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	<title>Brent Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Dec 2019 10:57:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Brent Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il petrolio vola: ecco costa cambiando</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-volo-del-petrolio-trainato-dagli-sviluppi-geoeconomici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 10:13:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Brent]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrolio (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706-1024x522.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altro che fine dell&#8217;era del petrolio: la domanda di oro nero, certamente, è destinata a essere rapidamente staccata, a livello globale, da quella di gas naturale ma non a deflettere verso il basso in maniera continua. L&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (Aie) stima in aumento da 101 a 120 milioni di dollari al giorno i consumi mondiali di petrolio da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-volo-del-petrolio-trainato-dagli-sviluppi-geoeconomici.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrolio (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/petrolio-pozzo-La-Presse-e1577441620706-1024x522.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Altro che fine dell&#8217;era del <strong>petrolio</strong>: la domanda di oro nero, certamente, è destinata a essere rapidamente staccata, a livello globale, <a href="https://it.insideover.com/politica/qual-ruolo-dellitalia-nella-guerra-fredda-del-gas.html" target="_blank" rel="noopener">da quella di </a><strong>gas naturale </strong>ma non a deflettere verso il basso in maniera continua. L&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (Aie) stima in aumento da 101 a 120 milioni di dollari al giorno i consumi mondiali di petrolio da qua al 2040: i Paesi produttori e il mercato dovranno convivere ancora a lungo con le dinamiche geoeconomiche e politiche legate alla commercializzazione e distribuzione del petrolio.</p>
<p>Nel finale di 2019 il lato dell&#8217;offerta ha registrato una serie di dinamiche convergenti che hanno portato all&#8217;<strong>aumento dei prezzi</strong>: nelle ultime sedute del 26 dicembre il prezzo del petrolio ha toccato i 68 dollari, ai massimi da mesi. Tra i fattori che hanno causato l&#8217;incremento, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/oro-e-petrolio-chiudono-2019-rialzo-ACQBvU8" target="_blank" rel="noopener">sottolinea <em>Il Sole 24 Ore, </em></a>&#8220;le speranze legate alla fine della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e i tentativi di matrice Opec di vincolare le forniture. Api (l’American petroleum institute) ha dichiarato che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono scese di 7,9 milioni di barili nell’ultima settimana, molto di più di quanto vaticinato dagli analisti&#8221;. Dal lato della domanda, pesano l&#8217;incremento delle importazioni cinesi e le citate prospettive di lungo periodo sul mercato del greggio.</p>
<p>Tale fattore è importante da sottolineare perchè nei mercati energetici risulta necessaria una virtuosa sincronizzazione tra domanda e offerta: prezzi del petrolio troppo bassi rendono difficile per i produttori raggiungere il <em>break-even, </em>il tentativo dei produttori di inondare il mercato con la concorrenza reciproca crea pressioni ribassistiche ma, al tempo stesso, i cartelli hanno (fortunatamente) ridotto la loro capacità di influenzare in maniera automatica il prezzo del greggio. <a href="https://it.insideover.com/politica/petrolio-opec-trump.html" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;<strong>Opec </strong>ha dovuto necessariamente venire a patti con la </a><strong>Russia, </strong>l&#8217;Arabia Saudita si è scoperta vulnerabile dopo l&#8217;attacco settembrino alle sue raffinerie, il petrolio non convenzionale Usa è in crisi contingentando la spinta al rialzo dei prezzi in maniera più &#8220;virtuosa&#8221;.</p>
<p>I due principali indici di quotazione del petrolio, <strong>Brent e Wti, </strong>si muovono sincronizzati. Il calo delle aspettative di produzione dello <em>shale oil </em>statunitense riduce la corsa verso un aumento incontrollato dei prezzi legato al maggior <em>break-even </em>richiesto dagli operatori del settore per non finire in perdita (vicino agli 80 dollari al barile) e nel gioco borsistico internazionale la &#8220;rete&#8221; finanziaria del mercato del petrolio si dimostra resiliente. Questo salva in una fase di elevata volatilità dei mercati il petrolio da shock sistemici potenzialmente rovinosi. Lo abbiamo visto a settembre dopo l&#8217;attacco alle raffinerie saudite: inizialmente si temeva un <a href="https://it.insideover.com/guerra/rischio-boom-del-petrolio-dopo-lattacco-in-arabia-saudita.html" target="_blank" rel="noopener">boom del prezzo del petrolio oltre i 100 dollari</a> al barile per effetto del colpo da ko assestato al Regno wahabita, tuttavia al momento della <a href="https://it.insideover.com/economia/lautunno-caldo-del-petrolio-e-i-rischi-per-leuropa.html">riapertura dei mercati</a> si è assistito a un aumento ben più moderato.</p>
<p>Le dinamiche dell&#8217;ultimo periodo spostano nuovamente il pallino del gioco nelle mani dei grandi produttori, che dovranno necessariamente trovare forme di concertazione meno oligopolistiche. L&#8217;Opec non potrà più fare guerra alla produzione russa, ad esempio, e questo influirà ampiamente sugli scenari geoeconomici. Non è un caso che Mosca intrattenga rapporti con altri grandi produttori: Venezuela, Iran, Arabia Saudita, Iraq. L&#8217;Aie ha parlato recentemente di risorse petrolifere accertate superiori ai 1.600 miliardi di barili: questo vuol dire almeno 50 anni di produzione residua anche incorporando l&#8217;aumento della domanda e l&#8217;evoluzione dei mix energetici. Il petrolio continuerà a condizionare a lungo gli scenari globali.</p>
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		<title>Brent e Wti, quali sono i tipi di petrolio più importanti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/brent-e-wti-quali-sono-i-tipi-di-petrolio-piu-importanti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 05:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Brent]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="677" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212-300x106.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212-768x271.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212-1024x361.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente crisi energetica legata al tracollo della produzione saudita dopo l’attacco dei droni yemeniti a due impianti del Regno wahabita ha sconvolto i mercati petroliferi internazionali. Riportando in emersione, al contempo, il tema delle oscillazioni finanziarie dei principali benchmark petroliferi su cui il prezzo del greggio è calcolato. La gravità dell’attacco in Arabia è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/brent-e-wti-quali-sono-i-tipi-di-petrolio-piu-importanti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="677" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212-300x106.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212-768x271.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Petrolio-Brent-estrazione-La-Presse-e1568658392212-1024x361.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La recente crisi energetica legata al tracollo della produzione saudita dopo l’attacco dei droni yemeniti a due impianti del Regno wahabita <a href="https://it.insideover.com/guerra/rischio-boom-del-petrolio-dopo-lattacco-in-arabia-saudita.html">ha sconvolto i <strong>m</strong>ercati petroliferi internazionali</a>. Riportando in emersione, al contempo, il tema delle oscillazioni finanziarie dei principali benchmark petroliferi su cui il prezzo del greggio è calcolato.</p>
<p>La gravità dell’attacco in Arabia è verificabile dal fatto che il dimezzamento della produzione petrolifera saudita a cinque milioni di barili al giorno abbia impennato il prezzo di due diversi mercati del petrolio: quello di tipo <strong>Brent, </strong>il più comunemente scambiato, e il <strong>Wti (West Texas Intermediate),</strong> panieri che fanno riferimento a due tipologie di greggio estratte rispettivamente nel Mare del Nord e nel Sud degli Stati Uniti.</p>
<p>In entrambi i casi il prezzo del petrolio è calcolato quotidianamente (spot) sulla base di una serie di dinamiche riguardanti la relazione domanda-offerta, la variazione delle scorte, l’evoluzione politica e le sottostanti manovre finanziarie, venendo calcolato al barile (un barile di petrolio corrisponde a 159 litri o 135 chili di greggio). Storicamente i due mercati principali per lo scambio di petrolio erano il Nymex di New York e l’International Petroleum Exchange di Londra (Ipe), ma oggi quest’ultimo è stato sostituito dall’Intercontinental Exchange di Atlanta. Brent e Wti sono quotati dunque su due piazze statunitensi.</p>
<p>I tipi di petrolio si differenziano innanzitutto per caratteristiche fisico-chimiche, la gravità API (peso relativo del greggio rispetto all&#8217;acqua) e il contenuto di zolfo che permette di distinguere tra petrolio <em>sweat</em> e <em>sour </em>(quest’ultimo ha più dello 0,5% di zolfo). <strong>Brent e Wti </strong>sono ottimi punti di riferimento in quanto tipologie di greggio molto ben congeniali alla lavorazione industriale e alla trasformazione in benzina e gasolio: densi, con una quantità di zolfo ridotta che riduce i costi della raffinazione, adatti allo stoccaggio. Il Wti ha una gravità Api pari a 39,6 mentre il Brent presenta una gravità di 38,06, e risulta rispetto al “fratello” nordico un prodotto più pregiato, essendo inoltre maggiormente depurato dallo zolfo.</p>
<p>Storicamente, questo rendeva il Wti notevolmente più costoso del Brent. Ciò consentiva alle compagnie di trasportarlo via nave in America e di metterlo a competizione col Wti prodotto negli Usa. Da gennaio 2011 a oggi il prezzo del WTI è stato quotato a sconto del Brent (a volte anche con differenze di oltre 25 dollari per barile) dopo che negli Stati Uniti si è verificato il boom dello <em>shale oil </em>che ha portato Washington in cima alla classifica dei produttori mondiali. Inoltre, l’apertura delle nuove pipeline, la Keystone e la Gulf Coast, ha causato un calo relativo del prezzo del Wti.</p>
<p><strong>Brent e Wti </strong>sono panieri che si basano su petrolio estratto in pozzi esterni sia all’<strong>Opec </strong>che alla Russia, tra i più importanti produttori mondiali, e risultano condizionati dalle <em>grand strategies </em>di tali attori. Molto spesso, è chiaro, in maniera convergente, come insegna il recente caso saudita. Inoltre, a complicare ulteriormente il quadro vi è il fatto che la maggior parte dell’incremento di domanda proviene dall’Asia orientale, area che non è centro di produzione di greggio ed è estremamente energivora. I due indici rimangono tuttavia due benchmark distinti. A cambiare definitivamente le carte in tavola potrebbe essere il calo della disponibilità dei pozzi nel Mare del Nord: dall&#8217;effettivo proseguimento dell’estrazione sistematica di Brent su larga scala dipenderà il mantenimento della sua rilevanza finanziaria.</p>
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		<title>Nuovi accordi energetici tra Russia e India</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nuovi-accordi-energetici-tra-russia-e-india.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 13:46:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brent]]></category>
		<category><![CDATA[Carbone]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[World Trade Organization (WTO)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="821" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301-768x328.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301-1024x438.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;India e la Russia stanno per sottoscrivere un piano quinquennale di collaborazione nel campo dell&#8217;energia che porrà le basi per l&#8217;apertura di un nuovo &#8220;corridoio energetico per l&#8217;Estremo Oriente&#8221; con l&#8217;intento anche di staccare il mercato globale del petrolio e gas dalla gestione del Wto e del Brent. Il ministro indiano del petrolio e del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/nuovi-accordi-energetici-tra-russia-e-india.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nuovi-accordi-energetici-tra-russia-e-india.html">Nuovi accordi energetici tra Russia e India</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="821" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301-768x328.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sergei-Lavrov-e-il-ministro-indiano-Subrahmanyam-Jaishankar-La-Presse-e1567431961301-1024x438.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>India</strong> e la <strong>Russia</strong> stanno per sottoscrivere un piano quinquennale di collaborazione nel campo dell&#8217;<strong>energia</strong> che porrà le basi per l&#8217;apertura di un nuovo &#8220;corridoio energetico per l&#8217;Estremo Oriente&#8221; con l&#8217;intento anche di staccare il mercato globale del petrolio e gas dalla gestione del Wto e del Brent.</p>
<p>Il ministro indiano del petrolio e del gas naturale, <strong>Dharmendra Pradhan</strong>, reduce da un incontro con il vice ministro del commercio e dell&#8217;industria russo <strong>Viktor Evtukhov</strong> tenutosi a Mosca nel quadro del prossimo 20esimo summit bilaterale tra il premier Modi ed il presidente Putin che si terrà la prossima settimana a <strong>Vladivostok</strong>, ha riferito <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/business/india-business/india-russia-working-on-new-energy-bridge-dharmendra-pradhan/articleshow/70941174.cms" target="_blank" rel="noopener">in un&#8217;intervista al <em>Times of India</em></a> che il piano quinquennale di collaborazione tra Russia ed India è stato firmato e prevederà in particolare nuovi accordi per la fornitura di <strong>carbon coke</strong> oltre a nuovi investimenti e contratti di fornitura nel settore <strong>oil &amp; gas</strong>.</p>
<h2>Il rafforzamento dei legami nell&#8217;Oil &amp; Gas</h2>
<p>L&#8217;India è il terzo Paese al mondo per consumo di energia ed uno dei più grandi importatori di fonti energetiche (importa l&#8217;81% del petrolio ed il 44,5% del gas naturale). La Russia è un produttore chiave del mercato globale ed uno dei maggiori esportatori di petrolio e gas naturale. I due Paesi, quindi, sono naturalmente complementari ed infatti la loro <em>partnership</em> nel campo energetico &#8211; come anche in altri settori &#8211; è di lunga data: quasi 60 anni di relazioni.</p>
<p>Qualche numero ci permette di capire meglio l&#8217;ordine di grandezza di quello di cui stiamo parlando: il <strong>consumo annuale di energia</strong> dell&#8217;India ammonta a circa <strong>723 milioni di tonnellate di petrolio equivalente</strong> (Mtoe), ed è cresciuto del 5,75% nell&#8217;arco del decennio 2007-2017. In particolare si prevede che entro il 2040 la domanda di petrolio sarà arrivata a 10 milioni di barili al giorno a fronte degli attuali 4, mentre il consumo di gas naturale arriverà a 175 miliardi di metri cubi a fronte degli attuali 50.</p>
<p>Attualmente il volume delle esportazioni russe verso l&#8217;India copre il 10% del fabbisogno di gas ed il 5% di quello del petrolio: un risultato ottenuto grazie a recenti accordi tra i due colossi di Stato russi, Gazprom e Rosneft. Nel 2012 <strong>Gazprom</strong> ha siglato un accordo ventennale con Gail per la fornitura annuale di 2,5 milioni di tonnellate di Lng (gas naturale liquefatto) mentre nel 2015 <strong>Rosneft</strong> ha stipulato un contratto decennale con Essar per la fornitura di 100 milioni di tonnellate di petrolio greggio destinate alla raffineria di Vadinar. Come parte di quest&#8217;ultimo accordo Rosneft ha ottenuto il 49% della proprietà della raffineria, la seconda più grande dell&#8217;India.</p>
<p>I tentativi indiani di diventare partner dei maggiori progetti di estrazione in Russia si sono scontrati, non tanto con la politica sanzionatoria che affligge la Russia post crisi per la Crimea (2014), quanto con la rigida politica energetica russa riguardante i settori considerati strategici per l&#8217;economia come quello dell&#8217;oil &amp; gas e con la competizione offerta dalla compagnie occidentali e cinesi che offrono maggiori garanzie.</p>
<h2>Non solo petrolio e gas naturale</h2>
<p>La <em>partnership</em> tra Russia e India non riguarda, però, solamente il settore degli idrocarburi. L&#8217;India sta cercando di completare &#8220;l&#8217;elettrificazione&#8221; del Paese secondo il piano del <strong>Premier Modi</strong> che prevede, entro il 2022, di installare 175 Gw di potenza elettrica da fonti rinnovabili e 10 Gw da nucleare. La capacità totale di energia elettrica prodotta da centrali atomiche è previsto che arrivi a 63 Gw entro il 2032 dagli attuali 6,2 Gw ed è proprio in quest&#8217;ultimo campo che è molto attiva la Russia: <strong>Rosatom</strong>, l&#8217;azienda di stato per l&#8217;energia nucleare russa, è l&#8217;unico partner straniero che ha in essere progetti di costruzione di nuove centrali e sta completando la costruzione dell&#8217;impianto da 1000 Mw di Kudanku-Iam.</p>
<p>L&#8217;India rappresenta un mercato che fa gola alla Russia anche per quanto riguarda il <strong>carbone</strong>: la domanda annuale è aumentata del 9,1% (per un totale di 991,35 milioni di tonnellate) in un periodo che va dal marzo 2018 al marzo 2019. Il carbone, infatti, è una delle prime 5 risorse importate da Nuova Delhi facendone uno dei più grandi importatori al mondo nonostante possieda riserve che la pongono al quinto posto tra i Paesi produttori.</p>
<p>Più in dettaglio l&#8217;importazione di carbone è aumentata dalle 208,27 milioni di tonnellate del 2017/18 sino alle 235,24 milioni di tonnellate del 2018/19. Ecco quindi perché il carbon coke rappresenta uno degli snodi chiave dei recenti accordi energetici che saranno ufficialmente divulgati in dettaglio la prossima settimana.</p>
<p>Uno degli scopi, di lungo termine, di queste trattative, è quello di slegare il commercio delle risorse energetiche dal mercato occidentale e arabo rappresentato dal <strong>Wto</strong> e dal <strong>Brent</strong>: partendo dalla considerazione che il fulcro del commercio di petrolio e gas si è spostato in Asia, un accordo Russia-India che permetta di aggirare i normali canali di commercializzazione potrebbe fare da battistrada per future partecipazioni di altri attori asiatici per la nascita di <strong>un nuovo mercato asiatico</strong> del petrolio slegato dal controllo occidentale.</p>
<p>Una strada maestra che risulta fondamentale per Mosca nel quadro della riduzione del dominio dell&#8217;Occidente sul mercato del petrolio, che resta la principale risorsa dell&#8217;economia russa, e che quindi permetterà di mitigare l&#8217;effetto delle sanzioni internazionali che stanno mettendo in crisi diversi settori dell&#8217;industria, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-scure-delle-sanzioni-si-abbatte-sulla-marina-russa-slittano-le-commesse-e-si-cancellano-programmi.html" target="_blank" rel="noopener">tra cui quello militare</a>. Una possibilità &#8211; che sta diventando più di una mera possibilità &#8211; che sarà sicuramente vista di buon grado dalla <strong>Cina</strong> (o dal Venezuela) e che potrebbe sconvolgere gli equilibri dell&#8217;economia mondiale soprattutto perché slegherà le contrattazioni del greggio e del gas dal <strong>Dollaro</strong>, facendo da apripista affinché questa valuta sia accantonata anche dal mercato di altri beni commerciali, <a href="https://it.insideover.com/economia/da-russia-e-cina-un-addio-al-dollaro.html" target="_blank" rel="noopener">come già sembra si stia pensando di fare</a>.</p>
<p>Si aprono pertanto scenari molto interessanti a livello strategico: se le contrattazioni commerciali ed i flussi bancari si svolgeranno in altra valuta che non sia quella americana, la capacità degli Stati Uniti di colpire unilateralmente con sanzioni internazionali i propri avversari sarà praticamente annullata. A Washington viene riconosciuto il diritto, infatti, di bloccare transazioni e scambi commerciali di Paesi terzi qualora siano effettuati in Dollari, quindi con una valuta su cui hanno la totale sovranità. Da questo punto di vista la fine dell&#8217;egemonia del Dollaro aprirà la possibilità di vedere l&#8217;<strong>Euro</strong> usato come nuova valuta per i mercati del greggio e per le transazioni bancarie, aprendo una nuova era per l&#8217;economia europea, sempre che la Cina non riesca a subentrare con lo <strong>Yuan</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nuovi-accordi-energetici-tra-russia-e-india.html">Nuovi accordi energetici tra Russia e India</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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