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	<title>Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Netanyahu spinge per un attacco all&#8217;Iran prima delle elezioni israeliane</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-spinge-per-un-attacco-alliran-prima-delle-elezioni-israeliane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu spinge per un attacco all&#039;Iran prima delle elezioni israeliane" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-1536x1032.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-600x403.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bibi le sta provando tutte e in tal senso va letta anche l'offerta fatta alcuni giorni fa al principe ereditario saudita Mohamed bin Salman di entrare in guerra a fianco del suo Paese contro gli Houti dello Yemen.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-spinge-per-un-attacco-alliran-prima-delle-elezioni-israeliane.html">Netanyahu spinge per un attacco all&#8217;Iran prima delle elezioni israeliane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu spinge per un attacco all&#039;Iran prima delle elezioni israeliane" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-1536x1032.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261014165438358_cad907aefe5b426779e7a4f13c521af0-600x403.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non sempre le notizie si concretizzano in qualcosa di accaduto, un evento o una dichiarazione rilevante, a volte è esattamente il contrario, come dimostrano le rivelazioni odierne sulle pressioni di Netanyahu su Trump per convincerlo ad attaccare l&#8217;Iran prima del 27 ottobre, giorno previsto per le elezioni israeliane.</p>



<p>Secondo vari media, che riportano le confidenze di alcuni funzionari americani presenti ai colloqui, &#8220;nelle ultime due settimane&#8221; i due avrebbero parlato più volte di tale possibilità. L&#8217;ultima sollecitazione di Netanyahu è avvenuta la settimana scorsa, poco prima che Trump dichiarasse&nbsp;&#8220;che non avrebbe colpito l&#8217;Iran prima delle elezioni di medio termine&#8221;.</p>



<p>Una dichiarazione, quest&#8217;ultima, che nelle intenzioni di Trump doveva chiudere la questione, ponendo fine al pressing del premier israeliano. Pressing che Trump avrebbe rintuzzato tenendosi sul vago. Così, infatti, un funzionario americano: &#8220;Sembra che Bibi voglia rientrare in gioco. Ne ha parlato un paio di volte con il presidente, e il presidente gli ha detto: &#8216;Beh, sai, Bibi, vai avanti e preparati&#8217;. Ma non era un vero e proprio impegno. &#8216;Vai avanti e preparati&#8217; significa forse ora, forse più tardi, forse mai&#8221;.</p>



<p>Trump, come abbiamo accennato più volte, non può dire no a Netanyahu, così ha scelto la modalità indiretta, cioè una dichiarazione pubblica, per tentare di porre fine alle pressioni dello scomodo alleato. Fonti evidentemente pro-Netanyahu hanno ovviamente negato la sollecitazione del premier, riferendo che sarebbe stato Trump il più propenso ad attaccare, mentre l&#8217;ufficio del premier israeliano ha parlato di normali contatti tra alleati.</p>



<p>En passant, va sottolineato che anche ieri Trump, interpellato dai media, ha evitato di fare un <a href="https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-911600" target="_blank" rel="noreferrer noopener">endorsement pro-Netanyahu in vista delle elezioni</a>, ribadendo di fatto quella distanza manifestata durante l&#8217;ultima visita del premier israeliano in America, quando si è rifiutato di riceverlo e, anzi, si è <a href="https://www.ilpost.it/2026/09/22/donald-trump-e-zohran-mamdani-vanno-inaspettatamente-molto-daccordo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontrato col suo acerrimo nemico</a>, il sindaco di New York Zohran Mamdani.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-911600"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-JP-copia-1024x400.jpg" alt="In blow to Netanyahu, Trump again stops short of endorsing candidate in Israeli election" class="wp-image-84003"/></a></figure>



<p>Al di là del particolare, è evidente che Netanyahu sta cercando in tutti i modi di rilanciare il conflitto per annullare le elezioni. Non una nostra intuizione, ma quanto ha implicitamente comunicato il Capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir al suo omologo americano Dan Caine: &#8220;Il ritorno della guerra [all&#8217;Iran] in questo lasso di tempo potrebbe causare il rinvio delle elezioni israeliane, dato che l&#8217;Iran probabilmente reagirebbe&#8221; (in realtà, reagirebbe sicuramente e tale reazione impedirebbe il normale corso elettorale per motivi di sicurezza).</p>



<p>Bibi le sta provando tutte e in tal senso va letta anche l&#8217;offerta fatta alcuni giorni fa al principe ereditario saudita Mohamed bin Salman di entrare in guerra a fianco del suo Paese contro gli Houti dello Yemen.</p>



<p>Per fortuna l&#8217;interlocutore ha <a href="https://www.newarab.com/news/saudi-arabia-refuses-israeli-request-join-yemen-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rifiutato la proposta</a>, evitando che Tel Aviv partecipasse ufficialmente in questa guerra (nella quale, comunque, è ingaggiata in via riservata a livello di <a href="https://www.iranintl.com/en/202609155866" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intelligence</a> e altro). Se avesse accettato, per Netanyahu sarebbe stato gioco facile estendere il conflitto a Teheran, essendo questa alleata degli Houti, per provocarne la risposta. Trump sarebbe stato costretto a intervenire.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.newarab.com/news/saudi-arabia-refuses-israeli-request-join-yemen-war"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-NA-1024x465.jpg" alt="Mohammed bin Salman 'rejects Netanyahu's request' to join war against Yemen's Houthis" class="wp-image-84006"/></a></figure>



<p>Bin Salman ha rifiutato perché accompagnarsi con lo Stato che sta consumando il genocidio dei palestinesi lo avrebbe reso odioso agli occhi dei suoi cittadini, con il rischio di un&#8217;insurrezione popolare guidata dalle tribù periferiche, in particolare del Sud, <a href="https://www.asiaticglobalorder.com/p/the-end-of-the-saudi-crown-prince" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sempre più insofferenti verso le politiche del principe ereditario</a>.</p>



<p>Per lo stesso motivo avrebbe perso l&#8217;appoggio degli attuali alleati, Pakistan e Turchia, molto più decisivo rispetto all&#8217;eventuale apporto israeliano. Infatti, al massimo Tel Aviv si sarebbe unita agli inutili bombardamenti sullo Yemen, mentre le forze di Ankara e Islamabad sono impegnate a difendere il territorio del Regno con i loro sistemi difensivi, che sarebbero stati prontamente ritirati lasciandolo in balia dei vettori nemici (più di quanto non siano attualmente).</p>



<p>Le manovre di Netanyahu per rilanciare il conflitto iraniano non sono passate inosservate in Israele, dove ieri le opposizioni, per bocca di Yair Lapid, hanno intimato al premier di <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israel-not-expected-to-attack-iran-before-elections-opposition-leader-says/4085710" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non attaccare Teheran </a>prima delle elezioni. Sorpreso con le mani nella marmellata, Bibi ha <a href="https://www.timesofisrael.com/pm-attack-on-iran-not-convenient-now-but-signs-show-israels-enemies-preparing-assault/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">assicurato che non lo farà</a>, ma le sue rassicurazioni non rassicurano affatto.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israel-not-expected-to-attack-iran-before-elections-opposition-leader-says/4085710"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-AA-3-1024x582.jpg" alt="Israel not expected to attack Iran before elections, opposition leader says" class="wp-image-84007"/></a></figure>



<p>Questa la situazione attuale, che però non offre certezze sul futuro. Tante le variabili in gioco per escludere con certezza che Bibi non riesca nell&#8217;intento. Anzitutto, la sua capacità manovriera (è un vero genio del male). In secondo luogo, la capacità di Trump di resistere alle pressioni, che aumenteranno quando l&#8217;Iran risponderà ufficialmente all&#8217;ultima proposta di pace americana, che secondo le anticipazioni sarebbe stata respinta (al solito, l&#8217;Iran apporterà modifiche che l&#8217;America sarà chiamata a valutare).</p>



<p>L&#8217;ultima variabile è la spinta del Regno Unito per riprendere il conflitto. Non è una novità, dal momento che nel corso dell&#8217;aggressione israelo-americana all&#8217;Iran ha supportato gli aggressori in vario modo, evitando però, al solito, un coinvolgimento diretto.</p>



<p>Ora sta alimentando le tensioni con Teheran usando la false flag del fantomatico attentato fallito alla base aerea di Fairford. Avevamo accennato <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/il-presunto-attentato-a-faiford-il-volo-flydubai-ottobre-movimentato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in altre note</a> che l&#8217;arresto dei cinque asseriti attentatori, in realtà dei maldestri <a href="https://ronpaulinstitute.org/raf-fairford-trump-and-rubio-hallucinate-a-terror-plot/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ladri di carburante</a>, avrebbe portato Londra ad accusare le Guardie della rivoluzione con tempistiche ed escalation delle accuse tanto simili ad altre del passato da apparire parte di una prassi consolidata della propaganda di guerra occidentale.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://apnews.com/article/mi5-uk-us-iran-mccallum-raf-fairford-a8a03a2dbac09648fa4c56f728fa09ac"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-AP-1024x253.jpg" alt="MI5 chief says Iran is targeting military sites and suspected plot at RAF Fairford is ‘not unique’" class="wp-image-84008"/></a></figure>



<p>L&#8217;Iran ha respinto le accuse, ma Londra sta aumentando la retorica bellica in un crescendo di <a href="https://apnews.com/article/mi5-uk-us-iran-mccallum-raf-fairford-a8a03a2dbac09648fa4c56f728fa09ac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inesistenti allarmi e risolute minacce</a>. D&#8217;altronde, percepisce la resilienza dell&#8217;Iran e la sua probabile ascesa ad attore protagonista del Medio oriente come una minaccia, dal momento che ciò erode la sua storica influenza nella regione.</p>



<p>Da cui le pulsioni guerrafondaie attuali, che corrono in parallelo a quelle di Netanyahu, che pure pubblicamente Londra critica. Bizzarro destino quello del Regno Unito, da faro della civiltà occidentale, tale nella narrativa idealizzata del recente passato, a promotore delle guerre infinite: dall&#8217;Ucraina all&#8217;Iran. Come bizzarro è il destino che ha reso il mite premier britannico Andy Burnham più guerrafondaio del bellicoso Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-spinge-per-un-attacco-alliran-prima-delle-elezioni-israeliane.html">Netanyahu spinge per un attacco all&#8217;Iran prima delle elezioni israeliane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il salvagente di Xi per aiutare il Qatar: nel Golfo arriva un prestito da 3 miliardi dalle banche cinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-salvagente-di-xi-per-aiutare-il-qatar-nel-golfo-arriva-un-prestito-da-3-miliardi-dalle-banche-cinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-600x393.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con la guerra degli Usa contro l'Iran il Qatar ha visto crollare le esportazioni di GNL. La Cina corre al soccorso con un maxi-prestito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-salvagente-di-xi-per-aiutare-il-qatar-nel-golfo-arriva-un-prestito-da-3-miliardi-dalle-banche-cinesi.html">Il salvagente di Xi per aiutare il Qatar: nel Golfo arriva un prestito da 3 miliardi dalle banche cinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222024269_76d1454fec1877e63eae269fcac7a08b-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Qatar </strong>si trova in una situazione delicatissima. Da quando è scoppiata la <strong>guerra in Medio Oriente</strong>, e ancor più in seguito alla conseguente chiusura dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, Doha ha visto gradualmente soffocare la sua principale fonte di guadagno: l&#8217;esportazione di <strong>gas naturale liquefatto (Gnl)</strong>. </p>



<p>I dati sono molto preoccupanti. Da marzo ad agosto 2026 il governo qatariota è riuscito a esportare appena <strong>18 carichi di Gnl</strong>, in drastico calo rispetto agli oltre 500 della stessa finestra presa in esame nel 2025. Considerando che prima del conflitto il Qatar copriva un quinto dell&#8217;offerta di gas naturale liquefatto a livello mondiale, e che adesso il flusso del Paese si è ridotto del <strong>96%</strong>, si capisce <a href="https://it.insideover.com/energia/qatar-energy-sospende-la-produzione-di-gnl-un-colpo-al-mercato-globale.html">da dove nasca la sofferenza di Doha</a>. </p>



<p>Stando ai calcoli di <em>Reuters</em>, dall&#8217;esplosione delle ostilità Usa-Iran il governo qatariota avrebbe perso qualcosa come <strong>24 miliardi di dollari </strong>nelle vendite di Gnl. Calcolatrice alla mano si tratta di <strong>cinque mesi di entrate</strong> che la società statale <strong>QatarEnergy </strong>avrebbe potuto portare nella cassaforte nazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="687" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222036243_6414c0809103472aa42f3ae75be80337-1024x687.jpg" alt="" class="wp-image-532274" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222036243_6414c0809103472aa42f3ae75be80337-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222036243_6414c0809103472aa42f3ae75be80337-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222036243_6414c0809103472aa42f3ae75be80337-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222036243_6414c0809103472aa42f3ae75be80337-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222036243_6414c0809103472aa42f3ae75be80337-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222036243_6414c0809103472aa42f3ae75be80337.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo della Cina</h2>



<p>Il contesto in cui si trova il Qatar è fondamentale per capire l&#8217;importanza del salvagente del Dragone. Già, perché proprio QatarEnergy, costretta ad annullare numerose consegne di Gnl programmate, ha ottenuto un <strong>prestito </strong>di <strong>3 miliardi di dollari </strong>da un gruppo di <strong>banche cinesi</strong>. </p>



<p><em>Bloomberg </em>ha spiegato che l&#8217;operazione è stata conclusa a un prezzo di 50 punti base superiore al <em>Secured Overnight Financing Rate</em> e che i proventi saranno utilizzati per il capitale circolante generale della società. Tra i prestatori ci sarebbero <strong>Bank of China</strong>, <strong>Industrial and Commercial Bank of China</strong>, <strong>Agricultural Bank of China</strong> e <strong>China Construction Bank</strong>. </p>



<p>La mossa di Pechino conferma la rilevanza giocata dagli istituto di credito oltre Muraglia nell&#8217;intera regione dilaniata da un logorante conflitto. Nel 2025, giusto per citare un precedente, i prestiti delle banche cinesi al Golfo sono quintuplicati toccando la cifra record di <strong>11,5 miliardi di dollari</strong> (esclusi i prestiti bilaterali). </p>



<p>Le più calde e recenti operazioni in fase di negoziazione coinvolgono la banca kuwaitiana <strong>Boubyan Bank</strong>, che ha ottenuto ad agosto un prestito di 300 milioni da <strong>HSBC</strong>, <strong>Bank of China</strong>, <strong>ICBC </strong>e <strong>Bank Islam Brunei Darussalam</strong>, mentre la <strong>Qatar National Bank</strong> sta cercando di incassarne uno da 2 miliardi con ICBC ancora in lizza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222117795_bd87534b0be5a83bad77956546a67314-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-532275" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222117795_bd87534b0be5a83bad77956546a67314-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222117795_bd87534b0be5a83bad77956546a67314-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222117795_bd87534b0be5a83bad77956546a67314-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222117795_bd87534b0be5a83bad77956546a67314-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222117795_bd87534b0be5a83bad77956546a67314-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222117795_bd87534b0be5a83bad77956546a67314.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Diplomazia energetica</h2>



<p>Perché la Cina è interessata a sostenere il Qatar? La prima ragione è di natura economica. Pechino ha infatti stipulato <strong>contratti pluridecennali</strong> per acquistare Gnl da Doha. </p>



<p>Nel 2022, per esempio, <strong>Sinopec </strong>ha firmato un accordo per 4 milioni di tonnellate annue per 27 anni. Un anno più tardi, nel 2023, è arrivata la fumata bianca per un accordo analogo sottoscritto dall&#8217;altro colosso d&#8217;oltre Muraglia <strong>Cnpc</strong>. </p>



<p>La seconda motivazione è strategica. Un simile legame tra Cina e Qatar consente al gigante asiatico di incrementare la <a href="https://it.insideover.com/energia/energia-e-molto-altro-dopo-la-guerra-usa-alliran-lasse-cina-golfo-e-piu-forte-che-mai.html">propria influenza geopolitica in una regione chiave</a> per il duello a distanza con gli <strong>Usa</strong>. </p>



<p>Terzo e ultimo punto: le banche cinesi non hanno concesso un aiuto a fondo perduto ma un prestito che QatarEnergy dovrà presumibilmente restituire pagando gli <strong>interessi </strong>concordati. </p>



<p>Lo scorso settembre, a conferma dell&#8217;eccellente rapporto sino-qatariota, il ministro degli Esteri cinese, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-wang-yi-lalfiere-della-diplomazia-di-xi.html">Wang Yi</a>, ha incontrato a Doha il suo omologo locale e primo minietro, <strong>Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani</strong>. Quest&#8217;ultimo ha spiegato che il Qatar &#8220;supererà le difficoltà, darà priorità all&#8217;approvvigionamento energetico della Cina e lavorerà fianco a fianco con Pechino per creare un prossimo decennio d&#8217;oro ancora più brillante per le relazioni bilaterali&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="729" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222148209_4f5d5beff1b5a492ad8264c78043b788-1024x729.jpg" alt="" class="wp-image-532276" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222148209_4f5d5beff1b5a492ad8264c78043b788-1024x729.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222148209_4f5d5beff1b5a492ad8264c78043b788-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222148209_4f5d5beff1b5a492ad8264c78043b788-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222148209_4f5d5beff1b5a492ad8264c78043b788-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222148209_4f5d5beff1b5a492ad8264c78043b788-600x427.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012222148209_4f5d5beff1b5a492ad8264c78043b788.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-salvagente-di-xi-per-aiutare-il-qatar-nel-golfo-arriva-un-prestito-da-3-miliardi-dalle-banche-cinesi.html">Il salvagente di Xi per aiutare il Qatar: nel Golfo arriva un prestito da 3 miliardi dalle banche cinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Egitto, Bab-el-Mandeb, Iraq: il delicato equilibrio dell&#8217;Italia nel Levante</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/egitto-bab-el-mandeb-iraq-il-delicato-equilibrio-dellitalia-nel-levante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 01:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531201</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il caos in una regione strategica per l'interesse nazionale e l'accumularsi dell'entropia impongono a Roma di tenere alta la guardia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/egitto-bab-el-mandeb-iraq-il-delicato-equilibrio-dellitalia-nel-levante.html">Egitto, Bab-el-Mandeb, Iraq: il delicato equilibrio dell&#8217;Italia nel Levante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le ultime settimane hanno visto l&#8217;emersione di tre dinamiche diverse tra loro ma che, lette in forma convergente, contribuiscono a una riflessione sistemica sul futuro della politica italiana nel quadrante strategico compreso tra il Medio Oriente, il Nord Africa, il Mar Rosso, la Penisola Arabica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le diverse geografie dell&#8217;interesse italiano</h2>



<p><strong>Bab-el-Mandeb, Iraq, Egitto </strong>i teatri interessati. La presa di controllo da parte degli Houthi dell&#8217;area costiera yemenita proiettata sullo stretto di Bab-el-Mandeb ha portato <strong>la Difesa italiana e il Ministro Guido Crosetto</strong> a prendere in considerazione il rafforzamento della capacità di scorta al naviglio mercantile in movimento tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden,<a href="https://www.linkiesta.it/2026/09/armatori-italiani-aspides-sicurezza-ue-navi/"> spingendo al contempo nel perimetro dell&#8217;Unione Europea</a> per un <a href="https://en.ilsole24ore.com/art/the-strengthening-of-aspides-on-monday-at-the-eu-defence-ministers-meeting-AJUWhwOB">potenziamento della <strong>missione &#8220;Aspides&#8221;</strong></a> varata dopo l&#8217;attacco dei ribelli filo-iraniani al traffico mercantile nel Mar Rosso tra fine 2023 e l&#8217;inizio del 2024. A fine settembre, inoltre, le truppe italiane hanno <a href="https://decode39.com/16793/italys-defense-minister-explains-the-end-of-its-12-year-mission-in-iraq/"><strong>completato il ritiro dall&#8217;Iraq assieme alle forze della coalizione anti-Isis</strong> in campo dal 2014</a>, come richiesto da Baghdad all&#8217;alleanza guidata dagli Stati Uniti, cui l&#8217;Italia contribuiva con la <a href="https://beemagazine.it/iraq-addio-conclusa-la-presenza-militare-italiana/">missione Prima Parthica.</a></p>



<p>Eventi strategici di rilevanza regionale a cui si aggiunge un fatto <strong>giurisprudenziale di rilevanza interna ed internazionale</strong>: la sentenza di condanna in primo grado per sequestro aggravato da parte della Corte d&#8217;Assise di Roma, pronunciata il 28 settembre scorso, contro tre agenti dell&#8217;intelligence egiziana <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-09/regeni-italia-egitto-omicidio-accuse-processo-condanna.html">accusati di aver partecipato al rapimento del ricercatore italiano poi assassinato nel gennaio 2016.</a> L&#8217;evento ha aperto grandi discussioni sulla relazione tra Roma e Il Cairo, guidata dal regime di <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong> con cui<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/29/caso-regeni-affari-italia-egitto-notizie/8521108/">molti governi italiani hanno consolidato una cooperazione strategica ed economica</a> nell&#8217;ultimo decennio, mentre sui rapporti bilaterali pendeva in molti casi il dilemma legato alla effettiva responsabilità dei vertici dello Stato egiziano nel drammatico caso Regeni.</p>



<p><strong>Il ministro degli Esteri Antonio Tajani prima e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni</strong> poi hanno ribadito che la linea di Roma non è quella di andare allo strappo col Cairo dopo la condanna degli agenti in primo grado. <a href="https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/10/01/meloni-chiudere-i-rapporti-con-legitto-aumenta-le-difficolta_d9fa30fc-edda-4cab-9a61-d3878e8c80c5.html">Meloni ha detto: </a>&#8220;Io non sono tra coloro che ritengono che per risolvere il problema chiudere i rapporti diplomatici con l&#8217;Egitto aiuti, piuttosto crea maggiori difficoltà&#8221;. <em>Huffington Post</em> segnala parimenti che è slittata, a valle della condanna di primo grado pronunciata a Roma, la discussione su un nuovo memorandum <a href="https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/10/01/news/regeni_memorandum_egitto-22825763/">militare italo-egiziano previsto alla <strong>Camera dei Deputati per l&#8217;1 ottobre</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;arco di crisi</h2>



<p>Parliamo di evoluzioni che condizionano l&#8217;approccio italiano <strong>da aree e Paesi d&#8217;interesse strategico per il Paese</strong> e a regioni attraversate da un arco di crisi che dal Levante da tre anni in ristrutturazione geopolitica tra guerra e cambi di paradigma politici tocca la penisola arabica dove è ripresa la guerra in <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-gli-houthi-padroni-della-costa-nel-loro-mirino-le-rotte-dellenergia.html" type="post" id="529315">Yemen,</a> il Corno d&#8217;Africa, la Somalia e si estende a Ovest fino a saldarsi con la <strong>sempre precaria situazione libica</strong>. Attraverso queste arterie nevralgiche e in tensione della geopolitica passano una fetta importante dell&#8217;import-export dell&#8217;Italia, la capacità di Roma di connettersi ai mercati globali, la sicurezza nazionale nella profondità del<a href="https://it.insideover.com/politica/un-nuovo-mediterraneo-infinito.html" type="post" id="299610"> <strong>Mediterraneo Allargato</strong>.</a> Avere dei pivot sistemici nell&#8217;area e una capacità di proiezione nel quadrante levantino esteso dal Mediterraneo Orientale alle porte dell&#8217;Oceano Indiano e dal Nord Africa all&#8217;Iraq, saper <strong>capire come prevenire le minacce e sfruttare le opportunità strategiche</strong> è vitale per Roma. La fase attuale, in ogni caso, pone la politica di fronte a scelte difficili nel quadro di un contesto in mutamento.</p>



<p>I teatri si sovrappongono e compenetrano tra loro. Prendiamo il caso dell&#8217;Egitto. <a href="https://europeanrelations.com/briefing/italy-moves-to-protect-red-sea-shipping-as-houthi-threat-grows/"><strong>L&#8217;Italia, come potenza di taglia media</strong></a><strong>su scala globale che si fa medio-grande nel Mediterraneo</strong> e proprio in virtù del suo ruolo di partner strategico dello Stato guidato da al-Sisi, ha la possibilità di far valere contemporaneamente le <strong>scelte politiche che hanno reso Il Cairo </strong>un partner importante per Roma sia la <strong>doverosa e fondamentale ricerca della verità sul caso Regeni,</strong> ben lungi dall&#8217;essere concluso dopo le sentenze di primo grado.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Egitto, la ricerca della verità su Regeni è interesse nazionale</h2>



<p><strong>La difesa della verità e della ricerca delle motivazioni che hanno portato alla brutale uccisione di un connazionale</strong> possono andare di pari passo con la continuità della presenza diplomatica al Cairo che, peraltro, diversi governi prima di Meloni hanno decretato e consolidato e anzi deve essere la leva per far sì che nel quadro degli <strong>accordi politici con un Paese a cui l&#8217;Italia ha accesso</strong> si inserisca anche l&#8217;impegno al rispetto di quanto deciso per via giudiziaria. Del resto, il rapporto bilaterale Roma-Il Cairo è multilivello. </p>



<p>&#8220;L’Egitto non è soltanto un interlocutore politico per Roma: è uno dei Paesi nei quali <strong>Eni ha costruito una presenza energetica di lungo periodo</strong>, con il <a href="https://www.eni.com/it-IT/azioni/attivita-mondo/egitto/zohr.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giacimento Zohr</a> come punto centrale di una relazione che coinvolge produzione, infrastrutture e prospettive di sviluppo di nuove risorse&#8221;, <a href="https://www.policymakermag.it/italia/tutti-i-nodi-tra-italia-ed-egitto-ecco-perche-rompere-e-difficile/">nota Policy Maker, aggiungendo</a> che in una recente visita diplomatica di Tajani &#8220;<strong>Gaza, Libia, Sudan e Mar Rosso</strong> erano nello stesso elenco di <a href="https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/09/il-ministro-tajani-domani-al-cairo-incontri-istituzionali-commissione-congiunta-e-business-forum-italia-egitto/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">temi discussi con le autorità egiziane</a>, a dimostrazione del fatto che <strong>l’Egitto è uno dei pochi interlocutori che Roma non può trattare come marginale</strong> quando discute di sicurezza e stabilità nel Mediterraneo allargato&#8221;.</p>



<p><strong>Visto in maniera complementare, questo significa che anche il rapporto con l&#8217;Italia è a maggior ragione indispensabile per l&#8217;Egitto</strong>, fattore che potrebbe contare come leva esercitabile per spingere a una piena collaborazione delle autorità de Il Cairo. Alle quali, del resto, interessa per ragioni strategiche la prospettiva che anche le rotte del Mar Rosso, da cui dipendono gli introiti non secondari del Canale di Suez, siano percorribili e disostruite da minacce. Dunque c&#8217;è tutto l&#8217;interesse egiziano a guardare con attenzione all&#8217;idea italiana di alzare l&#8217;asticella della presenza europea a presidio della libertà di navigazione in un contesto che vede, a ben guardare, gli <strong>Houthi astenersi, per ora, da minacce dirette</strong>. L&#8217;arco di crisi dell&#8217;Africa orientale a Sud dell&#8217;Egitto vede il sommarsi della guerra civile sudanese, delle tensioni etiopi, del secessionismo del Somaliland e della recrudescenza della pirateria nelle acque somale a perturbare un contesto già di per sé caotico. <strong>Per l&#8217;Egitto è raagion di Stato fornire risposte chiare sul caso Regeni anche per non pregiudicare un rapporto politico </strong>che può garantire stabilità nelle relazioni tra il Cairo e l&#8217;Europa in una fase complessa per la geopolitica regionale. E questo l&#8217;Italia deve ben tenerlo in mente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;Iraq al Libano</h2>



<p>Del resto, il presidio securitario si completa con l&#8217;attenzione alle dinamiche mediorientali. Il ritiro dall&#8217;Iraq non segna la fine dell&#8217;interesse dell&#8217;Italia per un Paese che è un discreto <a href="https://www.ripartelitalia.it/ecco-da-dove-arriva-il-petrolio-in-italia-lanalisi/">fornitore di petrolio (circa il 6% del fabbisogno nazionale)</a> e un player importante per la stabilità regionale già condizionata dalle ripetute guerre e dal conflitto iraniano che ha avuto ricadute anche su Baghdad. <a href="https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-ritiro-dalliraq-e-la-lezione-che-la-politica-non-ha-imparato_113725">Avvenire ricorda </a>che &#8220;il nuovo premier iracheno <strong>Ali al-Zaidi,</strong> insediato nel maggio 2026 dopo estenuanti trattative, ha promesso lealtà e contratti petroliferi alla Casa Bianca, ma l’influenza di Teheran in Iraq è sempre più ingombrante mentre la <strong>promessa integrazione nell’esercito delle milizie sciite è ora slittato a metà 2027</strong>&#8221; e resta il fatto che &#8220;dopo 20 anni di nostro addestramento, l’esercito iracheno non è ancora formato&#8221;. <a href="https://infodifesa.it/ritiro-militari-italiani-iraq-bilancio-cosa-succede/">La continuità dell&#8217;assistenza</a> alle unità irachene e ai combattenti del Kurdistan posto sotto la sovranità di Baghdad sotto forma di cooperazione appare possibile per consolidare le capacità di difesa di un Paese il cui indebolimento creerebbe conseguenze in tutta la regione.</p>



<p>Il quadrante levantino tra Medio Oriente e Mediterraneo Allargato produce, parafrasando quanto diceva Winston Churchill dei Balcani, più complessità geopolitica di quanto riesca a digerirne e in tal senso per l&#8217;Italia una strategia olistica va valutata pesando tutti i vettori per calcolarne la risultante ottimale capace di indicare la stabilità. <strong>La via maestra potrebbe essere quella di una diplomazia strategica capace di combinare strumenti di proiezione</strong> e autorevolezza politica-diplomatica, oltre all&#8217;indubbio peso dell&#8217;influenza economica, per consolidare l&#8217;autorevolezza dell&#8217;Italia come attore interessato alla stabilità regionale. Un fattore che passa anche attraverso una fattiva cooperazione col Golfo e con la comprensione di cosa sarà di un altro teatro critico, quello del Libano, <a href="https://italstrat.substack.com/p/40-i-dimonios-sardi-nel-cuore-del">dopo che con il termine del 2026 finirà la missione Unifil</a>. </p>



<p><strong>Difficile ipotizzare però che un ritiro coincida con un totale disimpegno di quei <a href="https://europeanrelations.com/after-unifil-who-keeps-the-peace-in-southern-lebanon/">Paesi europei,</a> come Italia, Spagna e Francia</strong>, in prima linea per garantire la tutela dell&#8217;unità nazionale libanese all&#8217;ombra del sempre incombente scontro tra Hezbollah e Israele che due volte, nel 2024 e nel 2026, ha coinvolto l&#8217;intero Stato. La parola d&#8217;ordine deve essere<strong>stabilità</strong>, nei teatri d&#8217;interesse politico e strategico e in quelli che potrebbero esserlo domani. L&#8217;Italia deve mantenere il sangue freddo ma il caos in una regione strategica per l&#8217;interesse nazionale e l&#8217;accumularsi dell&#8217;entropia impongono a Roma di tenere alta la guardia. La difesa dell&#8217;interesse nazionale richiede una capacità d&#8217;azione e di prontezza all&#8217;altezza dell&#8217;articolata natura delle sfide.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.linkiesta.it/2026/09/armatori-italiani-aspides-sicurezza-ue-navi/">https://www.linkiesta.it/2026/09/armatori-italiani-aspides-sicurezza-ue-navi/</a></li>



<li><a href="https://decode39.com/16793/italys-defense-minister-explains-the-end-of-its-12-year-mission-in-iraq/">https://decode39.com/16793/italys-defense-minister-explains-the-end-of-its-12-year-mission-in-iraq/</a></li>



<li><a href="https://en.ilsole24ore.com/art/the-strengthening-of-aspides-on-monday-at-the-eu-defence-ministers-meeting-AJUWhwOB">https://en.ilsole24ore.com/art/the-strengthening-of-aspides-on-monday-at-the-eu-defence-ministers-meeting-AJUWhwOB</a></li>



<li><a href="https://beemagazine.it/iraq-addio-conclusa-la-presenza-militare-italiana/">https://beemagazine.it/iraq-addio-conclusa-la-presenza-militare-italiana/</a></li>



<li><a href="https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/10/01/meloni-chiudere-i-rapporti-con-legitto-aumenta-le-difficolta_d9fa30fc-edda-4cab-9a61-d3878e8c80c5.html">https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/10/01/meloni-chiudere-i-rapporti-con-legitto-aumenta-le-difficolta_d9fa30fc-edda-4cab-9a61-d3878e8c80c5.html</a></li>



<li><a href="https://europeanrelations.com/after-unifil-who-keeps-the-peace-in-southern-lebanon/">https://europeanrelations.com/after-unifil-who-keeps-the-peace-in-southern-lebanon/</a></li>



<li><a href="https://infodifesa.it/ritiro-militari-italiani-iraq-bilancio-cosa-succede/">https://infodifesa.it/ritiro-militari-italiani-iraq-bilancio-cosa-succede/</a></li>



<li><a href="https://www.agenzianova.com/a/6abea7a97472e7.79888191/7837770/2026-10-01/libano-onu-sfide-significative-permangono-nonostante-ritiro-unifil-2">https://www.agenzianova.com/a/6abea7a97472e7.79888191/7837770/2026-10-01/libano-onu-sfide-significative-permangono-nonostante-ritiro-unifil-2</a></li>



<li><a href="https://www.policymakermag.it/italia/tutti-i-nodi-tra-italia-ed-egitto-ecco-perche-rompere-e-difficile/">https://www.policymakermag.it/italia/tutti-i-nodi-tra-italia-ed-egitto-ecco-perche-rompere-e-difficile/</a></li>



<li><a href="https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/10/01/news/regeni_memorandum_egitto-22825763/">https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/10/01/news/regeni_memorandum_egitto-22825763/</a></li>



<li><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-09/regeni-italia-egitto-omicidio-accuse-processo-condanna.html">https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-09/regeni-italia-egitto-omicidio-accuse-processo-condanna.html</a></li>



<li><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/29/caso-regeni-affari-italia-egitto-notizie/8521108/">https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/29/caso-regeni-affari-italia-egitto-notizie/8521108/</a></li>



<li><a href="https://europeanrelations.com/briefing/italy-moves-to-protect-red-sea-shipping-as-houthi-threat-grows/">https://europeanrelations.com/briefing/italy-moves-to-protect-red-sea-shipping-as-houthi-threat-grows/</a></li>



<li><a href="https://www.ripartelitalia.it/ecco-da-dove-arriva-il-petrolio-in-italia-lanalisi/">https://www.ripartelitalia.it/ecco-da-dove-arriva-il-petrolio-in-italia-lanalisi/</a></li>



<li><a href="https://italstrat.substack.com/p/40-i-dimonios-sardi-nel-cuore-del">https://italstrat.substack.com/p/40-i-dimonios-sardi-nel-cuore-del</a></li>



<li><a href="https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-ritiro-dalliraq-e-la-lezione-che-la-politica-non-ha-imparato_113725">https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-ritiro-dalliraq-e-la-lezione-che-la-politica-non-ha-imparato_113725</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/egitto-bab-el-mandeb-iraq-il-delicato-equilibrio-dellitalia-nel-levante.html">Egitto, Bab-el-Mandeb, Iraq: il delicato equilibrio dell&#8217;Italia nel Levante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché la Cina sta ritirando il suo petrolio dal mercato mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/perche-la-cina-sta-ritirando-il-suo-petrolio-dal-mercato-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 01:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531325</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Iran mette sotto pressione la Cina, alle prese con la scarsità di greggio iraniano. Ecco che cosa sta succedendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-la-cina-sta-ritirando-il-suo-petrolio-dal-mercato-mondiale.html">Perché la Cina sta ritirando il suo petrolio dal mercato mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002132730879_7f3be080d92e11580cf0b09575dc04f9-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Offerta limitata, prezzi in aumento. Il dossier petrolifero inizia a scottare anche per la <strong>Cina</strong>, uno dei Paesi più attrezzati del mondo per resistere a uno shock energetico.  La <strong>guerra in Iran</strong>, con le conseguenti alterazioni dei traffici di oro nero <a href="https://it.insideover.com/energia/aggirare-hormuz-via-siria-il-piano-usa-chevron-per-un-oleodotto-da-57-miliardi-di-dollari.html">attraverso lo Stretto di Hormuz e di Bab el-Mandeb</a>, ha causato non pochi problemi a Pechino, il più grande importatore di greggio nonché il principale acquirente di <strong>petrolio iraniano</strong>.</p>



<p>Basta dare un&#8217;occhiata ai numeri per capire la complessità della situazione. Nel 2025 il Dragone ha importato quasi <strong>12,4 milioni di barili al giorno </strong>di greggio, la metà dei quali provenienti dal <strong>Medio Oriente</strong>. Nel secondo trimestre del 2026 le importazioni cinesi sono scese a 8,1 milioni di barili al giorno, un calo del 32% rispetto al trimestre precedente. A maggio e giugno erano addirittura scese sotto gli 8 milioni di barili/giorno, il minimo dal 2016. </p>



<p>Scendendo ulteriormente nei dettagli, secondo i dati della società di consulenza <em>Kpler</em>, a luglio e agosto l&#8217;import cinese di greggio iraniano si è fermato a 530.000 barili quotidiani: il 48% in meno rispetto ai valori prebellici, addirittura il 72% in meno dell&#8217;ottobre 2024. </p>



<p>Certo, la Cina ha investito molto sull&#8217;elettrificazione dei trasporti e sulle energie rinnovabili, ha accumulato scorte quando i prezzi del greggio erano bassi (con una media di 12 milioni di barili al giorno nella seconda metà del 2025), ma <strong>il petrolio iraniano mancante non può essere così facilmente sostituito.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-1-1024x683.jpg" alt="petrolio" class="wp-image-520247" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/petrolio-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza del petrolio iraniano per le raffinerie cinesi</h2>



<p>L&#8217;Iran ha a lungo rappresentato una fondamentale fonte di <strong>greggio low cost</strong> per le piccole <strong>raffinerie indipendenti</strong> della Cina, le cosiddette <em>teapot</em>, impianti privati con molte meno opzioni di approvvigionamento rispetto alle grandi compagnie petrolifere statali. </p>



<p>Finché l&#8217;oro nero di Teheran arrivava oltre la Muraglia, le teiere del Dragone, per lo più concentrate nella provincia dello <strong>Shandong</strong>, riuscivano a mantenere margini di raffinazione soddisfacenti, trasformando il greggio in benzina, diesel e altri prodotti destinati all&#8217;industria chimica e manifatturiera (sia interna che internazionale). </p>



<p>Con la progressiva chiusura del rubinetto iraniano queste raffinerie sono state costrette a cercare alternative più costose in Africa occidentale, Canada e Sud America, spingendo al rialzo il <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-ce-prezzo-e-prezzo-la-grande-faglia-tra-fisico-e-digitale.html">prezzo del petrolio</a>. Detto altrimenti, la caccia di Pechino ai barili rischia di alimentare le tensioni sul <strong>mercato petrolifero globale</strong>. </p>



<p>Se, infatti, nei primi mesi della guerra in Medio Oriente il calo degli acquisti cinesi aveva contribuito a contenere la corsa dei prezzi, i recenti segnali di una ripresa della domanda da parte della Cina hanno invece iniziato a spingere al rialzo le quotazioni di alcune qualità di greggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/petrolio.jpg" alt="petrolio" class="wp-image-488504" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/petrolio.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/petrolio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Anche Pechino ha bisogno di petrolio</h2>



<p>Data la situazione è interessante tornare <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-e-cina-alla-ricerca-dellequilibrio-che-cosa-vuole-xi-e-che-cosa-chiede-trump.html">all&#8217;ultimo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping</a>. L&#8217;analista Jack Prandelli ha ricordato sul suo Substack, <em>The Merchant&#8217;s News</em>, che il presidente statunitense ha chiesto al suo omologo cinese di <strong>aumentare la produzione di carburanti raffinati</strong>. Il motivo? Stabilizzare l&#8217;offerta globale e contenere i prezzi, a partire da quello del diesel americano finito ormai fuori controllo. </p>



<p>Il fatto è che, nel momento in cui scriviamo, le raffinerie di Pechino hanno <strong>sospeso l&#8217;export</strong> di prodotti petroliferi in attesa di ricevere nuove direttive governative. <em>Reuters </em>ha scritto, per esempio, che PetroChina ha già cancellato la maggior parte dei carichi di benzina e carburante per aerei. </p>



<p>Questo blocco, se così vogliamo chiamarlo, è iniziato il primo giorno della <strong>Golden Week</strong>, la settimana di festività che si apre con la Festa nazionale della Repubblica Popolare Cinese, il primo giorni di ottobre, e che termina il 7 dello stesso mese. Potrebbe trattarsi di una <strong>sospensione temporanea</strong> causata dal periodo particolare oppure da una precisa <strong>strategia </strong>volta a proteggere le <strong>scorte interne</strong> che sono diminuite. Se così fosse sarebbe un problema non da poco&#8230; Lo scopriremo tra qualche giorno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="548" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925163547506_fdaa64116d02f6bf269fd25fd6be452f-e1790346974976-1024x548.jpg" alt="" class="wp-image-530701" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925163547506_fdaa64116d02f6bf269fd25fd6be452f-e1790346974976-1024x548.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925163547506_fdaa64116d02f6bf269fd25fd6be452f-e1790346974976-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925163547506_fdaa64116d02f6bf269fd25fd6be452f-e1790346974976-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925163547506_fdaa64116d02f6bf269fd25fd6be452f-e1790346974976-1536x822.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925163547506_fdaa64116d02f6bf269fd25fd6be452f-e1790346974976-600x321.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925163547506_fdaa64116d02f6bf269fd25fd6be452f-e1790346974976.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-la-cina-sta-ritirando-il-suo-petrolio-dal-mercato-mondiale.html">Perché la Cina sta ritirando il suo petrolio dal mercato mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aria, terra e mare: tutte le forze italiane in Arabia Saudita (e quelle che forse se ne vanno)</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aria-terra-e-mare-tutte-le-forze-italiane-in-arabia-saudita-e-quelle-che-forse-se-ne-vanno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 04:55:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Eurofighter Typhoon]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Missioni militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Italia "non è in guerra con gli Houthi" e non vuole rischiare di perdere un altro dei suoi preziosi caccia Eurofighter. Per questo Roma potrebbe aver deciso di dislocare altrove uomini e mezzi dopo l’attacco dei giorni scorsi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aria-terra-e-mare-tutte-le-forze-italiane-in-arabia-saudita-e-quelle-che-forse-se-ne-vanno.html">Aria, terra e mare: tutte le forze italiane in Arabia Saudita (e quelle che forse se ne vanno)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image00002-scaled-1-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia &#8220;<em>non è in guerra con gli Houthi</em>&#8221; e non vuole rischiare di perdere un altro dei suoi preziosi caccia Eurofighter. Per questo Roma potrebbe aver deciso di <strong>dislocare altrove quattro Eurofighter</strong> e un <strong>Gulfstream G-550 CAEW</strong> basati a Ta’if dopo l’attacco dei giorni scorsi. La scelta potrebbe riflettere la preoccupazione dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong> di perdere velivoli preziosi in ulteriori attacchi da parte dei <strong>ribelli Houthi</strong> dello <strong>Yemen </strong>indirizzati verso le basi saudite, che non sembrano essere preparate a rispondere efficacemente agli attacchi, o in ogni caso potrebbero non opporre le difese adeguate a intercettare e abbattere minacce come droni e altri sistemi d&#8217;arma per via della diffusa carenza di missili intercettori. Ciò potrebbe aver spinto il governo di Roma verso la scelta più cauta: rimodulare i contingenti sulla base dei numeri in campo, analizzando le ipotesi di movimentazione dei militari e dei mezzi schierati nel Golfo verso territori più sicuri, o valutare la riduzione dei contingenti interessati. </p>



<p>Secondo quanto riportato, <strong>timori di un’escalation</strong> in Arabia Saudita hanno messo in allarme il governo, richiedendo un vertice che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi. Al vertice, presieduto dal sottosegretario <strong>Alfredo Mantovano,</strong> erano presenti il ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto,</strong> e i vertici dell’intelligence e delle Forze Armate. Obiettivo: valutare le opzioni per &#8220;<em>ridurre al minimo i rischi</em>&#8221; per il dispositivo dislocato nelle basi saudite e fare &#8220;<em>tutto ciò che è necessario per assicurare il transito dei cargo italiani attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb</em>&#8220;. Oltre alla valutazione dei rischi riguardo all&#8217;impegno dei militari italiani in alcuni territori del Golfo, è stata affrontata la situazione dello <strong>Stretto di Bab el-Mandeb</strong>, dove sono presenti le navi della <strong>Marina Militare italiana</strong> coinvolte nella <strong>missione Aspides</strong>, dopo che l&#8217;Alta rappresentante UE per la politica estera, <strong>Kaja Kallas</strong>, ha paventato un potenziamento della missione.<br><br>Un precedente <strong>attacco sferrato dall&#8217;Iran</strong> contro la base aerea di Ali Al Salem, in <strong>Kuwait</strong>, aveva causato la <strong>distruzione di un drone MQ-9A Reaper</strong>, o Predator B, e il lieve danneggiamento di un altro caccia Eurofighter a marzo. Il velivolo a pilotaggio remoto faceva parte della flotta di sei Predator B del 32° Stormo dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana ed era stato assegnato al <strong>Task Group Araba Fenice </strong>del Comando Nazionale Contingente Aereo Italiano/Task Force Aerea Kuwait per svolgere missioni di <strong>Intelligence, Surveillance and Reconnaissance</strong> nell&#8217;ambito di Prima Parthica, il contributo italiano alla campagna multinazionale contro Daesh in Iraq e Siria. </p>



<p>Il dispositivo comprendeva anche quattro Eurofighter italiani, tutti schierati in Kuwait al momento dell&#8217;attacco. Tre di questi fecero ritorno in Italia pochi giorni dopo, mentre uno, secondo alcune fonti non confermate, avrebbe subito lievi danni. L&#8217;Aeronautica Militare ha perso tre caccia multiruolo Eurofighter, anche noti come EFA-2000 Typhoon, negli ultimi anni, ma solo per incidenti in volo: due in Italia e uno in Australia. In due casi gli incidenti si sono rivelati purtroppo mortali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Task Force tricolori</h2>



<p>Il dispositivo nazionale che si trova attualmente in Arabia Saudita, la <strong>Task Force Air Arabia Saudita</strong>, è stato schierato nella seconda metà di marzo 2026 con fini di &#8220;<em>supporto della difesa aerea dei Paesi partner del Golfo</em>&#8221; &#8211; Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. È costituito da circa 400 militari dell&#8217;Aeronautica Militare posti sotto il comando del Colonnello <strong>Michele Schiavi </strong>e comprende il &#8220;Task Group Argo&#8221;, equipaggiato con E-550A CAEW Gulfstream, <strong>aereo intelligence</strong> dotato di un sistema multi-sensore per l&#8217;allarme precoce, preposto alla sorveglianza aerea e alle funzioni di comando, controllo e comunicazione, come risorsa che consente di rilevare, identificare e tracciare potenziali minacce aeree; il Task Group Typhoon, composto da <strong>quattro caccia multiruolo</strong> Eurofighter F-2000A, impiegati come asset essenziale per la difesa dello spazio aereo assegnato; il <em>Task Group Medal,</em> equipaggiato con un <strong>aereo da trasporto</strong> C-130J/KC-130J.</p>



<p>A questi si aggiunge il <em>Task Group Kuwait</em>, che assume il ruolo di sorveglianza e difesa aerea attraverso un radar AN/TPS-77, e il <em>Task Group C-UAS,</em> dotato dell&#8217;omonimo sistema anti-drone che viene impiegato per il contrasto ai sistemi aerei senza equipaggio di piccole dimensioni. Secondo Fausto Biloslavo, nella penisola arabica sarebbe inoltre schierato &#8220;un contingente terrestre dell&#8217;Esercito Italiano&#8221;, la <em>Task Force Land,</em> che sarebbe dotato di una &#8220;<em>batteria SAMP-T per la difesa antiaerea e antimissile, 1 radar KRONOS, una batteria di artiglieria contraerea SKYNEX</em>&#8220;. Questa <strong>Task Force Land</strong>, secondo la fonte, sarebbe dispiegata tra <strong>Arabia Saudita</strong>, <strong>Bahrein</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>.</p>



<p>Sono altresì presenti nella regione le navi da guerra della Marina Militare italiana che fanno parte dell’<strong>operazione europea ASPIDES</strong>, istituita per garantire la libertà di navigazione e proteggere il traffico mercantile dagli attacchi provenienti dallo Yemen, con un&#8217;area operazioni che comprende in particolare il <strong>Mar Rosso meridionale</strong> e il <strong>Golfo di Aden occidentale</strong>, dove è stato autorizzato &#8220;l<em>’uso della forza per autodifesa e protezione del naviglio mercantile di interesse UE e nazionale</em>&#8220;. Fanno parte del dispositivo la <strong>fregata Bergamini </strong>e i <strong>cacciamine Rimini </strong>e <strong>Crotone</strong>, con un complessivo di 269 militari italiani. Attualmente la missione Aspides, dal greco &#8220;scudo&#8221;, svolge attività di close protection, area protection ed escort. Gli assetti possono neutralizzare minacce rappresentate da missili, droni aerei e navali e imbarcazioni ostili. Attività che espone le nostre unità alla minaccia in crescita rappresentata dai <strong>ribelli yemeniti</strong>, che sembrano avere la ferma intenzione di ottenere un maggiore controllo sulla zona costiere che compete lo Stretto di Bab el-Mandeb per esercitare una pressione politica a livello internazionale, come avviene a Hormuz. </p>
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		<title>Yemen, il dietrofront di Trump: sì ai raid contro gli Houthi, poi lo stop last minute</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-dietrofront-di-trump-si-ai-raid-contro-gli-houthi-poi-lo-stop-last-minute.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha fatto marcia indietro a poche ore dall'operazione, mentre l'escalation tra Riyad e gli Houthi continua sul terreno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, ha soppesato la richiesta saudita di un intervento militare diretto contro gli Houthi in Yemen, salvo poi fare marcia indietro proprio nelle ore in cui l&#8217;operazione sembrava ormai imminente. Ovvero il weekend appena trascorso. Lo rivela <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/20/us/politics/trump-yemen-houthis-red-sea-iran.html?eafs_enabled=false">un&#8217;inchiesta del New York Times</a> firmata da Helene Cooper, Eric Schmitt, Jonathan Swan e Maggie Haberman, secondo cui giovedì scorso il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha telefonato personalmente all&#8217;inquilino della Casa Bianca per sollecitare un sostegno militare di Washington contro <em>Ansar Allah</em>, il movimento politico-militare-religioso yemenita conosciuto in Occidente come <em>Houthi</em> &#8211; dal nome della famiglia che lo ha fondato e che tuttora lo guida. </p>



<p>Negli ultimi mesi il gruppo sciita ha riaperto il fronte con la petromonarchia del Golfo, che dal 2015 bombarda lo Yemen nel tentativo di arginarne l&#8217;inesorabile avanzata: oggi gli Houthi controllano il nord-ovest del Paese e quasi tutta la costa del Mar Rosso, oltre alla capitale <em>Sana&#8217;a </em>e ai governatorati di Saada, Hajjah, Amran, Dhamar, Ibb, e gran parte di quello di Hodeidah. E sta provocando dei seri grattacapi al Regno di bin Salman. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ripensamento di Trump</h2>



<p>Secondo il retroscena del <em>New York Times</em>, a seguito di un incontro con i suoi consiglieri &#8211; la maggior parte dei quali scettica o apertamente contraria a un coinvolgimento diretto &#8211; Trump aveva inizialmente escluso l&#8217;opzione di un coinvolgimento diretto di Washington contro gli Houthi. Tuttavia, la telefonata del principe ereditario bin Salman lo aveva convinto a cambiare idea, ordinando al Pentagono di preparare i raid. Ma entro la giornata di domenica The Donald ha nuovamente cambiato idea, spiazzando la monarchia saudita: niente strike americani contro gli Houthi, almeno per ora, secondo funzionari dell&#8217;amministrazione Usa che hanno parlato a condizione di anonimato con il maggiore quotidiano Usa. </p>



<p>Il dietrofront del presidente Usa è arrivato quando i comandi militari del Pentagono avevano già approvato le liste degli obiettivi e le truppe <strong>stavano caricando le bombe sui velivoli designati per la missione</strong>, secondo due fonti a conoscenza dell&#8217;operazione.<a href="https://www.foxnews.com/video/6405330005112" type="link" id="https://www.foxnews.com/video/6405330005112"> In una telefonata con <em>Fox News</em></a>, Trump ha dichiarato di trovarsi ancora in «modalità decisionale» rispetto alla guerra in Iran, sottolineando che gli Stati Uniti restano in «costante contatto» con gli Houthi, i quali finora avrebbero rispettato l&#8217;impegno a non colpire navi americane.</p>



<p>Per Trump rimane da affrontare un dilemma: se è vero, da un lato, che gli Houthi non hanno attaccato le navi statunitensi, rispettando gli accordi presi con Washington, lo stesso non si può dire nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, verso cui Washington ha <strong>un obbligo di difesa in base agli accordi bilaterali</strong>. Riyad, dal canto suo, non ha esitato a far valere la propria leva negoziale: a maggio aveva di fatto bloccato il piano americano di scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz, negando l&#8217;uso dello spazio aereo e delle basi saudite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rappresaglia saudita continua</h2>



<p>Nel frattempo, sul terreno l&#8217;escalation non si è fermata. Domenica l&#8217;aviazione saudita <a href="https://news.antiwar.com/2026/09/20/saudi-airstrikes-hit-yemen-after-ansar-allah-attack-on-riyadh/" type="link" id="https://news.antiwar.com/2026/09/20/saudi-airstrikes-hit-yemen-after-ansar-allah-attack-on-riyadh/">ha proseguito i bombardamenti su diverse aree dello Yemen</a>, un giorno dopo che <em>Ansar Allah</em> aveva lanciato per la prima volta da luglio <strong>un attacco missilistico e con droni contro Riyad</strong>, in risposta ai raid sull&#8217;aeroporto internazionale di Sana&#8217;a che avevano riacceso il conflitto.</p>



<p><strong>Anis al-Asbahi</strong>, portavoce del ministero della Sanità del governo degli Houthi, ha riferito che i raid sauditi di domenica hanno colpito torri di comunicazione nella provincia settentrionale di al-Jawf, uccidendo quattro lavoratori civili e ferendone altri tre &#8211; versione confermata anche dall&#8217;agenzia yemenita Saba. </p>



<p>Il portavoce delle forze armate yemenite legate ad <em>Ansar Allah</em>, Yahya Saree, ha parlato di 28 raid sauditi nelle ultime 24 ore su Taiz, al-Jawf e Marib, <strong>portando a 760 il totale degli attacchi dall&#8217;inizio dell&#8217;escalation</strong>. Secondo <em>Saree</em>, i bombardamenti sono stati condotti con caccia F-15 di produzione statunitense e Typhoon europei; Washington fornirebbe già supporto di intelligence e targeting a Riyad, con circa 200 consiglieri militari americani impegnati sul campo in questo ruolo.</p>



<p>Per ora, tuttavia, Trump ha ribadito che il cessate il fuoco tra Washington e gli Houthi, in vigore dal maggio 2025, resta valido. Un&#8217;eventuale escalation da parte degli Stati Uniti rischierebbe di provocare una rappresaglia che, secondo molti osservatori, potrebbe tradursi nella chiusura totale dello stretto di <strong>Bab al-Mandab</strong>, aggravando ulteriormente la crisi economica globale già innescata dalla Guerra nel Golfo tra Stati Uniti e Iran. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Helene Cooper, Eric Schmitt, Jonathan Swan e Maggie Haberman, «Trump Gets Caught in a Dilemma Over a Saudi Plea for Military Help», The New York Times, 20 settembre 2026</em></strong>, <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/20/us/politics/trump-yemen-houthis-red-sea-iran.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.nytimes.com/2026/09/20/us/politics/trump-yemen-houthis-red-sea-iran.html</a>.</p>



<p><strong><em>Trey Yingst, «Trump in ‘deciding mode’ on Iran, says ‘very big things’ are coming», Fox News, 20 settembre 2026, video, 5:04, </em></strong><a href="https://www.foxnews.com/video/6405330005112" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.foxnews.com/video/6405330005112</a>.</p>



<p><strong><em>DeCamp, Dave. “Saudi Airstrikes Hit Yemen After Ansar Allah Attack on Riyadh.” Antiwar.com, 20 settembre 2026. </em></strong><a href="https://news.antiwar.com/2026/09/20/saudi-airstrikes-hit-yemen-after-ansar-allah-attack-on-riyadh/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://news.antiwar.com/2026/09/20/saudi-airstrikes-hit-yemen-after-ansar-allah-attack-on-riyadh/</a>.</p>



<p></p>



<p><br> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-dietrofront-di-trump-si-ai-raid-contro-gli-houthi-poi-lo-stop-last-minute.html">Yemen, il dietrofront di Trump: sì ai raid contro gli Houthi, poi lo stop last minute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Intesa Israele-Marocco, scambio di ambasciatori a sei anni dagli Accordi di Abramo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/intesa-israele-marocco-scambio-di-ambasciatori-a-sei-anni-dagli-accordi-di-abramo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Sfregola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529804</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 2020 a oggi i rapporti tra Rabat e Tel Aviv hanno vissuto fasi alterne. Anche se Israele commette crimini di guerra a Gaza, re Muhammad VI vuole la sovranità sul Sahara Occidentale</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intesa-israele-marocco-scambio-di-ambasciatori-a-sei-anni-dagli-accordi-di-abramo.html">Intesa Israele-Marocco, scambio di ambasciatori a sei anni dagli Accordi di Abramo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026091712025721_7c38604e97cc6a72113e7713bb2bf35a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele e Marocco hanno annunciato, dopo un vertice trilaterale a New York con gli Usa, l&#8217;elevazione delle rispettive missioni diplomatiche a vere e proprie ambasciate. La decisione, a sei anni da quegli <strong>Accordi di Abramo </strong>che avevano portato all&#8217;apertura di uffici di collegamento tra Rabat e Tel Aviv, rappresenta un punto di disgelo dopo il raffreddamento dei rapporti post 7 ottobre. Se nel 2020, infatti, i rapporti fra i due Paesi stavano andando verso la normalizzazione, mediata anche in quell&#8217;occasione dagli Usa, il massacro dei palestinesi da parte di Israele aveva messo sotto pressione il palazzo reale marocchino, costretto a confrontarsi con l&#8217;opinione pubblica e con i partiti politici che <a href="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2023/10/17/morocco-s-normalization-of-relations-with-israel-jeopardized-by-war_6180014_124.html" type="link" id="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2023/10/17/morocco-s-normalization-of-relations-with-israel-jeopardized-by-war_6180014_124.html">chiedevano a gran voce l&#8217;interruzione della normalizzazione dei rapporti con Tel Aviv</a>. Nonostante la crisi nei rapporti e la sospensione dei voli diretti, il Marocco non ha mai rotto formalmente le relazioni né chiuso la propria missione a Tel Aviv, limitandosi a rallentare il ritmo degli incontri e delle visite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;annuncio da New York</h2>



<p>L&#8217;intesa è stata raggiunta mercoledì 16 settembre a margine dell&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu, a New York, in un trilaterale che ha riunito il ministro degli Esteri israeliano <strong>Gideon Sa&#8217;ar,</strong> l&#8217;omologo marocchino <strong>Nasser Bourita </strong>e l&#8217;ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite <strong>Mike Waltz,</strong> ex consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump. Secondo il comunicato del ministero degli Esteri israeliano, le tre parti hanno riaffermato l&#8217;impegno a rafforzare relazioni bilaterali elevando le missioni diplomatiche al rango di ambasciate.</p>



<p>Le delegazioni si sono impegnate a chiudere entro la fine del 2026 gli accordi di protezione reciproca degli investimenti, ad ampliare i collegamenti aerei diretti tra i due Paesi e a organizzare visite di alto livello nei prossimi mesi. Sul tavolo anche una più ampia cooperazione negli ambiti di commercio, finanza, tecnologia, turismo, risorse idriche, agricoltura, energia e sicurezza alimentare. Sa&#8217;ar ha parlato di un&#8217;amicizia tra i popoli marocchino ed ebraico che ha <a href="https://www.jpost.com/israel-news/article-908835" type="link" id="https://www.jpost.com/israel-news/article-908835">&#8220;radici profonde e una storia ricca&#8221;</a>, definendo l&#8217;intesa un modo concreto per rafforzare i legami nell&#8217;interesse di entrambi i popoli.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">قمة ثلاثية تاريخية في نيويورك: وزير الخارجية غدعون ساعر، وزير الخارجية المغربي ناصر بوريطة، والسفير الأمريكي لدى الأمم المتحدة مايك والتز<br><br>عقد وزير الخارجية غدعون ساعر، اليوم الثلاثاء في نيويورك، قمة دبلوماسية ثلاثية مع وزير الخارجية المغربي ناصر بوريطة، باستضافة السفير الأمريكي… <a href="https://t.co/1jPMA8PzD3">pic.twitter.com/1jPMA8PzD3</a></p>&mdash; إسرائيل بالعربية (@IsraelArabic) <a href="https://x.com/IsraelArabic/status/2100300061464748403?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il Sahara Occidentale</h2>



<p>Un elemento chiave degli Accordi di Abramo del 2020 era stato il <a href="https://trumpwhitehouse.archives.gov/presidential-actions/proclamation-recognizing-sovereignty-kingdom-morocco-western-sahara/" type="link" id="https://trumpwhitehouse.archives.gov/presidential-actions/proclamation-recognizing-sovereignty-kingdom-morocco-western-sahara/">riconoscimento statunitense della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale</a>, una questione centrale per Rabat. <strong>Il prezzo del riavvicinamento tra Israele e Marocco era stato pagato dal popolo saharawi,</strong> che vedeva così negate le sue aspirazioni di indipendenza.</p>



<p>L&#8217;accordo del 16 settembre rimette al centro la questione dell&#8217;ex colonia spagnola rivendicata oggi dal Fronte Polisario e dall&#8217;Algeria. Israele e Usa hanno ribadito la loro posizione a favore del piano di autonomia marocchino, <a href="https://digitallibrary.un.org/record/597424?v=pdf" type="link" id="https://digitallibrary.un.org/record/597424?v=pdf">proposto da Rabat nel 2007</a>, come base di partenza per risolvere la disputa. Il piano prevede vasta autonomia per il territorio, ma sotto sovranità marocchina, in opposizione alla richiesta di indipendenza del Fronte Polisario. La <a href="https://unscr.com/en/resolutions/2797/" type="link" id="https://unscr.com/en/resolutions/2797/">risoluzione 2797 dell&#8217;Onu</a> ha dato forza alle posizioni del Marocco. <a href="https://news.sahara.ma/en/geneva-group-of-40-states-reaffirms-support-for-moroccos-full-and-complete-sovereignty-over-its-sahara/" type="link" id="https://news.sahara.ma/en/geneva-group-of-40-states-reaffirms-support-for-moroccos-full-and-complete-sovereignty-over-its-sahara/">Quaranta paesi hanno rilasciato una dichiarazione all&#8217;Onu a sostegno della &#8220;piena e completa sovranità&#8221; del Marocco sul Sahara</a>.</p>



<p>In questo contesto, con Mike Waltz alla regia della diplomazia americana all&#8217;Onu, Rabat offre normalizzazione e sicurezza in cambio del riconoscimento internazionale della propria sovranità sul Sahara Occidentale. Ma <strong>resta la profonda spaccatura tra Muhammad VI, le scelte di palazzo e il sentimento di piazza</strong>, acuito dagli orrori di Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://today.lorientlejour.com/article/1547803/israel-morocco-agree-to-mutually-open-embassies-israeli-foreign-ministry.html">https://today.lorientlejour.com/article/1547803/israel-morocco-agree-to-mutually-open-embassies-israeli-foreign-ministry.html</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.trtworld.com/article/01cf0d1e0f2d">https://www.trtworld.com/article/01cf0d1e0f2d</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.osmed.it/2025/01/16/levoluzione-della-diplomazia-marocchina-sul-sahara-occidentale/">https://www.osmed.it/2025/01/16/levoluzione-della-diplomazia-marocchina-sul-sahara-occidentale/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.lapresse.it/esteri/2023/07/18/sahara-occidentale-benyamin-netanyahu-riconosce-ufficialmente-la-sovranita-del-marocco/">https://www.lapresse.it/esteri/2023/07/18/sahara-occidentale-benyamin-netanyahu-riconosce-ufficialmente-la-sovranita-del-marocco/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-12-10/trump-marocco-israele-normalizzazioni-relazioni-10632836/">https://www.agi.it/estero/news/2020-12-10/trump-marocco-israele-normalizzazioni-relazioni-10632836/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/12/11/trump-marocco-israele-sahara-occidentale">https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/12/11/trump-marocco-israele-sahara-occidentale</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://news.sahara.ma/en/geneva-group-of-40-states-reaffirms-support-for-moroccos-full-and-complete-sovereignty-over-its-sahara/">https://news.sahara.ma/en/geneva-group-of-40-states-reaffirms-support-for-moroccos-full-and-complete-sovereignty-over-its-sahara/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://russpain.com/news/morocco-uses-us-and-israeli-support-to-shift-western-sahara-dispute-90389/">https://russpain.com/news/morocco-uses-us-and-israeli-support-to-shift-western-sahara-dispute-90389/</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intesa-israele-marocco-scambio-di-ambasciatori-a-sei-anni-dagli-accordi-di-abramo.html">Intesa Israele-Marocco, scambio di ambasciatori a sei anni dagli Accordi di Abramo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 04:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529779</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="AZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi, Yuval Abraham e Rachel Szor, affermando la necessità che il film sia visto e sia oggetto di pubblica riflessione. Non solo: 14 docenti di diritto internazionale israeliani, prendendo spunto dal film, hanno chiesto un’indagine indipendente per far luce sui crimini di guerra commessi a Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html">NAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="AZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il docu-film NAZA, che denuncia i crimini di guerra commessi contro i palestinesi, ha suscitato reazioni furibonde in Israele. Ma, al contrario di altre pubbliche denunce, alcune voci si sono levate a difesa. Voci flebili, che a stento riescono a superare il clamore delle accuse di tradimento &#8211; con annessa minaccia di revocare la cittadinanza ai registi &#8211; ma non possono e non devono essere ignorate dal resto del mondo.</p>



<p>Diversi cronisti, soprattutto di Haaretz, hanno difeso l&#8217;opera, ma molto più significativo il fatto che mille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi, Yuval Abraham e Rachel Szor, affermando la necessità che il film sia visto e sia oggetto di pubblica riflessione. Non solo: 14 <a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-09-15/ty-article/.premium/israeli-law-scholars-call-for-independent-probe-into-suspected-gaza-war-crimes/000001a0-a466-d9a4-a3a7-bf76fea50000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">docenti di diritto internazionale </a><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-09-15/ty-article/.premium/israeli-law-scholars-call-for-independent-probe-into-suspected-gaza-war-crimes/000001a0-a466-d9a4-a3a7-bf76fea50000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">israeliani</a>, prendendo spunto dal film, hanno chiesto un’indagine indipendente per far luce sui crimini di guerra commessi a Gaza.</p>



<p>Voci minoritarie all&#8217;interno di Israele, certo, ma significative. E non solo perché testimonia che non tutta la società israeliana è consegnata al genocidio, ma anche perché il dissenso in Israele costa caro. La minaccia di revocare la cittadinanza ai due registi riecheggia quanto accadde a Hamdan Ballal, co-regista di<em>&nbsp;No Other Land</em>, malmenato prima dai coloni e poi dai soldati dell&#8217;IDF, infine persino arrestato. Un clima che a Tel Aviv si respira da tempo e che ha fatto sì che si creasse una coltre di autocensura: non dire, per non rischiare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La solidarietà coraggiosa dei registi israeliani</strong></h2>



<p>Dopo il grosso clamore suscitato da NAZA, insignito del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del cinema di Venezia, il putiferio in Israele non si è fatto attendere (vedi articolo di Roberto Vivaldelli <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/revocategli-la-cittadinanza-israele-vuole-zittire-i-registi-di-naza-il-documentario-premiato-a-venezia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su InsideOver</a>). I registi sono stati apertamente minacciati da Netanyahu e da altri esponenti del suo governo. Ma a loro si è aggiunto anche Gadi Eisenkot, la punta di diamante delle opposizioni, che alle prossime elezioni contende a Bibi la poltrona più alta della Knesset.</p>



<p>Un clima di intimidazione rischiarato da una luce: “Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una campagna senza precedenti di incitamento e istigazione contro i creatori del film, e la distanza tra ciò e l&#8217;incitamento alla violenza e la minaccia fisica alle loro vite si sta riducendo. Noi, registi, invitiamo tutti coloro che stanno ancora lottando per la libertà di espressione e creazione a unirsi nell&#8217;esprimere sostegno e solidarietà con Rachel Szor e Yuval Abraham”. Così recita la petizione firmata da un migliaio di registi e filmmaker israeliani, tra cui Ari Folman, Shlomi Elkabetz, Ran Tal e Michal Aviad.</p>



<p>I firmatari della petizione denunciano che sui media e nella società israeliana “non ha quasi avuto luogo” un dibattito serio sul genocidio di Gaza e sulle sue conseguenze. “Il ruolo centrale dell&#8217;arte e del giornalismo &#8211; continua l&#8217;appello &#8211; è quello di essere lo specchio della società, anche quando la realtà riflessa è difficile” da accettare.</p>



<p>Criticare film, e le opere d’arte in generale, “è legittimo in una società che cerca di essere sana e funzionale”, si legge ancora <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/haaretz-today/2026-09-14/ty-article/.highlight/israelis-unite-against-a-new-enemy-naza-a-film-no-one-has-seen/000001a0-a0f5-d219-a3ed-bdff05350000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sul documento</a>. Peccato, commenta <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/haaretz-today/2026-09-14/ty-article/.highlight/israelis-unite-against-a-new-enemy-naza-a-film-no-one-has-seen/000001a0-a0f5-d219-a3ed-bdff05350000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, che quelli che hanno condannato Naza in Israele lo abbiano fatto di default, senza averlo visto. “La partecipazione di colleghi e scrittori rispettati a questa tendenza è un chiaro segno del deterioramento del dibattito pubblico all&#8217;interno di Israele&#8221;, conclude il comunicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E gli accademici chiedono un&#8217;indagine</strong></h2>



<p>A prendere posizione non sono stati soltanto i registi. Martedì scorso, 14 professori di diritto internazionale di diverse università israeliane, tra cui esperti di diritto dei conflitti armati, &#8220;hanno chiesto un’indagine indipendente sulle possibili violazioni del diritto internazionale e sui conseguenti crimini di guerra commessi a Gaza, compresa la condotta dei vertici politici e militari&#8221;.</p>



<p>Gli studiosi hanno precisato di non aver visto NAZA, esattamente come i vertici dell’IDF. Ma hanno sottolineato che le accuse emerse nel corso della guerra — dall’incitamento alla distruzione di infrastrutture senza che ci fosse una necessità militare, ai danni sproporzionati ai civili, fino a impedire o far ritardare l&#8217;arrivo degli aiuti umanitari — richiedono comunque un’indagine professionale e obiettiva. Liquidare in blocco queste accuse senza accertarle, hanno aggiunto, e intimidire chi le solleva è incompatibile con il rispetto dello Stato di diritto.</p>



<p>A rendere ancora più urgente la richiesta di un’indagine sono anche i recenti ritrovamenti di centinaia di cadaveri sotto le macerie degli edifici distrutti nella Striscia (per l’Alto commissario Onu per i diritti umani Volker Türk, sono soltanto della punta dell’iceberg&#8230;). Urge un’indagine indipendente, prima che le macerie, e con esse i poveri resti dei morti di Gaza, vengano spazzate via senza essere esaminate (ne abbiamo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-israele-sta-cancellando-le-prove-del-genocidio.html#google_vignette" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scritto qui)</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il 28 settembre&nbsp;NAZA&nbsp;esce nelle sale italiane</strong></h2>



<p>È la prima volta, dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione di Gaza, che così tanti registi israeliani rivendicano il diritto alla parola e alla critica, com&#8217;è la prima volta che tanti accademici chiedono un&#8217;indagine sulle accuse mosse dal mondo e dalla Corte internazionale di giustizia. Dissensi importanti, dunque. Voci minoritarie che si levano sulla scia di quanto Rachel Szor e Yuval Abraham, già co-registi di <em>No Other Land</em>, hanno impresso sulla pellicola tanto ostracizzata in Israele.</p>



<p>NAZA vuole mostrare al mondo i meccanismi usati a Gaza per far strage di palestinesi. E si basa sulle testimonianze di 24 protagonisti dei fatti, tra ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani, i quali hanno parlato protetti dall’anonimato (per ovvie ragioni). Il governo israeliano, e il suo ministro della Cultura Miki Zohar, si sono ripromessi di non dare spazio al film, di non permettere che venga proiettato.</p>



<p>Nelle sale italiane, invece, NAZA uscirà il 28 settembre. Andare a vederlo è una buona occasione per celebrare il diritto all’informazione e per uscire dall’oblio della propaganda. Ma anzitutto, per quanti in questi anni sono stati distratti, è un&#8217;occasione per guardare in faccia gli indicibili orrori di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html">NAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Siria scende in piazza contro Al-Sharaa: mobilitazione di massa per il caro-carburante</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-siria-scende-in-piazza-contro-al-sharaa-mobilitazione-di-massa-per-il-caro-carburante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Sfregola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 11:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529726</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1536x1095.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi energetica colpisce sempre più duramente. Il ministro dell'Energia siriano, Mohammed al-Bashir, ha annunciato lo scorso sabato pesanti aumenti a diesel e gasolio. Manifestati in tutto il Paese si sono riversati in piazza contro la decisione del governo di al-Sharaa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-siria-scende-in-piazza-contro-al-sharaa-mobilitazione-di-massa-per-il-caro-carburante.html">La Siria scende in piazza contro Al-Sharaa: mobilitazione di massa per il caro-carburante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1536x1095.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pneumatici dati alle fiamme, barricate e blocco delle autocisterne dirette ai giacimenti petroliferi. Le piazze siriane sono teatro di una mobilitazione di massa contro il drastico aumento dei prezzi del carburante voluto dal governo di <strong>Ahmed al-Sharaa </strong>ed entrato in vigore domenica 13 settembre. La risposta della popolazione ai rincari è stata immediata, in quella che è <strong>la più grande protesta nel Paese da quando, nel dicembre del 2024, è caduto il regime di Bashar al-Assad.</strong> Barricate e copertoni in fiamme hanno paralizzato l&#8217;autostrada M5 tra Damasco e il polo industriale di Aleppo, mentre le mobilitazioni si allargavano a Idlib, Hama, Deir Ezzor, Hasakah e Raqqa. Autobotti dirette alle raffinerie della Siria centrale sono state bloccate dai manifestanti, che in corteo continuano a chiedere il ripristino dei sussidi statali e le dimissioni dei ministri dell&#8217;Energia e dell&#8217;Economia, così come quelle dei vertici della compagnia petrolifera statale, la Syrian Petroleum Company (SPC).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇸🇾⛽️ Protests erupt across Syria over fuel price hikes and rising cost of living<br><br>Footage circulating online shows residents blocking the Damascus–Aleppo international highway near Maarrat al-Nu’man, south of Idlib, on Sunday, as protests spread following government increases in… <a href="https://t.co/mVwMUhu5qx">pic.twitter.com/mVwMUhu5qx</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2099435350573645824?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le nuove tariffe colpiscono duramente una popolazione già ridotta alla fame e segnata profondamente da anni di crisi economica e guerra civile. <a href="https://www.undp.org/syria/press-releases/accelerating-economic-recovery-critical-reversing-syrias-decline-and-restoring-stability" type="link" id="https://www.undp.org/syria/press-releases/accelerating-economic-recovery-critical-reversing-syrias-decline-and-restoring-stability">Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP)</a>, dall&#8217;inizio della guerra civile del 2011 il 90% dei siriani vive oggi sotto la soglia della povertà, il 66% in povertà estrema. Gli <a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Syria-Diesel-Prices-Jump-40-Triggering-Widespread-Unrest.amp.html" type="link" id="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Syria-Diesel-Prices-Jump-40-Triggering-Widespread-Unrest.amp.html">aumenti del governo Al-Sharaa</a> prevedono rincari del 40% sul gasolio (da 125 a 175 lire siriane al litro) e del 28% sulla benzina (da 152 a 195 SYP), oltre a un aumento del 9% per il GPL domestico. <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-fuel-price-hikes-trigger-widest-protests-since-assad-fall-2026-09-14/" type="link" id="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-fuel-price-hikes-trigger-widest-protests-since-assad-fall-2026-09-14/">Rispetto al periodo precedente alla crisi di Hormuz, la benzina è aumentata in totale dell&#8217;86%.</a></p>



<p>La decisione è stata definita dal governo di Damasco una <a href="https://sana.sy/en/syria/2342707/" type="link" id="https://sana.sy/en/syria/2342707/">&#8220;misura temporanea&#8221;</a> per far fronte al rincaro dei costi del carburante sul mercato internazionale, dovuto alla guerra di Usa e Israele contro l&#8217;Iran, e ai lavori di manutenzione per <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/14/protests-break-out-across-syria-over-fuel-price-increases" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/14/protests-break-out-across-syria-over-fuel-price-increases">aumentare la capacità della raffineria di Banias</a>, sulla costa mediterranea. <strong>La Siria soffre di una pesante dipendenza dalle importazioni</strong>: <a href="https://syrianobserver.com/society/fuel-shock-in-syria-protests-price-hikes-and-the-struggle-to-secure-energy-supplies.html" type="link" id="https://syrianobserver.com/society/fuel-shock-in-syria-protests-price-hikes-and-the-struggle-to-secure-energy-supplies.html">secondo il Ministero dell&#8217;Energia</a>, a fronte di un consumo nazionale stimato sui 325.000 barili al giorno, la produzione interna si attesta ad appena 102.000 barili giornalieri, costringendo il Paese a importare oltre il 60% del diesel e un terzo della benzina consumati. <strong>Storicamente, il principale fornitore di greggio è stata la Russia, </strong>con <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-relies-russias-oil-despite-pivot-west-2026-05-01/" type="link" id="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-relies-russias-oil-despite-pivot-west-2026-05-01/">circa 60.000 barili al giorno erogati nel 2025</a> secondo Reuters. Ma il riallineamento di Damasco a Washington e la promessa del superamento delle sanzioni hanno spinto Al-Sharaa a un accordo con gli Usa per <a href="https://www.reuters.com/business/energy/syria-tells-us-it-is-willing-drastically-drop-russian-oil-imports-sources-say-2026-08-04/" type="link" id="https://www.reuters.com/business/energy/syria-tells-us-it-is-willing-drastically-drop-russian-oil-imports-sources-say-2026-08-04/">ridurre l&#8217;import di greggio da Mosca</a>. Gli <a href="https://apnews.com/article/russia-ukraine-war-oil-refinery-8050b4afb5bfd6f4d93c76b4d9795dfa" type="link" id="https://apnews.com/article/russia-ukraine-war-oil-refinery-8050b4afb5bfd6f4d93c76b4d9795dfa">attacchi dei droni ucraini alle raffinerie russe</a>, peraltro, hanno ridotto notevolmente la produzione del Cremlino, costretto a limitare l&#8217;esportazione di carburanti.</p>



<p>L&#8217;aumento dei prezzi di benzina e gasolio rischia di alimentare un&#8217;inflazione diffusa su trasporti, agricoltura e beni alimentari, peggiorando drasticamente le condizioni di vita dei siriani. <a href="https://tradingeconomics.com/syria/inflation-cpi" type="link" id="https://tradingeconomics.com/syria/inflation-cpi">Secondo gli ultimi dati, l&#8217;inflazione è già al 24,8%</a>, con i <a href="https://wage.is/syria/" type="link" id="https://wage.is/syria/">salari medi stabili sui 100 euro</a>. Nelle piazze, si registrano gesti estremi di disperazione e appelli al presidente Al-Sharaa da parte di famiglie ridotte a vivere di <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/14/world/middleeast/syrians-protest-fuel-price-rises.html">&#8220;acqua e zucchero&#8221;</a>. In un video, un uomo si è versato addosso un liquido che sosteneva essere benzina, minacciando di darsi fuoco. La folla è intervenuta per fermarlo. Le speranze dei siriani, che con la fine della guerra civile guardavano con fiducia a un futuro di stabilità economica, si sono scontrate con una realtà, per molti, peggiore di prima.</p>



<p>L&#8217;Assemblea del Popolo (il Parlamento siriano) ha approvato la richiesta della Commissione Energia di <a href="https://sana.sy/en/syria/2342707/" type="link" id="https://sana.sy/en/syria/2342707/">convocare il ministro dell&#8217;Energia Mohammad al-Bashir</a>, per chiarire ulteriormente i motivi del rincaro. <a href="https://www.facebook.com/SyriaPeAs/posts/pfbid0HUszRxZdQGrm78m3nzs96bTBoUcAsmpvszkiy9Dck13ffZuQQxNyp6V2conNWBrzl" type="link" id="https://www.facebook.com/SyriaPeAs/posts/pfbid0HUszRxZdQGrm78m3nzs96bTBoUcAsmpvszkiy9Dck13ffZuQQxNyp6V2conNWBrzl">Al-Bashir sarà ascoltato giovedì 17 settembre.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">بسبب ارتفاع أسعار المحروقات&#8230; شاب سوري يقدم على إحراق نفسه<a href="https://x.com/hashtag/%D8%B3%D9%88%D8%B4%D8%A7%D9%84_%D8%B3%D9%83%D8%A7%D9%8A?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#سوشال_سكاي</a> <a href="https://t.co/QEtU6gSMcb">pic.twitter.com/QEtU6gSMcb</a></p>&mdash; سكاي نيوز عربية (@skynewsarabia) <a href="https://x.com/skynewsarabia/status/2099490952390025600?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.nytimes.com/2026/09/15/world/asia/syria-fuel-price-protests-world.html?unlocked_article_code=1.BVE.YBKt.EMAQO0NogcRv&amp;smid=tw-share">https://www.nytimes.com/2026/09/15/world/asia/syria-fuel-price-protests-world.html?unlocked_article_code=1.BVE.YBKt.EMAQO0NogcRv&amp;smid=tw-share</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://sana.sy/en/syria/2342707/">https://sana.sy/en/syria/2342707/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.ft.com/content/b78370c8-dc35-47ea-a254-a75421a46a85?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/b78370c8-dc35-47ea-a254-a75421a46a85?syn-25a6b1a6=1</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.arabnews.com/middle-east/fuel-prices-trigger-protests-in-syria-as-government-says-increase-is-temporary-3001647">https://www.arabnews.com/middle-east/fuel-prices-trigger-protests-in-syria-as-government-says-increase-is-temporary-3001647</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/14/protests-break-out-across-syria-over-fuel-price-increases">https://www.aljazeera.com/news/2026/9/14/protests-break-out-across-syria-over-fuel-price-increases</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Syria-Diesel-Prices-Jump-40-Triggering-Widespread-Unrest.amp.html">https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Syria-Diesel-Prices-Jump-40-Triggering-Widespread-Unrest.amp.html</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.reuters.com/business/energy/syria-tells-us-it-is-willing-drastically-drop-russian-oil-imports-sources-say-2026-08-04/">https://www.reuters.com/business/energy/syria-tells-us-it-is-willing-drastically-drop-russian-oil-imports-sources-say-2026-08-04/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-fuel-price-hikes-trigger-widest-protests-since-assad-fall-2026-09-14/">https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-fuel-price-hikes-trigger-widest-protests-since-assad-fall-2026-09-14/</a></li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-siria-scende-in-piazza-contro-al-sharaa-mobilitazione-di-massa-per-il-caro-carburante.html">La Siria scende in piazza contro Al-Sharaa: mobilitazione di massa per il caro-carburante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Yemen in fiamme, Gibuti invasa: la crisi dei profughi che spaventa il Mar Rosso</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-in-fiamme-gibuti-invasa-la-crisi-dei-profughi-che-spaventa-il-mar-rosso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 10:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gibuti, "stato delle basi" nel Corno d'Africa, si trova ad affrontare l'arrivo di decine di migliaia di profughi yemeniti in fuga dall'avanzata degli Houthi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-in-fiamme-gibuti-invasa-la-crisi-dei-profughi-che-spaventa-il-mar-rosso.html">Yemen in fiamme, Gibuti invasa: la crisi dei profughi che spaventa il Mar Rosso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/pexels-mohamed-badri-2160680795-37492534-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><em>DA GIBUTI</em></strong> &#8211; <strong>Gibuti</strong> è una piccola nazione africana costruita attorno al grande porto della sua capitale, quella che si potrebbe definire come una vera e propria città-Stato. La piccola repubblica affacciata sulle coste del <strong>Mar Rosso</strong> è stata soprannominata lo “Stato delle basi”, perché qui oltre alla storica base militare di Parigi, un tempo i padroni di Gibuti quando veniva chiamata la Somalia francese, <strong>una dopo l’altra si incontrano la base americana, quella giapponese e quella italiana.</strong> Gli insediamenti militari si susseguono uno dopo l’altro, mentre le rappresentanze militari emiratine ed inglesi hanno scelto il porto della città. A <strong>Gibuti</strong> la Cina ha deciso di aprire la sua prima base all’estero, cambiando radicalmente la sua prospettiva geopolitica globale. Oggi questa piccola realtà africana è tornata protagonista per l’arrivo di alcune migliaia di profughi dal vicino Yemen, che con imbarcazioni improvvisate attraversano il braccio di mare che separa l’Asia dall’Africa.</p>



<p>Nel punto più stretto la distanza è di soli 20 chilometri e <strong>le famiglie yemenite che fuggono dalla violenza degli Houthi hanno trovato riparo sulla costa di Obock</strong>, provincia settentrionale al confine con l’Eritrea. Negli ultimi giorni la tribù sciita alleata dell’Iran ha scatenato un’imponente offensiva terrestre sulla costa del Mar Rosso conquistando la città portuale di Mocka e tutte le isole e gli isolotti che costellano <strong>Bab el Mandeb</strong>, la “Porta delle Lacrime”, passaggio vitale in direzione del Canale di Suez.</p>



<p>Il governo di Aden, lo Yemen ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite, non sembra in grado di arrestare l’avanzata di questi ribelli che hanno deciso di chiudere lo stretto e di colpire con forza l’Arabia Saudita, grande alleato di Aden, bersagliando città e impianti petroliferi nel territorio di Riyadh. <strong>I sauditi hanno implorato l’intervento statunitensi, ma Washington appare restia a farsi coinvolgere in un altro teatro di guerra. </strong>Una pericolosa escalation che potrebbe contagiare tutta le regione, compreso il Corno d’Africa con tutte le sue fragilità. Il Somaliland potrebbe infatti essere facilmente colpito dagli Houthi, dotati di un’invidiabile scorta di missili e droni, vista la sua alleanza con Israele, unica nazione al mondo a rinascerne l’indipendenza e l’esistenza. Ma anche Gibuti rischia di essere in grande difficoltà per le ondate di profughi yemeniti che stanno arrivando.</p>



<p><strong>Abdoulkader Houssein Omar </strong>guida da un anno e mezzo il ministero degli Esteri gibutino e prima è stato ambasciatore in Giordania e Kuwait. “I numeri parlano di più di 2000 persone arrivate in un giorno, soprattutto famiglie con molti bambini che stiamo cercando di accogliere, ma mancano le infrastrutture. La Comunità Internazionale deve intervenire rapidamente per allestire campi profughi in tutto il Nord dove sono sbarcate oltre 70mila persone in poche settimane. Gibuti gode di grande credibilità internazionale e noi abbiamo contribuiti per combattere la pirateria che arriva dalla Somalia. La nostra Marina sta recuperando le imbarcazioni che provengono dallo <strong>Yemen</strong> in alto mare, ma i nostri mezzi sono limitati. Sul nostro territorio tutte le più importanti nazioni del mondo hanno aperto una base e adesso serve la solidarietà di tutti.” </p>



<p>Nessuno sa esattamente quanti soldati stranieri ci siano sul territorio della città-Stato di Gibuti, perché la Cina resta vaga sulle presenza, ma almeno 10mila uomini fra gli statunitensi, 4.000 soldati a Camp Lemonnier, 2000 nella base francese che ospita anche il contingente spagnolo e altrettanti rappresentanti di Pechino, dislocati vicino al grande porto e lontano da occhi indiscreti. Anche l’Italia schiera quasi 200 militari nella nazione africana nella base di supporto intitolata ad Amedeo Guillet.</p>



<p>Una forza di deterrenza sufficiente a tenere lontano le mire degli <strong>Houthi yemeniti</strong> che non hanno mai bersagliato la costa africana. La bomba migratoria dei profughi può però sconvolgere Gibuti e le nazioni confinanti, dove gran parte della popolazione vive in povertà e gli alleati di Teheran potrebbero utilizzare chi scappa dalla guerra come un’arma, mentre ormai sono diventati i veri padroni del Mar Rosso. La partita fra Asia ed Africa, la difesa del Canale di Suez e l’accesso all’Oceano Indiano si giocano anche nel Corno d’Africa e qui l’Iran potrebbe vincere.</p>
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