato per giornalisti, analisti e investigatori. <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/course-landing/osint-luso-delle-fonti-aperte-per-le-indagini-digitali&amp;ved=2ahUKEwi_hO2lwL-TAxXq5QIHHY4OGHwQFnoECBsQAQ&amp;usg=AOvVaw2Ubyc0nEVlNcjhrug0n8a0">Scoprilo ora al link</a>. Ha un prezzo di lancio di soli 60 euro.</p>



<p><br></p>
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		<title>La scuola dove sono morte 154 bambine a Minab non è stata colpita da un missile iraniano. Ecco perchè</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-scuola-dove-sono-morte-154-bambine-a-minab-non-e-stata-colpita-da-un-missile-iraniano-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[minab]]></category>
		<category><![CDATA[Osint]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella mattina di sabato 28 febbraio 2026 a Minab, nel sud dell’Iran, due missili hanno colpito due diversi edifici: la scuola elementare femminile Shajareh Tayyiba e una vicina base militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) che si trovava a circa 600 metri dalla scuola. L’attacco è parte della vasta offensiva aerea condotta da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-scuola-dove-sono-morte-154-bambine-a-minab-non-e-stata-colpita-da-un-missile-iraniano-ecco-perche.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella mattina di sabato 28 febbraio 2026 a Minab, nel sud dell’Iran, due missili hanno colpito due diversi edifici: la scuola elementare femminile Shajareh Tayyiba e una vicina base militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) che si trovava a circa 600 metri dalla scuola. L’attacco è parte della vasta offensiva aerea condotta da Stati Uniti e Israele contro l&#8217;Iran che ha portato all&#8217;uccisione del leader iraniano Ayatollah Ali Khamenei e a decine di vertici di governo.<br><br>Al momento dell’attacco, circa 170 studentesse erano all’interno dell’edificio per le lezioni del mattino. Secondo le autorità iraniane, il bilancio delle vittime è salito ad almeno&nbsp;<strong>154 morti</strong>&nbsp;mentre scriviamo, in gran parte bambine tra i sette e i dodici anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="437" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.29.47-1024x437.jpg" alt="" class="wp-image-507418" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.29.47-1024x437.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.29.47-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.29.47-768x328.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.29.47-1536x656.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.29.47-600x256.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.29.47.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">mappa satellitare che mostra la scuola femminile Shajareh Tayyiba adiacente al complesso militare navale IRCG</figcaption></figure>



<p>L’attacco alla scuola è avvenuto mentre gli Stati Uniti e Israele conducevano una serie di raid aerei contro obiettivi in diverse città iraniane. Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, da sabato almeno <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/3/2/iran-death-toll-reaches-555-as-us-israel-escalate-attacks">555 persone</a> sono morte e oltre 1000 sono rimaste ferite nei bombardamenti in tutto il Paese.<br><br>L’edificio scolastico è stato ridotto a un enorme cumulo di macerie, con decine di bambine intrappolate sotto il cemento. I presenti hanno iniziato a scavare freneticamente a mani nude. Genitori sotto shock vagavano tra i detriti in cerca delle bambine.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="590" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.28.37-1024x590.jpg" alt="" class="wp-image-507416" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.28.37-1024x590.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.28.37-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.28.37-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.28.37-1536x885.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.28.37-600x346.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.28.37.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Frame della scuola distrutta Shajareh Tayyiba come appare all&#8217;esterno</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="565" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.31.48-1024x565.jpg" alt="" class="wp-image-507419" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.31.48-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.31.48-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.31.48-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.31.48-1536x848.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.31.48-600x331.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-08.31.48.jpg 1840w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Frame della scuola distrutta Shajareh Tayyiba come appare all&#8217;interno</figcaption></figure>



<p>&#8220;La scuola stessa non sapeva come gestire la situazione&#8221;, ha raccontato a DropSite News un civile sul posto. &#8220;Non c’erano informazioni precise. Ogni volta che chiedevamo, ci dicevano di avere pazienza finché non avessero tirato fuori le bambine dalle macerie&#8221;. La famiglia ha saputo della morte di Fatima solo verso le 16, quando il corpo è stato recuperato. </p>



<p>E se <a href="https://www.instagram.com/reels/DVVuQ7Rk9Xu/">alcuni account su X e Instagram hanno messo in dubbio</a>, a detta loro &#8220;un bilancio che cambia numeri di continuo&#8221;, guardando le immagini, e come testimonia la famiglia di Fatima, ci sono volute ore per tirare fuori dalla macerie ogni singolo corpo, motivo per il quale, durante tutta la giornata di sabato 28 e domenica 1 il bilancio di morti ha subito una grande impennata, passando da 40 delle prime ore, fino a 158 corpi rinvenuti arrivato nella serata di domenica 1 marzo.</p>



<p>Nelle ore successive all’attacco, in rete diversi account hanno tentato di incolpare l’Iran per il bombardamento, anziché Stati Uniti e Israele. Alcuni esempi di questa contro-narrazione sono un post su <a href="https://x.com/MarianoGiustino/status/2027801892596945104?s=20">X di Marino Giustino</a> in cui afferma che &#8220;nessuna scuola piena di bambini è stata colpita&#8221;, oppure un <a href="https://www.instagram.com/reel/DVVuQ7Rk9Xu/?igsh=eW9pbm11NTg2eDhn">video</a> in cui si sostiene che &#8220;forse un missile iraniano stesso è caduto sulla scuola&#8221;.</p>



<p>Il filone più corposo che ha messo in discussione la responsabilità israelo-statunitense per il missile che ha colpito la scuola di Minab è legato all&#8217;immagine in basso. Secondo centinaia di <a href="https://x.com/TaliGoldsheft/status/2027767305808093650/photo/2">post</a> <a href="https://www.threads.com/@darthbaras13_/post/DVT9-OvkaYs?xmt=AQF0h7ZiojhSVEJy3jhW8YYTWfp2r1b4vr-Nx9HV6QaPBA">X</a>, &#8220;l&#8217;esplosione della scuola è stata causata da un missile IRGC che ha fallito durante la sua fase iniziale di lancio, e l&#8217;immagine dei 2 missili che, dopo una breve salita, cadono verso il basso ne è la prova&#8221;. Questo claim ha prodotto su X oltre 5000 condivisioni e 750.000+ visualizzazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="958" height="726" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-12.12.37.png" alt="" class="wp-image-507514" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-12.12.37.png 958w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-12.12.37-300x227.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-12.12.37-768x582.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-12.12.37-600x455.png 600w" sizes="auto, (max-width: 958px) 100vw, 958px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="831" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-07.26.53-831x1024.jpg" alt="" class="wp-image-507423" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-07.26.53-831x1024.jpg 831w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-07.26.53-244x300.jpg 244w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-07.26.53-768x946.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-07.26.53-600x739.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-07.26.53.jpg 1192w" sizes="auto, (max-width: 831px) 100vw, 831px" /><figcaption class="wp-element-caption">Post X che sostiene: &#8220;missile che ha colpito la scuola a Minab è dell&#8217;IRCG&#8221;</figcaption></figure>



<p>Dopo un&#8217;attenta analisi con fonti open source, abbiamo concluso che la geolocalizzazione della fotografia in cui si vedono i due missili tornare verso terra non è a Minab ma a oltre 1000 km di distanza nella città di Zanjab, validando così come falsa la teoria secondo cui &#8220;missili iraniani hanno colpito la scuola a Minab&#8221;. Ecco nel dettaglio l&#8217;analisi.<br><br>La fotografia dei 2 missili che cadono verso il basso, già analizzata da 2 utenti X,  Stinky915846091 e talhagin, è stata scattata a oltre 1.000 chilometri di distanza dalla scuola di Minab e appartiene alla città di Zanjab. Un dettaglio in particolare conferma la geolocalizzazione: la clinica visibile in basso a destra. Attraverso una ricerca per immagini inverse basata sui loghi dell’edificio, è stato possibile individuare fotografie della stessa struttura a Zanjab, confermando che l’immagine è stata scattata a Zanjab e non a Minab.</p>



<div class="wp-block-group is-vertical is-content-justification-left is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-c0ca7d81 wp-block-group-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="507444" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/2-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-507444" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/2-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/2-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>
</div>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/3-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-507445" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/3-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/3-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/3-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/3-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/3-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/3-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Come <a href="https://www.nytimes.com/2026/02/28/world/middleeast/iran-school-strike-us-israel.html">conferma</a> anche il New York Times, è vero che la scuola femminile attaccata — di cui circolano <a href="https://x.com/TonySeruga/status/2028173590609404041?s=20">frammenti video con zainetti</a> insanguinati e materiale scolastico incendiato — è adiacente a una base navale appartenente alla forza militare più potente del Paese, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC). Ed è altrettanto vero che due missili distinti hanno colpito sia la base militare sia la scuola elementare nello stesso momento. Questo è visibile in un <a href="https://drive.google.com/drive/folders/143HFckKqnHoW9Vx_5vkJwBQDmn7K1TNs?usp=share_link">video amatoriale</a> girato sul posto da civili, in cui si vede fumo nero levarsi subito dopo le esplosioni sia dalla base militare sia dall’edificio scolastico.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-missile-che-colpisce-base-militare-1024x698.jpg" alt="" class="wp-image-507431" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-missile-che-colpisce-base-militare-1024x698.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-missile-che-colpisce-base-militare-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-missile-che-colpisce-base-militare-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-missile-che-colpisce-base-militare-1536x1048.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-missile-che-colpisce-base-militare-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-missile-che-colpisce-base-militare.jpg 1604w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="655" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-scuola-nello-stesso-momento-1-1024x655.jpg" alt="" class="wp-image-507432" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-scuola-nello-stesso-momento-1-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-scuola-nello-stesso-momento-1-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-scuola-nello-stesso-momento-1-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-scuola-nello-stesso-momento-1-1536x983.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-scuola-nello-stesso-momento-1-600x384.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fumo-che-esce-da-scuola-nello-stesso-momento-1.jpg 1606w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Immagine in alto: base militare IRCG<br>Immagine in basso: scuola femminile Shajareh Tayyiba</figcaption></figure>
</div></div>



<p>Come si vede dal video girato subito dopo il bombardamento della scuola di Minab, le 2 colonne di fumo principali escono da soli 2 edifici nello stesso momento, segno che 2 diversi missili hanno colpito in modalità congiunta 2 obiettivi specifici &#8211; e non, ad esempio, il cortile, la strada adiacente o alcuni complessi secondari- il complesso militare delle IRCG e la scuola di bambine. Questo indica che gli obiettivi sono stati scelti e colpiti senza margine di errore. </p>



<p>Dopo un’attenta analisi e aver verificato tutti i filoni narrativi che hanno tentato di spostare le responsabilità da Israele e dagli USA verso l’Iran per l’attacco alla scuola di bambine di Minab, abbiamo concluso che non c’è alcuna indicazione o elemento che possa mettere in dubbio la responsabilità israelo-statunitense per i missili contro la scuola Shajareh Tayyiba.<br><br>Costruire analisi come questa è un lavoro serio e impegnativo per noi di Insideover. Per permetterci di continuare a farlo, puoi sottoscrivere <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">un piano di abbonamento</a> a partire da 5 euro al mese.<br><br>Se invece vuoi scoprire come costruire un&#8217;indagine Osint partendo da zero, puoi comprare il nostro corso sulle indagini digitali <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/course-landing/osint-luso-delle-fonti-aperte-per-le-indagini-digitali&amp;ved=2ahUKEwiI14fn1oqTAxVL-QIHHbRYOMYQFnoECBsQAQ&amp;usg=AOvVaw2Ubyc0nEVlNcjhrug0n8a0">Osint: le fonti aperte per le indagini digitali</a>. Grazie</p>



<p><br><br></p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-scuola-dove-sono-morte-154-bambine-a-minab-non-e-stata-colpita-da-un-missile-iraniano-ecco-perche.html">La scuola dove sono morte 154 bambine a Minab non è stata colpita da un missile iraniano. Ecco perchè</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia non si parla più del genocidio a Gaza. Dopo la tregua, notizie diminuite dell’84%</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/in-italia-non-si-parla-piu-del-genocidio-a-gaza-dopo-la-tregua-notizie-diminuite-dell84.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Italia quasi tre quarti della popolazione si informa attraverso canali digitali. Secondo le stime più recenti, oltre 43 milioni di persone — circa il 73% degli italiani — accedono quotidianamente a notizie online, che si tratti di articoli sui siti di informazione, contenuti nei feed di Facebook, video su YouTube e TikTok o, sempre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/in-italia-non-si-parla-piu-del-genocidio-a-gaza-dopo-la-tregua-notizie-diminuite-dell84.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/in-italia-non-si-parla-piu-del-genocidio-a-gaza-dopo-la-tregua-notizie-diminuite-dell84.html">In Italia non si parla più del genocidio a Gaza. Dopo la tregua, notizie diminuite dell’84%</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/media-coverage-Italy-gaza-genocide-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Italia quasi tre quarti della popolazione si informa attraverso canali digitali. Secondo le stime più recenti, oltre <a href="https://www.statista.com/statistics/551095/estimation-of-internet-users-by-data-provider-italy/">43 milioni di persone</a> — circa il 73% degli italiani — accedono quotidianamente a notizie online, che si tratti di articoli sui siti di informazione, contenuti nei feed di Facebook, video su YouTube e TikTok o, sempre più spesso, post e reel su Instagram. Se negli anni passati Facebook ha rappresentato il principale snodo della distribuzione delle notizie, oggi è Instagram a concentrare la quota più dinamica dell’informazione social, diventando di fatto il primo strumento con cui gli italiani oggi si informano.<br><br>Negli ultimi anni numerose pagine editoriali italiane hanno consolidato una presenza significativa su queste piattaforme, accumulando centinaia di migliaia — in alcuni casi milioni — di follower, con una crescita particolarmente marcata durante il periodo pandemico. Parallelamente, con l’intensificarsi del genocidio a Gaza, a livello nazionale e internazionale si è assistito alla proliferazione di account di citizen journalism nati con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla crisi umanitaria nella Striscia anche quando il tema tendeva a uscire dal ciclo delle breaking news.<br><br>E se il citizen journalism oggi si occupa ancora di Gaza, chi dovrebbe esercitare la funzione di watchdog, di guardiano dell’informazione, con milioni di follower a cui parlare, non lo fa. <br><br>In InsideOver ci siamo posti una domanda: cosa è accaduto, nel contesto social informativo italiano, alla copertura&nbsp;del genocidio a Gaza dopo la firma della tregua tra Hamas e Israele del 10 ottobre 2025? La domanda nasce da un presupposto: la tregua è esistita solo sulla carta. Mai rispettata, ha prodotto oltre 600 morti in 3 mesi con decine di donne e bambini massacrati. Ogni giorno, dal 10 ottobre 2025, Israele ha ucciso almeno una persona a Gaza. Alla fine di ottobre si è avuto uno dei bilanci più tragici, <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.theguardian.com/world/2024/oct/27/israeli-strikes-gaza-ramat-hasharon-bus-stop-un-chief&amp;ved=2ahUKEwibg5O_zOeSAxW5nf0HHbodBjkQFnoECEYQAQ&amp;usg=AOvVaw2mqXl5lj-u0onKwvIZX2Bo">oltre 70 morti in 24 ore</a> nonostante una tregua dichiarata. In meno di un mese, tra il 10 ottobre e il 10 novembre 2025, mentre sulle colonne italiane le notizie su Gaza sono totalmente scomparse, Israele <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.aljazeera.com/news/2025/11/11/how-many-times-has-israel-violated-the-gaza-ceasefire-here-are-the-numbers&amp;ved=2ahUKEwiwjruyxeeSAxWBVvEDHYAXBbgQFnoECB4QAQ&amp;usg=AOvVaw2Rwlu6vRpGYqXx6oFNPkfJ">ha violato la tregua</a> quasi 700 volte.</p>



<p>Per rispondere, la redazione di InsideOver ha analizzato i feed Instagram di cinque tra le testate italiane con la maggiore diffusione sui social e contemporaneamente incluse nella <a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/digital-news-report/2025/italy">classifica 2025 del Reuters Institute </a>tra i media ritenuti più affidabili nel Paese. Per ragioni di privacy editoriale, teniamo anonime le testate e le indichiamo come Media A, Media B, Media C, Media D e Media E.<br><br>Nel loro insieme, i cinque profili analizzati parlano a una platea complessiva di <strong>circa 6,3 milioni di follower</strong>, intercettando una porzione rilevante del primetime informativo sui social in Italia. La loro capacità di orientare visibilità e priorità tematiche nel feed di milioni di utenti rende particolarmente significativo l’andamento della copertura osservata. L’analisi ha preso in esame tre finestre temporali: il mese precedente alla tregua (settembre 2025), il mese della firma (ottobre 2025) e il mese successivo (novembre 2025). I dati mostrano una contrazione marcata della presenza del tema del genocidio a Gaza nei contenuti pubblicati sui social tra settembre 2025 e novembre 2025, di seguito il risultato finale.</p>



<p>Nel dettaglio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media A ha ridotto la copertura sul genocidio a Gaza del <strong>92%</strong></li>



<li>Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media B ha registrato una diminuzione dell’<strong>86%</strong></li>



<li>Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media C ha segnato un calo del <strong>78,6%</strong></li>



<li>Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media D ha ridotto la copertura del <strong>69%</strong></li>



<li> Tra settembre 2025 e novembre 2025, il Media E ha mostrato la contrazione più netta, pari al <strong>94%</strong></li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="904" height="674" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00.png" alt="" class="wp-image-506113" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00.png 904w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00-300x224.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00-768x573.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-07.24.00-600x447.png 600w" sizes="auto, (max-width: 904px) 100vw, 904px" /></figure>



<p>Complessivamente, la nostra analisi ha determinato che la copertura social relativa al genocidio a Gaza ha registrato una <strong>riduzione media dell’84%</strong> rispetto al periodo precedente alla firma della tregua tra Israele e Hamas.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="872" height="506" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1.png" alt="" class="wp-image-506115" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1.png 872w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1-300x174.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1-768x446.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-08.14.18-1-600x348.png 600w" sizes="auto, (max-width: 872px) 100vw, 872px" /></figure>



<p>Accanto alla riduzione percentuale emerge un ulteriore elemento quantitativo che rafforza il quadro. Uno dei cinque media analizzati ha pubblicato una sequenza di <strong>240 lanci social consecutivi</strong> (post) senza alcun riferimento a Gaza, alla Cisgiordania o ai Territori Palestinesi. In termini temporali, si tratta di <strong>circa 22 giorni di pubblicazioni</strong> prive di copertura sul genocidio. Nello stesso arco di tempo, secondo i dati raccolti dal Ministero della salute di Gaza, a Gaza si sono registrate <strong>oltre 60 morti attribuite a bombardamenti o esecuzioni da parte dei militari IDF sui civili</strong>.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/in-italia-non-si-parla-piu-del-genocidio-a-gaza-dopo-la-tregua-notizie-diminuite-dell84.html">In Italia non si parla più del genocidio a Gaza. Dopo la tregua, notizie diminuite dell’84%</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hasbara: come Israele ha lanciato su google migliaia  di annunci politici aggirando le regole europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/hasbara-come-israele-ha-lanciato-su-google-migliaia-di-annunci-politici-aggirando-le-regole-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 04:47:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=504502</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1530" height="844" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24.jpg 1530w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24-600x331.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1530px) 100vw, 1530px" /></p>
<p>Su Google, in diversi Paesi europei, stanno circolando da mesi annunci politici riconducibili direttamente al governo israeliano, nonostante la piattaforma a partire dalla seconda metà del 2025, limiti fortemente questo tipo di pubblicità in gran parte dell’Unione Europea. L’evidenza emerge consultando il Google Ads Transparency Center: una lunga serie di inserzioni – testuali e video &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/hasbara-come-israele-ha-lanciato-su-google-migliaia-di-annunci-politici-aggirando-le-regole-europee.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/hasbara-come-israele-ha-lanciato-su-google-migliaia-di-annunci-politici-aggirando-le-regole-europee.html">Hasbara: come Israele ha lanciato su google migliaia  di annunci politici aggirando le regole europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1530" height="844" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24.jpg 1530w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-05-alle-21.38.24-600x331.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1530px) 100vw, 1530px" /></p>
<p>Su Google, in diversi Paesi europei, stanno circolando da mesi annunci politici riconducibili direttamente al governo israeliano, nonostante la piattaforma a partire dalla seconda metà del 2025, limiti fortemente questo tipo di pubblicità in gran parte dell’Unione Europea. L’evidenza emerge consultando il <a href="https://adstransparency.google.com/advertiser/AR00827556497616535553?origin=ata&amp;region=AR">Google Ads Transparency Center</a>: una lunga serie di inserzioni – testuali e video – firmate dalla Israeli Government Advertising Agency, l’agenzia statale che cura la comunicazione del governo di Israele.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="361" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-06-alle-00.49.36-1024x361.png" alt="" class="wp-image-504503" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-06-alle-00.49.36-1024x361.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-06-alle-00.49.36-300x106.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-06-alle-00.49.36-768x271.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-06-alle-00.49.36-1536x542.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-06-alle-00.49.36-600x212.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-06-alle-00.49.36.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Profilo pubblicitario delle Stato di Israele su Google</figcaption></figure>



<p>Le campagne compaiono in Italia, Germania, Austria, Belgio, Svezia. Non sono pubblicità neutre o istituzionali: parlano apertamente del genocidio a Gaza, accusano Hamas, delegittimano le Nazioni Unite, attaccano l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, la UNRWA, mettono in dubbio il lavoro umanitario di Medici Senza Frontiere e colpiscono direttamente figure critiche verso le azioni di Israele come Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU sui Territori Palestinesi Occupati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/4-1024x576.png" alt="" class="wp-image-504504" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/4-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/4-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/4-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/4-1536x864.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/4-334x188.png 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/4-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/4.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">ADV che ha come tema &#8220;infiltrazioni di Hamas in UNRWA&#8221; classificata come &#8220;famiglia e comunità&#8221;</figcaption></figure>



<p>In teoria tutto questo non dovrebbe essere possibile. Le regole europee sulla pubblicità online si basano su&nbsp;trasparenza, consenso e tutela dei dati (GDPR), rafforzate dal<strong>&nbsp;<a href="https://www.google.com/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=Digital+Services+Act&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;ved=2ahUKEwja04CHicSSAxXrgf0HHdGsJHQQgK4QegQIARAB">Digital Services Act</a></strong>, che impone alle piattaforme di fornire etichette chiare. In pratica, però, queste campagne hanno aggirato il sistema grazie a un espediente tanto semplice quanto efficace: la riclassificazione. Gli annunci più apertamente politici vengono etichettati in categorie apparentemente innocue come “Famiglia e comunità”, “Giustizia e pubblica amministrazione”, “Arti e intrattenimento” o “Notizie, libri e pubblicazioni”. <br><br>Così contenuti di propaganda politica che hanno l’obiettivo di ridipingere l’immagine di Israele nel mondo vengono camuffati da comunicazione sociale o informativa, vendita di abbigliamento, annunci di vendita superando i controlli della piattaforma.</p>



<p>Dopo ore di analisi ci siamo resi conto che non si tratta di qualche errore occasionale. Lo schema è ripetuto decine e decine di volte, in Paesi diversi, per mesi. Un sistema che ha permesso al governo israeliano di costruire una presenza pubblicitaria massiccia nei principali Paesi europei, proprio mentre il genocidio a Gaza entrava nella sua fase più acuta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/2-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-504505" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/2-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/2-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">ADV lanciata in Italia sul genocidio a Gaza con l&#8217;accusa contro l&#8217;Europa di non vedere la guerra in casa propria. Anche qui la categoria non è &#8220;pubblicità politica&#8221; ma un generale &#8220;giustizia e amministrazione&#8221;</figcaption></figure>



<p>Le immagini che documentano questi annunci sono solo la superficie di un’operazione molto più ampia. Diverse inchieste internazionali hanno mostrato come Israele abbia trasformato la pubblicità digitale in un vero fronte di guerra comunicativa, quella che nei documenti ufficiali viene definita “hasbara”, ovvero propaganda mirata all’estero. Solo nel 2025, secondo un’indagine europea, il governo israeliano avrebbe speso circa 50 milioni di dollari in campagne online per negare l’esistenza della carestia a Gaza, screditare i rapporti delle Nazioni Unite e colpire osservatori e critici internazionali.</p>



<p>La parte più consistente di questo budget è finita proprio a Google. Circa 45 milioni di dollari sono stati investiti tra YouTube e la piattaforma Display &amp; Video 360 per promuovere video e contenuti sponsorizzati. Filmati che mostravano mercati apparentemente affollati a Gaza, per suggerire una normalità che contraddiceva le valutazioni delle agenzie umanitarie, hanno superato i 30 milioni di visualizzazioni, tutte generate tramite pubblicità a pagamento. Proprio queste adv, che non sarebbero mai dovute essere su Google, hanno invaso milioni di pagine web in tutto il mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/3-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-504510" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/3-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/3-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/3-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/3-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/3-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/3-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/3-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Queste due ADV rappresentano i casi più iconici del sistema. Parlano di Hamas, di 7 ottobre, di armi e di conflitto, ma vengono classificate nelle categorie &#8220;libri e pubblicazioni&#8221; e &#8220;arti e intrattenimento&#8221;</figcaption></figure>



<p>Parallelamente, le campagne sponsorizzate intercettavano le ricerche degli utenti. Chi digitava “UNRWA” in diversi Paesi europei veniva spesso indirizzato verso pagine governative israeliane che descrivevano l’agenzia ONU come un’organizzazione collusa con Hamas. Lo stesso avveniva con il nome di Francesca Albanese, associata attraverso annunci a presunte violazioni etiche e contatti con gruppi terroristici.</p>



<p>Il caso Albanese è particolarmente emblematico. Per mesi il primo risultato su Google cercando il suo nome era una pagina sponsorizzata del dominio governativo israeliano govextra.gov.il. Il testo accusava la relatrice ONU di parzialità, di violare i principi di imparzialità delle Nazioni Unite e di avere legami con organizzazioni estremiste. Anche in questo caso, l’annuncio risultava classificato nella categoria “Famiglia e comunità”, una definizione che nulla ha a che vedere con un attacco politico mirato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="537" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.57.29-1024x537.jpg" alt="" class="wp-image-504512" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.57.29-1024x537.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.57.29-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.57.29-768x402.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.57.29-1536x805.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.57.29-600x314.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.57.29.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Annunci ADV lanciati da Israele in Italia sulla missione Flottiglia. Nessuno di questi annunci è classificato come &#8220;pubblicità politica&#8221;</figcaption></figure>



<p>A questo punto la questione va oltre l’abilità di Israele nel muoversi tra le pieghe delle regole pubblicitarie. La vera domanda è quale ruolo abbia avuto Google nel permettere che tutto questo accadesse.</p>



<p>Le fonti mostrano infatti che il rapporto tra Google e lo Stato israeliano è profondo e strutturale. Nel 2021 Google, insieme ad Amazon, ha firmato il maxi-accordo da 1,2 miliardi di dollari noto come Project Nimbus, fornendo infrastrutture cloud e servizi di intelligenza artificiale al governo israeliano. Un’inchiesta del Guardian ha rivelato che il contratto includeva clausole eccezionali e persino un sistema segreto, il cosiddetto “winking mechanism”, che obbligava le aziende a segnalare in modo occulto a Israele quando consegnavano dati alle autorità straniere, aggirando di fatto normali obblighi di trasparenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="496" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.45.44-1024x496.jpg" alt="" class="wp-image-504514" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.45.44-1024x496.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.45.44-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.45.44-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.45.44-1536x744.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.45.44-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-16.45.44.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">ADV di Israele lanciata in Spagna a tema IDF. Per aggirare le regole della piattaforma è stata lanciata nella categoria &#8220;abbigliamento&#8221;</figcaption></figure>



<p>Oggi sappiamo anche che Google fornisce direttamente servizi cloud al Ministero della Difesa israeliano, che dispone di una propria infrastruttura dedicata – una “landing zone” su Google Cloud – per archiviare dati, processarli e accedere anche a servizi di intelligenza artificiale. Nel 2024 l’azienda ha negoziato l’espansione di questo accesso per più unità militari, con oltre un milione di dollari in consulenze, peraltro scontate grazie al progetto Nimbus. Ufficialmente Google sostiene che il lavoro sia destinato a scopi civili, ma dipendenti interni hanno ammesso che la società ha pochissima capacità di controllare come governi sovrani utilizzino realmente queste tecnologie.</p>



<p>Mettendo insieme tutti gli elementi, emerge un ecosistema unico: Google fornisce infrastrutture strategiche allo Stato israeliano, accetta clausole che limitano i suoi stessi poteri di intervento e, allo stesso tempo, incassa decine di milioni di dollari per campagne pubblicitarie governative che aggirano apertamente i divieti sulla pubblicità politica.</p>



<p>Le analisi raccolte del Transparency Center non raccontano un errore del sistema, ma una tolleranza strutturale</p>



<p>In definitiva, è lecito sostenere che Israele ha potuto fare pubblicità politica su Google perché Google glielo ha permesso: mascherandola, riclassificandola, lasciandola circolare indisturbata. La più grande piattaforma pubblicitaria del mondo si è trasformata in un’arma di parte, dove le regole ufficiali restano sulla carta mentre, nella pratica, vengono piegate agli interessi di chi ha il potere economico e politico per farlo.<br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/hasbara-come-israele-ha-lanciato-su-google-migliaia-di-annunci-politici-aggirando-le-regole-europee.html">Hasbara: come Israele ha lanciato su google migliaia  di annunci politici aggirando le regole europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Iran: tutto quello che non torna sul bilancio di 30.000 morti diffusi dal Time e dall&#8217;Iran International</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/iran-tutto-quello-che-non-torna-sul-bilancio-di-30-000-morti-diffusi-dal-time-e-dalliran-international.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 20:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[protests]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono usciti in queste ore due nuovi bilanci delle vittime delle proteste che da settimane stanno riempiendo le strade di oltre 400 città in Iran, entrambi pubblicati il 25 gennaio 2026, che parlano di oltre 30.000 morti. Numeri che in queste ore vengono ripresi automaticamente e senza alcun controllo da molti media italiani e che, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/iran-tutto-quello-che-non-torna-sul-bilancio-di-30-000-morti-diffusi-dal-time-e-dalliran-international.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/iran-tutto-quello-che-non-torna-sul-bilancio-di-30-000-morti-diffusi-dal-time-e-dalliran-international.html">Iran: tutto quello che non torna sul bilancio di 30.000 morti diffusi dal Time e dall&#8217;Iran International</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-intern-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono usciti in queste ore due nuovi bilanci delle vittime delle proteste che da settimane stanno riempiendo le strade di oltre 400 città in Iran, entrambi pubblicati il <strong>25 gennaio 2026</strong>, che parlano di oltre <strong>30.000 morti</strong>. Numeri che in queste ore  vengono ripresi automaticamente e senza alcun controllo da molti media italiani e che, anche per questo, meritano di essere analizzati da vicino, soprattutto per capire <strong>da dove provengono</strong>, <strong>su quali fonti si basano</strong> e <strong>quanto siano affidabili</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/11111-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-503028" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/11111-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/11111-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/11111-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/11111-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/11111-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/11111-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/11111.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>È fuori discussione che il regime iraniano stia reprimendo con estrema brutalità. In rete circolano centinaia di fotografie e video che mostrano blindati delle forze di sicurezza sparare con armi automatiche contro la folla, irruzioni negli ospedali, e ragazzi colpiti al volto da pallettoni d’acciaio che hanno provocato danni permanenti agli occhi. <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/un-rights-body-holds-emergency-session-irans-protest-crackdown-2026-01-23/">Reuters</a> ha documentato l’apertura di sessioni d’emergenza dell’ONU sulla repressione in Iran.</p>



<p>Proprio per questo, nel caos informativo attuale, riteniamo necessario fare un controllo serio sulle due cifre che stanno dominando il dibattito: i <a href="https://www.iranintl.com/en/202601255198"><strong>36.500 morti</strong> </a>sostenuti da <strong>Iran International</strong> e i <strong><a href="https://time.com/7357635/more-than-30000-killed-in-iran-say-senior-officials/">30.000 morti</a></strong> riportati dal <strong>TIME</strong>.</p>



<p>Lo facciamo perché crediamo che un’informazione sana abbia bisogno di chiarimenti, soprattutto quando le fonti primarie lavorano in un perimetro poco chiaro e non forniscono documentazione concreta. I numeri alimentano conflitti, ne creano di nuovi e, in un momento in cui l’asse israelo-statunitense discute apertamente pressioni e ipotesi di regime change in Iran, cifre di questo tipo possono diventare strumenti politici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per Iran International i morti sono oltre 36.500. Ecco cosa non torna<br></h2>



<p>Il primo numero arriva da <strong>Iran International</strong>, testata di informazione in farsi e inglese che il 25 gennaio ha pubblicato un articolo esclusivo sostenendo che <strong>oltre 36.500 iraniani</strong> sarebbero stati uccisi nella repressione delle proteste solo nelle giornate dell’8 e 9 gennaio, definendola il più sanguinoso massacro di civili in due giorni nella storia recente dell’Iran.</p>



<p>Secondo la testata, il proprio Editorial Board avrebbe ottenuto “documenti classificati”, “rapporti dal campo” e testimonianze di personale medico, famiglie e testimoni oculari. Tuttavia nessuno di questi materiali viene reso pubblico, nemmeno in forma parziale o oscurata, e non viene fornito alcun elemento verificabile esternamente. La catena delle fonti dichiarata è la seguente: le informazioni proverrebbero dall’<strong>Organizzazione di Intelligence dei Pasdaran (IRGC)</strong> e sarebbero state trasmesse al <strong>Supreme National Security Council</strong>. Due fonti anonime interne al Consiglio iraniano avrebbero riferito che in due report datati 22 e 24 gennaio il numero dei morti era rispettivamente “oltre 33.000” e “oltre 36.500”.</p>



<p>In sostanza, parliamo di documenti interni non pubblici, attribuiti a un apparato di sicurezza, raccontati da fonti confidenziali e “verificati” solo dalla redazione stessa. Dal punto di vista del fact-checking, si tratta di una verifica chiusa, non replicabile.</p>



<p>Il problema maggiore riguarda la rapidità con cui il bilancio è esploso. Solo pochi giorni prima, la stessa Iran International aveva parlato prima di <strong>12.000 morti</strong>, poi di <strong>16.500 morti</strong>, sempre citando fonti confidenziali e report non pubblici: In appena due giorni il bilancio retrospettivo dell’8-9 gennaio è stato raddoppiato fino a oltre 36.500.</p>



<p>La domanda resta evidente: se le fonti confidenziali sono le medesime, com’è possibile che un conteggio riferito a eventi già avvenuti venga raddoppiato nel giro di qualche giorno senza spiegare il meccanismo del ricalcolo? E se davvero emergono nuovi dati, perché non fornire almeno una metodologia, criteri geografici, estratti ospedalieri o altre evidenze che costruiscano un impianto accusatorio solido?<br><br>A questo si aggiunge il contesto di fiducia: Iran International è una testata con sede a Londra su cui negli anni sono emerse questioni legate a finanziamenti e influenza saudita. Il <a href="https://www.theguardian.com/world/2018/oct/31/concern-over-uk-based-iranian-tv-channels-links-to-saudi-arabia?utm_source=chatgpt.com">Guardian</a> ha riportato preoccupazioni sui legami con ambienti vicini alla corte reale saudita e su flussi di denaro offshore. Questo non invalida automaticamente le notizie, ma aumenta la necessità di trasparenza quando si lanciano cifre che possono avere un impatto geopolitico enorme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Time: il bilancio è di 30.000 morti. Ecco cosa non torna<br></h2>



<p>Il secondo numero arriva dal <strong>TIME</strong>, che lo stesso 25 gennaio ha pubblicato un articolo titolando che <strong>“oltre 30.000”</strong>persone sarebbero state uccise in Iran tra l&#8217;8 e il 9 febbraio.</p>



<p>Il numero viene attribuito a due fonti:</p>



<p>– due funzionari anonimi del Ministero della Salute iraniano</p>



<p>–  a un conteggio basato su dati ospedalieri redatto dal <strong>dottor Amir Parasta</strong>, chirurgo iraniano residente in Germania, che avrebbe prodotto un report con 30.304 vittime. Lo stesso TIME però scrive chiaramente:<br><strong>“TIME has been unable to independently verify these figures.”</strong></p>



<p>In altre parole, non si tratta di un’indagine del TIME, ma di un numero fornito da fonti che la redazione non è riuscita a verificare in modo indipendente.</p>



<p>Anche qui manca un elemento fondamentale: il presunto report di Parasta non è pubblico, non viene mostrato, non se ne conosce la metodologia, le strutture coinvolte, né i criteri di conteggio.<br><br>In più emerge un potenziale conflitto di interessi che il TIME non evidenzia in modo adeguato. Sul profilo Instagram riconducibile ad <a href="https://www.instagram.com/prof_parasta_/?hl=en">Amir Parasta</a> compaiono numerose foto in cui partecipa a eventi pubblici con <strong>Reza Pahlavi</strong>, lo scià esiliato e figura centrale dell’opposizione iraniana che in queste settimane ha chiesto aiuto a Israele e USA per effettuare un regime change in Iran.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-18.32.30-1024x689.jpg" alt="" class="wp-image-503026" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-18.32.30-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-18.32.30-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-18.32.30-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-18.32.30-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-18.32.30-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-18.32.30.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="439" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-19.33.52-1024x439.jpg" alt="" class="wp-image-503027" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-19.33.52-1024x439.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-19.33.52-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-19.33.52-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-19.33.52-600x257.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-25-alle-19.33.52.jpg 1482w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Nel link in bio del medico su Instagram compare inoltre un’organizzazione iraniano-americana di lobbying, in cui molti eventi vedono la presenza dello stesso Pahlavi. Questo non significa che i numeri siano falsi, ma indica chiaramente che la fonte è <strong>politicamente schierata</strong> e con interessi diretti nel processo di delegittimazione del regime. In un contesto così, questo andava dichiarato con molta più forza.</p>



<p>G<a href="https://www.en-hrana.org/day-twenty-eight-of-the-protests-arrests-uncertainty-over-detainees-fate-and-international-calls-for-accountability/">ruppi indipendenti</a> interni all&#8217;Iran che da anni combattono contro le violenze del regime di Khamenei, analizzando le violazioni contro i civili hanno riportato al 25 gennaio 2026 circa 5.400 vittime confermate. Gli stessi numeri di Hrana sono stati utilizzati <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.reuters.com/world/iran-deaths-went-beyond-protesters-hitting-bystanders-too-witnesses-say-2026-01-21/&amp;ved=2ahUKEwjyh_DkqqeSAxV6nf0HHX1dOQMQFnoECBsQAQ&amp;usg=AOvVaw3WsHOYnojo3Tm95A8SX9pH">appena 4 giorni fa</a> dalla Reuters. Anche il <a href="https://www.nytimes.com/2026/01/25/world/middleeast/iran-how-crackdown-was-done.html">New York Times</a> ha deciso di non utilizzare la cifra del Time e Iran international scrivendo che il bilancio delle vittime aggiornato al 25 gennaio 2026 &#8220;è di 5.200 persone, tra cui 56 bambini, secondo l&#8217;agenzia di stampa degli attivisti per i diritti umani con sede a Washington&#8221; usando i dati dell&#8217;ong HRANA.</p>



<p>E se il New York Times e la Reuters hanno deciso di non fare affidamento sui report del Time e dell’Iran International, lo stesso non é stato per gran parte della stampa italiana che é corsa al copia/incolla riportando senza alcuna verifica i numeri analizzati in questo approfondimento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/iran-tutto-quello-che-non-torna-sul-bilancio-di-30-000-morti-diffusi-dal-time-e-dalliran-international.html">Iran: tutto quello che non torna sul bilancio di 30.000 morti diffusi dal Time e dall&#8217;Iran International</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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