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	<title>Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 24 Jun 2026 16:32:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dalla Bosnia alla Siria: Turchia-Israele, la sfida infinita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-bosnia-alla-siria-turchia-israele-la-sfida-infinita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:32:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La sfida geopolitica tra Israele e Turchia prosegue apertamente, e mentre Ankara e Tel Aviv alzano il livello dello scontro retorico, Recep Tayyip Erdogan e Benjamin Netanyahu muovono le rispettive pedine per consolidare le proprie posizioni strategiche. Nel quadro del riassetto del Medio Oriente, la rotta di collisione tra due delle maggiori potenze regionali sembra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-bosnia-alla-siria-turchia-israele-la-sfida-infinita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La <strong>sfida geopolitica tra Israele e Turchia</strong> prosegue apertamente, e mentre Ankara e Tel Aviv alzano il livello dello scontro retorico, <strong>Recep Tayyip Erdogan e Benjamin Netanyahu</strong> muovono le rispettive pedine per consolidare le proprie posizioni strategiche. Nel quadro del riassetto del Medio Oriente, la rotta di collisione tra due delle maggiori potenze regionali sembra essere indirizzata e, anche se l&#8217;ipotesi di un conflitto aperto tra Ankara e Tel Aviv appare remoto e frenato da diverse questioni come il comune legame strategico con gli Usa, sicuramente è ormai a viso aperto in corso una <strong>partita di potere</strong> che tocca un arco di crisi esteso dal Corno d&#8217;Africa all&#8217;Europa orientale.</p>



<p>Le ultime settimane hanno conosciuto un climax ascendente. Nei giorni scorsi si sono aggiunti tre elementi chiave. Primo: nuove incursioni israeliane in Siria nell&#8217;area di Tel Abu Qubais, con l&#8217;obiettivo di creare una zona di sicurezza a Sud nel Paese guidato da Ahmad al-Sharaa, stretto alleato e protegé dei turchi che ne hanno sostenuto l&#8217;ascesa a Damasco durante la caduta di Bashar al-Assad a fine 2024. Secondo tema: la svolta di <strong>Erdogan sul Libano, che Ankara ha inserito nel suo perimetro di sicurezza</strong>.</p>



<p>Criticando i raid israeliani dopo la firma del cessate il fuoco Usa-Iran e contestando l&#8217;ambizione di Tel Aviv di espandersi in Libano, Erdogan ha dichiarato che la sicurezza della Turchia passa da Beirut. &#8220;Ankara sospetta che l&#8217;influenza israeliana sia stata alla base dello storico accordo di delimitazione marittima siglato dal Libano con Cipro nel novembre 2025, che apre la strada alla potenziale esplorazione di giacimenti di gas offshore e alla cooperazione energetica nel Mediterraneo&#8221;,<a href="https://www.rfi.fr/en/podcasts/international-report/20260620-lebanon-becomes-latest-battleground-in-turkish-israeli-tensions"> nota Rfi. </a>Per la Turchia, un Libano egemonizzato da Israele amplierebbe il cordone sanitario regionale. </p>



<p><strong>Israele ha rilanciato nei Balcani</strong><a href="https://www.agenzianova.com/a/6a3a0e3564bf08.52785119/7527549/2026-06-22/bosnia-israele-stampa-bosniaca-cvijanovic-partecipa-a-incontri-ufficiali-con-bandiera-serba">: Zeljka Cvijanović, </a>membro serbo della presidenza tripartita della Bosnia-Erzegovina, ha visitato Israele incontrando Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa&#8217;ar utilizzando, negli incontri, solo la bandiera della Repubblica Srpska che rappresenta. Rinfocolando retoricamente il separatismo dei serbo-bosniaci, ritenuto a lungo un fattore di instabilità potenziale in un&#8217;area di pertinenza strategica per la Turchia ove Israele conta già una solida alleanza con la Grecia, rivale di Ankara, e corteggia l&#8217;Albania, altro Paese spesso vicino a Ankara sul piano geopolitico.</p>



<p>Il leader storico dei serbo-bosniaci, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/article-885647">Milorad Dodik, ha detto al Jerusalem Post che la Srpska è &#8220;l&#8217;Israele dei Balcani&#8221;.</a> Una mossa che lascia presagire nuovi rafforzamenti politici dei rapporti bilaterali. La tentazione di Israele di soffiare sui fuochi separatisti in funzione anti-turca non è nuova: si è vista anche in<a href="https://it.insideover.com/politica/a-gerusalemme-apre-lambasciata-del-somaliland-israele-punta-sul-corno-dafrica-e-sul-mar-rosso.html" type="post" id="520598"> <strong>Somaliland, Paese che di recente ha aperto la sua ambasciata a Gerusalemme</strong></a> in sfida aperta al governo centrale della Somalia sostenuto da Ankara che attraverso Mogadiscio si proietta oltre il Mar Rosso e sull&#8217;Oceano Indiano. Tutto lascia presagire che <strong>Israele e Turchia stiano preparando una rete di pesi e contrappesi</strong> capaci di fungere da leva nei propri confronti e poteri frenanti verso gli avversari in caso di futuro peggioramento del quadro multilaterale. Potenze con volontà egemoniche, guidate da leader spregiudicati e in cerca di alleati e satelliti, Ankara e Tel Aviv sanno che l&#8217;ora di una qualche forma di scontro potrebbe avvicinarsi. E non vogliono lasciare nulla di intentato per costruirsi le reti necessarie a premunirsi da ogni minaccia.</p>
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		<title>Commissione Onu: &#8220;Israele spara deliberatamente sui bambini di Gaza, è genocidio&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/commissione-onu-israele-ha-deliberatamente-preso-di-mira-i-bambini-di-gaza-e-genocidio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza Onu" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-1536x845.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-600x330.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Commissione d'inchiesta dell'ONU accusa Israele di aver deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi a Gaza e Cisgiordania: è genocidio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza Onu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-1536x845.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-600x330.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una commissione d’inchiesta internazionale del <strong>Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite</strong> <a href="https://news.un.org/fr/story/2026/06/1159046" type="link" id="https://news.un.org/fr/story/2026/06/1159046">ha pubblicato un nuovo, sconvolgente, report</a>, nel quale accusa apertamente Israele di aver deliberatamente <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session62/a-hrc-62-crp-2.pdf" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session62/a-hrc-62-crp-2.pdf">preso di mira i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza, denunciando ancora una volta il «genocidio» in corso</a>, ma anche evidenziando i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra nella Striscia, oltre a rilevare <strong>crimini di guerra anche in Cisgiordania</strong>. </p>



<p>Il rapporto, intitolato&nbsp;<em>«L’essenza dell’infanzia è stata distrutta: il deliberato attacco di Israele contro i bambini palestinesi nel Territorio Palestinese Occupato dal 7 ottobre 2023</em>», arriva a poche settimane da un precedente documento – risalente allo scorso settembre – in cui la stessa commissione aveva già concluso che le autorità e le forze di sicurezza israeliane avevano commesso «quattro dei cinque atti tipici del genocidio» <a href="https://thewire.in/rights/un-inquiry-gaza-genocide-deliberate-targeting-of-children" type="link" id="https://thewire.in/rights/un-inquiry-gaza-genocide-deliberate-targeting-of-children">definiti dalla Convenzione del 1948</a>, con buona pace di chi continua &#8211; nonostante le evidenze &#8211; a <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">negare la drammatica realtà dei fatti</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Commissione Onu inchioda Israele</h2>



<p>Ora la Commissione internazionale e indipendente d’inchiesta sui Territori palestinesi occupati e su Israele, istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani, va oltre: secondo gli investigatori, il <strong>prendere di mira deliberatamente i bambini è uno degli elementi chiave per stabilire l’intenzione genocida</strong> delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere il gruppo palestinese, nella sua totalità o in parte, a Gaza. </p>



<p><a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session62/a-hrc-62-crp-2.pdf"><strong>SCARICA IL RAPPORTO</strong></a></p>



<p>«Le prove mostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane», ha dichiarato <strong>Srinivasan Muralidhar</strong>, presidente della Commissione, sottolineando come anche dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 i bambini continuino a essere uccisi e gravemente feriti, con il perdurare del disprezzo di Israele nei confronti della tregua e della protezione dovuta ai minori in base al diritto internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri del genocidio</h2>



<p>I numeri contenuti nel rapporto sono sconvolgenti. Nei primi due anni di guerra almeno <strong>20.179 bambini sono stati uccisi</strong> e 44.143 feriti nella <strong>Striscia di Gaza</strong>, rappresentando <strong>circa il 30% di tutte le vittime</strong>. Tra questi, <strong>almeno 5.031 avevano meno di 5 anni</strong>, di cui circa 1.029 neonati sotto l’anno di età. </p>



<p>In Cisgiordania e Gerusalemme Est, nello stesso periodo, sono stati uccisi 213 minori palestinesi. <a href="https://www.unicef.org/press-releases/deadly-violence-continues-claim-childrens-lives-across-gaza-and-west-bank" type="link" id="https://www.unicef.org/press-releases/deadly-violence-continues-claim-childrens-lives-across-gaza-and-west-bank">L’Unicef ha aggiunto che dal cessate il fuoco di ottobre 2025 sono stati uccisi oltre 260 bambini, uno al giorno</a>. Il rapporto documenta come le forze israeliane abbiano <strong>attaccato i bambini con armi di precisione</strong> – colpi di cecchino, droni armati – e con armi ad alto impatto su edifici residenziali, scuole e campi profughi affollati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Alcuni esempi terribili della strage di bambini</h2>



<p>La commissione ha verificato in modo indipendente una <strong>serie di casi che restituiscono l’orrore di ciò che sta accadendo</strong>. C’è la storia di <strong>Hind Rajab</strong>, una bambina di 5 o 6 anni, e della sua famiglia – sette persone – uccisi a Gaza City il 29 gennaio 2024, insieme a due paramedici. Hind rimase al telefono con i soccorritori per ore, intrappolata in un’auto tra i corpi dei parenti morti. C’è il caso di un ragazzo di 15 anni colpito al piede mentre sventolava un panno bianco durante un’evacuazione a Khan Younis, il 24 gennaio 2024, poi raggiunto da altri due colpi alla schiena e al collo mentre cercava di rialzarsi. E ancora, un neonato di 10 giorni colpito alla testa da un fucile montato su un drone mentre veniva allattato in una tenda al campo di Nuseirat, il 12 aprile 2024, sopravvissuto con danni cerebrali e crisi epilettiche.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I have been reading the new UN report about how Israel has been targeting children in Gaza. There are no words to describe how awful it is. Here are some of the worst examples: <br><br>1) Hind Rajab and family, Tel al-Hawa, Gaza City, 29 Jan 2024. Named. A family of seven plus two…</p>&mdash; Shaiel Ben-Ephraim (@academic_la) <a href="https://x.com/academic_la/status/2069584114618105983?ref_src=twsrc%5Etfw">June 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il rapporto cita anche la vicenda di<strong> Jadallah &#8220;Jad&#8221; Jadallah, 14 anni, ucciso a bruciapelo</strong> a Tubas il 16 novembre 2025 e lasciato a sanguinare per circa 45 minuti mentre circa 14 soldati gli stavano intorno, con uno che gli ha ripreso il cappello e un altro che ha messo una pietra accanto al corpo per simulare una scusa. C’è Layla al-Khatib, una bambina di 2 anni colpita alla nuca durante la cena a casa sua il 25 gennaio 2025 in Cisgiordania, con quattro proiettili sparati attraverso la finestra del soggiorno. E poi Walid Ahmad, 17 anni, morto il 22 marzo 2025 nel carcere di Megiddo per fame, deperimento muscolare, colite non curata e scabbia – il primo minore palestinese a morire in custodia israeliana dall’ottobre 2023. ù</p>



<p>La commissione ha inoltre verificato <strong>il caso di quattro neonati all’ospedale pediatrico Al-Nasr</strong>, nel novembre 2023, trovati in decomposizione ancora attaccati a macchine per il supporto vitale dopo che il personale era stato costretto a evacuare senza poterli spostare, e di almeno 15 neonati morti di ipotermia tra dicembre 2024 e febbraio 2025, tra cui una bambina di un giorno. Non mancano le denunce di violenza sessuale in detenzione, con ragazzi palestinesi spogliati e filmati pubblicamente durante arresti di massa, e due cugini di 7 e 13 anni denudati sotto la minaccia delle armi a Jenin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tel Aviv respinge le accuse ma la Commissione chiede di incriminare i colpevoli</h2>



<p>Le conseguenze, sottolinea il rapporto, vanno ben oltre le vittime dirette. I bambini sopravvissuti soffrono di «<strong>ferite fisiche e psicologiche gravi, traumi collettivi, separazione, disabilità, spostamenti ripetuti, fame e crollo dei sistemi educativi e sanitari</strong>» che – scrive la Commissione – «hanno annientato l’infanzia di questi bambini e continueranno a segnarli per tutta la vita a Gaza». Gli investigatori denunciano anche gli attacchi di Tel Aviv ai <strong>servizi di maternità e neonatologia</strong>, che ha causato un aumento di aborti spontanei e complicazioni alla nascita, e accusano il blocco imposto a Gaza di aver provocato una carestia che ha contribuito alla morte di bambini e al degrado della loro salute. </p>



<p>«Prendendo di mira i bambini, Israele mina le fondamenta della società palestinese, indebolisce la vitalità demografica e la capacità complessiva del popolo palestinese di <strong>preservare ed esercitare il suo diritto a determinare il proprio futuro come popolo</strong>», si legge nel rapporto. O, come ha sintetizzato il presidente Muralidhar: «Attaccando i bambini, Israele sta attaccando la stessa capacità del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro».</p>



<p>Israele ha respinto con forza le conclusioni, definendo il rapporto «una farsa calunniosa» e «un pezzo di propaganda oltraggioso come i precedenti», accusando la commissione di <strong>passare sotto silenzio le brutali tattiche di Hamas</strong>, che attacca senza pietà i bambini israeliani e usa i bambini palestinesi come scudi umani. La missione israeliana a Ginevra ha inoltre affermato che la commissione manca di qualsiasi meccanismo di verifica credibile per le sue affermazioni.</p>



<p>La Commissione d’inchiesta, tuttavia, <strong>chiede a Tel Aviv di porre fine alle violazioni e ai crimini</strong>. Ha identificato unità militari specifiche coinvolte – tra cui la <strong>Brigata Kfir</strong>, la 401ª Brigata Corazzata, Shayetet 13, l’unità Duvdevan e l’unità multidimensionale – e formula raccomandazioni a Israele e a tutti gli Stati membri affinché gli autori di questi crimini rispondano delle loro azioni. «Anche se le bombe e le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno dall’oggi al domani», ha avvertito Muralidhar. «La distruzione della loro salute, istruzione e sviluppo è irreversibile». </p>



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<p><br></p>
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		<item>
		<title>Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una proposta di ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla Giordania la custodia storica della spianata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html">Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Negli ultimi mesi, calata l&#8217;attenzione mediatica su Gaza, si sta incendiando <strong>Gerusalemme</strong>, e nello specifico il sito più politicamente sensibile del Medio Oriente: la <strong>Spianata delle Moschee</strong>, il luogo che i musulmani chiamano <strong>Al-Haram al-Sharif</strong> e gli ebrei <strong>Monte del Tempio</strong>. Succede quando una proposta sostenuta da ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla <strong>Giordania</strong> la custodia storica della spianata, e trasformarla in un complesso multireligioso che viene incontro alle sole <a href="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema" type="link" id="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema">esigenze israeliane</a>. La notizia, nata come indiscrezione raccolta dal sito filopalestinese <em>Middle East Eye</em> (non sempre affidabile, va detto) e poi confermata da analisti che seguono il conflitto, è una bomba a orologeria nella diplomazia mondiale e potrebbe innescare una nuova e gravissima ondata di violenze <a href="https://it.insideover.com/tag/israele" type="link" id="https://it.insideover.com/tag/israele">in tutta la regione</a>.</p>



<p>Bisogna però fare prima un passo indietro fino al <strong>1924</strong>, ben prima della nascita dello <strong>Stato di Israele</strong>, la dinastia degli <strong>Hashemiti</strong>, ossia la famiglia reale che governa la <strong>Giordania</strong>, esercita la custodia formale dei luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme. Questo ruolo fu affidato loro quando la <strong>Palestina</strong> era sotto il <strong>mandato britannico</strong>, dopo che gli Hashemiti avevano perso il controllo delle città sante della <strong>Mecca</strong> e di <strong>Medina</strong> a favore della famiglia <strong>Al Saud</strong>, gli attuali governanti dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</p>



<p>Le cose sono cambiate in parte dopo la <strong>Guerra dei Sei Giorni</strong> del 1967, quando Israele ha occupato <strong>Gerusalemme Est</strong>, l&#8217;area in cui si trova la Spianata. Da allora, le autorità israeliane gestiscono la sicurezza esterna del sito, ma la gestione quotidiana e religiosa dell&#8217;area è rimasta formalmente in mano al <strong>Waqf</strong>, un organo religioso finanziato e controllato dal governo giordano. È un accordo che fa parte del cosiddetto <em>status quo</em> di Gerusalemme, un delicato equilibrio diplomatico riconosciuto anche nel <strong>trattato di pace tra Israele e Giordania del 1994</strong>. Per la monarchia di <strong>Amman</strong>, questa custodia non è solo una questione di prestigio e identità, ma una colonna portante della propria legittimità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un centro multifede per far pregare i gruppi ebrei</h2>



<p>Di cosa parla il nuovo piano? Secondo quanto riportato da <strong>Daniel Seidemann</strong>, avvocato israelo-americano considerato tra i massimi esperti della storia e delle regole non scritte di Gerusalemme, la proposta prevederebbe la <strong>fine improvvisa</strong> dell&#8217;autorità del Waqf giordano: al suo posto, verrebbe creato un nuovo organismo istituito dal governo israeliano con un blando coinvolgimento di un consorzio internazionale e interreligioso, comprendente rappresentanti ebrei e di vari Paesi arabi o musulmani, con una possibile supervisione a rotazione.</p>



<p>L&#8217;obiettivo formale sarebbe dichiarare la Spianata un <strong>centro multi-fede</strong>, garantendo parità di accesso ai fedeli delle diverse confessioni e consentendo ufficialmente la preghiera ebraica in grandi gruppi all&#8217;interno del perimetro, cosa impensabile secondo le regole attuali. Oggi gli ebrei possono entrare solo come visitatori, ma senza pregare. Il sogno realizzato di ultranazionalisti come Ariel Sharon e gli stessi ministri considerati più &#8220;estremisti&#8221; del governo Netanyahu, come quello della Sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, senza che la storia abbia preso sufficiente spazio nel dibattito internazionale. Eppure l&#8217;eliminazione della custodia giordana verrebbe percepita come un affronto inaccettabile da gran parte del mondo arabo e islamico.</p>



<p>Il <strong>deus ex machina</strong> dell&#8217;operazione sarebbe <strong>Jared Kushner</strong>, genero di <strong>Donald Trump</strong> e grande affarista nella West Bank: l&#8217;amministrazione statunitense ne avrebbe già discusso con diversi Paesi del Golfo e del Nord Africa, tra cui <strong>Bahrein</strong>, <strong>Egitto</strong>, <strong>Marocco</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti, al momento alle prese con l&#8217;umiliazione subita dagli Stati Uniti con l&#8217;Iran</strong>. La Casa Bianca ha definito il rapporto &#8220;totalmente falso&#8221; e il <strong>Segretario di Stato Marco Rubio</strong> ha dichiarato di non averne mai sentito parlare. Basterà a placare le acque? Negli stessi giorni, il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha respinto la richiesta della Procura Generale di limitare i poteri di <strong>Ben-Gvir</strong> sulle questioni di polizia più sensibili, comprese quelle che riguardano la Spianata delle Moschee, che Ben-Gvir vede come il più grande regalo che possa fare ai suoi sostenitori di estrema destra. Non a caso, le sue visite al sito, portatrici di gravi tensioni, sono servite come un omaggio a quella parte dell&#8217;elettorato.</p>



<p>Non parliamo di fantascienza, ma di una politica che <a href="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est" type="link" id="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est">si sta già concretizzando</a> a <strong>Gerusalemme Est</strong>. Lo stesso <strong>Daniel Seidemann</strong>, di solito cauto con le parole, ha recentemente dichiarato che la progressiva demolizione ed espulsione di residenti palestinesi in alcuni quartieri storici e nelle aree beduine limitrofe starebbe superando la definizione di <strong>occupazione</strong>, configurandosi ormai come una vera e propria forma di <strong>ingegneria demografica</strong> ed <strong>espulsione forzata</strong>.</p>



<p>A peggiorare le cose, c&#8217;è un dibattito europeo sempre indietro sui tempi riguardo ai possibili freni da apporre all&#8217;espansionismo israeliano. Dopo che l&#8217;Uniona Europea si è incartata sulle sanzioni a Ben-Gvir rinunciando a qualsiasi misura correttiva, Israele ha dichiarato persona non grata la voce diplomatica dell&#8217;Ue, <strong>Kaja Kallas</strong>, per aver detto in un incontro a porto chiuse che quello che avviene in Cisgiordania è &#8220;apartheid&#8221;: per tutta risposta la sua collega e commissaria Ue per il Mediterraneo si è presentata a Tel Aviv per scambiare sorrisi con il ministro degli Esteri di Tel Aviv, senza alcun rimprovero. In Italia continua a imperversare in tv <strong>Emanuele Fiano</strong>, Pd, la cui funzione è quella di ostacolare, dall&#8217;opposizione di sinistra, qualsiasi riforma radicale della nostra diplomazia nei confronti di Israele. Perché, spiega, se un cambiamento ci dovrà essere, arriverà dagli israeliani. Con questi argomenti spiega alla storica Paola Caridi: «Ditemi se hanno avuto effetto le sanzioni contro l&#8217;Iran. O le sanzioni contro la Russia». Insomma, campa cavallo.</p>



<p></p>
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		<title>Iran, la guerra ha ricompattato il regime. Ora la sfida di una nuova Repubblica Islamica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 04:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iran, la guerra ha ricompattato il regime. Ora la sfida di una nuova Repubblica Islamica emerge come importante.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>governo iraniano</strong> si è compattato attorno all&#8217;imminente tregua con gli Stati Uniti e ha considerato un <strong>minimo comune denominatore</strong>, per completare l&#8217;accordo con Washington, l&#8217;assicurazione sulla <strong>sopravvivenza del sistema politico della Repubblica Islamica</strong> alla prova più dura dal 1979 ad oggi, l&#8217;espunzione dall&#8217;accordo di molti dossier cari a Israele come lo stop all<strong>&#8216;inserimento dei missili e del sostegno agli alleati regionali</strong> e, soprattutto, il riconoscimento del <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">sistema-Iran come &#8220;<strong>signore di Hormuz&#8221;</strong>. </a></p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">Lo aveva scritto Alessandro Cassanmagnago, lo possiamo confermare ora</a>: il fatto che sia stato l&#8217;Iran a poter offrire la condizione della riapertura espungendo concessioni, tra cui anche la prospettiva che l&#8217;amministrazione Trump finanzi un programma di ricostruzione da <strong>300 miliardi di dollari</strong> dei danni bellici subiti da Teheran, lascia presagire un sostanziale compattamento di un regime che giungeva alla guerra scatenata da Washington e Tel Aviv il 28 febbraio scorso in condizioni critiche e crescentemente delegittimato dalla popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è cambiato il regime</h2>



<p>A tal proposito, è bene sottolineare come <strong>la morte dell&#8217;Ayatollah Ali Khamenei,</strong> del Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale <strong>Ali Larijani,</strong> del capo dei Pasdaran <strong>Mohammad Pakpour</strong> e di molti altri vertici del sistema iraniano abbia accelerato un nuovo mutamento di forma del potere della Repubblica Islamica. </p>



<p>La trattativa è stata lo sbocco dell&#8217;azione di un Iran &#8220;bifronte&#8221;. Da un lato, l&#8217;apparato militare dei Pasdaran ha condotto le operazioni di risposta ai raid israelo-americani e ha esteso a raggiera nel Golfo la risposta mentre in patria la &#8220;difesa a mosaico&#8221; offriva <strong>capacità di azione ai comandi locali</strong>. Dall&#8217;altro, gli alti vertici di un potere iraniano senza più sommi capi come Khamenei senior hanno trovato un modus vivendi e un equilibrio interno tra ambizioni mutevoli e nuovi rapporti di forza. </p>



<p>Il presidente della Repubblica <strong>Mohammad Pezeshkian</strong> ha di fatto funto da garante di un cambio di prospettiva, incentivando proprio il ruolo dell&#8217;istituzione del Consiglio di Sicurezza Nazionale: guidata dal successore di Larijani, Mohammad Bagher Zolghadr, e in cui lo stesso capo dello Stato è il numero due, seguito dal capo del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il Consiglio ha in nome della ricerca di una camera di compensazione tra apparati di potere operato con crescente collegialità. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poliarchia che guarda al futuro</h2>



<p>Nel Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale sono rappresentati esponenti del mondo conservatore, come Said Jalili, il braccio destro della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, e riformisti come il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi, protagonista della mediazione. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-per-ghalibaf-la-porta-non-e-chiusa-lamerica-ha-compreso-la-nostra-logica-ora-guadagni-la-nostra-fiducia.html" type="post" id="513014">Non a caso Ghalibaf </a></strong>è stato a capo della mediazione in Pakistan condotta fianco a fianco con la diplomazia Usa in virtù del suo ruolo primario rispetto agli altri membri della delegazione in seno al Consiglio. </p>



<p>L&#8217;imminenza della firma degli accordi con gli Usa a Ginevra porterà questa <strong>poliarchia di potere alla prova del dopoguerra</strong> e della sua strutturazione. Inizialmente si pensava che l&#8217;ala ultraconservatrice dei cosiddetti &#8220;Paydari&#8221; avrebbe provato a frenare il percorso e lavorato per sabotare e contestare i negoziati in nome della ripresa della guerra. <a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/iran-us-declare-diplomatic-breakthrough-despite-domestic-firestorms">Amwaj Media ha però ricordato</a> che &#8220;Mohammad Mehdi Mirbaqeri, considerato la guida spirituale del gruppo Paydari, <a href="https://x.com/mirbaqeri_ir/status/2065892330851205416" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è espresso</a> a favore dell&#8217;accordo in via di definizione e ha cercato di placare le preoccupazioni dei critici&#8221;. </p>



<p>Nel breve periodo, la <strong>logica di sopravvivenza, da Khamenei junior in giù, ha unito i potenti di Teheran</strong>. Nel medio-lungo, bisognerà capire che Repubblica Islamica esisterà: il governo dell&#8217;economia resta critico, le molte tensioni sociali andranno sanate, un apparato di potere nascente si sta strutturando. E finita la guerra bisognerà governarlo in tempo di pace. <em>Primum vivere, deinde philosofari</em>: la Repubblica islamica rispolvera Hobbes di fronte allo &#8220;stato di natura&#8221; del nuovo Medio Oriente competitivo. In cui nonostante ogni trend negativo, l&#8217;Iran è sopravvissuto. E questo fino a pochi mesi fa non molti sarebbero stati disposti a scommetterlo.</p>



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		<title>Iran: per ora conflitto limitato, iniziato da un drone che non c&#8217;è</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-per-ora-conflitto-limitato-iniziato-da-un-drone-che-non-ce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 11:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: per ora conflitto limitato, iniziato da un drone che non c&#039;è" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra l'altro, l'Iran si è guardato bene, per ora, di attaccare Israele, che gli avrebbe attirato repliche non altrettanto mirate, con conseguente e inevitabile ampliamento del conflitto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: per ora conflitto limitato, iniziato da un drone che non c&#039;è" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/image-3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altra notte di fuoco incrociato tra Iran e Stati Uniti. Ma, nonostante le apparenze ancora non è guerra: ad oggi non si registrano vittime né dall&#8217;una né dall&#8217;altra parte. I duellanti, a quanto pare, nonostante le minacce reciproche stanno calibrando i colpi. Per ora.</p>



<p>Significativo, ad esempio, l&#8217;attacco a due serbatoi idrici sulla costa iraniana: nel riferire la verità della denuncia iraniana, riscontrata attraverso satelliti, il <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/10/world/middleeast/precision-strike-iran-water.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a> vi associa il comunicato dell&#8217;esercito americano nel quale è specificato che l&#8217;attacco è stato condotto &#8220;con munizioni di precisione&#8221;. Quindi è stato colpito di proposito, un crimine di guerra che ha lasciato senza acqua potabile 20mila persone. Ma, allo stesso tempo, si è voluto evitare che le bombe facessero strame di civili.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/2026/06/10/world/middleeast/precision-strike-iran-water.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a1-nyt-copia-2-1024x411.jpg" alt="Analysis of Satellite Image and Videos Suggest Precision U.S. Strikes on Iranian Water Facility" class="wp-image-82383"/></a></figure>



<p>Tra l&#8217;altro, l&#8217;Iran si è guardato bene, per ora, di attaccare Israele, che gli avrebbe attirato repliche non altrettanto mirate, con conseguente e inevitabile ampliamento del conflitto.</p>



<p>Insomma, ancora il conflitto è vigilato, come scrive Karen DeYong sul <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/06/10/us-iran-negotiate-via-ultimatums-attacks-amid-fragile-ceasefire/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a>: &#8220;Al momento, un ritorno a una guerra su vasta scala sembra ancora improbabile [&#8230;] ed entrambe le parti desiderano chiaramente la fine della guerra, pur se sembrano bloccate in uno stallo diplomatico&#8221;.</p>



<p>Tanto che il <a href="https://www.wsj.com/opinion/donald-trump-iran-middle-east-israel-strait-of-hormuz-a4e249ca?mod=hp_opin_pos_1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wall Street Journal</a>, media consegnato alla religione delle guerre infinite, pur accogliendo con sollievo i nuovi bombardamenti, rileva con disappunto il fatto che Trump non abbia ancora varcato il Rubicone e non si decida per operazioni più incisive.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.wsj.com/opinion/donald-trump-iran-middle-east-israel-strait-of-hormuz-a4e249ca?mod=hp_opin_pos_1"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-WSJ-1-1024x290.jpg" alt="Trump Needs a New Iran Strategy" class="wp-image-82385"/></a></figure>



<p>Che il conflitto sia controllato lo annotava anche <a href="https://www.axios.com/2026/06/10/trump-strikes-iran-wait-response-nuclear-deal" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>, che spiegava: &#8220;Martedì, intorno alle 17:00 (ora della costa orientale&nbsp;degli Stati Uniti), mentre i caccia statunitensi erano in viaggio, la Casa Bianca ha inviato messaggi agli iraniani avvertendoli che avrebbero preso di mira solo installazioni militari&#8221;. &#8216;Abbiamo detto agli iraniani che se i piloti fossero stati uccisi, oggi ci troveremmo in una situazione completamente diversa&#8217;, ha affermato un funzionario statunitense&#8221;.</p>



<p>Axios spiega che a far precipitare gli eventi è stato il fatto che Teheran non ha ancora risposto alla proposta di accordo inviata due settimane fa da Trump, il quale è diventato &#8220;sempre più frustrato dalla copertura mediatica negativa, persino derisoria, delle sue promesse non mantenute sull&#8217;accordo, nonché dalle critiche dei falchi che lo accusano di essere troppo morbido con l&#8217;Iran&#8221;.</p>



<p>Probabile che la ritrosia dell&#8217;Iran, più che sulla questione nucleare, sulla quale si sta trattando seriamente, si concentri su due punti. Anzitutto, la richiesta del libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz, sulla quale Trump insiste non solo per le pressioni in tal senso, ma anche perché il regime dei pedaggi che Teheran intende imporre &#8211; in realtà una banale tassazione &#8211; gli attirerebbe critiche alle quali non potrebbe replicare perché non esisteva prima della <em>sua </em>guerra. Una sconfitta secca. In secondo luogo, l&#8217;America fa orecchie da mercante sulla legittima richiesta iraniana di sbloccare i propri beni congelati dall&#8217;antagonista (nel codice penale si chiama furto).</p>



<p>L&#8217;ondata di attacchi americani ha accompagnato l&#8217;arrivo a Teheran di una delegazione qatariota che dovrebbe rilanciare il negoziato. Secondo la <a href="https://x.com/IranIntl_En/status/2064963454876647865" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Reuters</a> è ripartita da Teheran stamane, dal momento che i colloqui con la controparte sono durati fino al mattino. L&#8217;esito è tutto da verificare.</p>



<p>Se porterà con sé una risposta accettabile dagli States quanto avvenuto in questi giorni potrebbe essere ricordato come la fiammata finale, che Trump potrà rivendicare come una vittoria, dal momento che sarebbe riuscito a piegare Teheran.</p>



<p>Ma al momento è arduo credere in tale possibilità e c&#8217;è il rischio che la tensione attuale faccia degenerare il conflitto in una guerra su larga scala. L&#8217;Iran, intanto ha comunicato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz, sviluppo che non promette nulla di buono. Allo stesso tempo, però, va notato che finora gli Houti sono rimasti silenti: se la situazione fosse già giunta a un punto di non ritorno avrebbero già chiuso, o minacciato di chiudere, anche lo Stretto di Bab al-Mandab&#8230;</p>



<p>Per quanto riguarda l&#8217;inizio di questa fiammata, ieri avevamo accennato alla possibilità che si trattasse di una replica dell&#8217;incidente del Tonchino, cioè che l&#8217;elicottero americano non fosse stato abbattuto da un drone, ma si fosse trattato semplicemente di un disastro aereo strumentalizzato ad arte per dar fuoco alle polveri.</p>



<p>Nel leggere il comunicato del <a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/PUBLIC-RELEASES/Article/4511869/us-army-crew-safely-rescued-after-helicopter-lost-at-sea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centcom</a>, tale sensazione è diventata certezza. Così il comunicato: &#8220;TAMPA, Florida —&nbsp;Alle 19:33 (ora locale) dell&#8217;8 giugno, due membri dell&#8217;equipaggio di un elicottero AH-64 Apache dell&#8217;esercito statunitense sono stati tratti in salvo dalle forze americane dopo che il loro elicottero era precipitato vicino alla costa dell&#8217;Oman durante una missione di pattugliamento nelle acque regionali. I soldati sono stati tratti in salvo nel giro di circa due ore e sono in condizioni stabili. Le cause dell&#8217;incidente sono oggetto di indagine&#8221;.</p>



<p>Il comunicato, quindi è stato fatto oltre due ore dopo &#8220;l&#8217;incidente&#8221;, come tale definito nel testo. Trump ha raccontato che gli era stato riferito che un drone si era <a href="https://defensescoop.com/2026/06/10/trump-says-iranian-bomb-lodged-in-us-military-helicopter-didnt-explode/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incastrato</a> nel velivolo ma non era esploso. Se vero, il drone doveva essere ben visibile, eppure due ore dopo, il Centcom non ne fa menzione&#8230;</p>



<p>Inoltre, possibile che i piloti, sani e salvi e che quindi potevano comunicare, non abbiano avuto contezza dell&#8217;impatto con un drone? Nessuno strumento di bordo lo ha segnalato? Ed è possibile che i radar statunitensi, che monitorano palmo a palmo l&#8217;area, la più vigilata del pianeta, non abbiano registrato un drone in avvicinamento? Si tenga presente che per nascondere un attacco similare normalmente si usano sciami di droni per sovraccaricare i sistemi di rilevamento; non esistono al momento droni del tutto invisibili&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.axios.com/2026/06/10/trump-strikes-iran-wait-response-nuclear-deal"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-A-4-1024x320.jpg" alt="Trump boils over after Tehran kept him waiting" class="wp-image-82387"/></a></figure>



<p>Infine, il resoconto di <a href="https://www.axios.com/2026/06/10/trump-strikes-iran-wait-response-nuclear-deal" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>: &#8220;Gli Stati Uniti non avevano ancora stabilito se l&#8217;Iran avesse abbattuto intenzionalmente l&#8217;elicottero quando Trump ha deciso di ordinare una risposta militare&#8221;. Nessun attacco, nessun drone, solo la decisione di ricominciare a bombardare. Il drone si è materializzato dopo, d&#8217;incanto, per giustificare l&#8217;ingiustificabile.</p>



<p>Ora non resta che attendere e sperare che Trump non abbia dato inizio a un processo non più controllabile quanto catastrofico.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-per-ora-conflitto-limitato-iniziato-da-un-drone-che-non-ce.html">Iran: per ora conflitto limitato, iniziato da un drone che non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli arabi via o privi di ogni diritto: così il ministro Bezalel Smotrich immaginava la Palestina già nel 2017</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-arabi-via-o-privi-di-ogni-diritto-cosi-il-ministro-bezalel-smotrich-immaginava-la-palestina-gia-nel-2017.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Accettare di restare in una posizione di sostanziale subordinazione, o subire un'emigrazione forzata. Così per gli arabi secondo Smotrich. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-arabi-via-o-privi-di-ogni-diritto-cosi-il-ministro-bezalel-smotrich-immaginava-la-palestina-gia-nel-2017.html">Gli arabi via o privi di ogni diritto: così il ministro Bezalel Smotrich immaginava la Palestina già nel 2017</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/smotrich-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <a href="https://www.limesonline.com/rivista/israele-e-il-piano-decisivo-di-bezalel-smotrich-22039304/">documento</a> in questione fu stilato dall’attuale ministro delle Finanze israeliano <strong>Bezalel Smotrich,</strong> esponente di punta di Sionismo religioso, partito radicale dell’estrema destra: si tratta del cosiddetto «piano decisivo per Israele», intitolato <em>Una speranza</em>, reso pubblico nel 2017. Quella che proponiamo è una lettura critica, che potrebbe risultare utile per comprendere come nella filosofia portata avanti da diversi esponenti dell’attuale esecutivo, alcuni punti fermi &#8211; dal diniego verso qualunque prospettiva di autodeterminazione della popolazione araba, sino al corollario dell’annessione dell’intera Cisgiordania, chiamata Giudea e Samaria – non sono mai cambiati. E non finisce qui, visto che nei contenuti si evoca esplicitamente una sorta di gerarchia su base etnica – istituzionalizzata con la <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/israele-i-rischi-della-nuova-legge-sullo-stato-nazione-21068">legge sulla patria ebraica</a> del 2018 – e un regime giuridico differenziato, ovviamente a danno della componente araba.</p>



<p>Il <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/09/smotrich-gaza-israele-palestina-oggi/8089954/">punto di partenza</a>, e qui citiamo testualmente, è l’affermazione secondo la quale “in questa terra non sorgerà mai uno Stato arabo”, visto che a Ovest del fiume Giordano <strong>l’unica autodeterminazione ammissibile è quella ebraica. </strong> Per garantire questo risultato si parla esplicitamente del “trasferimento” di centinaia di migliaia di coloni, così da renderne irreversibile il controllo israeliano. Solo questo passaggio si esporrebbe a innumerevoli critiche, che il documento ignora totalmente: dalla patente violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite, a un modello chiaramente ispirato a garantire diritti e libertà esclusivamente su base etnica.</p>



<p>In questo scenario, agli arabi non resterebbe che rinunciare per sempre a qualunque aspirazione nazionale, per poi operare una scelta secca: accettare di restare in una posizione di sostanziale subordinazione, o emigrare, magari con qualche incentivo di tipo economico (chiamato “<a href="https://www.terrasanta.net/2024/09/documenti-una-speranza/">contributo di separazione</a>”). In sostanza, si tratterebbe di <strong>una sorta di emigrazione forzata </strong>– a voler essere generosi indotta – che andrebbe contro ogni principio giuridico, a cominciare da quello della libera autodeterminazione dei popoli, sancito dalla Carta delle Nazioni Unite.</p>



<p>Per coloro che “scegliessero” di restare, il piano immaginava sei circoscrizioni municipali arabe &#8211; <strong>Hebron, Betlemme, Ramallah, Gerico, Nablus, Jenin</strong> – alle quali sarebbero conferite funzioni amministrative, ma nessuna reale sovranità. <strong>Il diritto di voto</strong> in una prima fase – difficile ipotizzarne tempi ed evoluzione, si parlava di dieci anni – <strong>sarebbe escluso per le elezioni politiche</strong> per la Knesset. A chi contestasse che in tal modo si violerebbero i principi della democrazia rappresentativa, basata sul suffragio universale, non veniva opposta alcuna solida argomentazione.</p>



<p>Per Smotrich cancellando la possibilità di uno stato palestinese si rimuoverebbe per sempre il pericolo del terrorismo, perché a suo dire sarebbe proprio questa “speranza” a dare vita al fenomeno, dimostrando così una totale ignoranza circa alcune delle cause strutturali, come il regime di occupazione e la privazione dei diritti per gli abitanti della Cisgiordania.</p>



<p>A giustificare la sovranità ebraica basterebbe la legittimazione su base biblica, alla quale dovrebbe essere indotta a cedere la comunità internazionale. E pure su questo punto la violazione del diritto internazionale è talmente plateale da non richiedere ulteriori commenti.</p>



<p>In ultima analisi un piano ammantato di giustificazioni inconsistenti sotto il profilo giuridico e del diritto umanitario, che lungi dal determinare una maggiore sicurezza per tutti, finirebbe per acutizzare quei fenomeni terroristici che si vorrebbero prevenire, oltre che accrescere l’isolamento e il danno all’immagine dello stato ebraico, che i fatti di Gaza hanno già compromesso in modo forse irreparabile. A non voler dire che l’adozione di un approccio di tipo radicale non farebbe che rafforzare le analoghe fazioni dall’altro lato della barricata.</p>



<p>Per la verità, per quanto suoni paradossale, forse esiste un punto sul quale Smotrich potrebbe aver avuto ragione: quando sostiene l’impossibilità della costituzione di uno Stato arabo alla luce delle circostanze storiche. Quello che il ministro trascura è che le ragioni alla base di questa conclusione sono molto diverse, per non dire opposte, a quelle proposte nel documento.</p>



<p>In tal senso sorprende sentire ripetere incessantemente la formula “due popoli per due stati”. Delle due l’una: o c’è mala fede, o c’è ignoranza, ed è difficile dire quale delle due opzioni sia la peggiore. E il documento che abbiamo sommariamente illustrato sta lì a dimostrarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-arabi-via-o-privi-di-ogni-diritto-cosi-il-ministro-bezalel-smotrich-immaginava-la-palestina-gia-nel-2017.html">Gli arabi via o privi di ogni diritto: così il ministro Bezalel Smotrich immaginava la Palestina già nel 2017</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa-Iran, escalation nel Golfo: attacchi reciproci dopo l’abbattimento dell’Apache</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-escalation-nel-golfo-attacchi-reciproci-dopo-labbattimento-dellapache.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 09:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran-Usa Golfo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-1024x543.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-1536x814.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-600x318.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un rapido e contenuto scambio di attacchi militari tra Stati Uniti e Iran ha visto colpi americani sul territorio iraniano e rappresaglie di Teheran contro le basi Usa nel Golfo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-escalation-nel-golfo-attacchi-reciproci-dopo-labbattimento-dellapache.html">Usa-Iran, escalation nel Golfo: attacchi reciproci dopo l’abbattimento dell’Apache</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran-Usa Golfo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-1024x543.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-1536x814.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610102832904_85ec2a3d495bfd4fbd1f4b8938b350e7-e1781080176399-600x318.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un nuovo capitolo della tensione tra Stati Uniti e Iran ha visto nella giornata di martedì e mercoledì un rapido scambio di attacchi militari, per ora contenuto, che ha coinvolto direttamente il territorio iraniano e basi americane nella regione del Golfo. Secondo quanto riferito dal <strong>Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom)</strong>, le forze americane hanno lanciato martedì sera, intorno alle 17:00 ET, attacchi «di autodifesa» contro l’Iran in risposta <strong>all’abbattimento di un elicottero d’attacco Apache</strong> dell’Esercito Usa avvenuto il giorno precedente vicino<a href="https://it.insideover.com/economia/dallo-stretto-di-hormuz-alle-miniere-di-uranio-cosi-la-crisi-iran-usa-riscrive-la-geografia-del-nucleare.html" type="link" id="https://it.insideover.com/economia/dallo-stretto-di-hormuz-alle-miniere-di-uranio-cosi-la-crisi-iran-usa-riscrive-la-geografia-del-nucleare.html"> allo Stretto di Hormuz</a>. L’equipaggio è stato recuperato senza perdite umane. Si tratta del primo Apache perso in questo conflitto. </p>



<p>Il presidente <strong>Donald Trump</strong> aveva anticipato che gli Stati Uniti avrebbero risposto all’incidente.«Le forze del Comando Centrale Usa hanno iniziato a lanciare attacchi di autodifesa contro l’Iran su indicazione del Comandante in Capo, come risposta proporzionale all’aggressione ingiustificata iraniana», ha scritto Centcom su X. <a href="https://edition.cnn.com/2026/06/09/world/live-news/iran-war-trump-israel" type="link" id="https://edition.cnn.com/2026/06/09/world/live-news/iran-war-trump-israel">Un funzionario americano ha riferito alla <em>Cnn</em> </a>che l’amministrazione Trump ritiene che i colpi non comprometteranno eventuali negoziati. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. Central Command (CENTCOM) forces began launching self-defense strikes against Iran at 5 p.m. ET today at the Commander in Chief’s direction, in response to yesterday’s downing of a U.S. Army Apache helicopter. The mission is a proportional response to unjustified Iranian…</p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://x.com/CENTCOM/status/2064457103134343170?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Gli attacchi statunitensi hanno colpito tre località strategiche nella <strong>provincia iraniana di Hormozgan</strong> (Jask, Sirik e Qeshm). L’emittente di Stato iraniana ha riferito danni a una torre di telecomunicazioni a <strong>Sirik</strong> e alla distruzione di due bacini idrici nel distretto di Bemani, con interruzione dell’approvvigionamento idrico locale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta iraniana</h2>



<p>Mercoledì l’Iran ha annunciato <strong>operazioni di rappresaglia contro obiettivi americani nella regione</strong>. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha rivendicato <strong>attacchi con droni e missili contro la Quinta Flotta Usa in Bahrain</strong>, la base aerea di al-Azraq in Giordania e altri siti. In Bahrain, le autorità hanno annunciato di aver intercettato “un certo numero” di missili e droni iraniani diretti contro obiettivi civili, definendoli una violazione del diritto umanitario internazionale. Video geolocalizzati da CNN mostrano un bagliore nei pressi della struttura navale americana a Manama. In <strong>Giordania</strong>, le autorità hanno riferito di aver intercettato cinque missili diretti contro la base di al-Azraq. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Despite its defeats on the battlefield, the U.S. opted to test our determination.<br><br>Our Powerful Armed Forces will leave no attack or threat unanswered.<br><br>Leave our region if you want to be safe. <br><br>History of the Persian Gulf has many chapters on dire fates of intruding outsiders. <a href="https://t.co/O17GGtklxA">pic.twitter.com/O17GGtklxA</a></p>&mdash; Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) <a href="https://x.com/araghchi/status/2064475230467149845?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>L’Irg ha dichiarato di aver colpito quattro obiettivi principali, tra cui rifugi per caccia F-35 e il centro di comando, utilizzando missili a propellente solido Kheibar Shekan. In Kuwait, le autorità hanno segnalato l’intercettazione di “bersagli aerei ostili”. I Pasdarano <a href="https://www.presstv.ir/Detail/2026/06/10/770163/Iran-strikes-United-States-American-targets-Bahrain-Jordan-IRGC-Army-Hormozgan-helicopter-crash" type="link" id="https://www.presstv.ir/Detail/2026/06/10/770163/Iran-strikes-United-States-American-targets-Bahrain-Jordan-IRGC-Army-Hormozgan-helicopter-crash">parlano complessivamente di 21 obiettivi colpiti tra basi aeree e navali americane</a>. L’Esercito iraniano ha aggiunto di aver condotto ondate di attacchi con droni contro radar e installazioni della Quinta Flotta.  Teheran ha definito gli attacchi americani come “aggressione” compiuta con il “falso pretesto” dell’abbattimento dell’elicottero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Reazioni e avvertimenti</h2>



<p>iIl ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> ha avvertito che «nessun attacco o minaccia resterà senza risposta». Su X ha scritto: «Nonostante le sconfitte sul campo, gli Usa hanno scelto di testare la nostra determinazione. Le nostre potenti Forze Armate non lasceranno alcun attacco senza risposta. Lasciate la nostra regione se volete essere al sicuro».L’IRGC ha fatto sapere che le operazioni di risposta sono in corso e che, in caso di ulteriori azioni americane, «risposte più pesanti sono in arrivo». </p>



<p>Fonti locali hanno riportato ulteriori <strong>esplosioni e attacchi contro avamposti americani in Bahrain e Kuwait</strong> dopo le prime dichiarazioni.Al momento non si hanno conferme indipendenti sull’entità dei danni causati dagli attacchi iraniani né su eventuali vittime. Entrambe le parti presentano gli eventi come risposta legittima a un’iniziativa dell’avversario: un&#8217;escalation «controllata». Almeno per ora. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-escalation-nel-golfo-attacchi-reciproci-dopo-labbattimento-dellapache.html">Usa-Iran, escalation nel Golfo: attacchi reciproci dopo l’abbattimento dell’Apache</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele si prepara a una nuova offensiva su larga scala a Gaza: nel 2026 oltre 1000 palestinesi uccisi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-si-prepara-a-una-nuova-offensiva-su-larga-scala-a-gaza-nel-2026-oltre-1000-palestinesi-uccisi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele Idf Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-1024x548.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-1536x822.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-600x321.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele si prepara a una possibile nuova offensiva a Gaza, mentre i bombardamenti israeliani continuano nonostante il cessate il fuoco. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-si-prepara-a-una-nuova-offensiva-su-larga-scala-a-gaza-nel-2026-oltre-1000-palestinesi-uccisi.html">Israele si prepara a una nuova offensiva su larga scala a Gaza: nel 2026 oltre 1000 palestinesi uccisi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele Idf Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-1024x548.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-1536x822.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610095727133_f0d7431e64f2f38a6c20d9763519373e-e1781078295358-600x321.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre l&#8217;attenzione mondiale è concentrata sui fronti di Iran e Libano, l&#8217;esercito israeliano si sta preparando attivamente per un possibile ritorno a combattimenti su larga scala nella Striscia di Gaza. <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-06-10/ty-article/.premium/israel-prepares-for-renewed-large-scale-gaza-offensive-citing-hamas-resurgence/0000019e-ae16-df19-a59e-ff7f82710000?gift=eaf3e0a5a511434bb9a454e63abc2d8d" type="link" id="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-06-10/ty-article/.premium/israel-prepares-for-renewed-large-scale-gaza-offensive-citing-hamas-resurgence/0000019e-ae16-df19-a59e-ff7f82710000?gift=eaf3e0a5a511434bb9a454e63abc2d8d">Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano <em>Haaretz</em></a>, funzionari delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno dichiarato che Hamas avrebbe sfruttato gli ultiomi mesi per <strong>ricostruire in modo significativo le proprie capacità militari e organizzative</strong>.</p>



<p>Da qui il pretesto per una nuova offensiva, con buona pace degli appelli di Trump. Il Capo di Stato Maggiore delle Idf, <strong>Eyal Zamir</strong>, ha recentemente approvato <strong>diversi piani operativi presentati</strong> dal Comando Sud come parte delle discussioni per la ripresa delle operazioni di terra. Secondo fonti militari, il generale <strong>Yaniv Asor</strong>, comandante del Comando Sud, ha sostenuto che nessun organismo internazionale finora emerso è in grado, disposto o effettivamente in condizione di disarmare Hamas, <strong>rendendo quindi inevitabile una nuova grande offensiva israeliana</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gaza, Israele prepara l&#8217;offensiva. L&#8217;ennesima</h2>



<p>Fonti della sicurezza israeliana hanno rivelato che i servizi di intelligence hanno presentato al governo valutazioni secondo cui Hamas è <strong>riuscita a ripristinare parte delle sue infrastrutture</strong>, inclusi <strong>segmenti della rete di tunnel sotterranei danneggiati</strong> durante la guerra. Le Idf ritengono inoltre che il gruppo palestinese abbia <strong>ricostruito i suoi quartieri generali</strong> e i sistemi di comando e controllo dopo l&#8217;uccisione di molti alti ufficiali nei raid israeliani.</p>



<p>Nonostante ciò, fonti politiche israeliane hanno sottolineato che il governo <strong>non ha ancora approvato piani per espandere i combattimenti</strong>, sebbene il Primo Ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> spinga per i preparativi. Le Idf ritengono che, in caso di decisione favorevole, le truppe dovranno <strong>entrare in aree finora in gran parte evitate per il timore che vi siano tenuti ostaggi</strong>, inclusi parti dei campi profughi nel centro di Gaza, l&#8217;area di Muwasi nel sud – dove molti sfollati sono stati concentrati – e ampie sezioni di Gaza City.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Colloqui in corso </h2>



<p>Parallelamente, mentre si agita lo spettro di una nuova offensiva, sono in corso negoziati al Cairo tra le fazioni palestinesi sotto mediazione egiziana per cercare di raggiungere <strong>accordi sul futuro governo di Gaza e sul disarmo di Hamas</strong>. Secondo bozze di testo in discussione, si ipotizza che Hamas «deponga» le sue armi, terminologia che sostituirebbe il precedente linguaggio che parlava di «consegnare» le armi. Il cambiamento è significativo perché implica che Hamas non consegnerebbe le sue armi direttamente a Israele, ma piuttosto le trasferirebbe a un organismo palestinese concordato.</p>



<p>Il dott. <strong>Mustafa Barghouti</strong>, presidente dell&#8217;Iniziativa Nazionale Palestinese e una delle fazioni che partecipano ai colloqui, ha dichiarato ad <em>Haaretz</em> che le fazioni stanno cercando di promuovere un quadro graduale. «Non ci si può aspettare che le persone rinuncino a tutti i loro mezzi di difesa mentre cinque bande armate continuano a operare sul terreno sotto la protezione di Israele», ha affermato Barghouti, accusando Israele di sostenere queste milizie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il prezzo che i civili continuano a pagare</h2>



<p>Va precisato, tuttavia, che <strong>i bombardamenti israeliani nel frattempo non si sono mai fermati</strong>, nonostante un cessate il fuoco formalmente in vigore da ottobre 2025. <a href="https://www.dropsitenews.com/p/gaza-genocide-yellow-line-israel-killing-palestinians-ceasefire?utm_source=post-email-title&amp;publication_id=2510348&amp;post_id=201355911&amp;utm_campaign=email-post-title&amp;isFreemail=true&amp;token=eyJ1c2VyX2lkIjoyMTg4ODY4MSwicG9zdF9pZCI6MjAxMzU1OTExLCJpYXQiOjE3ODEwMzg4MDcsImV4cCI6MTc4MzYzMDgwNywiaXNzIjoicHViLTI1MTAzNDgiLCJzdWIiOiJwb3N0LXJlYWN0aW9uIn0.EdSM5Egj6EdUftOdcPHycdborinVvZF_bX9vzrZdIXM&amp;r=d15ex&amp;triedRedirect=true&amp;utm_medium=email" type="link" id="https://www.dropsitenews.com/p/gaza-genocide-yellow-line-israel-killing-palestinians-ceasefire?utm_source=post-email-title&amp;publication_id=2510348&amp;post_id=201355911&amp;utm_campaign=email-post-title&amp;isFreemail=true&amp;token=eyJ1c2VyX2lkIjoyMTg4ODY4MSwicG9zdF9pZCI6MjAxMzU1OTExLCJpYXQiOjE3ODEwMzg4MDcsImV4cCI6MTc4MzYzMDgwNywiaXNzIjoicHViLTI1MTAzNDgiLCJzdWIiOiJwb3N0LXJlYWN0aW9uIn0.EdSM5Egj6EdUftOdcPHycdborinVvZF_bX9vzrZdIXM&amp;r=d15ex&amp;triedRedirect=true&amp;utm_medium=email">Un reportage di <em>Drop Site News</em></a> descrive una situazione drammatica, con maggio scorso che è stato il mese più letale dell&#8217;anno per i palestinesi a Gaza,<strong> con almeno 119 uccisi, inclusi 19 bambini</strong>.</p>



<p>L&#8217;8 giugno, un bambino di otto anni, <strong>Jad Suleiman</strong>, è stato ucciso mentre tornava a casa da scuola nel campo profughi di <strong>Jabaliya</strong>, nel nord di Gaza. Un frammento di shrapnel gli si è conficcato nel collo, uccidendolo all&#8217;istante. Il padre, <strong>Youssef Suleiman</strong>, è stato ripreso in un video mentre piangeva in modo incontrollabile sul corpo senza vita del figlio, stringendo al petto lo zaino ancora macchiato di sangue. «Mio figlio ha 8 anni. Qual era il suo crimine? Stava tornando da scuola», ha detto il padre.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">&quot;My son is 8 years old. What wrong did he commit? Was he carrying missiles?&quot;<br><br>The nightmare of every parent. In Gaza City, Youssef Salman says a final goodbye to his son Jad, who was killed by an Israeli strike while leaving school. <a href="https://t.co/9XC1rXnx49">pic.twitter.com/9XC1rXnx49</a></p>&mdash; Al Jazeera English (@AJEnglish) <a href="https://x.com/AJEnglish/status/2064116334011514977?ref_src=twsrc%5Etfw">June 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, <strong>almeno 46 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani nei soli primi nove giorni di giugno</strong>, inclusi diversi bambini. Da quando è stato firmato l&#8217;accordo di cessate il fuoco il 10 ottobre 2025, Israele <strong>ha ucciso quasi mille palestinesi, con più di 1.400 raid</strong> e attacchi di artiglieria, e oltre 1.200 incidenti con sparatorie, secondo un rapporto condiviso dalla parte palestinese con i mediatori.</p>



<p>La popolazione vive nell&#8217;incubo della &#8220;linea gialla&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-rivendica-che-israele-e-ben-oltre-la-linea-del-cessate-il-fuoco-nel-controllo-di-gaza.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-rivendica-che-israele-e-ben-oltre-la-linea-del-cessate-il-fuoco-nel-controllo-di-gaza.html">la linea di controllo israeliano</a> all&#8217;interno di Gaza. Netanyahu <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-netanyahu-seppellisce-il-cessate-il-fuoco-occuperemo-il-70-della-striscia.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/gaza-netanyahu-seppellisce-il-cessate-il-fuoco-occuperemo-il-70-della-striscia.html">ha recentemente annunciato l&#8217;intenzione di portare il controllo israeliano al 70% del territorio</a>, mentre attualmente già oltre il 60% è sotto controllo militare di Tel Aviv. I residenti vicini a questa linea raccontano di essere sotto tiro costante, senza accesso agli aiuti umanitari. Il tutto accade nel silenzio dei grandi media internazionali che hanno girato gli occhi dall&#8217;altra parte. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br><br></p>
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		<title>L&#8217;ultimo segreto di Pulcinella: i servizi di Israele spiano gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/lultimo-segreto-di-pulcinella-i-servizi-di-israele-spiano-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 04:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519959</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da almeno mezzo secolo la comunità d’intelligence statunitense, specialmente quella militare, ha diversi conti in sospeso con Israele. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lultimo-segreto-di-pulcinella-i-servizi-di-israele-spiano-gli-stati-uniti.html">L&#8217;ultimo segreto di Pulcinella: i servizi di Israele spiano gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’articolo pubblicato dal <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/06/us/politics/pentagon-sees-growing-espionage-threat-from-israel.html?smid=nytcore-ios-share">New York Times</a> la settimana scorsa concernente il timore del Pentagono su una presunta attività spionistica di Israele ai danni degli Stati Uniti, in particolare nella conduzione della delicata politica mediorientale, sembra l’ennesimo segreto di Pulcinella. In primo luogo, appare curioso che le indiscrezioni fatte circolare siano apparentemente fuoriuscite dal Pentagono e non dagli organi istituzionalmente deputati ad affrontare tali delicate questioni, ovvero l&#8217;<em>Office of the Director of National Intelligence </em>(ODNI) il cui responsabile, <strong>Tulsi Gabbard,</strong> ha appena lasciato l’incarico; e, qualora l’attività spionistica fosse avvenuta all’interno del territorio statunitense, l’FBI.</p>



<p>Un fatto incontrovertibile è che da almeno mezzo secolo la comunità d’intelligence statunitense, specialmente quella militare, ha diversi conti in sospeso con Israele. L’8 giugno del 1967, mentre era in corso la Guerra dei Sei Giorni una nave militare statunitense, la Liberty, che si trovava in acque internazionali nel Mediterraneo orientale monitorando le comunicazioni militari egiziane e israeliane &#8211; in una giornata serena e con il vessillo a stelle e strisce innalzato &#8211; <strong>venne ripetutamente attaccata e distrutta dall’aviazione israeliana e 34 marinai statunitensi perirono nell’aggressione. </strong>USA e Israele chiusero rapidamente l’episodio definendolo un tragico errore, ma su quella vicenda sono sempre rimasti dei dubbi.</p>



<p>Dubbi che sono recentemente e fragorosamente riaffiorati dopo che lo scorso 8 giugno, esattamente 59 anni dopo l’attacco, il deputato repubblicano dissenziente USA, <strong>Tomas Massie,</strong> <a href="https://youtu.be/N7bRtT1xjJI?si=krTiqxJ8SQ_37ckJ">ha preso la parola</a> in Congresso per denunciare il velo di omertà che avrebbe caratterizzato questa vicenda per oltre mezzo secolo, ed evidenziando come numerosi fatti e testimonianze indicherebbero che quanto accaduto l’8 giugno 1967 non sarebbe stato un tragico errore come i Governi americano e israeliano avrebbero frettolosamente concluso, ma <strong>un attacco deliberato.</strong></p>



<p>L’episodio più grave, in termini di fuga di dati, accadde invece circa un ventennio più tardi, nel 1985, quando un cittadino ebreo statunitense, analista dei servivi di intelligence della US Navy, <strong>Jonathan Pollard</strong>, venne arrestato e condannato all’ergastolo per aver spiato per anni a favore di Israele, producendo enormi danni per l’apparato spionistico statunitense. Venne poi rilasciato, ma solo nel 2020, e dopo ripetute insistenze di tutti i Primi Ministri israeliani che si susseguirono nell’incarico nei decenni successivi. Pollard si trasferì poi in Israele, e al suo arrivo, denotando totale mancanza di sensibilità verso gli Stati Uniti, venne addirittura accolto trionfalmente all’aeroporto dall’allora Primo Ministro <strong>Benjamin Netanyahu.</strong></p>



<p>La posizione ufficiosa del Mossad è che dalla &#8211; a dir poco imbarazzante &#8211; vicenda Pollard, ammessa anche da Israele, lo Stato ebraico non avrebbe mai più compiuto attività spionistica a danni degli Stati Uniti; circostanza oggettivamente difficile da verificare trattandosi di questione sottoposte ad alta classifica di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autolesionismo di Trump</h2>



<p>Negli anni successivi, i sospetti che tale attività ai danni degli Stati Uniti sia comunque proseguita non sono mai stati fugati. In particolare, questa si sarebbe concentrata sullo spionaggio delle attività diplomatiche statunitensi volte a risolvere i due più delicati dossier che hanno visto Washington e Gerusalemme coinvolti simultaneamente, ovvero <strong>il processo di pace israelo-palestinese </strong>mediato direttamente dagli USA, e <strong>i negoziati con l’Iran </strong>per la limitazione del suo programma nucleare sospettato di una possibile deriva militare.</p>



<p>Nel secondo, per venire alla drammatica attualità del momento, l’attenzione avrebbe riguardato il cosiddetto formato del P5+1 (USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Germania e UE) che portò allo sfortunato accordo noto come JCPOA firmato nel luglio del 2015 e che aveva limitato significativamente il programma nucleare Teheran. Nel maggio 2018, incautamente e autolesionisticamente, Donald Trump ritirò gli Stati Uniti dall’accordo. Parte del dramma che stiamo sperimentando oggi nel conflitto con l’Iran è anche il risultato di quella sciagurata decisione.</p>



<p>Posso tuttavia offrire una testimonianza diretta in qualità di <strong>ex coordinatore italiano per il Processo di Pace in Medio Oriente tra il 2013 ed il 2015</strong> in merito al primo aspetto, non tanto rispetto all’attività spionistica asseritamente condotta di Israele, ma quanto allo stato d’animo che serpeggiava tra i diplomatici USA all’epoca.</p>



<p>Tra il 2013 ed il 2014 il Segretario di Stato USA, <strong>John Kerry,</strong> svolse l’ultimo – serio! – tentativo di mediazione statunitense per chiudere il contenzioso israelo-palestinese nel solco della prospettiva dei due Stati. All’epoca, lo sforzo americano era affiancato da consultazioni periodiche tra i diplomatici americani impegnati nel dialogo ed i colleghi di un quintetto di Paesi europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Spagna) che avevano il compito di facilitare il negoziato ma, soprattutto, di mitigare il cronico atteggiamento filo-israeliano dei negoziatori USA, frutto delle pressioni politiche della lobby filo-israeliana che allora, come adesso, influenzava pesantemente la politica mediorientale degli Stati Uniti.</p>



<p>In una riunione ospitata dall’Italia a Roma, l’allora Inviato Speciale USA, <strong>Frank Lowenstein,</strong> mi chiese che tutti i telefoni dei membri delle delegazioni, inclusi quelli statunitensi ovviamente, fossero posizionati in una sala diversa da quella della riunione proprio in ragione che il suo, come tutti gli altri cellulari degli altri delegati, potessero essere oggetto dell’attenzione dello spionaggio elettronico israeliano.</p>



<p>È possibile quindi, se non addirittura plausibile, vista anche la posta in gioco, che l’attività spionistica israeliana ai danni degli Stati Uniti sia continuata magari in modo più accorto ma ad un’analisi più accurata potrebbe trattarsi di un inutile eccesso di zelo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per chi lavorano gli Usa</h2>



<p>La mediazione USA tra israeliani e palestinesi per giungere ad una pace è sempre stata ingenuamente ritenuta come coerente con quella di un mediatore che per definizione dovesse essere terzo tra le parti, ovvero la preparazione di una proposta negoziale che in quanto tale doveva configurarsi come imparziale recependo in modo equo le istanze di entrambi. Nella prassi, invece, <strong>gli USA hanno sempre sottoposto le loro proposte prima ad Israele </strong>recependone tutte le osservazioni che ne snaturavano pesantemente l’equità per poi presentare formalmente il testo “pesantemente emendato” alle due parti come una proposta equa e ragionevole per trovare una soluzione che “salvaguardava” gli interessi di entrambi.</p>



<p>I Palestinesi hanno sempre conosciuto questa prassi USA ma non avevano certamente il potere di denunciare questa prassi negoziale o di respingere l’imparziale mediazione americana, anche perché non avrebbero mai ottenuto una sponda europea. L’UE si limitava soltanto a flebili esortazioni a Washington a mantenere un maggior equilibrio, oggi ha abbandonato anche questa posizione.</p>



<p>Pertanto, quello che per anni il mainstream media occidentale ha bollato come recalcitrante posizione palestinese nei negoziati non era altro che un comprensibile tentativo di difendersi da una mediazione iniqua e parziale.</p>



<p>In conclusione, quindi, Israele non dovrebbe avere alcuna necessità di spiare gli Stati Uniti che – almeno per quanto riguarda il dossier Israele-Palestina &#8211; <strong>hanno sempre lavorato per lo Stato ebraico;</strong> del resto, anche quando è stato pizzicato con le mani nella marmellata – la vicenda Pollard &#8211; a pagare è stato solo quest’ultimo.</p>



<p>Negli anni e decenni successivi, infatti, il sostegno USA, militare e di intelligence, a Israele è cresciuto esponenzialmente. Un po&#8217; diversa, ma non troppo, è la situazione per quanto riguarda l’Iran, ma di questo, forse, ne parleremo un’altra volta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lultimo-segreto-di-pulcinella-i-servizi-di-israele-spiano-gli-stati-uniti.html">L&#8217;ultimo segreto di Pulcinella: i servizi di Israele spiano gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Guerrafondai di professione: chi sono i think-tank pro-Israele che comandano a Washington</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 04:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="995" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609213652539_2498221cf65b3241f75baad36153fba4-e1781033853527.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="think-tank Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609213652539_2498221cf65b3241f75baad36153fba4-e1781033853527.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609213652539_2498221cf65b3241f75baad36153fba4-e1781033853527-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609213652539_2498221cf65b3241f75baad36153fba4-e1781033853527-1024x531.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609213652539_2498221cf65b3241f75baad36153fba4-e1781033853527-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609213652539_2498221cf65b3241f75baad36153fba4-e1781033853527-1536x796.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609213652539_2498221cf65b3241f75baad36153fba4-e1781033853527-600x311.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I think tank che hanno promosso disastrose guerre passate continuano a influenzare la politica estera Usa spingendo per nuovi conflitti.</p>
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<p>C’è un meccanismo invisibile, ma potentissimo, che alimenta le guerre americane. Non si trova solo alla Casa Bianca o al Pentagono. È nei think tank, nelle commissioni parlamentari, nei salotti televisivi di Washington. È l’ecosistema degli esperti che sbagliano – clamorosamente – eppure restano lì, pronti a fare pressioni e intervenire pubblicamente per sostenere le &#8220;ragioni&#8221; della prossima guerra come se nulla fosse accaduto. È il «Blob» bellicista della politica estera Usa di cui ha parlato il docente di Harvard, <strong>Stephen M.Walt</strong>, e di cui <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/07/opinion/iran-us-war-military-washington.html" type="link" id="https://www.nytimes.com/2026/06/07/opinion/iran-us-war-military-washington.html">scrive Peter Beinart sul&nbsp;<em>New York Times</em></a>, partendo da un paradosso: i think-tank più ascoltati dai politici americani &#8211; democratici e repubblicani &#8211; sono gli stessi che hanno promosso tutte le disastrose avventure belliche degli ultimi 30 anni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I think-tank che comandano a Washington </h2>



<p>Tra il 2021 e il 2024, la <strong><em>Foundation for Defense of Democracies (Fdd)</em></strong> è stato il <strong>secondo think tank più invitato a testimoniare davanti alla Commissione Affari Esteri della Camera</strong>. Terzo (ex aequo) <strong><em>l’American Enterprise Institute (Aei)</em></strong>. La stessa FDD che, alla vigilia dell’invasione dell’Iraq nel 2003, scriveva sul proprio sito: «Sappiamo che Saddam Hussein sta producendo armi di distruzione di massa – biologiche, chimiche e nucleari – e rimane una seria minaccia». Lo stesso AEI che si vantava di aver «avuto un ruolo di primo piano nel definire la minaccia di Saddam e nel delineare come ricostruire l’Iraq una volta rimosso». Quelle armi non esistevano. L’Iraq è sprofondato nel caos, migliaia di americani e centinaia di migliaia di iracheni hanno perso la vita. Eppure, vent’anni dopo, gli stessi istituti, gli stessi analisti, gli stessi volti sono tornati a sedersi davanti ai parlamentari. E stanno facendo esattamente la stessa cosa: spingere per una guerra totale contro l’Iran e sabotare ogni &#8211; seppur debole &#8211; tentativo di accordo o negoziato. </p>



<p>Della Fdd abbiamo parlato pin più occasioni. L&#8217;ultima qualche giorno fa, in occasione <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html">dell&#8217;approvazione della <strong>Sezione 224</strong>&nbsp;del&nbsp;<em>National Defense Authorization Act&nbsp;</em>(NDAA)</a> che integra i sistemi di difesa tecnologica di Stati Uniti e Israele. Come già sottolineato, nel giugno 2025, il ricercatore della Fdd Tzvi Kahn (ex AIPAC) ha pubblicato una lista di 44 presunti attacchi iraniani contro obiettivi americani, usata quasi identica dalla Casa Bianca otto mesi dopo per giustificare il conflitto. Secondo quanto&nbsp;<a href="https://zeteo.com/p/trump-fdd-iran-war-pave-way?hide_intro_popup=true">emerge da un’inchiesta di&nbsp;<em>Zeteo</em></a>, lo stesso think-tank avrebbe avuto un <strong>ruolo centrale nel sostenere la «fusione» tra i due eserciti</strong>.<br><br>L’agenda bellicista della Fdd <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/fdd-il-think-tank-pro-israele-che-promuove-la-guerra-contro-liran-negli-usa.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/fdd-il-think-tank-pro-israele-che-promuove-la-guerra-contro-liran-negli-usa.html">è sostenuta da ricchissimi donatori pro-Israele</a>, tra cui&nbsp;<strong>Paul Singer</strong>, fondatore e partner del fondo Elliott e&nbsp;<strong>Bernard Marcus</strong>, co-fondatore di Home Depot, che ne finanziano le attività e ne amplificano l’influenza politica. Come riporta&nbsp;<em>The Nation</em>, «i legami della Fdd con donatori pro-Israele come Singer e Marcus la collocano al centro di una rete che promuove gli interessi delle fazioni di destra israeliane». Questi finanziamenti consentono alla Fdd di mantenere una&nbsp;<strong>presenza costante nei circoli politici di Washington</strong>, influenzando decisioni come il ritiro dal Jcpoa o la pressione per azioni militari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il «clean slate» dei falchi</h2>



<p>Beinart definisce questo fenomeno con un’espressione efficace: «<em>a clean slate to promote war yet again</em>» – <strong>una lavagna pulita per promuovere un’altra guerra</strong>. Nessun <em>mea culpa</em> richiesto, nessuna conseguenza professionale. Anzi: più sbagli, più vieni ascoltato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">A couple of years ago, the Quincy Institute, an anti-interventionist think tank, tallied which experts most often testified before the House Foreign Affairs Committee between 2021 and 2024, under both Democrats and Republicans. The second most frequently invited think tank was…</p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://x.com/tparsi/status/2064321495262744742?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Non è un caso isolato. Il <a href="https://quincyinst.org/research/u-s-military-aid-and-arms-transfers-to-israel-october-2023-september-2025/#h-future-commitments" type="link" id="https://quincyinst.org/research/u-s-military-aid-and-arms-transfers-to-israel-october-2023-september-2025/#h-future-commitments">Quincy Institute</a>, think tank anti-interventista e vicino alle posizioni del realismo politico, ha documentato come i principali testimoni nelle audizioni congressuali siano proprio i rappresentanti di quei centri che avevano sostenuto l’invasione dell’Iraq. La logica è perversa: a Washington, la credibilità sulla politica estera non si misura sull’accuratezza delle previsioni, ma sulla durezza delle posizioni. Più sei falco, più vieni invitato. Più sbagli, più vieni invitato ancora.</p>



<p>Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Oggi Fdd e Aey sono tra i più accesi sostenitori della guerra con l’Iran. E il Congresso li ascolta come se fossero oracoli, non come gli artefici dei più grandi disastri della politica estera Usa.</p>



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