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	<title>allunaggio Archives - InsideOver</title>
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	<title>allunaggio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Da Marte alla Luna: cosa non ha funzionato nel programma spaziale russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/da-marte-alla-luna-cosa-non-ha-funzionato-nel-programma-spaziale-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[allunaggio]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mosca costretta a rivedere i propri piani spaziali e a temere una concorrenza internazionale sempre più forte  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/da-marte-alla-luna-cosa-non-ha-funzionato-nel-programma-spaziale-russo.html">Da Marte alla Luna: cosa non ha funzionato nel programma spaziale russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La missione russa <strong>Luna 25</strong> <a href="https://www.ilgiornale.it/news/attualit/collisione-suolo-lunare-distrutta-sonda-luna-25-2198924.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è fallita proprio nella fase finale</a>. Dopo il lancio della sonda che avrebbe dovuto raggiungere il polo sud della <strong>Luna</strong>, uno dei punti più misteriosi del nostro satellite, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/luna-decollata-sonda-russa-soyuz-corsa-conquista-spazio-2195823.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per circa dieci giorni </a>il viaggio sembra non aver fatto emergere anomalie. Qualcosa è andato storto poco prima dell&#8217;allunaggio, mentre nella sede di Mosca della <strong>Roscosmos</strong>, l&#8217;agenzia spaziale russa, ci si preparava a raccogliere le prime immagini inviate dalla sonda. Tra il 19 e il 20 agosto, si legge in una nota di Roscosmos, sono stati persi i contatti con Luna 25 e ogni tentativo di riconnessione non è andato a buon fine. Infine la conferma: il dispositivo che doveva arrivare nelle aree più remote del nostro satellite si è schiantato al suolo. Una circostanza che potrebbe avere anche<strong> connotazioni politiche</strong>, all&#8217;interno come all&#8217;esterno della Russia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni di Mosca nello spazio </h2>



<p>Il nome del progetto Luna 25 non era casuale. La denominazione si poneva in continuità con un&#8217;altra missione, quella chiamata Luna 24 e che risaliva al 1976. Un&#8217;era dove la corsa allo spazio appariva come uno dei campi di battaglia della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra fredda tra Mosca e Washington</a>. Proprio la corsa verso la Luna e verso una maggior conoscenza dell&#8217;universo ha in qualche modo inaugurato il duello tra le due super potenze di allora, <strong>Urss</strong> e <strong>Usa</strong>. Se Washington può annoverare l&#8217;arrivo del primo uomo sulla Luna, Mosca dal canto suo può rivendicare il primato del primo satellite artificiale mandato in orbita attorno la Terra, del primo uomo nello spazio e della prima donna nello spazio. </p>



<p>Obiettivi presentati più di mezzo secolo fa come successi del sistema sovietico e che hanno dato alla Russia una <strong>tradizione</strong> nei voli spaziali di assoluto rispetto. Rimettere mano ai progetti di Roscosmos, ha quindi inevitabilmente rappresentato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una priorità dell&#8217;era Putin</a>. L&#8217;attuale presidente russo ha visto nel rispolvero della tradizione spaziale russa uno degli elementi in grado di ricordare, dentro e fuori la federazione, il ruolo di potenza di Mosca. Da qui le ambizioni sia sulla Luna che su Marte.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti dei progetti spaziali russi</h2>



<p>Il Cremlino però già da un decennio è costretto a fare i conti con la <strong>realtà</strong>. La situazione di oggi è ben diversa da quella dei primi anni di Guerra fredda. I progetti e i programmi drenano molti soldi dal bilancio statale russo e inoltre la stessa Roscosmos è stata raggiunta da scandali e sospetti di corruzione. Un aumento dei finanziamenti decretato durante il secondo mandato di Putin, ha determinato la formazione di un ambizioso <strong>programma</strong> di missioni relative sia all&#8217;esplorazione della Luna che di Marte. </p>



<p>Molti obiettivi però non sono stati raggiunti. Nel gennaio 2012 ha suscitato scalpore il fallimento della missione <strong>Fobos Grunt</strong>, il cui vettore avrebbe dovuto raggiungere proprio Fobos, uno dei satelliti di Marte. Sviluppata insieme all&#8217;agenzia spaziale cinese grazie a un accordo siglato nel 2007, la missione sotto il profilo politico era destinata anche a cancellare l&#8217;onda del fallimento di <strong>Mars 96</strong>. Quest&#8217;ultimo era il nome dato al progetto, sviluppato questa volta con le agenzie spaziali europee nel 1996, per lanciare la concorrenza alla Nasa nell&#8217;esplorazione di Marte. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Failed Russian space probe plunging back to Earth" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/q6CHdwrWpJQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_q6CHdwrWpJQ");</script>
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<p>La sonda Mars 96 ha finito la sua corsa, nel novembre del 1996, nell&#8217;Oceano Pacifico a causa del malfunzionamento del razzo vettore Proton. Nel gennaio 2012 la stessa sorte è toccata per l&#8217;appunto alla sonda Fobos Grunt. Lanciata nel novembre del 2011, il satellite è rimasto in orbita attorno alla Terra per poco più di due mesi e un malfunzionamento ha impedito la prosecuzione del viaggio verso Fobos e Marte. Il 15 gennaio successivo, la sonda è così precipitata a largo delle coste cilene. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fallimento di Luna 25</h2>



<p>Accantonati i progetti relativi a Marte, Mosca si è quindi concentrata sulla Luna. La missione Luna 25 aveva tra gli obiettivi proprio quello di un ritorno della Russia nell&#8217;esplorazione lunare, interrotta negli anni &#8217;70 quando la corsa allo spazio non ha più rappresentato un elemento decisivo nell&#8217;ambito del confronto con gli Usa. Ma anche in questo caso, lo schianto della sonda sulla superficie lunare ha costretto il Cremlino ad ingoiare l&#8217;ennesima delusione su questo fronte. </p>



<p>Incidenti del genere sono sempre messi in conto, tanto in Russia quanto negli Usa e negli altri Paesi che stanno sviluppando programmi simili, ma il fallimento di una nuova missione apre<strong> numerosi interrogativi</strong>. Luna 25 è costata svariati milioni di Rubli, al pari della Fobos Grunt. E dopo ritardi nella progettazione e nel lancio delle sonde, in entrambi i casi gli obiettivi non sono stati raggiunti. In futuro, l&#8217;opinione pubblica potrebbe quindi non dare un forte sostegno ai prossimi programmi. E c&#8217;è chi sospetta come, specialmente da adesso in poi, lo sviluppo di eventuali progetti da parte di Roscosmos potrebbero essere visti come uno sperpero di denaro piuttosto che come uno strumento scientifico e politico in mano alla Russia. </p>



<p>A livello internazionale poi, il fallimento di Luna 25 è uno smacco non indifferente. Nel pieno della <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html">guerra in Ucraina</a>, dover annotare lo schianto della propria sonda sul nostro satellite non aiuta certo i piani del Cremlino volti a presentare la Russia come una potenza antagonista all&#8217;attuale ordine statunitense. Sul caso è stata già annunciata un&#8217;inchiesta interministeriale, ulteriore segno di come il fallimento della missione potrebbe avere risvolti in grado di andare ben oltre Roscosmos. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della corsa allo spazio tra le grandi potenze</h2>



<p>Mosca inoltre deve confrontarsi con un altro elemento di novità rispetto agli anni della guerra fredda. La corsa allo spazio non è più solo un affare tra Stati Uniti e Russia. Altre potenze si stanno affacciando e altri attori sono pronti a ritagliarsi un proprio ruolo nell&#8217;esplorazione spaziale. Nei prossimi giorni, proprio sulla Luna è previsto l&#8217;arrivo di una sonda indiana lanciata lo scorso 14 luglio. <strong>Chandrayaan-3</strong>, questo il nome della sonda, rappresenta ad oggi il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;industria spaziale di <strong>New Delhi</strong>. Un settore su cui si sta investendo molto e che appare sempre più in crescita. </p>



<p>C&#8217;è poi ovviamente la <strong>Cina</strong>, da molti considerata come la vera candidata a un ruolo di antagonista agli Usa nelle future esplorazioni spaziali. Il successo delle missioni lunari <strong>Chang&#8217;e</strong>, sviluppate tra il 2007 e il 2020, ha dato a Pechino credenziali importanti anche in vista di possibili missioni su Marte. Anche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Giappone</strong> stanno intensificando i propri sforzi nel settore, così come è da tenere in considerazione il contributo dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (<strong>Esa</strong>) nelle varie missioni internazionali.</p>



<p>Lo spazio attorno alla Terra è quindi sempre più &#8220;trafficato&#8221; e solcato da mezzi e satelliti di diversi Paesi. Per Mosca questo si traduce in una maggiore concorrenza, impossibile però al momento da arginare solo facendo un richiamo ai fasti della propria tradizione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/da-marte-alla-luna-cosa-non-ha-funzionato-nel-programma-spaziale-russo.html">Da Marte alla Luna: cosa non ha funzionato nel programma spaziale russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Elezioni e programma spaziale: perché gli Usa vogliono tornare sulla luna</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-programma-spaziale-perche-usa-vogliono-tornare-sulla-luna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<category><![CDATA[Esplorazione spaziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se a John F. Kennedy vanno riconosciute due grandi invenzioni sono senza dubbio la Nuova Frontiera e la &#8220;promessa&#8221; di andare sulla luna. Era il settembre 1962 quando l&#8217;allora presidente, di fronte a una platea di 40mila persone nello stadio della Rice University in Texas, tenne un discorso passato alla storia con il titolo We choose &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-programma-spaziale-perche-usa-vogliono-tornare-sulla-luna.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-programma-spaziale-perche-usa-vogliono-tornare-sulla-luna.html">Elezioni e programma spaziale: perché gli Usa vogliono tornare sulla luna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se a John F. Kennedy vanno riconosciute due grandi invenzioni sono senza dubbio la Nuova Frontiera e la &#8220;promessa&#8221; di <strong>andare sulla</strong> <strong>luna</strong>. Era il settembre 1962 quando l&#8217;allora presidente, di fronte a una platea di 40mila persone nello stadio della Rice University in Texas, tenne un discorso passato alla storia con il titolo <em>We choose to go to the Moon</em>: Kennedy spiegò come gli Stati Uniti avevano scelto d&#8217;investire nelle spedizioni spaziali, individuando la luna come meta, per vincere la competizione pacifica dell&#8217;esplorazione dello Spazio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="John F. Kennedy: &quot;Abbiamo deciso di andare sulla Luna&quot; | Sub ITA" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/t745UL7TdCE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_t745UL7TdCE");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">1962: la Frontiera si sposta sulla luna</h2>



<p>&#8220;Abbiamo scelto di andare sulla luna in questo decennio e di fare le altre cose non perché siano facili, ma perché sono difficili. Perché questo obiettivo servirà per organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità&#8221;. Quella scadenza così stringente bastò a gettare nel panico tecnici e scienziati della <strong>Nasa</strong>, assolutamente impreparati a quel timer che ormai pendeva sulle loro teste. L&#8217;azzardo di promettere la luna si inseriva in una precisa strategia di propaganda che serviva a recuperare terreno nei confronti di un&#8217;Unione Sovietica che tra <em>Sputnik</em> e <strong>Yury Gagarin</strong> aveva strappato il primato dello Spazio.</p>



<p>La promessa, mantenuta, della luna era una <strong>manovra distrattiva</strong> che spostava la Frontiera nel Cosmo, traslando l&#8217;idea del Destino Manifesto oltre l&#8217;orbita terrestre. Era una promessa scientifica, politica, era retorica del sogno nel solco della tradizione progressista. Sette anni dopo, la <strong>missione Apollo 11 </strong>realizzava il primo passo dell&#8217;uomo sul nostro satellite. Kennedy era morto sei anni prima: i suoi successori non esitarono a raccogliere il capitale politico del programma spaziale. Per Lyndon B. Johnson lo Spazio era diventato uno strumento politico ancora più sfaccettato, fornendo un parallelo &#8220;romantico&#8221; per i suoi programmi sociali sulla Terra. Anche per Richard M. Nixon la missione Apollo rappresentò un&#8217;opportunità sfruttabile al momento giusto. Sebbene fosse stato proposto da uno dei suoi più feroci rivali cooptò il Progetto Apollo a sostegno del suo programma di relazioni estere, appuntandosi al petto la medaglia di presidente della nazione che aveva appena realizzato il primo allunaggio: era l&#8217;Operazione Moonglow.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riportare l&#8217;America sulla luna</h2>



<p>Più di cinquant&#8217;anni dopo, gli Stati Uniti <em>ci riprovano</em>. E lo fanno nutrendo la <em>suspance</em> che porterà al nuovo storico allunaggio a stelle e strisce. Questo il senso del <strong>programma Artemis</strong> che riporterà in auge le atmosfere alla <em>Fly me to the moon</em> nel 2025. Alla vigilia di una delle campagne elettorali più complesse della storia, con il clima delle primarie che si scalda, i guai giudiziari di Trump e un&#8217;intricata situazione geopolitica mondiale, Washington tenta il “metodo Kennedy”: far sognare gli americani (e forse, il mondo). La Nasa, dopo oltre 50 anni, ha infatti programmato una missione umana intorno alla luna nel <strong>novembre 2024</strong>: dalla data esatta dipenderà l&#8217;esito politico dell&#8217;impresa, ovvero galvanizzare gli elettori o omaggiare il nuovo presidente. Ma come nel 1969, la nuova missione lunare mira a promuovere una certa idea di America che sembra ormai tendere al ribasso: l&#8217;equipaggio che vi prenderà parte ha una donna al suo interno, l&#8217;ingegnera americana Christina Koch e Victor Glover, il primo afroamericano in una missione lunare. Tutti dettagli che sono sintomo del tentativo di comunicare una “Nuova Frontiera”. </p>



<p>Succederà alla fine del 2024, a 52 anni dall&#8217;ultima missione Apollo del 1972. Gli astronauti saranno a bordo della missione Artemis II, la prima con equipaggio del programma lunare Artemis. Nell&#8217;arco di 10 giorni, volerà fin dietro la faccia nascosta della luna, spingendosi più lontano dalla Terra di quanto non abbia mai fatto un essere umano. Ad annunciarlo il 3 aprile scorso, il numero uno della Nasa, Bill Nelson, in un <a href="https://twitter.com/i/broadcasts/1BdxYyRaEbzxX" target="_blank" rel="noreferrer noopener">evento al Johnson Space Center di Houston</a>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-391567" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-1536x1536.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-2048x2048.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli astronauti della Nasa protagonisti della missione Artemis II: Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen. Foto: Epa/Josh Valcarcel.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Elezioni presidenziali e missione sulla luna:</h2>



<p>Una scelta casuale quella di annunciare la missione proprio mentre gli occhi erano tutti puntati sul caso Trump? L’allunaggio sarà invece l&#8217;obiettivo della missione Artemis III, prevista per il 2025. Ma chi aveva avuto l&#8217;onore di proclamare il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/mai-nessuno-cos-lontano-terra-cos-voleranno-intorno-luna-2134538.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ritorno sulla luna</a> entro il 2024, proprio come Kennedy nel 1962? <strong>Donald Trump </strong>nel 2017. Una scadenza per che era parsa ancora una volta una corsa contro il tempo, più ambiziosa che reale. Tanto che i funzionari della Nasa avevano bollato, ancora una volta, questi annunci a scadenza come prove da sforzo politiche, consentendo ai manager di regnare sugli ingegneri. Resta però lo scarto temporale tra chi annuncia le missioni e chi ne gode, tanto da rendere questo tipo di investimenti perennemente incerti. Come in questo caso, sincronizzare la corsa allo Spazio con il <strong>calendario politico</strong> crea complicazioni: questo significa che se qualcosa dovesse andare storto a pagarne le conseguenze sarà sempre chi &#8220;eredita la missione&#8221;, con tutte le conseguenze politiche del caso. </p>



<p>L&#8217;agenzia spaziale americana riscuote notoriamente un sostegno <em>bipartisan</em>, tuttavia il controllo del Congresso (e  del Senato) è fondamentale per poter potenziare i programmi di spesa necessari alle missioni e alla loro sicurezza: questo significa che quello del 2024 è un meccanismo perfettamente sincronizzato dal quale dipenderà il futuro prossimo della politica spaziale americana.</p>



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