Nella mattina di sabato 28 febbraio 2026 a Minab, nel sud dell’Iran, due missili hanno colpito due diversi edifici: la scuola elementare femminile Shajareh Tayyiba e una vicina base militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) che si trovava a circa 600 metri dalla scuola. L’attacco è parte della vasta offensiva aerea condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran che ha portato all’uccisione del leader iraniano Ayatollah Ali Khamenei e a decine di vertici di governo.
Al momento dell’attacco, circa 170 studentesse erano all’interno dell’edificio per le lezioni del mattino. Secondo le autorità iraniane, il bilancio delle vittime è salito ad almeno 154 morti mentre scriviamo, in gran parte bambine tra i sette e i dodici anni.

L’attacco alla scuola è avvenuto mentre gli Stati Uniti e Israele conducevano una serie di raid aerei contro obiettivi in diverse città iraniane. Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, da sabato almeno 555 persone sono morte e oltre 1000 sono rimaste ferite nei bombardamenti in tutto il Paese.
L’edificio scolastico è stato ridotto a un enorme cumulo di macerie, con decine di bambine intrappolate sotto il cemento. I presenti hanno iniziato a scavare freneticamente a mani nude. Genitori sotto shock vagavano tra i detriti in cerca delle bambine.


“La scuola stessa non sapeva come gestire la situazione”, ha raccontato a DropSite News un civile sul posto. “Non c’erano informazioni precise. Ogni volta che chiedevamo, ci dicevano di avere pazienza finché non avessero tirato fuori le bambine dalle macerie”. La famiglia ha saputo della morte di Fatima solo verso le 16, quando il corpo è stato recuperato.
E se alcuni account su X e Instagram hanno messo in dubbio, a detta loro “un bilancio che cambia numeri di continuo”, guardando le immagini, e come testimonia la famiglia di Fatima, ci sono volute ore per tirare fuori dalla macerie ogni singolo corpo, motivo per il quale, durante tutta la giornata di sabato 28 e domenica 1 il bilancio di morti ha subito una grande impennata, passando da 40 delle prime ore, fino a 158 corpi rinvenuti arrivato nella serata di domenica 1 marzo.
Nelle ore successive all’attacco, in rete diversi account hanno tentato di incolpare l’Iran per il bombardamento, anziché Stati Uniti e Israele. Alcuni esempi di questa contro-narrazione sono un post su X di Marino Giustino in cui afferma che “nessuna scuola piena di bambini è stata colpita”, oppure un video in cui si sostiene che “forse un missile iraniano stesso è caduto sulla scuola”.
Il filone più corposo che ha messo in discussione la responsabilità israelo-statunitense per il missile che ha colpito la scuola di Minab è legato all’immagine in basso. Secondo centinaia di post X, “l’esplosione della scuola è stata causata da un missile IRGC che ha fallito durante la sua fase iniziale di lancio, e l’immagine dei 2 missili che, dopo una breve salita, cadono verso il basso ne è la prova”. Questo claim ha prodotto su X oltre 5000 condivisioni e 750.000+ visualizzazioni.


Dopo un’attenta analisi con fonti open source, abbiamo concluso che la geolocalizzazione della fotografia in cui si vedono i due missili tornare verso terra non è a Minab ma a oltre 1000 km di distanza nella città di Zanjab, validando così come falsa la teoria secondo cui “missili iraniani hanno colpito la scuola a Minab”. Ecco nel dettaglio l’analisi.
La fotografia dei 2 missili che cadono verso il basso, già analizzata da 2 utenti X, Stinky915846091 e talhagin, è stata scattata a oltre 1.000 chilometri di distanza dalla scuola di Minab e appartiene alla città di Zanjab. Un dettaglio in particolare conferma la geolocalizzazione: la clinica visibile in basso a destra. Attraverso una ricerca per immagini inverse basata sui loghi dell’edificio, è stato possibile individuare fotografie della stessa struttura a Zanjab, confermando che l’immagine è stata scattata a Zanjab e non a Minab.


Come conferma anche il New York Times, è vero che la scuola femminile attaccata — di cui circolano frammenti video con zainetti insanguinati e materiale scolastico incendiato — è adiacente a una base navale appartenente alla forza militare più potente del Paese, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC). Ed è altrettanto vero che due missili distinti hanno colpito sia la base militare sia la scuola elementare nello stesso momento. Questo è visibile in un video amatoriale girato sul posto da civili, in cui si vede fumo nero levarsi subito dopo le esplosioni sia dalla base militare sia dall’edificio scolastico.


Immagine in basso: scuola femminile Shajareh Tayyiba
Come si vede dal video girato subito dopo il bombardamento della scuola di Minab, le 2 colonne di fumo principali escono da soli 2 edifici nello stesso momento, segno che 2 diversi missili hanno colpito in modalità congiunta 2 obiettivi specifici – e non, ad esempio, il cortile, la strada adiacente o alcuni complessi secondari- il complesso militare delle IRCG e la scuola di bambine. Questo indica che gli obiettivi sono stati scelti e colpiti senza margine di errore.
Dopo un’attenta analisi e aver verificato tutti i filoni narrativi che hanno tentato di spostare le responsabilità da Israele e dagli USA verso l’Iran per l’attacco alla scuola di bambine di Minab, abbiamo concluso che non c’è alcuna indicazione o elemento che possa mettere in dubbio la responsabilità israelo-statunitense per i missili contro la scuola Shajareh Tayyiba.
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