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	<title>George Clooney Archives - InsideOver</title>
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	<title>George Clooney Archives - InsideOver</title>
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		<title>Arrestare i giornalisti russi? George, fatti spiegare da Amal che cosa sono i diritti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 08:56:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La George Clooney Foundation propone di arrestare i giornalisti russi che lavorano fuori dalla Russia. Informazione e propaganda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/arrestare-i-giornalisti-russi-george-fatti-spiegare-da-amal-che-cosa-sono-i-diritti.html">Arrestare i giornalisti russi? George, fatti spiegare da Amal che cosa sono i diritti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240601111122741_f8b15c0fd32d200726c35747aa859075-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ma guarda fin dove arriva Hollywood. In pratica nelle stesse ore, l&#8217;attore <strong>Steven Segal</strong>, un tempo noto come ammazzasette a base di arti marziali, riceveva in pompa magna da <strong>Vladimir Putin</strong>, al Cremlino, l&#8217;Ordine dell&#8217;Amicizia. Mentre il suo più illustre collega <strong>George Clooney</strong>, insieme con la moglie <strong>Amal Ramzi Alamuddin</strong>, si prendeva del &#8220;demente&#8221; da <strong>Dmitrij Peskov</strong>, portavoce del presidente russo. E il bello è che l&#8217;una e l&#8217;altra cosa avvenivano in nome della &#8220;propaganda&#8221;: Segal al Cremlino, sfoggiando la fresca decorazione, ha tenuto un breve discorso in cui invitava a &#8220;istruirsi per imparare a distinguere la verità dalla propaganda&#8221;; mentre Clooney e signora (lei, peraltro, è una rispettabilissima specialista del diritto internazionale e umanitario), attraverso la<em> George Clooney Foundation for Justice</em>, proponevano di arrestare i giornalisti russi che operano fuori dalla Russia perché colpevoli di &#8220;propaganda di guerra&#8221;.</p>



<p>Ma andiamo con ordine. La proposta è stata diffusa da <strong>Anna Neistat</strong>, direttrice degli affari legali della Fondazione, in un&#8217;intervista a <em>Voice of America</em> (a proposito di propaganda&#8230;), che ha detto tra l&#8217;altro: &#8220;Il nostro obiettivo è assicurare alla giustizia i propagandisti russi più visibili, che non nomino deliberatamente perché chiederemo ai pubblici ministeri di emettere una restrizione&#8230; Allo stesso tempo, un modo più pratico è quello di sporgere denuncia per propaganda di guerra. Si tratta di un reato tuttora presente nei codici penali di diversi Paesi europei. La costruzione degli articoli è piuttosto interessante, ma il reato in sé è molto semplice, più semplice dell&#8217;incitamento al genocidio: è letteralmente propaganda di guerra&#8221;. La Neistat ha aggiunto che l&#8217;obiettivo del progetto è di portare i giornalisti russi (che a differenza dei militari, dei politici e in generale dei personaggi russi sanzionati, possono lavorare fuori dalla Russia) davanti ai tribunali ordinari o alla Corte penale internazionale dell&#8217;Aja.</p>



<p>Non è la prima volta che la Fondazione Clooney si occupa della Russia, sempre per iniziative di <em>advocacy</em> dei diritti umani e civili. Aveva chiesto la liberazione di <strong>Mikhail Benyash</strong>, un avvocato specializzato nella difesa dei manifestanti anti-guerra e dei soldati che non volevano partire per il fronte, condannato al carcere per (diceva l&#8217;accusa) aver aggredito due poliziotti. O la liberazione di sette tatari di Crimea, condannati a lunghe detenzioni con l&#8217;accusa di militare in <em>Hizb ut-Tahrir</em>, un movimento fondamentalista islamico di stampo Isis, nato in Uzbekistan e bandito in Russia. In entrambi i casi, sostenendo che i processi non erano in linea con le norme del diritto internazionale. Cosa che, nella Russia militarizzata di oggi, non sarebbe sorprendente.</p>



<p>Quest&#8217;ultima iniziativa, invece, corrisponde perfettamente al clima di ordinaria <strong>isteria</strong> in cui l&#8217;Europa e i Paesi occidentali in genere si stanno adagiando. <strong>La paura</strong>, <strong>l&#8217;idea che il nemico sia alle porte</strong>, sono da sempre un ottimo sistema di governo e di controllo delle masse. Verrebbe da chiedere alla Neistat, e ancor più a &#8220;what else&#8221; George e alla signora Amal, se si sono mai accorti che <strong>anche da noi esistono &#8220;propagandisti di guerra&#8221;</strong>, giornalisti e operatori dei media che agitano in ogni modo la causa della guerra. Se sanno che le autorità dell&#8217;Unione Europea hanno finora bloccato una dozzina di media russi (nell&#8217;ultima tornata <em>Izvestia</em>, <em>Rossiyskaya Gazeta</em>, <em>RIA Novosti</em> ) e che il 14° pacchetto di sanzioni prevede anche il divieto di qualunque forma di finanziamento russo a partiti e Ong, proprio mentre ministri e politici europei di varia estrazione corrono in Georgia a sostenere chi manifesta contro la &#8220;legge sulla trasparenza&#8221;, quella che vorrebbe registrare le Ong che ricevono il 20% dei loro fondi dall&#8217;estero.</p>



<p>Per carità, nessuna volontà di paragonare <em>sic et simpliciter</em> la Russia della censura e della stretta repressiva all&#8217;Europa dove, per fare un esempio, si può serenamente scrivere un articolo come questo. Ma alla fin fine ritorna sempre a bomba: <strong>noi vogliamo permetterci cose che agli altri vogliamo negare.</strong> Ed è un atteggiamento che una gran parte del mondo non accetta più. Se poi Amal e George vogliono davvero fare un bel lavoro, possono sempre occuparsi di certi giornali di Israele (ah già, non l&#8217;avevamo detto: il progetto cui fa cenno la Neistat è attivo in Ucraina, Iraq e Venezuela, per combinazione), di quei giornalisti che hanno raccontato la bufala dei 40 bambini israeliani decapitati. O della loro connazionale Nikki Haley, che va in Israele a firmare la bombe, scrivendoci sopra &#8220;Finiteli!&#8221;. Perché, raga,<strong> vi sveliamo un segreto: i diritti umani sono diritti umani ovunque, non solo dove gli Usa hanno interessi politici. </strong>E la signora Amal, consulente della Corte penale internazionale nella richiesta di arresto per gli sterminatori Netanyahu e Sinwar, lo sa bene.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/arrestare-i-giornalisti-russi-george-fatti-spiegare-da-amal-che-cosa-sono-i-diritti.html">Arrestare i giornalisti russi? George, fatti spiegare da Amal che cosa sono i diritti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Obama punta su Clooney per la guerra dem a Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/obama-punta-su-clooney-per-la-guerra-dem-a-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 12:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="643" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Barack Obama (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633-300x100.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633-768x257.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633-1024x343.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La corsa alla Casa Bianca non è in larga parte uno specchio delle pulsioni, delle aspettative e dei timori dell&#8217;America: in un&#8217;elezione in cui, a conti fatti, il capo dello Stato è scelto da circa la metà del corpo elettorale a causa dell&#8217;elevata astensione sarebbe esagerato definirla in questo modo. In questo senso si può in parte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/obama-punta-su-clooney-per-la-guerra-dem-a-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="643" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Barack Obama (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633-300x100.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633-768x257.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Barack-Obama-e1569759465633-1024x343.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La corsa alla <strong>Casa Bianca </strong>non è in larga parte uno specchio delle pulsioni, delle aspettative e dei timori dell&#8217;America: in un&#8217;elezione in cui, a conti fatti, il capo dello Stato è scelto da circa la metà del corpo elettorale a causa dell&#8217;elevata astensione sarebbe esagerato definirla in questo modo. In questo senso si può in parte parlare riguardo all&#8217;elezione finale, al fatidico secondo martedì di novembre in cui gli States scelgono il presidente. In larga parte, il retroterra di questo processo è rappresentato da una negoziazione o da un braccio di ferro a livello di <strong>élite partitiche </strong>di stretta composizione, di equilibrio tra correnti che hanno il loro riflesso nelle candidature alle primarie.</p>
<p>La <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rivoluzione-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener">corsa anomala di <strong>Donald Trump </strong></a>ha avuto il modo, tra il 2015 e il 2016, di violare questa logica ferrea e di porre in emersione un tema fondamentale: il declino della capacità americana di <strong>produrre classe dirigente </strong>oltre i semplici uomini immagine. I democratici sono da tempo in confusione circa la migliore strategia da opporre a Trump per ottenere un candidato che rappresenti il punto di Archimede su cui imperniare la leva adatta a scardinare gli equilibri politici americani. Dalla reazione &#8220;di establishment&#8221; (<strong>Joe Biden</strong>) alla netta svolta a sinistra (<a href="https://it.insideover.com/politica/primarie-dem-il-declino-di-bernie-sanders-e-lascesa-di-elizabeth-warren.html" target="_blank" rel="noopener">Elizabeth Warren</a>) i dem le stanno tentando tutte, ma un dato rimane immutato: il permanere del<strong> </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/hollywood-scende-campo-far-perdere-the-donald.html" target="_blank" rel="noopener">sostegno del jet-set mediatico ai Democratici.</a></p>
<p>E nientemeno che <strong>Barack Obama </strong>starebbe pensando a dare a tale sostegno una concretizzazione più specificatamente politica. Il tramite? La figura universalmente riconoscibile di <strong>George Clooney, </strong>che di questo jet-set di cui l&#8217;ex Potus è oramai parte integrante è elemento di spicco, che a giugno ha ospitato i coniugi Obama nella villa del Lago di Como. <strong>Luigi Bisignani </strong>racconta sul <em>Tempo </em>che Clooney è stato avvistato nell&#8217;esclusivo <strong>Cafè Milano di Washington</strong>, centro del lobbying della comunità italoamericana della capitale e soprattutto importante centro di incontri istituzionali informali ampiamente apprezzato da Barack e Michelle Obama. Il faccendiere e retroscenista arriva a ipotizzare che Obama possa puntare forte su Clooney per inserirlo a sorpresa nella corsa alla <strong>Casa Bianca </strong>contro l&#8217;azzoppato Biden e la sinistra interna.</p>
<p>L&#8217;ipotesi è difficilmente <strong>suffragabil</strong><strong>e</strong> per un&#8217;ampia serie di motivi. Manca poco più di un anno all&#8217;elezione e Clooney dovrebbe in pochi mesi costituire <strong>comitati elettorali (Pac), </strong>raccogliere fondi, inserirsi nel dibattito politico. Al tempo stesso, dovrebbe giustificare un&#8217;eventuale discesa in campo con pretesti politici in rottura con un partito di cui sarebbe ironico sostenere che il suo padre nobile non rappresenti il cuore pulsante, un centro decisionale fondamentale.</p>
<p>Tuttavia, non si può escludere un maggiore impegno politico del democratico di ferro Clooney come testa di ponte tra il mondo del jet-set e il partito dell&#8217;asinello. Per dare maggiore organicità alla &#8220;parata di stelle&#8221; che nel 2016 ebbe un mesto epilogo nella sfilata presentata da <strong>Hillary Clinton </strong>nella <a href="https://it.insideover.com/politica/le-stelle-cadenti-hillary-clinton.html">serata di conclusione della campagna elettorale,</a> che Trump preferì passare parlando di fronte a un pubblico di operai. Per garantire un punto di riferimento alle <strong>istanze &#8220;politically correct&#8221; del programma democratico </strong>e avere un portavoce di fama mondiale.</p>
<p>Si può dire che per certi versi George Clooney rappresenti un buon profilo di &#8220;anti Trump&#8221; mediatico in quanto&#8230;estremamente simile a lui. Per un&#8217;ampia serie di motivi: in primo luogo, <strong>la comune appartenenza al mondo dello show business </strong>che garantisce un moltiplicatore intrinseco di popolarità a frasi, dichiarazioni ad effetto e prese di posizione. In secondo luogo l&#8217;approccio <strong>naif e semplicistico alla politica, </strong>con la dichiarazione ad effetto o il colpo di teatro sostituti perenni del ragionamento strategico, sia che si parli degli appelli ai pochi anni residui per salvare il mondo (Clooney e la moglie Amal) o del muro col Messico come roccaforte di salvezza esistenziale (Trump). Procedendo oltre, si può indicare la tendenza a polarizzare l&#8217;opinione pubblica che in quest&#8217;epoca di tribalizzazione del dibattito politico americano sta diventando, purtroppo, un punto fondamentale per compattare le proprie schiere di sostenitori.</p>
<p>Trump e Clooney rappresentano due facce della stessa medaglia: il calo del livello della <strong>classe dirigente statunitense </strong>che arriva a pescare a piene mani dallo show business. Sarebbe impossibile ogni paragone con <strong>Ronald Reagan, </strong>ex attore di Hollywood arrivato alla Casa Bianca: Reagan masticò politica sin dai duri anni del maccartismo e compì un lungo <em>cursus honorum </em>verso Washington passando attraverso l&#8217;esperienza di governatore della California, non si catapultò d&#8217;impeto verso i palazzi sul Potomac. E del resto la voglia di Obama di vedere Clooney con un ruolo più attivo testimonia anche della fragilità interna ai democratici: il sostegno del complesso mediatico potrebbe tornare utile qualora Obama volesse orientare l&#8217;esito delle primarie verso un candidato a lui gradito. Senza però fornire armi utili nella battaglia del 2020 contro i repubblicani di Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/obama-punta-su-clooney-per-la-guerra-dem-a-trump.html">Obama punta su Clooney per la guerra dem a Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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