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	<title>Hama Archives - InsideOver</title>
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	<title>Hama Archives - InsideOver</title>
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		<title>Siria, esplosioni a catena nella base militare di Hama</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-esplosioni-catena-nella-base-hama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 May 2018 15:26:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hama]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Almeno cinque forti esplosioni udite anche in centro, con il caos derivante dalla corsa delle ambulanze e delle forze di sicurezza a far capire che qualcosa di grave era appena accaduto: sono le scene a cui hanno assistito, in questo venerdì, gli abitanti di Hama. Quarta città della Siria, toccata solo marginalmente dal conflitto, poco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-esplosioni-catena-nella-base-hama.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/primopiano/9/siria-esplosioni-nel-perimetro-dell-aeroporto-militare-di-hama">Almeno cinque forti esplosioni udite anche in centro</a>, con il caos derivante dalla corsa delle ambulanze e delle forze di sicurezza a far capire che qualcosa di grave era appena accaduto: sono le scene a cui hanno assistito, in questo venerdì, gli abitanti di <strong>Hama</strong>. Quarta città della Siria, toccata solo marginalmente dal conflitto, poco fuori dal centro abitato si trova una base militare importante. È proprio da lì che sono arrivate le esplosioni seguite, poco dopo, da intense e nere colonne di fumo visibili a chilometri di distanza.<strong> Il pensiero di molti è andato ad un nuovo raid, oppure ad un attentato</strong>: la base in questione è molto importante per l’esercito siriano e per i suoi alleati per non pensare subito ad un’azione di un qualsiasi tipo di sabotaggio.</p>
<p>La tv siriana parla di incidente</p>
<p>Come si legge da una nota dell’agenzia di stampa <em><a href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-explosions/new-explosion-heard-inside-syrias-hama-airport-state-media-idUSKCN1IJ1G1">Reuters</a></em>, che a sua volta cita sia fonti ufficiali di Damasco che l’onnipresente “Osservatorio dei Diritti Umani” di base a Londra, le prime informazioni sembrerebbero accreditare l’ipotesi di un incidente. Del resto, essendo pieno giorno, l’ipotesi di uno strike aereo di un esercito nemico è andata subito scemando. <strong>Sul campo, sono dunque subito rimaste altre due ipotesi</strong>: il sabotaggio od un attentato da un lato, un incidente di natura tecnica invece dall’altro. Quel che appare certo, secondo ammissioni della stessa tv siriana, è che i danni appaiono ingenti sia in termini di vite umane che di mezzi ed infrastrutture.<strong> Si parla, al momento, di almeno undici vittime</strong> tra le forze filo governative e decine di feriti; inoltre, stando a quanto riporta ancora la Reuters, appare quasi assodato che ad esplodere siano stati depositi di munizioni.</p>
<p>All’interno dei magazzini diversi mezzi ed armi sarebbero andati distrutti: la situazione non è ancora del tutto chiara, nel pomeriggio di venerdì mezzi di soccorso e forze di sicurezza erano ancora a lavoro. Sul web c’è chi mantiene viva l’ipotesi di un attentato e non di un incidente, ma ancora in tal senso sembra impossibile appurare la verità. Intanto <a href="https://twitter.com/SkyNewsArabia_B/status/997474760991956993">Sky News Arabia </a>riporta lo <strong>spostamento di diversi elicotteri dalla base di Hama</strong>, su ordine dei vertici militari siriani: il tutto, probabilmente, per prevenire ulteriori danni a uomini e mezzi di stanza presso l’aeroporto militare colpito dalle esplosioni.</p>
<p>L’importanza della base di Hama</p>
<p>La preoccupazione per quanto accaduto all’interno della struttura militare di Hama è molto forte non solo per le vittime, ma anche per il suo ruolo nel contesto del conflitto. <strong>Da qui partono aerei ed elicotteri impegnati nei bombardamenti contro gli islamisti presenti ad Idlib</strong>, così come in altre aree centrali del paese. Inoltre, diversi mezzi sono custoditi all’interno del perimetro della base ed i depositi raggiunti dalle esplosioni di questo venerdì contenevano probabilmente importanti munizioni. Che la base di Hama è da considerare tra le più vitali per la Siria, lo testimonia anche <a href="http://www.lastampa.it/2018/04/30/esteri/esplosione-in-una-base-siriana-forse-raid-di-israele-0eAGnnLcjgHcTdDoTLL7ML/pagina.html">lo strike israeliano compiuto lo scorso 30 aprile </a>contro la vicina base di <strong>Taqsis</strong>, poco più a sud, lì dove il raid ha causato la morte anche di 18 soldati iraniani.</p>

<p>Forse tra le 11 vittime dell’esplosione di Hama, vi sono anche iraniani pure in questo caso: è questo il segno che le basi in questione ospitano materiale e uomini provenienti da Teheran. Per tal motivo, subito dopo l’esplosione, si è pensato ad un nuovo raid aereo e, dopo la verifica della mancanza di attività di aviazioni nemiche della zona, ad un attentato. Di certo l’allarme scatenato da quello che, ufficialmente, viene ancora annoverato come incidente, la dice lunga del clima di tensione che si vive in una Siria costretta a convivere, oltre che con il proprio conflitto interno, <strong>con il duello non più tanto a distanza tra Israele ed Iran.</strong></p>
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		<title>Siria, evacuata anche la sacca tra Hama ed Homs</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-evacuata-anche-la-sacca-hama-ed-homs.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 07:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hama]]></category>
		<category><![CDATA[Homs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1071" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604-1024x731.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tra Hama ed Homs non ci sono più ostacoli: le due città siriane sono tornate ad essere “dirimpettaie” nel centro della Siria, dopo essere state divise per sei anni da una sacca islamista “figlia” delle offensive ribelli dei primi mesi di guerra. Lo scorso mercoledì il governo di Damasco ha ufficialmente dichiarato estinta la sacca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-evacuata-anche-la-sacca-hama-ed-homs.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1071" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180508200637_26339604-1024x731.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tra Hama ed Homs non ci sono più ostacoli:<strong> le due città siriane sono tornate ad essere “dirimpettaie”</strong> nel centro della Siria, dopo essere state divise per sei anni da una sacca islamista “figlia” delle offensive ribelli dei primi mesi di guerra.<strong> Lo scorso mercoledì il governo di Damasco ha ufficialmente dichiarato estinta la sacca occupata dai terroristi</strong>, con le bandiere siriane tornate a sventolare in città come Al Rastan, Houla e Talbiseh, roccaforti islamiste fino alle scorse ore. La polizia militare russa sta aiutando adesso l’esercito siriano a bonificare la zona, il tutto per permettere un rapido ritorno alla normalità. Non mancano le insidie: in questo giovedì, <a href="https://twitter.com/QalaatAlMudiq/status/997084426361278464">cinque soldati sono morti saltati su una mina a nord di Homs</a>, il lavoro da fare in tal senso non sarà semplice.</p>
<p>L’accordo che ha permesso l’evacuazione</p>
<p>Quando Homs nel 2014 è stata interamente riconquistata dall’esercito siriano, in tanti ipotizzavano una lunga e difficile battaglia futura per l’estinzione della sacca islamista a nord della città. In parole povere, questa porzione di territorio in mano jihadista stava ad Homs come la sacca della Ghouta est stava a Damasco.<strong> Sono stati cioè territori dove le sigle estremiste hanno potuto con gli anni costruire fortificazioni e sopravvivere</strong>, nonostante gli assedi da parte dell’esercito regolare. Ben si intuiva come, dopo la riconquista della Ghouta da parte delle forze fedeli ad Assad gli occhi sarebbe stati puntati tra Homs ed Hama. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/adesso-inizia-la-resa-dei-conti-nella-sacca-dei-jihadisti-hama/">Prime scaramucce del resto già nel mese di aprile si erano verificate lungo la linea del fronte</a>, con l’esercito intervenuto sia con l’aviazione che con le truppe di terra.</p>
<p>La constatazione di essere circondati e senza via di scampo, unita alla mediazione della Russia e (molto probabilmente) della Turchia, ha fatto sì che gran parte delle sigle accettassero la prospettiva di <strong>scendere a patti con Damasco e cedere il territorio senza combattere</strong>. Ad inizio mese, i famigerati “bus verdi” sono entrati in azione pronti ad attuare quanto già fatto ad Aleppo, nella Ghouta ed in altre vecchie sacche islamiste: <strong>trasportare i gruppi estremisti – ribelli ad Idlib o Jarabulus</strong>. Alcuni oramai ex combattenti, hanno deciso di cedere le armi e rimanere in loco sfruttando la legge per la riconciliazione del governo siriano, altri invece sono saliti a bordo dei bus verdi raggiungendo le zone sopra accennate.</p>

<p>Adesso l’evacuazione è terminata, Damasco per l’appunto può rivendicare anche la riconquista di questa regione e l’avvio di una fase di normalizzazione tra Homs ed Hama. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-sacca-islamista-homs-pronta-ad-evacuata/">La riapertura di questo tratto dell’autostrada M5</a>, vitale anche per i collegamenti tra la capitale ed Aleppo, avrà la priorità: sarà infatti possibile in tal modo accelerare il percorso di ricostruzione di Homs e delle zone liberate dalla presenza jihadista.</p>
<p>Homs definitivamente liberata</p>
<p>Con il centro storico tornato sotto il controllo del governo nel 2014, la terza città siriana oramai da quattro anni ha visto il prevalere di un periodo piuttosto sereno specie se paragonato a quanto vissuto da Aleppo e dalla periferia di Damasco negli ultimi due anni. Nella cinta urbana di Homs non si è più combattuto, <strong>pur tuttavia la presenza di un territorio presidiato dagli islamisti a nord ha creato non pochi grattacapi</strong>. Sotto un profilo militare, la sacca jihadista ha obbligato l’esercito ad essere ancora massicciamente presente ad Homs tra posti di blocco e barriere poste immediatamente fuori città. Da un punto di vista economico, la sacca islamista ha impedito per anni facili collegamenti con Hama e con le arterie che conducono verso altre importanti regioni del paese.</p>
<p><strong>Ma adesso per Homs la percezione della guerra sarà sempre più ridotta</strong>: la fine della sacca a nord del centro pone la città completamente libera da ogni simbolo del conflitto, già in queste ore si sta provvedendo alla rimozione di blocchi e filo spinato, la normalità inizia dunque ad essere parte integrante dell’attualità. <strong>Per il governo di Damasco tutto ciò non è ovviamente un qualcosa di secondario</strong>: poter ricostruire senza particolari affanni per la sicurezza la terza città siriana, che proprio in queste ore tra l’altro sta festeggiando la riapertura del suk della città vecchia, politicamente è un dato molto più che rilevante. La fine del conflitto tra Homs ed Hama non avrà, in parole povere, un effetto soltanto sotto il profilo militare: essa rappresenta una buona notizia per Assad anche a livello politico e mediatico.</p>
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		<title>La sacca islamista di Homs  pronta ad essere evacuata</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-sacca-islamista-homs-pronta-ad-evacuata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 14:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hama]]></category>
		<category><![CDATA[Homs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="964" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805-1024x658.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ogni paese ha la sua “autostrada del sole”, così è chiamata da noi quell’arteria che unisce le principali città del nostro paese. In Italia quella che ufficialmente è riconosciuta come “A1”, in Siria corrisponde invece alla “M5”: l’arteria parte da Damasco e, dopo aver attraversato i territori di Homs ed Hama, culmina ad Aleppo. Una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-sacca-islamista-homs-pronta-ad-evacuata.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="964" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180301170936_25850805-1024x658.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ogni paese ha la sua “autostrada del sole”, così è chiamata da noi quell’arteria che unisce le principali città del nostro paese. In Italia quella che ufficialmente è riconosciuta come “A1”,<strong> in Siria corrisponde invece alla “M5”</strong>: l’arteria parte da Damasco e, dopo aver attraversato i territori di Homs ed Hama, culmina ad Aleppo. <strong>Una vera e propria cintura che abbraccia ed unisce tutte le quattro più grandi metropoli siriane</strong>, un corridoio vitale per il paese arabo da cui in tempo di pace passavano ogni genere di mezzi e merci. L’autostrada M5 ha subito poi la triste sorte toccata al resto del paese: il conflitto l’ha frammentata e resa inutilizzabile in alcuni dei suoi tratti più importanti, essa è diventata un simbolo dell’incubo in cui stava cadendo la Siria già nel 2012.</p>
<p>Riapre il tratto tra Homs ed Hama</p>
<p>Collegare Damasco con Aleppo via terra per due anni è stato impossibile: soltanto dei ponti aerei permettevano continuità territoriale tra le zone governative della capitale e quelle della città più grande del del nord del paese, con mezzi e cibo trasportati con i mezzi dell’aviazione. La situazione è poi variata quando nel 2013 l’esercito ha ripreso, vicino Aleppo, le città di Safirah ed altri villaggi circostanti, permettendo l’apertura di una piccola lingua d’asfalto nel deserto <strong>tra Itriyah e Khanasser</strong>. Ma per giungere fino a lì, bisogna lasciare l’autostrada M5 alle porte di Homs: questo perché, poco più a nord della terza città siriana, dal 2013 ha sede una sacca islamista posta proprio lungo la M5 e che si allunga fino alla provincia di Hama. Si tratta dei territori attorno alcune roccaforti dei cosiddetti “ribelli”: <strong>Al Rastan</strong>, così come <strong>Houla</strong> e <strong>Talbiseh</strong>, sono stati dei centri che dall’inizio della guerra hanno costituito vere e proprie “teste di ponte” per l’occupazione di Homs e per i tentativi di conquista di Hama.</p>

<p>I governativi nel 2014 hanno poi ripreso interamente Homs e gran parte del territorio circostante, ma gli islamisti sono rimasti pericolosamente arroccati nella sacca: nonostante essa sia sempre stata circondata dall’esercito, gli occupanti sono riusciti a resistere e ad avere armi e munizioni tali da impensierire le forze fedeli ad Assad. Per la verità, all’interno ed attorno alla sacca posta lungo la M5, il conflitto non ha mai raggiunto una tale intensità come in altri fronti, <strong>ma l’occupazione e la chiusura dell’autostrada ha da sempre rappresentato disagi per la popolazione ed un simbolo di un paese ancora spaccato</strong>. Non è un caso che, non appena sono stati ufficializzati gli accordi tra alcune sigle islamiste della sacca ed il governo, la prima mossa è stata quella di rimuovere i blocchi lungo la M5.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;953&#8243; gal_title=&#8221;Esercito siriano a Homs&#8221;]</p>
<p>Per la prima volta dal 2012, <strong>da poche ore il tratto di autostrada tra Hama ed Homs torna ad essere senza barriere</strong> e filo spinato: su <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/sayed_ridha/status/991992108113248256">Twitter</a>, sono apparsi video di soldati russi, siriani e di alcuni membri dell’ex Fsa appena riconciliatisi con Damasco che, bandiere alla mano,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://syria.liveuamap.com/en/2018/3-may-fsa-fighter-in-northern-homs-helping-the-russian-soldier"> vengono accolti dalla popolazione dopo aver tolto le barriere dalla M5</a>. L’autostrada presenta ovviamente tutti i sintomi di un’infrastruttura chiusa da sei anni, ci vorranno settimane di lavoro per ripristinarla ma adesso è comunque libera dai segni del conflitto. Serviranno alcuni tempi tecnici per la riapertura, ma il fatto stesso che in Siria, in questo momento, si possa parlare di recupero di un’opera appare come <strong>un simbolo di un lento ma progressivo ritorno alla normalità</strong>. La riapertura della M5 in questo tratto, consentirà di rimettere in collegamento diretto Damasco con Hama, oltre ad accorciare i tempi anche per raggiungere Aleppo. L’autostrada M5 non è però del tutto recuperata: <strong>manca ancora il tratto che scorre all’interno della provincia di Idlib.</strong></p>
<p>L’accordo per la fine della sacca tra Homs ed Hama</p>
<p>Già dal primo maggio sulle colonne dell’agenzia <a href="https://www.sana.sy/?p=746763">Sana </a>circolano dettagli circa un accordo preliminare tra Damasco e le sigle ribelli all’interno della sacca: come già avvenuto in altri contesti, il documento prevede la possibilità di abbandono dei territori occupati per spostarsi verso la provincia di Idlib, ultima roccaforte islamista in Siria. Inoltre, chi accetta la riconciliazione deve consegnare le armi pesanti e permettere ai soldati governativi di prendere possesso delle postazioni e dei territori in questione. L’accordo, mediato dalla Russia, sarebbe stato accettato e le prime demolizioni delle barriere presenti lungo la M5 ne sono una conferma. Nel giro di qualche giorno,<strong> dovrebbero iniziare i viaggi con gli oramai famosi “bus verdi”</strong> che trasporteranno verso Idlib i ribelli rimasti e consentiranno il ritorno dopo sei anni dei governativi in questi territori.</p>
<p>Se tutto va secondo i piani previsti dall’accordo, <strong>entro metà maggio Damasco tornerebbe ad avere sovranità e legittimità nelle zone comprese tra Homs ed Hama</strong>: in tal modo, la guerra nella fascia centro occidentale del paese sarebbe per davvero conclusa e le due città sopra citate tornerebbero ad essere in piena sicurezza. Non mancano però delle incognite: alcuni gruppi più estremisti non avrebbero accettato l’accordo con il governo e sarebbero anche pronti a sabotarlo. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/adesso-inizia-la-resa-dei-conti-nella-sacca-dei-jihadisti-hama/">Dopo che il 16 aprile</a> scorso erano iniziati i primi raid preparatori in vista della grande offensiva lealista contro la sacca, non tutte le sigle jihadiste sarebbero pronte a deporre le armi: bisognerà attendere dunque per vedere se, fra qualche settimana, il territorio islamista tra Hama ed Homs verrà liberato per via meramente pacifica o servirà un’ulteriore offensiva militare.</p>

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		<title>Siria, attacco nella notte contro le basi dell&#8217;esercito</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-hama-aleppo.html</link>
		
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 07:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aleppo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hama]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nuove esplosioni nella notte in alcune basi siriane ad Hama e Aleppo. Secondo l&#8217;agenzia di Stato della Siria, Sana, che cita fonti militari, l&#8217;attacco è avvenuto alle 22:30 ora locale. Per ora, le notizie sono molto poche e vaghe. Un rapporto su una pagina Facebook del quotidiano siriano Tishreen attribuisce l&#8217;attacco agli Stati Uniti e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-hama-aleppo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180429133247_26276466-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nuove esplosioni nella notte in alcune basi siriane ad <strong>Hama</strong> e <strong>Aleppo</strong>. Secondo l&#8217;agenzia di Stato della Siria, <em><a style="color: #0000ff" href="https://sana.sy/en/?p=135931">Sana</a></em>, che cita fonti militari, l&#8217;attacco è avvenuto alle 22:30 ora locale.</p>
<p>Per ora, le notizie sono molto poche e vaghe. Un rapporto su una pagina Facebook del quotidiano siriano <em>Tishreen</em> attribuisce l&#8217;attacco agli <strong>Stati Uniti</strong> e alla <strong>Gran Bretagna</strong>. Secondo questa pagina, l&#8217;attacco sarebbe stato realizzato attraverso il lancio di nove missili balistici partiti dal territorio della <strong>Giordania</strong>. Lì, sia Regno Unito che Stati Uniti hanno una delle più importanti basi militari della regione.</p>
<p>Ma molti fanno ricadere i sospetti su Israele. Il motivo è da ricercare nelle specifiche basi colpite dall&#8217;attacco. Come riporta il quotidiano israeliano <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/syria/explosions-reported-in-assad-army-base-north-of-homs-syria-1.6035801">Haaretz</a></em>, le basi attaccate da questo (ancora misterioso) bombardamento erano presidiate dall&#8217;esercito siriano ma anche dalla <strong>Guardia rivoluzionaria iraniana</strong>. In sostanza, era una di quelle centrali della presenza iraniana in Siria che il governo israeliano ritiene la minaccia numero uno per la propria sicurezza regionale. </p>
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<p>Secondo il quotidiano libanese <em>Al Akhbar</em>, le basi, fra le altre cose, ospitavano diversi depositi di armi. In questo caso però, i media aggiungono un altro particolare: sembra siano stati utilizzati i missili<strong> Bunker Buster</strong>. Subito dopo le esplosioni, il Centro sismico euromediterraneo ha dichiarato che le esplosioni hanno causato un <strong>terremoto di magnitudo 2,6</strong> in tutta l&#8217;area colpita dalle bombe.</p>
<p>I sospetti su Israele</p>
<p>In molti hanno subito puntato il dito contro Israele, già autore di attacchi chirurgici sulle basi che ritiene essere gli avamposti iraniani in Siria. Il presidente Trump <a style="color: #0000ff" href="https://www.jpost.com/Breaking-News/In-phone-call-Trump-and-Netanyahu-focus-on-Iran-553072">ha parlato poche ore prima di questo attacco</a> con il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e, come riporta la Casa Bianca, i due hanno &#8220;discusso le continue minacce e sfide che affronta il Medio Oriente, in particolare i problemi posti dalle attività destabilizzanti del regime iraniano&#8221;.</p>
<p>La telefonata è avvenuta poche ore prima che Netanyahu si incontrasse per la prima volta con il nuovo Segretario di Stato, Mike Pompeo, in tour in Medio Oriente. Domenica scorsa, il ministro della Difesa <strong>Avigdor Lieberman</strong> ha detto che Israele <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-won-t-give-up-of-movement-in-syria-defense-minister-says-1.6035486">avrebbe mantenuto in qualunque caso la libertà di manovra in Siria</a>.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;915&#8243; gal_title=&#8221;RAID COALIZIONE USA IN SIRIA&#8221;]</p>
<p>&#8220;Non abbiamo intenzione di attaccare la Russia o di interferire nelle questioni interne siriane&#8221;, ha detto Lieberman alla conferenza annuale organizzata dal <em>Jerusalem Post</em>. &#8220;Ma se qualcuno pensa che sia possibile lanciare missili o attaccare Israele o persino il nostro aereo, senza dubbio risponderemo e risponderemo con molta forza&#8221;.</p>
<p>Nessuna reazione della difesa anti-missile?</p>
<p>Mentre nell&#8217;ultimo bombardamento ad opera di Usa, Francia e Regno Unito, le agenzia di stampa sia russe che siriane avevano subito confermato che più della metà dei missili occidentali erano stati abbattuti dalla difesa di Damasco, questa volta, tutto tace.</p>
<p>Fonti locali affermano che non ci sia stata alcuna reazione. Un segnale strano. La Russia non poteva non sapere dell&#8217;attacco. In molti sospettano che <strong>Vladimir Putin</strong> abbia optato per una linea soft con Israele. L&#8217;idea è che il Cremlino voglia garantirsi la Siria, ma non entrare nella sfida fra Iran e Israele. In qualunque caso, Putin perderebbe un partner fondamentale per la Russia.</p>
<p>La tragica conta dei morti</p>
<p>Le notizie finora giunte dalla Siria parlano di un numero imprecisato di morti nelle basi colpite dall&#8217;attacco. Fonti dell&#8217;Osservatorio siriano per i diritti umani (la ormai nota agenzia legata ai ribelli con base a Coventry) parlano di <strong>26 morti</strong> accertati e 60 feriti nell&#8217;attacco alla base di <strong>Hama</strong>, appartenente alla 47esima Brigata. Di questi morti, soltanto quattro sarebbero siriani. Gli altri sarebbero militari <strong>iraniani</strong>. </p>

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		<title>Adesso inizia la resa dei conti  nella sacca dei jihadisti di Hama</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2018 18:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hama]]></category>
		<category><![CDATA[Homs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dal 2012 è un’altra importante spina nel fianco per l’esercito siriano posta lungo l’autostrada M5, la stessa che in tempo di pace costituiva la più importante arteria tra Damasco ed Aleppo; il riferimento è alla sacca islamista situata tra Homs ed Hama, rispettivamente terza e quarta città della Siria, non molto estesa ma ben fortificata. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-inizia-la-resa-dei-conti-nella-sacca-dei-jihadisti-hama.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180407201145_26122789-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dal 2012 è un’altra importante spina nel fianco per l’esercito siriano posta lungo l’autostrada M5, la stessa che in tempo di pace costituiva la più importante arteria tra Damasco ed Aleppo; il riferimento è alla<strong> sacca islamista situata tra Homs ed Hama</strong>, rispettivamente terza e quarta città della Siria, non molto estesa ma ben fortificata. Dopo la liberazione della regione della Ghouta orientale e, di conseguenza, la definitiva messa in sicurezza di Damasco, il governo siriano potrebbe adesso puntare l’attenzione su un’altra sacca jihadista e questa volta molti segnali portano proprio tra Homs ed Hama.</p>
<p>La presenza ribelle – islamista nella zona</p>
<p><strong>Fino al 2014 Homs è stata considerata la capitale della “rivoluzione”</strong> e questo perché, con Damasco ed Aleppo non capitolate alle sigle jihadiste, è stata la più grande città siriana fuori dal controllo di Assad. Riprendere Homs, dopo aver messo in sicurezza le zone governative delle due prime metropoli siriane, è apparsa quindi come vera e propria priorità: non solo la città ha un gran valore culturale in Siria, ma la sua posizione centrale permette il controllo di una vasta porzione del paese. E’ per questo che tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 da Damasco è scattato l’ordine di avanzare nella provincia di Homs e, successivamente, all’interno della città; dopo mesi di intense battaglie, <strong>le sigle islamiste hanno accettato la resa ed hanno lasciato anche il centro storico</strong>, ridando quindi il controllo ai governativi.</p>
<p>Pur tuttavia, la presenza delle sigle jihadiste non è mai del tutto andata via dalle zone attorno Homs; fino all’aprile del 2017, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.aljazeera.com/news/2017/04/syria-evacuation-homs-al-waer-enclave-resumes-170408101610693.html">il quartiere periferico di Al Waer era ancora in mano islamista</a> ma, soprattutto, poco più a nord della terza città siriana è presente ancora oggi la sacca sopra menzionata. La porzione di territorio controllata dagli islamisti è a cavallo del confine tra le province di Homs ed Hama ed impedisce il diretto collegamento tra le due città: <strong>Al Rastan, Talbisah ed Houla</strong> sono soltanto alcune delle roccaforti jihadiste all’interno della sacca. Non molto estesa, questo territorio in mano islamista è però minaccioso sia per la stessa Homs che per Salamiyah, importante centro e snodo divenuto fondamentale nella strada provvisoria che collega Damasco con Aleppo.</p>
<p>Le prime operazioni contro la sacca islamista</p>
<p>Nella giornata di lunedì, alcuni raid da parte dell’aviazione siriana hanno preannunciato l’inizio delle ostilità volte a recuperare terreno a danno dei jihadisti presenti tra Hama ed Homs.<a href="https://twitter.com/QalaatAlMudiq/status/986639614642479105"> Successivamente si ha avuto notizia di prime avanzate anche via terra</a>: almeno quattro villaggi, sia a nord che a sud della sacca, sono stati conquistati dall’esercito siriano il quale<strong> ha anche leggermente allargato il perimetro di sicurezza a nord della strada che conduce da Homs a Salamiyah</strong>. Come detto in precedenza, la fine della battaglia per la conquista della Ghouta ha liberato numerosi mezzi e uomini per attaccare gli ultimi territori rimasti nelle mani delle sigle jihadiste. Liberare il nord di Homs significherebbe tornare a collegare la terza città siriana con Hama e, al contempo, mettere definitivamente in sicurezza la parte centrale della Siria.</p>

<p>Da Damasco comunque, stando ad alcune dichiarazioni rese da vertici militari alla tv di Stato,<strong> arriva anche molta cautela</strong>: le operazioni iniziate martedì sarebbero infatti soltanto un’anticipazione e non sarebbe ancora arrivato il tempo della battaglia definitiva. Le truppe sono ancora provate dalle azioni compiute nella Ghouta orientale, serve tempo sia per pianificare una nuova grande operazione militare e sia per tentare, con le mediazioni russe e turche, una via politica per risolvere anche questa situazione. Di sicuro però, anche per questa sacca “storica” in mano jihadista il governo siriano vuole arrivare in tempi brevi alla definitiva resa dei conti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-inizia-la-resa-dei-conti-nella-sacca-dei-jihadisti-hama.html">Adesso inizia la resa dei conti  nella sacca dei jihadisti di Hama</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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