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	<title>striscia Archives - InsideOver</title>
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	<title>striscia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2024 22:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>Il ritiro delle truppe israeliane dal Sud della Striscia di Gaza è difficile da interpretare. Certo è che Netanyahu non ha ottenuto alcuno dei suoi obiettivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html">Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-768x547.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>E così, <strong>Benjamin &#8220;Bibi&#8221; Netanyahu</strong> ha rinunciato all&#8217;operazione contro Rafah, la città nel Sud della Striscia dove, secondo i portavoce del Governo israeliano, ancora si rifugiano quattro brigate di combattenti di Hamas e, ciò che maggiormente conta, almeno un milione di palestinesi fuggiti dal Nord della Striscia. Tsahal lascerà un presidio militare, si presume ben munito, ma non attaccherà via terra, con il rischio (anzi, la certezza) di provocare altre migliaia di morti tra i civili. È una buona notizia, di cui però non è facile decrittare il vero significato. Ci sono però alcune ipotesi di cui si può discutere, con diversi gradi di approssimazione alla verità.</p>



<p><strong>Prima ipotesi:</strong> Netanyahu ha ceduto alle pressioni incrociate degli Stati Uniti e dell&#8217;Egitto. Nell&#8217;anno elettorale <strong>Joe Biden</strong> non poteva permettere, di fronte all&#8217;elettorato democratico (dove hanno un peso sempre crescente le minoranze, compresa quella di origini mediorientali), un&#8217;ulteriore strage di palestinesi (siamo già oltre i 32 mila morti, in larga parte donne e bambini) Così, ricevendo prima l&#8217;ex premier <strong>Benny Gantz</strong> e poi il ministro della Difesa <strong>Yoav Gallant</strong>, la Casa Bianca ha segnalato di voler continuare a proteggere Israele ma non con i metodi di Netanyahu. Non a caso, poi, Gantz, ministro del Gabinetto di guerra israeliano e dominatore di tutti i sondaggi di gradimento, aveva poi dato un ultimatum al rallentatore a Netanyahu, chiedendo elezioni anticipate per settembre. Come per dirgli: ti evitiamo l&#8217;umiliazione di una cacciata politica, però tu finisci il lavoro sporco e vattene. Contro un eventuale attacco a Rafah protestava anche l&#8217;Egitto, che nel 1979 ha firmato un trattato di pace con Israele. Per il Cairo, già alle prese con una pericolosa crisi economica e con storici problemi di radicalismo islamista, un massacro di palestinesi alle porte o, ancor peggio dal punto di vista del Governo egiziano, una massiccia fuga di palestinesi verso l&#8217;Egitto è prospettiva da far tremare le vene ai polsi.</p>



<p><strong>Seconda ipotesi:</strong> Netanyahu e il suo Governo di estremisti non hanno mai avuto una reale intenzione di attaccare Rafah. Dicono gli esperti di questioni militari che Tsahal non ha nemmeno cominciato i preparativi per un&#8217;operazione che impegnerebbe al massimo i reparti combattenti ma anche la logistica. La reiterata minaccia dell&#8217;attacco, nelle intenzioni di Netanyahu, avrebbe dovuto servire da leva per ottenere il rilascio degli ostaggi e ammorbidire le critiche degli Usa. Nè l&#8217;una né l&#8217;altra è avvenuta, fatto che avrebbe spinto Netanyahu a rinunciare al suo bluff.</p>



<p><strong>Terza ipotesi:</strong> Netanyahu, prigioniero di una politica muscolare priva di visione politica, non sa più che fare, e quindi si ritira. Nel Nord della Striscia ha seminato morte e distruzione,  e un recente rapporto di <a href="https://www.ipcinfo.org">Integrate Food Security Phase Classification</a> segnala che in tutta la Striscia un terzo della popolazione è ai bordi della fame, quota che nel Nord sale al 55%. Il tutto per ritagliare una zona buffer al confine con Israele che occupa il 16% del territorio totale della Striscia e intanto dover continuare  a respingere, anche nelle zone occupate, la guerriglia dei miliziani di Hamas. Un eventuale attacco a Rafah non farebbe che replicare, in peggio, questa situazione. Senza che poi Netanhyahu abbia mostrato una minima idea concreta per il dopo. Israele vuole sradicare Hamas, non vuole che a Gaza subentri l&#8217;Autorità palestinese non può/vuole prendersi in carico la gestione della Striscia e della sua popolazione una volta finita la guerra e nello stesso tempo lavora per eliminare <strong>la presenza dell&#8217;Unrwa</strong>, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per l&#8217;aiuto ai palestinesi. Resta la proposta di trasferire tutti i palestinesi della Striscia nel Sinai egiziano, l&#8217;ultimo delirio degli estremisti di Gerusalemme. Mentre cresce la protesta interna a Israele, con manifestazioni sempre più massicce e convinte per chiedere la fine di questo Governo. La rinuncia all&#8217;opzione militare contro Rafah servirebbe a Netanyahu per allentare la pressione, dentro e fuori il Paese, e guadagnare tempo. Magari, chissà, fino alla rielezione di <strong>Donald Trump</strong>.</p>



<p>C&#8217;è poi <strong>una quarta ipotesi</strong>, legata al recente bombardamento del consolato iraniano a Damasco e alla prospettiva, da molti data per certa, di una ritorsione da parte di Teheran. Dopo il massacro di Hamas del 7 ottobre corso, Netanyahu ha accettato la sfida su molti fronti: Libano, Siria, Iran, Gaza. E nello stesso tempo non ha fatto nulla per soddisfare gli inviti alla cautela che arrivavano dagli Usa. Ora, però, l&#8217;asticella si è alzata, le ambasciate di Israele chiudono in tutto il mondo per timore di attentati e la collaborazione degli Usa, anche a livello di intelligence globale, può essere molto utile. Da qui il ritiro dal Sud della Striscia, che Biden potrà far passare per una propria &#8220;vittoria&#8221;, placando così parte dell&#8217;elettorato democratico, soprattutto dei giovani che, se decidessero di astenersi, potrebbero regalare la vittoria a Trump.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html">Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza: quando all&#8217;intellettuale va bene la strage</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gaza-quando-allintellettuale-va-bene-la-strage.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 10:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>Criticare il Governo di Israele no perché ti definiscono antisemita. Smettere di vendergli armi no, sanzioni no, boicottaggi no. Ok, ma allora vi va bene la strage? </p>
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<p>Siamo tutti d&#8217;accordo: l&#8217;arte, la cultura, la ricerca devono essere lasciate fuori dalla politica. Quindi ci fa orrore l&#8217;idea che le Università italiane possano interrompere i rapporti con le Università di Israele a causa delle azioni del <a href="https://it.insideover.com/dossier/gaza-guerra-o-pace">Governo di <strong>Bibi Netanyahu</strong></a>. Lo stesso orrore che proveremmo se si volessero interrompere i rapporti con le Università e i centri studi della Palestina a causa dei massacri di Hamas. Lo stesso schifo che abbiamo provato quando a grandi artisti russi è stato impedito di esibirsi in Italia a causa dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina decisa da <strong>Vladimir Putin</strong>. Se l&#8217;arte, la cultura e la ricerca devono essere lasciate fuori, questo deve valere per tutti. Altrimenti chi ci garantisce che quel rettore palestinese non sia favorevole agli attentati di Hamas o che quel professore israeliano non concordi con il massacro dei civili di Gaza?</p>



<p>Detto questo, veniamo però al caso specifico. Gran parte dell&#8217;opinione pubblica mondiale concorda sul fatto che la guerra condotta a Gaza da Israele, pur affondando le sue radici nell&#8217;orrendo massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023, è gestita in modo spietato, con la ricorrente strage di decine di migliaia di civili (per più di metà donne e bambini) che non ha alcuna giustificazione, nemmeno rispetto al tanto sbandierato proposito di <strong>&#8220;sradicare Hamas&#8221; dalla Striscia di Gaza</strong>. Ed è quello che forse pensa anche una parte consistente della popolazione di Israele: i sondaggi dicono che la maggior parte degli israeliani è favorevole alla prosecuzione dell&#8217;intervento militare ma le proteste contro l&#8217;attuale Governo, per chiedere elezioni anticipate, sono sempre più massicce.</p>



<p>Che questo sia il clima lo testimonia anche la recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu, l&#8217;unica dagli anni Settanta che anche gli Usa, di solito schierati con lo Stato ebraico senza se e senza ma, abbiano fatto passare con l&#8217;astensione. <strong>Una risoluzione che, ricordiamolo, chiede il cessate il fuoco immediato e che Israele ha scientemente e pubblicamente deciso di ignorare.</strong> Come peraltro tutte le precedenti.</p>



<p>Quindi abbiamo una domanda per tutti coloro che si scandalizzano per le decisioni di certe Università italiane, pronte a interrompere la collaborazione con le Università di Israele: che cosa proponete di fare? Concretamente, non con i soliti sofismi. Perché i casi sono solo due. Il primo è: <strong>pensate che Israele faccia bene a fare ciò che fa e pazienza per i civili palestinesi</strong>, anche se i morti sono già più di 32 mila, se nel processo sono stati ammazzati più di 100 giornalisti, 180 operatori sanitari e una ventina di volontari, ultimi i sette della Ong World Central Kitchen poche ore fa. Abbiate il coraggio di dirlo e di prendervi in carico, moralmente e politicamente, tutti quei morti.</p>



<p>In quel caso è chiaro che cosa pensate e non abbiamo nulla da dirci. Ma c&#8217;è un secondo caso: si deve e si può fare qualcosa. E allora cosa? Il cessate il fuoco no, a Israele non piace e gli Usa dicono che &#8220;non è vincolante&#8221;, cioè si cessa il fuoco se Israele vuole altrimenti si continua a sparare. Sanzioni contro Israele? No, anche sa sanzioniamo mezzo mondo. Sanzioni contro israeliani? No. Boicottaggio economico di Israele? No, anzi:<strong> in mezza Europa è stato messo fuorilegge</strong>. Smettere di vendere (o, come nel caso degli Usa) regalare armi a Israele? No. Dell&#8217;arte, della cultura e della ricerca abbiamo già detto. Non è che resti molto. Noi italiani, poi, insieme con altri 15 Paesi occidentali, ci siamo pure precipitati a interrompere i finanziamenti all&#8217;Unrwa, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per l&#8217;aiuto ai palestinesi, perché Israele aveva detto (senza fornire prove) che molti dei suoi impiegati erano collusi con Hamas, ma non abbiamo battuto ciglio quando <a href="https://ilmanifesto.it/lunrwa-contro-accusa-torture-sul-nostro-staff">l&#8217;Unrwa ha accusato Israele di aver torturato i suoi dipendenti.</a></p>



<p>A quanto pare, dunque, l&#8217;idea è che <strong>ai Governi di Israele non si può muovere alcuna critica, perché altrimenti si diventa </strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/no-other-land-il-docu-film-israelo-palestinese-accusato-di-antisemitismo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>subito antisemiti.</strong> </a>E che rispetto alle loro azioni, buone, cattive o pessime che siano, <strong>non si può fare nulla. Nulla di nulla. Mai. </strong>Perché adesso siamo tutti nel cono d&#8217;ombra luttuoso e crudele degli assassini (1.700 israeliani, quasi tutti civili innocenti) perpetrati dai terroristi di Hamas il 7 ottobre, un fatto che sarebbe impossibile ignorare. Ma prima? Dal 1967, dalla fine della Guerra dei Sei Giorni, l&#8217;Onu ha dichiarato che Israele è &#8220;Paese occupante&#8221; dei Territori palestinesi. E da allora non c&#8217;è Governo di Israele che non abbia continuato a occupare porzioni sempre maggiori di territorio palestinese, fino a trasferire negli insediamenti illegali 750 mila israeliani, più del 10% della popolazione totale. E nulla è mai stato fatto, di concreto, per (almeno) frenare questa politica condotta in spregio del diritto internazionale. </p>



<p>Dov&#8217;erano, in quegli anni, gli intellettuali veri e presunti che in queste settimane scrivono ponderosi editoriali sul &#8220;diritto a difendersi&#8221;, sul rispetto dei trattati, sui popoli oppressi, sulle minoranze discriminate? Dov&#8217;erano tutti quelli che oggi tanto si preoccupano dei rapporti tra le Università e oggi accusano gli studenti di fiancheggiare Hamas e i presidi di essere dei Don Abbondio? Loro, oggi così coraggiosi e decisi, dov&#8217;erano?        </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-quando-allintellettuale-va-bene-la-strage.html">Gaza: quando all&#8217;intellettuale va bene la strage</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Netanyahu bombarda Damasco ma il messaggio è per Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanyahu-bombarda-damasco-ma-il-messaggio-e-per-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2024 16:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Netanyahu bombarda l'ambasciata dell'Iran a Damasco ma il messaggio è per Biden: non provare ad abbandonarci o facciamo saltare tutto. E a quel punto... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Com&#8217;è chiaro da mesi, l&#8217;unico Paese in Medio Oriente che non ha timore di un allargamento del conflitto è Israele. Perché può vantare un superiorità militare chiara ed evidente. Ma soprattutto perché, mentre l&#8217;Iran ha come proxy gli Houthi dello Yemen, gli Hezbollah del Libano e il fragile regime siriano di Bashar al-Assad, lo Stato ebraico ha come proxy gli Stati Uniti, ovvero la massima potenza mondiale. La stessa che ogni anno &#8220;regala&#8221; allo Stato ebraico 4 miliardi di dollari in armi. La stessa che giochicchiando con le risoluzioni dell&#8217;Onu, sta guadagnando tempo per la guerra di Netanyahu. La stessa che dal 1967 a oggi ha accompagnato la politica di espansione degli insediamenti illegali di Israele nei Territori palestinesi occupati, rendendo così di fatto impossibile la famosa soluzione &#8220;due popoli due Stati&#8221; di cui ora, a parole, si fa paladina.</p>



<p>È in questo quadro che si spiega l&#8217;ultima incursione israeliana sulla capitale siriana Damasco, dove è stato bombardato un edificio dell&#8217;ambasciata iraniana uccidendo sei persone, tra le quali anche <strong>Mohammed Reza Zahedi</strong>, un alto ufficiale della forze Al Quds, i cosiddetti pasdaran iraniani. Dicono le prime cronache che l&#8217;incursione sia stata programmata per evitare di colpire l&#8217;ambasciatore dell&#8217;Iran. Ma il punto non è questo. Al di là della &#8220;soddisfazione&#8221; per aver colpito un esponente di un regime nemico, questa ennesima incursione sulla Siria ha poco a che fare con la crisi di Gaza. Gli stessi servizi segreti Usa, a suo tempo auditi al Senato, <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-usa-sgonfia-la-minaccia-iraniana-su-programma-nucleare-e-hamas.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno escluso quanto tutti erano inclini a pensare</a>, ovvero che ci fosse la mano dell&#8217;Iran dietro la strage organizzata da Hamas il 7 ottobre dell&#8217;anno scorso. E non sono certo le forze iraniane presenti in Siria, pur con tutta la loro ostilità a Israele, a influire sulle operazioni in corso a Gaza.</p>



<p>Più interessante notare che questa operazione si è svolta mentre cresce, dentro Israele, <strong>la contestazione al Governo di estrema destra guidato da Netanyahu.</strong> Per il secondo giorno consecutivo decine di migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere elezioni anticipate, ovvero il mezzo per potersi finalmente sbarazzare di Bibi. Davanti al Parlamento, a Gerusalemme, è sorta una tendopoli per richiamare i legislatori a una diversa strategia politica. E il Forum delle famiglie degli ostaggi ha intimato ai negoziatori che fanno la spola tra il Qatar e l&#8217;Egitto di non tornare in Israele senza un accordo che preveda la liberazione dei loro cari ancora prigionieri dei terroristi di Hamas. Gli Stati Uniti, poi, che vorrebbero liberarsi di Netanyahu senza doversi rimangiare la politica ciecamente pro-Israele tenuta in questi decenni (detto in altre parole: vorrebbero far finire la crisi senza però fare nulla di concreto), hanno fatto capire in ogni modo che l&#8217;assalto su Rafah deve essere evitato. Perché provocherebbe un mare di vittime tra i civili e, crediamo, anche perché metterebbe a serio rischio il già precario equilibrio dell&#8217;Egitto, un Paese economicamente <a href="https://www.terrasanta.net/2024/03/perche-lue-lancia-un-salvagente-allegitto/">alla canna del gas per le stolide strategie dei militari</a> che controllano le finanze dello Stato e che, se fosse costretto ad accogliere un milione e mezzo di palestinesi in fuga dalla Striscia rischierebbe di veder esplodere il Sinai, già ribollente di jihadismi, tribalismi e ribellismi assortiti.</p>



<p>Queste bombe su Damasco, quindi, sono soprattutto un monito che l&#8217;Israele di Netanyahu (palesemente destinato a fallire nell&#8217;idea di &#8220;sradicare Hamas&#8221;, privo di un vero piano strategico per il dopoguerra, contestato fuori e lacerato dentro) lancia agli Usa, visto che la Ue non conta: non abbandonateci, non provate a distanziarvi, non pensate neppure a prendere qualche provvedimento per fermarci. Altrimenti facciamo saltare tutto e a quel punto sareste davvero costretti a buttarvi nella mischia per difenderci. Caro Biden, apri le orecchie: ci tieni alla rielezione? Vuoi arrivare al voto di novembre come il Presidente che ha tradito i 7 milioni di ebrei di Israele e i 7 milioni di ebrei degli Usa? Ti conviene?</p>



<p> </p>
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		<title>Anche Biden molla Netanyahu: gli Usa chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-biden-molla-netanyahu-gli-usa-chiedono-un-cessate-il-fuoco-immediato-a-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 11:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1322" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1536x1058.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-2048x1410.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa, all'Onu, presentano una risoluzione che chiede "un immediato cessate il fuoco" a Gaza. Mai il distacco da Netanyahu e dalla "sua" guerra era stato così forte.</p>
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<p>Anche le prudenze, per non dire i tentennamenti, dell&#8217;Amministrazione Biden, a quanto pare, avevano un limite. Così, dopo quasi sei mesi di massacro israeliano a Gaza in risposta al massacro di Hamas del 7 ottobre 2023, il Presidente ha dato mandato ad <strong>Anthony Blinken</strong>, il segretario di Stato, di presentare al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu <a href="https://www.axios.com/2024/03/21/us-submits-gaza-ceasefire-resolution-un-israel-hamas">la bozza di una risoluzione</a> che chiede <strong>&#8220;un cessato il fuoco immediato&#8221; a Gaza</strong>, ovviamente collegato alla liberazione degli ostaggi israeliani ancora nelle mani dei terroristi palestinesi. Un cambio di paradigma radicale, perché finora erano stati proprio gli Usa a bloccare qualunque risoluzione proponesse di smettere di sparare nella Striscia, uccidendo in grandissima parte civili inermi. Una svolta che, come molti media americani sottolineano, potrebbe anche portare alla sospensione degli aiuti militari Usa a Israele, un vero spauracchio per l&#8217;attuale Governo dello Stato ebraico.</p>



<p>In realtà, lo scontento dentro e fuori la Casa Bianca andava montando da tempo. Per la questione in sé (a parte qualche sionista europeo o italiano accecato dalla voglia di vendetta e dall&#8217;ottusità politica, è impossibile non vedere che la spedizione militare israeliana a Gaza non otterrà lo scopo di sradicare Hamas mentre crea turbolenze enormi in tutto il Medio Oriente), ma anche perché in piena <strong>campagna elettorale contro Trump </strong>(alleato di Netanyahu e schierato per la &#8220;soluzione finale&#8221; nella Striscia) per Biden stava diventando impossibile fare il campione dell&#8217;umanità e dei valori in Ucraina e tollerare l&#8217;esatto contrario in Palestina.</p>



<p>Ai primi di febbraio era arrivata <strong>una lettera di 800 funzionari Ue e Usa che parlavano di scenari di &#8220;pulizia etnica o genocidio&#8221;</strong> e accusavano Israele di &#8220;non avere limiti&#8221; nelle sue operazioni militari, di aver provocato &#8220;migliaia di morti civili evitabili&#8221;, di aver attuato &#8220;un blocco deliberato degli aiuti&#8221;e di aver commesso &#8220;gravi violazioni del diritto internazionale e del diritto di guerra&#8221;. Una lettera replicata nei giorni scorsi da quella con cui 67 ex funzionari della Sicurezza nazionale e della diplomazia Usa chiedono a Biden di presentare a Israele le prospettiva di &#8220;conseguenze serie, incluse&nbsp;<strong>restrizioni di aiuti a Israele</strong>, nel rispetto della legge e delle norme americane&#8221; in caso di ulteriori azioni dello Stato ebraico che &#8220;riducono i palestinesi a individui di seconda classe&#8221;, &#8220;espandono le colonie nei territori occupati&#8221; o &#8220;negano ai palestinesi cibo, acqua e altre necessità basilari&#8221;. Da ultimo persino <strong>Chuck Shumer</strong>, leader della maggioranza democratica al Senato e falco tra i falchi, si era alzato in aula dicendo di parlare &#8220;per la maggioranza silenziosa degli ebrei americani&#8230; le cui idee articolate non sono mai state ben rappresentato nel nostro dibattito sulla guerra a Gaza&#8221;. Criticando le azioni del Governo israeliano, Shumer aveva anche detto che Netanyahu &#8220;si è alleato con estremisti di destra come i ministri Smotrich e Ben-Gvir, e come risultato si è mostrato fin troppo incline ad accettare un costo di vite umane civili a Gaza che sta spingendo il supporto per Israele ai minimi storici&#8221;.</p>



<p>Insomma, la pressione andava crescendo. A 360 gradi: la critica non riguardava più solo la gestione della crisi dopo l&#8217;assalto di Hamas del 7 ottobre ma il generale orientamento politico di Israele sotto la guida di Netanyahu. Per un po&#8217; Biden si era limitato a borbottare, frasi che trasmettevano scontento per la situazione e fastidio verso Netanyahu  (<strong>&#8220;Netanyahu non fa gli interessi di Israele&#8221;</strong>) ma che non si traducevano in azioni concrete. Poi  aveva lasciato cadere un monito più silenzioso ma non meno pesante: aveva emesso il <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2024/02/08/national-security-memorandum-on-safeguards-and-accountability-with-respect-to-transferred-defense-articles-and-defense-services/">Memorandum sulla Sicurezza Nazionale n.20</a> che stabilisce che i Paesi che ricevono aiuti militari dagli Stati Uniti devono rispettare il diritto statunitense e internazionale e allinearsi con gli interessi e i valori Usa. Un modo per chiedere a Israele di condurre la guerra senza sparare indiscriminatamente sui civili e permettendo la consegna di aiuti umanitari. Netanyahu ha sempre fatto orecchie da mercante, convinto che gli Usa non avrebbero mai avuto il coraggio di intervenire concretamente sulle politiche e soprattutto sulle azioni di Israele. Ora avrà qualche dubbio in più.</p>
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