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Asse Italia-Israele sul calcolo quantistico: l’investimento di Cdp nella start-up Classiq

Da osservare l'investimento di Cdp nella start-up Classiq, basata in Israele, per il calcolo quantistico di frontiera.

Tecnologie israeliane e capitali (tra gli altri) italiani, col sostegno di un gigante dell’investimento sistemico come Softbank: il portale del commercio tra Roma e Tel Aviv del ministero israeliano dell’Economia e dell’Industria ha comunicato che c’è anche Cdp Venture Capital, il fondo di Cassa Depositi e Prestiti che investe in tecnologie critiche e sviluppo di frontiera, tra i finanziatori del nuovo round di raccolta capitali di Classiq, dinamica start-up dello Stato ebraico con ambizioni da protagonista nel mondo sempre più promettente del calcolo quantistico.

L’investimento di Cdp in Classiq

La società di gestione del risparmio della banca pubblica di Via Goito maneggia 4,7 miliardi di euro di asset e ha già messo in campo 2,1 miliardi di investimenti in capitale di rischio e sostegno a start-up tramite quindici fondi operativi diretti e indiretti.

Guidata dal neo-Ceo Emanuele Levi, subentrato a maggio ad Agostino Scornajenchi che ha assunto l’incarico di ad di Snam, Cdp Venture Capital ha piazzato, secondo le stime, un investimento tra i 20 e i 30 milioni di euro nella start-up israeliana, fresca di innalzamento a 400 milioni del suo valore.

Il “braccio” di Via Goito opera in un contesto che ha visto anche la discesa in campo di SoftBank, il fondo del magnate giapponese Masayoshi Son protagonista della partnership tecnologica trasn-pacifica tra Tokyo e gli Usa e, soprattutto, del sostegno finanziario alla grande strategia di leadership nel campo dell’intelligenza artificiale dell’amministrazione di Donald Trump come primo sostenitore del programma Stargate.

Dall’Idf all’impresa: chi sono i fondatori di Classiq

Il target di Cdp Venture Capital e SoftBank è, dunque, Classiq, azienda nata nel 2020 in Israele e con sede a Tel Aviv, il cui co-fondatore e Ceo è Nir Minerbi, ingegnere laureato alla Tel Aviv University e alla Hebrew University of Jerusalem con alle spalle un’importante carriera nell’Israel Defense Force. Dal 2009 al 2012 Minerbi, sul suo profilo LinkedIn, dichiara di aver frequentato il Talpiot Program, un progetto di alta formazione interno all’Idf per quelle reclute di leva che si sono dimostrate eccellenti nel campo della conoscenza scientifica o hanno dimostrato particolari capacità di leadership. Per sei anni, poi, ha servito nell’Idf all’interno dell’Unità 8200, incaricata dell’intelligence dei segnali elettromagnetici (Sigint).

A inizio 2020 ha fondato Classiq assieme a Yehuda Naveh, Chief Technology Officer con alle spalle una carriera ventennale all’Ibm in cui ha ricercato le tecnologie dirompenti del calcolo quantistico, e al figlio di quest’ultimo, che ha lavorato nel conglomerato pubblico della difesa, Israel Aerospace Industries, e ha guidato un corso della citata Talpiot Military Academy dal 2017 al 2018 prima di entrare in Classiq, dove è Head of Algorithms.

Parliamo dunque di un’azienda ben inserita nel paradigma tecnologico israeliano, dove le competenze e le ricerche si sviluppano al confine stretto tra sicurezza nazionale, partenariato pubblico-privato e “porte girevoli” tra mondo militare e civile. L’obiettivo di Classiq è far avanzare le tecnologie abilitanti il calcolo quantistico, in un contesto in cui la corsa alla costruzione dei più potenti computer capaci di risolvere operazioni a velocità inimmaginabili per i moderni calcolatori si somma a quello per migliorare i singoli processi, passo dopo passo.

La Microsoft del calcolo quantistico

“Classiq ha sviluppato una piattaforma operativa software compatibile con tutti i principali tipi di hardware quantistico”, scrive il Times of Israel, aggiungendo che “la piattaforma è progettata per aiutare data scientist, scienziati computazionali e ingegneri a lavorare su algoritmi quantistici e a sviluppare programmi e applicazioni con una potenza di calcolo ad alte prestazioni che promettono di accelerare la soluzione dei problemi più complessi del mondo reale“.

Per Minrebi l’obiettivo è costruire “la Microsoft del calcolo quantistico”, offrendo alle quantuum science di domani l’equivalente di Windows, che standardizzò l’accessibilità di milioni di utenti ai computer e consentì un’efficace capacità di sviluppo del software. Per l’Italia puntare su questa start-up con Cdp Venture Capital significa tanto mirare a colmare i gap d’innovazione europei su questa tecnologia di frontiera quanto complementare le capacità invece già possedute dal Paese, soprattutto sul supercalcolo di tipo tradizionale.

Scalare la tecnologia quantica

In sostanza Roma si trova nella stessa condizione dell’Europa, ovvero in quella che Wired ha definito “una posizione ambivalente: all’avanguardia dal punto di vista scientifico, ma a rischio di perdere la corsa all’impatto concreto (e al business) di queste applicazioni”, dato che “senza un’infrastruttura coordinata e investimenti scalabili, il Vecchio Continente potrebbe diventare un laboratorio per innovazioni che altri trasformeranno in mercato”.

Agganciarsi a sviluppi promettenti come quello di Classiq è dunque, nell’ottica di Cdp Venture Capital, comprensibile nell’ottica della chiusura dei buchi in termini di capacità.

La presenza di un investitore di peso attento al mercato americano come SoftBank e la natura “duale” della tecnologia israeliana lasciano però pensare che potenzialmente, se vinta, la scommessa di Classiq potrà superare di gran lunga la portata dei confini dello Stato Ebraico e dell’Europa stessa. E spiega come tuttora una delle fortune di Israele in termini di rapporti con i partner del campo occidentale, specie in una fase dove la strategia di Tel Aviv è sotto attacco per il prosieguo della guerra di Gaza, sia la capacità di avanzare con decisione nella frontiera tecnologica contribuendo a ritrovati di cui Europa e Usa hanno bisogno nel quadro di un confronto sempre più dinamico sulla Cina, che si combatte su ogni dominio per la primazia nell’innovazione. Un confronto in cui il calcolo quantistico gioca un ruolo tutt’altro che marginale.

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