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	<title>Open Society Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Jan 2025 10:44:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Open Society Archives - InsideOver</title>
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		<title>Biden premia Soros, alfiere dell&#8217;egemonia americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/biden-premia-soros-e-ha-ragione-il-finanziere-ha-fatto-linteresse-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 09:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1387" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-1536x1110.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Biden premia Soros, e ha ragione: il finanziere ha fatto l'interesse degli Usa. E il presidente lo ricorda apertamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-premia-soros-e-ha-ragione-il-finanziere-ha-fatto-linteresse-degli-usa.html">Biden premia Soros, alfiere dell&#8217;egemonia americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1387" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-1536x1110.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le sue ultime mosse da presidente, <strong>Joe Biden</strong> ha deciso di concedere a diverse figure di spicco della società americana e non la <strong>Presidential Medal of Freedom</strong>, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti: tra il cantante Bono e il cestista Kareem Abdul-Jabbar, tra l&#8217;ex candidata alla presidenza Hillary Clinton e il calciatore Lionel Messi spunta <strong>George Soros</strong>, il magnate 94enne di origini ungherese, finanziere d&#8217;assalto e patron della <strong>Open Society Foundation</strong>.</p>



<p>Il controverso finanziere, accusato da molti suoi critici di aver usato la sua attività filantropica per condizionare in senso filoamericano e filoccidentale le società di molti Paesi, soprattutto dell&#8217;ex Patto di Varsavia, è stato premiato da Biden per aver sostenuto da &#8220;investitore e filantropo&#8221; lo sviluppo dei &#8220;pilastri chiave delle società aperte, dei diritti e della giustizia, dell&#8217;equità e dell&#8217;uguaglianza,<strong> della libertà ora e in futuro&#8221;</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">As an immigrant who found freedom and prosperity in America, I am deeply moved by this honor. I accept it on behalf of the many people around the world with whom the Open Society Foundations have made common cause over the past 40 years. <a href="https://t.co/vdwTgHcZBy">https://t.co/vdwTgHcZBy</a></p>&mdash; George Soros (@georgesoros) <a href="https://twitter.com/georgesoros/status/1875643334418382889?ref_src=twsrc%5Etfw">January 4, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il patriota Soros</h2>



<p>Alex Soros, figlio del magnate di famiglia ebrea scampato all&#8217;Olocausto e divenuto poi discepolo di Karl Popper prima e <strong>attivissimo speculatore poi</strong>, ritirando il premio in nome dell&#8217;anziano padre lo ha definito un &#8220;<strong>vero patriota americano</strong>&#8221; e Biden ha ammesso che il riconoscimento è stato garantito a Soros &#8220;<strong>per tutto quello che ha fatto per aiutare questo Paese</strong>&#8220;. Va detto, fuor da ogni ipocrisia: <strong>Soros junior e Biden</strong> hanno detto la verità. Anche a costo di inibire, in questo caso, il messaggio con cui il premiato ha sempre presentato la sua azione, vista come un&#8217;opera genuina di promozione e difesa delle <strong>società aperte, dei diritti umani</strong>, dei valori della democrazia. Un anelito che, indubbiamente, in molti contesti l&#8217;Open Society ha sostenuto, ma che spesso un esponente attivo della <strong>finanza americana come Soros</strong>, uomo di straordinaria intelligenza che spesso ricorda di essersi arricchito dopo aver capito un presunto nesso tra il pensiero filosofico di Popper e il funzionamento dei mercati, ha condizionato <em>pro domo sua</em>.</p>



<p>Prima della fine del comunismo in Europa orientale, Soros ha finanziato dal 1979 in avanti il progetto Carta 77 in Cecoslovacchia, il sindacato cattolico Solidarnosc in Polonia e il dissidente Andrei Sakharov in Unione Sovietica. All&#8217;ombra degli Accordi di Helsinki e dello sdoganamento del dissenso in Est Europa, Soros, esule di un totalitarismo omicida come quello nazista, capì che la leva della liberaldemocrazia sarebbe stata fondamentale per garantire a molti Paesi la graduale uscita dal socialismo reale. E, <em>en passant</em>, l&#8217;avvicinamento al campo atlantico e agli Usa.</p>



<p>In Est Europa funzionò, e diversi rampolli della Open Society formatisi grazie alla <strong>Central European University</strong> fondata da Soros a Budapest nel 1984 divennero araldi del liberalismo post-comunista in molti Stati. Un nome su tutti, che poi ha preso strade diverse, è quello di <strong>Viktor Orban</strong>, che studiò a Londra con la Open Society e poi divenne, nel suo primo mandato da primo ministro (1999-2002), il fautore dell&#8217;ingresso ungherese in Unione Europea e Nato. Soros ha anche sostenuto figure come l&#8217;ex presidente georgiana <strong>Salome Zouribachvili e diverse Ong nella Serbia degli Anni Novanta</strong> che lottarono per la fine del regime di Slobodan Milosevic. Ma si possono indicare come <strong>incardinate negli interessi Usa</strong> anche diverse sue mosse e prese di posizione su altri teatri.</p>



<p>Si pensi ad esempio al grande attacco speculativo a lira e sterlina del settembre 1992, condotto da Soros con la regia operativa di un team in cui era membro il futuro segretario al Tesoro Usa di Donald Trump, <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/usa-scott-bessent-al-tesoro-usa-da-soros-a-trump-parabola-di-un-finanziere-dassalto.html">Scott Bessent</a></strong><a href="https://it.insideover.com/economia/usa-scott-bessent-al-tesoro-usa-da-soros-a-trump-parabola-di-un-finanziere-dassalto.html">. Operazione </a>che fruttò ai fondi soriani un miliardo di dollari e contribuì a rafforzare l&#8217;idea che nell&#8217;Occidente trionfante dopo la fine della Guerra Fredda <strong>solo il biglietto verde sarebbe stato una valuta egemone</strong>. O alle numerose prese di posizione con cui Soros, a metà Anni Dieci, anticipò l&#8217;ampliamento dello <strong>scontro tra Stati Uniti e Cina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ala sinistra del potere globalizzato americano</h2>



<p>Nel 2020, in piena prima amministrazione Trump, notavamo come le posizioni del &#8220;liberal&#8221; Soros su Pechino fossero, al netto di toni diversi, perfettamente sovrapponibili a quelle del &#8220;sovranista&#8221; Steve Bannon. Pensiamo sia utile riproporre oggi la visione che davamo allora del peso strategico dell&#8217;agenda Soros per l&#8217;interesse americano. Non servono complotti o cospirazioni, come i numerosi che spesso riguardano il magnate 94enne, per <strong>spiegare la storia</strong> di un finanziere d&#8217;assalto dalla grande influenza politica. Soros,<a href="https://it.insideover.com/politica/come-mai-soros-e-bannon-la-pensano-uguale-sulla-cina.html"> scrivevamo</a>, &#8220;è portavoce e capofila dell’ala liberal-progressista del mondo a&nbsp;<strong>stelle e strisce</strong>&#8220;. </p>



<p>Parliamo di un’ala del sistema di potere Usa &#8220;con relativi apparati, gruppi d’influenza e cordate politiche, favorevole a <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-garantiranno-ancora-la-globalizzazione.html">difendere lo status quo</a> </strong>e la <strong>narrazione </strong>della globalizzazione in quanto estremamente favorevole al mantenimento della supremazia e della centralità statunitense nel mondo. Capace di portare avanti un’agenda ideologica in cui l’apertura delle frontiere al libero commercio e alla libera circolazione dei capitali sono molto spesso sottovalutate rispetto al più visibile sostegno alla <strong>libera circolazione degli uomini</strong>&#8220;, la cu popolarità è legata soprattutto al fatto che &#8220;ha preso piede soprattutto nella <strong>Sinistra europea </strong>in cerca di punti di riferimento dopo la<a href="https://it.insideover.com/politica/a-trentanni-dalla-caduta-del-muro-come-il-1989-ha-cambiato-leuropa.html"> caduta del Muro</a> e l’avvio della globalizzazione&#8221;. Cinque anni dopo, la lettura ci pare ancora valida.</p>



<p><strong>Soros era stato su scala ampia</strong> ciò che Bannon ha provato, senza successo, ad essere per il mondo conservatore: lo &#8220;zio d&#8217;America&#8221; capace di vendere, fuori dai confini della superpotenza, la capacità statunitense di dettar legge su molte dinamiche politiche, ideologiche e strategiche, fornendo la narrazione ideale per leggere il presente a un mondo in difficoltà nella ricerca di ancoraggi solidi sul fronte dei propri riferimenti culturali e ideali. Biden ha perfettamente ragione quando dice che chi ha seguito l&#8217;agenda Soros ha seguito, di fatto, un progetto di matrice americana. <strong>Questo non vuol dire che gli aneliti di libertà e democrazia</strong> su cui spesso Open Society ha fatto leva non fossero genuini, ma che ovviamente gli interventi sono stati ben più consistenti in Paesi dal ruolo strategico o geopolitico più accentuato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Musk sulle orme di Soros?</h2>



<p><strong>Biden afferma l&#8217;ovvio, </strong>ma è un ovvio che pesa di fronte alla<strong> retorica globale e umanista dell&#8217;agenda Soros</strong>. Ne qualifica la natura squisitamente americana, da alfiere di punta della proiezione di soft power nel laboratorio perenne delle &#8220;guerre ibride&#8221; ideologiche che la fase di costruzione della democrazia est-europea nel post-Guerra Fredda ha fatto sorgere. Un&#8217;agenda di successo, anche se ormai il mondo globalizzato non si è rivelato il giardino fiorito di democrazia e libertà promesso dall&#8217;America Anni Novanta e Duemila e da figure come Soros. Il quale, a 94 anni, può dire di esser stato uno &#8220;zio d&#8217;America&#8221; d&#8217;eccellenza e di successo.</p>



<p>Chi raccoglierà il suo testimone? Il maggior indiziato, e chi ci sta <a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html">provando con più convinzione, è <strong>Elon Musk, guru della destra libertaria mondiale</strong> c</a>he al tempo stesso è demiurgo, ideologo e promotore di un&#8217;agenda libertaria sul piano economico, conservatrice sul fronte sociale e guerriera contro i presunti &#8220;nemici dell&#8217;Occidente&#8221; sul piano culturale. Da <strong>Javier Milei</strong> a <strong>Giorgia Meloni, da Santiago Abascal a Alice Wiedel</strong>, sono molti i leader ammaliati da Musk come lo furono molti big del progressismo globale da Soros venti o trent&#8217;anni fa. Musk avrà successo come il suo predecessore liberal? Tutto da vedere. Ma chi in Europa oggi denuncia le sue ingerenze, spesso sgrammaticate, senza al tempo stesso <strong>ricordare le mosse <em>pro domo Americana</em></strong> di Soros come problematiche vede solo una parte della realtà. Quella, troppo spesso, condizionata, dalla simpatia per uno &#8220;zio d&#8217;America&#8221; piuttosto che per un altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-premia-soros-e-ha-ragione-il-finanziere-ha-fatto-linteresse-degli-usa.html">Biden premia Soros, alfiere dell&#8217;egemonia americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Open Society, il leviatano dell&#8217;internazionale liberal</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/open-society-il-leviatano-dell-internazionale-liberal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2021 06:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-768x515.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In Occidente e in (quasi) tutto il mondo va crescendo in maniera esponenziale il numero di coloro che parlano la lingua del liberal-progressismo, cioè di coloro che credono in cause quali il controllo della popolazione, l&#8217;arcobalenizzazione delle strutture sociali, familistiche e legislative e la legalizzazione delle droghe e che, in generale, anelano al superamento di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/open-society-il-leviatano-dell-internazionale-liberal.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/open-society-il-leviatano-dell-internazionale-liberal.html">Open Society, il leviatano dell&#8217;internazionale liberal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>In Occidente e in (quasi) tutto il mondo va crescendo in maniera esponenziale il numero di coloro che parlano la lingua del liberal-progressismo, cioè di coloro che credono in cause quali il controllo della popolazione, l&#8217;arcobalenizzazione delle strutture sociali, familistiche e legislative e la legalizzazione delle droghe e che, in generale, anelano al superamento di tutto ciò che ha a che fare con il conservatorismo.</p>
<p>La morte delle società conservatrici è un fenomeno che, almeno in parte, è naturale, genuino, fisiologico. Perché le società sono fluide, cangianti e mobili per definizione. Alcune tradizioni diventano dogmi, altre non riescono ad affermarsi che come consuetudine e periscono in quanto transitorie. Altre volte, però, il cambiamento è eteroguidato da regie esterne, menti raffinatissime in grado di dividere, polarizzare e talvolta sovvertire. E quest&#8217;ultimo è il caso della rete mondiale<strong> Open Society</strong>, il motore dell&#8217;internazionale liberal-progressista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/open-society-il-leviatano-dell-internazionale-liberal.html">Open Society, il leviatano dell&#8217;internazionale liberal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Segnala la presenza di agenti&#8221; La nuova app di Soros per i migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/segnala-la-presenza-agenti-la-nuova-app-soros-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 May 2018 17:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Soros_talk_in_Malaysia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Soros_talk_in_Malaysia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Soros_talk_in_Malaysia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Soros_talk_in_Malaysia-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Torna a far parlare di sé il multimiliardario ungherese George Soros con le sue discutibili iniziative umanitarie. Svestiti i panni di “squalo della finanza”, come ebbe a definirlo Bettino Craxi, Soros è ora concentrato in quelle attività che i media mainstream si ostinano a definire “filantropiche”. L&#8217;ambigua filantropia di Soros Tuttavia, come si suol dire, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/segnala-la-presenza-agenti-la-nuova-app-soros-migranti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/segnala-la-presenza-agenti-la-nuova-app-soros-migranti.html">&#8220;Segnala la presenza di agenti&#8221; La nuova app di Soros per i migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Soros_talk_in_Malaysia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Soros_talk_in_Malaysia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Soros_talk_in_Malaysia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/Soros_talk_in_Malaysia-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>Torna a far parlare di sé il multimiliardario ungherese George Soros con le sue discutibili iniziative umanitarie. <br />Svestiti i panni di “squalo della finanza”, come ebbe a definirlo Bettino Craxi, Soros è ora concentrato in quelle attività che i media mainstream si ostinano a definire “filantropiche”.</p>
<p>L&#8217;ambigua filantropia di Soros</p>
<p>Tuttavia, come si suol dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio ed è dunque difficile credere nell’improvvisa beatificazione di una persona che in tempi non sospetti arrivò a polverizzare i risparmi dei contribuenti inglesi senza pentirsene. E infatti spesso, come è già stato ampiamente documentato <a href="http://www.occhidellaguerra.it/combattero-nazionalismo-lattuale-ideologia-dominante/">su questo portale</a>, le innumerevoli iniziative di Gerge Soros nell’ambito cosiddetto umanitario hanno avuto in realtà dei secondi fini di natura prettamente politica.</p>
<p>La rete del magnate ungherese è comunque riuscita ad allargarsi a vista d’occhio nel tempo e l’Open Society, la sua mastodontica organizzazione, riesce ad avere un peso determinante nella società civile americana, grazie a un patrimonio stimato di oltre 1 miliardo e mezzo di dollari. Soldi che vengono chirurgicamente destinati al finanziamento di diverse attività di sensibilizzazione, soprattutto negli Stati Uniti. Dalla Open Society erano infatti arrivati i soldi per <a href="http://www.occhidellaguerra.it/soros-prepara-la-guerra-trump/">finanziare </a>la logistica di tutte le manifestazioni anti Trump, pochi giorni dopo il suo insediamento alla Casa Bianca. Sempre dalla Open Society sono arrivati i soldi <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-campagna-dellong-vicina-soros-adesso-boicottate-mondiali-russia/">per sostenere</a> l’ong Avaaz nella sua accanita campagna, tuttora in corso, per boicottare i Mondiali in Russia e denunciare i presunti crimini di guerra di Bashar al-Assad in Siria.</p>
<p>L&#8217;applicazione per aiutare gli immigrati irregolari</p>
<p>Ancora una volta dalla medesima organizzazione capeggiata da Soros arrivano i soldi per finanziare un’altra discutibile iniziativa. Riporta <a href="http://www.wallstreetitalia.com/gruppo-di-soros-crea-app-per-aiutare-i-migranti/">wallstreetitalia</a>, confermato dal quotidiano americano <a href="https://www.lmtonline.com/local/article/Preparing-for-the-worst-case-scenario-12836679.php">lmtonline</a>, come l’organizzazione americana <a href="https://unitedwedream.org/about/#story">United We Dream</a> abbia da poco ideato un’applicazione per smartphone dalla dubbia utilità. Si tratta infatti di un sistema di comunicazione immediata che mette in contatto diverse persone per segnalare la presenza di polizia o situazioni che possano coinvolgerla.</p>
<p></p>
<p>L’applicazione però non è per tutti, ma è destinata ad un pubblico specifico, ovvero gli immigrati irregolari negli States. In pratica se un immigrato senza documenti viene fermato dalla polizia quest’ultimo, schiacciando un semplice tasto sul telefono, può avvertire il gruppo di persone con cui condivide l’applicazione e cancellare in un secondo momento tutti i recapiti e dati personali di questa rete di irregolari. Questa nuova app sarà così distribuita ai 400.000 membri di quest’organizzazione americana che, dal 2010, <a href="https://www.opensocietyfoundations.org/about/programs/us-programs/grantees/national-immigration-law-center-united-we-dream-network">riceve finanziamenti</a> dall’Open Society di George Soros.</p>
<p>Uno dei membri di United We Dream non ha avuto problemi nel rilasciare <a href="http://www.wallstreetitalia.com/gruppo-di-soros-crea-app-per-aiutare-i-migranti/">questa dichiarazione</a>: “Mia madre non ha documenti, quindi voglio essere certo di essere preparato e sapere cosa fare se succede qualcosa”. Stravaganti affermazioni che fanno da eco alla stravagante i storia dell’organizzazione. United We Dream nasce infatti come progetto del National Immigration Law Center, un centro di advocacy americano che ha ricevuto nel tempo sussidi direttamente dal Governo degli Stati Uniti. Con nemmeno troppo sforzo si può quindi affermare che la United We Dream, con soldi governativi, finanzia attività che sono al limite della legalità (come la app che nasconde le identità di persone senza documenti). L’ennesimo paradosso di un’attività legata a George Soros che fa scendere ulteriori ombre sulla trasparenza della sua attività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/segnala-la-presenza-agenti-la-nuova-app-soros-migranti.html">&#8220;Segnala la presenza di agenti&#8221; La nuova app di Soros per i migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Soldi degli Stati Uniti a Soros per destabilizzare l&#8217;Albania</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/soldi-desgli-stati-uniti-soros-destabilizzare-lalbania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2018 14:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Sono 32 pagine che inchiodano l’amministrazione Obama e l’Usaid (l’Agenzia governativa Usa che lavora per &#8220;sostenere la politica estera americana&#8221;nel mondo), mostrando i loro legami con George Soros nell&#8217;attività di destabilizzazione nei Balcani. In pratica si parla di 9 milioni di dollari con cui il Governo americano ha finanziato la campagna “Justice for all” in Albania, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/soldi-desgli-stati-uniti-soros-destabilizzare-lalbania.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Sono 32 pagine che inchiodano l’amministrazione Obama e l’Usaid (l’Agenzia governativa Usa che lavora per <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.usaid.gov/who-we-are">&#8220;sostenere la politica estera americana&#8221;</a></em>nel mondo), mostrando i loro legami con George Soros nell&#8217;attività di destabilizzazione nei Balcani.</p>
<p>In pratica si parla di <strong>9 milioni di dollari</strong> con cui il Governo americano ha finanziato la campagna “Justice for all” in Albania, promossa da East West Management Institute legato a George Soros, con lo scopo di realizzare la riforma giudiziaria del governo socialista di Tirana.</p>
<p>Il documento è stato reso pubblico da <a style="color: #0000ff" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Judicial_Watch" target="_blank">Judicial Watch</a> un’organizzazione conservatrice specializzata nel controllo delle attività governative.</p>
<p>Le <a style="color: #0000ff" href="https://www.judicialwatch.org/document-archive/jw-v-state-soros-albania-01012/" target="_blank">32 pagine</a> sono state ottenute attraverso un FOIA (il Freedom Of Information Act che consente l’accesso ad atti del Governo) presentato nel 2017 contro il Dipartimento di Stato e l’Usaid, dopo che questi ultimi si erano rifiutati di consentire la visione dei documenti richiesti.</p>
<p>Tra il materiale è incluso un <a style="color: #0000ff" href="https://www.judicialwatch.org/document-archive/pages-jw-v-state-soros-albania-01012-3-10-11/" target="_blank">memo dell’Aprile del 2016</a> che rivela come<strong> l’Ambasciata Usa in Albania e la Open Society di George Soros</strong> abbiano finanziato <a style="color: #0000ff" href="http://www.idrainstitute.org/en/projects/reforma-n-drejt-si-sondazhi-i-opinionit-publik" target="_blank">un sondaggio realizzato dall’Ong albanese Idra Insitute</a>, sul tema della giustizia nel paese.</p>
<p></p>
<p>Il sondaggio serviva a dimostrare che oltre il 90% degli albanesi appoggiavano la riforma giudiziaria voluta dal governo socialista in carica; riforma <a style="color: #0000ff" href="http://www.balkaninsight.com/en/article/albanian-opposition-leader-claims-of-being-a-soros-s-target-03-28-2017" target="_blank">considerata illiberale dall’opposizione di centro-destra</a> che arrivò a definirla “la Riforma Soros”.</p>
<p>In un <a style="color: #0000ff" href="http://www.judicialwatch.org/wp-content/uploads/2018/04/Pages-from-JW-v-State-Soros-Albania-01012-3-27.pdf" target="_blank">secondo documento del 10 Febbraio 2017</a>, il finanziamento a Soros parte direttamente dal Dipartimento di Stato che conferma come l’Open Society sia uno dei soggetti chiamati “a svolgere revisione tecnica per i progetti” che il Governo Usa finanzia in Albania e “valutarne la fattibilità e la non sovrapposizione con altre iniziative” di Istituzioni internazionali.</p>
<p>Tom Fitton, Presidente di Judicial Watch, si è chiesto se è lecito che un miliardario come George Soros &#8220;riceva i soldi dei contribuenti americani per portare avanti il ​​suo programma di sinistra radicale in patria e all&#8217;estero&#8221;<em>.</em></p>
<p>In altre parole l&#8217;Amministrazione Obama ha finanziato Soros nelle iniziative che la sua Open Society ha svolto in Albania a supporto del governo socialista; governo il cui Premier <strong><a style="color: #0000ff" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edi_Rama" target="_blank">Edi Rama è stato anche membro del Consiglio d’Amministrazione della Open Society albanese</a></strong> prima di diventare capo del Governo. <strong>Insomma un vero e proprio prodotto di laboratorio dell’élite mondialista </strong>.</p>
<p>Lo scandalo dell’ingerenza Obama/Soros in Albania è emerso con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, quando un gruppo di senatori repubblicani chiese al neo Segretario di Stato Tillerson di indagare sui fondi pubblici elargiti alla Open Society tramite l’Usaid, “per creare il controverso progetto strategico per la riforma giudiziaria in Albania”.</p>
<p>Soros anche in Macedonia</p>
<p>L’azione di infiltrazione nei processi democratici e nelle sovranità nazionali da parte di Soros non è limitato alla sola Albania ma è una strategia diffusa in tutti i Balcani.</p>
<p>Un anno fa <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/04/04/macedonia-di-soros/" target="_blank">abbiamo spiegato </a>come tra il 2012 e il 2014 la Open Society di George Soros abbia stipulato un accordo con il Governo degli Stati Uniti di complessivi 5 milioni di dollari “per realizzare in Macedonia il Civil Society Project, il piano di democratizzazione della piccola nazione balcanica; progetto realizzato attraverso una serie di Ong e associazioni macedoni” tutte emanazioni del Partito della Sinistra macedone (SDSM) che nel 2015 scatenò la Rivoluzione colorata contro il governo conservatore eletto.</p>
<p>È curioso notare come la sinistra americana ed il sistema di potere legato a George Soros, che sono in prima linea nell&#8217;accusare la Russia di un&#8217;inverosimile ed ancora non dimostrata ingerenza nell’elezione di Donald Trump, siano in realtà coloro che hanno concretamente svolto attività di ingerenza nei processi democratici ed elettivi di molte nazioni europee. <strong>Accusare gli altri di ciò che si fa è una classica tecnica di depistaggio di cui Soros è un maestro</strong>.</p>
<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>
<p></p>
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		<title>Orban vuole incastrare Soros:  gli 007 monitorano Open Society</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/adesso-orban-schiera-lintelligence-incastrare-george-soros.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 07:38:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Budapest]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Viktor Orban prosegue la sua lunga battaglia contro il finanziere e &#8220;filantropo&#8221; George Soros. Secondo quanto rivela Bloomberg, il primo ministro ha ordinato ai servizi d&#8217;intelligence di mappare e monitorare il network del potente magnate, un vero e proprio &#8220;impero&#8221; che secondo il premier ungherese minaccia apertamente la sovranità nazionale. Orban, infatti, accusa lo speculatore e presidente della Open &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-orban-schiera-lintelligence-incastrare-george-soros.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-orban-schiera-lintelligence-incastrare-george-soros.html">Orban vuole incastrare Soros:  gli 007 monitorano Open Society</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p style="text-align: left" align="JUSTIFY"><strong>Viktor Orban</strong> prosegue la sua lunga battaglia contro il finanziere e &#8220;filantropo&#8221;<strong> George Soros</strong>. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-10-27/orban-marshals-spy-agencies-in-renewed-attack-on-soros-empire">Secondo quanto rivela <i>Bloomberg</i></a>, il primo ministro ha ordinato ai <strong>servizi d&#8217;intelligence</strong> di mappare e monitorare il <em>network</em> del potente magnate, un vero e proprio &#8220;impero&#8221; che secondo il premier ungherese minaccia apertamente la sovranità nazionale. Orban, infatti, accusa lo speculatore e presidente della Open Society Foundations di voler destabilizzare il Paese, imponendo il suo dogma globalista. L&#8217;attuale premier, grande favorito alle prossime elezioni politiche del 2018, ha recentemente dichiarato che l&#8217;Europa sarà divisa tra quella &#8220;libera dai <strong>migranti</strong>&#8221; e una, nell&#8217;Europa occidentale, formata da quegli stati che si rifiutano di rimpatriare i migranti economici. Secondo Soros, al contrario l&#8217;Ungheria rappresenta “uno stato mafioso”.</p>
<p>&#8220;Soros troppo influente a Bruxelles&#8221;</p>
<p style="text-align: left" align="JUSTIFY">In un&#8217;intervista rilasciata a <i><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.miniszterelnok.hu/prime-minister-viktor-orban-on-kossuth-radios-180-minutes-programme-5/">Radio Kossuth</a></i>, Orban ha parlato di diversi documenti relativi &#8220;all&#8217;impero Soros&#8221;, sottolineando il fatto che l&#8217;obiettivo del miliardario è quello di creare un&#8217;Europa con una popolazione meticcia. Come riporta <i>Agenzia Nova</i>, il primo ministro ha affermato nella stessa intervista che i documenti dimostrano come i membri della “rete Soros” siano attivi a Bruxelles e cerchino continuamente di &#8220;stigmatizzare il governo ungherese, la cui posizione sul tema dell&#8217;immigrazione è opposta a quella del miliardario, costringendo <strong>Budapest</strong> a cambiare il proprio punto di vista sulle politiche migratorie&#8221;.</p>
<p style="text-align: left" align="JUSTIFY">Secondo Orban, l’Unione Europea ed alcuni dei suoi membri chiave sono stati letteralmente “presi in ostaggio” da un “<strong>impero finanziario</strong> e speculativo che promuove l’invasione orchestrata di nuovi <strong>immigrati</strong>”. In occasione di un recente evento commemorativo svoltosi in occasione dell’anniversario della rivolta anti-sovietica esplosa nel 1956 in Ungheria, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.rt.com/news/407580-orban-migration-dark-side/">il Primo ministro ha sottolineato</a> che l’Europa “dovrebbe essere sicura, accogliente, civile, cristiana e libera” e riconquistare lo splendore che vantava prima di abbracciare il multiculturalismo. </p>
<p>I manifesti contro George Soros a Budapest</p>
<p align="JUSTIFY">Tra il governo ungherese e <strong>George Soros</strong> è guerra aperta da mesi. Il parlamento nazionale ha votato, in estate, una legge che inasprisce i controlli sulle organizzazioni non governative (ong) che ricevono fondi esteri. Nel mirino di Budapest ci sono le onlus finanziate dalla <strong>Open Society Foundations</strong> che promuovono l’accoglienza dei migranti e le “frontiere aperte”. In aprile, inoltre, l’esecutivo ha approvato un disegno di legge che limita l’autonomia dell’università fondata dallo stesso speculatore finanziario e dalla Open Society (la Central European University di Budapest). A luglio, Orban ha tappezzato la capitale di manifesti che ritraggono il volto sorridente del finanziere. Accanto all’immagine campeggiava una scritta eloquente: “Il 99% degli ungheresi rifiuta l’immigrazione illegale. Non lasciamo a Soros l’ultima risata”.</p>
<p>La strategia di Orban accresce il consenso popolare</p>
<p align="JUSTIFY">Il partito <strong>Fidesz</strong> di Orban ha visto crescere nell&#8217;ultimo periodo i consensi fino al 59 per cento: è ciò che dicono i sondaggi pubblicati questa settimana, che rispecchiano un apparente successo della campagna anti-migranti dell&#8217;attuale premier ungherese. Sotto il profilo dei consensi, Orban sta vincendo la sua durissima battaglia contro <strong>George Soros</strong> e la Open Society. Gli ungheresi sembrano essere al suo fianco, almeno fino a questo momento. Un appassionante braccio di ferro, quello tra il Primo ministro e Soros, che antepone nazionalismo e globalismo, politiche anti-immigrazione e ideologia “no borders” e che riflette le divisioni dell&#8217;Europa contemporanea. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-orban-schiera-lintelligence-incastrare-george-soros.html">Orban vuole incastrare Soros:  gli 007 monitorano Open Society</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quegli strani giri di soldi di Soros:  sta preparando un nuovo colpo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quegli-strani-giri-soldi-soros-sta-preparando-un-colpo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 07:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>George Soros ha &#8220;donato&#8221; 18 miliardi di dollari alla Open Society Foundation, facendo registrare una cifra record per una donazione ad un ente di diritto privato. Il trasferimento di questo ingente quantitativo di denaro sarebbe avvenuto negli anni passati. La notizia, però, è stata ripresa solo ieri dai quotidiani. Il Wall Street Journal, al riguardo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quegli-strani-giri-soldi-soros-sta-preparando-un-colpo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quegli-strani-giri-soldi-soros-sta-preparando-un-colpo.html">Quegli strani giri di soldi di Soros:  sta preparando un nuovo colpo?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p><strong>George Soros</strong> ha &#8220;donato&#8221; 18 miliardi di dollari alla Open Society Foundation, facendo registrare una cifra record per una donazione ad un ente di diritto privato. Il trasferimento di questo ingente quantitativo di denaro sarebbe avvenuto negli anni passati. La notizia, però, è stata ripresa solo ieri dai quotidiani. Il <em>Wall Street Journal</em>, al riguardo, ha parlato di &#8220;Instant Giant&#8221;. Alcuni, ancora, mettono in evidenza come più che di una &#8220;donazione&#8221; si possa parlare di un &#8220;trasferimento di denaro&#8221;. L&#8217;<strong>Open Society Foundation</strong>, lo strumento che Soros  ha utilizzato per le sue iniziative &#8220;filantropiche&#8221;, diverrebbe così un vero e proprio gigante della &#8220;beneficenza&#8221;, ma questo ente, in realtà, è anche il cavallo di Troia che Soros mette puntualmente in moto per le sue campagne progressiste e per orientare mediante i finanziamenti la politica americana e non.<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-10-18/soros-sfida-gates-e-sposta-18-miliardi-sua-fondazione-open-society-070805.shtml?uuid=AEa9TkqC">Alcuni quotidiani</a> stanno inserendo questa notizia all&#8217;interno di una narrativa che vedrebbe Geroge Soros contrapposto a Bill Gates in una sfida tra titani nel campo della &#8220;filantropia&#8221;.  Secondo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.trend-online.com/prp/soros-open-society/">questo articolo</a>, poi, i 18 milardi di dollari donati da Soros corrisponderebbero all&#8217;80% del suo patrimonio totale. Un moto di bontà giunto durante la terza età oppure l&#8217;avvio di una campagna spietata sui temi cari al magnate ungherese? <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-10-17/george-soros-pours-billions-into-charity-as-tax-deadline-looms">Per<em> Bloomberg</em></a>, semplicemente, il gesto sarebbe nato dalla necessità di pagare meno tasse sui gestori degli hedge fund negli Stati Uniti. </p>
<p></p>
<p><em>Bretibart News</em>, il portale dell&#8217;Alt-Right americana, ha sottolineato, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.breitbart.com/big-government/2017/10/17/death-star-george-soros-transfers-18-billion-open-society-foundations/">nel riportare la notizia</a>, che Soros è coinvolto, tra le varie campagne più attuali, in azioni contrastanti l&#8217;attuale governo israeliano, nel promuovere l&#8217;integrazione e l&#8217;arrivo dei migranti e in alcune promozioni di campagne pro aborto in Irlanda. <em>Breitbart</em>, ovviamente, si riferisce a  Soros come a un influencer che starebbe contribuendo all&#8217;invasione islamica dell&#8217;occidente. Il sospetto, per l&#8217;Alt-Right e per quanti hanno messo in evidenza le attività di Soros in questi anni, è che il magnate si prepari per mezzo di questo maxifinanziamento ad operare con forza nel campo della geopolitica e in quello degli equilibri economico-finanziari mondo. Leggere le prossime mosse, in questo senso, potrebbe risultare decisivo. Un obiettivo possibile è certamente <strong>Donald Trump</strong>, contro la cui presidenza Soros ha già scommesso. Oltre ad aver finanziato la campagna elettorale di Hilary Clinton, infatti, il fondatore della Open Society <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-10-18/soros-sfida-gates-e-sposta-18-miliardi-sua-fondazione-open-society-070805.shtml?uuid=AEa9TkqC">aveva scommesso</a> un miliardo di dollari sul fatto che Trump non vincesse le elezioni presidenziali. Sappiamo com&#8217;è andata a finire.  </p>
<p>Ultimamente, poi, il nome del magnate che ha adottato gli Stati Uniti come seconda patria , <a href="http://www.occhidellaguerra.it/soros-scommette-sullindipendenza-la-spagna-rischia-sprofondare/">era stato citato</a> dal quotidiano spagnolo <em>La Vanguardia</em> in relazione alla Catalogna.  <strong>l’Open Society Foundation</strong>ha finanziato con 27.049 dollari il consiglio per la diplomazia pubblica della Catalogna. Indirettamente, quindi, il miliardario avrebbe avuto un ruolo anche nella partita per l&#8217;indipendenza catalana. Il fine del <strong>maxifinanziament</strong>o potrebbe essere quello di allargare ancor di più la sua influenza nel mondo. La fondazione avrebbe dichiarato, tuttavia, di non essere intenzionata ad espandersi nell&#8217;immediato. L&#8217;Open Society, del resto, è già operativa in 120 nazioni del mondo. Se questo denaro dovesse servire per cercare di modificare indirettamente gli equilibri globali, per sostenere ancor di più l&#8217;arrivo dei migranti in occidente e per sponsorizzare la causa gender e quella favorevole all&#8217;aborto, si scoprirà solo nel tempo. Di certo c&#8217;è che Soros pare intenzionato a mettere nuovamente mano al portafoglio. </p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quegli-strani-giri-soldi-soros-sta-preparando-un-colpo.html">Quegli strani giri di soldi di Soros:  sta preparando un nuovo colpo?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il legame tra Soros e il generale McMaster</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/legame-soros-generale-mcmaster.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 13:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="780" height="438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump.jpg 780w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p>L&#8217;attuale consigliere del presidente Donald Trump per gli affari di sicurezza nazionale (NSA), il generale H.R. McMaster, e il magnate George Soros, presidente della Open Society Foundations e importante finanziatore dell&#8217;ultima campagna elettorale di Hillary Clinton. Un legame, quello tra i due, emerso da una recente inchiesta condotta da Breitbart. McMaster, infatti, è stato per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/legame-soros-generale-mcmaster.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="780" height="438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump.jpg 780w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1487665627-mcmaster-trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p><p>L&#8217;attuale consigliere del presidente Donald Trump per gli affari di sicurezza nazionale (NSA), il generale <strong>H.R. McMaster</strong>, e il magnate <strong>George Soros</strong>, presidente della Open Society Foundations e importante finanziatore dell&#8217;ultima campagna elettorale di Hillary Clinton. Un legame, quello tra i due, emerso da una recente inchiesta condotta da <a href="http://www.breitbart.com/jerusalem/2017/08/08/mcmasters-former-group-scrubs-website-re-adds-soros-financing/"><em>Breitbart</em></a>. McMaster, infatti, è stato per 11 anni &#8211; dal settembre 2006 al febbraio 2017 &#8211; <a href="https://www.iiss.org/en/persons/hr-s-mcmaster">senior fellow dell&#8217;International Institute for Strategic Studies (IISS)</a>, illustre think-tank britannico che opera nel campo degli affari internazionali con sede all&#8217;Arundel House, a Londra, e considerato tra i più importanti istituti di ricerca livello mondiale. Secondo <em>Breitbart</em>, l&#8217;Open Society Foundations di Soros figurerebbe tra i più rilevanti finanziatori del think-tank in cui ha lavorato per tanti anni l&#8217;attuale consigliere per la sicurezza nazionale di Trump. E i fatti sembrano confermare questa tesi.</p>
<p>Alla corte di George Soros</p>
<p>Pare che il legame tra Soros e McMaster abbia causato qualche motivo di forte imbarazzo. Sul sito del think-tank, infatti, alla voce<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.iiss.org/en/about-s-us/our-funding"> «our funding»</a> vengono elencati tutti gli enti, le aziende e le società che finanziato il centro di ricerca. Misteriosamente, da quando <em>Breitbart</em> ha cominciato a occuparsi del caso, l&#8217;<strong>Open Society Foundations</strong> è stata rimossa per qualche giorno e poi reinserita nella lista. L&#8217;istituto, inoltre, è menzionato sul sito web della Open Society Foundations come beneficiario del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.opensocietyfoundations.org/voices/und-6">«Global Drug Policy Program»</a> lanciato dalla stessa organizzazione di cui George Soros è il presidente. </p>
<p>Come scrive <em>Breitbart</em>, «a partire da martedì la Open Society Foundations è stata nuovamente aggiunta alla lista, compreso il <strong>Plougshares Fund</strong>». L&#8217;Osf risulta essere tra i maggiori finanziatori del think-tank, con una donazione che va dai 130 mila ai 650 mila dollari. Questa la dichiarazione ufficiale dell&#8217;International Institute for Strategic Studies in merito alla vicenda: «Oltre Open Society Foundations, abbiamo accidentalmente rimosso anche la Carnegie, McArthur e James Foundations, oltre a diversi governi e sostenitori aziendali, quando abbiamo aggiornato la pagina dieci giorni fa».</p>
<p>Il think-tank che ha aiutato Obama a siglare l&#8217;accordo sul nuclare con l&#8217;Iran</p>
<p>Oltre ai soldi provenienti dalla Open Society, l&#8217;IISS <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.breitbart.com/jerusalem/2017/08/06/mcmaster-worked-think-tank-backed-soros-funded-group-helped-obama-sell-iran-nuclear-deal/">ha ricevuto importanti finanziamenti dal Ploughshares Fund</a>, anch&#8217;esso da incasellare nella capillare rete costruita dallo speculatore finanziario e a sua volta finanziato dall&#8217;Osf. Il Plougshares ha avuto un ruolo centrale nella stipulazione dell&#8217;accordo sul nucleare tra la Casa Bianca e l&#8217;Iran, come rivelato anche dal <em>New York Times</em>. La mission del Plougshares è quella di sostenere «le menti più intelligenti, le organizzazioni più efficaci per ridurre gli armamenti nucleari, impedire la nascita di nuovi stati nucleari e aumentare la sicurezza globale». Non è un caso dunque se la settimana scorsa il generale McMaster ha rimosso Ezra Cohen-Watnick , sostenitrice della «linea dura» contro la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, dal consiglio della sicurezza nazionale. </p>
<p></p>
<p><strong>Plougshares</strong> è a sua volta finanziato, <a href="http://www.ploughshares.org/sites/default/files/resources/Ploughshares-AR-2015-web-version.pdf">oltre che da Soros</a>, dalla Buffett Foundation, dalla Carnegie Corporation of New York, dalla Ford Foundation, dalla Rockefeller Brothers Fund e dalla Rockefeller Foundation. Un altro donatore di Ploughshares è la Fondazione Tides, punto di riferimento della sinistra radicale americana. Tides è finanziata da Soros. </p>
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		<title>Manifesti contro Soros in Ungheria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/manifesti-soros-ungheria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 14:35:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Budapest]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="720" height="489" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/19875089_10209772683449778_820612443861485880_n-e1499866476609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/19875089_10209772683449778_820612443861485880_n-e1499866476609.jpg 720w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/19875089_10209772683449778_820612443861485880_n-e1499866476609-300x204.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>Prosegue il braccio di ferro tra il Primo Ministro ungherese Viktor Orbàn e il magnate George Soros, presidente della Open Society Foundations. Da settimane, infatti, Budapest è tappezzata di manifesti che ritraggono il volto sorridente dello speculatore e «filantropo» . Accanto all&#8217;immagine campeggia una scritta eloquente: «Il 99% degli ungheresi rifiuta l’immigrazione illegale. Non lasciamo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/manifesti-soros-ungheria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="489" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/19875089_10209772683449778_820612443861485880_n-e1499866476609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/19875089_10209772683449778_820612443861485880_n-e1499866476609.jpg 720w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/19875089_10209772683449778_820612443861485880_n-e1499866476609-300x204.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p><p>Prosegue il braccio di ferro tra il Primo Ministro ungherese <strong>Viktor Orbàn</strong> e il magnate<strong> George Soros</strong>, presidente della Open Society Foundations. Da settimane, infatti, Budapest è tappezzata di manifesti che ritraggono il volto sorridente dello speculatore e «filantropo» . Accanto all&#8217;immagine campeggia una scritta eloquente: «Il 99% degli ungheresi rifiuta l’immigrazione illegale. Non lasciamo a Soros l’ultima risata». È la prosecuzione di una durissima battaglia tra Orbàn e Soros che dura da mesi: secondo il Primo Ministro ungherese, infatti, il magnate sarebbe responsabile, attraverso la sua fitta rete di organizzazione non governative, di promuovere l’immigrazione clandestina e di interferire negli affari interni dell&#8217;Ungheria. La campagna mediatica anti-Soros, tuttavia, <a href="https://www.reuters.com/article/us-hungary-soros-orban-jews-idUSKBN19R24L">è stata tacciata di «antisemitismo» </a>dalla comunità ebraica ungherese &#8211; Soros, naturalizzato americano ma nato a Budapest il 12 agosto del 1930, è nato in una famiglia di ebrei ungheresi.</p>
<p>L&#8217;accusa di Orbàn</p>
<p>Per <strong>Orbàn</strong>, l&#8217;ideologia delle <strong>frontiere aperte </strong> e globalista promossa da Soros e dalle sue organizzazioni, è un serio un pericolo da combattere. Un&#8217;avversità che il Primo Ministro ha spiegato ai microfoni di <a style="color: #0000ff" href="http://www.breitbart.com/london/2017/04/04/orban-soros-networks-dangerous-international-campaign-against-national-borders/"><em>Kossuth Rádió</em></a>, lo scorso aprile. «Se qualcuno vuole venire a vivere in Ungheria, deve chiedere il consenso al popolo ungherese. Non ci può essere una legge internazionale, una norma, un tribunale o un&#8217;organizzazione che sostiene che non importa ciò che pensa il popolo. Questo è impossibile. C&#8217;è, tuttavia, una campagna internazionale molto forte &#8211; osserva Orbàn &#8211; che è in corso da circa un decennio. È legata al nome di George Soros e cerca di dimostrare che i confini non hanno senso, che le nazioni non hanno alcun diritto di decidere e di stabilire come vivere.</p>
<p>La teoria delle frontiere aperte è stata concepita dal magnate e si è infiltrata in un certo numero di istituzioni internazionali. Dobbiamo combattere questa battaglia. Dobbiamo portare degli argomenti contro queste teorie. Dobbiamo fare luce su queste operazione e dobbiamo evidenziare che, spesso, non si tratta di difendere i diritti umani ma di avidità e di business sulla pelle dei <strong>migranti</strong>».</p>
<p>Le misure del governo di Budapest contro Soros</p>
<p>Tra il governo ungherese e<strong> George Soros</strong> è guerra aperta, senza esclusione di colpi. Il parlamento nazionale ha votato, poche settimane fa,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.politico.eu/article/hungary-approves-anti-foreign-ngo-law/"> una legge che inasprisce i controlli sulle organizzazioni non governative (ong)</a> che ricevono fondi esteri. Nel mirino di Budapest ci sono le onlus finanziate dalla <strong>Open Society Foundations</strong> che promuovono l&#8217;accoglienza dei migranti e le «frontiere aperte». In aprile, inoltre, l’esecutivo <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.politico.eu/article/hungary-ceu-story/">ha approvato un disegno di legge</a> che limita l’autonomia dell’università fondata dallo stesso speculatore finanziario e dalla Open Society Foundations (la Central European University di Budapest). </p>
<p>La replica del portavoce di Soros e la condanna di Human Rights Watch</p>
<p><strong>Michael Vachon</strong>, un portavoce del magnate, <a href="https://www.rt.com/news/396030-soros-orban-campaign-billboards/">ha definito la campagna di Budapest «anti-europea»</a>, affermando che essa travisa il punto di vista del magnate sull&#8217;immigrazione. «La scorsa settimana, il governo ha lanciato una campagna mediatica che ricorda le ore più buie d&#8217;Europa» &#8211; ha aggiunto. «La xenofobia e la demonizzazione dei rifugiati del regime ungherese sono anti-europei». Le parole del portavoce dello speculatore fanno eco a quelle dell&#8217;attivista di <strong>Human Rights Watch</strong>, Lydia Gall, la quale sostiene che i manifesti contro Soros ricordano quelli dei nazisti della Seconda Guerra Mondiale contro gli ebrei. </p>
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		<title>Anche Israele contro Soros</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-israele-soros.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 10:33:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La campagna di Budapest contro George Soros infiamma il dibattito. Il governo del Primo Ministro Viktor Orbán ha tappezzato l&#8217;Ungheria di manifesti contro il magnate &#8211; naturalizzato americano ma nato a Budapest il 12 agosto del 1930 &#8211; considerato dallo stesso premier «un nemico della patria» al servizio «dei poteri forti» contro il suo governo. Un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-israele-soros.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>La campagna di Budapest contro <strong>George Soros</strong> infiamma il dibattito. Il governo del Primo Ministro <strong>Viktor Orbán</strong> <a href="http://www.politico.eu/article/hungary-lashes-out-at-soros-with-poster-campaign/">ha tappezzato l&#8217;Ungheria di manifesti contro il magnate </a>&#8211; naturalizzato americano ma nato a Budapest il 12 agosto del 1930 &#8211; considerato dallo stesso premier «un nemico della patria» al servizio «dei poteri forti» contro il suo governo. Un braccio di ferro, quello tra Orbán e Soros, che prosegue da mesi, tanto che il parlamento nazionale ha votato, poche settimane fa, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.politico.eu/article/hungary-approves-anti-foreign-ngo-law/">una legge che inasprisce i controlli</a> sulle organizzazioni non governative (ong) che ricevono fondi esteri.</p>
<p>Nel mirino ci sono proprio le organizzazione finanziate dalla <strong>Open Society Foundations</strong> di cui lo speculatore &#8211; «filantropo» per la sinistra politicamente corretta e globalista &#8211; è il presidente. «Non dobbiamo concedere a Soros l&#8217;ultima risata» &#8211; si legge sui manifesti, dove si ribadisce, inoltre, che «il 99% degli ungheresi rifiuta l&#8217;immigrazione clandestina». La comunità ebraica ungherese <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-hungary-soros-orban-jews-idUSKBN19R24L">ha condannato la campagna</a> di <strong>Orbán</strong> definendola «antisemita». Soros, infatti è nato col nome di György Schwartz in una famiglia di ebrei ungheresi. Israele, tuttavia, pur prendendo le distanze dall&#8217;iniziativa, rincara la dose contro lo speculatore, affermando che il suo obiettivo è quello di minare la stabilità di governi eletti democraticamente.</p>
<p>Il ministro degli Esteri israeliano contro George Soros</p>
<p>La prima presa di posizione è quella dell&#8217;ambasciatore israeliano in Ungheria,<strong> Yossi Amrani</strong>, il quale <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.jpost.com/Diaspora/Chief-Rabbi-govt-at-odds-on-whether-anti-Soros-campaign-is-antisemitic-499199">ha criticato il governo</a>, sottolineando che tale iniziativa «evoca ricordi tristi, ma semina anche odio e paura». Poche ore più tardi è arrivata la precisazione del ministro degli Esteri di Israele espressa attraverso un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://mfa.gov.il/MFA/PressRoom/2017/Pages/Foreign-Ministry-clarification-regarding-anti-Semitism-in-Hungary-9-July-2017.aspx">comunicato ufficiale</a>: «In nessun modo la dichiarazione dell&#8217;ambasciatore ha l&#8217;obiettivo di delegittimare la critica contro George Soros, che mina l&#8217;operato dei governi democraticamente eletti di Israele attraverso il finanziamento di organizzazioni che diffamano lo Stato ebraico, cercando di negare il suo diritto a difendersi». Parole molto dure che testimoniano il rapporto conflittuale tra il noto speculatore e lo stato d&#8217;Israele.</p>
<p>Netanyahu a Budapest</p>
<p>Il caso scoppia pochi giorni prima della visita nella capitale ungherese del primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Secondo alcuni media locali israeliani, Netanyahu sposerebbe la linea adottata dal suo ministro degli esteri. Ma in Israele c&#8217;è anche chi difende Soros. Il leader del partito israeliano Meretz, Zeheva Gal-On, per esempio, accusa il governo di «sostenere l&#8217;antisemitismo mondiale». Al momento il magnate non ha commentato il fatto ma <strong>Human Rights Watch</strong> &#8211; ong finanziata dalla Open Society Foundations &#8211; si è scagliata contro Orbán, sostenendo che «i manifesti ricordano quelli dei nazisti contro gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale».</p>
<p>Lo scontro sull&#8217;immigrazione</p>
<p>Viktor Orbán e <strong>George Soros</strong>, non è un mistero, hanno due visioni del mondo completamente diverse, in particolare sul tema dell&#8217;immigrazione e dei rifugiati, sul quale si sono scontrati più volte. Il governo ungherese <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.jpost.com/Breaking-News/Hungarys-FM-European-Parliament-motion-a-new-attack-by-Soros-network-491022">ha puntato il dito contro il magnate</a> e la sua rete, colpevole di aver orchestrato una campagna diffamatoria contro Budapest dopo la chiusura delle frontiere operata dal governo Orbán, volta a delegittimarne l&#8217;operato. Lo scorso aprile, non senza polemiche e proteste, l&#8217;esecutivo <a href="http://www.politico.eu/article/hungary-ceu-story/">ha approvato un disegno di legge </a>che limita l&#8217;autonomia dell&#8217;università fondata da George Soros e dalla <strong>Open Society Foundations</strong> (la Central European University di Budapest) . Secondo Viktor Orbán, senza la nuova legge si sarebbe mantenuto in vita sistema che avrebbe dato alla Ceu dei privilegi di cui le altre università ungheresi non possono godere.</p>
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		<title>Libia, arriva l&#8217;uomo di Soros</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ghassan-salame-il-nuovo-inviato-delle-nazioni-unite-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Calogero Migliore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 07:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/ghassan-salame-il-nuovo-inviato-delle-nazioni-unite-in-libia-160447.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Dopo quattro mesi di attesa questo martedì il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la nomina a nuovo inviato per la crisi in Libia di Ghassan Salamé, ex ministro della cultura in Libano (2000-2003) e attuale professore di relazioni internazionali nella prestigiosa Sciences Po di Parigi. Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ghassan-salame-il-nuovo-inviato-delle-nazioni-unite-in-libia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Dopo quattro mesi di attesa questo martedì il <strong>Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite</strong> ha approvato la nomina a nuovo inviato per la crisi in Libia di Ghassan Salamé, ex ministro della cultura in Libano (2000-2003) e attuale professore di relazioni internazionali nella prestigiosa <em>Sciences Po</em> di Parigi.</p>
<p>Il Segretario generale delle Nazioni Unite <strong>Antonio Guterres ha approvato ufficialmente</strong> il passaggio dell’importante incarico il sabato della settimana passata, mentre i 15 membri del Consiglio avrebbero avuto tempo fino a martedì 20 giugno per opporsi alla nomina del professore libanese che, salvo imprevisti, dovrebbe essere confermata in questi giorni.</p>
<p>La ricerca di un successore di Martin Kobler era iniziata a febbraio, quando Guterres aveva appoggiato la candidatura dell’ex primo ministro palestinese Salam Fayyad. Gli Stati Uniti, attraverso la loro Rappresentante permanente alle Nazioni Unite Nikki Haley, si erano opposti con forza per evitare che Fayyad venisse nominato inviato in Libia perché, per usare le parole della stessa Haley, “c’è il rischio che vengano compromessi gli interessi di Israele, nostro alleato.” Non è la prima volta che gli alti funzionari americani si lamentano delle posizioni considerate anti-israeliane dell’Onu: <strong>solo due settimane fa</strong> gli Stati Uniti condannavano l’ennesimo invito al boicottaggio di alcune aziende israeliane fatto dall’Organizzazione ai suoi membri.</p>
<p>Guterres non aveva gradito il rifiuto americano e aveva commentato la scelta degli Stati Uniti condannandola come causa di “una grave perdita per il processo di pace in Libia.” Prima che la scelta ricadesse su Salamé, riferisce il <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.middleeastmonitor.com/20170621-un-council-approves-former-lebanese-minister-as-new-libya-envoy/%23.WUpBrGs5wwg.twitter" target="_blank" rel="noopener">Middle East Monitor</a> , è stato messo il veto su altri due candidati al ruolo di inviato per la crisi libica, un inglese e un americano.</p>
<p><strong>Ghassan Salamé</strong> è nato nel 1951 in Libano ma gli studi universitari li ha portati avanti e conclusi a Parigi. Il professore di relazioni internazionali e studi di conflitto non è nuovo all’ambiente che ruota attorno alle Nazioni Unite. Dal 2003 al 2006 è stato Senior Adviser del Segretario generale dell&#8217;Onu e, sempre nel 2003, ha svolto il ruolo di consigliere politico durante l’invasione dell’Iraq. Il nuovo inviato delle Nazioni Unite in Libia fa anche parte del Comitato direttivo di diverse Ong, tra le quali l’International Crisis Group (con sede a Bruxelles e con cui collabora anche Emma Bonino), l’International Peace Institute (con sede a New York) e della tanto discussa <a href="http://www.g-l-f.org/index.cfm?id=47915" target="_blank" rel="noopener">Open Society Foundations</a>  del magnate ungherese naturalizzato americano <strong>George Soros</strong>. Fa parte della Global Leadership Foundation, è considerato uno dei maggiori esperti per la risoluzione dei conflitti in Medio Oriente e scrive per la rivista di approfondimento Foreign Policy. Ha pubblicato anche diversi libri tra i quali “Democrazia senza democratici: politica della liberalizzazione del mondo arabo e musulmano”, “Politica dell’integrazione araba” e “Fondamenti dello stato arabo”.</p>
<p>I predecessori Bernardino Leon e Martin Kobler non sono riusciti a chiudere il dossier libico. Ora tocca a Ghassan Salamé provarci e la speranza è che &#8211; memore del suo ruolo durante l’invasione dell’Iraq e grazie all’esperienza maturata durante il suo mandato da Consulente sia sotto Kofi Annan che Ban Ki-Moon &#8211; <strong>non si ripetano gli errori del passato</strong>, permettendo parallelamente il consolidamento di quella tanto millantata stabilità promessa dopo la decisione di rovesciare il regime del vituperato Mu’ammar Gheddafi.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ghassan-salame-il-nuovo-inviato-delle-nazioni-unite-in-libia.html">Libia, arriva l&#8217;uomo di Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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