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	<title>Marina Militare Archives - InsideOver</title>
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	<title>Marina Militare Archives - InsideOver</title>
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		<title>Sicurezza underwater: una questione di droni</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/sicurezza-underwater-una-questione-di-droni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 05:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-scaled-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-2048x1352.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Minacce alle infrastrutture sottomarine: vi proponiamo una soluzione fattibile per la nostra Marina Militare</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sicurezza-underwater-una-questione-di-droni.html">Sicurezza underwater: una questione di droni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-scaled-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ITS_Salvatore_Todaro_S_526_in_New_London_CT-2048x1352.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br><br>La sicurezza nazionale passa anche per i <strong>fondali marini</strong>: cavi di comunicazione, condutture che trasportano idrocarburi, nuove prospettive di sfruttamento minerario, e in un prossimo futuro <em>data center</em> e biohabitat. Le infrastrutture sottomarine, di qualsiasi tipo esse siano, sono <strong>fragili</strong> dal punto di vista della resistenza agli attacchi, e questi ultimi sono il più delle volte di difficile attribuzione.</p>



<p>Dal Mar Rosso al Mar Baltico, passando per i mari dell&#8217;Estremo Oriente, i <strong>conflitti ibridi</strong>, ovvero quelli combattuti sotto la soglia di uno scontro diretto in una “zona grigia” fatta di azioni di sabotaggio, vedono il loro esplicarsi anche negli immensi spazi dei fondali marini. </p>



<p>Le interruzioni dei vitali cavi di comunicazione subacquei, attraverso i quali passa la stragrande maggioranza delle informazioni che connettono il globo, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-finlandia-lituania-e-la-guerra-dei-cavi-sottomarini.html">sono andate aumentando</a></strong> in questi ultimi anni caratterizzati da crescente ostilità tra entità statuali e non statuali: il Submarine Telecom Forum ha calcolato che nel 2024 ci sono stati 46 casi di danneggiamenti ai cavi sottomarini nel mondo, a fronte di un andamento che nei nove anni precedenti oscillava tra i 15 e i 33. Un aumento consistente che fa ritenere non sia attribuibile solo a incidenti o eventi naturali. Se poi si considera la localizzazione di questi fenomeni, si può notare come la maggior parte di essi sia concentrata nei mari del Nord Europa, in particolare il Mar Baltico, ovvero specchi d&#8217;acqua dove il confronto tra Russia e NATO è quotidiano e fatto di continui inseguimenti tra unità navali e aerei militari.</p>



<p>Nella <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> si è compresa l&#8217;importanza della guerra ai cavi a tal punto che sono stati <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/brevetto-cinese-tagliare-i-cavi-sottomarini-2422438.html">depositati brevetti</a> per strumenti di taglio ai cavi molto semplici che sfruttano il naviglio mercantile. </p>



<p>Il nostro Paese, dall&#8217;autunno del 2022, ha avviato una campagna di sorveglianza delle infrastrutture strategiche sottomarine che vede la <strong>Marina Militare</strong> in prima linea, coi suoi assetti aeronavali, nel pattugliamento di cavi e condutture di idrocarburi. Un&#8217;attività che impiega il naviglio in linea nella Marina durante le normali missioni, esercitazioni, crociere o in pattugliamenti <em>ad hoc</em> per massimizzare il risultato impiegando al meglio le risorse disponibili.</p>



<p>Il <strong>dominio underwater</strong> – ormai <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/giunto-momento-definire-lunderwater-warfare-2260658.html">bisogna definirlo così</a></strong> e non più solo “ambiente” &#8211; è però, per la sua stessa natura, difficile da sorvegliare e ancora più difficile da proteggere: le centinaia di migliaia di chilometri di condutture sottomarine non possono essere presidiate come se si trattasse del perimetro di una base militare o di un confine terrestre. </p>



<p>La <strong>sensoristica</strong> subacquea, che sia mobile o fissa – tipo il sistema statunitense <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-il-sosus.html">SOSUS</a> – aiuta certamente nella sorveglianza ma il vero problema resta quello della difesa, che deve essere pronta, efficace e modulabile in rapporto al tipo di minaccia. È impensabile usare un siluro per eliminare un ROV sconosciuto che sta per troncare un cavo: si rischierebbe di danneggiare anche l&#8217;infrastruttura che si vuole proteggere. </p>



<p>Lo strumento difensivo deve pertanto essere <strong>modulabile, diffuso e di rapido impiego</strong> ed è impensabile tenere impegnate le nostre unità di superficie e sottomarine in un compito del genere: non basterebbe tutta la Flotta, che sarebbe occupata in una missione improba quotidiana. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Due tecnologie per una soluzione</h2>



<p>La soluzione però c&#8217;è, ed è rappresentata da due tecnologie dirompenti, che lo sono ancora di più se associate: i <strong>droni sottomarini e l&#8217;Intelligenza artificiale</strong>.</p>



<p>La chiave per cercare di sorvegliare e difendere le nostre infrastrutture sottomarine è stabilire un&#8217;architettura piramidale, dove al vertice si sono alcune unità di superficie – come ad esempio le fregate tipo FREMM o le MCS (<em>Multipurpose Combat Ship</em>) con la funzione di navi “comando” per una flotta di piccoli droni sottomarini (UUV – <em>Unmanned Underwater Vehicle</em>) di vario tipo che possono essere coadiuvate dai sottomarini con la funzione di ampliamento del raggio di “ascolto” subacqueo, ma che si affiderebbero, per la <em><strong>underwater situational awareness</strong></em>, su una rete di sensori fissi e mobili, sempre montati su UUV. I droni dovrebbero forzatamente essere dotati di software con Ia, in modo che possano avere un elevato grado di automazione per pattugliare aree predefinite automaticamente, e in caso di piccoli <strong>UUV “killer”</strong>, procedere nel riconoscimento e ingaggio del bersaglio in modo automatico, pur restando in modalità <em>human-in-the-loop</em>, data dalla connessione continua con assetti intermedi, che possono essere – oltre ai sottomarini – droni tipo LUUV. </p>



<p>L&#8217;infrastruttura dovrebbe avere un sistema di comunicazione “a griglia”, in modo da avere relais fissi che comunicano con stazioni a terra e con le unità in mare, possibilmente sfruttando anche le comunicazioni di tipo quantistico per aumentare il livello di sicurezza rispetto alle normali comunicazioni in VLF. Un XLUUV (o anche un LUUV) farebbe da <strong>“drone madre” per droni da attacco più piccoli o per droni da sorveglianza</strong>, da posizionare in punti chiave lungo il percorso delle condutture. L&#8217;IA di UUV e XLUUV potrebbe anche essere istruita in modo da rendere quiescente il drone sino al momento dell&#8217;attivazione da parte di una minaccia, risparmiando energia e permettendo così un più lungo servizio in mare.</p>



<p>Questa architettura piramidale dovrebbe essere sviluppata dal <strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/leccellenza-italiana-sui-fondali-marini.html">Polo Nazionale della Subacquea</a></strong>, che dalla sua nascita lavora a stretto contatto con l&#8217;industria e l&#8217;accademia nazionali, mettendo a sistema le eccellenze italiane dal punto di vista della ricerca e della tecnologia navale. </p>
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		<title>La Marina italiana sbarca nel Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/per-la-prima-volta-una-nave-della-marina-militare-partecipera-allesercitazione-rimpac-nel-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 12:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Rimpac]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la prima volta in assoluto la Marina Militare parteciperà all'esercitazione navale RIMPAC nel Pacifico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-la-prima-volta-una-nave-della-marina-militare-partecipera-allesercitazione-rimpac-nel-pacifico.html">La Marina italiana sbarca nel Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>RIMPAC</strong>, contrazione di <em>Rim of the Pacific</em>, è la più grande esercitazione aeronavale a guida statunitense che si tiene ogni due anni nell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>. </p>



<p>Le manovre cominceranno giovedì <strong>27 giugno</strong> e termineranno il primo agosto in una vasta area localizzata intorno alle isole <strong>Hawaii</strong>, e quest&#8217;anno vi prenderanno parte <a href="https://www.cpf.navy.mil/RIMPAC/Participants/">29 nazioni diverse</a>, con 25mila uomini, 40 navi di superficie, tre sottomarini, e oltre 150 velivoli imbarcati e non. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è RIMPAC</h2>



<p>L’esercitazione simula un conflitto <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-la-marina-militare-si-prepara-per-le-sfide-del-futuro.html">multi-dominio</a></strong> in una serie di scenari: dalla guerra antisommergibile, alla guerra di superficie, agli sbarchi anfibi sino ala difesa del gruppo d’attacco di portaerei. </p>



<p>Le forze anfibie e terrestri che prenderanno parte a RIMPAC 2024 saranno composte da nove nazioni partner che metteranno a disposizione 13 navi, con una miscela di aerei, veicoli d&#8217;assalto e connettori nave-terra. Durante RIMPAC, questo gruppo anfibio misto si muoverà come una forza congiunta e combinata in grado di rispondere alle sfide, che vanno dai conflitti di alta intensità agli aiuti umanitari passando per i soccorsi in caso di calamità. </p>



<p>Sul sito della <a href="https://www.navy.mil/Press-Office/Press-Releases/display-pressreleases/Article/3804998/rimpac-to-begin-june-27/">U.S. Navy</a> si legge infatti che quest’anno a RIMPAC sarà effettuata la più grande esercitazione di aiuto umanitario e di soccorso in caso di calamità con otto paesi, cinque navi, cinque mezzi da sbarco, cinque aerei, molteplici forze di terra e oltre 2500 partecipanti totali, inclusa l’esercitazione di gestione delle emergenze sanitarie alle Hawaii. </p>



<p>Per la prima volta in assoluto, quest&#8217;anno anche l&#8217;<strong>Italia</strong> parteciperà a questa imponente e complessa manovra nel Pacifico con un <strong>PPA</strong> (Pattugliatore Polivalente d&#8217;Altura), il “<strong>Raimondo Montecuccoli</strong>”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche del &#8220;Montecuccoli&#8221;</h2>



<p>Nave “Montecuccoli”, terzo PPA varato e primo in configurazione <em>Light Plus</em>, è un&#8217;unità progettata per svolgere una vasta gamma di missioni che spaziano dal ruolo di “nave ammiraglia” di una forza navale, a unità di scorta a gruppi portaerei, a missioni di presenza e sorveglianza nelle aree di interesse, dando dimostrazione di affidabilità, flessibilità operativa ed elevate prestazioni di piattaforma e di combattimento. </p>



<p>La configurazione Light Plus fornisce un sistema di difesa aerea di nuova generazione, sistemi di guerra elettronica migliorata e capacità di comando e controllo per far fronte alle minacce aeree e di superficie presenti e future, notando che la stessa piattaforma mantiene tutte le capacità di guerra anti-superficie e anti-aerea offerte dalla suite di armamento installata sui due PPA Light già in servizio (Nave Morosini e Nave Thaon di Revel). </p>



<p>Le principali <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2024/05/italys-first-ppa-with-aaw-capabilities-deploys-to-the-indo-pacific/">capacità distintive</a> di un PPA <em>Light Plus</em> includono il sistema missilistico di difesa aerea SAAM ESD (<em>Surface Anti-Air Missile – Extended Self Defence</em>) di MBDA Italia, il nuovo radar di Leonardo a quattro facce fisse tipo AESA (<em>Active Electronically Scanned Array</em>) “Kronos Quad”, la suite completa da <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html">EW (<em>Electronic Warfare</em>)</a> di Elettronica e consolle per il <em>Combat Management System </em>(CMS) SADOC Mk 4 di Leonardo. </p>



<p>Il sistema di difesa aerea installato sul “Montecuccoli” è incentrato su due sistemi di lancio verticale A50 di Naval Group a 8 celle per la famiglia di <strong>missili terra-aria Aster</strong> di MBDA, tra cui i futuri Aster 30 Block 1 NT e C2. L&#8217;armamento di bordo include il <strong>cannone 127/64 millimetri </strong>“LightWeight” di Leonardo a prora, con sistema di movimentazione automatica delle munizioni e in grado di utilizzare l&#8217;intera gamma di proiettili guidati/non guidati a lungo raggio della famiglia Vulcano e il <strong>76/62 millimetri</strong> sempre di Leonardo che fornisce ausilio alla difesa contro missili e minacce asimmetriche grazie alle munizioni guidate DART e in grado di sparare i proiettili Vulcano guidati a lungo raggio, inoltre sono presenti due cannoncini da due supporti da 25 millimetri controllati direttamente dalla plancia. Proprio la plancia è la vera innovazione di queste particolari unità: i PPA hanno infatti una configurazione “aeronautica”, con due posti affiancati da cui si può comandare praticamente tutti i sistemi della nave. </p>



<p>Come per gli altri PPA, i PPA <em>Light Plus</em> dispongono di un ponte di volo a poppa in grado di operare con un elicottero <strong>EH-101</strong> e di un hangar che può accogliere fino a due <strong>SH-90A</strong> o un singolo EH-101. L&#8217;SH-90A, normalmente utilizzato, ha un pacchetto di missione completamente integrato che comprende una suite ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) comprendente un sonar a immersione e boe acustiche, insieme a sensori elettronici ELINT (<em>Electronic Intelligence</em>), radar di ricerca in superficie, sistema elettro-ottico, e la capacità di utilizzare sia siluri MU-90 che i missili antinave MBDA Marte Mk2/S. I PPA sono poi stati progettati per poter mettere in mare rapidamente un RHIB (<em>Rigid Hull Inflatable Boat</em>) per forze speciali o operatori della Brigata San Marco da poppa, e per poterlo altrettanto velocemente recuperare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una missione strategica per l&#8217;Italia</h2>



<p>La crociera nel Pacifico del “Montecuccoli” è <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20240502_Partenza_Montecuccoli.aspx">cominciata lo scorso 29 aprile</a> da La Spezia; l&#8217;unità ha attraversato l&#8217;Oceano Atlantico ed è entrata nel Pacifico passando dal Canale di Panama per poi dirigersi verso San Diego (<a href="https://decode39.com/9145/italian-navys-montecuccoli-docks-in-san-diego-heads-to-indo-pacific/">dove è arrivata il 12 giugno</a>) facendo tappa in <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20240611-nave-Montecuccoli-continua-campagna-proiezione-operativa.aspx">Messico</a>. Durante tutta la campagna la Marina Militare prevede che il “Montecuccoli” mostrerà bandiera in 13 porti di 11 differenti nazioni, ma soprattutto, oltre a partecipare all&#8217;esercitazione RIMPAC, si unirà alla <strong><a href="https://www.analisidifesa.it/2024/05/il-ppa-montecuccoli-e-salpato-per-campagna-di-proiezione-operativa-nellindo-pacifico/">PACIFIC DRAGON</a></strong>, un’esercitazione multinazionale biennale di difesa aerea e missilistica integrata che si terrà sempre nell&#8217;area delle Hawaii, includendo il Pacific Missile Range Facility Barking Sands. Questa esercitazione è stata concepita per migliorare il coordinamento tattico e tecnico e l’interoperabilità nell’ambito della difesa aerea, e vede la partecipazione delle principali marine dell’area nonché la U.S. Missile Defence Agency (MDA). </p>



<p>La crociera del “Montecuccoli”, oltre a certificare l&#8217;<strong>impegno internazionale</strong> della Marina Militare ed essere esibizione delle capacità dell&#8217;industria nazionale, rappresenta una maggiore presa di coscienza politica – insieme alla missione in Indo-Pacifico del gruppo navale incentrato su Nave Cavour – dell&#8217;<strong>importanza strategica</strong> di quel settore del mondo per la sicurezza nazionale: l&#8217;Estremo Oriente, e in particolare i mari del Pacifico Occidentale, oltre a essere teatri di crisi internazionale, vedono il passaggio di un&#8217;importante fetta del traffico commerciale globale (<a href="https://www.bcg.com/publications/2024/these-four-chokepoints-are-threatening-global-trade">intorno al 3o%</a>) da cui dipende la nostra economia. Addestrarsi per avere future capacità di proiezione del potere aeronavale a distanze maggiori rispetto al teatro del Mediteranneo Allargato, significa stipulare un&#8217;assicurazione in caso di peggioramento della situazione internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-la-prima-volta-una-nave-della-marina-militare-partecipera-allesercitazione-rimpac-nel-pacifico.html">La Marina italiana sbarca nel Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Marina alla prova della difesa cyber: Fincantieri e Deas in campo per la sovranità tecnologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-marina-alla-prova-delle-cyber-guerre-fincantieri-e-deas-in-campo-per-la-sovranita-tecnologica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 13:37:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0654-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le sfide del quinto dominio viaggiano anche sui mari. La Marina Militare lo sa: nell’esercitazione “Mare Aperto 2024” tenutasi di recente nel Tirreno, che su InsideOver vi abbiamo raccontato in prima persona (in apertura, una foto tratta dal reportage di Paolo Mauri), uno spazio importante delle attività operative è stato riservato all’applicazione di attività di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-marina-alla-prova-delle-cyber-guerre-fincantieri-e-deas-in-campo-per-la-sovranita-tecnologica.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Le sfide del quinto dominio </strong>viaggiano anche sui mari. La Marina Militare lo sa: nell’esercitazione “<strong>Mare Aperto 2024</strong>” tenutasi di recente nel Tirreno, che su <em>InsideOver </em>vi abbiamo raccontato in prima persona (<em><a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/due-gruppi-dattacco-di-portaerei-si-sfidano-a-mare-aperto-2024.html">in apertura, una foto tratta dal reportage di Paolo Mauri</a>)</em>, uno spazio importante delle attività operative è stato riservato all’applicazione di <strong>attività di protezione cyber degli assetti navali </strong>nel quadro delle manovre congiunte italo-francesi. A esser messo alla prova, su <strong>Nave Cavour, la portaerei ammiraglia della flotta italiana,</strong> è stata la cyber-resilienza delle piattaforme navali italiane tramite l’applicazione di “Archimede”, un prodotto in grado di generare attacchi cyber atti a massimizzare gli effetti cinetici sui parametri di navigazione e valutare la capacità di reazione degli equipaggi. <strong>Parliamo dell’applicazione in campo operativo di un asset </strong>nato dalla collaborazione tra due realtà italiane: <strong>da un lato, Fincantieri, colosso nazionale della cantieristica navale, </strong>dall’altro <strong>Deas, dinamica realtà attiva nel campo del cyber</strong>.</p>



<p>La mossa ha coronato lo sbarco del gruppo navale triestino nel quinto dominio iniziato tre anni e mezzo fa. In una filosofia che ha rappresentato un’evoluzione naturale per un big della cantieristica passato dalla realizzazione di scafi e apparati naviganti galleggianti all’idea di proteggere e valorizzare <strong>quelle che sono piattaforme navali dall’elevata complessità tecnologica e industriale. La Marina, al contempo, ha messo alla prova </strong>la necessità di <strong>testare la capacità operative </strong>in campo cyber e le priorità della flotta in materia di resilienza e resistenza nel quinto dominio. Indicabili in almeno tre punti. Il primo, quello di capire <strong>la reale ampiezza delle minacce ibride e asimmetriche che possono colpire gli assetti navali</strong>. Il secondo, la necessità di <strong>simulare scenari di minacce cyber al naviglio </strong>in contesti operativi diversi e, dunque, di <strong>calibrare la risposta </strong>a tali sfide in scenari potenzialmente critici. In cui vanno garantite continuità della capacità operativa degli assetti navali e tutela da eventuali danni cinetici potenzialmente più impattanti. <strong><em>Last but not least, </em>si pone l’obiettivo di sviluppare un sistema di cyber-resilienza che sia gestibile dagli equipaggi </strong>e capace di dare risultati in un contesto in cui le competenze dei marinai in campo cyber non sono, in larga parte, a livello professionale.</p>



<p>In sostanza, nel dominio navale c’è un’interconnessione tra dinamiche strutturali e contingenti che rende necessario un governo continuo <strong>degli scenari cyber rendendo fruibili, al contempo, linee guida e principi operativi</strong>. L’asse Fincantieri-Deas ha mirato a fornire alla Marina Militare un asset capace di avviare una riflessione in tal senso. “Parliamo di un ritrovato dell’industria che può contribuire a risolvere problemi securitari”, commenta Daniele Alì, chief information security officer di Fincantieri e a capo della cyber del Gruppo, “nell’obiettivo di dare una soluzione di sistema in un contesto dove integrazione e governo degli scenari operativi devono andare di pari passo”. </p>



<p>La lezione di Mare Aperto è che “<strong>in quest’ottica l’Italia resta all’avanguardia</strong>”, dice a <em>InsideOver </em>Alì, “e la cooperazione tra industria e Marina Militare è un banco di prova per far vedere come in una logica di sistema è possibile incubare soluzioni pratiche a problemi complessi, travasabili dal segmento militare a quello civile, estendendo gli orizzonti della nostra supply chain tecnologica nazionale che spingiamo sui mercati internazionali”. Aprendo al contempo “al rafforzamento della sicurezza collettiva di una forza armata fondamentale come la Marina e alla tutela dell’interesse nazionale in un quadro di <strong>sovranità tecnologica</strong> sugli asset decisivi per lo sviluppo cyber,”. <strong>In tempi di navigazione incerta per l’ordine globale, </strong>un segno ulteriore dell’importanza di fare sistema. Anche nel quadro dello sbarco del quinto dominio nel grande campo della competizione navale.</p>
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