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	<title>Guerra cibernetica Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra cibernetica Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Le guerre di domani: dagli hacker assassini ai super soldati</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-guerre-di-domani-dagli-hacker-assassini-ai-super-soldati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra cibernetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1072" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="(KSK) Kommando Spezialkraefte" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-1024x572.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-1536x857.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-2048x1143.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È dall&#8217;alba dei tempi che l&#8217;umanità cova due sogni: spazio e immortalità. Il primo, la &#8220;prossima frontiera&#8221; per antonomasia, è stato conquistato nel corso della guerra fredda ed è, oggi, al centro di una nuova competizione tra grandi potenze in cui il focus è stato spostato dalla Luna a Marte e dalle passeggiate estemporanee allo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-guerre-di-domani-dagli-hacker-assassini-ai-super-soldati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1072" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="(KSK) Kommando Spezialkraefte" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-1024x572.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-1536x857.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Germania-KSK-Kommando-Spezialkraefte-La-Presse-e1593603916901-2048x1143.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È dall&#8217;alba dei tempi che l&#8217;umanità cova due sogni: spazio e immortalità. Il primo, la &#8220;prossima frontiera&#8221; per antonomasia, è stato conquistato nel corso della guerra fredda ed è, oggi, al centro di una<a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-della-sfida-per-lo-spazio.html"> nuova competizione tra grandi potenze</a> in cui il focus è stato spostato<a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-sfida-gli-stati-uniti-pronti-a-conquistare-marte.html"> dalla Luna a Marte</a> e<a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-gli-stati-uniti-vogliono-tornare-sulla-luna.html"> dalle passeggiate estemporanee allo stabilimento di colonie umane durevoli</a>.</p>
<p>La seconda (e ultima) frontiera è ancora irraggiungibile, <a href="https://it.insideover.com/societa/israele-la-cura-anti-invecchiamento-che-potrebbe-rivoluzionare-lumanita.html">sebbene gli studi sulla longevità premettano e promettano di rendere possibile (e vivibile) la &#8220;quarta età&#8221;</a>, ma il progresso scientifico sta avanzando in direzione di un fenomeno profondamente legato al tema dell&#8217;immortalità, se intesa come divinizzazione dell&#8217;essere umano, ovvero il <strong>transumanesimo</strong>.</p>
<p>Il transumanesimo è un movimento culturale e scientifico che propugna la ricerca nel campo del <strong>potenziamento umano</strong> e anela alla costruzione di un <em>homo</em> <em>novus</em> a mezzo di farmaci, sieri, droghe e terapie avanguardistiche che siano in grado di aumentare a tempo indefinito la prestanza fisica e le abilità cognitivo-intellettive. Antietico e potenzialmente catastrofico per alcuni, ineluttabile e auspicabile per altri, il transumanesimo sta lentamente ma inesorabilmente facendo breccia negli ambienti accademici – non soltanto dell&#8217;Occidente– e ha trovato terreno fertile (e applicazione) in un settore specifico: le forze armate.</p>
<h2>Transumanesimo, ultima frontiera?</h2>
<p>In data 10 febbraio il <strong>Gatestone Institute</strong>, un noto think tank statunitense di stampo conservatore, <a href="https://www.gatestoneinstitute.org/17048/china-gene-editing">ha pubblicato un approfondimento</a> dal titolo suggestivo: &#8220;La Cina sta creando una nuova razza superiore&#8221; (<em>China Is Creating a New Master Race</em>).</p>
<p>La veridicità e la qualità del contenuto potrebbero essere attaccate ricorrendo a tattiche basate sull&#8217;<em>argumentum ad hominem</em>, ma la tecnica dilatoria non reggerebbe alla prova del confronto perché l&#8217;autore ha semplicemente, ma egregiamente, condensato le ultime notizie – di pubblico dominio – provenienti dall&#8217;applicazione militare del transumanesimo, scegliendo di focalizzarsi sugli studi che stanno (o starebbero) venendo condotti in <strong>Cina</strong>.</p>
<p>Come riporta il Gatestone Institute, una delle ragioni per cui la &#8220;Cina è [divenuta] la minaccia numero uno alla sicurezza nazionale [degli Stati Uniti]&#8221; è che starebbe &#8220;conducendo esperimenti su membri dell&#8217;Esercito di Liberazione Popolare (ELP) nella speranza di sviluppare soldati con capacità biologicamente avanzate&#8221;. Secondo <strong>John Ratcliffe</strong>, ex direttore dell&#8217;Intelligence Nazionale, i servizi segreti statunitensi hanno raccolto evidenze dimostranti l&#8217;esistenza di un piano per il conseguimento della &#8220;dominanza biologica&#8221;.</p>
<p>A supporto della tesi disturbante, l&#8217;autore cita alcuni eventi che, per quanto recenti, sono (volutamente?) passati in sordina, fra i quali gli esperimenti illegali del dottor <strong>He Jiankui</strong> di editing genomico su embrioni umani, le sperimentazioni del genetista<strong> Bing Su</strong> sull'&#8221;umanizzazione&#8221; delle scimmie a mezzo dell&#8217;inserimento del gene MCPH1 nel loro cervello (una ricordanza dei celebri tentativi novecenteschi di creare il cosiddetto &#8220;<strong>scimpanzuomo</strong>&#8220;) e le ricerche dell&#8217;Elp su &#8220;un nuovo concetto di biotecnologia&#8221; funzionale al miglioramento delle prestazioni dei soldati.</p>
<p>Non è dato sapere quali prove abbia raccolto l&#8217;intelligence statunitense sul presunto programma di dominanza biologica, ma Ratcliffe, che si presume le abbia visionate in qualità del suo (ex) ruolo, ha commentato a tal proposito che &#8220;Pechino non conosce limiti etici nella sua ricerca di potere&#8221;; dichiarazioni forti e che potrebbero essere indicative di una certa gravità.</p>
<p>Le accuse nei confronti della Cina non provengono soltanto dagli ambienti di intelligence, ma anche da quelli accademici. Il politologo<strong> Brandon Weichert</strong>, ad esempio, che segue da vicino le tematiche relative al potenziamento umano per fini militari, è del parere che &#8220;la Cina è guidata da un regime che crede nel perfezionamento dell&#8217;umanità e, grazie all&#8217;avvento della genetica moderna e della biotecnologia, i suoi pianificatori centrali hanno a disposizione il genoma umano da perfezionare in accordo con la loro agenda politica&#8221;.</p>
<p>Secondo Weichert, &#8220;gli scienziati cinesi sarebbero già sulla strada del doping genetico&#8221;, ovverosia sarebbero a buon punto nella costruzione &#8220;di generazioni future più intelligenti e più innovative&#8221;. Le dichiarazioni del politologo troverebbero un riscontro (parziale) nel fatto che He non era, e non è, un fumettistico scienziato pazzo: come lui – e prima di lui – dei ricercatori dell&#8217;università Sun Yat-sen di Guangzhou hanno condotto degli esperimenti genetici su embrioni umani nell&#8217;aprile 2015.</p>
<h2>La Cina non è sola</h2>
<p>La Cina non è l&#8217;unica potenza ossessionata da transumanesimo e potenziamento umano. Ricerche sulla costruzione di supersoldati, semidei progettati per uccidere e per pensare come delle macchine, sono state effettuate durante la Seconda guerra mondiale dalla <strong>Germania nazista</strong> (Josef Mengele) e dall&#8217;impero giapponese, e durante la guerra fredda da <strong>Unione Sovietica</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> (progetto Stargate).</p>
<p>Il mondo è cambiato profondamente dagli anni &#8217;30 ad oggi, ma la logica del super soldato modificato geneticamente, o a mezzo di droghe e sieri, sembra essere stata eternizzata e divenuta parte integrante del <em>modus cogitandi</em> delle grandi potenze. La Cina, invero, non è l&#8217;unico attore che sta (o starebbe) conducendo esperimenti e studi sull&#8217;applicazione militare delle teorie su transumanesimo e potenziamento umano.</p>
<p>Nel dicembre 2020, ad esempio, come ha scritto Paolo Mauri sulle nostre colonne, <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-libera-in-francia-ai-soldati-con-impianti-bionici.html">il comitato etico delle forze armate</a> di <strong>Francia</strong> ha dato semaforo verde &#8220;all’utilizzo di trattamenti medici, protesi e impianti per migliorare le capacità fisiche, cognitive, percettive e psicologiche di un soldato [&#8230;] e consentire la connettività con sistemi d’arma e altri soldati&#8221;. L&#8217;ultimo punto, spiegato nel dettaglio, comporterebbe &#8220;una sorta di integrazione uomo-macchina che trasformerebbe i militari in organismi bionici in grado di resistere alla fatica, al dolore, allo stress e di connettersi con altri assetti sul campo di battaglia in modo del tutto rivoluzionario, ovvero integrando trasmittenti e sensori nel corpo umano&#8221;.</p>
<p>Muta lo scenario, così come viene rifinita la terminologia in maniera tale da rendere il programma palatabile all&#8217;opinione pubblica (e soprattutto agli alleati della Nato), ma la sostanza è inalterata, poiché inalterabile: &#8220;La <strong>Francia</strong> deve mantenere la superiorità operativa delle sue forze armate in un contesto strategico impegnativo”, ovverosia sta ricercando la dominanza biologica.</p>
<h2>L&#8217;arrivo dei cyber-assassini</h2>
<p>I super soldati alla Capitan America verranno impiegati nei teatri di guerra, e per condurre operazioni ad alto rischio, con il doppio risultato di ridurre il tasso di mortalità in battaglia e di creare un club ristretto di iper-potenze che traggono la loro forza dal potenziamento umano applicato alla sfera militare. La storia insegna che la fantascienza di oggi è la scienza di domani, perciò l&#8217;argomento non dovrebbe suscitare eccessiva ilarità.</p>
<p>Il modo di fare e concepire la guerra verrà ulteriormente sconvolto da una rivoluzione epocale che sta lentamente germinando in ambito cibernetico. Le guerre di domani, invero, saranno combattute tanto dai supersoldati quanto dagli assassini cibernetici, ovvero da hacker in grado di uccidere da remoto, attraverso un computer o un cellulare.</p>
<p>Le guerre cibernetiche potrebbero iniziare a mietere vittime perché,<a href="https://it.insideover.com/guerra/le-cyber-guerre-di-domani-potrebbero-uccidere.html"> come ha rammentato di recente la Rand Corporation</a>, “ogni dispositivo può essere hackerato, incluso uno [che si trova] all’interno del corpo umano”. Da questo ragionamento, tanto ovvio quanto sottovalutato, consegue la necessità di “pensare alle implicazioni su riservatezza e sicurezza dei dispositivi che vivono con noi”.</p>
<p>Scritto e rielaborato in altri termini, il passaggio di cui sopra significa, molto semplicemente, che, mentre gli <strong>eserciti cibernetici</strong> degli anni 2010 hanno colpito i loro nemici attaccandone le infrastrutture strategiche, rubando dati sensibili e iniettando virus nei sistemi operativi, nel prossimo futuro di hackeraggio si potrebbe morire – e si morirà.</p>
<p>Dal <strong>Canada</strong> agli Stati Uniti, la Rand Corporation ha appurato che sono già in corso – e stanno generando frutti – le ricerche su come utilizzare, o meglio &#8220;armare&#8221;, l&#8217;internet delle cose e l&#8217;internet del corpo a detrimento degli esseri umani. In Ontario, ad esempio, la ricercatrice <strong>Tamara Banbury</strong> sta guidando un  &#8220;movimento di innovatori e amanti del brivido che tenta di hackerare il corpo umano con la tecnologia”. Agli esperimenti partecipa la stessa Banbury, all’interno delle cui mani si trovano due microchip sottocutanei in grado “di contenere password, [documenti] identificativi e persino biglietti ferroviari elettronici” e che i suoi colleghi stanno provando a manipolare.</p>
<p>Sebbene gli studi sulla manipolazione dell&#8217;internet del corpo siano ancora allo stadio preliminare, si possono già trarre delle conclusioni alla luce dei risultati conseguiti: hackeraggi potenzialmente letali di <em>pacemaker</em>, <strong>autovetture intelligenti</strong> e macchinari ospedalieri sono realisticamente possibili perché “un dispositivo ha bisogno di trasmettere informazioni attraverso la rete, se stesso o un altro dispositivo come un cellulare” ed è già dimostrato da alcuni ricercatori che si può &#8220;hackerare una pompa di insulina, aumentando la possibilità di poter somministrare una dose fatale”.</p>
<p>In sintesi, il progresso tecnologico premette e promette, in un futuro non troppo remoto, di spianare la strada ai delitti perfetti; delitti eseguiti a distanza, da casa, o meglio da dietro uno schermo. Chiunque potrebbe diventare un bersaglio, ed una vittima, degli hacker assassini: un politico il cui cuore malandato è sostenuto da un pacemaker, uno scomodo giornalista investigativo che acquistato un&#8217;autovettura autonoma, un magnate che ha ornato la propria abitazione di dispositivi intelligenti, o un capo di Stato diabetico che ripone fiducia nella propria pompa di insulina.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I pericoli di una Pearl Harbor cibernetica sono reali</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-pericoli-di-una-pearl-harbor-cibernetica-sono-reali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 07:27:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber warfare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra cibernetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="825" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-768x452.jpg 768w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p>
<p>Cyber warfare. Con questo termine, ormai divenuto di uso comune grazie alle cronache degli ultimi anni, si intende tutta quella serie di operazioni ad opera di entità statuali o meno rivolte non solo allo spionaggio dei sistemi informatici dell&#8217;avversario ma anche alla distruzione di database, blocco di griglie elettriche o reti informatiche (anche militari) passando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-pericoli-di-una-pearl-harbor-cibernetica-sono-reali.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-pericoli-di-una-pearl-harbor-cibernetica-sono-reali.html">I pericoli di una Pearl Harbor cibernetica sono reali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="825" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-768x452.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p><p><em>Cyber warfare</em>. Con questo termine, ormai divenuto di uso comune grazie alle cronache degli ultimi anni, si intende tutta quella serie di operazioni ad opera di entità statuali o meno rivolte non solo allo spionaggio dei sistemi informatici dell&#8217;avversario ma anche alla distruzione di database, blocco di griglie elettriche o reti informatiche (anche militari) passando per i tentativi di estorsione a seguito dell&#8217;infezione di terminali tramite l&#8217;invio di malware.</p>
<p>Questa <strong>nuova forma di guerra</strong>, perché di questo si tratta quando a metterla in pratica sono agenti collegati a Stati sovrani, è divenuta sempre più importante, tanto che l&#8217;ambiente militare si è adeguato istituendo un settore specifico che provvede non solo a contrastare il fenomeno, ma a utilizzarlo come una vera e propria arma, anche direttamente sul campo di battaglia.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-del-futuro-gia-si-chiama-cyber-warfare.html" target="_blank" rel="noopener">Ci siamo già occupati di quest&#8217;ultimo risvolto</a>, reso possibile da sistemi d&#8217;arma sempre più interconnessi che dialogano in tempo reale trasferendo dati di intelligence raccolti direttamente durante il combattimento: la <strong>visione &#8220;netcentrica&#8221;</strong> delle Forze Armate è già realtà grazie ad assetti come l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html" target="_blank" rel="noopener">F-35</a> ed altri che vanno a comporre una rete che va dal singolo soldato sino all&#8217;unità navale passando per veicoli, droni e aerei.</p>
<p>L&#8217;aspetto più preoccupante, però, e forse quello meno noto, è quello che riguarda la possibilità di attaccare le infrastrutture cibernetiche di un Paese, sino alla possibilità di effettuare un <strong>colpo di mano stile &#8220;Pearl Harbor&#8221;</strong> che potrebbe mettere in ginocchio le reti militari, finanziarie ed industriali.</p>
<h2>Attacchi sempre più frequenti e mirati</h2>
<p>I lettori più attenti hanno già avuto modo di familiarizzare con nomi di &#8220;virus&#8221; che hanno messo fuori combattimento settori specifici in passato: lo <strong>Stuxnet</strong>, di origine statunitense/israeliana che ha ritardato il programma nucleare iraniano piratando le centrifughe di arricchimento dell&#8217;uranio, oppure <strong>Wannacry</strong> e <strong>NotPetya</strong> che hanno causato perdite di miliardi di dollari andando a colpire le reti finanziarie.</p>
<p>Questi attacchi, secondo diversi rapporti degli organi della Difesa, rappresentano solo la punta dell&#8217;iceberg che, in un prossimo futuro, potrebbe &#8220;affondare&#8221; le reti telematiche di uno Stato. Gli eserciti di tutto il mondo si preparano quindi alla <em>cyber warfare</em>, che in fondo è già cominciata e viene apertamente annunciata dai governi.</p>
<p>Un esempio lampante da questo punto di vista, oltre ai ben noti team di hacker organizzati parallelamente rispetto agli organismi statali ma da essi comunque dipendenti, è dato proprio dagli Stati Uniti: <a href="https://www.corrierecomunicazioni.it/cyber-security/cyber-war-la-rete-elettrica-russa-sotto-attacco-usa/" target="_blank" rel="noopener">il Congresso Usa ha infatti approvato una legge</a> che autorizza la condotta di &#8220;attività militare clandestina&#8221; nel cyberspazio per difendere gli interessi americani, anche senza l&#8217;autorizzazione presidenziale.</p>
<p>Il Segretario alla Difesa può infatti avallare operazioni di tal tipo senza passare dal nulla osta del presidente, come accaduto per il recente attacco rivolto contro la rete elettrica russa, in risposta a tutta una serie di azioni di pirateria informatica, orchestrate da Mosca, che hanno colpito i network americani, come quello del 2008 che ha bloccato le comunicazioni del Pentagono.</p>
<p>Proprio in quella occasione Washington diede vita al <strong>Cyber Command</strong> e ora gli Stati Uniti stanno adottando una visuale più estesa dei propri potenziali target digitali, con l’obiettivo di far capire a chiunque stia organizzando attacchi cibernetici che &#8220;<strong>ci sarà un prezzo da pagare&#8221;</strong>.</p>
<p>Il livello della minaccia, quindi, è molto elevato, come ha avuto modo di dire anche il generale Tisseyre, comandante del <strong>ComCyber</strong> francese. &#8220;Le minacce sono rivolte generalmente a penetrare i sistemi e a bloccarli, successivamente a chiedere un riscatto per lo sbloccaggio&#8221; come avvenuto per WannaCry o NotPetya, ma il confine tra cyber-criminalità e cyber-arma è davvero molto labile.</p>
<p>Esempi di gruppi, non direttamente collegati a entità statuali, che hanno portato questi e altri tipi di attacchi sono numerosi, come anche riferito da un <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-degli-ayatollah-sempre-piu-cyber-attacchi-delliran.html" target="_blank" rel="noopener">recente rapporto</a> dell&#8217;<strong>Enisa</strong>, l’agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione.</p>
<p>Nel biennio 2017/18, sempre per restare in Francia, il ministero delle Forze Armate ha subito un attacco volto a raccogliere dati sull&#8217;approvvigionamento di carburante della Marine Nationale identificato come di origine russa e messo in pratica dal <strong>Gruppo Turla</strong>, codificato come Apt25.</p>
<p>Altri attori statuali si celano dietro altre sigle che hanno effettuato, ed effettuano, attacchi cibernetici. Dietro l&#8217;<strong>Apt10</strong>, che nel 2019 ha attaccato agenzie del governo filippino, si cela la <strong>Cina</strong>, dietro l&#8217;Apt38, anche noto come <strong>Unità 180</strong>, la <strong>Corea del Nord</strong> mentre l&#8217;<strong>Unità Chafer</strong>, che nel 2018 ha rubato i dati personali di milioni di utenti dalle banche dati turche del ministero della Salute, della polizia, dell’agenzia passaporti e del ministero degli Esteri nonché ad una compagnia aerea, l’Air Serbia, e tramite essa ad Etihad, fa capo all&#8217;<strong>Iran</strong>.</p>
<p>Questo genere di attacchi, massicci, necessitano di <strong>competenze di gruppi organizzati in ambito statale</strong>: sono occorsi diversi anni per sviluppare il già citato virus Stuxnet, e parimenti occorre tempo ed elevate competenze per infiltrare malware in grado di restare dormienti in sistemi informatici ed attivarsi a tempo debito.</p>
<p>L&#8217;attribuzione di tali attacchi resta però difficile, ma non insormontabile: si possono riconoscere dei modus operandi ben specifici o gli stessi linguaggi informatici utilizzati dai virus.</p>
<h2>Lo scenario Pearl Harbor</h2>
<p>Il peggiore degli scenari possibili riguardanti un cyber attacco è quello di una massiccia ondata di attacchi simultanei, una sorta di <strong>&#8220;Pearl Harbor&#8221; cibernetica</strong>, che potrebbe, ad esempio, bloccare l&#8217;intera rete elettrica di un Paese per mesi o compromettere i sistemi informatici legati alla finanza o all&#8217;ambiente militare, come già avvenuto, se pur a scala ridotta, per l&#8217;attacco ai sistemi di comunicazione del Pentagono.</p>
<p>Sempre secondo l&#8217;intelligence francese la minaccia è reale ed è attuabile da un certo numero di Paesi che hanno sviluppato tale capacità.</p>
<p>Considerando poi la possibilità di <strong>espandersi</strong> di un virus informatico, l&#8217;attacco potrebbe non restare circoscritto a una particolare rete, ma propagarsi a sistemi adiacenti, più o meno interconnessi, e quindi, nello scenario peggiore, bloccare un&#8217;intera nazione: il principio, infatti, è quello che più uno Stato è &#8220;connesso&#8221; più risulta vulnerabile.</p>
<p>Anche per questo i governi stanno cambiando la propria politica, come già detto per il caso statunitense, e le squadre di specialisti di sicurezza informatica sono state militarizzate e si trovano in costante vigilanza. Pertanto un attacco cibernetico viene considerato come una chiara e palese aggressione, alla stregua di un qualsiasi altro attacco militare, e come tale prevederà delle rappresaglie, portando così il conflitto dai campi di battaglia reali a quelli virtuali, col rischio che, in caso lo scenario &#8220;Pearl Harbor&#8221; si concretizzi, i colpi cibernetici diventino colpi di cannone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-pericoli-di-una-pearl-harbor-cibernetica-sono-reali.html">I pericoli di una Pearl Harbor cibernetica sono reali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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