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La Russia sta intensificando i suoi sforzi per rafforzare le relazioni con il Senegal, un’iniziativa che punta a espandere la sua influenza in Africa occidentale in un contesto di competizione geopolitica con le potenze occidentali, in particolare la Francia. Da quando Bassirou Diomaye Faye è salito al potere quest’anno come presidente del Senegal, Mosca ha manifestato un rinnovato interesse verso Dakar, cercando di consolidare legami sia militari che economici, con un focus su armi e petrolio. Questa strategia rientra nel più ampio obiettivo di Vladimir Putin di affermare la presenza della Russia in Africa, in un momento in cui Mosca è isolata su vari fronti a causa del conflitto in Ucraina e delle conseguenti sanzioni internazionali.

La Russia punta a firmare un accordo di cooperazione militare con il Senegal, un’intesa che consentirebbe di aumentare le forniture di armi e addestrare le forze senegalesi. Negli ultimi anni, la presenza militare russa in Africa si è espansa considerevolmente, spesso attraverso accordi bilaterali con governi locali e tramite l’utilizzo del gruppo paramilitare Wagner, il cui intervento è già stato cruciale in Paesi come la Repubblica Centrafricana e il Mali. Per il Senegal, una cooperazione militare con la Russia potrebbe rappresentare un’opportunità per diversificare le fonti di equipaggiamento e addestramento, riducendo la tradizionale dipendenza dalle forniture occidentali, in particolare francesi. Tuttavia, un eventuale accordo con Mosca potrebbe mettere il Paese in una posizione delicata, data la storica relazione con la Francia e l’influenza geopolitica esercitata da Parigi nella regione.

Oltre all’aspetto militare, Mosca è interessata anche a sviluppare partnership economiche incentrate sul settore petrolifero e minerario, che offre potenziali ricchezze in Senegal. Il Senegal sta emergendo come uno dei nuovi produttori di petrolio e gas in Africa occidentale, con recenti scoperte di riserve al largo delle sue coste che potrebbero trasformare il Paese in un hub energetico regionale. La Russia, attraverso le sue principali compagnie energetiche come Rosneft e Gazprom, sta valutando la possibilità di partecipare a questi progetti, offrendo al Senegal investimenti e tecnologia per lo sviluppo dei giacimenti. In cambio, Mosca potrebbe assicurarsi una quota della produzione senegalese, un’operazione strategica per accrescere la propria influenza in una regione chiave e aumentare le proprie risorse energetiche di fronte alle sanzioni imposte dall’Occidente.

L’attenzione della Russia verso il Senegal non è passata inosservata a Parigi, che considera il Senegal una delle sue storiche sfere d’influenza in Africa occidentale. La Francia è da decenni il principale partner economico e militare del Senegal e ha mantenuto una presenza costante nella regione, sia attraverso la cooperazione bilaterale sia tramite missioni multinazionali di peacekeeping. La possibilità che Dakar stringa legami più stretti con Mosca potrebbe minare l’influenza francese e creare tensioni diplomatiche tra Dakar e Parigi. Tuttavia, per il Senegal, l’avvicinamento alla Russia potrebbe rappresentare un’opportunità per ottenere maggiori concessioni nei rapporti con la Francia, sfruttando la competizione tra le due potenze per massimizzare i benefici economici e militari.

Questa strategia di Mosca fa parte di una tendenza più ampia con cui la Russia sta cercando di consolidare alleanze in Africa, promuovendo un’immagine di partner alternativo alle potenze occidentali, e offrendo accordi senza condizioni particolari su diritti umani o governance. La Russia presenta sé stessa come un alleato pragmatico, disposto a lavorare con governi di vari orientamenti, e concentrato sui benefici reciproci senza interferenze politiche. Questo approccio sembra attrarre diversi Stati africani, specialmente quelli che vedono nella Russia una possibilità di ridurre la dipendenza dalle ex potenze coloniali e di diversificare le loro alleanze in un contesto internazionale multipolare.

In sintesi, la Russia sta cercando di costruire un legame strategico con il Senegal che possa includere sia una componente militare che una cooperazione economica nel settore energetico. Sebbene questo avvicinamento possa offrire al Senegal nuove opportunità, rischia anche di creare frizioni con la Francia e di inasprire la competizione tra le potenze globali sul continente africano. La scelta del Senegal di accogliere o meno l’offerta russa rappresenterà non solo una questione di strategia nazionale, ma anche un simbolo del più ampio processo di riposizionamento geopolitico che sta attraversando l’Africa.

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