<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Viktor orban Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/viktor-orban-8/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/viktor-orban-8</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Jun 2025 13:56:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Viktor orban Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/viktor-orban-8</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L&#8217;Ungheria stringe i rapporti con la Serbia e sfida il mosaico nazionalista dei Balcani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lungheria-stringe-i-rapporti-con-la-serbia-e-sfida-il-mosaico-nazionalista-dei-balcani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 13:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=472625</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Un nuovo attore entra in scena nel mosaico dei nazionalismi balcanici: l'Ungheria di Viktor Orban, sempre più vicina ai serbi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-stringe-i-rapporti-con-la-serbia-e-sfida-il-mosaico-nazionalista-dei-balcani.html">L&#8217;Ungheria stringe i rapporti con la Serbia e sfida il mosaico nazionalista dei Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>(<strong>Budapest</strong>) &#8211; Una delle aree europee in cui una minima scintilla rischierebbe di incendiare la prateria dei nazionalismi è sicuramente quella dei Balcani, dove le ferite causate dalla dissoluzione della Jugoslavia socialista sembrano lungi dall’essersi sanate. Se il pensiero, in tal senso, corre subito al quasi perenne rischio di conflitto tra<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-e-kosovo-fibrillazioni-diverse-con-un-effetto-unico-destabilizzare-la-regione.html"> Serbia e Kosovo</a></strong>, vi sono stati, negli ultimi mesi, anche altri avvenimenti che hanno portato a un inasprimento delle relazioni in questa delicata regione e al rischio di una nuova escalation. Rischio concreto, per quanto si spera remoto, che vede un nuovo attore entrare in scena, ossia l’<strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-di-spie-in-ungheria-orban-allattacco-delle-opposizioni.html">Ungheria di Viktor Orbán.&nbsp;</a></strong></p>



<p>Se, da un lato, la tradizionale politica di Budapest di ergersi ad alfiere dell’integrazione dei Balcani nell’Unione Europea non sembra essere cambiata e, anzi, sembra essersi approfondita in contrapposizione alla possibile procedura di adesione accelerata dell’Ucraina, dall’altro il Governo Orbán si è reso protagonista di eventi che hanno rischiato di mettere a repentaglio la stabilità della regione. Ci riferiamo, in particolare, alla decisione di inviare diverse unità della <strong>TÉK (Terrorelhárítási Központ, ossia il corpo antiterrorismo d’elite) nella Repubblica Serba di Bosnia</strong>, una delle due regioni autonome che costituiscono la Bosnia-Erzegovina, e alla firma di un trattato di cooperazione militare con la Serbia.</p>



<p>Lo scorso febbraio, in seguito a un incontro avvenuto a Budapest tra il primo ministro Viktor Orbán, il presidente della Repubblica Serba di Bosnia <strong>Milorad Dodik</strong> e il presidente della Repubblica di Serbia Aleksandar Vučić, il Governo ungherese avrebbe preso la decisione di inviare 70 membri della TÉK a Banja Luka, ufficialmente per condurre esercitazioni congiunte con la polizia antiterrorismo serba. La realtà sembrerebbe però essere stata ben diversa e la mossa è stata vista da Sarajevo come una pesante ingerenza negli affari interni della Bosnia-Erzegovina e un appoggio diretto alle istanze separatiste della <strong>Repubblica Serba</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi di Sarajevo</h2>



<p>I dubbi di Sarajevo sono stati fomentati dal fatto che la missione ungherese a Banja Luka sia stata tenuta in gran segreto, venendo confermata dalle autorità magiare solo il 26 febbraio, <strong>poche ore prima che il tribunale bosniaco emettesse la propria condanna contro Dodik</strong>, nel contesto di un processo iniziato precedentemente per i continui attentati alla costituzione bosniaca promossi dal presidente serbo attraverso leggi che andrebbero a minare l’unità del Paese e a delegittimare l’azione di <strong>Christian Schmidt</strong>, Alto Rappresentante incaricato di vegliare sull’esecuzione degli Accordi di Dayton che hanno posto fine alla guerra in Bosnia-Erzegovina.</p>



<p>E proprio la straordinaria coincidenza temporale tra annuncio ufficiale della presenza di unità d’elite ungheresi a Banja Luka e sentenza nel processo contro Dodik ha spinto Sarajevo ad accusare Budapest di ingerenze negli affari interni del Paese e di organizzare la fuga del presidente della Repubblica Serba in caso di condanna e successivo arresto. Sebbene tale condanna sia arrivata e Banja Luka abbia inferto un ulteriore colpo alla coesione della Bosnia-Erzegovina impedendo alla polizia bosniaca di operare nei territori della Repubblica Serba, Dodik non è stato arrestato, ricorrendo anzi contro la decisione del tribunale. La crisi è tuttavia lontana dall’essere rientrata, con la presidenza bosniaca che ha chiesto ufficialmente all’Unione Europea il ritiro delle truppe ungheresi dal<strong> contingente EUFOR</strong> operante nel Paese e con la decisione del ministro della difesa bosniaco di vietare l’ingresso in Bosnia dell’aereo sul quale viaggiava il Segretario di Stato ungherese <strong>Levente Magyar</strong>, in missione ufficiale a Banja Luka e a Sarajevo.</p>



<p>Le tensioni nella regione hanno avuto una ricaduta anche nella politica interna ungherese, con le dichiarazioni del deputato indipendente Ákos Hadházy che ha accusato apertamente il governo Orbán di preparare un intervento militare nei Balcani, qualora il conflitto nell’ormai ex Jugoslavia dovesse rinfocolarsi. <strong>Intervento, naturalmente, a sostegno della parte serba.</strong> E in questo senso gli animi sono stato ancor più esacerbati dalla notizia di un nuovo trattato di cooperazione militare tra Serbia e Ungheria, firmato a Belgrado nell’aprile di quest’anno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Se il ministro getta benzina sul fuoco</h2>



<p>Ufficialmente, l’accordo raggiunto tra i due Paesi danubiani prevede una più stretta collaborazione tra le rispettive forze armate e la realizzazione di 79 progetti entro il 2025, oltre a numerose esercitazioni militari congiunte. Il documento sembra quindi essere lontano da una vera e propria unione militare, <strong>ostacolata anche dalla partecipazione ungherese alla NATO</strong>, che andrebbe quindi a mettere in secondo piano eventuali accordi bilaterali con Paesi al di fuori dell’Alleanza, ma è stato presentato da Belgrado come una vera e proprio alleanza, probabilmente nel tentativo di controbilanciare l’annuncio di un trattato analogo tra Croazia, Kosovo e Albania.</p>



<p>Al di là dei tentativi di Budapest di ridimensionare le dichiarazioni di Vučić, resta il fatto che la cooperazione militare tra le due nazioni si stia rafforzando sempre di più, di pari passo con le collaborazioni nel campo dell’economia e dell’energia, così come restano le continue dichiarazioni di Orbán a sostegno dell’alleato serbo, sia esso a Belgrado o a Banja Luka. Resta anche il fatto che tali trattati e dichiarazioni abbiano un suono assai più sinistro in seguito alla pubblicazione di una registrazione nella quale <strong>Kristóf Szalay-Bobrovniczky, ministro della difesa del governo Orbán, </strong>parlava della necessità di incrementare ulteriormente le spese militari per entrare nella “fase zero del percorso di guerra”. Parole, quelle del ministro ungheresi, che rischiano di gettare ulteriore benzina sul fuoco. Un fuoco che rischierebbe di sfuggire al controllo, incendiando nuovamente la penisola balcanica in quello che potrebbe essere un rinnovato scontro tra nazionalismi, fomentato una volta di più da interessi esterni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-stringe-i-rapporti-con-la-serbia-e-sfida-il-mosaico-nazionalista-dei-balcani.html">L&#8217;Ungheria stringe i rapporti con la Serbia e sfida il mosaico nazionalista dei Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guerra di spie in Ungheria, Orban all&#8217;attacco delle opposizioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-di-spie-in-ungheria-orban-allattacco-delle-opposizioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=469893</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ucraina accusa l'Ungheria di spionaggio in Transcarpatia.E  Orban accusa il partito di opposizione Tisza di essere in combutta con Kiev.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-di-spie-in-ungheria-orban-allattacco-delle-opposizioni.html">Guerra di spie in Ungheria, Orban all&#8217;attacco delle opposizioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250515182431263_189f243779ded7c11d4d697371722398-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Budapest</strong> &#8211; Il 9 maggio la SBU, i servizi di sicurezza ucraini, hanno denunciato la scoperta di un presunto network di spie ungheresi attive in <strong>Transcarpazia.</strong> Come riportato inizialmente dai media ucraini, due ex soldati di Kiev sarebbero stati arrestati con l’accusa di tradimento e di <strong>aver fornito a Budapest informazioni sensibili sulle difese ucraine</strong> nella regione, oltre ad avere chiesto ad alcuni cittadini come avrebbero accolto l’ingresso di truppe magiare nell’oblast’ della Transcarpazia.</p>



<p>La notizia arriva in un momento ancora più delicato per <strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/tensioni-tra-ucraina-e-ungheria-una-rete-di-spionaggio-accende-il-conflitto-diplomatico.html">le relazioni dell’Ungheria con l’intera regione centro-orientale dell&#8217;Europa, </a></strong>ossia in seguito alla pubblicazione di una registrazione nella quale Kristóf Szalay-Bobrovniczky, ministro della Difesa del Governo Orbán, parlava della necessità di incrementare ulteriormente le spese militari per entrare nella “fase zero del percorso di guerra”. Una dichiarazione, quella del Ministro, che cozza con la linea tenuta sino a ora da Budapest, ossia quella della pace, della diplomazia e del disimpegno totale dal conflitto russo-ucraino.</p>



<p>La reazione di Budapest alle accuse della SBU non si è fatta attendere: il ministro degli Esteri <strong>Péter Szijjártó</strong> ha infatti bollato la notizia come propaganda anti-ungherese creata ad arte dal Governo di Kiev per colpire uno dei pochi Paesi che, in Europa, si muove sul sentiero della pace. Contemporaneamente, <strong>Szijjártó ha annunciato l’espulsione di due diplomatici ucraini</strong>, accusati di utilizzare la copertura diplomatica per azioni di spionaggio. Decisione, quest’ultima, alla quale ha fatto eco un&#8217;analoga azione da parte ucraina, con l’espulsione di due membri del corpo diplomatico ungherese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">All&#8217;attacco di Magyar e Tisza</h2>



<p>La crisi, tuttavia, sembra essersi approfondita non solo sul piano internazionale, ma anche su quello interno. Il 14 maggio, con una mossa a sorpresa, il Primo ministro Orbán ha convocato una riunione di emergenza del Védelmi Tanács, <strong>il Consiglio di Difesa</strong>, per discutere la questione. A margine della riunione, Orbán ha pubblicato un video sulle sue pagine social nel quale ha affermato che i servizi segreti ucraini hanno lanciato una vasta operazione volta a screditare il Governo ungherese e a <strong>impedire lo svolgimento della consultazione nazionale sull’adesione di Kiev all’UE</strong>, in corso in questi giorni in Ungheria.</p>



<p>Di più: il capo di Governo ungherese ha affermato che <strong>un grande partito di opposizione sarebbe stato assoldato da Kiev</strong> per contribuire a questa missione. Sebbene il nome non sia stato fatto direttamente, il riferimento è chiaramente al Tisza, guidato dall’ex Fidesz Péter Magyar e principale avversario di <strong>Fidesz alle prossime elezioni programmate per il 2026.</strong> L’accusa, nemmeno troppo velata, è proprio quella di aver fornito ai media la registrazione di Szalay-Bobrovniczky, ricevuta da Magyar da fonti tenute naturalmente segrete. A rafforzare questa accusa contribuirebbe un’ulteriore rivelazione, resa nota pochi giorni fa proprio dal Governo magiaro, ossia le vere motivazioni dietro le dimissioni di <strong>Romulusz Ruszin-Szendi</strong>, ex Capo di Stato Maggiore ungherese ed attuale esponente di Tisza.  Tenute in segreto per diverso tempo, le ragioni del licenziamento sarebbero legate a un presunto doppiogiochismo dell’alto ufficiale magiaro, accusato di aver supportato la linea di disimpegno ungherese nel conflitto ucraino solo a parole: durante le riunioni della NATO, infatti, Ruszin-Szendi avrebbe apertamente dissentito dal Governo, lasciandosi andare a dichiarazioni viste come troppo filo-ucraine. </p>



<p>In seguito all’attacco attuato da Orbán nel corso del suo video, la stampa di destra ungherese ha pubblicato altre notizie volte a supportare il presunto allineamento di Tisza all’Ucraina, come per esempio il presunto incontro, avvenuto a Hollókő tra Péter Magyar e l’ambasciatore ucraino in Ungheria.</p>



<p>Quello che sembra però essere ancora più inquietante è la coincidenza temporale tra le dichiarazioni del Primo ministro e la presentazione, da parte del gruppo parlamentare di Fidesz, di una nuova proposta di legge volta a portare a compimento le “pulizie di primavera” annunciate dal Primo ministro il 15 marzo. La nuova legge, che verrà probabilmente discussa dal Parlamento a giugno, andrebbe a colpire quelle organizzazioni che ricevono fondi stranieri per compiere azioni viste come “antinazionali” e “antiungheresi”<strong> dall’Ufficio per la protezione della sovranità. </strong>Qualora un’associazione dovesse entrare nella blacklist dell’Ufficio per la protezione della sovranità, perderebbe il diritto al contributo dell’1% (l’equivalente ungherese del 5&#215;1000) e dovrebbe pagare in due settimane una multa pari a 25 volte l’importo del finanziamento, oltre ad andare incontro ad altri problemi burocratici.</p>



<p>Una misura che, colpendo attività e organizzazioni indesiderate, potrebbe restringere ulteriormente gli spazi democratici nella società ungherese e avere inevitabilmente una ricaduta sulla vita politica nazionale.</p>



<p><strong><em>Viktor Orban è sempre, a suo modo, un protagonista della politica internazionale, oltre a essere la pecora nera d&#8217;Europa. Il suo contrasto con l&#8217;Ucraina di Zelensky sfiora sempre il punto di rottura senza raggiungerlo mai. Come fa? Segui le corrispondenza di InsideOver. Diventa uno di noi, abbonati subito <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">cliccando QUI!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-di-spie-in-ungheria-orban-allattacco-delle-opposizioni.html">Guerra di spie in Ungheria, Orban all&#8217;attacco delle opposizioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Ue stringe la morsa sull’Ungheria: &#8220;Via il diritto di voto al Consiglio europeo&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lue-stringe-la-morsa-sullungheria-via-il-diritto-di-voto-al-consiglio-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 14:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=464594</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Isolamento dell’Ungheria nell’UE: L’Ungheria, guidata da Viktor Orbán, è accusata di frenare il sostegno dell’Unione Europea alla guerra per procura in Ucraina contro la Russia. L’UE sta intensificando le pressioni su Budapest, minacciando di usare l’articolo 7 del Trattato per sospendere il suo diritto di voto al Consiglio Europeo, una procedura iniziata nel 2018 e ora sostenuta da 19 Stati membri.</p>
<p>Leggi controverse di Orbán: Bruxelles critica norme come quella che limita i gay pride e introduce il riconoscimento facciale per multare i manifestanti, sospettata di violare la Carta dei Diritti Fondamentali, l’AI Act e il GDPR. Altre accuse riguardano lo stato di emergenza del 2020, che consente a Orbán di governare per decreto, e l’Ufficio per la Protezione della Sovranità, che reprime Ong e media.</p>
<p>Doppio standard dell’UE: L’UE sembra più dura con l’Ungheria per la sua opposizione alla linea su Ucraina, mentre tollera altre violazioni. Ad esempio, l’Estonia eliminerà il russo dalle scuole entro il 2030, colpendo una minoranza linguistica, senza reazioni da Bruxelles. La Polonia, invece, ha visto chiudere la sua procedura articolo 7 nel 2024, forse grazie alla sua fedeltà alla causa ucraina.</p>
<p>Minacce economiche e politiche: Nel 2024, un piano confidenziale dell’UE, riportato dal Financial Times, avrebbe minacciato di sabotare l’economia ungherese (colpendo il fiorino e la fiducia degli investitori) se Budapest avesse continuato a bloccare 50 miliardi di aiuti a Kiev, evidenziando il vero nodo del contrasto con Orbán.</p>
<p>Scontro ideologico: L’Ungheria è accusata di deriva autoritaria (“democratura”), con episodi come la chiusura dell’università di Soros e leggi contro i fondi esteri. Tuttavia, le critiche dell’UE sembrano selettive, ignorando casi simili altrove, come le riforme giudiziarie polacche sotto il PiS, archiviate dopo il cambio di governo con Tusk.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-stringe-la-morsa-sullungheria-via-il-diritto-di-voto-al-consiglio-europeo.html">L’Ue stringe la morsa sull’Ungheria: &#8220;Via il diritto di voto al Consiglio europeo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/6f0d941ba71aebc2949bb755d4369dbc-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Isolare un membro &#8220;scomodo&#8221; e &#8220;ribelle&#8221; dei 27 Paesi membri dell&#8217;Unione europea, che in questi anni ha frenato il sostegno incondizionato dell&#8217;Ue alla guerra per procura combattuta contro la Russia in Ucraina. Parliamo ovviamente dell&#8217;<strong>Ungheria</strong> del premier <strong>Viktor Orban</strong>, da tempo sotto accusa per presunte violazioni dello stato di diritto. L’Unione Europea, infatti, sta alzando il tiro contro Budapest, brandendo l’articolo 7 del Trattato Ue per minacciare la <strong>revoca del diritto di voto in seno al Consiglio Europeo</strong>.</p>



<p>Come riportato da <em><a href="https://euobserver.com/rule-of-law/ar2d6d68a7">EUobserver</a></em>, il caso Ungheria risale addirittura al 2018, quando <strong>fu avviata la procedura dell’articolo 7</strong>, lasciata poi a languire. Ora, stando a una fonte Ue citata dalla testata, <strong>19 Stati membri</strong> sarebbero pronti a spingere per sanzioni più dure, anche se l’unanimità dei 26 Paesi (Ungheria esclusa, ovviamente) resta un ostacolo per misure drastiche come la sospensione dei diritti di voto. Intanto, basterebbe il sì di quattro quinti dei Paesi (22) per bollare Budapest come una minaccia ai valori fondamentali dell’Ue.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le leggi di Orban nel mirino</h2>



<p>È certamente vero che alcune leggi varate dal governo di Orban posso essere discutibili. Ad esempio, Bruxelles contesta <a href="https://euobserver.com/*/are5485d50">la norma che ha di fatto messo al bando i gay pride</a> e la marcia del <em>Budapest Pride</em>. Per oppositori e analisti, è una porta aperta alla repressione di qualsiasi protesta: le autorità possono ora identificare i manifestanti con il <strong>riconoscimento facciale e multarli fino a 500 euro</strong>. La Commissione Europea studia il caso, sospettando violazioni della Carta dei Diritti Fondamentali, dell’AI Act e del GDPR, ma i tempi si preannunciano lunghi.</p>



<p>Il 2 aprile, il Parlamento Europeo è diventato un’arena di accuse, con eurodeputati che hanno accostato l’Ungheria alla Russia di Putin. <strong>Zoltán Tarr</strong>, del partito di opposizione Tisza (PPE), ha puntato il dito sullo stato di emergenza del 2020, che <strong>permette a Orbán di governare per decreto</strong>, scavalcando il Parlamento. Tisza, incalzando Fidesz nei sondaggi, denuncia un Paese sempre più vicino all’autoritarismo. <strong>Una &#8220;democratura&#8221; o una &#8220;democrazia illiberale&#8221;</strong>, come si era detto quando Orban ha chiuso, tra mille polemiche, l&#8217;università dell&#8217;Open Society Foundations del <a href="https://it.euronews.com/video/2023/05/04/budapest-orban-dalla-conferenza-dei-conservatori-grazie-a-george-soros">magnate liberal George Soros</a>, accusato dallo stesso premier magiaro di finanziare l&#8217;immigrazione di massa nel Continente europeo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/9069c2326b40a445e2c8c977c41bb33f-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-464614" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/9069c2326b40a445e2c8c977c41bb33f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/9069c2326b40a445e2c8c977c41bb33f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/9069c2326b40a445e2c8c977c41bb33f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/9069c2326b40a445e2c8c977c41bb33f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/9069c2326b40a445e2c8c977c41bb33f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/9069c2326b40a445e2c8c977c41bb33f.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A gettare benzina sul fuoco c’è l’Ufficio per la <strong>Protezione della Sovranità</strong>, un organismo che indaga su Ong e media, accusato di soffocare la società civile. A ottobre, la Commissione ha citato in giudizio l’Ungheria per la legge sulla sovranità, che punisce chi accetta fondi esteri. Il Commissario alla Giustizia <strong>Michael McGrath</strong>, dopo una visita a Budapest a marzo, ha definito &#8220;molto difficile&#8221; l’ambiente per le organizzazioni civili, sottolineando <strong>l’intoccabilità del diritto di assemblea.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il doppio standard dell&#8217;Ue</h2>



<p>Preoccupazioni legittime, anche se per i vertici dell&#8217;Ue il vero &#8220;problema&#8221; di Orban sta nella sua riluttanza a sostenere la guerra per procura in Ucraina. Lo dimostra il fatto che, secondo quanto emerso nel 2024 <a href="https://www.ft.com/content/9dabcd4b-9c64-4124-9f9c-b0c898c84c8f">da un piano confidenziale riportato dal <em>Financial Times</em></a>, Bruxelles avrebbe infatti minacciato di sabotare l’economia ungherese, <strong>colpendo il fiorino e la fiducia degli investitori</strong>, se Budapest avesse continuato a bloccare 50 miliardi di aiuti a Kiev. </p>



<p>Ciò che lascia inoltre molto perplessi è il doppio standard di Bruxelles, che si dimostra inflessibile nei confronti di Budapest e apparentemente molto più tollerante in altri casi. Esempi? Che dire, ad esempio, della decisione della <a href="https://it.insideover.com/politica/lestonia-elimina-dalle-scuole-il-russo-lo-parlano-solo-400-mila-estoni-su-un-milione.html">Repubblica di Estonia di eliminare completamente la lingua russa dalle scuole&nbsp;entro il 2030</a>, sostituendola con l’estone e rendendo il russo una lingua “straniera”, come materia scolastica, o da utilizzare solamente in casa o in conversazioni private.</p>



<p>Una decisione che, come ha sottolineato Diana Mihaylova su <em>InsideOver</em>, appare infatti come una mossa politica pensata per cercare di “cancellare” o fingere che non esista una minoranza linguistica russa in Estonia. Una&nbsp;<strong>&#8220;linea dura&#8221; contro Mosca, ma che andrà a colpire centinaia di migliaia di cittadini estoni&nbsp;</strong>che, verosimilmente, non hanno legami diretti o di natura politica, né con Mosca, né con il Cremlino, e tantomeno Vladimir Putin. Prese di posizione dei vertici dell&#8217;Ue su questo tema? Nessuna. Eppure si mette in discussione il diritto fondamentale di una nutrita minoranza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="593" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/146425106c16f2062b76817aab89d18c-1024x593.jpg" alt="" class="wp-image-464613" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/146425106c16f2062b76817aab89d18c-1024x593.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/146425106c16f2062b76817aab89d18c-600x348.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/146425106c16f2062b76817aab89d18c-300x174.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/146425106c16f2062b76817aab89d18c-768x445.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/146425106c16f2062b76817aab89d18c-1536x890.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/146425106c16f2062b76817aab89d18c.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>E che dire della <strong>Polonia</strong>? Nel 2024, la Commissione Europea ha chiuso la procedura dell’articolo 7 avviata nel 2017 contro Varsavia, archiviando un caso che per anni aveva messo il Paese sul banco degli imputati. All’epoca, sotto il governo del partito Diritto e Giustizia (PiS), le riforme giudiziarie che erodevano l’indipendenza della magistratura avevano scatenato un duro scontro con Bruxelles, portando all’attivazione del meccanismo per presunte violazioni dello stato di diritto. Ora, ufficialmente, <strong>la Commissione ha stabilito che non esiste più un “chiaro rischio di violazione grave”</strong>, grazie a un piano di riforme annunciato dal nuovo primo ministro Donald Tusk, insediatosi a dicembre 2023.</p>



<p>Tusk, europeista convinto ed ex presidente del Consiglio Europeo, ha messo sul tavolo nove proposte di legge per ripristinare l’autonomia dei giudici, un ordine ministeriale per bloccare procedimenti ingiustificati contro i magistrati e impegni chiari a rispettare la Corte di Giustizia dell’Ue  e la supremazia del diritto europeo. Il 6 maggio 2024, Bruxelles ha segnalato l’intenzione di chiudere il caso, formalizzata il 29 maggio. </p>



<p>Eppure, non mancano i dubbi. Se è vero che le riforme di Tusk hanno pesato, <strong>una mano decisiva potrebbe averla data la fedeltà della Polonia alla linea europea sulla guerra per procura in Ucraina </strong>contro Mosca. A differenza dell’Ungheria, che con Viktor Orban ha spesso remato contro Bruxelles e la sua postura antirussa, Varsavia si è distinta come uno <strong>zelante baluardo dell’Occidente</strong>, sostenendo senza esitazioni Kiev con aiuti militari e finanziari. Un alleato così prezioso, forse, <strong>meritava un trattamento di favore</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-stringe-la-morsa-sullungheria-via-il-diritto-di-voto-al-consiglio-europeo.html">L’Ue stringe la morsa sull’Ungheria: &#8220;Via il diritto di voto al Consiglio europeo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Orban abbraccia Netanyahu invece di arrestarlo ma è il diritto internazionale che è morto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/orban-abbraccia-netanyahu-invece-di-arrestarlo-ma-e-il-diritto-internazionale-che-e-morto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 14:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=463366</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="orban" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Orban accoglie a Budapest Netanyahu. La Ue se ne lava le mani, gli altri pure. Serviva conferma? Il diritto internazionale è morto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-abbraccia-netanyahu-invece-di-arrestarlo-ma-e-il-diritto-internazionale-che-e-morto.html">Orban abbraccia Netanyahu invece di arrestarlo ma è il diritto internazionale che è morto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="orban" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/orban-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Mentre lo stragista <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, primo ministro di Israele, si appresta ad atterrare a Budapest e a passarvi un paio di belle giornate alla faccia del mandato d&#8217;arresto spiccato contro di lui (e contro l&#8217;allora ministro della Difesa <strong>Yoav Gallant</strong>) dalla Corte penale internazionale nel novembre scorso, dall&#8217;Ungheria rimbalza un&#8217;indiscrezione: il ministro ungherese della Giustizia, Bence Tuzson, durante un incontro con gli ambasciatori, avrebbe anticipato l&#8217;intenzione di <strong>Viktor Orban</strong> di uscire dalla Corte stessa, presentando nel prossimo futuro una proposta di legge al Parlamento. Notiamo di passaggio che l&#8217;Ungheria aderì al Trattato di Roma, istitutivo della Corte, nell&#8217;ormai lontano 1999.</p>



<p>L&#8217;atteggiamento di Orban non stupisce. Quando la Corte spiccò il mandato d&#8217;arresto, il premier ungherese definì le accuse nei confronti di Netanyahu &#8220;vergognose&#8221;, dichiarò che non avrebbe eseguito il mandato e, anzi, invitò Netanyahu a visitare l&#8217;Ungheria. E ha tirato dritto anche quando la Corte ha precisato che “non spetta ai singoli Stati valutare unilateralmente la&nbsp;<strong>legittimità</strong>&nbsp;o la validità delle decisioni della Cpi” e che “la Corte fa affidamento sugli Stati per l’esecuzione delle sue decisioni. Non si tratta solo di un obbligo giuridico nei confronti della Corte stessa come previsto dallo Statuto di Roma, ma anche di una responsabilità verso gli altri Stati parte”. Orban d&#8217;altra parte è questo: appena insediato alla presidenza di turno dell&#8217;Unione europea, nel luglio del 2024, volò a Mosca per incontrare <strong>Vladimir Putin</strong>, anche lui un &#8220;ricercato&#8221; della Corte dal marzo del 2023. </p>



<p>Conosciamo Orban, l&#8217;Erdogan del Vecchio Continente, e non ci stupiamo che al suo spericolato e cinico movimentismo stiano strette sia l&#8217;Europa sia le regole della convivenza internazionale. D&#8217;altra parte <strong>Netanyahu va e viene negli Usa</strong> (che peraltro non aderiscono al Trattato di Roma), che sul piano internazionale contano un po&#8217; di più della piccola Ungheria, quindi&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Ue se ne lava le mani</h2>



<p>Ci stupisce, invece, chi si stupisce. In occasione dell&#8217;arrivo di Netanyahu in Ungheria, quindi sul suolo dell&#8217;Unione europea, i portavoce della Commissione europea hanno rilasciato una meravigliosa dichiarazione: &#8220;Come affermato nelle Conclusioni del 2023, il Consiglio invita tutti gli Stati a garantire la piena cooperazione con la Corte, anche mediante la rapida esecuzione dei mandati di arresto pendenti”. In altre parole, la Ue dice che i singoli Stati devono prendersi la responsabilità di arrestare chi è inseguito dalla Corte mentre l&#8217;Unione europea stessa può fregarsene altamente. Non che la Ue possa arrestare questo o quel capo di Stato in un certo Paese. Però, restando al caso in questione, se davvero crede che Netanyahu vada arrestato potrebbe almeno evitare di fornirgli ogni possibile appoggio politico, come invece va facendo da anni. Per esempio potrebbe spiegare all&#8217;ineffabile <strong>Kaja Kallas</strong>, l&#8217;alto commissario per la Politica estera, che <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-sempre-piu-schierata-con-israele-e-pronta-a-coprire-crimini-e-deportazioni.html">sarebbe meglio non scambiare baci e abbracci con Gideon Sa&#8217;ar</a>, ministro degli Esteri di Israele, uno dei massimi sostenitori della deportazione di massa dei palestinesi di Gaza. O richiamare il nostro ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=V5VZSYLiCnI">che ha serenamente affermato</a>: &#8220;Noi riteniamo che la richiesta non sia applicabile a Netanyahu e mi sembra difficilmente realizzabile dal punto di vista pratico. Sono richieste, secondo me, non fondate”. Tajani che, peraltro, si rifaceva ad analoghe e precedenti prese di posizione da parte della Francia.</p>



<p>Arrivati a questo punto, sarebbe ora di andare sl cuore della questione, che secondo noi è questo: il concetto, <strong>l&#8217;idea stessa di diritto internazionale è ormai morta e sepolta.</strong> Questo famoso &#8220;diritto&#8221; di cui ci si riempie la bocca nei dibattiti e nelle conferenze stampa è una pura scenografia di cartapesta che copre l&#8217;unico vero &#8220;diritto&#8221; vigente: quello del più forte. Putin fa quello che fa perché ha la forza per farlo. Netanyahu idem. E altro da dire non c&#8217;è. Perché, altrimenti, tutti cercherebbero di procurarsi la bomba atomica, l&#8217;unico vero baluardo dalle aggressioni altrui? Perché <strong>George W. Bush</strong> e <strong>Tony Blair</strong> non sono stati trascinati davanti a una qualche Corte per aver invaso l&#8217;Iraq nel 2003, mentendo sulle armi di distruzione di massa all&#8217;Onu e provocando centinaia di migliaia di morti (direttamente) oltre alla nascita (indirettamente) dell&#8217;Isis? E già che ci siamo, perché gli artisti e gli atleti americani e britannici non sono stati cacciati dalle Olimpiadi e dai teatri, com&#8217;è invece avvenuto con quelli russi dopo il 2022?</p>



<p>Pensate al concetto &#8220;diritto internazionale&#8221; e ricordatevi di questo: appena il tempo di un giro di giostra dopo l&#8217;impresa irachena e nel 2007 Blair viene messo alla testa del Quartetto (Onu, Usa, Ue e Russia) che doveva cercare una soluzione al conflitto tra Israele e i palestinesi. <strong>Vi resterà fino al 2015</strong>, spendendo un mare di soldi all&#8217;Hotel American Colony di Gerusalemme e concludendo nulla. L&#8217;uomo che aveva distrutto l&#8217;Iraq, un Paese arabo e musulmano, messo da Onu e Ue a mediare tra lo Stato ebraico e i palestinesi arabi e musulmani. non è un fantastico esempio di attaccamento al &#8220;diritto internazionale&#8221;?</p>



<p>Inutile quindi prendersela con Orban (anche se, trattandosi di Israele, molti faranno finta di niente, mentre se avesse ricevuto Putin avrebbero scatenato l&#8217;inferno), che rispetto a quegli altri è solo un apprendista, anche se svelto a imparare. Quelli che abbiamo fatto sono solo pochi esempi sparsi, questo non è un saggio ma un articolo. Però il punto non cambia: il diritto internazionale è ormai quella cosa che si applica se al più forte conviene e che si può calpestare se al più forte conviene. Altro non c&#8217;è. Prima accetteremo questa orribile realtà, prima riusciremo a trovare un qualche rimedio.  </p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-abbraccia-netanyahu-invece-di-arrestarlo-ma-e-il-diritto-internazionale-che-e-morto.html">Orban abbraccia Netanyahu invece di arrestarlo ma è il diritto internazionale che è morto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 54/255 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-07-18 14:50:53 by W3 Total Cache
-->