SOGNI DI DIVENTARE FOTOREPORTER?
FALLO CON NOI

Anche se non è ancora certa la data dell’incontro storico che, salvo ulteriori colpi di scena, dovrebbe tenersi tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, c’è la possibilità che a Pyongyang stiano aspettando con interesse per vedere che decisioni prenderà Trump sul Nuclear Deal con l’Iran, l’accordo sul nucleare considerato il fiore all’occhiello dell’amministrazione Obama. I due eventi sembrano cadere a ridosso l’uno dell’altro: il presidente statunitense deciderà se applicare nuove e dure sanzioni contro Teheran il 12 maggio, mentre le ultime indiscrezioni  dicono che l’incontro tra i leader attualmente al centro dell’attenzione mondiale potrebbe avvenire entro maggio. 

A Pyongyang dovrebbero guardare con interesse verso Washington per vedere cosa accadrà il 12 maggio. Questo il ministro degli Esteri iraniano Zarif – attualmente in viaggio negli Stati Uniti per fare lobbying in vista della decisione sul JCPOA (Joint Comprehensive Plan Of Action) – lo sa bene e per questo in un’intervista rilasciata alla Cbs  ha deciso di lanciare un messaggio chiaro: “Se gli Stati Uniti decideranno di ritirarsi dall’accordo gli attori internazionali sapranno come si comportano gli americani quando stringono un accordo: semplicemente, non lo rispettano.” Il ministro degli Esteri iraniano può fare affidamento anche sul giudizio della comunità internazionale che non perde occasione per invitare Washington a rispettare l’accordo con Teheran e le dichiarazioni di Zarif possono essere viste come un monito a Kim Jong-un in vista dell’incontro che avrà con Trump per procedere con la denuclearizzazione della Corea del Nord. 

Zarif è arrivato a New York il 19 aprile in vista dell’incontro di alto livello sulla costruzione e il sostegno alla pace che si terrà alle Nazioni Unite il 24 e 25 aprile prossimo. Qui, oltre ai messaggi più o meno diretti verso il leader nordcoreano, ha affermato durante l’intervista alla Cbs che “l’Iran riprenderà il suo programma nucleare a un ritmo più veloce se gli Stati Uniti si ritireranno dall’accordo sul nucleare firmato nel luglio 2015.” Il ministro degli Esteri iraniano durante l’intervista ha voluto sottolineare come il suo paese non abbia mai avuto la volontà di usare il nucleare con l’intento di sviluppare un arsenale nucleare, piuttosto per sfruttarne l’aspetto energetico. Infine Zarif ha dichiarato: “Abbiamo una serie di opzioni e quelle per la ripresa del programma nucleare sono pronte. Vedremo cosa deciderà il presidente statunitense.”

L’accordo sul nucleare iraniano o JCPOA è stato firmato nel luglio 2015 dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu, ovvero Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti più la Germania. Donald Trump durante la campagna elettorale non ha perso occasione per indicare l’accordo considerato il successo di Obama come un “disastro.” In realtà tra le tante nefandezze commesse dall’amministrazione Obama l’accordo sul nucleare può essere considerato davvero un successo diplomatico. In controcorrente rispetto all’attitudine americana sempre più incline verso il mondo sunnita guidato dall’Arabia Saudita piuttosto che verso quello sciita dell’Iran, l’accordo del 2015 sembrava concedere delle aperture verso Teheran. 

In realtà l’accordo era molto sfavorevole per l’Iran, che per esempio non ha comunque mai avuto la possibilità di intrattenere rapporti normali con le banche internazionali compromettendo significativamente la sua capacità di ripresa. Però poteva essere visto come un segnale positivo. Ora la retorica anti-iraniana si è acuita, anche a causa della sua vittoria insieme alla Russia e alle milizie di Hezbollah nel conflitto siriano, ma la mossa di Zarif è stata davvero ottima. E’ consapevole di come si trovi in una posizione di svantaggio rispetto agli Stati Uniti quando sono seduti al tavolo delle trattative. L’incontro annunciato tra Trump e Kim Jong un però gli ha fornito un ottimo assist per invitare il presidente statunitense alla pacatezza il 12 maggio, quando dovrà decidere cosa fare del Nuclear Deal: stracciarlo definitivamente applicando nuove sanzioni all’Iran o scegliere un approccio più diplomatico? Lo vedremo il 12 maggio. Appuntamento atteso con interesse anche in Corea del Nord. E chissà che la decisione sul JCPOA non possa influire sull’attitudine nordcoreana per quanto riguarda la denuclearizzazione chiesta da Washington.