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	<title>Tories Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 20 Oct 2022 17:57:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Tories Archives - InsideOver</title>
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		<title>Liz Truss lascia: cosa accade adesso nel Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lizz-truss-lascia-cosa-accade-adesso-nel-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 15:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni nel Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[Laburisti]]></category>
		<category><![CDATA[politica regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Tories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-2048x1327.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Downing Street is falling down, too. Dopo solo 45 giorni di governo Liz Truss rinuncia alla guida del Regno Unito, contribuendo a ingigantire la tempesta che sta soffiando su Londra e sui Conservatori, in un Regno che appare sempre più sul viale del tramonto. Prima di lei, il record era stato di George Cunning (1770-1827), &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lizz-truss-lascia-cosa-accade-adesso-nel-regno-unito.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220709144351149_6fdac9d6aebea47a8c6d40ceddca113e-2048x1327.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Downing Street is falling down, too</em>. Dopo solo 45 giorni di governo <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/truss-getta-spugna-lascia-tory-e-governo-2077497.html"><strong>Liz Truss </strong>rinuncia alla guida del Regno Unito</a>, contribuendo a ingigantire la tempesta che sta soffiando su Londra e sui Conservatori, in un <a href="https://insideover.ilgiornale.it/societa/il-regno-unito-sul-viale-del-tramonto.html">Regno che appare sempre più sul viale del tramonto</a>. Prima di lei, il record era stato di George Cunning (1770-1827), morto a quattro mesi dalla nomina, e del suo successore, Frederick John Robinson, rimasto al potere per 144 giorni. In queste sei settimane, il terremoto scatenato dalla sua permanenza a Downing Street, sia dal punto di vista politico che economico, è stato tale da trasformarsi in una valanga che l&#8217;ha investita a una velocità mai vista prima nel Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caos delle ultime ore</h2>



<p>La mattinata si era aperta con la cronaca della lunga agonia del <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-liz-truss-il-nuovo-premier-britannico.html">breve governo Truss</a>, vittima delle accuse che la ministra dell&#8217;Interno <strong>Suella Braverman</strong> le aveva rivolto dopo essere stata sostituita per aver condiviso documenti riservati sull&#8217;immigrazione, e la bocciatura parlamentare, col voto di molti Tory, dei piani governativi di <em><strong>fracking</strong></em>, l&#8217;estrazione di idrocarburi dalle profondità terrestri mediante lo sbriciolamento degli strati geologici; i deputati hanno perfino impedito alla premier di votare, bloccandola nei corridoi di Westminster. </p>



<p>Insomma, benché Downing Street dopo la votazione avesse smentito le voci di dimissioni della capogruppo Wendy Morton, rivelatasi incapace di mantenere la disciplina dei parlamentari, il partito ha iniziato ad annaspare. Anche perché al posto della Braverman, Truss, suscitando lo sdegno dei pochi sostenitori interni che le erano rimasti, aveva insediato non un appartenente alla stessa corrente, ma un uomo vicino a Rishi Sunak, esponente della sinistra Tory che fu il suo competitore nella corsa per la leadership.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa accade dopo le dimissioni di Truss</h2>



<p>La ormai ex premier ha reso noto che le elezioni per scegliere il suo successore alla guida del partito Conservatore, e quindi del governo britannico, si terranno <strong>entro la prossima settimana</strong>, come ha concordato con il Presidente del Comitato 1922 (il potente organismo di vertice dei Tory) <strong>Sir Graham Brady</strong>, che ha incontrato questa mattina.</p>



<p>Truss ha anche precisato che rimarrà premier fino a che non sarà scelto un successore. Sir Brady ha assicurato che sarà eletto <strong>un nuovo leader conservatore entro il 28 ottobre</strong> e dunque ci sarà <strong>un nuovo premier il 31 ottobre</strong>, giorno in cui è prevista la presentazione della manovra da parte del Cancelliere dello Scacchiere, Jeremy Hunt. Incontrando i giornalisti subito dopo le dimissioni di Truss, Brady ha anche illustrato le regole su come il partito conservatore sceglierà il suo prossimo leader e ha confermato che si sfideranno due candidati. &#8220;Ci saranno due candidati a meno che non si presenti uno solo&#8221;, ha dichiarato lapidario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si apre la corsa nei Tory</h2>



<p>A testimonianza della grande crisi e del caos che regna fra i conservatori, la proposta dell’ex premier britannico <strong>Boris Johnson</strong>, che intende partecipare alla corsa per sostituire Truss. Lo ha reso noto il quotidiano <em>The Times</em>, secondo cui Johnson riterrebbe la questione &#8220;di interesse nazionale&#8221; e si vorrebbe dunque proporre come successore anche alla guida del Regno Unito. Johnson, che ha lasciato l&#8217;incarico solo a inizio settembre, sarebbe convinto di poter invertire la crisi del partito. </p>



<p>Tuttavia, le previsioni sembrano escludere il BoJo bis. L&#8217;ex cancelliere <strong>Rishi Sunak</strong> è il favorito per diventare il nuovo premier britannico: lo riporta <em>Sky News </em>citando i <em>bookmaker </em>e in particolare la piattaforma britannica <em>Betfair</em>, secondo la quale Sunak è dato 11/10. Segue Penny Mordaunt data 7/2 e Ben Wallace a 8/1. Le probabilità che Jeremy Hunt possa diventare il nuovo premier sono date 9/1, ma lui ha già detto che non si candiderà per il ruolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I laburisti chiedono nuove elezioni</h2>



<p>La prassi del rimpasto sembra però aver esaurito le sue potenzialità e da più parti si invocano nuove elezioni.</p>



<p>A insorgere, innanzitutto, alcune porzioni del Paese: i primi ministri della Scozia e del Galles, <strong><a href="https://twitter.com/NicolaSturgeon/status/1582802070867886080">Nicola Sturgeon</a></strong> e Mark Drakeford, chiedono nuove elezioni. Per la scozzese Sturgeon, &#8220;non ci sono parole&#8221; per descrivere adeguatamente la situazione. &#8220;È oltre l&#8217;iperbole e la parodia. La realtà è che il prezzo lo paga la gente comune&#8221;, ha scritto su <em>Twitter</em>, aggiungendo che la convocazione di elezioni è ora &#8220;un imperativo democratico&#8221;. Concorda sul fatto che le elezioni generali sono l&#8217;unica via per mettere fine alla paralisi il gallese Drakeford, parlando di &#8220;fallimento totale del governo di cui ognuno nel paese dovrà pagare il prezzo&#8221;.</p>



<p>Se da un lato la crisi in corso a Londra rischia di gettare benzina sul fuoco delle spinte localiste, risulta <strong>una ghiotta occasione per i Laburisti</strong>: finiti in una crisi profonda senza via uscita, che gli avrebbe a lungo negato Downing Street, ora intravedono l’opportunità storica di salvare il Paese sull’orlo di una crisi di nervi. La magra performance degli avversari, unita alla <strong>svolta centrista</strong> degli ultimi mesi, portano il loro leader <strong>Keir Starmer</strong> in vantaggio di oltre trenta punti sui conservatori.</p>



<p>La crisi politica in corso in Regno Unito non è solo una telenovela ai vertici del Partito conservatore ma &#8220;un danno enorme all&#8217;economia e alla reputazione&#8221; del Paese, ha commentato quest’ultimo circa le dimissioni. &#8220;I cittadini stanno pagando prezzi più salati, mutui più elevati&#8221;. &#8220;Non può esserci un&#8217;altra porta girevole in questo caos, non ci può essere un altro esperimento ai vertici dei conservatori&#8221;, ha proseguito Starmer, secondo cui l&#8217;alternativa è un governo laborista stabile. Stessa richiesta è arrivata su Twitter dal leader dei Lib-Dem, Ed Davey. &#8220;Non abbiamo bisogno di un altro primo ministro conservatore che barcolli da una crisi all&#8217;altra. Abbiamo bisogno di un&#8217;elezione generale ora e dei conservatori fuori dal potere&#8221;, ha sostenuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scommessa di Keir Starmer</h2>



<p>Appare in grande spolvero il leader <em>labour</em>, che poche ore prima delle dimissioni aveva dato tempo fino a Natale per la &#8220;<em>Truss exit</em>&#8220;. “Stanno scrivendo un libro sul mandato del primo ministro. Sarà fuori entro Natale. E&#8217; la data di uscita o il titolo?&#8221;. Con questa battuta Starmer, ha preso la parola alla Camera dei Comuni, riunita per il <em>question time</em>, dando il via a un serrato duello verbale con la premier, che lo ha attaccato a sua volta per l&#8217;incapacità di <strong>tenere a freno i sindacati</strong>, pronti a nuovi scioperi dei trasporti.</p>



<p>Nei laburisti, l&#8217;amministrazione Starmer pare dare i suoi frutti, <a href="https://youtu.be/ywGjuqt_v_M">volando nei sondaggi</a> rispetto ai conservatori, che governano ininterrottamente dal 2010. Percentuali così il <em>Labour Party</em> non le vedeva dal 2001 quando al governo c’era <strong>Tony Blair</strong>, l’ultimo leader laburista a vincere le elezioni nel Regno Unito, addirittura per tre volte di fila: nel 1997, 2001 e 2005. Si dichiara pronto a governare annunciando la <strong>svolta centrista </strong>su cambiamento climatico, crescita e responsabilità economica profetizzando un “momento laburista”. Classe 1962, già capo della Procura della Corona, deputato dal 2015, <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/il-piano-di-starmer-per-salvare-i-laburisti.html">Starmer, da sempre dichiaratosi socialista, ha preso il posto di <strong>Jeremy Corbyn</strong> successivamente alla <em>débâcle</em> elettorale del dicembre 2019</a>. </p>



<p>A lui il compito di guidare l’opposizione al governo tory ma anche quello di recuperare il rapporto con i sostenitori tradizionali del partito. La svolta centrista serve soprattutto a ripulire l’immagine del partito, affetto dagli scivoloni e dalla sterzata radicale impressa dal divisivo Corbyn: in molti osservatori avevano profetizzato che se il successore di quest’ultimo non fosse riuscito a cancellare gli errori degli ultimi cinque anni, il partito avrebbe rischiato di non vincere più un’elezione generale. </p>



<p>Starmer ora punta innanzitutto a evitare un nuovo rimpasto e andare al voto: promette di risolvere il problema dell’inflazione e soprattutto di creare posti di lavoro, puntando sulla formazione, lo sviluppo della tecnologia e i servizi per il cittadino, a partire dalla <strong>sanità</strong>. Riforme e investimenti saranno il suo mantra. Ma c’è da scommettere che una buona parte della sua campagna elettorale sarà all’insegna dello “<strong>spirito del ‘97</strong>”. Basterà?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Paradise lost: la crisi di identità britannica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/paradise-lost-la-crisi-di-identita-britannica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 16:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Laburisti]]></category>
		<category><![CDATA[politica regno unito]]></category>
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<p>Ore difficili per i sudditi di Sua Maestà alle prese con una serie di dossier di non facile risoluzione. Il ciclone che ha travolto Boris Johnson è la ciliegina sulla torta per un Paese che, a dispetto di una tempra secolare, sembra ormai essere privo della resilienza imperiale di un tempo nonostante, come qualcuno ribadì &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/paradise-lost-la-crisi-di-identita-britannica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1190" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1024x635.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1536x952.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-2048x1269.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ore difficili per i sudditi di Sua Maestà alle prese con una serie di dossier di non facile risoluzione. Il ciclone che ha travolto <a href="https://it.insideover.com/politica/golpe-in-arrivo-contro-johnson-le-tappe-della-crisi-del-premier.html"><strong>Boris Johnson</strong></a> è la ciliegina sulla torta per un Paese che, a dispetto di una tempra secolare, sembra ormai essere privo della resilienza imperiale di un tempo nonostante, come qualcuno ribadì tempo fa ,“<em>in our mind everything is totally connected with UK</em>”. Ma la Gran Bretagna, al netto del suo ruolo politico ed economico, sembra destinata a perdere mordente, un paradiso perduto che stenta a ritrovarsi.</p>
<h2>La caduta di Johnson e la crisi dei laburisti</h2>
<p>Le dimissioni non sono arrivate dal nulla: Johnson stava già perdendo il sostegno del suo partito, sopravvissuto per un pelo a un voto di fiducia all&#8217;inizio di giugno. Solo due settimane dopo, le cose sembravano ancora peggiorare, dopo aver perso due elezioni suppletive in circoscrizioni presumibilmente sicure. Lo scandalo Pincher non è di per sé il motore unico di questa spirale, ma è segno di quanto <em>mala tempora currunt</em>. Si tratta di una crisi ben più ampia, interna ai <strong><em>Tories</em></strong>, che nemmeno il loro leader ha saputo soppesare: nel suo <em>farewell address</em>, Johnson ha cercato di presentarsi come un primo ministro di successo, abbattuto dai capricci del suo partito che ha seguito l’ &#8220;istinto di gregge&#8221;, termine che continua a non portargli buona sorte.</p>
<p>Dall’altra parte ci sono i laburisti di quel <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-di-starmer-per-salvare-i-laburisti.html"><strong>Keir Starmer</strong></a> a cui viene affidata una missione storica, ma che di certo non è <strong>Tony Blair</strong>, nè in fatto di <em>vision</em> tantomeno in termini di carisma. E sebbene sia complesso edulcorare i disastri compiuti da <strong>Jeremy Corbin</strong>, secondo Ipsos Mori ben 4 laburisti su 10 sostengono di non avere ben chiare le sue posizioni e la sua visione per il futuro del Paese. Il 53% dell’elettorato confermerebbe questa tendenza interna: Starmer appare evanescente, ambiguo, pertanto incapace-per ora-di utilizzare a suo vantaggio lo sgambetto che la sorte ha tirato al suo avversario.</p>
<h2>La disunione del Regno</h2>
<p>La crisi interna ai principali due partiti, è solo una degli indicatori di questa generale decadenza. L’<strong>integrità territoriale </strong>in bilico è il primo segno di questa generale difficoltà britannica a stare nel Terzo Millennio. Uno dei primi dossier pesanti che Johnson lascia, infatti, è quello dell’<strong>Irlanda del Nord</strong>. Solo pochi giorni fa l’Unione Europea aveva strigliato il gabinetto del premier britannico per il progetto di modifiche unilaterali del <strong>Protocollo sull’Irlanda del Nord</strong> tuonando con un perentorio “non è il momento per violare il diritto internazionale”. Il progetto di legge andrebbe a riscrivere da parte britannica le condizioni del commercio tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, violando il protocollo che è parte dell’accordo di recesso tra UE e Regno Unito.</p>
<p>Mai sopite, invece, <strong>le spinte indipendentiste scozzesi</strong>, soprattutto dopo la Brexit. Nuovamente incalzato sul tema, solo pochi giorni fa Johnson aveva affermato che non era il momento di riesaminare la questione del voto sull&#8217;indipendenza, in una lettera alla prima ministra scozzese <strong>Nicola Sturgeon</strong>. Quest’ultima, la scorsa settimana, aveva annunciato i piani per un secondo referendum da tenersi nell&#8217;ottobre 2023 promettendo di intraprendere un&#8217;azione legale se il governo britannico dovesse bloccarlo.</p>
<h2>Il declino della monarchia</h2>
<p>Le frequenti indisposizioni dell’inossidabile Elisabetta II da tempo fanno temere per il futuro di Buckingham Palace. Se poi alla senilità della sovrana si aggiunge il ritratto di un figlio che pare non giungere mai al trono e le beghe tra William e Harry, il quadro appare sconfortante. Sempre più britannici abbandonano i propri sentimenti di affetto verso la tradizione per un senso di disagio e anacronismo nei confronti dalla <em>royal family</em> spendacciona<em>.</em> I contribuenti del Regno Unito pagheranno ulteriori 27,3 milioni di sterline (33 milioni di dollari) nei prossimi due anni per colmare una lacuna finanziaria volta a coprire un calo dei profitti presso la Crown Estate, che aiuta a pagare le loro spese. La richiesta segue un aumento del 17% della spesa dei reali lo scorso anno e arriva in un momento in cui il reddito familiare medio del Regno Unito è diminuito per il periodo più lungo dall&#8217;inizio dei record nel 1955. I redditi delle famiglie sono inferiori dell&#8217;1,3% rispetto all&#8217;anno prima, e i lavoratori del settore pubblico hanno lasciato il lavoro in segno di protesta contro le offerte salariali al di sotto dell&#8217;attuale tasso di inflazione.</p>
<p>C’è un altro evento, passato in sordina, che segna il passo dei tempi. Il 24 giugno, le nazioni del <a href="https://it.insideover.com/politica/scandali-diritti-umani-leadership-il-commonwealth-si-sta-sgretolando.html">Commonwealth</a> hanno tenuto un vertice a Kigali, in Ruanda, per discutere di commercio, sicurezza alimentare, problemi di salute e cambiamento climatico. Eppure, il discorso più importante al vertice è stato del principe Carlo, in rappresentanza di sua madre. Il discorso intendeva cementare l&#8217;unità del Commonwealth, tuttavia il principe Carlo si è soffermato a lungo sul tema del razzismo coloniale, bollandolo come il fondamento-<em>illo tempore</em>&#8211; del Commonwealth stesso. Che significa questo atto di dolore nel cuore dell’Africa ex coloniale? Il tentativo di un futuro sovrano di lasciare il segno o l’ammissione della fine di un’era? Ad ogni modo la dichiarazione è stata avvertita con disagio da numerosi esponenti dell’Unione e di certo non resterà senza strascichi, soprattutto in una fase in cui numerosi Paesi sia avviano verso la forma repubblicana (si veda il caso delle Barbados).</p>
<h2>L’assenza di crescita e l’inflazione</h2>
<p>Boris Johnson era giunto a Downing Street con la promessa di rinfocolare l’economia britannica, anche e soprattutto attraverso la Brexit.</p>
<p>Tre anni, una pandemia e una guerra in Ucraina dopo, il premier lascia il Paese sull&#8217;orlo della <strong>recessione</strong>. Il costo della vita sta accelerando al tasso annuo più rapido degli ultimi quattro decenni, mentre le famiglie devono affrontare il peggior colpo mai registrato per il reddito disponibile reale. In mezzo a questa successione di shock generazionali, gli esperti affermano che sono state scoperte profonde faglie strutturali, tutte rese più difficili da affrontare da tre problemi: l&#8217;eredità dell&#8217;austerità; la Brexit; la mancanza di un piano coerente di Johnson per affrontarli tutti.</p>
<p>Tutte le principali economie hanno subito gli effetti devastanti della pandemia sulle catene di approvvigionamento e lo shock per i costi energetici e alimentari causato dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, ma il Regno Unito ha avuto gli esiti peggiori. L&#8217;<strong>inflazione</strong> ha raggiunto il massimo degli ultimi 40 anni del 9,1% a maggio, il più alto tra le principali economie del G7, e si prevede che salirà oltre l&#8217;11% entro la fine dell&#8217;anno nonostante una serie di aumenti dei tassi di interesse. Gli effetti a catena della Brexit hanno esacerbato la carenza di manodopera e aumentato i costi operativi per le imprese. Il costo delle importazioni è stato anche spinto al rialzo da un forte calo del valore della sterlina.</p>
<p>Notizie poco confortanti che fanno del Regno non più quell’Eldorado forte del suo status di nazione-isola, del potere della sterlina e dell’eredità coloniale. Un Paradiso meno appetibile di un tempo, che scoraggia migranti, giovani e lavoratori europei alla ricerca di un’occasione oltre la Manica.</p>
<p><em>London bridge is falling down</em>? Non per adesso, ma per Londra le cose sono meno semplici di un tempo, vittima forse della sua stessa <em>hybris</em>.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Chi può succedere a Theresa May: ecco tutte le mosse dei conservatori</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-puo-succedere-a-theresa-may-le-mosse-dei-conservatori.html</link>
		
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 16:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8940154.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8940154.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8940154-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8940154-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8940154-1024x695.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Theresa May potrebbe essere costretta ad abbandonare il suo incarico da primo ministro del Regno Unito in anticipo rispetto alle tempistiche previste. Se stasera dovesse &#8216;andare i sotto&#8217; in aula, come si usa dire in gergo, avrebbe inizio una partita interna. Il premio è rappresentato dalla successione. Ma sulla scacchiera del Partito Conservatore, le pedine &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-puo-succedere-a-theresa-may-le-mosse-dei-conservatori.html">[...]</a></p>
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<p>Se stasera dovesse &#8216;andare i sotto&#8217; in aula, come si usa dire in gergo, avrebbe inizio una partita interna. Il premio è rappresentato dalla successione. Ma sulla scacchiera del <strong>Partito Conservatore</strong>, le pedine hanno iniziato a muoversi da tempo.</p>
<p></p>
<p>Non è da oggi, del resto, che si sta discutendo di due ipotesi: le <strong>elezioni anticipate</strong> e la formazione di un <strong>nuovo governo</strong>, retto dalla stessa maggioranza, ma coordinato da una figura differente rispetto alla leadership attuale. Entrambi gli scenari prevedono l&#8217;uscita di scena della May e la discesa in campo di un nuovo <em>primus inter pares,</em> cui verrebbe affidato il compito di adempiere agli impegni assunti con il referendum sulla <strong>Brexit</strong>. In ballo c&#8217;è pure la sempre più probabile sfida con <strong>Jeremy Corbyn</strong>, che sta gongolando in attesa di comprendere l&#8217;evoluzione del quadro.</p>
<p>La May è in odore di <strong>dimissioni</strong> perché la raccolta delle firme è stata promossa da una frangia dei conservatori. Tra questi, c&#8217;è chi vorrebbe il partito orientato su posizioni sempre più massimaliste, quindi <strong>euroscettiche</strong>. Le vie di mezzo dell&#8217;attuale premier non stanno piacendo a chi continua a sostenere la cosiddetta &#8220;<strong>hard Brexit</strong>&#8220;. Un&#8217;uscita senza remore e slegata da qualsivoglia trattativa con le istituzioni sovranazionali. Ma chi sono gli esponenti che potrebbero finire per sedere sullo scranno più alto del governo britannico? </p>
<p></p>
<p><strong>Boris Johnson</strong> è un incompiuto della politica inglese. Se tutto dovesse evolvere nella direzione di un cambio della guardia, l&#8217;ex vertice del dicastero degli Esteri costituirebbe di certo la scelta più radicale. Quella più in linea con chi non ha molta voglia di discutere ancora con i burocrati di <strong>Bruxelles</strong>. Poi c&#8217;è <strong>Sajid David</strong>, che è il volto nuovo in casa dei <strong>Tories</strong>, ma che è considerato tanto progressista quanto vicino a Theresa May in un&#8217;ottica di correntizia. Difficile, insomma, che a prendere il posto dell&#8217;ex segretario di Stato sia proprio il suo delfino. </p>
<p>Poche <em>chances</em> anche per la giovane <strong>Amber Rood</strong>, che è implicata in tutta una serie di vicende personali e politiche che non le consentono di ben sperare in un esisto a lei favorevole. Qualche possibilità, invece, sembra averla <strong>Michael Gove</strong>, che da una parte pare propenso a non voler abbandonare la barca della May, dall&#8217;altra continua con i suoi <strong>proclami sovranisti</strong>. Nel caso i Tories decidessero per un piatto buono per tutte le stagioni, Gove dovrebbe farsi trovare pronto. </p>
<p></p>
<p>Vale la pena citare anche <strong>Dominic Raab</strong>, così come ha fatto l&#8217;<em>Agi,</em> soprattutto perché si è già occupato di <strong>Brexit</strong> e sembra una figura tecnica in grado di poter gestire questa convulsa fase. Ci sono anche degli outsiders, ma il nome che spicca, come avrete capito, è quello di Boris Johnson. L&#8217;ex sindaco di Londra viene associato al ruolo di regista, neppure troppo occulto, di quello che sta per accadere.</p>
<p>Se uno dei suoi principali sponsor non avesse fatto marcia indietro poche ore prima della nomina, del resto, il Primo Ministro del Regno Unito ai tempi della Brexit avrebbe avuto un pronunciato ciuffo biondo.  </p>
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