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	<title>Eli Cohen Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Mar 2026 17:18:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Eli Cohen Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Israele, obiettivo Litani in Libano: tra risorse e ideologia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-obiettivo-litani-in-libano-tra-risorse-e-ideologia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 17:18:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Truppe israeliane stanziate nel Sud del Libano" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’offensiva israeliana nel sud del Libano punta al controllo dell’area a sud del Litani, provocando oltre un milione di sfollati e migliaia di vittime.<br />
Dietro la giustificazione della “zona cuscinetto” emergono interessi più profondi, legati alle risorse idriche ed energetiche della regione.<br />
A questi si intreccia una dimensione ideologica: l’idea della “Grande Israele” e una strategia già sperimentata a Gaza, ora replicata anche in Libano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-obiettivo-litani-in-libano-tra-risorse-e-ideologia.html">Israele, obiettivo Litani in Libano: tra risorse e ideologia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Truppe israeliane stanziate nel Sud del Libano" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Truppe-israeliane-stanziate-nel-Sud-del-Libano-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele continua ad avanzare nel Sud del Libano, annunciando “il <a href="https://news.antiwar.com/2026/03/26/israel-sends-more-ground-troops-into-lebanon-as-occupation-destruction-mounts/">dispiegamento di ulteriori truppe di terra</a> come parte di un’invasione iniziata nei primi giorni di marzo”. Un’operazione che – come dichiarato dal ministro della Difesa <strong>Israel Katz </strong>– punta a estendersi all’intera area a Sud del fiume Litani. L’obiettivo appare sempre più chiaro: preparare un’<strong>occupazione di lungo periodo</strong>, svuotando una fascia di territorio di circa 20 chilometri dai suoi abitanti libanesi, ai quali è stato intimato di evacuare.</p>



<p>L’<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-quarta-guerra-del-libano-investe-il-paese-dei-cedri-la-sfida-finale-tra-israele-e-hezbollah.html">offensiva israeliana</a> ha già prodotto conseguenze drammatiche: oltre un <strong>milione di sfollati</strong> e almeno 1.200 morti, secondo le stime più recenti. Ma è sul piano strategico che si coglie la portata dell’operazione. Israele <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israel-destroys-vital-bridges-in-southern-lebanon-in-preparation-for-ground-invasion-/3876075">ha infatti distrutto</a> cinque dei sette ponti che attraversano il fiume Litani, compromettendo gravemente i collegamenti tra il Sud e il resto del Paese. <strong>Restano in piedi soltanto il ponte di Khardali</strong> – di fatto inutilizzabile, dopo la distruzione delle strade circostanti – e il vecchio ponte di Barghoz, ultimo collegamento ancora attivo.</p>



<p>Il risultato è una frattura territoriale netta: il Libano meridionale è ormai isolato dal resto del Paese. Una separazione che non appare temporanea, ma funzionale a impedire il ritorno della <strong>popolazione evacuata</strong> nei propri villaggi, consolidando così un nuovo assetto sul terreno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’occupazione militare per le risorse energetiche</h2>



<p>Formalmente, Tel Aviv giustifica l’avanzata sostenendo la necessità di creare una “zona cuscinetto” nel Sud del Libano, utile a proteggere il proprio territorio dalle incursioni di Hezbollah. Una narrativa securitaria che ricalca schemi già adottati in passato. Proprio sul terreno, <strong>Israele sembra aver riscoperto che Hezbollah</strong> – dato per neutralizzato solo pochi mesi fa – è tutt’altro che scomparso, <a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/hezbollah-hits-new-record-of-94-operations-against-israeli-o">continuando a colpire mezzi corazzati</a> e a lanciare missili oltre confini.</p>



<p>Tuttavia, l’idea che Israele voglia solo creare una “zona cuscinetto” nel Libano meridionale appare riduttiva se si tiene presente una prospettiva storica più ampia. Come evidenziato anche da analisi accademiche, il controllo delle risorse idriche è da decenni uno dei nodi del confronto tra Israele e Libano. In un territorio come il Medio Oriente dove l’acqua, il <strong>cosiddetto oro blu</strong>, è una risorsa ancora più preziosa che altrove, il fiume Litani, che scorre a 20 km dal confine israeliano, rappresenta una asset strategico che da tempo Tel Aviv mira a controllare. Tanto che già nel 2015 la <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/l-idroconflitto-tra-libano-e-israele_(Atlante-Geopolitico)/">Treccani</a> parlava esplicitamente di “idroconflitto”.</p>



<p>Ma la posta in gioco non si esaurisce all’acqua. Accanto alla dimensione idrica, emerge con forza anche quella energetica legata ai <strong>giacimenti di idrocarburi</strong> presenti sotto i fondali del Mediterraneo orientale, al largo delle coste israeliane e del Libano meridionale. Come riportato da <strong>Piccole Note</strong>, nel 2019 Israele tentò di ampliare i confini marittimi a scapito del Libano per sfruttare in solitaria quei giacimenti, le cui risorse sono stimate in circa “600 miliardi di dollari”. Ne nacque una contesa serrata, finita con un compromesso e un acccordo che ha conferito a Israele lo sfruttamento di Karish e al Libano quello di Qana.</p>



<p>Non sembra un caso che, a <a href="https://www.newarab.com/news/lebanons-gas-under-threat-israel-may-scrap-maritime-border">settembre del 2024</a>, un mese dopo l’uccisione del leader di Hezbollah <strong>Hassan Nasrallah</strong>, il ministro dell&#8217;Energia israeliano <strong>Eli Cohen</strong> abbia chiesto espressamente di cercare una scappatoia per annullare quello che ha definito il &#8220;<a href="https://www.newarab.com/news/lebanon-signs-gas-exploration-deal-international-consortium">vergognoso accordo sul gas&#8221;</a> firmato con il Libano. Intenzione ribadita all’inizio di questo mese quando l’aggressione contro il Paese dei cedri si è intensificata.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Read more ⤵️<a href="https://t.co/63zVP9AOib">https://t.co/63zVP9AOib</a></p>&mdash; Middle East Eye (@MiddleEastEye) <a href="https://twitter.com/MiddleEastEye/status/2036075019646681269?ref_src=twsrc%5Etfw">March 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La “Grande Israele”</h2>



<p>A tutto ciò si collega anche un ulteriore elemento, meno dichiarato ma altrettanto rilevante. <em>The New Arab</em> riporta un’intervista a Zahera Harb, professoressa al City St George’s, Università di Londra, che osserva: “Israele parla di sicurezza, ma sappiamo che vogliono anche acqua e terra. Abbiamo sentito politici israeliani parlare del Libano come parte del <strong>Grande Israele</strong> e gongolare”.</p>



<p>Un riferimento che chiama in causa una dimensione tutt’altro che marginale: quella ideologica e messianica che attraversa una parte significativa della società e della classe politica israeliana. In ambienti ultranazionalisti e religiosi – ma non solo – <strong>l’idea della “<a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-il-sogno-del-grande-israele-ecco-di-che-cosa-si-tratta.html">Grande Israele</a>”</strong> è infatti un orizzonte ricorrente: uno Stato dai confini estesi che, nella lettura più radicale della Torah, comprenderebbe – oltre all’attuale Israele – i Territori palestinesi, porzioni di Giordania, Siria e Libano.</p>



<p>Non sorprende, allora, che poco prima della distruzione dei ponti sul Litani, <a href="https://www.middleeasteye.net/news/litani-river-must-be-new-border-lebanon-israels-smotrich-says">Bezalel Smotrich</a>, ministro delle Finanze e figura di riferimento dell’ala più messianica del governo, abbia dichiarato alla Knesset – con il consueto “garbo” – che “i nostri confini dovranno estendersi fino al Litani”.</p>



<p>Parole che non rappresentano un’uscita isolata, ma si inseriscono in una linea già emersa in altri contesti: dalla Striscia di Gaza, dove Israele ha consolidato una presenza su vaste aree ridotte a macerie, alla Cisgiordania, segnata dall’espansione continua degli insediamenti e dalla violenza dei coloni.</p>



<p>Acqua, gas, Grande Israele, tutti fattori che segnalano come l’avanzata israeliana nel <strong>Sud del Libano</strong> non sia solo una risposta contingente all’attivismo di Hezbollah, ma il tentativo di portare a compimento una prospettiva geopolitica e una visione religiosa da tempo presente nei piani degli strateghi israeliani e nelle allucinate visioni degli ebrei messianici.</p>



<p>Si tratta di fissare nuova “linea gialla”, per usare l’espressione usata da <a href="https://www.newarab.com/analysis/inside-israels-gazafication-south-lebanon">The New Arab</a>, che replica – anche geograficamente – uno schema già collaudato a Gaza. “Per capire cosa sta succedendo nel Sud del Libano, si deve guardare a Gaza”, scrive il giornale: “ciò che Israele sta facendo ora è una continuazione di ciò che hanno fatto nella Striscia, una ‘<strong>gazificazione</strong>’”.</p>
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		<item>
		<title>Israele-Egitto, maxi-accordo sul gas da 35 miliardi di dollari</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-1536x992.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-600x388.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un asse energetico da 35 miliardi di dollari: Israele ed Egitto rafforzano la loro cooperazione strategica a tutto campo.</p>
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<p>Un asse energetico da <strong>35 miliardi di dollari: Israele ed Egitto</strong> rafforzano la loro cooperazione in ambito economico con un nuovo accordo per la <strong>fornitura di gas naturale dallo Stato Ebraico al Paese nordafricano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele-Egitto, asse sul gas</h2>



<p>Il Cairo si è accordata per acquistare 130 miliardi di metri cubi di gas dal 2026 al 2040, fornendo a Tel Aviv <strong>entrate per l&#8217;erario pubblico pari a 18 miliardi di dollari, </strong>che partiranno con incassi da mezzo miliardo l&#8217;anno nel 2026 e saliranno fino a toccare <strong>1,9 miliardi di dollari nel 2033</strong>. Si estende un vecchio accordo del 2019, quando nel pieno del grande gioco del gas nel Mediterraneo orientale (che toccava anche progetti orientati verso l&#8217;Europa come il gasdotto EastMed oggi sostanzialmente archiviato) si plasmò l&#8217;asse energetico tra <strong>Benjamin Netanyahu, </strong>premier d&#8217;Israele, e il presidente egiziano <strong>Abdel Fattah al-Sisi.</strong></p>



<p>Il gas sarà estratto nel giacimento offshore <strong>Leviathan, il più grande di Israele</strong>, e contribuirà a alleviare l&#8217;annosa crisi energetica dell&#8217;Egitto. Il Cairo consuma mediamente 175,6 milioni di metri cubi di gas ogni giorno per alimentare la sua economia e la sua società e ne produce solo 141,6, anche dopo l&#8217;entrata in operatività del grande giacimento Zohr, scoperto da Eni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La perenne crisi energetica del Cairo</h2>



<p>Una sottocapacità del 20% che sarà colmata anche con il contributo israeliano, dato che da tempo Il Cairo è in apnea: &#8220;Accordi come il contratto per gas naturale liquefatto da 3 miliardi di dollari con Shell e TotalEnergies per 60 carichi all&#8217;inizio del 2025 evidenziano vulnerabilità, insieme agli sforzi per rilanciare giacimenti come Zohr&#8221;,<a href="https://english.ahram.org.eg/News/558887.aspx"> nota <em>Ahram</em> aggiungendo </a>che &#8220;le importazioni sono previste fino a giugno 2026 per soddisfare la crescente domanda&#8221;. <strong>Israele fornirà gas via tubo più economico</strong> e mira a ridurre tra gli 1 e i 2 miliardi di metri cubi le importazioni annue di Gnl da parte de Il Cairo, sostituendole con l&#8217;estrazione di Leviathan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mano degli Usa</h2>



<p>L&#8217;accordo, confermato ieri da Netanyahu e dal ministro dell&#8217;Energia israeliano <strong>Eli Cohen</strong>, era nell&#8217;aria da mesi e attendeva la ratifica israeliana. <a href="https://www.timesofisrael.com/historic-moment-netanyahu-announces-record-natural-gas-deal-with-egypt/">Il <em>Times of Israel</em> </a>scrive di aver appreso che &#8220;gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo significativo nel fare pressione su Cohen e Netanyahu affinché stipulassero un accordo con l&#8217;Egitto, e il Segretario all&#8217;Energia statunitense <strong>Chris Wright</strong> ha annullato una visita di sei giorni in Israele a ottobre, dopo che Cohen si è rifiutato di firmare l&#8217;accordo&#8221;.</p>



<p><strong>Washington mira a far sì che l&#8217;asse energetico Cairo-Tel Aviv</strong> rafforzi la vicinanza dell&#8217;Egitto e di al-Sisi, strategici nel quadrante Medio Oriente/Nordafrica, al campo occidentale, <strong>sbarri la strada del mercato locale del gas</strong> alla rivale Russia e garantisca le aziende presenti nel consorzio che opera in Leviathan. Tra queste, oltre alla israeliana NewMed Energy, c&#8217;è anche l&#8217;americana <a href="https://it.insideover.com/energia/il-grande-gioco-del-petrolio-chevron-e-exxon-rilanciano-la-produzione-lukoil-vende-gli-asset-esteri.html#google_vignette">Chevron. </a></p>



<p>Quest&#8217;ultima è strategica nella manovra di <em>energy dominance</em> dell&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump: &#8220;Chevron, che ora è l&#8217;attore chiave nel settore energetico israeliano, spera di utilizzare la sua posizione in Israele, Egitto e Cipro come&nbsp; <a href="https://www.nytimes.com/2023/07/27/business/energy-environment/israel-gas-europe.html?searchResultPosition=6">trampolino di lancio regionale per diventare un importante esportatore in Europa</a>&#8220;, nota<a href="https://www.nytimes.com/2025/12/17/world/middleeast/israel-gas-deal-egypt.html"> il New York Times.</a> Donald Trump starebbe mirando a organizzare nelle prossime settimane un vertice a tre negli Usa con Netanyahu e Al-Sisi per discutere dei dossier comuni, da Gaza al gas stesso.</p>



<p><a href="https://www.israelhayom.com/2025/12/18/the-real-purpose-of-israels-gas-deal-with-egypt/">Israel Hayom nota </a>che per i funzionari di Tel Aviv <strong>l&#8217;obiettivo è fare del gas una leva per avvicinare al Paese l&#8217;Egitto</strong> e concordare, sul dossier Gaza, una linea comune orientata a non lasciare spazi di manovra eccessivi ad Hamas:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>In Israele, i funzionari ritengono che, una volta iniziate le forniture di gas e quando l&#8217;Egitto diventerà dipendente energeticamente dal gas israeliano, questa dipendenza servirà da leva per dissuadere il Cairo dal violare il trattato di pace. Sostengono inoltre che, se Israele non avesse fornito gas all&#8217;Egitto, il suo vicino meridionale si sarebbe rivolto al Qatar.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Assi energetici, crisi geopolitiche</h2>



<p><strong>Gli Usa &#8220;accendono&#8221; <a href="https://it.insideover.com/energia/tra-usa-e-russia-la-guerra-del-gas-ha-un-solo-sconfitto-leuropa.html">la guerra fredda del gas</a></strong>, Israele ed Egitto siglano accordi strategici, l&#8217;energia torna motore di grandi cambi di rotta geopolitici. La diplomazia energetica lascia pensare a un trend costruttivo di dialogo e realismo. <a href="https://it.insideover.com/difesa/israle-gaza-la-diplomazia-delle-intelligence.html">Quello che l&#8217;Egitto, assieme a Qatar, Turchia e Usa</a>, <strong>ha provato a costruire mediando la tregua a Gaza</strong>. </p>



<p>L&#8217;asse energetico in rafforzamento disegna un futuro di <strong>cooperazione economica e politica, ipotizzando uno scenario di pace</strong>. Ma la spada di Damocle del caos pende ancora su un <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-e-oltre-parla-marco-minniti-litalia-sia-ponte-tra-occidente-e-sud-del-mondo.html">Medio Oriente ove la <strong>Fase 2 della tregua di Gaza ancora non si vede</strong>.</a> E proprio l&#8217;atavica tendenza israeliana a cercare l&#8217;egemonia con la forza, in prospettiva, rischia di fare anche dei più grandi progetti strategici una lettera morta.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html">Israele-Egitto, maxi-accordo sul gas da 35 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il secolo di Eli Cohen, martire del Mossad</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-secolo-di-eli-cohen-martire-del-mossad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuel Botti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2024 13:11:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="558" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Elie_Cohen_at_his_Damascus_residence_in_1963.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Elie_Cohen_at_his_Damascus_residence_in_1963.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Elie_Cohen_at_his_Damascus_residence_in_1963-600x419.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Elie_Cohen_at_his_Damascus_residence_in_1963-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Elie_Cohen_at_his_Damascus_residence_in_1963-768x536.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Abbiamo sentito tante volte parlare del Mossad, l’intelligence israeliana tra le più sofisticate al mondo, ma sono diverse le operazioni che ancora oggi attendono una rivendicazione ufficiale, che probabilmente non avverrà mai. Tuttavia, tra le storie firmate dall’agenzia, una in particolare è tutt’oggi motivo di orgoglio israeliano: si tratta di un eroe e di un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-secolo-di-eli-cohen-martire-del-mossad.html">[...]</a></p>
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<p>Abbiamo sentito tante volte parlare del <strong>Mossad</strong>, l’intelligence israeliana tra le più sofisticate al mondo, ma sono diverse le operazioni che ancora oggi attendono una <strong>rivendicazione</strong> <strong>ufficiale</strong>, che probabilmente non avverrà mai.</p>



<p>Tuttavia, tra le storie firmate dall’agenzia, una in particolare è tutt’oggi motivo di orgoglio israeliano: si tratta di un eroe e di un <strong>martire</strong> che ha sacrificato vita, famiglia, e ideali per il proprio Paese, si tratta di <strong>Eli Cohen</strong>. Dicembre 2024 ha segnato il centenario dalla sua nascita, e<a href="https://it.insideover.com/guerra/dietro-i-raid-contro-le-armi-strategiche-di-assad-ununita-delite-di-israele.html"> dopo la caduta di Bashar al-Assad</a> si dice che le spie di Israele stiano cercando, nella capitale siriana Damasco, il luogo di sepoltura di un uomo che, tra grandezza e tragedia, ha fatto la storia dello spionaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi era Eli Cohen</h2>



<p>La straordinaria storia di Cohen inizia ad Alessandria d’Egitto, quando viene messo al mondo nel <strong>1924</strong> da una famiglia di <strong>ebrei siriani</strong> originari di <strong>Aleppo</strong>. Secondo di otto figli, il <strong>patriottismo</strong> entrerà ben presto a far parte nella sua vita, quando il clima nazionalista e <strong>anti-israeliano</strong> inizia a fomentare l’Egitto dopo la nascita dello <strong>Stato di Israele</strong>, nel 1948. Quel clima costringe la sua famiglia ad emigrare nella terra promessa, ma Eli decide di rimanere in Egitto per finire i suoi studi universitari.</p>



<p>Nel <strong>1951</strong>, anno in cui viene ufficialmente riconosciuto come parte della struttura burocratica, il <strong>Mossad</strong> crea un’<strong>organizzazione di ebrei egiziani</strong> per sostenere coloro che volevano rifugiarsi in Israele. <strong>Eli Cohen viene reclutato</strong>. Qui inizia il suo viaggio nei servizi segreti, viaggio che finirà <strong>14</strong> <strong>anni</strong> dopo, insieme alla sua vita.</p>



<p>La svolta avviene nel <strong>1956</strong>, quando le forti tensioni tra Gerusalemme e Il Cairo, impegnati nella <strong>crisi di Suez </strong>lo portano all’espulsione, costringendolo così ad <strong>emigrare</strong> <strong>in Israele</strong>, a Bat Yam. Quella che conduce fino al 1960 è una vita apparentemente tranquilla, conosce e sposa l’amore della sua vita, l’israeliana di origini irachene <strong>Nadja</strong> <strong>Majald</strong> e lavora come contabile e ispettore da <strong>Hamshbir</strong>, una catena di grandi magazzini.</p>



<p>La quiete si interrompe quando alla porta di casa sua bussa nuovamente il Mossad per reclutarlo. Dopo un <strong>intenso</strong> <strong>addestramento</strong> durato all’incirca sei mesi, Eli diventa un <strong><em>katsa</em></strong> (un agente sul campo) e viene mandato l’anno successivo a <strong>Buenos</strong> <strong>Aires</strong> con la copertura che vestirà fino al giorno della sua morte, <strong>Kamel Amin Tha&#8217;abet</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Kamel Amin Tha&#8217;abet</h2>



<p><strong>Uomo d’affari siriano espatriato in Argentina</strong> per motivi politici, Kamel inizia la sua nuova vita frequentando sin da subito <strong>esuli</strong> <strong>nazisti</strong> che lo presentano al generale siriano <strong>Amin al-Hafiz</strong>, segretamente membro del <strong>Baath</strong>, il partito socialista panarabo. Il legame tra i due si stringe particolarmente e Kamel rivela la sua posizione politica a favore del partito.</p>



<p>In previsione di un grosso colpo di stato, la spia del Mossad si reca finalmente a <strong>Damasco</strong> nel <strong>1962</strong>, portandosi dietro una forte personalità che è riuscita a solidificarsi grazie ai legami con i membri del Baath.</p>



<p>Nel 1963 accade quello per cui l’intelligence aveva preparato il suo agente: Amin al-Hafiz porta a segno il <strong>colpo di Stato</strong> e diventa il nuovo <strong>Presidente</strong> <strong>della Siria</strong>. Eli, o meglio Kamel, viene nominato dal neo-leader di Stato come <strong>viceministro</strong> <strong>della</strong> <strong>Difesa</strong> <strong>del regime siriano</strong>, una carica di altissimo rango.</p>



<p>Dopo giornate passate a stringere mani dell’establishment, Kamel collezionava <strong>informazioni</strong> <strong>top</strong> <strong>secret</strong> che quotidianamente riportava in <strong>codice Morse</strong> tramite una radio nascosta al quartier generale del Mossad in Israele. Le trasmissioni radio erano brevi per evitare che venissero localizzate dalle autorità siriane, che monitoravano le frequenze per scoprire eventuali attività spionistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le piante di eucalipto e la fine</h2>



<p>A testimoniare l’astuzia di Cohen è il celebre episodio delle <strong>piante di eucalipto</strong>. Divenuto ormai un pezzo grosso del governo, Kamel mostra un particolare interesse per capire come i siriani attaccheranno il suo nemico. Decide così di fare un tour guidato dai generali sulle <strong>Alture del Golan</strong>, dove le truppe erano appostate in attesa di ordini contro Gerusalemme. Kamel riportò agli ufficiali la drammatica situazione dei soldati, che dovevano resistere tutto il giorno sotto al sole cocente, fucili alla mano. Con questa scusa, <strong>fece piantare diversi alberi</strong> di eucalipto per fornire <strong>ombra</strong> e sollievo ai soldati, e al contempo <strong>visibilità</strong> <strong>strategica</strong> agli israeliani.</p>



<p>Tutto finisce in un batter d’occhio. Nel <strong>1965</strong>, una squadra dell’<strong>Unione Sovietica </strong>viene mandata a Damasco per fornire un supporto ai siriani, che da tempo sospettano la presenza di una spia all’interno del governo. <strong>Kamel viene colto in flagrante mentre stava trasmettendo informazioni nel suo appartamento</strong>.</p>



<p>Israele ammette immediatamente il suo coinvolgimento e rivela la vera identità di Eli Cohen. Propongono uno scambio con alcuni uomini di servizi arabi catturati in Israele, ma la ferita subita dalla Siria è talmente profonda che rifiutano qualsiasi trattativa. Tra <strong>appelli</strong> <strong>internazionali</strong> di Francia, Belgio e Canada, nulla di tutto è in grado di placare il volere di Damasco. <strong>Eli viene condannato a morte e pubblicamente impiccato</strong> nella piazza centrale della capitale.</p>



<p>È grazie alle sue preziose informazioni che Israele riuscì a vincere la <strong>guerra dei sei giorni</strong>, in cui le truppe dell’Idf riuscirono a conquistare il Golan. Eli Cohen non tornerà più a casa da sua moglie e dai suoi figli, e così anche le sue spoglie, tuttora conservate in Siria e mai restituite ad Israele.</p>
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