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	<title>tv Archives - InsideOver</title>
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	<title>tv Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L’ultimo passo a due delle gemelle Kessler: insieme fino alla fine</title>
		<link>https://it.insideover.com/chi-siamo/lultimo-passo-a-due-delle-gemelle-kessler-insieme-fino-alla-fine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 19:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chi siamo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-1536x993.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-600x388.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessuno nasce preparato a un amore così assoluto. Eppure, quando Alice ed Ellen vennero al mondo lo stesso giorno, il 20 agosto 1936, nella piccola Nerchau, in Sassonia, fu evidente fin dall’inizio che la loro vita non sarebbe stata doppia, ma duplice: non due strade parallele, bensì un’unica traiettoria percorsa da quattro piedi perfettamente sincronizzati. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/chi-siamo/lultimo-passo-a-due-delle-gemelle-kessler-insieme-fino-alla-fine.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/chi-siamo/lultimo-passo-a-due-delle-gemelle-kessler-insieme-fino-alla-fine.html">L’ultimo passo a due delle gemelle Kessler: insieme fino alla fine</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-1536x993.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251117194802799_646e9318333fe4da793cb995183d9de9-600x388.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessuno nasce preparato a un amore così assoluto. Eppure, quando<strong> Alice </strong>ed <strong>Ellen </strong>vennero al mondo lo stesso giorno, il 20 agosto 1936, nella piccola Nerchau, in <strong>Sassonia</strong>, fu evidente fin dall’inizio che la loro vita non sarebbe stata doppia, ma duplice: non due strade parallele, bensì un’unica traiettoria percorsa da quattro piedi perfettamente sincronizzati. Due respiri, due cuori, un solo destino. La loro fine, giunta insieme, non è solo la chiusura di un’esistenza luminosa: è la conferma suprema di un legame che non ha conosciuto interruzioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://torinocronaca.it/resizer/1240/-1/true/2025_11_17/Gemelle_Kessler_1965-1763394505334.jpg--addio_alle_gemelle_kessler__trovate_morte_in_casa_a_monaco__aperta_un_indagine_sulle_cause.jpg?1763394505919" alt=""/></figure>



<p>Cresciute nella <strong>Germania devastata dalla guerra </strong>e poi rinchiusa nella rigidità della <strong>DDR</strong>, entrarono a undici anni nel programma giovanile dell’Opera di Lipsia. Nel rigore del teatro impararono la disciplina del gesto, la musicalità del corpo, la potenza del coordinarsi. Ma, soprattutto, consolidarono un patto che avevano stretto senza parole: qualunque cosa sarebbe accaduta, l’avrebbero affrontata insieme.</p>



<p>A diciotto anni, mentre il mondo si divideva in blocchi e la <strong>Guerra Fredda</strong> tracciava confini di cemento e ideologie, loro attraversarono quello spartiacque. Lasciarono la Germania Est e raggiunsero l’Ovest, inseguendo un sogno che non era solo artistico, ma anche umano: respirare libertà, e farlo fianco a fianco. Non avevano un piano preciso, solo una certezza: non si sarebbero mai separate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2025/11/17/162242519-7ce4e0e0-3dce-4af0-bbab-ace4032abd35.jpg?webp" alt=""/></figure>



<p>A Parigi entrarono nelle <strong>Bluebell Girls del Lido</strong>, ed è lì che il mondo iniziò a conoscerle: due figure altissime, identiche, magnetiche. Ma fu l’Italia, nel 1961, a consacrarle. Invitate in una trasmissione televisiva, portarono un’idea nuova di spettacolo: un’eleganza europea, una modernità che l’Italia del boom riconobbe come propria aspirazione. Poco dopo arrivò <strong>Studio Uno</strong>, la sigla che tutti ricordano, la danza impeccabile, la gioia che il pubblico respirava attraverso lo schermo. Il Paese le adottò come simbolo di un decennio luminoso: due “straniere” che sapevano parlare al cuore italiano meglio di molte beniamine nazionali.</p>



<p>Non era solo talento: era la loro simbiosi. Sul palco non erano due artiste che si esibivano, ma un’unica entità che si muoveva con una naturalezza quasi ipnotica. Nulla di costruito, nulla di forzato: la coordinazione era la conseguenza di una vita trascorsa una accanto all’altra, condividendo ogni intervallo, ogni risata, ogni fragilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.quotidiano.net/image-service/view/acePublic/alias/contentid/YzliNTI0Y2QtZmQzMS00/1/bild-suicidio-assistito-per-le-gemelle-kessler.webp?f=16%3A9&amp;q=0.75&amp;w=1280" alt=""/></figure>



<p>La loro vita privata confermava ciò che il pubblico intuiva: vivevano letteralmente insieme. Dal 1986 scelsero di stabilirsi a <strong>Grünwald</strong>, vicino a Monaco di Baviera, in <strong>due appartamenti contigui separate da una parete scorrevole</strong>. Bastava un gesto per attraversarla. Non era un vezzo scenografico, ma un bisogno profondo: la certezza che l’altra fosse sempre lì, a pochi passi, come era accaduto fin dall’infanzia.<br>Non si sposarono mai, non ebbero figli: la loro famiglia erano loro stesse, per caso. Una piccola unità di due persone, autonoma e autosufficiente, che non ammetteva scissioni.</p>



<p>Quando la televisione cambiò estetica, ritmo, linguaggi, loro continuarono a esserci, pur con meno frequenza: show, teatro musicale, ospitate, programmi in cui il pubblico poteva ritrovare quell’energia che aveva segnato gli anni d’oro del varietà. E ogni volta, ancora una volta, arrivavano insieme.</p>



<p>Poi, l’ultima scena, all’età di 89 anni, Alice ed Ellen Kessler sono morte insieme nella loro casa di Grünwald. La polizia bavarese ha confermato che non ci sono segni di intervento esterno; la stampa riferisce che avrebbero scelto il <strong>suicidio medicalmente assistito</strong>, pratica consentita in Germania in condizioni specifiche. Una decisione lucida, consapevole, coerente con la loro intera esistenza. Avevano già espresso il desiderio che le loro ceneri venissero raccolte in un’unica urna, insieme a quelle della madre e del loro cane: un’ultima, definitiva fusione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://api.gdb.atexcloud.io/image-service/view/acePublic/alias/contentid/1n8y8ul7y7ld14gmj8m/0/le-gemelle-alice-ed-hellen-kessler-a-miss-italia-2004.webp?f=16%3A9&amp;w=826" alt=""/></figure>



<p>È impossibile non sentire un brivido davanti a questa storia. Non è solo la morte di due artiste: è l’ultimo capitolo di una vita vissuta in una forma così rara da sembrare irreale. Una vita a due, dove il “noi” non soffocava l’individualità, ma la completava. Dove la forza non era nell’essere identiche, ma nell’essere inseparabili.</p>



<p>Le gemelle Kessler hanno attraversato la Germania del dopoguerra, la Parigi scintillante, l’Italia del boom, l’Europa che cambiava pelle — sempre, in ogni istante, in coppia. Hanno illuminato palcoscenici e salotti televisivi, hanno offerto un’immagine di armonia e complicità che trascendeva lo spettacolo. E quando il mondo ha chiesto loro l’ultimo passo, hanno scelto il passo doppio: quello che aveva guidato tutto.</p>



<p>Sono uscite di scena così: due, unite, fedeli a una promessa più forte del tempo.<br>Una vita intera ballata insieme.<br>Una morte che non contempla solitudini.<br>Un amore che resta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pechino come Arcore: perché Xi Jinping regala la Tv agli africani</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/pechino-come-arcore-perche-xi-jinping-regala-la-tv-agli-africani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 09:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina sta intensificando la sua cooperazione con l'Africa. Pechino sta portando la tv satellitare in migliaia di villaggi sperduti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/pechino-come-arcore-perche-xi-jinping-regala-la-tv-agli-africani.html">Pechino come Arcore: perché Xi Jinping regala la Tv agli africani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912180404981_e434ac171c20856630706291c5275e8c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso luglio, il quotidiano cinese <em>Global Times</em> dedicava un lungo articolo ad un fatto passato pressoché inosservato alle nostre latitudini. In <strong>Africa</strong>, nello sconosciuto villaggio di Buonono, in <strong>Uganda</strong>, gli abitanti erano felici perché, per la prima volta in assoluto, a gennaio, avevano potuto gustarsi in televisione tutte le partite della <strong>Coppa d&#8217;Africa 2024</strong>, la più importante manifestazione calcistica del continente africano a livello di nazionali, con il commento nella loro lingua madre, il luganda. Merito di <strong>StarTimes</strong>, una società di media con sede a Pechino, che ha reso possibile la novella a lieto fine attraverso il progetto <em>Access to Satellite TV for 10,000 African Villages</em>, un progetto avviato dalla <strong>Cina </strong>&#8211; ed esteso in molteplici forme all&#8217;intero continente &#8211; che puntava a collegare 10mila villaggi africani ai programmi della <strong>televisione satellitare</strong>.</p>



<p>Ogni villaggio beneficiario del piano ha sostanzialmente ricevuto, gratis, due set di sistemi tv con proiettore ad energia solare e un sistema di terminali TV digitali solari integrati per aree pubbliche. In questo modo, i cittadini di aree sperdute nel cuore dell&#8217;Africa hanno potuto avere accesso alle <strong>informazioni </strong>del mondo esterno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le promesse di Xi ai leader africani</strong></h2>



<p>Basta collegare la storia delle televisioni al <strong>Forum sulla cooperazione Cina-Africa</strong> andato in scena a Pechino all&#8217;inizio di settembre, per capire come <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> intenda portare <a href="https://it.insideover.com/politica/investimenti-e-diplomazia-2-0-il-blitz-digitale-della-cina-in-africa.html">la cooperazione tra il suo Paese e il continente africano</a> su un nuovo piano. Il presidente cinese ha ospitato i delegati di oltre 50 nazioni africane dimostrando loro che la Cina – e non l&#8217;Occidente &#8211; è il loro principale partner straniero. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091217560836_055c997d374033b4b35840752040b316-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-435986" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091217560836_055c997d374033b4b35840752040b316-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091217560836_055c997d374033b4b35840752040b316-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091217560836_055c997d374033b4b35840752040b316-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091217560836_055c997d374033b4b35840752040b316-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091217560836_055c997d374033b4b35840752040b316-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091217560836_055c997d374033b4b35840752040b316.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Xi ha anche fatto ai suoi omologhi africani una serie di <strong>promesse </strong>che saranno realizzate nei prossimi tre anni. Nello specifico, la Cina metterà sul tavolo più di <strong>50 miliardi di dollari </strong>in sostegno finanziario da destinare ai governi africani; si impegnerà a creare più di <strong>un milione di posti di lavoro</strong> nel continente; destinerà decine di milioni in <strong>aiuti alimentari e militari</strong>; e approfondirà la cooperazione con l’Africa nell’industria, nell’agricoltura, nelle infrastrutture, nel commercio e negli investimenti. </p>



<p>Nel quadro trova spazio anche il dossier sulle <strong>Tv</strong>. L&#8217;ambizioso progetto del gigante asiatico di fornire accesso alla TV digitale a villaggi remoti dislocati in 23 Paesi africani è quasi completato. Oltre 9.600 centri sono già stati collegati e altri si aggiungeranno presto alla lista. StarTimes, in sostanza, consente a comunità sperdute di ottenere l&#8217;accesso ad una vasta gamma di contenuti, comprese notizie, sport e intrattenimento doppiati nelle lingue locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una nuova forma di cooperazione</strong></h2>



<p>I leader africani hanno buone ragioni per credere alle nuove promesse di Xi. Già, perché quasi nove anni fa, il presidente cinese promise ai capi di Stato presenti al Forum sulla cooperazione Cina-Africa di Johannesburg che la Cina avrebbe &#8220;fornito l&#8217;accesso alla TV digitale a oltre 10.000 villaggi remoti in 23 paesi africani&#8221;. E così è stato. </p>



<p>Introdotta per la prima volta nel continente nel 2008, StarTimes è ora uno dei più grandi provider privati di TV digitale nell&#8217;Africa subsahariana, con oltre <strong>16 milioni di abbonati</strong>. La <em>Bbc </em>ha scritto che i prezzi bassi hanno contribuito a consolidare la posizione continentale di questa azienda. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912181319705_1f60bca131c327cabf58899abedd16e0-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-435993" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912181319705_1f60bca131c327cabf58899abedd16e0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912181319705_1f60bca131c327cabf58899abedd16e0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912181319705_1f60bca131c327cabf58899abedd16e0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912181319705_1f60bca131c327cabf58899abedd16e0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912181319705_1f60bca131c327cabf58899abedd16e0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240912181319705_1f60bca131c327cabf58899abedd16e0.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Basta fare un rapido confronto: in <strong>Kenya </strong>i pacchetti mensili offerti dalla TV digitale cinese vanno da 329 scellini (2,50 dollari) a 1.799 scellini (14 dollari). Un pacchetto DStv, di proprietà di MultiChoice, un altro attore nel mercato della TV digitale africana, costa invece tra 700 e 10.500 scellini. </p>



<p>Dal canto suo, StarTimes trae una parte delle sue entrate dagli abbonamenti, mentre il progetto dei 10.000 villaggi è finanziato dal Fondo di assistenza Sud-Sud gestito dallo Stato cinese. Le parabole satellitari dell&#8217;azienda presentano tutte il logo StarTimes, l&#8217;emblema del Ministero dell&#8217;Informazione del Kenya e un logo rosso con scritto China Aid (regalo cinese).</p>



<p>Chiaramente, la Tv offerta dalla Cina consentirà al Dragone di incrementare il proprio <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-soft-power.html">soft power</a> in gran parte dell&#8217;Africa, un continente sempre più strategico, e di fare breccia nel cuore dei popoli locali. Televisioni, calcio, soft power: ecco la ricetta cinese di Xi. Che non ha però inventato niente. Prima di lui, in Italia, c&#8217;era già chi aveva intuito le potenzialità politiche di questo &#8220;trinomio&#8221; vincente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/pechino-come-arcore-perche-xi-jinping-regala-la-tv-agli-africani.html">Pechino come Arcore: perché Xi Jinping regala la Tv agli africani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da Bongiorno a Montanelli, il 25 aprile che non ti aspetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-25-aprile-di-chi-ha-unificato-l-italia-con-la-televisione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 17:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-1536x768.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mike Bongiorno, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi, Walter Chiari: sono soltanto alcuni dei nomi di chi ha vissuto in pieno la fine della guerra</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-25-aprile-di-chi-ha-unificato-l-italia-con-la-televisione.html">Da Bongiorno a Montanelli, il 25 aprile che non ti aspetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/mike-bongiorno-montanelli-1536x768.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È <strong>l&#8217;8 maggio del 1945</strong>, la radio in Italia sta trasmettendo della musica per come spesso previsto nella programmazione di allora: da qualche mese a questa parte, la vecchia Eiar risulta infatti ufficialmente chiusa e sostituita, nelle aree già controllate dagli angloamericani, con la<strong> Radio Audizioni Italiane </strong>(Rai). Una società quest&#8217;ultima ancora troppo giovane per poter avviare una programmazione stabile in una fase in cui, tra le altre cose, la penisola sta affrontando ben altre priorità. Nell&#8217;organico della neonata Rai però, c&#8217;è già un ragazzo poco più che ventenne con una voce molto apprezzata dal pubblico e a cui è stato dato l&#8217;incarico di leggere gli annunci più importanti dei radiogiornali. Ed è proprio quel ragazzo, nel pomeriggio di quell&#8217;8 maggio, a prendere il microfono e a leggere l&#8217;annuncio più importante:<em> &#8220;Interrompiamo le trasmissioni</em> &#8211; scandisce &#8211; pe<em>r comunicarvi una notizia straordinaria: le forze armate tedesche si sono arrese agli angloamericani. La guerra è finita. Ripeto, la guerra è finita&#8221;.</em></p>



<p>Quel ragazzo, nell&#8217;Italia di un dopoguerra che sta iniziando a nascere proprio in quelle ore, sarà noto soprattutto con il suo nome: si chiama infatti Corrado Mantoni, ma per tutti negli anni successivi sarà semplicemente <strong>Corrado</strong>. Uno dei presentatori più popolari di sempre, uno dei volti con cui ha preso forma e vita la televisione italiana e quindi la nuova società sorta dalle macerie del conflitto. Corrado non è l&#8217;unico, tra i personaggi dello spettacolo dell&#8217;Italia repubblicana, a essere protagonista nei giorni in cui i rumori della guerra iniziano a lasciare spazio alla <strong>ricostruzione</strong>. Tra il 25 aprile e l&#8217;8 maggio 1945, non ci sono soltanto futuri politici e future figure istituzionali in prima fila: sono tanti i nomi, diventati poi popolari nell&#8217;intrattenimento, ad aver un ruolo, a volte su fronti contrapposti, nelle settimane più delicate della nostra storia unitaria. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="CORRADO annuncia alla radio la fine della SECONDA GUERRA MONDIALE" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/x321nSn-wJk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_x321nSn-wJk");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Mike Bongiorno e Indro Montanelli, due insospettabili compagni di cella</h2>



<p>A proposito di televisione, c&#8217;è un nome che nel nostro Paese rappresenta ancora oggi un sinonimo del piccolo schermo ed è quello di <strong>Mike Bongiorno</strong>. Nell&#8217;aprile del 1945 il futuro presentatore è a casa sua a New York, lì dove è nato nel maggio del 1924 da genitori italiani (mamma piemontese e padre siciliano). In quel momento la sua guerra è già finita, ma solo grazie a un espediente: avendo documenti Usa in tasca, nel gennaio di quello stesso anno ha potuto usufruire di uno scambio di prigionieri tra statunitensi e tedeschi. Il passaporto Usa lo ha salvato già una volta, nel 1944: Mike Bongiorno infatti, è stato arrestato dai tedeschi nel Piemonte occupato in quanto scoperto mentre portava messaggi ad alcuni partigiani nascosti nelle montagne. Ai piedi delle Alpi il giovane Bongiorno c&#8217;era arrivato per la scelta della madre di vivere a Torino quando lui era ancora molto giovane: poi, scoppiato il conflitto, nelle fasi più calde della guerra nel nord Italia la sua conoscenza dell&#8217;inglese si è rivelata fondamentale per alcuni gruppi di combattenti, da qui la sua attività di <strong>staffetta partigiana</strong> e da qui il successivo arresto. I documenti statunitensi, in quell&#8217;occasione, gli hanno evitato la fucilazione, ma hanno anche rappresentato l&#8217;inizio di una girandola tra carceri e campi di prigionia. </p>



<p>Nel maggio del 1944, Mike Bongiorno è stato portato all&#8217;interno di <strong>San Vittore</strong>. Ed è qui che ha conosciuto<strong> Indro Montanelli</strong>, giornalista rinchiuso da quasi un anno nella struttura penitenziaria milanese in quanto accusato di aver diffamato il governo di Salò. Il futuro presentatore in carcere è stato designato tra gli uomini delle pulizie, per questo aveva meno restrizioni e poteva accedere anche nella sezione femminile. Montanelli, fidandosi di lui, lo ha più volte incaricato di far recapitare propri messaggi alla moglie di allora, anch&#8217;essa detenuta a San Vittore. La convivenza in carcere tra il giornalista e il presentatore è durata poche ma intense e significative settimane: Montanelli è stato scarcerato dopo essere anch&#8217;egli sfuggito alla fucilazione e ha trovato rifugio in Svizzera, mentre Bongiorno è stato portato prima nel campo di prigionia di Bolzano e poi in quello austriaco di <strong>Spittal</strong>, da dove è uscito nel gennaio 1945 grazie al prima menzionato accordo per lo scambio di prigionieri. </p>



<p>A guerra terminata, Montanelli proseguirà la sua carriera giornalistica mentre Mike Bongiorno tornerà in Italia. Qui diventerà il volto più popolare della nascente televisione. I due ricorderanno i mesi della prigionia vissuta assieme in alcune occasioni nel corso degli anni successivi: particolarmente importante è stata la testimonianza, durante un programma televisivo in prima serata, raccontata assieme da entrambi nel 1987. Quando erano trascorsi oramai 43 anni dai fatti. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Da Raimondo Vianello a Walter Chiari, da Ugo Tognazzi a Enrico Ameri: i volti dello spettacolo rinchiusi a Coltano</h2>



<p>C&#8217;è poi in luogo in cui molti futuri volti popolari osservano i fatti dell&#8217;aprile del 1945 da dietro delle sbarre: si tratta del campo di prigionia di <strong>Coltano</strong>, vicino Pisa. Qui gli alleati hanno rinchiuso per alcuni mesi, prima del rilascio, decine di prigionieri di guerra e di appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana. La caduta definitiva del fascismo, la fine del conflitto e il ritiro dal nord Italia delle forze tedesche è stato seguito e vissuto dal campo di Coltano da diversi futuri appartenenti al mondo dello spettacolo. Volti, anche in questo caso, che faranno parte della quotidianità degli italiani in un Paese in via di ricostruzione. </p>



<p>A partire ad esempio da un altro attore e presentatore divenuto icona della televisione: <strong>Raimondo Vianello.</strong> Il suo nome è tra gli aderenti alla <strong>Rsi</strong>, in cui è stato inquadrato come sottoufficiale dei bersaglieri. Fatto prigioniero dagli Alleati in risalita verso Milano, Vianello ha trascorso alcune settimane a Coltano prima di essere poi rilasciato: in seguito, l&#8217;attore intraprenderà la carriera all&#8217;interno del mondo dello spettacolo e diventerà famoso anche per il sodalizio sentimentale e lavorativo con la moglie Sandra Mondaini. Nel campo costruito dagli angloamericani in Toscana, era presenta anche un suo futuro compagno di avventura in numerosi spettacolo, ossia <strong>Ugo Tognazz</strong>i. Anche lui è risultato arruolato nella Rsi e per alcuni mesi ha prestato servizio nel Ponente Ligure. </p>



<p>Uno dei nomi più illustri rinchiusi in quell&#8217;aprile del 1945 a Coltano, era quello di <strong>Walter Chiari</strong>. La sua adesione alla Repubblica Sociale è stata spesso oggetto di <strong>controversie</strong> anche nel dopoguerra, per via di un maggiore attivismo dell&#8217;attore all&#8217;interno delle forze fedeli al governo di Salò. Chiari è stato infatti arruolato nella X Mas, così come raccontato anche nel 2023 dal figlio Simone Annicchiarico sul <em>Corriere della Sera</em>: &#8220;<em>Un saluto alla prima fila e alla decima. Lui nella Decima Mas aveva combattuto davvero. Dopo, non sopportò l’egemonia della sinistra”</em>, si legge nel racconto del figlio. </p>



<p>Nel campo di Coltano è stato tenuto prigioniero per alcuni mesi anche il futuro premio Nobel della letteratura, <strong>Dario Fo</strong>. Circostanza quest&#8217;ultima che negli anni &#8217;70, quando lo scrittore era già uno dei nomi più importanti associati alla sinistra, non ha mancato di creare polemiche. Lui, dal canto suo, ha confermato di essere stato prigioniero in quanto aderente alla Rsi: &#8220;Ma la mia adesione &#8211; ha spiegato in un&#8217;intervista su RaiTre nel 2015 &#8211; era in quanto italiano e non in quanto fascista, quell&#8217;esercito era l&#8217;unico esistente e l&#8217;ho fatto per evitare di essere deportato in Germania come lavoratore o come militare di leva&#8221;.</p>



<p>A proposito di voci e volti molto popolari, a Coltano nei prima mesi del 1945 era presente <strong>Enrico Ameri</strong>, colui che diverrà in seguito la voce di &#8220;Tutto il Calcio Minuto per Minuto&#8221;: il motivo della sua detenzione era dovuto, come per gli altri nomi, alla sua adesione alla Repubblica Sociale. La carriera nel giornalismo sportivo, subito dopo il conflitto, lo farà diventare l&#8217;icona delle domeniche degli italiani del boom economico, quelle trascorse attaccate alla radio per conoscere in tempo reale tutti i risultati dai vari campi della Serie A. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spirito di ripartenza dopo la guerra </h2>



<p>Una data, il 25 aprile, e due barricate differenti in cui in quel momento si sono ritrovati futuri esponenti dello spettacolo. Eppure le differenze, all&#8217;epoca, non sono mai del tutto emerse: per chi, pur su due lati diversi, è stato protagonista di quelle settimane e ha successivamente intrapreso vie diverse dalla politica, il tempo ha come cancellato ogni tipo di divario ideologico o culturale. C&#8217;è chi ha scelto di stare convintamente con una parte, chi si è ritrovato per necessità all&#8217;interno di uno degli schieramenti, ma tutti hanno poi portato successivamente nei rispettivi campi la volontà di <strong>superare</strong> quei tragici momenti e di diventare protagonisti in un&#8217;Italia del tutto differente da quella in cui si era cresciuti. </p>



<p>Occorrerà attendere molti anni prima di sapere dell&#8217;attività di staffetta partigiana di Mike Bongiorno e, allo stesso modo, le esperienze sull&#8217;altro versante degli altri futuri esponenti dello spettacolo salteranno fuori dopo diverso tempo e non saranno mai del tutto impattanti sull&#8217;immagine e sulle rispettive carriere dei diretti interessati. Dopo quel 25 aprile e dopo la fine della guerra, era semplicemente nata un&#8217;altra Italia. Un Paese ricostruito e ricucito anche da chi ha intrattenuto per decenni intere generazioni di italiani. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-25-aprile-di-chi-ha-unificato-l-italia-con-la-televisione.html">Da Bongiorno a Montanelli, il 25 aprile che non ti aspetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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