La campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti ha visto un enorme sforzo economico e mediatico da parte dei due contendenti. Hillary Clinton e Donald Trump per far presa su una parte dell’elettorato, per così dire, più “pop”, hanno potuto contare anche sull’appoggio di un esercito di celebrità che si sono schierate più o meno attivamente per l’una e l’altro.

Se volessimo utilizzare l’appoggio delle star come termometro del gradimento dei due candidati, la vittoria sarebbe stata di Hillary Clinton, e sarebbe stata schiacciante.Per lei, cantanti, musicisti, attori, registi, scrittori, presentatori, statunitensi ma non solo, si sono esposti con appelli e dichiarazioni in tv e sui social network ai propri fan affinché andassero a votare per quella che sarebbe potuta diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti.Contare tutti i vip a favore di Hillary Clinton è davvero difficile e si farebbe prima a contare i pochi che hanno appoggiato Donald Trump. Tra coloro che si sono schierati per l’ex Segretario di Stato, oltre a personaggi famosi sono solo negli Stati Uniti, troviamo star di fama mondiale come Madonna, Lady Gaga, Katy Perry, Beyoncé e il marito Jay-Z, Miley Cyrus, Adele, Bruce Springsteen, Jon Bon Jovi, Robert De Niro, Mark Ruffalo, Scarlett Johannson, Salma Hayek, Magic Johnson (l’ex stella del basket NBA), Natalie Portman, Kim Kardashian, George Clooney, America Ferrera, John Legend, Jesse Eisenberg, Richard Gere, Snoop Dogg, Olivia Wilde e Jennifer Lopez. E questi sono davvero una minima parte.A guidare la compagine, la cantante Katy Perry che ha concesso il suo ultimo singolo “Rise” come inno della campagna elettorale dei democratici e che si è esibita più volte sul palco delle convention e dei comizi di Hillary con discorsi e miniconcerti per caricare d’energia le folle.Genitori dichiaratamente repubblicani, Katy Perry ha fatto di tutto per convincere gli americani a votare per la candidata democratica, si è persino messa a nudo in un video nella speranza di richiamare il maggior numero di elettori. E dopo la sconfitta, ha listato il proprio profilo Twitter a lutto, incitando i propri fan alla ribellione.Insieme a lei anche Lady Gaga, ormai ripulitasi dall’immagine di popstar ribelle, si è prestata a discorsi politici con un look sobrio e in un’occasione, proprio alla fine della campagna è stata pure accusata di celebrare il Nazismo con una divisa nera e rossa che in realtà era appartenuta a Michael Jackson.Meno serio l’appello al voto di Madonna. Pronta a tutto pur di far parlare di sé, la cantante, durante la presentazione della famosa comica Amy Schumer (anche lei pro-Hillary), ha promesso sesso orale a tutti quelli che avrebbero votato per la Clinton, suscitando non poche polemiche.Divertente anche la boutade di Cher che aveva minacciato di lasciare addirittura il pianeta se avesse vinto Donald Trump, ma che al momento risulta ancora sulla Terra.Non solo donne però. A fianco di Hillary sono scesi in campo per intercettare l’elettorato maschile anche Bruce Sprigsteen e Jon Bon Jovi, che hanno suonato per la candidata democratica, e tanti attori. Robert De Niro si è esibito in un monologo, attaccando frontalmente Trump e definendolo “un cane e un maiale”. Mentre Robert Downey Jr e Mark Ruffalo, insieme con la collega Scarlett Johanson (con la quale interpretano gli Avengers dei cinefumetti Marvel) hanno informato con un video – affollatissimo di attori – sui rischi che avrebbe portato l’elezione di Trump.banner_cristianiSul versante repubblicano, pochi attori hanno fatto coming out, andando contro l’establishment di Hollywood completamente schierato per Hillary, salvo rare eccezioni.Donald Trump ha potuto contare sull’appoggio incondizionato di un pezzo da novanta come Clint Eastwood e Jon Voight, oltre al cantante Kid Rock, e a Mike Tyson.Per lui, poi, una serie di personaggi meno noti come Kirstie Alley, Lou Ferrigno, Hulk Hogan, Stephen Baldwin (fratello minore di Alec), la pornostar Tila Tequila, e infine Puff Daddy, e Gene Simmons il bassista dei Kiss Gene Simmons, senza dimenticare due sostenitori che hanno avuto un ruolo da protagonisti anche durante la convention repubblicana, gli attori (entrambi di origine italiana) Scott Baio e Antonio Sabato Junior.