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	<title>Genocidio a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<title>Genocidio a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Valerio Nicolosi: &#8220;Da Gaza all&#8217;Etiopia, la mia mappa di un pianeta e dei popoli minacciati dall&#8217;ecocidio&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/valerio-nicolosi-da-gaza-alletiopia-la-mia-mappa-di-un-pianeta-e-dei-popoli-minacciati-dallecocidio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 04:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Valerio Nicolosi: "Israele vuole annientare Gaza anche attraverso l'ecocidio: una distruzione indiscriminata del pianeta".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/valerio-nicolosi-da-gaza-alletiopia-la-mia-mappa-di-un-pianeta-e-dei-popoli-minacciati-dallecocidio.html">Valerio Nicolosi: &#8220;Da Gaza all&#8217;Etiopia, la mia mappa di un pianeta e dei popoli minacciati dall&#8217;ecocidio&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Distruzione-della-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-tenda-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un’epoca d’instabilità sociale, politica, economica e climatica come quella che stiamo attraversando, <strong>è possibile tracciare una linea di connessione tra i contesti di guerra, la crisi ambientale e l’avanzamento del capitalismo?</strong> È possibile leggere il <a href="https://it.insideover.com/politica/commissione-onu-israele-ha-deliberatamente-preso-di-mira-i-bambini-di-gaza-e-genocidio.html">genocidio di Gaza</a>, le alluvioni in Emilia-Romagna o la siccità estrema in Etiopia come manifestazioni di una stessa crisi globale? E quali responsabilità hanno la politica e il modello economico dominante nel progressivo deterioramento dell&#8217;ambiente e nell&#8217;acuirsi delle disuguaglianze sociali?</p>



<p>Sono questi alcuni dei temi centrali all’interno di <a href="https://www.ilmillimetro.it/libro/9791282062329" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Ecoguerra. Mappa di un pianeta sotto assedio </strong>(Il Millimetro, 2026)</a>, <strong>l’ultimo libro-reportage del giornalista e documentarista Valerio Nicolosi</strong>. Da anni impegnato nel racconto di conflitti, migrazioni e crisi umanitarie, Nicolosi ha documentato alcuni dei principali scenari di guerra e delle grandi trasformazioni del nostro tempo, collaborando, tra gli altri, con Rai e Mediaset, Reuters e Ansa fino al suo <a href="https://www.fanpage.it/scanner/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">podcast Scanner</a>, realizzato con Fanpage.it in cui racconta quotidianamente l’attualità. <strong>“Israele vuole annientare il popolo palestinese e lo fa anche attraverso l’ecocidio a Gaza, un’idea di distruzione indiscriminata di una popolazione e del pianeta”</strong>, ha raccontato nel corso della nostra intervista, attraverso un dialogo ampio sulla <strong>criticità del modello di sviluppo economico occidentale odierno, fino al declino degli Stati Uniti e della loro egemonia,</strong> sotto <a href="https://it.insideover.com/politica/immunita-totale-contractor-e-diritto-al-sequestro-il-board-of-peace-di-trump-per-gaza-e-un-mostro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’amministrazione di Trump</a>.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/valerio-nicolosi-2-1024x874.jpg" alt="" class="wp-image-523283" style="aspect-ratio:1.1716502484526197;width:749px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/valerio-nicolosi-2-1024x874.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/valerio-nicolosi-2-300x256.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/valerio-nicolosi-2-768x656.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/valerio-nicolosi-2-600x512.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/valerio-nicolosi-2.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p><strong>Recentemente è stato pubblicato il tuo libro-reportage <em>Ecoguerra: </em>com’è nata l’idea per realizzarlo? Che ispirazione c’è dietro a questo titolo così profondamente, e supponiamo volutamente, evocativo?</strong></p>



<p>“Questo libro nasce da una necessità: sono sempre stato molto sensibile al tema ambientale, ho seguito i movimenti di <em>Fridays for Future</em>, di <em>Extinction Rebellion</em> ma ero attento alla questione anche prima. Poi, cinque anni, fa è nato mio figlio e questo ha inevitabilmente allungato la mia prospettiva sul futuro, perché con un figlio non pensi più al futuro prendendo in considerazione solo la tua pelle e la tua vita, ma inizi a farlo pensando alla sua. E per questo però, mi sono allarmato ancora di più.</p>



<p>Gli effetti della crisi climatica, oggi, sono sempre più evidenti: ho seguito e raccontato come inviato le due grandi alluvioni in Emilia-Romagna, sono stato in Etiopia e il libro si apre proprio col reportage dalla regione di Borena. Lì ho visto coi miei occhi la ‘forbice dell&#8217;acqua’: la quantità d&#8217;acqua che cade ogni anno è sostanzialmente sempre la stessa, ma il problema è che cade tutta da una parte e non cade affatto dall&#8217;altra. Ho sentito il bisogno di mettere insieme tutti questi lavori.</p>



<p>Il libro si chiama <em>Ecoguerra</em> perché mi sono occupato e mi occupo anche di guerra, ma allo stesso tempo dico sempre una cosa: sotto le bombe, in qualche modo, ci si abitua a vivere. Può sembrare assurdo, ma in Ucraina, in Cisgiordania o a Gaza dove sono stato, esisteva comunque una forma di ‘quotidianità’, nonostante tutto. Mentre senz’acqua, oppure durante un&#8217;alluvione, quella quotidianità semplicemente scompare. Sei anni di siccità, come quelli che ho visto nella regione etiope di Borena, sono molto peggio di una guerra. Da qui nasce l&#8217;idea: una guerra che l&#8217;umanità ha dichiarato al pianeta e alla quale il pianeta, inevitabilmente, sta rispondendo.”</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ecoguerra.-Mappa-di-un-pianeta-sotto-assedio.-2026-Il-Millimetro.-Valerio-Nicolosi-reportage-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-523284" style="width:724px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ecoguerra.-Mappa-di-un-pianeta-sotto-assedio.-2026-Il-Millimetro.-Valerio-Nicolosi-reportage-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ecoguerra.-Mappa-di-un-pianeta-sotto-assedio.-2026-Il-Millimetro.-Valerio-Nicolosi-reportage-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ecoguerra.-Mappa-di-un-pianeta-sotto-assedio.-2026-Il-Millimetro.-Valerio-Nicolosi-reportage-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ecoguerra.-Mappa-di-un-pianeta-sotto-assedio.-2026-Il-Millimetro.-Valerio-Nicolosi-reportage-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ecoguerra.-Mappa-di-un-pianeta-sotto-assedio.-2026-Il-Millimetro.-Valerio-Nicolosi-reportage-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ecoguerra.-Mappa-di-un-pianeta-sotto-assedio.-2026-Il-Millimetro.-Valerio-Nicolosi-reportage-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ecoguerra.-Mappa-di-un-pianeta-sotto-assedio.-2026-Il-Millimetro.-Valerio-Nicolosi-reportage.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong>A proposito del capitolo dedicato a Borena, nel Sud dell’Etiopia: qui racconti come in quella regione non piova da oltre sei anni, un tempo in cui la siccità ha “ucciso l’80% del bestiame e quasi ogni forma di vita vegetale”. È un immaginario e un contesto molto lontano da noi, eppure è assurdo e tremendamente allarmante, proprio ora che l’attenzione sulla crisi climatica è aumentata anche qui, con le forti ondate di calore di queste ultime settimane. Un po’ come fosse il segnale di qualcosa di molto più grande a livello ambientale e non solo. Cosa ti ha colpito di più di quell’esperienza?</strong></p>



<p>“Ho camminato sui letti dei laghi e dei fiumi in secca. È stata una sensazione pazzesca, inimmaginabile. I primi fiumi che ho visto non sembravano nemmeno fiumi: erano talmente secchi, che hanno dovuto spiegarmi che si trattava di quelli che una volta erano fiumi. Per me erano semplicemente pezzi di terra arida, identici a tutto il resto che ci circondava. Invece una volta erano stati fiumi importanti. È un fenomeno che non si può descrivere. Paolo Virzì ha fatto un film su questo tema: <em>Siccità</em>, dove immagina un contesto contemporaneo, ma anche distopico, ovvero una Roma in cui non piove da due anni. Ecco, provate a immaginare cosa significhi, nella realtà, vivere sei o sette anni senza pioggia, non in città come nel film, ma in un contesto di agro-pastorizia seminomade, di estrema povertà, dove le persone vivono di allevamento e di sussistenza. Quelle persone hanno perso tutto. Per questo dico che, paradossalmente, è meglio la guerra della siccità.”</p>



<p><strong>Sin dalle primissime righe del libro, già dalla prefazione, a cura di Cristiano Godano, leggiamo: “Appare sempre più chiaro a molte persone che il capitalismo è una specie di gigantesca gabbia in cui l’umanità è fatta convogliare, sedata, abbindolata, raggirata da una narrazione totalmente fraudolenta che invita a credere che c’è posto per tutti con la propria libera iniziativa.” Dal tuo punto di vista, in che modo il capitalismo occidentale – e non solo – è responsabile della crisi climatica, ambientale, sociale e politica che stiamo attraversando?</strong></p>



<p>“Mark Fisher diceva che è più facile immaginare la fine del pianeta che la fine del capitalismo. Il capitalismo è il problema, non c&#8217;è molto altro da discutere. Perché è proprio un modello di sviluppo che prevede lo sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo e dell&#8217;uomo sull&#8217;ambiente. Stiamo andando verso una sorta di tecnofeudalesimo, in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e arrivano perfino a immaginare – quasi come fossimo in un romanzo di fantascienza – di trovare un altro pianeta su cui trasferirsi quando questo non sarà più abitabile. Naturalmente è un’idea di pochi, solo dei più ricchi. Nel frattempo, però, continuano a sfruttare tutto ciò che questo pianeta può offrire, a discapito del restante 99% della popolazione. Lo stiamo vivendo sulla nostra pelle.</p>



<p>Le ondate di calore colpiscono direttamente e in modo particolare alcune categorie di lavoratori: rider, operai, persone che devono prendere i mezzi pubblici nelle ore più calde della giornata, che rischiano di sentirsi male quotidianamente. Nel frattempo, i più ricchi hanno una casa al mare, una in montagna, un appartamento di quattrocento metri quadrati con aria condizionata… A loro la crisi climatica non tange nel quotidiano, perché ci riguarda tutti, ma come in tutte le situazioni critiche, non siamo tutti sulla stessa barca: c&#8217;è chi è su uno yacht e chi, invece, è su un barcone che prova ad attraversare il Mediterraneo. Perché chi scappa dalla siccità, dalla fame e dagli effetti della crisi climatica si imbarca anche sui barconi.</p>



<p>In questa crisi climatica più andiamo avanti, più a essere colpiti saranno i poveri. Non c’è possibilità di cambiare la situazione, se non cambiando il modello di sviluppo con interventi mirati sul territorio: una patrimoniale per i più ricchi, una riduzione dell’asfalto, aumentare il verde pubblico e ridistribuire la ricchezza. Solo così si può iniziare a rispondere a questa macro-crisi.”</p>



<p><strong>Nel tuo reportage ti sei spostato in contesti molto diversi: in Italia, passando dalle Alpi, dalla Pianura Padana fino all’Emilia Romagna, ma anche fuori, in Etiopia, come abbiamo accennato, fino a Gaza, dove sei stato in passato. Pensando alla Striscia di Gaza oggi, ovviamente, il primo pensiero non va alla crisi climatica, quanto piuttosto alla sua completa distruzione, causata dall’offensiva militare israeliana. C’è però un concetto preciso che tu evochi, quello dell’“ecocidio”. In che modo si manifesta?</strong></p>



<p>“Ho scelto di inserire l&#8217;ecocidio di Gaza in questo libro non perché sia direttamente e strettamente legato alla crisi climatica, ma perché è la rappresentazione, a mio avviso, di quell’idea di distruzione indiscriminata, a piacimento, del pianeta e di una popolazione. Israele vuole annientare il popolo palestinese e lo fa anche attraverso l&#8217;ecocidio: ovvero rendendo inospitale quel territorio per decenni. Altro che la “New Gaza” immaginata da Trump.&nbsp;</p>



<p>Da un lato c&#8217;è l’enorme quantità di bombe che sono state sganciate, con tutti i metalli pesanti e le sostanze tossiche che hanno contaminato un territorio microscopico come quello della Striscia. Dall&#8217;altro, ci sono le tonnellate di macerie: se si iniziasse oggi a rimuoverle, servirebbero circa trent&#8217;anni per eliminarle completamente. Questo è emblematico: l’idea che la Terra sia ad uso esclusivo di qualcuno. In questo caso qualcuno che vuole eliminare un’altra popolazione. Non vi è alcun rispetto della Terra come un qualcosa di tutti, come ‘Terra madre’.</p>



<p>Faccio un volo pindarico, ma in passato io sono stato anche in Chiapas e ho vissuto per un periodo all&#8217;interno di una famiglia zapatista. La cultura maya mette la Terra al centro di tutto: il rispetto della terra è il fondamento della loro visione del mondo. Ed è una prospettiva dalla quale avremmo molto da imparare, perché cambierebbe radicalmente il nostro rapporto con il pianeta. Noi, invece, non ci limitiamo a prendere ciò che ci serve, lasciando la Terra nelle stesse condizioni per chi verrà dopo di noi. Noi cerchiamo di prendere tutto quello che possiamo, senza limiti”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Alluvione-Emilia-Romagna-2023-Wikimedia-Commons-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-523287" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Alluvione-Emilia-Romagna-2023-Wikimedia-Commons-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Alluvione-Emilia-Romagna-2023-Wikimedia-Commons-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Alluvione-Emilia-Romagna-2023-Wikimedia-Commons-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Alluvione-Emilia-Romagna-2023-Wikimedia-Commons-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Alluvione-Emilia-Romagna-2023-Wikimedia-Commons-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Alluvione-Emilia-Romagna-2023-Wikimedia-Commons.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Alluvione in Emilia-Romagna, 2023</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Negli ultimi anni l’attenzione e la sensibilità dell’opinione pubblica sulle problematiche legate al clima e all’ambiente è aumentata molto, ma esistono ancora i cosiddetti “negazionisti”, che tu citi anche nel libro. Spesso appartengono a una classe politica o economica più privilegiata. Come reporter, ma anche come cittadino, come risponderesti a chi continua, ancora oggi, a negare l’esistenza della crisi climatica?</strong></p>



<p><strong>“</strong>È difficile. Da un lato potremmo limitarci a usare i dati, che sono incontrovertibili. Ma spesso i numeri, da soli, finiscono per allontanare le persone invece di coinvolgerle. Credo sia necessario raccontare con chiarezza ciò che sta accadendo: le nostre città tra trenta o quarant’anni non saranno più le stesse e rischiano di non essere più vivibili. Oggi circa il 50% della popolazione mondiale vive nelle aree urbane e nel giro di trent&#8217;anni questa percentuale salirà al 75%. Ci saranno sempre più persone concentrate nelle metropoli, che però diventeranno sempre più inospitali. Io parlerei, per esempio, dello scioglimento dei ghiacciai, spiegando cosa comporta: non è un problema che riguarda soltanto gli alpinisti o gli appassionati di montagna. Se le Alpi perderanno la quasi totalità, il 97%, dei loro ghiacciai, perderemo una delle nostre principali riserve d&#8217;acqua e il clima cambierà radicalmente anche nelle aree sottostanti. È questo che dobbiamo spiegare alle persone, non stiamo parlando di un film di fantascienza. Non possiamo comportarci come nel film <em>Don&#8217;t Look Up</em>, continuando a negare la realtà fino all&#8217;ultimo momento.”</p>



<p><strong>Tornando alla situazione in Medio Oriente, rispetto alla tua esperienza come reporter, osservando la distruzione di Gaza, dove ormai, sappiamo, mancano tutti i tipi di beni di prima necessità, e dove, nonostante i cosiddetti “Cessate il fuoco” ci sono continui attacchi da parte dell’IDF, così come ce ne sono anche in Cisgiordania e in Libano, come vedi l’evoluzione di questo conflitto, ammesso che di conflitto si possa parlare, nel prossimo futuro?</strong></p>



<p>“Io non parlerei di guerra, quello che è in corso è un genocidio, e temo che andrà avanti nell&#8217;indifferenza pressoché totale della comunità internazionale, fino al raggiungimento di un preciso obiettivo politico: un’Israele ‘dal fiume al mare’. So che è una visione pessimista, per questo attingo alle parole delle mie amiche e dei miei amici palestinesi. Loro mi ripetono sempre che tutte le occupazioni, nella storia, prima o poi sono finite. E sono convinti che finirà anche questa. Come accadrà, nessuno lo sa. Alcuni mi dicono: ‘Per noi andrebbe bene anche uno Stato unico, purché ci vengano riconosciuti gli stessi diritti per tutti, il diritto di voto per tutti. A quel punto, come popolazione alla pari, proveremmo a convivere in pace’. Altri, invece, sostengono che riusciranno a riprendersi Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est come territori palestinesi. Non so come finirà, ma, cercando di essere ottimista, come lo sono i palestinesi, quell’occupazione prima o poi finirà, esattamente come tutte le altre.”</p>



<p><strong>Secondo te, a cosa è dovuta la nostra passività, come Unione Europea e come Stati occidentali, nei confronti della causa palestinese? Al di là delle dichiarazioni di principio, non si sono quasi mai visti interventi concreti di sostegno da parte delle istituzioni europee in questi anni</strong></p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-bambino-tra-le-macerie-nella-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-523285" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-bambino-tra-le-macerie-nella-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-bambino-tra-le-macerie-nella-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-bambino-tra-le-macerie-nella-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-bambino-tra-le-macerie-nella-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-bambino-tra-le-macerie-nella-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-bambino-tra-le-macerie-nella-Striscia-di-Gaza-Ansa-2026.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un bambino tra le macerie di Gaza, giugno 2026</em></figcaption></figure>
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<p>“Le ragioni sono principalmente due. La prima è una responsabilità storica che pesa ancora oggi, soprattutto su Paesi come l&#8217;Italia e la Germania. Non è un caso che siano stati proprio questi due governi a opporsi alle sanzioni e alla sospensione dell&#8217;accordo di associazione tra Israele e l&#8217;Unione Europea. È una responsabilità storica che continua a pesare sulle scelte politiche.</p>



<p>La seconda riguarda gli interessi economici, tecnologici e militari. Noi abbiamo messo la nostra sicurezza nelle mani di società israeliane, che spesso sono aziende private fondate da ex alti ufficiali dell&#8217;IDF, da ex membri dell&#8217;intelligence o ex esponenti politici. Si tratta di realtà strettamente collegate allo Stato israeliano, anche perché il governo investe direttamente in molte di queste aziende.</p>



<p>Prendiamo il caso di <em>Paragon</em>. Il giornale per cui lavoro, <em>Fanpage.it</em>, è stato spiato attraverso questo software. Ancora oggi non sappiamo chi abbia autorizzato quell&#8217;operazione, perché il Governo continua a non dircelo, anche se dovrebbe esserne perfettamente a conoscenza. <em>Paragon</em> è una società israeliana: gli israeliani sanno chi ha utilizzato quel sistema, mentre il Governo italiano continua a non fornire risposte. Questo episodio dimostra quanto la nostra sicurezza sia stata delegata e, di conseguenza, quanto siamo ricattabili.”</p>



<p><strong>Prima hai citato Donald Trump. Se guardiamo all&#8217;attualità, gli Stati Uniti continuano a essere coinvolti in numerosi scenari di tensione internazionale proprio in Medio Oriente, tra cui il conflitto, assieme a Israele, contro l’Iran. Allo stesso tempo Washington, nell’ultimo anno, si è progressivamente sfilata da diversi accordi internazionali, non solo in materia di conflitti, ma anche sul fronte climatico, a partire dal Protocollo di Kyoto del 1997, l’Accordo di Parigi del 2015, fino all’annullamento di qualsiasi principio del diritto internazionale. Come se non ci fossero più regole di alcun tipo. Come immagini il ruolo degli Stati Uniti e l’egemonia statunitense in questo scenario, nel prossimo futuro?</strong></p>



<p><strong>“</strong>Gli Stati Uniti sono un impero. E gli imperi, quando entrano in fase del declino, diventano più aggressivi. Trump è l’espressione di questa aggressività e di questo declino. Sta cercando di arrestarlo, ma ormai è un declino strutturale. Lo fa cercando di riportare la produzione industriale negli Stati Uniti – pochi giorni fa annunciava, ad esempio, che Toyota produrrà nuove automobili sul territorio americano – e lo fa anche vendendo a noi armi. E noi europei, purtroppo, stiamo cadendo in questa logica. Non so quanto a lungo gli Stati Uniti riusciranno a mantenere la loro posizione dominante. Rimangono una potenza enorme, ma sono anche un impero in evidente declino.”</p>



<p><strong>E come s’inserisce la Cina in questo declino?</strong></p>



<p>“La Cina è in forte ascesa. Pechino, però, ha un problema militare che gli Stati Uniti non hanno: non ha mai combattuto una guerra in tempi recenti. Possiede un esercito importante, ma è un esercito che recentemente è stato interessato anche da profonde epurazioni interne. Di conseguenza, nessuno sa davvero quale sarebbe la sua capacità di affrontare un conflitto su larga scala. Per questo motivo, credo che la Cina continuerà a seguire la strategia che ha adottato finora: osservare gli equilibri internazionali, investire sul commercio, rafforzare i rapporti bilaterali e consolidare la propria influenza economica. Quanto all&#8217;Europa, penso che dovrà prima o poi prendere atto che gli Stati Uniti, con Trump, non avranno più il ruolo che hanno avuto fino ad oggi. E questa trasformazione finirà probabilmente per accelerare ulteriormente il declino della leadership americana.”</p>



<p><strong>Restando sulla Cina, ma anche su alcune riflessioni sviluppate nel tuo libro: tra le questioni legate alla crisi climatica c&#8217;è anche l&#8217;inquinamento prodotto dall&#8217;industria. Per anni si è parlato di delocalizzazione: molti Paesi occidentali hanno spostato la produzione all&#8217;estero, soprattutto per ridurre i costi. Oggi, però, ci troviamo davanti a un paradosso. Gran parte della produzione industriale mondiale è concentrata proprio in Paesi come la Cina o del Sud-est asiatico, che sono diventati il motore di interi settori, dal tessile all&#8217;elettronica. Allo stesso tempo, però, questi Paesi sono accusati di essere i maggiori responsabili dell&#8217;inquinamento globale, anche se producono beni, spesso destinati proprio ai mercati occidentali. Come interpreti questo paradosso? È possibile uscirne?</strong></p>



<p>“La domanda ci riporta esattamente al punto da cui siamo partiti: il modello di sviluppo. Finché continueremo a comportarci come se le risorse del pianeta fossero infinite, pur sapendo che non lo sono, continueremo a riprodurre questo stesso meccanismo. È vero: in Europa abbiamo introdotto una serie di normative per ridurre l&#8217;inquinamento, limitare l&#8217;uso dei combustibili fossili e contenere le emissioni. Allo stesso tempo, però, abbiamo trasferito gran parte della produzione industriale altrove. La Cina rappresenta bene questa contraddizione. È il Paese che oggi investe di più nelle energie rinnovabili ma, contemporaneamente, è anche uno dei maggiori emettitori di gas serra. Se però si osservano i dati sulle emissioni pro capite, il quadro cambia: sono inferiori, ad esempio, a quelle degli Stati Uniti.</p>



<p>Il problema è che noi abbiamo completamente delegato la nostra produzione industriale. Lo abbiamo fatto perché conveniva economicamente: conveniva ai grandi gruppi industriali, conveniva ai proprietari delle aziende, conveniva a chi poteva produrre a costi molto più bassi. In molti casi mancavano normative ambientali rigorose e questo ha reso ancora più conveniente spostare la produzione all&#8217;estero, senza dover investire in tecnologie meno inquinanti. Oggi, però, non possiamo limitarci ad accusare quei Paesi di essere i principali responsabili dell&#8217;inquinamento, dimenticando che siamo stati noi a trasferire lì le nostre fabbriche e una parte consistente della nostra produzione. Alla fine, il nodo resta sempre lo stesso: il problema continua a essere il capitalismo.”</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/valerio-nicolosi-da-gaza-alletiopia-la-mia-mappa-di-un-pianeta-e-dei-popoli-minacciati-dallecocidio.html">Valerio Nicolosi: &#8220;Da Gaza all&#8217;Etiopia, la mia mappa di un pianeta e dei popoli minacciati dall&#8217;ecocidio&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cancellate la Palestina: il British Museum e la pressione legale di UKLFI</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cancellate-la-palestina-il-british-museum-e-la-pressione-legale-di-uklfi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 06:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il British Museum avrebbe rimosso la parola “Palestina” da alcune didascalie dopo una lettera dell'UK Lawyers for Israel.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cancellate-la-palestina-il-british-museum-e-la-pressione-legale-di-uklfi.html">Cancellate la Palestina: il British Museum e la pressione legale di UKLFI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nei giorni scorsi il quotidiano britannico<strong><a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2026/02/14/british-museum-removes-palestine-references-from-ancient-mi/"> The Daily Telegraph</a></strong> ha pubblicato un articolo secondo cui il<strong> British Museum</strong> avrebbe rimosso la parola “<strong>Palestina</strong>” dalle didascalie di alcune sue gallerie dedicate all’antico Medio Oriente, in seguito a una lettera inviata da <strong>UK Lawyers for Israel</strong> (UKLFI).</p>



<p>Secondo quanto ricostruito, l’organizzazione avrebbe inviato una lettera in cui si contestava l’uso del termine in relazione al popolo <em>Hyksos</em>, sostenendo che non fosse corretto definirli un popolo di derivazione “palestinese” e che avrebbe potuto fuorviare il pubblico sulla storia della regione, quindi minare la storia di <strong>Israele </strong>e del popolo ebraico. La notizia è rimbalzata su diverse testate e sui social, sostenendo che il British Museum avesse rimosso la parola. Non una menzogna, ma una verità a metà. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La rettifica del Direttore</h2>



<p>Dopo due giorni dalla notizia, <strong>Francesca Albanese</strong> ha condiviso su X il post dello storico <strong>William Dalrymple</strong> scrivendo di essere &#8220;felice di sapere che il British Museum non rimuoverà la parola &#8216;Palestina&#8217;&#8221;, ma allo stesso tempo di attenzionare tutti quei gruppi che hanno lo scopo di mettere a tacere e cancellare la Palestina.</p>



<p>Dalrymple, dopo aver personalmente contattato il nuovo direttore del British Museum, <strong>Nick Cullinan</strong>, ha provveduto a comunicare che in realtà la menzione non verrà completamente eliminata dalle etichette e che possiedono anche un&#8217;esposizione dedicata interamente alla Palestina e a Gaza. Il direttore sosteneva di non essere al corrente della questione e di non aver nemmeno visionato la lettera in questione, affermando di esserne disgustato.</p>



<p>Secondo quanto affermato da<strong> </strong>Cullinan, durante un ordinario aggiornamento della galleria dell’antico Medio Oriente, sarebbero stati modificati due pannelli per fare in modo che riflettessero una terminologia ritenuta più coerente con i contesti storici rappresentati. Un portavoce del Museo ha poi negato che la decisione sia stata presa in risposta alla denuncia dell&#8217;UKLFI, ma affermando che il termine non è più &#8220;politicamente neutrale&#8221;. Il termine “Palestina” continua a comparire in esposizioni e riferimenti relativi all’epoca moderna e contemporanea, inclusi contenuti su Gaza.</p>



<p>Le modifiche di fatto però ci sono state state, anche se solo ad alcune etichette. Perciò, per ricapitolare, il British Museum non ha cancellato la parola Palestina del tutto, ma ha provveduto a modificare alcune etichette dopo la lettera dell&#8217;UKLFI.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I&#39;ve just been chatting with Nick Cullinan, the excellent new director of the British Museum,  and I&#39;m  very relieved to say that the story put by the Daily Telegraph about the BM cancelling the name Palestine is a complete misrepresentation of the facts:<br><br>&quot;To reassure you we are… <a href="https://t.co/7AnUiDmGYa">pic.twitter.com/7AnUiDmGYa</a></p>&mdash; William Dalrymple (@DalrympleWill) <a href="https://twitter.com/DalrympleWill/status/2023399058690158797?ref_src=twsrc%5Etfw">February 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le vere modifiche del British Museum</h2>



<p>L&#8217;<strong>UK Lawyers for Israel</strong> è un gruppo di avvocati britannici volontari che, come esplicitato nella <em>mission</em> sul loro sito, dichiara di “usare la legge per contrastare i tentativi di minare, attaccare e delegittimare Israele, le organizzazioni israeliane, gli israeliani e i sostenitori di Israele.”.</p>



<p>Nella lettera, l&#8217;UKLFI ha scritto che l&#8217;uso del termine Palestina nelle mostre &#8220;ha l&#8217;effetto combinato di cancellare i regni di Israele e di Giudea&#8221; e di &#8220;riformulare le origini degli Israeliti e del popolo ebraico come erroneamente derivanti dalla Palestina&#8221;. Nello specifico facevano riferimento a etichette di esposizioni del periodo 1700-1500 a.C. in riferimento alla costa orientale del Mediterraneo come &#8220;Palestina&#8221; e descrivevano il popolo <em>Hyksos </em>come di &#8220;discendenza palestinese&#8221;. Il museo ha quindi provveduto a cambiare le didascalie, sostituendo il termine con riferimenti più generici come “popolazioni di Canaan&#8221;. Il termine è stato rimosso anche dalle mostre sull&#8217;antico Egitto e sui Fenici, perché considerato non &#8220;significativo&#8221; come termine storico-geografico in quel contesto.</p>



<p>Storicamente, però, il termine <strong>Palestina</strong> ha radici accertate. Proprio l&#8217;<a href="https://www.britannica.com/place/Palestine">Encyclopaedia Britannica</a> attesta che il termine deriva dal greco <em>Palaistínē</em>, che a sua volta trasmette l’ebraico <strong>Peleshet</strong>, il nome dei <strong>Filistei</strong>, popolazione costiera del XII secolo a.C. Compare già nel V secolo a.C. negli scritti di Erodoto e in epoca romana fu ufficializzato come Syria Palaestina. La regione era un crocevia tra <strong>Egitto</strong> a Sud e i <strong>Fenici</strong> a Nord-Ovest, influenzando commercio e cultura. Il termine è in uso da oltre 2.500 anni per indicare la zona tra Mediterraneo e Giordano.</p>



<p>Alcuni studiosi si sono espressi sottolineando che &#8220;antica Palestina&#8221; è un termine  storicamente corretto per indicare la regione nell&#8217;antichità e denunciano il gesto come un tentativo di riscrittura della storia.&nbsp;Una prassi chiara e consolidata per Israele, che nel suo progetto genocidario include la totale cancellazione della cultura palestinese e una <a href="https://it.insideover.com/societa/educazione-israeliana-come-la-palestina-e-raccontata-nello-stato-ebraico.html">reinterpretazione e riscrittura della storia.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pattern di UKLFI</h2>



<p>Negli ultimi anni, UKLFI ha intensificato l’uso delle <strong>denunce legali</strong>, prendendo di mira istituzioni pubbliche e regolatori. L’organizzazione ha rivolto la sua attenzione anche agli ospedali e al personale sanitario solidale con la Palestina. </p>



<p>Le lettere espongono subito l&#8217;intestazione UKLFI e una lista di clienti dell’establishment legale britannico. Questo rende le pressioni particolarmente efficaci, considerando che 9 dei 10 soci dell&#8217;UKLFI sono avvocati qualificati e 6 sono membri effettivi della <strong>Camera dei Lord</strong>. Ed è per questo che molti sono i casi in cui il pattern di UKLFI ha funzionato.</p>



<p>Questo mese l&#8217;<strong>Encyclopaedia Britannica</strong> ha modificato diverse voci di Britannica Kids relative alla Palestina, rimuovendo la dicitura dalle mappe della regione, dopo le pressioni dell&#8217;UKLFI.</p>



<p>A febbraio 2023, l&#8217;ospedale<strong> Chelsea and Westminster</strong> di Londra&nbsp;ha rimosso un&#8217;opera d&#8217;arte&nbsp;realizzata da bambini gazawi. Inizialmente la direttrice dell&#8217;UKLFI aveva sostenuto l&#8217;avessero fatto in seguito a lamentele dei pazienti, solo dopo una richiesta di accesso ai dati, l&#8217;ospedale ha ammesso che l&#8217;unica lamentela era quella dell&#8217;UKLFI.</p>



<p>Anche l&#8217;<strong>Open University </strong>(OU) ha acconsentito alla richiesta del gruppo di eliminare l’espressione “antica Palestina” dai prossimi materiali didattici e di inserire avvisi esplicativi su quelli già in uso, poiché recentemente ritenuti “problematici”.</p>



<p>Un <strong>database </strong>in uscita, redatto dall’<strong>European Legal Support Centre, </strong>documenta 900 episodi di repressione anti-palestinese nel Regno Unito tra il 2019 e il 2025, con UKLFI coinvolta in 128 di questi casi.</p>



<p>In tutti questi episodi emerge un modus operandi preciso, quello della pressione legale o formale, accuse di imprecisione o antisemitismo, e istituzioni che cedono modificando testi o contenuti. È&nbsp;una strategia sistematica per influenzare cultura e informazione pubblica.&nbsp;</p>



<p>Le istituzioni che si piegano alle richieste, quando queste vengono applicate senza adeguate valutazioni, non fanno altro che favorire il <strong>genocidio </strong>dei palestinesi da parte di Israele in modo alternativo, contribuendo in modo attivo alla cancellazione della storia del popolo palestinese.</p>
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		<title>“Un Poster dopo Gaza” arriva a Milano con Medici del Mondo: quando l’arte diventa strumento di memoria</title>
		<link>https://it.insideover.com/eventi/un-poster-dopo-gaza-arriva-a-milano-con-medici-del-mondo-quando-larte-diventa-strumento-di-memoria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 15:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=493153</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-1536x1026.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-600x401.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In una quotidianità in cui violenza, ospedali al collasso, scarsità di beni essenziali e una crescente malnutrizione continuano a segnare la vita di migliaia di persone nella Striscia di Gaza e, più in generale, in Palestina, un appuntamento a Milano cerca di riaccendere un riflettore sulla crisi umanitaria e sul ruolo della memoria e dell’impegno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/eventi/un-poster-dopo-gaza-arriva-a-milano-con-medici-del-mondo-quando-larte-diventa-strumento-di-memoria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/un-poster-dopo-gaza-arriva-a-milano-con-medici-del-mondo-quando-larte-diventa-strumento-di-memoria.html">“Un Poster dopo Gaza” arriva a Milano con Medici del Mondo: quando l’arte diventa strumento di memoria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-1536x1026.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-associazione-medico-umanitaria-a-Gaza-e-in-Palestina-600x401.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In una quotidianità in cui violenza, ospedali al collasso, scarsità di beni essenziali e una crescente malnutrizione continuano a segnare la vita di migliaia di persone nella Striscia di Gaza e, più in generale, in Palestina, <strong>un appuntamento a Milano</strong> cerca di riaccendere un riflettore sulla crisi umanitaria e sul ruolo della memoria e dell’impegno civile.<strong> Il 13 novembre alle ore 19.00, presso la <a href="https://www.libreriaverso.com/appuntamenti/un-poster-dopo-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Libreria Verso</a> </strong>in Corso di Porta Ticinese 40, si terrà <strong><em>Un Poster dopo Gaza</em>, incontro promosso dall’organizzazione medico-umanitaria internazionale <em><a href="https://www.medicidelmondo.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medici del Mondo</a></em></strong>, da decenni impegnata nei contesti di crisi.</p>



<p>A guidare le riflessioni <strong>Alessandro Verona</strong>, medico con dieci anni di esperienza tra Afghanistan, Ucraina e Palestina e già Capo Missione di <em>Medici del Mondo</em> nei Territori Palestinesi Occupati; <strong>Alba Nabulsi</strong>, giornalista, educatrice e ricercatrice, autrice di <em><strong><a href="https://lepluralieditrice.net/prodotto/lessico-palestinese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lessico palestinese. Anatomia del genocidio a Gaza in dieci parole</a></strong></em> (ottobre 2025, Le Plurali Editrice); e la giornalista e mediatrice culturale <strong>Diana Mihaylova</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Alba-Nabulsi-Lessico-Palestinese-Anatomia-del-Genocidio-a-Gaza-in-dieci-parole-Le-Plurali-Edizioni-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-493157" style="width:602px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Alba-Nabulsi-Lessico-Palestinese-Anatomia-del-Genocidio-a-Gaza-in-dieci-parole-Le-Plurali-Edizioni-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Alba-Nabulsi-Lessico-Palestinese-Anatomia-del-Genocidio-a-Gaza-in-dieci-parole-Le-Plurali-Edizioni-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Alba-Nabulsi-Lessico-Palestinese-Anatomia-del-Genocidio-a-Gaza-in-dieci-parole-Le-Plurali-Edizioni-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Alba-Nabulsi-Lessico-Palestinese-Anatomia-del-Genocidio-a-Gaza-in-dieci-parole-Le-Plurali-Edizioni-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Alba-Nabulsi-Lessico-Palestinese-Anatomia-del-Genocidio-a-Gaza-in-dieci-parole-Le-Plurali-Edizioni-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Alba-Nabulsi-Lessico-Palestinese-Anatomia-del-Genocidio-a-Gaza-in-dieci-parole-Le-Plurali-Edizioni-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Alba-Nabulsi-Lessico-Palestinese-Anatomia-del-Genocidio-a-Gaza-in-dieci-parole-Le-Plurali-Edizioni.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Lessico palestinese. Anatomia del genocidio a Gaza in dieci parole, </em>Alba Nabulsi (ottobre 2025, Le Plurali Editrice)</figcaption></figure>
</div>


<p>Il dialogo intreccerà la diretta esperienza sul campo di Alessandro Verona con <em>Medici del Mondo</em> e la polifonia di voci e testimonianze raccolte dall’opera di Alba Nabulsi, offrendo uno sguardo a tutto tondo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gaza-senza-medicine-cibo-e-acqua-potabile-loms-e-il-rischio-pandemia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sulla realtà palestinese e sulle difficoltà quotidiane di chi vive sotto i bombardamenti</a>, spesso senza alcun accesso a cure, cibo e servizi di assistenza minimi.</p>



<p>A seguire, la serata proseguirà con la presentazione del <strong>progetto artistico <em>Un Poster dopo Gaza</em>. </strong>Nato dalla collaborazione tra <em>Medici del Mondo</em> e la Libreria Prinz Zaum di Bari, il progetto ha invitato artiste e artisti di tutta Italia a esprimersi attraverso l’arte sui diritti fondamentali del popolo palestinese: libertà, dignità e autodeterminazione. La risposta è stata straordinaria: <strong>ben 95 opere, tra grafiche, illustrazioni, pitture e lavori figurativi</strong>, sono state inviate, trasformando l’iniziativa in una <strong>mobilitazione collettiva</strong> e in un segnale di vicinanza e solidarietà.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="952" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-Un-poster-per-Gaza.jpg" alt="" class="wp-image-493158" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-Un-poster-per-Gaza.jpg 952w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-Un-poster-per-Gaza-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-Un-poster-per-Gaza-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Medici-del-Mondo-Un-poster-per-Gaza-600x425.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 952px) 100vw, 952px" /><figcaption class="wp-element-caption">Grafiche della prima edizione del progetto <em>Un poster dopo Gaza</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Durante la serata saranno presentate le opere selezionate dalla giuria, e le vincitrici daranno vita al secondo poster ufficiale del progetto, che <strong>sarà distribuito online e nelle librerie indipendenti aderenti all’iniziativa</strong>, tra cui la Libreria Verso, dove i <strong>proventi andranno in beneficenza </strong>proprio a sostegno delle missioni di <em>Medici del Mondo </em>in Palestina.</p>



<p>Un’occasione per far dialogare impegno civile, testimonianza diretta e creatività artistica, <strong>dando voce a un racconto spesso ignorato, superficiale e frammentario sul genocidio in corso in Palestina</strong>. E un incontro, infine, per ricordare come l’arte possa diventare strumento di memoria, sensibilizzazione e sostegno concreto.</p>



<p></p>
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		<title>Gaza e il genocidio. La palestinese Niat e la senatrice Segre</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-il-genocidio-la-palestinese-niat-e-la-senatrice-segre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 07:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250804221326438_fc5c0800d22ad8802c55229ff924fc6a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza e il genocidio. La palestinese Niat e la senatrice Segre" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250804221326438_fc5c0800d22ad8802c55229ff924fc6a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250804221326438_fc5c0800d22ad8802c55229ff924fc6a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250804221326438_fc5c0800d22ad8802c55229ff924fc6a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250804221326438_fc5c0800d22ad8802c55229ff924fc6a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250804221326438_fc5c0800d22ad8802c55229ff924fc6a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250804221326438_fc5c0800d22ad8802c55229ff924fc6a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se davvero potessimo restituirle quella parola, Signora Segre, gliela riconsegneremmo in cambio di una sola cosa: la vita dei nostri figli.</p>
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<p>La senatrice Liliana Segre ha risposto all&#8217;intervista dello scrittore David Grossman che aveva dichiarato, per la prima volta e con le cautele del caso, che quanto sta avvenendo a Gaza è genocidio.</p>



<p>La Segre ha condannato in maniera irrevocabile &#8220;l&#8217;abominio&#8221; che si sta consumando a Gaza e le dichiarazioni incendiarie di alcuni politici israeliani, come anche le violenze dei coloni (manca, nell&#8217;occasione, un&#8217;esplicita condanna dei crimini compiuti dai soldati dell&#8217;IDF, ma magari l&#8217;ha fatto in precedenza). E, però, ha precisato che l&#8217;uso della parola genocidio è, in estrema sintesi, manipolativo, vendicativo e cela antisemitismo.</p>



<p>Non siamo affatto d&#8217;accordo, ma, sul punto, facciamo parlare chi ha parlato meglio di noi. Si tratta di una lettera scritta da Niat che ha patito la lunga oppressione israeliana insieme al suo popolo. La lettera è stata scritta a marzo, ma è stata rilanciata da alcuni siti in questi giorni, con certa tempestività.</p>



<p>Non sappiamo nulla di Niat, che ha scelto opportunamente il semi-anonimato, né sappiamo se Niat sia uno pseudonimo. Non interessa; interessa, eccome, quel che c&#8217;è scritto in quelle righe, che appare inoppugnabile quanto privo dell&#8217;odio o dell&#8217;antisemitismo che dovrebbe ascriversi a quanti usano la parola genocidio. Non una critica alla Segre, che a nulla serve, ma un grido disperato, un anelito insopprimibile, quanto soppresso, alla vita.</p>



<p><em>Gentile Signora Liliana Segre,</em></p>



<p><em>mi rivolgo a lei con profondo rispetto, consapevole del dolore che ha attraversato nella sua vita e della testimonianza preziosa che rappresenta.</em></p>



<p><em>Ho letto le Sue parole con turbamento. Lei si dice ferita dall’uso del termine “genocidio” per descrivere quanto sta accadendo a Gaza, come se questa parola fosse un’eredità sacra, un diritto esclusivo, un simbolo che possa appartenere a uno solo dei dolori del mondo.</em></p>



<p><em>Mi permetta, con tutta l’umiltà possibile, di dirle che noi Palestinesi non abbiamo mai voluto rubare quella parola, non l’abbiamo scelta. È stata, piuttosto, incisa sul nostro corpo, sulla nostra carne, sui nostri sogni, da mani che lei, forse, conosce meglio di quanto possa dire.</em></p>



<p><em>No, non siamo orgogliosi di quella parola, non è una medaglia, non è un vessillo. È una ferita, è un urlo, è il suono sordo delle bombe che spazzano via case, ospedali, scuole, chiese e moschee. È il pianto dei bambini sotto le macerie, è il silenzio dei corpi smembrati, è la fame che dilania, è l’umiliazione dell’assedio.</em></p>



<p><em>È il nome che il mondo, quel mondo che ci guarda e resta in silenzio, ha dato a ciò che accade, mentre noi piangiamo i nostri morti senza nemmeno poterli seppellire.</em></p>



<p><em>Se davvero potessimo restituirle quella parola, Signora Segre, gliela riconsegneremmo in cambio di una sola cosa: la vita dei nostri figli.</em></p>



<p><em>Ci ridia Hind, 7 anni, rimasta sola in un’auto, circondata dai cadaveri della sua famiglia. Tutto il mondo l’ha sentita piangere, supplicare aiuto, mentre i carri armati israeliani si avvicinavano. Ci ridia Yazan, 6 anni, morto di fame perché gli aiuti sono stati bloccati.</em></p>



<p><em>Ci ridia Mohammed, 16 anni, bruciato vivo.</em></p>



<p><em>Ci ridia Mustafa, 14 anni, ucciso mentre andava a scuola. Ci ridia Rami, 13 anni, che festeggiava il Ramadan con dei fuochi d’artificio. Ci ridia Ahmed, 8 anni, colpito mentre cercava un sacco di farina.</em></p>



<p><em>Ci ridia le membra dei nostri figli, i loro occhi, le loro mani, i loro sogni. Ci ridia la loro innocenza, la loro risata. Ci ridia tutto ciò che la parola “genocidio” ha cercato di raccontare, e che nessuna parola potrà mai davvero contenere.</em></p>



<p><em>E allora, Signora Segre, Le promettiamo, non la useremo più.</em></p>



<p><em>Non ci sarà più bisogno di quella parola, perché più di ogni altra cosa, noi Palestinesi desideriamo una sola cosa: vivere. Vivere con dignità, con giustizia, con libertà.</em></p>



<p><em>Siamo un popolo che ama la vita, e che, nonostante tutto, continua ad amarla.</em></p>



<p><em>Con rispetto profondo,</em></p>



<p><em>Najat figlia di rifugiati palestinesi, testimone di una ferita aperta.</em></p>



<p>A margine, pubblichiamo l&#8217;appello di 132 ebrei, sopravvissuti o figli di sopravvissuti al genocidio nazista, inviato al Congresso Usa nel lontano 2014, quando Israele aveva avviato contro Gaza l&#8217;operazione Margine di protezione (i firmatari sono in calce al documento, <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.ictuni.org/sites/default/files/publications/full_page_b_tel_final_final.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cliccare qui</a>).</p>



<p>&#8220;Come ebrei sopravvissuti e discendenti dei sopravvissuti al genocidio nazista, condanniamo inequivocabilmente il massacro dei palestinesi a Gaza e l&#8217;occupazione e la colonizzazione in corso della Palestina storica. Condanniamo inoltre gli Stati Uniti per aver fornito a Israele i finanziamenti per compiere l&#8217;attacco, e più in generale gli Stati occidentali per aver usato la loro forza diplomatica per proteggere Israele dalla condanna&#8221;.</p>



<p>&#8220;Il genocidio inizia con il silenzio del mondo. Siamo allarmati dall&#8217;estrema disumanizzazione razzista dei palestinesi nella società israeliana, che ha raggiunto il culmine. In Israele, politici ed esperti del Times of Israel e del Jerusalem Post hanno apertamente invocato il genocidio dei palestinesi e gli israeliani di destra stanno adottando simbologie neonaziste&#8221;.</p>



<p>Nella missiva, la condanna delle manipolazioni allora usate &#8220;per giustificare l&#8217;ingiustificabile: l&#8217;impegno massiccio di Israele per distruggere Gaza e l&#8217;assassinio di quasi 2.000 palestinesi, tra cui centinaia di bambini. Nulla può giustificare il bombardamento di rifugi, case, ospedali e università delle Nazioni Unite. Nulla può giustificare la privazione di elettricità e acqua&#8221;.</p>



<p>&#8220;Dobbiamo alzare le nostre voci collettive e usare il nostro potere collettivo per porre fine a ogni forma di razzismo, compreso il genocidio in corso del popolo palestinese. Chiediamo la fine immediata dell&#8217;assedio e del blocco di Gaza. Chiediamo il boicottaggio economico, culturale e accademico di Israele. &#8216;Mai più&#8217; deve significare MAI PIÙ PER NESSUNO!&#8221;</p>



<p>Benché datato, l&#8217;appello appare di certa attualità. Certo, non c&#8217;era stato il 7 ottobre e le 1200 vittime israeliane, ma anche le vittime palestinesi allora erano minori, 2mila e non oltre 60mila, né la devastazione di Gaza e delle sue infrastrutture minimamente paragonabile all&#8217;attuale.</p>



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		<title>“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 07:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[francesca albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=480743</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il mondo dorme: Francesca Albanese nel suo ultimo libro racconta il genocidio in corso a Gaza e la storia della Palestina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html">“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>“È quando il mondo dorme che si generano i mostri. Di mostri ne abbiamo già parecchi, tra noi. Prima di tutto, la nostra indifferenza.” </strong>Leggiamo questa frase nelle ultime pagine di <a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/quando-il-mondo-dorme/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli), il libro di Francesca Albanese </a>pubblicato all’inizio dell’estate 2025. Una frase tanto semplice quanto dura, emblematica, brutale. Quali sono i “mostri” che sono qui, tra noi, e noi non vediamo? Cosa succede quando il mondo – il nostro mondo basato su regole, diritti, culture e civiltà – sembra davvero “dormire”, ignorare, girarsi dall’altra parte, di fronte a uno degli atti più abominevoli della storiografia recente? È davvero possibile trovare un antidoto per la nostra collettiva “indifferenza”?</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/persone/francesca-albanese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francesca Albanese</a> non avrebbe bisogno di presentazioni: giurista, studiosa, docente, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato, nelle ultime settimane è finita al centro di un vortice, diventando <strong>la prima alta rappresentante Onu a essere attaccata e sanzionata direttamente da un Paese – gli Stati Uniti – a causa della sua denuncia del genocidio in corso a Gaza</strong>, a opera dello Stato di Israele. Una denuncia che Francesca Albanese porta avanti coraggiosamente, non certamente da ora, ma da lunghi mesi, e che, assieme al suo lavoro di ricerca, getta una luce su una situazione drammatica, dove fino a questo momento a regnare sono state violenza, caos e impunità.</p>



<p>Questi sono alcuni dei tanti e difficili temi sviluppati all’interno di <em>Quando il mondo dorme. </em>Un libro che racconta la Palestina e la vita dei palestinesi, dentro e fuori Gaza, nella Cisgiordania occupata dai coloni israeliani, nei raid quotidiani, nelle case distrutte, nei volti sfigurati di migliaia di bambini e bambine, che vivono segregati, come topi chiusi in una trappola, ben prima degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Una situazione che la <strong>Corte Penale Internazionale aveva classificato come ‘a rischio di genocidio’ già nel gennaio del 2024</strong>, e che oggi è giunta a un punto di non ritorno, superando i 60mila morti certi, di cui oltre 18mila bambini. Morti non solo per gli spari, ma anche per <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gaza-senza-medicine-cibo-e-acqua-potabile-loms-e-il-rischio-pandemia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fame, sete, infezioni non curate in mancanza di medicinali.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Volti, voci e storie dalla Palestina</strong></h2>



<p>Un libro che ad ogni pagina è come un pugno nello stomaco, una ferita che lacera riga per riga, nella consapevolezza che non si tratta di racconti di fantasia, ma della pura realtà, e della banalità del male, in ogni storia raccontata. Nei nove capitoli non si parla infatti solo della sistematica violazione del diritto internazionale a Gaza, in atto da decenni, ma si narrano le storie dei sopravvissuti, così come di quelli che non ce l’hanno fatta, subendo il massacro in prima persona. Sono le storie di <strong>Hind Rajab, di soli 6 anni, morta mentre era al telefono con gli operatori sanitari per chiedere aiuto</strong>, circondata dai cadaveri dei suoi familiari, implorando “Il carro armato è accanto a me. Si sta muovendo. Verrai a prendermi? Ho tanta paura”, per poi essere trovata, nella macchina coi suoi familiari, come corpo morto, in <strong>un abitacolo crivellato dal oltre 300 proiettili delle forze armate israeliane.</strong></p>



<p>C’è poi la storia del chirurgo <strong>Ghassan, arrivato da Londra per rendersi utile a Gaza</strong>, e la storia opposta di Malak, una giovane artista palestinese, che ha deciso invece di lasciare la sua terra, per raccontarne la dolorosa storia, attraverso l’arte, a Londra. C’è la storia di Abu-Hassan e i suoi <em>alternative tours </em>a Gerusalemme Est, che smontano la retorica storia raccontata dalle guide turistiche israeliane per la Città Santa. E tante altre storie, come quella dello studioso di genocidio Alon, di <strong>Mohammed El-Kurd, oggi scrittore e tra i giornalisti palestinesi più noti e competenti</strong>, che Francesca Albanese ha conosciuto quando era solo un bambino che rubava i gelsi da un cortile; ma anche le storie di George, Ingrid, Eyal, Gabor, e tanti altri bambini e bambine, ragazzini senza volto, che raccontano l’infanzia rubata in Palestina, la quotidianità di una vita fatta di privazioni, di ingiustizia, macerie, ma anche di speranza per la pace.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-480746" style="width:636px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p><strong><em>“Mi ricordo uno scambio tra due bambine che discutevano con delicatezza. Una diceva: «È vero che la chiusura e l’assedio sono terribili per tutti, ma almeno tu, con la leucemia, sei potuta andare in Cisgiordania e hai visto le montagne! Io le montagne non le ho mai viste».”</em></strong> Dal capitolo <em>Hind. Cos&#8217;è l&#8217;infanzia in Palestina?</em> in <em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli, giugno 2025) Francesca Albanese</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una lettura dolorosa ma necessaria</strong></h2>



<p><em>Quando il mondo dorme, </em>pur nella semplice brutalità di alcune vicende, <strong>evidenzia poi l’importanza del diritto internazionale</strong>, come principio fondamentale alla base della nostra società civile, ma anche quanto queste vicende non siano solo una mera questione politica e giuridica, da manuali e report, <strong>ma una questione prima di tutto umana:</strong> quei volti, quelle donne, madri, padri e figli soli, quelle persone uccise in fila per il pane, quelle bambine invalide, non sono solo immagini, ma persone in carne ed ossa, che vedono e sentono come noi, che provano gioia, dolore, rabbia, amore e che hanno diritto di vivere nella loro terra.</p>



<p><strong>È ancora possibile accettare, nel 2025, che un genocidio così brutale sia perpetrato, con gli strumenti più tecnologicamente avanzati mai visti e soprattutto, con la nostra complicità?</strong> Uno dei tanti interrogativi che risuonano, proprio ora che la parola “genocidio”, ripetuta con coraggio da Francesca Albanese in molte occasioni, è giunta sulla bocca di tutti, anche dei più “improbabili”, e di coloro che fino ad ora hanno distolto il proprio sguardo, e adesso denunciano in colpevole ritardo.</p>



<p>In questo libro Francesca Albanese, pur mettendosi in pericolo, rivelando dettagli della sua vita privata, si mette a nudo, raccontando le sue esperienze in Palestina come donna, moglie, madre, ancor prima che studiosa e ricercatrice per l’Onu, rendendo semplice un tema, che semplice non è. Un tema quello delle privazioni subite dal popolo palestinese che reporter, giornalisti, studiosi ed esperti di diritto internazionale conoscono da decenni, ma che è ancora fin troppo sconosciuto ai più. Ecco perché, nonostante il suo peso, <em>Quando il mondo dorme </em>è <strong>una lettura necessaria, per creare, almeno a livello individuale, una maggiore consapevolezza</strong> e una base per la pace futura.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese.jpg" alt="" class="wp-image-463903" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Francesca Albanese</em></figcaption></figure>
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		<title>Gaza: il catalogo degli orrori a lungo relegati nell&#8217;oblio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-il-catalogo-degli-orrori-a-lungo-relegati-nelloblio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 14:27:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Without category]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=480189</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1299" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-1536x1039.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-600x406.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Chi ha assistito fin dall'inizio a questo genocidio si è chiesto per tutto il tempo: [...] Cosa ci vorrà perché la nostra società si desti dal sonnambulismo [...] e inizi a opporsi all'olocausto dei nostri giorni?". E, di seguito, elenca gli indicibili orrori di Gaza, che pure non sono bastati a turbare il lungo oblio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-il-catalogo-degli-orrori-a-lungo-relegati-nelloblio.html">Gaza: il catalogo degli orrori a lungo relegati nell&#8217;oblio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1299" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-1536x1039.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/INSIDE-GZA-2-600x406.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mondo si sta svegliando dal lungo oblio e inizia a sentirsi a disagio di fronte alla carestia che sta uccidendo i sopravvissuti di Gaza. Potenti e cittadini d&#8217;Occidente finora indifferenti e silenti, a parte lodevoli eccezioni, come anche alcuni difensori della causa israeliana, hanno preso atto dell&#8217;orrore e chiedono di porvi fine.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ronpaulinstitute.org/it-shouldnt-have-taken-this-much-for-mainstream-voices-to-start-speaking-up-about-gaza/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-RONPAUL-1-1024x314.jpg" alt="It Shouldn’t Have Taken This Much For Mainstream Voices To Start Speaking Up About Gaza" class="wp-image-77586"/></a></figure>



<p>Un risveglio benvenuto, nonostante sia tragicamente tardivo. Di questo scrive Caitlin Johnstone sul sito del <a href="https://ronpaulinstitute.org/it-shouldnt-have-taken-this-much-for-mainstream-voices-to-start-speaking-up-about-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron Paul Institute</a>, e annota: &#8220;Chi ha assistito fin dall&#8217;inizio a questo genocidio si è chiesto per tutto il tempo: [&#8230;] Cosa ci vorrà perché la nostra società si desti dal sonnambulismo [&#8230;] e inizi a opporsi all&#8217;olocausto dei nostri giorni?&#8221;. E, di seguito, elenca gli indicibili orrori di Gaza, che pure non sono bastati a turbare il lungo oblio.</p>



<p><em>Non è stato sufficiente che siano stati fatti piovere esplosivi su un <a href="https://theintercept.com/2018/05/20/norman-finkelstein-gaza-iran-israel-jerusalem-embassy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gigantesco campo di concentramento</a> [la Striscia di Gaza ndr] pieno di bambini.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://theintercept.com/2018/05/20/norman-finkelstein-gaza-iran-israel-jerusalem-embassy/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-INTERCEPT-1024x387.jpg" alt="Blacklisted Academic Norman Finkelstein on Gaza, “the World’s Largest Concentration Camp”" class="wp-image-77588"/></a></figure>



<p><em><a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2025/5/29/israel-is-burning-gazas-children-and-the-world-lets-it-happen" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non è stato sufficiente i bambini siano stati bruciati vivi.</a></em></p>



<p><em>Non è stato sufficiente che sia stata stata sistematicamente distrutta <a href="https://www.caitlinjohnst.one/p/gazas-hospitals-are-the-target" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;intera infrastruttura sanitaria di Gaza</a>, arrivando persino a entrare negli ospedali attaccati e a distruggerne a uno a uno i singoli macchinari.</em></p>



<p><em>Non è stato sufficiente che si siano uccisi <a href="https://truthout.org/articles/israels-genocide-has-killed-more-journalists-than-wwi-and-wwii-combined-report/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più giornalisti di quanti ne siano stati uccisi</a> in entrambe le guerre mondiali, la guerra civile americana, la guerra coreana, la guerra del Vietnam, le guerre jugoslave, la guerra in Afghanistan e la guerra in corso in Ucraina messe assieme.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-CAITLIN-1024x199.jpg" alt="Gaza's Hospitals ARE The Target" class="wp-image-77589"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-GIORNALISTI-1024x356.jpg" alt="Israel’s Genocide Has Killed More Journalists Than WWI and WWII Combined: Report" class="wp-image-77590"/></figure>



<p><em><a href="https://www.un.org/unispal/document/report-of-the-commission-of-inquiry-israel-gender-based-violence-13march2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono stati sufficienti gli stupri</a> e <a href="https://www.ohchr.org/en/press-releases/2024/08/israels-escalating-use-torture-against-palestinians-custody-preventable" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la tortura</a> sistematica dei prigionieri.</em></p>



<p><em>Non è stato sufficiente il fatto che i soldati dell&#8217;IDF <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kPE6vbKix6A&amp;t=1608s" target="_blank" rel="noreferrer noopener">condividessero regolarmente foto e video</a> di se stessi che indossavano in modo ironico gli abiti delle donne palestinesi morte e sfollate e giocavano con i giocattoli dei bambini palestinesi morti e sfollati.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kPE6vbKix6A&amp;t=1608s"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a6-youtube-1024x587.jpg" alt="" class="wp-image-77592"/></a></figure>



<p><em><a href="https://www.caitlinjohnst.one/p/israel-makes-its-most-explicit-statement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non è stato sufficiente che i funzionari israeliani</a> esprimessero apertamente <a href="https://x.com/SuppressedNws/status/1745437807605113296" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un intento genocida</a> nei confronti della popolazione di Gaza.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.caitlinjohnst.one/p/israel-makes-its-most-explicit-statement"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A8-CATLIN-1024x197.jpg" alt="Israel Makes Its Most Explicit Statement Of Genocidal Intent Yet" class="wp-image-77594"/></a></figure>



<p><em>Non è stato sufficiente che il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro israeliano <a href="https://www.caitlinjohnst.one/p/its-a-complete-lie-to-say-gaza-can" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiano dichiarato apertamente</a> il loro obiettivo di una completa pulizia etnica del territorio palestinese.</em></p>



<p><em><a href="https://al-shabaka.org/policy-labs/gaza-testing-ground-for-israels-global-weapons-industry/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non è stato sufficiente che sia siano testate sul campo nuove armi da guerra</a>, con i palestinesi ridotti a cavie di laboratorio.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://al-shabaka.org/policy-labs/gaza-testing-ground-for-israels-global-weapons-industry/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A9-1024x312.jpg" alt="Gaza: Testing Ground for Israel’s Global Weapons Industry" class="wp-image-77596"/></a></figure>



<p><em>Non è stato sufficiente che si siano lasciati soffocare lentamente o morire di disidratazione innumerevoli civili, <a href="https://news.sky.com/story/lack-of-heavy-rescue-equipment-into-gaza-leaves-hundreds-to-die-slow-deaths-under-rubble-13349616" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intrappolati sotto le macerie degli edifici bombardati</a> [in realtà, c&#8217;è di più&#8230; da <a href="https://www.972mag.com/double-tap-israel-gaza-airstrikes-rescue/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">972 Magazine</a>: &#8220;Un&#8217;inchiesta rivela che, dopo i bombardamenti, l&#8217;esercito israeliano spara sistematicamente contro i soccorritori palestinesi, i paramedici e altri civili per impedire loro di salvare i feriti&#8221; ndr.].</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.972mag.com/double-tap-israel-gaza-airstrikes-rescue/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A10-972-1024x506.jpg" alt="‘Double tap’ airstrikes: How Israel targets Gaza rescue efforts" class="wp-image-77598"/></a></figure>



<p><em>Non è stato sufficiente l&#8217;uso di un sistema di intelligenza artificiale creato per bombardare i presunti miliziani di Hamas quando erano a casa con i figli e&nbsp;<a href="https://www.972mag.com/lavender-ai-israeli-army-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiamare tale sistema automatizzato &#8220;Dov&#8217;è papà?&#8221;</a>.</em></p>



<p><em><a href="https://www.dailysabah.com/world/mid-east/israel-systemically-used-human-shields-in-gaza-soldiers-and-ex-detainees-say" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non è stato sufficiente che i palestinesi siano stati usati come scudi umani</a>.</em></p>



<p><em><a href="https://www.aljazeera.com/video/newsfeed/2023/12/18/people-buried-alive-during-israeli-raid-on-gaza-hospital" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non è stato sufficiente che fossero seppelliti con i bulldozer, ancora vivi, i civili feriti.</a></em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.dailysabah.com/world/mid-east/israel-systemically-used-human-shields-in-gaza-soldiers-and-ex-detainees-say"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A11-DAYLI-1024x344.jpg" alt="Israel systemically used human shields in Gaza, soldiers and ex-detainees say" class="wp-image-77600"/></a></figure>



<p><em>Non è stato sufficiente che le IDF <a href="https://www.vice.com/en/article/idf-israel-run-telegram-72-virgins-psyop/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiano ammesso</a> di aver gestito un popolare canale Telegram chiamato &#8220;72 Virgins&#8221; sul quale venivano trasmessi <a href="https://www.youtube.com/watch?v=c456DgnvCjY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">snuff movie</a> estremamente cruenti e sadici di persone a Gaza massacrate dalle forze armate israeliane.</em></p>



<p><em>Non è bastato che i cecchini delle IDF sparassero sistematicamente&nbsp;<a href="https://www.caitlinjohnst.one/p/israeli-snipers-routinely-deliberately" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ai bambini alla testa e al petto in tutta la Striscia di Gaza.</a></em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.caitlinjohnst.one/p/israeli-snipers-routinely-deliberately"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A13-CAITLIN-1024x194.jpg" alt="Israeli Snipers Routinely, Deliberately Shoot Palestinian Kids In The Head" class="wp-image-77604"/></a></figure>



<p><em>Non è bastato che si siano fatti volare di notte droni dell&#8217;IDF che <a href="https://reliefweb.int/report/occupied-palestinian-territory/israeli-army-broadcasts-intimidating-sounds-lure-kill-and-forcibly-displace-civilians-nuseirat-camp-enar" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riproducevano il pianto dei bambini</a> per attirare i civili nascosti e ucciderli.</em></p>



<p><em>Non è stato sufficiente che le truppe dell&#8217;IDF <a href="https://archive.is/37RtH" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicassero alla stampa israeliana</a> che avevano ricevuto l&#8217;ordine di massacrare i civili affamati in cerca di cibo presso i centri di soccorso.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://archive.is/37RtH"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A12-HAARETZ-1024x510.jpg" alt="'It's a Killing Field': IDF Soldiers Ordered to Shoot Deliberately at Unarmed Gazans Waiting for Humanitarian Aid" class="wp-image-77602"/></a></figure>



<p><em>Non è stato sufficiente che, in giorni prestabiliti, i cecchini israeliani <a href="https://www.telegraph.co.uk/global-health/science-and-disease/malnutrition-surge-gaza-snipers-target-heads-legs-genitals/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prendessero di mira diverse parti del corpo</a> dei civili affamati (giorno delle gambe, giorno della testa, giorno dei genitali, ecc.).</em></p>



<p><em>Non è stato sufficiente che cittadini israeliani di estrema destra <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/3/25/a-timeline-of-israels-weaponisation-of-aid-to-gaza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituissero posti di blocco </a>per <a href="https://x.com/MenchOsint/status/1949145925819019463" target="_blank" rel="noreferrer noopener">impedire ai camion degli aiuti umanitari</a> di entrare a Gaza mentre essi festeggiavano e allestivano<a href="https://x.com/incontextmedia/status/1761222133273842102" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;barbecue</a> nelle vicinanze.</em></p>



<p><em>Non è stato sufficiente che Israele sia ricorso <a href="https://original.antiwar.com/ramzy-baroud/2024/07/24/whats-behind-israels-war-against-unrwa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alle menzogne e alla propaganda </a>per&nbsp;<a href="https://daniellarison.substack.com/p/halting-unrwa-funding-is-malicious" target="_blank" rel="noreferrer noopener">smantellare il sistema di aiuti</a> che portava cibo e beni di prima necessità a Gaza <a href="https://consortiumnews.com/2025/05/21/the-hostile-takeover-of-gaza-relief/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostituendolo con un&#8217;operazione USA/Israele</a> dove ogni singolo giorno vengono massacrati quanti vi si accostano per ricevere aiuto.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://consortiumnews.com/2025/05/21/the-hostile-takeover-of-gaza-relief/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A14-CONSORTIUM-1024x447.jpg" alt="The Hostile Takeover of Gaza Relief" class="wp-image-77606"/></a></figure>



<p><em>Non è stato sufficiente che Tel Aviv sia ricorso a un assedio per <a href="https://www.theguardian.com/world/2024/feb/27/un-israel-food-starvation-palestinians-war-crime-genocide" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affamare deliberatamente Gaza</a> per 22 mesi.</em></p>



<p><em>Ma ora che la fame ha raggiunto un punto critico e i decessi per malnutrizione stanno aumentando vertiginosamente, ora che le immagini dei bambini scheletrici morti riempiono i nostri schermi, ora che i danni agli organi e al cervello causati dalla fame <a href="https://www.npr.org/2025/07/27/nx-s1-5479775/doctors-warn-that-children-in-gaza-have-suffered-irreversible-damage-from-starvation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono ormai per molti di essi irreversibili</a>,  solo <strong>ora basta</strong>.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.npr.org/2025/07/27/nx-s1-5479775/doctors-warn-that-children-in-gaza-have-suffered-irreversible-damage-from-starvation"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A15-NPR-1024x514.jpg" alt="Doctors warn that children in Gaza have suffered irreversible damage from starvation" class="wp-image-77608"/></a></figure>



<p>La Johnstone si interroga sull&#8217;oblio precedente e scrive che è necessario capire come sia stato possibile per guarire una società e una politica evidentemente malate. Ma per queste riflessioni rimandiamo al suo articolo. Resta che ancora nulla si è mosso, nonostante le condanne.</p>



<p>Né aiuta a sperare <a href="https://www.timesofisrael.com/as-trump-promises-new-gaza-aid-plan-white-house-says-details-forthcoming/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;annuncio</a> della Casa Bianca su un piano per affrontare la carestia. Finora i piani made in Usa, dal <a href="https://www.ilpost.it/2024/05/28/molo-temporaneo-gaza-scollegato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pontile umanitario</a> alle <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/3/8/aid-airdrop-kills-five-gaza-israel-war-hunger-famine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">casse di aiuti paracadutate</a> dagli aerei fino alla famigerata Gaza Humanitarian Foundation, si sono rivelati inutili o controproducenti. Peraltro, se si tratta di qualcosa da realizzare, si perderebbe tempo prezioso a costo di altre vite.</p>



<p>C&#8217;è un solo modo per affrontare con tempestività ed efficacia la carestia: costringere Israele a far rientrare nella Striscia gli aiuti Onu e il suo personale, che ha esperienza da vendere su come si affrontano le criticità di Gaza.</p>



<p>A margine, riportiamo una notizia di interesse per gli sviluppi del genocidio: <a href="https://www.ynetnews.com/article/fr7otesih" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yedioth ahronoth</a> ha riferito che, durante un summit del Consiglio di Sicurezza israeliano, il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir ha dichiarato che l&#8217;occupazione militare di Gaza è impraticabile, parole che hanno suscitato l&#8217;ira funesta del messianico ministro delle Finanze Bezalel Smotrich&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ynetnews.com/article/fr7otesih"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A16-YNET-1024x417.jpg" alt="Smotrich to IDF chief: 'We already miss Hertzi Halevi'" class="wp-image-77610"/></a></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-il-catalogo-degli-orrori-a-lungo-relegati-nelloblio.html">Gaza: il catalogo degli orrori a lungo relegati nell&#8217;oblio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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