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	<title>Robert Gorelick Archives - InsideOver</title>
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	<title>Robert Gorelick Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tra Tim e CDP, le mani di Petraeus e degli ex Cia sugli asset strategici italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 11:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[KKR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-1536x1020.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;acquisizione della rete di telecomunicazione italiana di TIM da parte del fondo statunitense KKR e l&#8217;affidamento di attività di intelligence economica di Cassa Depositi e Prestiti alla Globintech, una società di cybersecurity guidata da ex dirigenti della CIA, sollevano preoccupanti interrogativi sulla sovranità tecnologica e sulla sicurezza nazionale dell&#8217;Italia. Questi due eventi evidenziano un&#8217;inquietante tendenza: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tra-tim-e-cdp-le-mani-di-petraeus-e-degli-ex-cia-sugli-asset-strategici-italiani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240706135259185_7ed34cdd020e9ff4564d8f14e4b95f95-1536x1020.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;acquisizione della <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">rete di telecomunicazione italiana di TIM</a> da parte del<strong> fondo statunitense <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-kkr-il-gigante-nascosto-della-finanza-usa.html">KKR</a> </strong>e l&#8217;affidamento di attività di intelligence economica di<a href="https://it.insideover.com/economia/i-governi-passano-le-casse-restano-in-cdp-le-fondazioni-danno-ancora-le-carte.html"> <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong> </a>alla Globintech, una società di cybersecurity guidata da ex dirigenti della CIA, sollevano preoccupanti interrogativi sulla sovranità tecnologica e sulla sicurezza nazionale dell&#8217;Italia. Questi due eventi evidenziano un&#8217;inquietante tendenza: la crescente influenza di entità straniere, legate ai servizi di intelligence e militari americani, su settori strategici italiani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vicenda TIM</h2>



<p>L&#8217;acquisizione della rete TIM, che passerà attraverso FiberCop e poi a Optics BidCo controllata da KKR, rappresenta un passaggio cruciale. Il think tank che affianca KKR nell&#8217;analisi geopolitica e degli scenari globali, il KKR Global Institute, è guidato da <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/parla-il-generale-petraeus-putin-ha-reso-la-nato-nuovamente-grande.html">David H. Petraeus</a></strong>, ex direttore della CIA e generale con una lunga carriera nelle forze armate statunitensi. </p>



<p>Petraeus non è solo un uomo d&#8217;affari; la sua presenza simboleggia un legame diretto con le <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/la-complessa-comunita-dellintelligence-usa.html">strutture di potere e d&#8217;intelligence</a></strong> degli Stati Uniti. La rete di telecomunicazione è una delle infrastrutture più critiche per qualsiasi nazione, e il suo controllo da parte di un&#8217;entità straniera, specialmente con tali connessioni, mette a rischio la <strong>sicurezza delle comunicazioni e l&#8217;autonomia decisionale del paese.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La Globintech e l&#8217;Intelligence Economica</h2>



<p>Parallelamente, la Cassa Depositi e Prestiti ha affidato alla Globintech la fornitura di servizi di intelligence per la cybersecurity. <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/gorelick-la-russia-non-vuole-una-guerra-tra-iran-e-israele.html">Globintech è co-fondata da Robert Gorelick,</a></strong> ex capo centro della CIA in Italia, e Alberto Manenti, ex direttore della branca estera dei <a href="https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-intelligence-un-connubio-sempre-piu-forte.html">Servizi Segreti italiani (Aise). </a>Questa collaborazione, sebbene prometta servizi di alta qualità in termini di business intelligence e risk advisory, suscita preoccupazioni per la gestione dei dati sensibili. La presenza di figure con un passato così rilevante nei servizi di intelligence solleva dubbi sulla possibilità di influenze straniere nella gestione delle informazioni critiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni Geopolitiche</h2>



<p>Questi due casi dimostrano chiaramente come l&#8217;Italia stia cedendo il controllo su settori chiave della sua economia e sicurezza a entità legate agli Stati Uniti. <strong>L&#8217;acquisizione della rete TIM da parte di KKR, con Petraeus al timone</strong>, potrebbe essere vista come un tentativo degli Stati Uniti di estendere la loro influenza sulle infrastrutture di comunicazione italiane. Questo mette l&#8217;Italia in una posizione vulnerabile, esposta a potenziali pressioni e interferenze esterne.</p>



<p>L&#8217;affidamento di attività di intelligence economica di CDP a Globintech, guidata da ex dirigenti della <strong>CIA,</strong> accentua ulteriormente questa vulnerabilità. La gestione di dati sensibili da parte di una società con forti legami con i servizi segreti americani potrebbe compromettere l&#8217;autonomia decisionale del paese e mettere a rischio la sicurezza nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>L&#8217;Italia si trova ad affrontare una sfida cruciale: proteggere la sua sovranità tecnologica e la sua sicurezza nazionale in un contesto di crescente interdipendenza globale. La vendita di infrastrutture critiche a entità straniere e l&#8217;affidamento di servizi di intelligence a società con legami con i servizi segreti americani rappresentano una seria minaccia alla sovranità del paese.</p>



<p>Il governo italiano deve valutare attentamente le implicazioni di queste scelte e adottare misure per garantire che le infrastrutture critiche e i dati sensibili siano gestiti in modo sicuro e indipendente. La protezione della sovranità tecnologica è fondamentale per la sicurezza nazionale e per la preservazione dell&#8217;autonomia decisionale del paese. In un mondo sempre più interconnesso, è essenziale che l&#8217;Italia mantenga il controllo sulle sue risorse strategiche per garantire la sicurezza e la prosperità a lungo termine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tra-tim-e-cdp-le-mani-di-petraeus-e-degli-ex-cia-sugli-asset-strategici-italiani.html">Tra Tim e CDP, le mani di Petraeus e degli ex Cia sugli asset strategici italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La sfida della Cina: setacciare la rete con le spie reclutate a scuola</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-sfida-della-cina-setacciare-la-rete-con-le-spie-reclutate-a-scuola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 14:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
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		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alberto Manenti (Aise), Robert Gorelick (Cia) e Antonio Teti riflettono sulle sfide future dell'intelligence, tra svolta cyber e Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-sfida-della-cina-setacciare-la-rete-con-le-spie-reclutate-a-scuola.html">La sfida della Cina: setacciare la rete con le spie reclutate a scuola</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/cina-hacker-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Qual è e quale sarà il ruolo della Cina del contesto geopolitico e in relazione all&#8217;Italia? Come si muovono le sue spie nel mondo? Indubbiamente il colosso asiatico sta assumendo un ruolo centrale nelle agende di molti paesi. Una serie di riforme interne &#8211; ultima quella del 2023 &#8211; ha infatti dato nuovo impulso alle attività di<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/taci-il-tuo-telefono-ti-ascolta.html"> <strong>spionaggio e controspionaggio</strong></a>, anche in ambito cyber.</p>



<p>La Cina si muove nell’ecosistema digitale come un <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-grande-fratello-cinese-psyops-repressione-e-disinformazione.html">enorme organismo </a>capace di operare <strong>vaste operazioni di suck information</strong>, letteralmente &#8220;succhiamento di dati e informazioni&#8221;, che vengono poi filtrate e processate grazie ad una<strong> moltitudine di agenzie governative e private</strong>. Il paese di Xi Jinping è in grado di catalogare e targettizzare gli individui o gruppi di individui oggetto di indagine. Stiamo parlando di una nazione che è in grado di applicare su larga scala le cosiddette operazioni di <em>Virtual Human Intelligence</em> per le acquisizioni di informazioni sugli utenti della rete. Una nazione percepita sempre di più come &#8220;avversaria&#8221;, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;ambito cyber.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La parola degli esperti</h2>



<p>Per approfondire queste tematiche abbiamo incontrato, in occasione della presentazione del libro “China Intelligence” presso il Centro Studi Americani di Roma, l’autore, Prof. <strong>Antonio Teti</strong>, responsabile del settore sistemi informativi, innovazione tecnologica e sicurezza informatica dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, il Dr. <strong>Alberto Manenti</strong> già direttore dell’<strong>AISE</strong> (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) dal 2014 al 2018 e il Prof. <a href="https://it.insideover.com/guerra/gorelick-la-russia-non-vuole-una-guerra-tra-iran-e-israele.html"><strong>Robert Gorelick</strong> </a>(ex <strong>CIA</strong>), capo centro della Central Intelligence Agency in Italia dal 2003 al 2008 e già capo divisione della CIA a Washington.</p>



<p>Il libro ha il gran merito di mettere in luce alcune delle capacità spionistiche della Cina e ci pone sicuramente un interrogativo. <strong>Siamo in grado, non solo in relazione alla Cina, di affrontare le sfide del futuro in ambito intelligence?</strong> Dalle operazioni di disinformazione ai reclutamenti in rete, sono tante le sfide che il nostro paese dovrà affrontare in uno <strong>scenario geopolitico complesso</strong>, tra nuove guerre, populismi e nuovi nazionalismi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove sfide</h2>



<p>Secondo Alberto Manenti, è sempre più chiaro che andiamo incontro ad un confronto tra nord e sud del mondo: sud del mondo guidato dalla <strong>BRICS </strong>(Brasile, Russia, India e Cina) che sta allargando la sua sfera di influenza e a cui appartengono i tre quarti della popolazione globale. E se nei primi anni 2000 i servizi di intelligence cinesi non erano temuti, oggi la loro evoluzione è un fattore di cui tenere conto.</p>



<p>Secondo Teti, la normativa cinese in ambito di intelligence spinge nella richiesta di acquisire informazioni ma anche verso il controllo della popolazione interna, dei dissidenti. Inoltre, in ambito interno è stata attuata l’audace idea di trasformare la società cinese in un<em> mass movement to catch spies</em>. Ovvero si incoraggiano i cittadini qualunque a comportarsi come se fossero delle spie. Ne è testimonianza il fatto che dal 1° agosto 2023, l’MSS (Ministero della Sicurezza di Stato) ha debuttato sulle piattaforme dei social media cinesi attivando canali di comunicazione diretti con la popolazione per segnalare attività di controspionaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un gap culturale</h2>



<p>Con i tre relatori abbiamo anche affrontato un tema particolarmente delicato. Nello scenario internazionale, la sensibilità, o meglio, la cultura cyber è piuttosto avanzata. A fronte di Paesi, come quelli africani, del tutto sprovvisti di apparati tecnologici in grado di competere con altri attori internazionali, ci sono nazioni che investono fiumi di denaro &#8211; da molti anni &#8211; nel settore: Israele, Stati Uniti, Corea del Nord, Iran. E ovviamente la Cina. Qui, come anche in altre realtà statali,<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cyber-intelligence-ecco-cosa-cercano-i-servizi-segreti.html"> le campagne di reclutamento dei servizi di intelligence</a>, in questo caso con particolare riferimento all&#8217;ambito cyber, cominciano presto, sin dai banchi di scuola. In Italia una prassi del genere non esiste. Come è possibile, allora, pensare di competere sul fronte informatico?</p>



<p>Secondo Gorelick, &#8220;l’Italia deve reclutare molto di più nelle università e nei gruppi dirigenti e non solo dai reparti di polizia e dai reparti delle forze armate. Inoltre, bisogna lavorare molto di più nelle Ambasciate, dove la spia ha un ruolo importate, di collegamento con i servizi di intelligence del paese ospitante. Per il futuro però abbiamo bisogno di una copertura che vada al di fuori dell’ambasciata. <strong>In Italia si sta lavorando con un sistema ancora arcaico</strong>&#8220;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">C&#8217;è bisogno di &#8220;clandestini&#8221;</h2>



<p>Anche Manenti sembra d&#8217;accordo con questa visione: &#8220;Il problema è storico &#8211; ma aggiunge anche un tassello in più -per lavorare in un servizio servono delle <em>skills </em>particolari, questo non vuol dire che in un servizio l’1 o il 2% dei profili non possa venire da amministrazioni dello Stato, ma la maggior parte delle persone devono avere dei profili adatti a fare operazioni di <em>Humint, </em>operazioni sul campo, e che abbiano una idoneità alle <strong>operazioni in clandestinità</strong>, ovvero fuori dall&#8217;ufficialità del servizio. Immaginate quanto sia complicato oggi essere clandestini in un mondo fatto di videosorveglianza e controllo delle impronte digitali, nonché controllo cyber. Per questo i servizi molto spesso usano i <em>legal travelers</em>, ovvero persone che per la natura del loro mestiere sono costrette a viaggiare e, di conseguenza, hanno una copertura naturale professionale, ma non sono agenti dipendenti&#8221;.</p>



<p>Ed è proprio grazie ai <em>legal travelers</em> che, forse, sarà possibile non del tutto colmare, ma almeno ridurre la distanza rispetto allo spionaggio cinese. Resta tuttavia un dato di fatto: sul piano tecnologico l&#8217;Europa non è in grado di competere con il gigante asiatico. L&#8217;Italia meno che mai. Ma allora qual è lo stato della nostra intelligence sul fronte cyber? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sinergia tra uomo e macchina</h2>



<p>Per usare le parole del procuratore <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dalla-lupara-alla-tastiera-la-svolta-cyber-della-ndrangheta.html"><strong>Nicola Gratteri</strong>,</a> la nostra rete informatica è un colabrodo, ma nonostante questo le eccellenze ci sono. E Manenti ce lo conferma: &#8220;L&#8217;intelligence ha un comparto cyber già da molti anni&#8221; e aggiunge: &#8220;chiaramente nei tempi moderni, negli ultimi decenni, è aumentata sempre di più la componente <em>Techint </em>(intelligence riguardante armi ed equipaggiamenti). C’è sempre stata una sorta di disputa tra la componente Techint e quella Humint. Molti agenti sono nati nella componente humint e hanno utilizzato la componente tecnica sempre di più, ma tenete conto che il profilo delle persone deve essere particolare, perché anche l’Ingegnere che lavora nella componente tecnica deve sapersi relazionare con la componente humint&#8221;. Insomma, non servono <em>nerd</em>, ma persone in grado di adattarsi ai contesti e di essere al passo con i tempi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi aggredisce l&#8217;Italia?</h2>



<p>Nel corso della nostra chiacchierata, abbiamo chiesto chi siano gli attori statali più aggressivi dal punto di vista cyber nei confronti del nostro Paese: &#8220;<a href="https://it.insideover.com/criminalita/hacker-russi-tra-mito-e-realta.html">la Russia si sta muovendo bene</a> &#8211; risponde il professor Teti &#8211; ma anche la Cina. La Cina può inoltre contare numericamente su gruppi APT (attori malevoli che operano nell’ombra della rete) molto strutturati, i tecnici informatici cinesi o meglio gli operatori che stanno all’interno delle APT cinesi sono molto bravi e vengono dai gangli dell’esercito, conducono attacchi anche <strong>ransomware</strong>, finalizzati più all’esfiltrazione dei dati. Ad esempio il gruppo APT 057 ha lanciato una campagna di reclutamento non solo di esperti informatici capaci di condurre attacchi informatici di un certo tipo ma addirittura si avvale anche di collaboratori che vengono retribuiti con criptovalute per condurre attacchi similari, quindi possiamo definirli dei <strong>cyber mercenari </strong>che lavorano per soldi e questo rende difficile stabilire la paternità di un attacco informatico, ma soprattutto se il gruppo APT è filorusso, filocinese o altro, oppure se un gruppo che semplicemente fa un attacco per soldi è stato ingaggiato da russi, dai cinesi, da Hamas o altro&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale: arma a doppio taglio?</h2>



<p>In un contesto di digitalizzazione universale e in molti casi forzata, l&#8217;intelligenza artificiale gioca un ruolo importante. I principali sviluppatori di questa tecnologia si trovano negli Stati Uniti, ma nel suo piano quinquennale per lo sviluppo tecnologico, la Cina mira ad affrancarsi dai fornitori occidentali e a sviluppare un sistema di intelligenza artificiale originale. Un problema non da poco, secondo Teti: &#8220;il problema è che quando utilizzeremo una piattaforma realizzata in Cina, Messico o qualsiasi altro contesto non UE, queste piattaforme come saranno formate? Quali saranno i database sui quali verranno addestrate? Queste piattaforme potrebbero essere utilizzate per diffondere informazione o disinformazione e sollevo un altro elemento discusso in seno al comitato dell’IA in Italia: se io conduco un attacco informatico verso una piattaforma di IA e creo le cosiddette “allucinazioni” attraverso informazioni distorte, la piattaforma comincerà a fornire informazioni distorte ad ampio spettro alimentando disinformazione&#8221;.</p>



<p>Uno scenario futuro piuttosto verosimile, che impone serie riflessioni e <strong>interventi a livello statale non più prorogabili</strong>. Di certo le sfide prossime venture, soprattutto nel campo dell&#8217;intelligence sotto i suoi molteplici aspetti, vedranno un largo utilizzo delle nuove tecnologie, ma &#8211; come giustamente sostenuto da Alberto Manenti &#8211; la chiave del successo è la sinergia, il dialogo tra diverse competenze. Dunque ben venga il progresso digitale, ma non perdiamo di vista il fattore umano, che è e sarà sempre determinante. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-sfida-della-cina-setacciare-la-rete-con-le-spie-reclutate-a-scuola.html">La sfida della Cina: setacciare la rete con le spie reclutate a scuola</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gorelick: &#8220;La Russia non vuole una guerra tra Iran e Israele&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gorelick-la-russia-non-vuole-una-guerra-tra-iran-e-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuele Avilloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 08:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Intervista con il Prof. Robert Gorelick, capo centro della Central Intelligence Agency in Italia dal 2003 al 2008 </p>
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<p>Lo scenario geopolitico è sempre più complesso e la temuta risposta di Israele nei confronti dell’Iran non si è fatta attendere. Il rischio di una guerra diretta esiste? Di questo, dei possibili scenari e delle altre crisi geopolitiche in corso ne abbiamo parlato con il Prof. Robert Gorelick (ex CIA), capo centro della Central Intelligence Agency in Italia dal 2003 al 2008 e già capo divisione della CIA a Washington, esperto in materia di intelligence che ha lavorato a stretto contatto con il Presidente degli Stati Uniti e vari Segretari di Stato.<strong></strong></p>



<p><strong>&#8211; Prof. Gorelick ci troviamo nel bel mezzo di grandi sfide geopolitiche,&nbsp;c&#8217;è il rischio concreto di una guerra diretta tra Israele e l&#8217;Iran?</strong></p>



<p>Il rischio di un&#8217;escalation è evidente, nonostante entrambi i paesi non abbiano interesse o voglia di vedere uno scontro diretto. La cosiddetta “guerra ombra” tra Iran e Israele si è intensificata il 7 ottobre. Che Teheran fosse a conoscenza o meno dei piani di Hamas in anticipo è meno rilevante del fatto che Hamas è una creazione della Repubblica islamica e non sarebbe in grado di effettuare attacchi contro Israele senza le armi e i fondi che riceve dall’Iran. È, di fatto, un braccio dell’IRGC iraniano. La guerra nel nord di Israele con Hezbollah, un altro rappresentante iraniano, ha obbligato Israele a evacuare oltre 60.000 dei suoi cittadini dal nord del paese e ha messo completamente fine a ogni parvenza di normalità nel nord. Gli Houthi nello Yemen hanno lanciato missili forniti dall’Iran contro Israele e le navi occidentali attraverso il Mar Rosso. Considerata questa triplice guerra contro Israele da parte di Teheran, è normale che Tel Aviv abbia risposto con un attacco all’edificio dell’IRGC, che fa parte del consolato iraniano, a Damasco.</p>



<p>Sebbene gli iraniani abbiano comunicato la loro intenzione di rispondere, il desiderio di limitare il conflitto ed evitare un’escalation, nessuno si aspettava una risposta così massiccia. Con oltre 300 droni e missili – in particolare missili balistici – è chiaro che l’Iran intendeva che alcuni di essi riuscissero a passare e a infliggere danni a Israele. La difesa israeliana è stata più efficace di quanto ci si aspettasse, ma nella logica del Medio Oriente Israele ritiene di dover rispondere per ristabilire la deterrenza nei confronti dell’Iran e degli altri nemici mediorientali.</p>



<p>Al momento di questa intervista, stiamo appena apprendendo che c’è stata una risposta israeliana nella zona di Isfahan. L’esatta natura della risposta non è ancora chiara, così come se questa sarà alla portata della risposta israeliana. Un attacco contro una fabbrica di munizioni, missili o droni a Isfahan avrebbe certamente senso e coinciderebbe con gli interessi occidentali nel limitare la fornitura di droni alla Russia nella sua guerra con l’Ucraina. È possibile che la risposta israeliana sia semplicemente quella di inviare il messaggio all’Iran che, nonostante il massiccio attacco iraniano contro Israele, che non ha causato alcun danno, Israele è in grado, con un attacco molto limitato, di infliggere danni alla Repubblica islamica.</p>



<p>La minaccia di un errore di calcolo (come l’iniziale errore di calcolo degli israeliani secondo cui l’Iran non avrebbe risposto al loro attacco a Damasco) è reale e potrebbe portare ad un’escalation. Ciò è particolarmente vero dato che sia il regime iraniano che il governo Netanyahu sono deboli e potrebbero cercare di mantenere il potere dimostrando forza contro un nemico esterno. In un senso più generale, l’attacco contro Israele da parte dell’Iran ha aperto la porta a futuri attacchi diretti da parte di entrambi i paesi, il che aumenta notevolmente il pericolo di futuri conflitti.</p>



<p><strong>&#8211; Il principale sostenitore dell&#8217;Iran, la Russia, sembrerebbe non aver mostrato entusiasmo dopo l&#8217;attacco da parte di Teheran, è davvero così?</strong></p>



<p>Il governo russo intrattiene da molti anni buoni rapporti sia con Tel Aviv che con Teheran. La guerra in Ucraina e la necessità di procurarsi armi e munizioni da fonti straniere (munizioni nordcoreane e droni iraniani) li ha spinti ad instaurare un rapporto più stretto con l’Iran. Tuttavia, la Russia non ha nessun interesse a vedere un conflitto aperto tra Iran e Israele, che potrebbe mettere a rischio la fornitura di armi dall’Iran. È del tutto possibile che il Cremlino, come la maggior parte dei paesi coinvolti, si aspettasse una risposta molto più limitata da parte dell’Iran rispetto all’attacco del 13 aprile.</p>



<p><strong>&#8211; relativamente all&#8217;attacco terroristico del 7 ottobre si è parlato di un fallimento dell&#8217;intelligence israeliana, che cosa non ha funzionato?</strong></p>



<p>Conosceremo la storia completa solo quando verrà istituita una commissione d’inchiesta dopo l’attuale guerra con Hamas, e quando quella commissione finirà il suo lavoro. Tuttavia, a questo punto possiamo certamente trarre alcune conclusioni preliminari. Il primo è la forza del controspionaggio di Hamas. Hamas è stata in grado di pianificare questa operazione e, soprattutto, la sua intenzione di portarla effettivamente a termine, e di mantenere tale conoscenza limitata solo a un gruppo molto ristretto di leader. Sembra che abbiano addirittura istituito un servizio parallelo di telefonia fissa tra i pochi alti funzionari che erano a conoscenza dell&#8217;operazione per evitare eventuali conversazioni tramite telefoni cellulari che potrebbero essere intercettate. Mentre molti osservatori hanno affermato che Israele ha fatto troppo affidamento sulla tecnologia, e questo è certamente vero per l’esercito (mitragliatrici automatiche distrutte dai droni nei primi momenti degli attacchi, una recinzione facilmente sfondabile, nodi di comunicazione distrutti ), sarei sorpreso se gli israeliani non avessero molte fonti umane a Gaza. Ciò è stato dimostrato dall’eccellente intelligence di cui dispongono gli israeliani nella loro guerra contro Hamas a Gaza e contro Hezbollah in Libano. Tuttavia, ancora una volta il controspionaggio di Hamas è stato probabilmente molto bravo a mantenere i propri piani e intenzioni in un gruppo molto ristretto di leader.</p>



<p>A questo punto immagino che il problema principale non sia tanto la raccolta di informazioni quanto l&#8217;analisi. Sappiamo che gli israeliani avevano il piano generale di Hamas circa un anno prima dell’attacco, e hanno anche osservato le prove pratiche. Tuttavia, gli alti funzionari dell’intelligence e i membri del governo erano così bloccati nella loro convinzione che Hamas non fosse capace di un simile attacco – e che fosse puramente aspirazionale – così come nell’idea che Hamas fosse più interessato a governare Gaza che ad attaccare, che non erano in grado di accettare ciò che ora è evidente: che Hamas aveva sia la capacità che l’intenzione di lanciare un attacco massiccio. Questo tipo di errore di calcolo dovuto ad una visione politica del mondo è un problema costante nel rapporto tra funzionari dell’intelligence e decisori politici. Ne sono stato testimone io stesso quando ho portato informazioni specifiche ad alcuni politici che si sono rifiutati di accettarle perché non si adattavano alle loro idee preconcette. Lo abbiamo visto anche in Israele nel 1973, quando avevano una fonte straordinaria al Cairo (il genero del presidente Nasser, Ashraf Marwan) ma non prestarono ascolto al suo avvertimento su un attacco imminente. Uno degli esempi più spettacolari di questo problema fu quando Stalin ignorò le eccellenti informazioni ricevute dalla rete di spionaggio sovietica a Berlino che lo avvertivano del piano tedesco di lanciare l’Operazione Barbarossa. Un errore che forse costerà milioni di vite.</p>



<p><strong>&#8211; lo scenario è più complesso rispetto alle crisi del passato? c&#8217;è la possibilità che la guerra ibrida, tra cui attacchi cibernetici e operazioni di influenza raggiungano livelli mai visti?</strong></p>



<p>Sembra che ogni anno porterà maggiori capacità di attacchi informatici. La disinformazione è sempre più un pericolo per la democrazia. Se pensiamo che secondo la Pew Foundation, il 43% degli utenti di TikTok dice che TikTok è l&#8217;unica fonte di notizie e il 30% degli americani si fidano di TikTok per le notizie, c&#8217;è un terreno molto fertile per facilmente diffondere disinformazione. Abbiamo visto l’efficace campagna di Hamas per convincere il mondo che il razzo della Jihad islamica che ha colpito il parcheggio dell’ospedale al Shifa era in realtà un attacco missilistico israeliano contro l’ospedale stesso, che ha causato enormi vittime. L’opinione pubblica mondiale ha svolto un ruolo molto potente in questo conflitto e le operazioni di influenza sono fondamentali nella manipolazione degli obiettivi in tutto il mondo.</p>



<p>L’Iran è uno degli attori più importanti nel mondo delle operazioni informatiche. Sebbene l’Iran abbia esitato prima di utilizzare questo metodo di attacco contro, ad esempio, le infrastrutture israeliane (per quanto ne sappiamo), questo potrebbe essere un terreno fertile sia per Israele che per l’Iran da utilizzare in futuri attacchi e risposte reciproche, dato che tali attacchi sono difficili da attribuire e quindi rispondere.</p>



<p><strong>&#8211; quali sono le attuali sfide dell&#8217;intelligence occidentale? e quelle dell&#8217;intelligence italiana?</strong></p>



<p>Le due maggiori sfide per l’intelligence in questi ultimi anni sono state il ritorno a una raccolta di informazioni più tradizionale e strategica piuttosto che l’enfasi esagerata sulle azioni segrete associate alla guerra al terrorismo, in particolare negli Stati Uniti, e in secondo luogo l’adattamento alla rivoluzione tecnologica. Il passaggio a una visione più strategica degli obiettivi di intelligence è stato raggiunto soprattutto nel mondo occidentale. Tuttavia, l’adattamento alle sfide poste dall’evoluzione della tecnologia sarà un problema costante anche in futuro.</p>



<p>L&#8217;intelligence non era cambiata molto nel corso dei secoli. Per centinaia di anni le spie potevano cambiare identità con la stessa facilità con cui cambiavano documenti e biglietti da visita e potevano eludere la sorveglianza con un travestimento. Con l’avvento e il costante miglioramento del riconoscimento facciale, della biometria, delle telecamere onnipresenti e di Internet, che riunisce tutte le informazioni disponibili nel mondo in tempo reale, le agenzie di intelligence devono ripensare la copertura, che è fondamentale per tutte le operazioni umane. Le spie ora devono essere persone vere con coperture reali che non cambieranno durante tutta la loro carriera. Ciò implica anche che le agenzie di intelligence dovranno pensare seriamente ai loro obiettivi a lungo termine per assumere il giusto tipo di agenti e creare coperture in base a tali obiettivi a lungo termine. Dovranno lavorare molto di più con il settore privato, non solo per comprendere queste sfide in continua evoluzione, ma per sviluppare i tipi di tecnologia di cui i servizi hanno bisogno sia per i raccoglitori di intelligence che per gli analisti. I servizi dovranno inoltre stabilire rapporti con il settore privato per svolgere efficacemente operazioni e raccogliere informazioni all’estero. In Italia dovremo fare più affidamento sugli studenti che escono dall’università o su persone che già lavorano nel settore privato e meno nel settore pubblico per reclutare nuovi funzionari che possano soddisfare i requisiti di raccolta di intelligence all’estero. Tutto ciò equivale a una rivoluzione senza precedenti per le agenzie di intelligence.</p>



<p><strong>&#8211; con l&#8217;avvicinarsi delle prossime elezioni del Parlamento Europeo si è alzato il livello di allerta sulle possibili ingerenze straniere, a cosa e a chi dobbiamo stare attenti?&nbsp;</strong></p>



<p>Non c&#8217;è dubbio che attori stranieri siano già impegnati in operazioni di influenza in vista delle elezioni europee. È ovvio che tra le potenze straniere quella che ha il maggiore interesse per l’esito di quelle elezioni è la Russia, che vorrebbe vedere una nuova leadership europea meno impegnata nei confronti dell’Ucraina e più aperta alla revoca delle sanzioni contro la Russia. In generale, Mosca vuole rafforzare i partiti che sono in sintonia con la visione del mondo di Mosca.</p>



<p><strong>&#8211; Controspionaggio, minacce cyber e contrasto alle operazioni di influenza ma non solo, quali sono oggi i requisiti dei nuovi operatori di intelligence?&nbsp;</strong></p>



<p>Esistono molti tipi diversi di ufficiali dell&#8217;intelligence. C’è ovviamente un grande bisogno di esperti cyber che lavorino su operazioni cyber e proteggano l’Italia dagli attacchi informatici dei nostri avversari. Tuttavia, abbiamo anche bisogno di ufficiali che possano lavorare nel cyberspazio così come lavorerebbero in normali operazioni umane con obiettivi a cui non possiamo accedere nel mondo reale, come i terroristi nei piccoli villaggi del Medio Oriente. Abbiamo bisogno di analisti e funzionari operativi che comprendano le culture straniere e parlino lingue straniere. Studiare all&#8217;estero e apprendere una cultura e una lingua straniera è un&#8217;ottima preparazione per un ufficiale dell&#8217;intelligence. Dico sempre che l’intelligence – in particolare le operazioni umane, humint – si basa sull’immaginazione e sulla creatività. Tornando al fallimento dell’intelligence del 7 ottobre, dobbiamo sviluppare operativi e analisti che possano superare le idee preconcette, pensare a nuovi modi di impegnarsi nelle operazioni e a modi creativi per raggiungere gli obiettivi dell’intelligence e fornire il tipo di intelligence ciò sarà sempre più importante per i nostri decisori politici in futuro.&nbsp; La creatività e la fantasia non mancano mai in Italia!</p>
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