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	<title>Elezioni americane Archives - InsideOver</title>
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	<title>Elezioni americane Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Trump chiude le porte agli osservatori internazionali: l&#8217;America rompe con l&#8217;OSCE</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-chiude-le-porte-agli-osservatori-internazionali-lamerica-rompe-con-losce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la prima volta in 24 anni Washington non invita gli osservatori alle elezioni di metà mandato. I precedenti di Russia e Bielorussia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-chiude-le-porte-agli-osservatori-internazionali-lamerica-rompe-con-losce.html">Trump chiude le porte agli osservatori internazionali: l&#8217;America rompe con l&#8217;OSCE</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti saranno un’eccezione per numerosi motivi. Fra i tanti, per la prima volta dal 2002, gli Stati Uniti non inviteranno gli <strong>osservatori dell&#8217;OSCE</strong> a monitorare un&#8217;elezione federale. La decisione interrompe una prassi consolidata e solleva una questione che va oltre il voto americano: quale credibilità può conservare la richiesta statunitense di trasparenza elettorale rivolta ad altri Paesi quando Washington rinuncia a sottoporsi allo stesso meccanismo di osservazione?</p>



<p>A poco meno di un mese dalle elezioni, gli Stati Uniti sono invischiati in diverse controversie che sollevano preoccupazioni sui diritti degli elettori. Il 25 settembre 2026, ad esempio, la Corte Suprema ha accolto un ricorso d&#8217;urgenza presentato dall&#8217;amministrazione Trump per ribaltare una sentenza che aveva temporaneamente impedito al governo di utilizzare la versione corrente del <strong>database SAVE </strong>(<em>Systematic Alien Verification for Entitlements</em>) del Dipartimento per la Sicurezza Interna per verificare la cittadinanza degli elettori. <strong>L&#8217;uso continuato del database potrebbe portare gli Stati a impedire ingiustamente a diverse persone di votare</strong>. L&#8217;affidamento a questa fonte incompleta ha già erroneamente segnalato alcune iscrizioni elettorali di <strong>cittadini naturalizzati</strong>, sottoponendole a ulteriori verifiche. In pratica, queste segnalazioni creano ostacoli all&#8217;accesso alle urne, poiché solo ad alcuni cittadini viene richiesto di adempiere agli oneri amministrativi e di fornire ulteriori prove di cittadinanza.</p>



<p>Per oltre vent&#8217;anni gli osservatori hanno monitorato le elezioni americane, verificato le procedure di voto e valutato il rispetto degli <strong>standard democratici</strong>. Questa volta, però, si resta fuori. L&#8217;amministrazione di <strong>Donald Trump</strong> ha virato verso una decisione che assume un significato politico ben più ampio della semplice rinuncia a una missione di osservazione elettorale. Perché a essere messo in discussione non è soltanto il ruolo dell&#8217;organizzazione, ma <strong>il principio stesso secondo cui anche le democrazie più consolidate accettano una valutazione internazionale indipendente. </strong>Il rifiuto arriva da un&#8217;amministrazione che ha già manifestato una profonda diffidenza verso numerosi organismi multilaterali, considerati spesso strumenti di ingerenza nelle prerogative degli Stati sovrani.</p>



<p><a href="https://www.oscepa.org/en/news-a-media/press-releases/2026/odihr-and-osce-parliamentary-assembly-regret-the-absence-of-invitation-to-observe-u-s-mid-term-elections">La reazione dell&#8217;OSCE è arrivata il 23 settembre scorso </a>attraverso una dichiarazione congiunta dell&#8217;Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) e dell&#8217;Assemblea parlamentare dell&#8217;organizzazione. I due organismi hanno definito la scelta &#8220;deplorevole e incompatibile con gli impegni assunti dagli Stati partecipanti&#8221; attraverso il <strong>Documento di Copenaghen</strong> del 1990, che riconosce il contributo degli osservatori internazionali alla trasparenza dei processi elettorali. Dal 2002 l&#8217;OSCE ha monitorato dodici elezioni federali statunitensi, comprese sei consultazioni di metà mandato. Lo aveva fatto anche nel 2018, durante la prima presidenza Trump, e nel 2024, quando il <em>tycoon</em> ha conquistato nuovamente la Casa Bianca.</p>



<p>“Nel corso di oltre vent&#8217;anni, l&#8217;ODIHR ha instaurato un rapporto costruttivo con le autorità e le parti interessate al processo elettorale in tutti gli Stati Uniti, e ci dispiace non poter proseguire questa attività durante le prossime elezioni di medio termine”, ha dichiarato la direttrice dell&#8217;ODIHR, <strong>Maria Telalian</strong>. “L&#8217;osservazione elettorale non è un giudizio su un Paese o sulle sue istituzioni. Fornisce agli elettori, agli amministratori elettorali, ai candidati e al pubblico in generale una valutazione indipendente e obiettiva del processo elettorale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una lunga polemica</h2>



<p>La scelta si inserisce in una relazione già deteriorata tra Washington e l&#8217;OSCE, organizzazione della quale gli Stati Uniti sono membri e che riunisce 57 Stati partecipanti dell&#8217;Europa, dell&#8217;America settentrionale e dell&#8217;Asia centrale. Nel dicembre 2025, un alto funzionario del Dipartimento di Stato aveva addirittura prospettato la possibilità di <strong>un&#8217;uscita americana dall&#8217;organizzazione</strong> in assenza di riforme sostanziali. Tra le richieste figuravano una riduzione del bilancio, un ridimensionamento delle attività considerate invasive delle politiche nazionali e un diverso approccio al <strong>dialogo con la Russia</strong>. L&#8217;ambasciatore statunitense presso l&#8217;OSCE, <strong>Darrell Owens,</strong> ha successivamente sostenuto la necessità di riformare e ridefinire le priorità dell&#8217;organizzazione.</p>



<p>Le critiche più dure sono arrivate dalle organizzazioni per i diritti umani e dall&#8217;opposizione democratica. <a href="https://www.hrw.org/news/2026/09/25/us-trump-administration-rejects-external-election-observers">Human Rights Watch ha sottolineato la contraddizione</a> tra la posizione storicamente assunta dagli Stati Uniti nei confronti dei Paesi che rifiutano il monitoraggio internazionale e la scelta compiuta dall&#8217;attuale amministrazione. <a href="https://www.foreign.senate.gov/press/dem/release/ranking-member-shaheen-condemns-unprecedented-move-to-block-international-observers-from-us-midterm-elections">Il 6 ottobre, Jeanne Shaheen</a>, esponente democratica di riferimento della commissione Esteri del Senato, ha denunciato <strong>il rischio che la decisione comprometta ulteriormente la fiducia degli americani nel sistema elettorale</strong>. </p>



<p>La questione è particolarmente delicata in un Paese nel quale le accuse di brogli, le controversie sulle procedure di voto e il rapporto tra autorità federali e statali sono diventati elementi centrali del confronto politico. &#8220;Il governo statunitense critica da tempo la Russia e altri governi per aver eluso il controllo esterno sulle proprie elezioni&#8221;, ha dichiarato Philippe Bolopion , direttore esecutivo di Human Rights Watch. &#8220;Ora l&#8217;amministrazione Trump sta imitando questo comportamento&#8221;.</p>



<p>Negli ultimi anni, <strong>l&#8217;OSCE non è stata in grado di monitorare le elezioni in Bielorussia , Georgia e Tagikistan </strong>a causa del rifiuto di questi governi di partecipare tempestivamente alle procedure di monitoraggio e, nel caso della Russia, del rifiuto stesso di inviare un invito. Nel 2024, gli Stati Uniti hanno criticato aspramente la Russia per la sua mancata cooperazione, affermando che &#8220;per decenni, gli Stati Uniti hanno invitato gli osservatori dell&#8217;OSCE a valutare le nostre elezioni e hanno incoraggiato gli altri Stati partecipanti a fare lo stesso. Apprezziamo le valutazioni approfondite, professionali e imparziali degli osservatori dell&#8217;OSCE e prendiamo sul serio le loro raccomandazioni&#8221;. A quanto pare, ora non più.</p>
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		<title>Il governatore ragazzino. Chi è Dean Roy, il 15enne che si candida a guida del Vermont</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-governatore-ragazzino-chi-e-dean-roy-il-15enne-che-si-candida-a-guida-del-vermont.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 03:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="787" height="375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704.jpg 787w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704-768x366.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704-600x286.jpg 600w" sizes="(max-width: 787px) 100vw, 787px" /></p>
<p>È troppo giovane per votare, ma il suo nome sarà sulla scheda elettorale. Roy vuole trasformare la sua candidatura in un messaggio politico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="787" height="375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704.jpg 787w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704-768x366.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-09-102704-600x286.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 787px) 100vw, 787px" /></p>
<p>A 15 anni non può ancora votare, non può guidare da solo ed è ancora troppo giovane per molte delle attività considerate normali per un adulto. Eppure il prossimo 3 novembre <strong>Dean Roy</strong> comparirà sulla scheda elettorale per l&#8217;elezione del governatore del <strong>Vermont</strong>. Non come provocazione simbolica, ma come candidato ufficiale di un partito da lui stesso fondato: il <strong>Freedom and Unity Party</strong>.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="This boy is running for governor of Vermont. He&#039;s 14" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/y1bK41JNd7s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_y1bK41JNd7s");</script>
</div></figure>



<p>Ciuffo biondo, faccia pulita, occhi celesti, questo teenager ambizioso fa subito simpatia. Poi, lo si sente parlare e di anni sembra mostrarne 50. Discetta abilmente di fiscalità, istruzione, sicurezza, come un politico navigato. La sua candidatura nasce da una particolarità della Costituzione del Vermont: <strong>lo Stato non stabilisce un&#8217;età minima per candidarsi alla carica di governatore. </strong>La condizione prevista è di aver risieduto in Vermont per almeno quattro anni. È questa lacuna normativa ad aver aperto a Roy una porta che in quasi tutti gli altri Stati americani sarebbe chiusa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static01.nyt.com/images/2026/08/21/multimedia/21nat-GenAlpha-Gov-kblm/21nat-GenAlpha-Gov-kblm-superJumbo.jpg?quality=75&amp;auto=webp" alt="" style="aspect-ratio:0.6674861250791523;width:456px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Il risultato è senza precedenti: Roy è diventato il primo candidato governatore sotto i 18 anni a comparire sulla scheda delle elezioni generali del Vermont. Non è però il primo adolescente ad aver tentato la strada. Nel 2018 <strong>Ethan Sonneborn</strong>, allora studente di terza media, aveva cercato la nomination democratica per la stessa carica, arrivando ultimo in una primaria a quattro. Roy ha scelto invece di evitare completamente il percorso dei due grandi partiti.</p>



<p>La storia politica di Roy comincia quasi per caso. Durante l&#8217;ottava classe, un suo insegnante gli disse che, se un giorno avesse deciso di candidarsi, sarebbe stato disposto a fargli da <em>campaign manager</em>. Roy prese sul serio quella che probabilmente era nata come una battuta, controllò i requisiti previsti dalla legge del Vermont e scoprì l&#8217;assenza di un limite anagrafico. Da quel momento l&#8217;idea è diventata una campagna reale.</p>



<p>Prima ancora di essere candidato, Roy aveva già avuto un&#8217;esperienza diretta della politica statale. Nel 2024 era stato scelto come <strong><em>legislative page</em></strong>, lavorando per sette settimane nella sede del Parlamento del Vermont a Montpelier. È lì che ha potuto osservare da vicino il funzionamento delle istituzioni e dei legislatori.</p>



<p>Per ottenere l&#8217;accesso alla scheda elettorale ha dovuto raccogliere <strong>500 firme</strong> di elettori del Vermont. La madre, Chessie Roy, lo accompagnava anche all&#8217;ufficio postale della sua città per incontrare gli abitanti e spiegare il progetto. I genitori, racconta il <em>New York Times</em>, hanno considerato la campagna soprattutto come un&#8217;esperienza formativa, incoraggiandolo a mantenere una posizione moderata e ad ascoltare opinioni diverse.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://vtdigger.org/wp-content/uploads/2025/07/dean-roy-stowe-runner.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>La scelta di creare un partito autonomo gli ha consentito di bypassare le primarie repubblicane e democratiche. A novembre sarà dunque uno dei candidati alla guida dello Stato insieme al governatore uscente <strong>Phil Scott</strong>, alla democratica <strong>Amanda Janoo</strong> e ad altri candidati di partiti minori e indipendenti.</p>



<p>Roy non presenta la candidatura soltanto come una provocazione generazionale. I temi che ha scelto sono quelli che, secondo lui, incidono direttamente sul futuro dei giovani del Vermont: costo della vita, abitazioni, clima e rapporto tra nuove generazioni e istituzioni.Uno dei suoi bersagli è la <strong>crisi abitativa</strong>. Roy sostiene che le procedure di autorizzazione troppo complesse contribuiscano a limitare la costruzione di nuove case. Sul clima propone invece una posizione non perfettamente sovrapponibile alle tradizionali piattaforme ambientaliste del Vermont: <strong>sostiene l&#8217;espansione dell&#8217;energia nucleare</strong>.</p>



<p>Sui social il suo stile è deliberatamente diretto. Roy pubblica video su Instagram e TikTok davanti a una bandiera americana appesa nella sua camera. Tra le sue proposte c&#8217;è stata anche l&#8217;idea di fissare a un miliardo di dollari il patrimonio massimo consentito in Vermont, sostenendo che una cifra del genere sarebbe comunque più che sufficiente per una persona.</p>



<p>Non tutto, però, ha la forma di un manifesto politico tradizionale. <strong>Roy parla anche di Formula 1, corre nel cross-country, pratica sci nordico e lavora part-time nella pizzeria dei genitori a Waterbury. </strong>Vive a Stowe con la famiglia, in una cittadina di circa 5.000 abitanti ai piedi del Mount Mansfield. È proprio questa combinazione tra vita adolescenziale e politica istituzionale ad aver trasformato la sua candidatura in un fenomeno nazionale.</p>



<p>Roy è il primo a riconoscere che conquistare il governatorato sarà estremamente difficile se non impossibile. Il suo obiettivo dichiarato è diverso: utilizzare la campagna per costringere la politica a prendere sul serio la voce dei giovani. In primavera aveva spiegato all&#8217;<em>Associated Press </em>di non aspettarsi necessariamente una vittoria. Quello che voleva ottenere era avviare un movimento capace di incoraggiare altri giovani a partecipare alla politica.</p>



<p>I primi numeri mostrano però che la candidatura non è rimasta confinata alla dimensione della curiosità mediatica. Un sondaggio della <strong>University of New Hampshire</strong> questa estate attribuiva a Roy il <strong>3%</strong> delle intenzioni di voto. Una percentuale minuscola in termini elettorali, ma significativa considerando che il candidato non ha ancora l&#8217;età per votare e che corre contro figure politiche consolidate. Il favorito resta infatti <strong>Phil Scott</strong>, repubblicano moderato e figura particolarmente popolare nello Stato. Scott ha già conquistato cinque mandati e nel 2024 è stato rieletto con un margine superiore ai 50 punti percentuali. A luglio ha tuttavia iniziato a soffrire un calo di popolarità rispetto agli anni precedenti, elemento che rende la competizione meno statica di quanto il profilo di Roy potrebbe suggerire. Lo stesso Scott ha accolto positivamente l&#8217;interesse del ragazzo per la politica e il servizio pubblico.</p>



<p>Il 3 novembre il Vermont scoprirà quanto vale davvero una candidatura nata da un quindicenne. Forse, anzi, sicuramente, Dean non entrerà nella State House di Montpelier, ma certamente questa sua avventura non finisce qui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governatore-ragazzino-chi-e-dean-roy-il-15enne-che-si-candida-a-guida-del-vermont.html">Il governatore ragazzino. Chi è Dean Roy, il 15enne che si candida a guida del Vermont</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nuova Ocasio-Cortez: meno woke, più working class. E un pensiero alla Casa Bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/la-nuova-ocasio-cortez-meno-woke-piu-working-class-e-un-pensiero-alla-casa-bianca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 05:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla stagione del "woke" alla battaglia per il voto operaio: Alexandria Ocasio-Cortez è oggi molto più di una parlamentare progressista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/la-nuova-ocasio-cortez-meno-woke-piu-working-class-e-un-pensiero-alla-casa-bianca.html">La nuova Ocasio-Cortez: meno woke, più working class. E un pensiero alla Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla stagione del &#8220;woke&#8221; alla battaglia per il voto operaio, passando per la scelta di congelare gli ovociti: <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong> è oggi molto più di una parlamentare progressista. È uno dei principali laboratori politici del <strong>Partito democratico</strong>. Ma la sua eventuale corsa nel 2028 avrebbe ancora un problema: trasformare una formidabile macchina comunicativa e militante in una maggioranza elettorale nazionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&#039;Anything is possible&#039;: AOC on her political future" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/SFwAnMLBSOw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_SFwAnMLBSOw");</script>
</div></figure>



<p>La deputata democratica di New York è tornata al centro delle cronache americane dopo una settimana nella quale si sono concentrati alcuni degli elementi più caratteristici della sua politica: un&#8217;intervista nella quale ha definito &#8220;<em>crazy</em>&#8221; la stagione del &#8220;<strong>Woke 1</strong>&#8220;, la pubblicizzazione sui social del percorso di <strong>congelamento degli ovociti</strong>, una <strong>nuova attenzione alla <em>working class</em></strong> e una serie di segnali che continuano ad alimentare le speculazioni su una possibile candidatura presidenziale o al Senato nel 2028.</p>



<p>Ocasio-Cortez ha dimostrato negli ultimi mesi di poter esercitare un&#8217;influenza che va oltre il proprio collegio elettorale. A giugno <em>Axios </em>rilevava che quattro candidati progressisti da lei sostenuti nelle primarie democratiche avevano ottenuto vittorie nette, trasformandola in una sorta di <em>queenmaker</em> della sinistra democratica mentre valutava le proprie opzioni per il 2028.</p>



<p>E il dato più interessante arriva dal <strong>New Hampshire</strong>. <a href="https://scholars.unh.edu/survey_center_polls/983/">Un sondaggio della University of New Hampshire</a> pubblicato il 22 luglio tra 648 probabili elettori democratici delle primarie del 2028 attribuiva ad AOC<strong> il 22% delle preferenze.</strong> Il dato la collocava nel gruppo di testa del campo democratico, a dimostrazione del fatto che <strong>il suo nome non appartiene più soltanto alla nicchia della sinistra progressista </strong>ma è già competitivo, almeno in una prima rilevazione statale, nella discussione sulla futura nomination. Naturalmente è ancora troppo presto per trasformare quel 22% in una previsione elettorale. Il sondaggio riguarda un solo Stato e una primaria lontana quasi due anni.</p>



<p>Ma la domanda è ormai legittima: <strong>AOC può davvero diventare presidente degli Stati Uniti?</strong> E, prima ancora, che cosa significa oggi essere &#8220;socialista&#8221; dentro il Partito democratico?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal &#8220;woke&#8221; alla classe: AOC sta cambiando pelle?</strong></h2>



<p>Il passaggio più significativo delle ultime settimane è probabilmente quello che riguarda il passato.</p>



<p>In un&#8217;intervista ad <em>ABC</em>, Ocasio-Cortez ha preso le distanze dalla fase che oggi definisce &#8220;Woke 1&#8221;, arrivando a descriverla come &#8220;folle&#8221;. Il riferimento riguarda soprattutto alcune delle posizioni che avevano caratterizzato una parte della sinistra democratica all&#8217;inizio degli anni Venti, dalla questione della polizia alla decarcerazione, fino ad alcune posizioni radicali sui temi sociali e sull&#8217;immigrazione. Un tentativo di riscrivere il rapporto con quella fase e di rendere il messaggio progressista più competitivo davanti a un elettorato più ampio. La prima AOC aveva costruito una parte enorme della propria notorietà sulla capacità di portare al Congresso <strong>un nuovo linguaggio della sinistra</strong>: disuguaglianza, cambiamento climatico, potere delle <em>corporation,</em> diritti delle minoranze, sanità universale e critica del capitalismo.</p>



<p>La AOC del 2026 sembra invece più interessata a <strong>come trasformare quelle battaglie in una coalizione elettorale abbastanza larga da conquistare il potere. </strong>La differenza è sostanziale. Il problema della sinistra americana, infatti, non è necessariamente che le singole politiche progressiste siano impopolari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/e0473e1fbedf4694a8a89e5312ce4636ca705e63/414_0_5202_4160/master/5202.jpg?width=880&amp;dpr=2&amp;s=none&amp;crop=none" alt=""/></figure>



<p><a href="https://www.reuters.com/world/us/democrats-lead-republicans-economy-trump-approval-falls-reutersipsos-poll-finds-2026-08-03/">Un sondaggio Reuters/Ipsos </a>condotto tra il 29 luglio e il 3 agosto mostra che il 64% degli elettori indipendenti sostiene l&#8217;aumento delle tasse sui ricchi e sulle grandi <em>corporation </em>e il 60% sostiene un sistema di assistenza sanitaria finanziato dal governo. Ma la stessa rilevazione evidenzia una distanza molto più grande quando entra in gioco l&#8217;etichetta politica: il 43% degli indipendenti afferma di essere meno propenso a votare per un candidato identificato come &#8220;<strong><em>democratic socialist</em></strong>&#8220;.</p>



<p>È qui che si trova una delle contraddizioni centrali della nuova sinistra americana. Il problema non è necessariamente ciò che propone. <strong>È il marchio politico con cui lo propone. </strong>La difficoltà è anche semantica. Secondo un precedente sondaggio Reuters/Ipsos di luglio, soltanto il 49% degli americani dice di comprendere le politiche del <em>democratic socialism</em>, mentre il 47% ammette di non comprenderle. Il risultato è un paradosso: alcune delle politiche associate alla sinistra economica possono ottenere consensi relativamente larghi, mentre <strong>la definizione di &#8220;socialista democratico&#8221; continua a generare diffidenza.</strong> Un sondaggio Washington Post-Ipsos pubblicato a fine luglio ha fornito un&#8217;altra fotografia ancora più netta: il 55% degli americani ha dichiarato che non prenderebbe in considerazione il voto per un candidato democratico socialista alla presidenza, contro il 39% che lo prenderebbe in considerazione. Tra gli indipendenti il rifiuto arrivava al 54%.</p>



<p>AOC sembra aver individuato precisamente questo problema.</p>



<p>Il tentativo di archiviare il &#8220;Woke 1&#8221; non significa necessariamente che abbia abbandonato le proprie convinzioni progressiste. Può essere letto, più prudentemente, come uno sforzo per separare <strong>il populismo economico della sinistra dal suo passato culturale più radicale</strong>. Sanità, abitazioni, salari, tasse sui miliardari, costo della vita e potere dei lavoratori possono parlare anche a elettori che non si definirebbero mai socialisti. Le battaglie culturali più controverse sono invece molto più difficili da trasformare in una piattaforma presidenziale maggioritaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso degli ovociti: il personale è politico</h2>



<p><strong>Anche la vicenda del congelamento degli ovociti va letta dentro questa trasformazione. </strong>La deputata ha raccontato sui social il percorso che sta affrontando, compresa la parte fisica della procedura e le questioni economiche a essa connesse. La vicenda ha immediatamente generato una discussione politica sulla fertilità, sulla maternità e sul rapporto tra carriera e vita privata.</p>



<p>La reazione è stata trasversale. Il <em>Wall Street Journal</em> ha sottolineato come la pubblicizzazione della procedura abbia prodotto reazioni anche fuori dal tradizionale perimetro democratico, con critiche conservatrici ma anche forme di sostegno provenienti da <strong>donne conservatrici</strong>. È interessante perché il tema consente alla sinistra di <strong>spostare la discussione sulla salute riproduttiva</strong> oltre il terreno, ormai tradizionale, dell&#8217;<strong>aborto</strong>. Entrano in campo fertilità, costi delle procedure, maternità ritardata, carriera professionale e possibilità di scegliere quando avere figli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.cnn.com/api/v1/images/stellar/prod/231006100006-alexandria-ocasio-cortez-file-012623.jpg?c=original" alt=""/></figure>



<p>La deputata ha dichiarato che la decisione di congelare i suoi ovuli ha richiesto tempo “per essere ponderata, valutata e per la quale è stato necessario risparmiare”. Ciò non sorprende: <strong>un singolo ciclo di congelamento degli ovociti, comprensivo di stimolazione ormonale e procedura di prelievo, costa in media circa 16.000 dollari.</strong> La copertura assicurativa sanitaria per interventi chirurgici non urgenti non è diffusa, il che significa che molte donne devono sostenere questi costi di tasca propria. Le spese di magazzinaggio e le tasse ricorrenti possono far lievitare ulteriormente il conto. “La mia assicurazione non copre nemmeno un centesimo di questa procedura”, ha dichiarato Ocasio-Cortez sui social media a proposito del suo intervento di congelamento degli ovuli. In effetti, la copertura assicurativa sanitaria per la crioconservazione degli ovuli a scopo terapeutico è ancora l’eccezione piuttosto che la regola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero test: può il socialismo democratico diventare maggioranza?</h2>



<p>La crescita della sinistra socialista americana è reale. La <strong>Democratic Socialists of America</strong>, organizzazione alla quale AOC è stata associata fin dall&#8217;inizio della sua ascesa nazionale, dichiara oggi più di 100mila membri e una presenza in tutti i 50 Stati. <em>Reuters</em> ha riportato a luglio che l&#8217;organizzazione dichiarava oltre 100mila iscritti e aveva appoggiato più di 150 candidati nel 2026, con 38 vittorie elettorali ottenute fino a quel momento.</p>



<p>Il fenomeno, quindi, non è più confinato a <strong>Bernie Sanders</strong> e AOC. È diventato una rete organizzativa. <strong>New York</strong> è naturalmente il laboratorio più evidente. Ma le primarie del 2026 stanno mostrando che la sinistra progressista cerca di estendere quel modello anche fuori dalle roccaforti urbane. Il caso più significativo è il <strong>Michigan</strong>, dove <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html">Abdul El-Sayed</a></strong> ha conquistato la nomination democratica per il Senato con una piattaforma fortemente progressista, centrata tra l&#8217;altro sul <em>Medicare for All</em>. Un possibile test della direzione che il Partito democratico potrebbe prendere in vista del 2028.</p>



<p>Ma il quadro non è affatto lineare. In <strong>Wisconsin</strong>, per esempio, la democratica moderata David Crowley ha sconfitto la socialista <strong>Francesca Hong</strong> nelle primarie per la candidatura a governatore. Un contrappeso alle recenti vittorie della sinistra: il movimento progressista è forte, ma non domina automaticamente le primarie democratiche nemmeno in Stati dove la sua agenda può trovare terreno fertile.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ-peWessowRwGm9T9bpy8MXYejr-BwnzaLy0DzPqf0QQ&amp;s=10" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il sondaggio Washington Post-Ipsos lo dimostra con chiarezza: il 75% dei democratici prenderebbe in considerazione il voto per un <em>democratic socialist</em> alla presidenza, ma questa disponibilità scende drasticamente quando si guarda all&#8217;elettorato nel suo complesso. <strong>E il problema per AOC è quindi costruire una coalizione molto più ampia della sua base naturale.</strong> Giovani progressisti, elettori urbani e attivisti sono il punto di partenza. Non sono però sufficienti per arrivare a 270 grandi elettori. Il vero banco di prova resta la capacità di parlare agli elettori della <em>working class</em>, agli indipendenti e alle comunità nere e latine fuori dalle grandi roccaforti liberal.</p>



<p>Il nuovo calendario delle primarie democratiche rende questa questione ancora più importante.</p>



<p>Il DNC ha stabilito che <strong>la stagione delle primarie presidenziali del 2028 partirà dal South Carolina il 22 gennaio,</strong> seguita da Nevada, New Hampshire, New Mexico, Michigan e Virginia. La scelta attribuisce maggiore peso fin dall&#8217;inizio agli elettori neri, latini e sindacalizzati. Per AOC è una sfida enorme. Essere competitiva in New Hampshire è un segnale interessante. Ma una candidata democratica che voglia conquistare la <em>nomination</em> dovrà dimostrare di poter costruire rapporti politici anche con l&#8217;elettorato nero della South Carolina, con i latini del Nevada e del New Mexico e con il mondo sindacale del Michigan. È un tipo di coalizione diverso da quello che ha reso AOC una star nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il 2028: candidata alla Casa Bianca o futura senatrice?</h2>



<p>La sua posizione pubblica rimane compatibile con diverse possibilità per il 2028, compresa quella di una <strong>candidatura al Senato</strong> contro <strong>Chuck Schumer</strong>. Ocasio-Cortez non ha escluso una candidatura alla presidenza e le sue azioni non hanno fatto altro che alimentare le voci di una sua possibile campagna elettorale sotto copertura. L&#8217;anno scorso ha accompagnato il suo mentore, il senatore indipendente <strong>Bernie Sanders</strong>, nel un tour &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/al-coachella-2025-e-nata-una-stella-ha-83-anni-e-si-chiama-bernie-sanders.html">Lotta all&#8217;oligarchia</a>&#8221; che ha attirato folle immense. Più recentemente, ha attraversato il Paese in lungo e in largo per sostenere candidati progressisti, accrescendo ulteriormente la sua notorietà a livello nazionale.</p>



<p>Dal punto di vista strategico, non annunciare nulla è probabilmente la scelta più razionale. Una candidatura presidenziale annunciata troppo presto trasformerebbe ogni sua dichiarazione in una dichiarazione da candidata. Restare formalmente fuori dalla corsa le permette invece di costruire influenza, sostenere candidati, testare messaggi e osservare come cambierà il Partito democratico dopo le <strong>elezioni di midterm</strong>. Il sondaggio del New Hampshire è incoraggiante, ma non risolve il problema.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.newyorker.com/photos/67e1ae59049bc18e12668ab5/16:9/w_1920,c_limit/Witt-Bernie-AOC.jpg" alt=""/></figure>



<p>Le <strong>primarie democratiche</strong> per la presidenza del 2028 si preannunciano affollate e combattute. Se Ocasio-Cortez si candidasse, potrebbe dover affrontare la concorrenza del collega progressista <strong>Ro Khanna </strong>della California, oltre a pesi massimi del partito. Alcuni democratici, ancora scottati dalle sconfitte di Clinton e Harris nel 2016 e nel 2024, potrebbero essere restii a candidarla per una questione di opportunità, se ritengono che gli Stati Uniti non siano ancora pronti a eleggere la loro prima presidente donna.</p>



<p>La deputata si trova poi ad affrontare un altro ostacolo potenziale. I democratici centristi sostengono da tempo che l&#8217;ala socialista democratica del partito potrebbe avere successo tra gli <strong>elettori bianchi con un&#8217;istruzione universitaria</strong>, ma fatica a entrare in sintonia con le <strong>comunità afroamericane</strong>, citando le primarie in cui i candidati progressisti emergenti hanno incontrato una netta resistenza. Il che potrebbe essere un ostacolo-quasi-insormontabile.</p>
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		<title>Biden al bivio sull&#8217;acciaio: o scontenta il Giappone o delude i sindacati che voteranno Harris</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/biden-al-bivio-sullacciaio-o-scontenta-il-giappone-o-delude-i-sindacati-che-voteranno-harris.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 14:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Rust Belt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Biden fa il "sovranista" su US Steel e scontenta il Giappone. L'azienda ha sede in Pennsylvania, Stato chiave per Harris vs Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-al-bivio-sullacciaio-o-scontenta-il-giappone-o-delude-i-sindacati-che-voteranno-harris.html">Biden al bivio sull&#8217;acciaio: o scontenta il Giappone o delude i sindacati che voteranno Harris</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906161241346_63574318b1bdf5b3dc0ec494b0bcfa21-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Joe <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Biden</a></strong> si prepara a bloccare l&#8217;acquisizione dello storico gruppo americano <strong>U.S. Steel</strong> da parte della giapponese <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/america-first-pero-mike-pompeo-lavora-per-vendere-lacciaio-usa-ai-giapponesi.html">Nippon Steel</a></strong> per ragioni di sicurezza economica nazionale? L&#8217;indiscrezione fa da giorni il giro dei maggiori media degli Usa. In un contesto in cui il <strong>cambiamento degli equilibri strategici</strong> e il clima di conflittualità sta portando sempre di più le <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html">ragioni securitarie davanti a quelle economiche</a> anche nel business, <a href="https://www.ft.com/content/6068310d-4e01-42df-8b10-ef6952804604">come il <em>Financial Times</em> ha sottolineato in un&#8217;ampia trattazione negli scorsi giorni</a>. Ma se ormai si è abituati a veder entrare nella cronaca di tutti i giorni notizie di questo tipo <strong>a proposito di attori rivali</strong>, come succede spesso tra Usa e Cina, più rara è l&#8217;emersione di un braccio di ferro tra Stati alleati come Usa e Giappone.</p>



<p>Da tempo Nippon Steel vuole acquisire U.S. Steel, colosso di Pittsburgh in difficoltà nel<strong> competere su scala globale in un mercato siderurgico globale che da tempo ha perso negli Usa</strong>, vista la precipua de-industrializzazione vissuta dagli States. <strong>Biden</strong> sembrerebbe esitante. Pressato su questo fronte da più necessità.</p>



<p>La prima: capire se sono sostenibili le proposte di Nippon Steel di investimenti miliardari negli Usa per <strong>rafforzare e modernizzare la produzione del gruppo oggetto del processo di scalata.</strong> In secondo luogo, il dato strategico legato alle necessità industriali di un&#8217;America che cavalca il re-shoring delle aziende delocalizzate e, dalle infrastrutture al riarmo, ha una fame di materie prime senza precedenti in questo secolo. Secondo il<a href="https://www.reuters.com/markets/deals/us-worries-about-steel-supply-infrastructure-after-nippon-us-steel-deal-2024-09-05/"> Committee on Foreign Investment in the U.S. (CFIUS), ente governativo che analizza</a> le azioni di gruppi stranieri negli States, una scalata nipponica a U.S. Steel aprirebbe potenzialmente la strada a un ammorbidimento della posizione americana sulla possibilità di daziare l&#8217;acciaio straniero, rendendo meno competitiva <strong>la produzione interna di fronte all&#8217;invasione del mercato di acciai cinesi o indiani a basso costo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La Pennsylavania dell&#8217;acciaio al centro delle elezioni</h2>



<p>C&#8217;è però un terzo dettaglio che non va sottovalutato. U.S. Steel è un gruppo con sede a <strong>Pittsburgh, città della Pennsylvania</strong> che rappresenta uno dei simboli della de-industrializzazione americana. E proprio la Pennsylvania è uno Stato dove in caso di via libera di Biden alla trattativa Donald Trump, che sul protezionismo economico basa buona parte della propria agenda, potrebbe sfruttare questo dossier a suo favore nella<strong> campagna elettorale contro la vicepresidente Kamala Harris</strong>. Nel cui esito proprio questo è tra gli Stati destinati a esser decisivo.</p>



<p>&#8220;Gli oppositori più accaniti dell&#8217;acquisizione di US Steel sono i leader del sindacato United Steelworkers, che ha sede in Pennsylvania&#8221;, <a href="https://www.nytimes.com/2024/09/06/business/nippon-steel-us-steel-japan.html">ricorda il <strong><em>New York Times</em></strong></a><strong>.</strong> Nel &#8220;Blue Wall&#8221; sfondato dal Partito Repubblicano con Trump nel 2016, l&#8217;appoggio alle politiche industriali di Biden è stato decisivo per spingere gli elettori del Partito Democratico a tornare alla base nel 2020, contribuendo alla riconquista degli Stati <strong>operai della Rust Belt da parte di Biden.</strong> United Steelworkers ha sostenuto Biden nel 2020 e quest&#8217;anno. In seguito, dopo il suo ritiro, è passato ad appoggiare Harris sperando che l&#8217;amministrazione uscente tuteli l&#8217;acciaio made in Usa. Il Nyt ricorda che &#8220;i leader del <a href="https://www.nytimes.com/2024/08/26/business/nippon-steel-us-steel.html">sindacato United Steelworkers</a> hanno dichiarato di non essere soddisfatti delle condizioni offerte loro dalla Nippon Steel e hanno sostenuto che l&#8217;acquisto di una società siderurgica americana da parte di una società straniera metterebbe a repentaglio la sicurezza nazionale&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;irritazione giapponese</h2>



<p>A <strong>cavallo tra sicurezza economica e elezioni</strong> si va, dunque, verso il possibile stop al deal nippo-americano. A prezzo, ricorda il quotidiano della Grande Mela, di <strong>esacerbare le discussioni tra le due sponde del Pacifico</strong>, dato che Usa e Giappone sono attivi in grandi dialoghi per approfondire le partnership di sistema: &#8220;Tokyo e Washington stanno <a href="https://www.nytimes.com/2024/09/06/business/economy/japan-industrial-policy-rapidus.html">lavorando per rafforzare i legami</a> per controbilanciare la crescente influenza economica e militare della Cina in Asia. Sul fronte economico, gli Stati Uniti hanno fatto <a href="https://www.nytimes.com/2023/01/28/business/economy/netherlands-japan-china-chips.html">pressione sul</a> Giappone affinché imponesse ulteriori restrizioni alla capacità delle sue aziende di vendere alla Cina utensili avanzati per la <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/governi-universita-aziende-la-triplice-alleanza-che-spinge-il-boom-globale-dei-chip.html">costruzione di chip</a>&#8220;. E i funzionari di Tokyo denunciano che Biden verrebbe meno <strong>al clima di cooperazione verso rivali</strong> comuni impedendo la nascita di un conglomerato nippo-americano capace di sfidare la Cina nella siderurgia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;sovranismo&#8221; di Biden</h2>



<p>Il <strong>possibile irrigidimento &#8220;sovranista&#8221; dell&#8217;amministrazione americana</strong> si inserisce dunque in una tendenza ormai consolidata che vede la tutela di occupazione e sviluppo economico andare di pari passo con ragioni che fanno riferimento all&#8217;ampia sfera della sicurezza nazionale. E che per le moderne potenze nelle fasi più critiche non distingue tra <strong>alleati e rivali</strong> nel codificare un&#8217;azione come minacciosa. Al contempo, il tema economico-industriale sarà <strong>vitale per capire il futuro dell&#8217;economia Usa</strong> e l&#8217;esito delle elezioni in una fase critica ove tra tassi, inflazione <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-o-harris-lo-spauracchio-recessione-irrompe-nella-campagna-elettorale-usa.html">e rischi recessivi l</a>&#8216;economia americana è in bilico. E forse Biden sarà costretto a rinunciare a investimenti e partnership per salvaguardare la sua base elettorale e trasmetterla a Harris. <strong>In una dinamica in cui alla Casa Bianca</strong> sarà davvero difficile capire quale sia la scelta ottimale da compiere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-al-bivio-sullacciaio-o-scontenta-il-giappone-o-delude-i-sindacati-che-voteranno-harris.html">Biden al bivio sull&#8217;acciaio: o scontenta il Giappone o delude i sindacati che voteranno Harris</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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