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	<title>Elezioni americane Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 18 Aug 2026 05:13:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Elezioni americane Archives - InsideOver</title>
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		<title>La nuova Ocasio-Cortez: meno woke, più working class. E un pensiero alla Casa Bianca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 05:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla stagione del "woke" alla battaglia per il voto operaio: Alexandria Ocasio-Cortez è oggi molto più di una parlamentare progressista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/la-nuova-ocasio-cortez-meno-woke-piu-working-class-e-un-pensiero-alla-casa-bianca.html">La nuova Ocasio-Cortez: meno woke, più working class. E un pensiero alla Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla stagione del &#8220;woke&#8221; alla battaglia per il voto operaio, passando per la scelta di congelare gli ovociti: <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong> è oggi molto più di una parlamentare progressista. È uno dei principali laboratori politici del <strong>Partito democratico</strong>. Ma la sua eventuale corsa nel 2028 avrebbe ancora un problema: trasformare una formidabile macchina comunicativa e militante in una maggioranza elettorale nazionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&#039;Anything is possible&#039;: AOC on her political future" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/SFwAnMLBSOw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_SFwAnMLBSOw");</script>
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<p>La deputata democratica di New York è tornata al centro delle cronache americane dopo una settimana nella quale si sono concentrati alcuni degli elementi più caratteristici della sua politica: un&#8217;intervista nella quale ha definito &#8220;<em>crazy</em>&#8221; la stagione del &#8220;<strong>Woke 1</strong>&#8220;, la pubblicizzazione sui social del percorso di <strong>congelamento degli ovociti</strong>, una <strong>nuova attenzione alla <em>working class</em></strong> e una serie di segnali che continuano ad alimentare le speculazioni su una possibile candidatura presidenziale o al Senato nel 2028.</p>



<p>Ocasio-Cortez ha dimostrato negli ultimi mesi di poter esercitare un&#8217;influenza che va oltre il proprio collegio elettorale. A giugno <em>Axios </em>rilevava che quattro candidati progressisti da lei sostenuti nelle primarie democratiche avevano ottenuto vittorie nette, trasformandola in una sorta di <em>queenmaker</em> della sinistra democratica mentre valutava le proprie opzioni per il 2028.</p>



<p>E il dato più interessante arriva dal <strong>New Hampshire</strong>. <a href="https://scholars.unh.edu/survey_center_polls/983/">Un sondaggio della University of New Hampshire</a> pubblicato il 22 luglio tra 648 probabili elettori democratici delle primarie del 2028 attribuiva ad AOC<strong> il 22% delle preferenze.</strong> Il dato la collocava nel gruppo di testa del campo democratico, a dimostrazione del fatto che <strong>il suo nome non appartiene più soltanto alla nicchia della sinistra progressista </strong>ma è già competitivo, almeno in una prima rilevazione statale, nella discussione sulla futura nomination. Naturalmente è ancora troppo presto per trasformare quel 22% in una previsione elettorale. Il sondaggio riguarda un solo Stato e una primaria lontana quasi due anni.</p>



<p>Ma la domanda è ormai legittima: <strong>AOC può davvero diventare presidente degli Stati Uniti?</strong> E, prima ancora, che cosa significa oggi essere &#8220;socialista&#8221; dentro il Partito democratico?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal &#8220;woke&#8221; alla classe: AOC sta cambiando pelle?</strong></h2>



<p>Il passaggio più significativo delle ultime settimane è probabilmente quello che riguarda il passato.</p>



<p>In un&#8217;intervista ad <em>ABC</em>, Ocasio-Cortez ha preso le distanze dalla fase che oggi definisce &#8220;Woke 1&#8221;, arrivando a descriverla come &#8220;folle&#8221;. Il riferimento riguarda soprattutto alcune delle posizioni che avevano caratterizzato una parte della sinistra democratica all&#8217;inizio degli anni Venti, dalla questione della polizia alla decarcerazione, fino ad alcune posizioni radicali sui temi sociali e sull&#8217;immigrazione. Un tentativo di riscrivere il rapporto con quella fase e di rendere il messaggio progressista più competitivo davanti a un elettorato più ampio. La prima AOC aveva costruito una parte enorme della propria notorietà sulla capacità di portare al Congresso <strong>un nuovo linguaggio della sinistra</strong>: disuguaglianza, cambiamento climatico, potere delle <em>corporation,</em> diritti delle minoranze, sanità universale e critica del capitalismo.</p>



<p>La AOC del 2026 sembra invece più interessata a <strong>come trasformare quelle battaglie in una coalizione elettorale abbastanza larga da conquistare il potere. </strong>La differenza è sostanziale. Il problema della sinistra americana, infatti, non è necessariamente che le singole politiche progressiste siano impopolari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/e0473e1fbedf4694a8a89e5312ce4636ca705e63/414_0_5202_4160/master/5202.jpg?width=880&amp;dpr=2&amp;s=none&amp;crop=none" alt=""/></figure>



<p><a href="https://www.reuters.com/world/us/democrats-lead-republicans-economy-trump-approval-falls-reutersipsos-poll-finds-2026-08-03/">Un sondaggio Reuters/Ipsos </a>condotto tra il 29 luglio e il 3 agosto mostra che il 64% degli elettori indipendenti sostiene l&#8217;aumento delle tasse sui ricchi e sulle grandi <em>corporation </em>e il 60% sostiene un sistema di assistenza sanitaria finanziato dal governo. Ma la stessa rilevazione evidenzia una distanza molto più grande quando entra in gioco l&#8217;etichetta politica: il 43% degli indipendenti afferma di essere meno propenso a votare per un candidato identificato come &#8220;<strong><em>democratic socialist</em></strong>&#8220;.</p>



<p>È qui che si trova una delle contraddizioni centrali della nuova sinistra americana. Il problema non è necessariamente ciò che propone. <strong>È il marchio politico con cui lo propone. </strong>La difficoltà è anche semantica. Secondo un precedente sondaggio Reuters/Ipsos di luglio, soltanto il 49% degli americani dice di comprendere le politiche del <em>democratic socialism</em>, mentre il 47% ammette di non comprenderle. Il risultato è un paradosso: alcune delle politiche associate alla sinistra economica possono ottenere consensi relativamente larghi, mentre <strong>la definizione di &#8220;socialista democratico&#8221; continua a generare diffidenza.</strong> Un sondaggio Washington Post-Ipsos pubblicato a fine luglio ha fornito un&#8217;altra fotografia ancora più netta: il 55% degli americani ha dichiarato che non prenderebbe in considerazione il voto per un candidato democratico socialista alla presidenza, contro il 39% che lo prenderebbe in considerazione. Tra gli indipendenti il rifiuto arrivava al 54%.</p>



<p>AOC sembra aver individuato precisamente questo problema.</p>



<p>Il tentativo di archiviare il &#8220;Woke 1&#8221; non significa necessariamente che abbia abbandonato le proprie convinzioni progressiste. Può essere letto, più prudentemente, come uno sforzo per separare <strong>il populismo economico della sinistra dal suo passato culturale più radicale</strong>. Sanità, abitazioni, salari, tasse sui miliardari, costo della vita e potere dei lavoratori possono parlare anche a elettori che non si definirebbero mai socialisti. Le battaglie culturali più controverse sono invece molto più difficili da trasformare in una piattaforma presidenziale maggioritaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso degli ovociti: il personale è politico</h2>



<p><strong>Anche la vicenda del congelamento degli ovociti va letta dentro questa trasformazione. </strong>La deputata ha raccontato sui social il percorso che sta affrontando, compresa la parte fisica della procedura e le questioni economiche a essa connesse. La vicenda ha immediatamente generato una discussione politica sulla fertilità, sulla maternità e sul rapporto tra carriera e vita privata.</p>



<p>La reazione è stata trasversale. Il <em>Wall Street Journal</em> ha sottolineato come la pubblicizzazione della procedura abbia prodotto reazioni anche fuori dal tradizionale perimetro democratico, con critiche conservatrici ma anche forme di sostegno provenienti da <strong>donne conservatrici</strong>. È interessante perché il tema consente alla sinistra di <strong>spostare la discussione sulla salute riproduttiva</strong> oltre il terreno, ormai tradizionale, dell&#8217;<strong>aborto</strong>. Entrano in campo fertilità, costi delle procedure, maternità ritardata, carriera professionale e possibilità di scegliere quando avere figli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.cnn.com/api/v1/images/stellar/prod/231006100006-alexandria-ocasio-cortez-file-012623.jpg?c=original" alt=""/></figure>



<p>La deputata ha dichiarato che la decisione di congelare i suoi ovuli ha richiesto tempo “per essere ponderata, valutata e per la quale è stato necessario risparmiare”. Ciò non sorprende: <strong>un singolo ciclo di congelamento degli ovociti, comprensivo di stimolazione ormonale e procedura di prelievo, costa in media circa 16.000 dollari.</strong> La copertura assicurativa sanitaria per interventi chirurgici non urgenti non è diffusa, il che significa che molte donne devono sostenere questi costi di tasca propria. Le spese di magazzinaggio e le tasse ricorrenti possono far lievitare ulteriormente il conto. “La mia assicurazione non copre nemmeno un centesimo di questa procedura”, ha dichiarato Ocasio-Cortez sui social media a proposito del suo intervento di congelamento degli ovuli. In effetti, la copertura assicurativa sanitaria per la crioconservazione degli ovuli a scopo terapeutico è ancora l’eccezione piuttosto che la regola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero test: può il socialismo democratico diventare maggioranza?</h2>



<p>La crescita della sinistra socialista americana è reale. La <strong>Democratic Socialists of America</strong>, organizzazione alla quale AOC è stata associata fin dall&#8217;inizio della sua ascesa nazionale, dichiara oggi più di 100mila membri e una presenza in tutti i 50 Stati. <em>Reuters</em> ha riportato a luglio che l&#8217;organizzazione dichiarava oltre 100mila iscritti e aveva appoggiato più di 150 candidati nel 2026, con 38 vittorie elettorali ottenute fino a quel momento.</p>



<p>Il fenomeno, quindi, non è più confinato a <strong>Bernie Sanders</strong> e AOC. È diventato una rete organizzativa. <strong>New York</strong> è naturalmente il laboratorio più evidente. Ma le primarie del 2026 stanno mostrando che la sinistra progressista cerca di estendere quel modello anche fuori dalle roccaforti urbane. Il caso più significativo è il <strong>Michigan</strong>, dove <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html">Abdul El-Sayed</a></strong> ha conquistato la nomination democratica per il Senato con una piattaforma fortemente progressista, centrata tra l&#8217;altro sul <em>Medicare for All</em>. Un possibile test della direzione che il Partito democratico potrebbe prendere in vista del 2028.</p>



<p>Ma il quadro non è affatto lineare. In <strong>Wisconsin</strong>, per esempio, la democratica moderata David Crowley ha sconfitto la socialista <strong>Francesca Hong</strong> nelle primarie per la candidatura a governatore. Un contrappeso alle recenti vittorie della sinistra: il movimento progressista è forte, ma non domina automaticamente le primarie democratiche nemmeno in Stati dove la sua agenda può trovare terreno fertile.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ-peWessowRwGm9T9bpy8MXYejr-BwnzaLy0DzPqf0QQ&amp;s=10" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il sondaggio Washington Post-Ipsos lo dimostra con chiarezza: il 75% dei democratici prenderebbe in considerazione il voto per un <em>democratic socialist</em> alla presidenza, ma questa disponibilità scende drasticamente quando si guarda all&#8217;elettorato nel suo complesso. <strong>E il problema per AOC è quindi costruire una coalizione molto più ampia della sua base naturale.</strong> Giovani progressisti, elettori urbani e attivisti sono il punto di partenza. Non sono però sufficienti per arrivare a 270 grandi elettori. Il vero banco di prova resta la capacità di parlare agli elettori della <em>working class</em>, agli indipendenti e alle comunità nere e latine fuori dalle grandi roccaforti liberal.</p>



<p>Il nuovo calendario delle primarie democratiche rende questa questione ancora più importante.</p>



<p>Il DNC ha stabilito che <strong>la stagione delle primarie presidenziali del 2028 partirà dal South Carolina il 22 gennaio,</strong> seguita da Nevada, New Hampshire, New Mexico, Michigan e Virginia. La scelta attribuisce maggiore peso fin dall&#8217;inizio agli elettori neri, latini e sindacalizzati. Per AOC è una sfida enorme. Essere competitiva in New Hampshire è un segnale interessante. Ma una candidata democratica che voglia conquistare la <em>nomination</em> dovrà dimostrare di poter costruire rapporti politici anche con l&#8217;elettorato nero della South Carolina, con i latini del Nevada e del New Mexico e con il mondo sindacale del Michigan. È un tipo di coalizione diverso da quello che ha reso AOC una star nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il 2028: candidata alla Casa Bianca o futura senatrice?</h2>



<p>La sua posizione pubblica rimane compatibile con diverse possibilità per il 2028, compresa quella di una <strong>candidatura al Senato</strong> contro <strong>Chuck Schumer</strong>. Ocasio-Cortez non ha escluso una candidatura alla presidenza e le sue azioni non hanno fatto altro che alimentare le voci di una sua possibile campagna elettorale sotto copertura. L&#8217;anno scorso ha accompagnato il suo mentore, il senatore indipendente <strong>Bernie Sanders</strong>, nel un tour &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/al-coachella-2025-e-nata-una-stella-ha-83-anni-e-si-chiama-bernie-sanders.html">Lotta all&#8217;oligarchia</a>&#8221; che ha attirato folle immense. Più recentemente, ha attraversato il Paese in lungo e in largo per sostenere candidati progressisti, accrescendo ulteriormente la sua notorietà a livello nazionale.</p>



<p>Dal punto di vista strategico, non annunciare nulla è probabilmente la scelta più razionale. Una candidatura presidenziale annunciata troppo presto trasformerebbe ogni sua dichiarazione in una dichiarazione da candidata. Restare formalmente fuori dalla corsa le permette invece di costruire influenza, sostenere candidati, testare messaggi e osservare come cambierà il Partito democratico dopo le <strong>elezioni di midterm</strong>. Il sondaggio del New Hampshire è incoraggiante, ma non risolve il problema.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.newyorker.com/photos/67e1ae59049bc18e12668ab5/16:9/w_1920,c_limit/Witt-Bernie-AOC.jpg" alt=""/></figure>



<p>Le <strong>primarie democratiche</strong> per la presidenza del 2028 si preannunciano affollate e combattute. Se Ocasio-Cortez si candidasse, potrebbe dover affrontare la concorrenza del collega progressista <strong>Ro Khanna </strong>della California, oltre a pesi massimi del partito. Alcuni democratici, ancora scottati dalle sconfitte di Clinton e Harris nel 2016 e nel 2024, potrebbero essere restii a candidarla per una questione di opportunità, se ritengono che gli Stati Uniti non siano ancora pronti a eleggere la loro prima presidente donna.</p>



<p>La deputata si trova poi ad affrontare un altro ostacolo potenziale. I democratici centristi sostengono da tempo che l&#8217;ala socialista democratica del partito potrebbe avere successo tra gli <strong>elettori bianchi con un&#8217;istruzione universitaria</strong>, ma fatica a entrare in sintonia con le <strong>comunità afroamericane</strong>, citando le primarie in cui i candidati progressisti emergenti hanno incontrato una netta resistenza. Il che potrebbe essere un ostacolo-quasi-insormontabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/la-nuova-ocasio-cortez-meno-woke-piu-working-class-e-un-pensiero-alla-casa-bianca.html">La nuova Ocasio-Cortez: meno woke, più working class. E un pensiero alla Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Biden al bivio sull&#8217;acciaio: o scontenta il Giappone o delude i sindacati che voteranno Harris</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/biden-al-bivio-sullacciaio-o-scontenta-il-giappone-o-delude-i-sindacati-che-voteranno-harris.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 14:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Biden fa il "sovranista" su US Steel e scontenta il Giappone. L'azienda ha sede in Pennsylvania, Stato chiave per Harris vs Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-al-bivio-sullacciaio-o-scontenta-il-giappone-o-delude-i-sindacati-che-voteranno-harris.html">Biden al bivio sull&#8217;acciaio: o scontenta il Giappone o delude i sindacati che voteranno Harris</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Joe <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Biden</a></strong> si prepara a bloccare l&#8217;acquisizione dello storico gruppo americano <strong>U.S. Steel</strong> da parte della giapponese <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/america-first-pero-mike-pompeo-lavora-per-vendere-lacciaio-usa-ai-giapponesi.html">Nippon Steel</a></strong> per ragioni di sicurezza economica nazionale? L&#8217;indiscrezione fa da giorni il giro dei maggiori media degli Usa. In un contesto in cui il <strong>cambiamento degli equilibri strategici</strong> e il clima di conflittualità sta portando sempre di più le <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html">ragioni securitarie davanti a quelle economiche</a> anche nel business, <a href="https://www.ft.com/content/6068310d-4e01-42df-8b10-ef6952804604">come il <em>Financial Times</em> ha sottolineato in un&#8217;ampia trattazione negli scorsi giorni</a>. Ma se ormai si è abituati a veder entrare nella cronaca di tutti i giorni notizie di questo tipo <strong>a proposito di attori rivali</strong>, come succede spesso tra Usa e Cina, più rara è l&#8217;emersione di un braccio di ferro tra Stati alleati come Usa e Giappone.</p>



<p>Da tempo Nippon Steel vuole acquisire U.S. Steel, colosso di Pittsburgh in difficoltà nel<strong> competere su scala globale in un mercato siderurgico globale che da tempo ha perso negli Usa</strong>, vista la precipua de-industrializzazione vissuta dagli States. <strong>Biden</strong> sembrerebbe esitante. Pressato su questo fronte da più necessità.</p>



<p>La prima: capire se sono sostenibili le proposte di Nippon Steel di investimenti miliardari negli Usa per <strong>rafforzare e modernizzare la produzione del gruppo oggetto del processo di scalata.</strong> In secondo luogo, il dato strategico legato alle necessità industriali di un&#8217;America che cavalca il re-shoring delle aziende delocalizzate e, dalle infrastrutture al riarmo, ha una fame di materie prime senza precedenti in questo secolo. Secondo il<a href="https://www.reuters.com/markets/deals/us-worries-about-steel-supply-infrastructure-after-nippon-us-steel-deal-2024-09-05/"> Committee on Foreign Investment in the U.S. (CFIUS), ente governativo che analizza</a> le azioni di gruppi stranieri negli States, una scalata nipponica a U.S. Steel aprirebbe potenzialmente la strada a un ammorbidimento della posizione americana sulla possibilità di daziare l&#8217;acciaio straniero, rendendo meno competitiva <strong>la produzione interna di fronte all&#8217;invasione del mercato di acciai cinesi o indiani a basso costo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La Pennsylavania dell&#8217;acciaio al centro delle elezioni</h2>



<p>C&#8217;è però un terzo dettaglio che non va sottovalutato. U.S. Steel è un gruppo con sede a <strong>Pittsburgh, città della Pennsylvania</strong> che rappresenta uno dei simboli della de-industrializzazione americana. E proprio la Pennsylvania è uno Stato dove in caso di via libera di Biden alla trattativa Donald Trump, che sul protezionismo economico basa buona parte della propria agenda, potrebbe sfruttare questo dossier a suo favore nella<strong> campagna elettorale contro la vicepresidente Kamala Harris</strong>. Nel cui esito proprio questo è tra gli Stati destinati a esser decisivo.</p>



<p>&#8220;Gli oppositori più accaniti dell&#8217;acquisizione di US Steel sono i leader del sindacato United Steelworkers, che ha sede in Pennsylvania&#8221;, <a href="https://www.nytimes.com/2024/09/06/business/nippon-steel-us-steel-japan.html">ricorda il <strong><em>New York Times</em></strong></a><strong>.</strong> Nel &#8220;Blue Wall&#8221; sfondato dal Partito Repubblicano con Trump nel 2016, l&#8217;appoggio alle politiche industriali di Biden è stato decisivo per spingere gli elettori del Partito Democratico a tornare alla base nel 2020, contribuendo alla riconquista degli Stati <strong>operai della Rust Belt da parte di Biden.</strong> United Steelworkers ha sostenuto Biden nel 2020 e quest&#8217;anno. In seguito, dopo il suo ritiro, è passato ad appoggiare Harris sperando che l&#8217;amministrazione uscente tuteli l&#8217;acciaio made in Usa. Il Nyt ricorda che &#8220;i leader del <a href="https://www.nytimes.com/2024/08/26/business/nippon-steel-us-steel.html">sindacato United Steelworkers</a> hanno dichiarato di non essere soddisfatti delle condizioni offerte loro dalla Nippon Steel e hanno sostenuto che l&#8217;acquisto di una società siderurgica americana da parte di una società straniera metterebbe a repentaglio la sicurezza nazionale&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;irritazione giapponese</h2>



<p>A <strong>cavallo tra sicurezza economica e elezioni</strong> si va, dunque, verso il possibile stop al deal nippo-americano. A prezzo, ricorda il quotidiano della Grande Mela, di <strong>esacerbare le discussioni tra le due sponde del Pacifico</strong>, dato che Usa e Giappone sono attivi in grandi dialoghi per approfondire le partnership di sistema: &#8220;Tokyo e Washington stanno <a href="https://www.nytimes.com/2024/09/06/business/economy/japan-industrial-policy-rapidus.html">lavorando per rafforzare i legami</a> per controbilanciare la crescente influenza economica e militare della Cina in Asia. Sul fronte economico, gli Stati Uniti hanno fatto <a href="https://www.nytimes.com/2023/01/28/business/economy/netherlands-japan-china-chips.html">pressione sul</a> Giappone affinché imponesse ulteriori restrizioni alla capacità delle sue aziende di vendere alla Cina utensili avanzati per la <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/governi-universita-aziende-la-triplice-alleanza-che-spinge-il-boom-globale-dei-chip.html">costruzione di chip</a>&#8220;. E i funzionari di Tokyo denunciano che Biden verrebbe meno <strong>al clima di cooperazione verso rivali</strong> comuni impedendo la nascita di un conglomerato nippo-americano capace di sfidare la Cina nella siderurgia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;sovranismo&#8221; di Biden</h2>



<p>Il <strong>possibile irrigidimento &#8220;sovranista&#8221; dell&#8217;amministrazione americana</strong> si inserisce dunque in una tendenza ormai consolidata che vede la tutela di occupazione e sviluppo economico andare di pari passo con ragioni che fanno riferimento all&#8217;ampia sfera della sicurezza nazionale. E che per le moderne potenze nelle fasi più critiche non distingue tra <strong>alleati e rivali</strong> nel codificare un&#8217;azione come minacciosa. Al contempo, il tema economico-industriale sarà <strong>vitale per capire il futuro dell&#8217;economia Usa</strong> e l&#8217;esito delle elezioni in una fase critica ove tra tassi, inflazione <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-o-harris-lo-spauracchio-recessione-irrompe-nella-campagna-elettorale-usa.html">e rischi recessivi l</a>&#8216;economia americana è in bilico. E forse Biden sarà costretto a rinunciare a investimenti e partnership per salvaguardare la sua base elettorale e trasmetterla a Harris. <strong>In una dinamica in cui alla Casa Bianca</strong> sarà davvero difficile capire quale sia la scelta ottimale da compiere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-al-bivio-sullacciaio-o-scontenta-il-giappone-o-delude-i-sindacati-che-voteranno-harris.html">Biden al bivio sull&#8217;acciaio: o scontenta il Giappone o delude i sindacati che voteranno Harris</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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