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	<title>salute mentale Archives - InsideOver</title>
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	<title>salute mentale Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 04:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1536x1016.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo dimissionario laburista ha deciso di proibire i social a chi ha meno di 16 anni ma c'è chi punta il dito contro la misura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html">Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1536x1016.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Keir Starmer</strong>, prima di traslocare da Downing Street in quanto <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-si-dimette-dopo-due-anni-di-impopolarita-burnham-pronto-a-raccogliere-il-testimone.html">premier dimissionario</a>, ha fatto un annuncio che in patria e non solo ha suscitato un certo clamore: <strong>il divieto di accesso ai&nbsp; social media per i minori di 16 anni</strong>. Il Regno Unito si accoda, dunque, all’Australia e ad altri Paesi che hanno già attuato o hanno in programma di applicare una misura finalizzata a tutelare i più piccoli dai rischi (cyberbullismo, contenuti per adulti, dipendenza da social) che si annidano nei meandri della rete digitale.&nbsp;</p>



<p>La decisione del Governo di Sua Maestà è tornata a polarizzare l’opinione pubblica tra chi propugna l’iniziativa in quanto volta a preservare la <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">salute mentale dei ragazzini </a>e a non renderli dipendenti dalla “<strong>dittatura dell’algoritmo</strong>” sin da giovanissimi, mentre altri ci vedono un provvedimento draconiano che rischia di comprimere spazi di libertà, considerando che le piattaforme web sono ormai un importante spazio di contaminazione delle idee tramite cui si forgia la propria coscienza di cittadini.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I paletti piantati da Londra</h2>



<p>Stando alla tabella di marcia illustrata dalla ministra per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia <strong>Liz Kendall,</strong> l’iniziativa dovrebbe diventare legge entro la fine del 2026 e dall’inizio del 2027, chiunque voglia accedere alle piattaforme social e fruire dei contenuti dovrebbe sottoporsi alla verifica dell’età. A far sì che tutto questo sia effettivamente applicato e non rimanga lettera morta, l’<strong>Ofcom</strong> &#8211; Autorità britannica di regolamentazione delle comunicazioni &#8211; vigilerà sul rispetto dei nuovi requisiti e potrà infliggere ai colossi del web delle multe fino al 10% del loro fatturato che, data la consistenza, comporterebbe l’esborso di diversi miliardi. Nei casi di grave inadempienza, <strong>Ofcom potrà denunciare le Big Tech e pretendere la sospensione temporanea dei serviz</strong>i. </p>



<p>A finire nel mirino del provvedimento sono i social più in voga tra i giovani come Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube, Facebook e X, mentre WhatsApp dovrebbe essere risparmiato in quanto consolidatosi come mezzo imprescindibile per le comunicazioni con chicchessia.</p>



<p>In che modo però sarà possibile verificare l’età degli utenti del web? Il Governo britannico ha lasciato delle maglie più larghe per dare la possibilità alle piattaforme di individuare gli strumenti più consoni di “<em>age assurance</em>”. Probabilmente, un dispositivo che sarà adoperato sono <strong>le fotocamere digitali per la stima dell’età facciale</strong> in grado di scansionare il volto e fare un calcolo dell’età anagrafica. Altri strumenti possono essere anche i documenti digitali o le carte di credito.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dibattito nel mondo&nbsp;</h2>



<p>La strada imboccata dal Regno Unito sembra essere piuttosto affollata visti gli sforzi che a ogni latitudine si stanno compiendo per limitare l’accesso dei più giovani ai social.&nbsp;</p>



<p>Il pioniere è stata l’<a href="https://it.insideover.com/societa/laustralia-vieta-i-social-agli-under16-e-sui-social-si-apre-il-dibattito.html">Australia </a>che nel novembre 2024 ha approvato l’<em>Online Safety Amendment </em>in forza del quale si può imporre una sanzione di 49,5 milioni di dollari australiani alle piattaforme che non garantiscono l’applicazione dei presidi di controllo. Un percorso simile è stato intrapreso da altre nazioni come Malesia e Indonesia e anche il <strong>Vecchio Continente non vuole sottrarsi a un dibattito che ha assunto dimensioni a tutti gli effetti globali</strong>. </p>



<p>Nell’Europa latina, Francia e Spagna stanno mettendo a punto delle misure analoghe che vietino l’utilizzo dei social a chi ha meno di 15 anni, mentre in Portogallo è al vaglio del Parlamento una proposta legislativa che vuole mettere completamente al bando le piattaforme per i ragazzini sotto i 13 anni mentre dai 13 ai 16 sarebbe necessario il consenso dei genitori. Nell’Europa scandinava, per la precisione in Danimarca, è balenata la stessa idea dopo che la premier <strong>Mette Frederiksen</strong> <a href="https://www.corriere.it/tecnologia/25_ottobre_08/la-danimarca-vietera-i-social-ai-minori-di-15-anni-le-piattaforme-hanno-rubato-l-infanzia-ai-nostri-figli-54e7c2eb-a43b-4709-9f32-973f26445xlk.shtml">ha dichiarato</a> che “mai prima d’ora ci sono stati così tanti bambini e giovani che soffrono di ansia e depressione”, “gli smartphone e i social hanno <strong>r</strong>ubato l’infanzia dei nostri figli”. </p>



<p>La questione ormai è arrivata da qualche tempo anche nel Bel Paese. Il Decreto Caivano, approvato nel 2023, ha introdotto <strong>l’obbligo per le piattaforme distributive di contenuti pornografici di verificare la maggiore età degli utenti </strong>tramite strumenti come SPID e carta d’identità elettronica.&nbsp; Una proposta di legge simile a quella adottata in Australia e nei vicini Paesi europei è stata depositata in Parlamento su iniziativa della deputata Marianna Madia (Italia Viva) e della senatrice Lavinia Mennuni (Fratelli d’Italia), mediante cui si mira a proibire l’utilizzo dei social a chi è sotto i 15 anni, salvo consenso dei genitori.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I pro e i contro</h2>



<p>Da qualche tempo, ormai, l’accesso alle piattaforme social da parte degli adolescenti suscita diversi punti di vista non sempre concilianti. C’è chi sostiene che i divieti siano non proprio una panacea ma più un toccasana per i tanti mali vissuti dai giovani di oggi come ansia, depressione, scarsa autostima, riconducibili a una fruizione illimitata dei contenuti social, come dimostrato da alcuni <a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/non-solo-cancro/salute-mentale/social-ansia-e-depressione-quale-rapporto">studi scientifici</a>. Diversamente, altri ritengono che la misura faccia acqua dal momento che, come ha dimostrato l’esperienza australiana, i ragazzi sono in grado di aggirare i divieti installando una VPN o creando account con dati di loro conoscenti adulti. In più, <strong>l’utilizzo di sistemi di “<em>age assurance</em>&#8221; porrebbe un serio problema di privacy riguardo alla raccolta di dati biometrici</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La riflessione che sarebbe doveroso fare è il rapporto che vogliamo costruire tra le giovani generazioni e le nuove tecnologie. Le piattaforme social sono divenute, al giorno d’oggi, delle <strong>agorà dove il confronto e lo scambio di opinioni è molto più frequente che negli spazi fisici, sulla carta stampata o in televisione</strong>. Tuttalpiù, tutti noi ricorriamo alle informazioni che corrono in rete per farci un’idea sui temi più disparati (dai consigli per una ricetta culinaria fino all’interpretazione degli scenari geopolitici) perché non ci accontentiamo più di abbeverarci a un’unica fonte ma vogliamo saperne a tutto campo, e sempre più gente è convinta che i social consentano questo. Porre dei limiti alla visione di determinati contenuti o all’accesso a determinati canali è senz’altro sensato per tutelare chi non ha la <em>forma mentis</em> capace di elaborare determinati stimoli e concetti, ma può non essere sufficiente se non educhiamo i più piccoli a rapportarsi in modo sano con il web. I modi per aggirare i divieti purtroppo esistono e se ai ragazzi non sono dati gli strumenti per maneggiare una realtà dalla quale si è cercato di proteggerli ma in cui tutti siamo immersi, le conseguenze rischiano di essere nefaste.</p>



<p> <em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>ChatGpt uccide il pensiero critico? I dubbi di uno studio clinico Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/chatgpt-uccide-il-pensiero-critico-i-dubbi-di-uno-studio-clinico-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 17:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da innumerevoli decenni pensatori, critici, filosofi e studiosi di ogni provenienza ed estrazione portano avanti il dibattito sul rapporto dell’uomo con la tecnologia: in una “lotta” uomo versus macchina, chi avrebbe davvero la meglio? Che si tratti di robot androidi appartenenti – per ora – a un immaginario distopico e futuristico, oppure, più nel concreto, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/chatgpt-uccide-il-pensiero-critico-i-dubbi-di-uno-studio-clinico-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Artificial-intelligence-debate-licence-in-creative-commons-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da innumerevoli decenni pensatori, critici, filosofi e studiosi di ogni provenienza ed estrazione portano avanti il dibattito sul rapporto dell’uomo con la tecnologia: <strong>in una “lotta” uomo versus macchina, chi avrebbe davvero la meglio?</strong> Che si tratti di robot androidi appartenenti – per ora – a un immaginario distopico e futuristico, oppure, più nel concreto, di chatbot avanzati e dotati di un’intelligenza artificiale che rassomiglia sempre di più a quella umana, l’eterna sfida tra l’intelletto umano e le capacità delle macchine, non ha ancora una vera o propria soluzione definitiva.</p>



<p>Tuttavia, <strong>il ricorso sempre più frequente all’<a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/ripensare-la-sanita-pubblica-con-lintelligenza-artificiale-lesempio-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intelligenza artificiale</a> nello svolgimento di decine di azioni e faccende quotidiane,</strong> è diventato ormai preoccupante, non solo rispetto al ruolo delle “macchine” – in senso ampio – di cui spesso si dice che “ci ruberanno il lavoro”, ma anche per i possibili effetti negativi sulla psiche umana, specie per quella più acerba, dei giovanissimi, abituati ormai ad avere il cellulare in mano sin dalla più tenera età, senza che gli ignari e probabilmente stanchi, distratti, ingenui genitori, si preoccupino delle pericolose conseguenze. <strong>Che effetto potrebbe fare sul genitore di un bambino o un ragazzino preadolescente</strong>, <strong>scoprire che l’uso dell’intelligenza artificiale danneggia la capacità intellettiva di sviluppare un pensiero critico?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I risultati dello studio sui più giovani: minor capacità creativa, linguistica e neuronale</h2>



<p>Un nuovo studio pubblicato dal <a href="https://time.com/7295195/ai-chatgpt-google-learning-school/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MIT Media Lab (<em>Massachusetts Institute of Technology</em>), un’università di ricerca statunitense nel Massachusetts</a>, negli ultimi mesi ha dimostrato come <strong>l’uso dell’intelligenza artificiale possa concretamente limitare la possibilità di sviluppare pensiero critico, soprattutto nei soggetti più giovani.</strong> Lo studio è stato condotto nell’area di Boston, coinvolgendo 54 persone di età compresa tra i 18 e i 39 anni di età. La ricerca consisteva nel fornire ai coinvolti tre diversi tipi di input e fonti: uso di motori di ricerca tradizionali come Google, uso di IA generative come <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cina-sviluppera-intelligenza-artificiale-socialista.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ChatGPT</a> e nessun supporto tecnologico, testando i soggetti nella produzione e stesura di testi creativi.</p>



<p>Durante la ricerca, gli studiosi del MIT Media Lab hanno effettuato un elettroencefalogramma per registrare l&#8217;attività cerebrale dei coinvolti e hanno fatto una scoperta tanto sensazionale, quanto spaventosa: tra i tre gruppi, quello il cui lavoro era sviluppato maggiormente attraverso l’uso di ChatGPT presentava i<strong>l minor coinvolgimento celebrale. Ovvero, i ragazzi “ottenevano costantemente risultati inferiori a livello neurale, linguistico e comportamentale”</strong>, diventando, nel corso di diversi mesi, sempre più pigri e passivi nella propria ricerca, ricorrendo sempre più spesso al copia incolla acritico nella produzione di ogni nuovo tema/saggio. In sintesi, mostrando una sempre minor propensione allo sviluppo del pensiero critico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’appello dell’autrice della ricerca: “I cervelli in via di sviluppo sono quelli a più alto rischio”</h2>



<p>L’esito della ricerca suggerisce infatti che l’uso dei chatbot AI possano essere dannosi per l’apprendimento, in particolar modo tra gli utenti più giovani e inesperti. “Ciò che mi ha davvero motivato a pubblicare (lo studio) ora, prima di attendere una peer review completa, è che temo che tra 6-8 mesi ci sarà qualche politico che deciderà: ‘facciamo la scuola materna GPT’. Penso che sarebbe assolutamente negativo e dannoso” ha dichiarato in proposito Nataliya Kosmyna, ricercatrice e autrice dello studio del MIT Media Lab. <strong>“I cervelli in via di sviluppo sono quelli a più alto rischio” </strong>ha inoltre aggiunto, sollevando un nuovo problema sull’uso incondizionato dell’AI.</p>



<p>A preoccupare, in futuro, non sarà solo l’occupazione in sé, nell’ipotesi che molti posti di lavoro “spariscano”, venendo gli uomini e le donne sostituiti dalle macchine, ma anche la stessa essenza dell’intelletto e della creatività umana, che potrebbe, di questo passo, essere danneggiata irrimediabilmente.<strong> “Un forte spirito critico impedisce la cieca sottomissione ad alcuna autorità mortale”</strong>, scrisse oltre settant’anni fa Albert Einstein all’interno di un suo saggio del 1950. Una riflessione valida più che mai al giorno d’oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/chatgpt-uccide-il-pensiero-critico-i-dubbi-di-uno-studio-clinico-usa.html">ChatGpt uccide il pensiero critico? I dubbi di uno studio clinico Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Epidemie prevedibili: il ritorno del morbillo tra errori politici e disinformazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/epidemie-prevedibili-il-ritorno-del-morbillo-tra-errori-politici-e-disinformazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 14:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[immunità di gregge]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="morbillo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Asia orientale e Usa stanno assistendo a una preoccupante ripresa di malattie che si pensava fossero state arginate grazie ai vaccini.</p>
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<p>Negli ultimi mesi, l’<strong>Asia orientale</strong> e la regione del <strong>Pacifico </strong>stanno assistendo a una preoccupante ripresa di malattie che si pensava fossero state arginate grazie ai vaccini, con il <strong>morbillo </strong>in testa.</p>



<p>Nel corso del 2025, Paesi come Cambogia, Thailandia, Filippine, Vietnam e Corea del Sud<strong> </strong>hanno visto un’impennata significativa dei casi rispetto all’anno precedente, un chiaro indice che la copertura vaccinale è stata insufficiente. L&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) </strong><a href="https://www.who.int/westernpacific/news/item/28-05-2025-resurgence-of-preventable-diseases-threatens-children-in-east-asia-and-the-pacific?utm_source">segnala </a>un riacutizzazione globale del morbillo. Quest&#8217;anno, nella regione del Pacifico occidentale, il Vietnam ha registrato oltre 81.000 casi sospetti di morbillo, la Cambogia 2.150 casi tra gennaio e aprile, e le Filippine 2.068 casi fino al 10 maggio. Dietro questi numeri, però, non ci sono solo questioni sanitarie, <strong>ma anche decisioni politiche</strong> che influiscono pesantemente sulla capacità di prevenire e controllare le epidemie.</p>



<p>Il morbillo, malattia altamente <strong>contagiosa </strong>e potenzialmente letale soprattutto per i bambini, è considerato uno degli indicatori più evidenti della qualità dei sistemi sanitari e delle politiche vaccinali di un Paese. La copertura vaccinale, per essere efficace e garantire l’immunità di gregge, deve mantenersi su livelli molto elevati, generalmente superiori al 95%. Tuttavia, in diverse aree dell’Asia orientale, questa soglia è stata compromessa da molteplici cause: dall’accesso disomogeneo ai servizi sanitari, a fenomeni di <strong>disinformazione </strong>e scetticismo verso i vaccini, fino a <strong>ritardi </strong>e carenze nella pianificazione delle campagne di immunizzazione.</p>



<p>Ma anche a livello globale si osservano tensioni politiche e sociali che influenzano la percezione e l’adesione alle campagne vaccinali. Negli <strong>Stati Uniti</strong>, per esempio, alcune figure pubbliche di spicco hanno modificato la loro posizione sul vaccino contro il morbillo, suscitando dibattiti e mettendo in luce la complessità di un tema che intreccia salute pubblica, libertà individuale e strategie politiche. </p>



<p>Questo scenario evidenzia come anche paesi con sistemi sanitari avanzati non siano immuni dal rischio di epidemie, soprattutto se le politiche pubbliche non riescono a garantire una copertura vaccinale uniforme e continua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione in Corea del Sud: le cause del picco inatteso</h2>



<p>La <strong>Corea del Sud</strong>, che aveva ottenuto nel 2014 lo status di&nbsp;&#8220;libero dal morbillo&#8221; dall’Oms, sta ora affrontando una nuova ondata di casi che ha allarmato le autorità sanitarie. L’incremento delle infezioni è stato favorito da fattori come l’aumento dei viaggi internazionali, la presenza di gruppi non vaccinati e alcune lacune nella gestione delle emergenze sanitarie. Nel 2025 è stato registrato il numero più alto di casi di morbillo degli ultimi sei anni. Sono stati confermati 52 casi quest&#8217;anno, che superano i 49 registrati per l&#8217;intero 2024, secondo quanto <a href="https://koreajoongangdaily.joins.com/news/2025-05-07/national/socialAffairs/KDCA-urges-travelers-returning-from-countries-with-measles-outbreaks-to-remain-vigilant/2301727?utm">dichiarato </a>dall&#8217;<strong>Agenzia coreana per il controllo e la prevenzione delle malattie</strong> (KDCA).&nbsp;</p>



<p>Il recente aumento dei casi di morbillo nel Paese ha colto di sorpresa molti esperti, mettendo in luce alcune vulnerabilità specifiche. In particolare, sono stati segnalati<strong> focolai in aree urbane</strong> densamente popolate, dove la trasmissione può avvenire rapidamente, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti non completamente vaccinati. Un altro elemento chiave individuato è stato l&#8217;<strong>invecchiamento della popolazione,</strong> che si pensa abbia contribuito all&#8217;aumento dei casi. Un altro elemento critico è il ruolo degli eventi pubblici e dei <strong>luoghi affollati</strong>, come scuole e università, che facilitano la diffusione del virus. </p>



<p>Alcuni studi recenti indicano che la <strong>percezione del rischio </strong>tra la popolazione è diminuita, con un calo dell’attenzione verso le vaccinazioni di richiamo necessarie per mantenere l’immunità nel tempo. Questa situazione si accompagna a sfide logistiche nel raggiungere le fasce più vulnerabili della popolazione, inclusi i migranti e le comunità con accesso limitato ai servizi sanitari.</p>



<p>L’analisi delle risposte delle autorità coreane evidenzia come, nonostante una pronta attivazione di misure di contenimento e campagne di sensibilizzazione, permangano difficoltà nel contrastare efficacemente la disinformazione e nel mantenere alta la fiducia della popolazione nelle istituzioni sanitarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dinamiche negli Stati Uniti con Robert F. Kennedy Jr.</h2>



<p>Negli Stati Uniti, la questione del morbillo e della vaccinazione ha assunto spesso un forte rilievo <strong>politico </strong>e mediatico. Un caso emblematico è quello di <strong>Robert F. Kennedy Jr.</strong>, figura di spicco nel movimento <strong>anti-vax</strong>.</p>



<p>Gli Stati Uniti stanno vivendo la più grande epidemia di morbillo degli&nbsp;ultimi 25 anni. Al 27 maggio 2025, sono stati <a href="https://nypost.com/2025/05/29/health/measles-outbreak-continues-to-spread-throughout-the-us-get-the-latest-numbers/?utm_source">confermati </a>1.046 casi di morbillo. Al momento i focolai sono concentrati in <strong>Texas</strong>, dove si parla di 729 casi, inclusi 94 ricoveri e due decessi tra bambini non vaccinati. Ben 25 anni dopo aver dichiarato l’eliminazione del morbillo, il Paese si confronta con la possibilità concreta che la malattia riprenda a circolare in modo endemico. </p>



<p>Secondo esperti di malattie infettive americani, la risposta all’aumento dei casi di morbillo è ostacolata dalla <strong>mancanza di una comunicazione efficace </strong>da parte delle autorità sanitarie a sostegno della vaccinazione, oltre che dalla diffusione di informazioni fuorvianti su trattamenti non comprovati che alimentano confusione tra i genitori.</p>



<p>La situazione statunitense è infatti complicata anche dalla <strong>frammentazione delle politiche sanitarie</strong> tra Stati, che rende difficile un coordinamento uniforme delle campagne vaccinali. In alcuni Stati, le resistenze culturali e politiche hanno portato a una copertura vaccinale al di sotto della soglia necessaria per l’immunità di gregge, facilitando così la diffusione del virus. Le <strong>campagne di disinformazione</strong>, spesso alimentate da movimenti politici e social media, hanno contribuito a creare un clima di diffidenza verso le autorità sanitarie, rendendo più arduo il controllo dell’epidemia.</p>



<p>Negli Stati Uniti, la malattia era stata dichiarata eliminata nel 2000. I medici concordano nel ritenere la <strong>vaccinazione </strong>lo strumento più sicuro ed efficace per proteggere dalla malattia. A livello nazionale, le coperture vaccinali tra i bambini hanno subito un calo significativo dopo la pandemia, accompagnato da un aumento delle richieste di esenzione per motivi religiosi o personali, che mettono in discussione l’efficacia delle politiche obbligatorie di immunizzazione.</p>



<p>Questo scenario sottolinea una realtà preoccupante, ovvero che negli Stati Uniti, la gestione delle malattie prevenibili con i vaccini non sia solo una questione medica, ma anche profondamente intrecciata con la <strong>politica</strong>, l’identità culturale e le dinamiche sociali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un esempio italiano: la Campania 2002–2003 </h2>



<p>Anche l’Italia ha conosciuto negli ultimi decenni gli effetti di un’insufficiente prevenzione vaccinale. Uno degli episodi più significativi è l’epidemia di morbillo che colpì la <strong>Campania </strong>tra il 2002 e il 2003, registrando oltre 15.000 casi e diverse decine di ricoveri in terapia intensiva pediatrica. L’epidemia fu aggravata da una copertura vaccinale ben al di sotto dei livelli raccomandati (65%), frutto di una gestione regionale disomogenea e della mancanza di un piano vaccinale efficace e coerente su tutto il territorio nazionale.</p>



<p>L’epidemia di morbillo In Campania si è sviluppata in un contesto di copertura vaccinale intermedia (ma comunque <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/14586297/">inadeguata</a>), una condizione in cui l’immunizzazione della popolazione non era abbastanza bassa da non influire sulla dinamica del virus, ma nemmeno abbastanza alta da garantire l’interruzione della sua trasmissione. </p>



<p>In quegli anni, la somministrazione del <strong>vaccino trivalente MPR</strong> (morbillo, parotite, rosolia) non era ancora obbligatoria e molte famiglie non percepivano il morbillo come una minaccia reale. Le conseguenze furono piuttosto drammatiche: oltre al costo in termini di salute pubblica e vite umane, l’epidemia comportò un notevole impatto economico per il sistema sanitario, dovuto ai ricoveri e alle complicanze.</p>



<p>Solo in seguito a questa crisi e ad altre simili, l’Italia ha cominciato a rafforzare le proprie politiche vaccinali, arrivando all’introduzione dell’<strong>obbligo vaccinale scolastico nel 2017.</strong> Questo caso dimostra come la mancanza di una direzione politica univoca e di campagne informative efficaci possa creare le condizioni per epidemie evitabili, che colpiscono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Politica e disinformazione: terreno fertile delle epidemie</h2>



<p><strong>Le epidemie di morbillo oggi raramente esplodono per caso.</strong> Sono quasi sempre il risultato di un progressivo indebolimento delle politiche sanitarie e della progressiva <strong>perdita di fiducia</strong> pubblica nella scienza. In questo contesto, il ruolo della politica è decisivo, poiché sono le istituzioni a definire le priorità, a finanziare le campagne di prevenzione e a garantire l’accesso ai vaccini. Ma sono anche le stesse istituzioni che, se ambigue o assenti nella comunicazione, possono lasciare spazio a disinformazione, paura e sfiducia.</p>



<p>Negli ultimi anni, in molti paesi democratici, la vaccinazione è diventata terreno di scontro politico e identitario. Il morbillo, dato per &#8220;sconfitto&#8221;, è tornato a circolare in parte anche per effetto della crescita di movimenti contrari ai vaccini, spesso sostenuti o tollerati da figure pubbliche in cerca di consenso. La comunicazione sui rischi, se non è trasparente e tempestiva, viene rapidamente scalzata da narrazioni più semplici e virali, benché false. E così, anche una malattia con un vaccino sicuro ed efficace da decenni può tornare a rappresentare una minaccia concreta.</p>



<p>In Paesi come gli Stati Uniti, l’Italia e perfino la Corea del Sud, <strong>la disinformazione ha spesso sfruttato incertezze istituzionali e divisioni politiche, alimentando un clima di sospetto.</strong> Per contrastare questa deriva, servono politiche pubbliche solide, investimenti strutturali nella sanità e, soprattutto, un linguaggio politico che non insegua il consenso facile ma costruisca fiducia, consapevolezza e responsabilità collettiva.</p>



<p>Il ritorno di malattie che credevamo superate non è solo un fallimento sanitario, ma il segnale di un equilibrio fragile tra stili di vita globalizzati, scelte politiche inadeguate e disattenzione verso le interconnessioni tra salute umana, animale e ambientale. </p>



<p>In questo contesto, il concetto di <strong>One Health</strong>, che riconosce proprio questa interdipendenza, offre una chiave di lettura fondamentale. Ci ricorda che le epidemie non sono eventi isolati, ma conseguenze di un sistema complesso che richiede risposte coordinate, attente e più lungimiranti.</p>



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		<title>Vuoi ringiovanire? Staccati dal cellulare</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/vuoi-ringiovanire-staccati-dal-cellulare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 15:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wathsapp spia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’elisir di lunga vita non è ancora stato scoperto ma il modo di ringiovanire pare essere a portata delle nostre dita: ridurre l’accesso a Internet e le interazioni sui social network. Uno studio pubblicato sulla rivista Pnas Nexus  e condotto dall’Università del Texas e dalla canadese British Columbia ha dimostrato che è possibile invertire l’invecchiamento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/vuoi-ringiovanire-staccati-dal-cellulare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wathsapp spia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_6999817-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’elisir di lunga vita non è ancora stato scoperto ma il modo di ringiovanire pare essere a portata delle nostre dita: ridurre l’accesso a Internet e le interazioni sui social network. Uno studio pubblicato sulla rivista <em>Pnas Nexus</em>  e condotto dall’Università del Texas e dalla canadese British Columbia ha dimostrato che è possibile <strong>invertire l’invecchiamento cerebrale di un decennio</strong> se non stiamo connessi alla rete mobile 24h su 24. I partecipanti coinvolti nella sperimentazione hanno constatato dei benefici notevoli nelle sfere della salute mentale, del benessere psicologico e dell’attenzione “prolungata”, ovvero della capacità di concentrarsi a lungo e senza distrazioni su un target specifico, rispolverando <strong>capacità cognitive con un potenziale pari a quello di quando erano 10 anni più giovani</strong>. La pubblicazione dello studio ha subito alimentato uno stimolante dibattito in seno alla comunità scientifica e non solo, riguardo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-dannati-della-notifica-una-giornata-per-disconnettersi-almeno-un-po-prima-dai-social.html">all’uso della tecnologia e alla connettività perenne </a>a cui siamo sottoposti noi tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I risultati dell’esperimento</h2>



<p>La ricerca ha visto la partecipazione di 467 persone con un’età media di 32 anni, alcune delle quali erano già integrate nel mercato del lavoro mentre altre erano ancora tra i banchi del college. A tutti i partecipanti è stato chiesto di scaricare un’app sul proprio smartphone che bloccasse ogni accesso a Internet e alle piattaforme social; è stato invece concesso di effettuare telefonate e di inviare messaggi ai loro contatti. La disconnessione social dal proprio cellulare è stata programmata per due settimane e i soggetti coinvolti hanno svolto dei test prima, durante e dopo il periodo di 14 giorni oltre ad aver riportato le loro impressioni personali. Il 91% di loro ha riscontrato dei&nbsp; miglioramenti almeno o a livello di capacità cognitive o di benessere psicologico, mentre il 71% sostiene di aver colto dei benefici in termini di salute mentale in misura maggiore, almeno per parte di questi, rispetto all’assunzione di antidepressivi. Senza la navigazione in rete, più di 400 persone sono passate da una media quotidiana di circa 300 a una di 160 minuti di interazione tra le dita e lo schermo del proprio telefono, notando <strong>una diminuzione dello stress percepito giorno dopo giorno</strong> che si è tradotta in una maggiore conciliazione del sonno, più tempo dedicato all’attività fisica e un crescente “slancio” a socializzare.&nbsp;</p>



<p>Adrian Ward, professore di marketing presso l’università del Texas, ha commentato gli esiti dei test sostenendo che i partecipanti si siano resi conti di avere un maggiore controllo sulle loro decisioni, giungendo alla seguente conclusione: &#8220;La nostra grande domanda era: siamo in grado di gestire una connessione costante a tutto, in ogni momento? I dati suggeriscono di no.&#8221;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ci suggerisce questo studio</h2>



<p>In un mondo <a href="https://it.insideover.com/societa/tra-algoritmi-e-identita-come-la-rivoluzione-digitale-ha-cambiato-tutti-noi.html">dominato dalla tecnologia e plasmato dai contenuti digitali</a>, la ricerca in questione ci manda dei segnali piuttosto inequivocabili: stacchiamoci da Internet e il nostro cervello ne beneficerà. Se si pensa alla vita che tanti di noi conducono, una tale raccomandazione può sembrare del tutto inattuabile: il lavoro che assorbe gran parte del nostro tempo e delle nostre energie, gli impegni familiari che ci impongono di essere sempre reperibili e la ricerca bulimica di informazioni in un mondo che corre troppo veloce. Ormai si potrebbe affermare che gli smartphone siano diventate le nostre bombole d’ossigeno quotidiane poiché senza di essi l’aria ci sembrerebbe venire meno e noi ci troveremmo in affanno annaspando alla ricerca di un touch screen su cui posare la mano per non sentirci tagliati fuori dal mondo. </p>



<p>Secondo Ward, però, trascorrere più tempo offline potrebbe darci vantaggi non di poco conto e il mercato del lavoro dovrebbe tenerne conto. Non è un caso che diverse società stiano considerando <strong>l’uso limitato dei cellulari durante l’orario di lavoro</strong> o <strong>l&#8217;impostazione di sistemi bloccanti per gli annunci pubblicitari</strong> sui computer aziendali. Stessa filosofia si potrebbe applicare agli studenti per accrescere i loro livelli di attenzione durante le ore di lezione; il ministero dell’Istruzione e del Merito pare sposare tale approccio visto che con la circolare dell’11 luglio 2024 si è stabilito <strong>il divieto di utilizzo dei dispositivi mobili fino ai 14 anni</strong>.<br></p>



<p>Le generazioni più giovani sono quelle che più di altre vedono il loro equilibrio psicologico messo a dura prova dalle insidie che si annidano nei meandri del web e, non per nulla, gli esperti puntano il dito contro <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">le piattaforme social quale causa di gesti e pensieri autolesionistici per la Gen Z</a>. Forse gli psicologi, se lo studio di cui vi abbiamo parlato farà scuola, potrebbero consigliare un periodo di pausa <em>digital </em>per ritrovare la pace dei sensi e potrebbero essere proprio i giovanissimi a dimostrare che una vita senza connessione h24 è possibile.</p>
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		<title>Disturbi alimentari, autolesionismo, suicidi: il dramma della generazione dei social e del Covid</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 15:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1792" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp 1792w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-600x343.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-300x171.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1024x585.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-768x439.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1536x878.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1792px) 100vw, 1792px" /></p>
<p>Sempre più ragazzi affrontano un disagio esistenziale e le cause riguardano i social e le conseguenze della pandemia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1792" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp 1792w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-600x343.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-300x171.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1024x585.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-768x439.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1536x878.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1792px) 100vw, 1792px" /></p>
<p>Pensieri suicidari, autolesionismo e disordini alimentari. Sono questi i termini che i professionisti sanitari associano sempre di più a <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-i-nostri-giovani-sembrano-poco-sani-di-mente.html">bambini, preadolescenti e adolescenti</a> che visitano quotidianamente nei reparti ospedalieri del nostro Paese. <strong>Maurizio Pompili</strong>, docente ordinario presso l’Università “La Sapienza” di Roma, spiega: “Spesso l’individuo cade in ginocchio quando più fattori si mettono insieme, esacerbati dall’esposizione a un evento avverso; ciò potrebbe rappresentare un terreno fertile per l’emergere di una crisi suicidaria; in questi casi l’individuo sperimenta ciò che chiamiamo dolore mentale, fatto di emozioni negative e di un dialogo interiore che pone sempre in risalto lo stato di sofferenza”.</p>



<p><strong>I disturbi della nutrizione e gli atti autolesionistici </strong>che possono sfociare nel gesto estremo di togliersi la vita hanno visto una vera e propria impennata negli anni più recenti a causa, secondo diversi esperti di salute mentale, di una comunità che costringe i più giovani a interagire con <strong>un’infrastruttura tecnologica che propone modelli sociali e di vita privi di imperfezioni ma fattualmente irreplicabili</strong>. Inoltre, ciò avviene mentre le ferite aperte dal dramma della pandemia non si sono ancora rimarginate del tutto e il timore di una guerra mondiale costantemente dietro l’angolo non fa che alimentare ansia e disillusione verso il futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati che allarmano</h2>



<p>Secondo un rapporto pubblicato dell&#8217;ospedale pediatrico Bambino Gesù della capitale, dal 2019 si è registrato <strong>un incremento del 65% delle diagnosi da disturbi alimentari</strong> che va di pari passo con l’abbassamento delle soglia di età fino agli otto e nove anni, dal momento che casi di anoressia cominciano a manifestarsi già dalla prima età scolastica. La struttura ha specificato che nel 2024 gli accessi tra i ragazzini sotto i 13 anni sono stati del 50% in più rispetto al 2019, a fronte di un aumento complessivo del 64%, e i day hospital sono passati da 1.820 del 2020 a più di duemila l’anno scorso.&nbsp;</p>



<p>Tali dati, che fotografano una fragilità di fondo per le nuove generazioni, fanno il paio con le statistiche che riguardano i suicidi tra i giovanissimi. Il quadro offerto dall’Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile presenta elementi che fanno correre i brividi lungo la schiena: <strong>gli episodi autolesionistici sono cresciuti del 60% </strong>&nbsp;e se si prende in considerazione la fascia d’età compresa tra i 10 e i 25 anni la situazione diviene ancora più cupa poiché <strong>il suicidio è al secondo posto come causa di morte</strong>. L’Associazione Telefono Amico Italia, nel 2023, ha ricevuto circa 7 mila richieste di aiuto da gente con tendenze suicidarie o preoccupate per le sorti di una persona cara, mentre nel 2024 si è verificata una lieve flessione del 6,5% ma lo stesso i numeri restano elevati. Come spiegato dall’organizzazione, i ragazzi tra i 15 e i 25 anni preferiscono rivolgersi alla stessa mediante chat del tipo WhatsApp in quanto consente loro di esprimere meglio la propria sofferenza rispetto a mezzi più diretti come quelli telefonici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Social e Covid-19 alla sbarra</h2>



<p>A finire sul banco degli imputati sono i <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/leuropa-contro-meta-a-rischio-la-salute-mentale-dei-minori.html">social network</a></strong> e l’accesso a questi attraverso l’utilizzo degli smartphone che spesso avviene già tra i banchi della scuola primaria. Il possesso troppo precoce dei dispositivi tecnologici dà modo a bambini e agli adolescenti di visualizzare contenuti non idonei a un pubblico di tenera o giovane età in quanto non è del tutto sviluppata la capacità di discernimento tra ciò che è verosimile e inverosimile, realizzabile e irrealizzabile, benefico e nocivo. Questo, a cui si deve aggiungere la vasta gamma di stimoli offerta dai social al punto da rappresentare <strong>una via di fuga dalla quotidianità e dalla “banalità” del reale</strong>, può condurre a una condizione di scarsa autostima, eterna inadeguatezza, inesauribile sete di appagamento e isolamento dalle interazioni sociali che se sottovalutati possono sfociare in quei pensieri autolesionistici di cui abbiamo parlato.</p>



<p>In merito all’<strong>isolamento sociale</strong>, in diversi ritengono che i lockdown all’epoca in cui il Covid-19 dilagava in tutto il mondo abbiano avuto delle ricadute sulla psiche delle persone, specialmente degli adolescenti. La chiusura delle scuole, l’<em>home-schooling</em> forzato, la sospensione della attività ricreative e la “quarantena” dalla vita sociale non hanno fatto altro che corroborare la dipendenza dai contenuti multimediali e ha, altresì, peggiorato la qualità del sonno, la capacità di apprendimento (35% in meno dall’introduzione della didattica a distanza) e la tensione nei rapporti in contesti familiari disfunzionali. Solo il tempo dirà se l’implementazione di tutte le misure restrittive sia avvenuta in termini corretti e se vi sia sempre stato un oggettivo fondamento.</p>



<p>Per fare fronte a questa emergenza, occorre certamente investire in prevenzione e diffondere consapevolezza intorno all’importanza della salute mentale, ma occorre anche <strong>cambiare il paradigma culturale</strong> costruito in questi ultimi anni. L&#8217;aver fatto credere che i social network e le loro funzionalità fossero un trampolino di lancio per un successo immediato e senza troppe fatiche, l’aver elevato a idoli a cui ispirarsi influencer che davano in pasto al pubblico la propria vita privata e l’aver pubblicizzato corpi all’apparenza scultorei ma spesso ritoccati con <em>photoshop</em>, ha portato i ragazzi <strong>a sbattere contro il muro della realtà</strong> il cui impatto può essere particolarmente doloroso e dal quale la ripresa non è sempre facile. Una celebre frase tratta dal saggio “<em>La società dello Spettacolo</em>&#8221; di Guy Debord recita: “Lo spettatore più contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la propria esistenza e il proprio desiderio”.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">Disturbi alimentari, autolesionismo, suicidi: il dramma della generazione dei social e del Covid</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Europa contro Meta: a rischio la salute mentale dei minori</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/leuropa-contro-meta-a-rischio-la-salute-mentale-dei-minori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2024 05:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="893" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Facebook corsa alla finanza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848-1024x476.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Venerdì 17 maggio la Commissione europea ha avviato un procedimento formale per valutare se Meta, fornitore di Facebook e Instagram, abbia violato il regolamento sui servizi digitali in relazione alla tutela dei minori. Il rischio temuto è che i due popolari social network (di cui il secondo particolarmente diffuso tra i giovanissimi) possano &#8211; complici i loro algoritmi &#8211; stimolare dipendenze &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/leuropa-contro-meta-a-rischio-la-salute-mentale-dei-minori.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/leuropa-contro-meta-a-rischio-la-salute-mentale-dei-minori.html">L&#8217;Europa contro Meta: a rischio la salute mentale dei minori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="893" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Facebook corsa alla finanza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848-768x357.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Facebook-La-Presse-e1573996595848-1024x476.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Venerdì 17 maggio la <strong>Commissione europea </strong>ha avviato un <strong>procedimento formale </strong>per valutare se <strong>Meta</strong>, fornitore di <strong>Facebook e Instagram</strong>, abbia violato il regolamento sui servizi digitali in relazione alla tutela dei minori. Il rischio temuto è che i due popolari social network (di cui il secondo particolarmente diffuso tra i giovanissimi) possano &#8211; complici i loro algoritmi &#8211; stimolare dipendenze comportamentali nei minori. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nella tana del coniglio</h2>



<p>Per associazione, molto spesso il web viene accostato all&#8217;universo creato da Lewis Carrol con i suoi due romanzi <em>Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò</em> e<em> Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie</em>. Questo a indicare come internet sia effettivamente un luogo &#8220;oltre&#8221; (nello specifico oltre lo schermo) che offre infinite possibilità, ma che, al contempo, presenta notevoli rischi. Ecco che allora la Commissione europea, in questo specifico caso, teme che Facebook e Instagram (tempo fa se ne era parlato anche a proposito di Tik-Tok) <strong>possano stimolare nei minori una dipendenza digitale</strong>, provocando uno stato di alienazione che viene definito l&#8217;<strong>effetto &#8220;Rabbit Hole&#8221;</strong>, termine che indica quella situazione in cui, compulsivamente, non si riesce a smettere di fare qualcosa. Nel merito, quella situazione in cui i minori, attratti da ciò che vedono sui loro smartphone, computer o tablet, non riescano a staccarsi dallo schermo, continuando a scrollare, completamente isolati da ciò che li circonda. In pratica, è come entrare nella tana del coniglio, sempre più a fondo, fino a restarne intrappolati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Preoccupazione per la salute mentale dei più giovani</h2>



<p>La Commissione vuole anche verificare la correttezza dei metodi di garanzia e verifica dell&#8217;età messi in atto da Meta. La vicepresidente esecutiva per Un&#8217;Europa pronta per l&#8217;era digitale, Margrethe Vestager, ha commentato: &#8220;Oggi facciamo un ulteriore passo avanti per garantire la sicurezza dei giovani utenti online. Con il regolamento sui servizi digitali abbiamo stabilito norme che possono proteggere i minori quando interagiscono online. Temiamo che Facebook e Instagram possano<strong> stimolare dipendenze comportamentali </strong>e che i metodi di verifica dell&#8217;età messi in atto da Meta su detti servizi non siano adeguati. Per questo effettueremo un&#8217;indagine approfondita. Vogliamo proteggere la salute mentale e fisica dei giovani&#8221;.</p>



<p>Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha aggiunto: &#8220;abbiamo avviato un procedimento formale nei confronti di Meta, poiché crediamo che non abbia fatto abbastanza sulle sue piattaforme Facebook e Instagram per rispettare gli obblighi del regolamento sui servizi digitali volti ad <strong>attenuare i rischi di effetti negativi sulla salute fisica e mentale dei giovani europei</strong>&#8220;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ragioni alla base del procedimento</h2>



<p>Il procedimento è partito sulla base di un&#8217;analisi preliminare della relazione presentata nel 2023 da Meta riguardo la valutazione dei rischi. In aggiunta questo, a far optare per l&#8217;apertura del procedimento anche le risposte fornite dal colosso di Mark Zuckerberg alla richieste formali di informazioni da parte della Commissione, le relazioni accessibili al pubblico e un&#8217;analisi della Commissione stessa. Già lo scorso 30 aprile la Commissione aveva avviato un procedimento formale nei confronti di Meta &#8211; sempre in relazione ai due social network &#8211; per pubblicità ingannevole, contenuti politici, meccanismi di notifica e azione, accesso ai dati da parte dei ricercatori, e per la mancanza di uno strumento efficace di monitoraggio in tempo reale del dibattito civico e delle elezioni fornito da terzi in vista delle elezioni del Parlamento europeo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi per i minori</h2>



<p>Questa azione da parte della Commissione è il sintomo di una presa di coscienza generale sull&#8217;impatto che i social network possono avere sui più giovani e sulle loro fasi di sviluppo. In alcuni Stati degli USA, per esempio, l&#8217;accesso ai social è stato reso<strong> illegale al di sotto dei 14 anni</strong>. A marzo, qui in Italia, è approdata alla Camera dei deputati una <strong>proposta di Legge</strong> presentata da Alleanza Verdi-Sinistra volta alla tutela dei minori a bloccare lo <em>sharenting</em>, ovvero quella pratica &#8211; sdoganata da influencer come <strong>Chiara Ferragni</strong> &#8211; che porta a postare sui social in modo continuativo foto di bambini. Un fenomeno che, anche senza una proposta di legge, andrebbe fortemente contrastato per il concreto pericolo che quelle foto entrino nel <a href="https://it.insideover.com/criminalita/pedopornografia-una-lotta-senza-quartiere-nei-bassifondi-del-web.html">circuito pedopornografico</a>. Con l&#8217;avvento dell&#8217;intelligenza artificiale, infatti, sono avvenuti casi di fotografie di bambini salvate dai profili dei genitori sui più popolari social network e poi utilizzate per creare immagini e filmati pedo-pornografici di estremo realismo. </p>



<p>In generale, occorrerebbe lavorare sulla creazione di una cultura digitale che in Italia manca più che nel resto d&#8217;Europa e del mondo. Per avere dei minori che siano utenti consapevoli del web, bisogna istruire gli adulti. E questa operazione non può che passare dalla scuola e dalle istituzioni. Qualcosa comincia a muoversi, ma la strada è ancora lunga e tortuosa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/leuropa-contro-meta-a-rischio-la-salute-mentale-dei-minori.html">L&#8217;Europa contro Meta: a rischio la salute mentale dei minori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I segreti di TikTok: come e quanto ci usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-segreti-di-tiktok-come-e-quanto-ci-usa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[infowar]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La quarta app più diffusa al mondo utilizza un algoritmo aggressivo e malleabile che profila profondamente l'utente: dove finiscono tutte quelle informazioni?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-2-1.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Tik_Tok.mp4"></video></figure>



<p>Con un&#8217;impennata da record, <strong>TikTok, </strong>nata solo 4 anni fa dal genio di un ingegnere informatico cinese, all&#8217;inizio del 2023 si è posizionata quarta tra le app più scaricate in tutto il modo, dietro alle ben più anziane Facebook, Youtube e Instagram. Con un <strong>algoritmo</strong> innovativo e <strong>malleabile</strong> riesce a trascinare l&#8217;utente in un loop di contenuti che lo gratificano e lo incollano allo schermo, ma dove finiscono tutti i <strong>dati</strong> che raccoglie sulle nostre <strong>preferenze</strong>, sulle nostre idee?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:  </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/tecnologia/un-arma-chiamata-tiktok.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un’arma chiamata TikTok</a></li>
</ul>
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		<title>La pandemia della mente: perché sempre più persone soffrono di depressione</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-pandemia-della-mente-perche-sempre-piu-persone-soffrono-di-depressione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2021 16:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia da Covid-19 è un&#8217;emergenza sanitaria mondiale che perdura da quasi due anni. Il morbo ha sintomi e manifestazioni cliniche precise ma, a causa della rilevanza sociale assunta, non si limita a colpire chi viene infettato. Ci sono, in questo momento, due pandemie parallele : la prima riguarda la salute fisica mentre la seconda quella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-pandemia-della-mente-perche-sempre-piu-persone-soffrono-di-depressione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-pandemia-della-mente-perche-sempre-piu-persone-soffrono-di-depressione.html">La pandemia della mente: perché sempre più persone soffrono di depressione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219170259807_3a54f6fbc3045b1868f3355a760ed98e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La pandemia da<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html"> Covid-19</a></strong> è un&#8217;emergenza sanitaria mondiale che perdura da quasi due anni. Il morbo ha sintomi e manifestazioni cliniche precise ma, a causa della rilevanza sociale assunta, non si limita a colpire chi viene infettato. Ci sono, in questo momento, <strong>due pandemie parallele</strong> : la prima riguarda la salute fisica mentre la seconda <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-effetti-della-pandemia-sulla-nostra-psiche.html">quella psicologica</a>. Le limitazioni e le restrizioni imposte per contenere l&#8217;avanzata del virus hanno avuto e stanno avendo un costo psichico molto pesante. Fallimenti di attività commerciali, licenziamenti, crisi, sogni irrealizzabili e la vita quotidiana che si complica hanno aperto la strada alla <strong>depressione</strong>. Il male oscuro ha trovato terreno fertile nelle difficoltà, ha esacerbato condizioni pre-esistenti e si diffonde. Si tratta di una pandemia silenziosa ma non meno devastante dell&#8217;altra.</p>
<h2>Il quadro di Lancet</h2>
<p>Una revisione sistemica pubblicata su <em>Lancet</em>, che ha preso in esame decine di ricerche uscite nei mesi scorsi, ha confermato i timori espressi da molti addetti ai lavori. La prevalenza della depressione maggiore è cresciuta del 27,6 per cento in tutto il pianeta nel corso del 2020 a causa della pandemia. Si tratta di 53,2 milioni di nuovi casi che hanno riguardato più le donne (+30 per cento) degli uomini (+24 per cento) per motivi facilmente dimostrabili. Le donne hanno perso con maggiore frequenza il lavoro, hanno dovuto supportare maggiormente gli altri componenti della famiglia e sono anche state vittime di violenze domestiche. I giovani di età compresa tra i 20 ed i 24 anni sono stati i più colpiti a causa delle ricadute su socialità ed occupazione. I più piccoli, invece, hanno risentito molto della chiusura delle scuole.</p>
<h2>La salute mentale è a rischio</h2>
<p>Molte nazioni europee stanno sperimentando un forte aumento nella richiesta di prestazione legate alla sfera della <strong>salute mentale</strong>, tanto da parte di chi aveva problemi   prima della pandemia quanto da chi non li aveva mai sperimentati. &#8221; Quello che abbiamo appreso&#8221; <a href="https://euobserver.com/coronavirus/153088">ha ricordato</a> la dottoressa Natasha Azzopardi-Muscat, funzionario della branca europea dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità &#8220;è che <strong>tutti sono vulnerabili</strong>&#8221; e che gli effetti del Covid-19 &#8220;sono simili a quelli del <strong>disturbo post-traumatico</strong> da stress&#8221;. La dottoressa ha chiarito come ci sia &#8220;ancora tempo per prevenire un radicamento delle conseguenze peggiori&#8221; assicurandosi che i disagi di chi è stato colpito meno degli altri siano temporanei e limitati ad una parte dell&#8217;arco vitale. &#8220;Il Covid-19&#8221; ha concluso la Azzopardi-Muscat &#8220;è problematico per tutta la società ma ha anche fatto riflettere su ciò che deve essere cambiato. La salute mentale può  paradossalmente, beneficiare da questa situazione&#8221;. La pandemia ha evidenziato come i <strong>servizi di cura della psiche</strong> nell&#8217;Unione europea abbiano <strong>carenze</strong> che devono essere colmate. Tra queste ci sono l&#8217;accesso a cure che siano economiche, di qualità ed erogate nei tempi corretti. Il personale sanitario è a corto di psichiatri ed assistenti sociali mentre i pazienti, in molti casi, non ricevono le informazioni corrette.</p>
<h2>Un quadro preoccupante</h2>
<p><strong>Armando Cozzutto</strong>, presidente dell&#8217;Ordine degli Psicologi della Campania, ha lanciato un pesante monito sul futuro affermando, come riportato dalla Fondazione Veronesi, che &#8220;Il servizio sanitario nazionale si deve preparare agli<strong> effetti psicologici</strong> derivanti dalla pandemia, sintomatologie come <strong>a</strong>nsia e depressione finora contenute dal contesto emergenziale stesso ma pronte a manifestare i loro effetti a lungo termine&#8221;. Ad essere attenzionate, secondo Cozzutto, devono essere in primo luogo le fasce più fragili della popolazione come bambini, adolescenti, anziani e persone con disabilità. La pandemia può generare un forte disagio emozionale perché si tratta di un evento traumatico portatore di stress disfunzionale. La fragilità e l&#8217;incertezza, che in in alcuni casi possono portare all&#8217;ipocondria, hanno una base razionale di fondo che viene, però, espansa in maniera esagerata da parte di chi ne soffre. L&#8217;<strong>isolamento sociale</strong> produce cambiamenti fisiologici e sociali come la riduzione dell&#8217;attività fisica, modifiche nell&#8217;alimentazione, nell&#8217;esposizione alla luce solare, riduzione dei rapporti interpersonali e ridotta acquisizione delle competenze sociali. Questi fattori possono portare allo sviluppo di ansia e depressione, rinforzate dagli stimoli negativi esterni come l&#8217;allarmismo spesso generato da alcuni media.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-pandemia-della-mente-perche-sempre-piu-persone-soffrono-di-depressione.html">La pandemia della mente: perché sempre più persone soffrono di depressione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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