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	<title>Jean-Noël Barrot Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jean-Noël Barrot Archives - InsideOver</title>
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		<title>Come sempre in ritardo, l&#8217;Europa scopre che Mark Rutte gioca nella squadra degli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 14:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il segretario generale della Nato dice all'Europa che senza gli Usa non c'è difesa. È vero? E perché lo dice? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-sempre-in-ritardo-leuropa-scopre-che-mark-rutte-gioca-nella-squadra-degli-usa.html">Come sempre in ritardo, l&#8217;Europa scopre che Mark Rutte gioca nella squadra degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260131152456761_d8f997cd3950783a25c2298870af618c-e1769869522980.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La bella addormentata Europa ha ricevuto un altro bacio e il risveglio, l&#8217;ennesimo, non è stato piacevole. È successo lunedì scorso, quando il segretario generale della Nato, <strong>Mark Rutte</strong>, <a href="https://multimedia.europarl.europa.eu/en/webstreaming/sede-committee-meeting_20260126-1530-COMMITTEE-SEDE-AFET">è intervenuto al Parlamento europeo</a> per dire senza tanti giri di parole: &#8220;&#8221;Se qualcuno qui pensa… che l&#8217;Unione Europea o l&#8217;Europa nel suo complesso possano difendersi senza gli Stati Uniti, continui a sognare. Non è possibile&#8221;. Sdegno nelle capitali e tra gli ineffabili parlamentari. <strong>Jean-Noël Barrot,</strong> ministro degli Esteri della Francia, <a href="https://www.politico.eu/article/france-snaps-back-nato-mark-rutte-european-defense/">ha così risposto su X</a>: &#8220;No, caro Mark Rutte, gli europei possono e devono farsi carico della propria sicurezza. Questo è il pilastro europeo della Nato&#8221;. L&#8217;europarlamentare spagnolo <strong>Nacho Sánchez Amor </strong>(PSOE) ha invece tuonato nei confronti di Rutte: &#8220;Lei è l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato o è il segretario generale che rappresenta l&#8217;Alleanza e tutti i suoi membri?&#8221;.</p>



<p>Bravo Nacho, sette più. A quanto pare qualcuno in Europa finalmente si rende conto di quale sia il ruolo reale di Rutte. Agli europarlamentari, peraltro, Rutte non ha fatto che ripetere ciò che Trump aveva detto solo qualche settimana prima: &#8220;La Nato senza gli Usa non fa paura a nessuno. La Russia non ne è affatto preoccupata se non per quanto riguarda noi. La Cina nemmeno&#8221;. Nella stessa occasione Trump aveva ripetuto il più recente dei suoi mantra: <strong>&#8220;Se non prendiamo la Groenlandia lo faranno la Russia o la Cina </strong>e io non lo permetterò&#8221;. Allo stato attuale dei fatti è una panzana, come c<a href="https://www.analisidifesa.it/2026/01/il-comandante-danese-in-groenlandia-mai-viste-navi-russe-o-cinesi/">onfermato dalle dichiarazioni dal generale Soren Andersen</a>, alla testa del Comando Artico Interforze danese, che ha testualmente dichiarato: ”Sono qui al comando da due anni e mezzo e non ho visto nessuna nave da guerra russa o cinese&#8221;. E il più ampio problema strategico del controllo dell&#8217;Artico, con i ghiacci che si ritirano, nuove rotte che si aprono e Russia e Cina che si preparano a sfruttarle, non implica&nbsp;certo la necessità di impadronirsi di un pezzo di territorio della Danimarca, cioè un pezzo di Europa. Altrimenti, visto che navi russe e cinesi sono state avvistate anche al largo del Canada, bisognerebbe impadronirsi anche del Canada&#8230;</p>



<p>Una questione enorme, insomma, che non può essere gestita in quel modo. Eppure Rutte era subito corso in aiuto, dichiarando: &#8220;Tutti gli alleati concordano sull’importanza dell’Artico e della sicurezza artica, perché sappiamo che, con l’apertura delle rotte marittime, esiste il rischio che russi e cinesi diventino più attivi&#8221;. E precipitandosi a fare da spalla, a Davos, a <strong>un Trump in chiaro imbarazzo davanti alle reazioni europee</strong>, con quella farsa di &#8220;trattativa&#8221; per la risoluzione del problema Groenlandia in ambito Onu di cui non si è mai saputo il contenuto (e nemmeno se ne avesse uno qualunque) e che è servita per una <em>photo opportunity,</em> per poi essere prontamente dimenticata. Lo stesso Rutte che, peraltro, nel giugno scorso, poche ore prima che i Paesi della Nato in riunione decidessero di portare al 5% del Pil l&#8217;obiettivo di spesa militare entro il 2035, scrisse quanto segue a re Donald: &#8220;Sig. Presidente, caro Donald, Congratulazioni e grazie per la tua azione decisiva in Iran, è stata davvero straordinaria, e qualcosa che nessun altro ha osato fare. Ci rende tutti più sicuri. Stai per ottenere un altro grande successo all&#8217;Aja questa sera (al vertice Nato,&nbsp;<em>ndr</em>). Non è stato facile, ma li abbiamo fatti firmare tutti con un margine del 5%! Donald, ci hai portato a un momento davvero, davvero importante per l’America, l’Europa e il mondo. Riuscirai a ottenere qualcosa che NESSUN presidente americano è riuscito a fare da decenni. <strong>L&#8217;Europa pagherà in GRANDE misura, come dovrebbe, e sarà una tua vittoria</strong>. Buon viaggio e ci vediamo alla cena di Sua Maestà! &#8211; Mark Rutte&#8221;.</p>



<p></p>



<p>Messaggio che, insopportabile tono da leccapiedi a parte, ci dice che Rutte prende lucciole per lanterne (il bombardamento americano sull&#8217;Iran che sarebbe stato un grande successo e che &#8220;ci rende tutti più sicuri&#8221;, infatti ci risiamo) e che, in ogni caso, sta dalla parte della Casa Bianca. E infatti &#8220;l&#8217;Europa pagherà in GRANDE misura [GRANDE in tutte maiuscole] &#8230; e sarà una tua vittoria&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Rutte gioca nella squadra di Trump</h2>



<p>Dicevamo della trattativa-farsa sulle Groenlandia tra Trump e Rutte. L&#8217;unico senso di quell&#8217;incontro era ribadire che il tema Groenlandia poteva e doveva essere affrontato in Sede Nato. Ma la Nato non c&#8217;entra nulla. Qui si tratta di un Paese extra-europeo (gli Usa) che a un certo punto, accampando ragioni (o scuse) varie, decide che vuole impadronirsi (direttamente o indirettamente) di un pezzo di un Paese Ue (la Danimarca). <strong>Gli unici interlocutori autorizzati, sempre ammesso che un&#8217;interlocuzione debba avvenire, sono la Danimarca e la Ue. </strong>La Nato può comparire nel caso che l&#8217;Alleanza decidesse , per dire, di incrementare la propria presenza sull&#8217;isola, di aggiungere armamenti e così via. Sul tema della sovranità nazionale della Danimarca (e della volontà degli abitanti della Groenlandia, che gode di uno statuto speciale) la Nato può e deve solo tacere. Se domani Trump decidesse che vuole la Scozia, andrebbe Rutte a trattare con lui o andrebbe Starmer?</p>



<p>Che Rutte giochi nella squadra di Trump (o di chiunque altro sieda alla Casa Bianca) è non solo evidente ma persino comprensibile. Gli Usa sono di gran lunga il maggiore azionista della Nato. Basta dare un&#8217;occhiata al contributo finanziario. Nel 2025 la Nato ha messo a bilancio 4,6 miliardi di euro, destinati a crescere a 5,3 in questo 2026. Il che ha permesso ad alcuni di dire con un certo trionfalismo che l&#8217;Italia contribuisce per una parte che è circa la metà (8,5%) di quella coperta dagli Usa (16%). Questi, però, sono i quattrini che servono per le spese organizzative, dagli stipendi del personale alle strutture. La spesa militare (e la Nato è un&#8217;alleanza militare) è un&#8217;altra storia: <a href="https://www.sipri.org/commentary/essay/2025/natos-new-spending-target-challenges-and-risks-associated-political-signal">nel 2024 la spesa militare totale è stata di 1.506 miliardi, </a><strong>997 (quasi i due terzi) dei quali sulle spalle degli Usa. </strong>È tutto da vedere se, privata del contributo Usa, la Nato sarebbe davvero tanto in crisi rispetto alle sue esigenze di difesa (spesa militare russa 2024: 150 miliardi  di dollari, pari a 126,5 miliardi di euro). <strong>Di certo perderebbe di peso politico e influenza</strong>, e la carica di segretario generale, Rutte o non Rutte, sarebbe molto meno importante di quanto lo sia ora. Coperto dagli Usa oggi può pretendere di dettare la linea agli europei. Senza gli Usa, verrebbe probabilmente preso a calci nel sedere.</p>



<p>Il problema fondamentale, però, non è Rutte ma il fatto che anche in Europa l&#8217;idea che la Groenlandia sia un problema Nato e non Ue ha le sue quinte colonne. Mentre per una volta dai vertici è uscita un posizione univoca (sia da <strong>Ursula von der Leyen</strong> come presidente della commissione europea sia da <strong>Antonio Costa </strong>come presidente del Consiglio europeo), <strong>Kaja Kallas</strong>, responsabile della politica estera Ue, ha detto che il problema poteva essere risolto in sede Nato. E anche <strong>Donald Tusk</strong>, primo ministro della Polonia, ha molto insistito sul tema Nato più che su quello Ue.</p>



<p>È una vecchia storia, che risale all&#8217;allargamento Ue del 20024-2005 e all&#8217;imbarco nella Unione dei fondatori di una serie di Paesi che, per ragioni diverse e non sempre pretestuose, vedono negli Usa, assai più che nella Ue, l&#8217;appoggio decisivo in tema di sicurezza. Proprio quello che sostiene Rutte e che, comunque, tagli alla radice tutte le possibili ipotesi di una maggiore autonomia politica e strategica per la Ue, cosa che non può certo dispiacere agli Usa. Ue che, pur essendo un gigante economico (e i recenti accordi <a href="https://it.insideover.com/economia/mercosur-sfidata-dallinedito-asse-macron-orban-lue-conta-sul-voto-decisivo-dellitalia.html">con l&#8217;America Latina</a> e <a href="https://it.insideover.com/economia/lindia-dopo-il-mercosur-leuropa-rafforza-loffensiva-commerciale.html">con l&#8217;India</a> lo confermano), resta così malinconicamente un nano politico.  </p>



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<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-sempre-in-ritardo-leuropa-scopre-che-mark-rutte-gioca-nella-squadra-degli-usa.html">Come sempre in ritardo, l&#8217;Europa scopre che Mark Rutte gioca nella squadra degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ciad e Senegal: basta basi militari francesi, meglio i russi della Wagner</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ciad-e-senegal-basta-basi-militari-francesi-meglio-i-russi-della-wagner.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 13:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo Wagner]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10079687.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10079687.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10079687-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10079687-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10079687-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ciad e Senegal hanno chiesto a Parigi di ritirare le sue basi militari e guardano a nuove partnerships strategiche e commerciali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ciad-e-senegal-basta-basi-militari-francesi-meglio-i-russi-della-wagner.html">Ciad e Senegal: basta basi militari francesi, meglio i russi della Wagner</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>“Senza la Francia, il mondo sarebbe solo”, recita un aforisma attribuito all’immenso  Victor Hugo. Ma oggigiorno qualche nazione africana reclama un po&#8217; più di solitudine e meno <em>grandeur </em>alla francese.  Il <strong>Ciad</strong> &#8211; stato dell’Africa centrale &#8211; ha deciso di interrompere ogni rapporto di collaborazione con Parigi in materia di <strong>difesa e sicurezza militare</strong>, come annunciato dal ministro degli Esteri, <strong>Abderaman Koulamallah</strong>: “Dopo 66 anni dall&#8217;indipendenza della Repubblica del Ciad, è giunto il momento per il Ciad di affermare la sua piena sovranità e di ridefinire le sue partnership strategiche in base alle priorità nazionali”. Tale dichiarazione è giunta qualche ora dopo la conclusione della visita istituzionale nel Paese del ministro transalpino <strong>Jean-Noël Barrot</strong>, con il quale Koulamallah ha avuto un incontro bilaterale che, secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2024/11/29/chad-breaks-off-defense-agreement-with-france-a-slap-in-the-face-for-paris_6734559_4.html">Le Monde</a></em>, sarebbe stato molto cordiale. In contatto telefonico con il celebre quotidiano parigino, il ministro ciadiano ha riferito che la decisione di pronunciare tali parole di scontro con l’ex potenza coloniale è stata assunta in occasione del 66esimo anniversario della proclamazione della nascita della repubblica subsahariana. </p>



<p>Un dubbio, però, sorge spontaneo? Il governo di Michel Bernier e l’Eliseo sono stati informati  della suddetta decisione o l’hanno appresa solo dalla stampa? Difficilo dirlo, anche perché da nessuna delle parti in causa è giunto un qualche indizio che lasci pensare che ci sia stata “un’intesa” e in tanti credono che nei palazzi di Parigi le eminenze grigie abbiano storto il naso. Attenzione, però, che un’altra notizia poco rassicurante è giunta nelle stesse ore. <strong>Bassirou Diomaye Faye</strong>, presidente del <strong>Senegal</strong>, ha annunciato che <strong>la sua terra non è più disposta a ospitare basi militari francesi</strong> e che l’Eliseo farebbe bene a pensare di ritirare i suoi soldati e operatori militari. Diomaye Faye fa appello alla sovranità, al patriottismo e al senso di appartenenza a una comunità nazionale che non tollera ingerenze straniere: &#8220;Il Senegal è un Paese indipendente; è un Paese sovrano e la sovranità non accetta la presenza di basi militari in un Paese sovrano&#8221;. </p>



<p>Le parole di Diomaye Faye sono forti del sostegno popolare incassato con le elezioni legislative tenutesi a novembre, che hanno certificato un plebiscito per il suo partito Pastef (<em>Patriotes Africains du Sénégal pour le Travail, l’Éthique et la Fraternité</em>), il quale ambisce ad attuare delle riforme che riportino il controllo di buona parte delle <strong>risorse naturali sotto il controllo del Governo senegalese</strong>, dopo che l’ex presidente Macky Sall, aveva stretto degli accordi commerciali che concedevano all’Occidente, Francia <em>in primis</em>, l’accesso ai preziosi asset del Paese. </p>



<p>Per stemperare la tensione, i governi di Ciad e Senegal si sono apprestati a rassicurare gli animi dei francesi, affermando che l’intenzione di attuare una politica di difesa e sicurezza autonoma non comporta l’interruzione di qualsivoglia relazione con Parigi. Indubbiamente, la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/francafrique-africa-della-francia.html">Françafrique</a> &#8211;  denominazione con cui si identificano le ex colonie africane appartenenti un tempo alla Francia e con la quale vantano ancora oggi dei legami economici e diplomatici &#8211; sembra andare verso uno sgretolamento sempre più rapido dato che prima già<strong> il Burkina Faso, il Mali e il Niger</strong> avevano sferrato un duro colpo a Parigi costringendola a chiudere le sue basi militari. La tentazione di questi Paesi è di affrancarsi dall’<strong>ingombrante retaggio francese</strong> che ancora oggi ha il suo peso &#8211; vedasi la moneta <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francafrique-oltre-il-franco-cfa-parigi-resta-al-comando.html">Eco</a>, ex <strong>Franco CFA</strong> &#8211; al punto da impedire la piena crescita e sviluppo e di guardare a Est del globo, ovvero all’Orso russo. </p>



<p>La presenza nel continente dei soldati dell’organizzazione paramilitare <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/africa-e-gruppo-wagner-a-un-anno-dalla-morte-di-prigozhin-i-mercenari-russi-sempre-piu-attivi.html">Wagner</a> </strong>ha rappresentato e rappresenta un riferimento affidabile per rimpinguare i contingenti locali e dare la spallata ai francesi, come nel caso del Mali. Di conseguenza, la Russia ha le carte in tavola per presentarsi come <strong>nuovo ed emergente partner militare,</strong> ma allo stesso tempo anche come alleato commerciale pronto a effettuare cospicui <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-sfida-la-francia-per-linfluenza-sul-senegal-e-sulle-sue-ricchezze.html">investimenti in infrastrutture, nel settore petrolifero e minerario</a></strong> mediante una comunicazione social e informatica che mira a dipingerla come liberatrice dal giogo transalpino. </p>



<p>Non c’è da stupirsi, in realtà, se l’Africa oggi guarda a nuovi orizzonti politici e partnership alternative data <strong>la crisi dell’egemonia occidentale</strong> che è in essere da tempo e con l’affermarsi sul palcoscenico geopolitico dei <strong>Brics</strong> che, non a caso, da quest’anno annoverano anche due nazioni africane, seppur non francofone, quali l’Egitto e l’Etiopia. Vedremo quali saranno le reazioni e le contromosse di Parigi e del presidente Emmanuel Macron, il quale si ritrova una bella matassa da dipanare, oltre a quella del fragile governo Barnier.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ciad-e-senegal-basta-basi-militari-francesi-meglio-i-russi-della-wagner.html">Ciad e Senegal: basta basi militari francesi, meglio i russi della Wagner</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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