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	<title>PMCs Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 08:18:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>PMCs Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Mali: le milizie jihadiste assediano Bamako, l&#8217;Africa Corp russo non basta</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mali-le-milizie-jihadiste-assediano-bamako-lafrica-corp-russo-non-basta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 08:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad in Mali]]></category>
		<category><![CDATA[PMCs]]></category>
		<category><![CDATA[The Wagner Group]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-600x257.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-1024x438.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-768x329.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-1536x658.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Mali il governo golpista al potere dal 2020 traballa sotto i colpi  dei jihadisti e dei tuareg. Le forze russe si ritirano dal Nord. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-le-milizie-jihadiste-assediano-bamako-lafrica-corp-russo-non-basta.html">Mali: le milizie jihadiste assediano Bamako, l&#8217;Africa Corp russo non basta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="822" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-600x257.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-1024x438.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-768x329.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250727090103897_6d1cbc37ffdaf31cb831f29916796c7f-e1753599715751-1536x658.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni, la situazione in <strong>Mali </strong>si è aggravata come non accadeva almeno dal 2012. Sabato 25 aprile le forze jihadiste di <strong>Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin</strong> (JNIM), insieme a quelle dei separatisti tuareg del <strong><a href="https://iari.site/2024/12/17/la-nascita-del-fronte-di-liberazione-dellazawad-e-le-sue-implicazioni-per-il-futuro-del-mali/">Fronte di Liberazione dell&#8217;Azawad</a></strong> (FLA), hanno lanciato un&#8217;offensiva coordinata che ha portato alla conquista di alcune città chiave nel Nord-Est e alla sostanziale rotta dei governativi sostenuti dalle forze paramilitari russe dell&#8217;<strong>Africa Corp</strong> (già Gruppo Wagner). Tra domenica e lunedì, la cittadina di <strong>Kidal </strong>e quella di <strong>Gao </strong>– nella seconda regione più importante del Mali – sono state occupate dal fronte congiunto antigovernativo, costringendo i russi ad abbandonare le proprie basi fortificate. </p>



<p>Il Mali fatica a contenere i gruppi insurrezionali islamisti sin dalla ribellione scoppiata nel Nord del Paese nel 2012. Vaste aree del territorio rimangono al di fuori del controllo governativo, nonostante le promesse della giunta militare golpista di sradicare i jihadisti. Dal 2021, ovvero dopo un anno dal colpo di Stato che ha portato al potere <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/assalto-a-goita.html">Assimi Goita</a></strong>, Bamako si affida in larga misura alla collaborazione in materia di sicurezza con la <strong>Russia</strong>, prima con il <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html">Gruppo Wagner</a></strong> e ora con il suo successore, l&#8217;Africa Corp, creato dal Ministero della Difesa russo. I militari golpisti, come primo provvedimento una volta giunti al potere, hanno <strong>interrotto ogni collaborazione coi Paesi occidentali</strong> in materia di sicurezza per affidarsi – dopo anni di preparazione propagandistica da parte del Cremlino – alla Russia. </p>



<p>In Mali, infatti, le attività di <strong>controinsurrezione (<em>counterinsurgency</em>) </strong>erano affidate inizialmente ai militari francesi, con l&#8217;<strong>Operazione Barkhane</strong> cominciata nel 2014 su richiesta del governo di Bamako e con mandato ONU, e successivamente sono state ampliate alla <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/task-force-takuba-ottiene-successi-ma-si-rischia-il-pantano.html">Task Force multinazionale “Takuba”</a></strong>, che ha operato nel 2021-2022. “Takuba” era un&#8217;operazione di controinsurrezione e <em>force building</em> per addestrare le forze di sicurezza del Mali a cui ha partecipato anche l&#8217;Italia con circa 200/250 soldati, 8 elicotteri (di cui 4 da attacco A-129) e almeno una quarantina di veicoli.</p>



<p>Come risultato dell&#8217;intensa campagna antioccidentale orchestrata da Mosca, il governo golpista ha quindi deciso di interrompere ogni tipo di collaborazione coi Paesi europei – rei di un presunto “neocolonialismo” &#8211; per affidarsi alle forze paramilitari russe per stabilizzare il Paese. La <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-wagner-luniverso-dei-contractors-russi-nel-mondo.html">PMC (<em>Private Military Company</em>) “Wagner”</a> è stata chiamata a sostenere il governo golpista nella sua lotta agli insorti e ai terroristi, ma i paramilitari russi non hanno mai effettuato <em>force building</em> in modo efficace e si sono limitati a cercare di colpire i ribelli nelle loro roccaforti, a volte con pesanti ripercussioni sulla popolazione civile. <strong>Le forze russe non hanno mai avuto una presenza costante sul territorio</strong> e molto spesso hanno agito come prolungamento degli interessi economici di Mosca, accordandosi coi signori della guerra locali anche per spartirsi le risorse come forma di autofinanziamento. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche nel Sahel gli effetti della guerra in Ucraina</h2>



<p>A complicare la situazione dal punto di vista internazionale, l&#8217;architettura di sicurezza del Sahel &#8211; faticosamente costruita a partire dalla destabilizzazione del 2012 generatasi come effetto domino nato dalla caduta del regime di Gheddafi per mano occidentale &#8211; è stata scossa dalla catena di golpe in quella regione subsahariana, che hanno portato al potere giunte militari che hanno guardato a Mosca come <em>security provider</em> ricusando la presenza europea. Inoltre, <strong>Mali, Burkina Faso e Niger sono usciti dall&#8217;ECOWAS</strong> (<em>Economic Community of West African States</em>) per fondare l&#8217;Alleanza degli Stati del Sahel, che guarda alla Russia come pilastro per il proprio sostegno politico ed economico, <strong>indebolendo così i piani di cooperazione regionale</strong> rivolti alla lotta al terrorismo e agli insorgenti e di fatto isolando i tre Stati dal resto della comunità dell&#8217;Africa Occidentale subsahariana. </p>



<p>Lo scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong> ha portato Mosca a destinare progressivamente meno risorse per il sostegno alle giunte militari nel Sahel, e la capacità militare delle PMC è andata diminuendo. L&#8217;esempio del Mali rappresenta bene quanto sia stato fallimentare questo sodalizio: se sino al 2022 i jihadisti controllavano solo il 15% del territorio, <strong>oggi ne controllano il 70%</strong>. </p>



<p>Già lo scorso anno, a dicembre, pesanti attacchi del JNIM avevano colpito i rifornimenti di combustibile per la capitale Bamako, generando una crisi che è andata peggiorando nel momento in cui i jihadisti hanno unito le forze coi tuareg, che sono stati capaci di attaccare e cacciare le forze russe e governative dalle aree desertiche del Nord e di entrare a Kidal, ex roccaforte dei gruppi paramilitari di Mosca.</p>



<p>Generalmente, la situazione ha cominciato a peggiorare dalla partenza delle forze occidentali, con attacchi a installazioni militari, governative e infrastrutture che sono andati aumentando nel corso degli ultimi 4 anni, scatenando rappresaglie governative che in alcuni casi hanno coinvolto anche civili innocenti. A dare un buon metro di giudizio della gravità della situazione di questi giorni giunge la notizia che il governo maliano lamenta anche <strong>l&#8217;uccisione del ministro della Difesa</strong>, generale Sadio Camara, e <strong>del capo dell&#8217;intelligence</strong>, Modibo Koné, durante la serie di attacchi su larga scala di sabato e domenica. </p>



<p>Ieri, un portavoce dei jihadisti ha affermato che la capitale Bamako sarebbe circondata, in una mossa tattica che ricorda quella attuata dal gruppo <a href="https://theglobalobservatory.org/2025/12/the-siege-of-bamako-how-an-al-qaida-linked-terrorist-group-threatens-west-africas-security-order/">a dicembre 2025</a> quando il blocco e gli attacchi alle linee di rifornimento avevano messo in ginocchio il Paese. Ora si rischia un altro effetto domino, determinato dall&#8217;isolazionismo dei tre Paesi dell&#8217;Alleanza del Sahel, che potrebbe portare al collasso dell&#8217;intera regione, al punto che l&#8217;ECOWAS ha invitato tutti gli Stati, le forze di sicurezza, i meccanismi regionali e le popolazioni dell&#8217;Africa occidentale a unirsi e mobilitarsi in uno sforzo coordinato per combattere la piaga del jihadismo insurrezionalista.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ombra dei contractors nel Sahel</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lombra-dei-contractors-nel-sahel.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jean Marie Reure]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 16:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Barkhane]]></category>
		<category><![CDATA[Burkina Faso]]></category>
		<category><![CDATA[Contractors]]></category>
		<category><![CDATA[Hybrid warfare]]></category>
		<category><![CDATA[Niger]]></category>
		<category><![CDATA[PMCs]]></category>
		<category><![CDATA[Russia in Africa]]></category>
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<p>La Francia rischia di perdere la guerra d'influenza con la Russia nel Sahel. Focus sullo strumento di penetrazione russo le PMC</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221006184144207_77b6d50b90575253001801769224d310-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221006184144207_77b6d50b90575253001801769224d310-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221006184144207_77b6d50b90575253001801769224d310-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221006184144207_77b6d50b90575253001801769224d310-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221006184144207_77b6d50b90575253001801769224d310-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221006184144207_77b6d50b90575253001801769224d310-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221006184144207_77b6d50b90575253001801769224d310-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Sahel, dall’arabo Sahil cioè “bordo del deserto”, è quella fascia di transizione fra le zone desertiche del nord dell’Africa e quelle ricoperte da vegetazione più vicine all’equatore. Considerata come una zona di passaggio e un luogo di intensi scambi commerciali, la fascia del Sahel attraversa i territori della Mauritania, del Mali, del Burkina Faso, del Ciad, del Senegal, del Sudan e dell’Eritrea. Storicamente si tratta di un area dove l’influenza francese è forte, tanto che Parigi ha sempre mantenuto una certa presenza militare nel Sahel, in particolare in Mali, Burkina e Ciad. A seguito della caduta del regime di Gheddafi nel 2011, il Sahel diviene un terreno fertile per numerosi gruppi jihadisti affiliati ad <strong>Al Qaida</strong> e all’<strong>ISIS</strong> che minacciano la tenuta dei governi alleati dell’Esagono. </p>



<p>Per questo motivo, già nel 2013 l’allora presidente Hollande decide di intervenire in Mali con l’operazione Serval per fermare l’avanzata degli insorti Tuareg del Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad (Mnla). L’operazione Serval ha poi lasciato spazio alla più ampia operazione Barkhane (2014-2022) che aveva per obiettivo quello di eradicare i gruppi insorti di matrice islamica presenti nella regione. Contestualmente Parigi si fa promotore del G5 Sahel, un quadro istituzionale nato nel 2014 per favorire la cooperazione regionale in materia di sviluppo e – soprattutto – sicurezza fra Mauritania, Mali, Burkina, Niger e Ciad. Dal 2017 il Sahel è però divenuto il terreno di scontro di una vera e propria guerra di influenza fra Francia e Russia, culminato quest’anno con la fine dell’<strong>operazione Barkhane</strong> determinata <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-mali-sahel-onu.html">dell’arrivo in Mali</a> della <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-wagner-luniverso-dei-contractors-russi-nel-mondo.html">Pmc Wagner</a>. Fra colpi di stato (in particolare in <a href="https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali/mali-un-coup-dans-le-coup">Mali</a> e <a href="https://www.securitycouncilreport.org/whatsinblue/2022/02/consultations-on-the-coup-detat-in-burkina-faso.php">Burkina</a>), <a href="https://www.lemonde.fr/afrique/article/2022/09/19/au-niger-des-centaines-de-personnes-manifestent-contre-la-presence-militaire-francaise_6142229_3212.html">manifestazioni popolari</a> anti-francesi e pro russe e un crescendo di dichiarazioni critiche nei confronti dell’operato francese da parte di vari capi di stato saheliani Parigi sembra aver perso il suo ascendente sul Sahel. Se l’influenza francese arretra, la presenza russa nel Sahel si espande: gli pseudo-mercenari del Cremlino, cifra distintiva dell’influenza di Mosca, sono ormai presenti nel Sahel in Ciad, Sudan, Mali oltre che nella vicina Libia, nel Centrafrica e in Nigeria.</p>



<div id="gallery_336152" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_336152 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/wagner.png","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/wagner-150x150.png","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/anti-terror.png","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/anti-terror-150x150.png","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ento.png","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ento-150x150.png","subHtml":""}];</script>



<h2 class="wp-block-heading">La dottrina Gerasimov</h2>



<p>Nel Sahel la Russia si è attenuta ad un copione ben rodato – quello della dottrina Primakov, attualizzata dall’attuale Capo di Stato Maggiore delle forze russe <strong>Gerasimov</strong> – che ha per obiettivo quello di massimizzare i guadagni strategici, minimizzando il più possibile i rischi e i potenziali costi. Il modello di penetrazione russa si costituisce quindi come un modello ibrido, volto a contenere l’influenza Occidentale (francese in particolare) alternando elementi di soft e hard power in svariati ambiti: dall’economia all’informazione, dalla sfera politica a quella militare. Le caratteristiche salienti di questo modello constano quindi nel largo impiego di “contractors” non riconducibili formalmente a Mosca, nell’utilizzo di vere e proprie campagne di (dis)informazione condotte sui media locali e nella fornitura di pacchetti di cooperazione militare. Questi ultimi nascono da accordi bilaterali fra Mosca e il paese target e spesso consistono nell’invio di armamenti e consiglieri militari russi, con lo scopo di equipaggiare e addestrare le forze locali.</p>



<p>In realtà i partner africani della Russia sono spesso Stati fragili, alle prese con elezioni (Ciad), colpi di stato (<strong>Mali</strong>), insurrezioni o guerre civili (<strong>Libia</strong>, <strong>Sudan</strong>). Il Cremlino fornisce loro dei veri e propri servizi di stabilizzazione (che implicano anche l’impiego della forza da parte dei “contractors” e dei “consiglieri militari”) in cambio di lucrative concessioni per l’estrazione di risorse naturali. Questo modus operandi permette quindi alla Russia di ottenere dei notevoli vantaggi economici, senza implicare direttamente le proprie forze armate.</p>



<p>Un esempio lampante di questa strategia è proprio il caso del Mali. Prima dell’invio degli pseudo-contractors del famigerato <strong>gruppo Wagner</strong>, e prima ancora delle tensioni fra Bamako e Parigi circa la ristrutturazione della presenza francese nell’area, la Russia era entrata in una vera e propria guerra di informazione con la Francia con l’obiettivo di screditare l’operato di Barkhane (la missione francese nel Sahel), facendo leva sul latente sentimento anti-francese e anticoloniale della popolazione maliana. Se il colpo di stato del colonnello Goita, avvenuto il 24 Maggio 2021, ha definitivamente incrinato i rapport fra la Francia e Mali, la macchina della propaganda russa aveva già gettato le basi per l’ingresso del paese dei suoi contractors. L’impiego del soft power, inteso qui come una campagna di propaganda volta ad esaltare le capacità militari della Russia e dei suoi contractors, si è quindi rivelato uno strumento decisivo per avanzare gli interessi russi in Mali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Caratteristiche delle PMC russe</h2>



<p>Rispetto alle controparti occidentali, le PMSC russe presentano due significative differenze. In primo luogo, offrono servizi di combattimento attivo e non esitano a menzionarlo apertamente, definendosi come PMC (<strong>Private Military Contractors</strong>) o aziende di consulenza militare (come nel caso dell’RSB group). In secondo luogo, non offrono quei servizi legati al c.d supporto militare, o quantomeno lo fanno in misura largamente inferiore rispetto ai gruppi occidentali. Inoltre, il termine Pmc in questo caso è improprio poiché sebbene si tratti di aziende nominalmente private, i vari contractors russi (fra cui figurano l’Anti-terror Group, Center R, Moran Security Group, RSB Group, E.N.O.T., Shchit, Patriot e l’ormai famoso Wagner Group) sono tutti legati ad agenzie di sicurezza russe come l’Fsb, il Gru o direttamente il ministero della Difesa. </p>



<p>La nomea di alcuni di questi gruppi potrebbe far pensare a piccole unità di operatori altamente specializzati assimilabili alle forze speciali ma non è così. Le Pmc russe hanno diverse componenti al loro interno che vanno da interi reparti di fanteria a unità specializzate passando per istruttori e personale tecnico e di supporto. Altresì eterogeneo è il loro impiego: oltre a condurre operazioni di combattimento i contractor russi sono anche in grado di fornire servizi di intelligence e analisi (humint, sigint, osint), di protezione di personale Vip, di sicurezza per siti strategici ed operazioni di informazione e propaganda. I “contractors” russi operano poi in un vuoto giuridico: formalmente illegali in patria queste aziende consentono a Mosca di mantenere una “plausible deniability” circa il loro operato, non essendo riconducibili direttamente al Cremlino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Modus Operandi</h2>



<p>Divenute un formidabile strumento per proiettare l’influenza russa nel mondo, queste Pmc spesso agiscono secondo un preciso modus operandi. Bersagli d’elezione sono quei paesi relativamente deboli, la cui governance del territorio è spesso contestata da gruppi ribelli: il Mali rientra a pieno titolo in questa categoria, ma visto il recente colpo di stato anche il <a href="https://foreignpolicy.com/2022/07/27/burkina-faso-russia-wagner-group/">Burkina Faso</a> potrebbe divenire il prossimo obiettivo russo. I primi contatti tra “contractor” russi e stato target generalmente avvengono a ridosso di elezioni o altri momenti salienti della vita politica di un paese. I primi servizi offerti sono quindi quelli di “consulenza politica”, volti a far eleggere o riconfermare un politico designato. Poi viene l’aiuto militare, sotto forma di armi e tramite l’invio di istruttori. Questi istruttori però partecipano attivamente alle operazioni di combattimento, facendo uso ove possibile di una forza soverchiante, volta a sconfiggere i gruppi insorti rapidamente. </p>



<p>Poco attenti al rispetto dei <strong>diritti dell’uomo</strong> gli pseudo-contractors russi si rivelano, nel breve termine, più efficaci delle forze già presenti sul territorio (cioè i soldati francesi di Barkhane o i caschi blu di Minsuma in Mali). Le Pmc russe di fatto agiscono come moltiplicatori della forza, e i loro successi vengono ampiamente sottolineati nei media locali e regionali grazie a vere e proprie <a href="https://www.theafricareport.com/112950/russia-africa-behind-the-scenes-of-moscows-soft-power/">campagne di comunicazione</a> che sovente si appoggiano a troll factories dietro cui si cela l’ombra del Cremlino. Se ad oggi non è possibile sapere come le Pmc russe vengano retribuite per il loro operato, generalmente l’arrivo di contractors avviene in parallelo a lucrative concessioni per l’estrazione mineraria concluse con aziende russe. In Mali ad oggi non si rileva nessuna attività estrattiva, ma la presenza di importanti giacimenti aurei nel nord del paese suggerisce la ragione dell’intervento russo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli effetti della presenza Russa</h2>



<p>Se la presenza dei “contractors” del Cremlino in <a href="https://it.insideover.com/guerra/qualsiasi-cosa-accada-nel-sahel-conviene-guardare-al-ciad.html">Ciad</a>, alleato chiave della Francia nella regione, non è stata foriera di grandi stravolgimenti, il potere sovversivo della penetrazione russa in Mali è evidente. Non solo Parigi ha dovuto porre un termine a Barkhane, ma anche la missione Eutm (European Training Mission) in Mali è a rischio. Presente nel paese dal 2013, la missione a guida europea ha addestrato più di 18 000 militari affrontando delle spese ingenti. Solo la Germania dal 2014 al 2020 ha investito due miliardi di Euro per la stabilità del Sahel e il rischio di perdere questo investimento è alto. </p>



<p>Uno scenario come quello <strong>Centrafricano</strong>, dove interi battaglioni formati da Eutm Rca sono di fatto passati sotto il controllo diretto degli pseudo-mercenari russi, potrebbe infatti ripetersi in Mali con esiti ancor più disastrosi per la sicurezza del Sahel e per il controllo dei flussi migratori in direzione dell’Europa. Ad aggiungere ulteriori preoccupazione c’è poi la notizia di un <a href="https://www.africanews.com/2022/09/04/mali-hosts-burkina-faso-military-leader-to-discuss-bilateral-cooperation/">incontro</a> al vertice fra Mali e Burkina Faso, che potrebbe preludere ad un riavvicinamento fra i due paesi e che probabilmente porterebbe Ouagadougou nell’orbita dell’influenza russa. Anche il Niger non è esente dall’influenza russa, come dimostrano le recenti manifestazioni ove affianco a slogan anti-francesi sventolavano bandiere della Confederazione Russa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lombra-dei-contractors-nel-sahel.html">L&#8217;ombra dei contractors nel Sahel</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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