Skip to content
Difesa

Dal mare e dall’aria: i nuovi missili ipersonici per le bolle A2/AD cinesi

La Cina ha potenziato le sue bolle A2/AD con una nuova serie di missili da crociera antinave con velocità ipersonica.

La Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha dato una dimostrazione di forza militare durante la parata per le celebrazioni del giorno della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale tenutesi a Pechino lo scorso 3 settembre. Durante la sfilata di mezzi e reparti, è apparso subito evidente come, tra veicoli corazzati, carri armati, missili balistici di gittata diversa e droni di vario tipo (tra cui nuovi XLUUV), la componente missilistica da crociera sia stata fortemente implementata numericamente, e probabilmente anche tecnologicamente.

Di particolare importanza è stato osservare la serie di missili da crociera antinave di vario tipo (e raggio d’azione) che vanno a comporre – insieme ad altri assetti – quelle che vengono definite in termine militare le cupole (o bolle) A2/AD (Anti Access/Area Denial).

Una cupola A2/AD è uno spazio individuato dal raggio massimo di sistemi missilistici/aerei che sussiste nei tre classici domini del campo di battaglia (aereo, terrestre e navale) e racchiude dentro di sé diversi effettori – cinetici e non cinetici – e diversi sistemi di sorveglianza/tracciamento. La RPC, nel corso degli ultimi 20 anni, ha fortemente rinforzato le sue capacità A2/AD non solo nel proprio intorno geografico, ma anche nello specchio marittimo extra-territoriale del Mar Cinese Meridionale – rivendicato da Pechino – che rappresenta il bastione aeronavale per il controllo dei traffici navali da e verso la parte orientale del continente asiatico e per avere un ombrello difensivo a protezione dei suoi sottomarini lanciamissili balistici, né più né meno di come la Russia intende i mari artici ad essa afferenti.

La componente missilistica, insieme ai sistemi di sorveglianza, rappresenta il fulcro di una qualsiasi cupola A2/AD e la RPC ha mostrato di possedere nuovi vettori che intensificano la minaccia rappresentata dalle sue aree di interdizione aeronavale. In particolare sono i missili da crociera anti-nave a essere i soggetti principali di questo aspetto tattico.

Lanciati dall’aria e dal mare

Tra i nuovi missili antinave presentati alla parata c’era l’YJ-15, che sembra combinare velocità supersoniche con una gittata estesa per sfidare le difese navali tradizionali come i sistemi da difesa di punto. Si ritiene che sia propulso da un motore ramjet (con booster), quindi con velocità di alcune volte quella del suono, e con un disegno di fusoliera particolare che minimizzerebbe la resistenza aerodinamica. L’YJ-15 è probabilmente in grado di raggiungere velocità superiori a Mach 5 (quindi rientra nel campo ipersonico), con una gittata stimata tra 1.200 e 1.800 km. Inoltre, queste caratteristiche e peculiarità strutturali suggeriscono che sia destinato al lancio aereo, molto probabilmente da bombardieri strategici H-6. La capacità di aviolancio estende di molto la portata di un vettore, e con questa gittata il missile potrebbe essere in grado di colpire il naviglio avversario ben al di là della Prima Catena di Isole.

Un altro vettore osservato alla parata è l’YJ-17, che presenta una punta allungata, simile a un ago, che è stata probabilmente progettata per ridurre al minimo la resistenza aerodinamica e lo stress termico durante il rientro atmosferico e il volo ipersonico prolungato. Questo missile non ha prese d’aria pertanto si affida a un booster a combustibile solido per l’accelerazione iniziale prima di passare a una fase di planata senza propulsione. Siamo quindi nel campo degli HGV (Hypersonic Glide Vehicle) di tipo boost-glide, avendo un booster di accelerazione che ricorda il primo stadio di un missile balistico. Secondo le stime effettuate da esperti, il vettore potrebbe avere una velocità massima di Mach 8 e la possibilità di essere lanciato da VLS (Vertical Launch System) installati su grandi navi di superficie come i cacciatorpedinere di classe Type 055, oppure, anche in questo caso, essere aviolanciato da bombardieri H-6. Operativamente, l’YJ-17 sarà probabilmente schierato per sferrare attacchi di precisione contro obiettivi navali di alto valore come grandi navi di superficie, navi d’assalto anfibie e portaerei.

La RPC ha mostrato anche il vettore YJ-19 che dal disegno risulta essere un missile dotato di motore scramjet (quindi regimi di velocità sino a Mach 10), capacità di manovra e probabilmente lanciabile dai tubi lanciasiluri di sottomarini (diametro 533 millimetri), considerando il booster di lancio. Il disegno del missile ricorda molto lo statunitense “Waverider” e probabilmente si ispira ad esso, come del resto è noto abbia ispirato anche i russi per il loro “Zirkon”, sempre in grado di sviluppare velocità ipersonica. La gittata, stimata, sarebbe di 500 km. Combinando la furtività del lancio subacqueo con la velocità ipersonica, il missile riduce i tempi di reazione dell’avversario e complica gli sforzi di intercettazione. Questa capacità aumenta significativamente la capacità della Cina di ostacolare i piani di schieramento delle flotte di superficie avversarie, rappresentando una sfida formidabile per i gruppi d’attacco delle portaerei e altre risorse navali di alto valore.

Un altro vettore osservato è stato l’YJ-20, anch’esso di tipo ipersonico (velocità di crociera intorno a Mach 6, velocità finale Mach 9) e in grado di essere lanciato dai VLS di cacciatorpediniere come l’YJ-17 ma avendo una gittata maggiore: intorno ai 2mila km. Questo significa che siamo davanti a un vettore antinave “di teatro”, progettato per attacchi in profondità che possono spingersi sino alla Seconda Catena di Isole del Pacifico Occidentale, e significa anche che la RPC ha ottenuto capacità di situational awareness tali da poter effettuare questo tipo di attacchi in mare, dove nel caso di bersagli in movimento, la sorveglianza e il tracciamento devono essere pressoché continui.

Infine, stante quanto osservato complessivamente, si osserva come la RPC abbia imposto un’architettura stratificata alle proprie cupole A2/AD con diversi vettori antinave – ma non solo – in grado di allungare notevolmente la portata della capacità di interdizione, sino a portare la minaccia sulle basi statunitensi nel Pacifico che non si trovano solo in posizione più avanzata.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.