Lo aveva messo nel mirino da tempo, lo sognava a occhi aperti con lo sguardo rivolto in alto, lassù, verso l’infinito dell’universo. Adesso, dopo anni di lavoro, studi e ricerche, la Cina è pronta a conquistare Marte. Secondo quanto riportato da Reuters, Pechino ha completato con successo un primo e importate test di sbarco sul Pianeta Rosso. L’agenzia spaziale cinese ha verificato le effettive capacità di una sonda di sollevarsi, evitare gli ostacoli e posarsi al suolo; si dovrebbe trattare dello stesso modello che potrebbe essere spedito nello spazio aperto nel corso del 2020.

Già, perché l’obiettivo della simulazione era testare l’abilità del lander in uno scenario molto simile a quello presente sul lontano pianeta. E così, in una regione montuosa nella provincia dello Hebei, è andato in scena l’esperimento, durato circa un’ora e mezza. Non ci sono stati intoppi di alcun tipo e la sonda è atterrata al suolo senza problemi.

La conquista di Marte

La fumata bianca del test non deve essere presa sotto gamba o considerata solo uno sfizio di un Paese megalomane. Il motivo è semplice: l’anno prossimo la Cina vuole avviare una missione senza equipaggio per esplorare Marte. Per riuscire nell’impresa Pechino ha bisogno di una sonda affidabile, che sia cioè in grado di muoversi in un teatro ricco di ostacoli e insidie per raccogliere prove, fare analisi e scattare foto. Il gigante asiatico ha moltiplicato i suoi sforzi per riuscire a diventare il secondo Paese al mondo, insieme agli Stati Uniti, a sviluppare un lander capace di posarsi su una superficie marziana. Il percorso intrapreso dall’ex Impero di Mezzo sembra essere quello giusto: sostenuta da cavi di ferro, la sonda testata ha raggiunto un’altitudine di 70 metri da terra, è atterrata correttamente e non è stata limitata da alcun ostacolo. Per rendere la prova ancora più realistica, gli ingegneri cinesi hanno simulato anche la gravità marziana, un terzo di quella presente sulla terra.

La sfida della Cina

I vertici della China Space Administration hanno espresso tutta la loro soddisfazione. Il capo della struttura, Zhang Kejian, ha ribadito che tutti i lavori dell’agenzia spaziale cinese volti a raggiungere Marte stanno procedendo nella giusta direzione: “Nel 2016 abbiamo iniziato il lavoro di esplorazione su Marte. Ora tutti i diversi lavori di sviluppo procedono senza intoppi”. Confermata la prima missione ufficiale della Cina per esplorare il Pianeta Rosso nel 2020: il piano prevede il lancio nello spazio di una sonda e il suo atterraggio, dopo sette mesi di viaggio, sulla superficie del pianeta. L’atterraggio, la parte più complicata del tutto, dovrebbe durare sette minuti.

A lanciare la sonda verso Marte sarà il razzo Long March 5, proprio quello che fallì un primo test nel 2017. Long March 5, tra l’altro, dovrebbe spedire la sonda Chang’e-5 sulla Luna entro la fine del 2019 o, al massimo, entro l’inizio del prossimo anno per riportare sulla terra rocce di campioni lunari. Ma la Cina ha grandi ambizioni, che non si concludono certo nella conquista di Marte: Pechino vuole costruire una stazione spaziale entro il 2022, e allo stesso tempo costruire una sonda particolare capace di visitare asteroidi e comete. Sarà interessante capire come reagiranno gli Stati Uniti, che sicuramente non vorranno restare indietro nella corsa all’universo; pare che sempre entro il 2022 la Nasa voglia costruire un nuovo laboratorio spaziale per orbitare attorno alla luna. La sensazione è che ci vorrà ben altro per spaventare il Dragone.