Almeno cinque forti esplosioni udite anche in centro, con il caos derivante dalla corsa delle ambulanze e delle forze di sicurezza a far capire che qualcosa di grave era appena accaduto: sono le scene a cui hanno assistito, in questo venerdì, gli abitanti di Hama. Quarta città della Siria, toccata solo marginalmente dal conflitto, poco fuori dal centro abitato si trova una base militare importante. È proprio da lì che sono arrivate le esplosioni seguite, poco dopo, da intense e nere colonne di fumo visibili a chilometri di distanza. Il pensiero di molti è andato ad un nuovo raid, oppure ad un attentato: la base in questione è molto importante per l’esercito siriano e per i suoi alleati per non pensare subito ad un’azione di un qualsiasi tipo di sabotaggio.

La tv siriana parla di incidente

Come si legge da una nota dell’agenzia di stampa Reuters, che a sua volta cita sia fonti ufficiali di Damasco che l’onnipresente “Osservatorio dei Diritti Umani” di base a Londra, le prime informazioni sembrerebbero accreditare l’ipotesi di un incidente. Del resto, essendo pieno giorno, l’ipotesi di uno strike aereo di un esercito nemico è andata subito scemando. Sul campo, sono dunque subito rimaste altre due ipotesi: il sabotaggio od un attentato da un lato, un incidente di natura tecnica invece dall’altro. Quel che appare certo, secondo ammissioni della stessa tv siriana, è che i danni appaiono ingenti sia in termini di vite umane che di mezzi ed infrastrutture. Si parla, al momento, di almeno undici vittime tra le forze filo governative e decine di feriti; inoltre, stando a quanto riporta ancora la Reuters, appare quasi assodato che ad esplodere siano stati depositi di munizioni.

All’interno dei magazzini diversi mezzi ed armi sarebbero andati distrutti: la situazione non è ancora del tutto chiara, nel pomeriggio di venerdì mezzi di soccorso e forze di sicurezza erano ancora a lavoro. Sul web c’è chi mantiene viva l’ipotesi di un attentato e non di un incidente, ma ancora in tal senso sembra impossibile appurare la verità. Intanto Sky News Arabia riporta lo spostamento di diversi elicotteri dalla base di Hama, su ordine dei vertici militari siriani: il tutto, probabilmente, per prevenire ulteriori danni a uomini e mezzi di stanza presso l’aeroporto militare colpito dalle esplosioni.

L’importanza della base di Hama

La preoccupazione per quanto accaduto all’interno della struttura militare di Hama è molto forte non solo per le vittime, ma anche per il suo ruolo nel contesto del conflitto. Da qui partono aerei ed elicotteri impegnati nei bombardamenti contro gli islamisti presenti ad Idlib, così come in altre aree centrali del paese. Inoltre, diversi mezzi sono custoditi all’interno del perimetro della base ed i depositi raggiunti dalle esplosioni di questo venerdì contenevano probabilmente importanti munizioni. Che la base di Hama è da considerare tra le più vitali per la Siria, lo testimonia anche lo strike israeliano compiuto lo scorso 30 aprile contro la vicina base di Taqsis, poco più a sud, lì dove il raid ha causato la morte anche di 18 soldati iraniani.

Forse tra le 11 vittime dell’esplosione di Hama, vi sono anche iraniani pure in questo caso: è questo il segno che le basi in questione ospitano materiale e uomini provenienti da Teheran. Per tal motivo, subito dopo l’esplosione, si è pensato ad un nuovo raid aereo e, dopo la verifica della mancanza di attività di aviazioni nemiche della zona, ad un attentato. Di certo l’allarme scatenato da quello che, ufficialmente, viene ancora annoverato come incidente, la dice lunga del clima di tensione che si vive in una Siria costretta a convivere, oltre che con il proprio conflitto interno, con il duello non più tanto a distanza tra Israele ed Iran.