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	<title>zarif Archives - InsideOver</title>
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	<title>zarif Archives - InsideOver</title>
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		<title>Stati Uniti, le trattative sotto bancoper salvare l&#8217;accordo sul nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trattative-nucleare-trump-iran-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2018 14:27:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527-1024x637.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;accordo sul nucleare iraniano continua a tenere banco. È lì che passa buona parte del destino del Medio Oriente e probabilmente del mondo. Per l&#8217;Iran un accordo epocale. Per Germania, Francia e Regno Unito un trattato che va mantenuto. Per gli Stati Uniti di Donald Trump e Israele, un accordo da rivedere. Se non da stracciare. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trattative-nucleare-trump-iran-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trattative-nucleare-trump-iran-usa.html">Stati Uniti, le trattative sotto bancoper salvare l&#8217;accordo sul nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1499976900-lapresse-20170713220008-23759527-1024x637.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a style="color: #0000ff" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-03-14/il-terribile-accordo-nucleare-iraniano-che-trump-vuole-cancellare-190148.shtml?uuid=AEDjf3GE">L&#8217;accordo sul nucleare iraniano</a> continua a tenere banco. È lì che passa buona parte del destino del Medio Oriente e probabilmente del mondo. Per l&#8217;Iran un accordo epocale. Per <strong>Germania</strong>, <strong>Francia</strong> e <strong>Regno Unito</strong> un trattato che va mantenuto. Per gli Stati Uniti di Donald Trump e Israele, un accordo da rivedere. Se non da stracciare.</p>
<p>Ma le pressioni affinché l&#8217;accordo regga ci sono. E <strong>Trump</strong>, nonostante la sua retorica fatta di tweet e minacce, è consapevole che mantenere uno scheletro di accordo con Teheran sia molto importante. La guerra, specie in Medio Oriente, non è mai un&#8217;ipotesi remota. E <strong>Israele</strong> e Iran sono da tempo sull&#8217;orlo del precipizio, con il rischio di coinvolgere tutto un mondo di potenze regionale e internazionali. Per questo, molti stanno correndo ai ripari.</p>
<p>I negoziati sotto banco per mantenere vivo l&#8217;accordo</p>
<p><strong>Emmanuel Macron</strong> , <strong>Angela Merkel</strong> e <strong>Mohammed Yavad Zarif</strong> saranno presenti questa settimana, per motivi diversi, negli Stati Uniti. Il presidente francese, il cancelliere tedesco e il ministro degli esteri iraniano sono fra i più fermi sostenitori del salvataggio dell&#8217;accordo nucleare del 2015.</p>

<p>Il presidente francese è arrivato ieri a Washington e <a style="color: #0000ff" href="https://www.facebook.com/EmmanuelMacron/videos/2148992055333369/">ha pubblicato su Facebook</a> il suo arrivo alla <strong>Casa Bianca</strong>. Il cancelliere tedesco arriva venerdì per un vertice con Trump che si preannuncia particolarmente teso. Il ministro degli esteri iraniano trascorrerà la settimana a New York. I<strong> due leader europei</strong> e il potente capo della diplomazia iraniana<a style="color: #0000ff" href="http://abcnews.go.com/International/macron-merkel-expected-push-trump-keeping-us-iran/story?id=54666253"> stanno lavorando per cercare di convincere l&#8217;amministrazione Usa </a>a fare qualche passo in avanti verso un ripensamento dell&#8217;ostilità verso l&#8217;Iran.</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="https://www.debka.com/trump-starts-indirect-negotiations-with-iran-ahead-of-his-summit-with-kim/">Secondo fonti dell&#8217;intelligence israeliana</a>, questa settimana sono stati avviati contatti fra le rispettive cancellerie per cercare di arrivare a una soluzione. Accordi che, a detta delle fonti, includerebbero anche la Siria. I documenti preparatori per arrivare a <strong>un accordo-quadro fra le potenze occidentali</strong> coinvolte  sono stati elaborati da un team di diplomatici statunitensi, francesi, tedeschi e britannici. L&#8217;obiettivo è quello di arrivare a <strong>una politica condivisa</strong> sull&#8217;Iran che preveda: il divieto di sviluppare armi nucleare dopo il 2025; intensificazione delle indagini degli ispettori dell&#8217;Aiea; stop al programma missilistico iraniano.</p>
<p>L&#8217;intervista di Zarif</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="https://www.cbsnews.com/news/transcript-extended-interview-with-mohammad-javad-zarif/">Nella sua intervista alla <em>Cbs</em></a>, il ministro degli Esteri Zarif ha espresso alcuni concetti molto chiari sull&#8217;accordo per il nucleare e sulla Siria. E ha dimostrato, ancora una volta, di essere uno dei diplomatici più interessanti del panorama internazionale.</p>

<p>Nell&#8217;intervista, alla durezza di alcuni messaggi, Zarif ha anche fatto alcune piccole ma significative aperture. Tra le sue parole traspare non solo la volontà difendere l&#8217;accordo, ma anche la volontà di lanciare messaggi mirati a chi di dovere. Il ministro iraniano ha chiesto agli Stati Uniti di rimuovere le <strong>sanzioni economiche</strong>, riaffermando quanto già detto altre volte: in caso di ritiro dall&#8217;accordo degli Usa, l&#8217;Iran riprenderà il programma nucleare.</p>
<p>Questo perché &#8220;il resto del mondo non può chiederci implementare unilateralmente un accordo che è già stato rotto&#8221;. Ha poi fatto capire ai partner europei dell&#8217;accordo, in particolare Francia e Germania, che i loro tentativi di raggiungere un accordo non sono stati apprezzati da Teheran</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>Siria</strong>, Zarif ha espresso concetti chiari e molto utili per capire quali potrebbero essere le vie di un possibile accordo. Innanzitutto, ha voluto ribadire che l&#8217;Iran non cerca la guerra con Israele. Ha anzi detto che l&#8217;Iran è lì per combattere il <strong>terrorismo</strong> e rimarrà finché questo non sarà sconfitto. Stesso ragionamento lo ha fatto con riferimento a <strong>Hezbollah</strong>, che per Israele rappresenta un problema fondamentale.</p>
<p><a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2018/04/iran-zarif-nuclear-deal-trump-macron-merkel.html">In un&#8217;intervista ad <em>Al-Monitor</em></a>, alla domanda sulla possibilità che Hezbollah si ritiri dalla Siria non appena finiscano le minacce terroriste, Zarif ha risposto in maniera assolutamente affermativa. &#8221; Non abbiamo bisogno di farlo. Se gli Hezbollah non sono necessari in Siria, <strong>non hanno motivo di rimanere</strong>. Hanno la propria casa da difendere, e hanno la loro casa dove stare, e hanno la loro casa da costruire&#8221;.</p>

<p>L&#8217;idea, quindi, è che ci sia la base per trattare. Una volta assicurata la permanenza di Bashar al Assad e il mantenimento dell&#8217;unità territoriale siriana, l&#8217;Iran è disposto a fare delle concessioni. Ma dall&#8217;altra parte, deve esserci la stessa propensione. <strong>John Bolton</strong> e <strong>Mike Pompeo</strong> non sembrano essere le persone più aperte al dialogo, almeno al momento. E molto dipenderà anche dalla pressioni di Israele. <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha recentemente definito Zarif come &#8220;il ministro degli Esteri di una nazione che invia droni armati contro Israele e missili balistici contro l&#8217;Arabia Saudita&#8221;.</p>
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		<title>Zarif da New York avverte Kim: &#8220;Aspetta le decisioni sul nucleare&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zarif-new-york-avverte-kim-aspetta-le-decisioni-sul-nuclear-deal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 11:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuclear Deal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="943" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-1024x644.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Anche se non è ancora certa la data dell’incontro storico che, salvo ulteriori colpi di scena, dovrebbe tenersi tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, c’è la possibilità che a Pyongyang stiano aspettando con interesse per vedere che decisioni prenderà Trump sul Nuclear Deal con l’Iran, l’accordo sul &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/zarif-new-york-avverte-kim-aspetta-le-decisioni-sul-nuclear-deal.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zarif-new-york-avverte-kim-aspetta-le-decisioni-sul-nuclear-deal.html">Zarif da New York avverte Kim: &#8220;Aspetta le decisioni sul nucleare&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="943" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-1024x644.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Anche se non è ancora certa la data dell’incontro storico che, salvo ulteriori colpi di scena, dovrebbe tenersi tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, <strong>c’è la possibilità che a Pyongyang stiano aspettando con interesse per vedere che decisioni prenderà Trump sul Nuclear Deal</strong> con l’Iran, l’accordo sul nucleare considerato il fiore all’occhiello dell’amministrazione Obama. I due eventi sembrano cadere a ridosso l’uno dell’altro: il presidente statunitense deciderà se applicare nuove e dure sanzioni contro Teheran il 12 maggio, mentre le <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.tpi.it/2018/04/21/trump-kim-jong-un-incontro-maggio/" target="_blank">ultime indiscrezioni</a><em>  </em>dicono che l’incontro tra i leader attualmente al centro dell’attenzione mondiale potrebbe avvenire entro maggio. </p>

<p>A Pyongyang dovrebbero guardare con interesse verso Washington per vedere cosa accadrà il 12 maggio. <strong>Questo il ministro degli Esteri iraniano Zarif</strong> – attualmente in viaggio negli Stati Uniti per fare lobbying in vista della decisione sul <strong>JCPOA</strong> (Joint Comprehensive Plan Of Action) – lo sa bene e per questo in un’intervista rilasciata alla <em><a href="https://www.cbsnews.com/news/iran-ready-to-resume-nuke-program-if-us-leaves-deal-foreign-minister-warns/" target="_blank">Cbs</a>  </em>ha deciso di lanciare un messaggio chiaro: “<strong>Se gli Stati Uniti decideranno di ritirarsi dall’accordo gli attori internazionali sapranno come si comportano gli americani</strong> quando stringono un accordo: semplicemente, non lo rispettano.” Il ministro degli Esteri iraniano può fare affidamento anche sul giudizio della comunità internazionale che non perde occasione per invitare Washington a rispettare l’accordo con Teheran e le dichiarazioni di Zarif possono essere viste come un monito a <strong>Kim Jong-un in vista dell’incontro che avrà con Trump</strong> per procedere con la denuclearizzazione della Corea del Nord. </p>

<p><strong>Zarif è arrivato a New York</strong> il 19 aprile in vista dell&#8217;incontro di alto livello sulla costruzione e il sostegno alla pace che si terrà alle Nazioni Unite il 24 e 25 aprile prossimo. Qui, oltre ai messaggi più o meno diretti verso il leader nordcoreano, ha affermato durante l’intervista alla Cbs che “l&#8217;Iran <strong>riprenderà il suo programma nucleare</strong> a un ritmo più veloce se gli Stati Uniti si ritireranno dall&#8217;accordo sul nucleare firmato nel luglio 2015.” Il ministro degli Esteri iraniano durante l’intervista ha voluto sottolineare come il suo paese non abbia mai avuto la volontà di usare il nucleare con l’intento di sviluppare un arsenale nucleare, piuttosto per sfruttarne l’aspetto energetico. Infine Zarif ha dichiarato: “Abbiamo una serie di opzioni e quelle per la ripresa del programma nucleare sono pronte. Vedremo cosa deciderà il presidente statunitense.”</p>
<p>L’accordo sul nucleare iraniano o JCPOA è stato firmato nel luglio 2015 dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza <strong>Onu</strong>, ovvero Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti più la Germania. Donald Trump durante la campagna elettorale non ha perso occasione per indicare l’accordo considerato il successo di Obama come un “disastro.” In realtà tra le tante nefandezze commesse dall’amministrazione Obama l’accordo sul nucleare può essere considerato davvero un successo diplomatico. In controcorrente rispetto all’attitudine americana sempre più incline verso il mondo sunnita guidato dall’Arabia Saudita piuttosto che verso quello sciita dell’Iran, <strong>l’accordo del 2015</strong> sembrava concedere delle aperture verso Teheran. </p>

<p>In realtà l’accordo era molto sfavorevole per l’Iran, che per esempio non ha comunque mai avuto la possibilità di intrattenere rapporti normali con le <strong>banche internazionali</strong> compromettendo significativamente la sua capacità di ripresa. Però poteva essere visto come un segnale positivo. Ora la retorica anti-iraniana si è acuita, anche a causa della sua <strong>vittoria insieme alla Russia e alle milizie di Hezbollah nel conflitto siriano</strong>, ma la mossa di Zarif è stata davvero ottima. E’ consapevole di come si trovi in una posizione di svantaggio rispetto agli Stati Uniti quando sono seduti al tavolo delle trattative. <strong>L’incontro annunciato tra Trump e Kim Jong un però gli ha fornito un ottimo assist per invitare il presidente statunitense alla pacatezza il 12 maggio</strong>, quando dovrà decidere cosa fare del Nuclear Deal: stracciarlo definitivamente applicando nuove sanzioni all’Iran o scegliere un approccio più diplomatico? Lo vedremo il 12 maggio. Appuntamento atteso con interesse anche in Corea del Nord. E chissà che la decisione sul JCPOA non possa influire sull’attitudine nordcoreana per quanto riguarda la denuclearizzazione chiesta da Washington.</p>
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		<title>Le Drian va in Iran in cerca di un patto  Sul tavolo Siria e accordo sul nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-drian-accordo-iran-siria-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2018 12:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La diplomazia francese si muove per trovare un patto con l&#8217;Iran. Oggi, a Teheran, l&#8217;incontro fra il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian e le autorità iraniane,  in particolare con Mohammad Javad Zarif. Sul tavolo due dossier scottanti: l&#8217;accordo sul nucleare e la guerra in Siria. Due questioni che sono strettamente legate, specialmente per la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-drian-accordo-iran-siria-nucleare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-drian-accordo-iran-siria-nucleare.html">Le Drian va in Iran in cerca di un patto  Sul tavolo Siria e accordo sul nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180301133800_25848578-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La diplomazia francese si muove per trovare un patto con l&#8217;Iran. Oggi, a <strong>Teheran</strong>, l&#8217;incontro fra il ministro degli Esteri francese, <strong>Jean-Yves Le Drian</strong> e le autorità iraniane,  in particolare con <strong>Mohammad Javad Zarif</strong>. Sul tavolo due dossier scottanti: l&#8217;accordo sul nucleare e la guerra in Siria. Due questioni che sono strettamente legate, specialmente per la possibilità che la Francia intervenga militarmente in Siria nell&#8217;ambito della coalizione internazionale.</p>
<p>Il ministro degli Esteri dell&#8217;era <strong>Macron</strong> ha un obiettivo imprescindibile: salvare <strong>l&#8217;accordo sul nucleare con l&#8217;Iran</strong>. Un accordo in cui la Francia si è impegnata molto soprattutto per la possibilità di investimento delle aziende francesi nel mercato iraniano. Gli<strong> accordi commerciali e industriali</strong> siglati subito dopo la fine delle sanzioni in settori strategici dell&#8217;Iran non possono essere messi in dubbio. Si parla del settore del gas, automobilistico, aeronautico e infrastrutturale. Settori-chiave per l&#8217;economia francese per quella dell&#8217;Iran, che brama una modernizzazione bloccata dalle sanzioni.</p>

<p>Le Drian intende salvaguardare l&#8217;accordo chiedendo all&#8217;Iran qualcosa in cambio. E questo qualcosa riguarderà soprattutto il <strong>programma di missili balistici</strong> e le ambizioni regionali, in particolare in Siria. Sul fronte dei missili balistici, il segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale, <strong>Ali Shamkhani</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://en.isna.ir/news/96121407767/France-opposes-to-US-stance-toward-JCPOA-Le-Drian">ha già detto al ministro francese </a>che &#8220;è in linea con la nostra politica difensiva, che non rappresenta una minaccia per alcun Paese&#8221;. Anzi, il funzionario iraniano ha criticato i Paesi europei per aver tradito l&#8217;accordo sul nucleare concedendo a Donald Trump la possibilità di modificarlo per non interromperlo del tutto.</p>
<p>Una sensazione che ribadisce quanto detto dal ministro degli Esteri, <strong>Zarif</strong>, che ha criticato il cosiddetto&#8221;<strong>estremismo</strong>&#8221; dei Paesi europei nei confronti dell&#8217;Iran in un&#8217;intervista pubblicata a poche ore dal vertice con il suo omologo di Parigi. &#8220;Per mantenere gli Stati Uniti nell&#8217;accordo sul nucleare iraniano, i Paesi europei sono stati affetti da estremismo e questo alla fine farà male alla politica dell&#8217;Europa&#8221;. &#8220;Al momento &#8211; ha ribadito Zarif &#8211; in due hanno <strong>violato l&#8217;accordo</strong> sul nucleare: gli Usa e gli europei. Gli statunitensi a causa della politica di Washington e gli europei a causa della politica americana&#8221;. </p>

<p>Con  queste premesse, il vertice di Teheran non sembra che possa facilmente orientarsi verso la risoluzione delle controversie. Al contrario, la situazione appare anche più delicata in virtù della complessa crisi siriana, in cui Iran e Siria si trovano su posizioni opposte. Di recente, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha spesso parlato della situazione umanitaria nella Ghouta orientale e ne ha parlato anche prima del vertice fra i ministri degli Esteri nel corso di una telefonata con <strong>Hassan Rohani</strong>.</p>
<p>Macron, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.elysee.fr/communiques-de-presse/article/communique-iran-syrie-entretien-telephonique-entre-le-president-de-la-republique-francaise-emmanuel-macron-et-le-president-de-la-republique-islamique-d-iran-hassan-rohani/">a detta di quanto suggerito da una dichiarazione ufficiale dell&#8217;Eliseo</a>, ha &#8220;fortemente&#8221; esortato Rohani a esercitare tutte le &#8220;pressioni necessarie sul regime siriano perché metta fine agli attacchi indiscriminati contro i civili assediati della <strong>Ghouta orientale</strong>, consenta l&#8217;accesso umanitario e permetta l&#8217;evacuazione delle persone più a rischio&#8221;. E poche settimane fa, <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/siria-macron-colpiremo-in-caso-di-prove-di-uso-armi-chimiche_3123171-201802a.shtml">ha sostenuto la possibilità di un intervento militare</a> in Siria qualora la comunità internazionale (leggasi coalizione internazionale a guida Usa) produca le prove certe di un attacco con armi chimiche da parte delle forze armate siriane. </p>

<p>Iran e Francia si giocano molto in Medio Oriente. Per l&#8217;Iran, chiaramente, la costruzione dell&#8217;asse sciita che lo leghi al Mediterraneo è fondamentale. Ma anche per la Francia di Macron, che punta a riottenere un ruolo di potenza internazionale, la carta siriana, anche per gli storici legami della regione con Parigi, non va sottovalutata nel mazzo di possibilità dell&#8217;Eliseo. Entrambi gli Stati però possono puntare a un&#8217;arma comune, pur con diverse motivazioni: la <strong>regressione della leadership degli Stati Uniti</strong>. Macron vuole prendersi non solo la guida dell&#8217;Europa, ma anche contrapporre la visione di Parigi a quella di Washington, come già fatto proprio con l&#8217;accordo con l&#8217;Iran. Rohani, dal canto suo, può sfruttare il desiderio francese di scalzare gli Usa in alcune questioni e rafforzare i legami con l&#8217;Europa e la Siria può diventare, ancora una volta, fondamentale.</p>
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		<title>Così l&#8217;Unione europea si avvicina all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-si-avvicina-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 07:23:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La cerimonia d’insediamento di Rouhani alla presidenza dell’Iran è stata l’occasione giusta per l’incontro fra l’Alto Rappresentante per la Politica estera dell&#8217;Unione europea, Federica Mogherini, e il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, Mohammad Javad Zarif. Un incontro di fondamentale importanza alla luce della complessa situazione mondiale in cui si rende sempre più chiaro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-si-avvicina-alliran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/LAPRESSE_20170803150520_23944947-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La cerimonia d’insediamento di Rouhani alla presidenza dell’Iran è stata l’occasione giusta per l’incontro fra l’Alto Rappresentante per la Politica estera dell&#8217;Unione europea, <strong>Federica Mogherini</strong>, e il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, <strong>Mohammad Javad Zarif</strong>. Un incontro di fondamentale importanza alla luce della complessa situazione mondiale in cui si rende sempre più chiaro il distacco fra la politica estera degli Stati Uniti e quella dell’Iran. Un conflitto, per ora solo diplomatico, almeno formalmente, che si aggiunge al già intricato tema delle relazioni con i Paesi del Golfo Persico, e che rende l’Iran un soggetto internazionale estremamente importante per la stabilità mondiale. L’inasprimento delle sanzioni contro Teheran volute dagli Stati Uniti arrivano in un momento di forti tensioni in tutto il quadro politico mondiale. Una situazione di conflittualità costante che vede gli Stati Uniti d’America impegnati contro la Russia, la Cina, l’Iran, e in via soltanto sussidiaria contro la Corea del Nord e il Venezuela, e che lascia l’Europa divisa al suo interno fra chi sostiene l’operato di Washington e chi invece opta per una politica più morbida, soprattutto per evitare che le perdite economiche e di leadership europee siano ancora più gravi.</p>

<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;581&#8243; gal_title=&#8221;Linsediamento di Rouhani&#8221;]</p>

<p>L’incontro fra Federica Mogherini e Zarif s’inserisce in questo contesto. Da una parte la storica convergenza d’interessi fra Unione europea e Stati Uniti, che per decenni hanno rappresentato i due fari dell’ordine internazionale liberale, e dall’altra parte la necessità per l’Ue di non mettersi di traverso rispetto a un partner commerciale fondamentale quale l’Iran di Rouhani. L’Iran e l’Europa sono due mondi che si guardano e si studiano, ma che non possono fare a meno l’uno dell’altro. <strong>La reciproca importanza per le rispettive economie è indiscutibile</strong> e i contratti che le aziende europee stanno strappando con lo Stato iraniano mostrano come ci sia tutto l’interesse per l’industria del Vecchio Continente nel confrontarsi con un mercato in crescita come quello dell’Iran. Proprio per questo motivo, l’Unione Europea ha voluto mostrarsi sempre ferma nel <strong>rispetto degli accordi sul nucleare</strong>, e ha contestato la volontà statunitense di inasprire i rapporti con Teheran in un momento in cui sembrava che ci si potesse attendere un consolidamento del dialogo con la vittoria di Rouhani. La rivisitazione dell’accordo sul nucleare proposta da <strong>Donald Trump</strong> è quanto di più distante da questa riappacificazione, e l’Unione europea si sta impegnando affinché ciò non avvenga. &#8220;La Comunità internazionale persegue interessi comuni con l&#8217;Iran riguardo all&#8217;accordo sul nucleare. L&#8217;Unione europea sostiene con forza l&#8217;accordo, e questa è la posizione comune di tutti gli Stati europei&#8221; ha detto l’Alto rappresentante durante l’incontro con Zarif. Che tra l&#8217;altro, ha anche voluto sottolineare come la collaborazione fra Iran ed UE sarà estesa in altri settori, non solo economici. E sono parole che rappresentano una boccata d’ossigeno non secondaria in un quadro diplomatico fragilissimo.</p>

<p>L’Unione europea è stata molto chiara nel delimitare i confini di apertura verso l’Iran. Il programma missilistico di Teheran deve essere bloccato totalmente, mentre l’accordo sul nucleare deve essere rispettato alla lettera. Non si accettano deviazioni da parte di Bruxelles. Anche nelle difficoltà di trovare una linea comune tra Unione Europea e Stati Membri, resta comunque chiaro il fatto che oggi in Europa non c’è nessuno che possa né voglia privarsi di un partner economico come l’Iran, né tantomeno in Iran si pensa di poter privare il Paese delle tecnologie e dei prodotti industriali provenienti dall’Europa. Ma oltre ai profili economici, per l’Iran è fondamentale avere un’Europa collaborativa rispetto agli Stati Uniti, perché è l’unico soggetto politico in grado di poter mediare fra Teheran e Washington. Questo tema è stato particolarmente evidente nelle dichiarazioni di Zarif a margine dell’incontro quando ha chiesto a Federica Mogherini che l’Unione Europea “vigili sui tentativi americani di smantellare l’accordo sul nucleare”.</p>
<p>Del resto, anche fisicamente, l’Iran, dopo la Turchia, ha l’Europa. Un collegamento tra Iran ed Europa c’è da sempre, ed è insito all’interno della storia di questi due mondi: anche la stessa rivoluzione khomeinista s’intreccia con l’Europa, in particolare con la Francia, e il sistema scaturito da quella rivoluzione è stato in qualche modo beneficiato dalla vita dei rivoluzionari a Parigi. La stessa Italia, con l’Eni, prima ancora della Francia, intesseva rapporti fruttuosi con la Persia, e quegli accordi siglati da Mattei ancora oggi gettando ombre ma anche luci nelle relazioni fra Italia e Iran. Tutto questo a dimostrazione del fatto che, per ciò che riguarda l’Iran, lo iato fra le politiche americane ed europee è sempre stato ampio, e continua a esserlo oggi. La presidenza Trump, in questo senso, non aiuta a ritrovare un quadro comune di riferimento, perché la scelta dell’ostilità a Teheran è evidente, sia con la scelta dei sauditi come partner mediorientali, sia per la totale vicinanza alle politiche di Israele. Per l’Europa è diverso, è impossibile non dialogare con l’Iran. E questo può essere un fattore chiave nel futuro delle sanzioni della Casa Bianca verso Teheran, ma non solo: anche i futuri rapporti fra Bruxelles, Stati Membri e Washington potrebbero essere incisi sensibilmente.</p>
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		<title>Parigi e Teheran si accordano sulla Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/laccordo-tra-parigi-e-teheran-ce-anche-sulla-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 18:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707-1024x710.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le relazioni bilaterali tra Iran e Francia diventano ogni giorno più forti e dimostrano una convergenza d’interessi sempre più evidente fra Teheran e Parigi. Dal gennaio del 2016, quando il presidente iraniano Hassan Rohani visitò Parigi, è stato un susseguirsi di contratti miliardari fra i due Paesi e d’investimenti francesi nelle infrastrutture iraniane, tendenzialmente prive &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/laccordo-tra-parigi-e-teheran-ce-anche-sulla-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/GETTY_20170627143715_23586707-1024x710.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le relazioni bilaterali tra <strong>Iran</strong> e <strong>Francia</strong> diventano ogni giorno più forti e dimostrano una convergenza d’interessi sempre più evidente fra Teheran e Parigi. Dal gennaio del 2016, quando il presidente iraniano <strong>Hassan Rohani</strong> visitò Parigi, è stato un susseguirsi di contratti miliardari fra i due Paesi e d’investimenti francesi nelle infrastrutture iraniane, tendenzialmente prive delle conoscenze tecnologiche che invece possiede l’Europa. Così, nel tempo, Francia e Iran hanno siglato accordi di grande importanza sul piano economico: <strong>Iran Air</strong> e <strong>Airbus</strong> hanno sottoscritto un contratto da dieci miliardi di dollari per l’acquisto di cento aerei; Vinci ha concluso l’accordo per sviluppare l’aeroporto internazionale di Mashhad, città chiave dello sciismo iraniano; Thales Group, azienda leader nel settore aerospaziale ha firmato un contratto per i radar dell’aeroporto di Teheran e altri scali internazionali del Paese. Ultimo, in ordine di tempo, l’accordo della Total, che ha deciso di investire nello sfruttamento del più grande giacimento di gas del mondo, nelle acque territoriali iraniane, giungendo a un accordo di circa quattro miliardi di dollari.</p>

<p>A questa alleanza economica, finora assolutamente solida fra Parigi e Teheran, si è aggiunta, nel tempo, anche una sinergia politica per giungere a una più piena collaborazione anche nei campi non esclusivamente finanziaria e dei contratti. Dopo l’<strong>accordo sul nucleare</strong>, l’Iran si è avvicinato alla Francia, vedendo nella nazione europea non solo un’ottima controparte contrattuale, ma anche un prezioso alleato all’interno della Nato e dell’Unione Europea. La Francia, dal canto suo, da sempre restia ad accettare una politica estera legata eccessivamente alle volontà di Washington, non ha mai chiuso la porta agli iraniani, anche quando sembrava che tutto il blocco occidentale fosse in completo accordo con la Casa Bianca. Non che manchino frizioni con il governo dell&#8217;Iran &#8211; basti pensare alla recente riunione dei Mojahedin del Popolo iraniano a Parigi, che l&#8217;Iran considera ancora come gruppo terrorista  &#8211; ma restano comunque inserite nell&#8217;ambito di un rapporto bilaterale sempre più intenso.</p>

<p>L’ascesa all’Eliseo di Emmanuel Macron, se all’inizio sembrava essere non particolarmente buona per le relazioni bilaterali con l’Iran, oggi appare invece molto in linea con questo atteggiamento francese di apertura alle politiche iraniane. E anche su un tema particolarmente delicato come la <strong>Siria</strong>, vero fulcro della geopolitica mediorientale, se un tempo le differenze erano molto più evidenti, oggi c’è una linea comune fra Parigi e Teheran. Nelle ultime settimane, il presidente Macron ha come prima cosa affermato che la destituzione di Bashar Al Assad non è più una priorità per la Siria e per la fine del conflitto. Pur mantenendo aperta la possibilità di un bombardamento francese in caso di attacco chimico accertato da parte delle forze di Damasco, il presidente francese ha comunque ammesso di non ritenere il regime change in Siria quale strada preliminare per la pace, di fatto convergendo sulle posizioni dell’alleanza iraniana e russa per quanto concerne il futuro della Siria. Anzi, ha anche sostenuto la necessità che la Siria come entità statale non fallisca e ha confermato la contrarietà alla spartizione etnica sostenuta in alcuni ambienti diplomatici occidentali e del Golfo Persico.</p>

<p>A conferma di questa convergenza d’intenti sulla Siria, giungono poi le dichiarazioni provenienti da Teheran dopo l’incontro tra Mohamad Yavad Zarif e Christian Masset, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri di Parigi. A margine dell’incontro, avvenuto lunedì scorso nella capitale iraniana, Zarif ha dichiarato che come la Repubblica islamica cerca una soluzione per far terminare la guerra in Siria, allo stesso modo accoglierà con favore qualunque tipo d’iniziativa del governo francese per trovare una soluzione politica al conflitto siriano. Ed ha poi confermato l’invio di aiuti umanitari per aiutare la popolazione siriana dopo sei anni di guerra.</p>
<p>Il diplomatico francese, in risposta a queste dichiarazioni, non solo ha confermato la volontà francese di trovare una soluzione politica alla guerra che sta devastando la Siria, ma ha anche espresso la volontà del nuovo governo francese di continuare nel miglioramento e consolidamento delle relazioni con Teheran sia a livello economico sia a livello politico. Ha poi sostenuto l’impegno di Parigi affinché sia implementato e reso totalmente operativo il Piano d&#8217;azione congiunto globale, comunemente noto come accordi sul nucleare iraniano, siglato a Vienna nel 2015. Parole importanti che dimostrano, ancora una volta, la volontà di Macron di mostrarsi un leader nuovo per l’Unione Europea, con una politica estera più in linea con il passato da “grandeur” e libero dai lacci dell’Alleanza atlantica e dagli accordi con le monarchie del Golfo, se è utile per l’economia francese e per mostrarsi al centro della scena internazionale. La collaborazione tra Teheran e Parigi va, evidentemente, in questa direzione.</p>
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