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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Apr 2025 15:38:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Haaretz: Gaza come il Vietnam</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haaretz-gaza-come-il-vietnam.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 15:38:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="857" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haaretz: Gaza come il Vietnam" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-600x268.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-1024x457.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-768x343.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-1536x686.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Moshe Dayan comprese subito "l'inutilità" della campagna militare americana e quel che annotava vale per il presente, dal momento che esistono forti analogie tra quella lontana guerra made in Usa e il conflitto in cui si è impelagato Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haaretz-gaza-come-il-vietnam.html">Haaretz: Gaza come il Vietnam</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="857" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haaretz: Gaza come il Vietnam" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-600x268.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-1024x457.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-768x343.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/A-COVER-HAARETZ-2-e1744816932777-1536x686.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir avrebbe detto in una riunione riservata che il governo dovrebbe abbandonare certe &#8220;fantasie&#8221; sul confronto con Hamas a Gaza. Notizia prima non commentata dall&#8217;esercito, di fatto una tacita ammissione, e poi smentita, probabilmente su pressioni politiche, come dichiarato con assoluta certezza al<a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-850080" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Jerusalem Post</a> da una fonte confidenziale.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-850080"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-JP-1024x567.jpg" alt="Conquering Gaza a 'fantasy' due to insufficient manpower, IDF chief tells cabinet - report" class="wp-image-75906"/></a></figure>



<p>La constatazione realistica di Zamir sarebbe basata anzitutto sullo status dell&#8217;esercito israeliano, che dopo un anno e mezzo di guerra mostra chiari segni di logoramento, come annota sempre il Jerusalem Post citato e come conferma un servizio di <a href="https://www.mako.co.il/news-military/f239747af17c5910/Article-ece2783b4ca3691026.htm?pId=173113802" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Channel 12</a> che registra il progressivo distacco della popolazione israeliana dalla guerra di Netanyahu, da cui il rifiuto dei riservisti di presentarsi alla leva.</p>



<p>Se dopo il 7 ottobre i riservisti correvano ad arruolarsi, registrando dal 100% al 300% di risposte positive alla chiamata alle armi, attualmente si registra il 50%, al massimo il 70% di adesioni. Così che l&#8217;esercito deve correre ai ripari arruolando personale via social, annota Channel 12. Va da sé che tutto ciò va a tutto nocumento delle capacità dell&#8217;IDF.</p>



<p>Così, nonostante Gaza sia diventata una vera e propria &#8220;fossa comune per i palestinesi e chi li aiuta&#8221;, come denuncia <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/4/16/msf-says-gaza-is-a-mass-grave" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Médicins sans frontières</a>,&nbsp;l&#8217;esercito israeliano non ha ancora raggiunto quegli obiettivi che brandiva come più che alla portata all&#8217;inizio dell&#8217;invasione. Né sembrano all&#8217;orizzonte.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/4/16/msf-says-gaza-is-a-mass-grave"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-ALJAZEERA-1024x381.jpg" alt="Gaza ‘mass grave’ for Palestinians and those helping them: MSF" class="wp-image-75907"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il parallelo Gaza-Vietnam</h2>



<p>Tanto che Aluf Benn, su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-04-15/ty-article-opinion/.premium/18-months-of-war-and-hubris-israels-leaders-should-read-what-dayan-learned-in-vietnam/00000196-34f4-d5cf-a3f6-35f4f3740000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, fa un parallelismo alquanto audace in un articolo dal titolo: &#8220;18 mesi di guerra e arroganza: i leader israeliani dovrebbero leggere ciò che Moshe Dayan ha imparato in Vietnam&#8221;.</p>



<p>Nella nota ricorda il reportage sulla guerra del Vietnam redatto da Moshe Dayan per il Maariv, che lo ingaggiò a tale scopo quando, ormai ritiratosi dal servizio attivo, sedeva sui banchi dell&#8217;opposizione alla knesset.</p>



<p>Il generale israeliano comprese subito &#8220;l&#8217;inutilità&#8221; della campagna militare americana e quel che annotava, scrive Benn, vale per il presente, dal momento che esistono forti analogie tra quella lontana guerra made in Usa e il conflitto in cui si è impelagato Israele.</p>



<p>&#8220;Gli addetti alle pubbliche relazioni americani che decantavano i successi militari del loro esercito all&#8217;ospite israeliano &#8211; scrive Benn &#8211; assomigliano stranamente ai <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/haaretz-today/2025-04-14/ty-article/.highlight/anarchists-disconnected-pensioners-netanyahus-ironic-attack-on-idf-anti-war-reservists/00000196-34c1-dc5b-af96-7df5e7fc0000">portavoce dell&#8217;IDF </a>nella guerra attuale: numero di nemici caduti, percentuale di territorio &#8216;sotto il nostro controllo&#8221;.</p>



<p>&#8220;Dayan non ne era impressionato. Vedeva chiaramente che i Viet Cong, al momento del ritiro delle forze statunitensi, avrebbero semplicemente rioccupato tutte le aree che gli americani ritenevano di aver &#8216;bonificato&#8217;. Proprio come Hamas a Gaza, dal momento che si è scoperto che ha ancora 20.000 combattenti e centinaia di chilometri di tunnel&nbsp; [ancora utilizzabili] dopo essere stata presumibilmente sconfitta e decapitata&#8221;.</p>



<p>&#8220;A Gaza non c&#8217;è il fango del Vietnam, ma i parallelismi tra le due guerre sono impressionanti. Come i comandanti delle IDF di oggi, i generali americani di allora manifestavano uno spirito aggressivo, confidando nella schiacciante potenza di fuoco e sulla tecnologia avanzata che il nemico non aveva, e dimostrando indifferenza verso i &#8216;danni collaterali&#8217; inflitti ai civili vietnamiti, bombardati e sfollati, proprio come l&#8217;alto comando delle IDF ignora le vittime civili palestinesi a Rafah, Shuja&#8217;iyya e Khan Yunis&#8221;. Parallelo qualitativo che va modulato con un dato quantitativo, dal momento che la scala delle stragi vietnamite è imparagonabile agli orrori di Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hamas come i Viet Cong?</h2>



<p>Al di là del particolare, e per tornare ad Haaretz, Benn non dimentica le differenze tra i due conflitti, con gli Usa che operavano molto lontano dalla madrepatria in un conflitto scevro dalle pulsioni proprie del &#8220;fanatismo religioso&#8221;; né gli Usa avevano subito un attacco in stile 7 ottobre (allo stesso tempo, però, si può aggiungere che i vietnamiti non avevano subito decenni di brutale oppressione da parte degli americani).</p>



<p>Nonostante tali parallelismi, prosegue Benn, il governo israeliano continua a perseguire la strada che condusse l&#8217;America alla sconfitta, con Netanyahu che &#8220;non promette più una vittoria totale, riponendo le sue speranze nell&#8217;accoglienza dei rifugiati palestinesi da parte di Paesi lontani&#8221;.</p>



<p>&#8220;Nel frattempo &#8211; conclude il cronista di Haaretz &#8211; come i Viet Cong, Hamas decide quando e come combattere. Si nasconde, controlla la popolazione e si rafforza, in attesa che Donald Trump imponga un cessate il fuoco e il ritiro a Netanyahu in cambio della liberazione degli ostaggi. Ma se i negoziati fallissero e le IDF si preparassero a rioccupare Gaza, Zamir farebbe bene a leggere il &#8216;Diario del Vietnam&#8217; di Dayan prima di dare l&#8217;ordine di &#8216;insediarsi&#8217;. Potrebbe imparare qualcosa sul prezzo da pagare per l&#8217;arroganza e la brutalità&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/politica/israele-dallesercito-e-dalla-societa-civile-appelli-per-la-fine-della-guerra.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-INSIDE-1-1024x540.jpg" alt="Israele: dall’esercito e dalla società civile appelli per la fine della guerra" class="wp-image-75911"/></a></figure>



<p>Nel frattempo, come abbiamo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-dallesercito-e-dalla-societa-civile-appelli-per-la-fine-della-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accennato in altra nota</a>, si susseguono i <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/israele-appelli-per-la-fine-della-guerra" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pronunciamenti</a> da parte di soldati e ufficiali delle varie branche dell&#8217;esercito e dell&#8217;intelligence perché si ponga fine alla guerra e si liberino gli ostaggi. Una protesta pubblica che mina ancora di più le capacità belliche israeliane logorate da un anno e mezzo di scontri e atrocità.</p>



<p>Già, perché anche le atrocità consumate nei confronti dei palestinesi logorano, tanto che gli analisti israeliani hanno <a href="https://www.timesofisrael.com/experts-warn-of-mental-health-crisis-among-idf-personnel-ahead-of-memorial-days/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">messo in guardia</a> sulle crisi di salute mentale del personale militare che potrebbero aggravarsi in vista della Pasqua ebraica, che cade a fine aprile. Se lavorare stanca, questo insensato sterminio stanca molto di più.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/experts-warn-of-mental-health-crisis-among-idf-personnel-ahead-of-memorial-days/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-TOI-1-1024x388.jpg" alt="Experts warn of mental health crisis among IDF personnel ahead of national days" class="wp-image-75909"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haaretz-gaza-come-il-vietnam.html">Haaretz: Gaza come il Vietnam</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Adesso Abu Mazen prova a lanciare le sue operazioni militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/adesso-abu-mazen-prova-a-lanciare-le-sue-operazioni-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 15:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese (Anp)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando un&#8217;autorità fatica a farsi riconoscere come tale, spesso ricorre a un&#8217;operazione militare. Quest&#8217;ultima è un mezzo usato più volte per far percepire la presenza di una determinata forza in un determinato territorio. Una legge non scritta che vale anche per l&#8217;Anp, l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese. Fondata con gli accordi di Oslo del 1993 per rappresentare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-abu-mazen-prova-a-lanciare-le-sue-operazioni-militari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-abu-mazen-prova-a-lanciare-le-sue-operazioni-militari.html">Adesso Abu Mazen prova a lanciare le sue operazioni militari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando un&#8217;autorità fatica a farsi riconoscere come tale, spesso ricorre a un&#8217;operazione militare. Quest&#8217;ultima è un mezzo usato più volte per far percepire la <strong>presenza di una determinata forza in un determinato territorio</strong>. Una legge non scritta che vale anche<a href="https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html"> per l&#8217;<strong>Anp</strong>, l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese.</a></p>



<p>Fondata con gli accordi di Oslo del 1993 per rappresentare il primo embrione di un futuro Stato palestinese, negli anni progressivamente il suo peso politico è crollato e oggi gode d<strong>i scarsa considerazione</strong>. Non è quindi un caso se, proprio nei giorni scorsi, l&#8217;Anp ha lanciato una propria operazione con proprie forze <strong>contro i campi profughi di Jenin e Tulkarem</strong>. L&#8217;invio di uomini in uniforme e mezzi blindati, è servito anche, se non soprattutto, per provare a <strong>lanciare un sasso nelle agitate acque del Medio Oriente.  </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni dell&#8217;Anp per il dopo Hamas a Gaza</h2>



<p>Ma perché le operazioni sono state lanciate proprio adesso? Per rispondere a questa domanda occorre guardare a <strong>Gaza</strong>. Il conflitto sta lasciando la Striscia in macerie, ma anche senza una vera autorità. Un vuoto che potrebbe essere colmato proprio dall&#8217;Anp, cacciata da Hamas nel giugno del 2007. Non è un mistero del resto che <strong>Joe Biden</strong>, presidente Usa uscente, veda in un futuro governo dell&#8217;Anp un&#8217;alternativa concreta ad Hamas e all&#8217;occupazione israeliana. Un&#8217;eventualità però che può avere luogo solo se l&#8217;Anp esce fuori dall&#8217;attuale inerzia.  </p>



<p>Abu Mazen,<a href="https://it.insideover.com/politica/vent-anni-fa-la-morte-di-yasser-arafat.html"> a capo dall&#8217;Anp dalla morte di Yasser Arafat avvenuta nel 2004</a>, è chiamato a dare un segnale di esistenza della propria autorità. Lo scarso peso politico dell&#8217;Anp è del resto risultato ancora più evidente proprio con lo scoppio della guerra a Gaza: dal 7 ottobre 2023, giorno dell&#8217;avvio del conflitto, Abu Mazen non è mai stato chiamato in causa per mediare il cessate il fuoco o il rilascio degli ostaggi. Se vuole avere delle possibilità all&#8217;interno della Striscia, deve prima legittimare il suo governo in Cisgiordania. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le incognite per un futuro governo Anp nella Striscia</h2>



<p>Non mancano comunque ostacoli all&#8217;eventuale piano di legittimazione dell&#8217;Anp. Il primo riguarda la<strong> volontà di Israele</strong>: più volte il premier Netanyahu ha dichiarato a chiare lettere di non voler consegnare la Striscia ad Abu Mazen. Emblematica in tal senso una sua frase di alcuni mesi addietro: &#8220;Non permetterò che Gaza si trasformi da Hamastan ad Al Fathastan&#8221;, alludendo ad Al Fatah, partito che fu di Arafat e ora guidato da Abu Mazen. </p>



<p>Il secondo ingombro invece ha a che fare con le<strong> dinamiche interne al mondo palestinese</strong>. Sparare contro altri palestinesi all&#8217;interno di un campo profughi, potrebbe sì ridare legittimità internazionale all&#8217;Anp ma, al tempo stesso, rischia di far diventare sempre meno popolare il suo governo. Abu Mazen, in poche parole, potrebbe essere visto come un leader complice a capo di un&#8217;autorità corrotta e non come vero rappresentante del popolo palestinese.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/adesso-abu-mazen-prova-a-lanciare-le-sue-operazioni-militari.html">Adesso Abu Mazen prova a lanciare le sue operazioni militari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché i morti a Gaza possono essere anche cinque volte più di quelli dichiarati dai palestinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-i-morti-a-gaza-possono-essere-cinque-volte-piu-di-quelli-dichiarati-dai-palestiniesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 08:46:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=428223</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E se i morti di Gaza fossero migliaia in più rispetto ai numeri ufficiali? Vi raccontiamo tutti gli errori dei resoconti ufficiali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-i-morti-a-gaza-possono-essere-cinque-volte-piu-di-quelli-dichiarati-dai-palestiniesi.html">Perché i morti a Gaza possono essere anche cinque volte più di quelli dichiarati dai palestinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709214054783_4e0d79ec5d874c448e42de3848af1c08-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mesi prima che Israele attaccasse Gaza, <a href="https://t.me/palmoh">il profilo Telegram</a> del Ministero della Salute palestinese, con cadenza quasi quotidiana, ha continuato ad aggiornare il numero di morti palestinesi uccisi dall’esercito israeliano a cavallo tra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Da quando l’esercito israeliano (IDF), dopo il 7 ottobre, ha lanciato l’offensiva nella Striscia, i numeri ufficiali del Ministero della Salute palestinese hanno registrato oltre 38 mila morti. <a href="https://techforpalestine.org/">Techforpalestine</a>, un progetto palestinese che riunisce ingegneri, designer e analisti per settimane ha raccolto dai resoconti ufficiali nomi, cognomi e statistiche sul massacro che l’IDF sta portando avanti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXd-ktCCaQWswpkLwbrt2iR_TM5bTBeNwwRBmPodhDbts_y6CC71ZzPnZPIVAnsajWdiTidU4AXvqaBvmk_NWWV9y1Osqjt1B3usOTKKY8gca5EJOFLgaWNI1OabqSKbVQTmdmL4XJa-Eq3w073-sGdAHlRP?key=xCcmXWsN8q-sPV61ljK-hg" alt=""/></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>The Human Toll, grafico di Palestine Datasets che raccoglie solo le morti ufficiali provenienti dal Ministero della Salute Palestinese</em>.</p>



<p>Nonostante i numeri ufficiali sulle morti oggi provengano da fonti palestinesi <a href="https://www.aljazeera.com/news/2023/10/27/un-says-gaza-health-ministry-death-tolls-in-previous-wars">valutate</a> in maniera “credibile e sicura” anche dalle Nazioni Unite, c’è una domanda che continua a rimbalzare nella testa di milioni di persone che osservano passivamente le terribili immagini provenienti ogni giorno da Gaza: <strong>e se i morti fossero di più?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il metodo</strong> </h2>



<p>Il primo elemento da cui partire è il metodo con cui <a href="https://archive.org/details/moh-gaza-health-sector-emergency-reports/MOH%20-%20Gaza%20-%206-22/page/n7/mode/2up">i dati ufficiali diffusi dal Ministero della salute palestinese</a> &#8211; utilizzati come fonte ufficiale e ripresi negli ultimi 7 mesi dalla <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.cnn.com/2024/05/13/middleeast/death-toll-gaza-fatalities-un-intl-latam/index.html&amp;ved=2ahUKEwiF7ZLo3pqHAxUig_0HHbIGBf8QFnoECCgQAQ&amp;usg=AOvVaw2xP5fCf5tR4pP6lllPyLfI">stampa</a> di <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.bbc.com/news/world-middle-east-69014893&amp;ved=2ahUKEwiF7ZLo3pqHAxUig_0HHbIGBf8QFnoECCcQAQ&amp;usg=AOvVaw0ALAgks4UY1_1gNvx_PCCJ">tutto</a> il <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://time.com/6979208/israel-gaza-death-toll/&amp;ved=2ahUKEwiF7ZLo3pqHAxUig_0HHbIGBf8QFnoECCoQAQ&amp;usg=AOvVaw17uivrGSUcx843UsGfw85F">mondo</a> &#8211; vengono calcolati. Sappiamo che il Ministero della Salute palestinese per costruire i resoconti settimanali e mensili aggrega i dati degli ospedali e degli obitori del Nord di Gaza, di Gaza City e del Sud della Striscia. I resoconti vengono compilati dai medici e dagli infermieri rimasti a Gaza e dagli obitori.</p>



<p>La maggior parte di questi dati, come <a href="https://apnews.com/article/israel-hamas-war-gaza-health-ministry-health-death-toll-59470820308b31f1faf73c703400b033">riporta</a> AP News, sono raccolti su pezzi di carta o block notes e solo successivamente vengono aggregati online. <a href="https://apnews.com/article/israel-hamas-war-gaza-health-ministry-health-death-toll-59470820308b31f1faf73c703400b033">AP scrive</a>: “Gli amministratori dell&#8217;ospedale dicono di tenere registri di ogni persona ferita che occupa un letto e di ogni cadavere che arriva in un obitorio. Inseriscono questi dati in un sistema computerizzato condiviso con al-Qidra e colleghi. Secondo gli <em>screenshot</em> dei direttori ospedalieri inviati ad AP, il sistema sembra un foglio di calcolo con codice colore diviso in categorie: nome, numero di identificazione, data di ingresso in ospedale, tipo di infortunio, condizione”. Oltre agli ospedali, il Ministero di Gaza raccoglie i numeri anche da alcune organizzazioni umanitarie come la Mezzaluna palestinese.&nbsp;</p>



<p>Di conseguenza, la maggior parte dei numeri registrati dal Ministero palestinese provengono dagli ospedali o comunque da medici che registrano il ferimento o il decesso di un paziente. Questo significa che <strong>migliaia di persone che non passano attraverso le strutture sanitarie o che rimangono vittime e intrappolate sotto le macerie sfuggono al conteggio ufficiale.</strong> In aggiunta, ogni volta che un ospedale è stato bombardato, tutti i documenti cartacei sono stati smarriti o distrutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pochi aggiornamenti dai pochi ospedali di Gaza</strong></h2>



<p><a href="https://www.politico.eu/article/only-5-doctors-remain-one-gazas-last-hospitals-warns-who-al-aqsa/">Politico</a> a maggio di quest&#8217;anno ha riportato che nell’ospedale di Al-Aqsa restavano solo 5 dottori operativi e che il resto dei medici o era deceduto, oppure aveva lasciato il posto di lavoro per paura di cadere vittima di un attacco israeliano. In questa condizione appare chiaro che, con centinaia di vittime ogni giorno, è impossibile che un numero così esiguo di dottori si dedichi alla compilazione di resoconti sulle vittime in ingresso piuttosto che alla cura dei pazienti stessi.</p>



<p>Non solo pochi medici ma anche pochi ospedali. A maggio 2024 <strong>solo 12 dei 36 ospedali in Gaza erano ancora operativi</strong>. Nel Nord di Gaza, una grafica del <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2024/05/21/gaza-hospitals-attacks-bombed-israel-war/">Washington Post</a> ha evidenziato tutte le strutture ospedaliere bombardate, evacuate o diventate inattive. Oggi gli ospedali sono ancora meno.</p>



<p>Abbiamo confrontato la mappa del Washington Post con una cartina della stessa area di Gaza in cui sono indicati i principali ospedali operativi prima del 7 ottobre. Come è possibile osservare nella figura in basso, delle oltre 19 strutture sanitarie attive prima dell&#8217;invasione israeliana, solo 1 è rimasta attiva, il centro medico Al-Sahaba (in figura il puntino verde).</p>



<p>Questo ci dice che in tutta l&#8217;area del Nord di Gaza solo un ospedale ha raccolto e sta raccogliendo dati sulle morti e sui feriti. Inoltre, bisogna considerare che solo una minima parte dei feriti giornalieri riescono ad essere assistiti nell&#8217;unico ospedale rimasto. La maggior parte dei feriti muore prima di arrivare in struttura e non viene nemmeno portata in obitorio. Di conseguenza, queste morti non rientrano nel conteggio ufficiale del Ministero della Salute palestinese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-2-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-428232" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-2-1024x819.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-2-600x480.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-2-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-2-768x614.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-2-1536x1229.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Una mappa degli ospedali di Gaza prima del 7 ottobre 2023 (in alto a sinistra), rispetto ad una grafica di WP dove in verde vengono evidenziate le strutture ancora attive. Solo un ospedale &#8211; il Al-Sahaba hospital &#8211; su 19 strutture sanitarie oggi risulta ancora operativo.</em></p>



<p>Ad evidenziare la carenza di raccolta dati negli ospedali è anche <a href="https://reliefweb.int/report/occupied-palestinian-territory/analysis-new-death-data-gazas-health-ministry-reveals-several-concerns">ReliefWeb</a> un servizio di OCHA che in un rapporto dal titolo “L&#8217;analisi dei nuovi dati sulla morte del Ministero della Salute di Gaza rivela diverse preoccupazioni”,<strong> </strong>scrive: &#8220;Siamo fortunati che il MoH (Ministero della Salute, n.d.r.) fornisca informazioni così dettagliate e in tempo reale sulle morti in una guerra in corso. Non è disponibile nulla di qualità comparabile (ad esempio, per le devastanti guerre in Etiopia, Sudan o anche Ucraina). Eppure la tendenza verso il declino della qualità dei dati sta continuando. <strong>A metà febbraio 2024 solo tre degli otto ospedali di Gaza destinati a segnalare i decessi in quello che chiamerò il &#8220;Central Tracking System&#8221; (CTS) lo stavano facendo</strong>&#8220;.</p>



<p>Relief evidenzia quindi che in Gaza, date le condizioni in cui versano le strutture ospedaliere e il personale sanitario, è praticamente impossibile lavorare su una banca dati credibile per le morti in Gaza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-428225" style="width:676px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-1024x819.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-600x480.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-768x614.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia-1536x1229.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fonte-Addameer.org-copia.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>In queste immagini prese da AlJazeera/PlanetLabs è possibile osservare la devastazione di almeno 8 aree a Gaza in cui prima erano presenti strutture ospedaliere. Avere meno ospedali significa avere intere aree dove il numero dei morti non viene inserito nel conteggio ufficiale del Ministero della Salute.</em></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">The Lancet: “Arriveremo a 186 mila morti”. Ci vorranno 14 anni per scavare e ritrovare migliaia di corpi</h2>



<p>Partiamo dalla fonte. <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(24)01169-3/fulltext">The Lancet</a> è una rivista medica britannica <em>peer reviewed</em> &#8211; una metodologia di revisione critica di alto livello nel settore accademico e di ricerca &#8211; tra le più autorevoli e famose nel settore scientifico mondiale. Questa settimana <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(24)01169-3/fulltext">ha diffuso un rapporto</a> dal titolo “Contare le morti in Gaza: difficile ma essenziale”, fornendo un dato che ha sconvolto milioni di lettori in tutto il mondo. I morti dell’attuale conflitto in Gaza potrebbero arrivare ad una cifra superiore a 180 mila. Come si costruisce questa cifra?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdOmUYi8yisUOOrG0t_N_Y5qaOdLHpxUSKyf9NT95_bRs-WoIcyV-QsUjNUpFHfJ9xuvQpWy8KkFsIEVXJqwvtktXoZsgWLtQbXrrg-ZuuyV5To2xWC7Kf3AQuunV_-kavD5YnEg2AStXKrxuqrCNQnKa6R?key=xCcmXWsN8q-sPV61ljK-hg" alt=""/></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Grafico a cura di InsideOver che mostra il numero delle morti ufficiali rispetto al numero dei morti non inclusi nei resoconti ufficiali di MHO. </em></p>



<p>Innanzitutto, come abbiamo evidenziato nella prima parte del nostro articolo, anche Lancet ribadisce che la conta dei morti negli ultimi mesi &#8211; soprattutto &#8211; è diventata estremamente difficile. Infatti la conta ufficiale tra marzo e luglio 2024 è incrementata di sole 4.000 unità a fronte di diversi e pesantissimi attacchi di Israele, nonchè dell&#8217;<a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israeli-army-expands-incursion-in-rafah-seizes-half-of-gaza-egypt-border-area/3226904&amp;ved=2ahUKEwjt_dyl7JqHAxWxgP0HHe1WAQMQFnoECCgQAQ&amp;usg=AOvVaw16DA1Frg_FpIHUWTtscrvX">incursione totale dell&#8217;IDF</a> nella Striscia di Gaza.</p>



<p>Secondo le Nazioni Unite, alla data del 29 febbraio 2024 il 35% degli edifici di Gaza era completamente distrutto. Al 19 Aprile invece, <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/360-000-buildings-damaged-or-destroyed-in-gaza-strip-escwa/3214148#:~:text=A%20total%20of%20123%2C706%20damaged,in%20more%20than%20128%2C000%20homes.">Anadolu Agency riporta</a> che secondo un’analisi satelittare di UNOSAT gli edifici totalemente ditrutti o parzialmente distrutti erano 360.000 mila &#8211; che corrisponde al 55% degli edifici di Gaza, con 36.000 complessi abitativi totalmente distrutti.&nbsp;Il The Guardian <a href="http://Eppure la tendenza verso il declino della qualità dei dati è continuata. A metà febbraio solo tre degli otto ospedali di Gaza destinati a segnalare i decessi in quello che chiamerò il &quot;Central Tracking System&quot; (CTS) lo stavano facendo">ha stimato</a> che in Gaza oggi ci sono 37 milioni di tonnellate di macerie. Per smaltirle e recuperare quello che resta dei corpi ci vorranno 14 anni. Le Nazioni Unite <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://news.un.org/en/story/2024/05/1149256&amp;ved=2ahUKEwjw-Y3R7ZqHAxX6nf0HHR1FAPwQFnoECCgQAQ&amp;usg=AOvVaw2Y2jMhu3UNF7WUkV6Jk-FG">stimano</a> inoltre che sotto le macerie ci siano ancora oltre 10.000 persone. Un numero ancora una volta sottostimato che tiene conto dei dispersi e si basa su una stima sulla densità abitativa.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXd1oIRBnSxQGmZwnui3KqnZgeXLAAPQVR_OMUqs0LVSRvsnmPy0GAiinyQ7qMEq8TfUfwLUM95a9trbeyYJPfVoDE27jujPbGfcrTnexae60x5oOP4owOX9ryOkh0pliCCWV2P1yJJw417uQyQNsuDDpjOq?key=xCcmXWsN8q-sPV61ljK-hg" alt=""/></figure>



<p>Come arriva il rapporto Lancet alla stima di 186 mila morti? Con un calcolo che tiene conto delle morti non provocate direttamente da Israele, ma dalle condizioni che Israele ha creato a Gaza. </p>



<p>Riprendiamo integralmente le conclusioni di Lancet: “Il bilancio totale delle vittime dovrebbe essere molto elevato data l&#8217;intensità di questo conflitto; infrastrutture sanitarie distrutte; gravi carenze di cibo, acqua e riparo; l&#8217;incapacità della popolazione di fuggire in luoghi sicuri; e la perdita di finanziamenti per l&#8217;UNRWA, una delle pochissime organizzazioni umanitarie ancora attive nella Striscia di Gaza. Nei conflitti recenti, tali morti indirette vanno da tre a 15 volte il numero di morti dirette. Applicando una stima prudente di quattro morti indirette per una morte diretta<a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(24)01169-3/fulltext#bib9"> </a>ai 37 396 decessi segnalati, è plausibile stimare che i decessi potranno arrivare fino a 186 000 o anche più. Questo numero equivale al 7,9% della popolazione totale nella Striscia di Gaza”.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXfjyA_Yt9hfejQV0frDrGoDlRpWyOzQvx9Z6RLpRc3LV-MV8YrrCfxucK0z_20yik4snMmypajT8Jzl3sgHkPdDr7Ectgf60pbN0EayfFwr83vykYy1UIdkYLxrHgAOyJJl1LoNqQVv36u1bJ3ECu-qQYj4?key=xCcmXWsN8q-sPV61ljK-hg" alt=""/></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Cause che porteranno il numero dei morti a salire oltre le 180 mila unità entro la fine dell&#8217;anno secondo The Lancet</em></p>



<p>Ad oggi inoltre, secondo <a href="https://reliefweb.int/report/occupied-palestinian-territory/gazas-missing-children-over-20000-children-estimated-be-lost-disappeared-detained-buried-under-rubble-or-mass-graves-0#:~:text=%5B2%5D%20The%20UN%20estimates%20that,under%20the%20rubble%20in%20Gaza.">Relieweb</a> sono oltre 21 mila i bambini dispersi nella striscia di Gaza che, secondo il centro di ricerca, potrebbero essere “persi, scomparsi, detenuti, sepolti sotto le macerie o in fosse comuni”.</p>



<p class="has-text-align-center"></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-i-morti-a-gaza-possono-essere-cinque-volte-piu-di-quelli-dichiarati-dai-palestiniesi.html">Perché i morti a Gaza possono essere anche cinque volte più di quelli dichiarati dai palestinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il generale Capitini: l&#8217;ora della verità per l&#8217;Europa al crocevia tra Gaza e l&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-generale-capitini-lora-della-verita-per-leuropa-al-crocevia-tra-gaza-e-lucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 10:34:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due guerre sono in corso ai confini dell&#8217;Europa e per il Vecchio Continente è tempo di scelte decisive. Del tema discutiamo con Paolo Capitini, generale di brigata in riserva dell’Esercito, autore con Mirko Campochiari, del volume “Le Parole della Guerra – Viaggio nel mondo dei termini militari –Esercito” (edizioni Parabellum). Il quale legge la situazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-capitini-lora-della-verita-per-leuropa-al-crocevia-tra-gaza-e-lucraina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due guerre sono in corso ai confini dell&#8217;Europa e per il Vecchio Continente è tempo di scelte decisive. Del tema discutiamo con <a href="https://it.insideover.com/guerra/generale-capitini-che-cosa-vuol-dire-davvero-la-parola-guerra.html"><strong>Paolo Capitini</strong>,</a> generale di brigata in riserva dell’Esercito, autore con <strong>Mirko Campochiari</strong>, del volume “<em>Le Parole della Guerra – Viaggio nel mondo dei termini militari –Esercito</em>” (edizioni Parabellum). Il quale legge la situazione sul campo nei due conflitti e parla della necessità per l&#8217;Europa di scegliere cosa voler essere, sul fronte della Difesa, un domani per contare davvero nel mondo sempre più competitivo di oggi.</p>



<p><strong>Ucraina e Gaza, due guerre che sono sempre in corso e non sembrano avviate verso una fine. Siamo di fronte a delle potenziali &#8220;endless war&#8221;?</strong></p>



<p>&#8220;Credo sia necessario un distinguo significativo tra i due conflitti. A differenza del secondo, la prima – e mi riferisco a quella russo-ucraina &#8211; non può dirsi una guerra infinita. Essa, infatti ha un fine ben individuato e, realisticamente raggiungibile vuoi con l’impiego della forza, vuoi con la diplomazia se questa non risultasse alla fine decisiva. Per la Russia si tratta di ristabilire un proprio spazio vitale e contemporaneamente lanciare un chiaro segnale al mondo, ma anche all’interno, che essa non è più disposta ad accettare cessioni di sovranità. Per Kiev si tratta invece di affrancarsi una volta e per tutte dalla sudditanza dall’enorme vicino. Questi due fini, sebbene contrapposti, fanno rientrare il conflitto russo-ucraino nell’ambito del possibile, o per dirla in termini clausewitziani, nell’alveo della prosecuzione di una politica con altri mezzi&#8221;. </p>



<p><strong>E per Gaza?</strong></p>



<p>&#8220;Si può dire lo stesso per il conflitto israelo-palestinese? Credo di no. Da un lato Hamas e in genere la diaspora palestinese proclama e persegue l’irrealistico obiettivo della cancellazione dello Stato di Israele, da sostituire con una Palestina “…<em>dal mare</em> (il Mediterraneo) <em>al fiume</em> (il Giordano)..”. Sull’altro versante Israele sembra perseguire l’obiettivo diametralmente opposto, quello cioè di un grande Israele in cui la questione palestinese si sia risolta come per magia permettendo finalmente a Israele di uscire dallo stato di guerra permanete in cui vive dal luglio del 1949. Entrambi gli obiettivi sono assolutamente irrealizzabili e questo fa di quella guerra un conflitto infinito perché senza un fine, almeno non un fine conseguibile. Senza un fine e quindi senza una fine&#8221;.<strong> </strong></p>



<p><strong>Quanto è turbato l&#8217;ordine internazionale dal contemporaneo perdurare di questi conflitti?</strong></p>



<p>&#8220;Spero di essere smentito a breve ma mi sento di rispondere assai poco. Credo infatti che il pianeta da oltre una decina d’anni si sia ormai abituato a convivere con una situazione di rissosità permanente e di leadership contestata in cui Ucraina e Israele rappresentano solo episodi, gravi senza dubbio, ma episodi&#8221;.</p>



<p><strong>Ha citato il problema della guerra di Gaza. In questa fase Israele con Netanyahu sta tirando dritto sull&#8217;operazione di terra, e non si è chiusa la porta all&#8217;attacco su Rafah, mentre nelle scorse settimane diversi casi di di massacri di civili hanno alienato parte del sostegno occidentale. Esiste uno sbocco militare a questa crisi?</strong></p>



<p>&#8220;In parte ho già accennato alla situazione che Israele e Gaza stanno vivendo ormai da mesi. Si possono aggiungere a questo punto alcuni elementi complementari che forse potrebbero aiutare a comprendere meglio il quadro generale. Il primo e più significativo di questi elementi è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che vive la paradossale situazione di guidare un Paese in guerra nel momento in cui è a capo di un Governo dalla maggioranza risicata (2 voti), permanentemente sotto ricatto della componente estremista xenofoba e visceralmente antipalestinese incarnata da personaggi come Itamar Ben-Gvir, Bezalel Smotrich o Avi Maoz, rispettivamente leader di Potere ebraico, Sionismo religioso e Noam che non accettano altra soluzione se non la prosecuzione di quello che, ai loro occhi, non è un massacro ma una guerra di liberazione. A questo va poi aggiunto che di certo Netanyahu non vorrà passare alla storia come il primo capo di Governo israeliano a essere stato sconfitto in guerra e per di più da una specie di esercito palestinese. Quindi, la guerra dal lato israeliano continua, anzi si estenderà con ogni probabilità ai territori del Nord di Israele o del Sud del Libano&#8221;. </p>



<p><strong>E i palestinesi?</strong></p>



<p>&#8220;Da parte palestinese, dopo dieci mesi di combattimento, con l’intera opinione pubblica mondiale dalla loro parte e con l’appoggio di un importante alleato come l’Iran, quale ragione ci sarebbe per arrendersi e consegnarsi a un controllo israeliano ben più asfissiante e continuo di quello patito finora? Ancora una volta in assenza di un concreto fine politico la guerra è priva del suo scopo fondamentale: creare una situazione stabilmente diversa da quella di partenza e quindi, no, la soluzione militare non rappresenta una soluzione ma solo un metodo di confronto tra due parti che, in realtà, non vogliono parlarsi&#8221;.</p>



<p><strong><strong>Quanto, in prospettiva, si sedimenteranno delle crisi legate alla guerra a Gaza che impatteranno sulla sicurezza regionale?</strong></strong></p>



<p>&#8220;È notizia di questi giorni l’aumento delle attività militari a cavaliere della blue-line. Hezbollah sta intensificando il lancio di razzi contro gli insediamenti israeliani nell’alta Galilea e Tel Aviv risponde con incursioni sempre più pesanti sulle basi hezbollah sia a Sud del Libano sia a Nord, sul confine con la Siria&#8221;.</p>



<p><strong>Potrebbe essere questo il preludio di una nuova guerra israelo-libanese? </strong></p>



<p>&#8220;Può darsi, ma non credo immediatamente. Almeno non finché l’operazione su Gaza non sarà conclusa. A quel punto viene da chiedersi se Israele avrà la forza e anche la necessità di proseguire la guerra contro un nemico ben più organizzato, armato, addestrato e numericamente importante dei miliziani di Hamas. In più c’è da considerare anche la possibilità che un’eventuale guerra in Libano costringa l’Iran ad intervenire direttamente nel conflitto. Un simile scenario aprirebbe sbocchi davvero imprevedibili. Non dimentichiamo, infine, che a novembre negli Stati Uniti si voterà per il nuovo presidente che potrebbe riconfermare Biden, assai tiepido nei confronti delle politiche di Netanyahu, oppure sancire il ritorno di Trump con tutta l’imprevedibilità di cui la leadership di The Donald ammanta la politica internazionale. A questo punto mi viene più facile pensare a una crisi interna del gabinetto Netanyahu e a un nuovo Governo, ma non prima che l’operazione su Gaza sia terminata. È dunque paradossale pensare che sia Hamas a tenere in piedi Netanyahu&#8221;.</p>



<p><strong>Su un altro fronte, continua la guerra in Europa orientale. In questo 2024, verso che direttrici si sta sviluppando il sostegno occidentale all’Ucraina? Come gestire la sfida del mantenimento della situazione sul campo, contenendo Mosca?</strong></p>



<p>&#8220;Sulle pianure ucraine assistiamo a una guerra combattuta su piani diversi. Il primo, più evidente, coinvolge la Repubblica Ucraina nel suo sforzo vitale per affrancarsi una volta e per tutte dallo spazio ex-sovietico o comunque russo e quindi tentare di avvicinarsi a quell’Occidente al quale, almeno per la sua parte occidentale, ha appartenuto per un lungo periodo di tempo. Il secondo piano, di gran lunga più importante, è quello del confronto diretto tra gli Stati Uniti e i suoi alleati e la Federazione russa. Scopo di questo livello della guerra, almeno da parte di Washington, è frustrare o almeno limitare ogni possibile ripresa russa che in qualche modo la riporti ad essere una potenza di primo livello, senza però causare il pericolosissimo collasso dello spazio russo e magari la dissoluzione della stessa Federazione in una costellazione di repubbliche dal nome per ora indefinibile ma quasi tutte dotate di armi atomiche. Una volta considerati questi due livelli è facile comprendere come la natura, la quantità e anche la tempistica degli aiuti occidentali a Kiev sono subordinati al conseguimento degli obiettivi del secondo livello, quello internazionale- e solo subordinatamente alla difesa della patria ucraina. Insomma, armare Kiev quel tanto che basta a renderla un nemico duro per Mosca, ma senza fornire a Zelensky la concreta possibilità di prevalere. In questa prospettiva il sostegno occidentale non è poi molto cambiato dall’inizio della guerra, se non in senso deteriore. Meno materiali, meno armamenti, meno munizioni e in tempi sempre più dilatati. D’altra parte, i russi non sembrano saper approfittare della situazione, preferendo mantenere una pressione costante lungo tutto il fronte nella speranza, chissà, di provocare prima o poi il collasso dell’esercito ucraino e con esso quello della leadership di Zelensky&#8221;.</p>



<p><strong>La Russia porta avanti da oltre un anno una continua guerra di logoramento. Quali sono i limiti della sua capacità di condurla? Fin dove si può spingere?</strong></p>



<p>&#8220;Della Russia e del suo esercito s’è detto tutto il bene e tutto il male possibile. Quel che appare evidente è che esso non ha finora dimostrato di saper mettere in campo quelle capacità di manovra a lungo raggio che aveva fatto dell’Armata Rossa un avversario davvero temibile per la NATO. La supremazia occidentale nella sorveglianza del campo di battaglia, un’intelligence sviluppatissima ed efficiente mette le forze ucraine al riparo da ogni possibile sorpresa che vada al di là del semplice livello locale. In altri termini Mosca non può realizzare in segretezza quelle grandi concentrazioni di uomini, mezzi e materiali, indispensabili a realizzare locali sfondamenti e successivi sfruttamenti del successo in profondità. In assenza di questa possibilità propria della guerra manovrata classica, si è optato per un’infinita serie di locali punture di spillo, in grado di far guadagnare qualche centinaio di metri o al massimo un paio di chilometri, ma sufficienti per infliggere alla controparte ucraina un tasso di logoramento delle truppe e dei materiali che Kiev non potrà sostenere per sempre. Da questo punto di vista non si vedono grandi limiti per Mosca a proseguire su questa linea, soprattutto ora che l’intero apparato industriale è ormai convertito alla produzione di guerra e che il reclutamento di nuovi soldati non incontra severi problemi&#8221;.</p>



<p><strong>Chi è pressato da queste guerre è l&#8217;Ue. Le Europee sono passate avendo all’ordine dell’agenda un tema critico come quello della Difesa del Vecchio Continente. Tornerà all&#8217;ordine delle priorità politiche l’idea di un’Europa capace di giocare da potenza un domani?</strong></p>



<p>&#8220;Le elezioni europee sono ormai alle spalle e con esse sembra esserlo anche la questione della sbandierata difesa europea. Poco male. L’attuale struttura dell’Unione Europea non consente infatti di dotare questo “consorzio tra nazioni” di un reale esercito. Un esercito infatti difende una politica e un territorio e l’Europa non ha né l’una né l’altro. Questo non vuol però dire che l’Unione non dovrà prima o poi prendersi carico della “questione ucraina”, soprattutto se e quando gli Stati Uniti decideranno di diminuire il loro coinvolgimento. Quest’ultimo aspetto è tutt’altro che improbabile nell’eventualità dell’elezione di Donald Trump che ha fatto del diminuito impegno americano verso l’Europa uno dei suoi cavalli di battaglia elettorali. Riuscirà l’Europa a ripresentarsi come potenza di primo piano? Innanzi tutto, c’è da chiedersi se realmente lo voglia. Essere una potenza innanzi tutto significa esserlo in campo militare, non solo per la quantità e le capacità operative delle forze armate, ma anche per la possibilità più che concreta di utilizzarle in difesa dei propri interessi. Qui si ritorna all’assunto iniziale. Esistono davvero interessi definibili come “europei”? Credo di no. Quello che vediamo sono invece interessi tedeschi, italiani, spagnoli, polacchi e via così. Interessi spesso in contrasto tra loro e talvolta neppure percepiti come tali. Insomma, la strada non solo è ancora lunga, ma non è neppure tracciata&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-capitini-lora-della-verita-per-leuropa-al-crocevia-tra-gaza-e-lucraina.html">Il generale Capitini: l&#8217;ora della verità per l&#8217;Europa al crocevia tra Gaza e l&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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