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	<title>Samuel paparo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Samuel paparo Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Usa, l&#8217;Intelligence smentisce i militari: nessun segnale di guerra per Taiwan nel 2027</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-lintelligence-smentisce-i-militari-nessun-segnale-di-guerra-per-taiwan-nel-2027.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 05:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[PLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell'ultimo rapporto dell'intelligence USA sulle minacce globali, si afferma che la Cina non attaccherà Taiwan nel 2027. Ne siamo sicuri?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-lintelligence-smentisce-i-militari-nessun-segnale-di-guerra-per-taiwan-nel-2027.html">Usa, l&#8217;Intelligence smentisce i militari: nessun segnale di guerra per Taiwan nel 2027</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240519090041568_6696f98378fe96c13f12638c7eaed3ec-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> <a href="https://news.usni.org/2026/03/19/china-not-committed-to-2027-taiwan-invasion-u-s-intel-report-says?sfnsn=scwspwa">hanno pubblicato</a> mercoledì 18 marzo il rapporto di intelligence sulle minacce per il 2026. Il documento offre una valutazione del rischio su tematiche più generali, come l&#8217;IA e la tecnologia quantistica applicata ai computer, e su macroaree geografiche dove vengono valutati il livello di minaccia di attori ostili agli interessi USA, ma <strong>soprattutto la loro volontà di perseguire azioni aggressive </strong>che possano destabilizzare ulteriormente quei quadranti del globo.</p>



<p>In questo esercizio di <em>forecast </em>effettuato in base alla raccolta di dati di intelligence, spicca una considerazione molto interessante che riguarda la possibile futura condotta della <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> nei riguardi di <strong>Taiwan</strong>: si afferma, senza ombra di dubbio, che Pechino non intende attaccare l&#8217;isola nel 2027, sovvertendo radicalmente le precedenti valutazioni di alti esponenti della Difesa USA. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;analisi dell&#8217;attività della Repubblica Popolare</h2>



<p>Nella valutazione generale sull&#8217;attività della RPC, si indica ancora una volta come il presidente <strong>Xi Jinping</strong> e il suo governo mirino a raggiungere “il grande ringiovanimento della nazione cinese” entro il 2049. A tal fine, Pechino cercherà di aumentare il proprio potere e la propria influenza per plasmare la propria regione e gli eventi mondiali, creando un ambiente favorevole agli interessi cinesi e superando gli sforzi di contenimento da parte degli Stati Uniti. </p>



<p>L&#8217;aspetto del <strong>libero accesso al mare</strong> <strong>aperto</strong> (la vera questione taiwanese) resta fondamentale: si valuta che a tal fine la RPC continuerà a cercare di limitare la presenza militare e le operazioni statunitensi nella sua periferia. </p>



<p>Si ribadisce che anche la RPC vede vantaggi e dà priorità a relazioni economiche produttive e stabili con gli Stati Uniti, come dimostra il suo approccio all’accordo di Busan con l’amministrazione Trump. D&#8217;altro canto, si osserva come Pechino sia profondamente <strong>diffidente nei confronti delle intenzioni di Washington</strong>, e ritiene da tempo che gli Stati Uniti perseguano uno sforzo coordinato per contenere lo sviluppo e l’ascesa della Repubblica Popolare, minare il dominio del Partito Comunista Cinese e <strong>impedire al Paese di raggiungere i suoi obiettivi</strong>, ma allo stesso tempo, i leader cinesi “cercheranno di ridurre la tensione con Washington quando ritengono che tali sforzi avvantaggino Pechino” e soprattutto permettano di “<strong>guadagnare tempo</strong>&#8221; per rafforzare la sua posizione. Questi ultimi passaggi sono fondamentali per capire non solo la direzione apparente dell&#8217;agire cinese nel suo intorno geografico, ma anche per inquadrare la valutazione finale sulle intenzioni cinesi riguardanti Taiwan (e il Mar Cinese Meridionale).</p>



<p>Si afferma infatti anche che Pechino <strong>continuerà a rafforzare le sue capacità militari convenzionali e le forze strategiche</strong>, a intensificare la concorrenza nello spazio e a sostenere la sua strategia economica ad alta intensità industriale e tecnologica per competere con la potenza economica degli Stati Uniti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una valutazione che ribalta le precedenti</h2>



<p>Arrivando alla questione taiwanese, l&#8217;intelligence USA valuta che nel 2026, Pechino probabilmente continuerà a cercare di <strong>stabilire le condizioni per un’eventuale unificazione con Taipei senza conflitti</strong>. </p>



<p>Si afferma che la RPC, nonostante la minaccia di usare la forza per imporre l’unificazione, se necessario, e per contrastare quello che vede come un tentativo degli Stati Uniti di usare Taiwan per indebolire la sua ascesa, preferisce <strong>raggiungere l’unificazione senza l’uso della forza,</strong> <strong>se possibile</strong>. Questo è assolutamente vero e riscontrabile con l&#8217;attività ibrida che Pechino sta svolgendo nell&#8217;isola e nel suo intorno, non da ultimo con gli strumenti coercitivi paramilitari forniti dalla sua Guardia Costiera e flotta da pesca.</p>



<p>L&#8217;Intelligence statunitense riporta anche che l’Esercito popolare di liberazione (PLA) <strong>continua a sviluppare piani e capacità militari per tentare di raggiungere l’unificazione</strong> utilizzando la forza, in caso gli venga ordinato di farlo. Il PLA probabilmente sta facendo progressi costanti ma disomogenei sugli strumenti capacitivi che utilizzerebbe in un tentativo di conquistare Taiwan e scoraggiare – e, se necessario, sconfiggere – gli Stati Uniti. Ciononostante, il PLA, a volte, ha aumentato la portata, le dimensioni e il ritmo delle operazioni intorno a Taiwan.</p>



<p>La comunità di intelligence USA valuta che <strong>i leader cinesi attualmente non stiano pianificando un&#8217;invasione di Taiwan nel 2027</strong>, né hanno una tempistica fissa per raggiungere l&#8217;unificazione. Tuttavia, Pechino insiste pubblicamente sul fatto che l’unificazione con Taiwan è necessaria per raggiungere il suo obiettivo di “ringiovanimento nazionale” entro il 2049, il centenario della fondazione della Repubblica Popolare. </p>



<p>Quasi certamente Pechino <strong>prenderà in considerazione una serie di fattori nel decidere se e come perseguire approcci militari all’unificazione</strong>, compresa la preparazione del PLA, le azioni e la politica di Taiwan e se gli Stati Uniti interverranno o meno militarmente per difendere l&#8217;isola. </p>



<p>Secondo l&#8217;intelligence, i funzionari cinesi riconoscono che un&#8217;invasione anfibia di Taiwan sarebbe estremamente impegnativa e comporterebbe un alto rischio di fallimento, soprattutto in caso di intervento degli Stati Uniti. Si afferma anche, però, che un conflitto per Taiwan<strong> potrebbe ostacolare l’accesso degli Stati Uniti al commercio e alla tecnologia dei semiconduttori</strong>, fondamentali per l’economia globale, e che se gli Stati Uniti dovessero intervenire, probabilmente si troverebbero ad affrontare interruzioni significative ma recuperabili nel settore dei trasporti a causa degli attacchi informatici cinesi. Inoltre, <strong>una guerra prolungata con gli Stati Uniti comporterebbe costi economici senza precedenti per gli USA, la RPC e le economie globali</strong>, che verrebbero comunque compromesse anche se l&#8217;isola venisse annessa senza l&#8217;utilizzo della forza militare, per via dell’interruzione delle catene di approvvigionamento tecnologico e della paura degli investitori sui mercati.</p>



<p>L’ultima valutazione della comunità dell’intelligence ribalta le previsioni della leadership militare statunitense nell&#8217;Indo-Pacifico, che ha plasmato la strategia delle forze statunitensi negli ultimi sei anni. Istituita nel 2021 dall’ex capo del Comando Indo-Pacifico, l’ammiraglio <strong>Phil Davidson</strong>, la finestra del 2027 è stata definita l’anno in cui Pechino potrebbe invadere Taiwan. I successori di Davidson, sono rimasti aderenti a questa previsione: nel 2024 l’ammiraglio<strong> John Aquilino</strong> affermò che la RPC sarebbe stata pronta, con ogni probabilità, ad attaccare in qualche modo Taiwan nel 2027, e anche l’ammiraglio <strong>Samuel Paparo</strong>, l’anno scorso, aveva indicato il 2027 come finestra temporale sicura per l’invasione, descrivendo le esercitazioni militari cinesi come “prove generali” per conquistare Taiwan. Cerchiamo ora di dare una nostra valutazione sia del documento di intelligence, sia delle intenzioni cinesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le condizioni sono però propizie</h2>



<p>Il rapporto è sicuramente coerente con la politica trumpiana di ricerca del dialogo con Pechino: gli Stati Uniti hanno aperto alcuni canali diretti di comunicazione e cercano di contenere la RPC economicamente e militarmente adottando <strong>una politica di picchi coercitivi seguita da proposte di “pacificazione”.</strong></p>



<p>Il Pentagono, come la Casa Bianca, sa che in questo momento un conflitto con la RPC per Taiwan avrebbe un costo esorbitante non solo economico, e probabilmente si tradurrebbe in una sconfitta difficilmente recuperabile dal punto di vista del prestigio statunitense all&#8217;estero. Diversi rapporti confermano che <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/servono-piu-bombardieri-e-caccia-stealth-per-penetrare-i-santuari-cinesi-nel-pacifico-occidentale.html">le forze aeronavali statunitensi, e i Marines, ancora non sono pronte</a></strong> per penetrare lo schermo difensivo che la RPC ha eretto nei mari e nei cieli intorno a sé e che si estende sino al Mar Cinese Meridionale.</p>



<p>Dall&#8217;altro lato della barricata, la narrazione che vuole le purghe di Xi Jinping determinate anche per eliminare i falchi dai posti chiave del PLA non trova conferma, stante le continue manovre aggressive compiute negli ultimi due anni intorno a Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale, dove Pechino ha alzato l&#8217;asticella del confronto con le Filippine determinando un importante riavvicinamento tra Manila e Washington dopo il “divorzio” negli anni Novanta. Inoltre è anche probabile che Xi Jinping potrebbe concludere che non agire militarmente in questo particolare contesto geopolitico, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-2030-invasione-di-taiwan-ecco-che-cosa-succederebbe-se-la-spedizione-fosse-un-fallimento.html">gli costerebbe più caro</a></strong> che intraprendere un’azione rischiosa che ritiene necessaria per dimostrare determinazione. Ad esempio, se ci fosse il rischio di un’azione intrapresa da Taipei volta a separarla definitivamente dalla RPC, e soprattutto se Washington sostenesse tale obiettivo.</p>



<p>La dirigenza cinese potrebbe essere cosciente che <strong>questo periodo sarebbe propizio proprio per la presunta impreparazione statunitense</strong>, e cogliere l&#8217;irripetibilità di questo attimo prima che sia troppo tardi, facendo quindi abilmente passare l&#8217;idea di essere una potenza che cerca di risolvere le contese internazionali pacificamente per sviare le valutazioni dell&#8217;avversario. Ribaltando questo concetto, gli Stati Uniti potrebbero aver deciso di pubblicare queste valutazioni per cercare di prendere tempo e di calmare le acque in vista dell&#8217;esito del vertice Trump-Xi, che si dovrebbe tenere ad aprile. In ogni caso, invitiamo sempre a osservare attentamente le manovre militari e non militari (intendendo quelle effettuate nel campo della guerra ibrida) per capire se davvero la “finestra di Davidson” è da considerarsi chiusa, sempre avendo ben presente che nella politica cinese c&#8217;è la volontà, più volte ribadita, di conquistare Taiwan entro il 2049 in un modo o nell&#8217;altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-lintelligence-smentisce-i-militari-nessun-segnale-di-guerra-per-taiwan-nel-2027.html">Usa, l&#8217;Intelligence smentisce i militari: nessun segnale di guerra per Taiwan nel 2027</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Servono più bombardieri e caccia stealth per penetrare i santuari cinesi nel Pacifico Occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/servono-piu-bombardieri-e-caccia-stealth-per-penetrare-i-santuari-cinesi-nel-pacifico-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 05:14:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[PLA]]></category>
		<category><![CDATA[United States Air Force (Usaf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'USAF ha bisogno di 200 bombardieri e 300 nuovi caccia stealth di sesta generazione per penetrare le bolle A2/AD cinesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/servono-piu-bombardieri-e-caccia-stealth-per-penetrare-i-santuari-cinesi-nel-pacifico-occidentale.html">Servono più bombardieri e caccia stealth per penetrare i santuari cinesi nel Pacifico Occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/NorthropGrummansB-21RaiderContinuesProgressiontoFlightTest-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> ha eretto una serie di difese A2/AD (<em>Anti Access / Area Denial</em>) per impedire agli Stati Uniti di intervenire in difesa di Taiwan in seguito a un eventuale attacco del PLA (<em>People&#8217;s Liberation Army</em>).</p>



<p>Questa serie di difese si estende lungo tutta la costa cinese e si estende anche sino al centro del Mar Cinese Meridionale, dove Pechino ha occupato alcune isole (e ne ha create di nuove) costruendo infrastrutture <em>dual use </em>(porti e aeroporti) e installandovi alcuni sistemi d&#8217;arma e radar.</p>



<p>La RPC sfrutta anche la profondità del suo territorio per posizionare le forze aeree, missilistiche e antisatellite al suo interno, per aumentare la possibilità di difenderle. Questa combinazione mira a creare veri e propri <strong>“santuari” per il PLA</strong>, consentendogli di generare attacchi aerei e missilistici da posizioni sicure <strong>per logorare le forze statunitensi </strong>e la loro capacità di proiettare potenza nel Pacifico Occidentale.</p>



<p>La storia passata e recente ha dimostrato che permettere agli avversari di operare da un santuario è una strategia perdente: durante il lungo intervento USA e NATO in Afghanistan, i talebani potevano ritirarsi nei loro santuari in Pakistan, e da lì tornare a colpire. In uno scenario di difesa di Taiwan da un&#8217;invasione cinese, o da un blocco navale imposto dal PLA, si creerebbe quindi una <strong>decisiva asimmetria della massa di combattimento</strong> a favore della RPC. Pertanto, impedire al PLA di ottenere una testa di ponte sulle coste di Taiwan non garantirà, di per sé, la vittoria. Una strategia vincente deve anche utilizzare il potere aereo a lungo raggio in missioni in profondità per colpire i “santuari” cinesi e ridurre la capacità del PLA di lanciare attacchi aerei e missilistici che potrebbero paralizzare le operazioni statunitensi nel Pacifico Occidentale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lunga e costante, ecco la vera campagna aere</h2>



<p>Secondo il <strong>Mitchell Institute</strong>, istituto di ricerca dell&#8217;U.S. Air Force, l&#8217;attuale dottrina del Pentagono di impedire il “<em>fait accompli</em>” di uno <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-svolgersi-uneventuale-invasione-cinese-di-taiwan.html">sbarco cinese a Taiwan</a> per poter vincere un conflitto non basta più. Questa postura non è sufficiente di per sé a scoraggiare l&#8217;aggressione cinese. Una strategia di guerra equilibrata dovrebbe invece includere operazioni in grado di <strong>erodere e successivamente far crollare la capacità della RPC di creare densità di forze in aria, a terra e in mare </strong>a grande distanza dalla sua terraferma. Permettere al PLA di lanciare attacchi contro le forze e le basi statunitensi in tutto il Pacifico senza essere ostacolato incoraggerebbe un&#8217;aggressione e creerebbe un vantaggio decisivo per la RPC in guerra. Un attacco in forze è la miglior difesa e una campagna vincente deve includere attacchi strategici contro la <strong>leadership militare</strong>, i centri di comando e il controllo e le forze di combattimento a lungo raggio cinesi che ora minacciano la capacità USA di operare efficacemente nel Pacifico Occidentale.</p>



<p>Il report del Mitchell Institute è stato pubblicato pochi giorni prima dello scoppio del conflitto nel Golfo Persico, altrimenti forse gli autori avrebbero più cautamente osservato che una campagna aerea strategica, per avere effetti effettivamente tangibili nei confronti della leadership militare e politica di un Paese e sul suo potenziale bellico, <strong>deve essere prolungata nel tempo ed essere effettuata con una certa costanza.</strong> Sebbene l&#8217;Iran a tutti gli effetti abbia <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-meno-droni-e-meno-missili-due-ipotesi-tattica-per-non-esaurire-larsenale-o-scarsita-di-risorse.html">ridotto esponenzialmente il numero di attacchi</a> con droni <em>one way</em> e missili balistici, senza la conferma – ma solo con stime circostanziali – della riduzione ai minimi termini del suo arsenale a lungo raggio e dei relativi lanciatori, resta sempre la possibilità che questa evidenza statistica sia da imputare alla scelta del regime di conservare il suo unico deterrente strategico.</p>



<p>Un&#8217;altra osservazione che avanziamo riguarda il grosso contributo dato dagli <strong>assetti navali</strong> statunitensi, che hanno utilizzato i missili da crociera Tomahawk in grande numero per effettuare attacchi di precisioni restando a distanza di sicurezza. Inoltre, nonostante l&#8217;imponente mobilitazione militare statunitense (la più grande forza aeronavale dai tempi della Seconda Guerra del Golfo), Washington e Tel Aviv non hanno ancora conseguito i rispettivi risultati strategici: rispettivamente portare Teheran a più miti consigli imponendo la rinuncia al nucleare insieme al ridimensionamento del suo potenziale missilistico, ed effettuare un cambio di regime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bombardieri e caccia stealth</h2>



<p>Bisognerebbe ricordare anche che durante una delle più grandi campagne di bombardamento aereo strategico mai effettuate nella storia, quella sulla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, il Terzo Reich è comunque riuscito a mantenere livelli alti di produzione industriale, <strong>con il picco dei caccia costruiti raggiunto tra la fine del 1944 e l&#8217;inizio del 1945,</strong> quindi nel pieno della campagna aerea. Produzione veramente cessata solo nel momento in cui le forze di terra hanno occupato fabbriche/territorio.</p>



<p>Tornando alla questione cinese, secondo l&#8217;U.S.. Air Force, i bombardieri e i caccia stealth sono gli unici sistemi d&#8217;arma con la capacità di sopravvivenza necessaria per penetrare in ambienti aerei altamente contestati, ma<strong> il loro numero è troppo esiguo</strong> e non c&#8217;è la capacità di effettuare sortite per impedire le operazioni di attacco a lungo raggio del PLA. La motivazione, ancora una volta, viene trovata nell&#8217;insufficienza delle risorse e nella dismissione delle forze al termine della Guerra Fredda, che ha portato a ridurre di due terzi il numero dei bombardieri e di più della metà dei suoi caccia. Il Dipartimento della Difesa, in quegli anni, ha inoltre impedito all&#8217;U.S. Air Force di acquisire un numero sufficiente di velivoli stealth – in particolare bombardieri B-2 e caccia F-22 – ovvero gli unici in grado di penetrare il sistema di difesa aerea integrato cinese, considerato altamente efficiente. Mentre gli Stati Uniti smantellavano le forze aeree da combattimento a lungo raggio, la RPC schierava difese aeree avanzate e altri sistemi d&#8217;arma a comporre quella linea A2/AD che ora preoccupa i pianificatori dell&#8217;U.S. Air Force. </p>



<p>Secondo <strong>Samuel Paparo</strong>, comandante dell&#8217;INDOPACOM, “le capacità A2/AD della Cina sono progettate per impedire alle forze statunitensi di operare all&#8217;interno della prima e della seconda catena di isole nel Pacifico occidentale”. In particolare, Pechino ha rafforzato negli ultimi anni questa capacità mostrando una <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/dal-mare-e-dallaria-i-nuovi-missili-ipersonici-per-le-bolle-a2-ad-cinesi.html">serie di nuovi vettori</a></strong> da crociera antinave e da attacco terrestre a medio/lungo raggio con un ventaglio di velocità tra il supersonico e l&#8217;ipersonico. Queste capacità rafforzano lo status di “santuario” della RPC continentale e consentono alle forze del PLA di generare attacchi dall&#8217;entroterra quasi senza ostacoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non pensionate i B-52</h2>



<p>Le minacce A2/AD, combinate con la ridotta capacità di attacco penetrante dell&#8217;U.S. Air Force, potrebbero indurre il Pentagono a fare affidamento sull&#8217;utilizzo della massa dei suoi aerei da combattimento – caccia e bombardieri di quarta generazione e precedenti – per lanciare attacchi contro le forze cinesi da distanze di sicurezza. Questi velivoli non stealth non possono penetrare le aree contese create da una difesa aerea integrata a lungo raggio, quindi devono lanciare le loro armi da circa 500 o più miglia nautiche dalla costa cinese, riducendo notevolmente la densità, la frequenza e l’efficacia degli attacchi. </p>



<p>La soluzione richiesta dal Mitchell Institute è quasi elementare: <strong>avere più caccia e bombardieri di quinta e sesta generazione</strong>. Si afferma che servirebbe una forza di almeno 200 nuovi bombardieri <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/primo-volo-nuovo-bombardiere-strategico-usa-b-21-raider-2239671.html">B-21 “Raider”</a></strong> (quindi raddoppiare la produzione prevista) e un aumento del rateo di ingresso in servizio degli F-35 in attesa di vedere arrivare il nuovo F-47, o NGAD (<em>Next Generation Air Dominace</em>), ovvero il caccia USA di sesta generazione. Un aumento del budget di almeno 40 miliardi di dollari all&#8217;anno consentirebbe all&#8217;U.S. Air Force, secondo l&#8217;istituto, di raddoppiare il tasso di acquisizione del B-21 e di aumentare l&#8217;acquisizione dell&#8217;F-35A ad almeno 72 velivoli all&#8217;anno. Questo fornirebbe inoltre risorse sufficienti per acquisire a breve termine i droni tipo CCA (Collaborative Combat Aircraft), e <strong>300 caccia F-47</strong> a medio termine. </p>



<p>Questa combinazione contribuirebbe a ripristinare la deterrenza e a creare una forza più equilibrata che compensi il crescente vantaggio di massa in combattimento della RPC nel Pacifico. Si consiglia anche di mantenere tutti i B-52 rimanenti fino al loro pensionamento previsto nel 2050, e almeno da questo punto di vista siamo quasi certi che sarà così, considerando l&#8217;avvio della modernizzazione dei vecchi bombardieri e la recente decisione di aumentarne il numero <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/usa-rialzano-scudo-atomico-pi-testate-su-missili-e-b-52-2608970.html">per il ruolo nucleare</a> dopo la fine del Trattato START.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/servono-piu-bombardieri-e-caccia-stealth-per-penetrare-i-santuari-cinesi-nel-pacifico-occidentale.html">Servono più bombardieri e caccia stealth per penetrare i santuari cinesi nel Pacifico Occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ammiraglio Paparo, comandante USA dell&#8217;Indo-Pacifico: la Cina fa le &#8220;prove&#8221; per invadere Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lammiraglio-paparo-comandante-usa-dellindo-pacifico-la-cina-fa-le-prove-per-invadere-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 05:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="985" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo.jpg 985w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 985px) 100vw, 985px" /></p>
<p>La maggiore aggressività cinese per Taiwan sta portando Pechino su una "rotta pericolosa" secondo l'ammiraglio Paparo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lammiraglio-paparo-comandante-usa-dellindo-pacifico-la-cina-fa-le-prove-per-invadere-taiwan.html">L&#8217;ammiraglio Paparo, comandante USA dell&#8217;Indo-Pacifico: la Cina fa le &#8220;prove&#8221; per invadere Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="985" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo.jpg 985w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 985px) 100vw, 985px" /></p>
<p>L&#8217;ammiraglio <strong>Samuel Paparo</strong>, capo del Comando <strong>Indo-Pacifico</strong> statunitense, ha <a href="https://www.scmp.com/news/china/military/article/3312807/us-indo-pacific-commander-calls-pla-operations-taiwan-strait-rehearsals-not-just-exercises">dichiarato </a>lunedì che la Repubblica Popolare Cinese (RPC) sta seguendo una “rotta pericolosa” e che le sue operazioni intorno a Taiwan non sono semplici esercitazioni ma “prove generali”. “Ci troviamo di fronte a un periodo profondamente significativo nell&#8217;Indo-Pacifico. La Cina sta seguendo una rotta pericolosa”, ha dichiarato l&#8217;ammiraglio in un discorso a un convegno sull&#8217;intelligenza artificiale organizzata dal <em>think tank</em> Special Competitive Studies Project.“Le loro manovre aggressive intorno a Taiwan non sono semplici esercitazioni. Sono prove generali”, ha continuato, senza fare esplicito riferimento a una potenziale invasione di Taiwan. </p>



<p>Le sue dichiarazioni sono arrivate il giorno dopo la conclusione del forum di Shangri-La, durante il quale il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> ha definito la RPC una minaccia e ha affermato che Pechino vuole “alterare radicalmente lo status quo della regione”. La Repubblica Popolare ha protestato contro le dichiarazioni di Hegseth, mentre il Ministero degli Esteri domenica lo ha accusato di aver deliberatamente ignorato le richieste di pace provenienti dai Paesi della regione. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti sono diventati sempre più preoccupati per un&#8217;eventuale azione militare della RPC verso quella che per Pechino è una “provincia ribelle”, con funzionari e legislatori che considerano il 2027 come una possibile finestra temporale.</p>



<p>Questo timore scaturisce da una <strong>maggiore frequenza</strong>, negli ultimi anni, delle sortite delle forze aeree dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione oltre la linea mediana dello Stretto di Taiwan e dall&#8217;aumento del numero e della complessità delle esercitazioni militari compiute dalla RPC intorno all&#8217;isola, interpretate come segnali di crescente aggressività da parte di Pechino. Questo aumento dell&#8217;aggressività cinese, che secondo Washington sarebbe propedeutico al cambio di “status quo” lungo lo Stretto, ha determinato un <strong>cambio di postura</strong> nella politica statunitense verso la RPC, come abbiamo potuto osservare quasi da subito con l&#8217;insediamento della nuova amministrazione statunitense:<a href="https://it.insideover.com/politica/il-dipartimento-di-stato-corregge-il-suo-sito-taiwan-ringrazia-e-la-cina-sinfuria-ecco-perche.html"> a febbraio</a>, dal sito del Dipartimento di Stato USA, alla pagina sulle relazioni tra Washington e Taipei, è stata rimossa la frase “non sosteniamo l’indipendenza di Taiwan”, mentre il primo rapporto di intelligence annuale ha definito per la prima volta la RPC come una “minaccia” invece di “sfida incalzante”, come riferito in tutti i documenti ufficiali degli anni precedenti. Anche nell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/rapporto-dia-sulle-minacce-agli-usa-russia-e-cina-ai-primi-posti.html">ultimo rapporto della DIA</a> (Defense Intelligence Agency) la RPC viene presentata come la minaccia più grande in quanto Pechino mantiene i suoi obiettivi strategici di essere la potenza preminente nell’Asia orientale, di sfidare gli Stati Uniti per la leadership globale e di unificare Taiwan con la Cina continentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I 500 istruttori Usa a Taiwan</h2>



<p>Tornando alle parole dell&#8217;ammiraglio Paparo, non è la prima volta che il comandante in capo dell&#8217;Indo-Pacific Command afferma che le manovre militari cinesi siano una “prova generale” di invasione: già lo scorso anno, <a href="https://www.newsweek.com/us-news-pacific-commander-recalls-china-largest-invasion-rehearsal-taiwan-career-1988853">a novembre</a>, aveva affermato che le forze USA “devono essere pronte”, dopo che la Cina aveva condotto la più grande esercitazione di invasione intorno a Taiwan che aveva osservato in tutta la sua carriera. Paparo aveva dichiarato alla Brookings Institution di Washington di aver assistito durante l&#8217;estate al “maggior numero di prove e di esercitazioni congiunte” della RPC e che si era trattato della <strong>“più grande prova generale a cui abbiamo mai assistito</strong> nel percorso ascendente di modernizzazione dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione”.</p>



<p>Forse è proprio per questo, ovvero per “essere pronti”, che gli Stati Uniti hanno recentemente deciso di <strong><a href="https://www.stripes.com/theaters/asia_pacific/2025-05-27/taiwan-military-trainers-testimony-17924124.html">inviare a Taiwan 500 istruttori militari</a></strong> e di renderlo ufficialmente noto, in una mossa che non si vedeva da decenni. Gli Stati Uniti forniscono da tempo a Taiwan armi e addestramento militare volti a scoraggiare l&#8217;aggressione cinese, ma non hanno mai ammesso pubblicamente che vi fossero istruttori nell&#8217;isola: la presenza di personale militare statunitense a Taiwan era stata svelata per la prima volta dall&#8217;allora presidente <strong>Tsai Ing-wen</strong> in un&#8217;intervista alla <em>CNN </em>dell&#8217;ottobre 2021, e all&#8217;epoca veniva descritta come “limitata”. Inoltre, un rapporto del Congressional Research Service del maggio 2024 elencava solo 41 militari statunitensi presenti a Taiwan a dicembre 2023 mentre ora il loro numero è più che decuplicato.</p>



<p>La portata della missione di addestramento statunitense è sorprendente: il numero dei militari non è fisso e persone diverse vengono inviate a progetti diversi, come il Corpo dei Marines, le riserve o le forze missilistiche. Il personale statunitense è generalmente ospitato dall&#8217;American Institute di Taiwan, l&#8217;ambasciata statunitense di fatto, piuttosto che dall&#8217;esercito taiwanese, forse per evitare scomode presenze stabili in diversi punti del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione di Pechino</h2>



<p>Il portavoce dell&#8217;American Institute ha precisato che <strong>gli Stati Uniti continueranno a sostenere Taiwan</strong> di fronte alla campagna di pressione militare, economica, informativa e diplomatica della Cina, e in conformità con il Taiwan Relations Act, gli USA continueranno ad aiutare Taiwan a mantenere una capacità di autodifesa sufficiente, commisurata alla minaccia che affronta. Il funzionario statunitense ha anche affermato che in futuro il numero di personale potrebbe essere aumentato a causa di cambiamenti nella situazione, o a causa della crescente domanda di addestramento al combattimento, o a causa della necessità di assistenza statunitense per l&#8217;acquisto di nuovi sistemi d&#8217;arma statunitensi. </p>



<p>Tornando alle parole dell&#8217;ammiraglio, l&#8217;<strong>ambasciata cinese</strong> a Washington ha contestato quanto affermato da Paparo sostenendo che “per la situazione incrociata, non vi è alcun fattore più destabilizzante delle provocazioni fatte dai separatisti di Indipendenza di Taiwan e dalle perturbazioni da parte delle forze straniere” aggiungendo che le “esercitazioni” cinesi erano destinate a servire come deterrente contro “complotti separatisti”, e invitando gli Stati Uniti a “smettere di soffiare sul fuoco della questione di Taiwan” minacciando che “tali comportamenti vi si ritorcerebbero solamente contro”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lammiraglio-paparo-comandante-usa-dellindo-pacifico-la-cina-fa-le-prove-per-invadere-taiwan.html">L&#8217;ammiraglio Paparo, comandante USA dell&#8217;Indo-Pacifico: la Cina fa le &#8220;prove&#8221; per invadere Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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