Settimana difficile quella per i grandi titoli trainanti la borsa americana e, di conseguenza, per l’intero spettro delle principali piazze internazionali. Allargando il raggio d’azione, possiamo segnalare una decina di giorni di vendite diffuse su tutti gli indici che dominano l’S&P500, che si presentava a inizio novembre come un listino estremamente concentrato nei titoli legati all’intelligenza artificiale e con il 36,5% della capitalizzazione in mano a dieci aziende.
La correzione delle borse: giù Nvidia, Tesla, Palantir, Oracle
Nel complesso, da inizio mese abbiamo visto importanti correzioni nel valore di titoli come Nvidia, la tradizionale regina della Borsa Usa (-7,55%), Tesla (-13,3%) e Palantir (-13,9%), mentre in trenta giorni Oracle ha lasciato sul terreno un quarto del suo valore tornando alla capitalizzazione precedente l’annuncio di maxi-deal con OpenAI per la costruzione di data center e centri di calcolo che ne sancì il decollo a settembre.
Cosa sta succedendo? Sicuramente è ancora presto per parlare di uno scoppio della bolla dell’intelligenza artificiale e va sottolineato che probabilmente un certo grado di sgonfiamento borsistico è financo salutare per gli operatori dopo che Wall Street si era trovata con indici enormemente concentrati e probabilmente sovraprezzati.
Perché Wall Street cala
Ci sono chiaramente degli elementi strutturali da analizzare. In primo luogo, è plausibile che molti attori abbiano fatto delle prese di profitto con i mercati ai massimi per cercare opportunità altrove. Sembra essere questo il caso di SoftBank, che ha venduto azioni Nvidia per oltre 5 miliardi di dollari non per distaccarsi dal gruppo di Santa Clara ma per cercare opportunità di investimento nel resto del mercato AI, che peraltro potranno generare business anche per lo stesso colosso dei chip americano.
Inoltre, il rally di ottobre incorporava aspettative crescenti di tagli dei tassi da parte della Fed a dicembre oggi ritenuti sempre più incerti. Dato per sicuro dagli analisti (100% di consenso) un mese fa, oggi l’indice che prevede la possibilità di un taglio indica che la scelta della Fed sarà un lancio di moneta: 50% di possibilità che avvenga.
I dubbi insoluti sull’Ia
Su questo si innestano le domande più insistenti: quali saranno i ritorni delle grandi politiche d’investimento dei colossi del tech su data center e altre infrastrutture? I grandi operatori del cloud computing, i cosiddetti hyperscaler, sapranno garantire l’ampliamento dell’offerta di servizi se l’IA si diffonderà profondamente? OpenAI, gravata di una quantità d’impegni di spesa superiori di cento volte le promesse, sarà un buon pagatore? Domande che, analizzate, mostrano la volatilità e lo stato gassoso del mercato in un contesto in cui mercoledì una “temperatura” della finanza Usa sarà misurata dall’evento più atteso nel mercato privato ogni trimestre: i conti di Nvidia.
Aspettando i conti di Nvidia
I risultati della “regina” di Wall Street, azienda che produce i chip e le Gpu centrali per l’elaborazione della potenza di calcolo utilizzati nei data center dei colossi dell’intelligenza artificiale sono una cartina tornasole dell’entusiasmo del mercato e dell’esistenza di una domanda per questi servizi. Curiosamente, il mercato valuta principalmente la crescita del fatturato di Nvidia, proxy dell’esistenza di grandi investimenti in conto capitale (Capex) negli Usa e nel mondo per sviluppare le nuove frontiere tecnologiche.
Finora, Huang e i suoi hanno sempre sorpreso il mondo. La lunga marcia di Nvidia dopo il boom di ChatGpt e dell’Ia generativa è testimoniata da numeri impressionanti. I ricavi trimestrali di Nvidia erano pari a 13,5 miliardi di dollari nel trimestre concluso, per i suoi conti, il 31 luglio 2023. Il boom dell’IA ha prodotto una crescita esponenziale, che ha portato il gruppo di Jensen Huang a crescere fino a 46,74 miliardi di dollari a trimestre a luglio 2025: +213% in due anni. Gli incrementi di fatturato, trimestre per trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, restano robusti, come dimostra il seguente grafico di Macrotrends: +78% a gennaio rispetto a gennaio 2024, +69% ad aprile, +55% a luglio.

Questa crescita vertiginosa continuerà o avrà un momento di assestamento? Per ora Nvidia ha solo rallentato, comprensibilmente, il trend di espansione che resta comunque impressionante e ampiamente in doppia cifra. La corsa senza fine dei suoi ricavi è il volano che può alimentare un’ulteriore fase di entusiasmo per l’intelligenza artificiale e dare linfa a Wall Street. Il mondo degli investitori trattiene il fiato. Chi cerca ritorni solidi guarda a Santa Clara. E dopo mercoledì 19 sapremo se la correzione delle borse è stata una salutare fase di ritorno a numeri più realistici o l’inizio di un graduale sgonfiamento.
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