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	<title>Cyber e dintorni</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 09:36:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Cyber e dintorni</title>
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		<title>Usa-Israele, un solo esercito: Tel Aviv ancora più forte nei centri del potere americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/usa-israele-un-solo-esercito-tel-aviv-ancora-piu-forte-nei-centri-del-potere-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 09:35:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una &#8220;fusione&#8221; tra le forze armate di Usa e Israele? In molti settori critici, potrebbe accelerare sempre di più: non si tratta, ovviamente, di creare unità che combattano sotto la stessa bandiera ma di un tipo di legame profondo e duraturo, sulle tecnologie critiche. Washington sostiene e finanzia ogni anno l&#8217;apparato militare di Tel Aviv, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/usa-israele-un-solo-esercito-tel-aviv-ancora-piu-forte-nei-centri-del-potere-americani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094949308_23fbb95f5dbafbd225d1fc65e2899396-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una &#8220;fusione&#8221; tra le forze armate di <strong>Usa e Israele? In molti settori critici, potrebbe accelerare sempre di più</strong>: non si tratta, ovviamente, di creare unità che combattano sotto la stessa bandiera ma di un tipo di legame profondo e duraturo, sulle tecnologie critiche. Washington sostiene e finanzia ogni anno l&#8217;apparato militare di Tel Aviv, e da Israele molti investimenti strategici ritornano in America sotto forma di <strong>investimenti, brevetti, ricerche</strong> capaci di spingere sempre più in là la frontiera tecnologica. <strong>Il dato fondamentale, qui, è legato al fatto che spesso Washington sussidia la capacità d&#8217;investimento di Israele</strong> nel suo settore tecnologico a uso duale o propriamente militare e poi pone in essere iniziative che facilitano lo sbarco delle capacità israeliane nel sistema americano. In particolare, la testata<a href="https://responsiblestatecraft.org/israel-us-military/"> <em>Responsible Statecraft</em></a> ha posto di recente l&#8217;attenzione sulla<a href="https://armedservices.house.gov/uploadedfiles/fy27_ndaa_chairmans_mark_-_final.pdf"> Sezione 224 del National Defense Authorization Act, la &#8220;legge di bilancio&#8221; del Pentagono</a>, proposta per il 2027 e intitolata &#8220;Iniziativa di cooperazione tecnologica in materia di difesa tra Stati Uniti e Israele&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sui settori di frontiera Usa e Israele&#8230;si &#8220;fondono&#8221;</h2>



<p>La Sezione 224 dice che il Pentagono può operare per sincronizzare &#8220;sforzi cooperativi per accelerare la ricerca militare bilaterale, il testing, la valutazione, l&#8217;integrazione di sistema e la cooperazione bilaterale&#8221;, in particolare &#8220;identificando tecnologie sviluppate congiuntamente o di origine israeliana per una potenziale integrazione nei sistemi statunitensi&#8221;. Si prevede la possibilità di promuovere &#8220;<strong>esercitazioni congiunte</strong> e condivisioni informative per garantire capacità operativa per sviluppare le tecnologie realizzate assieme&#8221; in diversi domini. </p>



<p>Dalla tecnologia antidrone alla difesa antimissile, dalle armi a energia diretta al cyber, dalle biotecnologie alla sensoristica avanzata, sono molti i campi di cooperazione proposti. Ma le &#8220;regine&#8221; sono tre sfere precise: <strong>quella dell&#8217;intelligenza artificiale, quella della computazione quantistica e quella del machine learning per sistemi autonomi.</strong> La relazione speciale israelo-americana continua nonostante le recenti dinamiche geopolitiche e la condotta del governo di Benjamin Netanyahu abbiano fatto crollare l&#8217;opinione degli americani verso lo Stato Ebraico, visto non favorevolmente dal 60% degli <a href="https://www.pewresearch.org/short-reads/2026/04/07/negative-views-of-israel-netanyahu-continue-to-rise-among-americans-especially-young-people/">americani secondo il <strong>Pew Research Center</strong>.</a> Gli Usa hanno bisogno di tutte le forze a disposizione per potenziare il loro apparato militare-industriale di fronte a una prospettiva di grandi sfide strategiche e all&#8217;emergere di una competizione con la Cina su molti domini, e l&#8217;integrazione di <strong>tecnologie israeliane è vista come una possibilità</strong> per non perdere tempo prezioso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologie israeliane per le sfide Usa</h2>



<p>Questo mostra un versante decisivo dell&#8217;influenza di Tel Aviv, tra le poche nazioni capaci di poter supplire a gap tecnologici di Washington o consentirne la difesa della competitività. La Sezione 224, se pienamente applicata, espanderebbe qualcosa che già esiste: la presenza di un &#8220;pezzo di Israele&#8221; in molti ritrovati delle tecnologie critiche oggi decisive. <strong>Sia che si tratti del chip Nvidia</strong> che fa correre un sistema di intelligenza artificiale su cui si muove un programma securitario del Pentagono, sia che si parli di una <strong>piattaforma Palantir</strong> usata dal governo federale, per limitarci a casi noti, si incorporerà già ora una quota importante di know-how israeliano. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html">La &#8220;Start-Up Nation&#8221; </a>israeliana si fonda soprattutto sull&#8217;apporto al settore tecnologico di ex ufficiali di vario titolo delle forze militari e di sicurezza che ben capiscono il valore dell&#8217;innovazione dual-use. Inoltre, <strong>Washington e Tel Aviv</strong> hanno una profonda integrazione tecnologica e finanziaria. <a href="https://www.state.gov/pax-silica">Israele è tra i partner più stretti degli Usa per il progetto Pax Silica</a> volto a creare una rete globale di fornitori di tecnologie computazionali, potenza di calcolo, semiconduttori e ritrovati simili capaci di garantire affidabilità nell&#8217;innovazione, garanzie industriali e vicinanza politica alla superpotenza. <a href="https://www.linkedin.com/pulse/economic-case-us-israel-partnership-hudson-institute-ienxe/">Lo Hudson Institue</a> nota che a livello di innovazione Israele e Usa, poi, sono già sostanzialmente una cosa sola: &#8220;il numero di società israeliane&nbsp; <a href="https://il.usembassy.gov/fact-sheet-u-s-israel-economic-relationship/">quotate</a>&nbsp;al NASDAQ supera il totale combinato di aziende provenienti da India, Giappone e Corea del Sud, e più&nbsp; <a href="https://ustr.gov/about-us/policy-offices/press-office/speechestranscripts/2015/december/Remarks-Ambassador-Froman-US-Israel-Business-Initiative">di 2.500</a>&nbsp;aziende americane operano in Israele, impiegando direttamente circa&nbsp; <a href="https://ustr.gov/about-us/policy-offices/press-office/speechestranscripts/2015/december/Remarks-Ambassador-Froman-US-Israel-Business-Initiative">72.000</a>&nbsp;israeliani&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nvidia-la-mano-di-un-pacifista-israeliano-dietro-i-record-del-colosso-dei-chip.html" type="post" id="518636">con un ruolo dominante della citata Nvidia.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele è indispensabile per gli Usa</h2>



<p>&#8220;Il fronte tecnologico della competizione tra Stati Uniti e Cina – che comprende semiconduttori, intelligenza artificiale, sicurezza informatica, energia, acqua, biotecnologie e difesa – è troppo vasto persino per la più grande economia del mondo&#8221;, ragiona l&#8217;Hudson, aggiungendo che &#8220;l&#8217;<a href="https://themedialine.org/headlines/israels-dual-engine-chip-sector-drives-global-innovation-and-40-b-in-exits">innovazione</a>&nbsp;israeliana&nbsp; è intrecciata ai sistemi americani e questa integrazione plasma la competizione economica internazionale&#8221;. <strong>Israele, del resto, vede circa il 25% dell&#8217;assistenza militare fornita dagli Usa sotto forma di aiuto diretto</strong>, pari a circa <strong>3 miliardi di dollari l&#8217;anno</strong> nel complesso, finire proprio nel potenziamento delle supply-chain e<a href="https://quincyinst.org/research/the-disappearing-aid-check-the-future-of-us-israel-defense-support/?fbclid=IwY2xjawSEVpRleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEePrwxo80-Yo-8X7cmbSO52oJKBJjrQNjJt5-JZA6crP97fmjAIPi-ugpQxco_aem_OREjMBRQOy5qdu1o3a-m-w#h-the-current-deal-and-why-it-is-running-out-of-road"> nelle catene dello Stato Ebraico, come nota il Quincy Institute.</a> </p>



<p>Parliamo delle stesse filiere che poi creano un valore aggiunto sensibile e sistemico per Tel Aviv, capace di inserirsi in programmi di approvvigionamento e fornitura supplendo alle esigenze degli Usa e &#8220;integrando&#8221; di fatto competenze e capacità. La Sezione 224 lo mette nero su bianco, ma è così da tempo: nei settori critici Washington e Tel Aviv sono sempre più vicini ad essere una cosa sola. Gli Usa mettono i capitali e la scala, Israele i ritrovati tecnologici e intellettuali. E nel silenzio si plasma un&#8217;alleanza che è ancora più solida degli altri fronti di vicinanza tra le due nazioni. Mentre Israele si posiziona nel ruolo invidiabile di Stato indispensabile anche per la prima potenza mondiale. Acuendo, dunque, il suo ruolo globale.</p>



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<p><br><a href="https://il.usembassy.gov/fact-sheet-u-s-israel-economic-relationship/"></a><br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo decisivo di Israele per l&#8217;innovazione tecnologica globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 14:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Nvidia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1127" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-1024x601.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-768x451.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-1536x902.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-600x352.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 7 dicembre, parlando a margine dell&#8217;incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Gerusalemme, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso una chiara visione circa la dottrina strategica di Tel Aviv rivendicando che in un&#8217;epoca di profonda innovazione tecnologica &#8220;possiamo guidare questo processo e diventare non una potenza secondaria, ma una potenza primaria&#8221;. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html">Il ruolo decisivo di Israele per l&#8217;innovazione tecnologica globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1127" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-1024x601.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-768x451.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-1536x902.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-ruolo-decisivo-di-Israele-per-linnovazione-tecnologica-globale-600x352.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 7 dicembre, parlando a margine dell&#8217;incontro con il cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz</strong> a Gerusalemme, il primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha espresso una chiara visione circa la dottrina strategica di Tel Aviv rivendicando che in un&#8217;epoca di profonda innovazione tecnologica &#8220;possiamo guidare questo processo e diventare non una potenza secondaria, ma una potenza primaria&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Benjamin Netanyahu declares that Israel will have total sovereign control from the Jordan River to the Mediterranean Sea as the nation rises from a secondary power to a primary one.<br><br>He says Israel is entering a “new age,” claiming the country is on the cusp of an era where… <a href="https://t.co/se3Gx1Ennh">pic.twitter.com/se3Gx1Ennh</a></p>&mdash; Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) <a href="https://twitter.com/ShadowofEzra/status/1997705035178766505?ref_src=twsrc%5Etfw">December 7, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Netanyahu ha ragione.</strong> La prospettiva strategica di Israele è questa ed è proprio il <strong>dato della vitalità tecnologica dell&#8217;ecosistema dello Stato Ebraico </strong>a rendere Tel Aviv così influente agli occhi del campo occidentale e la sua alleanza, molto spesso, irrinunciabile per diversi attori. Molto noti sono i casi del <strong>cyber e delle tecnologie ad esse collegate</strong>, ben evidenti in occasione dell&#8217;operazione condotta a settembre 2024 <a href="https://it.insideover.com/guerra/esplosione-dei-cercapersone-in-libano-lex-cia-e-terrorismo.html">con i <strong>cercapersone esplosivi contro Hezbollah</strong> in Libano </a>o della raccolta informativa che ha preparato gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-bombarda-liran-ondata-di-raid-contro-il-programma-nucleare-uccisi-alti-comandanti-militari.html">attacchi d&#8217;apertura della guerra all&#8217;Iran del giugno scorso.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il boom del cyber di Israele</h2>



<p>Uno scenario, questo, molto noto anche in occasione dei diversi scandali di spionaggio che in Occidente hanno riguardato spyware israeliani e che in Italia hanno portato a interrogativi profondi circa la reale <strong>sovranità tecnologica del Paese</strong>. Israele vede, peraltro, la guerra in cui è stata immersa nel biennio 2023-2025 fungere da abilitatore per ulteriori investimenti: a livello di raccolta di capitali nel settore cyber, <a href="https://startupnationcentral.org/hub/blog/israeli-cybersecurity-is-defining-the-future-in-2025/">nota <em>Security Boulevard</em>,</a> &#8220;Israele ha registrato <strong>4,4 miliardi di dollari in 130 round </strong>nel 2025, con un <strong>aumento del 46% dell&#8217;attività di negoziazione </strong>su base annua, la sua performance più forte in un decennio di monitoraggio&#8221;. </p>



<p>Meno approfondita, se non per le sue ricadute nel &#8220;<strong>laboratorio Gaza&#8221;</strong>, è la natura decisiva del ruolo che Israele gioca in campo di <strong>intelligenza artificiale e tecnologie ad essa legate</strong>. Israele applica con forza le tecnologie del colosso americano del data mining e dell&#8217;uso strategico <a href="https://www.palantir.com/assets/xrfr7uokpv1b/3MuEeA8MLbLDAyxixTsiIe/9e4a11a7fb058554a8a1e3cd83e31c09/C134184_finaleprint.pdf">dell&#8217;Ia <strong>Palantir</strong></a><strong>, il cui Ceo<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/alex-karp-il-manager-guerriero-che-con-palantir-difende-la-supremazia-delloccidente.html"> Alex Karp</a></strong> è radicalmente a favore di Tel Aviv. Ma non solo. Anche nel moderno boom dell&#8217;Ia generativa di massa c&#8217;è una forte mano israeliana. </p>



<p>Si pensi alla società regina dell&#8217;Ia per eccellenza, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/i-mercati-finanziari-in-subbuglio-ora-aspettano-i-conti-di-nvidia.html"><strong>Nvidia. Il colosso di Santa Clara</strong> </a>è cresciuto fino a diventare il maggior player della borsa mondiale e l&#8217;azienda più capitalizzata della storia finanziaria mondiale per la sua capacità di fornire i chip e le unità computazionali più moderne e potenti agli attori del <strong>settore dell&#8217;intelligenza artificiale generativa,</strong> ottenendo processori più longevi, più dinamici, più strutturati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il matrimonio Nvidia-Mellanox</h2>



<p>Ebbene, un&#8217;acquisizione completata nel 2020 ha contribuito a rendere possibile tutto questo a partire da fine 2022 in avanti: <strong>Nvidia comprò infatti l&#8217;israeliana Mellanox per quasi 7 miliardi di dollari,</strong> integrandola pienamente nel suo ecosistema. Mellanox, fondata dall&#8217;israeliano Eyal Waldman e dal 2007 quotata al Nasdaq, realizzava quei sistemi d&#8217;interconnessione interni ai data center e tra questi ultimi e i sistemi d&#8217;archiviazione fondamentale per accelerare la potenza di calcolo, vero e proprio driver dello sviluppo Ia.</p>



<p>La lunga marcia di Nvidia, <strong>oggi l&#8217;azienda a cui gli operatori guardano</strong> al momento dell&#8217;uscita dei conti per capire il futuro del settore IA, non sarebbe stata possibile senza la tecnologia israeliana. <strong>Alessandro Aresu, analista di <em>Limes</em> e autore de &#8220;Geopolitica dell&#8217;intelligenza artificiale&#8221;</strong>, <a href="https://www.startmag.it/innovazione/nvidia-mellanox-israele-aresu/">ricorda su <em>StartMag</em> </a>che spesso nel parlare del gruppo di Jensen Huang ci si scorda che &#8221; circa il 13% dei dipendenti di NVIDIA è in Israele e che spesso la CFO Colette Kress inizia le giornate parlando coi manager israeliani&#8221;. La scommessa del colosso di Huang è stata pienamente vinta. </p>



<p>La divisione israeliana di Nvidia, che ha sede a Yokneam in Galilea, macina profitti, <a href="https://www.calcalistech.com/ctechnews/article/bkyf1tateg#google_vignette">come ricorda <em>Calcalistech:</em></a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Nell&#8217;ultimo trimestrericavi del settore networking sono aumentati del 46% rispetto al trimestre precedente e sono quasi raddoppiati su base annua, raggiungendo i 7,25 miliardi di dollari solo nel secondo trimestre. In altre parole, solo nell&#8217;ultimo trimestre, il centro di ricerca e sviluppo istituito grazie all&#8217;acquisizione di Mellanox ha generato per Nvidia un fatturato superiore al costo dell&#8217;acquisizione stessa</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa tecnologica di Israele</h2>



<p>Nvidia sta <strong>investendo attivamente</strong> per espandere la sua presenza israeliana<a href="https://israel.ahk.de/en/news/nvidia-plans-massive-tech-campus-in-israel-boosting-ai-innovation">. Il campus di Yokneam sarà espanso</a> e a Sud di Israele Nvidia costruirà un nuovo complesso per il suo laboratorio di ricerca a Beersheba: &#8220;Il nuovo sito, situato nel <a href="https://www.timesofisrael.com/with-growing-tech-and-idf-campus-on-its-way-beersheba-readies-for-a-golden-age/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">parco tecnologico Gav Yam</a> di Beersheba , si estende su circa 3.000 metri quadrati e dovrebbe essere pienamente operativo entro la fine della prima metà del 2026&#8243;, <a href="https://www.timesofisrael.com/us-chipmaker-nvidia-scouts-for-israeli-ai-talent-in-expansion-of-rd-hub-in-south/">nota il <em>Times of Israel</em> </a>ricordando che &#8220;nell&#8217;ambito dell&#8217;espansione, Nvidia sta cercando di assumere centinaia di dipendenti aggiuntivi nella regione meridionale, tra cui sviluppatori di chip, ingegneri hardware e software, architetti, studenti e laureati&#8221;. </p>



<p><strong>Un segno del ruolo importante di Tel Aviv per l&#8217;innovazione globale,</strong> che si manifesta attraversa un&#8217;influenza silenziosa ma decisiva nel plasmare le attività di una vera e propria &#8220;industria delle industrie&#8221; dell&#8217;era dell&#8217;IA come Nvidia.<a href="https://www.gisreportsonline.com/r/israel-innovation/"> </a></p>



<p><a href="https://www.gisreportsonline.com/r/israel-innovation/"><strong>Israele, che investe oltre il 6% del Pil in ricerca e sviluppo</strong> ogni anno</a>, profitta poi delle continue <strong>porte girevoli tra apparati strategici, industria e start-up</strong> che consente di connettere attivamente sviluppo economico, innovazione e sicurezza nazionale e spingere il governo a finanziare i progetti più promettenti. <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/asse-italia-israele-sul-calcolo-quantistico-linvestimento-di-cdp-nella-start-up-classiq.html">Anche sulla nuova frontiera del calcolo quantistico Israele è ben posizionato</a>: le <strong>ciniche parole di Netanyahu </strong>sul futuro del Paese nella regione hanno un retroterra reale. Tel Aviv è uno snodo fondamentale per il mercato mondiale della tecnologia. E il suo peso è destinato a aumentare.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html">Il ruolo decisivo di Israele per l&#8217;innovazione tecnologica globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La stretta della Nigeria sul cyber-crimine straniero</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-stretta-della-nigeria-sul-cyber-crimine-straniero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 12:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="460" height="316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dark webb" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg 460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p>
<p>La Nigeria stringe le maglie sulle operazioni di cyber-crimine all&#8217;interno del suo territorio e sta procedendo a un&#8217;ampia operazione di espulsione dei residenti stranieri sospettati di attività illecite. L&#8217;Organized Crime and Corruption Reporting Project (Occrp) ha segnalato l&#8217;espulsione avvenuta a ottobre di 192 sospetti con cittadinanza di Cina, Filippine, Tunisia, Malesia, Pakistan, Kirghizistan e Timor &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-stretta-della-nigeria-sul-cyber-crimine-straniero.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="460" height="316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dark webb" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg 460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p>
<p>La <strong>Nigeria</strong> stringe le maglie sulle operazioni di cyber-crimine all&#8217;interno del suo territorio e sta procedendo a un&#8217;ampia operazione di espulsione dei residenti stranieri sospettati di attività illecite.</p>



<p><a href="https://www.occrp.org/en/news/nigeria-deports-192-foreign-nationals-over-global-cybercrime-network">L&#8217;Organized Crime and Corruption Reporting Project (Occrp)</a> ha segnalato l&#8217;espulsione avvenuta a ottobre di 192 sospetti con cittadinanza di Cina, Filippine, Tunisia, Malesia, Pakistan, Kirghizistan e Timor Est arrestati e condannati per cyberterrorismo, frode informatica e reati correlati. </p>



<p><strong>I soggetti in questione erano accusati di contribuire a uno schema di riciclaggio internazionale</strong> connesso alla conversione di denaro &#8220;sporco&#8221; in criptovalute e alla costruzione di schemi Ponzi. La presenza tra gli espulsi di esponenti dei Paesi dell&#8217;Asia orientale e del <a href="https://it.insideover.com/economia/il-boom-delle-cripto-in-russia-ovvero-la-guerra-finanziaria-ibrida-per-eludere-le-sanzioni.html">Kirghizistan</a>, hub centroasiatico dell&#8217;aggiramento delle sanzioni da parte della Russia tramite gli exchange di criptovalute, alimenta la solidità di questa tesi. E non finisce qui. Ad agosto <strong>50 cittadini cinesi e 102 soggetti in totale</strong> erano stati espulsi per un&#8217;analoga violazione della legge anti-cybercrimine nel Paese più popolato dell&#8217;Africa.</p>



<p><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c89059k37ezo">Come ha ricordato la Bbc:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La Nigeria è nota per le frodi online e le truffe sentimentali sono all&#8217;ordine del giorno. Secondo la Commissione per i reati economici e finanziari (EFCC), i casi di criminalità informatica sono stati tra i reati più diffusi in Nigeria lo scorso anno.</p>
</blockquote>



<p>La Nigeria sta da tempo <strong>prendendo consapevolezza di essere un epicentro</strong> di catene del valore criminali transnazionali che seguono un principio di filiera e divisione del lavoro paragonabile a quello delle attività lecite sfruttando i meccanismi, soprattutto digitali e tecnologici, della globalizzazione. </p>



<p>Il <strong><a href="https://naltf.gov.ng/nigerias-cybercrime-reform/ù">Nigeria Cybercrimes Act del 2024 </a></strong>sostenuto dal presidente Bola Tinbu offre alla polizia e alle agenzie di sicurezza nazionali la possibilità di intercettare comunicazioni riservate di molti sospetti anche prima dell&#8217;emissione di un <strong>mandato dei tribunali in casi di percepito rischio securitario</strong>. Si è chiesto alle compagnie di telecomunicazioni di <strong>estendere i tempi di conservazione dei dati,</strong> alle banche di segnalare i bonifici sospetti tempestivamente, agli operatori fintech di prevenire le transazioni non autorizzate o illegali con le cripto.</p>



<p><a href="https://guardian.ng/features/how-foreign-nationals-escalate-cybercrime-in-nigeria/">Il &#8220;Guardian&#8221; di Lagos,</a> una delle maggiori testate del Paese, ha scritto che &#8220;la Nigeria ha promosso attivamente delle partnership, tra cui un recente accordo di cooperazione in materia di sicurezza informatica con il Regno Unito nell&#8217;aprile 2025 e un accordo con l&#8217;FBI e il governo cambogiano, per intensificare gli sforzi contro la criminalità informatica internazionale&#8221; e avviato con l&#8217;appoggio di <strong>Londra e del Commonwealth un Joint Case Team on Cybercrime</strong> che riunisce &#8220;le principali agenzie di giustizia e sicurezza per migliorare l&#8217;individuazione, l&#8217;indagine e il perseguimento dei reati informatici&#8221;.</p>



<p>Da un lato, dunque, Abuja sta pensando a promuovere una serie di scenari operativi finalizzati a una maggiore sicurezza internazionale e alla prevenzione del cybercrime. Dall&#8217;altro, le normative introdotte internamente appaiono assai complesse e articolate e potenzialmente sospettabili di aprire la strada a repressioni della libertà d&#8217;espressione e a una sorveglianza estesa. In parallelo, l&#8217;assenza di un ragionamento politico sul ruolo delle mafie, specie quella nazionale, nel processo e lo scaricabarile su singoli soggetti &#8211; per quanto problematici &#8211; di nazionalità straniera potrebbe ridurre la percezione di un fenomeno che, a conti fatti, è di rango globale.</p>
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		<title>AUKUS Pillar 2 e il caso Palantir: la sfida tecnologica dell’Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-pillar-2-e-il-caso-palantir-la-sfida-tecnologica-delloccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 12:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="aukus" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L'alleanza tra Usa, Uk e Australia dai sommergibili si espande al calcolo quantistico e all'intelligenza artificiale. E arriva Palantir...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-pillar-2-e-il-caso-palantir-la-sfida-tecnologica-delloccidente.html">AUKUS Pillar 2 e il caso Palantir: la sfida tecnologica dell’Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="aukus" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dal nucleare al digitale, AUKUS si espande. Quando nel 2021 venne annunciata l’alleanza <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-trovato-laccordo-per-i-sottomarini-nucleari-australiani.html">AUKUS, l’attenzione era tutta sul Pillar 1</a></strong>: la costruzione di sottomarini a propulsione nucleare per l’Australia, una scelta strategica destinata a spostare equilibri nel Pacifico. Ma col tempo, <strong>il vero terreno di gioco si è rivelato il Pillar 2: </strong>intelligenza artificiale, quantum computing, ipersonica, cyber, sistemi autonomi marittimi, guerra elettronica. In sostanza,<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/dopo-aukus-lo-spazio-cosi-johnson-rilancia-la-global-britain.html"> le tecnologie che determineranno la superiorità militare di domani.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Pillar 2: promesse e rischi</h2>



<p>Il secondo pilastro promette risultati rapidi, come gli algoritmi di AI già condivisi per la caccia ai sottomarini. Un segnale che l’alleanza non vuole solo difendere, ma innovare. Tuttavia, la strada è irta di ostacoli: riforme normative come quelle dell’ITAR americano, lacune nei finanziamenti pubblici per la ricerca precoce, difficoltà a trasformare prototipi in capacità operative. Non mancano critiche: <strong>l’ASPI australiano </strong>ha avvertito che senza un focus chiaro, il Pillar 2 rischia di restare una “pila di buone intenzioni” priva di impatti militari concreti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’offensiva di Palantir a Londra</h2>



<p>In questo quadro si inserisce Palantir, la società americana di big data e intelligenza artificiale, legata fin dalla nascita nel 2003 agli apparati di intelligence. Dopo aver consolidato la sua presenza negli Stati Uniti e vinto un contratto miliardario con il NHS britannico, <strong>Palantir punta a diventare il motore tecnologico del Pillar 2</strong>. A Londra, la società <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/glenn-greenwald-smaschera-palantir-e-il-nuovo-deep-state-di-donald-trump.html">ha organizzato eventi mirati a sedurre i decisori AUKUS</a>, con dimostrazioni di AI per la difesa irregolare e l’intelligence, e con ex alti funzionari britannici nel ruolo di ambasciatori presso stakeholder politici e industriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo chiave di Damian Parmenter</h2>



<p>Emblematica è la parabola di <strong>Damian Parmenter, ex direttore generale AUKUS al Ministero della Difesa britannico, passato nel luglio 2025 a Palantir </strong>come Senior Counsellor. Un insider prezioso per comprendere dinamiche e priorità del progetto, ma anche fonte di sospetti di conflitti d’interesse. L’ACOBA, l’ente britannico che regola i rapporti post-governativi, ha imposto vincoli stringenti: <strong>no lobbying verso il governo UK</strong>, no uso di informazioni privilegiate, no attività sui contratti britannici per due anni. Palantir ha assicurato la compliance con programmi di formazione interna. Ma la mossa resta significativa: avere un ex coordinatore AUKUS a bordo significa rafforzare la propria credibilità nel cuore dell’alleanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dinamiche geoeconomiche</h2>



<p>Il Pillar 2 non è solo difesa, ma anche industria. Gli Stati Uniti spingono perché partner come Australia e Regno Unito riducano i tempi di adozione e <strong>accettino regole comuni per la condivisione dei dati e degli algoritmi</strong>. In gioco non c’è solo la sicurezza, ma anche l’accesso a mercati miliardari per le società di AI, di software e di sensoristica. Palantir, con piattaforme come Gotham e Foundry, cerca di posizionarsi come attore irrinunciabile, pronto a tradurre gli obiettivi politici di AUKUS in soluzioni pratiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una nuova corsa tecnologica</h2>



<p>Nel 2025, test congiunti USA, UK e Australia hanno già mostrato algoritmi capaci di elaborare in tempo reale i dati provenienti da sonoboe per la lotta antisommergibile. È un assaggio della trasformazione in corso: la guerra sottomarina, per decenni dominio della potenza di fuoco e della silenziosità degli scafi, <strong>si gioca ora sulla velocità di calcolo e sulla qualità dei dati</strong>. Ma la sfida è duplice: da un lato accelerare l’innovazione, dall’altro evitare che il progetto si frammenti sotto il peso di interessi nazionali e rivalità industriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: AUKUS come stress test dell’Occidente</h2>



<p>Il Pillar 2 dell’AUKUS rappresenta un banco di prova per la capacità delle democrazie occidentali di tradurre la cooperazione politica in innovazione tecnologica condivisa. <strong>Palantir è l’esempio di come attori privati possano inserirsi in questa partita</strong>, colmando gap e dettando tempi. Ma resta aperta la questione fondamentale: l’alleanza saprà trasformare algoritmi e prototipi in deterrenza reale contro la Cina, o resterà intrappolata tra vincoli burocratici e burocrazie nazionali? La risposta deciderà non solo il futuro dell’AUKUS, ma la tenuta stessa della supremazia tecnologica occidentale nell’Indo-Pacifico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-pillar-2-e-il-caso-palantir-la-sfida-tecnologica-delloccidente.html">AUKUS Pillar 2 e il caso Palantir: la sfida tecnologica dell’Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Siria e la caduta di Assad: il ruolo cruciale e nascosto della guerra cyber</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-siria-e-la-caduta-di-assad-il-ruolo-cruciale-e-nascosto-della-guerra-cyber.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 13:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103215315_5c57ea12434b18cef4271034e7cf0c33.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103215315_5c57ea12434b18cef4271034e7cf0c33.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103215315_5c57ea12434b18cef4271034e7cf0c33-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103215315_5c57ea12434b18cef4271034e7cf0c33-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103215315_5c57ea12434b18cef4271034e7cf0c33-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103215315_5c57ea12434b18cef4271034e7cf0c33-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103215315_5c57ea12434b18cef4271034e7cf0c33-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Caduta di Assad: Il regime di Bashar al-Assad è crollato l’8 dicembre 2024 con la perdita di Damasco, portando all’ascesa di Ahmed Husayn al-Sharaa (Abu Muhammad Al Jolani), leader di Hayat Tahrir al-Sham.</p>
<p>Guerra cibernetica: Un’app mobile (STFD-686) ha infettato i telefoni degli ufficiali siriani con SpyMax, raccogliendo dati sensibili e mappando in tempo reale le posizioni dell’esercito, facilitando l’Operazione Deterrenza dell’Aggressione.</p>
<p>Vulnerabilità sfruttate: La crisi economica (lira siriana crollata da 50 a 15.000 sul dollaro) e la demoralizzazione dei militari, con salari di circa 20 dollari al mese, hanno reso l’esercito vulnerabile a trappole digitali.</p>
<p>Fine delle sanzioni UE: Il 20 maggio 2025, l’UE ha avviato la rimozione delle sanzioni economiche contro la Siria, eccetto quelle per motivi di sicurezza, per sostenere la transizione verso una Siria inclusiva, mantenendo però misure contro violazioni dei diritti umani.</p>
<p>Minaccia Isis: L’Isis ha compiuto il primo attacco al nuovo governo siriano il 29 maggio 2025 a Sweida, mentre le autorità siriane e gli USA chiedono vigilanza per prevenire la rinascita del gruppo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-e-la-caduta-di-assad-il-ruolo-cruciale-e-nascosto-della-guerra-cyber.html">La Siria e la caduta di Assad: il ruolo cruciale e nascosto della guerra cyber</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La repentina caduta del regime di <strong>Bashar al-Assad</strong>, culminata con la perdita di Damasco l’8 dicembre 2024 e l&#8217;ascesa <strong>Ahmed Husayn al-Sharaa</strong>, meglio noto come <strong>Abu Muhammad Al Jolani</strong>, <a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html">leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (Hts)</a>, rappresenta uno degli eventi più significativi della storia recente della Siria. Un’inchiesta <a href="https://newlinesmag.com/reportage/how-a-spyware-app-compromised-assads-army/">condotta da <em>Newlines Magazine</em></a> getta luce su un aspetto meno visibile e conosciuto della fine di Assad: una sofisticata operazione di guerra cibernetica che ha sfruttato la vulnerabilità di un esercito già indebolito da anni di conflitto, crisi economica e morale. La narrazione tradizionale di una sconfitta militare dovuta a un attacco dell’opposizione a Aleppo non basta a spiegare <strong>l’improvvisa dissoluzione dell’esercito siriano</strong>. Dietro le quinte, infatti, un’applicazione mobile, apparentemente innocua, ha svolto un ruolo cruciale, trasformando gli smartphone degli ufficiali in strumenti di spionaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra cyber ha giocato un ruolo fondamentale</h2>



<p>Secondo <em>Newlines Magazine</em>, un’applicazione chiamata STFD-686, distribuita tramite un canale Telegram sotto il nome di <em>Syria Trust for Development</em> (un’organizzazione umanitaria legata ad Asma al-Assad), si è rivelata una trappola. Promettendo aiuti economici, l’app chiedeva agli ufficiali di inserire dati personali e militari sensibili, come nome, grado, posizione e dettagli sulle unità di appartenenza. Questi dati, <strong>raccolti tramite un’interfaccia web </strong>che reindirizzava a siti fasulli come <em>syr1.store</em> e <em>syr1.online</em>, hanno permesso agli operatori dell’attacco di <strong>mappare in tempo reale le posizioni dell’esercito siriano</strong>, individuando punti deboli e depositi di armi. L’app installava inoltre <em>SpyMax</em>, un software di sorveglianza che consentiva di accedere a chiamate, messaggi, foto e persino alla videocamera dei dispositivi, trasformando i telefoni in strumenti di spionaggio remoto.</p>



<p>L’inchiesta evidenzia come questa operazione abbia sfruttato non solo la tecnologia, ma anche la disperazione degli ufficiali siriani. Con <strong>salari ridotti a circa 20 dollari al mese</strong> a causa del crollo della lira siriana (<strong>da 50 a 15.000 contro il dollaro tra il 2011 e il 2023</strong>), molti militari erano demoralizzati e inclini ad accettare qualsiasi promessa di aiuto finanziario. La mancata applicazione di protocolli di sicurezza, come dimostrato dall’episodio del 2020 in cui un telefono lasciato acceso in un veicolo Pantsir-S1 portò a un attacco aereo israeliano, ha amplificato le vulnerabilità. L’esercito siriano, già logorato da anni di guerra, corruzione e stagnazione politica, non ha mai intrapreso contromisure efficaci contro queste minacce cibernetiche.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103440430_2cff11400cc4fd70c662364b1504cc63-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472133" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103440430_2cff11400cc4fd70c662364b1504cc63-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103440430_2cff11400cc4fd70c662364b1504cc63-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103440430_2cff11400cc4fd70c662364b1504cc63-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103440430_2cff11400cc4fd70c662364b1504cc63-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103440430_2cff11400cc4fd70c662364b1504cc63-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250530103440430_2cff11400cc4fd70c662364b1504cc63.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>L’impatto dell’attacco è stato devastante</strong>. La raccolta di dati sensibili ha permesso agli oppositori del regime di pianificare l’Operazione Deterrenza dell’Aggressione, iniziata a novembre 2024, che ha portato alla rapida conquista di Aleppo e, successivamente, di Damasco. L’inchiesta suggerisce che i dati raccolti abbiano facilitato attacchi mirati, come quello alla <strong>sala operativa militare di Aleppo</strong>, e creato confusione tra i comandi, come nel caso dello scontro tra le forze dei generali Saleh al-Abdullah e Suhail al-Hassan il 6 dicembre 2024. Non è chiaro chi abbia orchestrato l’attacco: potrebbe trattarsi di fazioni dell’opposizione, servizi segreti regionali o internazionali, o persino attori non ancora identificati. Tuttavia, l’efficacia dell’operazione evidenzia una nuova era di guerra ibrida, in cui la tecnologia si intreccia con le debolezze umane e istituzionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine delle sanzioni europee sulla Siria</h2>



<p>In risposta alla caduta del regime di Assad, l’Unione Europea ha deciso di appoggiare politicamente la transizione del Paese e il governo di <strong>al-Sharaa</strong>. Il 20 maggio scorso, il Consiglio dell’Ue ha infatti avviato l&#8217;iter per la rimozione di tutte le sanzioni economiche contro la Siria, ad eccezione di quelle motivate da ragioni di sicurezza. Questa decisione, come dichiarato da <strong>Kaja Kallas</strong>, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri, mira a &#8220;sostenere il popolo siriano nel riunirsi e ricostruire una Siria nuova, inclusiva, pluralistica e pacifica&#8221;. </p>



<p>Sono state rimosse dalle liste delle sanzioni 24 entità, tra cui la Banca Centrale di Siria e aziende operanti nei settori del petrolio, del cotone e delle telecomunicazioni. Tuttavia, l’Ue ha<strong> esteso fino al 1° giugno 2026 le sanzioni contro individui ed entità legate al regime di Assad</strong> e ha introdotto nuove misure restrittive contro due individui e tre entità responsabili di <a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html">gravi violazioni dei diritti umani nella regione costiera siriana di marzo 2025</a>: violenze che, come abbiamo raccontato su <em>InsideOver</em>, sono state commesse con il tacito assenso degli uomini di al-Jolani. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il primo attacco dell’Isis al nuovo governo siriano</h2>



<p>Parallelamente alla transizione politica, la Siria deve affrontare la minaccia dell’ISis, che ha <a href="https://english.alarabiya.net/News/middle-east/2025/05/30/isisi-claims-first-attack-on-new-syria-forces-since-alassad-fall-monitors">rivendicato il suo primo attacco contro le forze del nuovo governo</a> siriano dopo la caduta di Assad. Secondo Site Intelligence Group e l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, l’attacco, avvenuto mercoledì 29 maggio nella provincia meridionale di <strong>Sweida</strong>, ha coinvolto un ordigno esplosivo telecomandato che ha colpito un veicolo della 70ª Divisione dell’esercito siriano, uccidendo una persona e ferendo tre soldati. Sebbene l’Isis sia stato territorialmente sconfitto in Siria nel 2019, il gruppo mantiene una <strong>presenza nel deserto e continua a colpire, soprattutto le forze curde nel nord-est</strong>. </p>



<p>Recentemente, le autorità siriane hanno arrestato membri di una cellula Isis vicino a Damasco, accusati di pianificare attacchi, mentre un’operazione ad Aleppo ha portato alla morte di un ufficiale e tre membri dello Stato Islamico. Durante un incontro a Riyadh, il presidente statunitense Donald Trump ha esortato il leader siriano ad interim, <strong>Ahmad al-Sharaa</strong>, a collaborare per prevenire la rinascita dell’Isis, sottolineando l’importanza di una vigilanza costante.</p>



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		<title>Zero Line e Delta, le armi segrete ucraine per la guerra digitale alla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/zero-line-e-delta-le-armi-segrete-ucraine-per-la-guerra-digitale-alla-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 07:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="750" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-600x400.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-300x200.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Zero Line è un'organizzazione no-profit Usa che opera ai massimi livelli di collaborazione con il Governo ucraino. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-600x400.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-300x200.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Nel cuore della<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/tre-anni-di-conflitto-ucraino-quando-la-guerra-non-va-a-tempo-con-linformazione.html"> guerra russo-ucraina,</a></strong> un conflitto che ha ridefinito i paradigmi della guerra moderna, un’organizzazione no-profit statunitense, <strong>Zero Line</strong>, è emersa come un attore tanto discreto quanto cruciale. Fondata nel marzo 2022 da <strong>Isaac Flanagan</strong>, un residente di Aspen con un passato di studi al Massachusetts Institute of Technology (MIT), Zero Line si è posizionata al crocevia<strong> tra intelligence, fusione di dati e guerra di rete</strong>, diventando un pilastro della modernizzazione digitale delle forze armate ucraine. La sua collaborazione con il sistema di <em>situational awareness</em> <strong>Delta</strong>, sviluppato dal Ministero della Difesa ucraino, rappresenta un esempio emblematico di come la tecnologia e il sostegno internazionale stiano plasmando il campo di battaglia. Questo articolo esplora il ruolo di Zero Line, le sue operazioni segrete e il suo impatto sulla guerra in Ucraina, penetrando un’organizzazione che opera nell’ombra ma con un’influenza tangibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Zero Line: una nascita sotto pressione</h2>



<p>Zero Line nasce in un momento di estrema urgenza, <strong>poche settimane dopo l’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio 2022</strong>. Isaac Flanagan, insieme ai colleghi MIT Ian Miller ed Evan Platt, fonda l’organizzazione con l’obiettivo di rispondere alle necessità immediate del fronte ucraino. La missione dichiarata, come riportato sul sito ufficiale di Zero Line, è chiara: fornire droni, computer e strumenti di comunicazione non letali per migliorare l’efficacia e la sopravvivenza dei soldati ucraini, proteggendo al contempo i civili e facilitando il ritorno dei rifugiati. Ma dietro questa facciata umanitaria si nasconde un’operazione sofisticata, che combina competenze tecnologiche d’avanguardia con un accesso privilegiato ai vertici militari ucraini.</p>



<p>In poco più di un anno, Zero Line ha raccolto circa mezzo milione di dollari e donato beni per un valore di 5,9 milioni, tra cui forniture mediche, veicoli, equipaggiamenti per traumi da combattimento e, soprattutto, tecnologie avanzate come droni e sistemi di comunicazione. La sua capacità di operare con rapidità ed efficienza le ha valso riconoscimenti ufficiali, come una medaglia conferita nel 2022 dal parlamentare ucraino <strong>Maryan Zablotskyy</strong>, un onore raro per un’organizzazione straniera. Mark Lindquist, ex analista dell’intelligence dell’US Air Force, ha elogiato Zero Line per aver portato “il meglio dell’intelligence americana” nella guerra in corso, sottolineando il suo status unico tra le organizzazioni umanitarie a Kiev.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Al crocevia della guerra di rete: il sistema Delta</h2>



<p>Al centro delle operazioni di Zero Line c’è la collaborazione con Delta, un sistema di situational awareness e gestione del campo di battaglia sviluppato dal Ministero della Difesa ucraino. Lanciato nel 2021 dalla unità militare A2724 e successivamente trasferito al Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo delle Tecnologie di Difesa, <strong>Delta è una piattaforma cloud-based che integra dati in tempo reale da droni, satelliti, sensori, intelligence umana</strong> (HUMINT) e fonti aperte. Visualizzata su mappe interattive accessibili da laptop, tablet o smartphone, <strong>Delta consente ai comandanti ucraini di monitorare i movimenti nemici</strong>, coordinare le forze e pianificare operazioni con una precisione senza precedenti.</p>



<p>Descritto come “Google Maps per i militari” dal ministro ucraino per la Trasformazione Digitale Mykhailo Fedorov, Delta rappresenta il cuore della dottrina di Network-Centric Warfare (NCW) ucraina, un approccio che <strong>traduce la superiorità informativa in potenza di combattimento</strong>. La piattaforma, testata per la prima volta nel 2017 nell’ambito di un’iniziativa NATO, si è dimostrata fondamentale durante la controffensiva ucraina contro il convoglio russo a Kiev nel 2022, identificando fino a 1.500 obiettivi russi confermati al giorno. La sua integrazione con sistemi NATO e alleati, come il sistema di controllo del fuoco d’artiglieria polacco TOPAZ, ha ulteriormente ampliato le sue capacità.</p>



<p>Zero Line ha contribuito a migliorare Delta fornendo hardware critico, come computer e droni, e <strong>collaborando con programmatori ucraini per ottimizzare il sistema di mappatura digitale</strong> che mostra le posizioni delle forze ucraine e russe. Questa partnership ha permesso di ridurre i rischi per i soldati in prima linea, grazie a droni che fungono da “telecamere volanti” per la raccolta di dati in tempo reale. L’organizzazione si distingue per il suo approccio “demand-driven”, rispondendo alle esigenze più urgenti del momento, come il passaggio dall’assistenza medica all’elettronica avanzata nell’estate del 2022.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un’organizzazione al confine tra filantropia e intelligence</strong></h2>



<p>Nonostante la sua natura di ONG, Zero Line opera con <strong>un livello di sofisticazione che suggerisce legami con il mondo dell’intelligence.</strong> I suoi fondatori, tutti alumni del MIT, portano un bagaglio di competenze tecniche e accademiche che si riflettono nella loro capacità di navigare ambienti complessi. La collaborazione con il Ministero della Difesa ucraino e l’accesso a tecnologie sensibili come Delta <strong>indicano una rete di connessioni che va oltre il semplice aiuto umanitario</strong>. Fonti di intelligence riportano che Zero Line ha lavorato a stretto contatto con esperti di guerra elettronica e fusione di dati, contribuendo a rafforzare le difese informatiche ucraine contro attacchi russi, come il tentativo di phishing contro Delta nel dicembre 2022.</p>



<p>La segretezza che circonda Zero Line è un altro elemento che ne definisce il profilo. A differenza di altre organizzazioni umanitarie focalizzate su cibo, coperte o assistenza medica, <strong>Zero Line si concentra su tecnologie dual-use che hanno un impatto diretto sulle operazioni militari</strong>. La sua capacità di operare sotto il radar, evitando l’attenzione mediatica, le ha permesso di costruire rapporti di fiducia con le autorità ucraine, un’impresa non facile per un’organizzazione occidentale in un contesto di guerra. Lindquist ha sottolineato che “non ci sono altri americani che lavorano a questi livelli con l’esercito ucraino”, un’affermazione che sottolinea l’unicità della posizione di Zero Line.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le sfide della guerra digitale</strong></h2>



<p>Il sostegno di Zero Line a Delta non è privo di rischi. <strong>La piattaforma è stata ripetutamente presa di mira da attacchi informatici russi,</strong> che vedono nei sistemi di gestione digitale ucraini una minaccia strategica. Nel 2022, Delta è stato oggetto di un tentativo di phishing, mentre attacchi di tipo wiper, come HermeticWiper e IsaacWiper, hanno colpito reti governative ucraine, cercando di distruggere dati critici. La Russia ha anche cercato di penetrare i sistemi di comando e controllo ucraini, come Delta e Kropyva, attraverso operazioni di credential harvesting e malware mascherati da applicazioni legittime.</p>



<p>Zero Line, pur non essendo un obiettivo diretto, opera in un contesto ad alto rischio, dove la protezione dei dati e delle comunicazioni è cruciale. La decisione del Governo ucraino, nel febbraio 2023, di ospitare componenti cloud di Delta al di fuori del Paese è stata motivata dalla necessità di proteggerlo da attacchi missilistici e informatici. Zero Line ha probabilmente contribuito a questa transizione, fornendo supporto logistico e tecnologico per garantire la continuità operativa della piattaforma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Implicazioni geopolitiche e il futuro di Zero Line</strong></h2>



<p>Il ruolo di Zero Line solleva interrogativi sulle dinamiche del sostegno internazionale all’Ucraina. La sua capacità di operare come un attore ibrido – parte ONG, parte partner tecnologico-militare – riflette la complessità della guerra moderna, dove i confini tra civile e militare, pubblico e privato, si sfumano. La collaborazione con Delta e il Ministero della Difesa ucraino posiziona Zero Line come <strong>un canale per il trasferimento di know-how tecnologico dagli Stati Uniti all’Ucraina</strong>, in un contesto in cui il sostegno militare diretto è soggetto a scrutinio politico.</p>



<p>Tuttavia, l’organizzazione deve navigare un terreno minato. La sua vicinanza al Governo ucraino e la sua dipendenza da donazioni private la espongono a rischi di strumentalizzazione politica o di accuse di agire come un’estensione dell’intelligence americana. Inoltre, la crescente dipendenza ucraina da sistemi come Delta potrebbe creare vulnerabilità a lungo termine, specialmente se le infrastrutture tecnologiche non saranno adeguatamente protette o aggiornate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un attore nell’ombra della guerra moderna</strong></h2>



<p>Zero Line rappresenta un caso studio affascinante di come le ONG possano assumere ruoli strategici in conflitti moderni. La sua capacità di combinare filantropia, tecnologia e intelligence ha reso possibile un contributo significativo alla resistenza ucraina, rafforzando la capacità di Kiev di condurre una guerra di rete contro un avversario militarmente superiore. Tuttavia, <strong>il suo operato rimane avvolto in un alone di segretezza</strong>, che protegge le sue operazioni ma alimenta anche speculazioni sul suo vero mandato.</p>



<p>Mentre la guerra in Ucraina continua a evolversi, <strong>Zero Line e Delta saranno probabilmente al centro di ulteriori sviluppi nella guerra digitale.</strong> La loro collaborazione dimostra che, in un’era dominata da dati e algoritmi, la vittoria non dipende solo dalle armi convenzionali, ma dalla capacità di raccogliere, elaborare e agire sulle informazioni in tempo reale. Resta da vedere se Zero Line riuscirà a mantenere il suo delicato equilibrio tra trasparenza e discrezione, ma una cosa è certa: il suo impatto sul campo di battaglia ucraino è già indelebile.</p>
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		<title>Giuseppe Lucci: &#8220;Le lezioni sulla sicurezza dal black out in Spagna e Portogallo&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/giuseppe-lucci-le-lezioni-sulla-sicurezza-dal-black-out-in-spagna-e-portogallo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 07:02:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sicurezza infrastrutturale, nuove guerre ibride, minacce coperte: cosa ci insegna il blackout elettrico di Spagna e Portogallo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/giuseppe-lucci-le-lezioni-sulla-sicurezza-dal-black-out-in-spagna-e-portogallo.html">Giuseppe Lucci: &#8220;Le lezioni sulla sicurezza dal black out in Spagna e Portogallo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250429070407895_a4e61feafff6879c0f89340e80564083-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il maxi-blackout che ieri ha <strong>paralizzato per ore<a href="https://it.insideover.com/economia/sanchez-vede-i-dazi-di-trump-e-rilancia-con14-miliardi-la-spagna-guida-la-risposta-ue.html"> Spagna</a> e Portogallo</strong> ha impressionato l&#8217;Europa intera e messo sotto stress non solo la capacità di reazione dei governi di Madrid e Lisbona, chiamati a <strong>gestire in condizioni d&#8217;incertezza i Paesi</strong> mentre le infrastrutture apparivano estremamente rallentate dall&#8217;interruzione dell&#8217;energia elettrica, ma anche l&#8217;elaborazione politica delle autorità di altri Paesi. Il blackout iberico mostra la <strong>necessità di sviluppare capacità di gestione</strong> delle <strong>infrastrutture critiche</strong> in grado di garantire sicurezza e resilienza anche in condizioni d&#8217;incertezza e <strong>mostrano la vulnerabilità delle reti alle operazioni asimmetriche e di guerra ibrida</strong> oggi sempre al centro del dibattito degli strateghi.</p>



<p>Di questi temi parliamo con l&#8217;ingegner <strong>Giuseppe Lucci</strong>, collaboratore di ricerca dell&#8217;Osservatorio per la Sicurezza del Sistema Industriale Strategico Nazionale (OSSISNa) costituito in seno al Centro Italiano di Strategia e Intelligence (Cisint) e specialista Grid Development di E-Distribuzione. Per <a href="https://www.cisint.org/2025/02/25/ossisna-la-protezione-del-sistema-elettrico-nazionale/">OSSISNa </a>e per <a href="https://www.difesa.it/assets/allegati/50593/rivista_scientifica_n__4.pdf">Strategic Leadership Journal, la testata del Centro Altri Studi Difesa</a>, Lucci ha di recente pubblicato interessanti studi sui temi di cui discute con <em>InsideOver</em>, centrali per la sicurezza strategica delle economie più avanzate in un&#8217;epoca incerta.</p>



<p><strong>Cosa ci insegna la crisi del blackout iberico in materia di sicurezza e resilienza delle infrastrutture elettriche critiche?<br></strong><br>&#8220;Il recente blackout che ha colpito la Penisola Iberica ci offre importanti spunti di riflessione sulla vulnerabilità dei nostri sistemi energetici, pur ricordando che le cause precise dell&#8217;evento non sono ancora state accertate. Osservando quanto accaduto, possiamo comunque trarre alcune considerazioni preliminari che meritano attenzione. Innanzitutto, l&#8217;isolamento energetico di Spagna e Portogallo si è rivelato un fattore critico. Questi Paesi, pur disponendo di capacità produttiva propria, quando si sono trovati in difficoltà non hanno potuto contare su sufficienti interconnessioni con il resto d&#8217;Europa. È come se vivessero in una casa ben riscaldata ma con pochissime porte e finestre: al primo problema interno, le vie d&#8217;uscita sono limitate. Inoltre, le reti di trasmissione ad alta tensione hanno mostrato la loro centralità strategica. Un sistema elettrico è forte quanto il suo anello più debole, e bastano criticità su poche linee principali per innescare effetti a catena su territori vastissimi. Immaginate un sistema stradale dove, bloccate poche autostrade chiave, tutto il traffico si paralizza senza alternative percorribili&#8221;.</p>



<p><strong>Nelle crisi urge la possibilità di agire in maniera rapida e coordinata&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;Durante la crisi, la velocità di reazione e il coordinamento tra operatori si sono rivelati determinanti. Come in una squadra di emergenza ben addestrata, la capacità di agire rapidamente e in modo sincronizzato ha fatto la differenza, sebbene siano emerse anche difficoltà nel prendere decisioni tempestive in assenza di scenari preimpostati. Un altro aspetto emerso riguarda la nostra crescente dipendenza dai sistemi digitali per il controllo delle reti elettriche. Questi strumenti, fondamentali per la gestione quotidiana, potrebbero trasformarsi in punti di vulnerabilità in situazioni critiche, sia per malfunzionamenti tecnici che per possibili attacchi informatici&#8221;.</p>



<p><strong>La generazione energetica di Spagna e Portogallo è fortemente basata sulle fondi rinnovabili. Che riflessioni impone questo dato di fatto?</strong></p>



<p>&#8220;L&#8217;alta percentuale di energia rinnovabile nel mix iberico solleva interrogativi sulla gestione di queste fonti intermittenti in situazioni di emergenza. La transizione verde, pur necessaria, richiede adeguati sistemi di accumulo e backup per garantire stabilità anche nei momenti critici. Il blackout iberico ci ricorda che la resilienza energetica non si misura solo in megawatt disponibili, ma nella robustezza dell&#8217;intero ecosistema: qualità delle reti, prontezza operativa, integrazione sicura delle rinnovabili e capacità di risposta alle emergenze. È un campanello d&#8217;allarme per tutta l&#8217;Europa: anche sistemi apparentemente solidi possono rivelare fragilità inaspettate quando sottoposti a stress. Mentre aspettiamo di conoscere le cause precise dell&#8217;incidente, questa crisi ci invita già a ripensare i nostri paradigmi di sicurezza energetica con uno sguardo più integrato e previdente&#8221;.</p>



<p><strong>In che misura questo problema è proprio del sistema di Spagna e Portogallo e quanto invece è potenzialmente estendibile anche al resto dell’Europa occidentale?<br></strong><br>&#8220;La Penisola Iberica si trova attualmente in una condizione particolare di limitata integrazione energetica con il resto dell&#8217;Europa, una situazione che merita un&#8217;analisi approfondita. Spagna e Portogallo presentano una capacità di interconnessione con la rete elettrica continentale significativamente inferiore rispetto agli obiettivi stabiliti dall&#8217;Unione Europea, circostanza che comporta ripercussioni sia in termini di sicurezza energetica che di efficienza economica. La conformazione geografica, con i Pirenei che costituiscono una barriera naturale, rappresenta un fattore oggettivo che ha limitato lo sviluppo di adeguate infrastrutture di connessione con la Francia. Questo aspetto, unito alla notevole penetrazione di energie rinnovabili non programmabili nel mix energetico iberico, genera una situazione in cui la gestione dei flussi energetici risulta particolarmente complessa, con conseguenti differenziali di prezzo rispetto al mercato continentale&#8221;.</p>



<p><strong>Il problema è esclusivamente iberico o ci sono altri casi simili?</strong></p>



<p>&#8220;È opportuno considerare come alcune di queste problematiche, sebbene con intensità differente, si manifestino anche in altre aree dell&#8217;Europa occidentale. Le reti di trasmissione di diversi Paesi europei mostrano crescenti segni di congestione, mentre l&#8217;evoluzione del panorama produttivo legato alla transizione energetica sta introducendo nuove sfide infrastrutturali. Regioni come l&#8217;Italia meridionale e insulare, così come l&#8217;Irlanda, presentano già situazioni di parziale isolamento energetico su scala regionale. La questione iberica può pertanto essere interpretata come un caso di studio rilevante per comprendere le potenziali criticità che potrebbero interessare altre aree europee qualora lo sviluppo delle infrastrutture di rete non procedesse di pari passo con la trasformazione del mix energetico. Il fenomeno suggerisce l&#8217;importanza di un approccio coordinato a livello continentale per garantire un&#8217;efficace integrazione dei mercati energetici europei, requisito essenziale per il successo della transizione verso un sistema energetico più sostenibile&#8221;.</p>



<p><strong>Le cause restano da chiarire. Non ci sono prove della possibilità di un attacco ostile ma chiaramente casi del genere sarebbero le conseguenze di qualsiasi offensiva cybernetica. Chi studia operazioni di guerra asimmetrica contro le reti prende appunti da queste vulnerabilità?<br></strong><br>&#8220;Il blackout che ha colpito la Penisola Iberica ci offre uno spaccato illuminante sulle fragilità dei nostri sistemi energetici moderni. Sebbene le cause precise dell&#8217;evento restino ancora da chiarire, ciò che emerge con evidenza è il potenziale che simili situazioni rappresentano per chi studia le operazioni di guerra asimmetrica. Immaginate le nostre reti elettriche come il sistema nervoso della società contemporanea. Un tempo robuste e relativamente semplici, oggi sono diventate incredibilmente sofisticate ma, paradossalmente, anche più vulnerabili. La digitalizzazione che le rende efficienti le trasforma simultaneamente in bersagli ideali per attori che cercano di colpire un avversario &#8220;di lato&#8221; anziché frontalmente&#8221;.</p>



<p><strong>Perché le reti elettriche attirano così tanto l&#8217;attenzione degli strateghi militari non convenzionali? </strong></p>



<p>&#8220;La risposta è nella loro architettura interconnessa. Un sistema elettrico moderno funziona come un delicato gioco di equilibri: quando questa armonia viene disturbata in punti strategici, l&#8217;effetto può propagarsi come onde in uno stagno, amplificandosi ben oltre il punto d&#8217;impatto iniziale. Gli esperti che analizzano questi scenari non sono necessariamente interessati alla distruzione fisica delle infrastrutture. Ciò che studiamo nel rapporto OSSISNa 2025 è la possibilità di provocare una &#8220;disfunzione sistemica&#8221; – un&#8217;incapacità temporanea ma estesa del sistema di svolgere le sue funzioni essenziali. Il caos sociale che ne consegue e la pressione politica sui governi possono ottenere risultati strategici significativi senza sparare un colpo&#8221;.</p>



<p><strong>Quali sono i profili di minaccia da osservare con maggiore attenzione?</strong></p>



<p>&#8220;Particolarmente preoccupante è la nuova frontiera delle vulnerabilità digitali. I sistemi di controllo computerizzati che gestiscono le reti elettriche sono come porte che, se forzate, permettono di manipolare l&#8217;intero edificio energetico. Un singolo malware ben posizionato può compromettere centri nevralgici di distribuzione o sistemi di monitoraggio remoto. Non serve più abbattere fisicamente i tralicci quando si può &#8220;sussurrare&#8221; istruzioni dannose ai computer che li controllano. Ciò che rende questi scenari ancora più inquietanti è l&#8217;effetto domino che può scaturirne. Il blackout iberico, qualunque ne sia la causa, ha mostrato come un problema inizialmente circoscritto possa propagarsi attraverso reti insufficientemente compartimentate. Per uno stratega di guerra asimmetrica, questa è una leva formidabile: investire risorse limitate per ottenere effetti sproporzionati&#8221;.</p>



<p><strong>Quali sono le principali lezioni da trarre da questa situazione?</strong></p>



<p>&#8220;La lezione più importante che possiamo trarre da questa vicenda è che la resilienza energetica è ormai una questione di sicurezza nazionale, non solo di efficienza tecnica. Le moderne strategie di conflitto non mirano necessariamente alla distruzione, ma alla destabilizzazione attraverso la disarticolare dei servizi essenziali. Mentre attendiamo di comprendere le reali cause del blackout iberico, una cosa è certa: gli strateghi di guerra asimmetrica stanno prendendo appunti, e le nostre società farebbero bene a fare lo stesso, ripensando profondamente come proteggere le arterie energetiche da cui dipende la nostra vita quotidiana&#8221;.</p>
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		<title>Contro i pirati e i cybercriminali gli Emirati mettono in campo i nuovi mercenari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/contro-i-pirati-e-i-cybercriminali-gli-emirati-mettono-in-campo-i-nuovi-mercenari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 16:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[mercenari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1216" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250317122137926_ce51f0518307f91c509d5a0384a8f50c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250317122137926_ce51f0518307f91c509d5a0384a8f50c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250317122137926_ce51f0518307f91c509d5a0384a8f50c-600x380.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250317122137926_ce51f0518307f91c509d5a0384a8f50c-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250317122137926_ce51f0518307f91c509d5a0384a8f50c-1024x649.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250317122137926_ce51f0518307f91c509d5a0384a8f50c-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250317122137926_ce51f0518307f91c509d5a0384a8f50c-1536x973.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall'antipirateria al cyber, i nuovi mercenari degli Emirati in campo su ogni dominio come prezioso asset geopolitico.</p>
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<p>Gli<strong> Emirati Arabi Uniti (EAU) </strong>costituiscono un caso unico nell’impiego dei mercenari, differenziandosi dalle esperienze in<strong> Angola, Sierra Leone e Nigeria</strong> sia per le motivazioni che per le modalità di utilizzo. Mentre in Africa il<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-flop-dei-mercenari-stranieri-nella-guerra-in-congo.html"> ricorso ai mercenari </a>è spesso stato legato alla sopravvivenza di regimi fragili in contesti segnati da instabilità e conflitti interni, gli Emirati si distinguono per la loro stabilità politica e per la ricchezza derivante dal petrolio. Tuttavia, <strong>il Paese soffre di una carenza cronica di manodopera e competenze tecnologiche,</strong> soprattutto in ambito militare. Questa situazione ha spinto il Governo a utilizzare mercenari per colmare tali lacune, senza subire le stesse critiche internazionali che hanno colpito i Paesi africani. Ciò è attribuibile al peso geopolitico degli Emirati, le cui riserve petrolifere e ricchezze spingono le potenze occidentali a essere più prudenti nell’esprimere condanne, riservando critiche più severe a Stati più fragili e meno influenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due approcci: sicurezza interna e politica estera</h2>



<p>L’uso dei mercenari da parte degli Emirati si articola in due principali direttrici. La prima riguarda il rafforzamento della sicurezza interna, attraverso il supporto alle strutture che proteggono il regime. In particolare, i mercenari sono stati determinanti nella<strong> supervisione e creazione della Guardia Presidenziale, un corpo d’élite progettato per salvaguardare la leadership emiratina </strong>da eventuali colpi di Stato o minacce interne, spesso attribuite all’Iran. Questo utilizzo consente al Governo di affrontare in modo proattivo la sovversione interna e di consolidare la stabilità politica.</p>



<p>La seconda direttrice si riferisce al ruolo dei mercenari nella proiezione del potere emiratino oltre i confini nazionali, sfruttandoli come strumenti militari per perseguire obiettivi di politica estera. Gli Emirati, per esempio, sostengono <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/libia-gli-usa-rispondono-a-putin-e-haftar-e-fanno-volare-un-b-52-sulla-sirte.html">Khalīfa Haftar </a></strong>e il suo Esercito Nazionale Libico attraverso finanziamenti e il dispiegamento del Gruppo Wagner. <strong>In Yemen, il coinvolgimento dei mercenari è stato altrettanto significativo</strong>: gli Emirati hanno utilizzato contractor per affiancare le loro truppe nella guerra contro gli Huthi, un conflitto condotto con il supporto di alleanze tribali locali. Per ridurre l’onere sulle proprie forze armate, gli Emirati hanno schierato circa 450 contractor latinoamericani su un totale di 1.800 uomini di stanza nella base di Abu Dhabi. Questo approccio riflette la volontà di un Governo determinato a difendere i propri interessi senza coinvolgere direttamente i propri cittadini nelle operazioni belliche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi della negabilità plausibile: il caso della Somalia</h2>



<p>Un esempio emblematico di questa strategia è rappresentato <strong>dall’operazione anti-pirateria condotta nel Puntland</strong>, una regione somala. Gli Emirati, attraverso una sussidiaria della Reflex Ltd, una società originariamente legata a <strong>Erik Prince, finanziarono la Puntland Maritime Police Force </strong>(PMPF). Questa unità, composta da ex mercenari sudafricani e contractor locali, era incaricata di contrastare le attività dei pirati lungo le coste somale settentrionali. Equipaggiata con elicotteri, motoscafi e mezzi corazzati, la PMPF operava con un livello di aggressività superiore a quello tipico delle forze governative. Sebbene non sia confermato che abbia ingaggiato i pirati in scontri diretti, l’unità si è distinta per l’uso di forza letale in operazioni offensive, piuttosto che difensive.</p>



<p><strong>Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazioni riguardo all’utilizzo dei mercenari sudafricani</strong> e ai metodi di addestramento della PMPF, ma gli Emirati hanno rivendicato il successo dell’operazione, che ha temporaneamente ridotto la minaccia della pirateria per le spedizioni internazionali. Tuttavia, quando la missione è divenuta di pubblico dominio, il Governo emiratino ha rapidamente chiuso il programma per evitare danni alla propria immagine internazionale, abbandonando la possibilità di sfruttare ulteriormente la negabilità plausibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mercenari cibernetici: la strategia degli Emirati</h2>



<p>Gli Emirati hanno anche investito massicciamente nel settore della cybersicurezza, utilizzando mercenari cibernetici per ampliare la propria influenza. Attraverso Darkmatter, una potente società locale, il Paese ha avviato operazioni mirate a rafforzare il controllo digitale sia a livello nazionale che internazionale. Un esempio significativo è il<strong> Project Rave</strong>, un programma che ha reclutato decine di ex agenti dell’intelligence americana per condurre operazioni di sorveglianza contro Governi stranieri, militanti e attivisti per i diritti umani.</p>



<p><strong>Queste attività hanno generato tensioni con Paesi vicini come il Qatar</strong>, che ha accusato gli Emirati di aver hackerato agenzie di stampa e canali social ufficiali, riaprendo un’annosa faida tra le monarchie del Golfo. L’uso di contractor con competenze avanzate nel campo della cybersicurezza riflette l’importanza crescente di questa dimensione per un Paese piccolo come gli Emirati, che utilizza strumenti non convenzionali per competere in un’arena geopolitica sempre più complessa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il mercenario del XXI secolo</h2>



<p>Il ricorso ai mercenari da parte degli Emirati pone una domanda fondamentale: come definire il mercenario moderno? Gli esempi di EO in Angola e Sierra Leone, di STTEP in Nigeria e delle operazioni emiratine dimostrano che i mercenari, singoli o affiliati a società, sono strumenti geostrategici sempre più rilevanti. Questi attori operano senza legami con il loro Stato di origine, offrendo servizi di sicurezza offensiva e difensiva a governi che vogliono rafforzare il proprio potere senza implicazioni dirette.</p>



<p>Tuttavia, la legittimità di queste operazioni è spesso contestata. Gli Stati Uniti e il Regno Unito, per esempio, tendono a <strong>distinguere tra &#8220;contractor militari&#8221;, considerati legittimi, e &#8220;mercenari&#8221;</strong>, una categoria demonizzata per ragioni politiche. Questo doppio standard riflette l’interesse delle grandi potenze nel mantenere il controllo sulle dinamiche di sicurezza internazionale, proteggendo i propri interessi e delegittimando gli attori indipendenti.</p>



<p>Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un esempio lampante di come i piccoli Stati ricchi di risorse possano sfruttare i mercenari per espandere la propria influenza, sia a livello regionale che internazionale. Tuttavia, il ricorso a queste forze evidenzia anche <strong>un doppio standard nelle reazioni globali</strong>. Mentre i Paesi fragili che dipendono dai mercenari sono soggetti a severe critiche, gli Stati ricchi come gli Emirati ricevono un trattamento più indulgente, complice la loro importanza strategica.</p>



<p>Questa asimmetria riflette una dinamica geopolitica in cui le società mercenarie indipendenti hanno il potenziale di alterare profondamente lo status quo, soprattutto in regioni come l’Africa e il Medio Oriente. Sebbene l’uso dei mercenari sia visto come una soluzione pragmatica da parte di molti governi, esso solleva questioni etiche e politiche che rischiano di amplificare le tensioni internazionali e di alimentare nuove forme di neocolonialismo mascherato.</p>
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		<title>Starmer ordina a Apple di aprirgli la porta degli account criptati: no degli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/starmer-ordina-a-apple-di-aprirgli-la-porta-degli-account-criptati-no-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 15:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1237" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-1536x990.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Richiesta del Regno Unito ad Apple: Le autorità britanniche, tramite una "technical capability notice" dell’Investigatory Powers Act del 2016, hanno ordinato ad Apple di creare una “back door” per accedere ai contenuti criptati nel cloud degli utenti globali, come riportato dal Washington Post.<br />
Legge controversa: Soprannominata "Snoopers’ Charter", la norma obbliga le aziende tech a collaborare con le forze dell’ordine, rendendo reato rivelare tali richieste; Apple resiste da quasi un anno.<br />
Opposizione bipartisan negli USA: Il senatore Ron Wyden (democratico) e il deputato Andy Biggs (repubblicano) chiedono a Tulsi Gabbard, nuovo Direttore dell’Intelligence Nazionale, di opporsi alla richiesta britannica, segnando una svolta politica dopo anni di consenso tra Europa e USA.<br />
Contesto storico: Nel 2015, dopo l’attentato di San Bernardino, l’FBI costrinse Apple a sbloccare l’iPhone dell’attentatore Syed Rizwan Farook; l’agenzia aggirò il problema con l’aiuto della società australiana Azimuth nel 2016.<br />
Nuova resistenza: Con il clima politico mutato sotto Trump, Apple potrebbe trovare alleati in Wyden, Biggs e Gabbard contro le ingerenze britanniche, riaprendo il dibattito sulla privacy e la crittografia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/starmer-ordina-a-apple-di-aprirgli-la-porta-degli-account-criptati-no-degli-usa.html">Starmer ordina a Apple di aprirgli la porta degli account criptati: no degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1237" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250221101738143_dd4fb1ceb746a464770d7bfa00dc02fb-1536x990.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scorsa settimana, le autorità del Regno Unito hanno chiesto ad <strong>Apple</strong> di creare una “back door” per poter accedere ai <strong>contenuti caricati nel cloud</strong> dagli utenti di tutto il mondo. La fonte? <a href="https://www.washingtonpost.com/technology/2025/02/13/apple-uk-security-back-door-adp/">Un&#8217;inchiesta del <em>Washington Post</em></a>, che cita persone informate dei fatti. Secondo il quotidiano americano, il segretario dell’Interno britannico, <strong>Yvette Cooper,</strong> ha notificato al colosso Apple una <em>Technical Capability Notice</em> ai sensi dell’Investigatory Powers Act del 2016.</p>



<p>Questa legge obbliga le aziende tecnologiche, come <strong>provider di servizi di comunicazione</strong> o produttori di dispositivi (ad esempio Apple), a fornire alle forze dell’ordine o alle agenzie di intelligence accesso a dati o sistemi, spesso superando protezioni tecniche come la crittografia. Soprannominata dai critici <em>Snoopers’ Charter</em> (la <em>Carta dei Ficcanaso</em>), questa norma rende addirittura reato <strong>rivelare l’esistenza di una tale richiesta</strong> governativa. La domanda, che risale a quasi un anno fa, avrebbe incontrato una strenua resistenza interna da parte di Apple, ma ora il caso sta assumendo una dimensione politica inedita per la netta opposizione del Congresso americano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Stati Uniti respingono la richiesta del Governo Starmer</h2>



<p>Come nota il giornalista dei Twitter Files <strong>Matt Taibbi</strong> su <em>Racket News</em>, esponenti di entrambi gli schieramenti hanno chiesto al Governo di opporsi alla richieste delle autorità britanniche. Il senatore democratico dell’Oregon <strong>Ron Wyden</strong> e il deputato repubblicano dell’Arizona <strong>Andy Biggs</strong>, infatti, si sono uniti per chiedere al <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-conferma-di-tulsi-gabbard-spaventa-lestablishment.html">nuovo Direttore dell’Intelligence Nazionale, Tulsi Gabbard</a>, di opporsi alla richiesta del Governo di Sua Maestà.</p>



<p>Wyden, in particolare, ha chiesto a Gabbard di confermare la sua opposizione allo “sfruttamento” governativo dei dati criptati. Perché è importante? Fino ad oggi, non c&#8217;era mai stata una seria opposizione alle richieste straniere di accesso ai dati, criptati o meno, per quasi nove anni. Europa, Fbi e l’apparato di sicurezza americano hanno generalmente mantenuto un fronte unito. Con l&#8217;insediamento di <strong>Donald Trump</strong>, tuttavia, il clima politico è cambiato e uno spazio di &#8220;resistenza&#8221; si è aperto: <strong>Apple</strong>, che finora ha cercato di contrastare la richiesta britannica in silenzio, potrebbe trovare un alleato in Tulsi Gabbard e nei due deputati che si sono espressi in merito. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accesso ai dati criptati</h2>



<p>In passato più volte le autorità hanno obbligato i colossi tecnologici a fornire i dati criptati. Il 2 dicembre 2015, ricorda sempre Taibbi, due attentatori aprirono il fuoco all’Inland Center di San Bernardino, California, uccidendo 14 persone e ferendone 22. Due mesi dopo, l’Fbi <strong>tentò di obbligare Apple a sbloccare l’iPhone</strong> di uno degli attentatori, Syed Rizwan Farook, chiedendo di disattivare le protezioni crittografiche. </p>



<p>La battaglia legale, guidata dal Consigliere Generale dell’Fbi <strong>Jim Baker</strong> (poi passato a Twitter), vide i federali ottenere un ordine per costringere Apple a <strong>creare un software per decifrare la password</strong>. Successivamente, l’Fbi risolse il caso assumendo la società australiana Azimuth, che hackerò il telefono nel 2016. Il nome di Azimuth fu rivelato dal <em>Washington Post</em> nel 2021, citando fonti anonime.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/starmer-ordina-a-apple-di-aprirgli-la-porta-degli-account-criptati-no-degli-usa.html">Starmer ordina a Apple di aprirgli la porta degli account criptati: no degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Paragon, il nuovo spyware israeliani e l&#8217;ombra dello spionaggio del governo italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/paragon-il-nuovo-spyware-israeliani-e-lombra-dello-spionaggio-del-governo-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 16:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Paragon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un software israeliano prodotto da un&#8217;azienda fondata da un ex membro dell&#8217;Unità 8200 dell&#8217;Israel Defense Force, la &#8220;guardia d&#8217;élite&#8221; cyber delle forze armate di Tel Aviv, è stato usato per spiare giornalisti e attivisti e tra i suoi clienti figurava anche il governo italiano. Giorgia Meloni è sulla difensiva nel dibattito che si è acceso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/paragon-il-nuovo-spyware-israeliani-e-lombra-dello-spionaggio-del-governo-italiano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/hacking-1685092_1280-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un software israeliano prodotto da un&#8217;<strong>azienda fondata da un ex membro dell&#8217;Unità 8200 dell&#8217;Israel Defense Force</strong>, la &#8220;guardia d&#8217;élite&#8221; cyber delle forze armate di Tel Aviv, è stato usato per spiare giornalisti e attivisti e tra i suoi clienti <strong>figurava anche il governo italiano</strong>. Giorgia Meloni è sulla difensiva nel <strong>dibattito che si è acceso dopo che Paragon Solutions</strong>, l&#8217;azienda che produce il software in questione, è stata denunciata da <strong>WhatsApp per aver violato gli account di 90 giornalisti, esponenti della società civile</strong> e attivisti in tutta Europa con il suo prodotto <strong>Graphite</strong>.</p>



<p>Tra gli spiati, anche il direttore di <em>Fanpage</em> <strong>Francesco Cancellato, giornalista critico del governo Meloni</strong>, e il direttore dell&#8217;Ong Mediterranea Saving Humans che opera contro i naufragi dei migranti nel Mediterraneo, Luca Casarini. Il <em>Guardian</em> ha oggi rivelato in esclusiva che Paragon avrebbe <strong>interrotto il contratto col governo italiano</strong> dopo l&#8217;apertura della polemica circa il targeting di figure critiche dell&#8217;esecutivo di Giorgia Meloni nei giorni scorsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivelazione del <em>Guardian</em></h2>



<p><a href="https://www.theguardian.com/technology/2025/feb/06/owner-of-spyware-used-in-alleged-whatsapp-breach-ends-contract-with-italy">Secondo la testata britannica, che cita fonti a conoscenza del dossier, </a>&#8220;Paragon ha stabilito che l&#8217;Italia aveva violato i termini di servizio e il quadro etico concordato ai sensi del contratto&#8221; per l&#8217;uso del software che, come l&#8217;altro prodotto israeliano <strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/laltro-virus-uscito-dal-laboratorio-la-storia-della-fuga-del-trojan-pegasus.html">Pegasus,</a> sviluppato da Nso,</strong> &#8220;può infettare un telefono cellulare senza che l&#8217;utente ne sia a conoscenza e senza che l&#8217;utente clicchi su un link o un&#8217;e-mail dannosi&#8221;. Il <em>Guardian</em> nota che  &#8220;WhatsApp ha affermato che le 90 persone che sono state probabilmente compromesse sono state aggiunte alle chat di gruppo di WhatsApp e hanno ricevuto PDF dannosi, che probabilmente hanno poi infettato i telefoni&#8221;.</p>



<p>Su questo tema, è bene capire gli scenari di riferimento in cui ci si muove. Da un lato, <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html">un presidio importante di <strong>tecnologie israeliane nella nostra architettura cyber e investigativa</strong> è</a> presente ed è indubbio che il suo peso sia sproporzionato per le logiche di autonomia e sicurezza che una grande potenza dovrebbe avere, come dimostrato dal<strong> recente caso Equalize.</strong> Al contempo, però, <strong>è anche possibile che l&#8217;uscita di Paragon dal contratto con Roma</strong> possa essere dettata dalla volontà di non esporsi eccessivamente agli occhi dell&#8217;opinione pubblica e che due casi non necessariamente danno l&#8217;idea di una <strong>campagna di spionaggio</strong> concordata a Palazzo Chigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le domande sullo spyware e sull&#8217;Italia</h2>



<p>Se l&#8217;Italia era tra i clienti di Paragon, chi era titolato ad usarlo? Quale ministero o dipartimento? Un apparato istituzionale o un servizio? Chiaramente la risposta a queste domande non ci è nota e prima di <strong>prendere la strada di soluzioni affrettate</strong> per fatti che vanno ancora confermati riteniamo sia doveroso farsi domande. E la prima domanda riguarda il proliferare di casi di spionaggio, dossieraggio e intrusione riguardanti figure pubbliche e che animano il dibattito della politica, dell&#8217;informazione, dell&#8217;economia. Che sviluppi negli equilibri di sistema vuole promuovere che opera queste mosse? E ancora: perché le <strong>tecnologie straniere, anche quelle più azzardate, proliferano così tanto nel sistema Italia?</strong> Servirebbe un protocollo d&#8217;uso e, se possibile, tecnologie tracciabili e <em>made in Italy</em>. Ma questa è forse solo l&#8217;ultima delle questioni. La realtà ci parla di grandi torbidi attorno a Paragon, e non solo. E per ora l&#8217;unica possibilità è fare le domande giuste, non correre a risposte affrettate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/paragon-il-nuovo-spyware-israeliani-e-lombra-dello-spionaggio-del-governo-italiano.html">Paragon, il nuovo spyware israeliani e l&#8217;ombra dello spionaggio del governo italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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