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	<title>World Wide Web Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Mar 2020 14:12:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>World Wide Web Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il coronavirus mette in crisi la capacità del web</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-coronavirus-mette-in-crisi-la-capacita-del-web.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 14:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
		<category><![CDATA[Rete 5G]]></category>
		<category><![CDATA[World Wide Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1417" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Internet (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse-768x567.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse-1024x756.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le misure di contenimento della diffusione del coronavirus Covid-19, con milioni di persone in tutta Italia costrette a stare tra le mura domestiche, ha evidenziato una criticità nella capacità della rete internet di supportare l&#8217;enorme traffico dati sviluppatosi in questi giorni. Secondo le analisi di Ookla, una società che mette a disposizione una piattaforma per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-coronavirus-mette-in-crisi-la-capacita-del-web.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1417" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Internet (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse-768x567.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Internet-computer-pc-La-Presse-1024x756.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le misure di contenimento della diffusione del coronavirus <strong>Covid-19</strong>, con milioni di persone in tutta Italia costrette a stare tra le mura domestiche, ha evidenziato una criticità nella capacità della rete internet di supportare l&#8217;enorme traffico dati sviluppatosi in questi giorni. Secondo le analisi di <a href="https://www.speedtest.net/insights/blog/tracking-covid-19-impact-global-internet-performance/#europe" target="_blank" rel="noopener"><em>Ookla</em></a>, una società che mette a disposizione una piattaforma per verificare la velocità di connessione, nella prima settimana di marzo e nei giorni successivi si è verificato un <strong>netto calo della velocità</strong> media in download sulla rete fissa.</p>
<p>Il primo effetto tangibile, oltre alla difficoltà oggettiva di chi naviga ancora tramite i cablaggi di rame, quindi non in fibra ottica, è stata la dilatazione dei tempi di download a causa della diminuzione della velocità, scesa al di sotto dei 60 Mbit/s.</p>
<p>In un articolo apparso sul <a href="https://www.corriere.it/tecnologia/20_marzo_19/effetto-coronavirus-rete-fissa-italia-connessioni-rallentano-ffeaaadc-6915-11ea-913c-55c2df06d574.shtml" target="_blank" rel="noopener"><em>Corriere della Sera</em></a> si legge infatti che a peggiorare sono anche i dati della latenza, che su reti fisse ha superato i 30 ms, mentre su reti mobili è arrivata a toccare quasi i 50 ms di ritardo.</p>
<p>L&#8217;improvvisa scoperta della possibilità di lavorare da casa e di effettuare le lezioni scolastiche di ogni grado, quindi dalle elementari all&#8217;università, ha causato un intasamento delle reti telematiche che ha portato a prendere dei provvedimenti in modo da scongiurare l&#8217;eventualità che la rete collassi. Netflix, la famosa piattaforma web di contenuti video a richiesta, <a href="http://www.askanews.it/esteri/2020/03/20/virus-netflix-riduce-qualit%c3%a0-streaming-in-europa-per-30-giorni-pn_20200320_00025/" target="_blank" rel="noopener">ha deciso di ridurre la qualità video</a> del suo servizio in <strong>Europa</strong> per i prossimi 30 giorni, in modo da diminuire lo stress delle reti utilizzate dai fornitori di servizi internet: così facendo assicurano che il &#8220;consumo&#8221; della banda diminuirà del 25%.</p>
<p>Anche il <strong>governo italiano</strong> si è attivato in tal senso, ed infatti una parte dei 25 miliardi di euro stanziati dal <strong>decreto Cura Italia</strong> sarà destinata alle telecomunicazioni. In particolare si legge nell&#8217;articolo 82 che ci saranno &#8220;misure destinate agli operatori che forniscono reti e servizi di comunicazioni elettroniche&#8221; chiedendo alle aziende responsabili dei servizi telco di avviare iniziative per potenziare le reti e garantire l’accesso ininterrotto ai servizi di emergenza. La massima priorità sarà data alle richieste provenienti dai settori ritenuti &#8220;prioritari&#8221; individuati dall’unità di emergenza della Presidenza del Consiglio o dalle unità di crisi regionali.</p>
<p>L’Unione Europea si è mossa ulteriormente ed il commissario per il mercato interno, <strong>Thierry Breton</strong>, nella giornata di mercoledì 18 ha parlato proprio con l&#8217;amministratore delegato di Netflix, Reed Hastings, per capire come affrontare la congestione delle reti, da cui il provvedimento intrapreso dall&#8217;azienda californiana. Su <a href="https://twitter.com/ThierryBreton/status/1240353171748331523" target="_blank" rel="noopener"><em>Twitter</em></a>, Breton si è rivolto alle piattaforme di streaming chiedendo di rendere automaticamente disponibili i contenuti a definizione standard e non in Hd, per assicurare l&#8217;accesso internet a tutti.</p>
<p>La <a href="https://it.insideover.com/politica/oms-stato-pandemia-coronavirus-cosa-significa.html" target="_blank" rel="noopener">pandemia da coronavirus</a> ha quindi fatto emergere, un po&#8217; inaspettatamente se si è dovuto correre ai ripari, la <strong>debolezza infrastrutturale</strong> della rete web, un fattore decisivo da tenere in considerazione per il futuro e su cui i governi dovranno investire pesantemente in prospettiva.</p>
<p>Questa emergenza &#8220;virale&#8221;, perdonate il gioco di parole, cambierà e sta già cambiando non solo la nostra vita quotidiana, ma l&#8217;approccio stesso nei confronti delle nuove tecnologie, del lavoro in tutti i suoi ambiti &#8211; dallo <em>smart working</em> agli assetti strategici passando per la riappropriazione di intere filiere produttive &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-virus-italia-cina-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener">per finire con la geopolitica</a>, ovvero con le strategie di lungo periodo che intraprenderanno gli Stati nei rapporti internazionali.</p>
<p>La scoperta della possibilità di lavorare, o studiare, da casa e quindi la rimodulazione dell&#8217;impianto lavorativo e didattico, se non verrà abbandonata passata questa pandemia &#8211; e non è affatto detto che succeda &#8211; porterà con sé la <strong>necessità di avere reti telematiche più capaci</strong> per supportare l&#8217;aumento progressivo del carico di lavoro delle stesse.</p>
<p>Anche l&#8217;introduzione della <strong>rete 5G</strong>, al netto delle <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-apre-al-5g-di-huawei-col-benestare-dei-servizi-segreti.html" target="_blank" rel="noopener">criticità sulla sua sicurezza che abbiamo già ampiamente dibattuto</a>, richiederà, unitamente a quanto appena detto, una &#8220;capacità di carico&#8221; molto maggiore rispetto a quella esistente, che, lo ricordiamo, si basa sull&#8217;utilizzo di server e sui cablaggi, che rappresentano ancora <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-delle-comunicazioni-si-gioca-ancora-sui-cavi-sottomarini.html" target="_blank" rel="noopener">la stragrande maggioranza delle infrastrutture</a> attraverso cui passa il flusso di dati nel mondo: è stato infatti calcolato che il <strong>95-97%</strong> delle informazioni scorra attraverso una fitta rete di cavi che corrono per più di 1,2 milioni di chilometri tra tutti i continenti.</p>
<p>Si aprono quindi degli <strong>interrogativi</strong> sulla sicurezza di queste infrastrutture non indifferenti. Come assicurare una rete funzionante e in grado di sopportare il carico di lavoro in casi di emergenza? Chi avrà il controllo di tale rete e delle infrastrutture annesse? È giusto affidarsi a società straniere per la costruzione e gestione di cablaggi, cabine server, ripetitori e altro?</p>
<p>In <strong>Italia</strong> esiste una recente normativa, <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-golden-power-e-come-funziona.html" target="_blank" rel="noopener">chiamata Golden Power</a>, che nel 2017 è stata estesa a settori “ad alta intensità tecnologica come l’immagazzinamento e la gestione dei dati e le infrastrutture finanziarie; le tecnologie critiche, compresa l’intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, le tecnologie con potenziali applicazioni a doppio uso, la sicurezza in rete e la tecnologia spaziale o nucleare”. In parole povere si tratta di uno strumento che permetterà allo Stato di <strong>fermare qualsiasi tipo di ingerenza esterna</strong>, se effettuata direttamente da una nazione straniera o tramite società private ad essa legate, per garantire e mettere al sicuro l&#8217;economia nazionale e le sue infrastrutture, comprese quelle strategiche.</p>
<p>Potrebbe però <strong>non essere efficace</strong> in casi di emergenza: anche se tali infrastrutture è accertato che non siano sotto il controllo di enti statuali terzi potenzialmente ostili, come la Cina, sono comunque collegate alla rete globale, che potrebbe collassare in caso di sovraccarico o per interventi esterni.</p>
<p>Alcuni Paesi hanno infatti capito questa criticità e si sono attivati di conseguenza: la <strong>Russia</strong>, ad esempio, <a href="https://it.insideover.com/politica/runet-cortina-di-ferro-telematica-russia.html" target="_blank" rel="noopener">sta attivando la sua propria rete telematica, chiamata Runet,</a> che può funzionare indipendentemente da quella globale del World Wide Web ed esserne scollegata alla bisogna. La stessa <strong>Francia</strong> ha intrapreso una strada simile, sebbene non così drastica, con <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-volta-le-spalle-a-google-e-passa-a-qwant-per-tutelare-la-sicurezza-digitale.html" target="_blank" rel="noopener">la creazione di Qwant</a>, un motore di ricerca e navigazione che utilizza nel suo sistema amministrativo per scollegarsi dai server di Google.</p>
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		<title>Runet, la nuova Cortina di Ferro che separerà Russia e Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/runet-cortina-di-ferro-telematica-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2019 13:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber warfare]]></category>
		<category><![CDATA[Runet]]></category>
		<category><![CDATA[World Wide Web]]></category>
		<category><![CDATA[Yandex]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="629" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-768x503.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>La Russia potrebbe staccarsi dal world wide web e creare a tutti gli effetti una propria rete autonoma che le permetterebbe di migliorare notevolmente le proprie difese nel campo del Cyber Warfare. La Camera bassa del Parlamento russo – la Duma – ha recentemente approvato un disegno di legge presentato lo scorso dicembre che dà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/runet-cortina-di-ferro-telematica-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/runet-cortina-di-ferro-telematica-russia.html">Runet, la nuova Cortina di Ferro che separerà Russia e Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="629" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-768x503.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>La <strong>Russia</strong> potrebbe staccarsi dal <em>world wide web</em> e creare a tutti gli effetti una propria rete autonoma che le permetterebbe di migliorare notevolmente le proprie difese nel campo del <strong>Cyber Warfare</strong>. La Camera bassa del Parlamento russo – la Duma – ha recentemente approvato un disegno di legge presentato lo scorso dicembre che dà il via alle modifiche tecniche necessarie per operare in modo indipendente nel cyberspazio del web. Il sistema russo, alternativo al “www” che nacque ufficialmente nel 1991 ma la cui idea fu sviluppata presso il Cern di Ginevra due anni prima, si chiama <strong>Runet</strong>.</p>
<p>Secondo quanto riportato dall’agenzia russa <em>Rbk</em> (RosBiznesKonsalting) la Russia effettuerà un test generale del sistema internet nazionale scollegandosi temporaneamente dai server internazionali che gestiscono il web come noi lo conosciamo.</p>
<p>Come riporta il <a style="color: #0000ff" href="https://www.corrierecomunicazioni.it/cyber-security/la-russia-si-disconnette-da-internet-via-ai-test-per-una-rete-nazionale/" target="_blank">sito <em>Corcom</em></a>, il test si svolgerà nelle prossime settimane per verificare, ed eventualmente adeguare, le disposizioni previste dalla legge presentata a dicembre che modifica quella attuale sulle comunicazioni e sulla protezione delle informazioni, al fine di preparare il Paese a un possibile scenario di guerra cibernetica. L’obiettivo è <strong>creare una rete nazionale</strong> capace di garantire le comunicazioni elettroniche in tutta la Russia nel caso la si rendesse necessario <strong>scollegarsi da internet</strong>.</p>
<p>Il test, che con ogni probabilità sarà effettuato a breve considerando che il termine ultimo per presentare emendamenti al nuovo disegno di legge è fissato al primo aprile, consisterà nel far passare tutte le comunicazioni digitali della Russia su server autoctoni. Il Cremlino ha già garantito l’investimento dei fondi necessari affinché il progetto di Runet, che richiede la non facile creazione di nuovi server approvati dal regolatore <strong>Roskomnazor</strong>, possa prendere corpo.</p>
<p>Perché Runet?</p>
<p>La necessità di un sistema internet autonomo completamente slegato dai server mondiali, che sono tutti in occidente, ha cominciato a farsi sentire da quasi un decennio in Russia. Di Runet, infatti, <strong><a style="color: #0000ff" href="https://www.corrierecomunicazioni.it/cyber-security/la-russia-si-disconnette-da-internet-via-ai-test-per-una-rete-nazionale/" target="_blank">si parlava già nel 2011</a></strong> quando i rapporti tra Mosca e l’Occidente non erano tesi come quelli odierni.</p>

<p>Attraverso le reti cibernetiche, infatti, non passano solamente le comunicazioni civili, che comunque sono importanti per un Paese – basti pensare ai sistemi telematici dei mercati azionari o più semplicemente quelli bancari – ma anche quelle militari.</p>
<p>La <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-guerra-del-futuro-gia-si-chiama-cyber-warfare/" target="_blank">Cyber Warfare, la guerra cibernetica</a>, in senso moderno non si combatterà solo attraverso l’attacco di <em>hacker</em> a sistemi informatici per rubare dati o bloccare server, ma è già presente sul tradizionale campo di battaglia, anzi, sarà uno degli strumenti attraverso i quali sarà possibile inibire le capacità del nemico di recare offesa, costringendo, ad esempio, le sue forze aeree a restare a terra.</p>
<p>Gli asset militari moderni, infatti, sono sempre più interconnessi tra loro attraverso la comunicazione di dati via rete cibernetica, più o meno chiusa, la cui sicurezza diventa quindi sempre più vitale per il successo in combattimento. Pensiamo ad esempio al programma netcentrico italiano “Soldato futuro”, alla <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-super-armatura-del-soldato-russo/" target="_blank">tuta russa Ratnik</a> – per restare in tema – o allo stesso <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/programma-f-35/" target="_blank">F-35</a> che è in grado di comunicare in tempo reale con i vari sistemi presenti sul campo di battaglia scambiando informazioni vitali. Da qui la necessità di mettere al sicuro la propria rete ma soprattutto quella di <strong>attaccare la rete del nemico</strong>, cosa che spiega la decisione russa di dotarsi di propri server per scollegarsi, qualora necessario, da quelli internazionali.</p>
<p>Runet, che dovrebbe quindi diventare <strong>operativa nel 2020</strong>, si configura come una rete internet sicura, chiusa e completamente controllata dallo Stato che non ha solo scopi difensivi ma che avrà un profondo impatto nell&#8217;equilibrio militare della Cyber Power creando uno squilibrio tra l’Occidente, in cui il web è ancora fondamentalmente privo di confini, e l’Oriente.</p>
<p>La scelta si pone perfettamente nel solco dell’approccio russo al concetto di deterrenza, più onnicomprensivo rispetto a quello occidentale, e nella corrispondente costante ricerca di un vantaggio strategico che crei un disequilibrio.</p>
<p>Si può definire in questo caso la strategia russa come la ricerca di una “asimmetria cibernetica” che ha, però, delle precise motivazioni storiche e perfino culturali. Sin dai tempi dell’Unione Sovietica a Mosca si è sempre cercato un approccio “asimmetrico” rispetto alle minacce occidentali (come avvenne ad esempio in occasione della Strategic Defense Initative americana) ed in particolare, oggi, per quanto riguarda il campo dello spazio cibernetico, la Russia ha cercato – con successo – di essere autonoma anche per una questione di prestigio.</p>

<p>Chi è stato in Russia sa, per esempio, che il motore di ricerca usato dalla stragrande maggioranza della popolazione non è Google ma la controparte locale <strong>Yandex</strong>, che, proprio come il suo analogo americano, offre una vastissima serie di servizi compresa la geolocalizzazione (attraverso il sistema locale Glonass ma appoggiandosi anche al Gps) tramite <a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/yandex-censura-le-immagini-satellitari-cosi-individua-le-basi-militari/" target="_blank">Yandex Maps</a>.</p>
<p>Il mondo dei social network, monopolizzato in occidente da Facebook, in Russia ha come corrispondenti <strong>VKontakte</strong> o MoiMir, mentre il portale di posta elettronica più usato è <strong>Mail.Ru</strong>.</p>
<p>Una Cortina di Ferro telematica?</p>
<p>La Russia quindi è già, per larga parte, <strong>una realtà telematica a sé stante</strong> rispetto al resto del mondo, e l’introduzione di Runet sarà il passo finale che permetterà al Paese di staccarsi, qualora necessario, dai sistemi web occidentali e procedere in modo del tutto autonomo. Una sorta di <strong>Cortina di Ferro telematica</strong> da calare alla bisogna.</p>
<p>C’è chi, in Occidente, ha sollevato il sospetto che, siccome Runet sarà controllata dallo Stato, funzionerà come un enorme<strong> <em>firewall</em></strong> che filtrerà i contenuti web in entrata così come avviene attualmente in Cina, dove, lo ricordiamo, servizi di messaggistica istantanea come Whatsapp o i social network occidentali non funzionano.</p>
<p>Il Vice Ministro Oleg Ivanov però smentisce, affermando che Runet “non vuole mettere in atto restrizioni alla libertà di accesso alla rete ma solo installare in ogni abitazione un generatore in modo da proteggere l’accesso alla rete anche se l’elettricità dovesse venire meno”.</p>

<p>Al di là di queste speculazioni c’è da fare una considerazione fondamentale: la Russia sta, a tutti gli effetti, muovendosi verso la <strong>nazionalizzazione del web</strong> e, dopo la Cina, ha evidenziato definitivamente la nascita di una sorta di “Trattato di Westfalia” del mondo cibernetico che avrà sicuramente risvolti rivoluzionari anche in Occidente, dove già qualcuno sta pensando di volgere le spalle al mondo a “stelle e strisce” di Google per dotarsi di un sistema autonomo: la <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-francia-volta-le-spalle-a-google-e-passa-a-qwant-per-tutelare-la-sicurezza-digitale/" target="_blank">Francia con Qwant</a>.</p>
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		<title>Cina, un cartone animato su Marx per avvicinare i giovani al socialismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cina-cartone-animato-marx-giovani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2019 13:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista cinese]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
		<category><![CDATA[World Wide Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="966" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-1024x707.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Karl Marx è il protagonista della nuova serie animata trasmessa per la prima volta lo scorso lunedì 28 gennaio sulla piattaforma streaming cinese Bilibili. Ambientata nell’Europa del XIX secolo, &#8220;The Leader&#8221; (领风者), racconta in sette puntate la vita del celebre filosofo tedesco a partire dagli anni di gioventù. Il primo episodio, &#8220;A Different Youth&#8221; è una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-cartone-animato-marx-giovani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-cartone-animato-marx-giovani.html">Cina, un cartone animato su Marx per avvicinare i giovani al socialismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="966" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5423835-1024x707.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Karl Marx è il protagonista della nuova <strong>serie animata</strong> trasmessa per la prima volta lo scorso lunedì 28 gennaio sulla piattaforma streaming cinese <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bilibili.com/bangumi/play/ep261461">Bilibili</a></em>.</p>
<p>Ambientata nell’Europa del XIX secolo, <strong>&#8220;The Leader&#8221;</strong> (领风者), racconta in sette puntate la vita del celebre filosofo tedesco a partire dagli anni di gioventù.</p>
<p>Il primo episodio, &#8220;A Different Youth&#8221; è una serie di rievocazioni: si apre con il funerale di Marx, il 14 marzo 1883, con il fedele amico Engels a pronunciarne l&#8217;orazione funebre. Si torna poi indietro al 1835, nel giorno del suo diploma, in cui il <strong>giovane Marx</strong> pronuncia un entusiasmante discorso sul destino dell’umanità.</p>

<p>Di lì a poco, il giovane Marx, partirà per l&#8217;università. Bello e ribelle, aitante, carismatico e romantico. Già da subito il protagonista mostra di avere a cuore soprattutto due cose: il destino delle masse, e la sua &#8220;principessa del sogno&#8221;, la bella Jenny von Westphalen, la cui famiglia, di lignaggio superiore, si oppone fermamente al loro amore.</p>
<p>La serie è stata voluta e prodotta dal <strong>Dipartimento di Propaganda</strong> della Lega dei Giovani Comunisti Cinesi, in collaborazione con l&#8217;Ufficio Centrale per la Ricerca e la Costruzione delle Teorie Marxiste del Partito, una delle tante iniziative per celebrare i duecento anni dalla nascita del filosofo tedesco.</p>
<p>È una raffigurazione di Marx insolita da quanto ci si potrebbe aspettare, a partire dalla scelta grafica, tutt&#8217;altro che casuale. <em>Bilibili</em> è tra le piattaforme streaming più popolari in Cina, specialmente tra i giovani. È a loro infatti che la serie è destinata: l&#8217;ennesimo tentativo di <strong>avvicinare le nuove generazioni</strong>, cresciute in un contesto di maggiore apertura economica, ai valori fondanti del Partito comunista.</p>

<p>Il marxismo-leninismo è ancora uno dei fondamenti espressi sullo statuto del Pcc, ed è in particolare un tema molto caro al presidente <strong>Xi Jinping</strong>. Lo scorso 5 maggio, in un discorso di un&#8217;ora e mezza, Xi ha definito Marx il più grande pensatore dei tempi moderni, sottolineando che la Cina ha ancora bisogno di ricorrere al marxismo per analizzare e risolvere le questioni pratiche.</p>
<p>Negli anni passati, erano già stati fatti diversi tentativi di questo genere, sotto forma di talk show come “Socialism is a Bit Cool” e “Marx Got It Right” mirati a istruire i giovani sull&#8217;importanza del socialismo nella Cina contemporanea. Se però da un lato il partito promuove le teorie marxiste tra i più giovani, nella pratica le cose non sono così semplici. Lo scorso anno le autorità cinesi hanno represso in diverse occasioni le associazioni di <strong>studenti marxisti</strong> che manifestavano in supporto agli operai in sciopero di una fabbrica di Shenzhen.</p>
<p>L&#8217;impatto sul giovane pubblico sembra positivo, <strong>numerosi i commenti</strong> degli spettatori, tra cui la maggior parte sono studenti universitari. Addirittura c&#8217;è chi, presumibilmente una ragazza, definisce Marx un 男神, ossia l’uomo dei sogni.</p>

<p>Finora, le quattro puntate hanno raggiunto oltre tre milioni di visualizzazioni. Online sono disponibili primi quattro episodi di questa serie. Alla luce di quanto accennato sopra, però, c’è da aspettarsi che nella serie alcuni aspetti del marxismo, come ad esempio le teorie sul conflitto di classe tra sfruttati e sfruttatori, verranno sottaciute. Insomma, sarà un Marx aitante, romantico e affascinate, ma perfettamente in linea col pensiero di Xi.</p>
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